Continua a "infiammarsi", è proprio il caso di dirlo, il clima in casa Civitanovese. Durante il match pareggiato 0-0 contro il Montefano, valido per il campionato regionale, alcuni ultras rossoblù hanno manifestato il loro dissenso nei confronti del presidente Mauro Profili con gesti plateali e provocatori.
Nel corso del primo tempo, infatti, è apparso sugli spalti uno striscione eloquente con la scritta “Circo Profili”, mentre diversi fumogeni sono stati lanciati direttamente sul terreno di gioco del campo sintetico del Dell’Immacolata, provocando danni alla superficie.
A intervenire prontamente per rimuovere i fumogeni è stato il presidente del Montefano, Stefano Bonacci, che ha contribuito a riportare la situazione sotto controllo.
A seguito dei fatti, la Civitanovese Calcio ha diffuso un comunicato ufficiale in cui esprime «disappunto per quanto accaduto oggi sul campo di Montefano. Alcuni tifosi hanno lanciato fumogeni, interrompendo la partita; un comportamento che non rispecchia i valori della nostra società. Prenderemo le misure necessarie affinché episodi simili non si ripetano in futuro».
La vicenda segna un ulteriore capitolo della crescente tensione tra la tifoseria e la presidenza del club adriatico, con la dirigenza ora chiamata anche a risarcire i danni causati al campo sintetico.
(Foto di Pier Marino Simonetti)
Il pubblico ha risposto con entusiasmo ai primi appuntamenti del Macerata Humanities Festival promosso dall’Università di Macerata, che già alla vigilia dell’apertura ufficiale ha saputo accendere la città di voci, immagini e riflessioni. Dalla delicatezza poetica della mostra “Il soldatino pensò che era la pace” – a cura dell’Accademia di Belle Arti di Macerata e di Ars in Fabula – fino alla potenza teatrale e ironica di Dioggene, lo spettacolo di Stefano Fresi che ha fatto vibrare di applausi ilTeatro Lauro Rossi, la giornata di venerdì ha confermato la forza del dialogo tra linguaggi artistici, cifra distintiva del festival.
Le tavole originali esposte in mostra nella bella sala appena restaurata di Palazzo Rotelli-Lazzarini, ex Banca d’Italia - visitabile fino al 30 ottobre, con orario 10:00–13:00 e 17:00–20:00 - fanno parte dell’albo illustrato “Il soldatino” scritto da Cristina Bellemo, illustrato da Veronica Ruffato, edito da ZOOlibri Stasera il festival prosegue con “Figlie dell’epoca.
Donne di pace in tempo di guerra” di Roberta Biagiarelli, spettacolo che intreccia narrazione civile e testimonianza storica, riportando alla luce la voce delle donne che seppero scegliere la pace in tempi di conflitto. Domani, martedì 14 ottobre, la giornata si aprirà alle 9.00 con il workshop Dialogo intergenerazionale e cultura del lavoro, promosso dai docenti Alberto Zanutto, Roberto Del Gobbo e Alessandra Fermani alla Lube Academy: un confronto dedicato alla collaborazione tra generazioni in azienda e ai valori che la rendono possibile.
Alle 18.00, all’Orto dei Pensatori, si terrà l’inaugurazione ufficiale del Festival con gli interventi del rettore John McCourt, della direttrice Fabiola Falappa, della presidente delle EUM Simona Antolini e dei rappresentanti delle realtà che sostengono la manifestazione. Chiuderà la giornata il concerto Dialogo con la comunità, alle 21.15 al Teatro della Filarmonica: il Tourdion Ensemble, coro femminile con arpa e due corni, guiderà il pubblico in un percorso musicale tra le opere di Johannes Brahms e Benjamin Britten, nel segno dell’ascolto come forma di incontro.
Il Macerata Humanities Festival è realizzato con il patrocinio di Regione Marche, Comune di Macerata e Fondazione Marche Cultura, e con il sostegno di iGuzzini, BCC Recanati e Colmurano, Fior di Grano, BPER Banca e Lube. Un festival unico nel panorama nazionale, il Macerata Humanities Festival trasforma le scienze umane in un laboratorio di idee e confronto sul presente.
Dal 14 al 17 ottobre, la terza edizione animerà la città con oltre cinquanta appuntamenti tra incontri, spettacoli, mostre e la fiera dell’editoria universitaria BooksUp! e affronta quest’anno il tema “La forza del dialogo. Saperi e pratiche per la vita comune”. Un invito a riscoprire il valore della parola e dell’ascolto attraverso la voce di protagonisti della cultura, del giornalismo e dello spettacolo come Domenico Iannacone, Catherine Dunne, Rossella Miccio, Gino Cecchettin, Cristina Bellemo, Veronica Ruffato, Elena Mil e Ado Hasanović.
Nella notte tra sabato e domenica, a Tolentino, i carabinieri hanno arrestato un 50enne tunisino per lesioni aggravate, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. L’uomo, residente in città, è stato bloccato in flagranza di reato dopo aver aggredito la moglie e successivamente i militari intervenuti per soccorrerla.
