L'ultimo giorno di lezioni dell'anno scolastico si è trasformato in una vera e propria festa dello sport e dei ricordi. A fare un'improvvisata tra i corridoi dell'Istituto Tecnico Giovanni Antinori di Camerino è stato infatti Giulio Pellizzari, il giovanissimo e talentuoso ciclista della Bora Hansgrohe originario della città ducale, ritornato per qualche ora nella sua vecchia scuola. Ad accompagnarlo in questa visita inattesa c'era l'amico fraterno e storico compagno di classe Giordano Fienauri, per una conclusione dell'anno scolastico davvero speciale che resterà certamente impressa nella memoria dei presenti.
L'arrivo del corridore marchigiano ha acceso l'entusiasmo e la curiosità di studenti, docenti e di tutto il personale scolastico. Oggi Pellizzari è un volto di primo piano nel panorama del ciclismo professionistico nazionale e internazionale, reduce da grandi prestazioni sulle strade più importanti del mondo, ma tra le mura dell'Antinori è ricordato da tutti per aver conseguito con successo il diploma di Geometra.
Durante gli anni trascorsi sui libri a Camerino, il giovane atleta ha saputo dimostrare una straordinaria tenacia, riuscendo a conciliare il pesante impegno dello studio con i sacrifici richiesti dalla sua crescente passione per le due ruote, costruendo passo dopo passo la carriera che lo ha proiettato ai massimi livelli del professionismo.
Il ritorno a casa del campione è stato scandito da una lunghissima sessione di fotografie, selfie, autografi e affettuosi scambi di battute con i ragazzi e con i suoi vecchi professori, orgogliosi di aver accompagnato la crescita di un atleta così stimato. La comunità scolastica dell'Istituto Tecnico "Giovanni Antinori" ha voluto ringraziare pubblicamente Giulio Pellizzari e Giordano Fienauri per la bellissima sorpresa, augurando al ciclista di continuare a raccogliere straordinari successi in sella alla sua bici e di portare sempre in giro per il mondo i valori e la storia della scuola camerte.
Capire cosa accade nel magma prima di un’eruzione vulcanica è una delle grandi sfide delle scienze della Terra. Perché alcuni vulcani producono tranquille colate laviche mentre altri danno origine a esplosioni improvvise e devastanti? Quali processi controllano questi fenomeni? E soprattutto: è possibile interpretarli in modo più accurato per migliorare il monitoraggio e la prevenzione del rischio vulcanico?
Da queste domande prende avvio lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Communications, frutto della collaborazione tra l’Università di Manchester, l’Università di Camerino, l’Università di Milano-Bicocca, l’INGV di Catania, le Università di Bristol e Grenoble, il laboratorio Diamond Light Source, il CNRS di Tolosa e l’Università di Hannover. Prima autrice della ricerca è la dott.ssa Barbara Bonechi (Università di Manchester), che ha operato in stretta collaborazione con il prof. Fabio Arzilli della Sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie dell’Università di Camerino.
Lo studio introduce un approccio innovativo definito "4D", che integra la ricostruzione tridimensionale delle rocce vulcaniche con la dimensione temporale, consentendo di osservare in laboratorio l’evoluzione del magma in tempo reale. Attraverso sofisticati esperimenti ad alta pressione e alta temperatura, i ricercatori hanno infatti simulato le condizioni presenti all’interno delle camere magmatiche, osservando direttamente la formazione, la crescita e la dissoluzione dei cristalli durante i cambiamenti di temperatura del magma.
Gli esperimenti sono stati realizzati presso il sincrotrone Diamond Light Source nel Regno Unito, utilizzando tecniche avanzate di imaging con raggi X che hanno permesso di ottenere immagini tridimensionali dinamiche senza precedenti dei processi che avvengono nelle profondità della Terra.
I risultati mostrano come anche piccole variazioni di temperatura possano modificare profondamente il comportamento del magma e quindi il tipo di eruzione. Quando il magma si raffredda rapidamente, infatti, si formano numerosi piccoli cristalli che aumentano la viscosità del sistema, rendendo le eruzioni esplosive. Al contrario, temperature più elevate limitano la cristallizzazione, rendendo il magma più fluido e favorendo eruzioni effusive caratterizzate da colate laviche relativamente tranquille.
Al centro della scoperta c’è un fenomeno chiamato superheating (surriscaldamento): una condizione in cui il magma si trova a una temperatura superiore alla propria temperatura di fusione. In questo stato, i cristalli che normalmente si formerebbero al suo interno si dissolvono, e il magma diventa un liquido perfettamente omogeneo.
"La scoperta chiave del lavoro – sottolinea il prof. Arzilli – è che il surriscaldamento non è un fatto trascurabile: lascia una 'memoria' nel magma. Un magma che ha subito un forte surriscaldamento impiega molto più tempo, anche ore invece di minuti, prima di ricominciare a formare cristalli una volta che la temperatura scende di nuovo. Gli scienziati chiamano questo intervallo 'delay di nucleazione': un ritardo nella nascita dei cristalli che può avere conseguenze enormi sul comportamento del vulcano. Comprendere queste dinamiche significa quindi poter interpretare con maggiore precisione i segnali di attività vulcanica".
Lo studio assume una particolare rilevanza anche per l’Italia, uno dei Paesi europei con il più alto rischio vulcanico e con milioni di persone che vivono in prossimità di vulcani attivi come Etna, Vesuvio e Campi Flegrei. Migliorare la comprensione dei processi che precedono un’eruzione può infatti contribuire ad affinare i modelli previsionali e le strategie di monitoraggio, con importanti ricadute sulla gestione del rischio e sulla sicurezza delle popolazioni.
"Questa ricerca - conclude il prof. Arzilli - dimostra come l’integrazione tra sperimentazione avanzata, osservazioni microscopiche tridimensionali in tempo reale e la modellizzazione numerica possa offrire nuove chiavi di lettura dei fenomeni vulcanici. Comprendere il legame tra temperatura, dinamica del magma e cristallizzazione è fondamentale non solo per ricostruire i processi che avvengono nelle profondità della Terra, ma anche per migliorare gli strumenti di monitoraggio dei vulcani attivi e la valutazione della pericolosità e del rischio vulcanico".
Il lavoro conferma inoltre il valore delle collaborazioni scientifiche internazionali e il ruolo dell'Università di Camerino nella ricerca d’avanguardia nei settori della vulcanologia, della geologia sperimentale e delle scienze della Terra.
È Vincenzo Politano, giovane autore di San Martino Sannita (Benevento), il vincitore della XX edizione del Premio Ugo Betti per la drammaturgia con l’opera Il Consolo – liturgia per corpi affamati.
La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 6 giugno nell’Auditorium dell’Accademia della musica di Camerino alla presenza del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, del presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche Gianluca Pasqui, di Simone Rodolfo Masera in rappresentanza del rettore Unicam e da Francesco Rosati, direttore tecnico-scientifico del Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti, organo dell'Amministrazione comunale composto anche da Angela Amici, Carla Carotenuto e Sonia Cavirani che ha predisposto il bando della XX edizione del Premio, approvato con Deliberazione della Giunta comunale n. 135 del 1° ottobre 2025.
Moderatrice della cerimonia è stata Donatella Pazzelli, segretaria del Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti.
