Paura nel pomeriggio di ieri a Monsampietro Morico per una donna di circa 50 anni, rimasta ferita al collo durante una lite scoppiata all'interno di un'abitazione. A colpirla, secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato il figlio del suo compagno.
L'episodio si è verificato intorno alle 18 di ieri, nel comune dell'entroterra fermano. Ancora da chiarire con precisione i contorni della vicenda e cosa abbia fatto scattare la violenta discussione.
Stando alle prime informazioni, la donna sarebbe stata coinvolta in una lite tra il suo compagno e il figlio di quest'ultimo. Nel corso della discussione, il ragazzo avrebbe impugnato un coltello da cucina, colpendo la 50enne al collo con un fendente.
Immediatamente è scattato l'allarme e sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri, impegnati negli accertamenti per ricostruire quanto accaduto. Dopo le prime cure prestate sul luogo dell'intervento, la donna è stata trasferita in eliambulanza all'ospedale regionale Torrette di Ancona.
La ferita riportata al collo ha reso necessario il trasporto d'urgenza, ma la donna non sarebbe in pericolo di vita. Le sue condizioni restano comunque sotto costante monitoraggio da parte dei medici dell'ospedale anconetano.
Nel frattempo, il ragazzo si sarebbe allontanato dall'abitazione dopo l'episodio, per poi presentarsi spontaneamente presso la caserma dei carabinieri. Saranno ora gli accertamenti dei militari a chiarire la dinamica della lite, le responsabilità e l'esatta sequenza dei fatti.
Gli investigatori stanno raccogliendo tutti gli elementi utili per ricostruire quanto avvenuto nell'abitazione di Monsampietro Morico.
Cade dal terrazzo del secondo piano di un edificio nel centro storico e finisce a terra: un 44enne è stato trasportato in eliambulanza all'ospedale regionale Torrette di Ancona. È successo questa mattina, intorno alle 10:10, a Matelica, in vicolo Orti.
Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo, di origine straniera e che condivide l'abitazione con un amico, si sarebbe accidentalmente sbilanciato dal terrazzo, precipitando nel vuoto e finendo sulla strada sottostante. A dare l'allarme è stata una donna che transitava poco lontano e che ha notato l'uomo a terra.
Si è subito attivata la macchina dei soccorsi. Sul posto è intervenuto il 118, con la medicalizzata di Matelica, che ha prestato le prime cure al 44enne. L'uomo, al momento dei soccorsi, era cosciente, ma la dinamica della caduta e i traumi riportati hanno reso necessario l'intervento dell'eliambulanza.
L'elicottero è atterrato nella piazzola e ha quindi provveduto al trasporto d'urgenza del 44enne all'ospedale Torrette di Ancona. Nonostante le ferite e i traumi riportati nella caduta, l'uomo non sarebbe in pericolo di vita.
Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della Compagnia di Camerino, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell'accaduto.
Al momento, l'ipotesi di un gesto volontario sarebbe esclusa: gli elementi raccolti nelle prime fasi dell'intervento farebbero propendere per una caduta accidentale.
Undici patenti ritirate per guida in stato di ebbrezza, due conducenti risultati positivi ai test preliminari per stupefacenti e un automobilista che, dopo il controllo, ha abbandonato la propria Mercedes nel tentativo di far perdere le proprie tracce. È il bilancio dei controlli straordinari effettuati dalla Polizia di Stato nella notte tra sabato 29 e domenica 30 agosto a Civitanova Marche.
Il dispositivo interforze, predisposto dal questore di Macerata Luigi Mangino, ha visto impegnati gli agenti della Polizia di Stato insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Stradale, con particolare attenzione al lungomare, alle aree vicine ai locali di intrattenimento e alle principali direttrici viarie.
I controlli si sono concentrati soprattutto sulle fasi di afflusso e deflusso dei giovani, con l'obiettivo di prevenire liti, aggressioni e situazioni di pericolo. Nel corso della notte, gli operatori hanno inoltre prestato assistenza ad alcuni giovani che avevano ecceduto nel consumo di bevande alcoliche, verificando anche l'eventuale necessità di ricorrere alle cure sanitarie.
Proprio sul fronte della sicurezza, gli agenti delle Volanti del Commissariato di Pubblica Sicurezza sono intervenuti nei pressi del Varco sul Mare dopo la segnalazione di una lite.
Sul posto i poliziotti hanno raccolto le testimonianze di due ragazzi, che hanno riferito di aver assistito poco prima a un diverbio tra un giovane e un gruppo di circa cinque persone. La discussione sarebbe poi degenerata e uno dei componenti del gruppo avrebbe colpito il ragazzo al volto.
Poco dopo sono arrivati altri due giovani, entrambi 19enni, uno dei quali presentava un evidente livido all'altezza dell'occhio destro. Anche lui ha raccontato di essere stato aggredito con calci e pugni da un gruppo di circa cinque persone, al termine di un diverbio nato per futili motivi.
Al 19enne è stata offerta assistenza sanitaria, ma il giovane ha rifiutato le cure ed è stato informato delle facoltà previste dalla legge. Sono ora in corso gli accertamenti per ricostruire con precisione quanto accaduto.
La parte più consistente dell'attività ha riguardato però la sicurezza stradale. La Polizia Stradale ha effettuato controlli mirati su conducenti e veicoli, ritirando complessivamente 11 patenti per guida in stato di ebbrezza.
Due degli automobilisti controllati sono risultati inoltre positivi ai test preliminari per sostanze stupefacenti, con una presumibile positività alla cocaina. Gli esiti dovranno essere confermati dagli ulteriori accertamenti previsti dalla normativa.
Tra i casi più particolari quello di un 28enne di origine marocchina, residente in Spagna, che ha riferito di trovarsi in Italia per turismo. L'uomo viaggiava da solo a bordo di una Fiat Punto ed è risultato positivo sia all'alcol sia al test preliminare per sostanze stupefacenti. A rendere ancora più grave la situazione, il 28enne non aveva mai conseguito la patente di guida.
Singolare anche la condotta di un 40enne residente in provincia, che si è sottoposto volontariamente al test preliminare, risultato positivo, per poi riprendere la marcia.
Dopo circa 500 metri, l'uomo ha fermato la propria Mercedes Classe A, l'ha chiusa a chiave e l'ha abbandonata, allontanandosi a piedi nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Gli operatori sono però riusciti a rintracciarlo e identificarlo anche grazie alla passeggera che si trovava a bordo al momento del controllo.
Per il 40enne scatterà la denuncia per rifiuto di sottoporsi agli ulteriori accertamenti etilometrici e resistenza a pubblico ufficiale, mentre l'autovettura è stata sottoposta a sequestro.
Nei guai anche un 20enne residente in un comune limitrofo, risultato positivo sia all'alcol sia ai test preliminari per sostanze stupefacenti. Dopo il ritiro della patente, la sua automobile era stata affidata a una persona idonea, appositamente chiamata per portarla via.
La vicenda, però, non si è conclusa lì. Circa mezz'ora dopo, gli agenti hanno nuovamente intercettato il 20enne alla guida della stessa automobile in un'altra zona di Civitanova, nonostante il precedente ritiro della patente. Nei suoi confronti è stata quindi contestata anche la violazione relativa alla guida con patente ritirata, con le ulteriori sanzioni previste dalla normativa.
