L’Amministrazione comunale di Sarnano ha iniziato i lavori per l’analisi, l’adeguamento e il progetto del nuovo piano regolatore adottando il metodo partecipativo, una sorta di “coprogettazione” fatta insieme ai cittadini, alle categorie e alle istituzioni di Sarnano.
“Lo strumento urbanistico che si vuole rinnovare, risalente a 48 anni fa”, spiega il consigliere delegato Ermanno Dell’Agnolo, “vuole essere non più uno strumento di vincoli e parametri ma uno strumento di progetto dove chiunque sia interessato ad uno sviluppo potrà leggere tutte le informazioni legate al territorio e quindi proporre progetti compatibili e sostenibili per un corretto sviluppo dello stesso. I lavori sono partiti già con l’insediamento di questa amministrazione nel 2019 e sono consistiti, in questi tre anni, nel digitalizzare il piano regolatore esistente su un supporto informatico geo referenziato e pertanto corrispondente perfettamente allo stato dei luoghi.
“La seconda fase – continua il consigliere - ha visto la redazione di una variante minore al piano regolatore per consentire da subito la correzione di alcuni problemi legati alla semplice nomenclatura e quindi consentire a circa 150 lotti di terreno, l’edificazione diretta in luogo della edificazione indiretta attraverso nullaosta paesaggistico”.
“I lavori”, aggiunge Dell’Agnolo, “sono poi proseguiti nell’analizzare e verificare tutti gli standard urbanistici previsti nel piano regolatore, variante ‘85 e dimensionati su una popolazione teoricamente insediabile pari a 7300 unità. È stata poi tirata fuori la vecchia delibera del 1983 con la quale il consiglio comunale ha classificato le strade presenti nel territorio comunale”.
“Questa cartografia è stata integrata con le conoscenze di oggi e l’aiuto di quanti conoscono bene il territorio. I lavori poi sono proseguiti sovrapponendo alla cartografia di piano il piano territoriale di coordinamento e il piano paesaggistico regionale nonché la micro zonizzazione sismica, il Pai (piano per la salvaguardia idraulica ed idrogeologica) e tutti gli altri strumenti e studi superiori”.
“Abbiamo quindi intrapreso, avuta la disponibilità di studenti insegnanti e genitori, un percorso conoscitivo con i 200 ragazzi frequentanti le scuole superiori di Sarnano. Abbiamo visitato insieme a loro il territorio sotto un profilo naturalistico e antropico storico e produttivo-commerciale, chiedendogli di dividersi in gruppi, ne hanno formati 40, e studiare una loro proposta per illustrare come vorrebbero o vedrebbero la Sarnano del futuro. Ne sono scaturiti 40 progetti tradotti poi in altrettanti video ove i vari gruppi illustrano in circa un minuto cadauno il loro progetto”.
Giovedì 24 novembre questi lavori verranno pubblicati mediante una proiezione nella sala conferenze comunale nel palazzo Brunforte dalle 10 alle 12. I ragazzi così potranno vedere i lavori dei loro colleghi, commentarli e, alla fine del meeting, il gruppo di progettazione del piano regolatore di Sarnano farà la sintesi di quanto i ragazzi hanno prodotto e delle indicazioni che gli stessi, con i loro lavori, hanno dato per il progetto del nuovo piano regolator”.
“Nei punti chiave del paese – conclude Dell’Agnolo - verranno installati dei totem con dei questionari, in modo che i cittadini possa trasmettere le proprie idee in merito al nuovo Prgc. Gli stessi questionari verranno posti anche sui canali social di Sarnano. Per questo si invita la popolazione a dare il proprio contributo”.
“Non esiste agricoltura senza legame con il territorio e costruita solo nei laboratori”. È stato questo il filo conduttore dell’intervento, svolto dal presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, al Congresso regionale di Coldiretti Marche, tenutosi alla Mole Vanvitelliana di Ancona.
Un’assise dedicata al futuro del comparto agricolo tra politiche europee, cambiamenti climatici e cibo sintetico. Acquaroli ha anche firmato la petizione contro il cibo sintetico e la tutela del sistema produttivo italiano, promossa dalla stessa Coldiretti e sottoscritta, nei giorni scorsi, dal ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.
“Le Marche, l’Italia intera, vantano una storia e una tradizione che cozzano contro i cibi costruiti in laboratorio – ha detto il presidente – Le nostre eccellenze parlano da sole; vengono tramandate di generazione in generazione e trovano spazio nei gusti alimentari dei consumatori più avveduti”. Un’agricoltura attenta alla qualità che sa guardare anche alle dinamiche del mercato: “La competitività delle nostre produzioni va rafforzata in una logica di filiera, per essere vincente a livello nazionale e internazionale”.
