L'amministrazione comunale di Macerata ha adottato provvedimenti urgenti in vista dell’ondata di maltempo prevista per la giornata di domani, giovedì 26 marzo (leggi qui). A causa dell'allerta vento di livello arancione e dell'allerta idrogeologica di livello giallo, è stata disposta la chiusura totale del cimitero, dei Giardini Diaz e del parco di Villa Lauri per l’intera giornata. La riapertura resta legata all'evoluzione del quadro meteorologico: venerdì, infatti, si valuterà se prolungare o meno il blocco a seguito dell'emissione del nuovo bollettino ufficiale.
Per gestire l'emergenza è stato attivato il Centro Operativo Comunale (COC), incaricato di monitorare la situazione in tempo reale e coordinare gli eventuali interventi di soccorso. L'amministrazione invita i cittadini a prestare la massima attenzione durante la permanenza all'aperto, raccomandando di evitare la sosta in prossimità di alberi, strutture temporanee o edifici pericolanti.
Grande prudenza è richiesta anche alla guida, specialmente nei tratti stradali più esposti al rischio di caduta di piante o sassi. Viene inoltre consigliato di mettere in sicurezza o spostare preventivamente ogni oggetto sensibile agli effetti delle forti raffiche prima dell’inizio del periodo di allerta.
Il panorama associativo dell'entroterra maceratese si arricchisce di una nuova, importante realtà. Il 24 febbraio scorso è nata ufficialmente a Castelraimondo la R.E.T.E. - OdV, acronimo di Relazioni, Educazione, Territorio, Esperienze. L'associazione, sorta per volontà di un gruppo di cittadini, si propone come uno spazio aperto di incontro e crescita, con l'obiettivo dichiarato di contribuire concretamente allo sviluppo culturale e sociale della comunità locale.
Secondo quanto espresso dai soci fondatori nel manifesto costitutivo, la missione dell'organizzazione è quella di mettere in connessione persone e realtà differenti: "R.E.T.E. si presenta come una realtà aperta, inclusiva e disponibile al confronto, al servizio del territorio e delle persone che lo vivono". Particolare attenzione sarà rivolta al dialogo tra le diverse generazioni e al coinvolgimento attivo dei giovani, favorendo un contesto in cui progettualità e idee possano trovare realizzazione pratica.
L'associazione intende promuovere iniziative che valorizzino il patrimonio locale, offrendo ai cittadini la possibilità di partecipare attivamente alla vita della comunità. "Entrare in R.E.T.E. significa partecipare attivamente alla vita della comunità e contribuire alla costruzione di nuove opportunità di incontro, cultura e condivisione" spiegano i promotori, lanciando un appello a tutta la cittadinanza di Castelraimondo affinché prenda parte a questo percorso collettivo volto a rafforzare il senso di appartenenza e a creare nuove esperienze di aggregazione.
Una mattinata speciale, tra divise, sirene e nuovi amici a quattro zampe. L’Arma dei carabinieri ha aperto le porte della Compagnia di Tolentino per accogliere centoventi piccoli studenti dell’ultimo anno delle scuole materne Bezzi, Grandi, Rodari e King. L’iniziativa, nata dalla stretta collaborazione tra la scuola, i militari in servizio e i membri dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo, ha permesso ai bambini di scoprire da vicino l’impegno quotidiano dell’Arma al servizio della comunità.
I giovanissimi ospiti hanno dimostrato grande attenzione e preparazione, confermando di conoscere già perfettamente il numero di emergenza 112. Durante l'incontro sono state illustrate le regole base della sicurezza stradale e il funzionamento delle "macchine veloci" del pronto intervento, trasmettendo ai piccoli l'importanza di vedere nel carabiniere una figura amica a cui chiedere aiuto in ogni momento di necessità.
Uno dei momenti più coinvolgenti è stato dedicato alla protezione civile grazie alla partecipazione dell’associazione "Love Your Dog". I bambini hanno assistito con entusiasmo a una dimostrazione pratica di ricerca persone con il barbone nano Lamù e il labrador Miral. L'attività ha mostrato come l'unione tra l'addestramento cinofilo e le competenze dell'Arma sia fondamentale nelle operazioni di soccorso, affascinando i piccoli spettatori con l'abilità e il fiuto dei cani.
Questa ora didattica "fuori classe" si inserisce nel più ampio progetto scolastico "Tolentino, la città delle bambine e dei bambini", che si sposa perfettamente con il protocollo dell’Arma sulla Cultura della Legalità promosso dal Comando Provinciale di Macerata. L'obiettivo è affiancare famiglie e insegnanti nel percorso di crescita dei cittadini di domani, contribuendo a sviluppare una coscienza sociale solida, fondata sul rispetto e sulla condivisione delle regole del vivere comune.
SAN SEVERINO MARCHE - Il cuore di via Settempeda torna a battere all'insegna del gusto e della tradizione. Nei locali storici che un tempo ospitavano l’Emporio Catena è stato ufficialmente tagliato il nastro della nuova sede condivisa che riunisce due realtà di spicco del panorama produttivo locale: l’Azienda Agricola Bartoccioni Gianpalma e l’Agriapicoltura di Emanuele Agrifoglio. La scelta di far convivere due imprese distinte in un unico spazio nasce dalla volontà comune di creare un punto di riferimento per la filiera corta e la biodiversità nel centro della città.
L'Azienda Bartoccioni porta in via Settempeda un'esperienza lunga oltre sessant'anni, fatta di una gestione familiare tramandata per generazioni. La loro forza risiede in un allevamento semibrado di bovini, suini e animali da cortile che si traduce in una produzione completa, dalla macelleria alla gastronomia, includendo anche oli e legumi del territorio.
Al loro fianco, Emanuele Agrifoglio rappresenta l'eccellenza dell'apicoltura settempedana, gestendo oltre cinquecento famiglie di api dislocate in varie aree del comune. Oltre alla produzione di miele e polline dalle proprietà organolettiche uniche, il suo lavoro svolge una funzione essenziale per la tutela dell'ecosistema locale.
Alla cerimonia di inaugurazione è intervenuto il sindaco Rosa Piermattei, che ha lodato il coraggio e la visione dei due imprenditori. Secondo il primo cittadino, vedere due realtà del territorio unirsi per offrire un’accoglienza comune è un segnale bellissimo di vitalità economica. Piermattei ha inoltre sottolineato come questa apertura restituisca vita a un luogo storico di via Settempeda, trasformandolo in una vetrina d'eccezione per il meglio della produzione agricola e apistica locale.
