"Da mesi cerchiamo risposte dall'amministrazione": con queste parole il Comitato Civico Centro Storico di Macerata torna a farsi sentire sul tema dei parcheggi riservati ai residenti. Nella mattinata di oggi è stata inviata una nuova Pec al sindaco e al comandante della polizia locale.
Nel documento, il Comitato segnala che "a causa dei lavori di rifacimento dei marciapiedi di Rampa Zara sono stati momentaneamente soppressi numerosi stalli di sosta riservati ai residenti", chiedendo all'amministrazione se vi sia "l'intenzione di individuare soluzioni alternative per garantire il recupero, almeno temporaneo, dei parcheggi".
Tra le ipotesi indicate nella comunicazione ufficiale figurano "piazza della Libertà", "piazza Vittorio Veneto" e "il piazzale antistante Rampa Zara di fronte al locale La Gramaccia", individuati dal Comitato come possibili aree dove ricollocare gli stalli soppressi.
Nella stessa Pec viene evidenziato, inoltre, come non sia mai arrivata risposta a una precedente segnalazione: "Non avendo mai ricevuto risposta alla nostra Pec del 9 ottobre scorso - si legge – nella quale chiedevamo il ripristino dei dieci stalli gialli soppressi in largo Beligatti, chiediamo cortesemente che venga risolta anche la suddetta situazione".
In attesa di riscontri ufficiali, il Comitato Civico Centro Storico allarga il discorso alla vivibilità complessiva del centro, osservando come "sia sotto gli occhi di tutti che il centro storico si riempie di persone quando la Ztl è attiva". Un dato che, secondo i residenti, emerge "sia che vi siano eventi in corso, sia che l’unica attrattiva sia quella tradizionale delle vetrine illuminate ed aperte. Preannunciamo dunque, come Comitato Civico Centro Storico, che organizzeremo un dibattito aperto alla cittadinanza su residenza, commercio, viabilità e prospettive per il futuro del centro storico della città di Macerata".
Nel cinema di Pedro Almodóvar, come nella vita di tutti i giorni, il design non è solo estetica ma una presenza silenziosa che influenza emozioni, ricordi, identità. È da questa visione che prende forma il secondo appuntamento di Millimetri, la rassegna che esplora il mondo dell’architettura e del design attraverso la settima arte. In programma domenica 18 gennaio alle ore 18,00 al Politeama Franco Moschini di Tolentino, la proiezione del film Dolor y Gloria introdotta da un talk sul tema della Design Therapy, condotto dal designer e presidente di Adi MAM Piero Sabatini e da Cesario Calcagni, psicologo sistemico-relazionale.
Gli oggetti hanno sempre accompagnato l’evoluzione umana, andando ben oltre la semplice risposta ai bisogni materiali. Le cose sono diventate nel tempo strumenti di identità, veicoli di appartenenza, stima e autorealizzazione. Oggi più che mai siamo consapevoli di quanto il legame emotivo con le cose influenzi il nostro benessere e persino la loro capacità di durare nel tempo. Da qui l’approccio con il cinema, e in particolare con il film di Pedro Almodóvar, dove spazi, arredi e oggetti si trasformano in una vera e propria estensione dell’anima del protagonista. Gli ambienti parlano quanto i dialoghi: raccontano il dolore, custodiscono la memoria e aprono alla possibilità di una rinascita.
Il design diventa così terapia e rifugio, ma anche specchio emotivo.
Partendo da questo Piero Sabatini e Cesario Calcagni offriranno uno sguardo sulle dinamiche emotive e simboliche che le persone costruiscono intorno agli oggetti e agli spazi, mettendo in luce il potere evocativo del design e la sua capacità di incarnare idee, emozioni e storie, personali e collettive.
Dolor y Gloria è forse il film più autobiografico di Pedro Almodóvar, regista di Donne sull’orlo di una crisi di nervi, Volver, Tutto su mia madre, La mala educación e tanti altri. Il protagonista del film è Salvador Mallo (Antonio Banderas), regista cinematografico ormai sul viale del tramonto. Un incontro fortuito lo spinge a ricordare il suo passato, dall'infanzia difficile a Valencia, al primo amore struggente nella Madrid degli anni '80, fino alla dipendenza da sostanze. Nel recupero del suo passato, Salvador sente l’urgente necessità di narrarlo, e in quel bisogno, trova anche la sua salvezza.
Biglietti 12€+prev. in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 19 e da tre ore prima di ciascun spettacolo oppure online all’indirizzo www.politeama.org/biglietti
Millimetri. Il design a misura di tutti è organizzata dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae, con il patrocinio del Comune di Tolentino, della Fondazione Marche Cultura e di ADI MAM, con il contributo di Estra Prometeo, Zurich Antinori Assifin – Agenzia di Macerata, ORAstudio, Carifermo – Cassa di risparmio di Fermo spa, Gruppo Medico Fisiomed e con la partecipazione di Officine Mattòli.
La Stagione Musicale Appassionata 2026 si sviluppa come un percorso musicale diffuso a Macerata, coinvolgendo non solo il Teatro Lauro Rossi ma anche il Teatro della Filarmonica, la Gran Sala Cesanelli e l’Orto dei Pensatori. La programmazione si articola in tre momenti principali, con una prima parte da gennaio ad aprile, un intermezzo estivo e una seconda parte da ottobre a dicembre, rafforzando il dialogo tra musica, luoghi e città.
Consonanze musicali, la stagione che segna il diciannovesimo anno di attività di Appassionata, è organizzata in collaborazione con il Comune di Macerata e si configura come un progetto unitario e riconoscibile, capace di mettere in relazione interpreti, spazi e pubblici diversi all’interno di una progettualità culturale condivisa.
«Consonanze musicali è una stagione che racconta con chiarezza la visione culturale che come Amministrazione vogliamo continuare a sostenere», afferma Katiuscia Cassetta, assessore alla Cultura del Comune di Macerata. «Appassionata rappresenta una delle esperienze più significative del panorama musicale cittadino, capace di coniugare qualità artistica, attenzione ai pubblici e dialogo costante con la città. La scelta di mettere in relazione interpreti affermati e giovani talenti, luoghi storici e spazi più raccolti, musica colta e nuovi linguaggi restituisce un’idea di cultura viva e dinamica».
«Il lavoro portato avanti in questi anni dimostra quanto sia importante costruire progettualità solide e condivise, capaci di crescere nel tempo senza perdere coerenza», prosegue l’assessore Cassetta. «La diffusione della stagione in più luoghi rafforza il legame tra musica e spazio urbano, valorizza il patrimonio culturale di Macerata e favorisce la partecipazione di pubblici diversi, dalle famiglie ai giovani, dagli appassionati ai nuovi ascoltatori. Come Comune continuiamo a sostenere con convinzione un percorso che contribuisce in modo concreto alla vitalità culturale e all’attrattività della città».
