di Paola Pauri Instagram: paolapauri11

L’inganno dei sentimenti: perché abbiamo dimenticato l’arte di sentire

L’inganno dei sentimenti: perché abbiamo dimenticato l’arte di sentire

La dittatura della mente sulle sensazioni ci priva della libertà e ci condanna a relazioni poco autentiche. A volte si crea una frattura che separa ciò che avvertiamo sulla pelle da ciò che decidiamo di raccontarci. Già agli albori della filosofia, Eraclito di Efeso intuiva che la natura profonda del cosmo risiede nel cambiamento continuo: tutto scorre e muta forma. Le nostre sensazioni non erano inganni, ma gli unici strumenti in grado di mantenerci agganciati a questo flusso perpetuo. Tuttavia, la filosofia successiva, intimorita dall'instabilità di un mondo senza punti fissi, ha preferito attribuire il primato al pensiero per arginare il caos. Gli Stoici, più di tutti, cercarono di addomesticare le passioni, traducendo le impressioni immediate in giudizi razionali. La ragione divenne così un freno necessario a disinnescare la potenziale confusione generata dai molti stimoli della realtà. Di questo stesso avviso sembra essere lo scrittore Igor Sibaldi, che in una sua intuizione linguistica scompone i meccanismi con cui nominiamo il nostro mondo interiore. In particolare spiega come le parole "sentimento" e "sensazione", pur derivando entrambe dal verbo sentire, descrivano due movimenti opposti dello spirito. Il sentimento (-mento), come molte parole che terminano con questo suffisso, indica un'azione, un processo attivo sostenuto dalla ragione che seleziona ciò che conferma una visione già costruita. È una scelta rassicurante, ma anche profondamente limitante. La sensazione (-zione), invece, indica una ricezione, un'accoglienza della realtà senza filtri, una percezione che illumina e orienta. Chi sa accogliere le sensazioni non vive in una struttura rigida, non rimane ancorato al passato, ma resta costantemente aperto al cambiamento. Oggi assistiamo al trionfo dei sentimenti artificiali a discapito delle sensazioni autentiche. Spesso, senza rendercene conto, rimaniamo intrappolati in relazioni – di coppia, di amicizia o professionali – che hanno ormai esaurito la loro forza vitale. Continuiamo a portarle avanti per inseguire la coerenza, per difendere un'idea romantica o per rispondere a un mandato sociale. Ma chi ha davvero il coraggio, dopo anni di convivenza, di guardare l'altro negli occhi e chiedersi, liberandosi da ogni sovrastruttura: «Cosa percepisco in questo esatto momento? È ancora la stessa vibrazione o qualcosa è cambiato in me, nell'altro, nel noi?» Svincolare la sensazione dalla razionalità significa attivare un pensiero creativo, l'unico capace di farci sperimentare l'impatto autentico della realtà su di noi. Naturalmente, scegliere di vivere seguendo le proprie sensazioni è una strada impegnativa. Richiede presenza, equilibrio interiore e la maturità necessaria per sostenere il peso delle proprie risonanze emotive senza fuggire.   Ma è anche il prezzo della libertà. Ripartendo dalla verità del corpo e della percezione immediata possiamo sottrarci alle manipolazioni esterne e rifiutare il giudizio facile, figlio di un sentimento che, troppo spesso, qualcun altro ha costruito al posto nostro.

12/07/2026 11:20
Emanuele Filiberto di Savoia, il volto inedito di un principe tra ricordi d'infanzia, beneficenza e verità storica (FOTO)

Emanuele Filiberto di Savoia, il volto inedito di un principe tra ricordi d'infanzia, beneficenza e verità storica (FOTO)

PORTO RECANATI - Siamo all'Abbazia di Santa Maria in Potenza a Porto Recanati. Questa sera la storia millenaria di una dinastia si spoglia della rigidità dei protocolli per farsi condivisione. Accolti dal calore dei padroni di casa, Stefano Rossi e Franca Ottaviani, ci si ritrova immersi in un'atmosfera sospesa tra passato e presente. L'occasione è nobile: un gran gala di beneficenza in favore dell'Opera Nazionale di Assistenza per gli Orfani dei Militari di Carriera dell'Esercito, organizzato dalla Sezione Giovanile della Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon. A catturare lo sguardo è l'ospite d'onore: il Principe Emanuele Filiberto di Savoia. Si muove tra la gente con la compostezza innata che il suo nome esige, eppure nei suoi occhi brilla la luce di una visione ampia, uno spirito allegro e aperto che sorprende chi si aspetta la freddezza di un blasone. Nato a Ginevra e rimasto lontano dall'Italia fino al 2002, Emanuele Filiberto non nasconde l'amore per il suo Paese: "È stato difficile mantenere la distanza da esiliato", confessa. Mentre lo dice, lo sguardo si fa intenso, velato da una dignitosa nostalgia. Poi il ritorno in Italia, la televisione, i reality e la vittoria a "Ballando con le stelle", che lo hanno fatto conoscere al grande pubblico. Oggi quell'esposizione mediatica si è trasformata nel carburante per una missione di beneficenza internazionale, che lo vede impegnato in numerose iniziative anche fuori dai confini italiani. Parlando, gli si illuminano gli occhi quando ricorda con orgoglio i quattro campionati del mondo di sci nautico vinti dalla madre Marina Doria. Alla domanda su quale sia il suo Daimon, ovvero il talento per cui sente di essere nato, risponde con una battuta: "Non ho un Daimon!". Poi racconta che da bambino avrebbe voluto fare l'astronauta. Uomo eclettico, ha trovato la sua voce anche nella scrittura. Parla con affetto del libro dedicato alla nonna paterna Maria José, passata alla storia come la "Regina di Maggio", nel quale ripercorre i ricordi dell'infanzia trascorsa con lei durante l'esilio in Svizzera. Un soprannome nato dal fatto che Maria José fu regina consorte d'Italia per appena un mese, dal 9 maggio al 13 giugno 1946, tra l'abdicazione di Vittorio Emanuele III e la proclamazione della Repubblica. Il momento più politico della serata arriva quando il Principe prende la parola davanti agli ospiti. Il riferimento è alle celebrazioni per gli 80 anni della Repubblica. "Nel 2026 sono stati celebrati gli ottant'anni della Repubblica con cerimonie, convegni e molta retorica - afferma Emanuele Filiberto -. Noi cittadini leali e rispettosi osserviamo tutto con dignità istituzionale. Ma attenzione: il rispetto non significa il silenzio. Abbiamo il dovere di ricordare una verità storica che troppi vorrebbero occultare: se la Repubblica compie ottant'anni, il Regno d'Italia è durato 85. Senza la lungimiranza di Casa Savoia, senza lo Statuto Albertino, senza il Parlamento, senza il sacrificio dei nostri soldati dall'Isonzo al Piave, noi oggi non avremmo un Paese unito da celebrare". Il Principe rivendica quindi una lettura più ampia della storia italiana: "La nostra non è nostalgia, ma amore per la verità, senza tacere ombre e responsabilità. Come sapete, io non ho mai esitato a condannare in modo netto le infamie di un ventennio; ma l'errore di una stagione non può cancellare la grandezza di un secolo e mezzo di storia. La Patria è nata prima, ed è nata con Casa Savoia". L'immagine che emerge è quella di un uomo che ha saputo fare pace con il proprio passato, trasformando il peso e l'onore di un cognome storico in uno stimolo rivolto alle nuove generazioni. Un concetto che sintetizza con una frase: "Il futuro non si aspetta, ma si conquista".  

