Questo pomeriggio, a partire dalle ore 17 presso il Cosmopolitan Hotel di Civitanova Marche, si svolgerà un workshop di acquerelli tenuto dal professor Raffaele Ciccaleni ed organizzato dal Kiwanis Club di Macerata. I lavori così eseguiti saranno poi venduti assieme ad opere donate dei noti artisti Mauro Brattini, Manuela Cerolini, Franco Morresi nel corso di un’asta che sarà curata dall’ esperto d’arte Daniele Taddei. Il ricavato sarà interamente devoluto al service “Nati per la musica”: si tratta del contributo offerto dal Kiwanis Club di Macerata per la realizzazione del programma “Nati per Leggere & Nati per la Musica”, a favore degli operatori e dei genitori dei bambini e delle bambine ricoverati presso l’Unità Operativa di Neonatologia dell’Ospedale di Macerata. Grazie a questo progetto, nel corso dell’anno gli operatori sanitari regaleranno ai genitori e ad ogni neonato prematuro ricoverato in Patologia Neonatale: - uno dei libri con CD tra quelli selezionati tra le edizioni speciali dei programmi “Nati per Leggere” e “Nati per la Musica”; - l’opuscolo per i genitori “Come possiamo nutrire la mente dei bambini”, prodotto dal CSB (Centro della Salute del Bambino); - il depliant informativo di “Nati per Leggere” (disponibile anche in francese e inglese); - il depliant informativo di “Nati per la Musica”. Si tratta di un ulteriore service che il sodalizio maceratese ha adottato in questo anno sociale in linea con il motto del Kiwanis Internatiomnal “Serving the children”. La specificità dell’ orientamento all’ infanzia, che caratterizza il Kiwanis International, si è declinato con la particolare sensibilità alla musica del Presidente Maria Letizia Papiri, musicista e musicologa. La musica come linguaggio non solo estetico ma soprattutto terapeutico. In questo quadro il Club service maceratese, in una precedente serata presso il Gallery Hotel di Recanati, aveva reso omaggio a due artisti recanatesi, Piero Cesanelli e Ilaria Baleani: Durante l’iniziativa, finalizzata alla realizzazione di detto progetto, Piero Cesanelli, noto patron di Musicultura, è stato accolto come socio onorario nel Club Kiwanis di Macerata in virtù degli indiscussi meriti per aver valorizzato la canzone d’autore in tutte le sue forme ed aver creato uno spazio unico nel suo genere per i nostri giovani talenti. Ilaria Baleani è nota non solo per la sua abilità pianistica ma anche per la sua ricerca nel campo della composizione “al femminile” nonché per la capacità di spaziare tra i repertori più diversi tanto che anche Ennio Morricone le ha dedicato una composizione. Per l’iniziativa odierna il Presidente del Kiwanis Club ha espresso il proprio ringraziamento agli artisti, a Gabriella Ascenzi per la consulenza ed al socio Luca Giustozzi per l’ospitalità nella elegante cornice del proprio Hotel Cosmopolitan, ma soprattutto a chiunque vorrà partecipare.
Sabato 28 maggio presso l’aula magna dell’Istituto “Filippo Corridoni”di Corridonia gli studenti hanno incontrato mister Fabrizio Castori, attuale tecnico del Carpi, che ha portato la sua testimonianza come uomo di sport.“Tenacia, passione e azione sono gli ingredienti che aiutano i giovani ad affrontare gli ostacoli sia nello sport che nella vita” ha affermato Castori, “essi devono essere superati e visti non come impedimenti ma come opportunità di crescita”.Una grande lezione di vita quella trasmessa dal tecnico del Carpi agli alunni: “Le difficoltà sono un mezzo per misurare la propria passione” afferma, “il vivere e il confrontarsi insieme agli altri nello sport porta sempre ad una apertura e una crescita in quanto serve a modellare i propri difetti”.Grande la partecipazione degli alunni dell’IPSIA “F. Corridoni” catturati dal carisma di Fabrizio Castori, che ha trasmesso loro la grande passione per il calcio che da sempre lo ha accompagnato regalandogli tantissime soddisfazioni.
Riceviamo una nota di Tommaso Claudio Corvatta, sindaco di Civitanova Marche, sull'inaugurazione del centro Caritas alla quale non ha potuto prendere parte per impegni familiari:"L'inaugurazione del nuovo Centro Caritas è una conquista importante per la città, un'eredità enorme che ci lascia il nostro Vescovo. È il frutto del lavoro convinto di tanti seguaci della Caritas che hanno anteposto il bene di tutti alle proprie gioie personali. Questo risultato però, è anche il frutto della condivisione degli stessi ideali da parte di tutti i membri di questa maggioranza, che in condizioni difficili, a volte proibitive, si sono trovati a cercare una soluzione all'eredità irrisolta della passata amministrazione.La sede della Caritas, che oggi torna disponibile alla curia ed al suo utilizzo naturale, è stata occupata per alcuni anni dai ragazzi del centro sociale, mentre la città necessitava di un'accoglienza rivolta ai più poveri degna di Civitanova, che la chiesa ha sempre voluto offrire, ma che non trovava una sede adeguata. Questa è la situazione che abbiamo ereditato, in uno stallo che sembrava non poter essere interrotto. Ci è pesata come un imperativo morale la richiesta della Caritas di rientrare in possesso dei propri locali, ma in una situazione di difficoltà economica e oberati da una incredibile massa di problemi, non è stato facile nemmeno capire che la soluzione potesse consistere nell'individuare una sede alternativa per il centro sociale, questa volta finalmente occupata legalmente.Individuammo nella vecchia scuola in zona Filippantò, a Santa Maria Apparente, l'unica sede possibile per il centro sociale, sebbene fosse un immobile in dismissione e vendibile, scatenando le interrogazioni dell'opposizione. Intavolammo quindi una dura trattativa con i ragazzi che non si fidavano dell'amministrazione, riuscendo alla fine a convincerli della nostra buona fede e della curia, interrompendo per la prima volta quel rapporto conflittuale che aveva visto di solito le forze dell'ordine protagoniste di sgomberi forzati. Nella vecchia scuola di Filippantò risiedeva anche la scuola di recitazione gestita da Iole Spernanzoni, a cui proponemmo lo spostamento a Civitanova Alta, nei locali dell'ex liceo.Non avrei mai creduto, all'inizio di questo mio mandato, che sarei stato protagonista, nell'ottobre del 2014 di un'assemblea pubblica, di una durezza tale da essere definita “rissa” da alcuni organi d’informazione, nella quale un nutrito gruppo di cittadini del quartiere di Santa Maria Apparente impauriti, altri provenienti dal resto della città ed alcuni politici dell'opposizione, hanno messo duramente alla prova la mia determinazione e quella dell'assessore Marco Poeta nel perseguire il trasferimento.Oggi il Centro Sociale ha dimostrato di non creare problemi al quartiere, anzi ha aumentato le presenze nei locali vicini e ha realmente gestito delle attività culturali che fanno vanto alla nostra città come l'evento che ha visto Zero Calcare e Karim Franceschi ospiti al nostro Liceo. Si sta valutando la partecipazione a Futura Festival di un progetto di questi ragazzi. La scuola di recitazione di Iole, trasferita nella città alta, ne contribuisce alla rinascita e ha aumentato le adesioni.La Caritas tornata in possesso dei locali in via Parini, propone un servizio fondamentale per una città degna di questo nome, che ci rende ancora più orgogliosi di essere Civitanovesi. Abbiamo sempre sentito il nostro Vescovo vicino in questo percorso, e questo ci ha spronato ed incoraggiato. Civitanova si scopre oggi più tollerante ed inclusiva, verso tutti".