L’episodio è avvenuto intorno all’una di notte, quando alcuni cittadini hanno segnalato al numero unico di emergenza 112 la presenza di un uomo che, mentre camminava verso la zona residenziale adiacente al Comando della Compagnia carabinieri di Tolentino, strattonava una donna.
Ricevuta la segnalazione, la centrale operativa del 112 ha immediatamente allertato il militare di servizio alla caserma. Quest’ultimo, insieme a un altro carabiniere libero dal servizio, è intervenuto rapidamente, trovando la coppia nei pressi del comando.
Alla vista dei militari, l'uomo, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha reagito con violenza, aggredendo uno dei due carabinieri che tentavano di calmarlo. Nonostante la colluttazione, il militare è riuscito a bloccarlo e a metterlo in sicurezza.
Il 50enne, risultato essere il marito convivente della donna, è stato accompagnato negli uffici del comando per l’identificazione. Durante gli accertamenti, l'uomo ha continuato a manifestare comportamenti violenti, colpendo con calci e pugni pareti e arredi e danneggiando parte dei locali.
Considerato lo stato di alterazione, è stato trasferito al pronto soccorso dell'ospedale di Macerata, dove è stato riscontrato un tasso alcolemico di 1,60 g/l (oltre il triplo rispetto al limite di legge). Il carabiniere aggredito ha riportato lesioni giudicate guaribili in 30 giorni.
Dopo le formalità di rito, il tunisino è stato arrestato e trattenuto presso la camera di sicurezza della stazione dei carabinieri di Macerata, in attesa del rito direttissimo disposto dall’autorità giudiziaria.
Un secolo di vita e oltre sette decenni d’amore: San Severino Marche ha festeggiato la signora Antonia Coccettini, che ha raggiunto il traguardo dei 100 anni insieme al marito Dalmo Rocci, con cui condivide 72 anni di matrimonio.
La celebrazione, carica di affetto e gratitudine, si è svolta in un clima di grande emozione alla presenza della figlia Marisa, del nipote Mauro, dei pronipoti e di tanti amici e conoscenti che hanno voluto rendere omaggio a una coppia simbolo di unione e forza.
Nata a Gaglianvecchio, la signora Antonia ha trascorso una vita all’insegna del lavoro e della dedizione: dai campi alle famiglie presso cui ha prestato servizio, fino all’impiego nella storica fabbrica di marmette Grandinetti. Anche il marito Dalmo ha avuto una carriera laboriosa, tra cava, edilizia e mobilificio.
Oggi, nonostante il secolo di vita, nonna Antonia è ancora piena di energia: fa la spesa con il suo carrellino, cucina, lava e stira. Una vitalità che incarna lo spirito autentico della comunità settempedana.
A rendere omaggio alla longeva concittadina è stata anche la sindaca Rosa Piermattei, che ha portato gli auguri dell’intera città, consegnando alla centenaria un mazzo di fiori e una pergamena con le insegne di San Severino Marche.Un gesto simbolico per celebrare una donna che, con la sua vita, rappresenta un secolo di storia, sacrificio e amore.
Macerata, tutta piazze ordinate e colline ondeggianti, è una città che non si lascia leggere tutta d’un fiato. Ogni portico, ha qualcosa da raccontare: non solo fatti e date scolpite negli archivi, ma anche memorie popolari, frammenti di immaginario collettivo che resistono al tempo.
Ci sono luoghi che custodiscono cronache rigorose e altri che, invece, vivono nell’ombra di un racconto tramandato per secoli, oscillando tra il vero e l’incredibile. Un fascino che ricorda quel sottile brivido del rischio, lo stesso che oggi qualcuno cerca nei giochi online come National Casino Italy: una tensione antica, che lega la realtà alla possibilità, il quotidiano al meraviglioso.
Il richiamo della Sibilla appenninica
Tra le montagne che si ergono a sud di Macerata, i Monti Sibillini, prende vita la leggenda forse più celebre delle Marche: quella della Sibilla. Si dice che, in una grotta nascosta sul monte che porta il suo nome, dimorasse una regina incantatrice, capace di rivelare segreti e di sedurre cavalieri in cerca di risposte. La tradizione popolare, viva già nel Medioevo, attirò studiosi e viaggiatori da tutta Europa. Andrea da Barberino, con il suo "Guerrin Meschino", diede veste letteraria a questa figura, trasformandola in mito universale. Ancora oggi, quella grotta evoca domande senza tempo: era un luogo di magia o una semplice caverna? Le guide locali raccontano che pastori e contadini, per secoli, indicarono la montagna con timore e rispetto, come fosse custode di un mistero non del tutto spiegabile.