Complessivamente, durante la notte sono state controllate 107 persone e 66 veicoli. Dieci delle persone identificate erano straniere, tutte regolari sul territorio nazionale, mentre altre dieci sono risultate presenti nella banca dati interforze per precedenti di polizia.
Sono stati inoltre effettuati diversi posti di controllo e contestate complessivamente 15 violazioni al Codice della Strada.
I servizi di prevenzione e controllo proseguiranno anche nelle prossime settimane, con particolare attenzione al lungomare, alle zone maggiormente frequentate della città e alle principali direttrici viarie, con l'obiettivo di garantire maggiore sicurezza a residenti, visitatori e utenti della strada.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, "Chiedilo all'avvocato". Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riferita all’utilizzo dei “social network” e nello specifico la pubblicazione di foto nel proprio profilo Facebook.
Ecco la risposta dell’avvocato Pantana alla domanda posta da una lettrice di Corridonia che chiede: "E’ legittimo pubblicare foto altrui sul proprio profilo Facebook senza il consenso dell’interessato?".
Il caso di specie ci offre la possibilità di fare chiarezza riguardo ad una pratica oramai quotidianamente utilizzata dai fruitori del social facebook, le cui modalità non sempre risultano del tutto legittime.
A tal proposito deve affermarsi in linea generale che la pubblicazione di una fotografia ritraente una persona umana è subordinata alla manifestazione, esplicita o implicita, del consenso da parte della persona ritratta.
Tale condizione è prevista sia dalle disposizioni normative a tutela del diritto all’immagine (art. 10 c.c. e art. 96 L. n. 633/1941) sia da quelle a tutela del diritto alla riservatezza (art. 6 Regolamento UE 2016/679) poiché l’altrui pubblicazione di una propria immagine fotografica costituisce in ogni caso (e a prescindere dall’applicabilità o meno della normativa di tutela di riferimento) una forma di trattamento di un dato personale.
Difatti, l’art. 96 L. n. 633/1941 esplicitamente vieta l’esposizione di un ritratto senza il consenso della stessa persona, così come l’art. 6 del Regolamento UE dispone la liceità del trattamento solo se l’interessato ha espresso il proprio consenso.
Ed infine l’art. 10 c.c. prevede che, "qualora l’immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l’esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l’autorità giudiziaria, su richiesta dell’interessato, può disporre che cessi l’abuso, salvo il risarcimento dei danni”.
Per tali ragioni in risposta alla nostra lettrice è corretto affermare che: "La pubblicazione di una foto ritraente una persona è subordinata alla manifestazione, sia essa esplicita o implicita, del consenso da parte della persona ritratta; questo sia per la tutela del diritto all’immagine, sia per la tutela del diritto alla riservatezza, visto che la pubblicazione di una foto altrui costituisce una forma di trattamento di un dato personale. Il trasgressore, pertanto, dovrà immediatamente rimuovere le fotografie illegittime dal proprio profilo facebook, oltreché risarcire la persona ritratta" (Tribunale di Bari, sez. I Civile, ordinanza depositata il 6 novembre 2019).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Una proposta di matrimonio a sorpresa, tra musica, spettacoli e applausi, ha reso ancora più speciale la seconda edizione di "Onda d'Arte". È successo sabato sera, sul palco dell'Open Mic di piazza Ramovecchi, uno dei tanti appuntamenti che hanno animato il centro di Civitanova fino a notte fonda.
La rassegna dedicata all'arte di strada ha trasformato per una sera il cuore della città in un grande palcoscenico diffuso, con oltre quaranta postazioni e un programma capace di coinvolgere pubblici di tutte le età. Dalle 19 in poi, artisti di strada, musicisti, ballerini, attori, comici, gamer e dj si sono alternati nei diversi angoli del centro, accompagnati dalle proposte gastronomiche e dalle attività commerciali.
Tra i momenti più apprezzati della serata c'è stato proprio l'Open Mic di piazza Ramovecchi, spazio a microfono aperto dedicato a chiunque volesse esibirsi. Ed è stato proprio lì che è arrivato il momento più romantico della manifestazione: una persona ha approfittato del palco per chiedere al proprio partner di sposarlo, ricevendo come risposta il fatidico sì e un lungo applauso da parte del pubblico.
"Onda d'Arte" ha proposto un percorso articolato in quattro aree tematiche, attraverso teatro, arte di strada, happening, tango, swing, musica dal vivo e numerose altre performance. Il filo conduttore è stato il legame di Civitanova con il mare, le sue radici e il senso di comunità, con il pubblico accompagnato lungo i diversi percorsi cittadini fino al main stage di piazza XX Settembre, dove la serata si è conclusa con uno spettacolo di luci e suoni.
Ampio spazio è stato riservato anche alle famiglie e ai più piccoli. In corso Umberto I è stata allestita l'"Area Kids", con gonfiabili, truccabimbi, animazione, laboratori creativi e il "Carnevale dei Bambini", realizzato grazie al contributo di Maria Rosa Berdini.
Non è mancata inoltre una sezione dedicata al gaming con "Onda d'Arte Games", che ha proposto giochi di strategia, installazioni in legno ed escape room.
Particolare attenzione è stata riservata anche all'inclusione, con il coinvolgimento di diverse realtà del terzo settore, tra cui Anffas, Ant e Servizio Sollievo, a conferma della volontà di costruire una manifestazione realmente accessibile e partecipata.
Il legame con l'identità marinara della città è stato sottolineato già dall'apertura ufficiale dell'evento, nella zona portuale, dove il Civitanova Social Hub ha curato un approfondimento dedicato al passato, al presente e al futuro del mare Adriatico. Anche quest'anno il tradizionale taglio del nastro è stato sostituito simbolicamente dallo scioglimento del nodo di una cima.
All'inaugurazione hanno preso parte il vicesindaco Claudio Morresi, che ha sottolineato il valore di queste occasioni di condivisione per la comunità, e la presidente dei Teatri Maria Luce Centioni, insieme alla direttrice artistica Vanessa Spernanzoni, che hanno ringraziato artisti, associazioni, commercianti e tutte le realtà coinvolte nella manifestazione.
Nel corso della serata sono stati assegnati anche i premi dei contest "Vetrina e Abitazione Onda d'Arte - Il Banco Marchigiano". Per la categoria vetrine il primo posto è andato alla Ternana, con una menzione speciale e il secondo posto assegnati a La Ciabatteria. Per le abitazioni, invece, il riconoscimento è andato a Patrizia Ripari.
Durante le premiazioni, la presidente dei Teatri Maria Luce Centioni e l'assessore al Commercio Roberto Pantella hanno inoltre voluto rivolgere un pensiero a Simona Bonacci, titolare del negozio Scalasedici, rimasto vittima nei giorni scorsi di un incendio doloso.
Dopo l'anteprima del venerdì, che aveva visto come ospite d'onore il cantautore Leo Gassmann, e la grande serata di sabato, si è così conclusa l'edizione 2026 di "Onda d'Arte".
La manifestazione è stata promossa dall'Azienda dei Teatri e dal Comune di Civitanova, con il sostegno del Banco Marchigiano come special partner e la collaborazione di numerose associazioni, commercianti e realtà locali. Una dimensione corale che ha trasformato il centro cittadino in uno spazio di incontro, spettacolo e condivisione.
