Ferragosto da tutto esaurito. All'indomani della presentazione della nuova piattaforma unica pensata dall'Unione Montana Potenza Esino Musone, è stata questa la prima risposta segnalata nei dodici Comuni del Comprensorio Turistico dell'Entroterra Marchigiano.
“Insieme ce la faremo” - sottolinea Matteo Cicconi, presidente dell’Unione Montana Potenza Esino Musone, che sottolinea - "Il nostro entroterra è stato scelto da migliaia e migliaia di turisti e vacanzieri nel fine settimana di Ferragosto.
Abbiamo retto alla prova dimostrando di saper accogliere flussi importanti nel rispetto delle norme imposte da uno dei momenti più difficili che la storia abbia mai vissuto. Adesso dobbiamo continuare, se possibile migliorandoci, sul piano dell’accoglienza e della ricettività.
É per questo, come ho sempre sostenuto fin dal lancio di questa ulteriore iniziativa, che dobbiamo lavorare tutti insieme per allargare confini e prospettive.
E iniziare veramente a pensare più in grande e non fermarci ai campanili o ai confini dei vecchi ducati. La storia ci è già passata avanti. Abbiamo scelto il nome di Comprensorio turistico dell’entroterra marchigiano e aperto la nuova piattaforma www.entroterramarchigiano.it proprio con questa precisa idea.
L’entroterra marchigiano va dal Maceratese all’Anconetano, dal Fermano all’Ascolano passando per il Pesarese. É un territorio vastissimo dove non ci sono e non ci devono essere confini ma con un’unica identità capace di unire tutte le Marche, unica regione d’Italia al plurale ma pensata al singolare”.
Il Comprensorio turistico dell’entroterra marchigiano e la piattaforma www.entroterramarchigiano.it, alla quale si sta lavorando perché sia costantemente implementata e aggiornata, uniscono al momento solo i Comuni di Apiro, Castelraimondo, Cingoli, Esanatoglia, Fiuminata, Gagliole, Matelica, Pioraco, Poggio San Vicino, San Severino Marche, Sefro e Treia.
“Nessun territorio è escluso – spiega ancora il presidente Cicconi – Siamo aperti alla partecipazione e al coinvolgimento di tutti, singolarmente o in forma associata. Mi auguro che altri Comuni, altre Unioni Montane, altre vallate, altre organizzazioni e altre associazioni entrino presto a far parte del progetto che, ricordo, è aperto anche ai privati, ai professionisti del settore, alle imprese.
La nostra attenzione è focalizzata su alcuni temi: i borghi, le aree naturali e i paesaggi ma anche gli itinerari, i percorsi di arte e cultura, l’outdoor, l’artigianato e il mondo dell’agroalimentare, i servizi e le idee pensate per i più piccoli. Ovviamente siamo aperti anche ad altro" - conclude Cicconi, che aggiunge - "Nuovi contenuti, suggerimenti e indicazioni possono essere inviati via mail a llpp@umpotenzaesino.it”.
"Collaborazione, confronto e scambio di idee". Sono questi alcuni dei punti chiave messi in risalto nella lettera scritta da Manuela Berardinelli, presidente dell'Associazione Nazionale Alzheimer Uniti Italia ed inviata ai candidati alla Presidenza della Regione Marche. Uno degli obiettivi del programma del presidente è quello appunto di promuovere in diverse parti d’Italia il modello della città amica della persona con demenza. La città che è stata scelta da apri-pista per sperimentare tale modello è Macerata che è il punto di riferimento e il progetto pilota per tutte le altre comunità che a livello nazionale. AFAM si è assunta la responsabilità gestionale del progetto dal 2017 e a tal proprosito ha messo nero su bianco alcune proproste volte a migliorare il serzio di assistenza e la funzionalità dei centri diurni con a corollario gli appelli inviati alla Dirigente dell’Asur Regionale Nadia Storti e al Ministro Speranza:
- E’ necessario strutturare un percorso di gestione integrata della persona con demenza e della sua famiglia attraverso la creazione di un rete di diagnosi, assistenza e cura che si occupi non solo di garantire una diagnosi (che possibilmente deve avvenire in fase precoce) ma di assicurare la continuità assistenziale in tutte le fasi della malattia e in tutti i setting (domicilio, residenze, semi residenze, centri diurni, ospedale) con interventi appropriati secondo le evidenze scientifiche esistenti e laddove alcuni modelli non sono più efficaci (vedi RSA) pensare in maniera anche sperimentale nuovi servizi per nuove esigenze;
- Ripensare un modello di PDTA regionale efficace: è necessario un corretto approccio alla persona e alla sua famiglia nelle diverse fasi della malattia e nei diversi contesti di vita e di cure (MMG, ambulatori per le demenze, Centri Diurni, ADI dedicata ecc.), con particolare attenzione agli aspetti etici;
- GARANTIRE una diagnosi adeguata e tempestiva;
- FAVORIRE il mantenimento a domicilio;
- ADEGUARE espandere e specializzare la rete dei servizi socio-sanitari;
- VALORIZZARE l’apporto delle associazioni;
- QUALIFICARE i processi assistenziali interni agli ospedali;
- Utenza: necessità di creare percorsi appropriati per particolari target e/o necessità (ad es. casi ad esordio giovanile; consulenze per pazienti psichiatrici in accordo con CSM, consulenze per certificazioni medico-legali: es. patente, invalidità civile ecc.);
- Integrazione MMG: coinvolgimento attivo del MMG (dalla diagnosi tempestiva alla fase terminale) al fine di migliorare la presa in carico e la continuità assistenziale;
- Equipe: Garantire minimo medico, infermiere e psicologo e assicurare un collegamento con l’assistente sociale e la rete dei servizi distrettuale comprese le associazioni dei familiari;
