Grande movimento per la tradizionale festa di San Giuliano che ogni anno anima la città di Macerata. Da domenica 30 agosto fino alla tarda serata di lunedì 31 agosto, il centro è pronto ad accogliere cittadini, e non solo, in un evento all’insegna del divertimento, della tradizione e delle specialità locali.
Quella di quest’anno è un’edizione caratterizzata dalle novità e dal ritorno delle bancarelle anche in corso Cavour, che da alcuni anni a questa parte non aveva più ospitato la fiera per motivi legati ai lavori in corso in via dei Velini.
Insieme al grande ritorno, anche l’implemento di alcuni nuovi stand tra le vie del centro, che ne hanno ampliato anche il percorso fino ad aree che prima d’ora non erano state coinvolte.
Lungo via Garibaldi, via Tommaso Lauri e corso Matteotti si sono disposti i mercati del vintage de “Il Barattolo”, tradizionale mercatino che da 31 anni propone vintage, second-hand, oggetti fatti a mano e artigianato.
“Abbiamo voluto coinvolgere 'Il Barattolo' perché riteniamo che possa rappresentare un valore aggiunto per la Fiera di San Giuliano e contribuire ad ampliare e diversificare l’offerta rivolta a cittadini e visitatori – sottolinea l’assessore al Commercio e al Centro Città Giuseppe Romano – La festa patronale è un momento particolarmente importante per la città e abbiamo lavorato affinché il programma e le iniziative collaterali potessero offrire occasioni diverse per vivere il centro storico. La presenza de “Il Barattolo”, con la sua proposta originale e ormai consolidata, si inserisce proprio in questa direzione e rappresenta anche un’opportunità per valorizzare ulteriormente gli spazi del centro e favorire la presenza di visitatori durante le giornate della Fiera”.
Tra le novità anche gli stand dedicati alle produzioni locali e ai prodotti tipici, curati dalla Coldiretti e CNA.
“L’ampliamento sperimentale della Fiera di San Giuliano – aggiunge Romano – nasce dalla volontà di sostenere la rivitalizzazione del centro storico e di recuperare, per quanto possibile, lo spirito della fiera di una volta, quando nei due giorni della festa il centro era animato da numerose bancarelle che richiamavano cittadini e visitatori. Negli ultimi anni alcune di queste presenze sono venute meno e con esse si è ridotta la capacità della fiera di animare alcune zone della città. Estendere il percorso a corso della Repubblica e piazza Vittorio Veneto, con i mercatini di prodotti tipici e locali, significa creare un collegamento più ampio con piazza della Libertà e con il cuore dei festeggiamenti, offrendo nuove occasioni di frequentazione e valorizzando le produzioni e le attività del territorio”.
“L’obbiettivo era quello di riuscire a comunicare la nostra presenza sul territorio e ci siamo riusciti – affermano i venditori degli stand della Coldiretti – Le persone hanno apprezzato questa nuova fila di stand in corso della Repubblica e il contatto diretto con i produttori. C’è stata una buonissima visibilità e siamo contenti che l’iniziativa sia stata accolta bene”.
Rispetto allo scorso anno, quando la festa è caduta di sabato e di domenica, le giornate di quest'anno hanno danneggiato leggermente i commercianti: se nella giornata di domenica hanno giovato del riposo dal lavoro dei cittadini, nella mattinata di lunedì si sono dovuti scontrare con un minore afflusso di gente, ma con la convinzione che la situazione si rianimi nel pomeriggio, quando la celebrazione entrerà nel vivo dei festeggiamenti.
“Molti vengono a trovarci anche da fuori Macerata perché sanno che ci trovano qua durante la festa di San Giuliano e noi siamo contenti di accoglierli” raccontano gli esercenti dei prodotti alimentari e dell’artigianato locale.
Presente come ogni anno poi, il tradizionale fischietto di San Giuliano che da trentacinque anni viene realizzato dal Centro Italiano Femminile San Giuliano di Macerata e che quest’anno omaggia gli antichi mestieri con la figura del ciabattino.
"Siamo qui oggi come tutti gli anni per vendere il nostro fischietto di San Giuliano, tanto amato dalla città” spiega Paola Cecchi, presidente del CIF San Giuliano di Macerata – “È una tradizione antica che risale a molto tempo fa. Il fischietto è fatto di creta – ci tiene a sottolineare – che anticamente rappresentava gli avanzi delle suppellettili che si facevano nei nostri forni, vale a dire oggetti come piatti e brocche. Questi avanzi venivano riusati per fare i fischietti, giocattoli per tutti i bambini, sia ricchi che poveri".
Dopo la serie di fischietti dedicata alla banda dei carabinieri, da qualche anno a questa parte la volontà è quella di far riscoprire il valore degli antichi mestieri del territorio tramite la caratteristica scultura in creta.
È stato inaugurato domenica 30 agosto il nuovo asilo nido "N. Green" di Tolentino, una struttura completamente rinnovata e progettata per rispondere alle esigenze educative dei bambini e del territorio. L'intervento ha previsto la demolizione del precedente edificio e la costruzione di un nuovo plesso, realizzato in parte sull'area di sedime della struttura originaria e in parte su un lotto adiacente.
La cerimonia si è aperta con il taglio del nastro e la benedizione del nuovo stabile, alla presenza del sindaco Mauro Sclavi, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e del sottosegretario della Giunta regionale Silvia Luconi. A illustrare le caratteristiche del progetto sono stati l'assessore alle Politiche sociali Benedetta Lancioni, Paolo Bini, responsabile della gestione degli asili nido comunali, la direttrice dei lavori Silvana Lisi e la RUP dell'Ufficio Lavori Pubblici Katiuscia Faraoni. La giornata ha visto anche la partecipazione dei bambini, con laboratori creativi particolarmente apprezzati.
Il nuovo "N. Green" nasce da un progetto sviluppato con l'obiettivo di realizzare una struttura a misura di bambino, capace al tempo stesso di integrarsi con il paesaggio e il contesto urbano di Tolentino. L'idea progettuale, sviluppata dall'architetto Carlo De Mattia insieme all'architetto Eleonora Crucianelli, è stata elaborata anche attraverso uno studio presso la struttura di Reggio Emilia di Reggio Children.
L'edificio è concepito non come un elemento separato dal quartiere, ma come un luogo di relazione tra spazi interni ed esterni, con una particolare attenzione alla permeabilità visiva e al rapporto con il verde.
Uno degli aspetti più significativi riguarda la ricettività della struttura, che passa dai precedenti 45 posti a 60, suddivisi in 53 posti per divezzi e 7 per lattanti.
Dal punto di vista architettonico, il nuovo asilo è composto da sei moduli longitudinali, collegati e suddivisi da elementi portanti. Le ampie facciate trasparenti consentono agli ambienti interni di dialogare costantemente con gli spazi esterni, mentre la copertura a falde, caratterizzata da pendenze e altezze differenti, richiama idealmente il paesaggio collinare marchigiano.
