Giornata pesante per il Comitato a sostegno e salvaguardia dell'ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino: il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso. Il punto nascita chiude, perché la richiesta del comitato non è adatta a “inficiare la legittimità dei provvedimeti gravati in prime cure, sia per l'aspetto concernente l'operatività dello STAM e dello STEN, con particolare riferimento all'Area Vasta 3, sia per quanto riguarda l'adeguatezza della struttura sanitaria ricevente (ospedale di Macerata), fermo restando ogni ulteriore approfondimento, nel merito, delle questioni qui controverse”.Ma il comitato non si dà per vinto: tre dei suoi esponenti, il segretario Mario Chirielli, Samuela Rotili e Simona Barbini hanno incontrato il Presidente della Regione Luca Ceriscioli prima dell'incontro del PD a Tolentino. In particolare Chirielli ha mostrato a Ceriscioli le sue preoccupazioni sul futuro dell'ospedale dopo la chiusura del punto nascita, ansie parzialmente placate dalle dichiarazioni del presidente: “La riforma sanitaria fa parte di un percorso che coinvolge tutti. Come altri ospedali gli spazi che non saranno più impegnati con il punto nascita, come le sale operatorie, verranno utilizzati per altri servizi. La nostra è una volontà che va al di là dei ricorsi.” Perplessità forti sono state presentate anche da Samuela Rotili, riguardo il futuro declassamento del nosocomio di San Severino per il passaggio da 60 a 48 posti, cosa che secondo il Presidente non accadrà visto che il numero di posti letto va calcolato insieme all'ospedale di Camerino, per cui l'ospedale di San Severino secondo il presidente resterà tale. Un po' più evasive le risposte in merito alle paure da mamma della Rotili sul reparto di Macerata dove “una mia amica col suo bambino appena nato sono stati ricoverati in geriatria perché in ostetricia non c'era posto”. Il reparto, come ricorda Samuela, è stato dichiarato più volte non a norma, ansie che Ceriscioli ha trovato infondate poiché “il reparto è a norma, gli investimenti che sono stati stanziati sono dei miglioramenti che costantemente si fanno nelle strutture sanitarie per migliorare le condizioni. Da molti anni ho deciso di non commentare le sentenze dei giudici, ma posso assicurare che tecnici e specialisti hanno studiato il caso ed hanno dichiarato il reparto a norma.”Forte la delusione dell'avvocato Massei, vicepresidente del Comitato: “Le sentenze non si commentano, ma questa del Consiglio di Stato non è né una sconfitta per noi, né una vittoria per l'Asur, visto che nell'ordinanza è specificato che la situazione merita un approfondimento. E' per questo che stiamo studiando una diffida da fare all'Asur per soprassedere sulla chiusura. La vicenda non è di certo chiusa, ci organizzeremo con il gruppo delle mamme, con le associazioni di San Severino e con chiunque vorrà aiutarci per ottenere ciò che volevamo sin dall'inizio: una moratoria per il punto nascita finché non fosse messo a norma il reparto di Macerata. Siamo delusi ed amareggiati – conclude Massei – anche se finora abbiamo fatto tutto il possibile per difendere i nostri diritti".
Si è svolta all'Hotel 77 di Tolentino la terza tappa de “La strada delle riforme”, una serie di incontri aperti alla presenza del Presidente della Regione Luca Ceriscioli volti ad informare la popolazione sul programma di riforme.“Non facile attuare queste riforme – ha affermato Ceriscioli – come tutti ben sappiamo ogni cambiamento genera resistenza, ma queste non sono solo un obbligo di legge, ma portano i servizi verso una maggior qualità. Ceriscioli ha inoltre spiegato come il cammino di queste riforme non sia stato facile, perché ci sono state diverse opposizioni politiche all'inizio, ma che andavano fatte, sia per non incorrere in sanzioni a livello statale, sia per aumentare i servizi.“In particolare la sanità nel territorio va vista come un sistema – prosegue il Presidente – e la medicina territoriale ci permetterà ancor più di essere flessibili, possiamo concordare le modifiche alla riforma, ed ampliarla secondo le richieste dei vari territori. L'obiettivo di queste riforme, non solo in ambito sanitario, è dare ai cittadini la qualità che meritano nei servizi, che devono poter usufruire nei giusti tempi.”Il presidente ha più volte rassicurato i tanti presenti ricordando come la riforma non porterà a “tagli nascosti, ma ci sarà un modello nuovo a risorse invariate, e possibilmente aumentate, come dimostra il piano di assunzioni”.Una riforma, quella sanitaria, ben accetta da chi negli ospedali ci lavora, come testimoniato dal dottor Raul Brambatti: “ Da medico ritengo la sua una riforma bella presidente, la aspettavo da tempo. Con questa cambia il concetto di base, perché non è più il paziente ad andare in ospedale, ma l'ospedale di comunità ad andare dal paziente.”Presente all'incontro anche il sindaco di San Severino Cesare Martini il quale in un intervento ha colto l'occasione per ringraziare il presidente per le riforme.“Qualità è quando tutti i cittadini hanno dei buoni servizi nei tempi giusti, - ha concluso il Presidente della Regione - e proprio alla qualità miriamo con le nostre riforme.”
Nei giorni scorsi il sindaco di Sarnano Franco Ceregioli e il sindaco di Bolognola Simonetta Scaficchia, unitamente ad alcuni membri delle rispettive giunte comunali, si sono riuniti al fine di verificare la fattibilità del progetto di fusione dei due comuni dell'entroterra maceratese.Gli incontri sono stati estremamente positivi e costruttivi e sono state effettuate le prime valutazioni sull'incidenza della eventuale fusione dei due comuni, mettendo al centro della discussione le possibilità di sviluppo legate a tale ipotesi e la conseguente razionalizzazione dei servizi comunali. I due Sindaci hanno concordato sul fatto che le possibilità di crescita del territorio non possano che passare anche attraverso la sempre maggiore valorizzazione della montagna, che rappresenta uno degli elementi distintivi più importanti che accomunano Bolognola e Sarnano: la montagna come fulcro dello sviluppo turistico, sia nella versione invernale che in quella estiva (quest'ultima ancora per certi versi inespressa e da valorizzare, ma con grandissime potenzialità), ma anche la montagna come volano di crescita economica (basti pensare alle potenzialità legate alle attività agro-silvopastorali ed al grande flusso di finanziamenti presenti in tale settore). Le prime impressioni sull'ipotesi di fusione sono pertanto state sicuramente incoraggianti e le due amministrazioni stanno operando le necessarie ed ulteriori valutazioni del caso, anche con l'ausilio dei funzionari della Regione Marche.Una volta che queste valutazioni avranno dato esito positivo, si potrà dare ufficialmente avvio all'iter che potrà portare alla fusione per incorporazione del Comune di Bolognola nel Comune di Sarnano: questo iter, che in base alla normativa vigente si conclude con l'approvazione di una apposita legge regionale che sancisce la fusione, vedrà come principali protagoniste le rispettive popolazioni residenti, chiamate ad esprimersi sulla proposta con uno specifico referendum consultivo. Secondo i due sindaci Ceregioli e Scaficchia, se si ravviseranno tutte le condizioni per la fusione, si dovrà agire attraverso un percorso che sia quanto più possibile condiviso e partecipato, ma comunque con estrema determinazione e rapidità, nella consapevolezza che le grandi possibilità di sviluppo che potrebbero passare attraverso questo progetto non possano essere assolutamente rimandate.
