Marche a Rifiuti Zero ETS è ufficialmente entrata a far parte di Zero Waste Europe come membro associato, rafforzando così il proprio impegno nella promozione della strategia Rifiuti Zero, dell’economia circolare, della prevenzione dei rifiuti e della partecipazione delle comunità locali.
L’ingresso nella rete europea rappresenta un passaggio importante per l’associazione, nata nelle Marche per promuovere politiche ambientali fondate sulla riduzione dei rifiuti, il riuso, il riciclo di qualità, la responsabilità estesa del produttore e il coinvolgimento attivo di cittadini, scuole, amministrazioni pubbliche, imprese e realtà del territorio.
In qualità di socio, Marche a Rifiuti Zero ETS ha partecipato al Network Wide Gathering di Zero Waste Europe, l’incontro annuale della rete europea, organizzato quest’anno a Bohinjska Bistrica, in Slovenia, con il supporto dell’associazione ospitante Ekologi brez meja – Ecologists Without Borders Association.
L’incontro ha riunito organizzazioni provenienti da diversi Paesi europei per condividere strategie, buone pratiche, campagne e priorità comuni in vista del 2026. Tra i temi affrontati: riduzione dei rifiuti, riuso, sistemi di deposito cauzionale, fast fashion e tessile, responsabilità estesa del produttore, salute e ambiente, città Rifiuti Zero e strumenti per rafforzare la cooperazione tra i membri della rete.
Durante il Gathering, i partecipanti hanno potuto conoscere da vicino alcune delle esperienze più avanzate della Slovenia. In particolare, la regione della Gorenjska rappresenta oggi un esempio significativo in Europa: 10 dei 19 Comuni sloveni aderenti al percorso Rifiuti Zero si trovano proprio in quest’area. Tra le esperienze visitate e presentate vi sono Bled, prima città certificata Rifiuti Zero in Slovenia e nell’Unione Europea, e il Ribno Alpine Resort, primo hotel a tre stelle certificato Zero Waste in Europa.
«Entrare nella rete di Zero Waste Europe è per noi un riconoscimento importante e, soprattutto, una grande responsabilità», dichiara Daniele Antonozzi, presidente di Marche a Rifiuti Zero ETS.
«Il confronto in Slovenia ci ha mostrato quanto sia concreta e praticabile la transizione verso comunità a rifiuti zero quando amministrazioni, cittadini, imprese e associazioni lavorano insieme. Vogliamo portare nelle Marche nuove idee, strumenti e relazioni europee per rafforzare le politiche locali di prevenzione, riuso e riduzione dei rifiuti».
La partecipazione al Network-Wide Gathering ha permesso a Marche a Rifiuti Zero ETS di presentare le proprie attività, conoscere le priorità degli altri membri della rete e avviare nuove collaborazioni su temi come educazione ambientale, riduzione degli imballaggi, sistemi di riuso, gestione dei rifiuti urbani, comunicazione pubblica e coinvolgimento delle comunità.
Per l’associazione marchigiana, l’ingresso in Zero Waste Europe apre una nuova fase di lavoro: maggiore collegamento con le esperienze europee, accesso a gruppi tematici e strumenti condivisi, possibilità di collaborazione internazionale e rafforzamento delle iniziative già attive sul territorio regionale.
«La sfida dei rifiuti non si vince solo con gli impianti, ma con una visione complessiva: prevenzione, progettazione, responsabilità dei produttori, educazione, partecipazione e scelte politiche coerenti», prosegue Daniele Antonozzi.
«Il percorso europeo ci aiuterà a sostenere con ancora più forza le amministrazioni e le comunità che vogliono costruire modelli locali più giusti, sostenibili e circolari».
La Recanatese chiude una delle stagioni più difficili degli ultimi anni nel modo migliore possibile, travolgendo il San Marino e conquistando una salvezza sudatissima ma meritata. Una gara che vale molto più del risultato, perché certifica la capacità di un gruppo di rialzarsi dopo un’annata complessa, fatta di alti e bassi e di grande pressione psicologica.
Contro un avversario volenteroso ma poco incisivo, i giallorossi hanno inizialmente faticato a sciogliersi, frenati dalla paura e dalla posta in palio. Per oltre un’ora la squadra ha giocato con il freno a mano tirato, senza riuscire a esprimere pienamente il proprio potenziale, ma con il passare dei minuti la qualità è emersa fino a indirizzare la partita.
Il protagonista assoluto è stato Gianmarco Pierfederici, autore di una straordinaria tripletta che lo porta a quota 14 gol stagionali, un bottino che lo consacra come punto di riferimento offensivo e ne premia generosità, crescita e continuità. La sua prestazione ha sbloccato una partita rimasta in equilibrio troppo a lungo.
Il primo tempo ha offerto poche emozioni, con ritmi bassi e occasioni sporadiche. La Recanatese ha provato a rendersi pericolosa con alcune iniziative, tra cui un traversone di Ale per Masala e una conclusione di Chiarella respinta da Meli, oltre a un tentativo di D’Angelo nel finale di frazione. Il San Marino ha risposto con qualche ripartenza, ma senza mai impensierire seriamente la retroguardia ospite.
Nella ripresa la squadra di Recanati ha mostrato un atteggiamento più deciso e aggressivo. Il vantaggio è arrivato al 7’ proprio con Pierfederici, bravo a finalizzare un’azione ben costruita da Chiarella. Il gol ha sbloccato definitivamente la gara, permettendo ai giallorossi di giocare con maggiore serenità e controllo.
Il raddoppio è arrivato alla mezz’ora con Ciccanti, autore di un elegante pallonetto dopo un’azione nata da un lungo lancio di Vecchio, mentre il tris ha certificato la superiorità della Recanatese con una manovra corale rifinita ancora da Pierfederici. Nel finale è arrivato anche il gol della bandiera del San Marino con Sambu, utile solo per le statistiche.
La Recanatese può così tirare un sospiro di sollievo e celebrare una salvezza che, a un certo punto della stagione, sembrava complicata da raggiungere.
RECANATESE (3-4-2-1): Fioravanti; Giusti, Vecchio, Cocino; Gori (14’st Eleuteri), Scorza, Ferro (31’pt Carano), Mordini; D’Angelo (36’st Di Francesco), Chiarella (14’st Ciccanti); Pierfederici (40’st Pesaresi) All.G.Pagliari A disp. Zagaglia, Paoltroni, Fiumanò, Mehmedi
SAN MARINO (4-3-3): Meli; Pericolini, Shiba, Ale, Brighi; Golfarelli (29’st Zulu), Milazzo (35’st Giacomini), Ziello; Masala (13’st Sambou), Melloni (13’st Cum), Rubino (13’st Della Salandra) All.Biagioni A disp. Coletta, Muteba, Silvestri, Kadu
Arbitro: Mansour Faye di Brescia
Reti. 7’st Pierfederici, 30’Ciccanti, 38’e 39’ Pierfederici, 42’Sambu
Si è svolto ieri il congresso provinciale del Partito Democratico, un appuntamento caratterizzato da ampia partecipazione e confronto politico.