All'interno trovano spazio aule, uffici, mensa, ambienti di servizio e una grande area centrale, pensata come una vera e propria "Agorà". Il grande atrio, illuminato anche da due lucernai, rappresenta il fulcro dell'edificio e un luogo di incontro tra le diverse sezioni.
Particolare attenzione è stata riservata anche agli spazi destinati ai bambini. Ogni sezione è collegata direttamente al proprio giardino esterno, considerato parte integrante dell'attività didattica. Gli ambienti sono stati progettati per favorire il rapporto con la natura e consentire ai bambini di percepire costantemente lo spazio esterno.
La struttura comprende inoltre una cucina per la preparazione interna dei pasti, una mensa capace di ospitare fino a 36 bambini, locali per il personale educativo, uffici, lavanderia, depositi e locali tecnici.
Il progetto dedica particolare attenzione anche all'accessibilità, con soluzioni pensate non soltanto per le persone con ridotta capacità motoria, ma anche per favorire l'inclusione di persone con diverse abilità fisiche, sensoriali o cognitive.
Sul fronte energetico, il nuovo asilo è stato progettato secondo criteri di elevata efficienza e ha raggiunto la qualifica di edificio nZeb (Nearly Zero Energy Building). L'impianto di climatizzazione utilizza pompe di calore e un sistema radiante a pavimento, mentre la ventilazione meccanica è garantita da recuperatori di calore. L'acqua calda sanitaria viene prodotta attraverso boiler a pompa di calore.
A completare le dotazioni sono i corpi illuminanti a LED e un nuovo impianto fotovoltaico, destinato a contribuire alla produzione dell'energia elettrica necessaria per i consumi dell'edificio.
L'intervento è stato finanziato nell'ambito del PNRR, Missione 4, Componente 1, Investimento 1.1, con un investimento complessivo di 3 milioni e 300mila euro. La progettazione definitiva è stata affidata dal Comune di Tolentino al gruppo composto da ORA Ingegneria Architettura STP Srl, Per. Ind. Fabrizio Mancini, ingegner Carlo Costantini e geologo Roberto Pucciarelli.
La direzione dei lavori è stata affidata all'architetto Silvana Lisi, mentre il coordinamento per la sicurezza è stato curato dall'ingegner Michele Bonfigli. RUP dell'intervento è l'ingegner Katiuscia Faraoni. I lavori sono stati eseguiti dalla Cetola Spa.
Con la conclusione dell'intervento, Tolentino dispone quindi di un nuovo asilo nido più grande, accessibile e tecnologicamente avanzato, con una capacità ricettiva aumentata e spazi pensati per integrare attività educative, rapporto con la natura ed esigenze delle famiglie.
Quindici involucri di cocaina nascosti sotto il paraurti posteriore dell’auto. È quanto hanno trovato gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Macerata durante un controllo effettuato nel pomeriggio di sabato 29 agosto nella periferia della città.
L’operazione rientra nei servizi di prevenzione e contrasto dei reati predatori e dello spaccio di sostanze stupefacenti disposti e intensificati dal questore di Macerata Luigi Mangino, in particolare durante i fine settimana estivi.
A finire in manette è stato un cittadino albanese di 46 anni, regolare sul territorio italiano, disoccupato e con precedenti per reati in materia di immigrazione e stupefacenti.
Gli investigatori della Squadra Mobile hanno notato un’utilitaria con un uomo a bordo e hanno intimato l’alt per procedere al controllo. Il conducente, risultato non residente in provincia di Macerata, non avrebbe fornito una motivazione ritenuta giustificata per la sua presenza in quella zona.
Gli agenti hanno quindi proceduto alla perquisizione personale e del veicolo, inizialmente finalizzata anche alla ricerca di eventuali strumenti d’effrazione.
Durante i controlli, all’interno dell’auto, nascosta sotto il paraurti posteriore, è stata individuata una scatola metallica di mentine avvolta con nastro adesivo e dotata di due calamite. All’interno c’erano 15 involucri bianchi in cellophane, termosaldati, contenenti una sostanza che appariva essere cocaina.
L’uomo è stato quindi accompagnato negli uffici della Questura per gli ulteriori accertamenti. Le analisi hanno confermato la presenza di cocaina, per un peso lordo complessivo di 9,67 grammi. La sostanza era suddivisa in 15 involucri, ciascuno del peso di circa 0,6 grammi.
Alla luce degli elementi raccolti, il 46enne è stato arrestato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio. Dell’arresto è stato informato il pubblico ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Macerata.
L’uomo è stato quindi trattenuto nelle camere di sicurezza del Commissariato di pubblica sicurezza di Civitanova Marche, in attesa del giudizio direttissimo.
Questa mattina si è svolta l’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Macerata. Al termine, l’uomo è stato rimesso in libertà senza l’applicazione di ulteriori misure restrittive.
Per una sera il Chiostro di Sant’Agostino di Visso è tornato a riempirsi di musica, voci e partecipazione. Un appuntamento dal forte valore simbolico quello andato in scena sabato sera con il concerto "Ecce Ancilla Domini", promosso dall’Arcipretura collegiata Maria Santissima di Visso e dedicato alla figura di Maria Santissima.
Un evento che ha assunto un significato particolare per una comunità che riconosce nel chiostro uno dei luoghi identitari della città, simbolo della memoria collettiva e naturale punto di incontro per generazioni di vissani. Il complesso è ancora interessato dagli interventi di recupero e miglioramento sismico dopo il terremoto, motivo per cui l'accesso alla serata è stato contingentato.
Nonostante le limitazioni, il concerto ha rappresentato un segnale di ritorno alla vita di uno spazio profondamente legato alla storia della comunità, restituendogli, seppur temporaneamente, quella funzione di aggregazione che lo ha sempre caratterizzato.
"Abbiamo partecipato a una esperienza di vitalità: questo luogo, tanto caro, è vivo. Ci sono cuori vivi e preghiamo affinché torni ad essere uno dei punti di riferimento per tutti, per bambini e per adulti, come è sempre stato", ha sottolineato don Antonio Pio Capobianco, parroco di riferimento per la zona di Visso.
Protagonisti della serata sono stati la Neraensis Capella Coralis Vissanae Collegiatae Sanctissimae Mariae e un'orchestra composta da nove musicisti, diretti dal maestro Diego Minnozzi. Un connubio tra coralità ed esecuzione orchestrale che ha trovato nel chiostro una cornice particolarmente suggestiva, accompagnando il pubblico in un percorso tra musica sacra, tradizione e devozione mariana.
Il programma ha proposto brani di epoche e autori differenti. "Siamo partiti con un pezzo di anonimo del 1700, poi Exultate justi di Ludovico Viadana, sempre dell’epoca del Rinascimento e il canto mariano Dell'aurora tu sorgi più bella", ha spiegato il direttore Diego Minnozzi, illustrando il programma della serata.