San Giuliano e la protezione sulla città
Dentro le mura cittadine, la figura di San Giuliano domina le cronache di fede e leggenda. Macerata lo venera come patrono, e non mancano gli episodi che hanno alimentato la sua fama miracolosa. Si ricorda, tra i più suggestivi, quello di una processione del Seicento che, colpita da una tempesta improvvisa, fu improvvisamente risparmiata dalla furia delle acque. I cronisti scrissero che la pioggia si aprì come un varco, permettendo al corteo di procedere intatto. Un evento che rafforzò la devozione al santo e che ancora oggi aleggia durante le celebrazioni, quando la città intera si ferma per sentirsi parte di un rito che unisce passato e presente.
La fata di Belforte del Chienti
Se ci si allontana verso i paesi dell’entroterra, Belforte del Chienti custodisce un racconto che sembra uscito da una fiaba. Una fata benevola, narrano le voci antiche, si aggirava tra i boschi offrendo acqua e ristoro ai viandanti smarriti. Ma non era una creatura ingenua: a chi mostrava irriverenza riservava piccoli dispetti, come rumori inspiegabili nelle case o animali impauriti senza motivo. Era, in fondo, un modo simbolico per educare al rispetto verso la natura e verso quel paesaggio che, ancora oggi, appare intatto e selvatico. Gli anziani del paese tramandavano queste storie come ammonimenti, ma anche come segni di una protezione misteriosa.
Il fantasma del castello Pallotta a Caldarola
Le mura massicce del castello Pallotta, a Caldarola, sono custodi di racconti che mescolano la storia nobile dei Pallotta con il brivido della leggenda. C’è chi giura di aver avvertito, nelle notti più scure, una presenza femminile: una giovane nobildonna, spirata in circostanze mai chiarite, che ancora vaga nei corridoi alla ricerca di giustizia. Visitatori e guide parlano di correnti d’aria improvvise, di un silenzio che cala pesante all’improvviso. Che sia suggestione o realtà, questo racconto continua ad affascinare chi varca il portone del castello, rendendo la visita un’esperienza che va oltre la semplice architettura.
Un patrimonio vivo
Oggi, Macerata non si racconta solo attraverso i suoi monumenti, lo Sferisterio o l’università secolare. Vive anche nelle voci che continuano a tramandare le storie della Sibilla, delle fate, dei miracoli. Sono narrazioni che riaffiorano nei toponimi, nelle feste popolari, nelle chiacchiere serali sotto i portici. Custodirle significa non solo onorare il passato, ma offrire al presente un senso di continuità, un filo invisibile che unisce le generazioni.
È stato individuato e rintracciato l'automobilista che, dopo aver danneggiato un'auto in sosta, si era allontanato senza fermarsi. Decisive le telecamere di videosorveglianza e l'attività investigativa della polizia locale di Macerata.
L’episodio risale al mese scorso, quando una cittadina maceratese si era presentata al comando della polizia locale per denunciare un grave danneggiamento alla propria auto, regolarmente parcheggiata. Secondo quanto riferito dalla donna, il suo veicolo era stato urtato violentemente da un’altra macchina in transito, che si era poi dileguata in direzione del centro di Macerata.
Raccolta la denuncia presso l'ufficio infortunistica, gli agenti hanno avviato immediatamente le indagini, analizzando con attenzione le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza installate nei comuni di Macerata e Montecassiano, lungo la probabile via di fuga del responsabile.
Le verifiche hanno permesso di individuare un’auto bianca visibilmente danneggiata in transito verso il centro cittadino. Dalle immagini è stato possibile risalire alla targa del veicolo e, di conseguenza, al suo proprietario, un cittadino straniero residente in zona. Convocato al comando, l'uomo ha ammesso le proprie responsabilità.
Il comandante Danilo Doria, insieme agli agenti coinvolti, ha informato la proprietaria dell'auto danneggiata sull’esito positivo delle indagini. La donna, commossa, ha ringraziato il personale per l'efficienza e la disponibilità dimostrate.
Il comandante Doria ha commentato: "Negli ultimi anni, l’impiego sempre più diffuso di sistemi di videosorveglianza ha rappresentato un elemento fondamentale per il rafforzamento della sicurezza urbana. Le telecamere, unite alla conoscenza del territorio da parte delle nostre pattuglie e all’esperienza del personale della centrale operativa, si rivelano strumenti decisivi per risolvere i casi e garantire giustizia ai cittadini".
L’episodio testimonia l'efficacia del lavoro della polizia locale di Macerata, costantemente impegnata nel tutelare sicurezza e legalità sul territorio, e conferma l'importanza della sinergia tra tecnologia e capacità investigativa.
Il Comune di San Severino Marche, con apposita delibera di Giunta, ha disposto i periodi di parcheggio a pagamento nell’area della suggestiva faggeta di Canfaito all'interno della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito in vista del culmine del fenomeno del foliage.
La Riserva, nota per le sue vaste faggete e per custodire il faggio più antico delle Marche da tempo inserito tra gli alberi monumentali d'Italia, si tinge in autunno di spettacolari colori che vanno dal giallo ocra al rosso scarlatto e marrone. La faggeta secolare, che si trova su un altopiano ai piedi del Monte San Vicino, è una delle mete più suggestive delle Marche in questo periodo.