Angelo Sciapichetti è stato rieletto all’unanimità segretario provinciale, confermando la continuità della guida del partito sul territorio. Francesco Borioni è stato eletto Presidente dell’assemblea, a testimonianza della nuova organizzazione interna.
Rinnovati anche gli organismi dirigenti: in direzione entrano numerosi esponenti tra cui Cristina Arrà, Francesca Baldassarri, Matteo Pascucci, Romano Carancini, Ninfa Contigiani, Claudio Cavallaro, Fulvio Esposito, Maura Catinari, Giulio Silenzi, Franco Frapiccini, Valentina Mordini, Tommaso Gaballo, Andrea Gentili, Massimo Montesi, Diego Nardi, Camilla Palmieri, Cesarina Pazzelli, Beatrice Pierini, Irena Pietrella, Martina Ramaccini e Mirta Romagnoli.
Confermati i vicesegretari Claudio Cavallaro e Andrea Gentili, insieme al tesoriere Giovanni Scoccianti. Stefano Dall’Aglio assume il ruolo di segretario organizzativo, mentre la nuova segreteria provinciale è composta da Riccardo Carota, Alessia Scoccianti, Tommaso Domizi, Matteo Catini, Antonella Cicconi, Federico Dari, Francesco Sopranzi e Raffaele Consalvi.
Nel suo intervento, Sciapichetti ha sottolineato il valore dell’unità e della partecipazione: “Il congresso è stata una bella occasione di incontro e confronto”, evidenziando l’impegno a costruire una nuova classe dirigente e a valorizzare i giovani. “Andiamo avanti con impegno, passione ed umiltà”, ha concluso.
Si è svolta ieri, sabato 16 maggio alle ore 19, la presentazione del libro “Fascisti e antifascisti. Tentativi di conciliazione”presso il dehors esterno di Palazzo Cortesi, in piazza Cesare Battisti. L’evento ha visto la partecipazione dello scrittore Ferdinando Bergamaschi e del filosofo Diego Fusaro, richiamando l’attenzione del pubblico su uno dei temi più complessi e dibattuti della storia politica italiana del Novecento.
La presentazione ha offerto un’occasione di approfondimento storico e filosofico sui tentativi di conciliazione e sulle strategie politiche attribuite al fascismo. Nel volume, Bergamaschi propone una lettura che interpreta alcune aperture del regime come parte di una strategia politica strutturata, legata anche all’idea di una “democrazia radicale e sostanziale di matrice roussoviana”, alternativa al modello parlamentare tradizionale.
Sono stati richiamati alcuni passaggi centrali del libro, dai Patti di pacificazione del 1921 ai rapporti con socialisti e sindacati, fino ai Patti Lateranensi del 1929 e ai tentativi di dialogo nella fase della Repubblica Sociale Italiana, con attenzione anche alla sinistra fascista e a figure culturali come Berto Ricci.
La presenza di Diego Fusaro ha contribuito ad arricchire il dibattito, offrendo ulteriori spunti di riflessione filosofica e interpretativa sui temi affrontati, con particolare attenzione alle letture del Novecento italiano e alle sue contraddizioni politiche e culturali.
L’evento si inserisce nel più ampio progetto di valorizzazione di Palazzo Cortesi, recentemente restaurato e destinato a diventare un nuovo polo culturale e ricettivo nel centro cittadino. La struttura, gestita da Sara Longarini, punta a coniugare ospitalità, cultura e ristorazione, con l’obiettivo di creare uno spazio di aggregazione aperto a cittadini e turisti.
Nonostante il tempo incerto, la presentazione si è comunque svolta regolarmente, trasferita per sicurezza sotto le logge adiacenti al dehors. A margine dell’incontro, gli ospiti sono stati accolti all’interno del palazzo per un aperitivo-cena.
Un ringraziamento a Sara Longarini e Diego Margione, che, insieme alla redazione di Picchio News, hanno curato l’organizzazione dell’evento. La presentazione è stata moderata da Paola Pauri, collaboratrice della stessa testata. L’iniziativa ha rappresentato uno dei primi appuntamenti di un calendario culturale più ampio che accompagnerà l’apertura completa della struttura prevista per la fine di giugno.
Il “Comitato No Discarica Cantagallo/Pollenza” interviene con un comunicato durissimo dopo l’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026, descrivendo quanto accaduto come un momento di forte contrapposizione istituzionale e sociale. Nel testo si legge: “Eravamo presenti all’assemblea dell’ATA 3 del 15 maggio 2026. Siamo entrati indignati. Siamo usciti umiliati.”
Secondo il comitato, anche questa seduta avrebbe replicato un clima già visto nelle precedenti riunioni, segnato da tensione e da una forte chiusura al confronto. Nel comunicato viene denunciato “un incredibile livello di arroganza politica, di chiusura al confronto e di totale disprezzo verso i cittadini e verso i territori più piccoli che lascia attoniti”, con interventi giudicati sempre più duri e distanti dalle comunità coinvolte.
Il passaggio politico viene descritto come già definito a priori: “Non un ripensamento, non un dubbio, non un gesto di ascolto: solo la volontà di ribadire, con toni ancora più duri, una decisione già scritta e già costruita ad arte.” Nel mirino anche alcuni amministratori locali, indicati come simboli di una gestione squilibrata del territorio.
Ampio spazio viene dedicato alla posizione del sindaco di Civitanova Marche, criticato per il richiamo al “senso di responsabilità”. Nel comunicato si legge: “si trincera dietro la densità di popolazione e, naturalmente, il tanto decantato senso di responsabilità”, mentre il comitato contesta la logica secondo cui territori diversi avrebbero un peso differente nella gestione dei rifiuti.
Critiche anche al sindaco di Recanati, accusato di solidarietà tardiva: “si proclama solidale con noi a parole, peccato che questa solidarietà arrivi solo ora”, mentre sul sindaco di Macerata il tono è ancora più netto: “Di nuovo assente. Come nella precedente assemblea.”
Uno dei passaggi centrali riguarda la posizione di Pollenza e il suo ruolo storico nella gestione dei rifiuti provinciali. Il comitato sottolinea: “Pollenza è il Comune che da oltre trent’anni sopporta il peso del Cosmari”, aggiungendo che il territorio continua a subire impatti ambientali e sanitari significativi e che “continuerà a sopportare il Cosmari ancora per lunghissimo tempo”.
Nel documento viene contestata anche la scelta dei criteri adottati a livello provinciale: “Se la logica è davvero quella di ‘non penalizzare chi ha già sofferto’, allora Pollenza doveva essere la prima a essere esclusa. Invece è stata messa in cima alla lista dei sacrificabili.” Una decisione definita come “una contraddizione politica gigantesca” e un “insulto alla nostra storia e ai nostri sacrifici”.
