Coltivare ortaggi nutrienti in suoli simili a quelli lunari è possibile e, in alcuni casi, può persino migliorarne il profilo antiossidante. È quanto emerge dallo studio internazionale "Growing Food for the Moon: How Lunar Soil Changes Plant Quality and Biological Effects", frutto di una collaborazione multidisciplinare che ha visto protagonista l’Università di Camerino.
La ricerca è stata condotta dalla dottoressa Fatemeh Mansouri, dottoranda dell’Unità di Biologia Molecolare e Nutrigenomica della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute Unicam, sotto la supervisione della professoressa Rosita Gabbianelli, in collaborazione con due Dipartimenti della University of Trás-os-Montes and Alto Douro (UTAD) in Portogallo, guidati dalle professoresse Isabel Gaivão e Ana Barros; con il gruppo di ricerca coordinato dal professor Sauro Vittori della Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute di Unicam e con la dott. ing. Giorgia Pontetti della Ferrari Farm (Italia).
Il progetto integra fisiologia vegetale, chimica analitica, agronomia orientata allo spazio e test biologici in vivo per valutare la fattibilità della coltivazione di piante edibili in suoli lunari simulati e comprenderne gli effetti sulla qualità nutrizionale e sulle risposte biologiche.
In vista di future missioni spaziali orientate a una presenza umana stabile sulla Luna e su Marte, lo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili e autonomi rappresenta una sfida cruciale: trasportare cibo dalla Terra è infatti costoso e impraticabile nel lungo periodo. Le piante sono elementi chiave dei sistemi bioregenerativi di supporto alla vita, poiché forniscono alimenti freschi e contribuiscono alla produzione di ossigeno e al riciclo delle risorse.
“Lo studio – ha sottolineato la dott.ssa Mansouri – ha preso in esame la Brassica rapa var. cymosa, nota come “cima di rapa”, ortaggio ricco di composti bioattivi e caratterizzato da un ciclo di crescita rapido, ideale per ambienti controllati. Le piante sono state coltivate in tre condizioni: sistema idroponico standard, simulante di regolite lunare “highland” e simulante “maria”, materiali terrestri che riproducono le proprietà chimiche e fisiche del suolo lunare reale. La coltivazione è avvenuta nella piattaforma agricola orientata allo spazio SOLE (Space Orbital Life Enhancement), sviluppata in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana".
Le analisi biochimiche hanno evidenziato che le piante cresciute nei simulanti lunari - in particolare nel simulante “maria” - presentano un profilo antiossidante potenziato e livelli più elevati di polifenoli, clorofille e carotenoidi rispetto alle piante coltivate in idroponica. Tra i composti individuati figurano acidi fenolici come neoclorogenico, clorogenico e ferulico, associati a migliori performance locomotorie nel modello biologico utilizzato.
Elemento innovativo dello studio è stata la valutazione in vivo mediante Drosophila melanogaster, effettuata in collaborazione con il partner portoghese, per analizzare non solo la composizione delle piante ma anche i loro effetti su integrità del DNA, comportamento, riproduzione e longevità. Pur osservando un lieve danno al DNA nelle fasi larvali precoci, non sono emerse conseguenze negative nell’età adulta: riproduzione, comportamento e durata della vita sono rimasti nella norma e, in alcuni casi, le drosofile alimentate con piante cresciute nel simulante “maria” hanno mostrato performance locomotorie migliori.
Nel complesso, i risultati indicano che i suoli lunari simulati possono supportare la crescita di colture nutrienti e biologicamente compatibili con la salute dell’organismo modello. La ricerca offre indicazioni preziose per la progettazione di sistemi agricoli sicuri e sostenibili per future missioni spaziali e può avere ricadute anche sull’agricoltura terrestre, in particolare in ambienti estremi o degradati, contribuendo a migliorare resilienza e qualità nutrizionale delle colture.
"Lo studio – ha dichiarato la prof.ssa Gabbianelli – ha già suscitato interesse internazionale, in particolare da parte del Plant Analysis Working Group di NASA GeneLab. Il team è attualmente coinvolto nella progettazione di nuove collaborazioni e bandi internazionali per approfondire gli effetti delle condizioni di crescita spaziali su metabolismo vegetale e sicurezza funzionale, con l’obiettivo di porre le basi per una presenza umana sostenibile oltre la Terra".
È stata presentata ufficialmente presso il Rettorato dell'Università di Camerino la seconda edizione di "Purple 2.0", l’iniziativa finanziata dalla regione Marche che mira a sostenere le donne nel delicato percorso di ripresa dopo aver affrontato una patologia oncologica. Il progetto si rivolge specificamente a chi ha lottato contro tumori al seno, al colon-retto, al polmone o all'utero, offrendo un sistema integrato di supporto che mette al centro la dignità della persona e la sua piena partecipazione alla vita attiva.
La forza della proposta risiede in un partenariato d'eccellenza guidato da Unicam come capofila, che vede la collaborazione attiva dell'Associazione Le OrchiDee, di COOSS Marche Onlus e dell'Ast Macerata, creando un ponte concreto tra il mondo accademico, quello sanitario e il terzo settore.
Durante la conferenza stampa, il rettore Graziano Leoni ha sottolineato come questa nuova edizione consolidi un modello di intervento già sperimentato con successo, capace di rispondere ai bisogni complessi che emergono dopo la fase acuta della malattia. L’obiettivo dichiarato è quello di restituire autonomia e fiducia attraverso strumenti e competenze che permettano una vera ripartenza professionale e sociale.
