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Cronaca Ancona

Addio a Kruger Agostinelli, se ne va un’icona della notte marchigiana. il ricordo di Aldo Ascani: "Perdo quasi un fratello"

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FALCONARA - È morto nella giornata di domenica, all'età di 72 anni, Kruger Agostinelli, uno dei volti più noti e amati dell’intrattenimento marchigiano. Dj, giornalista, fotografo, organizzatore di eventi e comunicatore, Agostinelli si è spento dopo una lunga malattia. Era ricoverato all’ospedale di Chiaravalle.

La notizia ha scosso l’intera riviera e il mondo della notte marchigiana, dove per decenni Kruger era stato un punto di riferimento per generazioni di appassionati, professionisti e artisti.

Nato a Roma il 21 novembre 1953 e cresciuto nel quartiere di Monteverde, dove da ragazzo giocava in parrocchia anche con Francesco De Gregori, Agostinelli era arrivato giovanissimo nelle Marche. Qui avrebbe costruito una lunga e intensa carriera nel mondo della musica e dell’intrattenimento.

Il suo nome è rimasto indissolubilmente legato alla stagione d’oro delle discoteche marchigiane. Ha fatto ballare intere generazioni in locali come il Krakatoa, il Carillon, il Papagayo, il Covo Nord Est e soprattutto il mitico Piranha di Falconara, di cui amava ricordare la leggendaria inaugurazione con il concerto di Donna Summer.

Nel corso della sua carriera aveva incontrato e lavorato accanto ad artisti di fama internazionale come Ray Charles, Gloria Gaynor e Sister Sledge. Capogruppo per le Marche dell’Associazione Italiana Disk Jockey, nel 2016 aveva ricevuto il Disco Diva Award, riconoscimento a coronamento di una vita dedicata alla musica e alla consolle.

A Falconara Marittima, la città dove viveva, Agostinelli aveva fondato Disco Fantasia, storico negozio di dischi diventato nel tempo molto più di un'attività commerciale: un vero punto di incontro per appassionati, dj, musicisti e addetti ai lavori.

Ma Kruger non è stato soltanto un uomo della notte. La sua curiosità e la sua energia lo avevano portato a cimentarsi nel giornalismo, nella fotografia, nell’organizzazione di eventi e nella comunicazione. Una personalità istrionica, poliedrica e creativa, capace di attraversare epoche e linguaggi diversi senza perdere il contatto con il suo pubblico.

Negli ultimi anni aveva continuato a raccontare il mondo dei locali, la musica e il territorio attraverso i social, mantenendo quella ironia e quella capacità di coinvolgere che lo avevano sempre contraddistinto.

Tra i tanti messaggi di cordoglio c’è quello di Aldo Ascani, che con Agostinelli aveva condiviso dal 2012 un lungo percorso professionale nel mondo dell’intrattenimento.

«Oggi se ne va un grande personaggio, ma soprattutto una persona per me davvero speciale: Kruger Agostinelli», scrive Ascani, ricordando un rapporto nato nel mondo degli eventi dedicati a un pubblico adulto e sviluppatosi attraverso numerosi locali e progetti.

«Tra noi esisteva un’intesa unica: bastava uno sguardo per comprenderci, poche parole per dare forma a un’idea e trasformarla in un nuovo progetto», racconta Ascani, ricordando le esperienze vissute insieme al Babaloo, al Deep Blue, a Villa Taunus, al Sottovento di Numana e poi allo Shada.

Insieme avevano dato vita a diversi format, tra cui “Love is in the Air” e “Legati a un granello di sabbia”, contribuendo, come sottolinea Ascani, a sviluppare e in qualche modo rivoluzionare il concetto degli eventi over 30.

«Kruger è stato il mio braccio destro, il compagno di un percorso costruito realmente a due. Oggi perdo quasi un fratello professionale», scrive ancora Ascani, definendolo un uomo «creativo, brillante e generoso», capace di lasciare un segno profondo nelle persone e nei progetti ai quali aveva dedicato la sua passione.

Particolarmente toccante uno degli ultimi messaggi pubblicati da Agostinelli sui social. Era il primo agosto e, dalla struttura di Chiaravalle dove stava affrontando il suo percorso di cura, aveva scritto: «Ho voglia di darvi un buon week end… Ho cambiato struttura, sono a Chiaravalle e ho voglia di ritornare a voi».

Anche durante la malattia aveva cercato di rassicurare familiari, amici e le tante persone che lo seguivano, raccontando con ironia e leggerezza la quotidianità e i piccoli progressi.

Fino alla fine aveva mantenuto quella voglia di vivere, comunicare e guardare avanti che aveva accompagnato tutta la sua esistenza.

Con Kruger Agostinelli se ne va un pezzo della storia della musica, della radio, delle discoteche e della notte marchigiana. Ma resta il ricordo di una figura capace di attraversare più generazioni, sempre con un microfono, una macchina fotografica, un disco o una nuova idea tra le mani.

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