- Potenziamento e miglioramento del rapporto con la rete ospedaliera: definizione percorsi minimi condivisi all'accesso, durante il ricovero e alla dimissione;
- Consolidare e qualificare gli interventi psicosociali;
- All’interno del CDCD deve essere presente un Centro d'ascolto che fornisca prioritariamente ai familiari delle persone con demenza, accoglienza, ascolto, informazioni, orientamento sui percorsi assistenziali, interventi sociosanitari e che abbia una funzione di “facilitatore”;
- il CDCD dovrebbe elaborare un percorso unificato e semplificato di accesso alla rete dei servizi socio-sanitari per le persone con demenza e fornire consulenza nei vari setting assistenziali (domicilio, ospedale, residenze). Mettere a disposizione dei servizi sociali e sanitari del territorio conoscenze e strumenti professionali specifici (protocolli di valutazione, linee guida per terapia farmacologica, schede assistenziali ecc.); disporre di una banca dati sulla demenza;
- Attivazione di consulenze specialistiche per aspetti psicologici, legali, adattamento dell’ambiente;
- Garantire accanto agli interventi farmacologici, interventi psicosociali per rallentare il percorso di malattia ed aggiornare e formare gli operatori dei servizi;
- Necessità di stilare linee guida regionali per i Centri Diurni Alzheimer;
- Riqualificare le RSA e proporre soluzioni sperimentali attraverso l’accesso a fondi (come
LETTERA AL MINISTRO DELLA SALUTE: ROBERTO SPERANZA
"Signor Ministro, il problema, della presa in cura della persona fragile da parte dei familiari o delle badanti (in Italia i servizi sono a macchia di leopardo cambiando da Regione a Regione), già grave, è divenuto dramma nel dramma a causa dell’emergenza Covid-19.
Nel nostro Paese come sa circa un milione di persone è affetto dalle varie forme di demenza, calcolando che ognuna di queste ha rapporti stretti con un altro milione di cittadini e, meno stretti, ma fortemente coinvolgenti, con altri due milioni, si può affermare che la demenza rappresenta un problema vitale per oltre 4 milioni di italiani. Nella prima fase abbiamo condiviso la necessità del divieto di uscire e della estrema cautela per limitare il contagio.
I centri diurni e molti altri luoghi di assistenza sanitaria e sociale, come gli ambulatori medici, i caffè Alzheimer sono stati chiusi il 17 marzo con il decreto Cura Italia e ora, come previsto dal Dpcm del 26 aprile, 'le attività sociali e socio-sanitarie' possono essere riattivate nel rispetto dei protocolli normativi per la sicurezza e il distanziamento.
Il Governo ha dato il via libera, spetta ora alle Regioni scrivere le norme, ma non si parla di nessun finanziamento e le associazioni del Terzo settore in molti casi sono stati escluse dalla concertazione. L’assistenza della persona con Alzheimer da complessa sta diventando tragedia, non ci risulta ci siano al momento delle disposizioni nazionali a cui tutte le Regioni devono attenersi in modo da garantire livelli essenziali omogenei su tutto il territorio. È indispensabile invece definire una serie di parametri da rispettare per la prevenzione del contagio, la tutela della salute degli utenti e degli operatori per un ritorno ad una normalità possibile.
Anche il Decreto Rilancio non prevede finanziamenti dedicati, la domanda è la seguente: chi sosterrà le spese dei lavori e della sistemazione per adeguare i diurni così da garantire una riapertura in sicurezza senza che i costi lievitino e come si pensa si possa attivare un’assistenza domiciliare oggi più che mai richiesta senza una copertura sia per la formazione che per la gestione? Figli di un Dio minore? Riteniamo indispensabile che ci sia chiarezza sui protocolli da seguire ed uniformità perché la salute è un diritto di tutti a prescindere dallo stato anagrafico, di salute, dal luogo in cui si vive o dallo status socio-economico, inoltre chiediamo che si preveda un finanziamento dedicato per l’assistenza alle persone con demenza, il tutto deve essere concordato, in un’ottica di confronto, con i rappresentanti delle associazioni che è vero, come ha scritto qualcuno, non sono preposti alla programmazione, ma che crediamo hanno pieno titolo ad essere ascoltati, riteniamo non si possa legiferare o destinare denaro pubblico senza tenere conto della consulenza ed esperienza di chi ogni giorno sta in prima linea con la persona malate e conosce le esigenze reali a cui provare a dare risposte concrete.
Potremmo essere una soluzione, non di certo un problema".
LETTARA ALLA DIREGINETE ASUR REGIONALE: DOTT.SSA NADIA STORTI:
Gentilissima Dott.ssa Storti, le scrivo per denunciarle la grave situazione della provincia di Macerata per quanto riguarda il tema Alzheimer. Ormai da diverso tempo le famiglie lamentano tempi di attesa lunghissimi per effettuare una prima visita diagnostica e che in caso di necessità non hanno nessuno a cui rivolgersi. Infatti il CDCD di San Severino Marche ad esempio è da tempo sotto-organico e non riesce assolutamente a provvedere alle tante richieste che spesso vengono dirottate su Macerata dove sono garantite una seduta il mercoledì a cura della geriatria, una di una geriatria sumaista che viene da Roma il venerdì, e due lunedì al mese la neurologia, in modo totalmente frammentario che non consente di dare una continuità assistenziale con un tavolo condiviso anche con i medici di base per la presa in carico della persona fragile, il servizio sul territorio praticamente non esiste tanto è vero che tutti si rivolgono alla nostra Associazione.