All'incontro hanno preso parte figure chiave del progetto e delle istituzioni coinvolte, tra cui la coordinatrice Barbara Re, la delegata alla parità di genere Maria Paola Mantovani, oltre ai vertici dell'Ast Macerata, della Lilt e della regione Marche, tutti concordi nel definire "Purple 2.0" un modello di presa in carico multidisciplinare unico nel suo genere.
Le attività previste dal programma offrono un percorso strutturato che include consulenza orientativa, sviluppo delle competenze e azioni di politica attiva del lavoro. Una delle opportunità più significative è rappresentata dalla possibilità di accedere a una borsa lavoro della durata di 7 mesi da svolgersi direttamente in azienda, un passaggio fondamentale per rientrare nel circuito produttivo con tutele e supporto costante.
Il bando è riservato a donne tra i 18 e i 65 anni, residenti o domiciliate nelle Marche, che abbiano una pregressa patologia tumorale e si trovino attualmente in condizione di disoccupazione.
L'Università di Camerino, attraverso questa iniziativa, conferma la propria visione di ateneo aperto al territorio e attento alle fragilità, promuovendo una cultura dell'inclusione che trasforma la vulnerabilità in una nuova occasione di crescita. Le interessate hanno tempo fino al prossimo 4 maggio per presentare la propria candidatura. Tutte le informazioni dettagliate e la modulistica necessaria sono consultabili sul portale ufficiale del progetto all'indirizzo https://purple.unicam.it/.
SAN SEVERINO MARCHE – Una mattinata carica di emozione e significato quella vissuta all’Istituto Tecnico Tecnologico Statale “Eustachio Divini”, dove la comunità scolastica si è riunita per onorare la memoria dell’ingegner Riccardo Donati, storico docente di fisica, con l’intitolazione del nuovo laboratorio di specializzazione.
Scomparso nel 2018 all’età di 64 anni, il professor Donati ha lasciato un segno profondo non solo all’interno dell’istituto, ma in tutto il territorio maceratese. Alla cerimonia hanno preso parte i familiari, numerosi ex colleghi e tanti studenti, a testimonianza di un legame rimasto intatto nel tempo.
Oltre al suo valore scientifico, Donati è stato ricordato per il suo straordinario profilo umano e civile. Originario di Caldarola, dove è stato anche consigliere comunale e presidente dell’Unione Sportiva locale, è stato un punto di riferimento nel mondo del volontariato e del sociale, distinguendosi per disponibilità e impegno verso la comunità.
Alla cerimonia sono intervenuti il dirigente scolastico dell’Itis “Divini”, Sandro Luciani, il sindaco di San Severino Marche, Rosa Piermattei, il sindaco di Caldarola, Giuseppe Fabbroni, e padre Luciano Genga, parroco di San Lorenzo in Doliolo e guardiano del santuario di San Pacifico, che ha officiato un momento di benedizione.
Il nuovo laboratorio di fisica, all’interno della sede recentemente ricostruita e inaugurata come polo d’eccellenza tecnologica post-sisma, rappresenta oggi il luogo ideale per custodire e trasmettere l’eredità del docente. Non solo uno spazio all’avanguardia, ma un’aula viva, dove il rigore scientifico si unisce ai valori umani che hanno contraddistinto Donati.
“Donati non era solo un professore preparato, ma un uomo capace di guidare con l’esempio – ha ricordato il dirigente Luciani –. Dedicargli questo laboratorio significa fare in modo che la sua passione per la fisica e il suo amore per i giovani continuino a ispirare le future generazioni”.
La mattinata si è conclusa con lo svelamento della targa commemorativa, in un clima di grande partecipazione, simbolo dell’affetto di una comunità che non dimentica i propri maestri.
Il prestigioso Liceo scientifico “G. Leopardi” di Recanati si conferma un’eccellenza negli studi classici a livello nazionale. Nella splendida cornice del Palazzo Ducale di Pesaro, si è svolta venerdì 27 marzo la cerimonia di premiazione della quarta edizione del Certamen Latinum "L’idolino", una competizione che ha visto sfidarsi oltre 170 studenti provenienti da scuole di tutta Italia.
A tenere alto il nome dell'istituto recanatese è stata l'alunna Mara Egidi, della classe 4C, che ha conquistato un prestigioso terzo posto nella categoria dedicata ai licei scientifici. La studentessa si è distinta per l'accuratezza e la sensibilità della sua traduzione di un complesso brano di Sallustio, tratto dal Bellum Iugurthinum.
La cerimonia è stata arricchita da una coinvolgente lectio magistralis tenuta dalla professoressa Prenner dal titolo “Guerra, concordia, pace. L’etica del potere nel mondo romano”, che ha preceduto la proclamazione dei tre finalisti per le categorie Classico e Scientifico.
L’intero Liceo di Recanati ha espresso i più vivi complimenti a Mara Egidi per questo importante traguardo, che premia l'impegno costante e la passione degli studenti leopardiani nello studio della lingua e della cultura latina.
PlayMarche, realtà culturale e creativa di Macerata attiva nel campo delle esperienze immersive e del videomapping, rafforza la propria presenza internazionale partecipando a due importanti festival di light art contemporanea: il Portland Winter Light Festival negli Stati Uniti e il Klaipėda Light Festival in Lituania.