Un folto pubblico è accorso alla presentazione maceratese del terzo libro di Andrea Angeli, Kabul-Roma: andata e ritorno (via Delhi) che si è svolto questo pomeriggio nel cortile interno della redazione di Picchio News, in Corso della Repubblica 10.Andrea Angeli, maceratese, da più di vent'anni impegnato con l'ONU nei luoghi più caldi del pianeta è un peacekeeper, un uomo a servizio della pace. Angeli ha scelto la sua città natale per presentare il terzo e ultimo libro (come lui stesso mi ha confessato) edito da Rubbettino. Il libro è già stato presentato in diverse città d’italia ed ha raccolto grandi consensi, in particolare a Roma dove all’evento erano presenti più di 250 persone.Con la stessa casa editrice ha pubblicato anche altri due volumi "Professione peacekeeper" (2005) e "Senza pace" (2011). È stato membro dello staff del Sottosegretario agli Esteri De Mistura durante il governo Monti e Letta. Nel 2013 ha ricevuto il riconoscimento “Laureato dell’anno” attribuitogli dall’Università di Macerata e dall’Alam.L'incontro coordinato dalla dott.ssa Valentina Capradossi ha visto la partecipazione del prof. Francesco Adornato, preside della facoltà di scienze politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali e l'onorevole Valerio Calzolaio, amico d'infanzia dell'autore.Il percorso che Angeli propone in questo libro è un lungo viaggio fatto di chilometri e di esperienze maturate nei punti più caldi del mondo a servizio di Onu e Farnesina. Kabul-Roma è un libro che ripercorre gli ultimi anni da funzionario: tratta in parte i momenti più salienti di 25 anni di missioni, e in parte l’esperienza di Angeli alla Farnesina che l’ha visto coinvolto in prima persona nel Caso Marò che lo ha visto a fianco del sottosegretario agli Affari Esteri Steffan de Mistura. Nel libro mette in luce molto chiaramente la vicenda dei fucilieri di marina Latorre e Girone, unendo a particolari del tutto inediti il suo punto di vista obiettivo.Un racconto diaristico non privo di episodi sconosciuti, aneddoti curiosi, precisazioni tecniche, con una precisione maniacale per nomi e situazioni, del resto in sintonia con la grande conoscenza e cultura dell’autore. Non è mancato il momento del dibattito con l'autore accolto da un pubblico interessato e partecipe.https://youtu.be/puragLK4yCA
Grande affluenza questo pomeriggio per l'inaugurazione del Gatto Blu a Civitanova.Lo storico locale ha cambiato volto ed è diventando una casa da gioco con slot machine e un'area ristoro.A tutti gli avventori è stato offerto un aperitivo di benvenuto.
Drinking with L. A.: Un aperitivo con Alessandra LumachelliSi è da poco concluso il Festival di Cannes, e il vincitore, Ken Loach, ha affermato: "un altro mondo è possibile e necessario". Da tempo, il mondo dello spettacolo si fa portavoce di istanze sociali, più o meno strutturate, più o meno forti: pensiamo all'attore Leonardo Di Caprio e al suo impegno per l'ecologia e le risorse rinnovabili, qui ora ascoltiamo le parole dell'attore Pier Giorgio Bellocchio, che si sottopone alle 5 domande di "Drinking" per i lettori di Picchio News. Eccole di seguito.Se tu fossi un supereroe, che supereroe saresti e che superpoteri avresti?Domanda molto complicata! Perché adesso il dibattito sui supereroi è un dibattito che effettivamente va per la maggiore, si dice che Superman sia aristocratico- borghese io di tutti i supereroi vorrei essere Wolverine, forse il più epico che è stato rappresentato immortale, sofferente, ma abbastanza animalesco, con l'adamantio però poi, alla fine, centrale a tutti gli svolgimenti forse il più umano. Wolverine oltretutto è un supereroe di cui non ho mai letto i fumetti, perché io da ragazzino non ero un appassionato della Marvel: l'ho scoperta più avanti però, cinematograficamente parlando, Wolverine è il supereroe che più mi affascina e il superpotere che avrei sarebbe quello fondamentalmente che ha lui, cioè avere la capacità di non morire, di soffrire, perché Wolverine ogni volta che lo colpiscono, sente male però, alla fine, sopravvive poi sono molto affascinato da quest'uomo di carne e adamantio, di questa lega di cui si narra nelle vicende dei supereroi, una lega indistruttibile di cui lui è fatto e quegli artigli che gli escono dalle mani e poi rientrano, mi affascinano molto poi non vola, che è una cosa che non mi è mai piaciuta, dei supereroi, perché ritengo che il supereroe che vola è un po' troppo, ecco!!La casa e Pier Giorgio Bellocchio...La casa è per me un luogo fondamentale perché noi attori facciamo un mestiere che è anomalo, tra i più anomali la gente non lo considera nella sua completezza, perché vede soltanto l'apice della vita di un attore ma tutti si domandano: "quando un attore non lavora, che fa?", perché anche gli attori che lavorano molto, passano tanto tempo senza lavorare e solitamente la casa diventa un luogo nel quale l'attore passa molto tempo, molto più tempo di tante altre persone! Forse gli scrittori, forse la gente che lavora proprio a casa però un attore ha tempi lunghi di studio; io poi faccio tanto teatro, e il teatro richiede uno studio reale, un'applicazione quasi universitaria, per la memoria, per l'approfondimento per cui per me la casa è il luogo dove, quando io non lavoro, passo la maggior parte del mio tempo. Io ho una famiglia, ho una moglie, delle figlie, vivo con mia moglie e con le mie figlie, per cui è un luogo che va diviso con loro. La casa è solo mia dalle otto e mezza del mattino alle quattro e mezza del pomeriggio, lì io sono il re della casa, e questo comporta anche una certa maniacalità, perché mi prende la sindrome della donna di casa, cioè dell'uomo di casa! Quando è il periodo tra un film e l'altro, tra uno spettacolo e l'altro, se è un periodo lungo, lì entrano delle maniacalità, legate al ribaltamento dei ruoli (questo capita a tanti attori, a tanti colleghi), anche perché per la casa ho molta cura ed attenzione, per me è un luogo di grande importanza, la casa!Pier Giorgio Bellocchio e la macchina del tempo... dove vorresti andare?Nel Rinascimento, indubbiamente... andare a vedere da vicino i grandi geni della pittura italiana... andare a vedere quel periodo che ancora oggi torna fuori ogni giorno, che è stato la culla di tante cose che ancora oggi vengono affrontate, poter conoscere Leonardo Da Vinci, Caravaggio, Michelangelo, mi affascinerebbe molto!Il tuo drink preferito?La birra... magari dieci anni fa ti avrei risposto qualcos'altro di più... strong! ... esatto! Ma arrivato ormai al punto in cui sono della vita è la birra il mio drink preferito, perché non mi lascia strascichi , posso berla in qualsiasi momento della giornata, è socialmente accettata... vero! Se alle tre del pomeriggio ti fai una birra, ok... ma se alle tre del pomeriggio ti fai un Negroni, la gente ti guarda male, giustamente anche! [ridiamo]... sera, mattina... non ha quel problema di mischiarla, non mischiarla... generalmente è euforica... generalmente è euforica e poi ultimamente è di gran moda mentre prima, dieci anni fa, le birre da bere erano tre barra quattro, oggi invece le birre sono tante, evolute, per cui la birra è sicuramente il mio drink preferito!Che cosa può fare Pier Giorgio Bellocchio per salvare il mondo?Pier Giorgio Bellocchio per salvare il mondo ha provato, per esempio, a votare al referendum sulle trivelle... come altri 13 milioni di Italiani, ho provato a fare una cosa, che però è andata vana... quello che può fare Pier Giorgio Bellocchio per salvare il mondo è crescere le sue figlie, cercando di formare due donne che abbiano in sé quei principi e quei valori e quelle idee e quei pensieri che portino loro, magari tra dieci anni, quando la prima avrà diritto al voto, a fare quello che ho fatto io per il referendum, per esempio... e in secondo luogo, cercando, ogni giorno che passa, in ogni film, di poter partecipare alla vita di questo mondo, continuando a fare l'attore, interpretando personaggi sempre più ricchi, e che possano comunque, anche se poco, ma dare la possibilità di aprire qualche finestrella chiusa, al pubblico che vede i film, o gli spettacoli, o i recital, o gli incontri a cui io partecipo... non è facile cambiare il mondo. Già è difficile cambiare la propria vita... l'esempio, secondo me, è fondamentale... quello! Cerco di dare quello, per cambiare il mondo!Foto! E poi, in alto i boccali, Amici! Alla prossima!Who's who Per chi non lo sapesse ...Pier Giorgio Bellocchio, attore, produttore e regista, è figlio del regista Marco Bellocchio e dell'attrice Gisella Burinato, e nipote del letterato Piergiorgio Bellocchio. Debutta all'età di sei anni in "Vacanze in Val Trebbia", per poi tornare sulle scene a 25 anni con "La balia". Tra i film da lui interpretati, si ricordano: "E' stato il figlio", "Al di là delle frontiere", "A fari spenti nella notte", "La fabbrica", "Bella addormentata", "Buongiorno, notte", "Salto nel vuoto". Per la televisione, ha lavorato nella serie "In Treatment". Bellocchio ha anche curato la produzione di film (come "H2Odio") e videoclip ("Non resisto" di Irene Grandi). Nelle vesti di regista, ha diretto il segmento intitolato "Arrivano i nostri", nel film diretto a più mani "DeGenerazione". E' attualmente sugli schermi cinematografici con "Sangue del mio sangue".