“Una filiera che guarda al mercato, ma che parte dal territorio e legata all’eccellenze locali. È indispensabile contrastare, nei contesti europei, visioni legislative lontane dall’economia reale delle nostre comunità".
"Una visione - prosegue - che può essere solo dannosa per un modello produttivo come il nostro e fuorviante rispetto alle aspettative dei consumatori”. Il presidente Acquaroli ha assicurato che “le istituzioni regionali e nazionali sono dalla parte di un’agricoltura che si sviluppa dal territorio e si trasforma in filiera di eccellenza, senza passare dal laboratorio”.
Un'alleanza strategica per far crescere turismo, cultura e non solo. Civitanova Marche e Foligno hanno firmato ieri pomeriggio nella sede del Parco di Colfiorito un patto d’amicizia lanciando un messaggio importante di grande condivisione.
Presenti i rispettivi due primi cittadini, Fabrizio Ciarapica e Stefano Zuccarini insieme ed una delegazione del comune di Foligno: Lorenzo Schiarea, presidente del Consiglio comunale, Michela Giuliani, assessore al Turismo e al Commercio, Agostino Cetorelli, assessore ai Servizi Sociali e alla Montagna e Domenico Lino, consigliere comunale con incarico allo sviluppo delle aree montane.
"Sono onorato di sottoscrivere questo patto di amicizia con Foligno - ha detto Fabrizio Ciarapica, sindaco di Civitanova Marche -.Il nostro è un legame profondo iniziato con l'inaugurazione della nuova strada statale 77 "Val di Chienti" e con il tempo si è consolidato sempre di più.
A partire anche dalla partecipazione di Foligno a “GustaPorto”. Sarà per noi un grande piacere promuovere le vostre eccellenze nella nostra città e viceversa così da trarne tutti dei benefici dal punto di vista economico, sociale, culturale, turistico ed enogastronomico".
Il sindaco Ciarapica ha mostrato ai presenti il video della recente realizzazione alla fine della superstrada raccogliendo applausi e consensi. Poi ha aggiunto: "Quando si uniscono le forze e le idee per raggiungere obiettivi comuni, in questo caso far crescere insieme la propria destinazione turistica e renderla più appetibile agli occhi dei visitatori, possiamo davvero raggiungere risultati ambiziosi".
"Siamo orgogliosi ed emozionati di sottoscrivere questo con una città prestigiosa ed importante come Civitanova - ha detto Stefano Zuccarini, sindaco di Foligno - Con questa firma formalizziamo un legame profondo che ci unisce già da tempo, e non a caso abbiamo scelto come sede il Parco, luogo simbolo delle bellezze culturali e naturalistiche della nostra montagna".
Zuccarini ha voluto sottolineare "l'amore" dei folignati per la città rivierasca. "Civitanova è il nostro mare. Migliaia di cittadini raggiungono Civitanova d'estate ma anche d'inverno. Abbiamo appreso della realizzazione della rotatoria alla fine della superstrada e di questo siamo molto contenti. Questa firma - ha concluso - ci stimolerà a fare ancora di più al fine di rafforzare un rapporto fra due città simili, tra due popoli che si amano e legati da prospettive e visioni strategiche su tanti aspetti".
Subito dopo la firma dell'atto, uno scambio di omaggi e la dedica del sindaco Ciarapica nel Libro d'onore della città di Foligno dove Presidenti della Repubblica, Ministri, Cardinali e molti altri hanno lasciato il loro pensiero: "Che questo patto di amicizia sia l'inizio di una proficua e lunga collaborazione". La serata è terminata con una visita guidata al Parco naturalistico di Colfiorito ed un brindisi augurale alla nuova amicizia.
Distributore automatico per la vendita diretta di pellet e altri combustibili a uso domestico: sarà installato a Tolentino, in prossimità del complesso commerciale Oasi e dello Spazio ‘815.
Si tratta di una soluzione che l’amministrazione comunale ha preso per "incentivare la diversificazione dell’offerta delle fonti energetiche - precisa il sindaco Mauro Sclavi -, alla luce dell’attuale crisi geo-politica" affinché "le famiglie possano adottare strategie di consumi volte ad ottimizzare i costi relativi".
Il distributore sarà installato, nello specifico, nell’area di proprietà comunale ubicata in Largo Mario Trapassi e Salvatore Bartolotta. La concessione avrà la durata di dodici anni ed è soggetta al pagamento del canone patrimoniale di concessione.