Scatta l'allarme nei comuni dell’Unione Montana Potenza Esino Musone a causa di una presenza di processionaria del pino significativamente più rilevante rispetto alle passate stagioni. A seguito di numerosi sopralluoghi e segnalazioni da parte degli utenti, l’Ente ha inviato una comunicazione ufficiale ai sindaci del territorio e ai Carabinieri Forestali per sollecitare interventi mirati alla tutela della pubblica incolumità.
Sebbene l'attacco di questo lepidottero defogliatore raramente pregiudichi la vita del pino, il pericolo maggiore è di natura igienico-sanitaria. A partire dal terzo stadio evolutivo, le larve presentano peli urticanti che possono essere facilmente dispersi nell’ambiente.
Il contatto diretto o l'inalazione di queste sostanze può scatenare gravi irritazioni cutanee, oculari e respiratorie, arrivando fino allo shock anafilattico nei soggetti sensibili. Particolare attenzione va prestata agli animali domestici, per i quali l'ingestione o il semplice contatto con le mucose della bocca possono risultare letali.
Per contrastare il fenomeno, l’Unione Montana ha diffuso le linee guida dell'Assam (Agenzia Marche Agricoltura e Pesca) che delineano una strategia di difesa integrata basata sulle diverse fasi stagionali. Durante l'inverno si procede con l'intervento meccanico per la raccolta e la distruzione dei nidi biancastri visibili sulle chiome, operazione che richiede estrema cautela.
Tra febbraio e marzo si consiglia invece l’applicazione di cartoni collati intorno ai tronchi per bloccare le larve che scendono in "processione" verso il suolo. Con l'arrivo di giugno si passa alla lotta biotecnica mediante trappole a feromoni, mentre a fine estate sono raccomandati trattamenti biologici con prodotti innocui per l’uomo ma efficaci contro le giovani larve. Tra agosto e settembre è inoltre possibile intervenire con iniezioni dirette al tronco per una protezione mirata della pianta.
L'Unione Montana Potenza Esino Musone invita tutta la cittadinanza alla massima collaborazione nella segnalazione tempestiva dei nidi nelle aree pubbliche. Ai proprietari di aree verdi private viene raccomandato di attivarsi tramite ditte specializzate per la manutenzione dei propri spazi, così da limitare la diffusione del parassita e garantire la sicurezza collettiva.
C’è qualcosa di immediatamente attraente nei giri gratuiti delle slot machine. Appaiono all’improvviso, magari dopo una combinazione speciale, oppure arrivano come bonus: nessuna spesa, solo la possibilità di proseguire la sessione senza utilizzare il saldo. È in quel momento che cambia tutto. Perché non è più solo una questione di vincere o perdere, ma di capire cosa sta realmente succedendo. I giri gratuiti, infatti, non sono semplicemente un “extra”: sono una delle meccaniche più interessanti delle slot digitali, proprio perché trasformano il modo in cui percepiamo il gioco.
Nel flusso normale di una slot, infatti, ogni giro ha un costo e un risultato, è un equilibrio semplice, quasi lineare. Poi, improvvisamente, si attiva una funzione bonus: giri gratuiti. Da quel momento, la dinamica cambia: i rulli continuano a girare, ma senza utilizzare il saldo reale. È come se il gioco entrasse in una fase diversa, più leggera e allo stesso tempo più carica di aspettativa.Dal punto di vista tecnico, si tratta di giri già “pagati” dal sistema, spesso con una puntata preimpostata e validi solo su una specifica slot. Ma questa spiegazione, da sola, non basta a raccontare cosa succede davvero.Dal punto di vista matematico, nulla è cambiato: il gioco resta lo stesso e ciò che muta è la percezione, quella sensazione che trasforma l’ordinario in qualcosa di più leggero e curioso. Questa dinamica emerge con chiarezza quando si esplorano più slot all’interno di un casinò online come casinomonkey, dove i giri gratuiti si attivano con ritmi e frequenze diverse, creando piccole sorprese inaspettate ad ogni sessione.
L’effetto psicologico del “gioco senza rischio”
Uno degli aspetti più interessanti dei giri gratuiti è proprio questo: danno l’illusione di giocare senza rischi. Sapere che non si sta utilizzando denaro reale abbassa automaticamente la tensione, così si è più propensi a continuare, a lasciar scorrere i giri, a vedere cosa succede. Anche una sequenza negativa viene vissuta con più leggerezza. Questo meccanismo ha un impatto molto forte sul comportamento, poiché il giocatore entra in una sorta di modalità diversa, meno prudente e più orientata all’attesa. E quando arriva una vincita, la percezione è amplificata. Non è solo una vincita: è qualcosa ottenuto “gratis” che viene percepito in modo diverso rispetto al gioco standard.
Durante i giri gratuiti, capita, poi, di avvertire una tensione crescente. Ogni giro sembra più importante del precedente, come se si stesse avvicinando a un momento decisivo. Questo succede perché il cervello tende a costruire una narrazione: se i primi giri non producono risultati, si inizia a pensare che qualcosa debba ancora arrivare. Se invece arriva una vincita, si può credere che sia l’inizio di una fase favorevole. In realtà, ogni giro resta indipendente dagli altri: non esiste una progressione nascosta, né un “momento giusto” che prima o poi deve arrivare. Ma la struttura stessa dei giri gratuiti, concentrati in una sequenza limitata, favorisce questa interpretazione.
Quando il bonus diventa una storia
Un altro elemento interessante è il modo in cui ricordiamo i giri gratuiti. Raramente vengono percepiti come una semplice serie di eventi casuali, mapiù spesso diventano una piccola storia: l’inizio, fatto di aspettativa; una fase centrale, magari senza risultati; e un finale, che può essere una vincita o una delusione. Una narrazione è completamente costruita dalla mente, che serve a dare un senso a ciò che accade, anche quando non c’è una logica reale dietro la sequenza. Ed è proprio qui che i giri gratuiti diventano più coinvolgenti rispetto al gioco normale: non sono solo una funzione, ma un’esperienza con un inizio e una fine ben definiti.
Il ruolo delle regole matematiche
Dietro questa esperienza, però, esiste una struttura precisa e, infatti, i giri gratuiti non sono mai completamente “liberi”: hanno condizioni, limiti e caratteristiche specifiche. Spesso sono utilizzabili solo su alcune slot, hanno una durata limitata nel tempo e una puntata già impostata. Inoltre, le eventuali vincite possono essere soggette a requisiti prima di diventare effettivamente disponibili. Questi dettagli, però, tendono a passare in secondo piano, perché ’attenzione si concentra sull’esperienza immediata, su ciò che accade giro dopo giro, più che sulle regole che la governano.