In questi giorni si è aperto un dibattito sul progetto per la realizzazione di un'industria per recupero metalli e smaltimento rifiuti industriali e non, che il Comune di Muccia avrebbe autorizzato, previo rilascio dell'AIA (autorizzazione integrata ambientale), nell'area PIP (Piano per Insediamenti Produttivi) in località Maddalena.L'impianto sarebbe classificato come "industria insalubre di prima classe" di cui al D.M. del 5.9.1994. Dal dibattito, che ha avuto un momento importante nell'incontro pubblico tenutosi lo scorso 10 maggio a Pievebovigliana, sono emersi spunti interessanti. Sebbene, infatti, l'impianto verrebbe realizzato esternamente al Parco Nazionale dei Monti Sibillini ed in un'area specificatamente destinata ad attività produttive, molti cittadini e operatori economici del territorio (tra cui agricoltori, gestori di strutture ricettive e artigiani), hanno manifestato forti preoccupazioni sulla possibilità che tale impianto possa produrre effetti negativi sull'ambiente e sulla salute. Ma ancor più significativa è apparsa la consapevolezza dei cittadini su come tali possibili rischi potrebbero tradursi anche in danni economici. Non sono quindi sufficienti le garanzie sul rispetto delle normative urbanistiche e sui limiti delle emissioni inquinanti. Il territorio ha ora coscienza che la bellezza e la qualità dell'ambiente costituiscono le principali risorse, un patrimonio da difendere e mantenere per il futuro. Il turismo responsabile, le produzioni agricole tradizionali - meglio se biologiche - e di prodotti tipici, l'artigianato di qualità e a basso impatto ambientale, sono i cardini su cui basare uno sviluppo concreto e duraturo di questa parte di Appennino.Il Parco Nazionale dei Monti Sibillini gioca un ruolo importante nel promuovere e incentivare questo modello di sviluppo sostenibile. Nei Comuni del Parco negli ultimi venti anni sono aumentate significativamente le strutture ricettive di qualità realizzate nel rispetto della vocazione rurale dei luoghi e gestite in un’ottica di qualità ambientale; e non può essere negato che tale crescita, anche nelle aree limitrofe, sia anche dovuta alla presenza del Parco. L'area PIP di Maddalana ricade in questa area limitrofa al Parco, dove tra l'altro passa la "Grande Via del Parco", un percorso stradale ad anello di 190 Km che come un “fil rouge” guida il visitatore sul territorio. I progetti e le strategie di sviluppo in queste aree dovrebbero pertanto essere ben coordinati con le finalità dell'area protetta; proprio per questo motivo la legge quadro sulle aree protette prevede l'istituzione delle aree contigue.
Quale modo migliore per festeggiare il raggiungimento del mezzo secolo di vita, se non quello di festeggiare insieme agli amici e colleghi di lavoro insieme ai quali trascorri buona parte del giorno?Questo è quanto hanno pensato sette dipendenti di Poltrona Frau che, avendo compiuto nello stesso arco temporale i loro primi cinquant'anni, hanno invitato a cena tutti i colleghi di reparto in un locale di Tolentino.Gabriele Ancillai, Giulio Anzuinelli, Mauro Ceresani, Gabriele Gentili, Pietro Muscolini, Gianni Lambertucci e Andrea Romagnoli hanno così festeggiato insieme a una cinquantina di colleghi in un clima di grande serenità e amicizia.Ai neo cinquantenni i migliori auguri anche dalla redazione di Picchio News.