11/07/2026 11:00
La Negative Capability: saper sostare nell’incertezza per permettere alla vita di svelarsi

La Negative Capability: saper sostare nell’incertezza per permettere alla vita di svelarsi

C’è un’ansia contemporanea che tende a voler analizzare ogni istante della nostra esistenza. Viviamo con l’esigenza della spiegazione immediata, della risposta istantanea. Eppure, la nostra vita emotiva più profonda rifiuta la linearità. Vi sono incontri o deviazioni del destino che accadono senza un apparente motivo razionale, momenti in cui avvertiamo un’energia o un’inquietudine di cui non riusciamo a comprendere il reale significato. La nostra reazione automatica è il controllo. Vogliamo capire subito, aggiustare il tiro, incasellare l’imprevisto nei confini rassicuranti della razionalità. Ma voler chiarire tutto troppo presto significa spesso ridurre il mistero a una realtà ben più banale di quella che stiamo effettivamente vivendo. È in questi frangenti che ci viene richiesta una specifica competenza emotiva: la capacità di vivere nella realtà per quella che è, sapendo abitare il dubbio e sostare nell’incertezza. Forzare gli eventi per dare loro un senso immediato significa impoverire l’esperienza stessa. Il poeta John Keats la definiva «capacità negativa» (Negative Capability), ovvero l'abilità di persistere nel mistero e nel disagio del non sapere, senza l’ossessione di dover raggiungere una certezza razionale. Dobbiamo uscire dalla pretesa di consumare tutto rapidamente, persino i significati, perché le transizioni più importanti della nostra vita hanno bisogno di oscurità per operare la loro metamorfosi. Se la luce della ragione è troppo forte e precoce, finisce per accecarsi anziché illuminarci. La vita richiede il rispetto di una sintassi precisa: non possiamo pretendere la spiegazione prima del vissuto. Il senso profondo di ciò che ci accade emerge soltanto dopo che l’esperienza ha attraversato le quattro stazioni del suo flusso naturale. La prima è l'intuizione. Accade qualcosa che non riusciamo a comprendere, avvertiamo una sottile confusione. Riusciamo soltanto a percepire un’energia nell’aria, ma la logica è ancora cieca. È quel «non so che» che ci lascia sospesi. In questa fase, il tentativo di razionalizzare è un errore: l’intuizione non va spiegata, va protetta, accettando il disagio di avvertire qualcosa che non sappiamo ancora nominare. Poi, quell'energia si traduce in sentimento, in risonanza emotiva. Cominciamo a sentire l'evento prima ancora di pensarlo. Può manifestarsi come una forma di malinconia, o al contrario come un’euforia immotivata, una sensazione di estraneità o di profonda attrazione. È la fase in cui l'esperienza si incarna. Saper «stare nel sentimento» significa non anestetizzarlo, non cercare una giustificazione logica per farlo svanire, ma accoglierlo come una transizione necessaria. Segue la metabolizzazione nel silenzio. È un processo sotterraneo, lento e invisibile. La realtà ci ha colpito, il sentimento ci ha attraversato, e ora l'esperienza deve essere assimilata dal nostro essere. Richiede tempo, un tempo non negoziabile che non risponde alle logiche industriali dell'efficienza. In questo stadio sembra non succedere nulla, e invece sta succedendo tutto. È qui che si sperimenta la vera forza: quella di permettere alla vita di esprimersi. Infine, si approda alla comprensione. Al termine di questo viaggio interiore emerge una rivelazione spontanea: la situazione si spiega a noi da sé, assumendo naturalmente la sua forma corretta. A questo punto non abbiamo semplicemente trovato una risposta a un quesito, ma siamo cambiati noi attraverso il processo. Accettare che alcune esperienze siano dei passaggi intermedi – ponti di cui non conosciamo la destinazione – richiede il coraggio di una passività feconda. Significa saper dire a noi stessi: «Non capisco cosa stia succedendo, ma resto qui a guardare». Solo quando l’ansia da controllo si sarà finalmente placata, la realtà si svelerà da sé, donandoci il senso profondo di ciò che ci abita.

05/07/2026 11:10
La Rai ad Ancona, bagno di folla per De Martino e Banfi alla presentazione dei nuovi palinsesti

La Rai ad Ancona, bagno di folla per De Martino e Banfi alla presentazione dei nuovi palinsesti