A Portland, nello stato dell’Oregon, PlayMarche presenta Luminous Currents, un progetto di videomapping ideato da Davide Sinapsi e curato da Michele Spagnuolo, proiettato sull’edificio degli Electric Blocks. L’installazione trae ispirazione dai movimenti degli organismi unicellulari, trasformando processi naturali invisibili in flussi visivi immersivi. L’architettura diventa così un organismo luminoso in continua evoluzione, unendo percezione sensoriale e riflessione scientifica.
Parallelamente, a Klaipėda, PlayMarche porta Once We Were Trees, un audio-videomapping che reinterpreta il mito lituano di Eglė, la Regina dei Serpenti. L’opera, dal punto di vista della figlia Drebulė, interrompe il ciclo della violenza della storia originale grazie alle sutartinės, antichi canti polifonici femminili, creando una narrazione simbolica e immersiva.
I progetti combinano pratiche sostenibili e linguaggi digitali: le immagini sono realizzate con la cianotipia, tecnica che utilizza luce solare, pigmenti naturali ed elementi vegetali, e poi rielaborate digitalmente in animazioni 2D. Il sound design, affidato a Theodore Vibert e Diego Ayala Raffalli, completa l’esperienza immersiva nello spazio urbano. L’animazione è stata realizzata da Sarah Le Gigan e Pauline Katz, con curatela di Michele Spagnuolo.
Le due installazioni rappresentano approcci distinti ma complementari alla media art: una ricerca scientifica e astratta, l’altra narrativa e culturale, entrambe capaci di ridefinire il rapporto tra architettura, contenuto e spettatore.
Con queste partecipazioni, PlayMarche conferma il ruolo delle realtà italiane nei circuiti internazionali della media art, promuovendo innovazione tecnologica, ricerca artistica e dialogo culturale tra territori.
Notizie che non si dovrebbero leggere, gesti che sconvolgono e immagini che feriscono la società. È la triste immagine della scuola italiana con i casi di violenza in forte aumento. Quanto accaduto ieri a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, non è soltanto un fatto di cronaca: è il segno doloroso di una frattura sempre più evidente, di un disagio che cresce e che si trasforma in violenza proprio nei luoghi che dovrebbero educare al rispetto, al dialogo e alla convivenza civile.
"Stiamo assistendo ad una scuola sempre più ferita e ad un degrado sociologico. È preoccupante l’aumento di casi di violenza e aggressioni, non denunciate, nelle scuole anche nella nostra Regione. Tra tutte, quella verbale da parte di studenti, anche minorenni, nei confronti degli insegnanti. La figura del professore non è più riconosciuta come tale, nella sua autorevolezza", commenta Ugo Barbi, Segretario Provinciale dello SNALS di Macerata.
"Lo stesso Sindacato ha ricevuto nell’ultimo periodo numerose segnalazioni da parte del corpo docente che vede costretto a “difendersi” non solo dai ragazzi ma anche dalle loro famiglie. Siamo arrivati addirittura, in casi estremi, alle richieste di licenziamento per una situazione talvolta insostenibile", aggiunge Barbi.
La fotografia dipinta non auspica un futuro roseo. A seguito infatti degli ultimi decreti emanati (dalla Riforma degli Istituti Tecnici al Decreto 4+2), si riscontra anche una forte riduzione del personale scolastico e delle ore di insegnamento con un numero di studenti che invece rimane invariato.
"Siamo di fronte ad un depauperamento dell’attività educativa: per affrontare il problema delle aggressioni non è necessario inserire metal detector o figure di poliziotti. Si rischia al contrario di trasformare la scuola pubblica in un riformatorio lasciando quella privata ad un’élite. La nostra proposta è rivedere il numero di alunni e aumentare il personale scolastico così da visionare ogni spazio e far sì che il ragazzo abbia ancora l’idea che la scuola sia davvero un presidio di educazione", conclude Barbi.
Nell’ambito della Delega alle politiche per la pace e il confronto democratico, l’Università di Camerino promuove il ciclo di seminari “Dialoghi per la pace e la democrazia”.
Il ciclo, coordinato dal professor Francescomaria Tedesco, docente di Filosofia politica presso la Scuola di Giurisprudenza e delegato del rettore per le politiche della pace e del confronto democratico, nasce con l’obiettivo di mettere a confronto prospettive teoriche e culturali differenti, offrendo alla comunità accademica e a un pubblico più ampio strumenti di approfondimento sui temi più rilevanti della vita collettiva contemporanea. L’iniziativa intende coniugare rigore scientifico e passione civile, favorendo un dialogo aperto e plurale su questioni di grande attualità.Il programma prevede quattro appuntamenti in modalità telematica, tutti alle ore 18, che vedranno la partecipazione di studiosi e studiose di rilievo internazionale.Si inizierà domani venerdì 27 marzo con Donatella Della Porta della Scuola Normale Superiore, che affronterà il tema delle mobilitazioni per la pace e delle dinamiche legate al dibattito pubblico contemporaneo.
Il 13 aprile sarà la volta di Federico Faloppa della University of Reading, con una riflessione sui linguaggi e le narrazioni legate ai conflitti.Il 7 maggio interverranno Nadia Urbinati della Columbia University e Pier Paolo Portinaro dell’Università di Torino, con un dialogo dedicato al ruolo dell’Europa tra sovranità e dimensione imperiale.