Con Delibera di Giunta Comunale n. 118 del 18/04/2025 e Ordinanza n. 287 del 12/08/2025, il Comune ha disposto la sosta a pagamento per un totale di dieci giornate. Per il mese di ottobre: domenica 19, domenica 26, venerdì 31. Per il mese di novembre: sabato 1, domenica 2, sabato 8, domenica 9, sabato 15, domenica 16 e domenica 23.
Il parcheggio a pagamento sarà attivo dalle ore 8 alle ore 20. La sosta è tassativamente vietata dalle ore 20 alle ore 08.
Queste le tariffe: auto, camper, motorhome e van 5 euro, motocicli e veicoli al servizio di persone invalide con contrassegno europeo gratuito. Si specifica che è vietato l'ingresso ad autocarri e autobus.
L'Amministrazione comunale insieme all’Unione Montana Potenza Esino Musone, ente gestore della Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, raccomandano vivamente di privilegiare giornate diverse da quelle indicate per una migliore e più piacevole esperienza nei luoghi naturalistici.
Per garantire la sicurezza e la tutela dell'area al raggiungimento della capienza massima consentita, il parcheggio verrà chiuso e la viabilità d'ingresso interdetta dal personale addetto. Si ricorda ancora che è severamente vietata la sosta in aree diverse da quella specificatamente indicata dalla segnaletica come parcheggio e che il campeggio e il bivacco sono sempre vietati.
Si ricorda che, in caso di condizioni meteo avverse, difficoltà tecniche o assenza di operatori addetti alla bigliettazione, l'ingresso sarà consentito liberamente.
Il foliage a canfaito è uno spettacolo che le Marche offrono a chi desidera immergersi nella natura e godere di escursioni e trekking. Per chi desidera visitare la zona, è consigliabile salire dal versante di San Severino Marche tramite la strada di Castel San Pietro o dal lato di Matelica, passando per il borgo dipinto di Braccano.
Il mondo della moda piange la scomparsa di Cesare Paciotti, imprenditore e stilista simbolo della calzatura italiana di lusso. Domani, la città che lo ha visto crescere e lavorare per tutta la vita lo saluterà nel funerale che si terrà alle ore 10 a Civitanova, nella chiesa di San Pietro, con successiva tumulazione nel cimitero di Montecosaro.
Le creazioni di Cesare Paciotti hanno saputo attraversare i confini nazionali fino a Hollywood e all’Asia, conquistando star internazionali come Naomi Campbell, Beyoncé, Paris Hilton, Eva Longoria, Maneskin, Blanco e Anna Dello Russo. Iconico il tacco a pugnale, emblema del brand e simbolo di un glamour audace e riconoscibile, presente anche nelle collezioni di gioielleria e accessori.
Cesare Paciotti, dopo gli studi al Dams di Bologna, nel 1980 insieme alla sorella Paola ha preso le redini dell’azienda fondata dai genitori Giuseppe e Cecilia, trasformando un piccolo laboratorio artigianale di Civitanova Marche in una punta di diamante del lusso italiano. Materiali pregiati, dettagli curati e uno stile identitario tra rock e glamour hanno fatto delle calzature Paciotti un’icona globale, mantenendo sempre il legame con il territorio marchigiano.
L’azienda ricorda Cesare Paciotti per il suo stile seducente e la straordinaria generosità umana, lasciando un’eredità indelebile nella moda e nel cuore di Civitanova. Lascia tre figli: Ludovica, Giuseppe Nicola e Diamante.
Il sindaco Fabrizio Ciarapica, interpretando il profondo sentimento di cordoglio dell'intera comunità di Civitanova Marche, ha proclamato il lutto cittadino per la scomparsa di Cesare Paciotti, celebre imprenditore civitanovese e stilista calzaturiero. Le bandiere saranno esposte a mezz’asta per l’intera giornata di domani, martedì 14 ottobre, in segno di rispetto e partecipazione al dolore della famiglia.
C'è un filo invisibile che lega le persone nate nello stesso anno, nello stesso piccolo mondo. Per i ragazzi e le ragazze della classe 1955 di Appignano, quel filo si è stretto nuovamente, in occasione di un compleanno corale: i loro settant'anni. Un numero tondo, importante, che meritava di essere festeggiato non da soli, ma con chi si è condiviso infanzia e adolescenza.
l punto d'incontro è stato il ristorante Giardino dei Sapori, che per la durata di un lungo pranzo si è trasformato in un tuffo nel passato. Tra un piatto e l'altro, i dialoghi non sono stati semplici chiacchiere, ma il riannodarsi di storie individuali in un unico, grande racconto collettivo. I 70 anni, pertanto, sono un traguardo e la conferma che alcune amicizie restano sempre e s'impreziosiscono.