In uno stato civile e sociale un’Associazione del Terzo Settore che fa servizi non dovrebbe esistere, sono altri i compiti che deve svolgere, non di certo sostituirsi al pubblico, siamo “costretti” però ad intervenire dalla necessità tragica dello stato di abbandono e mancanza di risposte in cui si trovano i familiari. A causa della sospensione per l’emergenza Covid la situazione è drammaticamente peggiorata, ci risulta poi che la psicologa attualmente presente a Macerata andrà a breve in pensione.
Crediamo fermamente che in una società civile questo tipo di condizione non sia assolutamente accettabile anche se ci teniamo a precisare che non è imputabile in modo alcuno al personale sanitario che con grande abnegazione e dedizione fa quello che riesce con grande difficoltà. Manca nella problematica delle demenze una cabina di regia (unica) e la volontà di programmare i servizi in modo da dare risposte che siano pertinenti alle esigenze reali delle persone malate.
Non può esserci poi una programmazione che sia tale senza tenere conto e coinvolgere chi vive ogni giorno in prima linea e cioè il personale socio/sanitario e i rappresentanti delle famiglie. Ad esempio il CDCD non deve essere un dispensatore di farmaci, ma un luogo di partenza dove si fa diagnosi e si prende in carico la persona e la famiglia, così come recita il Piano Nazionale Demenze: Ricercare il migliore benessere possibile per le persone con demenza; Valorizzare e sostenere chi li assiste, coinvolgerli nel processo di cura consentendo loro una vita 'normale'.
Offrire un sistema di servizi globale, unitario, integrato, radicato nel territorio, vicino alle persone. Siamo molto lontani ovviamente da tutto questo e credo che se non si intervenga al più presto avremo perso una battaglia di civiltà. Auspico che venga fatto qualcosa il prima possibile per le tante famiglie che rappresento, siamo come sempre disponibili a fare squadra per riorganizzare e realizzare una rete di servizi e funzioni, a partire dal CDCD, che si configuri come sistema integrato che deve garantire:
- Diagnosi precoci / tempestive
- Uso di criteri e strumenti omogenei
- Approccio integrato – rete
- Continuità di cura
- Attenzione alla comorbilità
- Privilegiare il domicilio
- Attenzione alla famiglia
Questa lettera oltre a fare presente la condizione in cui si trovano le persone malate e le famiglie, ha anche l’obiettivo di darle, senza presunzione, delle soluzioni. Ci sono nel nostro Paese realtà in rete organizzate e strutturate che si prendono cura della persona fragile e delle famiglie con un sistema scientificamente avallato che consente di migliorare la qualità della vita delle persone malate ed un abbattimento di costi importante (evitando ad esempio tutti i ricoveri impropri).
A Camerino tempo fa alla presenza del dott. Volpini delegato da Cerescioli furono presentati i risultati di 8 mesi di sperimentazione su 100 persone malate delle zone di Camerino San Severino Matelica sul modello dell’ISRAA di Treviso (tra l’altro visitata dagli allora Assessori Mezzolani e Marconi, del DG Genga che entusiasti volevano attuare il prototipo nella nostra Regione) in un sistema in rete coordinato tra Asur, Regione, Ambito, CDCD, Associazione, MMG dando risposte differenti che passano dal Caffè Alzheimer all’assistenza domiciliare da Palestramente al Diurno, il tutto finanziato dall’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione, effetti sulle persone malate di incredibile miglioramento della qualità di vita, il tutto costò 150.000 euro. Alla presentazione fu detto che il modello sarebbe stato replicato in ogni dove nella Regione, stiamo ancora aspettando che accada qualcosa.
Nel frattempo il sisma ed il Covid hanno dato il colpo di grazia ad un sistema già traballante di suo. Se non c’è soluzione occorre trovarla, se c’è ed è qualcosa di sperimentato con tanto di avallo della comunità scientifica non vedo un motivo uno perché non debba essere messo a sistema nei vari territori".
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 1127 tamponi: 810 nel percorso nuove diagnosi e 317 nel percorso guariti. I positivi sono 15 nel percorso nuove diagnosi: 5 in provincia di Ascoli Piceno, 4 in provincia di Pesaro Urbino, 4 in provincia di Ancona e 2 con provenienza da fuori regione.
Tra i nuovi casi sono conteggiati rientri dall'estero, soggetti sintomatici, soggetti asintomatici e contatti di casi positivi.
Si tratta di un lieve incremento che si aggiunge a quello riscontrato nella giornata di ieri quanto i contagiati, nell'arco delle 24 ore, erano stati 8 a fronte però di 420 tamponi effettuati (leggi qui).
Nel percorso screening Montecopiolo non sono stati effettuati tamponi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 7.041 su un totale di 109.300 campioni testati. Nelle strutture ospedaliere regionali sono, invece, ospitati 13 ricoverati, di cui uno in terapia intensiva all'ospedale di Pesaro.