Alla fine, i giri gratuiti rappresentano un perfetto esempio di come, nelle slot, la percezione possa essere più influente della realtà. Dal punto di vista tecnico, sono semplicemente una modalità di gioco senza costo diretto, ma dal punto di vista dell’esperienza, cambiano completamente il modo in cui ogni risultato viene interpretato, con le vincite che sembrano più significative e le perdite meno rilevanti, e l’intera sequenza assume un significato che va oltre la semplice casualità.
Osservare i giri gratuiti con un po’ di distanza permette di coglierne la vera natura. Non sono solo un bonus, ma uno strumento che modifica ritmo, percezione e coinvolgimento. Capire questo meccanismo aiuta a leggere meglio ciò che accade durante il gioco. Non per prevedere i risultati, ma per riconoscere quando è la mente a costruire connessioni che, in realtà, non esistono. Ed è proprio in questa distanza tra ciò che accade e ciò che percepiamo che si nasconde il vero significato dei giri gratuiti.
Donald Trump è tenuto sotto ricatto da Netanyahu, criminale di guerra e come tale giudicato perfino del tribunale internazionale dell’Aja? Non è una domanda oziosa, se si considera che questa sciagurata guerra contro l’Iran è stata voluta e propiziata soprattutto da Israele per le ben note ragioni: l’Iran è un fortilizio di resistenza in Medio Oriente contro le politiche imperialiste e assassine di Netanyahu.
Ciò non deve tuttavia indurre a dimenticare il fatto che anche gli Stati Uniti d’America hanno ostentato negli ultimi decenni un vero e proprio odio incontenibile contro la Persia, fortilizio di resistenza non solo contro le politiche imperialistiche di Israele ma anche contro la americanizzazione colonialistica dell’intero pianeta.
Questo mi permette di dire che sarebbe superficiale liquidare la guerra in corso come frutto della volontà esclusiva di Netanyahu. Anche Washington voleva questa guerra già da tempo e forse possiamo riconoscere ragionevolmente che a indurla a prendere la decisione folle dell’attacco è stato proprio Netanyahu.
D’altro canto, già da tempo Israele e USA, in una parola USraele, rappresentano il mostro bicefalo dell’imperialismo capitalistico che si scaglia violentemente contro tutti gli stati resistenti alla dominazione occidentale del pianeta.
Intanto, leggiamo sui quotidiani che gli Stati Uniti d’America hanno recentemente inviato contro l’Iran ben 5000 Marines. La notizia segnala in maniera inequivocabile come Washington insieme con Israele abbia fatto decisamente male i conti: pensava di poter sconfiggere agevolmente la Persia, che invece sta rivelando una incredibile capacità di resistenza contro l’imperialismo assassino di USraele. Detto altrimenti, la Persia non si piega e anzi venderà cara la pelle.
Oltretutto, l’Iran ha recentemente definito gli Stati Uniti d’America e Israele come “la banda di Epstein”, con un chiaro riferimento ai controversi files che stanno facendo tremare le élites plutocratiche senza frontiere. Abbiamo anzi più volte sottolineato come questa guerra sia principiata probabilmente anche con il non secondario obiettivo di dirottare l’attenzione rispetto ai file Epstein.
Sia quel che sia, la guerra continua e non è affatto così scontato che gli Stati Uniti ne escano facilmente vincitori. Per quel che ci riguarda, lo ribadiamo ancora una volta: lunga vita alla resistenza dell’Iran e di tutti gli stati che si oppongono all’imperialismo assassino di USraele.
Carl Gustav Jung scrisse che "l’incontro di due personalità è come il contatto tra due sostanze chimiche: se c’è una reazione, entrambe ne vengono trasformate". Questa metafora sull’importanza delle relazioni umane, cattura l’essenza dell’amicizia vera: due anime che si riconoscono e che si avvicinano in un luogo intimo dell’essere, diventando sostegno reciproco nel cammino condiviso. L’amico non offre consigli o critiche, ma presenza silenziosa.
Esplora con delicatezza la nostra vita interiore, illuminando i lati oscuri, senza giudizio. Ascolta non solo le parole, ma l’intonazione ed il non detto, percependo a distanza le nostre emozioni. È una sensibilità sottile, affine a quella dell’amore: per accoglierla, dobbiamo prima aver accolto noi stessi, essere strutturati per metterci in gioco con vulnerabilità autentica. L’altro diventa specchio della nostra essenza, riflettendone luci ed ombre.
L’amicizia autentica è energia pura, libera da condizionamenti o doveri: un donarsi spontaneo che genera armonia e senso di appartenenza a qualcosa di più grande e forte di noi, come esseri singoli. È la coperta calda. Può fiorire anche tra persone diverse, lontane fisicamente o con vite dissimili, ma quando le anime si riconoscono, tempo e spazio svaniscono. Tutto accade in una dimensione che trascende la realtà contingente, un ritrovarsi ancestrale, un’accettazione del miracolo, per condividere l’esistenza nei momenti di gioia e di dolore.
La scienza conferma: l’amicizia come antidoto alla depressione
Lo studio condotto dal ricercatore Junwen Hu, dimostra che le amicizie strette sono un baluardo contro la depressione, più efficaci delle relazioni romantiche. Si è scoperto che, chi gode di legami amicali solidi, corre meno il rischio di episodi depressivi, superando anche i benefici dell’amore passionale.
Le persone, infatti, tendono a idealizzare l’amore come fonte suprema di felicità, ma i dati rivelano il contrario: le amicizie offrono sicurezza emotiva senza le complessità – gelosie, dipendenze, rotture – tipiche delle coppie. Questo effetto benefico dell’amicizia sulla salute mentale è risultato più forte nell’età adulta rispetto al periodo adolescenziale. L’isolamento sociale, al contrario, accorcia l’aspettativa di vita quanto l’obesità o l’alcolismo.
L’amicizia emerge dunque come «medicina sociale» essenziale. Oggi in una realtà di connessioni digitali effimere, che simulano vicinanza senza profondità, valorizzarla significa coltivare presenze reali nella condivisione della quotidianità. Un ritorno alle radici umane per una salute spirituale. Un rifugio prezioso contro la solitudine del mondo moderno.
Un riconoscimento che attraversa i confini nazionali e celebra l'identità profonda di un intero popolo. Anche la Delegazione di Macerata dell’Accademia Italiana della Cucina, guidata dal delegato Pierpaolo Simonelli Paccacerqua, si è unita ai festeggiamenti mondiali per lo storico traguardo della Cucina Italiana come Patrimonio dell’Umanità. La cena ecumenica straordinaria, svoltasi nella suggestiva cornice del ristorante "Le Case", ha visto la partecipazione di oltre ottanta ospiti, confermando il valore sociale e culturale delle tradizioni gastronomiche locali.