Dopo quasi dieci anni trascorsi in una sede temporanea, Voglia di Caffè è tornato nella sua sede originaria di Selvalagli di Gagliole. Un ritorno atteso a lungo e arrivato al termine di un percorso segnato dal terremoto, dalla ricostruzione e, nell'ultimo anno, da un grave lutto familiare.
Per Paola Marucci e il figlio Michele Buldorini, quella dell'inaugurazione è stata molto più di una semplice riapertura. È stata la giornata del ritorno a casa, nella struttura ricostruita dopo il sisma che aveva costretto l'attività a trasferirsi in una sede provvisoria.
Proprio quella soluzione aveva permesso al bar di continuare a lavorare e a rimanere un punto di riferimento per la frazione e per i suoi clienti anche dopo il terremoto. Un legame che, nonostante il passare degli anni, non si è mai interrotto.
Durante la giornata, Michele ha ripercorso le tappe di questo lungo percorso, ricordando la vicinanza delle istituzioni. Un ringraziamento è andato all'ex sindaco Mauro Riccioni, che aveva reso possibile il trasferimento nella struttura temporanea, e all'attuale primo cittadino Sandro Botticelli, insieme all'amministrazione comunale, per aver accompagnato la famiglia fino al rientro nella sede ricostruita.
Nell'ultimo anno, però, il percorso della famiglia è stato segnato da un dolore profondo. Proprio mentre l'edificio era tornato disponibile, infatti, Paola e Michele hanno dovuto affrontare la scomparsa improvvisa di Sergio, marito di Paola e padre di Michele. Un lutto che ha inevitabilmente rallentato i progetti e reso necessario del tempo prima di poter affrontare il trasferimento e la nuova apertura.
Michele ha voluto sottolineare anche il valore umano della vicinanza del sindaco Botticelli: "Sandro non è stato soltanto il sindaco, ma una persona che ha saputo comprendere le nostre difficoltà, senza pressioni, rispettando i tempi di cui avevamo bisogno. Di questo gli saremo sempre grati".
Un ritorno che per il sindaco rappresenta anche un nuovo segnale concreto della ricostruzione post-sisma.
"Questa giornata rappresenta un altro segnale concreto della ricostruzione dopo il sisma. Ricostruire significa certamente restituire edifici sicuri, ma soprattutto fare in modo che quei luoghi tornino ad avere una vita attraverso le famiglie e le attività che li animano ogni giorno", ha dichiarato Botticelli. "Per una realtà come Gagliole, vedere un'attività storica tornare nella propria sede dopo quasi dieci anni è una bellissima notizia per Selvalagli e per tutta la nostra comunità".
Al centro della giornata c'è stata soprattutto Paola Marucci, che nonostante le difficoltà e il dolore dell'ultimo anno ha trovato la forza di portare avanti l'attività e completare quel ritorno atteso per quasi un decennio.
A lei Michele ha rivolto le parole più personali, ringraziandola anche per aver sostenuto la sua scelta, maturata oltre un anno fa, di cambiare lavoro e intraprendere un percorso professionale diverso, alla ricerca di maggiore stabilità per sé e per la propria famiglia. Una decisione che ha comportato per Paola un impegno ancora maggiore nella gestione del bar.
"Mamma, questa giornata è tua. Questa nuova porta che si apre racconta la tua tenacia, il tuo lavoro e il tuo coraggio. E credo che babbo, oggi, sarebbe immensamente fiero di te", ha detto Michele.
All'inaugurazione ha partecipato anche il consigliere regionale Renzo Marinelli, che ha evidenziato il significato del ritorno delle attività nelle proprie sedi per i territori colpiti dal terremoto.
"Ogni serranda che si rialza nella propria sede, ogni famiglia che torna e ogni attività che riprende pienamente il proprio posto nel paese ci ricordano quale sia l'obiettivo vero della ricostruzione", ha sottolineato Marinelli. "Non basta ricostruire gli edifici: dobbiamo restituire futuro ai nostri piccoli centri, creare le condizioni perché le persone possano continuare a viverli e perché le attività possano restare e investire".
Fondamentale, in questi anni, è stato anche il sostegno dei clienti e della comunità di Selvalagli, che hanno continuato a frequentare Voglia di Caffè nella sede temporanea, mantenendo vivo quel rapporto costruito nel tempo.
Paola e Michele hanno voluto ringraziare i clienti che li hanno seguiti dopo il terremoto, gli amici, gli abitanti della frazione, le persone che negli anni hanno lavorato nel bar e quanti, nelle ultime settimane, si sono impegnati affinché tutto fosse pronto per la riapertura.
Perché Voglia di Caffè, per Selvalagli, non è soltanto un'attività commerciale. È il caffè del mattino, una chiacchierata, un pranzo, un punto di incontro fatto di volti, abitudini e ricordi. Ecco perché, dopo il terremoto, quasi dieci anni di sede temporanea e un ultimo anno particolarmente doloroso, riaprire quella porta ha assunto un significato che va oltre l'inaugurazione.
È un ritorno a casa.
E nel momento più emozionante della giornata, il pensiero di Michele è andato inevitabilmente al padre Sergio: "Babbo, questa inaugurazione è anche per te".
Poi le parole che racchiudono il senso di una storia lunga quasi dieci anni e l'inizio di un nuovo capitolo: "E adesso, finalmente, possiamo dirlo: ripartiamo insieme".
Tre automobilisti denunciati per guida in stato di ebbrezza e una 21enne segnalata per possesso di hashish. È il bilancio dei controlli straordinari effettuati nelle ultime ore dai Carabinieri della Compagnia di Macerata, impegnati sul territorio per contrastare l'uso di sostanze stupefacenti e prevenire comportamenti pericolosi alla guida.
Il caso più rilevante si è verificato a Mogliano, dove i militari della locale Stazione hanno denunciato una 52enne residente a Pollenza, già nota alle forze dell'ordine, dopo un incidente stradale.
La donna si trovava alla guida della propria automobile intorno alle 21:30 quando è rimasta coinvolta in un sinistro. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito, ma gli accertamenti effettuati con l'etilometro hanno evidenziato un tasso alcolemico di 1,74 grammi per litro, oltre tre volte il limite consentito.
Per la 52enne è scattato il ritiro immediato della patente di guida, mentre l'automobile è stata affidata al legittimo proprietario.
Sempre sul fronte della sicurezza stradale, a Macerata i militari della Sezione Radiomobile hanno fermato, intorno alle 2:40, un 26enne residente a Treia. Sottoposto al controllo con l'etilometro, il giovane ha fatto registrare un tasso alcolemico di 1,23 g/l. Anche in questo caso è scattato il ritiro della patente, mentre il veicolo è stato affidato a una persona ritenuta idonea.
Poco dopo, sempre nel capoluogo, la Sezione Radiomobile è intervenuta nei confronti di un 21enne di origini calabresi, fermato mentre era alla guida della propria automobile. Il test ha evidenziato un tasso alcolemico di 1,17 g/l, facendo scattare anche per lui la denuncia in stato di libertà, il ritiro della patente e l'affidamento del mezzo a una ditta di autosoccorso.
