Sono venuti a San Martino di Fiastra da Napoli i maestri artigiani Fratelli Capuano per consegnare a Peppina - la nonnina terremotata di 95 anni (li compirà domenica) costretta a lasciare la sua casetta in legno perché non aveva l'autorizzazione - un presepe da loro realizzato apposta per lei.
Il presepe, "che occupa mezzo tavolo del container", commentano sorridendo i famigliari di Giuseppa Fattori, è stato donato all'anziana stamattina. Commossa la donna. L'iniziativa è di Matteo Salvini, leader della Lega Nord, oggi a San Martino.
"Questa mattina - ha scritto Matteo Salvini sul suo profilo Facebook - sono tornato a San Martino di Fiastra, nelle Marche. 10 metri di container, in montagna e senza bagno. Ma nonna Peppina resiste e riesce a sorridere, anche grazie alle luci del Presepe donato dagli artigiani napoletani di San Gregorio Armeno. Mentre altri se ne fregano, io voglio, come tutti voi, che la nonna torni per Natale nella sua casetta! #forzaNonnaPeppina".
Era presente alla consegna anche il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini.
(Fonte Ansa)
Il tema della sicurezza nelle scuola è sempre un tema particolarmente caldo e su cui spesso si dibatte. Oggi ricorre infatti la Giornata Nazionale sulla Sicurezza nelle Scuole.
Proprio in questa occasione abbiamo ricevuto una segnalazione dal sig. Ernesto Tribbia, residente a Macerata e il cui figlio frequenta la scuola elementare G. Natali di Sforzacosa, che ha sottoposto alla nostra attenzione la mancata messa in sicurezza da parte dell’Unita Operativa Manutenzioni Immobili del Comune di Macerata di una pericolosa criticità emersa nella scuola elementare “G. Natali” di Sforzacosta.
La stessa è già stata segnalata il 21 ottobre scorso alla Dirigente Scolastica che ne ha immediatamente dato comunicazione al Comune di Macerata, tramite PEC.
La situazione di rischio è rappresentata dal pessimo stato di conservazione di una porzione di copertura dei locali spogliatoi della palestra. Tale porzione di copertura, realizzata con struttura traslucida in "policarbonato", è in evidente stato di degrado e sicuramente incapace di sostenere il peso di una persona, seppur parliamo di bambini, che potrebbero quindi rovinosamente precipitare da un'altezza di circa 4-5 metri.
Presentata ieri presso la Clinica Neurologica dell’Ospedale di Torrette, la serata di beneficenza “Il gusto della solidarietà” che si terrà il prossimo 24 novembre a favore della Fondazione Dante Paladini, attiva nelle Marche dal 2008 nel settore delle malattie neuromuscolari, per sensibilizzare il pubblico e raccogliere fondi per l’apertura del Centro Clinico Regionale Nemo specializzato nelle malattie neuromuscolari.
Nel corso della conferenza stampa, il Presidente del Consiglio regionale, Antonio Mastrovincenzo, ha sottolineato il continuo rapporto di collaborazione che esiste tra la Fondazione e il Consiglio regionale ribadendo l’impegno assunto dalla Regione con la proposta di legge, oggi all’esame della competente commissione consiliare, che consentirà in primavera, l’istituzione, presso l’Ospedale di Torrette, del Centro Nemo specializzato per la cura delle malattie neuromuscolari.
Un Centro in cui un team multidisciplinare di eccellenza medico collaborerà quotidianamente nella stessa unità operativa con un approccio clinico – assistenziale modellato intorno al paziente.
“Un grande progetto – ha detto Mastrovincenzo – che nasce dalla collaborazione tra la Fondazione e la Regione e che avrà uno scopo preciso: prendersi cura di malati fragili e rispondere alla crescente domanda di spazi e servizi, per essere vicini ai pazienti e alle loro famiglie.”In attesa della validazione del progetto e dell'affidamento dei lavori, ci sono le tempistiche per l'entrata in funzione del Centro (già presente in altre città come Milano, Messina, Roma e prossimamente Torino) creato in sinergia tra Ospedali Riuniti, Fondazione Serena e Fondazione Paladini. Anche per questo, il consiglio regionale, ha riferito il presidente Antonio Mastrovincenzo, approverà entro gennaio la legge sulle sperimentazioni gestionali. Un “hub assistenziale della ricerca applicata e un punto di riferimento anche per l'università" per quanto concerne tutte le malattie neuromuscolari.
Tutto questo sarà il nuovo Centro Nemo che vedrà la luce entro l'estate del prossimo anno nel corpo 'C' al quinto piano degli Ospedali Riuniti a Torrette di Ancona.