Il ciclo si concluderà il 4 giugno con Valentine Lomellini dell’Università di Padova, che proporrà un’analisi storica sulle narrazioni del terrorismo internazionale e sul tema della memoria condivisa.Con questa iniziativa, l’Università di Camerino conferma il proprio impegno nel promuovere spazi di confronto e riflessione critica sui grandi temi del presente, contribuendo alla formazione di una comunità accademica consapevole e attivamente coinvolta nei processi democratici.Il programma dettagliato e tutte le informazioni per seguire gli incontri sono disponibili nel sito www.unicam.it
Una lezione di letteratura e lingue straniere decisamente fuori dagli schemi quella andata in scena lo scorso 18 marzo presso l’aula magna dell'Ite Gentili di Macerata. Il progetto "Teatro in tedesco" ha trasformato l’istituto nel cuore di un percorso condiviso che ha coinvolto i licei linguistici "Leopardi" di Recanati e Macerata (inclusa la sede di Cingoli), in un dialogo interscolastico nel segno della cultura europea.
Protagonista della mattinata è stata la compagnia Uni-Bühne Germersheim con lo spettacolo "SPERA ... o spara", una commedia bilingue ispirata a tre Operette morali di Giacomo Leopardi. La rappresentazione ha saputo fondere la profondità della riflessione filosofica leopardiana con una leggerezza scenica che ha catturato l’attenzione degli studenti, chiamati a misurarsi con la comprensione della lingua tedesca in un contesto dinamico e professionale.
L'evento ha visto il coordinamento del professor Vito Punzi (docente UniMc e promotore dell’attività) e il saluto della vicepreside dell'istituto, la professoressa Cinzia Cecchini. Particolare rilievo ha assunto la presenza della professoressa Maria Paola Scialdone dell’Università di Macerata, a conferma del forte legame tra istruzione superiore e mondo accademico.
Un plauso speciale è andato alla dedizione della compagnia: dal regista Andreas Buenger alle studentesse-attrici, fino alla professionista Susanne Loreit, che ha scelto di calcare il palco nonostante un recente problema di salute che l'aveva costretta a un breve ricovero.
Oltre al valore artistico, l’iniziativa ha offerto uno sguardo sul futuro formativo dei ragazzi. Al termine della recita, è stata infatti illustrata l'offerta della FTSK di Germersheim (Università di Magonza), un polo d'eccellenza europeo per la traduzione e la mediazione linguistica. Attraverso il teatro, gli studenti del territorio hanno potuto così sperimentare come lo studio delle lingue possa diventare uno strumento espressivo potente, capace di abbattere le barriere culturali e aprire nuove prospettive di studio internazionale.
L’Università degli Studi di Camerino rinnova il proprio impegno nell’orientamento universitario con due giornate dedicate alla scoperta dell’offerta formativa, in programma il 26 e 27 marzo. Un doppio appuntamento pensato per accompagnare studentesse, studenti e famiglie nella scelta del percorso accademico, offrendo una panoramica completa sui corsi di studio, i servizi e le opportunità dell’Ateneo.
La prima giornata, prevista per il 26 marzo, si svolgerà interamente online e sarà dedicata principalmente ai corsi di laurea triennale e a ciclo unico. Durante l’evento verranno presentati i percorsi formativi delle diverse Scuole di Ateneo, tra cui Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie, oltre alla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”.
Sempre nella stessa giornata è in programma anche un incontro informativo rivolto ai genitori, con un focus sui principali servizi offerti dall’università: borse di studio, alloggi e soluzioni di studentato diffuso, impianti sportivi, programmi di mobilità internazionale, trasporti, supporto per disabilità e DSA, tutorato e benessere psicologico.
Il 27 marzo sarà invece una giornata mista, fruibile sia in presenza sia online, interamente dedicata ai corsi di laurea magistrale. In questa occasione, i partecipanti potranno approfondire i diversi percorsi di studio e confrontarsi direttamente con docenti, tutor e personale universitario, per ricevere informazioni utili e chiarire eventuali dubbi.
A sottolineare l’importanza dell’iniziativa è il rettore Graziano Leoni: “Gli Open Day rappresentano un momento fondamentale di incontro con le future studentesse e i futuri studenti, un’occasione per raccontare da vicino la nostra comunità universitaria e accompagnare i giovani in una scelta consapevole, che riguarda non solo il percorso di studi ma il proprio progetto di vita”.
Per partecipare è necessario registrarsi attraverso il sito dedicato all’orientamento, dove sono disponibili anche i programmi dettagliati delle due giornate.
La scuola secondaria di primo grado di Treia ha promosso un’importante giornata dedicata alla sicurezza, coinvolgendo le classi seconde in un evento formativo realizzato in collaborazione con A.GE.PRO. (Associazione Geometri Protezione Civile), INGV Regione Marche e il Comune di Treia.
Nel corso dell’iniziativa, tecnici ed esperti hanno guidato gli studenti e le studentesse in una serie di laboratori dedicati alla prevenzione e alla sicurezza in caso di calamità naturali, con particolare attenzione al rischio sismico. I tecnici di A.GE.PRO., Marzo Lausdei, Luca Ricci, Sergio Corradetti e Fabrizio Vagnoni, hanno illustrato ai ragazzi e alle ragazze i principali protocolli di sicurezza da adottare in caso di terremoto, spiegando comportamenti corretti e procedure di emergenza.