Non sono mancati i controlli sul fronte degli stupefacenti. A Pollenza, intorno alle 3:15 della notte, i Carabinieri della locale Stazione hanno fermato un'automobile condotta da una 21enne residente a Tolentino.
Durante gli accertamenti, la giovane è stata trovata in possesso di uno spinello parzialmente consumato contenente hashish, del peso di 0,76 grammi, e di un ulteriore frammento della stessa sostanza, pari a 6,08 grammi.
Lo stupefacente è stato sottoposto a sequestro amministrativo in attesa della distruzione. La 21enne è stata invece segnalata alla Prefettura di Macerata per uso personale non terapeutico, secondo quanto previsto dalla normativa vigente.
Controlli intensificati dai carabinieri della Compagnia di Tolentino, impegnati in una serie di servizi sul territorio per prevenire reati, contrastare lo spaccio e aumentare la sicurezza sulle strade. Il bilancio dell'attività comprende 91 persone identificate, 9 esercizi pubblici controllati e 7 sanzioni al Codice della Strada, oltre a diversi interventi che hanno portato a denunce e segnalazioni.
Il dato più significativo riguarda un 56enne di Tolentino, denunciato all'Autorità Giudiziaria per guida in stato di ebbrezza. L'uomo era rimasto coinvolto nei giorni scorsi in un incidente stradale con feriti. Sottoposto agli accertamenti medici presso l'ospedale di Macerata, è risultato avere un tasso alcolemico di 2,58 grammi per litro, un valore oltre cinque volte superiore ai limiti consentiti dalla legge. Per il 56enne è scattato anche l'immediato ritiro della patente di guida.
Parallelamente, i militari hanno intensificato i controlli per contrastare il consumo di sostanze stupefacenti, concentrandosi in particolare nelle aree urbane.
Nel centro abitato di Tolentino, i Carabinieri dell'Aliquota Radiomobile hanno fermato tre cittadini egiziani, di età compresa tra i 26 e i 31 anni, tutti operai edili impegnati nei cantieri della ricostruzione post-sisma. Durante le perquisizioni, i tre sono stati trovati in possesso di alcuni grammi di hashish ciascuno.
Un episodio analogo è stato registrato nel territorio di San Ginesio, dove i militari della Stazione di Sarnano hanno controllato un altro cittadino egiziano, anch'egli operaio edile, trovato in possesso di mezzo grammo di hashish.
Le sostanze sono state sequestrate e i quattro uomini sono stati segnalati alla Prefettura di Macerata quali assuntori, ai sensi dell'articolo 75 del Dpr 309/1990.
Nel corso dei servizi è inoltre scattato un provvedimento nei confronti di un 25enne domiciliato a San Severino Marche, già pregiudicato e sottoposto agli arresti domiciliari. La stazione di San Severino Marche ha dato esecuzione a un'ordinanza che ha disposto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari e il trasferimento in carcere ad Ancona.
Il provvedimento è arrivato a seguito delle gravi violazioni delle prescrizioni imposte nell'ambito della misura cautelare collegata a un procedimento per maltrattamenti in famiglia. Il giovane è stato quindi accompagnato presso la Casa Circondariale di Ancona, dove rimane a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.
Complessivamente, nell'attività di controllo sono state impiegate 7 pattuglie e 14 Carabinieri. Oltre alle 91 persone identificate e ai 9 esercizi pubblici sottoposti a verifica, sono state contestate 7 violazioni al Codice della Strada.
Settempeda e Camerino aprono la stagione con il primo impegno ufficiale, quello dei sedicesimi di Coppa Italia, chiudendo in parità (1-1) la gara di andata disputata al Livio Luzi della città camerte.
Accade tutto nel primo tempo: i due gol che fissano il risultato, prima vantaggio ospite con Compagnucci e poi pari di capitan Francucci per i locali.
Ottimo avvio della Settempeda che impone ritmo e gioco fino a metà primo tempo, poi viene fuori il Camerino che reagisce bene creando i presupposti per un pareggio, trovato al 35’, che è meritato e giusto anche al 90’ per quanto visto sul terreno di gioco.
Ripresa, poi, meno brillante e piacevole con stanchezza, gran caldo e cambi che hanno pesato sul match, diventato meno godibile, con più imprecisioni e meno ordine in campo.
Per entrambe le formazioni si può dire che i lavori sono ancora in corso e di questo ne sono consapevoli un po’ tutti, allenatori e giocatori. Sembra quindi presto per tirare somme e dare giudizi definitivi anche perché il lavoro fatto in preparazione si fa sentire e ancora incide sulle prestazioni. Il verdetto relativo al passaggio del turno è rimandato al 16 settembre quando si giocherà il ritorno al Soverchia (probabile orario in serale).
La cronaca
Si apre la nuova stagione agonistica con l’andata dei sedicesimi di Coppa Italia. A Camerino va in scena il derby fra camerti e settempedani. C’è attesa nel vedere all’opera la squadra di casa completamente rinnovata e con un nuovo ciclo da affrontare e costruire.
Dall’altra parte una Settempeda più rodata, già consolidata anche se sono da amalgamare al meglio i nuovi arrivati. Camerino con gli ultimi arrivi titolari, Filinich e Bengala (Duca invece è in panchina e non entrerà), e con Ulivello e Palmieri in avanti; Settempeda con qualche defezione e dal primo minuto le novità Codoni, esterno a sinistra, e Scocco, mezzala destra.
Pronti via e biancorossi propositivi, spigliati e decisi a fare la partita. Passati nove minuti la Settempeda è avanti: Zappasodi recupera palla e verticalizza per lo scatto di Compagnucci che entrato nin area indovina il destro in diagonale che supera Rocchi. Si fa male Fioretti che lascia il posto a Borioni(ex insieme a Gianfelici).
Al 23’ primo rischio ospite. Pepi gestisce palla e decide di girarla verso il proprio portiere, ma il passaggio è corto e così Ulivello ne approfitta andando in anticipo, tocco al pallone per eludere Giachetta in uscita e poi i due giocatori si scontrano andando a terra. L’impatto potrebbe portare a più decisioni dell’arbitro (rigore per fallo su Ulivello, lasciar correre per scontro di gioco, punizione a due in area) il quale alla fine opta per il fallo del centravanti sul portiere lasciando così dubbi e suscitando le proteste della tifoseria locale.
Alla mezz' ora bel cross di Gobbi da destra con palla sotto porta dove è ben appostato Palmieri che va in tuffo per deviare di testa ma la mira è sbagliata e la sfera termina alta.
Un minuto dopo sugli sviluppi di un angolo è Compagnucci a trovare il tempo per indirizzare un rasoterra in porta con Rocchi reattivo in tuffo. Al 35’ giunge il meritato pareggio del Camerino.
Tentativo dal limite smorzato da un difensore con palla che viene buona per Ulivello che da pochi passi devia verso la porta trovando l’ottima parata di piede di Giachetta con il numero uno che poi si deve impegnare in uscita tanto che ne viene fuori un angolo.
Dalla bandierina l’azione camerte riparte fino al cross da destra raccolto da Francucci all’altezza del secondo palo e spinto in porta con un preciso colpo di testa.