L’apertura di un Centro Nemo nelle Marche garantirà una migliore e più dignitosa condizione di vita ai pazienti affetti da SLA, SMA, distrofie muscolari e altre malattie neuromuscolari, migliorando il percorso assistenziale, perfezionando gli standard organizzativi e sviluppando formazione per gli operatori dell’intero territorio regionale.
Forte di una visione paziente-centrica, l’obiettivo del Centro Clinico Nemo è quello di offrire un ambiente confortevole ai pazienti e alle loro famiglie, dove trovare un team multidisciplinare che si faccia carico dei bisogni degli individui con disfunzioni motorie e al tempo stesso crei le condizioni di eccellenza per attuare e sviluppare trattamenti innovativi e terapie sperimentali.
“Sarà un centro di sussidiarietà orizzontale negli Ospedali riuniti”, ha osservato il direttore generale degli Ospedali Riuniti Michele Caporossi, - “sarà in pratica un polo attrattivo d’eccellenza anche per Umbria, Abruzzo, Molise, Emilia Romagna e Puglia.”
“L'obiettivo”, ha spiegato Roberto Frullini, Presidente della Fondazione Paladini “è avere un centro di riferimento specializzato per le malattie neuromuscolari per evitare ai pazienti gravose peregrinazioni da un ambulatorio all'altro. Nel 2018 la Fondazione Paladini compie dieci anni e speriamo di tagliare il nastro del nuovo Centro Nemo e di alzare il livello delle cure territoriali. Stiamo anche lavorando per aumentare la formazione del personale sanitario, dei pazienti e dei familiari”.
Oggi il Centro per le malattie neuromuscolari, che lavora in rete col territorio, è costituito da un team di medici (dagli anestesisti ai neurologi, dai fisiatri agli psicologi) guidato dalla dottoressa Michela Coccia, il cuore della struttura sotto la “regia clinica” del direttore del dipartimento di Neurologia Leandro Provinciali. Per ospitare il Salesi ed il Nemo, ha riferito Antonio Cordoni, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti, sono state spostate 12 strutture complesse. Tanta solidarietà e sostegno anche dal mondo dei privati, rappresentato da Antonello Ieffi imprenditore nel settore delle Energie rinnovabili "siamo accanto alla Fondazione Paladini per sostenere la loro attività, le malattie neuromuscolari sono una patologia importante per cui si fa troppo poco, noi imprenditori dobbiamo esser i primi a promuovere e a sostenere il Centro Nemo, anche una piccola donazione da parte di tutti può fare molto e siamo pronti anche a dare il nostro sostegno per studiare un sistema di efficienza energetica con le masse naturali"
Per sensibilizzare sul tema l’opinione pubblica e contribuire alla realizzazione del Centro Nemo, venerdì 24 novembre al Sui Club di Ancona (ore 20) si terrà la serata di beneficenza “Il gusto della solidarietà", patrocinata dal Consiglio della Regione Marche e dal Comune di Ancona e promossa dalla Fondazione Paladini. La serata, giunta alla IX edizione, è organizzata dall’imprenditrice anconitana Diletta Bugaro e dallo chef pluristellato Mauro Uliassi, grazie al contributo dell’imprenditore Antonello Ieffi e dei tanti imprenditori e artisti che hanno aderito all’iniziativa tra i quali in primis Mirka Cesarila nota psicografologa della TV protagonista di tanti programma televisivi Rai e Mediaset da Buona Domenica a Mattino in Famiglia “sono felicissima di poter contribuire all’importante causa della Fondazione Paladini, - ha dichiarato Mirka Cesari- durante la serata svelerò alcuni segreti della nostra grafia e sarò a disposizione degli ospiti per analisi grafologiche personalizzate”
Un viaggio nel gusto e nella solidarietà che proporrà il format culinario “Uliassi street good”, l’alta cucina reinventata in uno stile dinamico e moderno, i meravigliosi dolci di Paolo Brunelli e a condurre musicalmente la serata sarà la voce ammaliante dell’istrionico Leo Maculan accompagnato da Emanuele Filanti alla tastiera e Danilo Brugnini alla batteria.
In collaborazione con i Frati Cappuccini e i produttori di Visso, il progetto "Vissosteniamo&friends" ha organizzato una cena che si terrà sabato 2 dicembre presso il Convento dei Frati Cappuccini di Recanati.