Il personale dell’INGV della Regione Marche — Chiara Ladina, Simone Marzorati e Daniele Manoni — ha invece approfondito le cause dei terremoti e mostrato agli studenti e studentesse, attraverso apposite apparecchiature, come vengono rilevate le onde sismiche e come queste vengano interpretate dagli scienziati.
Durante la mattinata è intervenuto anche, in collegamento online, il commissario straordinario per la ricostruzione, il senatore Guido Castelli. Nel suo intervento ha fornito aggiornamenti sul processo di ricostruzione post-sisma, rassicurando inoltre sull’avvio dei lavori per la realizzazione del nuovo polo scolastico di Treia.
All’incontro hanno portato i loro saluti istituzionali anche la presidente provinciale del Collegio dei Geometri, la geometra Paola Passeri, e l’assessora del Comune di Treia Camilla Palmieri.
«È stata una giornata di formazione molto importante per i nostri allievi, resa possibile grazie alla collaborazione con INGV e A.GE.PRO.», ha dichiarato la dirigente scolastica Silvia Mascia Paolo. «Il nostro bellissimo paese è fragile a causa della sua significativa sismicità: è fondamentale rendere consapevoli i giovani cittadini e fare in modo che imparino a custodirlo con attenzione e responsabilità».
Anche l’Università di Camerino ha aderito lo scorso venerdì 20 marzo all’iniziativa “Università Svelate” – Giornata Nazionale delle Università, promossa dalla Conferenza dei Rettori delle Università italiane – CRUI, con il patrocinio del Ministero dell’Università e della Ricerca, con il programma “Unicam Svelata 2026”.
“Università Svelate” ha voluto essere un momento di condivisione del patrimonio scientifico e culturale che la comunità accademica produce per la società, con un focus sull’interazione sinergica tra Università e territori e l’Ateneo camerte ha proposto due appuntamenti che hanno unito ricerca scientifica, formazione e apertura verso le scuole e il pubblico.
La giornata si è aperta con l’appuntamento di UniStem Day, l’iniziativa internazionale nata nel 2009 da un’idea della professoressa Elena Cattaneo per divulgare la conoscenza sulle cellule staminali e la ricerca biomedica, che quest’anno raggiunge la sua 18ma edizione.
Ad aprire i lavori è stato Daniele Tomassoni, referente Unicam per UniStem, cui sono seguiti i saluti del rettore Graziano Leoni, della Delegata all’orientamento Isolina Marota e della direttrice della Scuola di Studi Superiori “C. Urbani” Loredana Cappellacci.
Il programma scientifico ha visto alternarsi ricercatrici, ricercatori, dottorande, dottorandi e docenti Unicam con interventi che hanno spaziato dalle potenzialità delle cellule staminali nella medicina di oggi e di domani al loro impiego in medicina veterinaria, dalla rigenerazione tissutale alle implicazioni bioetiche delle scoperte più recenti. Ampio spazio è stato poi lasciato al Concorso Unicam UniStemDay2026: le studentesse e gli studenti degli istituti superiori del territorio hanno presentato i propri contributi, mettendosi alla prova nei panni dei ricercatori.
Nel pomeriggio, presso il Polo Sant’Agostino, è stato poi possibile immergersi nel mondo della ricerca applicata al cibo con l’apertura del FoodLab. Le ricercatrici e i ricercatori di Chimica degli Alimenti, insieme alle studentesse e agli studenti del Corso di Laurea in Scienze Gastronomiche, hanno guidato il pubblico in un percorso tra scienza dell’alimentazione e analisi sensoriale.
“Unicam Svelata – ha affermato il rettore Graziano Leoni – è per noi un’occasione preziosa per aprire ancora una volta le porte dell’Ateneo, mostrare la qualità della ricerca che facciamo ogni giorno e rafforzare il legame tra Università, scuole e territorio. Quest’anno, con UniStem Day e l’apertura del FoodLab, abbiamo posto l’attenzione su mondi scientifici diversi ma ugualmente affascinanti”.
"Unicam non è soltanto un luogo dove si studia. È un luogo dove si diventa. E tutti voi, studenti e studentesse, con il vostro entusiasmo, la vostra creatività e il vostro senso di responsabilità, ne siete la parte più viva, preziosa e fondamentale, siete non solo la nostra forza ma la speranza ed il futuro dei nostri territori, del nostro Paese, della nostra Europa, per costruire un futuro di pace e sviluppo. Con questa certezza dichiaro aperto il 690mo anno accademico della nostra indispensabile Università": è con queste parole che il rettore Graziano Leoni ha dichiarato ufficialmente aperto il 690mo anno accademico della “indispensabile”, questo è l’aggettivo scelto quest’anno, Università di Camerino.
"Saperi in dialogo per costruire futuro" è stato il tema scelto quest’anno per la cerimonia che ha avuto come ospite d’onore Ivano Dionigi, professore Emerito di Lingua e Letteratura Latina dell’Università di Bologna. L’evento si è aperto con i saluti del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli, del presidente del Consiglio studentesco Edoardo Pettinari, della rappresentante del personale tecnico e amministrativo Emanuela Laliscia, della rappresentante del personale docente e ricercatore Sara Cipolletti e del direttore generale Andrea Braschi. Il rettore, Graziano Leoni, ha poi tenuto la relazione al termine della quale è stato dichiarato ufficialmente aperto l’anno accademico.