Di seguito, i dati resi noti dal Gores:
"Il nuovo stop per le discoteche e i locali notturni mette a rischio 4 miliardi di euro. Secondo il Silb (il sindacato italiano locali da ballo), questa è la cifra del fatturato annuale di questi esercizi che prevalentemente viene prodotto durante la bella stagione". È la dura presa di posizione del sindaco di Civitanova Marche Fabrizio Cirapapica in merito alla decisione del Governo di chiudere le discoteche in tutta Italia, almeno fino al 7 settembre (leggi qui).
"Il nuovo provvedimento del Governo verso questa categoria alimenterà abusivismo e mafie - osserva seccamente Ciarapica -. I luoghi sicuri e controllati dai professionisti del divertimento si sposteranno in luoghi incontrollati, non solo sotto il profilo sanitario. Questa ulteriore limitazione dei diritti dei cittadini e dell’impresa mi fa pensare ad un Governo dittatoriale che, pur di rimanere a Palazzo Chigi annullando di fatto il potere democratico del Parlamento, ci sta riportando gradualmente verso un nuovo lockdown per paura delle elezioni".
"Questo Governo deve andare a casa. E’ tempo che gli Italiani scelgano chi li dovrà governare. E' dal 2008 che il nostro Paese non ha un Governo scelto dai cittadini" conclude Ciarapica.
Partecipa alla festa di Ferragosto al ristorante-pizzeria Tucano's Beach di Porto San Giorgio e scopre di essere positivo al coronavirus: il giovane, asintomatico, era rientrato da una vacanza a Malta assieme agli amici lo scorso 12 agosto.
A seguito della notizia della positività del ragazzo, è stata subito allertata la macchina anticovid della Asl di Fermo per cercare di risalire a tutti i presenti. Raccolti i dati delle prenotazioni, come da procedura, tutti saranno sottoposti a tampone.
La direzione del locale, attraverso una nota stampa diffusa sui social, ha così chiarito la propria posizione: "Con riferimento alle notizie inerenti la serata del 14 agosto, il Tucano's Beach si è subito attivato seguendo i protocolli di sicurezza imposti dalla legge. Siamo in continuo contatto con l’Area Vasta 4 per dare tutto il supporto richiesto. Ci preme rassicurare tutti gli amici e i clienti che sono state intraprese tutte le misure di sicurezza per individuare tutte le persone a rischio. Il nostro staff e la proprietà sono a disposizione delle autorità competenti per circoscrivere l’accaduto. Si precisa inoltre che il ragazzo contagiato è un cittadino residente nel fermano rientrato da una vacanza a Malta in un periodo precedente all'obbligo di tampone ed autoisolamento".
Come da disposizioni vigenti, la direzione del Tucano's ha trasmesso all'Asur la lista delle persone prenotate per la serata del 14 agosto. "Tutti i prenotati (la lista è stata fornita dal proprietario dello chalet) - sottolinea l'Area Vasta 4 in una nota - verranno contattati telefonicamente per l’esecuzione del tampone che si effettuerà nella giornata di martedì 18 agosto, secondo l’orario comunicato durante il contatto telefonico".
Per quanti vogliano autodenunciare la presenza durante il dopo cena ed eseguire il tampone, si prega di contattare l’Ufficio Relazioni con il Pubblico Contatti: TEL 0734 625 2800/2819 Mail: urp.av4@sanita.marche.it Whatsapp: 366 8341033 e rilasciare NOME e COGNOME, DATA DI NASCITA, COD. FISCALE e RECAPITO TELEFONICO.
Aveva 71 anni e dopo appena una settimana di ricovero il suo corpo si è arreso al Covid-19. Giuseppe Fortuna, originario della Contrada Molini Girola di Fermo ed ex manager della multinazionale "Ferrero", ora in pensione, un mese fa insieme ad una suo amico si era recato in Bulgaria per questioni di lavoro.
Un viaggio che si è rivelato fatale per Giuseppe che dopo pochi giorni dal suo arrivo ha iniziato ad accusare tosse e dolori addominali tanto che si è reso necessario il ricovero presso le strutture ospedaliere del posto. I test effettuati gli hanno diagnosticato il coronavirus e nel giro di una settimana le sue condizioni si sono aggravate fino alla giornata di ieri quando è spirato.
Giuseppe lascia una moglie e i suoi due figli Fabio e Sandro, nei prossimi giorni la salma farà rientro in Italia.
"Nell’interesse della Comunità e per fugare paure e precisare alcune notizie che stanno circolando e che sono prive di fondamento, l’Amministrazione comunale precisa che un nucleo familiare di tre persone è attualmente ospitato presso la casetta di legno ubicata presso il parcheggio Foro Boario in quarantena". Così si esprime in una nota il sindaco Giuseppe Pezzanesi in merito alla segnalazione di una donna positiva al Covid-19 e residente nell'area container che accoglie gli sfollati, a Tolentino (leggi qui).
In merito alle condizioni della donna il sindaco precisa: "Sono stati effettuati esami sierologici privatamente al rientro della famiglia dall'estero, da cui risultava la positività asintomatica della donna. Successivamente tutti i tamponi effettuati dall’Asur hanno dato esito negativo, come da documentazione acquisita dall’Amministrazione comunale, tanto che la paziente è stata dimessa dall’ospedale. Quindi nessun contagiato o positivo".