Il percorso musicale è quindi proseguito con un altro brano anonimo dell'Ottocento e con il canto mariano "Il tredici maggio", prima dell'Ave Maria di Jacob Arcadelt, eseguita dal solo coro, e di un brano strumentale. A seguire, il pubblico ha ascoltato "Dulcis Christe" di Michelangelo Grancini, il "Dies Irae" di Wolfgang Amadeus Mozart, lo "Stabat Mater" di Zoltán Kodály e il canto mariano "Vergine Santa".
La serata si è conclusa con un bis affidato ad "Ave Maria Stella" e "I cieli immensi narrano" di Benedetto Marcello.
Tra i momenti più suggestivi della serata, quello in cui è stata illuminata la Madonna di Macereto, trasportata per l'occasione all'interno del Chiostro. Un'immagine capace di unire ulteriormente il significato religioso dell'appuntamento alla cornice storica e spirituale nella quale si è svolto.
Il concerto ha così rappresentato qualcosa di più di una semplice esibizione musicale. In un territorio ancora impegnato nel percorso di ricostruzione, riportare persone all'interno di uno dei luoghi simbolo di Visso significa contribuire a ricostruire anche una dimensione comunitaria, fatta di memoria, tradizioni e momenti condivisi.
La musica si è confermata quindi come uno strumento capace di creare comunità e valorizzare il patrimonio culturale e spirituale, offrendo un segnale della vitalità dell'area montana e della volontà di continuare a promuovere iniziative capaci di mettere in relazione arte, territorio, fede e comunità.
Futuro Nazionale rafforza la propria presenza nelle Marche e apre una nuova sede a Tolentino, in via Pace. Un nuovo punto di riferimento per il movimento, nato dall'impegno di Antonio Trombetta, consigliere comunale di Tolentino e referente del Comitato 773, e presentato alla presenza di militanti e sostenitori.
All'appuntamento hanno partecipato il responsabile regionale Fabrizio Ciarapica, il responsabile provinciale di Macerata Pierpaolo Turchi, il consigliere comunale di Macerata Andrea Blarasin e i referenti dei comitati Antonella Parrucci per Tolentino, Carlo Broglia per Porto San Giorgio e Salvatore Pensato per Recanati.
L'apertura della sede viene presentata dal movimento come un ulteriore passo nel percorso di radicamento sul territorio marchigiano. Un luogo che, nelle intenzioni dei promotori, non dovrà limitarsi alle attività politiche, ma diventare uno spazio di confronto con la cittadinanza.
“Via Pace non sarà soltanto una sede di partito, ma una casa aperta alla città - ha detto il responsabile regionale Fabrizio Ciarapica -. Vogliamo riportare la politica tra le persone, nei quartieri e nelle comunità, con serietà, coraggio e capacità di ascolto. Il nostro obiettivo è costruire una presenza politica autorevole, ma soprattutto concreta, capace di confrontarsi ogni giorno con i problemi reali dei cittadini. Ringrazio Trombetta e tutti presenti per la passione e l’entusiasmo che stanno mettendo a servizio del territorio”.
Nel corso dell'incontro è stato sottolineato anche il percorso di crescita del movimento nella provincia di Macerata, con la nascita e il rafforzamento di nuovi comitati.
“C’è un entusiasmo crescente in tutta la provincia e la nascita di nuovi comitati ne è la dimostrazione - ha spiegato il responsabile provinciale Pierpaolo Turchi -. Stiamo costruendo una rete che vuole essere protagonista della vita politica del territorio. Da Macerata parte un messaggio chiaro: Futuro Nazionale c’è, si struttura e vuole mettere radici per dare una rappresentanza concreta ai cittadini”. A chiudere l'incontro è stato Antonio Trombetta, che ha illustrato le motivazioni alla base dell'apertura della nuova sede di Tolentino.
“Questa sede nasce con un obiettivo preciso: dare ai cittadini di Tolentino un luogo in cui poter essere ascoltati e partecipare. Vogliamo costruire un rapporto stabile con la città, fatto di confronto, idee e impegno. Tolentino ha bisogno di una politica presente, competente e capace di guardare al futuro. È su questo che intendiamo lavorare”.
La sfida sportiva del Visso Altonera continua. Sabato sera, in piazza Maria Cappa, la società ha presentato ufficialmente la squadra che affronterà il prossimo campionato di Prima Categoria, al termine di un percorso che negli ultimi tre anni ha portato il club dalla Terza Categoria fino al nuovo traguardo.
Una serata che ha riunito giocatori, dirigenti, famiglie, volontari, sponsor, amministratori e cittadini, in un clima di festa e di condivisione. Per il Visso Altonera, infatti, il salto di categoria rappresenta molto più di un risultato sportivo.
La società, nata nel 1970, ha saputo negli ultimi anni trasformare la volontà di andare avanti in una crescita costante, conquistando due promozioni consecutive. Un risultato costruito attraverso il lavoro quotidiano di dirigenti e volontari, la passione dei giocatori, il sostegno delle famiglie e degli sponsor e la collaborazione delle amministrazioni locali.
Alla serata, insieme al sindaco di Visso Rosella Sensi, erano presenti anche i sindaci di Ussita, Silvia Bernardini, e di Castelsantangelo sul Nera, Alfredo Riccioni, oltre a numerosi sponsor che sostengono l’attività della società.
Nel corso della presentazione il sindaco Sensi ha voluto sottolineare proprio il valore della partecipazione e della coesione che ruotano attorno alla società sportiva.
«Colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che da sempre si impegnano nei confronti della società - le parole del sindaco di Visso, Rosella Sensi -. La cosa importante è la coesione. Un grande in bocca al lupo».
Un messaggio arrivato in un territorio nel quale lo sport ha assunto negli anni un valore che va ben oltre il campo da gioco. A ricordarlo è stato il presidente del Coni Marche, Fabio Luna, che ha sottolineato il ruolo delle società sportive nella tenuta sociale delle comunità colpite dal terremoto.
«Lo sport non è solo il risultato sportivo - ha detto -. Ricordo benissimo ciò che è successo dieci anni fa e l’impegno che come Coni ci siamo presi. Abbiamo cercato di sensibilizzare le società sportive di queste terre affinché continuassero con ancora più determinazione, perché se in questi luoghi restava in piedi la società sportiva, restava in piedi anche la vita sociale della comunità».
Un concetto condiviso anche dal presidente della Figc Marche, sezione di Macerata, Stefano Giombetti, intervenuto portando i saluti del presidente regionale Ivo Panichi.
«Il Visso è un esempio di resilienza. Fare calcio in questi territori non è semplice e per questo ringrazio il presidente, i collaboratori e i ragazzi che giocano e si impegnano. Non è facile avere amministrazioni collaborative e di supporto».
La serata è stata anche l’occasione per ripercorrere la storia della società e rendere omaggio a chi, negli anni, ha contribuito a mantenerla viva. Tra i protagonisti ricordati ci sono Giuseppe Melchiorri, tra i fondatori e pilastro della storia della società sportiva, presente anche sabato sera, e Bruno Galletti, ex presidente e attuale socio che ha contribuito alla rinascita della società.