Il rettore Leoni ha aperto con una riflessione sul contesto internazionale, senza eludere la gravità del momento storico: "Di fronte alla guerra in Ucraina, alla tragedia umanitaria a Gaza, ai conflitti che consumano vite e speranze in molte parti del mondo, l’università non può e non deve tacere. La conoscenza non è neutrale rispetto alla pace o alla guerra: formare menti capaci di pensiero critico, di dialogo e di responsabilità è doveroso".
Il rettore ha illustrato l’adesione di Unicam alla Carta di Assisi, sottoscritta lo scorso 25 febbraio, che impegna gli atenei a orientare ricerca e didattica alla giustizia, alla sostenibilità e alla tutela della dignità umana. Ha quindi presentato l’istituzione della figura del Delegato alle “Politiche per la pace e il confronto democratico” e l’adesione al progetto Iupals – Italian Universities for Palestinian Students. Accoglierli e sostenerli è un atto coerente con i valori fondativi dell’università, che vede nel sapere il suo bene più prezioso, ha dichiarato.
Al centro della relazione, la scelta del titolo dell’anno accademico come chiave interpretativa della missione universitaria. "Il sapere si costruisce insieme – ha affermato il rettore Leoni – e senza dialogo non ha ragione di esistere. Questo è il senso del titolo che abbiamo scelto, un invito rivolto a tutta la nostra comunità a intendere il proprio lavoro quotidiano come contributo a qualcosa che va oltre l’individuo: la costruzione collettiva di un mondo più giusto, più libero e più consapevole".
Il rettore ha annunciato due nuovi corsi di laurea, quello triennale in Scienze delle Attività Motorie e Sportive, che si fonda su anni di lavoro scientifico che Unicam ha condotto nel campo della salute, della nutrizione e della biomeccanica clinica e dello sport, e quello magistrale in Biotecnologie per le Scienze Mediche e Veterinarie, che consolida e innalza la tradizione di eccellenza nelle scienze della vita, mettendo in dialogo due ambiti, la medicina umana e quella animale, che la ricerca moderna insegna a leggere in modo sempre più integrato. Ha inoltre presentato il Laboratorio Immersivo di Chimica, un ambiente che combina realtà virtuale e formazione scientifica, nato dalla collaborazione tra la Scuola di Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute e la Scuola di Architettura e Design.
Sul fronte dei risultati, Leoni ha ricordato che Unicam si è confermata, per il ventiduesimo anno consecutivo, al primo posto nella classifica CENSIS degli atenei fino a 10.000 studenti e, per il quinto anno di fila, prima tra tutti gli atenei statali italiani per punteggio assoluto: "Un risultato che premia l’impegno costante nel garantire servizi di eccellenza e un’offerta formativa di qualità. Ma dietro questo risultato c’è una filosofia precisa: noi crediamo fermamente che la formazione universitaria autentica non possa essere svolta a distanza. L’università non è un contenuto da erogare, ma un’esperienza da attraversare".
Il rettore ha evidenziato anche i successi nel campo dell’internazionalizzazione, su tutti KreativEU, l’Alleanza Europea delle Università di cui Unicam è partner, nonché quelli della ricerca, che ha confermato la propria competitività e la capacità di attrarre importanti finanziamenti.
A dieci anni dagli eventi sismici del 2016, il rettore ha fatto il punto sui cantieri in corso, annunciando con particolare soddisfazione l’imminente apertura dei lavori per il recupero del Palazzo Ducale, edificio simbolo dell’ateneo. Ha inoltre comunicato la prossima apertura di Palazzo Ribechi – nuova foresteria dell’ateneo – e dell’ex convento di Santa Caterina, che ospiterà la Biblioteca Scientifica Unificata, la School of Advanced Studies e la Scuola di specializzazione in Farmacia Ospedaliera.
La cerimonia ha visto come ospite d’onore Ivano Dionigi, professore emerito di Lingua e Letteratura latina all’Università di Bologna ed ex rettore dello stesso ateneo, che ha tenuto la prolusione dal titolo Ci sarà bisogno di noi, un intervento di ampio respiro filosofico e civile, che ha messo al centro la crisi del linguaggio, il ruolo della politica e il valore insostituibile dell’istituzione universitaria, un presidio civile irrinunciabile.
"Ci sarà ancora bisogno di noi, intesi come Università – ha affermato il professor Dionigi – la quale rimane l’istituzione pubblica più sana, oltre che la più preziosa e nobile, del Paese. A chi, se non alla comunità universitaria, affidare il compito di insegnare che la res publica, la cosa pubblica, è di tutti?".
Dionigi ha concluso la sua prolusione con un appello diretto alle studentesse e agli studenti: "Mostrate i vostri volti, fate sentire la vostra voce, non siate clandestini; il vostro tempo non è domani, è ora. Voi avete il futuro nel sangue e il privilegio di dare del tu al tempo. Impegnatevi in politica: fatelo con passione e orgoglio, non solo per affermare voi stessi, ma anche per una sorta di pietas verso di noi, che non ce l’abbiamo fatta a lasciarvi un mondo migliore. Noi abbiamo vendemmiato più che seminato. Il mondo sarà migliore il giorno in cui non diremo più di un ragazzo o di una ragazza “è tutto suo padre, tutta sua madre”, ma di un genitore diremo “è tutto suo figlio, è tutto sua figlia”.