Tra pochi giorni il segretario regionale del Partito Democratico, Francesco Comi si arrampicherà su per la scaletta di corda. Quindi salirà per venti metri, fino alla piattaforma più alta del tendone. Poi si lancerà dal trapezio ed in diretta eseguirà un triplo salto mortale. Sì, ma di quelli senza rete. Quelli che se vanno male non parte, in un’orgia di luci colorate, l’orchestrina con le trombe a festeggiare l’acrobazia. Al contrario, nel silenzio surreale, si spegne ogni più piccola lampadina e, non visti, entrano in scena i barellieri a portar via quello che resta dello sfortunato funambulo.E’ notizia di ieri che, in qualità di indagato per le così dette spese pazze in regione, Comi abbia scelto di affrontare il processo con il rito abbreviato. Non sarà giudicato dal tribunale, ma da un giudice monocratico. Si presenterà da solo, con le sole carte processuali e senza alcun testimone a sua difesa. Ha scelto questa linea di comune accordo con Marina Magistrelli, sua avvocata difensore. Una linea immediata e diretta che lo porterà dritto dritto alla condanna oppure all'archiviazione. Una terza possibilità, col rito abbreviato, non è prevista. Il tutto entro il 17 giugno, quindi nemmeno tra tre settimane.Poteva tranquillamente optare per le lungaggini burocratiche, Comi. Poteva scegliere la strada dei rinvii, dei legittimi impedimenti, dell’obiezione vostro onore. Poteva attendere che il processo si spiaggiasse come una balena morta nell'oblio mediatico. E che tutto l’ambaradan messo in piedi dall'accusa sarebbe stato inghiottito dalle fauci del dio Kronos, cadendo verosimilmente in prescrizione. Nel frattempo, magari sarebbero passati sei o sette anni e campa cavallo. Chi se ne sarebbe più ricordato?Sessantuno dei sessantasei indagati hanno scelto, del tutto legittimamente (sia ben chiaro), questa opzione. I codici e le procedure glielo consentono e loro possono avvalersi di questa facoltà.Invece Comi, il segretario regionale del PD, che di solito si muove nell'ombra ed in punta di piedi oppure sott'acqua come quei sommergibili silenziosi dei film d’avventura, ha scelto il colpo di teatro. Ha scelto di fare banco come farebbe James Bond al tavolo di chemin. Si gioca in un colpo, un colpo solo, tutta la sua carriera politica. Lui, da solo, davanti alla Legge. Di fronte ad una giudice: la dottoressa Zagoreo.Conosco molto bene Francesco e so quanto ogni sua decisione non sia mai dettata dall'emotività, dalla pancia. Al contrario lui ogni volta studia, elabora, calcola. Valuta pro e contro ed infine si muove, fosse anche come un treno. Ma sempre camminando sulle uova per tutto il percorso. E soprattutto lasciandosi sempre aperta ed a portata di mano un’uscita di sicurezza.Se questa volta ha scelto di lanciarsi senza rete è perché è sicuro di due cose: la prima è che sulla testa del segretario regionale del PD non può pendere la spada di Damocle di una eventuale condanna; la seconda è che è altrettanto sicuro di non aver commesso nessun illecito. E che non vede l’ora di chiudere definitivamente ed al più presto questo brutto capitolo. In questo è rafforzato anche della recente pronuncia, nei suoi confronti da parte della Corte dei Conti, che lo ha assolto da ogni addebito.D’altra parte le contestazioni che gli attribuiscono, i così detti capi d’accusa, sono relativi a pochi chilometri di rimborso.Avendolo conosciuto e frequentato per qualche anno posso dire quello che direbbero tutti coloro che per qualche ragione gli sono stati vicini. E cioè che le accuse nei suoi confronti sono risibili e campate per aria. Non a caso il sostituto procuratore nell'ultima udienza ha di molto ridimensionato tutta la vicenda delle spese pazze. Ma qui le mie e le altrui opinioni contano ben poco.Resta il fatto che la gazzarra mediatica e giustizialista che sta montando, assieme ad un ignoranza asinesca sempre più diffusa, costringe una persona onesta e rispettabile ad una sorta di roulette russa morale. Solo perché si occupa di politica. Ecco, volevo semplicemente dire che questo in un Paese civile è semplicemente inaccettabile.
Si è costituito anche a Tolentino il Comitato referendario per il “No”, contro le riforme costituzionali e contro la modifica della legge elettorale, cosiddetta Italicum.Ne fanno parte forze politiche e associazionistiche democratiche della città come Anpi, Movimento 5 Stelle, Comunisti Italiani, Voce alla città, associazioni Odeion e Voronoi, oltre a diversi cittadini."Affrontiamo questa battaglia non da soli" dicono i promotori del comitato "ma con tutti i cittadini, che dobbiamo informare e coinvolgere, affinché consapevolmente possano partecipare ed esprimere le proprie scelte".Il comitato, già al lavoro con i suoi rappresentanti, si riunirà lunedì 30 maggio presso la sede Anpi di Tolentino a Palazzo Sangallo, al fine di coordinare le strategie della campagna referendaria.La fase iniziale dei lavori consisterà nel coordinamento dei componenti il comitato, allo scopo di organizzare banchetti da qui al 20 giugno, data ultima per la raccolta delle 500.000 firme necessarie alla convalida dei quesiti referendari.Si è già stabilito che martedì 31 maggio, in occasione del mercato settimanale cittadino, sarà presente un banchetto informativo e di raccolta firme in piazza della Libertà. Sarà possibile firmare tutti i giorni anche presso gli uffici dell’anagrafe del Comune di Tolentino.Le forze politiche e le associazioni cittadine che vogliano partecipare alle attività del comitato sono quindi invitate ad intervenire alla riunione di lunedì prossimo.
Quest'estate il Ristobar Di Gusto Italiano collaborerà con la gelateria Crema e Cioccolato proponendo in spazi allestiti in Piazza Cesare Battisti, un menù di coppe gelato, caffè golosi, coppe yogurt, crepes, waffel e pancakes da gustare sia a fine pasto sia in altri momenti della giornata.Il progetto è stato illustrato questa mattina in Piazza Cesare Battisti. Sono intervenuti Marco e Lucia Guzzini, titolari del Di Gusto Italiano e Arnaldo Sbriccoli, titolare di Crema e Cioccolato."Abbiamo scelto queste belle giornate di inizio estate per presentare alla città una collaborazione che farà da cornice alla stagione estiva - ha detto Guzzini- questa idea mi è stata proposta da Arnaldo per rilanciare una parte d'attività commerciale ossia quella del dolce e del gelato. Il nostro obiettivo è quello di rilanciare e migliorare un servizio offerto a tutti. Vogliamo offrire nell'ordinario una straordinarietà, proponendo offerte interessanti e gustose che i nostri clienti troveranno a fine pasto e in tutti gli altri momenti della giornata. Insieme ad Arnaldo abbiamo preparato il menù al fine di creare una "piazza del gusto", dove oltre alle nostre specialità di ristorazione i clienti potranno anche gustare un dolce o un gelato. Nonostante il momento di crisi, riconosco che il centro storico di Macerata sta rinascendo. La città risponde alla grande a tutto quello che l'amministrazione comunale propone. Attraverso questa collaborazione vogliamo ribadire alla città e a noi stessi che vale la pena investire in attività commerciali nel centro storico. Abbiamo notato inoltre che la gente si regala frequentemente un momento di svago e noi vogliamo renderlo speciale attraverso sinergie fra commercianti ed idee nuove. L'unico problema per i turisti è forse l'accessibilità nel centro storico. Siamo certi che l'amministrazione completi il percorso di pedonizzazione in quanto la gente ha voglia di vivere bene il centro storico. Ci sono tutti i presupposti per trascorrere una grande estate".Lucia Guzzini ha ribadito che il loro obiettivo è quello di valorizzare al massimo piazza Cesare Battisti. "Vogliamo valorizzare al massimo la piazza. Questa proposta di collaborazione fra commercianti è molto interessante. Stiamo collaborando con la gelateria Crema e Cioccolato per offrire a tutti il servizio migliore" ha affermato.Sbriccoli ha concluso ribadendo quanto sia importante la sinergia fra esercizi commerciali: "lavoriamo da diversi mesi a questa collaborazione. Vogliamo offrire ai maceratesi e ai turisti qualcosa di più. Allestiremo in piazza molti spazi adibiti alla gelateria. Organizzeremo anche eventi collaterali per attirare la clientela".
Nei giorni scorsi, alcuni ragazzi della Compagnia del Savio, associazione che si ispira all'esperienza di vita di San Domenico Savio e che fa capo all'oratorio salesiano di Macerata, hanno effettuato un intervento di pulizia e raccolta dei rifiuti abbandonati nel bosco urbano che fiancheggia la parte conclusiva di via Verga, nel quartiere Collevario."Raccogliere i rifiuti abbandonati da altri - interviene l'assessore all’Ambiente Mario Iesari - può sembrare umile e poco gratificante ma rappresenta un'azione importante per rendere più decorosa e vivibile la nostra città. A nome di tutti i maceratesi, voglio ringraziare i ragazzi della Compagnia del Savio per la disponibilità che hanno messo in campo e per aver mostrato che, in alcuni casi, basta un po' di buona volontà per rendere un servizio che migliora la qualità della vita. Voglio quindi stringere idealmene la mano a ciascuno di loro, uno per uno: Leonardo Carlini, Karen Ngugi, Elisa Giretti, Chiara Valori, Eugenio Nalli, Yasmerlin Duran, Michele Santoni, Matteo Ciccioli, Maria Giulia Pierini".L'idea di farsi promotori di un'azione rivolta al miglioramento della propria città è stata formulata dai ragazzi durante lo scorso campo invernale oratoriano. Successivamente hanno contattato l'assessore all'Ambiente e si sono accordati con i tecnici del Comune che hanno suggerito di intervenire nell'area boschiva di Collevario nella quale si erano accumulati, nel corso del tempo, alcuni rifiuti.