Il progetto è nato dall'iniziativa di alcuni ragazzi di Visso, tra cui Christian Mocci, Alessandra Grasselli e altri ragazzi del "bronx", nome che loro stessi hanno dato al campo roulotte in cui vivono da più di un anno a seguito del sisma.
"Vissosteniamo" ha l'obiettivo di ripromuovere il territorio del comune di Visso e di tutto l'Alto Nera, duramente colpito dal sisma dell'ottobre 2016, che da sempre ha attirato un gran numero di turisti sia per le bellezze artistiche e naturali, sia per alcune eccellenze gastronomiche. Per questo si intende promuovere feste, eventi di qualsiasi tipo che possano incentivare lo sviluppo economico e culturale del territorio, che facciano conoscere le attività commerciali che cercano faticosamente di riprendere una situazione lavorativa di normalità attraverso la valorizzazione di prodotti locali, delle tradizioni e della conoscenza dell'ambiente montano dei Sibillini.
Continua costante il presidio del territorio comunale da parte del comitato Macerata ai Maceratesi. A seguito di alcune segnalazioni di degrado da parte di cittadini, nella notte tra martedì 21 e mercoledì 22 novembre un gruppo di militanti ha percorso viale Carradori, via Ettore Ricci, via Roma fino ad arrivare in via dei Velini davanti allo Stadio.
Come prassi consolidata, sono stati lasciati dei volantini sulle cassette postali dei residenti per testimoniare l’avvenuto passaggio. Le nostre passeggiate non saranno sicuramente risolutive per mettere la parola fine all’allarme furti in tutta la città - l’ultimo raid “ladresco” la scorsa settimana in pieno centro storico - ma rappresentano sicuramente un punto di partenza per una svolta radicale, una cultura della sicurezza che parte direttamente dal cittadino nel pieno rispetto della legalità.
Dopo mesi di lavori che stanno ammodernando la stazione ferroviaria di Civitanova e che hanno interessato le banchine, il tunnel, la rampa di accesso per i disabili e la creazione della struttura per ospitare gli ascensori, da qualche tempo sono state sistemate anche le scalinate che portano ai binari.
Quando il termine dei lavori è ancora lontano, stanno però nascendo i primi problemi che riguardano, per ora, una delle due scalinate di accesso ai binari. In quella più esterna, infatti, che è anche la più utilizzata, dato che l'altra è stata chiusa per molto tempo a causa dei lavori, le piastrelle applicate si stanno rompendo, creando un rischio concreto per l'incolumità di quanti giornalmente passano di lì.
Non sappiamo se si tratti di una partita difettosa o di materiali scadenti, ma il fatto che si sia verificato così presto, addirittura prima della fine dei lavori, lascia sinceramente perplessi. Probabilmente le piastrelle non hanno resistito alle sollecitazioni dovute al passaggio dei trolley dei viaggiatori ma dato che ci troviamo in una stazione, se così fosse, tra qualche mese non ne resterà intatta nemmeno una. Nel frattempo, se dovete prendere il treno da quei binari, guardate bene dove mettete il rischio di farsi male è più che concreto.
Sicurezza sulle strade, si fa presto a dire educazione e prevenzione... Questa mattina la Polizia Locale di Potenza Picena ha dato davvero un pessimo esempio a tutti gli automobilisti che percorrevano la strada Regina.
Infatti, una pattuglia si è letteralmente imboscata in una stradina secondaria, al riparo degli alberi e di “occhi indiscreti”, piazzando un autovelox sul ciglio della strada, visibile praticamente solo all’ultimo momento. Diverse le segnalazioni e le proteste dei lettori arrivate in redazione.
A onor del vero, lungo la strada sono affissi qua e là cartelli che indicano il monitoraggio della velocità con apparecchiature elettroniche, ma questo non giustifica un tale comportamento, volto evidentemente più a far cassa che a “imporre” la guida a velocità di codice.
Comunque, se l’autovelox vi ha “beccato” per la guida oltre i limiti di velocità e non avevate visto la pattuglia, perché nascosta dietro un albero, la multa è nulla. A decidere a favore dell’automobilista multato su un ricorso basato su questa motivazione è stata la Corte di Cassazione con sentenza n.25392/2017.
Il principio di base è che il conducente che supera i limiti di velocità deve comunque essere messo nelle condizioni di sapere con anticipo se più avanti è possibile incontrare una volante della polizia con autovelox. Questo principio comporta due obblighi: in capo all’amministrazione titolare della strada quello di mettere in allerta gli automobilisti del rischio di controllo elettronico della velocità con un cartello posizionato ad una distanza minima congrua (in modo da essere leggibile tenendo conto delle caratteristiche della strada) comunque non superiore a 4 km; per la pattuglia al posto di blocco quello di posizionarsi in modo da essere visibile e non, come nel caso specifico, nascosta tra i cespugli o dietro una fila di alberi.