La Rai esce dai suoi spazi tradizionali per ritrovare il contatto diretto con il pubblico, le piazze e i territori. È questo il messaggio lanciato dall’amministratore delegato Giampaolo Rossi in occasione della presentazione dei Palinsesti Rai 2026-2027, ospitata ieri venerdi 3 luglio al Teatro delle Muse di Ancona, che per un giorno è diventato il cuore della televisione italiana. La giornata si è aperta con il confronto tra i vertici dell’azienda e la stampa, al quale ha preso parte anche l’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi, per poi concludersi con una serata di gala riservata agli ospiti. Nel pomeriggio Piazza della Repubblica si è trasformata in un vero e proprio red carpet. Centinaia di persone hanno accolto i protagonisti della nuova stagione televisiva. Il più atteso è stato Stefano De Martino, reduce dal successo di Affari Tuoi, che si è fermato a salutare il pubblico tra selfie e autografi. Grande affetto anche per Lino Banfi, accolto con un lungo applauso. Tra i protagonisti del photocall anche Elettra Lamborghini, indicata come una delle principali novità della stagione televisiva, insieme a Caterina Balivo, Tiberio Timperi, Alberto Matano, Marco Liorni, Elenoire Casalegno, Luca Barbarossa, Ema Stokholma, Gigi Marzullo, Lello Arena, Massimo Giletti, Roberta Bruzzone, Salvo Sottile, Monica Setta, Serena Rossi, Eleonora Daniele, Elisa Isoardi e Vittorio Brumotti, Piero Chiambretti, Sal Da Vinci, Luca Barbareschi. Alle 20.45 il pubblico si è spostato all'interno del Teatro delle Muse, dove la serata è stata impreziosita dall'esibizione di Gianna Nannini. Da sola sul palco, accompagnata dal pianoforte, l'artista ha regalato una performance intensa ed energica, accolta da una lunga standing ovation. La presentazione ufficiale dei palinsesti era iniziata già in mattinata con gli interventi dei vertici Rai. «Portare la Rai fuori dai suoi spazi tradizionali per ricondurla nelle piazze, nelle vie, tra le persone e nei territori», ha spiegato Giampaolo Rossi, illustrando la filosofia che ha portato per la prima volta la presentazione dei palinsesti lontano dagli storici centri di produzione dell'azienda. Un concetto condiviso anche dall’amministratore delegato di Rai Pubblicità, Luca Poggi. Successivamente i direttori delle reti hanno illustrato le principali novità della stagione, rispondendo alle domande dei giornalisti. Tra i temi che hanno suscitato maggiore interesse resta ancora aperta la questione del futuro di "Chi l'ha visto?", con il nome dell'erede di Federica Sciarelli ancora da definire. Tra le principali conferme spiccano Carlo Conti con Tale e Quale Show, Antonella Clerici alla guida di The Voice, Milly Carlucci con Ballando con le Stelle, Bruno Vespa con Cinque Minuti, Geppi Cucciari con Splendida Cornice, oltre ai programmi di approfondimento affidati a Massimo Giletti, Riccardo Iacona e Sigfrido Ranucci. Per Stefano De Martino la Rai punta ancora più in alto: oltre a confermarlo alla guida di Affari Tuoi, gli affiderà anche il Festival di Sanremo 2027 e l'edizione successiva. Tra le novità della prima serata figura "Le cose che non sai", il nuovo programma di Eleonora Daniele, mentre su Rai 2 Salvo Sottile prenderà il timone di Ore 14, Roberto Inciocchi debutterà con un nuovo talk politico e sociale, Francesca Fagnani tornerà con Belve ed Elettra Lamborghini sarà la nuova conduttrice di Boss in Incognito. Nel daytime resteranno punti fermi Mara Venier con Domenica In, Caterina Balivo con La Volta Buona, Alberto Matano con La Vita in Diretta, Marco Liorni con L'Eredità, Massimiliano Ossini e Daniela Ferolla a Unomattina, insieme agli appuntamenti con Eleonora Daniele e Antonella Clerici. Spazio infine anche alle seconde serate, con Vittorio Brumotti alla guida di Ultima Chiamata, il ritorno di Fiorello con La Pennicanza e Nunzia De Girolamo che continuerà a condurre Ciao Maschio, preceduta da Elisa Isoardi con Bar Centrale.

04/07/2026 17:50
Il nuovo lusso della porta accanto: perché gli italiani scelgono la "vacanza satellite"

Il nuovo lusso della porta accanto: perché gli italiani scelgono la "vacanza satellite"

Meno voli intercontinentali, più borghi e turismo a corto raggio. I dati della stagione inaugurano l'era dello «slow travel»: la riscoperta del tempo ritrovato e la fine dello stress da grande partenza. L'immagine dei grandi esodi estivi sta cambiando pelle. C’è stata un’epoca in cui la riuscita di una vacanza si misurava in fusi orari attraversati e timbri sul passaporto. Oggi, la fotografia scattata a inizio estate ci mostra qualcosa di profondamente diverso. Le code estenuanti ai check-in degli aeroporti cedono il passo a un caricamento bagagli decisamente più rilassato. La meta non è più una capitale asiatica o un atollo caraibico, ma un borgo medievale a due ore di auto da casa . È l’inizio dell'era della «vacanza satellite». A confermare il cambio di rotta sono i numeri. L’ultima indagine condotta da Federalberghi in collaborazione con Tecnè rivela che ben 16 milioni di italiani si sono messi in viaggio subito dopo la chiusura delle scuole, prediligendo i confini nazionali. Di questi, circa il 90% ha scelto le cosiddette mete satellite: borghi secondari, località di campagna e laghi minori, preferendo accorciare la durata dei singoli soggiorni. Da questi dati emerge una chiara tendenza: gli italiani stanno imparando a viaggiare in modo più intelligente, flessibile e, soprattutto, meno stressante. Questo nuovo modello di consumo trova una sponda economica precisa nell'ultimo monitoraggio dell'Osservatorio Turismo di Confcommercio. I dati della confederazione rivelano infatti che la spesa media pro capite per chi si è messo in viaggio a giugno è stata di 468 euro, per un giro d’affari complessivo che ha già toccato i 7,5 miliardi di euro. A spingere questa micro-mobilità è soprattutto l'auto propria, scelta come mezzo di trasporto da ben il 73,9% dei viaggiatori. L'automobile si riprende così il ruolo di passaporto per la libertà, permettendo spostamenti agili, tappe impreviste e una gestione del tempo totalmente autonoma. Si riduce la durata del viaggio, è vero, ma si moltiplicano le partenze durante l’anno. Non è una rinuncia, bensì una scelta consapevole. Le mete satellite sono quelle località che orbitano intorno ai grandi attrattori turistici, ma che mantengono intatto un ritmo di vita autentico. Se le grandi città d'arte registrano il tutto esaurito, i viaggiatori scivolano spontaneamente verso territori capaci di offrire una pluralità di paesaggi in pochi chilometri. In tale scenario, le Marche emergono come il laboratorio ideale di questo nuovo turismo. È una regione dove il concetto di prossimità trova la sua massima expressione. Chi cerca il silenzio e la disconnessione può trovarla tra i sentieri dei Monti Sibillini, camminando tra leggende e crinali sospesi; a pochi chilometri di distanza, la stessa giornata può concludersi in una caletta nascosta della costa adriatica, magari all'ombra del Conero. Questo dinamismo è sostenuto anche da precise politiche di riqualificazione e valorizzazione della bellezza del territorio. Località che fino a pochi anni fa erano considerate semplici tappe di passaggio o mete "minori", oggi si riscoprono protagoniste di una nuova accoglienza, fatta di ospitalità diffusa e turismo esperienziale. Dietro il nuovo trend non c'è solo una saggia gestione del budget economico, ma un mutamento psicologico. Abbiamo capito che la vacanza non può trasformarsi nell'ennesima fonte di ansia, scandita da tabelle di marcia forzate. Lo slow travel risponde a un bisogno terapeutico di disconnessione reale. Tre giorni passati in un agriturismo a chilometro zero, tra le colline marchigiane coltivate a vite e ulivi, hanno oggi il potere di rigenerare lo spirito e il corpo più di una forsennata rincorsa alla coincidenza aerea perfetta. Siamo di fronte a una piccola rivoluzione culturale. Per decenni abbiamo associato il riposo alla distanza, convinti che la qualità dell'esperienza fosse direttamente proporzionale ai chilometri percorsi. Questo inizio d'estate ci dimostra il contrario: l’esotico non è necessariamente lontano, ma risiede nella nostra capacità di guardare con occhi nuovi ciò che ci circonda. Scegliere la prossimità significa fare pace con il tempo, trasformando il viaggio da una prestazione geografica a una riscoperta interiore. La vacanza, finalmente, sta tornando a essere ciò che era in origine: non una fuga verso un altrove indefinito, ma uno stato d’animo da ritrovare a pochi passi da casa.

