Meridiana cooperativa sociale si conferma una delle più importanti realtà economiche del territorio maceratese nonostante la crisi e l’impegno per il benessere della comunità resta l’obiettivo principale. Lo si evince dal Bilancio sociale 2014, il nono che la cooperativa presenta alla città, illustrato questa mattina nella sala Consiliare del Comune di Macerata dal presidente di Meridiana, Giuseppe Spernanzoni, e dalla vicepresidente, Gabriella Sbarbati durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato anche l'assessore ai servizi sociali Marika Marcolini. La cooperativa è cresciuta lo scorso anno rispetto al 2013 del 3,37%, un dato non indifferente considerando i tempi di generale difficoltà economica che non solo vede Meridiana stabile nel mantenimento dell’occupazione, ma anche particolarmente attiva su nuovi fronti imprenditoriali con un aumento dell’attività dal mondo profit pari al 38.74% rispetto all’esercizio precedente. Ne è un esempio il settore Energie rinnovabili che nel 2014 ha visto una aumento del 5,82% dei ricavi e ha posto le basi per un’espansione sostenuta dalla creazione di una strutturata rete commerciale foriera di numerosi contatti oltre che da una capillare comunicazione per segmenti di mercato e fa ben sperare anche per gli anni a venire. Ottimi risultati arrivano anche dal settore delle Pulizia che registra un +13,50% . I dati si confermano ottimi anche sul fronte occupazionale dove risultano stabilmente occupati 80 persone, 63 delle quali a tempo indeterminato e di cui il 60% appartiene a categorie svantaggiate ben oltre il limite del 30% imposto dalla legge 381/1991. Oltre agli 80 dipendenti presenti al 31 dicembre 2014 sono stati impiegati 29 soggetti in borsa lavoro e ulteriori 39 dipendenti per una media di occupazione di sei mesi, 6 tirocinanti e 7 addetti con progetto “Over 45” registrando, quindi, su base annua la presenza di 132 lavoratori a fronte di 118 unità lavorative del 2013 . Infine, per quanto riguarda la distribuzione della ricchezza ai dipendenti e soci lavoratori, altro particolare importante del bilancio sociale, nel 2014 la somma è stata di 1.243.166 milioni di euro ovvero oltre il 63% del valore aggiunto netto prodotto dalla cooperativa. “Anche quest’anno – ha detto il presidente Giuseppe Spernanzoni durante la conferenza stampa – speriamo di aver dimostrato che come cooperativa sociale non solo siamo in grado di raggiungere il nostro obiettivo principale che è l’inclusione sociale di persone svantaggiate, mantenere e creare occupazione, ma – ha aggiunto - stiamo guardano al futuro con fiducia puntando su una programmazione che non ha carattere transitorio, ma al contrario si basa su strategie di intervento innovative per arricchire l’offerta dei servizi e mantenere saldo il rapporto con i territori. In quest’ottica, un ruolo fondamentale continua a svolgere anche la formazione dei lavoratori su cui Meridiana punta particolarmente da molto tempo”. “Meridiana è una realtà con cui abbiamo una stretta collaborazione ed è una cooperativa in crescita – ha detto l'assessore ai servizi sociali, Marika Marcolini – offre sempre più servizi che non è un dato secondario e il fatto che al suo interno la percentuale del personale svantaggiato sia così elevata è per noi come Comune e assessorato ai servizi sociali fondamentale”.
La foto postata su internet di un'auto dell'Asur parcheggiata sopra la nuova pavimentazione della piazzetta di fronte al teatro Nicola Vaccaj ha aperto un ampio dibattito e scatenato anche diverse polemiche. Ma, soprattutto, non si è di certo trattato di un caso isolato, visto che per parecchi cittadini posteggiare in quel punto sembra sia diventata la normalità, così come testimoniano le foto che ci sono state inviate da alcuni lettori. Che, ovviamente, chiedono maggiori controlli, visto che il rifacimento della pavimentazione della piazzetta è stato un costo a carico della collettività.
Luigino Luconi, presidente del Consiglio di quartiere del centro storico di Tolentino, invita i residenti a partecipare all'assemblea pubblica di martedì alle ore 17 e 30 presso il Centro Sociale Santa Teresa: “ Negli ultimi decenni, abbiamo assistito a scelte politiche programmatiche, di urbanistiche, di edilizia e strutturali, con investimenti importanti e significativi che hanno indirizzato lo sviluppo della città verso le aree limitrofe e verso scelte orientate alla crescita di strutture di servizio extraurbane. Ora a nostro avviso è giunto il momento di concentrarsi sul centro storico, per attivare un processo per la riqualificazione a carattere strutturale ed urbanistico del centro storico; programmi condivisi per migliorare l’attrattiva degli eventi e ottimizzare le sinergie; azioni e progetti per migliorare e riqualificare l’accoglienza e l’attrattiva commerciale. Il nostro motto oggi è “ Ridisegniamo il centro storico “ per migliorare l’habitat e le condizioni ambientali dell’intera comunità e per offrire ai turisti, e visitatori che arrivano al centro, per motivi di servizi pubblici o privati o per shopping, un servizio migliore, una migliore qualità e attrattiva attraverso una specializzazione sociale e commerciale”. All'assemblea parteciperanno il Sindaco e gli Assessori per parlare di strade, marciapiedi, illuminazione pubblica, arredo urbano, decoro urbano, igiene, ordine pubblico, sicurezza, sistema dei parcheggi e del patrimonio storico-artistico della città.
Compleanno speciale per Luca Cesini che taglia il traguardo dei 50 anni.Sposato con Milena Budassi, ha due figli, Andrea e Alessia. Operaio alla Poltrona Frau dal 1987 , fa parte della Rsu dal 1990. Ex consigliere comunale del Pd, oggi è consigliere del centro socio-culturale Piazza Santa Teresa e accompagnatore della Energy Splash.I colleghi, gli amici e i familiari hanno deciso di festeggiare il suo 50esimo compleanno dedicandogli una pagina di giornale che hanno stampato a colori e resterà come ricordo in una cornice.Secondo regalo, una maglia originale della sua squadra del cuore, la Juventus col suo cognome e il numero 50.A Luca Cesini i migliori auguri anche dalla redazione di Picchio News.
Dal viola per la giornata per la lotta contro il tumore al pancreas, al tricolore francese in segno di solidarietà per gli attacchi terroristici che hanno colpito al cuore Parigi. Da stasera, infatti, lo Sferisterio, monumento simbolo di Macerata, verrà illuminato con i colori della bandiera francese grazie alla collaborazione con l'azienda I Guzzini. E' un'iniziativa organizzata dal Comune in segno di solidarietà e vicinanza alla popolazione francese e agli amici di Issy Les Moulineaux località gemellata con la nostra città. “Siamo vicini alla città di Parigi - interviene il sindaco Romano Carancini - e ai nostri amici di Issy in questo tragico momento. Per rendere concreta la nostra solidarietà abbiamo deciso di organizzare una piccola cosa ma dal grande significato. Non vogliamo farci intimidire da atti di violenza inaudita come quelli a cui abbiamo assistito ieri. Reagiamo senza timore con un atto concreto, l'unico possibile in questo momento da parte nostra”. La manifestazione di solidarietà proseguirà anche domani, dalle 18.30 alle 19, con un flash mob davanti allo Sferisterio.
Il circolo Aldo Moro ed il circolo della Rosa organizzano per lunedì 16 novembre alle ore 21,00, presso l’hotel Claudiani, un incontro dibattito sul tema “il Centro storico e la sosta: focus sul Park Si”.I lavori saranno introdotti dai responsabili dei due circoli culturali Piergiorgio Gualtieri ed Antonio Ferri e vedranno una relazione introduttiva a cura dell’avv. Renato Perticarari; i circoli stanno tentando di acquisire la disponibilità per una seconda relazione introduttiva che esprima al meglio le ragioni di chi ritiene necessario esercitare l’opzione del Park Si e si riservano di comunicarne il nominativo, non avendo avuto al momento conferme da parte dei soggetti sentiti in merito. Seguirà poi il dibattito e, tra gli interventi programmati è previsto quello del sindaco di Macerata avv. Romano Carancini oltre che di tecnici esperti della materia sia per il profilo legale che architettonico.La cittadinanza è invitata a partecipare.
È ripartito il 28 ottobre il progetto teatrale che il Liceo classico e linguistico “Leopardi” di Macerata riserva ai propri studenti. Dopo alcuni anni di esperienza "autogestita", come è stata definita, in questo anno scolastico la dirigente ha suggerito un percorso leggermente differente, con un esperto a disposizione. Una proposta, questa, che il Collegio Docenti ha approvato e, di fatto, tutti i mercoledì dalle 14.15 alle 16.15 i ragazzi possono partecipare, nei locali della scuola, a questo atelier teatrale/laboratorio. Nessuna tassa di iscrizione e frequenza è prevista. Eccellente è stata la risposta dei ragazzi che hanno manifestato, con la loro presenza, l’entusiasmo per la proposta culturale. “Abbiamo cercato una proposta che mettesse al centro del progetto i ragazzi – afferma la dirigente prof.ssa Annamaria Marcantonelli – e che, al tempo stesso, fosse arricchita dall’esperienza di un docente teatrale, che abbiamo individuato nell’attore e regista Francesco Facciolli. Il laboratorio terminerà, come sempre, con uno spettacolo: molto probabilmente, anche questa il testo presentato riserverà qualche piacevole sorpresa. Sottolineo che, comunque, sarà il percorso la parte più interessante di questo viaggio, non il momento dell’arrivo”. Con questo progetto, l’istituto ha anche partecipato al bando del MIUR denominato proprio “TeatroaScuola”. “Si tratta di un’esperienza impegnativa, ma anche molto stimolante – dichiara il docente Francesco Facciolli – ed i ragazzi sono già molto partecipi ed interessati, oltre che numerosi. Sappiamo quello che vorremmo realizzare lungo il percorso, ma siamo anche molto fiduciosi riguardo al risultato che scaturirà alla fine dell’anno scolastico. Avere la possibilità di lavorare con ragazzi del classico e del linguistico è un’occasione veramente straordinaria”. Oltre venti i giovani studenti che sono iscritti al corso, in maggioranza del biennio; ma c’è anche una piccola rappresentanza dei prossimi maturandi, elemento che renderà di certo il lavoro molto più qualificato.
Nell’ambito della Settimana Europea delle PMI, la Piccola Industria di Macerata ha celebrato il PMI DAY il 12 ed il 13 novembre. L’iniziativa nazionale, promossa dalla Piccola Industria ed arrivata alla sesta edizione, ha lo scopo di fare incontrare il mondo della scuola con quello dell’impresa. O, ancora meglio, di raccontare ai giovani il lavoro. Il 12 novembre 50 studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato Corridoni di Corridonia accompagnati dai docenti hanno visitato la Valentino Orlandi Srl di Corridonia. Ieri invece è stata la volta dei ragazzi del Liceo Classico e Linguistico G.Leopardi di Macerata che, accompagnati da due docenti, si sono incontrati con la Enzo Reschini Srl di Macerata. Alla presenza dei Sindaci dei rispettivi comuni e del Presidente della Piccola Industria Macerata Gianluca Pesarini, gli studenti hanno seguito con attenzione il racconto di Valentino Orlandi e di Enzo Reschini che con generosità, oltre a guidarli nella visita aziendale, hanno parlato della storia dell’impresa dando vita ad un dibattito interessante che ha coinvolto tutti i presenti. Il PMI Day è un progetto in cui la Piccola Industria crede molto, è un modo di promuovere la cultura, intesa nel senso ampio del termine, nella convinzione che tutto ciò che è conoscenza aumenta il patrimonio personale del sapere e può aiutare, soprattutto se si è giovani, a fare scelte nella vita. Significativo anche il messaggio del Premier Renzi sulla Giornata del PMI Day che, tra le altre cose, ha scritto: "Le piccole e medie imprese non sono soltanto uno degli assi portanti della nostra economia, sono un luogo dove si crea innovazione e si tramanda conoscenza. Le nostre piccole e medie imprese non vanno a rimorchio di questi primi segni di ripresa, ma ne sono alla testa. Il governo crede in questo vostro incontro. Per due ragioni: perché occorre diffondere una cultura che valorizzi la vivacità del nostro sistema produttivo, la capacità delle nostre imprese di creare lavoro e sviluppo, e perchè imprese e scuole dovranno sempre più camminare insieme, favorendo una vera alternanza tra percorsi formativi negli istituti e percorsi di inserimento in azienda". La Piccola Industria di Confindustria Macerata ringrazia i Dirigenti degli Istituti Scolastici, gli insegnanti, gli alunni, i Sindaci ed in ultimo, non in ordine di importanza, Valentino Orlandi ed Enzo Reschini per l’ospitalità e la disponibilità con la quale hanno accolto l’iniziativa decretandone il successo.
Da Tommaso Golini, coordinatore di Forza Nuova Macerata, riceviamoI drammatici fatti di Parigi che hanno sconvolto l’opinione pubblica mondiale e portato la Francia a chiudere le frontiere non possono non farci riflettere su quanto sta avvenendo a Macerata, dove ormai quasi ogni giorno assistiamo all’arrivo di decine di immigrati extrasbarchi provenienti dal Pakistan. Premesso che nel Paese non ci risulta sia in atto nessun conflitto effettivo, e appreso da alcune testate giornalistiche che sembra vengano indirizzati in città su consiglio di alcuni italiani sconosciuti, incontrati casualmente alle stazioni di Ancona e Civitanova, (dove ovviamente non si sa come arrivano), vogliamo sollecitare le autorità preposte al controllo del territorio a rafforzare la vigilanza sugli arrivi. Non è possibile che questi soggetti vengano a farsi identificare a Macerata dopo essere entrati non si sa come in Italia, e dopo aver girovagato magari in lungo e in largo per tutto il territorio nazionale. Su quest’ultimo aspetto vogliamo soffermarci più approfonditamente. Se invece di rifugiati politici o semplici clandestini stessero arrivando potenziali terroristi? Accadimenti come quelli avvenuti nel Paese D’Oltralpe lasciano presagire che nessuna ipotesi è più da scartare completamente, e che non si può aspettare sempre il fattaccio prima di intervenire. Ricordiamo alla nostra classe politica, locale e nazionale, che non esiste solo l’accoglienza, ma anche la sicurezza e la tutela dei cittadini italiani, sempre più bisognosi di aiuti tra l’altro viste le sfavorevoli congiure economiche del periodo. Nei prossimi giorni manifesteremo in via Prezzolini, che sembra assumere ogni giorno di più i connotati di un centro di accoglienza a cielo aperto; non possiamo restare a guardare mentre intere zone della città stanno diventando off limits per chi ci abita.
Grande partecipazione all'incontro che si è svolto ieri sera nella sala parrocchiale dello Spirito Santo in viale Brodolini a Tolentino organizzato dal comitato Salviamo il Green per spiegare e raccontare l’evoluzione della vicenda relativa all’asilo Nicholas Green negli ultimi mesi. L'avvocato Tommaso Rossi ha spiegato ai cittadini presenti le motivazioni del ricorso presentato al Tar. Tante le domande che sono state poste all'avvocato Rossi che, insieme a Marco Seghetti del comitato, ha chiarito diversi punti. Presenti parecchi esponenti politici, fra cui il segretario regionale del Pd Francesco Comi, il consigliere regionale Sandro Bisonni, i consiglieri comunali Bruno Prugni, Marco Romagnoli, Gian Mario Mercorelli e l'ex sindaco Luciano Ruffini. L'unico esponente della maggioranza presente è stato il consigliere comunale di Forza Italia Carmelo Ceselli.
Qualche giorno fa con uno post su Facebook, Riccardo Sacchi consigliere comunale di Macerata ha segnalato un inglese "sui generis" in merito alle scritte tradotte sui parchimetri dello Sferisterio: "Raffinati ‘inglesismi’ al parchimetro Sferisterio! L'Apm, ben consapevole del 'pericolo' per gli automobilisti di incorrere in salatissime sanzioni, avvisa gli automobilisti: 'warning: no rest!', ossia, 'attenzione: non riposate mai, con noi la multa è sempre in agguato!' Da paura! Anzi 'from fear'...giusto?". Oggi, finalmente, L'Apm è riuscita a tradurre la corretta forma inglese :"No change" e ad annunciarlo è lo stesso Sacchi nel suo profilo Facebook: "Meglio tardi che mai! Dopo la segnalazione di qualche giorno fa all'Apm devono aver frequentato un corso di inglese!".
"Ma quali contributi economici? L'unica proposta che ci è arrivata dal Comune tramite gli assistenti sociali è stata quella di andare in una casa condivisa, insieme ad altre famiglie, con un bagno, la luce, l'acqua e la stanza che si chiude a chiave, come se questi fossero dei servizi speciali anzichè il minimo indispensabile per un cittadino". E' questo lo sfogo di Stefania Raimondi, la donna che insieme al marito e alla figlia di 16 anni dovrà lasciare la casa in cui abita il prossimo mercoledì, dopo che i militanti di CasaPound, al suo fianco fin dall'inizio di questa vicenda, sono riusciti ad ottenere dal proprietario dell'immobile una proroga di sei giorni per lo sfratto che avrebbe dovuto aver luogo ieri alle 12."Nel comunicato del Comune pubblicato pochi giorni fa sui giornali" continua Raimondi "si fa cenno ad un sostegno attraverso contributi economici straordinari e fruizioni di benefici previsti dai bandi regionali, ma noi non abbiamo ricevuto nessuna offerta del genere. L'unico sostegno economico l'ho ricevuto dai ragazzi di CasaPound che hanno provveduto alla spesa alimentare e si stanno dando da fare per trovarci una nuova sistemazione e per pensare al trasloco, visto che una casa per una famiglia italiana in difficoltà sembra non esserci."Il responsabile provinciale di CasaPound, Stefano Giunta, interviene specificando che "al momento dello sfratto, quando abbiamo parlato con il proprietario dell'immobile che si è dimostrato comprensivo e ha concesso alla signora altri 6 giorni di proroga, il padre del proprietario ha spiegato, davanti agli assistenti sociali, all'avvocato e all'ufficiale giudiziario una situazione ben diversa da quella dipinta dal Comune: l'offerta che gli è stata fatta riguardava il saldo della morosità della signora e parziale copertura delle spese legali sostenute fino a questo momento, stipulando poi un nuovo contratto di affitto con la famiglia; quando ha chiesto cosa sarebbe successo una volta che la famiglia, non avendo i mezzi, avesse continuato a non pagare, la risposta è stata di fare un altro sfratto, con nuove spese legali. Insomma, oltre al danno anche la beffa.Ciò che è assurdo" continua Giunta "è che una famiglia italiana che da anni ha pagato tasse e contributi ed ora si trova in gravi difficoltà economiche non abbia modo di accedere ad una soluzione dignitosa, in un Comune in cui la voce del bilancio relativa ai servizi sociali ammonta a nove milioni di euro. A che cosa servono questi soldi? E' possibile che ci siano associazioni che fruiscono di tali fondi e gestiscino decine di alloggi a Macerata dove risiedono extracomunitari, e non si riesce a trovare una abitazione per una famiglia italiana?"Giunta ha anche una richiesta per il Comune: "E' stato risposto che questa famiglia non ha diritto ad una casa popolare perchè non iscritta al bando del 2013. Tralasciando l'assurdità della cosa, visto che se nel 2013 io ho lavoro ma poi lo perdo nel 2014 o 2015 vengo tagliato fuori perchè al momento del bando non ho avuto la sfera di cristallo, chiediamo al Comune di poter disporre un contributo con cui pagare un'annualità di affitto a questa famiglia in una nuova abitazione. In questo modo ci sarebbe il tempo necessario per trovare un nuovo lavoro, o per il rinnovo del contratto lavorativo del marito della signora che al momento ha scadenza a dicembre 2015. Serve un aiuto concreto" conclude Giunta "per far rimettere in piedi questa famiglia e permetterle poi di camminare con le proprie gambe."
Il gruppo consiliare di minoranza "Il Girasole" del comune di Sant'Angelo in Pontano, facendo seguito alle recenti notizie di cronaca apparse su diverse testate giornalistiche locali riferite al crollo di porzione del muro di cinta del monastero Santa Maria delle Rose sito nel pieno centro storico cittadino vogliono rendere noto che prendono le distanze dissociandosi, come gran parte della cittadinanza, dalla dichiarazione rilasciata dalla Giunta Comunale nella persona del Sindaco Agostino Cavasassi che riferisce alla stampa: “non ci sono più le suore di una volta”."Il sindaco nelle sue esternazioni a mezzo stampa tratta la questione con estrema leggerezza sventolando ai quattro venti e dando per scontati illeciti che dubitiamo abbia ancora avuto modo di accertare, azzardando inoltre giudizi morali sulla comunità monastica che ci sembrano alquanto inopportuni ed avventati. Il ruolo di moralizzatore non crediamo rientri nei ruoli istituzionali di un Sindaco. Il nostro Comune è uno dei pochi che può vantare un convento di monache benedettine, per lo più giovani, provenienti dall'Italia e dal resto del mondo che testimoniano quotidianamente la loro vocazione monastica attraverso la preghiera, il lavoro, l'ospitalità, l'educazione religiosa e la partecipazione ad alcune attività parrocchiali. Inoltre dal monastero di Sant'Angelo in Pontano sono “migrate” alcune religiose portando la loro evangelizzazione in Olanda ed in Puglia. Fortunatamente è anche grazie a questo fiorente monastero ed alla sua attività svolta con la presenza di numerose e giovani monache se Sant'Angelo in Pontano è conosciuta e frequentata da numerosi visitatori e fedeli provenienti da varie parti del mondo rendendo attiva sia la vita economica che la vita sociale e, a nostro avviso, fare della sterile ed inutile ironia su questioni talmente serie sta solamente a testimoniare che purtroppo “non ci sono più i sindaci di una volta” capaci di apprezzare e valorizzare i piccoli tesori che il nostro territorio custodisce".
L’oscura dinamica dell’omicidio di Ancona che vede coinvolta una ragazza sedicenne e il fidanzato diciottenne Antonio Tagliata, in carcere con l’accusa di aver sparato ai genitori della giovane, aprirà questa sera alle 21.15 la puntata di Quarto Grado. Le telecamere di Rete4 saranno a Camerino in diretta, di fronte al carcere dove Tagliata si trova rinchiuso, e l'inviato della trasmissione cercherà di ricostruire la drammatica vicenda.
Inaugurata a Piediripa una nuova filiale della Banca di Credito Cooperativo di Recanati e Colmurano diretta da Orietta Montironi. Al taglio del nastro erano presenti il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari, il sindaco di Macerata Romano Carancini, il presidente della Bcc Alberto Niccoli e il vicepresidente Sandrino Bertini, il direttore generale Stefano Canella e il responsabile dei controlli Gerardo Rubino.
E' stato inaugurato questa mattina il nuovo allestimento della hall del reparto pediatrico dell'ospedale di Macerata donato dall'associazione La luna a dondolo, con il fondamentale sostegno di Faer Ambienti e il prezioso lavoro di progettazione e coordinamento dell'architetto Federica Ciavattini aiutata dall'illustratrice Marisa Ventura.Il dottor Paolo Francesco Perri, primario del reparto, ha tagliato il nastro insieme a medici ed infermieri alla presenza dei volontari dell'associazione La luna a dondolo, del patron della Lube Luciano Sileoni, dell'architetto Ciavattini, dell'illustratrice Ventura, dei membri del Club Soroptimist International di Macerata e dei clown dell'associazione Il Baule dei sogni.Il dottor Perri ha sottolineato “l'importanza di creare un ambiente più favorevole in pediatria per i piccoli pazienti”, ricordando le iniziative della clownterapia e dell'associazione La luna a dondolo, che ogni giorno regala un piacevole momento ai ricoverati attraverso i volontari che danno voce a racconti e storie con il progetto “La biblioteca nel carrello”. Il direttore dell'Area Vasta3 Alessandro Maccioni ha commentato: “Si tratta di iniziative fondamentali per stare vicino ai bambini che ne hanno bisogno”.L'architetto Federica Ciavattini ha spiegato: “Questo lavoro nasce anche con l'intenzione di dare un piccolo spunto su quello che è il design d'avanguardia per questo tipo di ambiente dedicato all'infanzia, fatto di un'adeguata scelta di colori, delle forme e dei materiali. Per rendere ancora più accogliente questo spazio, il progetto è stato fondato sul racconto del nostro paesaggio che è fatto di colline e di case garbate. Le colline sono diventate il motivo di decorazione delle pareti e le case quello per la geometria dei mobili”. Per l'associazione La luna a dondolo è intervenuta Katiuscia Cassetta sottolineando il prezioso ruolo della cultura e, in particolare, della lettura in questi ambienti. Infine, Christine Berthold, del Soroptimist, ha consegnato al dottor Perri alcuni libri in dono al reparto: “Abbiamo contribuito con tutti i libri che è stato possibile avere a disposizione per il proseguimento di questa piccola biblioteca che speriamo possa godere nel futuro di altre e più importante donazioni”.https://www.youtube.com/watch?v=bynzjdJXeFc
Evidentemente, a La Stampa Tolentino piace proprio. Oggi, il quotidiano torinese è tornato sull'argomento, già lanciato ieri, e rilancia l'ipotesi dello spostamento della capitale nelle Marche. Non solo: è stato addirittura lanciato un sondaggio in cui, alla domanda "Se Roma non fosse più la Capitale d'Italia, quale città vorreste al suo posto?", l'opzione di Tolentino viene associata a grandi città del Bel Paese come Milano, Venezia, Napoli e Torino. "Altro che libagioni nelle trattorie di Piazza delle Coppelle, le feste in ambasciata o negli angoli nascosti di Trastevere", scrive La Stampa, "il massimo dell’esotico qui lo puoi trovare da Mamma Rosa, ristorante collinare visibile dalla Statale per via dell’enorme insegna tipo Hollywood. D’inverno i bar chiudono prima di cena, quando la nebbia della campagna si spinge fin dentro i vicoli medievali. Per divertirsi tocca scendere fino al mare, a Civitanova o Macerata. Per chi resta ci sono una multisala, le iniziative culturali del Comune, le terme per chi ha problemi a naso e gola".http://www.lastampa.it/2015/11/13/italia/cronache/viaggio-a-tolentino-la-capitale-ideale-dove-il-governo-potrebbe-solo-lavorare-qqbohICZK9vL1g1xTdAcdN/pagina.html
Un'altra settimana di speranza per Stefania Raimondi e per la sua famiglia. Lo sfratto, infatti, è stato prorogato di una settimana. Oggi alle 12, nella casa in cui vivono Stefania, il marito e la figlia di 16 anni, si sono presentati il proprietario dell'immobile, insieme al suo avvocato e all'ufficiale giudiziario. Insieme alla famiglia della donna c'erano, invece, alcuni esponenti di Casa Pound che stanno seguendo fin dal principio l'evoluzione della vicenda. E proprio il proprietario della casa si è mostrato comprensivo, concedendo alla famiglia la proroga di una settimana prima di procedere allo sfratto esecutivo. Al momento per loro non è stata trovata nessun'altra sistemazione, anche se si sta trattando per un'altra sistemzione e per provvedere all'eventuale trasloco. Caustico il commento di Stefano Giunta di Casa Pound sul suo profilo Facebook: "É surreale che in una città di 45mila abitanti, in cui la voce del bilancio comunale relativa ai servizi sociali ammonta a 9 (NOVE) milioni di euro, si debba lottare per ottenere ciò che spetterebbe di diritto a una famiglia italiana che da decenni e generazioni ha pagato tasse e contributi".
La situazione delle banche italiane in crisi è grave, ma non è seria. Due episodi stanno lì a testimoniare questa affermazione. Il primo capita il 6 novembre scorso quando il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Stefano de Vincenti, si presenta in conferenza stampa ed annuncia che il governo ha approvato due decreti per regolamentare il salvataggio delle banche in difficoltà. Le agenzie battono la notizia, tutti i giornali la rilanciano con titoli trionfalistici. Poi passano cinque ore e si scopre che non è vero niente. La notizia, semplicemente non esiste. Ci si dice che il governo ha solo esaminato i testi, ma non li ha approvati. Un dettaglio, questo, che deve essere sfuggito al pur solerte sottosegretario De Vincenti, che svolge anche la funzione di segretario del Consiglio dei Ministri e che quindi verbalizza tutto quanto. Un semplice, grossolano errore di comunicazione (adesso si dice topic fail) o una precisa strategia politica? Sospetto di più la seconda. Nel senso che il governo ha tentato il bluff e non gli è riuscito. Come si sa, la commissione europea ritiene che il salvataggio da parte del fondo interbancario possa configurarsi come aiuto di Stato ed ha già rappresentato al governo italiano questa sua indicazione. Renzi ha provato a forzare la mano per vedere quello che succedeva. Verosimilmente, in queste cinque ore, si sono messi in moto gli sherpa tra Roma e Bruxelles che, alla fine, hanno dato lo stop. Da lì il contrordine compagni. Bisogna ricominciare da capo…Passiamo al secondo episodio: un giornale locale on line pubblica la notizia secondo cui il direttore generale di Banca Marche avrebbe presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Ancona contro chi ha prospettato, attraverso articoli di stampa, blog e social network, scenari devastanti, infondati e pure datati quali il fallimento della banca o inesistenti pericoli per i correntisti. La procura della repubblica dovrebbe indagare sul contenuto e sull’origine di queste errate informazioni. Il contenuto di queste presunte calunnie è facilmente reperibile on line e basterebbe leggerle per giudicarle. Quanto all’origine, qui viene il bello. Perché tutte fanno riferimento alle dichiarazioni di Salvatore Maccarone, presidente del fondo interbancario di tutela dei depositi. Cosa è accaduto? E’ successo che il 27 di ottobre questo Maccarone qui (absit iniuria…) si è recato, in audizione, in sesta commissione al Senato e, a differenza dei suoi colleghi dell’ABI, di Bankitalia e del Credito Cooperativo – i quali si sono presentati con una puntuale ed avveduta relazione scritta – ha parlato a braccio. Mentre tutti i commissari lo guardavano come la mucca guarda il treno, Maccarone paventava scenari catastrofici quali le fughe dagli sportelli ed il rischio sulle liquidazioni dei depositi. Tanto che la sera stessa ha dovuto provvedere a precisare e smentire quanto aveva poco prima affermato davanti alle telecamere impietose del Senato della Repubblica. Ma adesso arriva il colpo di scena. La notizia dell’esposto in procura da parte di Banca Marche non c’è. Non esiste ufficialmente. L’ufficio stampa di Banca Marche non la riporta. Come non la riporta nessuna altra agenzia. Si tratta di una semplice indiscrezione che Banca Marche non conferma, né smentisce, in quanto sarebbe frutto di una comunicazione interna – in teleconferenza - del direttore generale con i capi area dell’istituto bancario. E tuttavia, nell’articolo, non si usa il condizionale come si fa, solitamente, in questi casi. Il punto è che vera o meno, essa notizia viene pubblicata come certa e chi volesse fare un post o scrivere qualcosa su Banca Marche è mezzo avvisato. Soprattutto se si tratta di promotori finanziari di banche concorrenti o di private banker…Non so a voi, ma a me, queste condotte, paiono quantomeno strane.
E se la capitale d'Italia diventasse Tolentino? Questa apparentemente fantascientifica ipotesi è stata lanciata da Origami, il settimanale abbinato il mercoledì a La Stampa in un breve ma molto interessante articolo. Dove si parte dal degrado di Roma. Una città meravigliosa e storica distrutta dal potere e vittima di scandali che appartengono ad ogni genere: "Mafia Capitale" ad esempio, oppure lo scandalo "Vatileaks" scoppiato nella Città del Vaticano nei primi mesi del 2012. Il sindaco Marino che prima annuncia le dimissioni e poi le ritira attraverso alcune frasi in una lettera dove ammette gli errori fatti ma rivendica con orgoglio anche i risultati raggiunti, dal "risanamento dei debiti miliardari nel Comune e nelle aziende municipalizzate" al "ripristino della legalità". Infine, un'ultima pecca, ma non meno importante, quella dei servizi pubblici scadenti... Insomma, una città stupenda artistica e invidiata da tutti, danneggiata da coloro che avrebbero dovuto renderla ancora meglio di quello che è. C'è un modo per salvare Roma da se stessa? E se la capitale venisse trasferita a Tolentino, come ipotizza La Stampa, simbolo di quell'Italia sobria e virtuosa che oggi Roma non sembra più rappresentare? Città densa di storia, ricca di monumenti e testimone di un patrimonio culturale che la rende unica nel suo genere e conosciuta anche al di fuori dei confini regionali, Tolentino si caratterizza per il quieto vivere che, a detta di residenti e turisti, regna tra le sue mura storiche. Tolentino è anche una delle Città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione. Inoltre, la storia della città racconta fin da tempi lontani di un grande fermento ideale e culturale: nel primo ‘900, solo per farne un esempio, erano attivi a Tolentino ben cinque giornali di carattere sociale e politico. Per questi e molti altri motivi, probabilmente, Tolentino sembra, quindi, a detta de La Stampa, la candidata perfetta per assurgere al ruolo di capitale d'Italia 2.0, perché rappresentante di uno spirito nazionale di provincia, in grado di unire sobrietà e virtuosità in un connubio scevro da logiche politiche corrotte ed avide solo di denaro. Insomma, capace di raccogliere le qualità positive di cui una capitale dovrebbe far bandiera, e che invece sembrano ben lontane dall'attuale fisionomia di Roma città eterna.