E’ fatta di luce in movimento, di skyline e cupole illuminate per connotare da lontano la bellezza della città, di atmosfere che invitano a godere degli spazi urbani e persino una colonna sonora che muta con i mesi e le stagioni. E’ la Macerata visionaria dello scenografo e premio Oscar Dante Ferretti, ospite attesissimo mercoledì 9 marzo al TLR della serata “Macerata che sarà: facciamo il punto”. Intervistato dall’economista Marco Marcatili, lo scenografo maceratese ha parlato delle idee su cui si sta muovendo il suo lavoro,cdopo che l’Amministrazione comunale gli ha chiesto di ridisegnare la città attraverso la luce. Un progetto ambizioso che coinvolge anche la i Guzzini, un’azienda leader nell’innovazione e design della luce , il cui presidente, Adolfo Guzzini, ha dato il suo contributo in video alla visione della città di domani: “Una regia luminosa per dare attrazione e piacevolezza che fa bene al cittadino e attrae il turista.”“Proviamo a restituire stasera – da affermato il sindaco Romano Carancini - la traiettoria delle tante idee che sono emerse in questo percorso straordinario che abbiamo compiuto insieme, provando a renderle più nitide.” Idee che serviranno al team della InnoThink e dell’Ufficio Europa del Comune per formulare un progetto forte e strategico sulla città, per accedere alle risorse del bando ITI (Investimenti Territoriali Integrati, destinato a tre dei cinque capoluoghi marchigiani), ma anche guardare oltre, alla programmazione dell’Europa 2020.Tante visioni, tante sfaccettature, tanti ospiti e focus su quanto emerso durante un intero mese di ascolti delle molteplici voci sono stati gli ingredienti della serata svoltasi al TLR e condotta dal sociologo Massimiliano Colombi, coordinatore del gruppo di lavoro della InnoThink.https://www.youtube.com/watch?v=p_rgbxI258wIl contributo del prof. Roberto Crespi dell’UNIMC sull’immagine simbolo di questo percorso il “Motociclista” di Pannaggi che chiede alla città di mettersi, o restare, in moto, quello della filosofa Carla Danani sulle dinamiche dell’abitare la città per cui “il modo di stare in una città influisce sul modo di essere”, la “micro senseable city” del MIT di Boston illustrata da Emanuele Frontoni della Politecnica delle Marche come modello cui Macerata guarda per il suo futuro, insieme alle vie della fibra ottica delineate da Massimo Bartolini, esperto ITC e connessioni.Nel progetto della Macerata di domani non può mancare, e non mancherà, l’Università. Ed ecco i nuovi progetti raccontati dal rettore Luigi Lacchè per trasformare le vetrine vuote del palazzo degli studi in luoghi in cui declinare le idee e luoghi di start up che si chiameranno CREAB e il recupero di Villa Lauri cofinanziato dal Ministero dell’educazione cinese per creare una grande vetrina delle relazioni con la Cina, attraverso l’Istituto Confucio, ove si spera anche possa essere realizzato il museo dedicato a padre Matteo Ricci. Non può mancare lo Sferisterio, raccontato dal sovrintendente Luciano Messi come fucina di creatività ed imprenditorialità, in cui il lavorare insieme è garanzia di successo e modello da esportare. Fino alla città come vetrina delle eccellenze di un territorio più ampio delineata dall’Assessore regionale Angelo Sciapichetti. Sono alcune delle visioni e delle idee dipanate ieri sul palcoscenico del TLR mentre, coperto da un leggero velo di mistero, prendeva forma uno straordinario volto femminile dalla mano dello street artist Morden Gore (www.mordengore.com): la sua visione della Macerata che sarà. Un ideale passaggio di testimone da Pannaggi a Morden Gore, ha concluso il sindaco Carancini.La serata si è aperta con la musica dei 40 elementi dell’ Orchestra El Sistema della scuola civica di Musica Scodanibbio di Macerata, diretta da Mirthe Goldman, voluta sul palcoscenico di quel TLR tavolo ideale di lavoro della città, perché incarna il valore condiviso della partecipazione e dell’integrazione. Ed è stata allietata dalle incursioni comiche di Massimo Macchini con cui il pubblico ha riso sugli stereotipi della marchigianità e sugli aspetti della nostra società.Ed ora al lavoro fino al 31 marzo, termine per la presentazione del progetto alla regione. Trele “boe” su cui si lavora per immaginare la città del futuro, riassunte in altrettante frasi venute dagli interlocutori di questo mese di ascolti: Macerata un città che consente: una rampa di lancio per chi parte, accogliente per chi torna, attrattiva per chi cerca una buona qualità della vita, una Macerata interculturale e Visionarietà come presupposto della concretezza anziché antitesi della stessa.
Si è svolta mercoledì 9 marzo scorso alle ore 11, presso l'Hotel Nazionale di Roma, la conferenza stampa dell'associazione "Un'altra giustizia per un'altra Italia". Tra i relatori, olre al promotore, l'avv. Valter Biscotti ed il giornalista Arturo Diaconale, c'era pure Lorena Polidori, attuale coordinatrice provinciale di Forza Italia, che in un comunicato, evidenzia come la stretta attualità degli ultimi anni, in relazione ai fenomeni criminosi legati ai furti e rapine, nelle abitazioni e negli uffici commerciali, imponga di riconsiderare alcuni principi dell'ordinamento giuridico legati alle sicurezza, all’esercizio della legittima difesa e in generale alla tutela delle vittime di reati.Per questo, si ritiene indispensabile - come ampiamente sottolineato dall’avv. Biscotti, promotore dell’iniziativa insieme ad un gruppo di giovani giuristi - introdurre nella Carta Costituzionale il principio della tutela delle vittime dei reati e del diritto alla sicurezza nei principi fondamentali.Va inserita dunque - prosegue la nota - una esplicita previsione di tutela Costituzionale della vittima del reato, con una modifica all’art. 24, così come deve essere riconosciuto il diritto alla sicurezza individuale. Dal riconoscimento costituzionale di questi due nuovi principi, devono poi discendere nuove normative in ossequio e nel rispetto di questi nuovi alti valori, quali la protezione della famiglia, della casa e dell'attività imprenditoriale con un conseguente inasprimento delle pene.Sono previste iniziative sul territorio, conclude la nota, per promuovere le finalità dell'associazione e sensibilizzare i cittadini all'argomento.