03/07/2026 18:40
Phoenix Festival, a Camerino arrivano gli Zero Assoluto: due giorni di musica e spettacolo (VIDEO)

Phoenix Festival, a Camerino arrivano gli Zero Assoluto: due giorni di musica e spettacolo (VIDEO)

CAMERINO – Rinascere attraverso le vibrazioni della musica e l'energia delle nuove generazioni. Come la fenice mitologica che risorge dalle proprie ceneri, il Phoenix Festival di Camerino si appresta a inaugurare la sua ottava edizione. L'appuntamento, presentato in conferenza stampa, accenderà i riflettori il 3 e 4 luglio 2026 presso gli impianti sportivi del CUS (Centro Universitario Sportivo), in località Le Calvie. Nato dall'intuizione e dalla resilienza del Movimento Giovanile Panta Rei – guidato dalla presidente Alessia Piervenanzi e supportato da un team di settanta ragazzi del territorio – il festival è diventato negli anni il simbolo della rinascita culturale dell'entroterra marchigiano dopo le ferite del sisma.  Un'organizzazione corale che vede la stretta collaborazione dell'associazione Musicamdo e il patrocinio dell'Unione Montana Marca di Camerino, uniti per dimostrare che anche le aree interne possono attrarre grandi eventi di respiro nazionale. Alla conferenza stampa, oltre ad Alessia Piervenanzi, hanno preso parte il sindaco di Camerino Roberto Lucarelli e il rettore dell'Università di Camerino (Unicam), Graziano Leoni. Il cartellone di quest'anno promette di far ballare un pubblico trasversale, unendo generazioni diverse sotto lo stesso cielo estivo. Per l'occasione è stata potenziata anche l'offerta gastronomica, con un'area food truck e servizi di bar e ristoro ampliati per accogliere al meglio i visitatori. Venerdì 3 luglio, con ingresso gratuito, la serata si aprirà con il dj set di Emanuele Saltari, seguito dall'esibizione dei Riots, band emergente della scuola superiore. Il main act sarà affidato agli Hybrid Light, European Linkin Park Cover Band, mentre la chiusura sarà affidata all'1HOUR Party, il format in cui ogni ora cambia il genere musicale. Sabato 4 luglio, con ingresso a pagamento, saliranno sul palco il dj Saiko, quindi Ventura per il warm-up, mentre il momento più atteso sarà il concerto degli Zero Assoluto, in programma alle 21.30. A chiudere la manifestazione sarà il dj set firmato Multiradio con Giusi Minnozzi, Dj Dok ed Emanuele. Le prevendite per la serata del 4 luglio sono disponibili sulla piattaforma Ciaotickets. Il rettore Graziano Leoni ha voluto sottolineare la centralità e il valore strategico dell'evento per l'ateneo: «Per la nostra università, che ospiterà la manifestazione presso le strutture del CUS, il Phoenix Festival rappresenta una vetrina straordinaria. È l'occasione ideale per mostrare la vitalità del nostro campus e presentare la nuova offerta formativa. Tutti i generi musicali hanno la propria dignità e forza espressiva, perché capaci, ciascuno a suo modo, di unire e parlare direttamente al cuore dei ragazzi». A chiusura dell'incontro, gli organizzatori hanno espresso un sentito ringraziamento ad Alessandro Gentilucci, presidente dell'Unione Montana Marca di Camerino, e all'ingegner Stelvio Calafiore, da sempre in prima linea nel supporto alla realizzazione dell'evento.

01/07/2026 17:56
Famiglie tossiche: quando la quotidianità diventa una danza sulle uova

Famiglie tossiche: quando la quotidianità diventa una danza sulle uova

Nelle famiglie funzionali, la convivenza è regolata da confini chiari e da scambi prevedibili. Esiste un patto implicito di valori condivisi che permette a ciascuno di sapere dove termina la propria libertà e dove inizia quella dell'altro. Nelle famiglie tossiche, invece, la quotidianità finisce spesso per essere dominata dagli stati d'animo di una sola persona. In questi sistemi familiari il nucleo ruota attorno all'umore instabile di un unico membro dominante. Gli altri componenti si adattano progressivamente, modificano i propri comportamenti e, in molti casi, arrivano ad annullare i propri bisogni. Si impara così, fin dall'infanzia, a vivere in uno stato di costante allerta, cercando di prevedere se la giornata sarà serena oppure segnata da tensioni e conflitti. Dal punto di vista psicologico, questo meccanismo è stato approfondito da John Bowlby, padre della Teoria dell'Attaccamento. I suoi studi hanno evidenziato come l'imprevedibilità della figura di riferimento, il cosiddetto caregiver, favorisca la costruzione di un attaccamento insicuro e ansioso. Per evitare conflitti o reazioni imprevedibili, il bambino può arrivare a reprimere la propria spontaneità e a mettere costantemente in secondo piano emozioni e bisogni. In questi contesti il controllo viene spesso esercitato attraverso il ricatto emotivo e forme di manipolazione sottile. La persona coinvolta finisce così per interpretare questo continuo stato di tensione come una forma di amore, convincendosi di dover conquistare senza sosta l'approvazione dell'altro e di dover sacrificare sé stessa pur di preservare un equilibrio fragile. Il prezzo di questo adattamento emerge spesso nell'età adulta. Chi è cresciuto in un ambiente caratterizzato da queste dinamiche tende infatti a ricercare relazioni che riproducono lo stesso schema, scegliendo partner che alimentano il bisogno di ridimensionarsi, di mettere a tacere la propria voce e di subordinare le proprie emozioni. Si entra così in un circolo vizioso fatto di continua ricerca di approvazione esterna, nel tentativo di sentirsi abbastanza, di meritare affetto e di trovare conferme del proprio valore. In questa prospettiva diventa difficile comprendere che il riconoscimento autentico non può essere ottenuto dagli altri né rappresenta qualcosa da conquistare. L'autostima è invece una dimensione interiore che deve essere costruita e riconosciuta da sé stessi. Quando questo processo non avviene, il rischio è quello di ritrovarsi accanto a persone che non riconoscono i bisogni profondi del partner, ma lo utilizzano come uno strumento attraverso cui alimentare il proprio ego e compensare le proprie fragilità. La possibilità di interrompere questo schema passa attraverso un percorso di consapevolezza. La guarigione inizia nel momento in cui si accetta una verità fondamentale: nessuno può donarci dall'esterno quella stabilità che siamo chiamati a costruire dentro di noi. È necessario smettere di cercare fuori ciò che può nascere soltanto da un lavoro personale. Nessuno può attribuirci un valore se siamo i primi a non riconoscerlo, così come nessuno può tracciare la nostra rotta se non siamo noi, per primi, a scegliere la direzione da seguire.