"Con la premiazione di Vincenzo Politano, vincitore della ventesima edizione del Premio Ugo Betti, chiudiamo un’altra edizione che ha fatto registrare uno spirito diverso, una partecipazione importante e soprattutto un grande interesse verso il nostro drammaturgo - dichiara il sindaco di Camerino, Roberto Lucarelli - Lo abbiamo visto sia da parte dei più giovani sia da parte di autori e drammaturghi già affermati. Desidero ringraziare tutti i componenti del Centro Studi Teatrali e Letterari Ugo Betti e l’intera giuria, che ha svolto un lavoro eccezionale scegliendo un’opera che affronta temi di grande attualità e che, allo stesso tempo, guarda con attenzione e sensibilità agli scritti del nostro concittadino Ugo Betti.
L’edizione di quest’anno ha confermato ancora una volta l’importanza della figura di Ugo Betti a livello cittadino, nazionale e internazionale nel panorama culturale e artistico italiano. È fondamentale continuare a lavorare per valorizzarne l’eredità e l’Amministrazione comunale proseguirà con convinzione su questo percorso, sostenendo sempre di più l’attività del Centro Studi affinché possano nascere nuove iniziative dedicate alla conoscenza e alla diffusione dell’opera di Betti. L’appuntamento è ora alla ventunesima edizione del Premio. Nel frattempo continueremo a lavorare con impegno per perseguire questo obiettivo".
Carla Carotenuto, componente Centro studi teatrali e letterari Ugo Betti, ha trattato l’argomento della solitudine nella produzione bettiana (drammi, novelle e poesia) con Massimo Raiconi che ha dato voce al testo “Solitudine” tratto da Ugo Betti, Novelle inedite e altri scritti a cura di Carla Carotenuto e al monologo di Giacomo atto III del dramma Acque turbate (1948) di Ugo Betti.
La giuria della XX edizione del Premio Ugo Betti per la drammaturgia è composta da Paolo Quazzolo, professore associato di Storia del Teatro presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste (presidente); Maddalena Giovannelli, docente di Storia del Teatro e Comunicazione Teatrale presso l’Università della Svizzera Italiana; Graziano Graziani, scrittore, critico teatrale e conduttore di Fahrenheit (Rai Radio 3); Sergio Lo Gatto, docente di Teatro e Scrittura – Metodologie della critica del teatro e dello spettacolo presso l’Università Sapienza di Roma, critico teatrale, direttore responsabile della testata Teatro e Critica, drammaturgo; Gilberto Santini, direttore dell’AMAT (Associazione Marchigiana Attività Teatrali) e Anna Sica, docente ordinario in Discipline dello Spettacolo – Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Palermo.
Alla scadenza del bando prevista per il 16 marzo 2026 sono pervenuti 66 opere che hanno affrontato il tema prescelto: La solitudine. Gli autori hanno delineato una partecipazione diffusa sull’intero territorio nazionale e con presenze internazionali. Proprio il presidente Quazzolo ha parlato dei lavori della giuria di questa edizione e dopo aver proclamato il vincitore ha letto la motivazione: “Il Premio “Ugo Betti per la drammaturgia” – XX Edizione (2026), è assegnato all’unanimità a Il Consolo – liturgia per corpi affamati di Vincenzo Politano, per l’originalità e la maturità di una scrittura che affronta il tema della solitudine attraverso la prospettiva contemporanea dei disturbi alimentari”.
La cerimonia si è conclusa con l’intervento di Fabio Pisano, autore de Il numero esatto, testo vincitore del Premio Ugo Betti per la drammaturgia nel 2024, che è andato poi in scena alle 21:15 nell’Auditorium Benedetto XIII, con la regia di Martina Badiluzzi e con Alessandra Borgia (Seconda madre), Francesca Borriero (Gestante) Anna Carpaneto (Alice), Federica Carruba Toscano (Tata) Giulia Weber (Prima madre).
CAMERINO – Un’esperienza di grande valore sportivo e formativo per alcuni giovani atleti del Cus Camerino, protagonisti al “Palio dei Comuni” nell’ambito del Golden Gala Pietro Mennea, uno dei più prestigiosi meeting internazionali di atletica leggera, andato in scena allo Stadio Olimpico di Roma.
I piccoli atleti hanno avuto l’opportunità di vivere da vicino un evento di caratura mondiale, inserito nel circuito della Diamond League, confrontandosi con realtà provenienti da tutta Italia in un contesto di altissimo livello.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno dell’Amministrazione comunale di Camerino, da sempre attenta alla promozione dello sport giovanile e dell’atletica leggera, considerata la “regina degli sport”.
Fondamentale il lavoro organizzativo e tecnico della professoressa Elisa Vincenti Gatti, docente e allenatrice del Cus Camerino, che segue con continuità il settore dell’atletica, contribuendo alla crescita sportiva e personale dei giovani coinvolti.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Roberto Lucarelli e dall’assessore allo sport Silvia Piscini, che hanno sottolineato il valore educativo di esperienze sportive di questo tipo, capaci di offrire ai ragazzi occasioni di crescita e confronto in contesti nazionali di primo piano.
Il Golden Gala, tappa italiana della Diamond League, ha offerto anche quest’anno uno spettacolo di livello internazionale, con particolare attenzione alle finali dei 100 metri maschili, tra gli eventi più attesi della manifestazione.
Parallelamente, Camerino continua a investire nello sport anche in ambito accademico: presso l’Università di Camerino è in fase di avvio il corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, ulteriore segnale di una strategia che integra formazione, sport e benessere.
Gli impianti sportivi comunali e universitari rappresentano oggi un punto di riferimento sul territorio, contribuendo a promuovere uno stile di vita sano e a valorizzare la pratica sportiva tra i giovani.
Camerino si conferma così una realtà attenta allo sport come strumento di educazione, inclusione e crescita personale.
L'università di Camerino mette in campo tutte le sue forze per attrarre le future matricole e lancia una fitta agenda di appuntamenti estivi dedicati alla scelta del percorso universitario. Le attività di orientamento prenderanno il via ufficialmente lunedì 8 giugno 2026 a Matelica, all'interno del polo didattico Giacomo Renzoni, dove a partire dalle ore 9 si terrà l'open day incentrato sui corsi di laurea in medicina veterinaria e in tecnico del benessere animale e delle produzioni. L'evento inaugurale permetterà ai partecipanti di visitare i laboratori didattici e confrontarsi direttamente con i docenti referenti dopo i saluti istituzionali.
Il fulcro della campagna informativa sarà l'iniziativa denominata "Porte aperte in Unicam – estate 2026", coordinata dal servizio orientamento dell'ateneo. Il progetto si svilupperà in due blocchi temporali distinti, coprendo il periodo dall'1 al 31 luglio e successivamente dal 17 agosto al 4 settembre. Gli incontri si terranno capillarmente in tutti i campus dell'ateneo, coinvolgendo le sedi di Camerino, Ascoli Piceno, Matelica e San Benedetto del Tronto per rispondere ai dubbi delle famiglie in merito a borse di studio, alloggi, agevolazioni e offerta formativa.
La programmazione estiva prevede tappe mirate a metà mese, con open day generalisti fissati il 14 luglio nella sede di Camerino e il giorno successivo, 15 luglio, nei poli di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Il percorso si chiuderà ufficialmente il primo settembre con il tradizionale "Tour in Unicam" nel campus camerte, una visita guidata delle strutture universitarie condotta direttamente dagli studenti tutor.