Esattamente 70 anni fa, le donne italiane si recavano alle urne per le prime elezioni amministrative dopo la caduta del fascismo e le prime a suffragio universale. Era il 10 marzo 1946. Poco più di mezzo secolo fa le nostre nonne svestirono i panni di sole madri e sole mogli imposti dal regime fascista e si recarono a votare. La risposta fu massiva: l'89 per cento di esse si recò a votare e circa 2 mila candidate vennero elette nei consigli comunali, la maggioranza nelle liste di sinistra. Stessa enorme affluenza per il referendum del 2 giugno. Le elette alla Costituente, su 226 candidate, furono 21, pari al 3,7 per cento. Cinque invece le deputate che furono inserite nella “Commissione dei 75”, incaricata di redigere la nuova Costituzione. La lotta per la conquista dei diritti delle donne in Italia si è differenziata molto dai movimenti a carattere femminista e base spiccatamente individualista degli altri paesi.Inutile dilungarsi su quanto questa parità sognata, voluta e difesa sia ancora lontana. Ma le parole di Teresa Mattei, partigiana, la più giovane donna eletta, durante il suo primo intervento all'Assemblea costituente durante la seduta pomeridiana del 18 marzo 1947 sono eloquenti e possono valere tuttora come monito: "Hanno compreso come la nostra esigenza di entrare nella vita nazionale, di entrare in ogni campo di attività che sia fattivo di bene per il nostro Paese, non è l’esigenza di affermare la nostra personalità contrapponendola alla personalità maschile, facendo il solito femminismo che alcuni decenni fa aveva incominciato a muoversi nei vari Paesi d’Europa e del mondo. Noi non vogliamo che le nostre donne si mascolinizzino, non non vogliamo che le donne italiane aspirino ad un’assurda identità con l’uomo. Vogliamo semplicemente che esse abbiano la possibilità di espandere tutte le loro forze, tutte le loro energie, tutta la loro volontà di bene nella ricostruzione democratica del nostro Paese. Per ciò riteniamo che il concetto informatore della lotta che abbiamo condotta per raggiungere la parità dei diritti, debba stare a base della nostra nuova Costituzione, rafforzarla, darle un orientamento sempre più sicuro." Tuttavia, non è sufficiente il diritto di voto alle donne per sbloccare le libertà sociali. Il suffragio universale resterà una pura formalità fin quando le donne dovranno nascondere la loro bravura ed il loro talento, fin quando verrà loro chiesto dalla società di essere "meno". Meno ambiziose o meno competitive di un uomo, per esempio. Ancora oggi, dopo 70 anni le donne devono ancora battersi per elemosinare diritti fondamentali. Si può davvero festeggiare?
Jonathan Arpetti è uno scrittore marchigiano con un curriculum che lo precede. Nato a San Severino Marche, vive da molti anni a Macerata. Autore di numerosi romanzi nel 2010 vince un concorso letterario per autori esordienti al salone del libro di Torino, organizzato da Radio 24 in collaborazione con Cult. La distribuzione è a livello nazionale si è imposta con una prima tiratura di 1500 copie.Jonathan è venuto a trovarci in redazione per raccontarci come è nata la collaborazione con il noto attore Simone Riccioni con il quale ha collaborato nella realizzazione del film di prossima uscita "Come saltano i pesci", per la regia di Alessandro Valori."Ho conosciuto Simone, ormai molto noto al grande pubblico, grazie ad Alessandro Valori" - racconta Jonathan. "Con Alessandro avevamo in progetto un film che riguardava il mio libro 'I love Ju', incentrato, come si evince dal titolo sull'amore e la passione per la Vecchia Signora, la Juventus ma la famiglia Agnelli, purtroppo, dopo svariati incontri ha declinato questa proposta, per ora". Continua il giovane scrittore - "Grazie a questa collaborazione abbiamo instaurato un bel rapporto e una volta che Simone Riccioni ha spiegato le sue idee per il film, abbiamo pensato di scrivere il romanzo, totalmente ambientato nelle Marche e con molte comparse e attori della zona".Il libro "Come saltano i pesci" è stato scritto in soli due mesi, tra maggio e giugno del 2015. "E' stato tutto molto veloce. Anche il film è stato girato in circa un mese, tra Amandola e Porto San Giorgio". Nella storia Simone Riccioni sarà Matteo, giovane alla ricerca delle sue origini in un viaggio dalle spiaggie marchigiane ai monti Sibillini dove la bellezza delle Marche farà da sfondo ad un viaggio alla ricerca interiore di sè stesso e della sua parte migliore.Il 18 marzo, alle ore 18, presso l'Aula Magna dell'Università di Macerata si svolgerà un incontro aperto a tutti con la partecipazione del regista Alessandro Valori e l'attore maceratese Simone Riccioni. Durante l'evento verrà presentato il film la cui uscita è prevista per il 31 marzo.Il libro invece, con una post-fazione di Monsignor Giovanni D'Ercole vescovo di Ascoli Piceno, uscirà il 24 marzo, edito da Leone.