Il delegato Simonelli Paccacerqua ha aperto la serata sottolineando come questo riconoscimento sia la testimonianza di un modello alimentare fatto di saperi tramandati e relazioni sociali, un patrimonio che deve continuare a puntare su valori cardine quali equità, sostenibilità e salute.
All'evento hanno preso parte numerose autorità, tra cui il Prefetto di Macerata Giovanni Signer, il consigliere regionale Luca Marconi, l’assessore comunale Katiuscia Cassetta e il professor Gianni Sagratini di Unicam, a testimonianza dell'importanza istituzionale dell'iniziativa.
Il percorso gastronomico della serata è stato un vero e proprio viaggio nel tempo, curato per omaggiare l'evoluzione del gusto italiano negli ultimi decenni.
Gli ospiti hanno potuto riscoprire i sapori degli anni Cinquanta con i crostoni di fegatini e la polenta con sapa, per poi passare all'iconico primo degli anni Settanta, i tortellini panna, funghi e salsiccia, e concludere con i classici degli anni Novanta come il coniglio in porchetta. Ogni portata è stata illustrata dalla professoressa Carla Pelagalli, mentre il delegato ha tracciato l'evoluzione dei ristoranti e dell'Accademia negli ultimi 75 anni.
Un annuncio di grande rilievo per il territorio è arrivato dal delegato onorario Ugo Bellesi, fondatore della sezione maceratese nel 1983, il quale ha confermato che i vincisgrassi sono pronti a entrare ufficialmente nella storia gastronomica europea grazie al riconoscimento STG (Specialità Tradizionale Garantita).
La serata, arricchita dall'ingresso della nuova accademica Lucia Rosa, si è conclusa con l'invito al prossimo appuntamento associativo dedicato alla tradizionale colazione di Pasqua, ribadendo come la cucina rimanga il linguaggio universale capace di raccontare l'Italia e la provincia di Macerata al mondo intero.
Torna, come ogni domenica, la rubrica curata dall’avv. Oberdan Pantana, “Chiedilo all'avvocato”. Questa settimana, le numerose mail arrivate hanno interessato principalmente la tematica relativa al rapporto tra società di recupero credito e debitore-correntista dell’istituto di credito.
Ecco la risposta dell’avv. Oberdan Pantana, alla domanda posta da un lettore di Porto Recanati che chiede: "Basta la 'cessione in blocco' dei crediti da parte dell’istituto bancario per legittimare una società di recupero credito a pignorare un conto corrente?".
La cartolarizzazione dei crediti è un meccanismo finanziario che consente agli istituti di credito di cedere i propri crediti oramai deteriorati a soggetti terzi, ottenendo liquidità immediata e trasferendo il rischio di insolvenza a tali società di recupero credito. I crediti ceduti vengono generalmente raggruppati in portafogli, ossia insiemi di posizioni creditorie accomunate da caratteristiche omogenee; un elemento cardine di queste operazioni è rappresentato dalla cessione “in blocco” dei crediti, disciplinata dall’art. 58 del Testo Unico Bancario, che consente il trasferimento di interi portafogli senza la necessità di notificare singolarmente ciascun debitore. La pubblicazione dell’operazione nella Gazzetta Ufficiale è sufficiente a rendere la cessione opponibile ai debitori ceduti, configururando una deroga al regime ordinario.
Sempre più frequentemente viene contestata la legittimazione attiva delle società cessionarie, soprattutto nei casi in cui queste non riescano a dimostrare in modo puntuale che il singolo credito azionato sia effettivamente ricompreso nella cessione in blocco. Il nodo centrale diventa la prova della titolarità del credito, che non può esaurirsi in richiami generici all’operazione di cessione, ma richiede la produzione di documentazione idonea a individuare con precisione il rapporto ceduto.
In tale prospettiva si collocano numerose pronunce giurisprudenziali, tra cui la sentenza della Corte di Cassazione civile n. 20739 del 28 giugno 2022, il cui orientamento è stato ripreso dalla sentenza n. 2897 del 2022 del Tribunale Ordinario di Bologna. In quest'ultimo caso, la società si era limitata a richiamare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e a produrre riferimenti a codici identificativi come il cosiddetto codice CERI (Credit Exposure Reference Identifier). Il Tribunale ha chiarito che neppure tale codice può ritenersi sufficiente, se non accompagnato da elementi idonei a collegarlo in modo univoco al rapporto contrattuale originario: l’assenza di documentazione completa non consente di ritenere provata la titolarità del credito azionato.
Pertanto, in risposta al nostro lettore risulta corretto affermare che: “Il semplice rimando all’avviso di cessione sulla Gazzetta Ufficiale non può ritenersi sufficiente per dimostrare la titolarità del credito in capo alla cessionaria società di recupero credito così da decretare la revoca dell’ingiunzione opposta” (Cass. Civ. 28.06.2022 n. 20739; Tribunale di Bologna sentenza del 25.11.2022 n. 2897).
Rimango in attesa come sempre delle vostre richieste via mail, dandovi appuntamento alla prossima settimana.
Grande successo per la proiezione in anteprima nazionale del film La bambina di Chernobyl girato nelle Marche ad Ancona, il pubblico del Multiplex Giometti ha accolto calorosamente il cast presente e si è lasciato trasportare nelle atmosfere del film, una storia d’amore impossibile con venature noir e thriller, girata tra i bellissimi scorci della città di Ancona.
Il lungometraggio, applauditissimo, è l’opera prima di Massimo Nardin, ed è interpretato da Vincenzo Pirrotta (Lo scuru, Koza Nostra, Spaccaossa) e Yeva Sai (Mare Fuori, Taxi Monamour), su sceneggiatura dello stesso regista e del fanese Luca Caprara.
“E’ una storia d’amore impossibile che esplora le fragilità e i desideri più profondi dei suoi protagonisti. - Ha spiegato il regista Massimo Nardin- Realizzare questo film è stata un’esperienza ricca ed intensa sotto ogni aspetto sia professionale che umano. Mi ha emozionato vedere l’impegno e la passione di tutte le persone coinvolte che hanno contribuito al progetto, dai professionisti alle comparse, il loro entusiasmo e la bellezza di Ancona ha dato al film un valore davvero speciale”.
Vincenzo Pirrotta, attore, regista e drammaturgo tra i più apprezzati del panorama italiano è il protagonista del film, dove interpreta Christian, un pasticcere cinquantenne segnato da un profondo travaglio interiore.
