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Il terrore delle donne afghane: la realtà a Kabul è già insostenibile

Il terrore delle donne afghane: la realtà a Kabul è già insostenibile

Il ritorno violento al potere dei talebani in Afghanistan ha creato una vera e propria crisi umanitaria. 

Ci arrivano immagini strazianti negli ulitmi giorni da Kabul di uomini e donne che in ogni modo cercano di salvare la propria vita e quella dei loro figli anche lanciandoli nelle braccia dei militari in partenza.

Donne che dopo tanti sforzi per giungere all’emancipazione vedono in imminente pericolo la loro libertà e dignità di esseri umani per la stretta applicazione della legge islamica, la sharia, che in arabo significa “ retta via”. Un insieme di precetti etici e morali che per i musulmani sono immutabili.

Le donne non potranno più uscire di casa, andare a scuola, vestirsi all'occidentale. Nessun dirittto al lavoro, alla parola. 

Mentre i Talebani dicono, burlandosi del mondo per ottenere l’accettazione dell’opinione pubblica, che le donne vivranno normalmente anche sotto di loro, la realtà a Kabul è già insostenibile.

"Donne medico, giornaliste, attiviste, artiste, sono in grave pericolo. Sono in corso rastrellamenti porta a porta, bisogna fare subito”. Riferisce in un’intervista Simona Cataldi, rappresentante del Cisda (Coordinamento italiano a sostegno delle donne afghane) con sede a Milano.

Due giornaliste afghane hanno già denunciato di essere state respinte in ufficio: i Talebani hanno nominato un nuovo direttore della Radio Televisione Afghana ed è stato loro impedito di entare a lavoro.

Donne senza futuro, su di loro incombe il divieto di lavorare di studiare di uscire di casa, come fare quindi a fuggire?

Se già l’Afghanistan era tra i peggiori luogi al mondo da vivere per una donna (secondo Human Rights Watch l’87% delle donne afgane ha subìto violenza fisica o sessuale almeno una volta nella vita), oggi la situazione sta precipiando. La sharia le vuole segregate, rinchiuse, ignoranti, invisibili nel loro burqua di cui il regime impone l’obbligo.

Divieto di guidare, di utilizzare cosmetici (ci sono stati casi di donne a cui sono state amputate le dita per averlo fatto), gioielli, di entrare in contatto con qualsiasi uomo che non sia il marito o un parente. Ed ancora altre regole che le donne afghane temono siano loro nuovamente imposte:

Coprirsi il volto in pubblico

Essere accompagnate da un uomo se vogliono uscire di casa

Non possono ridere in pubblico 

Non possono mostrare le caviglie

Non possono apparire in nessun media 

Non possono fare sport

Scrive su Twitter la fotografa afghana Rada Akbar: “Le città collassano, i corpi umani collassano, la storia e il futuro collassa, la vita e la bellezza collassa, il nostro mondo collassa. Vi prego, qualcuno fermi tutto questo”.

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