Nel vivo dei festeggiamenti per la festa patronale di San Giuliano, questa sera lunedì 31 agosto, alle ore 21:00 la squadra di pallavvolo Gruppo Fisiomed Macerata si presenterà ufficialmente ai maceratesi - e non solo - in piazza della Libertà.
Un appuntamento da non perdere per tutti i tifosi, curiosi e appassionati. La presentazione sarà l'occasione giusta per rivedere i volti noti della scorsa stagione, ma anche per rinfrescarsi la memoria su nomi e facce dei nuovi arrivati.
I biancorossi, al Banca Macerata Forum ormai da una settimana continuano il loro percorso nella preseason tra il calore della città nell’appuntamento annuale e tradizionale per Macerata. Tra gli altri, sarà la prima volta anche per Karil Dadash Adeh, opposto persiano biancorosso, arrivato negli ultimi giorni in città e subito aggregato al gruppo di coach Giannini.
Oltre ai main sponsor Gruppo Fisiomed eBanca Macerata con i loro rappresentanti, presente all’appuntamento di domani sarà anche il DG Italo Vullo che ha anticipato le sue impressioni su cosa si aspetterà domani e su cosa significa la partecipazione all’evento per I biancorossi: “È un appuntamento a cui teniamo particolarmente, ormai una tradizione per la nostra società. Cade in un momento molto particolare della stagione e segna un po’ l’inizio ufficiale delle nostre attività, quindi il tempismo è perfetto: presentare squadra e staff proprio nella città, e con la città, è un bellissimo momento di aggregazione".
PORTO SANT’ELPIDIO — Tragedia questa mattina sulla spiaggia di Porto Sant’Elpidio, dove una donna di 80 anni è deceduta dopo essere stata colta da un malore mentre si trovava in acqua.
L’anziana era arrivata sul litorale, nel tratto sud del lungomare elpidiense, per una passeggiata in riva al mare. Intorno alle 7.30, però, è stata colta da un improvviso malore e si è accasciata in acqua, a poca distanza dalla battigia.
L’allarme è scattato immediatamente. A prestare i primi soccorsi sono stati gli operatori di una concessione balneare, intervenuti insieme ai sanitari del 118.
I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimare la donna, ma purtroppo ogni tentativo si è rivelato vano. Per l’80enne non c’è stato nulla da fare.
Sul posto è intervenuto anche il personale della Guardia Costiera, per gli accertamenti di competenza e la gestione dell’intervento.
Altro appuntamento per il Civitanova Classica Piano Festival, prestigiosa stagione concertistica e rassegna di musica classica che si tiene annualmente nella città.
Venerdì 4 settembre, alle ore 21:15, nell’atmosfera suggestiva dello spazio multimediale San Francesco di Civitanova Alta, Civitanova Classica Piano Festival propone un altro imperdibile concerto con la straordinaria presenza di tre musicisti — Jiman Wee al violino, Reinhardt Latzko al violoncello e Johannes Kropfitsch al pianoforte — tra i più attivi e apprezzati sulla scena mondiale.
La grande musica da camera dialogherà con la mostra organizzata dal Museo Magma e Cartacanta Aps, dal titolo “..oltre”, dell’artista franco-siriano Fares Cachoux, che espone per la prima volta in Italia. Un intenso incontro tra musica e arte visiva, per scuotere le coscienze e offrire uno sguardo sensibile sul Medio Oriente, con la sua storia e le sue complessità.
Le musiche di Haydn, Beethoven e lo stupendo “Dumki” Trio di Dvořák accompagneranno il pubblico in un percorso di profondo dialogo con le opere esposte.
Musica e arte grafica, come lente emotiva e poetica, diventano così un potente strumento di riflessione sulle questioni più urgenti del nostro tempo: politica, società e ambiente.
Era stato rubato da una piccola chiesa situata all’interno di un terreno agricolo a Civitanova Marche. A distanza di tempo, l’altare liturgico è stato ritrovato dai Carabinieri e restituito al legittimo proprietario. Al termine di un’articolata attività investigativa, i militari della Stazione dei Carabinieri di Civitanova Marche Alta hanno deferito in stato di libertà un uomo di 42 anni, residente in città e già noto alle forze dell’ordine, con l’accusa di ricettazione.
L’indagine era partita dalla denuncia presentata dal proprietario del terreno, dopo il furto dell’altare avvenuto nel mese di giugno scorso all’interno della piccola chiesa.
I Carabinieri hanno avviato una serie di accertamenti che hanno consentito di ricostruire la vicenda e di risalire, secondo l’ipotesi investigativa, a chi avrebbe ricevuto o detenuto il manufatto. Gli approfondimenti hanno inoltre permesso di localizzare l’altare in provincia di Fermo.
A quel punto è scattata una perquisizione delegata all’interno di una ditta di spedizioni del Fermano. L’operazione ha consentito ai militari di individuare e sequestrare il manufatto, che è stato successivamente riconosciuto e restituito al legittimo proprietario.
Dell’attività investigativa sono state informate le autorità giudiziarie di Macerata e Fermo. La Stazione dei Carabinieri di Civitanova Marche Alta prosegue ora gli accertamenti nell’ambito del procedimento penale.
La sicurezza del territorio passa anche dalla tecnologia. A Morrovalle è stata completata l’installazione di altre 19 telecamere, un intervento che porta complessivamente a 74 gli occhi elettronici presenti sul territorio comunale: 61 dispositivi panoramici e 13 sistemi dedicati alla lettura delle targhe.
Il nuovo potenziamento comprende 15 telecamere panoramiche e quattro lettori Ocr, acronimo di Optical Character Recognition, in grado di leggere automaticamente le targhe dei veicoli in transito. Un sistema pensato per rafforzare sia il controllo del territorio sia il supporto alle attività delle forze dell’ordine.
Le telecamere panoramiche garantiscono invece un monitoraggio costante delle principali aree pubbliche e dei luoghi maggiormente frequentati, tra cui piazze, parchi, scuole e stazioni, con l’obiettivo di prevenire e contrastare fenomeni come vandalismo e microcriminalità.
“La tutela della comunità è una priorità assoluta per questa Amministrazione”, sottolinea il sindaco Andrea Staffolani. “Non è un intervento isolato, ma un investimento continuo in tecnologia e prevenzione. Ogni nuova telecamera è un passo concreto verso cittadini più protetti e istituzioni sempre presenti al loro fianco”.
L’ampliamento della rete è stato realizzato sulla base di una precisa analisi delle esigenze del territorio. Tra le zone interessate c’è anche il cimitero comunale, considerato un luogo particolarmente sensibile dopo alcuni episodi di furto verificatisi in passato.
“L’ampliamento risponde a una mappatura precisa delle esigenze del territorio”, spiega l’assessore alla Sicurezza Mauro Baldassarri. “Tra le zone attenzionate c’è anche il cimitero, luogo di memoria caro alla cittadinanza e colpito in passato da episodi di furto. Rafforzare la protezione nei punti più sensibili era un obiettivo prioritario”.