Fa tappa a Spoleto il progetto formativo itinerante promosso dall’Associazione Italiana Psicogeriatria (AIP) con il supporto incondizionato di Angelini.Oltre 650 Medici di Medicina Generale coinvolti in tutta Italia, 13 eventi residenziali previsti in 13 Regioni. Obiettivo: diffondere sul territorio la conoscenza del Piano Nazionale Demenze, favorendo una gestione appropriata di queste invalidanti patologie, che colpiscono 1,2 milioni di italiani, facendo registrare costi socio-sanitari per 10-12 miliardi di Euro l’anno. Il dottor Osvaldo Scarpino, Presidente Sezione Marche di AIP: “La nostra Regione è stata una delle prime a recepire il Piano, a istituire i nuovi Centri per Disturbi Cognitivi e Demenze e a promuovere percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali condivisi in tutte le Aree Vaste. Fondamentale anche il ruolo delle associazioni dei familiari, impegnate nella creazione di centri di ascolto e supporto”.ll progressivo invecchiamento della popolazione ha comportato un sensibile aumento dei disturbi cognitivo-comportamentali di natura neurodegenerativa, destinati ad acquisire in futuro sempre più rilevanza. Tra le sindromi neuropsichiatriche più comuni vi sono le demenze: con una prevalenza del 5-8% negli over 65, colpiscono 1,2 milioni di italiani (30.000 nelle Marche e 17.000 in Umbria); in circa il 15-25% dei casi, inoltre, possono associarsi a depressione.Nella presa in carico del malato di demenza, dal riconoscimento dei primi sintomi al trattamento a lungo termine, il Medico di famiglia è una figura cruciale all’interno della rete integrata di servizi sul territorio. A lui è dedicato il progetto di formazione itinerante “Piano Nazionale Demenze, nuovi scenari di cura”, che arriverà a Spoleto (presso l’Albornoz Palace Hotel) il 27-28 maggio. Promossa dall’Associazione Italiana Psicogeriatria con il grant incondizionato di Angelini, azienda da anni impegnata a tutela della salute mentale nell’anziano, l’iniziativa prevede un ciclo di 13 eventi ECM locali in 13 Regioni italiane, da maggio a novembre. Obiettivo: raggiungere oltre 650 Medici di Medicina Generale, ai quali presentare i contenuti e le finalità del recente Piano Nazionale Demenze, per suggerire un più corretto approccio diagnostico-terapeutico al problema. All’evento di Spoleto parteciperanno 50 Medici di famiglia provenienti dalle Marche e dall’Umbria. Le demenze sono sindromi cerebrali degenerative che colpiscono la memoria, il pensiero, il comportamento e la capacità di svolgere le attività quotidiane. Il loro carattere progressivo rende necessaria una diagnosi tempestiva, che consenta di attivare interventi farmacologici e psico-sociali volti a rallentare l’evoluzione della malattia e contenerne i disturbi specifici. Partendo da queste considerazioni e dalla volontà di combattere lo stigma che spesso accompagna tali malattie, il 30 ottobre 2014 è stato approvato l’accordo tra Stato e Regioni sul documento "Piano Nazionale Demenze” che, puntando a una gestione integrata e multidisciplinare del problema, intende fornire indicazioni strategiche per migliorare e uniformare la qualità dell’assistenza erogata in Italia: dalle terapie specialistiche al sostegno e all'accompagnamento del malato e dei caregiver, durante tutto il percorso di cura. In questo complesso scenario si colloca l’operato del Medico di famiglia, fondamentale per l’applicazione degli obiettivi del Piano, in collaborazione con lo specialista.“La complessità della sfida alle demenze e la loro crescita esponenziale, legata all’aumento dell’aspettativa di vita, rendono necessario strutturare sul territorio interventi assistenziali appropriati e precoci, che richiedono un’adeguata preparazione da parte del personale sanitario”, spiega Marco Trabucchi, Presidente di AIP. “Il Piano Nazionale Demenze costituisce il primo tentativo di dare al nostro Paese una guida unitaria per affrontare una priorità mondiale di salute pubblica: è un punto di partenza di grande significato, perché coinvolge gli operatori a tutti i livelli, comunicando ai cittadini un impegno diffuso da parte della comunità. Per questo motivo, l’Associazione Italiana Psicogeriatria intende dar vita a un’intensa attività formativa, volta a presentare il Piano ai Medici di Medicina Generale, aumentare la loro consapevolezza sul problema demenze e coinvolgerli nella rete assistenziale integrata, dove rappresentano una figura centrale: sono infatti il primo riferimento sul territorio per il paziente e i caregiver. Il loro ruolo è essenziale per riconoscere tempestivamente i sintomi, portare la famiglia alla coscienza del bisogno di un intervento, intercettare i casi da avviare ai Centri specialistici e supportare l’assistito e i suoi familiari lungo tutta la storia naturale della malattia, in un percorso condiviso con lo specialista”.“Nelle Marche, in base ai casi noti e presi in carico dalle diverse Unità Valutative Alzheimer (UVA) regionali, si stima siano almeno 30.000 le persone affette da demenza e il trend è in costante crescita”, dichiara Osvaldo Scarpino, neurologo, Presidente Sezione Marche di AIP. “Dal corso formativo previsto a Spoleto ci attendiamo che esca rafforzato il ruolo centrale del Medico di Medicina Generale e si realizzi un’efficace sinergia con gli specialisti deputati a svolgere nuovi e importanti compiti nella transizione tra le UVA e i Centri per Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD), di recente costituzione. Le Regione Marche è stata tra le prime a recepire il Piano Nazionale Demenze, istituendo i CDCD, promuovendo percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali condivisi in tutte le Aree Vaste e dando vita al Gruppo Tecnico Regionale Demenze, con funzioni di proposta e monitoraggio. Restano da attivare altri importanti organismi, come la consulta regionale del volontariato e delle associazioni dei familiari: grazie all’impegno di queste ultime, in particolare, sono sorti numerosi ‘Caffè Alzheimer”, centri di ascolto e supporto per i malati e i loro caregiver. C’è comunque ancora molto da fare nella nostra Regione; il rischio è che non si riesca a dare continuità all’opera di costruzione di una rete curante per le demenze ma prevalgano interventi isolati, senza un reale sistema di governo, indispensabile per curare una patologia così lunga, dolorosa e complessa”.“Sono 17.000 i casi di demenza in Umbria ma la Regione non ha ancora un proprio Piano Demenze né ha recepito, ad oggi, il Piano Nazionale”, rivela Anna Laura Spinelli, geriatra, Presidente Sezione Umbria di AIP. “L’assistenza ai pazienti è molto disomogenea nelle diverse province; manca una rete integrata che colleghi Unità Valutative Alzheimer (UVA), Ospedali, territorio e Università. Neurologi, Geriatri, Medici di famiglia e tutte le figure che, a vario titolo, si occupano di demenze dovrebbero ‘fare sistema’, superando i particolarismi, allo scopo di consentire al paziente di restare nel proprio ambiente di vita ed evitare il ricovero. Con l’incontro di Spoleto vorremmo gettare le basi per creare delle linee guida comuni: partire dagli attori veri, i Medici di Medicina Generale, che devono stringere un’alleanza terapeutica con lo specialista, tanto più necessaria se si considera che siamo una delle poche Regioni in Italia senza un servizio di geriatria territoriale. Oltre a rendere i Medici di famiglia consapevoli del loro ruolo fondamentale nella diagnosi precoce e nel supporto al malato, ci auguriamo che questo corso sensibilizzi le Istituzioni regionali a farsi finalmente carico del problema, perché l’Umbria è lontana anni luce da quella gestione integrata e condivisa delle demenze che altre Regioni, come le Marche, hanno già intrapreso”.Tag consigliati: Piano Nazionale Demenze, Alzheimer, anziani, Associazione Italiana Psicogeriatria, Marco Trabucchi, Osvaldo Scarpino, Laura Spinelli, AngeliniL'associazione Italiana di Psicogeriatria è una società scientifica che raggruppa medici neurologi, psichiatri, geriatri e psicologi attorno alle tematiche della fragilità dell'anziano, in particolare quelle che vedono una importante componente cerebrale. E' composta da oltre 2.000 soci provenienti da tutta Italia, suddivisi in 13 realtà regionali. L'AIP è suddivisa in gruppi di lavoro su specifiche problematiche. Le principali attività sono di carattere formativo e di aggiornamento, nonché di ricerca. AIP organizza ogni anno un Congresso Nazionale con 1.000 partecipanti, un convegno nazionale chiamato Brain Aging e oltre 50 attività culturali sul territorio nazionale. Pubblica la rivista Psicogeriatria sia su carta che online, alla quale si associano ogni anno 2-3 supplementi monotematici, un bollettino mensile e dispone di un sito web. Inoltre svolge un'intensa attività di ricerca. Nel 2015 ha organizzato il "Delirium day", che rinnoverà anche quest'anno; è in programma nel prossimi mesi un "Fragility Fracture day". Scopo di queste giornate è raccogliere dati sull’epidemiologia di eventi che hanno una profonda incidenza sulla vita degli anziani e, quindi, impostare interventi volti alla loro prevenzione e cura.