28/06/2026 11:00
A Villa Berta il calore delle Marche: dove l'impresa sposa il territorio

A Villa Berta il calore delle Marche: dove l'impresa sposa il territorio

San Severino Marche – Cogliere l'anima delle Marche richiede tempo, ma a volte basta un fine settimana nel posto giusto. È quanto accaduto a un gruppo di amici che, provenienti da realtà diverse, si sono ritrovati attorno alla stessa tavola a Villa Berta, a San Severino Marche. Da Monza sono arrivati Giusi Cavenaghi, da anni colonna portante della Fondazione Exodus di Don Mazzi, e Biagio Rubino, production manager nel mondo del cinema e della pubblicità. Con loro anche Don Felice Riva, dell'Opera Don Guanella e cappellano dell'Ospedale Oftalmico di Roma. Il motivo del viaggio? Un weekend all'insegna del relax, ospiti di Otello Moretti nella sua Villa Berta. Il giudizio degli ospiti è stato unanime: Villa Berta è un luogo capace di trasmettere un'atmosfera autentica e rigenerante. Un ambiente immerso nella tranquillità della campagna marchigiana, impreziosito da una proposta gastronomica di alto livello che valorizza sia i migliori tagli di carne sia le specialità di pesce. A colpire maggiormente, però, è stata soprattutto la cordialità e l'umanità con cui vengono accolti gli ospiti. Inaugurata nel settembre 2023, Villa Berta rappresenta l'ultima sfida imprenditoriale di Otello Moretti. Nata come rifugio dedicato a chi desidera allontanarsi dal ritmo frenetico della città per immergersi nella natura, la struttura è diventata in poco tempo un punto di riferimento per chi cerca un'esperienza autentica di ospitalità nelle Marche. L'impegno di Moretti nella valorizzazione del territorio, tuttavia, va ben oltre l'accoglienza. A pochi passi da San Severino Marche sorge infatti Puntoverde Food, azienda alimentare guidata insieme al figlio Enrico Vallesi, specializzata nella lavorazione di prodotti che raccontano la tradizione gastronomica marchigiana. L'azienda realizza sott'oli, sott'aceti, salse, sughi pronti e verdure grigliate, lavorando materie prime selezionate con particolare attenzione alla qualità e alla valorizzazione delle produzioni locali. Lo sguardo della famiglia Moretti si è spinto anche oltre i confini nazionali grazie al progetto "La Pizzeria", nato con l'obiettivo di portare nel mondo la tradizione della pizza italiana attraverso prodotti capaci di coniugare qualità, praticità e gusto autentico, contribuendo alla diffusione del Made in Italy sui mercati internazionali. Per chi desidera trascorrere qualche giorno all'insegna del relax, della buona cucina e dell'ospitalità marchigiana, Villa Berta rappresenta oggi una meta dove natura, impresa e tradizione si incontrano, offrendo un'esperienza che lascia il segno.

28/06/2026 09:40
Le Iene a Pollenza per il taglio del nastro alla CGM: celebrati i 40 anni e il nuovo maxi stabilimento (VIDEO e FOTO)

Le Iene a Pollenza per il taglio del nastro alla CGM: celebrati i 40 anni e il nuovo maxi stabilimento (VIDEO e FOTO)

POLLENZA – Un parterre di autorità e un ospite d’eccezione per testimoniare la svolta storica di una delle realtà più dinamiche del panorama alimentare marchigiano. Filippo Roma, celebre e amato volto della trasmissione televisiva Le Iene, è stato il testimonial d’eccezione all'evento celebrativo di ieri a Pollenza Scalo, dove la CGM SpA ha festeggiato i suoi primi quarant’anni di attività. L’anniversario è coinciso con l'inaugurazione ufficiale di un imponente polo produttivo da 4.000 metri quadrati: una grande festa capace di unire l'intrattenimento, le istituzioni e il mondo dell'impresa in un connubio perfetto Il momento solenne del taglio del nastro ha visto la partecipazione attiva dei vertici del territorio. Il sindaco di Pollenza, Mauro Romoli, ha espresso l'orgoglio della comunità locale per un’azienda che continua a investire e a radicare valore nella regione. Di forte impatto emotivo è stato l'intervento di Gianluca Pasqui, presidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, che ha sottolineato l'importanza del passaggio generazionale e della continuità aziendale: «È fondamentale riuscire a donare ai figli quello che i padri hanno a loro volta consegnato». Successivamente, la nuova struttura è stata consacrata con la benedizione solenne officiata dal parroco, don Jacopo. Per la CGM SpA si tratta del coronamento di un percorso d'eccellenza iniziato nel lontano 1986. Nata dall’intuizione e dalla sinergia dei tre soci fondatori e storici titolari – Giuseppino Marinangeli (presidente del CdA), Giuseppe Giustozzi e Tonino Crocetti –, l'azienda si è trasformata nel corso di quattro decenni da laboratorio gastronomico artigianale a solida società per azioni, capace di imporsi nel mercato nazionale e internazionale. Il fulcro del successo risiede nella capacità di coniugare il rispetto per le ricette tradizionali, prima fra tutte le celebri olive all’ascolana, con i rigidi standard di efficienza richiesti dalla Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e dal canale Ho.Re.Ca. L’investimento nel nuovo stabilimento risponde a precise necessità di crescita strategica. L'ampliamento della capacità produttiva consentirà infatti di soddisfare una domanda globale in forte aumento, ottimizzando i flussi di lavoro. La vera svolta risiede nell'internalizzazione di alcune fasi cruciali della catena di montaggio che prima venivano affidate a partner esterni, garantendo così un controllo totale e integrato sulla qualità finale del prodotto. Grazie all'introduzione di nuovi macchinari di ultimissima generazione, l'azienda beneficerà di una maggiore automazione e, al contempo, getterà le basi per la ricerca e sviluppo di linee inedite. L'innovazione tecnologica andrà così a braccetto con le nuove tendenze di consumo, come quelle già presidiate attraverso la linea vegetale “VegeTiAmo”, o i prodotti studiati per la cottura veloce in forno domestico, capaci di mantenere intatta la fragranza del fritto tradizionale riducendo i grassi. Forte delle più prestigiose certificazioni internazionali, la CGM è oggi pronta a consolidare ulteriormente la propria presenza all’estero, continuando a esportare il gusto autentico del “Made in Marche” non solo in Europa, ma anche in mercati competitivi e complessi come gli Stati Uniti e il Giappone.  