A Sefro non saranno allestite le tradizionali luminarie natalizie. A comunicarlo è stato il sindaco Pietro Tapanelli nel comunicare come "la situazione socio-economica generale" non consenta al comune "di impegnare risorse economiche per tali iniziative, ma verrà comunque lasciato illuminato il palazzo del Municipio con il tradizionale tricolore italiano".
"Non si tratta semplicemente della bolletta per gli allestimenti luminosi - puntualizza Tapanelli -, ma il caro energia ha un trend internazionale che non risulta attualmente gestibile e sono stati chiesti, per questo, sacrifici importanti ai cittadini, con lo spegnimento della pubblica illuminazione in molti punti del territorio comunale".
"Molte imprese e molti cittadini sono in difficoltà e riteniamo indispensabile, seppur con le capacità di un piccolo comune, destinare eventualmente un budget a chi, per il caro energia, dovesse avere necessità di un aiuto economico. Nel massimo rispetto di chi ha fatto scelte diverse, ci sentiamo di procedere per quest’anno in questa direzione, scusandoci con la popolazione per il Natale poco illuminato" conclude Tapanelliì.
Completati interventi lungo alcune strade provinciali per oltre 500mila euro. L’ufficio Viabilità della Provincia, infatti, ha appaltato nei mesi scorsi diversi lavori che hanno riguardato le zone di Montelupone, San Ginesio e Tolentino.
Lungo la Provinciale 21 "Castelletta – Becerica" (nel territorio di Montelupone) sono stati completati i lavori di risanamento della strada mediante fresatura e posa di tappeto d’usura sull'intero tratto, affidati alla ditta Bartolini srl di Recanati che aveva proposto un ribasso d’asta dell’11,88% sul prezzo a basa d’asta dei lavori di 250mila euro e, quindi, si era aggiudicata i lavori per un importo complessivo di 171.646 euro. A breve si provvederà alla stesa della segnaletica orizzontale.
Completati anche gli interventi lungo la Provinciale 45 "Faleriense-Ginesina" a San Ginesio, appaltati alla ditta Cesa srl di Castelfidardo che si è aggiudicata l’appalto con un ribasso del 9,33% e, quindi, per un importo contrattuale di 170.509 euro.
L'intervento ha previsto il risanamento della strada mediante la posa di binder su alcuni tratti e la posa di tappeto d’usura sull'intero tratto. È stata eseguita la ricarica delle banchine stradali dove necessario e si provvederà quanto prima alla stesa della segnaletica orizzontale.
Nuovo asfalto anche lungo la Provinciale 60 "Le Grazie - Serrapetrona" dove sono stati effettuati il risanamento del tratto stradale dal km 1+580 al km 2+850 circa, dal km 5+450 al km 5+800 circa, e dal km 6+450 al km 7+100 circa mediante la posa di tappeto d’usura previa posa di binder nelle zone che necessitavano di risagomatura.
Al termine dell’asfaltatura si è proceduto con la ricarica delle banchine stradali. I lavori, per un importo complessivo di 250mila euro, sono stati appaltati alla Siles srl di Andria che ha proposto un ribasso del 7,59% e si è aggiudicata gli interventi per 156.926 euro.
In relazione alle segnalazioni pervenute da alcuni cittadini sulla presenza di ratti nelle vie del centro e non, il sindaco di Porto Recanati Andrea Michelini precisa di "aver da subito preso in carico la questione, con la tempestività e l’urgenza che la problematica necessita”.
"Tutti i richiami sono stati inviati al Cosmari, tenuta a svolgere con regolarità, come da contratto, il servizio di derattizzazione nella nostra città - sottolinea il primo cittadino -. Al riguardo, la dottoressa Pellei, direttrice del Cosmari, ha assicurato che nei prossimi giorni verrà posta maggiore attenzione alla derattizzazione e, nel contempo, si provvederà a una più accurata pulizia delle caditoie".
"L'amministrazione comunale, in un clima di fattiva collaborazione con il Consorzio Cosmari, sta ponendo in essere ogni azione preventiva e di contrasto a tutte le tematiche che vengono segnalate, che non sono mai state sottovalutate o non tenute in debita considerazione” spiega Michelini che auspica, allo stesso tempo, "che sporadici episodi non assurgano ad una cronaca quotidiana di narrazione tendente ad amplificare fenomeni che, fortunatamente, hanno impatti solo su alcuni cittadini".