Si tratta di una sentenza che interesserà molti automobilisti che non sono riusciti ad evitare l’autovelox proprio perché la macchina della polizia non era visibile neanche a distanza ravvicinata perché coperta da colonne, ponti, alberi, cespugli o da un’altra automobile privata (la cd auto civetta).
In pratica, come dimostrano le foto, quanto successo stamattina lungo la Regina.
Un finanziamento di 5,5 milioni di euro erogato dal Ministero per le Infrastrutture per la sicurezza delle dighe in esercizio e l’avvenuto rilascio del collaudo finale della diga di Cingoli: sono stati al centro di un incontro con la stampa a cui hanno preso parte oggi in Regione l’assessore Angelo Sciapichetti, il presidente del Consorzio di Bonifica delle Marche, Claudio Netti e il presidente dell’assemblea del Consorzio, Michele Maiani.
“L’ottimo rapporto di collaborazione con l’Ente di Bonifica – ha detto Sciapichetti – ha portato a questo grande risultato che ci permette di alzare ancor di più il livello di sicurezza delle nostre dighe. Il fortissimo sisma che ha colpito il nostro territorio è stato un collaudo naturale che ha mostrato l’elevato livello di sicurezza dei nostri impianti. Ora, sulla diga di Castreccioni a Cingoli, dopo i tempestivi interventi sul ponte, è arrivato anche il formale collaudo da parte del Ministero, che permette all’impianto di passare dagli attuali 25 milioni di metri cubi di portata ai futuri 45 milioni, con effetti positivi sulla futura riserva idrica regionale. Per gennaio ci aspettiamo anche il collaudo ministeriale della diga di Comunanza”.
“Il Consorzio di Bonifica è già attivo e vigile sulla sicurezza delle dighe – ha detto Netti – il finanziamento ricevuto ci permetterà di aumentare ancor più gli standard degli impianti, con una particolare attenzione per gli operatori. In Italia abbiamo le normative più rigorose del mondo e nelle Marche le dighe sono in perfette condizioni di esercizio. Il finanziamento ricevuto ci permetterà di effettuare studi e lavori affinché il livello di sicurezza sia ancor più elevato. I lavori sono tutti cantierabili entro la fine del 2019, ma noi intendiamo anticiparli e finire entro quella data”.
“Con il Ministero si è istaurato un ottimo rapporto – ha detto Maiani – e va sottolineato che poiché per il Consorzio l’Iva non è un costo i 5,5 milioni accordatici si trasformeranno tutti in lavori effettivi, senza decurtazioni fiscali”.
Grazie al finanziamento si assisterà, tra l’altro, a una generale revisione ed ammodernamento della strumentazione topografica e geotecnica a servizio delle stesse opere, ad una manutenzione straordinaria degli impianti e messa in sicurezza dei camminamenti e dei percorsi interni. Nel corso dell’incontro tenutosi a Roma il 15 novembre scorso sono stati, inoltre, riconsegnati ufficialmente gli atti di collaudo della Diga di Cingoli, approvati dalla Direzione Dighe del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ora l’impianto, dopo 40 anni, non è più in invaso sperimentale. E’ in corso dunque l’istruttoria per l’annullamento della Disposizione di limitazione d’invaso assegnata nel dicembre 2016 al Consorzio per effetto del significativo sciame sismico in corso, motivo per il quale ora l’Ente potrà gradualmente provvedere alla risalita e al recupero della capacità complessiva utile di 45.200.000 mc a fronte degli attuali 25.300.000 mc.
E’ iniziata la campagna di crowdfounding (raccolta fondi collettiva) intitolata “Il Santissimo Crocifisso continua a vivere grazie a te!”, volta a rinvenire fondi per finanziare un importante progetto di ricostruzione e rinascita.
A seguito del terremoto del 2016 che ha interessato Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo, il Santuario del Santissimo Crocifisso di Treia ha subito ingenti danni strutturali che hanno causato l’inagibilità dello stesso. Per dare continuità alle tante attività religiose, ricreative, sociali e culturali che contribuiscono a rendere la Città di Treia una comunità viva e dinamica, la comunità francescana, di concerto con l’Amministrazione comunale, ha ritenuto opportuno ricorrere alla realizzazione di una struttura provvisoria in legno che garantisca l’agevole utilizzo degli spazi in tutte le stagioni dell’anno.