"Resta il fatto che la famiglia della donna deve osservare, come previsto dalle norme anti covid, il periodo di quarantena e quindi resterà chiusa nella casetta dotata di servizi igienici e di aria condizionata- aggiunge il sindaco -. La zona prospettica dell’abitazione è stata recintata e quindi non vi è possibilità di contatto con altre persone. Il vitto viene consegnato a domicilio dai servizi incaricati dal Comune e i rifiuti, come in situazioni analoghe, vengono raccolti e smaltiti direttamente dal Cosmari. Alla Polizia Locale il compito di controllare il rispetto delle disposizioni".
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 646 tamponi: 420 nel percorso nuove diagnosi e 226 nel percorso guariti. I nuovi casi positivi registrati sono 8: uno in provincia di Pesaro Urbino, uno in provincia di Fermo e sei in provincia di Ascoli Piceno.
Tra i nuovi casi sono conteggiati rientri dall'estero, soggetti sintomatici, soggetti asintomatici e contatti di casi positivi.
Si tratta di un lieve incremento rispetto alla decrescita riscontrata nella giornata di ieri quanto i contagiati, nell'arco delle 24 ore, erano stati 5 a fronte di 529 tamponi effettuati (leggi qui).
Nel percorso screening Montecopiolo non sono stati effettuati tamponi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 7.026 su un totale di 108.490 campioni testati. Nelle strutture ospedaliere regionali sono, invece, ospitati 13 ricoverati, di cui uno in terapia intensiva all'ospedale di Pesaro.
Di seguito, nel dettaglio, i dati rilasciati dal Gores:
"Con l’inizio dell’emergenza COVID, si è chiesto all’Amministrazione quali fossero le precauzioni utilizzate nella zona container di Tolentino vista la condivisione di spazi comuni quali bagni, docce e mensa da parte di tutti gli ospiti della struttura". Così in una nota si esprime Flavia Giombetti, portavoce del Comitato 30 ottobre, che con costanza denuncia il perdurare della zona container di Tolentino, nata a seguito del sisma del 2016.
Giombetti ricorda come tra le misure messe in atto dall'Amministrazione ci sia stata l’installazione di un recinto con telecamere con punto di controllo all’entrata: "Come affermato dal Sindaco Pezzanesi, è stato disposto il divieto di accesso a chi non avesse il tampone “fresco di giornata” (e chi usciva ed entrava giornalmente per recarsi al lavoro o a fare la spesa?). In quest'ultimo caso, ricordiamo i due Ispettori dell’ASUR Marche ai quali, incomprensibilmente, era stato negato l’accesso per effettuare un’ispezione nell’Area container (leggi qui) mentre, solo alcuni giorni fa, l’accesso era stato autorizzato a due giornalisti stranieri".
"Lo scorso venerdì 14 agosto, leggendo un post su Facebook, abbiamo appreso di una signora albanese che si era recata al pronto soccorso di Macerata dichiarando la sua positività al Covid, scoprendo poi che la signora con il marito sono ospiti nella zona container, fatto segnalatoci con molta preoccupazione da altri abitanti dell’area, sconcertati dal silenzio dell’amministrazione comunale" afferma Giombetti, che aggiunge "riteniamo sia giusto e corretto informare sia il personale che vi alloggia sia quello che vi lavora, sulla reale situazione sanitaria".
"Chiediamo quindi, a tutela dei terremotati che da anni vivono in quell’area - conclude la nota -, un pronto ed urgente intervento da parte delle Autorità competenti, chiedendo altresì di valutare seriamente l’opportunità di chiudere la zona, che ricordiamo doveva essere temporanea".
IL COMUNICATO DEL SINDACO: "I TAMPONI SULLA DONNA SONO NEGATIVI, LA FAMIGLIA IN QUARANTENA"
Stop alle deroghe delle Regioni: le discoteche dovranno chiudere a partire da domani, 17 agosto. E sarà riconosciuto un sostegno economico alle attività costrette allo stop. E' quanto deciso dal Governo dopo il confronto in videoconferenza, durato oltre due ore, tra i ministri Francesco Boccia, Roberto Speranza e Stefano Patuanelli ed i presidenti delle Regioni.
Inoltre, dalle 18 alle 6 del mattino le mascherine saranno obbligatorie nei luoghi e locali aperti al pubblico e nei luoghi in cui è più facile che si creino assembramenti. Lo prevede un'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza, al termine del confronto con i governatori. "Diamo un segnale al paese che bisogna tenere alta l'attenzione", ha detto Speranza secondo quanto apprende Ansa.
Nell'ordinanza governativa non sono ammesse deroghe regionali: il decreto, firmato dal presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli lo scorso giovedì 13 agosto sull'apertura delle discoteche, perde dunque di validità.
L'ordinanza di chiusura delle discoteche rimarrà in vigore almeno sino al 7 settembre.
"Mi rivolgo a tutti quegli adolescenti e a quei ragazzi che stanotte hanno dato il meglio di sé in maleducazione e comportamenti". Così inizia il duro sfogo che il vicesindaco di Porto Recanati Rosalba Ubaldi ha affidato ai social, dopo aver constatato il modo in cui la città si è risvegliata a seguito dei bagordi di cui i giovani si sono resi protagonisti nella nottata di ieri, quella di Ferragosto.
"I comportamenti sono i vostri, la maleducazione è colpa anche del permissivismo con il quale i vostri genitori vi hanno sempre giustificato le risposte oscene che date pure a loro, i rientri all'alba o poco prima, il rientrare con la puzza d'alcool che inonda la vostra stanza, il pessimo rispetto della cosa pubblica da sporcare e danneggiare, l'andare a scuola senza studiare - attacca la Ubaldi -. E magari, per sollevarvi il morale depresso dall'uso di alcool e non solo e degli scarsi risultati a scuola, vi hanno anche comprato l'ultimo cellulare o aumentato la paghetta".