Esiste anche in provincia di Macerata un fenomeno sommerso del quale si sa poco o nulla. Sfugge all'attenzione dei più perché vive e ricerca spazi poco frequentati e insospettabili.Ci siamo fatti largo fra annunci sui giornali e siti online per capire un mondo di cui tutti conoscono l'esistenza, ma del quale pochi effettivamente sanno qualcosa più del "sentito dire". Stiamo parlando della prostituzione e del mercato del sesso che sta prendendo nuove vie e sta subendo nuovi sviluppi. È un mondo parallelo, ai limiti della legalità e di dimensioni non quantificabili. Basta poco per accedervi: un giornale di annunci o digitare su Google "prostitute Macerata".Dietro quei numeri, quelle foto e quelle frasi esplicite ci sono delle persone e le loro storie. Lo sfruttamento e la tratta delle donne che da sempre ha caratterizzato il mercato sessuale tradizionale pare stia lasciando spazio a questa nuova forma di prostituzione in casa anche a causa dell'aumento dei controlli nelle strade. Il fenomeno dalla strada si è spostato negli appartamenti privati, quasi sempre presi in affitto, all'interno dei quali il ricambio di ragazze esercitanti è pressoché continuo, solitamente di un paio di mesi ma a volte addirittura di 15-20 giorni.Donne di varie nazionalità, per la maggior parte provenienti dall'Europa dell'Est, dall'America Latina e dall'Asia, offrono a pagamento prestazioni nei loro domicili privati. L'età media è compresa tra i 20 ed i 45 anni.Difficile dire con certezza il perché di questa scelta di vita. Secondo le loro dichiarazioni, di cui non abbiamo certezza di veridicità, è stata la necessità, nient'altro, a spingerle verso quest'opzione professionale. La mancanza di lavoro in primis, che la maggior parte delle persone purtroppo ha sperimentato in prima persona in questi ultimi anni, i debiti da saldare, l'aver perso tutto nel proprio paese in guerra, un familiare malato, le spese quotidiane da sostenere. Questi sono solo alcuni esempi delle motivazioni che spingono alcune di queste donne a vendere il proprio corpo, esempi che tuttavia vanno ricondotti ad un fattore univoco: la crisi economica. Tuttavia non sappiamo se le ragazze ascoltate siano in realtà manipolate o controllate.Il target del cliente medio si aggira intorno ai 40-50 anni, ma non mancano ragazzi anche più giovani (sulla ventina) o anziani, che spesso, incontrano le donne semplicemente per non sentirsi soli e magari per fare due chiacchiere. I prezzi variano a seconda della prestazione offerta ma con una base di partenza che oscilla fra 50 e 100 euro.Il fenomeno, che fino a poco tempo fa com'è noto, era concentrato prevalentemente sulle città costiere (Civitanova Marche e Porto Recanati) si sta spostando anche nell'entroterra: Macerata, San Severino Marche e Passo di Treia, con particolare riguardo alle zone periferiche, Sforzacosta, Villa Potenza, Taccoli e Berta, molto probabilmente per questioni di privacy, essendo queste zone molto meno trafficate rispetto ai centri urbani.Questo dato viene confermato anche dal vice questore Albini, capo della squadra mobile di Macerata. Lo stesso ci ha riferito che il fenomeno, oggi difficilmente controllabile, non costituisce reato in sè, poiché svolto all'interno di abitazioni private. L'illegalità persiste quando questi appartamenti sono gestiti da organizzazioni o singoli che sfruttano il lavoro delle inquiline per trarne lucro personale: in questo caso si configura il reato di sfruttamento della prostituzione. La squadra mobile da anni si impegna in attività di monitoraggio e controllo, ma in assenza di precise e puntuali segnalazioni o operazioni sotto copertura risulta molto difficile intervenire concretamente.
Questa mattina nella Cattedrale di Macerata, si è celebrato il Precetto Pasquale delle Forze di Polizia di tutta la provincia, con una Santa Messa officiata a cura del Vescovo di Macerata, Mons. Nazzareno Marconi, alla quale hanno partecipato il Sindaco di Macerata, Avv. Romano Carancini, il Vicario della Prefettura di Macerata, V. Prefetto Rosalia Mazza, il Questore, i Comandanti Provinciali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, del Corpo Forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco, la Presidente Provinciale della Croce Rossa Italiana, rappresentanze delle Associazioni Nazionali in congedo, altre autorità civili e militari della provincia, oltre a tanti cittadini.La celebrazione si è conclusa con la “Preghiera della Patria” e con la consegna ai partecipanti dei rametti di ulivo benedetti e di una icona della “Madre della Misericordia”. Al termine della celebrazione il Vescovo ha inviato i fedeli a varcare la Porta Santa presso la Basilica della Misericordia, ricordando che dall’inizio del Giubileo sono già state 16 mila le persone che hanno compiuto il rito.
Nuova allerta meteo della Protezione Civile delle Marche per forti piogge. L'avviso è valido dalla mezzanotte di oggi (giovedì 10 marzo) a quella di domani.La persistenza di una bassa pressione sul Mar di Sicilia convoglia aria calda e umida sulla nostra regione, determinando precipitazioni diffuse anche a carattere di rovescio su tutto il territorio.Sono previste piogge diffuse anche a carattere di rovescio su tutto il territorio, più insistenti sul settore centro-meridionale della regione; le medie areali saranno tra deboli e moderate con picchi attorno ai 40 -50mm sul settore meridionale e attorno ai 30mm su quello settentrionale.
Domani sera, venerdì 11 marzo, alle 21 presso la Sala Mari del Miumor, a Palazzo Sangallo in piazza della Libertà a Tolentino, si terrà il convegno “Storie di donne” , l’iniziativa rosa organizzata dalla Consulta delle donne di Tolentino e dalla Commissione Consiliare per le Pari Opportunità, in collaborazione con il Comune.Lo straordinario nell’ordinario è rappresentato da sei protagoniste uniche, diverse tra loro ma che hanno in comune l’essere Donna: Maria Francesca Tardella per le associazioni sportive, suor Maria Pascoli per la spiritualità, Marta Cacchiarelli per la cultura, Maria Nicoletta Pascucci per le forze dell’ordine, Ndeye Gao Ciss per l’integrazione e Katiuscia Cassetta per il sociale.Ciascuna porterà con sé tre foto che immortalano le scelte di vita, la forza, le emozioni che le hanno accompagnate finora e che le rendono “l’eccellenza” nel proprio settore. C’è la presidente Tardella del Macerata Calcio, suor Maria Pia, ragazza ribelle che ha incontrato Dio, Ndeye, rappresentante della comunità senegalese di Tolentino, musulmana integrata che ha vissuto sulla propria pelle la lontananza forzata dalla propria terra; e ancora Marta Cacchiarelli, “pasionaria” della cultura e titolare della libreria Nautilus, Katiuscia Cassetta, che si dedica con amore al sociale, fondatrice dell’associazione per i più piccoli “La luna e il dondolo” e infine la dirigente della Digos di Macerata Maria Nicoletta Pascucci, poliziotta e mamma.Al termine dell’evento, gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, ci sarà una degustazione a base di Varnelli e cioccolatini, gentilmente offerta dall’azienda omonima.