Dopo la decisione della Regione Marche di sollevare dall'incarico di dirigente del Servizio Salute della Regione Marche il dott. Piero Ciccarelli, i legali difensori, gli avv. Gianfranco e Manuel Formica, replicano con la seguente nota:Al dott. Piero Ciccarelli interessa soprattutto provare alla Procura della Repubblica ed a chi l'ha sempre stimato l'assoluta infondatezza dell'ipotesi accusatoria mossa nei suoi confronti.A tal fine, dopo l'interrogatorio dei giorni scorsi, questa mattina abbiamo prodotto un'articolata e documentata memoria difensiva, pronti anche a farvi seguito ove richiesti dall'Autorità inquirente. Conta meno, anche se non fa certo piacere, l'interruzione del rapporto collaborativo che si dice essere stata decisa dall'Esecutivo regionale; rapporto che sarebbe comunque cessato tra qualche mese''.Così gli avv. Gianfranco e Manuel Formica, difensori del dirigente del Servizio Salute della Regione Marche Piero Ciccarelli indagato per presunti appalti 'pilotati' dell'Asur, che la giunta regionale ha annunciato oggi di voler sostituire con Lucia Di Furia, rescindendo il contratto.''Valuteremo le ragioni della decisione della giunta - prosegue il legale - e la stessa legittimità una volta portate a conoscenza dell'interessato, che, lo si ribadisce, nel suo lavoro come dirigente regionale ha sempre e solo svolto il proprio dovere''. L'avv. Gianfranco Formica
Questa mattina, presso la caserma "Pasquale Paola" di Macerata in Via dei Velini, si è svolta la festa per i 164 anni dalla fondazione della Polizia di Stato nel segno della più totale sobrietà.Presenti le massime autorità maceratesi tra cui il sindaco Romano Carancini, il questore Giancarlo Pallini e il prefetto Roberta Preziotti. Dopo l'arrivo dei partecipanti prima delle celebrazioni si è svolta la deposizione della corona al monumento dei caduti della Polizia di Stato per proseguire con gli onori al prefetto di Macerata accompagnato dal questore e dall'ingresso in caserma. Il motto della festa è stato "Esserci sempre", valore che accompagna quotidianamente la Polizia prestatosi per l'occasione come slogan della manifestazione.La festa ha avuto inizio con la lettura dei messaggi inviati del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro degli interni Angelino Alfano e del Capo della Polizia Franco Gabrielli, figure assenti fisicamente ma presenti idealmente.Il Presidente della Repubblica ha espresso l'immensa gratitudine del paese per l'impegno del corpo di Polizia nel garantire la tutela della sicurezza e della libertà sottolineando la totale sinergia con le altre forze dell'ordine, continuando poi a elogiare il generoso impegno nella lotta per la legalità, contro le mafie e l' essenziale contributo nel fronteggiare l'emergenza immigrati, concludendo il discorso con un omaggio sentito ai caduti per la legalità.Non meno elogiante l' intervento del ministro degli interni Angelino Alfano che afferma che la tutela della sicurezza nel nostro paese è affidata a veri professionisti che dimostrano equilibrio e professionalità anche in un tempo storico come il nostro dove le minacce terroristiche e l' emergenza immigrati rappresentano alcuni tra i più difficili problemi con cui hanno a che fare ogni giorno le forze dell'ordine.Centrale inoltre il ruolo che ogni giorno svolge il corpo di Polizia che assicura alla giustizia sempre più criminali. Il ministro conclude poi con l' imprescindibile omaggio ai caduti e alle loro famiglie.Il capo della Polizia Franco Gabrielli sottolinea l'onore con cui i poliziotti accompagnano da sempre il paese stretti attorno alla bandiera come simbolo aggregatore e inoltre, come gli uomini che compongono ogni organizzazione siano la risorsa più importante. Continua poi con un' inno all'etica del comando e un saluto alle organizzazioni sindacali che, con il loro punto di vista, inseguono gli stessi obbiettivi. L' intervento si è poi concluso con un emblematico "Viva la Polizia, viva la Repubblica, viva l'Italia".L'ultimo intervento della mattinata è stato quello del questore di Macerata Giancarlo Pallini che inizia il suo discorso nel ricordo del parroco recentemente scomparso Don Pietro Parisse, figura spesso presente tra le mura della questura a dare una parola di conforto. Pallini ricorda che lo slogan , "Esserci sempre", è il simbolo di una continuità nel garantire la tutela dei cittadini e che quella della Polizia è un' insostituibile attività ai fini della sicurezza come affermano i dati, che testimoniano il calo dei reati e lì aumento dei controlli su tutti i fronti poiché il compito del Corpo è quello di liberare dalla paura. Anche il prefetto conclude con il ricordo dei caduti affermando che la loro memoria da storia e senso a tutto quello che la Polizia consegue.https://youtu.be/fpyOz77XfaU
Assolto Fabio Corona, il caposquadra dei Vigili del Fuoco che il 18 giugno 2014 coordinò le operazioni durante il rogo al mobilificio recanatese Gfl nel quale riportò gravi ferite e perse la vita, nel gennaio successivo, il vigile Roberto Torregiani di Montelupone.Il tribunale ha archiviato le accuse contro il Corona che era intervenuto insieme alla sua squadra per spegnere un incendio divampato in un silo pieno di segatura. In quel frangente, dopo aver domato l'incendio per più di due ore, due vigili vennero fatti salire sulla piattaforma, per controllare la situazione. Nessuno poteva prevedere un'esplosione che scaraventò a terra i due vigili. Torregiani, riportò ferite gravissime e dopo mesi di coma morì nel gennaio 2015.La Procura aprì un fascicolo, in cui, tra gli indagati risultava anche Fabio Corona, il caposquadra.L'ing. Luca Marmo effettuò la perizia che scagionarono subito Corona così la Procura chiese l'archiviazione per l'accusa di omicidio colposo. La famiglia della vittima, difesa dall'avv. Pietro Siciliano, aveva chiesto la riapertura.Martedì si è tenuta l'udienza nella quale si è ridiscusso circa l'accaduto e nella quale il Giudice Enrico Pannaggi ha definitivamente assolto il caposquadra. Il Giudice Pannaggi ha condiviso le motivazioni del PM Buccini adducendo che "tra la condotta del caposquadra e l'evento lesivo non c'era alcun nesso di causalità e che il caposquadra aveva posto in essere tutte le azioni che andavano eseguite nel caso di specie, non ravvisando nel suo comportamento alcun profilo di colpa specifico".I difensori dell'indagato, gli avvocati Fabrizio Giustozzi e Olindo Dionisi, unitamente ai consulenti di parte prof. dott. Alberto Andreani e ing. Carlo Gelsomini, esprimono soddisfazione per l'esito del procedimento. Corona si è sempre dichiarato non colpevole e ritiene di aver fatto tutto ciò che la propria coscienza gli ha suggerito di fare. "È la fine di un incubo per lui - hanno dichiarato i legali -perché oltre ad aver perso una persona cara e un validissimo collega si è trovato ingiustamente accusato della sua sfortunata sorte"