“Il mio personaggio - ha detto Pirrotta – attraversa una notte di forte inquietudine, un percorso di dolore fisico e psicologico che lo conduce, passo dopo passo, a una possibile rinascita. Girare ad Ancona è stato davvero piacevole: abbiamo trovato una comunità accogliente, calorosa, entusiasta. Tornerò sicuramente, non solo per lavoro ma anche per vivere e apprezzare con calma questa splendida terra, ricca di bellezza e di ottima cucina”.
Dopo il successo ottenuto con il personaggio di Alina nella serie Mare Fuori, Yeva Sai veste nel film La bambina di Chernobyl i panni di Nina. “Nina è alla ricerca di sé stessa e dell’amore: è affamata di emozioni, le insegue con forza, anche in modo impulsivo. Durante la notte di Halloween, però, inizia a comprendere come gestire quel bisogno e a riconoscere una presenza accanto a sé. – ha raccontato Yeva Sai – Mi sono innamorata di Ancona fin dal primo giorno, camminando tra le vie del centro mi sembrava di vivere in una fiaba. Mi è piaciuto scoprire la città a poco a poco, incontrare le persone, tutte così gentili e accoglienti. È stato un set che porterò nel cuore”.
Prodotto da Federica Folli e Pete Maggi per CINE1 Italia Srl, il film è realizzato con il sostegno della Regione Marche – PR FESR 2021-2027, della Fondazione Marche Cultura e della Marche Film Commission.
“A pochi giorni dalla nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, presentiamo un’opera interamente girata nel capoluogo dorico che ha visto coinvolte circa settanta maestranze locali e oltre sessanta comparse marchigiane. – Ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission - una produzione nata e cresciuta nel territorio che ha fatto vivere Ancona non solo come set, ma come autentica protagonista. Mi piace ricordare che la sceneggiatura è stata scritta dal regista insieme a Luca Caprara, fanese, codirettore del Dorico International Film Festival: un segno concreto della creatività della nostra regione. Le sei settimane di lavorazione hanno portato un indotto significativo alla città e restituiscono, attraverso il racconto cinematografico, una riflessione intensa su un evento che il prossimo 26 aprile segna i quarant’anni dalla tragedia di Chernobyl, uno spartiacque nella storia del rapporto tra l’uomo e l’energia nucleare. Un film potente, che parla al presente e che sceglie Ancona come luogo ideale per riflettere su memoria, identità e futuro”.
“È stata un’esperienza davvero preziosa, Ancona ci ha accolti con grande calore e disponibilità. – hanno detto i produttori Pete Maggi e Federica Folli - Abbiamo avuto la fortuna di lavorare con molte maestranze locali, professionisti competenti e appassionati che hanno saputo dare un ricco e autentico contributo artistico al film. E oggi, con la notizia della nomina di Ancona a Capitale Italiana della Cultura 2028, ci sentiamo doppiamente orgogliosi di aver scelto di ambientare qui “La bambina di Chernobyl”, in tempi non sospetti. Desideriamo ringraziare la Marche film Commission e tutta la nostra troupe marchigiana per la professionalità, la passione e la qualità del lavoro che hanno saputo esprimere “.
La bambina di Chernobyl è ambientato in una notte di Halloween ad Ancona. Mentre la città festeggia, Christian (Vincenzo Pirrotta), un corpulento e introverso pasticciere cinquantenne segnato dal diabete e dal lutto, si isola nel suo appartamento per completare una monumentale torta nuziale. La sua solitudine è spezzata dall’arrivo inatteso di Nina (Yeva Sai), una giovane ucraina emaciata e confusa, ma dal fascino magnetico.
Christian la accoglie, riconoscendo in lei tratti familiari, mentre fuori infuria un temporale che lascia la casa al buio. Nina non è lì per caso: è stata inviata dalla madre Nadiya, rimasta nella Kyiv in guerra, per recuperare una misteriosa “busta maledetta” nascosta in quella casa. Tra segreti, vecchie foto e conti irrisolti, i due si ritrovano a fronteggiarsi in un confronto che cambierà per sempre le loro vite. Il film La bambina di Chernobyl uscirà nelle sale italiane dal 26 marzo 2026, distribuito da White Lion Media.
La trasformazione digitale diventa alla portata di tutti i cittadini grazie all’iniziativa "Vivere connessi: comunicare, lavorare e accedere ai servizi digitali". Il Comune di San Severino Marche ospiterà un ciclo di tre corsi formativi gratuiti in presenza pensati per fornire strumenti pratici e competenze necessarie a muoversi con sicurezza nel mondo online.
Tutti gli appuntamenti si terranno presso la sala ex giudice di pace a Palazzo Governatori, in via Cesare Battisti 2, nel pomeriggio dalle ore 14:30 alle 17.
Il primo incontro si terrà martedì 24 marzo sul tema "Comunicare nel quotidiano". Sarà un incontro dedicato all'utilizzo di smartphone, email, video chiamate e social network per restare in contatto con gli altri in modo semplice e sicuro.
Il ciclo di incontri proseguirà martedì 31 marzo con "Identità digitale e servizi online" e un focus su strumenti fondamentali come SPID e CIE (Carta d'Identità Elettronica), con approfondimenti su privacy, smart working e accesso ai servizi pubblici, per poi concludersi martedì 7 aprile con "Cittadinanza digitale attiva", una sessione dedicata alla Pubblica Amministrazione online, all'utilizzo consapevole dei portali pubblici e al lavoro digitale.
L'iniziativa è parte integrante del percorso formativo "Regione Marche: Bussola Digitale forma con DigComp", organizzato da Bussola Digitale Regione Marche. Il progetto è sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale e finanziato dall'Unione Europea tramite il programma NextGenerationEU. L'obiettivo è facilitare l'accesso dei cittadini alle tecnologie, riducendo il divario digitale attraverso punti di facilitazione distribuiti sul territorio.
La partecipazione ai corsi è gratuita, ma è necessaria la prenotazione. I cittadini interessati possono visitare il sito ufficiale www.bussoladigitale.regione.marche.it oppure chiamare il numero 071.8064711 o, in alternativa, recarsi di persona presso un Punto di Facilitazione Digitale.
Negli ultimi anni sempre più coppie intraprendono un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), un cammino che porta con sé aspettative, speranze e talvolta momenti di difficoltà. In questo contesto è naturale chiedersi se l’alimentazione possa avere un ruolo concreto. Le evidenze scientifiche più recenti indicano che ciò che mangiamo può influenzare la fertilità e sostenere il percorso di PMA, pur senza rappresentare una soluzione unica o garantita.