Un risultato che premia talento, impegno e passione sportiva. Anita Recchi, studentessa della classe 3B della scuola secondaria di primo grado del Convitto Nazionale “Leopardi” di Macerata, ha conquistato la medaglia d’argento nel getto del peso (3 kg), categoria cadette, al XIV Trofeo “Ai Confini delle Marche”.
La competizione, andata in scena domenica 15 marzo al PalaCasali di Ancona, è uno degli appuntamenti più rilevanti dell’atletica giovanile italiana. Organizzata dalla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL), ha visto la partecipazione di rappresentative provenienti da 13 regioni, riunendo alcune delle migliori promesse del panorama nazionale.
Già campionessa regionale con la misura di 11,45 metri, Anita è riuscita a migliorarsi proprio nell’occasione più importante, raggiungendo l’eccellente misura di 11,78 metri. Un lancio che le ha permesso di salire sul secondo gradino del podio, alle spalle dell’atleta dell’Emilia-Romagna e davanti alla rappresentante della Toscana. Un risultato di grande prestigio, ottenuto indossando per la prima volta la maglia della Regione Marche.
Tesserata con l’Avis Macerata, Anita è anche alunna semiconvittrice del Convitto Leopardi, dove si distingue non solo per le qualità sportive ma anche per l’impegno scolastico e la condotta esemplare. Un percorso che dimostra come la pratica sportiva, anche a livelli competitivi, possa andare di pari passo con risultati positivi nello studio.
A congratularsi con lei sono stati il rettore e dirigente scolastico Alessandra Gattari, la docente di Scienze Motorie Paola Caschera, la coordinatrice di classe Maria Chiara Paparelli, insieme alle educatrici, ai docenti e a tutto il personale scolastico. Un riconoscimento condiviso per un traguardo che rappresenta non solo un successo sportivo, ma anche un esempio concreto di crescita, dedizione e spirito di squadra.
Un argento che vale molto più di una medaglia e che lascia intravedere un futuro ricco di possibilità.
A distanza di trentotto anni dal diploma, gli ex studenti della classe 5ª Chimici A – sperimentale Deuterio – dell’ITI “E. Mattei” di Recanati si sono ritrovati per una giornata all’insegna dei ricordi e dell’amicizia. Un’iniziativa nata dal desiderio condiviso di rinsaldare legami che, nonostante il tempo trascorso, non si sono mai davvero spezzati.
All’incontro hanno partecipato numerosi ex compagni di classe, alcuni dei quali arrivati anche da fuori regione, da città come Rovigo e Rimini, a testimonianza di quanto fosse forte la volontà di esserci. Fin dai primi momenti, l’atmosfera si è rivelata carica di emozione, con sorrisi, abbracci e racconti che hanno riportato tutti indietro negli anni trascorsi tra i banchi di scuola.
Durante la giornata, i partecipanti hanno ripercorso insieme le esperienze vissute tra lezioni, laboratori e momenti di complicità, riscoprendo lo stesso spirito che li aveva uniti in gioventù. Vecchie fotografie, aneddoti e ricordi personali hanno trasformato l’incontro in un vero e proprio viaggio nel tempo, capace di riaccendere emozioni autentiche.
Non sono mancati i racconti dei percorsi di vita e professionali intrapresi da ciascuno: storie diverse, talvolta lontane tra loro, ma accomunate da una solida base costruita proprio negli anni della formazione scolastica. Un’occasione per riflettere su quanto quell’esperienza abbia contribuito a forgiare non solo competenze, ma anche relazioni durature.
L’incontro si è concluso con una promessa condivisa: non lasciare passare altri 38 anni prima di rivedersi. L’entusiasmo e la partecipazione hanno confermato il valore profondo della memoria e dell’appartenenza a una comunità scolastica che continua a vivere, anche a distanza di decenni.
Le ruspe sono entrate in azione a Passo Treia, segnando l'inizio di una nuova era per l'edilizia scolastica locale. Con l'avvio della demolizione del vecchio plesso, prende ufficialmente corpo il progetto del nuovo Polo scolastico, un intervento da quasi 9 milioni di euro destinato a cambiare il volto della frazione e i servizi per le famiglie.
La nuova struttura non sarà solo una scuola, ma un vero e proprio "Civic Center": un centro nevralgico per la comunità capace di integrare didattica, sport e aggregazione sociale in un contesto moderno, sicuro e all'avanguardia.
Il progetto punta tutto sulla sostenibilità e l'integrazione con il territorio."Sarà un polo innovativo a consumo di energia praticamente pari a zero", spiega il sindaco Franco Capponi. La struttura sarà immersa in un sistema di aree verdi e percorsi ciclopedonali che ne faciliteranno l'accesso in sicurezza.
Il nuovo edificio ospiterà 10 classi della scuola primaria, andando a completare l'offerta educativa dell'area che già dispone delle 4 sezioni della scuola dell’infanzia e delle due del nido, strutture quest'ultime inaugurate con successo lo scorso settembre.
Il piano da 9 milioni comprende la realizzazione di una nuova palestra interna al comparto scolastico. Lo spazio non sarà a uso esclusivo degli alunni per le attività motorie, ma fungerà da impianto polifunzionale aperto alle associazioni sportive del territorio, ottimizzando così l'investimento pubblico.