Attraverso la piattaforma web dedicata all'orientamento, i futuri studenti potranno prenotare i colloqui per scoprire i piani di studio attivati dalle cinque scuole di ateneo: architettura e design, bioscienze e medicina veterinaria, giurisprudenza, scienze del farmaco e dei prodotti della salute, scienze e tecnologie. Spazio anche all'eccellenza con la Scuola di Studi Superiori Carlo Urbani, il cui percorso rilascia un titolo equiparato a un master di secondo livello.
L'obiettivo strategico dell'ateneo è stato ribadito dal rettore di Unicam, Graziano Leoni, che ha evidenziato come l'offerta formativa venga costantemente aggiornata per garantire ai laureati la massima competitività nel mercato del lavoro. Il rettore ha inoltre annunciato un'importante novità per il prossimo anno accademico, rappresentata dall'attivazione del nuovo corso di laurea in scienze per le attività motorie e sportive.
All'invito del rettore si è unita anche la professoressa Isolina Marota, delegata per l'orientamento, che ha sollecitato i ragazzi e i loro genitori a visitare di persona i laboratori e le aule per compiere una scelta universitaria consapevole e basata sulla conoscenza diretta delle strutture. I dettagli logistici e i moduli di prenotazione per ciascun evento sono già consultabili sul portale telematico dell'ateneo.
CAMERINO – Si è svolta questa mattina presso il Polo di Geologia dell’Università di Camerino la cerimonia di premiazione della prima edizione del concorso di idee “Geoscienze per il futuro: Comprendi, Immagina, Proteggi”, iniziativa rivolta agli studenti del quinto anno delle scuole secondarie di secondo grado.
Il progetto, promosso dalla Sezione di Geologia di UNICAM nell’ambito del Piano Lauree Scientifiche, è stato realizzato in collaborazione con il Consorzio Frasassi, il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e il Circolo Fotografico Camerino, con l’obiettivo di avvicinare i giovani ai temi delle geoscienze e della sostenibilità ambientale.
L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di incontro tra scuola e università, stimolando gli studenti a sviluppare progetti innovativi su temi di grande attualità: cambiamento climatico, gestione dei rischi naturali, tutela del territorio e valorizzazione del patrimonio ambientale.
«L’idea del concorso nasce dalla volontà di avvicinare i giovani alle geoscienze, oggi più che mai centrali nelle sfide del futuro» ha spiegato la professoressa Francesca Dezi, delegata all’orientamento dei corsi di laurea in Geologia di UNICAM. «Il riscontro è stato molto positivo: abbiamo ricevuto lavori da scuole italiane e anche dall’estero, caratterizzati da creatività, approfondimento e utilizzo di strumenti innovativi di divulgazione».
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali del rettore dell’Università di Camerino, Graziano Leoni, seguiti dagli interventi dedicati all’offerta formativa STEM e alle prospettive professionali nel settore delle geoscienze.
Il professor Fabio Marchetti, direttore della Scuola di Scienze e Tecnologie, ha illustrato i percorsi universitari disponibili, mentre il professor Stefano Mazzoli ha approfondito il ruolo delle geoscienze nella comprensione dei cambiamenti ambientali e climatici.
Ampio interesse hanno suscitato anche i mini-talk divulgativi “Le Geoscienze in azione”: il professor Gabriele Giuli ha guidato il pubblico alla scoperta delle meteoriti, definite “messaggeri dallo spazio”, mentre il professor Marco Peter Ferretti ha raccontato il ritrovamento del “Gengasaurus”, antico rettile marino giurassico rinvenuto nell’Appennino.
Il momento centrale della giornata è stato dedicato alla presentazione dei progetti vincitori, con gli studenti protagonisti nell’illustrare idee e proposte su futuro del pianeta, prevenzione dei rischi naturali e valorizzazione delle risorse ambientali. Tutti gli elaborati sono stati valutati da una commissione secondo criteri di originalità, rigore scientifico e qualità espositiva.
A conquistare il primo premio è stato il progetto “Geoscienze per un futuro sostenibile: La vera miniera oltre il display”, realizzato dagli studenti dell’I.I.S. “Matteo Ricci” di Macerata.
Il secondo premio è andato al progetto “Mini generatore idroelettrico + LED”, dell’IIS “Podesti Calzecchi Onesti” di Ancona, mentre il terzo posto è stato assegnato a “Studiamo il passato per prevedere il futuro”, dell’Istituto Tecnico Agrario “Vivarelli” di Fabriano.
La commissione ha inoltre attribuito diverse menzioni speciali, riconoscendo l’elevato livello qualitativo e la creatività di tutti i progetti presentati.
ANCONA – Saranno dieci anche per l’estate 2026 le Postazioni Territoriali di Emergenza Sanitaria (PoTES) turistiche attivate nelle Marche per rafforzare la rete regionale dell’emergenza-urgenza nei mesi di maggiore afflusso turistico.
Il programma dell’Agenzia Regionale Sanitaria conferma l’impianto degli anni precedenti, con una distribuzione studiata per garantire assistenza sia lungo la costa sia nelle località interne più frequentate durante la stagione estiva. In diverse aree l’attivazione delle postazioni è stata anticipata alla metà di giugno, con una copertura più omogenea su tutto il territorio regionale.
«Durante la stagione estiva le Marche accolgono un numero importante di visitatori e turisti e questo richiede un’attenzione particolare anche sul fronte dei servizi sanitari e dell’emergenza» ha dichiarato il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. «Le PoTES turistiche sono uno strumento importante per rispondere all’aumento delle presenze e garantire un supporto aggiuntivo nelle località più affollate».
Sulla stessa linea l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, che ha sottolineato la continuità del modello organizzativo: «Confermiamo un sistema che negli anni si è dimostrato efficace nella gestione della domanda di soccorso estiva. Per il 2026 abbiamo previsto anche alcune novità, come l’estensione H24 della postazione di Fano e l’ampliamento dell’orario della PoTES di Numana-Sirolo, per garantire una risposta sempre più rapida e diffusa».
Nel complesso saranno attivate quattro postazioni di tipologia MSI, con equipaggio composto da autista-soccorritore e infermiere, e sei postazioni MSB, con autista-soccorritore e soccorritore. Le PoTES estive si affiancheranno a quelle già operative durante l’anno, rafforzando la rete dell’emergenza-urgenza regionale.
Nel territorio di Gabicce Mare (AST Pesaro Urbino) sarà attiva una PoTES MSI dal 13 giugno al 13 settembre 2026, con copertura diurna 8-20 e potenziamento notturno nei weekend. A Fano sarà operativa una postazione MSB con copertura H24 nello stesso periodo.
Nell’area di Numana-Sirolo (AST Ancona) una PoTES MSI sarà attiva dal 27 giugno al 13 settembre, mentre a Senigallia sarà attivata una MSB con copertura notturna 20-8.
Nel distretto montano di Camerino (AST Macerata) la postazione MSI sarà operativa dal 1° luglio al 31 agosto, con copertura diurna 10-18.
Nel territorio dell’AST di Fermo saranno attive due postazioni MSB a Porto Sant’Elpidio e Porto San Giorgio (10-18), mentre a Sant’Elpidio a Mare sarà operativa una MSI con copertura notturna.
Infine, nell’AST di Ascoli Piceno saranno attive due postazioni MSB a Grottammare e Cupra Marittima, operative dal 1° luglio al 15 settembre con copertura diurna 10-18.