La stagione 2026 di Appassionata propone un’idea di ascolto fondata su equilibrio, relazione e coesistenza tra linguaggi differenti, messi in dialogo in un disegno unitario che attraversa recital solistici, musica da camera e repertorio orchestrale, mantenendo una forte coerenza artistica. Le consonanze sono quelle tra interpreti affermati e giovani talenti, tra luoghi storici e spazi più intimi, tra pubblico fidelizzato e nuovi ascoltatori, famiglie e studenti.
«Il 2026 rappresenta per Appassionata un momento di passaggio», sottolinea Luciano Pingi, presidente dell’associazione. «È una stagione importante che consolida il lavoro svolto negli ultimi anni ed è un passo verso il ventennale che celebreremo nel 2027. I risultati del 2025, con un incremento di pubblico di circa il 20%, confermano la solidità del percorso intrapreso. Consonanze musicali poggia su una base costruita nel tempo, nel rispetto reciproco. Ideare una stagione richiede visione, ascolto e responsabilità, evitando dispersioni che rischierebbero di indebolirne la qualità».
L’apertura della stagione, domenica 25 gennaio alle ore 17, è affidata al Movie Concert con la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana e Federico Mondelci nel doppio ruolo di sassofono solista e direttore, in un programma dedicato alle musiche di Leonard Bernstein ed Ennio Morricone. La collaborazione con la FORM prosegue nel 2026 con un secondo appuntamento orchestrale, segnando un raddoppio rispetto al 2025.
«Il cartellone 2026 nasce dall’idea di far dialogare mondi diversi secondo una logica di equilibrio e coerenza», spiega il direttore artistico Giulio Starnoni. «Nel quadro della sostenibilità economica, la stagione conferma un’alta qualità degli interpreti, con artisti affermati, giovani talenti e musicisti di profilo internazionale. Il programma valorizza le collaborazioni e rende la stagione un progetto condiviso, non una semplice successione di concerti».
Due concerti sono realizzati nell’ambito della collaborazione con l’Istituto Confucio. Il 18 febbraio alle ore 21 al Teatro Lauro Rossi il violinista Ning Feng, Premio Paganini 2009, sarà protagonista di un recital per violino solo. Il 3 marzo alle ore 21 seguirà il recital pianistico di William Wei, in occasione della Festa delle Lanterne, che chiude il Capodanno Cinese.
Grande attenzione è dedicata a famiglie e giovani. Domenica 26 aprile, al Teatro Lauro Rossi, va in scena Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev, Family Concert in collaborazione con la FORM. In questa occasione si rinnova la collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Macerata, con un progetto visivo realizzato dagli studenti della sezione di pittura della prof.ssa Marina Mentoni, ispirato alla fiaba musicale.
Appassionata continua inoltre a sostenere giovani interpreti e artisti legati al territorio con i concerti Paesaggi Sonori del Quartetto Sineforma e con il concerto del Duo Zen-Miccoli, il 26 giugno. La seconda parte dell’anno riprende a ottobre con il Trio Spagnolo-Piccotti-Consonni, prosegue con il Quartetto GoYa al Teatro della Filarmonica, con il Duo Mazzon in collaborazione con il Concorso Violinistico Andrea Postacchini alla Gran Sala Cesanelli, e si conclude a dicembre con il recital della pianista Anna Kravchenko.
Tra le novità della stagione 2026 si segnala l’avvio di una collaborazione con il Comune di San Severino Marche, che porterà alla realizzazione di tre concerti autunnali al Teatro Feronia. Il ciclo si apre a ottobre con CantaNapoli, affidato al Sineforma Ensemble, un viaggio nella storia musicale di Napoli dalla Scuola Napoletana tra Sei e Settecento alla canzone classica del Novecento. Segue Gershwin Reloaded, domenica 8 novembre 2026, con l’Alessandro Menichelli Trio, progetto che rilegge George Gershwin tra jazz, musica colta e improvvisazione. A chiudere il ciclo, sabato 28 novembre 2026, la Sinfonia n. 6 di Gustav Mahler in trascrizione per ottetto da camera, affidata all’Ensemble Progetto Pierrot diretto dal M° Alessandro Maria Carnielli.
A questi appuntamenti si aggiungeranno due concerti estivi in via di definizione nell’ambito di Marche Concerti e del percorso Musica con Vista, promosso dal Comitato AMUR, progetto nazionale dedicato alla valorizzazione di giovani ensemble in contesti di particolare interesse culturale e paesaggistico.
Per informazioni sul programma completo della Stagione Musicale Appassionata 2026 è possibile consultare www.appassionataonline.it e le pagine social ufficiali dell’associazione. I biglietti, con prezzi compresi tra 5 e 20 euro, sono disponibili presso la biglietteria dei teatri di Piazza Mazzini e online su Vivaticket. È inoltre possibile sostenere le attività di Appassionata attraverso l’adesione all’associazione e tramite Art Bonus, contribuendo allo sviluppo dei progetti culturali promossi.
La Stagione 2026 è realizzata con il contributo del Ministero della Cultura attraverso il Fondo Unico per lo Spettacolo dal Vivo e della Regione Marche, grazie al sostegno dei soci, degli sponsor e dei partner che affiancano da sempre l’associazione, ai quali va un sentito ringraziamento per il supporto e la fiducia.
Un appello diretto alla popolazione più vulnerabile affinché si sottoponga alla vaccinazione antinfluenzale. A lanciarlo è l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, intervenuto a margine della seduta odierna del Consiglio regionale delle Marche.
“In queste settimane ho girato molti ospedali e pronto soccorso e ho visto l’età media e i tipi di patologia presenti. Il mio appello è di vaccinare i più fragili”, ha spiegato Calcinaro, sottolineando come l’afflusso nei reparti di emergenza riguardi in larga parte anziani e persone con patologie pregresse. “Nel 2026 il nostro impegno sarà quello di insistere su una campagna di comunicazione efficace, soprattutto rivolta agli anziani e ai soggetti più fragili, per diminuire la pressione sanitaria sui pronto soccorso”, ha aggiunto.
Calcinaro è poi tornato sulle criticità emerse durante il periodo natalizio, in particolare per quanto riguarda il funzionamento delle guardie mediche. “È necessario attivare un tavolo di confronto per fare una fotografia aggiornata della situazione – ha spiegato – e dobbiamo chiederci, laddove possibile, di mettere qualche risorsa in più per garantire maggiori coperture”.
Un primo passo in questa direzione è già stato calendarizzato. “Posso dire che già nella prima settimana di febbraio incontreremo tutti i territori – ha concluso l’assessore – per avere un quadro preciso di ciò che funziona e di ciò che invece va migliorato”.
Infortunio nel cantiere del nuovo ponte sul fiume Chienti: operaio soccorso in eliambulanza. È quanto avvenuto nella mattinata di oggi, intorno alle 11:30, a Piediripa. Vittima dell'incidente è stato un operaio di origini napoletane: le sue condizioni hanno richiesto l'attivazione immediata della macchina dei soccorsi e l'intervento dell'eliambulanza da Ancona.