Venerdì 17 ottobre a Corridonia, presso Gelatomania in viale Trento 8, si terrà un evento speciale di cittadinanza attiva: il SlotMob, un’iniziativa volta a contrastare il gioco d’azzardo patologico e a promuovere il gioco sano. Dalle ore 19.30, la serata offrirà musica dal vivo con Dj Lenny, balli di gruppo, karaoke e momenti di aggregazione, il tutto in un bar che ha scelto di non installare slot machine e di adottare comportamenti virtuosi a favore dei clienti. L’ingresso è gratuito e aperto a tutti, senza necessità di prenotazione.
L’iniziativa rientra nel progetto Hazzard, promosso dal team stammibene e realizzato da Cooperativa PARS ‘Pio Carosi’, Cooss Marche, Berta ’80 e Associazione GLATAD, in collaborazione con il Dipartimento Dipendenze Patologiche dell’AST di Macerata nell’ambito del Piano Regionale Integrato. L’obiettivo è sensibilizzare la popolazione sui rischi legati al gioco d’azzardo e promuovere stili di vita più sani.
«Gli SlotMob vogliono dare spazio all’incontro e alla relazione – spiega Paolo Nanni, referente provinciale della rete SlotMob – al contrario dei giochi d’azzardo, che spesso provocano isolamento. Slot, gratta e vinci, scommesse e lotto istantaneo possono rappresentare un rischio per la salute e il patrimonio, catturando le persone nei momenti di fragilità».
All’evento saranno presenti operatori Pars e esponenti della Prevenzione del Dipartimento Dipendenze Patologiche. La partecipazione della cittadinanza rappresenta un sostegno simbolico e concreto alle attività commerciali che scelgono di promuovere il benessere psicofisico dei propri clienti e della comunità.
Ieri mattina a Colmurano il forno I Sette Artigiani ha festeggiato un traguardo importante: 30 anni di attività. Una giornata di festa che ha visto riunirsi accanto alle famiglie Giannini, Nardi e Orazi tutti coloro che nel tempo hanno apprezzato la qualità dei prodotti del forno, ma soprattutto la dedizione e l’amore con cui le famiglie hanno sempre lavorato.
L’attività nasce il 9 ottobre 1995 con il nome Forno GN, grazie a Daniele Giannini e Sandro Nardi, insieme alle rispettive mogli Cristina e Rita Orazi. Negli anni, l’azienda si è specializzata in biscotteria e panettoni, conquistando clienti non solo in tutta Italia, ma anche all’estero.
Nel 2019 il forno ha adottato il marchio I Sette Artigiani, consolidando la sua crescita in termini di qualità e fatturato. Oltre alla produzione, il successo dell’azienda si è costruito sulle relazioni e sul legame con il territorio, grazie alla partecipazione attiva alla vita comunitaria e a un impegno costante verso gli altri.
Questa storia racconta non solo il percorso di un’impresa artigiana di successo, ma anche la vicinanza di una famiglia al proprio territorio, capace di trasformare il lavoro quotidiano in un gesto di condivisione e passione.
Sabato 11 ottobre a Macerata si è svolto il congresso provinciale di Sinistra Italiana, che ha sancito la nascita della Federazione Provinciale. L’incontro ha registrato una partecipazione significativa tra gli iscritti, tra cui gli ex sindaci Tommaso Corvatta e Reano Malaisi, e ha visto la presenza di rappresentanti di forze politiche, associative e sindacali.
I saluti istituzionali e politici sono stati aperti da Gioia Santarelli, segretaria regionale, e Michele Verolo, coordinatore della segreteria regionale, seguiti da interventi di Chiara Bonotti, presidente dell’ANPI di Macerata, e Daniele Principi, segretario della CGIL provinciale. Hanno portato il loro saluto anche rappresentanti di Europa Verde, Partito Democratico, Giovani Democratici, Strada Comune, Macerata Bene Comune e Civico22.
L’introduzione è stata affidata a Leonardo Piergentili, reggente provinciale uscente, che ha sottolineato l’importanza di evitare narcisismi, egocentrismi e personalismi all’interno del partito e della coalizione. Piergentili ha inoltre evidenziato la necessità di costruire un campo progressista credibile, basato su progetti concreti e non su aggregazioni guidate solo da logiche elettorali. La chiusura del suo intervento ha posto l’accento sulla radicalità del pensiero, fondamentale per affrontare le questioni sociali alla radice.
Il congresso ha proseguito con una discussione interna sulle prospettive di Sinistra Italiana e di Alleanza Verdi e Sinistra, con un’analisi delle recenti elezioni regionali. La neo-costituita Federazione Provinciale ha ribadito l’impegno a promuovere iniziative in favore della pace, della solidarietà, della tutela dell’ambiente e dei diritti dei più deboli.
Al termine dell’Assemblea Provinciale, Leonardo Piergentili è stato riconfermato all’unanimità come segretario provinciale. Nei prossimi giorni saranno scelti gli altri membri della segreteria provinciale, a completamento della struttura della nuova Federazione.
La società Chiesanuova Football Club comunica di aver sollevato mister Roberto Mobili dall’incarico di allenatore della prima squadra. Una decisione difficile, maturata dopo un’attenta riflessione, ma ritenuta necessaria in questo momento della stagione calcistica.