"Risultato? Oltre il consueto rapporto di imbecillità quotidiano, stamattina piazze, vie, vicoli piene di ogni ché. E gli operatori costretti a superlavoro per far tornare la città decente per tutti gli altri. Vergognatevi imbecilli, quando nel pomeriggio vi sveglierete" conclude la vicesindaco di Porto Recanati.
Il Gores ha comunicato nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 858 tamponi: 529 nel percorso nuove diagnosi e 329 nel percorso guariti. I positivi sono 5 nel percorso nuove diagnosi: uno in provincia di Ancona, uno in provincia di Pesaro Urbino, uno in provincia di Macerata, uno in provincia di Fermo e uno in provincia di Ascoli Piceno.
Tra i nuovi casi sono conteggiati rientri dall'estero, soggetti sintomatici, soggetti asintomatici, contatti di casi positivi e screening effettuati sull'ambiente di lavoro.
Si tratta di un dato in lieve miglioramento rispetto a trend dell'ultima settimana, dopo la decrescita riscontrata nella giornata di ieri quanto i contagiati nell'arco delle 24 ore erano stati 11 a fronte di 687 tamponi effettuati (leggi qui).
Nel percorso screening Montecopiolo non sono stati effettuati tamponi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 7.018 su un totale di 108.070 campioni testati.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”.
Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica riguardante le nuove misure dettate dal Governo volte al contenimento della diffusione del Coronavirus da adottare su tutto il territorio nazionale fino al prossimo 7 settembre 2020. Di seguito l’analisi dell’avv. Oberdan Pantana.
Lo scorso 8 agosto è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 7 agosto 2020 recante «ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19, e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, recante ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19»; il nuovo decreto, in vigore dal 9 agosto 2020, sostituisce il d.P.C.M. 11 giugno 2020 e ha efficacia fino al 7 settembre 2020. Le disposizioni contenute nel nuovo d.P.C.M dettano le misure di contenimento del contagio da COVID-19 da adottare sull’intero territorio nazionale, oltre che le limitazioni agli spostamenti da e per l’estero con i rispettivi obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale. Ai fini del contenimento della diffusione del coronavirus sul territorio nazionale, il decreto conferma l’obbligo dell’utilizzo delle mascherine nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e in ogni caso laddove non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza.
La distanza di sicurezza interpersonale da mantenere è di almeno un metro. I soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre maggiore di 37,5° devono rimanere presso il proprio domicilio contattando il proprio medico curante. Permane il divieto di assembramento, con particolare riferimento a parchi, ville e giardini pubblici, dove l’accesso continua ad essere regolato dall’art. 1, comma 8, d.l. n. 33/2020 e l’attività sportiva o motoria è possibile ma sempre con la distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri. Per quanto riguarda, invece, l’attività sportiva e motoria svolta nei centri come palestre, piscine e circoli sportivi, pubblici e privati, permane l’obbligo di osservanza delle linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, in accordo con la Federazione medico sportiva.
Tra le novità previste dal decreto vi è la possibilità, dal 1° settembre 2020, di partecipare a singoli eventi sportivi di minore entità, purché non si superi il numero massimo di 1000 spettatori per gli stadi all’aperto e di 200 spettatori per impianti sportivi al chiuso.
La medesima quantità di pubblico è prevista anche per gli spettacoli in sale teatrali, concerti, cinema, luoghi di culto e altri spazi, anche all’aperto, dove i posti a sedere dovranno essere preassegnati e distanziati. Le attività professionali dovranno proseguire mediante modalità di lavoro agile e i dipendenti dovranno essere incentivati alle ferie e ai congedi retribuiti, nonché a tutti gli strumenti previsti dalla contrattazione collettiva. Le aziende dovranno predisporre protocolli di sicurezza anti-contagio e prevedere l’adozione di strumenti di protezione individuale, oltre che operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche tramite l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Il decreto definisce anche le limitazioni agli spostamenti da e per l’estero, vietando gli spostamenti da e per Stati e territori di cui all’elenco E dell’allegato 20 del d.P.C.M.. In particolare, coloro che hanno transitato o soggiornato in tali Stati nei 14 giorni antecedenti all’ingresso e al transito nel territorio nazionale dovranno fornire la dichiarazione contenente i motivi per cui vi voglio fare ingresso, tra cui, ad esempio, le comprovate esigenze lavorative, di salute, di studio, assoluta urgenza o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Fermi restando i divieti e le limitazioni di ingresso in Italia, le disposizioni prevedono che chiunque fa ingresso per qualunque durata nel territorio nazionale deve consegnare, all’atto di imbarco, la dichiarazione resa ai sensi degli artt. 46 e 47 d.P.C.M. n. 445/2000, recante in modo chiaro e dettagliato i Paesi nei quali ha soggiornato o transitato nei 14 giorni antecedenti, i motivi dello spostamento, l’indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia, dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario, il mezzo di trasporto utilizzato per raggiungere tale luogo e il recapito telefonico. Il periodo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario previsto per tali soggetti è di 14 giorni e dovrà essere espletato presso l’abitazione o la dimora indicate nella dichiarazione rilasciata al momento dell’imbarco.