L’obiettivo complessivo è quello di garantire una presenza capillare del sistema di emergenza-urgenza nelle località turistiche, riducendo i tempi di intervento nei periodi di massimo afflusso.
Importante giornata per l'edilizia scolastica e sportiva dell'entroterra maceratese. Questa mattina sono stati ufficialmente inaugurati i lavori di adeguamento sismico della palestra dell’Iis "Varano - Antinori" di Camerino, uniti alla realizzazione della copertura del campetto sportivo esterno. L'intervento, coordinato e finanziato dalla Provincia di Macerata per un valore complessivo di un milione di euro, andrà a beneficio dei 1.100 studenti dell’istituto e delle realtà giovanili del territorio.
Al taglio del nastro hanno preso parte numerose autorità, a testimonianza della rilevanza dell'opera per l'intero comprensorio. Erano presenti il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, il dirigente scolastico Francesco Rosati, il presidente del Consiglio Regionale Gianluca Pasqui, il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, il presidente del Coni Marche Fabio Luna, la professoressa Elisabetta Torregiani in rappresentanza dell’Università di Camerino e diversi sindaci dei Comuni limitrofi.
Dal punto di vista strutturale, i lavori hanno visto l'introduzione di soluzioni progettuali mirate a elevare gli standard di sicurezza e a migliorare la gestione degli spazi. In particolare, sopra il campetto esterno, le gradinate e l'area retrostante è stata eretta una nuova copertura in legno lamellare, concepita come una struttura moderna e totalmente indipendente rispetto al corpo di fabbrica preesistente. Questa innovazione consentirà l’utilizzo dei campi da gioco in ogni stagione dell'anno.
Per quanto riguarda il corpo principale della palestra, l'adeguamento si è concentrato su sistemi capaci di dissipare l'energia prodotta da eventuali eventi sismici. Parallelamente, è stato installato un nuovo impianto di climatizzazione e trattamento dell'aria dedicato in via esclusiva ai locali della palestra, volto a garantire l'efficienza energetica e il comfort ambientale.
Nel corso del suo intervento, il presidente della Provincia Alessandro Gentilucci ha voluto esprimere un ringraziamento al suo predecessore, Sandro Parcaroli, assente alla cerimonia. "Il primo ringraziamento e un grande in bocca la lupo va al mio predecessore Sandro Parcaroli che non è potuto essere qui oggi", ha esordito Gentilucci, sottolineando poi il valore sociale della struttura.
"L'opera rappresenta un importante passo avanti per il potenziamento dell’edilizia scolastica e sportiva del territorio, restituendo agli studenti e alla comunità spazi moderni, sicuri e funzionali - ha spiegato il presidente -. Lo sport, infatti, riveste un ruolo fondamentale nella crescita dei giovani, favorendo inclusione, socializzazione, benessere psicofisico e formazione dei valori educativi legati al rispetto, alla collaborazione e all’impegno. Un investimento importante per queste terre, frutto della collaborazione con le famiglie che non sono andate via in un momento particolarmente difficile come è stato quello del terremoto".
Gentilucci ha poi posto l'accento sulla totale fruibilità dei rinnovati spazi scolastici, spiegando nel dettaglio gli interventi effettuati per l'abbattimento delle barriere architettoniche.
"Particolare attenzione è stata dedicata all’adeguamento strutturale attraverso sistemi che permettono di dissipare l’energia prodotta da eventuali eventi sismici, garantendo maggiore sicurezza agli utenti e migliori prestazioni strutturali. Grande rilievo è stato dato anche all’accessibilità degli spazi - ha concluso il presidente -. Tutto il progetto, infatti, è stato sviluppato nel rispetto delle normative in materia di abbattimento delle barriere architettoniche, garantendo percorsi accessibili, collegamenti facilitati tramite ascensori e servoscala, passaggi adeguati per persone con ridotta capacità motoria e soluzioni progettuali finalizzate all’inclusione e alla sicurezza”.
Si sono conclusi ad Alessandria, Novara e Vercelli i Campionati Nazionali Universitari 2026, organizzati dal CUS e dall’Università del Piemonte Orientale, manifestazione che ha visto confrontarsi atleti provenienti da tutta Italia in un contesto caratterizzato da un elevato livello tecnico in tutte le discipline.
Tra i protagonisti dell’evento il Centro Universitario Sportivo dell’Università di Camerino, che ha chiuso la competizione come primo ateneo marchigiano nel medagliere, nonostante la mancata partecipazione al torneo di calcio a 11. Un risultato di prestigio che ha consentito agli studenti di Unicam di classificarsi tra i primi quindici atenei italiani, alle spalle soltanto delle università più grandi del Paese.
Le maggiori soddisfazioni sono arrivate dagli sport di combattimento, che hanno contribuito in maniera determinante al bottino complessivo di medaglie conquistato dalla rappresentativa camerte. Particolarmente significativo anche il risultato ottenuto dalla squadra di calcio a 5, che ha chiuso la manifestazione con una preziosa medaglia d’argento.
Grande soddisfazione è stata espressa dal rettore Graziano Leoni, dal delegato allo sport Giovanni Maggi e dal presidente del CUS Camerino, Stefano Belardinelli, per un momento particolarmente positivo dello sport universitario camerte.
Un periodo favorevole che coincide anche con l’avvio a Camerino del nuovo corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, diretto dal professor Giuseppe Sagratini, ulteriore tassello nel percorso di crescita dell’ateneo nel settore sportivo e formativo.
L’Università di Camerino è stata inoltre presente a Rimini Wellness con numerosi studenti accompagnati dalle professoresse Bonacucina, Cacciagrano e Torregiani e dal professor Tayebati, confermando il proprio impegno nella promozione dello sport e del benessere a tutti i livelli.
Non era il Giro d’Italia 2026 che si aspettava Giulio Pellizzari, ma il giovane scalatore marchigiano può comunque guardare con orgoglio al traguardo raggiunto a Roma dopo tre settimane particolarmente complicate.
Il corridore della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha infatti dovuto fare i conti con problemi fisici che ne hanno condizionato pesantemente il rendimento, costringendolo a stringere i denti per portare a termine la corsa. «Sono orgoglioso di essere arrivato qui a Roma, soprattutto considerando come stavo nell’ultimo periodo», ha dichiarato al termine della Corsa Rosa.
Le aspettative erano ben diverse, ma Pellizzari ha scelto di non arrendersi, ritrovando solo nell’ultima settimana una condizione accettabile. Resta però la delusione per un Giro vissuto lontano dai livelli sperati. «Ora mi libero di tutto, non voglio conservare nemmeno un ricordo di questo Giro», ha spiegato il ciclista, deciso a voltare pagina il prima possibile.
Archiviata la corsa, per Pellizzari inizia adesso una nuova sfida: «La parte più difficile inizia ora: elaborare tutto quello che è successo e farsene una ragione». Parole che raccontano tutta l’amarezza per un Giro complicato, ma anche la volontà di ripartire con determinazione verso i prossimi obiettivi stagionali.
CAMERINO – Un percorso di educazione, consapevolezza e cittadinanza attiva che ha trasformato gli studenti in piccoli ricercatori e divulgatori scientifici. Si è concluso nei giorni scorsi all’Università di Camerino il progetto “Esci dal tunnel – Un percorso tra neuroscienze, prevenzione e consapevolezza”, che ha coinvolto le studentesse e gli studenti della classe III A della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo “Imondi Romagnoli” di Fabriano, nel corso dell’anno scolastico 2025-2026.