Secondo una prima ricostruzione della dinamica, l'uomo sarebbe stato impegnato in alcune operazioni di saldatura su un'impalcatura posizionata sotto la struttura del ponte. Per cause che restano tuttora al vaglio delle autorità, l'incidente si sarebbe verificato mentre l'operaio scendeva da una scala: l'uomo sarebbe scivolato e, stando ai primi rilievi effettuati sul posto, una gamba potrebbe essere rimasta incastrata tra i pioli, causando una caduta da un’altezza stimata di circa due metri.
I soccorsi del 118 sono giunti tempestivamente sul luogo con un’ambulanza e l’automedica. Valutata la situazione, i sanitari hanno ritenuto opportuno richiedere l'intervento dell’elicottero per velocizzare il trasporto in ospedale. Il velivolo è atterrato in un’area verde poco distante dal cantiere e ha provveduto al trasferimento del ferito presso il nosocomio regionale di Torrette. Fortunatamente, le condizioni dell'operaio non risulterebbero gravi.
Sul posto sono intervenuti gli ispettori dello Spsal (Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) dell'azienda sanitaria territoriale di Macerata per i rilievi di rito. A loro spetterà il compito di accertare con esattezza come si siano svolti i fatti e verificare che tutte le misure di sicurezza previste fossero regolarmente attuate.
Immaginate di chiudere gli occhi a Porto Recanati e riaprirli su un jet privato tra coperte di cachemire, fiori freschi e passeggeri che governano pezzi di mondo. È la vita che ha vissuto Michela Gasparrini, portorecanatese doc, che ha lavorato per anni come assistente di volo executive negli Emirati Arabi per la famiglia reale. L’abbiamo incontrata per farci raccontare cosa si prova a vivere "tra le nuvole" del jet-set internazionale.
Michela, ci descrivi l'inizio di una tua giornata tipo?
"Trolley pronto, uniforme indossata e un ultimo tocco di rossetto. Quando arrivavo in aeroporto, sapevo che tutto doveva essere perfetto: la cabina del jet privato veniva tirata a lucido, i fiori dovevano essere in tinta con l’allestimento e le copertine in cachemire di Hermès adagiate con cura nella stanza da letto. Frutti rossi e macaron erano pronti vicino ai calici per il welcome drink. Non dimenticavo mai la musica del boarding suggerita dall’entourage: ogni dettaglio doveva far sentire Sua Altezza a casa".
È vero che le destinazioni restavano segrete fino all'ultimo?
"Sì, per motivi di sicurezza mi veniva comunicata solo poco prima del decollo. Una volta in volo i nostri compiti si dividevano: i piloti in cabina di pilotaggio ed io mi occupavo dei passeggeri. Il volo poteva durare otto ore, durante le quali servivo pranzo e merenda ordinati nei migliori ristoranti del mondo in base ai gusti dello sceicco. Avevo informazioni dettagliatissime: sapevo persino come preferiva l’acqua e quale profumo voleva che io indossassi".
Come si gestiscono i capricci di passeggeri così importanti?
"Bisogna essere sempre accondiscendenti, gentili e sorridenti, pronti a gestire imprevisti di ogni genere. Ricordo un volo di otto ore dove il passeggero aveva preso un sonnifero: abbiamo sorvolato la città di destinazione per più di un'ora in attesa del suo risveglio. Un'altra volta, sopra l’oceano verso Washington, il VVIP ha cambiato idea e siamo dovuti tornare a Londra. Quando si vola con donne e bambini i 'capricci' aumentano, ma si fa di tutto per accontentarli".
Si parla spesso di stipendi da favola e regali incredibili. È così?
"Lo stipendio era alto, ma la differenza la facevano le consistenti mance di migliaia di euro a volo e i regali in gioielli o orologi. Una volta, una sceicca particolarmente difficile creò molto scompiglio a bordo solo per fare un dispetto al marito; all'atterraggio ricevemmo un 2mila dollari di mancia ciascuna per scusarsi delle sue maniere".
C'è stato un momento in cui hai avuto paura o soggezione?
"Ricordo un volo verso l’Arabia Saudita al tramonto. Ero seduta in mezzo a cinque uomini arabi armati di fucili che parlavano solo arabo e facevano apprezzamenti su di me. Io, con un sorriso da ebete che cercava di trasmettere sicurezza, cercavo di non guardarli in faccia mentre ammiravo le torrette del petrolio che bruciavano altissime sotto di noi. Per fortuna avevo consegnato le loro armi ai piloti in cabina per sicurezza".
Cosa ti porti dietro di quell'esperienza oggi?
"Ero l’unica italiana in una compagnia VVIP, quindi spesso gli sceicchi mi cercavano per chiacchierare di moda, cibo o dell'Italia, lasciando alle mie colleghe straniere il servizio. È stato un periodo da sogno, una vacanza continua in un mondo di jet-set distante anni luce dalla nostra cultura, ma anche dalla vita degli arabi comuni. Un'esperienza che va ben oltre la semplice mansione di hostess".
Il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 l'incarico di Guido Castelli come commissario straordinario del governo per la ricostruzione e la riparazione post-sisma 2016. Una decisione accolta con "senso del dovere" dallo stesso Castelli, che ha ringraziato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci e l'intero Cdm per la fiducia accordata.
"È una responsabilità che accolgo consapevole che l'anno che si apre ha un valore particolare. - ha detto - Il 2026 segna infatti il decennale di uno degli eventi catastrofali più drammatici della storia recente del nostro Paese". Una ricorrenza che, secondo il commissario, "impone di custodire la memoria per quanto accaduto e un sempre maggiore, concreto impegno per rendere ancora più efficace il lavoro svolto fin qui, nel segno dei cantieri e della velocizzazione della macchina amministrativa".
Castelli ha sottolineato come l'obiettivo primario resti "riportare nelle loro case tutti i nostri cittadini, il prima possibile", con una particolare attenzione alla realtà di Amatrice, che "necessita di una dedizione specifica".
Ripercorrendo il lavoro degli ultimi tre anni, il commissario ha evidenziato il cambio di passo impresso alla ricostruzione grazie al sostegno del governo e alla collaborazione di Regioni, enti locali, Uffici speciali e di tutti i soggetti coinvolti.
"I numeri testimoniano questa accelerazione - ha spiegato Castelli -. Quasi 13.000 cantieri chiusi, 9.000 in corso e 1.500 opere pubbliche già avviate". Dei circa 14.000 nuclei familiari che avevano perso l'abitazione, un terzo è già rientrato nelle proprie case. "Un risultato favorito anche dalle misure introdotte da governo e maggioranza, a partire dall'intervento diretto dello Stato per la chiusura delle cosiddette 'code' del Superbonus, previsto dalla legge di bilancio, che consente la prosecuzione di circa 5.000 cantieri", ha sottolineato Castelli.