Forti critiche anche al sistema di voto dell’ATA 3, definito non equilibrato: “Non si vota per teste, ma per peso demografico”, un meccanismo che secondo il comitato trasformerebbe il processo decisionale in una “dittatura numerica”.
Ampia parte del comunicato è dedicata al cosiddetto “senso di responsabilità”, considerato una giustificazione politica ricorrente. Nel testo si legge: “Abbiamo perso il conto di quante volte… gli amministratori favorevoli alla mozione hanno recitato il loro mantra preferito: dobbiamo avere senso di responsabilità verso i cittadini”, frase che viene contestata ricordando che “per quasi un decennio l’ATA 3 è rimasta immobile”.
La conclusione del comitato è un atto di forte contrapposizione istituzionale: “Noi cittadini di Pollenza non siamo sudditi, né tanto meno siamo territori di serie B o discariche viventi”. Il gruppo annuncia infine che la mobilitazione continuerà anche nelle sedi legali.
Momenti di tensione nel pre partita della sfida playoff tra l’Azzurra Colli e il Fano. Un principio d’incendio si è infatti verificato nel parcheggio all’esterno dello stadio pochi minuti prima del calcio d’inizio della gara valida per i playoff promozione. Il play off per decidere chi andrà in eccellenza si sta svolgendo allo stadio Croce di Montegranaro tra Azzurra Colli e il Fano.
Secondo le prime informazioni, il principio d'incendio si sarebbe sviluppato in un’area del parcheggio adiacente all’impianto sportivo. Sono intervenuti i vigili del fuoco per gestire la situazione. La situazione è sotto controllo e non c'è grande allarmismo.
Spostandoci però all'interno dello stadio, dopo il gol del vantaggio dell'Azzurra Colli dopo 37 secondi, il gioco si è fermato. Secondo la ricostruzione un tifoso del Fano si è ferito alla mano mentre utilizava un petardo. Intervenuta l'ambulanza di servizio, mentro la finale è momentaneamente sospesa e non si gioca da 10 minuti.
Grande festa per l' A.S.D. Sforzacosta, che conquista con un turno d’anticipo la promozione in Seconda Categoria al termine di una stagione da protagonista. La formazione maceratese centra il salto di categoria grazie al successo ottenuto contro la Corridonia, approfittando contemporaneamente del rallentamento del Morrovalle, fermato sul pareggio dal Colbuccaro.
Un incrocio di risultati che ha permesso allo Sforzacosta di creare un distacco ormai irraggiungibile sulle inseguitrici, facendo scattare la festa davanti al proprio pubblico. Un traguardo atteso e meritato per la società maceratese, che torna così in Seconda Categoria dopo un periodo di assenza.
I numeri della stagione confermano il valore del cammino compiuto dalla squadra: nelle 27 giornate disputate fino ad ora sono arrivate 20 vittorie, 2 pareggi e 5 sconfitte, rendimento che ha consentito allo Sforzacosta di dominare il campionato e chiudere i conti con una giornata di anticipo.
Al triplice fischio è esplosa la gioia di squadra, società e tifosi, protagonisti di una giornata da ricordare per tutto l’ambiente biancorosso.
Non si placano le onde d'urto dopo la tesissima assemblea dell’Ata3 di venerdì scorso, che ha approvato con il 63% dei voti dei sindaci la nuova graduatoria per la futura discarica provinciale. Dopo le proteste sollevate dai cittadini e dagli amministratori di Montefano (che occupa i primi due posti della terna con le zone Margherita e Fratte), il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi ha diffuso una nota ufficiale per spiegare il proprio fermo "no" alla delibera e, in particolare, al terzo sito individuato: la zona Cantagallo di Pollenza.
A differenza di altre componenti politiche, Sclavi ha rivendicato la scelta di non abbandonare l'aula durante le concitate fasi della votazione di venerdì in corso della Repubblica a Macerata. "In entrambe le sedute ho deciso con responsabilità di non uscire dall’aula ma di rimanere con coerenza per esprimere il mio voto contrario", ha precisato il primo cittadino di Tolentino.
L'affondo del sindaco Sclavi contesta nel merito il posizionamento del sito pollentino, che confina strettamente con il territorio da lui amministrato: "Non ho trovato corretto il ribaltamento prospettato. Far balzare in testa il sito di Cantagallo di Pollenza significa di fatto realizzare una discarica praticamente sul territorio di Tolentino".
Secondo Sclavi, la decisione dell'Ata non tiene conto della storia ambientale della zona: "Parliamo di un territorio già martoriato, che ospita ormai da cinquant'anni gli impianti del Cosmari e che in passato ha già dovuto farsi carico di una discarica comprensoriale nella zona di Santa Lucia, attualmente in fase di post mortem".
Oltre al danno territoriale, il sindaco di Tolentino contesta, esattamente come fatto venerdì dal comitato e dal vicesindaco di Montefano, il metodo politico con cui è stata stravolta la prima classifica dell’Università Politecnica delle Marche, modificando il peso dei criteri originari. "Resta il fatto che non ritengo corretto il principio che è stato adottato", ha chiosato Sclavi.
È stata inaugurata ieri pomeriggio a Monte San Martino la nuova sede dell’associazione giovanile "Martinelli 603", un progetto nato dal desiderio semplice e potente di ritrovarsi, stare insieme e immaginare il futuro del paese.
La nuova casa dei giovani è stata realizzata nei locali di una ex fabbrica, una maglieria nata più di cinquant’anni fa per dare lavoro a tante ragazze del paese. Oggi quello stesso spazio torna a vivere con una nuova vocazione: come luogo di relazioni, idee, incontri, feste, iniziative e partecipazione.
Un passaggio di testimone ideale tra generazioni, dentro mura che hanno già custodito lavoro, sogni e pezzi importanti di vita comunitaria. Il nome scelto racconta bene lo spirito dell’associazione. "Martinelli" è infatti il soprannome con cui vengono chiamati i ragazzi di Monte San Martino, mentre "603" richiama i metri di altitudine del paese sul livello del mare. Un nome identitario, affettuoso, profondamente legato alla terra da cui nasce.
"L’idea è nata quasi per caso, durante una cena della Pro Loco - racconta il presidente Daniele Ercoli - ma in realtà rispondeva a un bisogno che sentivamo tutti. Negli ultimi anni diversi esercizi pubblici del paese hanno chiuso e i luoghi di ritrovo sono diventati sempre meno. Noi giovani volevamo creare uno spazio nostro, ma aperto a tutti, un’occasione per uscire di casa, incontrarsi, organizzare qualcosa, sentirsi parte attiva della comunità".
La risposta è stata immediata. Ancora prima dell’inaugurazione, “Martinelli 603” aveva già superato i sessanta iscritti tra i giovani del paese, a cui si aggiungono amici dei Comuni vicini legati in vario modo a Monte San Martino, che si propone quindi come polo di attrazione sociale per i giovani.