L’iniziativa, coordinata dalla professoressa Laura Magrini con il supporto di diversi docenti, tra cui la professoressa Alessandra Vecchiarelli, è nata con l’obiettivo di affrontare il tema delle dipendenze attraverso un approccio multidisciplinare, capace di integrare neuroscienze, prevenzione, educazione, linguaggi artistici, competenze digitali e conoscenza dei servizi territoriali.
Nel corso dell’anno scolastico, gli studenti hanno avuto modo di confrontarsi con professionisti ed esperti grazie alla collaborazione con il SERD di Fabriano, rappresentato da Filippo Santi e Michela Cigliobianco, con l’Ambito Territoriale Sociale attraverso Paolo Nanni e con il Laboratorio di Neuropsicofarmacologia dell’Università di Camerino. Un percorso che ha permesso di approfondire le diverse forme di dipendenza, sia con sostanza che comportamentali, analizzandole dal punto di vista neurobiologico, psicologico e sociale.
Divisi in gruppi di lavoro, i ragazzi hanno affrontato temi come la dipendenza affettiva, l’uso problematico dei social network, l’abuso di dispositivi digitali, oltre alle dipendenze da alcol, fumo e sostanze stupefacenti, diventando protagonisti attivi della ricerca e della riflessione.
Accanto all’attività scientifica, gli studenti hanno sviluppato anche percorsi creativi e comunicativi, contribuendo alla realizzazione di elaborati e presentazioni che hanno reso il progetto particolarmente partecipato e interdisciplinare.
Momento centrale del percorso è stato il convegno ospitato dall’Università di Camerino, ideato e gestito direttamente dagli studenti, che hanno ricoperto anche i ruoli di relatori, moderatori e presentatori, illustrando i risultati del lavoro svolto davanti a docenti universitari, rappresentanti del Serd, alla dirigente scolastica e alla consigliera comunale del Comune di Fabriano Nadia Ghidetti.
Per l’Università di Camerino sono intervenuti ai saluti istituzionali la professoressa Giulia Bonacucina, prorettrice alla Didattica, il professor Roberto Ciccocioppo, coordinatore del Laboratorio di Neuropsicofarmacologia, e la professoressa Loredana Cappellacci, direttrice della Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”.
La giornata si è conclusa con una visita ai laboratori didattici del Polo Sant’Agostino, offrendo agli studenti un primo contatto diretto con il mondo della ricerca universitaria e delle neuroscienze applicate.
L’esperienza ha rappresentato un importante momento formativo, permettendo ai ragazzi di sviluppare competenze scientifiche, digitali e comunicative, oltre a rafforzare il pensiero critico e la consapevolezza sui temi della prevenzione e della salute. Un esempio concreto di collaborazione tra scuola, università e territorio per promuovere una cultura della conoscenza e della responsabilità fin dalle nuove generazioni.
Nei tre giorni del Salone internazionale del restauro a Ferrara l’Università di Camerino (in particolare Graziella Roselli e Adriana Malpiedi, docenti del corso di laurea in Tecnologie innovative per i beni culturali - tecniche di diagnostica avanzate), il dott. Giuseppe Di Girolami, fondatore e presidente della Art & Co di Ascoli Piceno (società di diagnostica spin-off dell’Università di Camerino), e l’impresa Due Punto Tre di Teramo (rappresentata dall’ing. Giuseppe De Dominicis e dal dott. Alfredo Marcozzi) sono intervenuti con un seminario tematico sul delicato argomento de “I colori dell’architettura e la loro conservazione” presso la Sala Conferenze Ariosto dei padiglioni di Ferrara Fiere, che voleva affrontare l’importanza della conservazione delle cromie del passato ed evidenziare tutte le possibilità tecnologiche e diagnostiche oggi a disposizione che, se adeguatamente utilizzate, possono fornire un protocollo e un modus operandi virtuoso da proporre come modello per una corretta e sostenibile conservazione del patrimonio architettonico.
Questo rappresenta infatti un tema caro per le regioni del Centro Italia, tutt’oggi più che mai interessate dal processo di ricostruzione post-sisma. Grazie all’interazione diretta tra la scienza e le competenze universitarie applicate al restauro e alla sinergia con il mondo delle imprese, che rappresentano la realtà operativa nel settore della ricostruzione e conservazione, si è discusso di come sia possibile conservare e riproporre il tessuto cromatico originale che da secoli caratterizza il patrimonio edilizio dei nostri territori, per non permettere che sia cancellata la memoria di un contesto storico-territoriale unico e da valorizzare.
La sinergia che si è creata tra l’UNICAM e le realtà lavorative del settore vuole dimostrare come la diretta collaborazione tra soggetti pubblici e privati possa essere il volano per una più efficace formazione degli studenti sul campo e un conseguente loro rapido inserimento nel mondo del lavoro, finalizzato alla reale applicazione del sapere accademico appreso.
Sepp Kuss conquista in solitaria la diciannovesima tappa del Giro d’Italia 2026, il tappone dolomitico da Feltre ad Alleghe con oltre 5000 metri di dislivello, ma tra le pieghe di una giornata epica il nome che resta impresso è anche quello di Giulio Pellizzari. Il giovane marchigiano della Red Bull-Bora-Hansgrohe ha corso da protagonista assoluto, prima all’attacco e poi al servizio di Jai Hindley, mostrando carattere, qualità e una generosità che non è passata inosservata.
La tappa si è incendiata sin dalle prime grandi salite. Sul Passo Duran e poi soprattutto sul Giau, Cima Coppi del Giro 2026, si è formata una fuga di altissimo livello con dentro Giulio Ciccone, Damiano Caruso, Sepp Kuss, Derek Gee, Michael Storer e lo stesso Pellizzari. Proprio il classe 2003 italiano ha dato spettacolo sulle rampe più dure del Giau, rilanciando più volte l’azione insieme a Ciccone e costringendo gli uomini di classifica a inseguire.
Ciccone ha vissuto una giornata monumentale. L’abruzzese della Lidl-Trek è andato a caccia dei punti della maglia azzurra sin dalle prime salite, transitando per primo su diversi GPM e riaprendo definitivamente la lotta per la classifica degli scalatori. Sul Passo Falzarego è nata anche una polemica con Einer Rubio, reo secondo Ciccone di avergli soffiato il passaggio al GPM. La reazione dell’italiano è stata rabbiosa: un attacco immediato in discesa che gli ha consentito di guadagnare quasi un minuto sugli ex compagni di fuga.
A quel punto la tappa sembrava nelle mani di Ciccone. L’azzurro è arrivato ad avere oltre un minuto di vantaggio prima dell’ultima salita verso Alleghe, ma i chilometri finali si sono trasformati in un autentico calvario. Le pendenze vicine al 15% hanno progressivamente svuotato le gambe del corridore della Lidl-Trek, mentre alle sue spalle Sepp Kuss ha cambiato marcia.
L’americano della Visma-Lease a Bike ha prima staccato Derek Gee e Pellizzari, poi ha ripreso uno stremato Ciccone a poco più di due chilometri dal traguardo, involandosi verso il successo di tappa. Per Kuss è arrivata una vittoria di prestigio in 4h28’33”, davanti a Gee e allo stesso Ciccone, terzo a 36 secondi.