Si va al secondo tempo e mister Pierantoni cambia: fuori Codoni e Scocco, dentro Uncini e Farroni. Al 5’ Compagnucci dopo un contrasto resta a terra toccandosi il ginocchio. Il bomber di giornata deve uscire (dentro Meschini). In casa Settempeda si spera che non sia nulla di cui preoccuparsi.
Camerino pericoloso con Ulivello che conclude in corsa impegnando in tuffo Giachetta. Al 18’ nell’altra area ci prova Cicconetti con un rasoterra però centrale.
Partita equilibrata, combattuta, con più errori e ritmo calato in maniera evidente. Poche sono le occasioni. Al 23’ quella della Settempeda è importante: bella l’azione che parte dal piede di capitan Pagliari che taglia il campo verso sinistra, Uncini mette giù di petto per poi appoggiare a Ceesay che dal limite gira di prima intenzione con il sinistro chiamando il reattivo Rocchi ad una difficile deviazione in tuffo a mano aperta.
Si va verso l’epilogo senza attendersi nulla di particolare, ma prima del fischio finale la Settempeda in pieno recupero ci prova due volte e sempre con Cicconetti: il primo tiro è bloccato da Rocchi, il secondo è largo sul fondo.
"Le aree interne rappresentano una risorsa strategica per l’Italia – ha osservato De Meo –. Dobbiamo costruire politiche che consentano a questi territori di essere competitivi, investendo sui servizi, sulla capacità di attrarre imprese e sulla valorizzazione delle loro identità. Qui c’è un patrimonio umano ed economico che merita di essere sostenuto con strumenti adeguati". Le parole dell' europarlamentare di Forza Italia Salvatore De Meo durante la sua visita al territorio maceratese insieme al presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui.
La serie di incontri che ha messo in dialogo De Meo con il mondo produttivo e gli amministratori locali è iniziato con la visita alla CBF Balducci. In quest'occasione De Meo e Pasqui hanno avuto la possibilità di confrontarsi con la dirigenza dell’azienda relativamente alle prospettive di crescita del comparto manifatturiero, alle esigenze delle imprese le opportunità offerte dalle politiche europee e regionali.
"Le istituzioni europee devono saper ascoltare chi ogni giorno crea lavoro e valore sui territori – ha sottolineato Salvatore De Meo –. Incontri come questo sono preziosi perché consentono di raccogliere direttamente le esigenze delle imprese e trasformarle in proposte concrete. L’Europa non può essere percepita come distante: deve diventare uno strumento capace di accompagnare lo sviluppo delle nostre comunità e delle nostre eccellenze".
"Abbiamo voluto che questa fosse innanzitutto una giornata di ascolto – ha espresso Pasqui – La politica deve uscire dai palazzi e confrontarsi direttamente con chi investe, produce e tiene viva l’economia dei nostri territori. Il dialogo tra Bruxelles, Regione e realtà locali è fondamentale per trasformare le opportunità in risultati concreti".
L'europarlamentare ha poi raggiunto Sarnano, dove, durante l'incontro con il sindaco Fabio Fantegrossi sono stati toccati i temi delle esigenze dei Comuni interni, delle infrastrutture, del turismo e della valorizzazione delle eccellenze locali.
Il presidente del Consiglio regionale ha sottolineato: "I piccoli Comuni non chiedono assistenza, ma opportunità. Qui troviamo amministratori che ogni giorno lavorano con passione per mantenere vivi i propri territori. Il nostro compito è fare in modo che le istituzioni, a ogni livello, siano alleate di questo impegno".
De Meo ha, infine, ribadito l’importanza di mantenere un rapporto costante con il territorio: "Forza Italia cresce quando ascolta le persone, valorizza gli amministratori e costruisce una rete capace di collegare i Comuni, le Regioni e l’Europa. Questo contatto diretto con le comunità è il modo migliore per rendere la nostra azione politica più efficace e vicina ai cittadini".
Al via il nuovo anno educativo del nido comunale di Mogliano. Martedì 1 settembre, alle ore 9, presso “Il Nido nel Parco”, in via del Santuario 18, si terrà l’iniziativa di avvio al nuovo servizio.
L’appuntamento rappresenta un momento particolarmente significativo per la comunità: fortemente voluto dall’Amministrazione comunale con l’obiettivo di offrire alle famiglie un punto di riferimento educativo stabile, accogliente e qualificato per la prima infanzia, il nido è un concreto segnale di vicinanza.
La gestione del servizio è affidata dal Comune alla Cooperativa Sociale Il Faro di Macerata, realtà attiva nel settore educativo e sociale, che curerà un progetto pedagogico per essere realmente vicini alle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.
Perché un nido non è soltanto un servizio. È il luogo in cui, ogni giorno, i bambini fanno i primi passi verso l’autonomia, scoprono il mondo e costruiscono le prime relazioni. Ed è anche uno spazio importante per i genitori, che devono poter contare su un ambiente accogliente, sicuro e capace di accompagnarli nella crescita dei propri figli.
È con questo spirito che l’Amministrazione comunale ha scelto di investire nel nido, riconoscendone il valore per tutta la comunità: sostenere i servizi per la prima infanzia significa infatti sostenere concretamente le famiglie e contribuire a costruire il futuro di Mogliano.
«Ogni bambino che entra al nido porta con sé una storia, una famiglia, tante aspettative e tante emozioni. Per questo vogliamo che il nido di Mogliano sia prima di tutto un luogo in cui sentirsi accolti, ascoltati e accompagnati. Il nuovo anno rappresenta un nuovo inizio e vogliamo viverlo insieme alle famiglie, con entusiasmo e con la consapevolezza che prenderci cura dei nostri bambini significa prenderci cura dell’intera comunità», dichiara il sindaco di Mogliano Fabrizio Luchetti.
Il nuovo progetto punta a rinnovare l’offerta formativa e gli approcci pedagogici dedicati alla crescita di bambine e bambini, valorizzando al contempo il ruolo delle famiglie. I genitori non saranno infatti semplici destinatari del servizio, ma parte attiva del percorso educativo, attraverso un coinvolgimento sempre più ampio nelle attività e nei progetti proposti.
L’obiettivo è costruire una continuità educativa tra casa e nido, rafforzando un rapporto fondato sulla fiducia, sull’ascolto e sulla responsabilità reciproca. Una prospettiva che coinvolgerà anche l’équipe educativa, attraverso percorsi formativi finalizzati a garantire un aggiornamento costante e a sostenere al meglio il lavoro quotidiano con bambine e bambini.
Ascolto, presenza e condivisione saranno le parole chiave del nuovo approccio, nella convinzione che una solida alleanza tra Amministrazione, famiglie ed équipe educativa rappresenti il punto di partenza per un servizio realmente vicino alle esigenze della comunità.
"L’attuale Salesi è un edificio datato, con limiti strutturali conosciuti, ma non è lasciato in attesa del trasferimento. In piena collaborazione con la Regione Marche, l’Azienda realizza interventi continui di manutenzione ordinaria e straordinaria per garantirne sicurezza, funzionalità e dignità fino al nuovo Salesi".
Così l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche (Aou) risponde dopo le segnalazioni effettuate da parte di alcuni pazienti relative alla presenza di animali, nello specifico ratti, sulle strutture esterne dello stabile.