La sede resterà aperta soprattutto durante l’inverno, quando le occasioni di aggregazione sono più rare, mentre in estate l’associazione affiancherà e completerà le attività del chiosco ai giardini pubblici, con l’obiettivo di animare le serate e creare nuovi momenti di incontro.
"La sede è a disposizione della comunità e delle altre associazioni del paese – prosegue Ercoli –. Già da subito ospiterà iniziative e momenti conviviali, a partire dalla festa scudetto dell’Inter organizzata dal gruppo Monte San Martino Nerazzurra. Vogliamo che questo diventi un luogo vivo, attraversato da tante persone e da tante energie diverse".
Un risultato reso possibile grazie a un grande lavoro collettivo. I locali sono stati concessi gratuitamente dai proprietari e tanti ragazzi, insieme a tecnici e volontari, hanno contribuito alla sistemazione degli spazi senza chiedere compensi.
"Senza l’aiuto di tutti sarebbe stato impossibile – sottolinea il presidente –. I costi sarebbero stati troppo alti e non ce l’avremmo fatta. Ma anche questo significa comunità: mettere a disposizione tempo, competenze e passione per raggiungere insieme un obiettivo comune".
I giovani si sono dati uno statuto, hanno registrato formalmente l’associazione e hanno eletto un direttivo composto da undici persone. Daniele Ercoli è il presidente, Caterina Ghezzi la vicepresidente, Riccardo Pietrangeli il segretario e Marta De Angelis la tesoriera. Fanno parte del direttivo anche Alessandro Ghezzi, Irene Virgili, Federico Pietrangeli, Lucia Regoli, Matteo Paciaroni, Mattia Recchioni e Valerio Virgili.
Sono gli stessi giovani che già da anni animano la vita del paese in forme diverse: suonano nella banda e nel gruppo pop locale, giocano nella squadra di calcio, collaborano con la Pro Loco, organizzano giochi, feste e attività estive. Giovani che, spesso, indossano più “divise” della stessa comunità, come Mattia Recchioni, esempio di una generazione che non vuole limitarsi a guardare, ma sente il bisogno di partecipare.
Per sostenere le prime spese l’associazione ha già realizzato una linea di merchandising con felpe, magliette, shopper e adesivi, caratterizzati da grafica, colori e logo di “Martinelli 603”. Tra le idee più originali spicca una t-shirt dedicata ai cambiamenti climatici, che immagina ironicamente una Monte San Martino nel 2067 con la spiaggia: un modo leggero e creativo per parlare anche dei grandi temi del presente.
Il programma dei prossimi mesi è già ricco di idee. I ragazzi stanno lavorando all’organizzazione di eventi, feste, viaggi e anche a un’iniziativa di beneficenza, confermando la volontà di non limitarsi alla gestione di uno spazio, ma di costruire un vero percorso associativo e inclusivo.
A tagliare il nastro è stato il vicesindaco Piernicola Abbati, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’iniziativa. "Quello di oggi non è un semplice taglio del nastro – ha sottolineato Abbati – ma l’inizio di un percorso coraggioso. Questi ragazzi hanno scelto di mettersi in gioco, di non aspettare che qualcosa accada, ma di costruire con le proprie mani un luogo e una possibilità. Devono continuare a sognare il loro futuro e quello della nostra comunità, senza fermarsi alle prime difficoltà. La loro energia può diventare un esempio per le generazioni che verranno. L’amministrazione comunale sarà al loro fianco".
La parola futuro accompagna ogni iniziativa che vede protagonisti i giovani, ma nei piccoli paesi dell’entroterra, segnati dallo spopolamento e dalla difficoltà di trattenere energie nuove, assume un significato ancora più profondo. Diventa una parola concreta, quasi una forma di resistenza.
Restare, incontrarsi, aprire una sede, organizzare attività, ridare vita a uno spazio chiuso: sono gesti che raccontano una volontà precisa, quella di continuare a credere nel proprio paese.
A ricordarlo c’è anche lo striscione che campeggia sopra l’ingresso principale della nuova sede. Una linea del tempo parte dal 1240, anno del riconoscimento di Monte San Martino come Comune autonomo, e attraversa alcune delle tappe più significative della storia locale: le opere dei Crivelli, la fondazione della Società Operaia, la nascita della Sportiva, la visita di Re Carlo d’Inghilterra. Poi la linea prosegue con un tratteggio infinito.
"Perché il futuro del paese è ancora tutto da scrivere", ha tenuto a precisare Daniele Ercoli. E da ieri, a Monte San Martino, quella pagina bianca ha una nuova casa, una nuova voce e il volto dei suoi ragazzi.
(Articolo di Leonardo Virgili per i ragazzi del paese)
Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale.
Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast.
L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità.
Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa.
Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali.
Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza.
Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria.
Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre.
A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali.
Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.
Una straordinaria ondata di colori, musica e partecipazione ha attraversato ieri, sabato 16 maggio, le vie del centro. Civitanova Marche ha ospitato con grande successo la 43ª tappa del Giro d’Italia per la Pace, un evento fortemente voluto e coordinato dal Comune insieme al Comitato “Civitanova per la Pace”, capace di unire generazioni, associazioni e realtà diverse del territorio nel segno del dialogo e della solidarietà.
La manifestazione ha preso il via da piazza XX Settembre con la partenza del colorato Corteo della Pace. Ad aprire la sfilata è stata la suggestiva Lampada di San Francesco, che il giorno precedente era stata accolta dagli alunni della scuola Ungaretti nella cornice del teatro Annibal Caro. Subito dietro, accompagnata dalle note della banda cittadina, ha sfilato la lunghissima Bandiera della Pace di Senigallia, eccezionalmente prestata per l'occasione e sorretta con entusiasmo dai ragazzi e dalle ragazze degli scout civitanovesi.
Al corteo si sono unite centinaia di persone e un foltissimo cartello di associazioni locali, tra cui Donne di Mondo, Emergency, Amnesty International, Sted, Carta Canta, ANPI, SPI-CGIL, GAS Gaia, AttivaMente, Mondo Solidale e Saturday for Palestine, a testimonianza di un forte sentimento collettivo contro ogni forma di guerra.
Il fiume pacifico ha poi raggiunto il Teatro Cecchetti, che si è rivelato persino troppo piccolo per contenere la folla: moltissimi cittadini hanno infatti dovuto seguire l'evento dall'esterno. Sul palco si è vissuto un susseguirsi di momenti intensi grazie ai contributi degli studenti del Liceo “Leonardo da Vinci”, dell’associazione “Il Palco”, del Circolo Interculturale Italo-Peruviano e della fraternità dei Frati Minori. Attraverso balli, canti, poesie e riflessioni profonde, ognuno ha offerto i propri "doni di pace".