Fertilità e stile di vita sono strettamente collegati: oltre a fattori come età e condizioni cliniche, anche metabolismo, infiammazione ed equilibrio ormonale incidono sulla qualità degli ovociti, degli spermatozoi e sull’ambiente uterino. L’alimentazione può modulare questi aspetti, contribuendo a creare un contesto più favorevole al concepimento.
Tra i modelli più studiati, la dieta mediterranea si conferma quella con le evidenze più solide. Ricca di verdure, frutta, legumi, cereali integrali, pesce e olio extravergine d’oliva, è associata a una riduzione dell’infiammazione, a un miglior controllo della glicemia e a una maggiore protezione dallo stress ossidativo. Al contrario, un’alimentazione ricca di prodotti ultraprocessati, zuccheri e grassi di scarsa qualità può avere effetti meno favorevoli, contribuendo a creare un ambiente metabolico meno adatto alla funzione riproduttiva.
Anche il peso corporeo gioca un ruolo cruciale: sia il sottopeso che il sovrappeso possono interferire con l’ovulazione e l’equilibrio ormonale. In alcune condizioni, come l’insulino-resistenza, un’alimentazione mirata può migliorare la risposta dell’organismo e sostenere il percorso terapeutico.
Accanto alla dieta, alcuni micronutrienti come acido folico, vitamina D, omega-3 e antiossidanti sono importanti per la salute riproduttiva, ma vanno considerati come supporto e non come sostituti di un’alimentazione equilibrata.
Nonostante il crescente numero di studi, è essenziale mantenere uno sguardo realistico. L’alimentazione può sostenere il percorso di PMA, ma non determinarne da sola l’esito. Attribuire alla dieta un potere assoluto rischia di generare aspettative irrealistiche e, nei momenti più difficili, sensi di colpa non giustificati. La fertilità è un fenomeno complesso, influenzato da molteplici fattori che interagiscono tra loro in modo spesso non completamente prevedibile.
Proprio per questo, il ruolo della nutrizione dovrebbe essere interpretato come parte di una cura più ampia della persona. Mangiare in modo equilibrato può diventare un gesto concreto di attenzione verso sé stessi, un modo per sentirsi attivi e partecipi nel proprio percorso, senza cadere nella rigidità o nella ricerca della perfezione. In un momento della vita in cui il controllo sembra spesso sfuggire, ritrovare piccoli spazi di consapevolezza può avere un valore non solo fisico, ma anche emotivo.
TOLENTINO - Il Cosmari ha pubblicato sul proprio sito istituzionale un avviso di selezione finalizzato alla formazione di una graduatoria per l’assunzione di un responsabile area manutenzione impianti con contratto a tempo indeterminato (livello A2 – CCNL Igiene Ambientale Utilitalia).
La figura sarà inserita alle dirette dipendenze della direzione e avrà il compito di programmare e coordinare le attività di manutenzione preventiva, ordinaria e straordinaria degli impianti, supervisionando risorse interne e ditte esterne. L’obiettivo sarà garantire efficienza, continuità operativa e sicurezza.
L’attività riguarda le manutenzioni elettriche ed elettroniche degli impianti, quelle meccaniche e civili/edili, nonché la gestione dei sottoservizi e degli accessori necessari al funzionamento degli impianti e delle sedi, inclusi impianti termosanitari, fotovoltaici, di sollevamento e di distribuzione carburanti.
Tra i requisiti richiesti, oltre a quelli generali e preferenziali, figurano un diploma quinquennale di scuola superiore o laurea tecnica in ingegneria (meccanica, elettrica, elettronica, industriale o elettrotecnica), esperienza di almeno due anni in manutenzione impianti di trattamento rifiuti o manutenzione industriale, competenze in meccanica, elettrica, elettronica, elettrotecnica o oleodinamica, padronanza di strumenti informatici e gestionali e patente B.
Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente online entro le ore 23:59 del 18 aprile 2026, tramite il form dedicato al seguente indirizzo: https://web.iolavoronelpubblico.it/cosmari_responsabileareamanutenzioneimpianti_2026/login
Il bando completo è disponibile sul sito ufficiale del Cosmari all’indirizzo:https://www.cosmarimc.it/concorsi-cms/avviso-selezione-per-titoli-ed-esami-formazione-graduatoria-per-assunzione-di-n-1-responsabile-a-tempo-indeterminato-area-manutenzione-impianti/
Nel contesto economico attuale, caratterizzato da mercati sempre più competitivi e da una crescente digitalizzazione, le aziende si trovano ad affrontare sfide complesse legate all’efficienza operativa, alla riduzione dei costi e alla sostenibilità.
Per imprenditori, fleet manager e autisti professionisti, adottare un approccio strategico e integrato alla gestione delle risorse è diventato fondamentale per restare competitivi.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la capacità di ottimizzare i processi aziendali: questo significa non solo ridurre gli sprechi, ma anche migliorare la produttività attraverso strumenti e tecnologie innovative. In questo senso, il concetto di “one-stop shop” sta guadagnando sempre più terreno: affidarsi a un unico fornitore per diversi servizi consente di semplificare la gestione, migliorare il controllo e ottenere una visione più chiara delle operazioni aziendali.
Tra le soluzioni oggi disponibili, sempre più aziende scelgono di integrare servizi come carte carburante, leasing dei veicoli, sistemi di ricarica per veicoli elettrici e telecomunicazioni. In questo contesto, piattaforme come https://www.radius.com/it-it/ offrono un esempio concreto di come sia possibile centralizzare diverse esigenze operative in un unico ecosistema, contribuendo a mantenere l’azienda connessa e in movimento.
Digitalizzazione e controllo dei costi
Uno dei principali obiettivi per le imprese moderne è il controllo dei costi: la digitalizzazione gioca un ruolo chiave in questo processo: strumenti di analisi dei dati permettono di monitorare in tempo reale le spese, identificare inefficienze e prendere decisioni più informate.
Ad esempio, l’utilizzo di carte carburante consente di tenere sotto controllo i consumi, prevenire frodi e semplificare la gestione amministrativa. Allo stesso tempo, il leasing dei veicoli rappresenta una soluzione flessibile per aggiornare la flotta senza dover affrontare investimenti iniziali elevati.
Il ruolo della telematica nella gestione delle imprese
Un elemento sempre più centrale nella gestione moderna delle imprese è la telematica: questa tecnologia consente di raccogliere e analizzare dati relativi ai veicoli, come posizione, velocità, consumi e comportamenti di guida.