"Desideriamo esprimere profonda gratitudine a Mobili - si legge in una nota della società - dal 2023 ha rappresentato un punto di riferimento fondamentale per la crescita del Chiesanuova, portando organizzazione, mentalità e risultati importanti, come testimoniano i due terzi posti consecutivi in Eccellenza, le semifinali playoff e la finale di Coppa Italia".
"Il suo percorso è stato, se non il più lungo, il più significativo nella storia del club e il suo contributo lascia un segno indelebile nella nostra comunità sportiva". "Ribadiamo tutto il dispiacere umano e sportivo per questa separazione anche se la situazione attuale di classifica ci impone di voltare pagina, con la speranza che questa azione possa dare una scossa al gruppo e rilanciare il nostro cammino in campionato. "A Mobili vanno i ringraziamenti più sinceri da parte della società, dello staff e di tutta Chiesanuova".
Grandi soddisfazioni per la Macerata Scherma alla 24a edizione del Trofeo del Conero. La classica della scherma marchigiana Under 14 ha visto brillare i giovani talenti della compagine maceratese. Sei i partecipanti della Macerata Scherma: Valerio La Porta, Agata Parenti, Chiara Bracalente, Alice Pieroni, Martina Censi e Giulio Gabrielli.
Valerio La Porta è stato autore di una gara superlativa che lo visto superare tutti gli avversari nella categoria "Giovanissimi" di Fioretto. L'undicenne maceratese si è imposto con ottima tecnica ed acume tattico ai rappresentanti di Jesi, Ancona e di tutte le società schermistiche della regione conquistando il primo posto nella classifica battendo in finale l'anconetano Mattia Stipa.
La treiese Agata Parenti ha confermato tutto il suo valore nella categoria "Ragazze" ottenendo un prestigioso secondo posto dietro alla jesina Emma Ciarimboli, tradizionale avversaria alla quale contende da due anni il primato nella regione Marche, alternandosi in testa alla classifica regionale.
Ottimo il quinto posto di Chiara Bracalente nella categoria "Giovanissime". Chiara pur essendo solo al secondo anno di pratica schermistica ha mostrato ottima tecnica e raccolto sei vittorie su otto incontri disputati.
Alice Pieroni e Martina Censi, atlete rispettivamente della categoria "Giovanissime" e "Bambine" hanno messo in luce interessanti progressi nella tecnica e nella mentalità agonistica. Il loro impegno è garanzia di risultati crescenti nel corso dell'anno sportivo.
Giulio Gabrielli infine ha esordito con la sua prima gara nella categoria "Ragazzi", soffrendo la maggior esperienza degli avversari, ma evidenziando grande passione che lo porterà a raccogliere soddisfazioni nelle prossime competizioni.
Complessivamente si conferma la qualità della scuola schermistica di Macerata dove i maestri Carola Cicconetti e Alfredo Gironelli, la preparatrice atletica Patrizia Memé alimentano ogni giorno la passione sportiva e favoriscono l'amicizia tra i ragazzi e le ragazze che frequentano la palestra di Collevario.
Dopo due anni di attesa e tre titoli conquistati nel 2023, la società sportiva Arcieri del Medio Chienti ha raggiunto un traguardo storico: il 50° titolo italiano. La vittoria è arrivata grazie a Marco Seri, che all’inizio di settembre ha conquistato il Campionato Italiano 3D a Polino, portando la società a un risultato prestigioso che le permetterà di ricevere dalla Federazione Italiana Tiro con l’Arco la stella di platino. Questo riconoscimento segue le precedenti stelle ricevute negli anni: la stella di bronzo per cinque titoli nel 2005, quella d’argento per dieci titoli nel 2008 e quella d’oro per 25 titoli nel 2011.
La cerimonia di premiazione si è svolta sabato 11 ottobre 2025 presso la palestra di Belforte del Chienti e ha visto la partecipazione di numerose autorità sportive e istituzionali, tra cui il presidente e i consiglieri della Federazione Italiana Tiro con l’Arco, il presidente regionale CONI, il sindaco e l’assessore di Belforte del Chienti e il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri.
Il sindaco di Belforte del Chienti, Alessio Vita, ha espresso grande soddisfazione per l’operato della società, ricordando con emozione i suoi anni da giovane arciere nell’ASD Arcieri del Medio Chienti e il ruolo che ebbe nel contribuire a questi successi. L’anno prossimo, Belforte del Chienti sarà protagonista a livello nazionale ospitando nel mese di marzo i Campionati Italiani per Società, competizione in cui la squadra locale ha sempre ottenuto ottimi risultati.
Questa vittoria non rappresenta solo un traguardo numerico: è la conferma della continuità, della passione e della dedizione della società, che con questo 50° titolo scrive una pagina di storia nel tiro con l’arco italiano.