Il sistema di videosorveglianza rappresenta inoltre uno strumento di supporto all’attività quotidiana della Polizia locale. La maggiore estensione della rete consente infatti di disporre di un quadro più ampio del territorio e di fornire elementi utili alle attività di controllo e alle eventuali indagini.
“I nuovi strumenti sono un aiuto strategico al lavoro quotidiano degli agenti”, evidenzia la comandante della Polizia locale Cinzia Latini. “Un sistema più esteso ed efficiente agevola le indagini e il controllo del territorio, permettendoci di intervenire con maggiore tempestività”.
L’Amministrazione comunale, però, non considera concluso il percorso. Lo sguardo è già rivolto ai prossimi interventi: il Comune di Morrovalle ha infatti candidato un nuovo piano di potenziamento al bando regionale “Marche Sicure”, che mette a disposizione complessivamente 1,2 milioni di euro destinati alla videosorveglianza e alle sale di monitoraggio degli enti locali.
MACERATA - Maschere raffiguranti animali selvatici, un tamburo a scandire il ritmo e i partecipanti che, uno dopo l’altro, cadevano a terra al suo suono, in una rappresentazione simbolica di animali colpiti da un proiettile. È andata in scena così, nel tardo pomeriggio di sabato 29 agosto in piazza Mazzini, la protesta organizzata contro il Ddl Caccia, la riforma della legge 157/1992 approvata dal Senato e attualmente all’esame della Camera.
A promuovere il presidio è stata l’associazione Salviamo il Futuro odv. All’iniziativa hanno aderito LAV Macerata, LAC Marche, Zero Branco, Amare Sibille, Casa Galeone e Rifugio Belli e Ribelli. Presenti anche attivisti e volontari di Legambiente e WWF
Alle 19 è iniziato il flash mob. Il suono del tamburo, utilizzato per ricordare in maniera drammatica un colpo di fucile, accompagnava la caduta dei partecipanti, tutti con il volto coperto da maschere di animali selvatici. Nel corso della performance un’attivista, nel ruolo di “richiamo vivo”, ha letto alcuni brani di prosa e testi poetici dedicati alla libertà e alla bellezza degli animali e dell’ambiente naturale.
Al termine della rappresentazione hanno preso la parola le associazioni e i collettivi che hanno aderito alla manifestazione. “Il messaggio di fondo trasparito dagli interventi è che questo Ddl non ha motivo di essere approvato e che la caccia in generale è solo una delle tante forme di oppressione, come il sessismo, l’abilismo, il razzismo e il sionismo, che vanno eradicate per rendere il mondo nel quale viviamo un posto libero e giusto per tutti senza distinzioni”, afferma l’associazione Salviamo il Futuro, che ha organizzato l’evento.
Durante il presidio sono stati affrontati anche gli aspetti etici legati all’attività venatoria, definita dalle associazioni una pratica “anacronistica e cruenta”. Nel corso degli interventi sono state inoltre illustrate le principali contestazioni alla riforma.
“Inoltre si è discusso su quanto le modifiche alla legge 157/1992 che verranno applicate dal DDL in questione andranno solo a peggiorare la situazione attuale dell’ambiente e della fauna selvatica tramite il rafforzamento della pratica cruenta della cattura, l' allevamento e l' utilizzo di “richiami vivi”, l' aumento delle aree dove si potrà cacciare, la turistificazione della caccia e la perdita del legame cacciatore/territorio, l' aumento delle specie cacciabili (rimarranno inoltre cacciabili specie che sono in stato di conservazione pessimo secondo la LIPU), il depotenziamento del parere scientifico dell’ISPRA a favore invece del parere politicizzato del Comitato Tecnico Faunistico-Venatorio Nazionale (CTFVN) e la depenalizzazione di alcuni illeciti legati alle pratiche venatorie”.
A sostegno delle proprie posizioni, le associazioni hanno citato anche studi e pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, concentrandosi in particolare sul rapporto tra caccia ed economia e sulla gestione della fauna selvatica. Tra gli argomenti affrontati anche la questione dei cinghiali e il rapporto, secondo i promotori, tra attività venatoria e incremento della popolazione degli esemplari.
Durante la manifestazione non sono mancati momenti di confronto con alcuni contestatori riconducibili al mondo venatorio. Secondo quanto riferito dagli organizzatori, alcuni di loro hanno cercato di disturbare il presidio, trovandosi però di fronte alla reazione pacifica dei partecipanti. Il confronto si è concluso senza tensioni e i contestatori si sono successivamente allontanati.
Il presidio di Macerata si è inserito in una mobilitazione nazionale. Nello stesso fine settimana si sono infatti svolte altre dodici iniziative in altrettante città italiane: Arezzo, Bologna, Brescia, Cremona, Livorno, Mantova, Milano, Roma, Palermo, Pordenone, Vercelli e Verona.
Una mobilitazione che, secondo gli organizzatori, "dimostra la presenza sul territorio nazionale del fronte antispecista contrario al Ddl Caccia", mentre il provvedimento prosegue il proprio iter parlamentare alla Camera.
(Credit foto: Massimiliano Cascata)
Un progetto politico e amministrativo costruito con metodo, una squadra composta da persone competenti e rappresentative del territorio e un confronto aperto con le altre forze della coalizione. È questa la linea tracciata da Noi Moderati in vista delle prossime sfide politiche e amministrative a Civitanova Marche.
A fare il punto è il coordinatore regionale delle Marche, Tablino Campanelli, che annuncia un lavoro già avviato per costruire una proposta capace di coinvolgere le migliori energie della città.
“Stiamo già lavorando con grande attenzione alla costruzione di un progetto politico e amministrativo serio, credibile e capace di coinvolgere le migliori energie del territorio”, sottolinea Campanelli. L'obiettivo, spiega, è affiancare a Noi Moderati una lista formata da “persone competenti, rappresentative e profondamente legate alla realtà locale”.
Il coordinatore regionale conferma inoltre che sarebbero già stati individuati alcuni profili considerati autorevoli, compresi nomi che potrebbero mettere a disposizione esperienza e competenze per incarichi di particolare responsabilità, fino alla candidatura a sindaco.
La direzione indicata è quella di costruire una proposta alternativa e competitiva, prendendo spunto anche da esperienze amministrative considerate positive. Tra queste, Campanelli cita in particolare il modello di San Benedetto del Tronto, dove, a suo giudizio, il lavoro di squadra, il radicamento territoriale, il dialogo con i cittadini e il coinvolgimento di persone qualificate hanno prodotto un risultato politico significativo.
“Noi Moderati vuole essere una forza sempre più presente, concreta e determinante”, ribadisce Campanelli, indicando nel mondo moderato e civico il naturale spazio politico nel quale costruire una proposta capace di contribuire a una coalizione “forte, coesa e vincente”.
Il prossimo passaggio sarà il confronto con i coordinamenti provinciali e regionali degli altri partiti della coalizione. Un tavolo che, secondo quanto annunciato, sarà avviato nel corso della prossima settimana con l'obiettivo di condividere un percorso sulle future scelte politiche e amministrative.