"L’ Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche prende con la massima attenzione le recenti segnalazioni riguardanti la presenza di animali in prossimità delle parti esterne e perimetrali del presidio Salesi. Le immagini diffuse non vengono minimizzate: ogni segnalazione è sottoposta a verifica e determina, quando necessario, l’immediato rafforzamento delle misure già attive anche di concerto con il Comune" prosegue l'Aou.
L' Azienda sottolinea anche come la struttura sanitaria preveda la presenza di un "programma continuativo, strutturato e tracciato di prevenzione e controllo degli infestanti, affidato a imprese altamente specializzate". Il sistema in questione, sulla base degli esiti dei controlli, delle segnalazioni e della stagionalità viene costantemente aggiornato per riuscire a prevenire possibili intrusioni e per l'intercettazione immediata delle criticità, favorendo l'intervento mirato.
Nonstante ciò, l'Aou riconosce che agire unicamente sul perimetro ospedaliero non è sufficiente, sopratutto in un "contesto urbano densamente abitato" e per questo rinnova il suo impegno nell'intensificare ancora di più il coordinamento con il Comune di Ancona nell'area limitrofa al Salesi "per il controllo delle aree circostanti e per una verifica integrata della gestione dei rifiuti, pulizia degli spazi esterni, punti di conferimento e contenitori, modalità e frequenza della raccolta, presenza di residui alimentari e possibili percorsi di accesso degli animali. L’obiettivo è agire sull’intera zona e non soltanto sul singolo episodio".
L' Azienda ricorda che in occasione del sopralliogo operativo avvenuto a Ferragosto, a cui hanno partecipato anche gli assessori regionali Paolo Calcinaro e Giacomo Bugaro si è ampiamente discusso degli interventi necessari alla climatizzazione, riguardanti in particolare "manutenzione straordinaria, potenziamento e progressivo ammodernamento degli impianti, con priorità alla continuità di funzionamento nei periodi di maggiore calore".
In programma, inoltre, la messa a punto di nuove sale parto, progetto già pronto che consentirà la riqualifica di "spazi, impianti, comfort e sicurezza del percorso nascita".
"È essenziale distinguere le criticità fisiche di una struttura che richiede manutenzione continua dalla qualità dell’assistenza che vi viene erogata. Il Salesi è un punto di riferimento regionale e nazionale per l’area materno-infantile e per numerosi percorsi ad alta complessità. La sua forza risiede in professionalità eccellenti, nell’integrazione tra assistenza, università e ricerca, nel lavoro multidisciplinare e nella capacità di accompagnare ogni giorno bambini, donne e famiglie con competenza, sicurezza e umanità" - ci tiene, infine, a precisare l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche.
MACERATA – È morta oggi, nel giorno del suo 78esimo compleanno, Daniela Oliveri Orioles, figura conosciuta e apprezzata nel mondo dell’arte e dell’antiquariato maceratese.
Di origini spagnole, Daniela Oliveri Orioles aveva scelto Macerata come sua città, legandosi profondamente al territorio e alla sua vita culturale. Era stata tra i primi diplomati dell’Accademia di Belle Arti, un percorso che aveva accompagnato e alimentato negli anni la sua forte passione per la pittura e per l’arte.
Per molti anni aveva gestito nel centro storico di Macerata la Galleria G 20, attività di antiquariato che era diventata anche un punto di incontro per appassionati e amanti dell’arte. Un lavoro portato avanti senza mai abbandonare la sua vena artistica e quella sensibilità che l’aveva accompagnata per tutta la vita.
Una figura, dunque, profondamente legata alla città e alla sua dimensione culturale, capace di coniugare l’attività professionale con una passione autentica per l’arte.
Daniela lascia i figli Riccardo e Caterina e i nipoti Cecilia e Marco. Riccardo è l’attuale assessore del Comune di Macerata, al quale in queste ore stanno arrivando messaggi di cordoglio e vicinanza.
La salma sarà esposta a partire dalle 14.30 di oggi nella camera ardente della Croce Verde di Sforzacosta.
I funerali saranno celebrati domani, domenica 30 agosto, alle ore 9, nella chiesa del Buon Pastore a Collevario.
Domenica 30 agosto il Ginesio Fest arriva all’ultima giornata della sua settima edizione con un programma che attraversa l’intero spettro della sua identità: la danza, il teatro, le nuove generazioni, la formazione e il rapporto con lo spazio pubblico.
La giornata si apre alle 11:30 al Chiostro Sant’Agostino con Illusio, prima nazionale con le coreografie di Riccardo Micheletti e gli allievi del Teatro Stabile di Torino, uno degli appuntamenti che il festival dedica alle nuove generazioni artistiche.
Alle 17:00, a Colle Ascarano, On Stage. Gioco di ruolo dal vivo, a cura dell’Associazione Colpo Critico e dell’Associazione Culturale Lokendil, porta la rappresentazione fuori dagli spazi convenzionali, trasformando il pubblico in parte attiva di un’esperienza ispirata al Macbeth di William Shakespeare.
La serata prosegue con l'appuntamento delle 18:00 all’Auditorium Sant’Agostino, dove verrà presentata la prima nazionale de Il taccuino di Trigorin, di Tennessee Williams, con la regia di Leonardo Lidi e la produzione del Teatro Stabile di Torino.
Ancora, alle 19:00, all’Oratorio San Filippo Neri, Lelo e la luna, spettacolo con marionetta a corpo di e con Adele Felici, prodotto da OperaBuffaTeatro nell’ambito del progetto europeo SPARSE Plus, in collaborazione con AMAT, rinnova l’attenzione del festival verso l’infanzia e l’adolescenza.
A chiudere la settima edizione, alle 21:15 al Chiostro Sant’Agostino, sarà la danza di Cani Lunari, con coreografia e regia di Francesco Marilungo, produzione Körper, Centro Nazionale di Produzione della Danza. Un ultimo attraversamento di linguaggi che restituisce pienamente la natura multidisciplinare del Ginesio Fest e accompagna la manifestazione verso il congedo senza interrompere la ricerca che ne ha attraversato l’intera settimana.
Incidente lungo la Statale 77 bis, nel territorio di Montecassiano. Un automobilista è rimasto ferito dopo essere finito fuori dalla sede stradale nel tentativo di evitare uno scontro frontale con un altro veicolo.
Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio delle forze dell’ordine intervenute sul posto per effettuare i rilievi, l’auto avrebbe effettuato una manovra per evitare il frontale, perdendo successivamente il controllo e finendo fuori strada.
La vettura ha terminato la propria corsa contro il busto di un albero già tagliato, riportando danni nell’impatto.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno prestato le prime cure al conducente e successivamente lo hanno trasportato all’ospedale di Macerata. Le condizioni dell’automobilista, fortunatamente, non sarebbero gravi.
Presenti anche le forze dell’ordine, impegnate negli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente e le cause che hanno portato l’auto a uscire dalla carreggiata.
L’incidente ha richiamato l’attenzione sulla Statale 77 bis, mentre sono in corso gli accertamenti per chiarire ogni aspetto della vicenda.
PESARO – Momenti di paura nella mattinata per un uomo caduto all’interno di un pozzo profondo circa 20 metri, nel quale era presente anche dell’acqua. Il fatto è avvenuto a Mombaroccio, nel Pesarese. L’allarme è scattato poco prima delle 10.30, e ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco.