Dietro, il gruppo maglia rosa ha vissuto una giornata più controllata del previsto. Jonas Vingegaard non ha sferrato l’attacco devastante che molti si aspettavano sul Giau, limitandosi a controllare gli avversari diretti per il podio. Felix Gall ha provato ad accelerare sull’ultima salita, ma il danese ha risposto con apparente facilità. Jai Hindley ha retto bene nel finale, mentre Davide Piganzoli ha confermato la propria crescita restando a lungo con i migliori e rosicchiando secondi preziosi nella lotta per la maglia bianca.
E proprio nel finale è emersa tutta la maturità di Pellizzari. Dopo aver passato ore in fuga e aver attaccato sui grandi passi dolomitici, il giovane italiano si è messo completamente al servizio di Hindley, tirando il gruppetto degli uomini di classifica con un’intensità impressionante. Un lavoro da gregario di lusso che ha colpito osservatori e tifosi. In una giornata dominata dalla Visma e vinta da Kuss, Pellizzari ha probabilmente lanciato il messaggio più importante: il ciclismo italiano ha trovato un altro uomo da montagne vere.
Nella classifica generale non cambiano le posizioni di vertice, con Vingegaard sempre saldo in maglia rosa. La battaglia per il podio resta apertissima tra Gall, Arensman e Hindley, mentre Piganzoli continua ad avvicinarsi ad Afonso Eulalio nella graduatoria dei giovani. Ciccone invece può sorridere almeno per la maglia azzurra, ormai vicinissima dopo la straordinaria raccolta di punti sulle Dolomiti.
L’ordine d’arrivo ha visto Kuss precedere Derek Gee di 13 secondi e Giulio Ciccone di 36. Quarto Felix Gall davanti a Jonas Vingegaard, Jai Hindley, Damiano Caruso, Davide Piganzoli, Einer Rubio e Michael Storer.
(Foto Eurosport)
Camerino si conferma al centro del confronto internazionale sui temi cruciali della resilienza urbana, della sicurezza degli edifici e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. L’Università e il comune di Camerino hanno, infatti, ospitato la General Assembly di MULTICLIMACT, l’importante progetto europeo che unisce ricerca scientifica e tecnologie innovative per proteggere le città dai rischi naturali.
L'appuntamento ha riunito partner e ricercatori provenienti da diversi Paesi europei per condividere i risultati e tracciare le prospettive future di un progetto che vede in prima linea i gruppi di ricerca dell’area di ingegneria della Scuola di Scienze e Tecnologie e della Scuola di Architettura e Design di Unicam, affiancati dall'Amministrazione comunale e da altri 23 partner continentali.
L’obiettivo di MULTICLIMACT è sviluppare strumenti all'avanguardia per rendere edifici, infrastrutture e centri urbani più resistenti a eventi estremi come terremoti, alluvioni, ondate di calore e siccità. Durante le due giornate di lavoro sono stati presentati i progressi legati ai sistemi di valutazione multi-rischio, ai materiali di nuova generazione, ai sensori per il monitoraggio e alle piattaforme digitali di allerta rapida.
Grande attenzione è stata riservata proprio al dimostratore italiano di Camerino. Le soluzioni nate in seno al progetto trovano infatti applicazione sia a livello urbano, sia a scala di singolo edificio presso la struttura delle ex Carmelitane (di proprietà di Unicam). Questo specifico caso studio permette di testare sul campo sensori e sistemi di monitoraggio strutturale e ambientale, valutando la risposta dell'ambiente costruito di fronte a scenari di rischio reali.
Per i partner europei è stata l'occasione per toccare con mano le simulazioni e le prove sperimentali, ma anche per osservare direttamente cosa significhi per un territorio affrontare l'impatto di eventi estremi, in un contesto che porta ancora i segni del sisma del 2016. In questo quadro, la città ducale si attesta come un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
"Progetti europei come MULTICLIMACT rappresentano un esempio concreto di come ricerca scientifica, innovazione tecnologica e collaborazione internazionale possano tradursi in strumenti utili per la sicurezza e il benessere delle comunità", ha sottolineato con orgoglio il rettore di Unicam, Graziano Leoni.
"Per il nostro Ateneo - ha aggiunto il rettore - è particolarmente significativo poter contribuire a queste attività in un territorio che ha vissuto direttamente gli effetti di eventi estremi come il sisma del 2016. Camerino diventa così un luogo di sperimentazione e di confronto internazionale, capace di mettere a disposizione competenze scientifiche e casi reali per sviluppare soluzioni innovative, sostenibili e replicabili a beneficio dei territori europei".
È stato presentato nella mattinata di oggi, martedì 26 maggio, presso il Polo didattico Sant’Agostino dell’Università di Camerino, il nuovo corso di laurea triennale in “Scienze delle Attività Motorie e Sportive”, attivato dalla Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute a partire dall’anno accademico 2026/2027. Un nuovo percorso formativo che amplia ulteriormente l’offerta didattica di Unicam e che punta a formare professioniste e professionisti capaci di coniugare competenze scientifiche, preparazione tecnica e utilizzo delle tecnologie applicate al movimento, allo sport e al benessere della persona.
L’evento di presentazione ha visto la partecipazione del rettore Graziano Leoni, del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, del presidente della Federazione Italiana di Atletica Leggera Stefano Mei, della prorettrice alla didattica Giulia Bonacucina, del delegato al benessere fisico e allo sport Filippo Maggi, del direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini, del direttore del corso Seyed Khosrow Tayebati, del delegato all’orientamento del corso Pietro Picerno, del presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli e del chinesiologo e osteopata Gilberto Pallotta.
Nel corso degli interventi è stata sottolineata la crescente importanza della figura del chinesiologo e dei professionisti dell’attività motoria in una società sempre più attenta alla prevenzione, alla salute, al benessere e alla qualità della vita. Il nuovo corso nasce infatti con l’obiettivo di formare il “chinesiologo di base”, figura professionale riconosciuta dalla normativa nazionale, attraverso un percorso che integra solide basi scientifiche, attività pratiche e utilizzo delle più moderne tecnologie per l’analisi del movimento e della performance sportiva.
“Con questo nuovo corso di laurea – ha dichiarato il rettore Unicam Graziano Leoni – il nostro Ateneo continua ad investire in una formazione capace di intercettare i bisogni emergenti della società e del mondo del lavoro.”
Le scienze motorie rappresentano oggi un ambito strategico che unisce salute, prevenzione, sport, innovazione tecnologica e qualità della vita. Unicam mette a disposizione competenze scientifiche, eccellenti e innovative strutture sportive gestite dal CUS Camerino, laboratori e un approccio multidisciplinare, per formare professionisti preparati, consapevoli e pronti ad affrontare le sfide del futuro.
“L’attivazione del nuovo corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive – ha dichiarato il direttore della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Gianni Sagratini – rappresenta una scelta perfettamente coerente con la visione ‘One Health’ che da sempre caratterizza le attività della nostra Scuola”.
La salute, è stato sottolineato, non può essere interpretata esclusivamente come cura e terapia farmacologica, ma va sempre più letta in ottica preventiva, attraverso corretti stili di vita, alimentazione equilibrata e attività fisica regolare.