La Giunta comunale ha approvato un programma di iniziative per ricordare la professoressa Livia Brillarelli, figura di spicco del mondo culturale civitanovese scomparsa lo scorso mese di febbraio, che ha lasciato un segno indelebile nella comunità e nel mondo del nome del maestro di Danza Enrico Cecchetti. Il progetto, denominato "In ricordo di Livia Brillarelli", si articola in una serie di attività di particolare prestigio e rilevanza culturale realizzate con il sostegno dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Civitanova Marche in collaborazione con l'associazione musicale Antonio Bizzarri a ricordo della musicologa nata a Civitanova, studiosa del noto ballerino e coreografo di fama internazionale, di cui creò anche l’omonimo Fondo donato alla biblioteca comunale Zavatti di Civitanova.
Tra le iniziative da organizzare figurano l’intitolazione di una via della città, la mostra "Enrico Cecchetti. Maestro di danza nel mondo" e un concerto che si svolgerà il 31 ottobre, con l’introduzione del maestro Andrea Foresi. Tra le musiche scelte, l'esecuzione del Requiem per Soli, Coro e Orchestra del compositore Gabriel Fauré, con la partecipazione dell'Ensemble "Sinfonietta Gigli", del Coro "Antonio Bizzarri" di Civitanova Marche diretto dal Maestro Luigi Gnocchini e la presenza del baritono Andrea Pistolesi e del soprano Sara Fulvi, nelle vesti di interpreti solisti
La sala conferenze della Biblioteca Mario Ciocchetti di Belforte del Chienti porta il nome di Rossano Cicconi. La cerimonia di intitolazione si è svolta sabato scorso, al termine di un seminario dedicato al professore scomparso il 4 settembre 2024. Una sala gremita ha partecipato all’intervento di relatori di rilievo che, dopo la prolusione a cura di Giammario Borri, con le loro significative testimonianze hanno restituito al pubblico il ritratto di un uomo, un insegnante, uno storico, un paleografo e un diplomatista che nella sua vita ha accolto l’insegnamento, la ricerca e la storia come una vocazione, lasciando oggi un patrimonio culturale inestimabile nel territorio di cui si è interessato.
L’incontro è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Belforte del Chienti - dove Cicconi ha insegnato e a cui nel 1982 dedicò la sua prima pubblicazione - grande l’impegno del consigliere Elio Carfagna che ha unito le forze con l’Unione Montana dei Monti Azzurri e il Centro Studi Storici Maceratesi per dar vita a un panel in cui sono intervenuti Pepe Ragoni, Marziano Rondina, Pio Francesco Pistilli, David Frapiccini, Maurizio Ficari, Paolo Paoloni, Luca Barbini, Annalisa Cicconi, Alberto Meriggi e Giampiero Feliciotti.
Il sindaco di Belforte del Chienti, Alessio Vita, ha ricordato di essere stato suo allievo più di vent’anni fa e ha raccontato alcuni aneddoti capaci - come ha detto il primo cittadino - «di far comprendere quanto il professore abbia lasciato in ognuno dei suoi studenti, che non dimenticava mai, il senso vero della cultura e della conoscenza».
A spiegare il motivo della scelta di intitolare a Cicconi proprio la sala conferenze della biblioteca è stato il consigliere Carfagna: «Qui - ha ricordato - nel 2023, il professore tenne la sua ultima conferenza per presentare il lavoro di ricerca sulla chiesa di Villa Pianiglioli a Belforte del Chienti. Questa biblioteca - ha sottolineato - porta ora due nomi importanti per la cultura e la storia del territorio: Mario Ciocchetti, insegnante che ha formato generazioni di studenti e che ha saputo trasmettere loro l’amore e la passione per Belforte e il territorio; e Rossano Cicconi, senza il quale la storia delle nostre terre non sarebbe stata così chiara, precisa e documentata. Il nostro invito, rivolto a coloro che frequentano la biblioteca e che vi accompagnano i giovani, è quello di soffermarsi davanti a questi due nomi per spiegare chi sono stati e cosa hanno rappresentato. Solo così, ricordando da dove veniamo, potremo guardare con consapevolezza al futuro».
In un momento di grande commozione è stata scoperta la targa in cui si legge: «Rossano Cicconi, insegnante, storico, paleografo, diplomatista, paladino della storia dei nostri territori».
Una giornata di emozioni, spiritualità e allegria ha scandito la festa dei sessantenni di Camerino, celebrata domenica 12 ottobre 2025. Ben 52 festeggiati, tutti nati nel 1965, si sono ritrovati per condividere un traguardo importante, tra ricordi, sorrisi e un forte senso di comunità.
Il programma si è aperto in un luogo dal fascino unico: la Chiesa del Convento dei Cappuccini di Renacavata, culla dell’Ordine Cappuccino. L’atmosfera raccolta e accogliente ha offerto lo sfondo perfetto per un momento di intensa spiritualità, dando inizio alla giornata con una messa dedicata.
A presiedere la celebrazione è stato Padre Damiano, quasi coetaneo dei festeggiati, che ha emozionato tutti con un’omelia profonda e toccante sul perdono e la gratuità. Le sue parole, semplici ma ricche di significato, hanno invitato a vivere con gratitudine, ad aprirsi agli altri senza aspettative e ad accogliere con serenità il tempo che passa, trasformando l’età in occasione di rinnovata speranza.