“Vai, non pensarci due volte. Occasioni così non capitano spesso”: Giulia Falchi, laureata con lode al SID di Gorizia ed iscritta alla specialistica EPII a Pavia, racconta la sua esperienza nel settore della cooperazione in Kenya. Nonostante la residenza a Tolentino, già a 22 anni, ama definirsi una “global citizen”.La sua è una testimonianza forte dalla quale imparare molto. Ma come è nata l'idea di partire per il Kenya? Questa è la storia."Ero a Bruxelles da un’amica" racconta Giulia "quando nella pagina Facebook CSV ho letto che l’associazione “Amici della Fildis” cercava un volontario per un progetto di cooperazione decentrata nel nord del Kenya (lago Turkana). Il giorno dopo, ritornata a Pavia, ho chiesto un incontro con i responsabili dell’organizzazione.Al termine del colloquio, la presidente, signora Paola Bernardini Mosconi, mi domanda: “Ha un passaporto? Tra due settimane si parte per Loiyangalani, lei sarà la mia assistente”. I giorni successivi sono stati un mix di ansia, euforia e corse per vaccini e acquisti, nonché di un’infinità di informazioni sui progetti e sul luogo in cui presto saremmo andate.Siamo arrivate a Nairobi il 22 febbraio. Nei primi giorni abbiamo incontrato alcuni probabili finanziatori e dei collaboratori keniani, tra cui Nkuraya (una signora masai che sta svolgendo un lavoro straordinario per la sua comunità).Il 25 febbraio abbiamo lasciato la capitale per dirigerci a Loiyangalani, raggiunto soltanto dopo tre giorni. Il viaggio rimarrà un ricordo indelebile. Su strade inverosimili, abbiamo percorso la Rift Valley fino ad arrivare all’enorme lago Turkana. Una varietà di flora e fauna impressionante (da attraversamenti di mucche e capre a quelli di cammelli e zebre) e più si avanza verso nord, maggiore è la diffusione di povertà, analfabetismo e impiego di bambini come pastori. Villaggio di LoiyangalaniA Loiyangalani abbiamo trascorso una settimana intensa piena di meeting e visite, finalizzati alla realizzazione di due progetti: un Centro di Formazione Professionale (Youth Polytechnic, YP) e il progetto “Agricoltura in azione” in collaborazione con Slowfood Kenya.Riguardo al Centro di Formazione Professionale, il primo incontro è avvenuto con i responsabili del nostro principale interlocutore, lo Steering Committee of Loiyangalani Community (un organo autonomo che, in rappresentanza della comunità locale, fa da tramite tra l’associazione “Amici della Fildis” e la Contea di Marsabit). Il Committee, in partnership con la Contea, si occuperà del management dello YP, che sarà realizzato con l’aiuto di donatori internazionali tra cui “Amici della Fildis”. La signora Paola ed io assieme a due rappresentanti delle KifaruNei giorni successivi abbiamo incontrato le tre associazioni femminili del distretto: le Kifaru, le Merissa (donne prevalentemente cattoliche), che da tempo collaborano con l’associazione e mostrano una notevole volontà di cambiamento) e il gruppo El Mosaretu (che rappresenta le varie etnie presenti: Molo, Samburo, Rendilli, Turkana ). La vice presidente di quest’ultimo ci ha chiesto di adoperarci per superare la grave impasse in cui da diverso tempo si trova l’organizzazione. Come promesso abbiamo consegnato una lettera alla District County Commission chiedendo di indire nuove elezioni per la presidente.Il giorno più intenso, per quanto riguarda il YP è stato il 3 marzo, quando abbiamo indetto una nuova riunione con lo Steering in occasione della visita del responsabile dell’istruzione per la Contea, Mr Wallum. In quell’occasione, sono state prese decisioni importanti per le domande di finanziamento e modalità per delimitare l’area su cui edificare e per il sistema idrico.All’altro progetto, “Agricoltura in azione”, sono stati dedicati gli ultimi giorni di permanenza a Loiyangalani. Abbiamo visitato le coltivazioni e incontrato i due contadini pronti ad incominciare i lavori e a insegnare ai giovani le tecniche agricole.La “spedizione” a Loiyangalani è consistita anche in una visita all’ambulatorio governativo. Questo opera in condizioni pietose: l’assenza di energia elettrica non gli permette di utilizzare i frigoriferi che ha a disposizione e nei turni di notte il personale è costretto a lavorare con le torce.A malincuore, il 6 marzo abbiamo lasciato Loiyangalani con il desiderio di ritornare e di concludere gli impegni presi con la comunità.Una volta rientrate a Nairobi, il lavoro è continuato. Abbiamo incontrato il responsabile di Slow Food Kenya e Padre Gitonga, che sostiene i giovani che abitano nei villaggi ai piedi del monte Kulal (una delle bellezze patrimonio dell’Unesco): abbiamo fatto una ricerca per individuare la miglior azienda per la costruzione di pannelli solari per l’ambulatorio e cercato di individuare dei partner che condividano la nostra missione.Le tre settimane in terra keniana sono trascorse velocemente. Questa permanenza mi ha dato molto, soprattutto la consapevolezza che nelle realtà in via di sviluppo si possono raggiungere risultati concreti e duraturi solamente cooperando con la comunità locale.Ritorno in Italia con l’intenzione di continuare a collaborare con “Amici della Fildis” e di sostenere la costruzione dello YP attraverso l’attività fundraising per reperire fondi.Chiunque fosse interessato a ricevere maggiori informazioni circa l’attività dell’associazione a Loiyangalani o potesse aiutarmi nell’ impostare il fundraising, può contattarmi tramite l’e-mail giulia-fal@hotmail.it o al numero 328 9307449. Asante sana (grazie mille in swahili)". Lago Turkana Il Matatu, mezzo pubblico di trasporto interurban
Quando il senso civico scarseggia, incuria e degrado prendono il sopravvento.Gli abitanti di Rione di Contro di San Severino Marche non ci stanno. Nel Parco che si estende lungo le rive del fiume Potenza, lungo via Lorenzo d'Alessandro, sotto le pendici del Monte Nero dove è situata la torre civica e meta privilegiata per far trascorrere ai bambini delle scuole qualche momento di svago sopratutto durante la bella stagione, l'abbandono e l'incuria sono è diventati una realtà quotidiana. Questo è quanto denunciano i cittadini della zona che, come noto, è un grande quartiere residenziale che comprende al suo interno le principali scuole cittadine: il Circolo Didattico "Alessandro Luzio", sede della scuola elementare e materna e nelle immediate vicinanze la scuola media "Tacchi Venturi".La situazione, in effetti è abbastanza critica. Panchine rotte, cestini divelti, sporcizia di vario genere e degrado generalizzato fanno da padrone in un parco che dovrebbe essere un'area ricreativa per tutti, sopratutto per i bambini. Per non parlare dell'annuale festa di quartiere che in genere si svolge a fine agosto. Quella di quest'anno, a quanto pare, ha lasciato i suoi pesanti strascichi. Vi sono infatti quelli che appaiono essere proprio "i resti" dell'evento: frigo abbandonati in mezzo al prato, attrezzature di vario genere per la cottura dei cibi, taniche di alcool e bagno con tanto di porta sfondata e rotto. Anche l'immondizia anch'essa probabile residuo della festa si trova ancora in loco."Il parco è molto bello, è una zona verde utilizzata da sempre, da tutti, per andare a fare due passi, per andare a fare sport e rilassarsi. Tutti siamo cresciuti in questo parco ed è terribile vederlo ridotto così" denuncia un abitante delle zona.Bisogna intervenire, ed in fretta. L'incuria, purtroppo, attira solo altra incuria.