La sicurezza, nel Maceratese, riceve una boccata d'ossigeno grazie al nuovo Piano di incrementi e assegnazioni reso noto dal Viminale. Il provvedimento, che riguarda il 231° corso Allievi Agenti e il 19° corso Ispettori della Polizia di Stato, prevede il potenziamento dei presidi di sicurezza su tutto il territorio regionale, con un focus rilevante per la provincia di Macerata dove verranno destinate dodici nuove unità.
Nello specifico, la ripartizione dei rinforzi per il territorio maceratese vede l'arrivo di tre ispettori presso la Questura di Macerata. Importante l'investimento sulla costa: il Commissariato di Civitanova Marche potrà contare su sette nuovi innesti, suddivisi tra due ispettori e cinque agenti. Completano il quadro provinciale due ulteriori agenti assegnati alla Polizia Stradale. Questo potenziamento mira a garantire una risposta più efficace e capillare in un territorio complesso, con particolare attenzione alla realtà civitanovese, nodo cruciale per la sicurezza provinciale.
L'operazione è stata accolta con estremo favore da Giorgia Latini, segretario regionale della Lega Marche e vicepresidente della Commissione Cultura: "È motivo di grande soddisfazione, e per questo ringrazio il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, la notizia di un incremento concreto degli organici della Polizia di Stato nelle Marche, che rafforza in maniera significativa la presenza dello Stato e la capacità operativa sui territori".
"Si tratta di presidi assolutamente vitali, che da tempo soffrivano una carenza strutturale di personale. Il rafforzamento della Polizia di Stato, insieme ai recenti incrementi dell'Arma dei Carabinieri, consente oggi una risposta più efficace, tempestiva e capillare alle esigenze di sicurezza di un territorio complesso come il nostro. Un risultato concreto - conclude Latini - che conferma l’attenzione del Governo e del Ministero dell’Interno verso la sicurezza delle Marche e il rafforzamento della presenza dello Stato sui territori".
A livello regionale, il piano prevede l'ingresso di un totale di 72 nuove unità, tra 31 ispettori e 41 agenti. Sebbene la provincia di Ancona faccia la parte del leone con 32 innesti, il rafforzamento della provincia di Macerata si pone come il terzo per rilevanza numerica dopo il capoluogo di regione e Pesaro Urbino.
Il territorio marchigiano segna un passo storico nel percorso verso la transizione ecologica con la nascita ufficiale di CERTIS Marche, la nuova Comunità Energetica Rinnovabile (CER) tra imprese solidali che mette in rete per la prima volta tutte le cabine primarie della regione. L'iniziativa, presentata a Civitanova Marche, si pone l'ambizioso obiettivo di favorire la produzione e il consumo di energia rinnovabile reale, tracciata e misurata direttamente tra le realtà produttive del territorio. Il progetto vanta come partner capofila il Banco Marchigiano e la Claai Federazione Artigiani e PMI delle province di Fermo e Ascoli Piceno, con il supporto tecnico di Solar Info Community e dell'Associazione Centro per le Comunità Solari.
Grazie a questo nuovo ecosistema, il Banco Marchigiano si distingue come la prima banca della regione a consumare "vera energia verde", ovvero energia prodotta e scambiata fisicamente all'interno della comunità e monitorata tramite smart meter. A differenza dei semplici certificati "green" d’acquisto, questo modello garantisce una filiera corta dell'energia che entra direttamente nei contatori delle imprese aderenti, introducendo uno standard ESG basato sulla tracciabilità territoriale. CERTIS Marche rappresenta un'evoluzione delle CER tradizionali, superandone i limiti normativi grazie a una piattaforma tecnologica inclusiva che permette anche a grandi soggetti come gli istituti bancari di certificare l'energia condivisa con la collettività.
Il progetto si innesta su un'esperienza già consolidata dal 2023 nelle sezioni locali di Civitanova Marche, Pesaro e Montegiorgio, dove circa cinquanta famiglie condividono oltre 120 MWh di energia fotovoltaica domestica ogni anno. Di questa produzione, circa la metà viene ceduta a utenti esterni come lo stesso Banco Marchigiano, generando premialità per quasi 15.000 euro già erogati sotto forma di coupon spendibili nei negozi di prossimità.
L’iniziativa punta dunque a rafforzare il tessuto produttivo regionale riducendo i costi energetici e migliorando il rating di sostenibilità delle imprese, trasformando progressivamente i centri urbani in vere "Città Solari" inclusive. Per illustrare nel dettaglio i vantaggi e le modalità di adesione, CERTIS Marche verrà presentata ufficialmente alla cittadinanza e alle imprese il prossimo 29 gennaio alle ore 17:30 presso la sala conferenze del Banco Marchigiano a Civitanova
Il ruolo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) rappresenta un elemento centrale nella tutela della Salute e Sicurezza dei Lavoratori all’interno delle aziende italiane. Istituito formalmente con il Decreto Legislativo 81/2008, questo incarico ha radici legislative che risalgono al 1994, quando il recepimento delle direttive europee ha segnato un salto di qualità nella normativa italiana. L’RSPP, nominato dal Datore di Lavoro, possiede competenze tecniche e organizzative specifiche e svolge una funzione consulenziale fondamentale nella valutazione e gestione dei rischi, collaborando con medici competenti e rappresentanti dei Lavoratori. La normativa definisce chiaramente le responsabilità, i requisiti formativi e le modalità di svolgimento dell’incarico, sottolineando il ruolo imprescindibile del Datore di Lavoro come garante della sicurezza.
La Genesi e la Funzione dell’RSPP
L’istituzione del ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione è stata sancita in Italia prima con il Decreto Legislativo n. 626 del 19 settembre 1994, un provvedimento che ha recepito importanti direttive europee mirate a migliorare la Sicurezza sul Lavoro. Successivamente, il D.Lgs. 81/2008 ha rappresentato il punto di riferimento normativo attuale, regolando in modo più dettagliato le competenze e le responsabilità di questa figura.
L’RSPP è designato dal Datore di Lavoro e può essere una persona interna all’azienda, un consulente esterno o, in alcuni casi, lo stesso Datore di Lavoro. Il suo compito principale consiste nel coordinare il Servizio di Prevenzione e Protezione (SPP), ossia l’insieme delle risorse umane e tecniche impiegate per prevenire rischi professionali e tutelare la salute dei Lavoratori. La nomina è obbligatoria e non può essere delegata, conferendo all’RSPP un ruolo strategico nella gestione della sicurezza.
Compiti e Collaborazioni Strategiche
Le mansioni affidate a questa figura sono molteplici e spaziano dall’identificazione e valutazione dei fattori di rischio fino all’individuazione di misure preventive idonee a garantire ambienti di lavoro salubri e sicuri. L’RSPP elabora procedure di sicurezza, propone programmi formativi per i Lavoratori e partecipa attivamente alle consultazioni in materia di tutela della salute sul luogo di lavoro.