27/06/2026 12:48
I 50 anni di Eurosuole: una notte di emozioni, orgoglio e la musica dei Pooh (FOTO e VIDEO)

I 50 anni di Eurosuole: una notte di emozioni, orgoglio e la musica dei Pooh (FOTO e VIDEO)

CIVITANOVA MARCHE – Mezzo secolo di scarpe, sfide globali e successi, celebrato in una notte dove la commozione ha sposato la grande musica italiana. Germano Ercoli ha festeggiato ieri sera i 50 anni di attività di Eurosuole (1976-2026), trasformando l'Eurosuole Forum in un palcoscenico di ricordi, gratitudine e spettacolo davanti a oltre 900 ospiti, tra familiari, amici e storici collaboratori. La serata si è aperta con le immagini suggestive di un video firmato dal regista Paolo Doppieri, introducendo il momento più atteso: il discorso del fondatore. In venti minuti di intensa lucidità imprenditoriale, Ercoli ha ripercorso non solo la storia della sua azienda, ma anche i grandi scossoni geopolitici ed economici che hanno segnato l'ultimo cinquantennio. Con la franchezza che lo contraddistingue, il patron ha analizzato i passaggi chiave della storia recente: dal terremoto politico di Tangentopoli al traumatico passaggio dalla Lira all'Euro, fino all'ingresso della Cina nel WTO – definito da Ercoli come una vera e propria «colonizzazione dell'Europa» priva di regole – passando per il crac di Lehman Brothers e la recente tempesta della pandemia. Sconvolgimenti globali a cui Eurosuole ha saputo resistere, confermando la sua solidità. Ma la celebrazione è stata rivolta soprattutto al futuro e agli affetti più cari. Ercoli ha accennato alla prossima governance dell'azienda, ipotizzando il passaggio del testimone a un manager professionista o a una realtà strutturata in grado di guidare il Cda, garantendo continuità e prestigio al marchio. Il momento più toccante è stato però il tributo alla moglie Maria Grazia: «Senza di lei tutto questo non sarebbe stato possibile», ha confessato l'imprenditore, ringraziando la compagna di una vita per la pazienza, la dedizione alle figlie e la condivisione di una quotidianità fatta di sacrifici e poche vacanze. Sul fronte istituzionale, l'evento ha visto la partecipazione di figure di primo piano della politica marchigiana e nazionale, che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia Ercoli. Sono intervenuti sul palco la deputata e segretaria regionale della Lega Giorgia Latini, l’assessore regionale Giacomo Bugaro, la sottosegretaria all’Economia Lucia Albano e, in chiusura, il Presidente delle Marche Francesco Acquaroli. La conduzione della serata, affidata a Daniela Gurini, ha vissuto un momento di grande glamour con l'arrivo sul palco di Samanta Togni, celebre volto di La7 e storica vincitrice di “Ballando con le stelle”. Insieme hanno premiato il vero motore dell'azienda: i nove dipendenti che hanno superato i quarant'anni di servizio (Domenico Cattoglio, Mauro Faletra, Pietro Monteverde, Salvina Granata, Maria Cristina Morresi, Mario Pierluigi, Katia Renzi, Giorgio Ruffini e Romina Spargoli), seguiti dai riconoscimenti ai partner storici di Eurosuole, i calzaturifici Green Sport, Jumbo e Vibram. A completare il quadro familiare, il saluto sul palco dei quattro nipoti: Edoardo, Leonardo, Lucrezia e Maria Vittoria. Dopo un elegante aperitivo e la cena allestita negli spazi esterni del Palasport, il ritmo della serata è decollato. Prima con le coreografie di Martina Miliddi, ballerina e presenza fissa nel cast di “Affari Tuoi” su Rai 1, e infine con il colpo di scena che ha infiammato il pubblico: un concerto a sorpresa dei Pooh. La band ha regalato una scaletta intramontabile, facendo cantare ed emozionare la platea fino a tarda notte e sigillando, a suon di hit, una storica pietra miliare del Made in Italy.

21/06/2026 13:00
La spontaneità è ciò che accade in noi, ma senza di noi: seguire l’istinto non è vera libertà

La spontaneità è ciò che accade in noi, ma senza di noi: seguire l’istinto non è vera libertà