Grazie alla telematica, i fleet manager possono migliorare l’efficienza operativa, pianificare percorsi più ottimali e aumentare la sicurezza dei conducenti. Inoltre, l’analisi dei dati permette di individuare eventuali anomalie e intervenire tempestivamente per ridurre i costi di manutenzione.
Per gli autisti, questo si traduce in un’esperienza di guida più sicura e in una maggiore consapevolezza delle proprie performance. Per le aziende, invece, significa avere un controllo più preciso delle operazioni quotidiane.
Sostenibilità e transizione energetica
Un altro tema cruciale per le imprese nel 2026 è la sostenibilità: la transizione verso veicoli elettrici e soluzioni a basso impatto ambientale non è più solo una scelta etica, ma una vera e propria necessità strategica.
Le aziende che investono in infrastrutture di ricarica e in flotte elettriche possono beneficiare di incentivi, ridurre i costi operativi nel lungo periodo e migliorare la propria reputazione. Inoltre, l’integrazione di queste soluzioni con sistemi di gestione avanzati consente di ottimizzare ulteriormente le prestazioni.
Connettività e comunicazione aziendale
Infine, la connettività rappresenta un pilastro fondamentale per il funzionamento efficiente delle aziende moderne. Soluzioni di telecomunicazione avanzate permettono di mantenere una comunicazione costante tra i diversi reparti, migliorando la collaborazione e riducendo i tempi di risposta.
In un mondo sempre più interconnesso, la capacità di gestire in modo efficace le comunicazioni aziendali può fare la differenza tra un’azienda che cresce e una che fatica a stare al passo.
In sintesi, la gestione aziendale nel 2026 richiede un approccio integrato che combini tecnologia, sostenibilità e ottimizzazione dei processi. L’adozione di soluzioni innovative, come quelle offerte dai servizi integrati per le imprese, consente di affrontare le sfide del mercato con maggiore sicurezza ed efficienza.
Per imprenditori, fleet manager e autisti, investire in strumenti avanzati non è più un’opzione, ma una necessità per garantire la competitività e il successo nel lungo periodo.
Uno dei simboli storici e viari della città di Tolentino si appresta a fermarsi per consentire un importante intervento di ripristino. L'amministrazione comunale ha comunicato la necessità di realizzare alcuni lavori urgenti di manutenzione sulla superficie in pietra del Ponte del Diavolo, un'operazione utile a garantire la sicurezza e il decoro della pavimentazione stradale. Per permettere lo svolgimento delle attività in totale sicurezza, il comando di Polizia Locale ha emesso un'apposita ordinanza che regola la circolazione nella zona interessata dal cantiere.
Il provvedimento dispone la sospensione temporanea della circolazione veicolare e pedonale in via del Ponte, includendo l'intera struttura del Ponte del Diavolo. Le restrizioni saranno operative dalle ore 9:00 di lunedì 23 marzo e si protrarranno fino alle ore 19:00 di sabato 28 marzo, o comunque fino al completamento definitivo degli interventi. Durante questo periodo, il transito sarà totalmente interdetto sia ai mezzi a motore che ai passanti, rendendo necessario l'utilizzo di percorsi alternativi per il collegamento tra le due sponde del fiume Chienti.
L'intervento è stato pianificato con urgenza per intervenire sulle criticità rilevate sulla superficie viaria in pietra, soggetta all'usura del tempo e del traffico. L'amministrazione raccomanda la massima attenzione alla segnaletica temporanea che verrà installata in prossimità dell'area e invita i cittadini a programmare i propri spostamenti tenendo conto della chiusura totale del tratto, che rimarrà in vigore per l'intera durata della prossima settimana lavorativa.
Con l’arrivo della primavera, cambia il ritmo e il modo stesso di trascorrere le giornate: si passa infatti più tempo all’aria aperta.
Spesso, però, si riattivano anche alcuni piccoli disturbi legati alla circolazione, come gambe pesanti, gonfiore e affaticamento: è facile che tornino a farsi sentire con la fine dei mesi più sedentari dell’inverno.
Le calze a compressione graduata, favorendo il ritorno venoso, rappresentano una soluzione concreta a queste problematiche, risultando non invasive, comode e, negli ultimi modelli, persino trendy. Vediamo perché.
Come funzionano le calze a compressione graduata?
Le calze a compressione graduata sono dispositivi progettati per esercitare una pressione decrescente lungo la gamba: più intensa alla caviglia e via via più leggera salendo verso il polpaccio e la coscia.
Questo meccanismo favorisce il ritorno venoso e aiuta a contrastare ristagni di liquidi, gonfiore, crampi e senso di pesantezza.
Come orientarsi nella scelta?
Essendo molteplici le proposte e i modelli per le calze a compressione graduata oggi disponibili, orientarsi nella scelta può non essere semplice. La valutazione va fatta alla luce di diversi fattori: stile di vita, eventuali problematiche circolatorie e livello di compressione necessario.
Le principali tipologie
In linea generale, i modelli di calze a compressione graduata vengono catalogati secondo tre categorie principali:
- Calze a compressione leggera (8-15 mmHg): ideali per chi avverte stanchezza alle gambe o trascorre molte ore in piedi o seduto.
- Calze a compressione media (15-21 mmHg): adatte a chi soffre di gonfiore frequente o alla comparsa dei primi segni di insufficienza venosa.
- Calze a compressione più elevata (oltre 21 mmHg): da valutare con uno specialista, soprattutto in presenza di varici evidenti
I modelli migliori per la primavera
Con il protrarsi di temperature più miti, i modelli più adatti alla stagione primaverile risultano quelli caratterizzati da materiali traspiranti e design discreti, facilmente abbinabili all’abbigliamento quotidiano.
Ecco una panoramica delle soluzioni più apprezzate:
- Calze velate e leggere: ideali per un uso quotidiano, in contesti formali e informali.
- Gambaletti: pratici e meno impegnativi, coprono una parte specifica della gamba.
- Collant compressivi: da preferire quando il supporto deve coinvolgere tutta la gamba.
- Modelli sportivi: sono progettati per accompagnare l’attività fisica, migliorando stabilità e performance
L’innovazione dei tessuti ha reso questi prodotti sempre meno “medicali” nell’aspetto e più simili a normali capi di abbigliamento: un dettaglio non secondario poiché invoglia a indossare le calze con maggiore continuità.
I benefici concreti delle calze a compressione graduata (anche in primavera)
L’utilizzo regolare delle calze a compressione graduata produce effetti tangibili già nel breve periodo, da considerare in tutte le stagioni.
Oltre a una riduzione del gonfiore, si assiste a un miglioramento della circolazione venosa, una diminuzione della sensazione di pesantezza e a un migliore supporto alla funzione muscolare.