Sul posto è arrivata la squadra dei vigili del fuoco di Pesaro, supportata da un’autobotte e da un mezzo SAF (Speleo Alpino Fluviale), necessario per effettuare le operazioni di recupero in sicurezza.
I soccorritori hanno raggiunto l’uomo all’interno del pozzo e lo hanno recuperato utilizzando le tecniche SAF. Nonostante la profondità e la presenza di acqua, la persona è rimasta sempre cosciente durante le operazioni.
Una volta riportato in superficie, l’uomo è stato affidato alle cure del personale sanitario intervenuto sul posto per gli accertamenti e le necessarie valutazioni.
Presenti anche i Carabinieri, impegnati nelle attività di supporto e negli accertamenti sull’accaduto.
L’intervento dei vigili del fuoco ha permesso di portare rapidamente in salvo l’uomo, evitando conseguenze ancora più gravi.
Un episodio isolato avrebbe potuto essere attribuito al forte vento o agli agenti atmosferici. Ma due casi nel giro di poche settimane lasciano ormai pochi dubbi: dietro i due speed check divelti lungo via Cincinelli, nel quartiere Corneto, ci sarebbe un gesto volontario.
La Polizia locale di Macerata ha infatti presentato una denuncia contro ignoti, ipotizzando che dietro il danneggiamento possa esserci il dolo. Dopo il secondo episodio, avvenuto nella notte del 5 agosto, è diventato difficile ricondurre quanto accaduto a una causa accidentale.
La cabina arancione era stata installata dalla Polizia locale con l’obiettivo di controllare la velocità dei veicoli in transito e individuare, attraverso la rilevazione fotografica, chi supera i limiti previsti. Le eventuali sanzioni scattano in presenza della pattuglia.
Dopo il primo danneggiamento, il dispositivo era stato nuovamente posizionato. Ma nella notte del 5 agosto lo speed check è stato ancora una volta divelto e gettato nella scarpata. A quel punto è scattata la denuncia contro ignoti e sono state acquisite le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. Saranno ora le immagini a poter fornire elementi utili per individuare i responsabili.
Al momento il dispositivo è fuori servizio, ma l’intenzione è quella di reinstallarlo dopo le celebrazioni di San Giuliano. Nel frattempo, la Polizia locale sta valutando l'impiego del telelaser, che potrebbe essere posizionato a monte o a valle del tratto interessato, così da mantenere attivi i controlli sulla velocità.
Via Cincinelli è una strada sulla quale il limite è stato fissato a 40 chilometri orari, anziché ai consueti 50. Una scelta legata alle caratteristiche della carreggiata, caratterizzata da tortuosità e pendenza, ma anche alla presenza di un bar e al conseguente movimento di pedoni.
Il tema della sicurezza, però, non riguarda soltanto il rispetto dei limiti. A rendere più delicata la situazione contribuiscono anche le condizioni dell’asfalto, che in alcuni punti necessiterebbe di interventi di manutenzione. Una carreggiata sconnessa può rappresentare un problema soprattutto per chi viaggia su due ruote: anche procedendo a velocità contenuta, le condizioni della strada possono aumentare i rischi.
Il controllo della velocità rappresenta quindi soltanto uno degli aspetti della sicurezza di via Cincinelli. Accanto alla prevenzione attraverso gli strumenti di rilevazione, resta la necessità di intervenire anche sull’infrastruttura, con il rifacimento del manto stradale e una manutenzione adeguata.
Intanto resta alta l’attenzione sul doppio episodio. La denuncia contro ignoti apre la strada agli accertamenti per capire chi abbia divelto i dispositivi e con quali motivazioni.
Un altro tassello prende forma nel percorso di ricostruzione e rigenerazione urbana di Colmurano. Nel centro storico del borgo sono in corso i lavori di ristrutturazione dell’immobile comunale “ex Tronelli”, in via Pallia, danneggiato dagli eventi sismici del 2016 e 2017.
L’intervento, sostenuto da un contributo complessivo di 582.389 euro, rientra nel più ampio programma di recupero del patrimonio storico e urbano del paese. Intanto, per consentire la prosecuzione delle opere già affidate all’impresa aggiudicataria, l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione ha autorizzato la liquidazione di un ulteriore importo di 78.882 euro.
L’edificio, di proprietà comunale, occupa una posizione strategica nel cuore di Colmurano, tra le principali piazze del paese. Il progetto punta a restituire alla comunità un immobile completamente riqualificato, senza però cancellarne l’identità storica e architettonica.
I lavori prevedono un importante intervento strutturale, reso necessario dai danni provocati dal terremoto. In programma ci sono il consolidamento delle murature, il rifacimento dei solai, la ricostruzione della copertura e il completo rinnovo degli impianti. Saranno inoltre recuperate le facciate storiche e migliorata l’accessibilità dell’edificio.
Particolare attenzione sarà riservata alla conservazione delle caratteristiche originarie del fabbricato. Gli interventi saranno infatti realizzati nel rispetto dei materiali e delle tecniche tradizionali e delle prescrizioni della Soprintendenza, con l’obiettivo di coniugare sicurezza, funzionalità e tutela del patrimonio storico.
Ma il progetto guarda soprattutto al futuro. Una volta terminati i lavori, l’ex Tronelli sarà destinato a nuove funzioni a servizio della comunità e dello sviluppo turistico locale. Al piano terra potranno trovare spazio attività commerciali o di servizio, mentre ai piani superiori sono previsti mini alloggi e spazi destinati all’accoglienza turistico-ricettiva.
Un recupero, dunque, che non si limita alla ricostruzione dell’edificio danneggiato dal sisma, ma punta a trasformare uno spazio oggi inutilizzato in un nuovo punto di riferimento per il paese.
«Si tratta di un recupero fondamentale per favorire nuove opportunità economiche e occupazionali – sottolinea il commissario alla ricostruzione Guido Castelli –. Questo conferma come l’attrattività e la lotta allo spopolamento restino tra le priorità delle aree più interne del cratere. L’obiettivo è proseguire su questa scia, nel massimo ascolto e nella massima collaborazione con tutti gli enti coinvolti, dal Comune all’Usr fino alla Regione Marche guidata dal presidente Acquaroli».
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. Il sindaco Mirko Mari sottolinea come l’intervento riguardi «un edificio che si trova proprio nel cuore del nostro centro storico e che vogliamo tornare a rendere vivo e funzionale».
«Il recupero dell’ex Tronelli rappresenta un tassello fondamentale nel più ampio percorso di riqualificazione del centro storico e, per noi come amministrazione, è un’opera sulla quale abbiamo puntato molto», aggiunge Mari, ringraziando il commissario alla ricostruzione, i tecnici e l’impresa impegnata nei lavori.
«Restituire questo immobile alla comunità significa recuperare un altro spazio importante del paese e creare nuove opportunità per il territorio», conclude il sindaco.
Con l’ex Tronelli, Colmurano prova così a trasformare una delle ferite lasciate dal terremoto in un’opportunità di rinascita, puntando sulla qualità del centro storico, sulle nuove attività e sull’accoglienza turistica. Un intervento che guarda alla ricostruzione, ma soprattutto alla capacità del borgo di tornare a essere vissuto e attrattivo.