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Hotel al completo, spiagge gremite e ristoranti perennemente occupati: il ferragosto civitanovese, nel suo anno più particolare, non sembra aver sofferto i danni economici causati dal Coronavirus.
Dal lungomare nord a quello sud, l'impressione è che gli chalet e gli alberghi siano - almeno parzialmente - soddisfatti delle somme tirate sino a questo momento: "Non possiamo certo lamentarci," - dice la titolare di uno chalet sul lungomare sud - "Fin qui, è stata un'estate abbastanza normale. I clienti non mancano; le strade e le spiagge sono sempre affollate. Si potrebbe quasi dire che c'è più gente dell'anno scorso".
Diversa è invece l'opinione dal fronte del lungomare nord: "Sono molto arrabbiato per il modo in cui vengono gestite le cose." - dice il titolare dello Chalet Caribean - "Sono passati pochi mesi dalla riapertura delle attività commerciali eppure mancano totalmente i controlli. Le forze dell'ordine sono indifferenti e si preoccupano soprattutto di fare multe per divieto di sosta. Noi possiamo fare del nostro meglio per evitare gli assembramenti, ma non possiamo certo fare miracoli".
A queste considerazioni, se ne uniscono poi delle altre legate alla movida e alle attrattive serali: "Credo sarà un ferragosto particolarmente spento, almeno da queste parti." - lamenta la titolare del ristorante Vento in Poppa - "Oramai esiste solo il lungomare sud. Qui al lungomare nord la sera non c'è molto da fare".
Se, dunque, tra gli chalet e i ristoranti aleggia la convinzione che l'estate sia stata generosa, dall'altra parte gli hotel sembrano aver sofferto maggiormente le poche prenotazioni tra giugno e luglio: "Abbiamo arrancato un po' solo a inizio estate," - rivela un'impiegata dell'Hotel Dimorae - "Ma da metà luglio in poi le richieste di prenotazione sono decisamente aumentate. Ora siamo al completo fino a fine agosto".
Un buon auspicio per l'economia della città in attesa del bilancio finale estivo.
Il Gores ha comunicato che nelle ultime 24 ore sono stati testati 1135 tamponi: 687 nel percorso nuove diagnosi e 448 nel percorso guariti. I nuovi casi positivi registrati nella Regione Marche sono 11: tre in provincia di Pesaro Urbino, sette in provincia di Ascoli Piceno e uno in provincia di Macerata.
Tra i nuovi casi sono conteggiati rientri dall'estero, soggetti sintomatici, soggetti asintomatici, contatti di casi positivi e screening effettuati sull'ambiente di lavoro.
Si tratta di un dato in linea con il trend dell'ultima settimana, dopo il picco riscontrato nella giornata di ieri quanto i contagiati nell'arco delle 24 ore erano stati 32 (leggi qui).
Nel percorso screening Montecopiolo non sono stati effettuati tamponi.
Il numero complessivo di contagiati nella Regione Marche sale a 7.013 su un totale di 107.541 campioni testati. Salgono a 14 invece il totale dei pazianti ricoverati,di cui uno in terapia intensiva presso l'ospedale di Pesaro.
Di seguito i dati resi noti dal Gores:
La Provincia ha deciso di assoggettare a VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) il progetto presentato dalla ditta Ecomarche 2 s.r.l. di Milano, per la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra della potenza di 28 MWp, in località Berta nel Comune di Treia.
L’impianto proposto e la sua notevole estensione complessiva di ben 34 ettari produrrebbero un enorme danno a un’area agricola, nonché un grave degrado del territorio, dal grande valore paesaggistico e ambientale, ancora integro.
“Il fotovoltaico è sicuramente una importante risorsa da utilizzare per creare energia rinnovabile, ma va realizzato nei luoghi idonei e nelle aree già urbanizzate - dichiara il presidente della Provincia Antonio Pettinari - e quindi compromesse ai fini agricoli, quali gli edifici pubblici e privati, le aree commerciali e i capannoni industriali. Le fonti rinnovabili dobbiamo usarle senza compromettere le risorse straordinarie rappresentate dal nostro paesaggio, dalla nostre risorse e dalle tipicità. Per questo dobbiamo evitare il consumo ulteriore del suolo”.
La Provincia ritiene che, oltre al notevole impatto sulla componente paesaggistica, peraltro difficilmente mitigabile, il progetto sarebbe ulteriormente dannoso in quanto interesserebbe un’area oggi caratterizzata da produzioni agricolo-alimentari di qualità, e quindi non idonea per l’installazione di impianti fotovoltaici, ai sensi della vigente normativa regionale (Deliberazione Amministrativa n. 13/2010).
La decisione assunta dalla Provincia è coerente con gli indirizzi adottati per tali tipologie di intervento dal Consiglio Provinciale, essendo emersi già in fase istruttoria evidenti profili di incompatibilità con le esigenze di tutela ambientale indicate per la zona dal vigente Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Macerata.
Due casi positivi al Covid-19 all’interno del condominio dell’Hotel House e cinque in due nuclei familiari di Porto Recanati.
Lo rende noto il sindaco Roberto Mozzicafreddo gli avvenuti esami svolti negli ultimi giorni e resi noti dall’Asur Marche.