"Rassicuriamo pertanto tutti sul fatto che il confronto con chi espleta il servizio di pulizia nella nostra città è quotidiano – aggiunge il sindaco -, costruttivo e costantemente orientato sia alla risoluzione di questa tipologia di criticità che condiziona in modo pesante la vita dei nostri concittadini, che di tutte le altre problematiche segnalate".
Truffe e furti compiuti in danno di persone anziane e dei più deboli: prosegue la campagna di prevenzione attraverso gli incontri promossi dalla Questura di Macerata, con la collaborazione della Diocesi di Macerata che ha messo a disposizione propri locali.
Presso il cinema parrocchiale Excelsior, l’oratorio della parrocchia Santa Madre di Dio di Via Capuzi e la sala parrocchiale della Chiesa del S.S. Crocifisso di Villa Potenza si sono svolti i primi tre incontri tenuti da poliziotti specializzati della Questura di Macerata, i quali hanno fornito ai cittadini le raccomandazioni del caso rispondendo alle numerosissime domande dei presenti.
Anche in vista delle prossime festività natalizie, quando tende a crescere il pericolo di un aumento dei reati predatori con particolare riferimento alle truffe, gli incontri proseguiranno anche nelle prossime settimane, proprio con l’obiettivo di prevenire questo tipo di fenomeni e proteggere le persone più anziane più esposte a questo tipo di reati.
Un martedì di fine novembre all'insegna del maltempo nelle Marche. A prevederlo è il bollettino meteo della Protezione Civile che, in vista di domani, ha diramato un'allerta meteo di livello giallo valida su gran parte del territorio regionale (compreso il Maceratese) per rischio idrogeologico. Previsti temporali e raffiche di vento di notevole intensità nelle zone costiere della regione.
"Il transito di una perturbazione atlantica nel Mediterraneo porterà piogge diffuse e venti intensi per la giornata di martedì a cui seguirà un miglioramento", si legge nella nota previsionale rilasciata dalla Protezione Civile.
Nella prima parte della giornata le precipitazioni saranno diffuse e continue, anche a carattere di rovescio, e più insistenti nel settore centro-meridionale delle Marche. Nel pomeriggio piogge maggiormente sparse, a prevalente carattere di rovescio o di temporale, con esaurimento dei fenomeni dal tardo pomeriggio ad eccezione della fascia costiera centro-settentrionale in cui saranno possibili delle precipitazioni a carattere di rovescio anche in serata.
Mare molto mosso con onda da sud-est nella prima parte della giornata e da nord-nordovest nella seconda. C'è il rischio di mareggiate con raffiche di vento fino a burrasca forte previste lungo la costa mentre nelle zone montane e alto collinari, i venti saranno sud occidentali - di brezza tesa o di vento moderato - con raffiche fino a vento forte.
Questa mattina il presidente Acquaroli ha inviato la richiesta dello stato di emergenza per il sisma iniziato lo scorso 9 novembre, sulla costa marchigiana settentrionale, e ancora in corso. Come anticipato durante il Consiglio regionale lo scorso giovedì, appena terminata una prima ricognizione si è proceduto ad inviare la richiesta. Infatti come spiegato dal presidente nel suo intervento, lo stato di emergenza deve essere suffragato da dati precisi e dettagliati per poter così rappresentare lo stato della situazione a seguito delle scosse.
La prima fase della ricognizione si è completata lo scorso fine settimana e così, questa mattina, si è proceduto ad inviare la richiesta al ministro per la Protezione civile e le politiche del mare Nello Musumeci e al capo dipartimento nazionale della protezione civile Fabrizio Curcio.
“Le verifiche dei danni sono ancora in corso e i Comuni le stanno facendo pervenire – ha dichiarato il presidente – . In questi giorni continuano ad arrivare le segnalazioni dai territori, anche a seguito del susseguirsi delle scosse che potrebbero ampliare gli effetti dei danneggiamenti segnalati già nelle prime ore”.
“Man mano che le verifiche procedono sui territori si contano nuovi danni al patrimonio edilizio privato, pubblico e storico–culturale, alle strutture ed infrastrutture pubbliche, segnalati da molti Comuni in tutte le aree maggiormente colpite. Non appena sarà disponibile, trasmetteremo la ricognizione completa dei danneggiamenti e la documentazione più di dettaglio”, riferisce il presidente.