Con una donazione si può contribuire al completamento della raccolta fondi e della costruzione della struttura che consentirà di continuare ad accogliere le realtà che si radunano intorno alla comunità francescana e il gran numero di fedeli, bambini, giovani e famiglie affezionati al Santuario.
E’ fondamentale l’aiuto di tutti per concorrere all'inizio della ricostruzione più importante, quella del tessuto sociale, delle relazioni, dei cuori.
Tutto ciò che supererà la soglia stabilita servirà a dare inizio alla raccolta fondi per il recupero e il restauro del Santuario.
Questa mattina, nella Chiesa di San Giorgio a Macerata, il Comando Provinciale Carabinieri ha celebrato la ricorrenza della “Virgo Fidelis”, Patrona dell’Arma dei Carabinieri, con una Messa officiata da Don Enzo Buschi, Parroco emerito della Cattedrale di Macerata, alla quale hanno partecipato il Prefetto di Macerata, il Questore appena insediato, il Sindaco di Macerata e dei Comuni limitrofi, e i vertici delle altre autorità militari della provincia, nonché molti comuni cittadini.
Alla cerimonia hanno partecipato una rappresentanza dei Carabinieri e dei Carabinieri Forestali dei Comandi con sede nella provincia, alcuni familiari nonché componenti delle Associazioni d’Arma e dell’Associazione Nazionale Carabinieri.
La “Virgo Fidelis” è stata solennemente proclamata Celeste Patrona dell’Arma dal Sommo Pontefice Pio XII, a titolo di altissimo riconoscimento della tradizionale fedeltà dei Carabinieri alle patrie istituzioni e al dovere, per il bene comune.
Nel contesto, come ricordato al termine della Messa dal Ten. Colonnello Michele Roberti, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Macerata, sono stati anche celebrati la “Giornata dell’Orfano” dedicata appunto agli orfani dei Caduti, e il 76° Anniversario della “Battaglia di Culqualber”, quando il 1° Battaglione Carabinieri, mobilitato il 21 novembre del 1941, si sacrificò in una delle ultime e più cruente battaglie in terra d’Africa, scrivendo una delle pagine più gloriose ed eroiche dell’Arma, per la quale venne conferita alla Bandiera la seconda Medaglia d’Oro al Valor Militare, con la seguente motivazione: “Glorioso veterano di cruenti cimenti bellici, destinato a rinforzare un caposaldo di vitale importanza, vi diventava artefice di epica resistenza. Apprestato saldamente a difesa d’impervio settore affidatogli, per tre mesi affrontava con indomito valore la violenta aggressività di preponderanti agguerrite forze, che conteneva con audaci atti controffensivi, contribuendo decisamente alla vigorosa resistenza dell’intero caposaldo, ed infine, dopo aspre giornate di alterne vicende, a segnare, per l’ultima volta in terra d’Africa, la vittoria delle nostre armi. Delineatasi la crisi, deciso al sacrificio supremo, si saldava graniticamente agli spalti difensivi e li contendeva al soverchiante avversario in sanguinosa, impari lotta corpo a corpo, nella quale comandante e Carabinieri, fusi in un sol eroico blocco, simbolo delle virtù italiche, immolavano la vita perpetuando le gloriose tradizioni dell’Arma – Culqualber A.O. agosto-novembre 1941”.
Una passeggiata all'interno delle Gole dell'Infernaccio il 2 dicembre alle 10: è l'iniziativa, aperta a tutti, per inaugurare la fine dei lavori del sentiero che conduce all'Eremo di San Leonardo e alle Sorgenti del Tenna, passando per il Laghetto della Sibilla.
Saranno presenti il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni e il direttore del Consorzio Tennacola spa Sergio Paolucci. E' stata liberata la via d'accesso alle gole dai massi del sisma e sono stati ripristinati 3 ponticelli (uno prima della gola, e gli altri due prima e dentro la galleria) ed una passerella.
L'investimento finanziario complessivo è stato di circa 150 mila euro, il progetto gestito dalla Protezione Civile è stato affidato al Consorzio Idrico del Tennacola spa.
(Fonte Ansa)
La Provincia di Macerata ha da poco terminato i lavori sulla strada provinciale San Severino Marche–Tolentino, anche grazie a una quota di proventi derivanti dalle sanzioni comminate dal Comune di San Severino Marche utilizzando l’Autovelox.
Per la riasfaltatura dell’importante arteria, che collega la vallata del Chienti a quella del Potenza, oltre che per la sua messa in sicurezza, sono stati spesi 600mila euro.