Sul ruolo di Civitanova interviene anche la coordinatrice provinciale di Macerata, Maika Gabellieri, che rivendica per la città un'attenzione particolare.
“Civitanova non è un comune qualunque. È una delle città più importanti delle Marche, con un potenziale enorme che troppo spesso resta inespresso”, afferma Gabellieri. Proprio per questo, aggiunge, la città avrebbe bisogno di una classe dirigente “all’altezza delle sue ambizioni: servono persone preparate, competenze reali, una classe dirigente all’altezza delle sue ambizioni. Non ci si improvvisa alla guida di una città così".
"Per liberare davvero il potenziale di Civitanova serve un cambio di passo nel metodo. Servono logiche nuove e sane, trasparenti, che abbiano come unico scopo il bene della città e non la conservazione di equilibri e posizioni. È esattamente la stagione che Noi Moderati vuole aprire: superare la politica delle stanze chiuse e degli accordi precotti, e restituire le scelte ai cittadini e a chi ha le competenze per servirli".
"In questo quadro stupisce, e non poco, il tentativo di confusione che in questi giorni provano ad alimentare alcuni navigati della politica civitanovese. Chi assegna caselle, distribuisce ruoli e arruola a mezzo stampa forze politiche che a lui non rispondono, non sta costruendo il futuro della città: sta provando a trattenere il passato, aggrappandosi con le unghie a vecchie logiche che i cittadini hanno imparato a riconoscere".
"Sia chiaro un punto: le alleanze e le scelte di Noi Moderati sul territorio le definisce Noi Moderati, nei propri organi e attraverso il proprio coordinamento provinciale. Non le annuncia chi vorrebbe soltanto usarne il nome".
"Noi Moderati c’è, con serietà e spirito costruttivo. Siamo pronti a sederci al tavolo della coalizione, come indicato dal nostro Coordinatore Regionale, da protagonisti e non da comparse, portando persone, idee e competenze. Perché Civitanova non ha bisogno dell’ennesima operazione di palazzo: ha bisogno di una guida preparata".
1554 giorni dopo, il derby di Treia torna ad illuminare il calcio marchigiano. Tanto è passato dall' ultimo incrocio tra Chiesanuova e Aurora Treia, prima che le due formazioni tornassero a contendersi una sfida che, questa volta, vale anche un posto nei quarti di finale di Coppa Italia Eccellenza.
Al Don Guido Bibini è tutto esaurito per l' andata degli ottavi: novanta minuti intensi, giocati a ritmi elevati nonostante le temperature altissime, che alla fine premiano i padroni di casa.
Il Chiesanuova supera 2-1 l' Aurora Treia e si aggiudica il primo round. Mister Monteneri può contare sull' organico al completo e convoca subito i nuovi arrivati Mengani e Clerici.
I padroni di casa optano per un assetto equilibrato, con Borgia a supporto del tandem offensivo formato da Grassi e Perpepaj. Sul fronte Aurora Treia, invece, Mister Simone Ricci deve fare a meno di Cirrottola e Vanzan e si affida al tridente composto da Sbaffo, Buonavoglia e Senigagliesi. In difesa, subito dal primo minuto, il nuovo acquisto Hutsol.
Primo tempo
L' avvio è scoppiettante e il Chiesanuova impiega appena quattro minuti per sbloccare il derby. Di Matteo entra in area, arriva sul fondo e mette al centro un pallone velenoso sul quale si avventa capitan Pasqui, bravo a trovare la deviazione vincente sotto porta. Il Don Guido Bibini esplode: dopo 1554 giorni di attesa, il derby riparte con il botto.
L' Aurora, però, non accusa il colpo e al 15' trova immediatamente il pareggio. Senigagliesi si incarica della battuta di un calcio d' angolo e pennella un pallone perfetto per Sbaffo, che svetta più in alto di tutti e con un preciso colpo di testa ristabilisce la parità.
La partita resta piacevole e combattuta. Al 25' è ancora l' Aurora a sfiorare il sorpasso con Buonavoglia, che prova a superare Rossi con uno scavetto: la conclusione termina però di poco a lato. Poco dopo la mezz' ora torna a farsi vedere il Chiesanuova, ma sulla conclusione ravvicinata dei padroni di casa è provvidenziale Hutsol, che si immola e salva la propria porta.
Al 40' Senigagliesi va vicino al gol direttamente su calcio di punizione, mentre sul finire della prima frazione è il Chiesanuova a sfiorare nuovamente il vantaggio. Grassi, sugli sviluppi di un' ottima punizione, manca di poco il bersaglio grosso. Si va dunque al riposo sull' 1-1.
Secondo tempo
Nella ripresa l' Aurora Treia parte con maggiore intraprendenza e prova a prendere in mano il pallino del gioco, affidandosi ancora alla qualità di Senigagliesi. Ma al 59' è il Chiesanuova a tornare avanti. Un mal posizionamento della retroguardia ospite apre una corsia invitante per Di Matteo, che ne approfitta, si presenta nella zona decisiva e piazza il pallone con precisione sul secondo palo. Barbacani non può arrivare: 2-1 Chiesanuova.
I padroni di casa prendono fiducia e al 70' vanno vicini anche al tris. Grassi accelera, si accentra e lascia partire una gran conclusione che termina di poco a lato. L' Aurora, però, non molla e reagisce con vigore. Al 75' arriva la grande chance per gli ospiti: Melchiorri serve un pallone invitante per Senigagliesi, che calcia e centra in pieno il palo. I cucinieri continuano a spingere alla ricerca del pareggio e nel finale aumentano ulteriormente la pressione.
Il Chiesanuova stringe i denti e si affida a Rossi, decisivo negli ultimi minuti. Il portiere di casa neutralizza prima il tiro dalla distanza di Manna, poi si oppone al colpo di testa di Melchiorri, mantenendo invariato il risultato.
Al triplice fischio può così esplodere la festa dei tifosi del Chiesanuova. Dopo 4 anni di attesa, il derby di Treia torna a regalare emozioni e il primo round degli ottavi di Coppa Italia Eccellenza va ai biancorossi. Il 2-1 consegna al Chiesanuova un piccolo, ma prezioso vantaggio in vista del ritorno, mentre l' Aurora Treia è chiamata alla rimonta.
Le due squadre si ritroveranno mercoledì 16 settembre per il secondo e decisivo capitolo di un derby che ha già ricominciato a far battere il cuore del calcio di Treia.
Il tabellino
CHIESANUOVA: Rossi, Parioli, Dottori (92’ Bambozzi), D’Alesio (78’ Cingolani), Lucarini, Iommi, Pasqui (74’ Mengani), Di Matteo (85’ Sopranzetti), Grassi, Borgia (78’ Clerici), Perpepaj. A disposizione: Scattolini, Mimotti, Poloni, Taborro. Allenatore: Matteo Monteneri.
AURORA TREIA: Barbacani, Petraglia (75’ Cantarini), Calamita, Alla (70’ Melchiorri), Hutsol, Ale, Buonavoglia (74’ Smetana), Favo, Sbaffo, Nasic (60’ Manna), Senigagliesi. A disposizione: Linares, Bartolini, Satta, Giuliodori, Seye. Allenatore: Simone Ricci.