Tutti noi utilizziamo frequentemente la macchina o la moto anche per fare brevi spostamenti ma non conosciamo a fondo i reali rischi della circolazione stradale, che non sono solo quelli dovuti all’alta velocità o per la guida sotto gli effetti di droghe ed alcool di cui sentiamo spesso parlare in TV quando si verificano incidenti con esiti tragici per le persone coinvolte.Ma parliamo di numeri: ogni giorno in Italia si verificano oltre 600 sinistri, con esiti letali o lesivi per le persone o con soli danni ai veicoli. Ogni anno perdono la vita circa 4000 persone, i feriti sono 200.000 e di questi 20.000 riportano delle invalidità temporanee o permanenti; e tutto questo incide sui costi sociali che lo Stato deve sopportare ai quali si aggiunge il dolore senza fine delle famiglie delle vittime.Ad offrire il suo impegno nel contrasto al grave fenomeno della incidentalità, è Fabio Bergamo, scrittore salernitano di 43 anni, che si dedica con scrupolo al problema da molti anni. Egli, infatti ha indirizzato al Parlamento un pacchetto di proposte per salvare gli utenti della strada dai pericoli e i rischi che il più delle volte vengono sottovalutati - per cause come l’inesperienza o la scarna formazione - da parte dei conducenti, i pedoni ed i ciclisti. Uno dei punti critici a suo parere, è proprio la mancanza di una reale formazione nelle scuole e nelle autoscuole per quanto concerne la educazione stradale. Le sue idee, saranno dunque oggetto di una interrogazione parlamentare; a presentarle in Commissione Trasporti saranno l’ On. Paolo Russo (Forza Italia) e l’On. Andrea Colletti (Movimento 5 stelle) dopo essere state apprezzate dal Ministero dei Trasporti, l’ASAPS Polizia Stradale, Arma dei Carabinieri, ecc...Ecco le più importanti: lo Stop Avanzato che perfeziona la disciplina dello stop mettendo in comunicazione i veicoli che hanno la precedenza con quelli che intendono impegnare l’incrocio; l’indicatore di tenuta del margine destro per ricordare ai conducenti di guidare in prossimità del margine destro della corsia occupata, tale segnale non solo garantisce il mantenimento della distanza di sicurezza ma permette altresì ai conducenti di osservare visivamente la segnaletica; l’indice di pericolosità stradale che con due livelli informa del pericolo nella sua gravità (col primo livello si guiderà nel rispetto delle norme del CdS, col secondo si guiderà adottando la massima prudenza, ecco pensiamo le curve, le gallerie, i viadotti, le confluenze, e si comprende bene quanto poco siano usate le 4 frecce di emergenza dai conducenti, ecc..); il DAS che con due delineatori posti a diverse distanze del semaforo facilita l’attraversamento all’incrocio evitando di passare col rosso; la minisospensione della patente per correggere la condotta dei giovani conducenti prima che commettano infrazioni gravi e pericolose; la modifica dell’art. 3 con la definizione dei segnali stradali che il CdS non riporta, la validazione del sorpasso a destra in autostrada allo scopo di far utilizzare correttamente le tre corsie, il libretto “Fenomenologia del pedone” a fini didattici per le scuole e le autoscuole sulla sicurezza degli utenti deboli, il Privia Stop che, con una luce inserita nella parte frontale del veicolo segnala il suo rallentamento ai pedoni che attraversano la strada (tale proposta è stata confermata da un simile dispositivo proposto dalla carrozzeria Bertone installato sul prototipo Nuccio).Dal commento ad una sentenza della Corte di Cassazione (N. 5399 del 2013) disponibile sul suo sito, ha proposto ancora il limite di velocità di 40 Km/h sulle strade a doppio senso, lasciando quello di 50 km/h solamente sulle strade a senso unico per aumentare la sicurezza dei pedoni, ed ha coniato, ai fini dell’educazione stradale, il nuovo termine di “limite di transito” nei confronti dei pedoni, più che di limite di velocità destinato esclusivamente ai veicoli, e quello del “dovere di antecedenza” destinato ai conducenti che hanno appunto il dovere di dare ai pedoni la precedenza, quando essi, avendolo segnalato per tempo, attraversano, nei centri abitati, fuori delle strisce pedonali (in Italia muoiono 2 pedoni al giorno e il 30% di essi rimangono uccisi proprio sugli attraversamenti pedonali); ha proposto nelle rotatorie il limite generale di 40 Km/h e di 30 km/h quando in esse sono presenti dei ciclisti.Ha realizzato anche un album per i bambini delle scuole elementari dal titolo “Guido anch’io” affinché i più piccoli conoscano la segnaletica. Per la RC Auto ha pensato di includere nel tradizionale contratto, la clausola relativa al “beneficio delle piccole riparazioni” per la revisione periodica della carrozzeria destinata ai conducenti virtuosi ogni 8-10 anni di esperienza di guida in più; proposta che l’Avv. Grazia Ferrara ha già inviato all’ ANIA accompagnata da una sua comunicazione con cui invita i destinatari a prenderla in esame per una sua introduzione. Fabio Bergamo ha in cantiere una proposta di legge sull’omicidio stradale e ancora tanto altro. Ha proposto a Federauto, la federazione dei concessionari di auto in Italia, di includere di serie nell’acquisto delle auto nuove, il seggiolino per la ritenuta dei bambini per le famiglie che hanno un bambino piccolo per il quale vige l’obbligo del suo utilizzo, come prevede il CdS all’art. 172, e per le mamme che sono in dolce attesa.