Le calze a compressione graduata si rivelano efficaci anche durante attività come lo yoga o il fitness, contribuendo a una migliore percezione del corpo e a una maggiore stabilità nei movimenti.
Per ottenere risultati più stabili e duraturi occorre indossarle con costanza, e quale momento migliore della primavera, quando il corpo si riattiva e non aspetta altro che rifiorire?
Una giornata all’insegna della storia, dell’identità e dello scambio internazionale. Lo scorso 6 marzo, il comune di Loro Piceno ha aperto le proprie porte a una delegazione di eccellenza: gli Allievi Ufficiali Piloti di Complemento italiani, accompagnati da studenti stranieri del Centro di Formazione Aviation English dell’Aeronautica Militare.
L’incontro, svoltosi nella cornice istituzionale della Sala Consiliare, ha rappresentato un momento di profonda condivisione tra il territorio e i futuri professionisti del volo, unendo la formazione militare alla scoperta del patrimonio culturale locale.
Ad accogliere la delegazione è stato il sindaco Robertino Paoloni, che nel suo saluto istituzionale non ha nascosto l’emozione per un incontro che tocca corde personali. "È stato un onore ricevere gli allievi nel nostro paese - ha dichiarato il primo cittadino -. Io stesso ho svolto il servizio militare presso la caserma di Loreto, dove mi sono congedato con il grado di primo aviere. Senza dubbio un’esperienza che porto ancora oggi nel cuore e che rende questo momento per me ancora più significativo".
Le parole del sindaco hanno sottolineato il valore del servizio e dell'appartenenza, creando un ponte ideale tra la sua esperienza passata e il percorso intrapreso dai giovani allievi.
Dopo il momento formale in Comune, la delegazione si è spostata presso il Museo delle Due Guerre, fiore all'occhiello dell'offerta culturale lorespicena. La visita è stata guidata da Luca Cimarosa, curatore della struttura e figura chiave nella valorizzazione della storia locale, che con la consueta passione ha illustrato i reperti e i racconti custoditi nel museo.
L’iniziativa si è rivelata un’importante occasione di scambio internazionale, permettendo agli allievi stranieri di conoscere da vicino un frammento significativo della memoria storica italiana e marchigiana. Un'esperienza che, oltre al valore formativo, contribuisce a consolidare il ruolo di Loro Piceno come centro capace di attrarre l'interesse di prestigiose istituzioni nazionali.
La giornata di sabato 21 marzo sarà caratterizzata da importanti cambiamenti alla circolazione stradale nel territorio comunale di Macerata, dovuti sia allo svolgimento di una storica competizione ciclistica sia a interventi tecnici necessari nel quartiere di via Urbino. La polizia locale ha emesso due specifiche ordinanze per garantire la sicurezza degli atleti e il corretto svolgimento dei lavori.
Il pomeriggio di sabato vedrà protagonista il grande ciclismo con il "56° Trofeo San Giuseppe", la cui partenza è fissata alle ore 14:00 da piazzale Ciccolini, presso la stazione ferroviaria di Sforzacosta, con arrivo previsto intorno alle 17:30 nei pressi della chiesa parrocchiale della frazione. Per permettere il transito della corsa, l'ordinanza dispone la sospensione temporanea della circolazione stradale lungo l’intero percorso che interesserà borgo Sforzacosta, via Picena, via Liviabella, la SP34 Corridoniana e la SR485 strada Carrareccia nel centro urbano di Piediripa.
Particolare attenzione va prestata ai divieti di sosta con rimozione forzata che saranno in vigore dalle 11:30 alle 18:00. Le zone coinvolte sono piazzale Ciccolini, l’intera via Liviabella e borgo Sforzacosta nel tratto tra via Natali e via Liviabella, oltre a entrambi i lati della SR485 per tutto il tratto del centro abitato di Piediripa. Durante la gara è vietato il transito a qualsiasi veicolo non al seguito della competizione in entrambi i sensi di marcia; i mezzi provenienti dalle strade intersecanti dovranno obbligatoriamente arrestarsi rispettando le segnalazioni del personale di vigilanza, mentre ai pedoni è fatto divieto di attraversare la sede stradale al passaggio dei corridori.
Sempre nella giornata di sabato 21 marzo, ma a partire dalle prime ore del mattino, la viabilità subirà variazioni anche in via Urbino. Il provvedimento è necessario per consentire lo smontaggio in sicurezza di una gru nel tratto di strada sottostante la linea ferroviaria. Dalle ore 8:00 alle 20:00 scatterà il divieto di transito nel tratto prospiciente la ferrovia, fatta eccezione per i mezzi addetti ai lavori.
Per gestire il flusso veicolare, sono previste diverse direzioni obbligatorie. I veicoli provenienti da via Marche, lato viale Don Bosco, avranno l'obbligo di svolta a destra, mentre chi proviene dal lato di via Ancona dovrà svoltare a sinistra, salvo i residenti. Infine, per chi circola in via Urbino con provenienza dalla rotatoria di via Mattei, è istituito l'obbligo di svolta a destra, con l'eccezione concessa ai soli residenti fino al civico 45.
Nuove modifiche temporanee alla viabilità nel centro storico di San Severino Marche. Per consentire l'esecuzione di alcuni interventi edili legati alla ricostruzione post-sisma su un edificio situato al civico 46, l'Area Vigilanza del Comune ha emesso un'ordinanza che dispone limitazioni al traffico e alla sosta in via Salimbeni.
Il provvedimento sarà in vigore nelle giornate di giovedì 19 e venerdì 20 marzo. Per ridurre al minimo i disagi alla cittadinanza e alle attività commerciali, la viabilità sarà interrotta esclusivamente in due momenti della giornata: la mattina dalle ore 8:30 alle ore 12:30 e il pomeriggio dalle ore 14:00 alle ore 17:00. In questi orari scatterà il divieto di transito veicolare e di sosta non solo in via Salimbeni, ma anche nelle aree adiacenti di largo Sant’Andrea e largo Margarucci.
Per garantire il flusso del traffico intorno al cantiere, i carabinieri e la polizia locale monitoreranno il rispetto delle direzioni obbligatorie istituite dall'ordinanza. Chi proviene da via Massarelli avrà l'obbligo di svolta a destra verso via Nazario Sauro, mentre per i veicoli che transitano in via Collio e viale Bigioli è prevista la svolta obbligatoria a sinistra verso via Garibaldi. Come previsto per ogni modifica alla circolazione, rimangono esclusi dai divieti i mezzi di soccorso in situazione di emergenza. La viabilità tornerà alla normale configurazione al termine delle lavorazioni pomeridiane di venerdì.