Importante è la collaborazione con il Medico Competente e il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), soprattutto durante le fasi di stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), strumento essenziale per monitorare e gestire i pericoli presenti nell’ambiente lavorativo. La presenza di questi attori consente un approccio multidisciplinare e condiviso nella prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali.
A commentare questo passaggio è il Sig. Raffaele Poleo, RSPP e Formatore sulla Sicurezza, professionista che in GDM – nota azienda del campo medicina del lavoro a Torino (https://www.gdmsanita.it/) - si occupa anche dell’analisi del fabbisogno delle imprese che richiedono supporto, proponendo soluzioni personalizzate sulla base della reale situazione aziendale. Poleo evidenzia come la collaborazione tra RSPP, Medico Competente e RLS sia determinante per garantire un approccio realmente efficace alla prevenzione: «Un Documento di Valutazione dei Rischi costruito in modo accurato richiede un confronto costante tra tutte le figure della sicurezza, perché solo così si individuano misure realmente applicabili in azienda». Allo stesso tempo, sottolinea il valore della consulenza personalizzata: «Ogni contesto produttivo presenta criticità differenti, e il compito dell’RSPP è aiutare il Datore di Lavoro a riconoscerle e ad affrontarle con strumenti mirati».
Responsabilità e Limiti Normativi
Nonostante l’RSPP svolga un ruolo cruciale nella Prevenzione, la legge lo configura come un consulente che agisce in posizione di neutralità e senza poteri decisionali diretti. La responsabilità ultima per l’attuazione delle misure di Sicurezza resta in capo al Datore di Lavoro, così come a Dirigenti e Preposti, i quali sono investiti di una posizione di garanzia normativa.
La giurisprudenza ha più volte ribadito che l’RSPP non può essere considerato un garante della sicurezza, ma il suo lavoro di consulenza è fondamentale per fornire al Datore di Lavoro le competenze necessarie a rispettare gli obblighi di legge. Tuttavia, in alcuni casi, la magistratura ha ipotizzato forme di responsabilità concorrente anche per l’RSPP, qualora si riscontrino omissioni gravi nella prevenzione degli infortuni e nell’espletamento dei compiti previsti nell’articolo 33 del D.Lgs 81/08 e s.m.i..
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito che, pur riconoscendo l’importanza della qualifica di RSPP, la responsabilità principale ricade sul Datore di Lavoro, il quale mantiene il dovere giuridico di elaborare e attuare le misure di prevenzione, avvalendosi dei contributi tecnici del responsabile del servizio.
Requisiti Formativi e Aggiornamento Professionale
Per assumere la carica di RSPP è richiesto un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola secondaria superiore, accompagnato dal superamento di corsi di formazione specifici, articolati in tre moduli: A, B e C.
Il modulo A, della durata di 28 ore, fornisce una panoramica generale sulle normative e i concetti base relativi ai rischi sul lavoro, fungendo da prerequisito per i moduli successivi. Il modulo B, invece, approfondisce le tematiche specifiche in relazione ai diversi settori produttivi, definiti secondo la classificazione ATECO, e dura circa 48 ore. Alcuni settori, come agricoltura e pesca o industria chimica, prevedono integrazioni formative dedicate. Il modulo C, riservato esclusivamente agli RSPP, si concentra sui rischi di natura psicosociale, ergonomica e organizzativa.
La normativa prevede esenzioni per i laureati in discipline specifiche. Per mantenere la qualifica, è obbligatorio un aggiornamento quinquennale pari a 40 ore, al fine di garantire l’adeguamento alle evoluzioni normative e tecniche.
Il Datore di Lavoro e l’Assunzione Diretta dei Compiti di Prevenzione
In alcune realtà aziendali, il Datore di Lavoro può assumere direttamente le responsabilità proprie del servizio di prevenzione, soprattutto nelle piccole imprese artigianali, agricole e della pesca con un numero limitato di dipendenti (fino a 30 o 20, a seconda del settore). Tale possibilità esclude però specifici ambiti ad alto rischio, come le industrie chimiche, le centrali termoelettriche o le strutture sanitarie di grandi dimensioni.
Il Datore di Lavoro che decide di svolgere personalmente questo incarico deve seguire un percorso formativo con una durata minima di 16 ore e massima di 24 ore, adeguato ai rischi presenti nel contesto lavorativo e al settore produttivo in cui ricade l’azienda. Anche in questi casi, è prevista una formazione continua di aggiornamento.
Per la prima volta, il grande cinema documentario d’attualità fa tappa nel capoluogo con "Mondovisioni", la celebre rassegna curata da CineAgenzia che porta nelle sale italiane i titoli più urgenti selezionati dai principali festival mondiali. Gli appuntamenti, proposti in prima visione, si terranno presso il Cinema Excelsior di Macerata grazie alla collaborazione con l’Associazione Calcifer.
Il ciclo di proiezioni punta a offrire uno spazio di confronto critico su temi cruciali come l’informazione, i diritti e le libertà civili. Attraverso lo stile editoriale che contraddistingue la rivista Internazionale, la rassegna propone storie senza censure su un mondo globale sempre più complesso e instabile, cercando però di rintracciare barlumi di speranza tra le pieghe della cronaca.
Il via ufficiale è previsto per giovedì 15 gennaio alle ore 21:15 con la proiezione di The Dialogue Police di Susanna Edwards. Il film segue il delicato lavoro di un’unità speciale della polizia svedese, impegnata quotidianamente nella tutela della libertà di espressione all'interno di un panorama geopolitico fortemente polarizzato.
Il secondo incontro della rassegna si terrà giovedì 12 febbraio, sempre alle 21:15, con l’inchiesta The Shadow Scholars firmata da Eloise King. Il documentario svela le contraddizioni del sistema universitario contemporaneo, esplorando il mercato globale della compravendita di tesi e articoli accademici prodotti in Kenya per conto di studenti occidentali.
La chiusura di Mondovisioni a Macerata è affidata, giovedì 5 marzo, a Night Is Not Eternal di Nanfu Wang. Per la prima volta la rassegna volge lo sguardo a Cuba, offrendo un racconto intenso sulla crisi dell'isola e sulla fragile lotta per la democrazia, intrecciando la cronaca locale a una riflessione più ampia sui rischi dell'autoritarismo nel mondo attuale. Tutte le proiezioni saranno trasmesse in lingua originale con sottotitoli in italiano.
Con l'arrivo della stagione fredda, torna a riscaldarsi l'atmosfera culturale dell’entroterra maceratese. Venerdì 23 gennaio prenderà il via la terza edizione di "CROC Inverno", la micro-rassegna di cinema in montagna curata dall'associazione C.A.S.A. (Cosa Accade Se Abitiamo) in collaborazione con il Rifugio Casali. L’iniziativa, che si svolgerà nella suggestiva cornice della frazione di Casali, a mille metri di altitudine e all’ombra del Monte Bove, propone quattro appuntamenti a cadenza quindicinale fino al 6 marzo, trasformando il rifugio in uno spazio di riflessione e convivialità.