La Regione Marche recederà dal rapporto di lavoro con Piero Ciccarelli, revocandogli l'incarico di dirigente del servizio Salute. Al suo posto verrà nominata Lucia di Furia.La notizia è stata confermata con un comunicato stampa, in cui si legge che ''il ruolo conferito è caratterizzato dall'imprescindibile natura fiduciaria derivante dalla collocazione del dirigente all'apice dell'organizzazione della Sanità marchigiana''. Ciccarelli, attualmente in aspettativa, è indagato dalla procura di Ancona per associazione per delinquere, finalizzata a favorire l'azienda Medilife nell'assegnazione degli appalti dell'Asur. Il manager sanitario respinge le accuse.''Al dott. Piero Ciccarelli interessa soprattutto provare alla Procura della Repubblica ed a chi l'ha sempre stimato l'assoluta infondatezza dell'ipotesi accusatoria mossa nei suoi confronti. A tal fine, dopo l'interrogatorio dei giorni scorsi, questa mattina abbiamo prodotto un'articolata e documentata memoria difensiva, pronti anche a farvi seguito ove richiesti dall'Autorità inquirente. Conta meno, anche se non fa certo piacere, l'interruzione del rapporto collaborativo che si dice essere stata decisa dall'Esecutivo regionale; rapporto che sarebbe comunque cessato tra qualche mese''. Così gli avv. Gianfranco e Manuel Formica, difensori del dirigente del Servizio Salute della Regione Marche Piero Ciccarelli indagato per presunti appalti 'pilotati' dell'Asur, che la giunta regionale ha annunciato oggi di voler sostituire con Lucia Di Furia, rescindendo il contratto. ''Valuteremo le ragioni della decisione della giunta - prosegue il legale - e la stessa legittimità una volta portate a conoscenza dell'interessato, che, lo si ribadisce, nel suo lavoro come dirigente regionale ha sempre e solo svolto il proprio dovere''.(ANSA).
Auditorium gremito di tantissimi colleghi attuali e di colleghi del passato che hanno scritto una mattinata toccante e di forti emozioni.Grazie “Capo”. Il titolo, pieno di affetto e gratitudine, campeggia sull’Auditorium e sulla foto con il sorriso solare del dr. Ferraresi. I 26 anni in Santo Stefano di Mario Ferraresi non verranno dimenticati facilmente da tutti coloro che hanno avuto l’onore e il piacere di collaborare, più o meno a stretto contatto, con lui. E l’Auditorium gremito, in pieno orario lavorativo, ne è stato specchio fedele. Il dr. Ferraresi ha voluto salutare quella che negli ultimi 26 anni è stata l’azienda che ha guidato, prima da Amministratore delegato e poi da Presidente, con un inconfondibile stile, fatto di contatto umano e grandi competenze, attenzione ai rapporti personali e tenuta stabile del timone aziendale.“Ero un manager milanese, della metropoli – ha raccontato Ferraresi - con esperienze alle spalle alle dipendenze di grandi multinazionali con le quali avevo girato il mondo. Poi, nel 1990, sono approdato in sanità, con il Santo Stefano, e in provincia, qui a Porto Potenza. Da allora mi sono letteralmente innamorato di questa città, delle Marche e del lavoro finalizzato al bene di chi soffre”. Negli anni a guida Mario Ferraresi, affiancato da manager di primissimo livello, su tutti Enrico Brizioli, Santo Stefano è molto cresciuta, è diventata azienda sanitaria leader nell’alta riabilitazione e, negli ultimi anni, è stata condotta l’importante fase di integrazione con la Holding Kos, con la quale, dal 2007 ad oggi, Santo Stefano ha avviato anche un importante processo di sviluppo e di acquisizione di nuove strutture fuori dalle Marche, in Umbria, Toscana, Emilia Romagna, Trentino, Lombardia e all’estero.“Mario è stata per me una presenza fondamentale– ha detto l’Amministratore delegato Santo Stefano Enrico Brizioli – un maestro sul lavoro, trasmettendomi gran parte di quelle basi e insegnamenti che poi ho utilizzato nella gestione di questa azienda, e un grandeamico, quasi un secondo padre, con il suo stile discreto ma sempre presente”. Non si contano gli aneddoti e i racconti emersi nel corso della mattinata. Antonio Aprile e Paolo Moscioni, dirigenti aziendali che hanno lavorato con Mario Ferraresi nei decenni passati, hanno ricordato alcuni fondamentali passaggi aziendali vissuti insieme.Gianfranco Poggi, segretario generale del S. Stefano Sport, ha parlato della grande passione sportiva di Ferraresi e della sua fervida convinzione e impegno nel promuovere lo sport praticato da persone disabili: “Da sempre ci è stato vicino. Da 4 anni, poi, è il nostro Presidente e spero lo rimanga il più a lungo possibile perché abbiamo bisogno di un grande Presidente come lui”. Giovanni Pintus, per tutti “Ciccio”, ha invece parlato del rapporto di Ferraresi con i pazienti, fatto di vicinanza, attenzione e calore umano: “Da parte sua non è mai mancato un “Ciao, come va?”, una stretta di mano o una pacca sulla spalla. Davvero una grande persona!”. Quando, poi, è partito il video storico che ha ripercorso, attraverso immagini e volti, gli anni di guida aziendale del dr. Ferraresi, nessuno, in sala, è riuscito a celare la commozione.Fazzoletti agli occhi al cospetto di tanti ricordi, e altrettanti momenti aziendali, da quelli quotidiani a quelli che hanno suggellato passaggi aziendali dall’importanza cruciale. Con l’uscita dal Santo Stefano di Mario Ferraresi, e con il passaggio di consegne tra i vertici aziendali, esce dall’azienda anche l’ultimo rappresentante della precedente proprietà, quella della famiglia Cassano, che ha detenuto le quote di maggioranza fino all’ingresso nel Gruppo, nel 2007, della Holding Kos, allora Hss spa. Presente in sala, oltre ai familiari del dr. Ferraresi, anche l’avvocato Matilde Cassano Rosali, della famiglia ex proprietaria Santo Stefano, e il Sindaco Francesco Acquaroli.Al termine della cerimonia, tanti gli omaggi dedicati al “Capo”. Non poteva mancare una divisa personalizzata della sua amatissima squadra del cuore, l’Inter, con stampato il logo Santo Stefano, il nome Ferraresi e il numero 26, come i suoi anni in azienda.
Dalla sezione Anpi di Tolentino riceviamo: "Antifascista manganellato, spettacolo assicurato". Con questa frase diffusa pochi giorni fa su Facebook, un consigliere di maggioranza offende i cittadini appartenenti al comitato: "No al nuovo piano parcheggi" aggiungendo, oltre a questo, parole come “Zecche rosse” e “Comunisti nullafacenti”, divulgando inoltre immagini che inneggiano alla violenza contro il popolo migrante.Questo comportamento non è isolato, in quanto altri consiglieri subentrano in sua difesa. L’A.N.P.I, "Associazione Nazionale Partigiani d’Italia", disapprova questa condotta e ricorda a tutti i cittadini e cittadine che il reato di apologia di fascismo è tuttora in vigore ed applicabile. Lo stesso Comune di Tolentino, inoltre, affonda le proprie radici istituzionali nella storia dell’antifascismo, così come espressamente recita l’articolo 1 dello Statuto Comunale: "Il Comune rappresenta la popolazione insediata nel proprio territorio. Svolge le sue funzioni con autonomia normativa, organizzativa e finanziaria, nel rispetto delle leggi e secondo i principi dell’ordinamento della Repubblica, in coerenza con la sua identità storica, civile e culturale, maturata anche attraverso l'esperienza della Resistenza".Pertanto è importante ricordare quanto prescritto dalla legge Scelba, la n. 645 del 1952, a proposito dell’apologia di fascismo: "Quando un' associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività all' esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista».