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Pasqua italiana: mentre si continua a morire senza che nessuno se ne accorga per mesi, sono 2,6 milioni gli italiani in difficoltà

Pasqua italiana: mentre si continua a morire senza che nessuno se ne accorga per mesi, sono 2,6 milioni gli italiani in difficoltà

Alla vigilia delle festività pasquali, l’analisi di Coldiretti è drammaticamente chiara, perchè a parlare sono i numeri: 2,6 milioni sono gli italiani costretti a chiedere aiuto per mangiare quotidianamente.

Tra questi Coldiretti distingue e conteggia 538.423 bambini (di età uguale o inferiore ai 15 anni), 299.890 anziani, 81.963 senza fissa dimora (di età uguale o superiore ai 65 anni), 31.846 disabili.

E’ un numero mai raggiunto in Italia, secondo Coldiretti , che in persona del suo presidente Ettore Prandini, sottolinea come “per arginare questa situazione serve un deciso intervento della Pubblica Amministrazione ed è importante l’apertura dei primi bandi per acquistare alimenti di base di qualità Made in Italy da consegnare agli indigenti, sui quali occorre ora accelerare utilizzando le risorse stanziate per acquistare cibi e bevande da distribuire ai nuovi poveri” .

Sempre secondo Coldiretti un italiano su due è costretto a dimezzare dal suo budget mensile le spese alimentari per far fronte ai rincari : i costi per l’energia ( benzina e gasolio) ne sono i maggiori responsabili.

Ad incrementare il numero degli italiani in difficoltà ci sono: genitori separati con figli a carico (o mogli a carico), anziani, piccoli imprenditori costretti a chiudere le loro attività; sono queste le categorie più esposte che con estrema difficoltà arrivano a fine mese. Le file fuori le sedi Caritas in tutta Italia sono affollate da italiani lavoratori precari, in “nero” e autonomi. Molte le famiglie che per la prima volta nella loro vita, per non soccombere hanno cercato aiuto presso i centri d’ascolto delle loro città.

Numeri ma “non solo numeri”. Pochi giorni fa è stata diffusa la notizia di una coppia di anziani ritrovati mummificati nella loro casa in provincia di Udine: erano morti da mesi. La causa della morte è stata probabilmente il malfunzionamento di una stufa o dell’impianto di riscaldamento. Ancora una volta una storia di solitudine, abbandono, trascuratezza in un paesino di poco più di 8.000 abitanti. La morte parrebbe risalire infatti allo scorso autunno. Nessuno sino ad ora se ne era mai accorto.

Leggere o scrivere queste notizie, soffermarsi su questi numeri non è sufficiente. Abbiamo perso il senso di comunità, l’individualismo ha preso il sopravvento tra noi vicini di casa, concittadini, connazionali.

Ed allora, senza finti buonismi o gesti eclatanti di “simil volontariato” per un giorno o in occasione di avvenimenti particolari, forse un po’ di silenzio, di fronte a questi numeri, a queste notizie, e qualche sana riflessione che concerna il vissuto quotidiano di ciascuno di noi, può essere un approccio ulteriore per vivere queste Festività. Un abbraccio, un “ come stai?”, un gesto augurale magari inaspettato possono salvare vite.

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