Il corso si caratterizza per una forte impronta tecnologica e biomeccanica, grazie all’integrazione di strumenti digitali, analisi funzionali e metodologie innovative applicate all’attività motoria e sportiva. Ampio spazio sarà dedicato alle attività tecnico-pratiche, con laboratori e momenti sul campo che si svolgeranno negli impianti del CUS Camerino, considerati un vero e proprio laboratorio a cielo aperto.
Il percorso formativo affronterà temi che spaziano dall’anatomia alla fisiologia dello sport, dalla biomeccanica alla preparazione atletica, dalla psicologia dello sport alla prevenzione degli infortuni, fino al diritto sportivo e agli ecosistemi software intelligenti applicati allo sport. Particolare attenzione sarà riservata agli studenti-atleti attraverso il programma “Unicam4Sport”, che consente di conciliare carriera universitaria e attività agonistica grazie al riconoscimento dello status di “dual career student”.
Il nuovo corso conferma così la volontà di Unicam di investire in percorsi innovativi e interdisciplinari, capaci di valorizzare il legame tra scienza, salute, sport e benessere, offrendo alle nuove generazioni opportunità formative sempre più orientate al futuro professionale
Camerino archivia una delle edizioni più partecipate, emozionanti e coinvolgenti della sua storia recente. La XLV Corsa alla Spada e Palio ha trasformato per dodici giorni, dal 13 al 24 maggio, la città in un autentico palcoscenico rinascimentale, capace di unire tradizione, sport, cultura e senso di appartenenza in un’atmosfera che ha richiamato migliaia di visitatori da tutto il territorio marchigiano e oltre.
L’edizione 2026 verrà ricordata come quella della definitiva consacrazione della manifestazione dopo gli anni difficili del post-sisma: cortei storici curati in ogni dettaglio, taverne gremite tutte le sere, spettacoli e incontri culturali di altissimo livello e gare sportive mozzafiato hanno restituito alla città tutta la forza della sua identità storica e il senso di appartenenza. I signori, impersonati da Gilberto Spurio e Oliva Orpello, rispettivamente presidente dell’associazione camerte Adesso Musica e infermiera dell’Ast di Macerata, hanno fatto il loro ingresso nella centralissima Piazza Cavour dal portone del Palazzo Arcivescovile, simbolo concreto della rinascita del centro cittadino e dell’avanzamento della ricostruzione, messo a disposizione da monsignor Francesco Massara, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche.
Grande protagonista della giornata conclusiva di domenica 24 maggio è stato Mathias Zagaglia del Terziero Di Mezzo, autore di una prova straordinaria nella corsa maschile. L’atleta di San Severino Marche ha conquistato la Spada 2026 fermando il cronometro a 3’15’’70, precedendo Giosuè Bonifazi e Marco Ricci al termine di una gara combattutissima e spettacolare fino agli ultimi metri. Per Di Mezzo si tratta di un successo che mancava dal 2014 e grande è la soddisfazione perché conquista la spada donata da Francesco e Orlando Marsili del Bar Diana, storico locale del centro, e forgiata da Stefano Bellesi.
Il Palio invece è andato al Terziero di Muralto con punti 170 (Sossanta punti 161, Di Mezzo punti 134), protagonista di una splendida doppietta grazie alla vittoria ottenuta anche nella Staffetta Rosa con gli ottimi piazzamenti ottenuti dalle proprie ragazze. Il terziero biancoazzurro è tornato così protagonista assoluto della manifestazione, confermando la qualità del lavoro svolto durante tutto l’anno da atleti, volontari e sostenitori.
Durante la premiazione in una Rocca del Borgia gremita di persone sono stati dati dei riconoscimenti ai tamburini, alle atlete e agli atleti e una targa speciale agli Operai e al Corpo di Polizia Locale del Comune di Camerino e al dottor Francesco Maria Aquili, che da tantissime edizioni accoglie e accompagna i graditi ospiti.
“Ha vinto la città di Camerino – ha detto soddisfatta la presidente Donatella Pazzelli – che compatta organizza l’evento più importante dell’anno. Abbiamo goduto del risultato della collaborazione tra gli enti e le istituzioni, dell’apporto delle forze dell’ordine, del ruolo centrale dei Terzieri, della partecipazione di tutte le scuole, del contributo fondamentale dei volontari e della straordinaria partecipazione popolare. Il percorso della gara, di oltre un chilometro e cento metri, era occupato dall’immenso corteo, rigoroso e splendido”.
La XLV edizione della Corsa alla Spada e Palio conferma il grande progetto collettivo che rende Camerino un punto di riferimento nazionale nel panorama delle rievocazioni storiche italiane, una festa di popolo che ha saputo coniugare memoria e futuro, tradizione e rinascita, sport e cultura.
La Corsa alla Spada e Palio 2026 con questo bilancio entusiasmante resta in attesa del recupero il prossimo 14 giugno del Palio di Sant’Ansovino dell’ASD Arcieri De Varano.
Prosegue l’attività di controllo del territorio da parte dei Carabinieri del Comando Provinciale di Macerata. Nelle ultime ore i militari sono intervenuti in due distinti episodi tra Camerino e Tolentino, denunciando una donna per minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale e un giovane automobilista per guida in stato di ebbrezza.
A Camerino i militari dell’Aliquota Radiomobile sono intervenuti per sedare una violenta lite tra conviventi. Secondo quanto ricostruito, una donna di 43 anni, originaria di Albano Laziale ma domiciliata in città, avrebbe minacciato il compagno brandendo un coltello nel corso della discussione.
All’arrivo dei Carabinieri la donna avrebbe opposto resistenza prima di essere riportata alla calma. L’arma è stata sequestrata e la 43enne è stata denunciata all’autorità giudiziaria per minaccia aggravata e resistenza a pubblico ufficiale.
A Tolentino i Carabinieri della locale Aliquota Radiomobile hanno denunciato un 26enne residente a Urbisaglia, già noto alle forze dell’ordine, per guida in stato di ebbrezza.
Il giovane era rimasto coinvolto lo scorso 6 aprile in un incidente stradale con feriti avvenuto nel territorio di Urbisaglia mentre era alla guida della propria Opel. Gli accertamenti clinici richiesti dai militari all’ospedale di Macerata hanno evidenziato un tasso alcolemico pari a 1,93 grammi per litro, quasi quattro volte oltre il limite consentito dalla legge.
Per il 26enne è scattata la denuncia ai sensi dell’articolo 186 del Codice della Strada, mentre restano in corso i provvedimenti amministrativi relativi alla patente di guida.
Si è concluso con un bilancio positivo il percorso di alfabetizzazione sanitaria promosso dal Consultorio di Camerino attraverso l’équipe “Spazio Giovani”, che durante l’anno scolastico ha coinvolto gli studenti delle classi terze dell’Istituto Ugo Betti di Camerino e Serravalle.
L’iniziativa si è articolata in un ciclo di nove incontri dedicati alla salute sessuale e affettiva, affrontando temi fondamentali per la crescita degli adolescenti attraverso laboratori, materiale audiovisivo e brochure informative.
Nel corso delle attività i ragazzi si sono confrontati su cambiamento puberale, salute riproduttiva, contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, fino ad approfondire aspetti più ampi legati agli stereotipi di genere e ai fenomeni di violenza nelle relazioni, spesso presenti anche nel contesto scolastico.