“Vorrei ringraziare il presidente della Provincia di Macerata, Antonio Pettinari – sottolinea in una nota il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei – perché nonostante le difficoltà legate ai vincoli del patto di stabilità e successivamente per le risapute vicende che hanno interessato le Province italiane, ha tenuto fede a un impegno che aveva preso in passato con la nostra Amministrazione. Grazie anche al nostro assessore comunale Tarcisio Antognozzi, che ha avuto un ruolo importante nella sua veste di consigliere provinciale, si è riusciti a portare a termine un’opera di miglioramento della viabilità di cui la strada aveva effettivamente bisogno da tempo”.
In questi giorni sullo stesso tratto di strada verranno portate a termine le attività connesse alla rifinitura delle banchine ed alla segnaletica orizzontale.
Lunedì 20 novembre, con una breve cerimonia presso la Caserma P. Paola in Via dei Velini, si è insediato il nuovo Questore della Provincia di Macerata, il Dr. Vincenzo VUONO.
Il Questore, 58 anni, Dirigente Superiore della Polizia di Stato dal gennaio 2014, è coniugato con due figli, laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Firenze e ha conseguito il Master di II livello in "Sicurezza, Coordinamento Interforze e Cooperazione Internazionale" presso l'Università La Sapienza di Roma.
Inizia la carriera come Funzionario di Polizia nel 1986 presso la Scuola Allievi Agenti di Bolzano dove ha svolto l'incarico di capo Ufficio Corsi. Nel 1987 viene assegnato all'stituendo XII Reparto Mobile di Reggio Calabria.
Dal 1988 al 1995 ha prestato servizio presso la Questura di Forlì (Volanti, Divisione Amministrativa e Sociale, Ufficio Stranieri, Polaria e DIGOS). Dall'aprile del 1995 e fino al luglio 2012, viene trasferito alla Questura di Roma dove dirige i seguenti Uffici: Commissariato Borgo, Commissariato di Tivoli, Commissariato Primavalle, Commissariato Salario-Parioli, Commissariato di Ostia, Ufficio Prevenzione Generale e Reparto Scorte e Sicurezza.
Dal luglio 2012 svolge le sue funzioni presso l'Ispettorato di Pubblica Sicurezza Vaticano. Dall'ottobre 2013 al giugno 2014, ha frequentato il corso di Alta Formazione presso la Scuola Interforze di Roma al termine del quale ha assunto l'incarico di Ispettore Generale presso l'Ufficio Centrale Ispettivo del Dipartimento di Pubblica Sicurezza.
Il 26 gennaio 2015 ha assunto l'incarico di Questore della Provincia di Isernia, ufficio che ha lasciato il 24 gennaio 2016 per assumere l'incarico di Consigliere Ministeriale presso il Dipartimento della Pubblica Sicurezza - Direzione Centrale degli Affari Generali della Polizia di Stato.
Dal 20 Novembre 2017 è il nuovo Questore di Macerata.
Ha aperto un'ampia discussione, con inevitabile corollario di polemiche, la notizia della chiusura all'ospedale di Macerata dell'accesso diretto a Pediatria per i pazienti pediatrici da 0 a 14 anni.
in base ad alcune notizie, diffuse poi anche dalla stampa, i piccoli pazienti non avrebbero più la possibilità di essere presi in carico direttamente dal reparto di Pediatria, ma dovrebbero rivolgersi e sostare al Pronto Soccorso con tutti i disagi inevitabili che ne conseguono.
Ma il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni spiega che le cose non stanno proprio così. "Innanzitutto va chiarito che per il momento si prosegue esattamente allo stesso modo, con l'accesso diretto in Pediatria per i pazienti da 0 a 14 anni. E si andrà avanti così, fino a quando non adotteremo un sistema altrettanto valido". Il nuovo sistema dovrebbe entrare in vigore comunque entro la fine dell'anno. Ma perchè si andrà a cambiare la modalità d'accesso dei piccoli pazienti a Pediatria? "Il problema di fondo riguarda la sicurezza del bambino e dell'operatore. Non esiste, infatti, al momento una regolamentazione del tragitto che va dal pronto soccorso al reparto e si crea quindi una problematica inerente eventuali responsabilità.
Il modello che stiamo valutando prevede l'arrivo del paziente pediatrico al pronto soccorso dove verrà subito valutato con il Triage. Indipendentemente dal codice assegnato dall'operatore, tramite un punto veloce "fast track" il piccolo paziente sarà inviato al reparto di Pediatria dove verrà preso in cura. In questo modo si potranno creare le condizioni di sicurezza per garantire sia il bambino che gli operatori. Chi diffonde informazioni errate, crea un grosso problema di allarme sociale ingiustificato. La nostra attenzione su questo tema è massima e tale continuerà ad essere".
Alla domanda su eventuali novità, Maccioni fa presente che "il 28 novembre il presidente della Regione Ceriscioli, in veste di assessore alla Sanità, parteciperà al Collegio di Direzione dell'Area Vasta 3". Una presenza non usuale, come conferma, sollecitato, lo stesso Maccioni: "E' la prima volta che il presidente partecipa a un incontro di questo tipo e credo che questo sia un segnale di vicinanza e attenzione alla sanità maceratese".
Un terzo delle Marche è oggi ricoperto da boschi, con la superficie forestale che cresce ancora attestandosi a quota 311mila ettari su 937mila totali, quasi il doppio rispetto a 50 anni fa (160mila ettari). Emerge da un'analisi della Coldiretti, diffusa alla vigilia della Giornata nazionale degli alberi, sulla base sui dati del Terzo inventario nazionale del Corpo Forestale dello Stato.
In totale, ci sono circa 350 alberi a testa e le Marche sono la terza regione in Italia per numero di piante rispetto alla superficie. La provincia con il maggior numero di boschi è quella di Pesaro Urbino, davanti a Macerata, Ascoli Piceno e Fermo e Ancona. I boschi, evidenzia la Coldiretti, sono un patrimonio di biodiversità poiché ogni ettaro di macchia mediterranea è popolato in media da 400 animali, ma anche da una grande varietà di vegetali.
Grandissima soddisfazione per il fotoamatore di Montecosaro il cui progetto fotografico intitolato "Le Marche" è stato pubblicato da Street Photography Magazine, una rivista americana online con migliaia di "followers and subscribers" nel mondo, come ci racconta Gina Williams, che ha curato il servizio.
Le Marche di Andrea Giandomenico, secondo la rivista, riesce a trasmettere l'essenza di un luogo e della sua gente. Una regione dai paesaggi meravigliosi, accomunati, secondo il giornale americano, a quelli della ben più famosa Toscana e a quelli umbri, dove: "la campagna è fatta da contadini umili e laboriosi che si guadagnano da vivere dalla terra e aiutano a nutrire le loro comunità e il mondo".
Per Giandomenico, che si è spinto dal circolo polare ai grandi parchi americani per la sua passione, è anche importante catturare la ricca cultura della sua patria, documentando le vite di coloro che continuano a portare avanti le tradizioni agricole e artigianali attraverso i secoli.
Il servizio continua citando le ricchezze delle Marche, che oltre alle tradizioni, alla bellezza dei paesaggi e all'enogastromia, è ricca soprattutto di storia e di arte e ha dato i natali a personaggi come Raffaello, Bellini, Lorenzo Lotto, Tiziano e Rossini, solo per citarne alcuni.
Oltre alla grande soddisfazione personale per Giandomenico, il servizio giornalistico del magazine statunitense (qui) è anche un elogio e una grande pubblicità alla nostra regione che il grande pubblico internazionale, con grande ritardo alla più blasonata Toscana, sta pian piano scoprendo.
Le mareggiate della settimana scorsa non hanno restituito dal mare solamente tartarughe in decomposizione (qui) ma anche dei bellissimi esemplari di stella marina, come testimoniano le foto comparse in rete questo pomeriggio. Il ritrovamento è stato fatto nella spiaggia antistante lo stabilimento Santina e sembra che il fenomeno non sia così frequente, tanto che qualcuno dubitava che ci fossero ancora.
Questo meraviglioso echinoderma vive in tutti i mari del mondo e, a seconda della temperatura e delle latitudini in cui si trova, può assumere dei colori più o meno appariscenti. Trattandosi di esseri viventi, prima di prendere una stella marina per conservarla è raccomandabile essere certi che sia già morta, in caso contrario, se si notassero dei segni di vita, sarà invece una buona azione quella di lasciarla nel suo habitat e di rigettarla in mare.
Sabato 18 novembre il Gruppo comunale Volontari di Protezione Civile di Palazzolo sull’Oglio in rappresentanza del Comune di Palazzolo sull’Oglio e in collaborazione con l’Associazione dei Comuni Bresciani, hanno consegnato al Comune di Gualdo in provincia di Macerata, recentemente colpito pesantemente dal terremoto del 2016, una casetta in legno prefabbricata di dimensioni metri 6×6, donata dall’Associazione volontari per Palazzolo e dalla ditta Giovanni Lanfranchi.
