Cingoli, è morto Ivo Batocco: addio al pittore marchigiano dell'umanità e della speranza
È morto nella mattina di oggi Ivo Batocco, pittore marchigiano originario di Cingoli. Aveva 82 anni. Per oltre mezzo secolo ha attraversato la figurazione e la ricerca materica mettendo al centro della propria produzione artistica l'uomo, la fragilità, la memoria e l'aspirazione alla libertà.
Nato a Cingoli il 3 maggio 1944, Batocco trascorse l'infanzia e la prima giovinezza a Santa Maria Nuova. Gli anni della formazione nei conventi dei Frati Cappuccini di Jesi e Fermo contribuirono a plasmare profondamente il suo modo di guardare il mondo, alimentando una sensibilità vicina alla tradizione francescana che sarebbe rimasta una delle cifre della sua pittura.
Da Cingoli a Cattolica, fino al ritorno nelle Marche
Un passaggio fondamentale nella sua vita fu il lungo periodo trascorso a Cattolica, dove dal 1975 costruì la propria esperienza professionale e artistica. Nel 1994 fece poi ritorno a Cingoli, mantenendo sempre un legame profondo con la propria terra d'origine.
Nel corso della sua carriera si distinse anche come ritrattista di particolare sensibilità. Nel 2000 ebbe l'opportunità di consegnare personalmente a Giovanni Paolo II un ritratto del Pontefice, opera che rimase conservata fino alla morte del Papa nell'appartamento papale del Palazzo Apostolico Vaticano.
Le sue opere sono oggi presenti in numerose istituzioni e collezioni pubbliche italiane e internazionali, dall'Ambasciata d'Italia in Lussemburgo all'Abbaye de Neumünster, dalle pinacoteche di Bertrange e Hesperange alla Curia Generale dei Frati Minori di Roma. Numerose sue opere sono inoltre conservate in chiese francescane e nel Palazzo Comunale di Cingoli.
Il legame con il Lussemburgo e il ciclo sull'emigrazione
Particolarmente intenso fu il rapporto con il Lussemburgo, dove la sua produzione artistica ottenne nel tempo un importante riconoscimento. Nel 1995 gli venne conferita la cittadinanza onoraria di Hesperange.
Negli ultimi decenni Batocco aveva concentrato la propria ricerca su temi di grande attualità e profondamente legati alla condizione umana, dalla povertà all'emigrazione, fino alle questioni ambientali.
Tra i suoi lavori più significativi il ciclo dedicato all'emigrazione italiana, esposto in sedi museali di San Marino, Grenoble, Lussemburgo, Roma e Assisi. Un percorso che arrivò a suscitare anche l'interesse del Museo Nazionale dell'Immigrazione di Ellis Island, a New York.
La sua pittura è stata descritta come attraversata da "un'insopprimibile esigenza di libertà mista ad una dose di ribellione a stento trattenuta", una tensione che raccontava anche la sua personalità e il suo bisogno di esprimersi attraverso l'arte.
L'ultimo saluto a Cingoli
Con la scomparsa di Ivo Batocco, le Marche perdono un artista profondamente legato alla propria terra, capace di trasformare le proprie radici in un linguaggio riconoscibile e universale.
Una pittura dedicata all'uomo, alla memoria e alla sofferenza, ma soprattutto alla speranza, che rappresenta uno dei lasciti più importanti della sua lunga attività artistica.
La camera ardente sarà allestita a partire dalle ore 12 di martedì 18 agosto nell'atelier dell'artista a Cingoli. I funerali si terranno mercoledì 19 agosto alle ore 16:30 nella chiesa di Collina di Santa Maria Nuova.

cielo coperto (MC)
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