Il programma di quest'anno si concentra su temi di stretta attualità, come le trasformazioni della montagna, le politiche estrattiviste e la memoria dei luoghi, offrendo un'occasione di confronto diretto con ricercatori, registi e attivisti. Ogni serata seguirà un format ormai consolidato: l'apertura del rifugio alle ore 19:00 con il camino acceso, seguita alle 19:30 da una cena a base di piatti tipici montani e una degustazione di birre artigianali marchigiane curate dal BarCROC. Alle ore 21:00 avrà inizio la proiezione dei documentari, seguita dal dibattito con gli ospiti.
L'apertura della rassegna, il 23 gennaio, sarà dedicata a un tema scottante con il documentario "Il grande gioco. Milano-Cortina: il rovescio delle medaglie", un’inchiesta del Comitato Insostenibili Olimpiadi sui costi ambientali e sociali dei giochi invernali che inizieranno proprio il prossimo febbraio. Si proseguirà il 6 febbraio con "La Teleferica", un viaggio nella memoria dei minatori della Maremma alla presenza della regista Romina Zago e dello storico Augusto Ciuffetti, mentre il 20 febbraio l'attenzione tornerà sull'Appennino con "L’ultima neve", un’indagine sui conflitti ambientali e i progetti per i nuovi impianti di risalita finanziati con i fondi della ricostruzione post-sisma nei Monti Sibillini.
La chiusura del 6 marzo sarà dedicata alla memoria e ai simboli della montagna con il documentario "500 anni dopo", che racconta il restauro della chiesetta della Madonna del Cona. La serata, organizzata in collaborazione con le sezioni CAI di Macerata, San Severino Marche e Camerino, vedrà la partecipazione dei Cantieri Mobili di Storia per riflettere sulla ricostruzione identitaria dei territori colpiti dal terremoto. Per partecipare alle serate, che hanno un costo di 25 euro inclusa la cena e la degustazione, è necessaria la prenotazione data la disponibilità limitata di posti.
I primi dati diffusi da ARPA Marche sulla qualità dell’aria nel 2025 consegnano un bilancio estremamente positivo per il territorio maceratese, inserendosi in un trend regionale di netto miglioramento. Per quanto riguarda il PM10, l'anno appena trascorso viene definito come il "migliore di sempre". In particolare, la centralina di Macerata si è distinta come una delle sei località regionali in cui non è stato registrato alcun superamento del limite giornaliero di 50 μg/m³. Insieme a Civitanova Marche, il capoluogo ha fatto segnare i valori medi annuali più bassi degli ultimi cinque anni, restando ampiamente al di sotto del limite di legge di 40 μg/m³.
Anche per gli altri inquinanti i risultati sono rassicuranti. Il PM2,5, la frazione più fine e pericolosa del particolato, è rimasto sotto i limiti in tutte le stazioni della regione. Allo stesso modo, il biossido di azoto (NO2) non ha presentato criticità, mantenendo concentrazioni basse anche nelle zone più esposte al traffico veicolare. Questo quadro complessivo di miglioramento fa ben sperare in vista del 2030, quando entreranno in vigore i nuovi e più stringenti limiti imposti dalla Direttiva Europea 2024/2881.
Tuttavia, non mancano le note dolenti, rappresentate principalmente dall'ozono (O3). Questo gas, che si forma soprattutto durante i mesi estivi a causa delle alte temperature e del forte irraggiamento solare, continua a essere la principale criticità per le aree interne. Macerata figura infatti tra le cinque stazioni regionali che nel 2025 hanno superato il limite dell’Obiettivo a Lungo Termine.
Secondo le analisi di ARPA Marche, le ondate di calore sempre più frequenti giocano un ruolo determinante in questo fenomeno, rendendo la gestione dell’ozono la sfida principale per il futuro. Se da un lato i cittadini possono godere di un'aria sensibilmente più povera di polveri sottili, dall'altro la combinazione tra emissioni da traffico e cambiamenti climatici richiede ancora attenzione e misure mirate per i picchi di calore estivi.
Si è conclusa nel migliore dei modi una complessa operazione di soccorso che ha tenuto con il fiato sospeso i soccorritori e il proprietario di Otto, un esemplare di cane da caccia di razza Petit Gascon Saintongeois. L’animale si era smarrito nella giornata di ieri, finendo intrappolato nella fitta e impervia boscaglia che circonda la zona delle Grotte di Frasassi.
Le operazioni di ricerca, scattate immediatamente dopo la segnalazione, hanno richiesto l’intervento di un imponente spiegamento di forze dei vigili del fuoco. Data la conformazione del terreno, caratterizzato da zone scoscese e vegetazione fitta, sono intervenute tempestivamente le squadre di Fabriano e Ancona.
Per localizzare Otto è stata messa in campo la tecnologia più avanzata del Corpo, con l'impiego del Nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) per i rilievi tramite droni e del Nucleo TAS per la topografia applicata al soccorso. Fondamentale è stato anche l'apporto degli esperti del Nucleo SAF, specializzati in interventi speleo-alpino-fluviali, e il supporto aereo fornito dall'elicottero del Reparto Volo di Pescara, che ha sorvolato a lungo l'area impervia.
Dopo ore di ricerche incessanti, il cane è stato finalmente individuato in un punto particolarmente difficile da raggiungere. Grazie alla sinergia tra i diversi reparti specializzati, i soccorritori sono riusciti a recuperarlo in sicurezza. Nonostante la lunga disavventura tra i boschi, Otto è apparso in buone condizioni di salute ed è stato riconsegnato al suo proprietario, mettendo fine a ore di grande apprensione.
La crisi economico-finanziaria mondiale tra il 2008 e il 2012, e non una gestione dolosa, è all’origine dell'insolvenza di Banca delle Marche. È quanto emerge dalle motivazioni della sentenza di assoluzione, 202 pagine depositate in questi giorni, con cui la Corte d’Appello di Ancona ha scagionato l’ex direttore generale Massimo Bianconi e altri cinque imputati dall’accusa di bancarotta fraudolenta.
La decisione conferma l’assoluzione pronunciata lo scorso 30 giugno, chiarendo come non vi sia stata alcuna volontà di dissipare le risorse del maggiore istituto di credito marchigiano. Secondo i giudici, il tracollo di BdM è stato invece determinato dal contesto economico internazionale e dalle pesanti ricadute sul settore immobiliare, ambito nel quale operava la maggior parte delle imprese clienti della banca.
"Non è configurabile il fallimento per effetto di operazioni dolose, per abusi di gestione o infedeltà ai doveri di legge - riporta la Corte -. La condotta di erosione del patrimonio è nel modo di agire di impresa. Le operazioni finanziarie erano solo una parte, non preponderante, della gestione economica di BdM che non hanno caratterizzato in negativo la continuità dell’esercizio per condurla prevedibilmente all’insolvenza".
Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come gli amministratori non potessero prevedere l’esito della crisi, che si sarebbe manifestata nella sua interezza solo anni dopo: "Quando i finanziamenti in contestazione sono stati elargiti - osserva la Corte - gli operatori bancari non potevano prospettarsi, neanche in un ottica di lungo periodo, un attentato alle ragioni del ceto creditorio, invece, evidentemente realizzatosi in concreto quattro anni dopo per il coacervo di circostanze sopravvenute come la modifica dei criteri valutativi, le gestioni succedute, la realizzazione della crisi nella sua interezza e delle quali gli imputati, epurati dallo scenario, non possono essere chiamati a rispondere".
A rafforzare l’assenza di dolo, anche le scelte personali degli imputati. Bianconi, attraverso la moglie, investì in azioni di Banca Marche, "investimenti che non avrebbe fatto se ne avesse solo paventata la perdita". Un altro imputato, Massimo Battistelli, responsabile dell’area crediti, "investì l’intero Tfr in azioni e obbligazioni".
Un passaggio rilevante delle motivazioni riguarda infine Medioleasing, società controllata di BdM. Secondo la Corte, non avrebbe dovuto nemmeno essere coinvolta nel procedimento, poiché "solo Bdm è stata dichiarata in stato di insolvenza - prosegue la Corte - dal tribunale con sentenza del 10 marzo del 2016 e non la sua partecipata". La consumazione del reato di bancarotta, ricordano i giudici, coincide con la sentenza dichiarativa di fallimento: "L’assenza della dichiarazione di Medioleasing Spa milita per l’insussistenza di ipotesi di bancarotta".
Appignano si prepara ad accogliere una serata di riflessione, memoria e partecipazione civile. Venerdì 16 gennaio, alle ore 21:00, il Teatro Comunale “G. Gasparrini” ospiterà l’evento “Costituzione – le radici del futuro”, un appuntamento aperto a tutta la cittadinanza per riscoprire e approfondire i valori fondanti della Costituzione italiana, pilastro della democrazia e riferimento essenziale per costruire il futuro del Paese.
Ospite centrale della serata sarà Gianfranco Pagliarulo, Presidente nazionale dell’ANPI. Sarà presente anche Francesco Rocchetti, presidente del Comitato provinciale ANPI di Macerata. Ad arricchire l’incontro, gli interventi musicali della GANG – full band, che accompagneranno il pubblico in un percorso tra parole e musica, intrecciando memoria e attualità in una forma espressiva capace di coinvolgere ed emozionare.
L’ingresso è libero, con prenotazione consigliata, fino a un massimo di 200 posti disponibili. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con le ANPI di Montecassiano, Montefano e ANPI provinciale di Macerata, con il patrocinio del Comune di Appignano.
Un’occasione preziosa per riflettere insieme sulle radici della nostra Repubblica e sul valore della Costituzione come guida per le sfide del presente e del futuro.
Porte aperte alla Marche International School, che nei prossimi giorni accoglierà famiglie, bambini e ragazzi in occasione dell'Open Day dedicato alla presentazione dell'offerta formativa bilingue e internazionale dell’istituto.
L’iniziativa si svolgerà nella sede di Contrada Foce Asola 28/A con un doppio appuntamento: sabato 24 gennaio, dalle 15.30 alle 18.30, sarà dedicato alla Scuola Secondaria di primo grado, mentre domenica 25 gennaio, dalle 9.30 alle 12.30, l’Open Day coinvolgerà la Scuola Primaria e la Scuola dell’Infanzia.
Durante le giornate, le famiglie avranno la possibilità di visitare gli spazi scolastici, incontrare docenti e staff educativo e approfondire il modello didattico della scuola, che affianca il curriculum italiano a un percorso strutturato di insegnamento in lingua inglese fin dalla prima infanzia. Un'impostazione pensata per favorire lo sviluppo di competenze linguistiche solide e un approccio aperto e internazionale all’apprendimento.
Ampio spazio sarà riservato ai laboratori didattici attivi, ideati per coinvolgere direttamente bambini e ragazzi in attività pratiche, creative e collaborative. Un’occasione concreta per sperimentare l’approccio educativo della Marche International School, fondato sull’apprendimento esperienziale, sullo sviluppo del pensiero critico e sull’educazione interculturale.
L’Open Day rappresenterà anche un momento di confronto diretto con la direzione e il personale scolastico, durante il quale sarà possibile approfondire temi legati alla continuità didattica, alla preparazione linguistica, all’attenzione per la crescita emotiva degli studenti e all’orientamento verso il futuro scolastico e professionale. La partecipazione è aperta alle famiglie interessate; è gradita la prenotazione.
Questa mattina il Direttore Generale di Andrea Bocelli Foundation, Laura Biancalani, e il Commissario Straordinario per la ricostruzione post-sisma 2016, Guido Castelli, hanno fatto visita al cantiere del nuovo Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato "R. Frau" di San Ginesio, per verificare da vicino lo stato di avanzamento dei lavori e condividere con la comunità locale le prossime tappe del progetto.
I lavori procedono secondo cronoprogramma e il nuovo complesso scolastico è destinato ad aprire le proprie porte agli studenti a partire dal prossimo settembre, restituendo al territorio un presidio educativo strategico per la formazione tecnica e professionale delle giovani generazioni. Una fase decisiva dunque di un progetto che rappresenta una iniziativa pilota a livello nazionale per l’approccio innovativo che unisce pubblico e privato in un modello collaborativo fondato su co-programmazione, co-progettazione e co-esecuzione.
Su incarico del Commissario per la Ricostruzione, Andrea Bocelli Foundation opera come progettista e project manager, attraverso il proprio team multidisciplinare, lavorando in stretta sinergia con gli uffici commissariali, con il Comune di San Ginesio e con la scuola. Con l’istituto, in particolare, è stato avviato fin dalle prime fasi un percorso di progettazione partecipata che ha coinvolto il corpo docente tramite incontri dedicati e visite in cantiere, un dialogo che prosegue tuttora nella definizione degli allestimenti e degli spazi educativi.
L’edificio scolastico, che sorge su una superficie di oltre 2.000 metri quadrati, è stato pensato come un complesso moderno e antisismico, dotato di impianto fotovoltaico da 40 kWp e certificato in classe IV, ovvero costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche. Tre blocchi adiacenti, vere e proprie “scatole della scienza”, ospiteranno attività scolastiche, laboratoriali, sportive e ludico-creative, anche all’aperto, con spazi flessibili, inclusivi e funzionali ai diversi stili di apprendimento.
L’IPSIA “R. Frau” di San Ginesio si configura come un laboratorio permanente di ricerca e innovazione nell’ambito della Vocational Education and Training, con laboratori professionali dedicati ai percorsi di Industria e artigianato per il Made in Italy e Manutenzione e assistenza tecnica. Corridoi e spazi comuni diventeranno naturali estensioni delle aule, pensati non come ambienti di passaggio ma come luoghi di dialogo, progetto e co-costruzione di competenze, in costante relazione con il tessuto produttivo locale. In questa prospettiva, l’Istituto punta a diventare un motore di sviluppo territoriale, investendo sui giovani e sul rilancio delle eccellenze italiane.