Passa da Macerata il tour in 10 tappe di Panorama, l’evento che da marzo a novembre attraverserà l’Italia da nord a sud, coinvolgendo eccellenze locali e ospiti prestigiosi con incontri e appuntamenti moderati dalle firme più prestigiose del magazine settimanale.Il Sindaco Romano Carancini è stato ospite a Milano in occasione della presentazione della iniziativa 2016 tenutasi stamattina presso la Mondadori Multicenter di Piazza Duomo a Milano. Con Carancini il direttore di Panorama Giorgio Mulè, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, i rappresentanti di Ravello, Genova, Padova, Ravenna, Mantova, Trapani e tutte le altre le località italiane di eccellenza selezionate per questa iniziativa.Dal 20 al 23 aprile 2016, per quattro giorni, Macerata accoglierà un calendario ricco di appuntamenti nei luoghi più vivi e rappresentativi, a stretto contatto con i suoi protagonisti.La terza edizione di Panorama d’Italia, la live&media experience di Panorama, racconta l’Italia direttamente dalle sue piazze con iniziative ed eventi aperti a tutti. L’iniziativa celebra i protagonisti dell’Italia migliore nel mondo dell’impresa, dell’economia, della cultura e dell’enogastronomia con un format premiato da un successo travolgente e tante novità.Nel suo intervento Carancini ha sottolineato “Macerata è una Senseable City, che unisce innovazione e tradizione, che guarda alle persone, una città che risponde meglio ai cittadini, che unisce qualità della vita, bellezza, formazione e sviluppo, impresa e cultura, con l’Università e l’Accademia, il Teatro all’aperto più bello del mondo, con la sua stagione lirica internazionale, i Musei e i Palazzi d’arte. Un luogo sempre più proiettato verso il futuro.”"Panorama d’Italia ha dimostrato di essere un’immensa fotografia dell’Italia reale, capace di immortalare tutto il meglio visto da vicino”, aggiunge Giorgio Mulè direttore di Panorama. “Ogni metro quadro del nostro paese racchiude una storia che vale la pena di raccontare e noi vogliamo ancora una volta spiegarla da dentro. Lo abbiamo fatto lo scorso anno con 400 pagine e 160 ore di live streaming. Lo rifacciamo quest’anno mettendoci ancora più impegno”Tra le tante iniziative della manifestazione si ripete anche quest’anno quella che nel 2015 ha permesso a Panorama di regalare 3.500 libri alle scuole italiane coinvolte nel tour. Il passaggio tra la formazione e il mondo del lavoro rimane uno dei temi fondamentali dell’intero programma e proprio alle imprese innovative è dedicata l’iniziativa “90 secondi per spiccare il volo”, un concorso che premierà la migliore start up con una speciale “cassetta degli attrezzi” con strumenti e risorse per sviluppare il business. Basterà candidarsi con un video di massimo 90 secondi che Panorama pubblicherà sul suo sito.Alla formazione e al lavoro si aggiunge anche il supporto dell’Università, che ospiterà gli incontri tra startupper, venture capitalist ed esperti di innovazione per discutere della possibilità di fare impresa e delle opportunità del territorio. Inoltre la mattina del venerdì sarà dedicata ad attività di orientamento al mondo del lavoro destinati a giovani diplomati, laureandi e laureati che avranno la possibilità di partecipare a tavole rotonde e incontri individuali, realizzati in collaborazione con HRCommunity Academy Italia, con i responsabili delle risorse umane delle principali aziende del territorio.Oltre agli incontri e i dibattiti con esponenti di rilievo nazionale della politica e dell’imprenditoria, Panorama d’Italia sarà anche l’occasione per riscoprire le bellezze del patrimonio artistico del luogo, grazie a una visita guidata da Vittorio Sgarbi alle opere d’arte più rappresentative.
Presentato il progetto Condomìni solidali, iniziativa dell’associazione L’albero dei cuori finanziata dalla Regione Marche nell’ambito dei contributi in favore della longevità attiva. E’ svolta in collaborazione con l’Ircer, lo sportello Informanziani ed è patrocinata dal Comune di Macerata.Il progetto parte dalla constatazione che nella nostra città molti anziani si trovano a vivere da soli in condominio, senza avere l’opportunità di mantenere o creare relazioni. Anche i decessi avvenuti in solitudine sul territorio hanno spinto verso la progettualità di buone pratiche capaci di incidere positivamente nella qualità della vita di chi ha bisogno.Il progetto coinvolge gli anziani over 65 disponibili a donare parte del loro tempo per aiutare altri anziani nelle piccole attività quotidiane come la spesa, il ritiro delle ricette mediche, l’acquisto di farmaci. Si rivolge poi ai volontari in generale e ai capi-condòmini disponibili alla promozione di relazioni solidali tra vicini di casa e alla creazione di spazi di socializzazione. L’iniziativa, infatti, vede anche la collaborazione dell’Associazione Nazionale Condomini Italiani (Anaci) rappresentati in conferenza stampa dal presidente della sezione maceratese, Mauro Del Bianco. Un ruolo “Lavorare in rete porta allo sviluppo di buone pratiche utili a creare rapporti che incidono positivamente sulla socialità sostenendola e stimolandola” afferma Marika Marcolini assessore ai Servizi sociali del Comune “Le associazioni stanno quotidianamente a contatto con la realtà di tante persone e sono sentinelle privilegiate che aiutano le istituzioni ad agire per mettere in piedi strumenti di solidarietà e aiuto reciproco. Così nasce anche questo progetto il cui obiettivo è quello di fare in modo che i condomìni che ospitano anziani” conclude l’assessore “ possano adottare strategie utili a recuperare buoni rapporti di vicinato e a facilitare l’incontro tra chi può essere una risorsa e chi al contrario necessita di attenzione”.Allo sportello Informanziani in piazza Mazzini, 37-38 è possibile reperire tutte le informazioni utili, sia per segnalare situazioni difficili, sia per rendersi disponibili ad essere volontari. Inoltre lo sportello offre supporto telefonico al numero 0733/263026 attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 19 e il sabato dalle 9 alle 13.