Nel frattempo, all'esterno della struttura, i vari presidi associativi hanno promosso petizioni, raccolte firme e proposte di legge di iniziativa popolare per tradurre l'ideale della nonviolenza in azioni concrete. Tra i momenti più significativi del pomeriggio, la consegna da parte della Cgil di un quadro dell'artista Gianni Mercuri destinato al Liceo "Da Vinci", lo scambio di magliette a tema da parte degli scout e il regalo delle proprie poesie da parte di una studentessa del liceo.
L'iniziativa ha vissuto anche un importante risvolto istituzionale. Dal palco del Cecchetti, i rappresentanti del Comitato “Civitanova per la Pace” si sono rivolti direttamente ai consiglieri comunali presenti - Murri, Micucci e Giorgini - lanciando una proposta ufficiale da portare all'attenzione dell'assise cittadina: dedicare una via, una piazza o lo stesso storico varco sul mare alla Pace. «Ogni città ne ha una, è arrivato il momento che anche Civitanova l’abbia», hanno sottolineato gli attivisti tra gli applausi scroscianti del pubblico.
La giornata si è chiusa con il forte appello lanciato dai promotori nazionali del Giro, che traccia la rotta per il futuro: «La pace non è solo un ideale da invocare, ma un impegno quotidiano da costruire insieme: ciascuno di noi è chiamato a diventare “Artigiano di pace” e ogni scuola, una Scuola di Pace».
Una giornata intensa, capace di fondere festa, memoria e un profondo senso di comunità. Nel pomeriggio di ieri, sabato 16 maggio, la frazione di Passo di Treia ha ufficialmente riaperto il suo storico campo da calcetto parrocchiale, completamente rinnovato grazie al rifacimento del manto in erba sintetica.
L’inaugurazione è coincisa con i tradizionali festeggiamenti per il patrono Sant’Ubaldo, richiamando una straordinaria partecipazione di cittadini, autorità civili, militari e religiose.
La struttura, nata originariamente in terra battuta nel 2001 e trasformata in sintetico nel 2004 grazie al direttivo dell'epoca, rappresenta da sempre il cuore pulsante dell'aggregazione giovanile locale. Il giorno dell’Epifania del 2005 il rettangolo verde venne dedicato alla memoria di Leonardo Capponi, giovane sportivo treiese scomparso prematuramente nell’estate del 2004. Ieri, a distanza di anni, familiari e amici si sono stretti attorno a quel campo che continua a custodire il ricordo di tante giornate vissute insieme.
Particolarmente toccante è stato l'intervento di Francesco Francucci, presidente dell’oratorio passotreiese, che ha ricordato i suoi predecessori Marco Balestra e Sauro Cellocco, dedicando un pensiero commosso alla storica maestra Giuliana Tortolini. «Per me Leonardo non è solo un nome scritto all’ingresso, ma un compagno di classe, di squadra e un amico. Inaugurare nuovamente questo spazio dedicato a lui è qualcosa che mi emoziona nel profondo», ha dichiarato Francucci, ricordando come i campetti degli oratori siano i luoghi in cui nascono le vere amicizie e si impara il rispetto.
Ad aprire l'evento è stato il parroco Don Francisco, che ha evidenziato la necessità di ricostruire i rapporti umani dopo le ferite del sisma e della pandemia, ringraziando i numerosi benefattori che hanno permesso la sistemazione del campo.
Sul valore sociale dello sport è intervenuto anche il vescovo della diocesi di Macerata, Monsignor Nazzareno Marconi, che ha lodato l'impegno congiunto di parrocchia e amministrazione: «Condivido la volontà di ricostituire questo spazio, necessario per aiutare le persone a sentirsi comunità pur provenendo da storie diverse». Il Vescovo ha poi scherzato sulla multiculturalità della diocesi, che conta sacerdoti da ventisette nazioni: «In molti mi considerano il vescovo dell’Onu, ma questo dimostra che quando ci sono valori forti è possibile costruire insieme».
Anche il sindaco di Treia, Franco Capponi, ha preso parte alla cerimonia, definendo il nuovo sintetico come un tassello fondamentale che si inserisce nel piano di crescita della frazione, già al centro dei lavori per il nuovo polo scolastico e la palestra. «Questo è uno spazio dove i ragazzi possono socializzare liberamente», ha sottolineato il primo cittadino. «È un’inaugurazione importante come amministratore ma anche come familiare di Leonardo. Mi auguro che questo luogo metta insieme tanti giovani indipendentemente dalla loro provenienza».
Dopo il fatidico taglio del nastro, il nuovo terreno di gioco è stato ufficialmente "battezzato" con una sfida inaugurale che ha visto confrontarsi la squadra dei seminaristi maceratesi e una rappresentativa di calciatori passotreiesi, con la vittoria finale dei futuri sacerdoti al termine di un match combattuto. La festa è poi proseguita fino a sera tra la musica del coro parrocchiale, i riti religiosi per il patrono e i ben seicento panini preparati dai volontari, restituendo a Passo di Treia un presidio insostituibile di condivisione e aggregazione.
"Riteniamo profondamente inopportuna la nota diffusa dal presidente provinciale di Fratelli d’Italia Massimo Belvederesi sulla vicenda delle Terme di Sarnano, non solo nel merito, ma anche nei tempi. A pochi giorni da un appuntamento elettorale importantissimo come quello di Macerata, nel quale il centrodestra dovrebbe presentarsi compatto, serio e concentrato sugli obiettivi comuni, leggere attacchi pubblici rivolti a un sindaco sostenuto dalla coalizione appare francamente incomprensibile".
Così Federico Marconi, commissario comunale di Forza Italia Sarnano, interviene dopo la presa di posizione di Fratelli d’Italia sulla gestione della società termale da parte dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fabio Fantegrossi.
"I panni sporchi, quando ci sono, si lavano all’interno della coalizione e non si mettono in piazza a mezzo stampa - prosegue Marconi -. Se davvero l’obiettivo è trovare una soluzione ai problemi, ci si siede intorno a un tavolo, si discute, ci si confronta, anche duramente se necessario, ma con spirito costruttivo. Sparare sulla stampa, invece, serve solo ad alimentare tensioni, creare confusione e offrire una pessima immagine del nostro paese".
Forza Italia respinge anche l’accusa secondo cui Fratelli d’Italia sarebbe stata “tagliata fuori” dalle scelte dell’amministrazione. "La verità è che Fratelli d’Italia si è progressivamente autoesclusa dal percorso amministrativo. Il consigliere Battaglioni ha rimesso le deleghe sulle Terme già nel gennaio del 2025 e, successivamente, la costituzione di un gruppo consiliare autonomo ha di fatto collocato quella componente in una posizione diversa rispetto alla maggioranza. Parlare oggi di esclusione subita significa raccontare solo una parte della storia, e nemmeno quella più corretta".
