Porto Recanati, residui di fuochi d'artificio in mare: "Plastica e metalli pesanti finiscono nella catena alimentare"
Un piacevole bagno estivo nelle acque del lungomare di Scossicci, a Porto Recanati, trasformato in un'occasione di riflessione e denuncia ambientale. È quello che è accaduto quando, a pochi metri dalla riva, tra le onde galleggiavano evidenti residui di fuochi d'artificio: brandelli di cartone pressato, pellicole metallizzate e dischi di feltro combusto raccolti a mano direttamente dall'acqua.
L'episodio riaccende i riflettori sull'impatto ambientale degli spettacoli pirotecnici sul litorale marchigiano. Se da un lato la bellezza dei giochi di luce attira turisti e residenti, dall'altro il conto da pagare per l'ecosistema marino rischia di essere molto salato.
A spiegare le implicazioni di questo fenomeno è la naturopata Ilenia Pontoni, esperta in fattori epigenetici con studio a Tolentino, che si è trovata in prima persona a raccogliere i detriti dal mare: "Ciò che vediamo galleggiare è solo la punta dell'iceberg. Oltre alla componente solida fatta di plastica e alluminio, che non si biodegrada e si trasforma in microplastiche, esiste un inquinamento chimico invisibile ma estremamente aggressivo. I colori brillanti dei fuochi sono ottenuti attraverso sali di metalli pesanti come stronzio, bario e rame, oltre a tossici perclorati usati come propellenti. Una volta caduti in acqua, questi elementi si disciolgono ed entrano direttamente nella catena alimentare".
La questione riguarda da vicino la salute pubblica e la tutela del territorio. "L'epigenetica insegna che l'ambiente in cui viviamo, definito come esposoma, interagisce costantemente con la nostra biologia. L'accumulo di metalli pesanti e microplastiche nella fauna marina rientra nel nostro organismo, alterando l'equilibrio biologico e favorendo processi infiammatori e di stress ossidativo", aggiunge Pontoni.
L'invito che parte dalle spiagge di Porto Recanati è quello di "valutare soluzioni più sostenibili per i festeggiamenti estivi, orientandosi verso la pirotecnica ecologica o spettacoli luminosi alternativi, per proteggere la ricchezza del mare Adriatico e la salute di chi lo vive", conclude Pontoni.

cielo sereno (MC)
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