Nella lettera trasmessa a Roma, Acquaroli evidenzia come l’andamento del sisma, ancora in corso, stia determinando “conseguenze e ripercussioni sul territorio tali da dover richiedere risorse e poteri straordinari” previsti per gli stati di emergenza. ‘L’evento sismico registrato intorno alle 7 di mattina del 09 novembre 2022 – viene ricordato – ha raggiunto una magnitudo di 5.7: è la scossa più forte mai registrata nella costa settentrionale marchigiana da quella del 1930”.
“L'epicentro del terremoto è stato localizzato al largo della costa delle Marche settentrionali, nella zona del Mar Adriatico davanti a Pesaro e Fano”. Il presidente ha illustrato la sequenza sismica che si sta registrando, evidenziando come lo sciame sismico sia ancora in atto: “Nella mattinata del 20 novembre è stata registrata una scossa di magnitudo 4,3. Nell’immediatezza dell’evento il Sistema regionale di protezione civile si è prontamente attivato, la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile ha avviato immediatamente il necessario raccordo operativo con le componenti territoriali e le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile”.
Sabato 19 novembre l'azienda Feleppa ha aperto le sue porte per l'evento "Crazy Night", organizzando una serata magica e speciale, dalle 23 fino alle 4 di mattina, all’interno dei locali dove ogni giorno si svolge la loro attività
Tanti ospiti di prestigio come le influencer del territorio: Marika Bellizzi, Jessica Gandini, Melissa Massetti, Alice Canapa e Claudia Filipponi che per l'occasione hanno indossato i vestiti del brand delle gemelle Feleppa.
Gli ospiti sono stati accolti in una calda e accogliente atmosfera natalizia, uno scenario di alberi di Natale, palline colorate, luci soffuse dove gli invitati hanno potuto sorseggiare ottimi drink, un delizioso panettone e ottima musica.
La particolarità dell'evento era lo sconto sulla nuova collezione che ad ogni ora aumentava: più a lungo si rimaneva alla festa e più lo sconto cresceva. La manifestazione è stata davvero molto partecipata da ragazzi e non, un evento apprezzato da bimbi piccoli fino ad un pubblico più maturo.
Un evento dal sapore tutto marchigiano che ha attirato centinaia di persone per far conoscere la storia dell'azienda e trascorrere ore piacevoli di un sabato molto piovoso.
Aria di Natale a Civitanova Marche. Arrivato questa mattina in piazza XX Settembre l'abete donato da Esine. Con questo atto simbolico si rinnova il patto di amicizia che lega la cittadina lombarda gemellata dal 1989 a Civitanova, grazie alla precedente opera delle rispettive sezioni Avis delle due località, a cui si è aggiunta la Croce Verde locale.
L'albero, come tutti gli anni, è posizionato all'ingresso dei giardini. Ora si provvederà agli addobbi e all'illuminazione. L'accensione è prevista per il 3 dicembre alle ore 18.
“Ancora una volta alcuni sindaci non perdono occasione di strumentalizzare una vicenda e per gettare fumo negli occhi dei cittadini”. Luca Buldorini, vicepresidente della Provincia interviene per precisare alcune dichiarazioni relative agli aumenti del costo del servizio idrico deliberati venerdì dall'Ato 3 e replicare alle accuse di inerzia nei confronti della Provincia.
“Capisco che parlare di aumenti in questo periodo non sia mai piacevole e possa essere usato per far urlare allo scandalo, però bisogna dire ai cittadini che si tratta di un aumento medio di circa 9 euro l'anno a famiglia (0,02 centesimi al giorno) a seguito degli incrementi imposti dall'Arera – precisa Buldorini -. Un aumento che è stato approvato da tutti i sindaci presenti (con la sola astensione dei primi cittadini di Treia, Montecassiano e Montelupone) proprio perché minimo e che si è potuto mantenere ai minimi termini perché il servizio viene svolto in maniera efficiente”.
“Il principio fondamentale che regola la tariffa è quello del full costing recovery – ricorda Buldorini - vale a dire che la tariffa deve assicurare la copertura integrale dei costi per la realizzazione del piano degli investimenti nonché quelli di esercizio del gestore (costi operativi, tasse, oneri finanziari)”. “Le regole con cui viene calcolata la tariffa sono stabilite dall'Arera; i singoli gestori comunicano all'Ato i dati relativi al biennio precedente (2020-2021) e su tali basi vengono calcolate le tariffe del biennio successivo (2022-2023)”.
“Il sistema tariffario prevede un tetto all'aumento delle tariffe al fine di assicurare la sostenibilità delle stesse da parte degli utenti; sono previsti tetti diversi alla variazione del moltiplicatore tariffario che dipendono dagli investimenti stimati, dall'efficienza della gestione operativa (costi operativi sostenuti dal gestore per abitante servito), eventuali maggiori costi dovuti all'introduzione di miglioramenti qualitativi dei servizi erogati”.
“Se pensiamo all'Apm, solo per fare un esempio di una delle maggiori società che gestisce il sistema idrico sul nostro territorio, la composizione tariffaria nel 2021 per il 57% copriva i costi operativi, per il 14% i canoni e per il 29% gli investimenti”, prosegue il vicepresidente della Provincia.
“La tariffa media Apm nel 2021 di 2,36 euro a metrocubo, vale a dire che mille litri di acqua costano come sei bottiglie di acqua minerale. A fronte di questo Apm nel periodo 2006 – 2021 ha fatto investimenti per 74 milioni euro, di cui 13.600.000 solo nell'ultimo triennio. Macerata inoltre, insieme ad altre cinque città (Pavia, Pordenone, Livorno, Mantova e Milano) è inserita nella prima fascia vale a dire con una dispersione idrica inferiore al 10-15%; una percentuale considerata fisiologica e data dal rapporto tra la quantità d'acqua immessa nella rete e quella consumata”.
“Questi dati solo per dimostrare come il sistema idrico nel nostro territorio funzioni e non si sia mai corso dietro a interessi politici, ma solo a quelli dei cittadini. Come amministratori, quindi, abbiamo portato avanti il nostro dovere amministrativo, a cui affianchiamo quello civico cioè lavorare a favore della collettività con sincerità e onestà, senza strumentalizzare solo per scopi politici un aumento che, ripeto, è di 9 euro l'anno a famiglia. Se i cittadini non solo di Macerata, ma della provincia, della regione e ora anche a livello nazionale ci hanno dato fiducia è perché credono nella buona amministrazione di centrodestra”, conclude Luca Buldorini.
La città di Macerata guida, insieme a Cosenza, la classifica dei rincari ad ottobre per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche con un balzo del 16,9%.
Lo sottolinea l'Unione nazionale consumatori. I prezzi di questo capitolo di beni ad ottobre "sono saliti in Italia del 13,5% equivalenti ad una scoppola pari in media a 761 euro in più su base annua, batosta che sale a 1.038 euro per una coppia con due figli, 937 euro per una coppia con un figlio, 1.240 euro per una coppia con tre figli".
Rispetto alla media nazionale, però, ci sono molte città in cui è andata anche peggio. Cosenza aveva già 'vinto' nelle ultime due rilevazioni ma quest'anno è stata raggiunta da Macerata.
In termini di aumento del costo della vita, osserva Unc, "si tratta di una stangata pari a 1092 euro per una famiglia media di Cosenza e 920 a Macerata".
La discoteca "Mia Clubbing" di Porto Recanati può riaprire le sue porte. A distanza di poco più di una settimana dall'ordinanza con cui l'amministrazione comunale ne sospendeva l'attività, un'altra - datata 18 novembre - ne annulla gli effetti a seguito dell'ispezione effettuata all'interno della discoteca dagli agenti della polizia locale.
Nell'ordinanza si ricorda come la sospensione avesse validità "almeno sino al ripristino delle condizioni prescritte nell'autorizzazione di pubblico spettacolo rilasciata dal comune di Porto Recanati all’esito della verifica della commissione di pubblico spettacolo" e fosse stata disposta "a seguito del verbale del comando dei vigili del fuoco di Macerata".
Verbale che faceva riferimento a quanto avvenuto durante la serata di Halloween, nel corso della quale il sovraffollamento presente nella discoteca, aveva richiesto l'intervento di poliziotti, carabinieri e del personale dei vigili del fuoco e della croce rossa, adoperatisi nel tenere aperte le porte di sicurezza, per consentire il ricambio di aria all’interno e agevolare l’uscita delle persone (leggi qui).
I rilievi di rito svolti dal geometra Giovanni Mozzicafreddo hanno attestato come il locale non abbia "apportato nessuna modifica né internamente, né esternamente rispetto agli elaborati grafici presenti agli atti, i quali furono verificati anche dalla commissione pubblico spettacolo".
Allo stesso modo anche gli agenti della polizia locale hanno certificato la "corrispondenza della situazione a quella originaria e la corrispondenza dello stato dei luoghi a quella della planimetria". Smentita, dunque, una planimetria della discoteca diversa da quella presentata in Comune, tra gli elementi citati nelle motivazioni della precedente ordinanza di sospensione dell'attività. La discoteca potrà, così, riaprire i battenti.
È stato presentato venerdì sera, durante l’evento svoltosi al teatro Lauro Rossi, il Consiglio comunale dei bambini e delle bambine della città di Macerata. Il Comune ha aderito al progetto del professor Francesco Tonucci promuovendo l’ascolto, la partecipazione e il confronto grazie anche alla preziosa collaborazione delle scuole e degli insegnanti e al lavoro dell’Osservatorio comunale sulla qualità della vita dei bambini e adolescenti.
«Siamo onorati di aver presentato alla città il Consiglio dei bambini e delle bambine e ringraziamo il pedagogista, insegnante e scrittore Francesco Tonucci che ha coinvolto Macerata in un progetto che mette al centro i bambini e le bambine e che ha visto un grande lavoro di ampia sinergia tra vari assessorati oltre che la sentita partecipazione di tutta la comunità maceratese», ha detto il sindaco Sandro Prcaroli.
«I bambini sono il futuro della nostra comunità ma anche il nostro presente ed è per questo che, come scritto due anni fa nel programma di mandato, saranno sempre al centro dell’attività di governo».
A portare il saluto ai 26 neo eletti consiglieri e a consegnare loro il kit con quaderno, gli articoli del disciplinare del Consiglio comunale, la spilla con lo stemma della città e il libretto di Macerata Civitas Magna, anche il presidente del Consiglio comunale Francesco Luciani che ha sottolineato «l’importanza dell’attenzione ai bisogni e alle esigenze dei bambini e delle bambine che, grazie a questo lavoro di grande sinergia, sono partecipi in prima persona della vita della comunità».
«Partecipazione, ascolto e autonomia dei bambini e delle bambine: sono questi gli obiettivi che l’Amministrazione vuole perseguire nel rispetto dell’articolo 12 della Convenzione Onu dei Diritti dell’Infanzia che impegna gli Stati ad ascoltare le loro opinioni avviando un progetto di vera e propria trasformazione della città – ha aggiunto l’assessore all’Istruzione Katiuscia Cassetta -. Grazie al professor Tonucci, all’Università di Macerata per la preziosa collaborazione, ai commercianti per l’iniziativa “Negozio amico dei bambini” e alla coordinatrice del progetto Marzia Fratini».
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall'avv. Oberdan Pantana,“Chiedilo all'avvocato”. In questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato tematiche riferibili alla condotta di chi utilizza l’identità digitale di un altro soggetto, sostituendosi a questo per la generalità degli utenti in connessione, nel porre in essere le più disparate attività.
Di seguito la risposta del legale Oberdan Pantana alla domanda posta da una lettrice di Civitanova Marche, che chiede: a quali responsabilità si va incontro qualora venga creato un account con le generalità di una persona terza, per il compimento di acquisti online?
Il caso di specie ci offre la possibilità di fare chiarezza riguardo ad una tematica estremamente attuale sulla quale si è espressa la Corte di Cassazione con la sentenza n. 42572/2018, affermando la responsabilità penale del soggetto ai sensi dell’art. 494 c.p., la cui norma sancisce espressamente:
“Chiunque, al fine di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, induce taluno in errore, sostituendo illegittimamente la propria all’altrui persona, o attribuendo a sé o ad altri un falso nome, o una qualità a cui la legge attribuisce effetti giuridici, è punito, se il fatto non costituisce altro delitto contro la fede pubblica, con la reclusione fino a un anno”.
Difatti, la Suprema Corte adita ha statuito quanto segue: “Integra il reato di sostituzione di persona, ex art. 494 c.p. , la condotta di colui che crei ed utilizzi un account ed una casella di posta elettronica nonché proceda all’iscrizione su un sito e-commerce, servendosi dei dati anagrafici di un soggetto diverso e inconsapevole, con il fine di far ricadere su quest'ultimo l'inadempimento delle obbligazioni conseguente all'avvenuto acquisto di beni mediante la partecipazione ad aste in rete o ad altri strumenti contrattuali.
Tanto in quanto porre in essere una condotta con siffatta modalità è prova che l’agente abbia volontariamente sostituito, per la generalità degli utenti in connessione, alla propria identità quella di altri, a prescindere dalla propalazione all'esterno delle diverse generalità utilizzate” (Cass. Pen., Sez. V, n. 42572/2018, dep. il 27/09/2018).