Per Marconi, il punto centrale resta la situazione concreta della società che gestisce le Terme: "Questa amministrazione ha ereditato una società agonizzante. Il sindaco, una volta insediato, si è trovato davanti a una serie di situazioni e di sorprese tutt’altro che positive, che lo hanno inevitabilmente costretto a rivedere rotta, ma perseguendo la strategia iniziale del programma elettorale condiviso: tentare il risanamento della società ma soprattutto provare ad attuare la privatizzazione". "Governare significa anche questo - puntualizza Marconi -: fare i conti con la realtà, non con gli slogan della campagna elettorale. Quando emergono elementi nuovi, un amministratore serio ha il dovere di cambiare impostazione se ritiene che ciò sia necessario per tutelare l’interesse pubblico".
Il commissario comunale di Forza Italia invita poi a distinguere tra le Terme come patrimonio del territorio e la società che le gestisce: "La bufera riguarda la società di gestione, non le Terme di Sarnano in sé. Le qualità delle nostre acque, della struttura e del potenziale termale sono conosciute da tutti. Continuare a parlare male delle Terme e, di riflesso, di Sarnano, non è certo una bella vetrina per il paese. Chi ha davvero a cuore Sarnano dovrebbe misurare le parole, perché ogni dichiarazione pubblica contribuisce a costruire o a danneggiare l’immagine della nostra comunità".
Marconi contesta infine il riferimento a un presunto accordo con la minoranza: "Parlare di inciucio o di accordo con la minoranza serve solo a spostare l’attenzione dal problema vero. Peraltro, se come viene sostenuto dallo stesso Belvederesi i consiglieri di minoranza non hanno seguito il sindaco nemmeno sul tentativo di azione di responsabilità nei confronti degli amministratori della Stm richiesto dall’attuale Amministratore della società, di quale accordo stiamo parlando? È FDI che in realtà ha tradito il programma elettorale: va ricordato infatti che nel recente Consiglio comunale proprio incentrato nel procedere alla privatizzazione, nonostante in precedenza vi fosse un’intesa su tale questione, il gruppo consiliare Fratelli d’Italia ha lasciato l’assise e non sostenuto la linea. È una contraddizione evidente. Si lancia un’accusa pesante, ma poi sono gli stessi fatti richiamati da Fratelli d’Italia a smentirla".
La conclusione è un appello alla responsabilità: "I sarnanesi sono stanchi di questo continuo clima di sospetto, di accuse e di veleno riversato sul paese. Sarnano ha bisogno di soluzioni, non di polemiche. Ha bisogno di chi lavora per difendere le Terme, non di chi usa le Terme per regolare conti politici. Se Fratelli d’Italia, attraverso il suo presidente provinciale, vuole davvero contribuire a risolvere questa vicenda, si sieda a un tavolo e porti proposte concrete. Diversamente, il rischio è quello di parlare di cose che non si conoscono fino in fondo o che vengono raccontate in maniera parziale e distorta".
"Forza Italia Sarnano - chiude Marconi - con lealtà, senso di responsabilità e nel pieno rispetto del mandato elettorale ricevuto dai cittadini, sostiene con forza il sindaco Fabio Fantegrossi e continuerà ad appoggiare ogni percorso utile a tutelare le Terme, l’interesse pubblico e l’immagine del nostro territorio. Lo faremo senza alimentare inutili guerre interne, che non servono né al centrodestra né, soprattutto, a Sarnano".
Una telefonata da un finto operatore finanziario, seguita da quella di un falso poliziotto per aumentare la pressione psicologica e spingere la vittima a sborsare una cifra importante. È il sofisticato stratagemma della truffa del "falso funzionario" sventato a Potenza Picena grazie alla prontezza di un commerciante locale e alle indagini dei Carabinieri della locale Stazione, che hanno portato al deferimento all’autorità giudiziaria di due uomini residenti in Campania.
Nei guai sono finiti un napoletano di 56 anni, già noto alle forze di polizia, e un giovane di 22 anni residente a Casalnuovo di Napoli, incensurato, ritenuti responsabili di tentata truffa in concorso.
L'attività investigativa ha preso il via dalla denuncia presentata dal commerciante potentino. I militari dell'Arma sono riusciti a ricostruire minuziosamente il modus operandi dei due indagati, i quali avevano pianificato una complessa manovra fraudolenta per via telefonica.
In un primo momento, i malviventi si sono presentati come incaricati della società finanziaria "Nexi", contattando la vittima per contestarle un presunto pagamento sospetto del valore di ben 12.500 euro. Poco dopo, per rendere la messinscena ancora più credibile e intimidatoria, uno dei truffatori ha richiamato spacciandosi per un agente della Polizia di Stato della Questura di Macerata.
Con questo doppio ruolo, i malviventi hanno intimato al commerciante di eseguire con urgenza il versamento della somma su un altro conto corrente da loro indicato e definito "sicuro". In realtà, come accertato successivamente dai carabinieri, quel conto era intestato a uno degli autori del raggiro.
Fortunatamente il piano non è andato a buon fine. Il commerciante, insospettito dalle anomalie della procedura e dall'insistenza del doppio contatto telefonico, ha avuto un tempestivo ravvedimento e ha interrotto l'operazione prima di effettuare il bonifico. Subito dopo si è recato alla stazione dei carabinieri per denunciare l'accaduto, permettendo ai militari di far scattare gli accertamenti e identificare i due campani.
Il futuro del nostro territorio è nelle mani degli studenti del Liceo "G. Leopardi"di Recanati, sempre più scuola di riferimento per una didattica laboratoriale d'eccellenza.
Il 28 maggio, presso l’Acquario Romano, un team rappresentativo delle classi 4R, 3M e 3L dell’indirizzo Scienze Applicate sfiderà le proposte di altri sette istituti provenienti da tutta Italia nella finale nazionale di "Mad for Science", il prestigioso concorso promosso dalla Fondazione Diasorin.
Oltre che una competizione, il concorso rappresenta un’esperienza didattica coinvolgente e un’occasione per potenziare con attrezzature all’avanguardia i laboratori scientifici già in dotazione alla scuola, dentro i quali, da anni, i docenti dell’indirizzo di Scienze Applicate lavorano per proiettare i ragazzi nel cuore della ricerca attiva.
In queste settimane, sotto la guida della professoressa di Scienze Naturali Lucia Galassi, mente e cuore dell'iniziativa, e del professore di Informatica Michele Brizi, gli studenti si stanno preparando ad affrontare una sfida multidisciplinare: dalla biotecnologia pura allo sviluppo di piattaforme digitali per condividere conoscenza.
Al centro di tutto c'è RootNet: un progetto nato per proteggere la biodiversità del suolo locale. Dopo una prima fase di sperimentazione condotta tra i laboratori scolastici e una serra domotica, le colline di Recanati, patrimonio di bellezza e cultura, diventeranno a loro volta un laboratorio a cielo aperto dove il team ha l’obiettivo di studiare le micorrize autoctone. Questi funghi simbionti, alleati naturali delle radici, verranno fatti proliferare attraverso l'uso di scarti agricoli locali (economia circolare) per rendere le piante più resilienti ai cambiamenti climatici, riducendo drasticamente la dipendenza da prodotti chimici industriali.