Il trasporto è stato effettuato dal Comitato Croce Rossa di Palazzolo sull’Oglio, mentre il montaggio sarà a cura Gruppo comunale Volontari di Protezione Civile. Questa mattina si è svolta la cerimonia di consegna della casetta alla presenza del Sindaco di Gualdo Giovanni Zavaglini e del Sindaco di Palazzolo sull’Oglio Gabriele Zanni e della Direttrice dell’Associazione Comuni Bresciani Veronica Zampedrini.
«Gualdo – ha dichiarato il Sindaco Gabriele Zanni – a tutti gli effetti è stato adottato come 206mo Comune della Provincia di Brescia, per effetto di una delibera del Consiglio di Presidenza dell’Associazione Comuni Bresciani. La consegna e l’installazione di questa casetta è solo una delle iniziative con le quali intendiamo manifestare, come bresciani e palazzolesi, la nostra vicinanza concreta e umana alle Istituzioni e alle popolazioni del centro Italia colpite dal sisma l’anno scorso. Ringrazio i volontari del Gruppo di Protezione Civile di Palazzolo e la croce Rossa per il lavoro e la disponibilità testimoniati anche in questa occasione, che rende merito alla riconosciuta generosità e solidarietà della nostra gente».
Assicurare ai 40 mila abitanti di Recanati e dei comuni limitrofi una struttura sanitaria in grado di dare risposte alle diverse fasce di popolazione, con particolare riguardo alla cronicità. Un progetto che prevede la ristrutturazione del vecchio nosocomio cittadino per adeguarlo alle nuove esigenze assistenziali. È perseguendo questa strategia che sono stati inaugurati oggi i nuovi locali dell'Ospedale di Comunità di Recanati, per una spesa di 1,6 milioni di euro. Ospiteranno la nuova dialisi, il poliambulatorio, il mammografo e l'area "Baby pit stop", attrezzata per consentire alle mamme di allattare al seno fuori casa.
Alla cerimonia sono intervenuti il presidente della Regione Luca Ceriscioli e il direttore dell'Area Vasta 3 Alessandro Maccioni. "Il timore è che nelle ristrutturazioni si voglia togliere qualcosa. In realtà abbiamo continuato a investire e a creare spazi di qualità per servizi migliori, come la nuova dialisi'' ha detto Ceriscioli.
(fonte Ansa)
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa sull'ospedale unico a firma di Stefano Di Pietro Segretario circolo Pd Macerata
"In merito all'ospedale unico provinciale non è corretto sostenere che la scelta sia stata effettuata da un algoritmo e che la politica non abbia avuto il coraggio di scegliere. Semmai è vero il contrario, in quanto la politica (plenum dei sindaci del territorio) ha avuto l’acutezza di individuare i parametri condivisi che, successivamente, l’algoritmo avrebbe utilizzato per selezionare (sulla base dei parametri forniti) la località baricentrica rispetto al territorio provinciale ove far sorgere l’ospedale unico. Potremmo dire che prima dell’algoritmo è intervenuto il buon senso politico a disciplinare una situazione che, altrimenti, lasciata in preda di spinte campaniliste, rischiava di divenire ingestibile.
La creazione di una struttura come l’ospedale unico di area vasta implica una serie di conseguenze di tipo socio economico che non possono non essere affrontate con serietà. In primis, la zona prescelta diverrà luogo di lavoro, degenza o, comunque, ove recarsi per circa 5.000 persone al giorno. Trattasi di un impatto che difficilmente può essere assorbito da centri urbani di modeste dimensioni e che, per converso, può essere affrontato con maggiori possibilità da quelli più popolosi ed attrezzati. Inoltre va ricordato che già esiste una previsione per un ospedale unico anche a Campiglione, ovvero a pochi minuti dalla zona indicata per la realizzazione a Montecosaro.
Pertanto una scelta seria e responsabile non poteva non essere orientata verso i centri maggiori della provincia, ossia Macerata e Civitanova. Tra le due opzioni, utilizzando il buon senso – prima ancora dell’algoritmo – è ovvio che Macerata sia in posizione più baricentrica e si presti meglio a fungere da raccordo logistico dell’intero territorio provinciale. Il recente sblocco da parte del CIPE del finanziamento per la bretella via Mattei – la Pieve, in funzione servente del nuovo ospedale, nonché, la promessa realizzazione del nuovo casello autostradale di Potenza Picena, creano anche i presupposti logistici perché quella centralità rispetto al territorio provinciale non rimanga solo su carta, ma sia effettiva.