Pertanto, nell’analizzare le ripercussioni giuridiche che tali condotte possono avere, è necessario considerare che in una realtà come quella contemporanea, nella quale si fa un uso sempre maggiore dei sistemi telematici per il compimento di una varietà in crescendo di attività, le credenziali adoperate per l’utilizzo delle varie piattaforme, rappresentano il soggetto agente tanto da costituire un vero e proprio surrogato della persona fisica; dunque, la tutela offerta dal legislatore, è intesa a garantire la pubblica fede ed evitare che l’utilizzo di raggiri e artifizi, nel contesto di una società in continua evoluzione, possano trarre in inganno quanti operano in tali settori.
Alla luce di tali considerazioni, e in risposta alla nostra lettrice, risulta corretto affermare che, “chiunque in modo volontario e al fine specifico di procurare a sé o ad altri un vantaggio o di recare ad altri un danno, utilizzi l’identità digitale di un soggetto terzo ignaro e inconsapevole, è punito ai sensi dell’art. 494 c.p. con la reclusione fino ad un anno” (Cass. Pen., Sez. V, n. 42572/2018). Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
E’ morta all’improvviso Patrizia Cicconetti, titolare della boutique sita in via Grasci e volto sotrico del commercio nel centro di Macerata. Aveva 69 anni. La donna aveva accusato già da mercoledì 16 novembre, dal quale però non si è più ripresa: le sue condizioni sono presto peggiorate nelle 36 ore successive. Lascia un fratello, Pietro, e una sorella, Monica, oltre che l’amatissima nipotina di 6 anni, Elizabeth.
Patrizia aveva rilevato insieme alla sorella il negozio di vestiti, foulard, maglioni, camicie e giacche che fu prima ancora della madre. Il locale sorgeva storicamente in corso Matteotti, ma a seguito del terremoto del 2016 fu costretto a spostarsi sotto il loggiato del Palazzo degli studi, in via Gramsci.
La notizia della sua scomparsa si è diffusa nella giornata di ieri nella città, e accolta con profondo choc da parte dei tanti cittadini che la conoscevano. I funerali si sono tenuti oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa dell’Immacolata in corso Cavour a Macerata., cui ha fatto seguito la sepoltura presso il cimitero di Tolentino.
La donna, come ultimo gesto, ha lasciato predisposto la donazione dei propri organi: l'espianto è avvenuto presso l'ospedale di Macerata dove era stata ricoverata.
Nella serata di venerdì 18 novembre sono state accertate delle irregolarità presso alcuni esercizi commerciali siti in piazza del Plebiscito (AN), circa il rispetto della normativa per l'abbattimento delle barriere architettoniche. In uno di questi, in particolare, risultava il titolare impegnato nella vendita oltre la propria area di bevande senza autorizzazione e nell'utilizzo uno spazio non idoneo con dj set per diffondere musica.
L'esercente, alcuni mesi fa, era già stato sanzionato per per le stesse ragioni e diffidato dal Comune di Ancona: al nuovo controllo, è scattata la contravvenzione con sanzione amministrativa di 300 euro. Il Suap valuterà nei prossimi giorni la sospensione dell'attività di somministrazione di alimenti e bevande.
I controlli sono stati effettuati dalla Squadra Amministrativa e di Sicurezza della Polizia di Stato e da quella dell'Ufficio Commercio della Polizia Locale di Ancona, con il contributo delle pattuglie di Volante messe a disposizione dal locale Upsgsp.
"Serve un piano per uscire una volta per tutte dalle continue emergenze, così da programmare il futuro dell'industria italiana e delle future generazioni". A chiederlo al Governo Meloni sono i presidenti delle Regioni Umbria e Marche, Donatella Tesei e Francesco Acquaroli, intervenenuti al Forum interregionale del Centro, organizzato a Gubbio (PG) dai Giovani imprenditori di Confindustria Umbria, Marche, Abruzzo e Lazio.
"Da troppo tempo - ha sottolineato il governatore marchgiano, insieme alla collega Tesei - il Paese è stato chiamato solo a rincorrere le emergenze: basti pensare alle catastrofi che si sono susseguite nei nostri territori come terremoti e alluvioni. È questo il momento invece di mettere in campo una programmazione e una pianificazione che guardi al futuro, almeno ai prossimi 10 anni. E questo significa, quindi, avviare anche un serio lavoro di prevenzione rispetto a quelle che sono le criticità cui ciclicamente siamo chiamati a far fronte".
I due presidenti hanno anche sottolineato come per "Umbria e Marche il tema delle infrastrutture materiali e digitali sia centrale per uscire dall'isolamento territoriale". Il potenziamento che in particolare il governatore Acquaroli auspica è "quello dell'alta velocità ferroviaria che colleghi le Marche a Roma e a tutta la dorsale adriatica".