"All'Hotel House sono rimasti 2 positivi asintomatici che hanno fatto il primo tampone nei giorni scorsi (risultato negativo) e oggi hanno fatto quello di controllo il cui risultato ci verrà comunicato domani o nei prossimi giorni - annunicia il primo cittadino di Porto Recanati - Tutti negativizzati gli altri. In città 5 sono i positivi in due nuclei famigliari (2 e 3) e aggiunge - Venti concittadini complessivamente sono in isolamento per essere rientrati da zone a rischio o per contiguità con qualche caso positivo - sottolina Mozzicafreddo - A tutti raccomandiamo di mantenere la massima prudenza. Abbandonare le necessarie misure di distanziamento e la mascherina nei luoghi chiusi o laddove non si può tenere la distanza minima, sottopone ciascuno di noi al rischio di una recrudescenza del contagio - e conclude -In questi giorni siamo in tantissimi, cerchiamo tutti di essere responsabili".
Approvato dall’ufficio speciale sisma, la congruità dell’importo richiesto per il palazzo comunale e il teatro Filippo Marchetti, nel centro storico di Camerino.
Sono stati riconosciuti esattamente 10milioni e 200mila euro per la realizzazione dell’intervento compatibilmente con le concomitanti esigenze di tutela del bene. Un altro passo avanti, dunque, sull’iter di ricostruzione pubblica di uno dei progetti più grandi della zona rossa camerte.
Dopo la messa in sicurezza del teatro Filippo Marchetti, terminata in poco più di un mese con un intervento di oltre 300mila euro, ora con l’approvazione del Cir (congruità dell’importo richiesto) si può dare il via alle procedure d'appalto per l'affidamento della progettazione dei lavori dell'edificio sed comunale e del teatro.
"Un altro passo avanti - spiega l’assessore ai lavori pubblici Marco Fanelli - dopo la messa in sicurezza e l'approvazione del CIR si può cominciare a parlare del progetto di ricostruzione, pur con le tempistiche che la burocrazia chiaramente impone. Nei mesi scorsi - ripercorre i passaggi Fanelli - ci siamo mossi su diversi piani, sia in termini di messe in sicurezza, sia di ricostruzione. Sul teatro dopo il sisma il primo intervento era stato fatto ad aprile 2019 da 60mila euro. Purtroppo non era stato sufficiente, al punto che si sono verificati altri crolli, che abbiamo riscontrato in occasione di uno dei primi sopralluoghi appena ci siamo insediati, rifacendo ulteriori controlli con la Sovrintendenza che ha confermato la necessità di altri interventi. È seguito un sopralluogo dell’Ufficio Beni culturali, dal quale abbiamo ottenuto un nullaosta per integrare il finanziamento per un ulteriore intervento da 300mila euro il quale è stato portato a termine. Ora con l’approvazione del Cir facciamo un passo avanti importante e determinante per la ricostruzione” conclude Fanelli. Il prossimo passaggio ora quindi è la stesura e l'approvazione del progetto con i pareri di tutti gli organi competenti.
Terza puntata “boom” di "Giù la Maschera - Speciale Election Day” . Grandi numeri in termini di contatti ma soprattutto di partecipanti per l’iniziativa editoriale a firma quotidiano online “Picchio News - Il giornale tra la gente e per la gente” che nell’appuntamento di ieri ha visto “affrontarsi via web” alcuni dei candidati sindaci del comune di Macerata.
Un puntata molto seguita da parte di tanti maceratesi che hanno partecipato con domande e commenti ad un evento completamente dedicato alle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre, nelle quali saranno chiamati in causa tutti proprio i cittadini di Macerata che dovranno rinnovare, non solo il Governo della Regione Marche manche di alcune città del territorio, tra cui appunto il capoluogo.
A condurre e mediare con competenza il confronto, a tratti acceso, tra gli aspiranti primi cittadini il sempre più affiatato trio formato dalla speaker radiofonica Morena Oro e il consulente in comunicazione Maurizio Lombardi e il giornalista Maurizio Verdenelli. I veri protagonisti della serata sono però stati Narciso Ricotta, candidato del Partito Democratico, Roberto Cherubini per il Movimento Cinque Stelle e Alberto Cicarè della lista civica “Strada Comune”.
Uno scambio di idee e vedute dei rispettivi candidati sindaci che hanno offerto diversi spunti di riflessione ai quali hanno partecipato con grande interesse i tanti ascoltatori collegati da remoto che hanno avuto la possibilità di interagire con i presenti tramite la pagina Facebook di Picchio News con domande e curiosità, offrendo così un prezioso contributo per quello che vuole essere un format che vuole parlare direttamente alla gente e della gente.
Una puntata pre-ferragostana capace di riscuotere subito un grande interesse: tant’è che sono stati tantissimi i commenti e le domande sui più svariati temi rivolti ai tre candidati alle amministrative maceratesi
Appuntamento ora fissato per la serata lunedì 17 agosto, sempre a partire dalle 21:15 in diretta web, con la quarta puntata di “Speciale Election Day”, dove i protagonisti questa volta saranno i candidati consiglieri per le sempre più vicine elezioni regionali.
Ricordiamo inoltre che sarà possibile intervenire in diretta con domande, riflessioni e suggerimenti che saranno poi discussi dagli ospiti nel corso della trasmissione.
Il sindaco del Comune di San Severino Marche, Rosa Piermattei, ha revocato l’Ordinanza di inagibilità con la quale, a seguito delle scosse di terremoto del 2016, aveva dichiarato non utilizzabile un edificio sito in via Dante Alighieri.
La struttura, una palazzina bifamiliare, dopo essere risultata gravemente danneggiata dal sisma è stata interessata da lavori di ripristino, miglioramento sismico e ricostruzione per un importo complessivo pari a 560mila euro.