A prendere parte al progetto sono state diverse figure professionali dell’ambito sanitario: l’ostetrica territoriale Maria Teresa Gervasio, la psicologa Floriana Menga, l’assistente sociale Vanessa Stefani e la ginecologa Marta Tassetti, con il supporto del direttore del Dipartimento Materno Infantile Mauro Pelagalli.
“Da questi incontri è emerso chiaramente quanto sia importante il gruppo dei pari come luogo per crescere e ascoltare sé e gli altri – ha spiegato la psicologa Floriana Menga –. Gli adulti dovrebbero favorire un confronto rispettoso e costruttivo con i ragazzi su relazioni, cambiamenti ed emozioni come paura, rabbia, frustrazione e incertezza verso il futuro”.
Il percorso ha coinvolto anche docenti e genitori. Durante un incontro dedicato, l’équipe consultoriale ha condiviso dati e riflessioni emersi dalle ricerche nazionali sugli stili di vita dei giovani tra gli 11 e i 17 anni e dal Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, evidenziando la necessità di costruire una comunità educante capace di accogliere i bisogni delle nuove generazioni.
L’ultima giornata del progetto si è svolta nei locali distrettuali di Camerino, dove gli studenti, accompagnati dagli insegnanti, hanno potuto conoscere più da vicino i servizi sanitari del territorio.
“L’équipe Spazio Giovani del Consultorio di Camerino rappresenta un ponte fondamentale tra il mondo degli adolescenti e i servizi di salute dell’Ast – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini –. Attraverso la prevenzione attiva nelle scuole offriamo ai ragazzi strumenti utili per fare scelte consapevoli e costruire relazioni sane”.
Prosegue all’Università di Camerino il corso di perfezionamento in Scienze Forensi promosso dal C.S.E.A., diretto dalla dottoressa Giusy Mazzalupi e dalla professoressa Giovanna Ricci della cattedra di Criminologia dell’ateneo camerte, che ha concesso il proprio patrocinio all’iniziativa.
Nella giornata di oggi si è svolta la terza lezione del percorso formativo, avviato lo scorso mese di marzo e rivolto a studenti e operatori del settore interessati ad approfondire i principali ambiti delle scienze investigative e criminologiche.
Il corso era stato inaugurato dalla lectio magistralis della professoressa Isabella Merzagora, ordinario di Criminologia presso l’Università di Milano, che aveva affrontato il tema della criminologia e delle sue applicazioni contemporanee.
La lezione odierna ha visto invece la partecipazione del dottor Giuseppe Losito, Coordinatore Provinciale dell’Associazione Nazionale Carabinieri, che ha approfondito gli aspetti pratici legati alle tecniche investigative, e del dottor Luca Russo, esperto di analisi informatiche, intervenuto sui temi collegati alle indagini digitali e agli strumenti tecnologici applicati alle investigazioni.
Il percorso proseguirà con altre due lezioni previste nei mesi di giugno e settembre, confermando l’obiettivo del corso di offrire una formazione specialistica e multidisciplinare nel campo delle scienze forensi.
Il suono solenne delle chiarine, il ritmo incalzante dei tamburi e l'adrenalina dei terzieri pronti a sfidarsi. Camerino è pronta a tuffarsi nel fine settimana più atteso dell'anno con la quarantacinquesima edizione della Corsa alla Spada e Palio, che vivrà i suoi momenti clou dal 22 al 24 maggio 2026. Un weekend ricchissimo che accenderà la città ducale non solo con l'aspetto agonistico delle gare, ma anche con imponenti cortei storici, spettacoli di fuoco, concerti e approfondimenti culturali dedicati alle grandi donne della dinastia dei Varano.
Il programma delle gare prenderà il via venerdì 22 maggio alle ore 19:00 con la Corsa di San Venanzio, la tradizionale gara amatoriale non competitiva riservata agli atleti over che si sfideranno sullo storico percorso del Palio. Sabato 23 maggio, dalle ore 15:00, spazio alle future promesse con "Giovani in corsa", dove i più piccoli correranno per conquistare la loro spada. Domenica 24 maggio sarà il giorno del giudizio: alle 17:30 scatterà la Staffetta rosa per il Palio di Santa Camilla, l'anteprima in rosa che farà da perfetto preludio al via ufficiale della leggendaria Corsa alla Spada maschile.
«Qui correre non è solo sport, è sentire la storia scorrere nelle gambe», spiega con orgoglio la presidente dell'associazione, Donatella Pazzelli. «Significa riconoscersi parte di una comunità che, da secoli, sceglie di correre insieme, lasciandosi trasportare fino a sentire davvero di avere le ali ai piedi». Il culmine della rievocazione si raggiungerà domenica con il grandioso corteo storico che attraverserà il centro cittadino. Quest'anno i panni dei signori di Camerino saranno indossati da due volti notissimi del territorio: Gilberto Spurio, presidente di Adesso Musica, e Oliva Orpello, infermiera dell’AST Macerata in servizio all’Ospedale cittadino, che faranno la loro uscita solenne dal Palazzo Arcivescovile nella centralissima piazza Cavour.
Il corteo di questa edizione presenterà una novità storica: per la prima volta sfileranno insieme due sindaci in carica, il primo cittadino di Camerino Roberto Lucarelli e il sindaco di Raiano (L'Aquila) Marco Moca. La partecipazione suggella il profondo legame spirituale nel nome di San Venanzio, patrono di Camerino e transitato secondo la tradizione nel comune abruzzese, unione recentemente rinforzata dal viaggio eccezionale delle reliquie ossee del Santo durante lo scorso Anno Giubilare. Ad arricchire il corteo domenicale ci saranno anche prestigiosi gruppi ospiti: i Musici e Alfieri della Contrada Pila del Palio dell'Assunta di Fermo, i Milites de Sharoon di Pesaro e la Compagnia del Grifoncello di Perugia.
Accanto alle sfide sui ciottoli, il fine settimana offrirà un ricco ventaglio di appuntamenti collaterali. Due eventi di rilievo saranno interamente dedicati alle figure femminili della signoria. Venerdì 22 maggio il Museo Diocesano ospiterà la conversazione teatrale “Domina et Magistra. Costanza Varano e le grandi donne del Rinascimento” con Alessandro Pertosa e Frida Neri. Sabato 23 maggio in Sala Consiliare verrà invece presentato il volume di Maria Pierandrei “Donne del Rinascimento a Camerino”, inserito nei Quaderni del Consiglio regionale delle Marche.
La colonna sonora del weekend vedrà venerdì sera al Sottocorte Village il concerto de I Vili Maschi con il loro tributo a Rino Gaetano, seguito dal dj set di Multiradio in collaborazione con Musicamdo. Sabato pomeriggio l'Accademia della Musica ospiterà le “Arie di corte” del Firmum Clarinet Ensemble, mentre la notte di sabato si accenderà al Sottocorte Village con “Arcani Incanti”, un magico e sognante spettacolo con spettacolari effetti di fuoco curato dal Piccolo Nuovo Teatro. Per gli amanti della storia e del turismo, domenica mattina la Proloco curerà la visita guidata “Il percorso della corsa”, per scoprire le bellezze nascoste da San Venanzio a Santa Maria in Via. Per chi non potrà essere presente, l'intera giornata di domenica 24 maggio sarà trasmessa in diretta tv su Studio 7 TV HD (canale 78 del digitale terrestre) e in streaming web.