Dal punto di vista tecnico e finanziario, l’intervento rientra nell’Ordinanza Speciale n. 9 del 2021 e prevede un investimento complessivo pari a 9.135.755,38 euro. Il finanziamento originario, pari a 7.453.035,50 euro, è stato successivamente integrato per adeguare il quadro economico al progetto approvato in Conferenza dei Servizi e al livello esecutivo validato. Una quota pari a 826.194,60 euro è destinata a progettazione, direzione lavori e sicurezza ed è stata donata da Andrea Bocelli Foundation, mentre la restante parte è coperta dalla contabilità speciale della Struttura Commissariale.
«Per Andrea Bocelli Foundation – ha commentato Laura Biancalani, Direttore Generale della Fondazione – San Ginesio rappresenta un tassello essenziale di un percorso che portiamo avanti da anni nelle Marche. Con questo intervento vogliamo contribuire a creare un ambiente educativo bello, sicuro e generativo, in cui ragazze e ragazzi possano formarsi e prepararsi al futuro professionale restando legati alla propria comunità. È il segno di un impegno che va oltre l’emergenza».
«La ricostruzione post-sisma significa restituire prospettive, lavoro e fiducia alle comunità colpite – dice il Commissario Straordinario Guido Castelli – Il nuovo IPSIA “R. Frau” è un esempio concreto di collaborazione pubblico-privato capace di generare interventi di alta qualità, mettendo al centro la formazione dei giovani e lo sviluppo dei territori dell’Appennino centrale. La formazione tecnica e professionale è una leva decisiva per il futuro delle aree colpite dal sisma, perché collega la scuola al lavoro. Scuole sicure, efficienti e di qualità offrono alle famiglie una prospettiva concreta di restare e rendono i territori più attrattivi, come sta avvenendo a San Ginesio, San Severino Marche e Camerino».
L’intervento sull’IPSIA “R. Frau” si inserisce in un percorso più ampio che vede Andrea Bocelli Foundationimpegnata, dal sisma del 2016, in numerosi progetti di ricostruzione scolastica nelle Marche, tra cui la scuola media “Giacomo Leopardi” di Sarnano, la scuola primaria e dell’infanzia “E. De Amicis” di Muccia, l’ABF Hub Educativo 0-11 di Sforzacosta e l’Istituto “Ugo Betti” di Camerino.
Nel quadro complessivo della ricostruzione del patrimonio scolastico post-sisma, nelle Marche sono previsti 225 interventi su edifici scolastici, per un importo totale di 720,21 milioni di euro. A livello di cratere sismico 2016-2017, sono programmati 455 interventi per un investimento di circa 1,5 miliardi di euro, confermando la scuola come priorità strategica per la rinascita dei territori.
Si aprono domani, 13 gennaio, le iscrizioni all’anno scolastico 2026-2027, una scadenza importante per famiglie e studenti chiamati a scegliere il proprio futuro formativo. Tra le proposte più innovative del territorio spicca quella dell’Ipsia “Renzo Pocognoni”, sede “Ercole Rosa” di San Severino Marche, che introduce il nuovo modello di studi “4+2”, destinato a rappresentare il futuro dell’istruzione professionale.
Il percorso 4+2 consente di conseguire il diploma in quattro anni, allineando l’Italia agli standard europei che prevedono il completamento del ciclo scolastico a 18 anni. Si tratta di un titolo di studio pienamente equivalente al tradizionale percorso quinquennale, ottenuto attraverso una riorganizzazione del monte orario, senza riduzione dei contenuti formativi e con l’eliminazione delle lezioni del sabato.
A San Severino Marche il nuovo indirizzo prende il nome di “Tecnologie per gli impianti termici e le energie rinnovabili” e punta a formare tecnici specializzati nel settore impiantistico e termico, con competenze avanzate legate alle fonti energetiche rinnovabili, ambito sempre più centrale nel mercato del lavoro.
Il modello 4+2 offre ai diplomati un accesso più rapido al mondo del lavoro, ma non preclude la possibilità di proseguire gli studi, sia all’Università sia negli Istituti Tecnici Superiori (ITS). Un’opportunità concreta in un contesto in cui gli istituti professionali registrano tassi di occupazione prossimi al 100%.
Le aziende dell’alto maceratese manifestano infatti una crescente difficoltà nel reperire personale tecnico qualificato, a fronte di una domanda di competenze specialistiche che spesso rimane insoddisfatta. Il nuovo percorso mira a colmare questo divario, rafforzando il legame tra scuola e sistema produttivo.
Un ruolo centrale sarà svolto dalle attività pratiche e laboratoriali, realizzate anche all’interno delle aziende partner, per favorire un approccio diretto e concreto al lavoro. L’obiettivo è permettere agli studenti di “imparare facendo” e di visualizzare fin da subito il proprio futuro professionale.
Per conoscere nel dettaglio l’offerta formativa e le date delle giornate di scuola aperta, è possibile consultare il sito ufficiale dell’istituto: www.ipiapocognoni.edu.it.
L’Ipsia “Ercole Rosa” rappresenta una delle realtà scolastiche più storiche del territorio. Fondato nel 1895 come scuola serale complementare per operai, nel corso dei decenni ha attraversato numerose trasformazioni, diventando nel 1911 scuola d’arte applicata all’industria e assumendo successivamente la denominazione di Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato. Intitolato al concittadino Ercole Rosa, l’istituto ha accorpato negli anni diverse sedi dell’entroterra maceratese, mantenendo intatto il proprio prestigio e la capacità di evolversi.
Oggi, con l’introduzione del percorso 4+2, il Professionale di San Severino Marche conferma la propria vocazione: coniugare tradizione e innovazione, formando le professionalità di cui il territorio ha bisogno.
Un altro passo avanti nel percorso di recupero delle strutture monumentali e dei luoghi della memoria della città: l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione (USR) della Regione Marche ha ufficialmente approvato il progetto esecutivo relativo all'intervento denominato “Riparazione danni cimitero di Pitino con cappella” concedendo al Comune di San Severino Marche, in qualità di soggetto attuatore, la somma di 238.610,00 euro quale contributo ammissibile per l'esecuzione delle opere.
Il progetto rientra nel quadro delle disposizioni dell'Ordinanza n. 137/2023 del Commissario Straordinario per la Ricostruzione Sisma 2016, senatore Guido Castelli. La gestione della procedura è affidata al responsabile unico del procedimento, il geometra Massimo Boldrini.
L'approvazione definitiva del progetto esecutivo e la concessione del finanziamento rappresentano il passaggio fondamentale per l'avvio della fase di affidamento dei lavori. L'obiettivo è riparare completamente i danni subiti dal cimitero e, in particolare, dalla cappella restituendo decoro e sicurezza a un sito di grande valore per la comunità locale.