Le mamme del gruppo Facebook a sostegno del reparto di Pediatria dell'ospedale di San Severino giocano un'altra carta. E si appellano direttamente al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, con una lunga e toccante lettera spedita questo pomeriggio a firma Cristina Marcucci, Roberta Spernanzoni e Giulia Smerilli.L'oggetto della missiva è chiaro: "Gentile richiesta di sostegno per salvaguardia dell`Ospedale di Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche". Questo il testo:"Egregissima Signora Ministro,Siamo le mamme di San Severino Marche, una città di circa 13000 abitanti, localizzata in zona montana, in provincia di Macerata, che sorge 50 km a ovest del mare Adriatico.Ci rivolgiamo a Lei come mamme a una mamma con l`incarico di Ministro, perché abbiamo nel cuore una grande preoccupazione e timore per la salute nostra e dei nostri figli. Questi timori sono suscitati dalla chiusura del punto nascite all`Ospedale Bartolomeo Eustachio di San Severino Marche, eliminazione del reparto pediatrico e di conseguenza l'estinzione del pronto soccorso (punto di primo intervento) nel nostro ospedale.Noi donne e mamme marchigiane ci siamo organizzate costituendo il Gruppo di Sostegno Pediatria in Ospedale di San Severino su Facebook che ha unito per oggi circa 2600 membri in una sola settimana. Abbiamo ricevuto il sostegno del Comitato della Difesa dell`Ospedale Bartolomeo Eustachio, che ha combattuto per salvare il punto nascite nella nostra zona e ha presentato la richiesta al Consiglio dello Stato che deciderà domani, il 10 marzo 2016, il destino del nostro ospedale.Vediamo e apprezziamo la sua professionalità nel lavoro ministeriale, impegno ma anche l`empatia e chiediamo gentilmente il Suo aiuto nella risoluzione del problema che turba i nostri cittadini, non solo le mamme ma le nostre famiglie e intera società locale.L`ospedale di Bartolomeo Eustachio a San Severino Marche è un gioiello nel sistema sanitario nella nostra zona. Offre i servizi di qualità, soprattutto in ostetricia e in pediatria, nella zona svantaggiata di montagna, erogando servizi non solo per i cittadini di San Severino ma anche a quelli delle città limitrofe ma anche di tutte le provincie marchigiane.E` un servizio ospedaliero, con i medici qualificati e specializzati che per noi donne rappresenta sicurezza e la qualità della vita nella nostra zona.Nonostante i nostri diritti alla salute e all`assistenza ostetrica e pediatrica di livello ospedaliero nelle zone montane svantaggiate riconosciute da Lei col Decreto ministeriale del 11 novembre 2015, stiamo osservando che a San Severino Marche i nostri diritti vengono meno. Abbiamo l`ospedale che ci garantisce i turni di 24 h sia in ostetricia che in pediatria. Il team dei medici altamente specializzati (i nostri pediatri sono i medici di tre specializzazioni), nonostante l`uso di tutti i strumenti legali, ricorso al TAR, raccolta di più di 20.000 firme, il coinvolgimento del Comitato di Difesa dell`Ospedale e dei cittadini della città nostra e delle altre città dell’entroterra marchigiano, non disponiamo di un elemento indispensabile e il più importante: il sostegno dei nostri rappresentanti, politici sul livello comunale e regionale.L`ospedale di San Severino Marche ha superato la soglia minima dei parti richiesta dalla legge, arrivando nonostante una “pubblicità negativa sulla chiusura inevitabile dell`ostetricia”, ai 540 parti nel 2015, che gli dovrebbe garantire il mantenimento in attività. Manca purtroppo la volontà dei nostri amministratori regionali e del Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, di cui sola competenza e fare la richiesta di mantenimento in attività del punto nascite a San Severino Marche e in conseguenza della pediatria.Attualmente, stiamo osservando uno smontaggio e deframmentazione dei servizi in ospedale in modo difficilmente prevedibile e disorganizzato. A noi mamme che ci presentiamo in pediatria con i nostri bimbi nei casi urgenti (febbre alta di notte, polmonite, crisi d`asma e altri casi gravi che fanno rivolgere noi genitori all`ospedale e non ai servizi di ambulatorio) viene detto che i pediatri in ospedale saranno a nostra disposizione per quattro giorni alla settimana...Sono questi i standard della qualità in Italia, paese sviluppato, che ci fanno incrociare le dita affinché i nostri figli non si ammalino che nei giorni “giusti”?Non possiamo osservare in modo passivo la situazione in cui i nostri amministratori regionali, sotto il pretesto delle riforme, ci tolgono i servizi sanitari senza rispettare le leggi. Noi mamme cerchiamo soluzioni e chiediamo aiuto perché lo dobbiamo ai nostri figli e al nostro territorio.Se chiuderà il punto nascite a San Severino, le mamme marchigiane che hanno la sfortuna di non abitare lungo la costa, saranno costrette a rivolgersi agli ospedali dell’Umbria. Ci sarebbe l’ospedale di Macerata ma il reparto maternità maceratese non è assolutamente a norma per ricevere tutta l’utenza dell’entroterra (dichiarato pubblicamente dallo stesso Sindaco del Comune di Macerata). Ad oggi, di tre sale parto che dovrebbe per norma avere, ne ha solo due. Aggiungiamoci che non tutte le camere hanno il bagno (come richiesto per legge) e che troppo spesso, le partorienti devono condividere la camera con persone malate (cosa assolutamente illegale perché si espongono i nascituri a malattie che non sono ancora pronti a combattere). Il risultato è lasciare in mezzo alla strada migliaia di persone che dalla montagna saranno costretti ad andare a partorire in Umbria per via dei pessimi collegamenti stradali con Macerata o peggio ancora con Civitanova.Noi mamme e le nostre famiglie, cittadini dell’entroterra siamo destinati a rimanere isolati e di rischiare la nostra vita nel caso dei parti complicati o casi di malattie gravi dei nostri cari figli. Noi paghiamo le tasse regolarmente come tutti gli altri cittadini della costa, ma siamo sfortunati ad avere amministratori politici che, ricorrendo allo slogan di ottimizzazioni indefinite (nemmeno risparmio economico!!), vogliono toglierci l`ospedale di qualità, una struttura bellissima con parcheggio e pista per atterraggio eliambulanza che è in grado di erogare dei servizi di ostetricia e pediatria come succede in altre aree montane d`Europa, Svizzera, Austria o Germania.Signora Ministro, ci aiuti a far valere i nostri diritti. Noi siamo mamme e donne che credono ancora alla buona volontà dei nostri governanti e al rispetto delle leggi. Molti dei nostri cittadini non ci credono più e osservano in silenzio come, passo dopo passo, vengono tolti a noi i servizi amministrativi e sanitari – punto nascite, pediatria e in conseguenza il pronto soccorso (punto di primo intervento).La preghiamo di accogliere, Signora Ministro, i sensi della nostra più alta stima e i più sentiti auguri nel Suo percorso come mamma".