La cerimonia è stata accompagnata dalla musica e dal canto di Padre Fabio, che con la sua chitarra ha saputo creare un clima di gioia e condivisione, unendo le voci dei presenti in un autentico momento di comunione.
Conclusa la celebrazione, la festa è proseguita a Villa Fornari, dove buon cibo, musica e tanta allegria hanno trasformato il pranzo in un convivio indimenticabile. Tra brindisi, abbracci e ricordi, i festeggiati hanno rinnovato il piacere di stare insieme, testimoniando il valore dei legami che resistono al tempo.
Quella dei sessantenni di Camerino non è stata soltanto una festa di compleanno, ma un inno alla vita, all’amicizia e alla comunità: un’occasione per celebrare il passato con gratitudine e guardare al futuro con speranza.
Si è spento improvvisamente a 69 anni Cesare Paciotti, celebre imprenditore e stilista calzaturiero, fondatore dell’omonimo marchio che ha portato il nome di Civitanova Marche nel mondo. L’imprenditore è morto nella sua abitazione di Civitanova Alta, colto da un malore improvviso. Inutili i soccorsi: al loro arrivo, i sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.
La notizia della scomparsa ha suscitato profonda commozione nella comunità locale e nel mondo della moda, dove Paciotti era considerato un punto di riferimento per eleganza, innovazione e artigianalità.
Figlio d’arte, cresciuto in un ambiente dove il profumo del cuoio e la cura dei dettagli erano di casa, Cesare Paciotti aveva saputo trasformare l’eredità familiare in un marchio di lusso internazionale. Fin dagli anni Ottanta, il brand “Cesare Paciotti” è diventato sinonimo di stile italiano, design audace e qualità sartoriale, conquistando passerelle e boutique in tutto il mondo.
Sotto la sua guida, l’azienda di famiglia è diventata una delle eccellenze più riconosciute del Made in Italy, contribuendo a consolidare la reputazione delle Marche come terra di maestri calzaturieri.
Con la sua visione e la sua determinazione, Paciotti ha saputo unire artigianalità e innovazione, mantenendo viva la tradizione e portandola nel futuro. Il suo nome e il suo marchio resteranno per sempre legati a un’idea di lusso autentico e orgogliosamente italiano.
Negli ultimi tempi lo stilista, che aveva condotto una vita vissuta "a mille all'ora", si era ritirato a una dimensione più riservata. La sua azienda, guidata assieme dalla sorella Paola Paciotti, continua a operare a Civitanova, nella sede storica.
“Un innovatore che ha saputo trasformare il profumo del cuoio in stile e l’artigianalità civitanovese in un simbolo di eleganza” , lo ha ricordato il sindaco di Civitanova Fabrizio Ciarapica.
“Un vero ambasciatore del nostro saper fare, che ha portato con orgoglio l’identità di Civitanova sulle passerelle e nelle boutique di tutto il mondo. Alla famiglia Paciotti e a tutti i suoi collaboratori va il mio più sentito cordoglio. “A te, Cesare, l’abbraccio e il saluto della tua città”.
L'amministrazione comunale sta valutando l'ipotesi di proclamare il lutto cittadino e parteciperà con il gonfalone e la fascia tricolore alle esequie, la cui data non è ancora stata fissata.
Macerata è in lutto per la scomparsa, avvenuta oggi all'età di 83 anni, di Alberto Massarini, figura che ha profondamente segnato la vita civica e sportiva del capoluogo. Massarini è ricordato soprattutto per il suo ruolo di storico professore di educazione fisica, un mestiere svolto con dedizione per intere generazioni di studenti, in particolare presso il Liceo Scientifico Galileo Galilei, dove ha insegnato per molti anni.
Oltre all'impegno nell'istruzione, Massarini è stato un vero e proprio pioniere del nuoto locale. Ha contribuito attivamente allo sviluppo del polo natatorio di Macerata, offrendo la sua expertise al settore e seguendo l'evoluzione della struttura fino al termine della gestione della Filarmonica. La sua attività nel mondo dello sport si è estesa anche al fitness, con il suo servizio presso le palestre Madison e Supergym. Grande appassionato di sci, era riconosciuto come una figura chiave per l'intero movimento sportivo maceratese.
"Maceratese doc" molto conosciuto sul territorio, Massarini aveva anche manifestato il suo impegno civico scendendo in campo alle elezioni comunali del 2015 con la lista civica “Macerata Capoluogo”, a supporto della candidatura a sindaco di Mariella Tardella. La sua scomparsa lascia un vuoto in città. Numerosi sono i messaggi di affetto e vicinanza giunti alla famiglia, in particolare alla moglie Stefania e al figlio Alessandro.
Domani, 13 ottobre, alle ore 10 sarà possibile portare un ultimo saluto alla camera mortuaria dell'Ospedale di Macerata