MARCATORI: Pasqui 4’, Sbaffo 15’, Di Matteo 59’.
ARBITRO: Alessio Giustozzi – Sezione di Macerata.
ASSISTENTI: Nicola Verdicchio – Sezione di Macerata; Lorenzo Vallesi – Sezione di Macerata.
NOTE: ammoniti D’Alesio e Iommi, angoli 1-7, recuperi 2’-4’
(credit foto: Arianna Calamante)
Intervento dei Vigili del fuoco a Cingoli per un incendio di sterpaglie che ha interessato marginalmente anche il bosco adiacente propagandosi per una superficie di circa 2.500 metri quadrati, lungo la strada provinciale 3.
L' allarme è scattato intorno alle ore 13:30, quando la squadra del comando provinciale di Macerata è intervenuta sul posto.
Sul posto sono inoltre giunti la squadra AIB (Antincendio Boschivo) di Macerata, il DOS VVF (Direttore delle Operazioni di Spegnimento) e la squadra dei Vigili del fuoco volontari di Apiro che hanno provveduto allo spegnimento dell'incendio e alla successiva messa in sicurezza dell'area interessata.
“Quest’anno abbiamo voluto organizzare una nuotata solidale dal Passetto di Ancona fino a Porto Recanati". Sono queste le parole di Andrea Lanari dopo essere partito alle 6:20 del mattino dalle acque antistanti il Passetto di Ancona, raggiungendo alle 17:50 lo stabilimento balneare Trisca, nel centro di Porto Recanati, nella giornata di ieri.
L' atleta, portacolori dell’Anthropos Civitanova, non è nuovo a questo tipo di imprese, ha già infatti attraversato a nuoto lo Stretto di Messina e il percorso tra Piombino e l'Isola d'Elba, diventando il primo uomo senza mani a compiere l'impresa.
"Un tragitto più lungo rispetto alle altre traversate ma più sicuro perché sottocosta. Anche se le difficoltà e le insidie sonostate tante ce l’abbiamo fatta e speriamo di ripeterla il prossimo anno affinchè possa diventare un appuntamento fisso”, ha dichiarato Lanari riferendosi all'impresa di 25 chilometri, affrontata senza soste e portata a termine in 11 ore e 30 minuti.
Ad attenderlo, all’arrivo, c’erano centinaia di supporter, pronti a celebrare l’ennesimo traguardo sportivo di un atleta diventato anche simbolo di resilienza, inclusione e impegno sociale. La nuotata, infatti, non è stata soltanto una sfida sportiva, ma soprattutto un’iniziativa di solidarietà e sensibilizzazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Lanari perse entrambe le mani 14 anni fa proprio a seguito di un incidente sul lavoro e oggi è testimonial nazionale ANMIL.
Imponente l’organizzazione che ha accompagnato l’impresa, con il coinvolgimento dei mezzi di supporto della Capitaneria di Porto, della Lega Navale e di un’imbarcazione sanitaria.
Andrea non è stato mai da solo durante l'impresa: al suo fianco ci sono stati il figlio Kevin, l’allenatore di nuoto Alessandro Maggiori e Marco Trillini, istruttore di nuoto paralimpico e dirigente del Centro Papa Giovanni XXIII. Accanto a loro, in canoa e a supporto di Andra per tutti i 25 chilometri, c'è stato anche l'atleta paralimpico civitanovese Alessandro Gattafoni, testimonial della Lega Italiana Fibrosi Cistica.
Decine di persone hanno inoltre partecipato a una staffetta in acqua, alternando i diversi team di nuotatori ogni due ore e accompagnando Lanari nella sua lunga e ininterrotta traversata.
“L’evento è nato con l’obiettivo di promuovere la sicurezza nei luoghi di lavoro, sostenere l’inclusione delle persone con disabilità e raccogliere fondi a favore del Centro Papa Giovanni XXIII e di altri enti del territorio”, ha sottolineato il presidente di Anthropos Nelio Piermattei.
L’Anthropos ha contribuito concretamente alla riuscita dell’iniziativa mettendo in campo anche dieci propri atleti impegnati nel nuoto paralimpico agonistico, che hanno partecipato alla staffetta.
“Un particolare ringraziamento – ha aggiunto Piermattei – al presidente provinciale del CSI di Macerata Carlo Belvederesi, che ha collaborato con noi nella messa a terra del progetto”.
Una nuova impresa, dunque, per Andrea Lanari, capace ancora una volta di trasformare lo sport in uno strumento di sensibilizzazione e solidarietà. Venticinque chilometri di Adriatico percorsi a nuoto sono diventati così un messaggio forte: dalla tragedia personale alla rinascita attraverso lo sport, fino all’impegno per una società più sicura e inclusiva.
Era il 2024 quando Luciano Rosetti, imprenditore del cingolano e proprietario del Centro Vacanze Verde Azzurro di San Faustino, acquistava all’asta la struttura dell’ex albergo Balcone delle Marche.
La struttura ricettiva aveva terminato l’attività nel 1992 ed era rimasta proprietà del Comune fino al 2000. Negli anni successivi si sono succedute varie imprese ma l’iter dei lavori, sempre interrotto, aveva portato infine ad una chiusura totale. Dopo una serie di aste che non hanno visto alcun tipo di offerta, però, l’immobile è stato acquistato dall’imprenditore cingolano.
Nonostante il tortuoso percorso, anche dopo il passaggio della struttura nelle mani di Rosetti, i problemi non sono mancati. L’ iter burocratico ha richiesto diverso tempo ma con l’arrivo di tutte le autorizzazioni del caso i lavori per il progetto di ristrutturazione dovrebbero cominciare ad inizio ottobre.
Stando al piano, dopo gli interventi la struttura dovrebbe garantire alla città di Cingoli un hotel 4 stelle superior dotato di 26 camere, sala ristorante e bar. All’interno due ascensori: uno per salire ai piani e l’altro per arrivare alla terrazza panoramica, anch’essa dotata di ristorante. Il titolare, inoltre, ha fortemente incoraggiato la riqualifica del giardino esterno situato davanti all’ingresso e la realizzazione di una Spa di circa 300 metri quadri con centro benessere.
Una struttura ricettiva che, con i tempi necessari per la ristrutturazione, stimati a circa due o tre anni, rappresenta per la città di Cingoli un salto di qualità ed un investimento dal punto di vista del turismo e dell’accoglienza.
Un minorenne è stato trasportato in eliambulanza all'ospedale di Torrette dopo essere caduto durante un'escursione nella zona del Rifugio del Fargno. L'incidente è avvenuto nel pomeriggio lungo la strada che da Pintura di Bolognola conduce al rifugio, nel territorio di Ussita.
Il giovane faceva parte di un gruppo di ragazzi accompagnati dai propri genitori. Durante l'escursione, per cause in corso di accertamento, è caduto riportando un trauma facciale e cranico. Dopo l'incidente, è stato accompagnato nella zona del rifugio, da dove sono stati attivati i soccorsi.