Possiamo scegliere che la nostra esistenza sia un flusso indistinto di eventi oppure decidere, consapevolmente, come abitare il tempo. Søren Kierkegaard è il filosofo danese che più di ogni altro ha indagato l’anima di fronte al concetto di libertà. ù Nel suo capolavoro del 1843, Aut-Aut, egli tratteggia due archetipi universali, due modi opposti di concepire l’identità umana e lo sguardo sul mondo: lo stadio estetico e lo stadio etico. L'esteta è colui che fa dell’istante la propria dimora, che vive nella spontaneità dell’istinto e sceglie continuamente l'ebbrezza della novità; il suo unico, vero nemico è la noia. L’etico, al contrario, vive nella continuità, rifiutando la variazione perpetua offerta dalle infinite possibilità. La cultura contemporanea ci ripete spesso: "Sii te stesso, segui l’istinto", illudendoci che la vera libertà coincida con l'assenza di filtri e con l’assecondare immediatamente ogni nostro desiderio. Eppure Kierkegaard, già a metà dell'Ottocento, scardinava questo dogma sostenendo che essere spontanei non significa affatto essere liberi. Significa, paradossalmente, lasciarsi vivere. Il filosofo svelava che la spontaneità è ciò che accade in noi, ma senza di noi. È la reazione istintiva a uno stimolo, un moto dell'anima che precede una decisione consapevole. Quando l'uomo si limita a seguire ciò che sente nell'immediato, non sta esercitando la propria sovranità, ma sta obbedendo a forze biologiche, umorali o ambientali che non ha realmente scelto. L’estetica dunque è ciò per cui l’uomo è spontaneamente quello che è. In questa cornice, l'esteta coltiva il talento con cui nasce solo finché lo diverte, senza alimentarlo, ed insegue i propri desideri per poi smarrire ogni interesse una volta appagati. In questa leggerezza dell’essere non avviene mai una scelta duratura: si diventa, di fatto, schiavi dell'immediato. Legami e doveri vengono rifiutati poiché visti come catene capaci di uccidere l’emozione per la novità. Si vuole possedere solo l'attimo, ma proprio in questo rifiuto di impegnarsi si finisce per svuotarsi. Il seduttore, figura estetica per eccellenza, crede di essere libero perché può cambiare idea ogni giorno; scoprirà invece che la sua libertà è un castello di sabbia. Senza un ancoraggio, la sua personalità si frammenta: l'incapacità di compiere scelte durature lo condanna a rimanere eternamente estraneo a se stesso. Quando l’uomo compie il salto etico smette di subire la propria natura e decide di assumersi la responsabilità. Vivere eticamente significa attuare quel gesto radicale che Kierkegaard chiama "scegliere la scelta". Significa rinunciare alla finta libertà del capriccio passeggero per abbracciare una libertà concreta, fatta di progetti, compiti e legami. L'uomo etico trasforma la propria vita in un disegno dove non accetta passivamente ciò che gli capita di essere, ma decide chi vuole diventare, integrando il proprio passato e il proprio futuro. La libertà, dunque, non risiede nell'assenza di vincoli, ma nella capacità di sceglierli e di mantenerli nel tempo. Finché ci limiteremo a fare semplicemente "ciò che sentiamo", resteremo spettatori passivi di una vita che accade dentro di noi, ma senza il nostro reale consenso. Un autentico atto di ribellione è smettere di lasciarsi vivere e cominciare a costruirsi con responsabilità.

21/06/2026 11:45
Fuori dal Guscio riparte con Ellade Bandini: musica, racconti e grandi emozioni targate Otto Seaside (FOTO e VIDEO)

Fuori dal Guscio riparte con Ellade Bandini: musica, racconti e grandi emozioni targate Otto Seaside (FOTO e VIDEO)

Ha preso il via martedì 16 giugno, nella suggestiva cornice dell’Otto Seaside di Civitanova Marche, la stagione 2026 di Fuori dal Guscio – Traiettorie musicali e di gusto, la rassegna che unisce musica d’autore, alta cucina e convivialità in riva al mare. Il progetto, nato dalla passione dello chef Massimo Garofoli, titolare del ristorante Mescola, si rinnova anche quest’anno grazie alla consolidata collaborazione con Otto Seaside, confermandosi come uno degli appuntamenti più attesi dell’estate civitanovese. Il debutto della rassegna ha avuto come protagonista un autentico gigante della musica italiana: Ellade Bandini. Il batterista ferrarese, forte di una carriera che attraversa oltre sessant’anni di storia musicale del nostro Paese, ha accompagnato alcuni dei più grandi artisti italiani, da Fabrizio De André a Paolo Conte, passando per Mina, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Adriano Celentano, Zucchero e Fabio Concato. Accanto a lui sul palco, Nick Mazzocconi al basso e Jo Laviola al sax, protagonisti di una performance raffinata e coinvolgente. Lo spettacolo, dal titolo Ellade racconta Bandini, si è trasformato in un intenso racconto musicale e umano, nel quale aneddoti, ricordi e momenti di grande ironia si sono intrecciati alle esecuzioni dal vivo. Il pubblico ha così potuto ripercorrere, attraverso la voce e l’esperienza del musicista, alcune delle pagine più significative della canzone d’autore italiana. «Non è una serata di jazz, perché di jazz ce ne saranno tantissime durante la rassegna», aveva spiegato Bandini, anticipando il carattere speciale dell’appuntamento inaugurale. E infatti il concerto ha saputo spaziare tra generi, suggestioni e ricordi, offrendo un’esperienza capace di coinvolgere spettatori di ogni età. Una serata inaugurale di grande qualità, nella quale i sapori proposti dalla cucina e le note della grande musica si sono incontrati dando vita a un’esperienza immersiva e coinvolgente, perfettamente in linea con lo spirito che anima Fuori dal Guscio fin dalla sua nascita. La rassegna prosegue martedì 23 giugno alle ore 21 con il Mauro Mussoni Quintet e il progetto Tempo, un lavoro dedicato alla dimensione più misteriosa, sfuggente e inevitabile dell’esistenza umana. Un nuovo appuntamento che conferma la vocazione della manifestazione a proporre progetti originali e di alto profilo artistico lungo tutto il corso dell’estate.  

19/06/2026 10:20
Spazio ai giovani al Pitti: premiata la creatività dei più piccoli con “Tombolini for Kids” (FOTO e VIDEO)

Spazio ai giovani al Pitti: premiata la creatività dei più piccoli con “Tombolini for Kids” (FOTO e VIDEO)

Non solo stile, performance e dinamismo, ma anche un fondamentale passaggio di testimone generazionale. Nel corso dell'evento al Pitti Immagine, lo stand di Tombolini ha ospitato un momento di grande valore simbolico: la premiazione di "Tombolini for Kids", il progetto educational ideato da Silvio Calvigioni Tombolini e rivolto alle nuove generazioni. A vincere questa edizione del contest è stata la giovanissima Veronica Calvigioni, della scuola primaria di Ripe San Ginesio, con la giacca Zero Gravity "Il Girasole a Modo Mio". Il capo, caratterizzato da un giallo intenso e solare, si ispira ai campi di girasole dei nonni della bambina, da lei scelti come l'emblema perfetto dell'estate, della spensieratezza e della felicità. L'iniziativa nasce con un obiettivo preciso: trasferire ai più piccoli il valore dell'artigianalità e della grande tradizione manifatturiera italiana. Stimolando la creatività e il potere del sogno, il progetto mira a preservare e, al contempo, innovare quel patrimonio culturale che rende il Made in Italy un punto di riferimento insostituibile nel panorama internazionale. Con questo appuntamento fiorentino, Tombolini ribadisce così la sua formula per il futuro della moda maschile. Una visione che non si limita alla teoria, ma che passa attraverso l'insegnamento di un sapere pratico e manuale, indispensabile per tramandare intatta una tradizione sartoriale che affonda le sue radici in sessant’anni di storia e di eccellenza.