La crisi nazionale ed europea del riciclo della plastica comincia a farsi sentire anche nel Maceratese e rischia di avere conseguenze sulla gestione della raccolta differenziata. Il problema nasce dalla crescente difficoltà di trovare sbocchi di mercato per la plastica raccolta e selezionata, condizionata da una domanda debole, dagli elevati costi di lavorazione e dalla concorrenza della plastica vergine, anche di provenienza extraeuropea, spesso disponibile a prezzi più competitivi.
Le difficoltà del mercato stanno producendo effetti sull’intera filiera. Corepla, il Consorzio nazionale per il recupero degli imballaggi in plastica, ha ridotto la frequenza dei ritiri del materiale già selezionato e pressato. Di conseguenza, le ecoballe restano più a lungo negli impianti, occupando progressivamente gli spazi disponibili per lo stoccaggio.
Una situazione che nelle ultime settimane è diventata particolarmente evidente anche nel territorio maceratese, dove il Cosmari ha segnalato il progressivo esaurimento della propria capacità di stoccaggio. Se il sistema non dovesse tornare rapidamente alla normalità, il rischio è che la difficoltà di smaltire il materiale accumulato possa arrivare a ripercuotersi sulla raccolta della plastica nei Comuni.
Tra le ipotesi per fronteggiare temporaneamente l’emergenza c’è il trasferimento del materiale in eccesso verso impianti di termovalorizzazione dell’Emilia-Romagna. Una soluzione che consentirebbe di liberare spazio negli impianti, ma che avrebbe inevitabilmente un costo maggiore, legato soprattutto al trasporto e alla gestione fuori regione. Un aggravio che potrebbe finire per incidere sui piani economico-finanziari del servizio rifiuti e, di conseguenza, sulla Tari.
È proprio per evitare questo scenario che Cna Macerata chiede di valutare con urgenza la possibilità di consentire al Cosmari, in via temporanea e nel rispetto di tutte le condizioni di sicurezza, di aumentare la quantità di ecoballe stoccabili nei propri spazi.
«Dobbiamo impedire che una crisi della filiera nazionale del riciclo si trasformi nell’ennesimo aumento a carico del nostro territorio – afferma il presidente di Cna Macerata Simone Giglietti –. La Tari rappresenta già una voce molto pesante per le famiglie e ancora di più per tante attività economiche. Se esiste la possibilità di gestire temporaneamente maggiori quantitativi di materiale negli spazi del Cosmari, naturalmente garantendo tutte le condizioni di sicurezza, crediamo sia una strada da percorrere rapidamente».
Per Giglietti, infatti, il ricorso a trasferimenti fuori regione dovrebbe essere valutato come extrema ratio: «Non possiamo accettare che per liberare i magazzini si scelga automaticamente la soluzione più costosa e che alla fine il conto venga presentato, come troppo spesso accade, a cittadini e imprese».
Secondo Cna Macerata, la vicenda pone anche un problema di credibilità dell’intero sistema della raccolta differenziata. Da anni cittadini, imprese e amministrazioni vengono invitati a migliorare quantità e qualità della differenziazione dei rifiuti, un’attività che richiede organizzazione, investimenti e costi per il servizio. Se, una volta raccolta e selezionata, una parte della plastica viene destinata alla termovalorizzazione perché il mercato del riciclo non riesce ad assorbirla, il rischio è quello di indebolire la fiducia nel sistema.
«Alle persone chiediamo ogni giorno attenzione, responsabilità e impegno nel separare correttamente i rifiuti – sottolinea Giglietti –. Se poi quel materiale, dopo essere stato raccolto separatamente e selezionato, deve essere trasportato per centinaia di chilometri e avviato a termovalorizzazione, mandiamo ai cittadini un messaggio difficile da spiegare».
La richiesta, quindi, è che l’eventuale ricorso alla termovalorizzazione rimanga una misura eccezionale e temporanea, in attesa di una soluzione strutturale alle difficoltà della filiera.
Per Cna, infatti, l’emergenza attuale rende ancora più evidente la necessità di intervenire sulle cause economiche che stanno mettendo sotto pressione il settore del riciclo. Tra le priorità indicate dalla Confederazione ci sono la creazione di un mercato più solido per le materie prime seconde, incentivi al loro utilizzo, sostegno agli investimenti delle piccole imprese nell’economia circolare e una semplificazione delle norme che ancora ostacolano il recupero e il riutilizzo dei materiali.
L’obiettivo è rendere più conveniente il ricorso alle materie prime seconde rispetto a quelle vergini, favorendo così lo sviluppo di una filiera del riciclo capace di assorbire e valorizzare i materiali provenienti dalla raccolta differenziata. Per Cna, inoltre, le nuove regole sulla responsabilità dei produttori dovranno tradursi in risultati ambientali concreti e non semplicemente in nuovi costi per imprese e consumatori.
La questione, dunque, non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza attuale, ma la tenuta dell’intero modello dell’economia circolare. «La raccolta differenziata è soltanto il primo anello della catena – conclude Giglietti –. Perché l’economia circolare funzioni davvero, ciò che recuperiamo deve tornare ad avere un valore economico e trovare un mercato».
Una sfida che, secondo Cna, richiede interventi strutturali: «È qui che occorre intervenire, rendendo le materie prime-seconde competitive rispetto a quelle vergini e aiutando le imprese che investono nel recupero e nel riutilizzo. Cna lo sostiene da tempo: senza una politica industriale del riciclo rischiamo di avere cittadini sempre più bravi a differenziare e un sistema produttivo che, paradossalmente, non riesce più a utilizzare ciò che raccogliamo».
MACERATA - Dopo le polemiche, è tornata a funzionare questa mattina la fontana del laghetto dei Giardini Diaz, al termine delle operazioni di pulizia della vasca e della riparazione di una delle pompe idrauliche per il ricircolo dell’acqua, improvvisamente guastatasi nei giorni scorsi.
Il guasto si era verificato durante il weekend di Ferragosto, rendendo necessario un intervento tempestivo per ripristinare il corretto funzionamento dell’impianto e restituire decoro a uno degli spazi verdi più frequentati della città.
Le operazioni di manutenzione sono state affidate alla ditta Giesse Emme Service, che è intervenuta per risolvere il problema e consentire il ripristino della fontana in tempi rapidi.
Alla riaccensione era presente anche l’assessore all’Ambiente Deborah Pantana, che ha sottolineato la rapidità dell’intervento e l’attenzione riservata alla cura degli spazi pubblici.
«Abbiamo tempestivamente contattato la manutenzione per riparare il danno nel minor tempo possibile – ha dichiarato Pantana –. Considerando che il guasto si è verificato nel weekend di Ferragosto, va reso grazie alla ditta per essere intervenuta con prontezza e professionalità, con cui è stato risolto l’imprevisto».
L’assessore ha quindi evidenziato come il pronto intervento rappresenti «una conferma dell’attenzione al decoro e alla qualità dei nostri spazi verdi, che rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la nostra comunità».
Pantana ha infine rivolto un ringraziamento all’Ufficio Ambiente e al dirigente Tristano Luchetti «che lavorano sempre senza risparmiarsi».