Il risultato è un modello di “cittadinanza scientifica attiva” dove la scuola non solo insegna, ma produce conoscenza utile al territorio.
A Roma,dunque, i ragazzi del nostro Liceo porteranno un manifesto che racconta come la scienza possa preservare concretamente la bellezza e la salute dei nostri luoghi.
Si è disputata ieri sera, venerdì 15 maggio, alla Palestra Mancinelli la gara tra il Matelica Volley e Volley Torresi valevole per la promozione in prima divisione. A trionfare è stata la squadra nostrana, che il prossimo anno disputerà quindi il campionato di prima divisione, salendo così di categoria e portando la città di Matelica un gradino più in alto.
Ha espresso grande soddisfazione per la vittoria a nome di tutta l'amministrazione comunale l'assessore allo Sport Filippo Maria Conti: "La vittoria del Matelica Volley è un grande esempio per i giovani e non solo: portare avanti uno sport dà sempre grandi risultati, sul campo e fuori. Non solo per mantenersi in forma e divertirsi, ma anche per ottenere grandi risultati come quello di ieri sera che rendono orgogliosa l'intera comunità. Mi congratulo con tutta la squadra e la dirigenza del Matelica Volley per il brillante risultato: questa promozione non rappresenta soltanto una vittoria sportiva, ma il premio per tutte le sere passate in palestra, per ogni incoraggiamento reciproco e per la voglia di non smettere mai".
Si è svolta presso la Sala Polifunzionale “Cesare Lami” la presentazione ufficiale della lista civica “Muccia Rinasce”, guidata da Giulia Menciotti, 36 anni, avvocato, giovane madre, originaria di Terni e residente a Muccia da circa dieci anni.
All’incontro ha preso parte un folto gruppo di cittadini. Presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Borroni, che ha espresso il proprio sostegno alla lista.
La candidatura di Menciotti ruota attorno a un messaggio centrale: trasformare la “volontà di restare” in un vero e proprio “diritto di restare”. Un tema che richiama da vicino le difficoltà vissute dalle comunità dell’entroterra, in particolare dopo il terremoto, e la necessità di garantire condizioni concrete per continuare a vivere nei territori più fragili.
La lista si presenta con una composizione eterogenea, che unisce esperienze amministrative, professionali, associative e rappresentanze della comunità locale. Ne fanno parte figure legate al volontariato, giovani lavoratori, imprenditori, professionisti e cittadini di origine straniera residenti nel territorio.
Tra i candidati figurano Sergio Bentivoglio, ex consigliere comunale e da anni impegnato nel volontariato; Barbara Carnevali, imprenditrice e già consigliera di minoranza per due mandati; Giovanni Casoni, già sindaco di Fiordimonte con una lunga esperienza politica e amministrativa; Lorenzo Ceccarelli, esperto di turismo e management alberghiero; Carlo Francesco Chiarolla, avvocato e specialista in normative europee; Adina Dikedzic, giovane madre di origini bosniache, indicata come voce delle famiglie e dei lavoratori stranieri; Alessandro Micucci, impiegato Enel e rappresentante delle nuove generazioni; Francesco Nebbia, presidente dell’associazione “Massa nel Cuore” e promotore della Sagra del Tartufo di Massaprofoglio; Massimo Zerani, conoscitore del territorio e del settore venatorio; e Laura Bizzarri, dottoressa in Giurisprudenza e funzionaria al Comune di Ancona.
Nel corso della presentazione, Menciotti ha spiegato le ragioni della propria candidatura, legandole alla vita quotidiana della comunità e al tema dei servizi essenziali: "Chi ha scelto di restare a Muccia dopo il terremoto lo ha fatto con il cuore. Il nostro compito è fare in modo che quella scelta non diventi un sacrificio. È una comunità con radici profonde, con persone straordinarie e con un potenziale inespresso che aspetta solo di essere liberato. Noi siamo qui per questo. Costruire una Muccia che non si spopola, dove restare non sia una scelta obbligata ma un diritto sostenuto da lavoro, servizi, ambiente curato e comunità viva".
La devozione, il folklore e il senso di appartenenza tornano protagonisti domenica 17 maggio con la suggestiva cerimonia dell’Offerta dei ceri e accensione del grande falò, uno degli appuntamenti più sentiti e simbolici della Corsa alla Spada e Palio. Un momento carico di storia e partecipazione popolare che si svolge nella basilica di San Venanzio martire, luogo che custodisce le spoglie del santo patrono della città di Camerino.
La cerimonia in chiesa è preceduta dalla pesatura dei ceri, ospitata quest’anno all’interno del cortile del Palazzo Arcivescovile, luogo messo a disposizione dall’arcivescovo mons. Francesco Massara che ha accolto nei propri rinnovati spazi del Palazzo e del Museo Diocesano tante iniziative della rievocazione storica.
Al corteo dei nobili e delle autorità cittadine, delle arti, dei comuni, degli arcieri e degli ospiti (Palio San Floriano di Jesi e Tamburini del Serafino di Sarnano) si aggiungeranno man mano i figuranti dei tre terzieri e tanti popolani e così il corteo completo arriverà in basilica.
Dopo l’Offerta dei ceri è il momento della lettura in piazza del bando della Corsa alla Spada 2026 e dell’accensione del focaraccio, il grande falò che simboleggia la veglia in attesa della festa del Santo ed esorcizza la stagione fredda, richiamando un rito di benvenuto alla bella stagione.
Diretta TV dell'evento del 17 maggio sull’emittente Studio 7 TV HD Canale 78 del Digitale Terrestre e in streaming su www.studio7tv.it
Sempre il 17 maggio è in programma l’Open Day di danza rinascimentale con Bruna Gondoni (ore 10:00 Quartiere delle Associazioni) e alle ore 17:00, sempre nel Quartiere delle Associazioni, Presentazione degli atleti e delle atlete della 45° edizione con la consegna della spada donata in questa edizione dal Bar Diana e forgiata dal fabbro Stefano Bellesi.
E’ stato rinviato il Palio di Sant’Ansovino degli Arcieri De Varano in programma nel pomeriggio di oggi, mentre il mercatino e i laboratori della Compagnia commerciale medievale si svolge regolarmente dalle 16:30 in poi, ma viene spostato nella Geostruttura presso l’area Area Taverne in via Madonna delle Carceri.
Il programma proseguirà lunedì 18 maggio con la festa di San Venanzio, particolarmente ricca di iniziative perché celebrata nell’anno triennale dedicato al Santo patrono di Camerino e dell’Arcidiocesi, che si conclude con il Concerto per il Santo Patrono della Banda Orchestra Città di Camerino alle ore 21:30 in basilica. Il pomeriggio è dedicato al tema: Vestirsi a Camerino nel '400: un intreccio di arte moda e storia con alle 16.00 una visita guidata al Museo Diocesano Giacomo Boccanera e a seguire l’incontro con Federico Marangoni, Reenactment Advisor.