Sul posto è intervenuto il Soccorso Alpino e Speleologico Marche, che ha richiesto anche l'intervento dell'elisoccorso regionale Icaro 02. L'elicottero ha raggiunto la zona e ha effettuato l'atterraggio nei pressi del Rifugio del Fargno, consentendo ai sanitari di prendere in carico il giovane.
Dopo le prime valutazioni, il minorenne è stato trasportato in elicottero all'ospedale regionale di Torrette di Ancona, dove è stato affidato ai medici per gli accertamenti e le cure necessarie.
Nello stesso pomeriggio si è registrato anche un secondo incidente nel territorio di Pieve Torina. Una donna è caduta riportando un trauma a un arto inferiore, con sospetta frattura del femore.
In questo caso l'incidente è avvenuto in prossimità della sede stradale, presenti i vigili del fuoco che l'hanno immobilizzata e trasportata in barella sino all'inizio del sentiero. La donna è stata successivamente presa in carico dai sanitari per le cure del caso. Sul posto anche la polizia locale.
Anche i vigili del fuoco delle Marche sono stati mobilitati per fronteggiare l'emergenza legata agli incendi boschivi in Puglia. Nella giornata odierna sono partite le squadre destinate a supportare i colleghi impegnati nelle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza delle aree interessate dai roghi.
Nel dispositivo regionale sono coinvolti complessivamente nove operatori: due provenienti dal Comando di Ancona, due dal Comando di Macerata, due da quello di Fermo e tre dal Comando di Ascoli Piceno.
Il personale marchigiano ha raggiunto la Puglia a bordo di due autobotti e mezzi fuoristrada 4x4, equipaggiati per poter intervenire anche nelle zone più impervie. Le squadre saranno impegnate al fianco dei vigili del fuoco locali nelle attività necessarie a contrastare l'emergenza e a garantire la sicurezza delle aree coinvolte dagli incendi.
La mobilitazione rientra nel dispositivo nazionale di soccorso dei vigili del fuoco, previsto per le emergenze di particolare rilevanza, con l'obiettivo di rafforzare le risorse operative disponibili sul territorio interessato.
Tra gli operatori chiamati a fornire supporto anche due unità del Comando provinciale di Macerata, partite insieme alle altre squadre marchigiane per contribuire alla gestione dell'emergenza in corso in Puglia.
È iniziata ufficialmente la stagione del Centenario per l'ASD Camerino Calcio. Sabato 29 agosto è stata una giornata interamente biancorossa, aperta dal debutto ufficiale sul campo con l'1-1 nel derby di Coppa Marche Promozione contro la Settempeda e conclusa in serata alla Rocca Borgesca con la presentazione alla città delle formazioni che affronteranno la stagione 2026/2027.
Il primo appuntamento si è svolto alle 15 allo stadio "Livio Luzi", dove il Camerino ha affrontato la Settempeda nell'andata dei sedicesimi di finale di Coppa Marche. A passare in vantaggio sono stati gli ospiti al 9' con Compagnucci, mentre la formazione camerte ha trovato il pareggio al 35' grazie al capitano Matteo Francucci, autore di un colpo di testa.
Una gara sostanzialmente equilibrata, caratterizzata da occasioni da entrambe le parti e condizionata anche dal grande caldo. Il risultato lascia quindi completamente aperto il discorso qualificazione in vista della sfida di ritorno, in programma il 16 settembre al "Gualtiero Soverchia" di San Severino Marche.
Terminato il primo impegno ufficiale della stagione, l'attenzione si è spostata alla Rocca Borgesca, scelta come suggestiva cornice per la presentazione ufficiale delle squadre. A condurre la serata è stato il giornalista Fabio Ubaldi, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo universitario, dello sport e dei partner della società.
Ad aprire gli interventi è stato il presidente dell'ASD Camerino Calcio Alessio Bottacchiari, che ha illustrato il progetto societario e il particolare significato della stagione appena iniziata, destinata a celebrare i 100 anni di storia del calcio camerte.
Nel corso della serata sono stati portati anche i saluti dell'arcivescovo dell'Arcidiocesi di Camerino e San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, e di Fabio Cagnini, titolare di Cagnini Costruzioni, main partner della stagione. Sono inoltre intervenuti il presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli, il prorettore dell'Università di Camerino Guido Favia, il professor Seyed Khosrow Tayebati, direttore del nuovo corso di laurea in Scienze delle Attività Motorie e Sportive dell'ateneo, e il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli.
Una presenza istituzionale che testimonia la vicinanza di Comune, Università e CUS Camerino alla società biancorossa e il ruolo attribuito allo sport come strumento di aggregazione, crescita e appartenenza per la comunità.
La serata è quindi entrata nel vivo con la presentazione delle due formazioni che rappresenteranno il Camerino Calcio nella nuova stagione. Per prima è stata presentata la Juniores Regionale Under 19, categoria che torna a far parte dell'organizzazione sportiva della società e che sarà guidata da mister Stefano Grasselli. La squadra sarà impegnata nel Girone C del Campionato Regionale, con l'obiettivo di rappresentare un collegamento tra settore giovanile e Prima Squadra.
Spazio poi alla Prima Squadra, affidata a mister Giuliano Fondati, insieme al suo staff tecnico, al direttore sportivo Riccardo Forconi e ai dirigenti. Dopo il debutto in Coppa Marche, per i biancorossi è già tempo di pensare al campionato di Promozione, Girone B. L'esordio è fissato per domenica prossima sul campo della Civitanovese, una delle squadre maggiormente accreditate alla vigilia della nuova annata.
Uno dei momenti più attesi della serata è stato infine lo svelamento delle nuove divise ufficiali che accompagneranno le due formazioni durante la stagione del Centenario. Sulla maglia della Prima Squadra sarà presente Cagnini Costruzioni, main partner, mentre la divisa della Juniores Regionale vedrà sul fronte Nefer Group e sul retro La Pasta di Camerino.
La giornata ha così unito il primo appuntamento agonistico della stagione alla presentazione ufficiale davanti alla città, coinvolgendo società, giocatori, istituzioni, partner, tifosi e cittadini.
Per il Camerino Calcio, però, il Centenario non si esaurirà sul terreno di gioco. La società ha annunciato infatti ulteriori iniziative ed eventi che accompagneranno i prossimi mesi per celebrare i cento anni di storia del calcio camerte.
Prosegue inoltre la campagna abbonamenti per la stagione 2026/2027, con la tessera che permetterà di assistere alle 15 gare casalinghe di campionato allo stadio "Livio Luzi". La società ha anche rinnovato l'apertura all'ingresso di nuovi soci, con l'obiettivo di ampliare ulteriormente la propria base e coinvolgere sempre più persone nel progetto biancorosso.
Il primo capitolo del Centenario è dunque già scritto: un pareggio nel derby, una nuova stagione da affrontare e cento anni di storia da celebrare insieme alla città.