18/06/2026 19:32
Tombolini a Pitti Uomo 110: eleganza dinamica tra sport e sartoria (FOTO e VIDEO)

Tombolini a Pitti Uomo 110: eleganza dinamica tra sport e sartoria (FOTO e VIDEO)

FIRENZE – C’è un filo conduttore che unisce la disciplina di un campo da gioco alla precisione di un taglio sartoriale. A tracciarlo, nella cornice di Pitti Immagine Uomo 110, è Tombolini con l'evento "Stile tra campo e mondo". Un talk che ha trasformato lo stand del marchio marchigiano in un pensatoio sull’evoluzione del menswear contemporaneo, dove la performance dello sportivo incontra l’eleganza flessibile di un capo capace di farsi estensione naturale del corpo, pensato per accompagnare l’uomo in ogni momento della giornata: dal lavoro al tempo libero, fino al viaggio e al benessere. Il dibattito ha fatto emergere una tendenza ormai strutturale nel mercato della moda maschile: il superamento della rigida dicotomia tra formale e informale. Giornalisti, atleti e addetti ai lavori si sono confrontati su concetti chiave come determinazione, libertà di movimento e comfort quotidiano. Valori che Tombolini traduce da stagioni nella sua iconica linea Zero Gravity, un concentrato di alta tecnologia nel tessuto e nel taglio che punta a eliminare il peso della giacca senza perderne la struttura. Accanto a questa storica proposta prende ora forma la nuova capsule GOLD, dove l’alta sartorialità si fonde con la selezione di materie prime rare e preziose come il cashmere, sete luminose e lane finissime Super 250’s. Il risultato sono abiti dall'elevata qualità sensoriale e dotati di proprietà di termoregolazione naturale. “Sono orgoglioso della manualità delle nostre 70 sarte che ogni giorno lavorano per ottenere un prodotto di altissima qualità. È un momento positivo, con un +20% rispetto all’anno precedente e l’apertura di tre nuovi monomarca in Kazakistan, Uzbekistan e a Istanbul”, racconta Silvio Calvigioni Tombolini, terza generazione dell’azienda marchigiana, che con grande umanità si commuove nel ricordare il fondatore, grazie al quale oggi si celebrano i 60 anni di storia del brand. Lo stand è popolato da numerosi sportivi, glorie del calcio di Serie A e giornalisti del settore come Stefano Fiore, Sébastien Frey, Michele Padovano, Fabio Galante, Francesco Flachi, Mirko Garaffoni, Igor Cassina, Sandro Sabatini, Stefano Bonaita e Andrea Invernizzi, oltre ad attori e conduttori radio-tv tra cui Paolo Ruffini e Niccolò Torielli. “L'eleganza contemporanea non può più prescindere dalla leggerezza”, è il messaggio forte emerso dall'incontro. Una filosofia che risponde alle esigenze di un uomo dinamico, che richiede ai propri abiti la stessa performance tecnica ricercata in un capo sportivo, pur mantenendo la grammatica visiva del saper fare italiano. Questa è anche la visione alla base di TMB Running, una linea che utilizza tessuti tecnici di ultima generazione sviluppati per garantire comfort e praticità, senza mai rinunciare a un’eleganza rigorosa. Al Pitti, Tombolini propone per la primavera-estate 2027 una nuova idea di stile: consapevole e dinamica. Un invito a vivere il viaggio della vita con autenticità e libertà, in una sintesi d'avanguardia capace di far dialogare l'innovazione tecnica con le radici più profonde della grande tradizione sartoriale italiana.

18/06/2026 16:30
La notte in rosso di Otto Seaside: tre anni di successi tra show dinner e sound ricercato (FOTO e VIDEO)

La notte in rosso di Otto Seaside: tre anni di successi tra show dinner e sound ricercato (FOTO e VIDEO)

CIVITANOVA MARCHE – Il rosso ha acceso la notte del litorale adriatico. Sul lungomare sud Sergio Piermanni si è celebrato il terzo anniversario di Otto Seaside, lo stabilimento balneare che in poche stagioni è riuscito a ridefinire i canoni dell'intrattenimento di qualità nelle Marche. L'evento, battezzato "The Woman in Red", ha festeggiato il triennio di una scommessa imprenditoriale vinta dai proprietari Massimiliano Guzzini, Mauro Marinelli e Claudio Bianchini, alla guida della società GMB srl. Fin dal tramonto, le note di una selezione musicale d'atmosfera hanno accompagnato gli ospiti nei salottini a bordo piscina, una vera oasi di relax a ridosso della spiaggia. Alle 21 la serata è entrata nel vivo con la formula dello Show Dinner: un percorso sensoriale tra musica, sapori e giochi di luce in un ambiente sobrio ed elegante. Un'experience immersiva che conferma il locale come un punto di riferimento originale nel panorama del clubbing. L'appuntamento – nato dalla sinergia tra Alessandro Sartarelli, ideatore del marchio E20 Divertenti, e Francesco Campetella, direttore artistico di Otto – ha rivelato una macchina organizzativa impeccabile, capace di coniugare grandi numeri e massima cura del dettaglio. Ad accompagnare la cena è stata una colonna sonora ricercata e sofisticata, che ha cullato i presenti prima del cambio di ritmo della seconda parte della notte, impreziosita da un'affascinante esibizione a bordo piscina di due ballerine mangiafuoco. Con il passare delle ore l'atmosfera si è scaldata, trasformando lo stabilimento in un vero e proprio dancefloor a cielo aperto sotto le stelle, grazie al dj set firmato dallo stesso Campetella. Si celebra così l’inizio di una programmazione artistica estiva ricca e già interamente calendarizzata. Si parte già martedì 16 giugno con la rassegna jazz "Fuori dal guscio" (sul palco il live Elliade / Ellade racconta Bandini), per poi proseguire con i giovedì live, gli eventi a sorpresa del venerdì, il sabato notte con i dj set e, per concludere la settimana, il Sunset Ritual della domenica all'insegna della musica Afro House. «Ringraziamo tutti per questi anni incredibili», ha dichiarato uno dei soci, Mauro Marinelli, guardando già a un futuro ricco di novità e guidato dalla stessa passione simboleggiata dal rosso della serata. L'intrattenimento d'autore sulla costa marchigiana ha decisamente una nuova firma: Otto Seaside.

14/06/2026 13:40
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