“La rievocazione storica piano piano si riappropria della sua città - dichiara la presidente Donatella Pazzelli -superando anche le innumerevoli e sempre maggiori difficoltà legate ai tanti cantieri aperti per ricostruire Camerino. Visite guidate a tema e spettacoli saranno ospitati negli spazi del Palazzo Arcivescovile, luogo simbolo di storia e arte magnificamente restaurato, e in altri luoghi suggestivi per offrire a tutti la possibilità di godere della parte della città recuperata”.
Le iniziative proseguono anche martedì 19 maggio con un ricco calendario di appuntamenti: la Fiera di San Venanzio organizzata dal Comune di Camerino (intera giornata), la visita guidata delle ore 15:30 “San Venanzio nelle collezioni del Museo Diocesano” a cura di Barbara Mastrocola, direttrice musei e responsabile beni mobili dell’Arcidiocesi, lo spettacolo delle ore 18.30 nella basilica di San Venanzio, “… a rimirar le stelle” Terra - Pietra - Infinito. Le voci raccontano, con il Coro Monti Azzurri, la voce recitante di Sabrina Conocchioli e la direzione di Maurizio Maffezzoli e alle 19.45 nella Taverna di Muralto l’ultimo dei tre appuntamenti di Reccontata a veja la storia secondo Quinto de Martella. Alle 22:00 in Piazza Cavour ci sarà La Battaglia delle Due Corti, suggestiva partita a scacchi vivente curata dalla Proloco Camerino.
Continua il percorso di costruzione del nuovo roster della CBF Balducci HR per il prossimo campionato di Serie A1 con un altro prezioso innesto: il Club maceratese ha raggiunto l’accordo per la stagione 2026/27 con la centrale Chiara Landucci, classe 2002 per 185 centimetri di altezza. L’arrivo nelle Marche della giocatrice emiliana, nell’ultima stagione protagonista in Serie A2 con la maglia di Messina, completa così il reparto al centro a disposizione di coach Valerio Lionetti.
Per Chiara Landucci, costantemente in campo nel campionato di A2 dal 2021 in poi, è arrivato così il momento del grande salto in Serie A1 con la divisa arancionera, grazie anche a concretezza, qualità e affidabilità dimostrate nelle stagioni vissute nel campionato cadetto, in cui ha spesso incrociato da avversaria proprio la CBF Balducci HR.
La crescita pallavolistica di Chiara Landucci prende forma alla Anderlini Modena, dove rimane per tre stagioni tra settore giovanile e Serie B2. Il valore dimostrato nel panorama dei vivai italiani le permette di effettuare subito il salto in Serie A2 nel 2021/22, quando approda alla Futura Giovani Busto Arsizio. Nell’annata successiva si trasferisce all’Esperia Cremona, dove resta per due stagioni consecutive, consolidando il suo ruolo nel secondo campionato italiano, poi nel 2024 il ritorno alla Futura, il Club che l’aveva chiamata all’esordio in Serie A. Infine, la stagione appena conclusa con la maglia di Messina, vissuta costantemente in campo con la formazione siciliana.
"Ho scelto la CBF Balducci HR Macerata perché penso sia la realtà giusta per potermi sviluppare e mettermi alla prova in un contesto competitivo come la Serie A1 - dice Chiara Landucci dopo la firma dell'accordo che la lega al Club maceratese per la prossima stagione - È sicuramente entusiasmante far parte di questo progetto e di una società seria che negli ultimi anni si è contraddistinta per i propri risultati".
"Sono sicura che con il gruppo creeremo la giusta amalgama per raggiungere gli obiettivi prefissati e per toglierci qualche soddisfazione - prosegue la centrale emiliana che esordirà in A1 in arancionero nel 2026/27 - Dalla prossima stagione mi aspetto di apprendere il più possibile dallo staff e dalle compagne. Cercherò di portare il mio contributo quotidiano nel lavoro in palestra e di creare un gruppo unito e pronto per le sfide del campionato. Sono certa inoltre che anche il pubblico farà la differenza, quindi non vedo l’ora di conoscervi tutti al palazzetto".
CIVITANOVA MARCHE – È Claudio Labriola il nuovo allenatore della Civitanovese Calcio. La presentazione ufficiale si è svolta nella mattinata di oggi presso la sede societaria all’interno del Polisportivo Comunale, alla presenza della dirigenza rossoblù e degli organi di stampa.
Ad aprire la conferenza è stato il presidente Francesco Borrelli, che ha sottolineato la soddisfazione della società per l’arrivo del nuovo tecnico.
«Abbiamo fortemente voluto Claudio Labriola – ha dichiarato – perché riteniamo che possa portarci a compimento del percorso e degli obiettivi che ci siamo prefissati. Il suo arrivo definisce la nuova visione tecnica del club. È un allenatore empatico, capace di motivare il gruppo e valorizzare al massimo i giocatori».
Parole di stima anche da parte del direttore sportivo Mauro Chiodini, che ha ribadito come Labriola fosse la prima scelta della società.
«Lo conosco bene e ho avuto modo di lavorarci a stretto contatto – ha spiegato il ds –. Oltre ai risultati ottenuti, ciò che mi ha sempre colpito è il rapporto umano creato con i giocatori. È un professionista serio, appassionato e con grande voglia di crescere. Ha ricevuto altre offerte importanti ma ha scelto Civitanova e questo ci rende orgogliosi».
Visibilmente emozionato il nuovo tecnico rossoblù, che ha parlato della sua nuova esperienza definendola “un grande onore”.
«Civitanova è una piazza prestigiosa e affamata di calcio, una realtà che vive questo sport con passione autentica – ha affermato Labriola –. Qui si va oltre la categoria. Chi farà parte di questo progetto dovrà dare tutto sé stesso ogni giorno».
L’allenatore ha quindi tracciato le linee guida del proprio calcio, annunciando una squadra aggressiva e propositiva.
«Mi piace una squadra capace di recuperare subito il pallone, dominare la partita e imporre il proprio gioco. Preferisco sistemi con quattro difensori e tre centrocampisti, ma sono aperto a diverse soluzioni in base alle caratteristiche dei giocatori. Voglio una squadra intensa, organizzata e con identità».
Labriola ha inoltre rivolto un pensiero alla tifoseria rossoblù.
«So che dovrò conquistare questa piazza con il lavoro e i risultati. Oggi non servono proclami ma fatti. Posso garantire massimo impegno per riportare orgoglio e identità alla Civitanovese».
Nel finale il nuovo mister ha ringraziato l’Osimana, società nella quale ha vissuto le sue ultime stagioni da calciatore e le prime da allenatore.
«Resterò sempre grato all’Osimana, ai tifosi e ai giocatori con cui ho condiviso un percorso importante della mia vita sportiva».