Fischio d'inizio per il progetto creativo ed ecosostenibile, il "Quadriciclo", il cammino ciclabile che valorizzerà un territorio esteso tra il mare Adriatico e gli Appennini, fino a Foligno. L’intento è quello di formare un quadrilatero con una rete di strade già esistente fino all’obiettivo finale di una rete fruibile di circa 200 chilometri. Il progetto è stato presentato martedi 8 marzo all’Abbadia di Fiastra dall’Unione Montana dei Monti Azzurri (che comprende 15 comuni del territorio maceratese), e dai Comuni di Macerata, Civitanova Marche, Porto Sant’Elpidio, Porto San Giorgio, Amandola, Foligno.Il tragitto, nel complesso, mira a connettere, qualificare e generare opportunità di salvaguardia ambientale e valorizzazione economica, muovendo da attrattiva turistica slow, identitaria e di eccellenza. Tale dorsale si raccorderà a sua volta con la rete, frammentata e non di sistema, esistente nei territori limitrofi, fino all’obiettivo finale di alcune centinaia di chilometri di rete fruibile. Le amministrazioni, riunite insieme alle associazioni ambientaliste, si sono impegnate “a promuovere l'opera infrastrutturale, nel cooperare in associazione tra di loro o in gruppi nel reperimento di fonti di finanziamento e nel coordinare l'attività amministrativa interna delle singole amministrazioni, nel nome del rilevante obiettivo strategico comune”.Prossimamente verranno stilati i protocolli d’intesa per creare una collaborazione tra i vari soggetti istituzionali volta ad intercettare fondi europei. Alla base del progetto c’è l'intento di una estensione di superficie per attrarre, a livello internazionale, i turisti amanti della bicicletta, attraverso un'offerta nei vari settori culturali, artistici ma anche ricettivi e di ristorazione. L’originalità della proposta – ha ricordato l’architetto Sandro Polci che ha dato il suo contributo al progetto – consiste nella creazione di un sistema ben collegato ma con costi contenuti, perché si basa sull' individuazione di percorsi già esistenti. L’ambiente pertanto verrà valorizzato esaltando le particolarità paesaggistiche per superare l’uso dell’automobile con percorsi ben attrezzati e con bicicletta a pedalata assistita. E’ stato evidenziato che in Toscana l’intensificazione di percorsi pedonali e cicloturistici ha contribuito ad incrementare in misura importante l'arrivo di turisti di tutte le nazionalità, anche nei mesi poco attrattivi per i visitatori.
Continua la scalata al successo per la modella maceratese Silvia Gesuelli. Dopo aver preso parte da protagonista nel video di "Cieli Immensi", la canzone presentata da Patty Pravo a Sanremo, è ora sbarcata su uno dei mensili di moda e bellezza più conosciuti al mondo: Vogue.La bellissima modella maceratese ha posato per la sezione on line italiana del giornale con foto e video dell'editoriale scattato con il Microsoft Lumnia 950 da Nima Benati per la Milano Fashion Week. (Photo by Nima Benati; Stylist: Fabio Mercurio; Hair & Make Up: Matteo Scibetta - Joyce Vittoria Maria Cecchini- Chiara Bonacina - Silvia Mangano)Un'immensa soddisfazione sia per Silvia che per tutta la provincia di Macerata che può vantare una modella di caratura internazionale.
Domenica 13 marzo sarà il Bau day della città di Civitanova. Dopo la Stracanina della mattinata inserita all'interno della corsa podistica Stracivitanova, saranno inaugurate, infatti, alle 16, le aree appena ultimate dedicate allo sgambamento e all'addestramento dei cani ricavate dall'Amministrazione comunale in via Mandela, di fronte allo Skate park.La proposta, portata avanti dal consigliere comunale di Rifondazione Belinda Emili, finalmente ha visto la luce grazie alla collaborazione con Atac, Assessorati ai lavori pubblici e Turismo e Cluana dog.“Dopo un intenso lavoro e tanti ostacoli – ha detto Emili – ci accingiamo a inaugurare quest'area pubblica tanto attesa dai civitanovesi. Il dog park comunale è una grande conquista e un lusso che poche città hanno e ne siamo orgogliosi; questo posto era necessario in una città che vanta tante adozioni di amici a quattro zampe. Ringrazio gli assessori Silenzi e Poeta e l'Atac per il lavoro svolto. A Civitanova sono circa 5000 i cani registrati all'anagrafe e sono sicura che quest'area diventerà un punto di riferimento per i privati, ma anche per le associazioni che vorranno realizzare manifestazioni dedicate ai 'pelosi' ”.La struttura sarà aperta 24 ore su 24 e vi si potrà accedere rispettando un ferreo regolamento che è affisso all'ingresso.“Il gioco di squadra paga – ha detto Cognigni – e grazie ad una bella alchimia abbiamo portato a casa questo bel risultato. Da domenica saranno a disposizione oltre 7 mila mq di terra, recintati e ripuliti e che ora affidiamo agli utenti, augurandoci che siano padroni modello e lascino tutto pulito e ne rispettino il decoro”.Per la giornata sono previste tante sorprese e appuntamenti organizzati dalle varie associazioni come attività di pet terapy, prove di obbedienza, pesca di beneficenza, veterinario per consulenze ecc.Dopo il taglio del nastro, sfilata dei cani in cerca di adozione, e dei cani presenti sia meticci che di razza (previa iscrizione).“Ringrazio quanti hanno lavorato all'opera – ha commentato soddisfatto Poeta – è sempre bello vedere i risultati dopo tanto impegno. L'area per i cani va a riqualificare ulteriormente una zona piena di servizi e strutture (oltre allo skate park, tiro con l'arco, orti anziani, pista pattinaggio) e sta diventando un punto di riferimento centrale per tanta gente e facilmente raggiungibile”.L'area per l'addestramento sarà gestita dalla Cluana dog rappresentata da Emanuele Baldoni. “Domenica saremo impegnati tutto il giorno – ha spiegato Baldoni - dopo la Stracivitanova ci ritroveremo tutti al sud per far conoscere l'attività della nostra associazione che si occupa anche di per terapy e va anche nelle scuole a mostrare come il cane sia davvero il miglior amico dell'uomo in tante occasioni”
Sono più di trenta le squadre iscritte, per un totale di oltre 200 sfidanti, alla fase provinciale dei Campionati Giovanili Studenteschi di scacchi che si terranno domani (giovedì 10 marzo) all’hotel “Il Faro”. Ad ospitare la competizione fra i piccoli scacchisti è il Circolo di scacchi “La Torre Smeducci” di San Severino Marche presieduto da Caterina Ciambotti. Coinvolte quasi tutte le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della provincia che si sfideranno per accedere alla fase regionale e, successivamente, a quella nazionale.Alle 9 arrivo delle squadre, alle ore 9,30 inizio del torneo.