Anche la filosofia pedagogica trova spazio nel design architettonico: gli interni prevedono laboratori concepiti come "spazi del fare" per favorire la sperimentazione pratica, affiancati da aree relax dedicate alla socializzazione degli studenti. Questo intervento si inserisce nel più ampio piano di rinnovamento che ha già visto la recente apertura della scuola dell’infanzia "Caracini" e del nido comunale.
MACERATA – Non solo libri e banchi di scuola, ma un vero e proprio tuffo nelle istituzioni e nella storia del Continente. Gli studenti dell’indirizzo RIM (Relazioni Internazionali per il Marketing) dell’ITE “A. Gentili” di Macerata hanno appena concluso il progetto “Viaggio alla scoperta della cittadinanza europea”, un’esperienza itinerante che quest'anno ha fatto tappa nei Paesi Bassi.
Il percorso, curato dalla professoressa Maria Melfi, ha coinvolto le classi dalla seconda alla quinta G, trasformando il viaggio d'istruzione in una lezione di geopolitica e cittadinanza attiva sul campo.
Il programma è stato intenso e multidisciplinare. Dopo una breve tappa a Colonia, i ragazzi hanno raggiunto Amsterdam, dove la visita alla Casa di Anna Frank ha offerto uno dei momenti più toccanti, spingendo gli studenti a riflettere sui diritti umani e sulla tolleranza. Il lato artistico del viaggio è stato invece affidato al Museo Van Gogh, simbolo della cultura europea.
Il cuore pulsante della didattica si è però spostato a L’Aia, sede del Tribunale Penale Internazionale e del Palazzo della Pace. Qui i futuri periti aziendali hanno potuto osservare da vicino i meccanismi della giustizia sovranazionale e della cooperazione tra Stati, temi centrali nel loro percorso di studi RIM.
L'Europa non è solo politica, ma anche innovazione. Il gruppo ha infatti visitato l’ESA (Agenzia Spaziale Europea), toccando con mano i progetti scientifici che uniscono i Paesi dell’Unione nella sfida verso lo spazio. Un momento fondamentale per ampliare la visione della comunità europea come polo tecnologico e di ricerca mondiale.
«Esperienze come questa sono un tassello fondamentale nella formazione dei nostri studenti», ha dichiarato la Dirigente Scolastica Alessandra Gattari. «Il contatto diretto con le istituzioni permette ai ragazzi di sviluppare una cittadinanza consapevole. È così che la scuola si apre al mondo e forma i cittadini europei del futuro».
Oltre alle competenze tecniche, il viaggio ha rappresentato un'importante occasione di crescita personale, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità internazionale e lo spirito di gruppo tra le diverse classi dell'istituto maceratese.
Camerino – Dalle emozioni delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina ai successi nello sport universitario: l’Università di Camerino e il Cus Camerino confermano il proprio impegno a tutto campo nella promozione dello sport, tra alto livello e formazione.
A brillare è stata soprattutto Lara Naki Gutmann, atleta inserita nel percorso di dual career, che ha conquistato una prestigiosa medaglia di bronzo nel pattinaggio di figura a squadre, portando alto il nome dell’ateneo.
Parallelamente, mentre si chiudeva l’esperienza olimpica, il gruppo di atletica del Cus Camerino ha preso parte al Campionato Nazionale di Cross nella suggestiva cornice di Selinunte. Per la prima volta impegnati nelle categorie maschili Assoluti, Allievi e Junior, gli atleti hanno ottenuto risultati di rilievo, tra cui il 20° posto nella classifica degli Assoluti e soprattutto un significativo 6° posto nella graduatoria combinata nazionale.
Un’esperienza sportiva vissuta all’insegna dell’agonismo ma anche della condivisione, in un contesto che ha unito competizione e spirito di gruppo, valorizzando i giovani atleti.
Soddisfazione è stata espressa dai referenti della sezione atletica, tra cui Riccardo Nalli e Roberto Scalla, ma anche dal presidente del CUS Camerino Stefano Belardinelli e dal rettore Graziano Leoni. Apprezzamento è arrivato inoltre dal direttore della Scuola di Scienze del Farmaco, Gianni Sagratini, e dal delegato allo sport Filippo Maggi, entrambi coinvolti nel nuovo corso di laurea in Scienze Motorie.
Non solo atletica: il Cus Camerino si è distinto anche negli sport invernali, conquistando un ottimo terzo posto nello snow volley ai Campionati Nazionali Invernali di Zoldo, organizzati dal Cus Venezia, grazie alla squadra composta da Sara Borsella, Chiara Drapelli, Giorgio Pranzetti, Dennis Principi e Andrea Tombolini.
L'Università di Camerino conferma così una visione dello sport come elemento centrale nella crescita personale e formativa degli studenti, promuovendo benessere, inclusione e spirito di squadra.
Saranno pubblicati a breve i nuovi bandi di ammissione alle Scuole di Studi Superiori dell’Università di Macerata e dell’Università di Camerino. Un appuntamento atteso che è stato anticipato dall’Orientation School, svoltasi a fine febbraio, esperienza residenziale di orientamento promossa congiuntamente dalla Scuola di Studi Superiori “Giacomo Leopardi” e dalla Scuola di Studi Superiori “Carlo Urbani”.
Quattro giornate intense, dedicate a studentesse e studenti del quarto e quinto anno delle scuole secondarie superiori, provenienti da Marche, Umbria, Campania, Sicilia, Abruzzo e Toscana, che hanno potuto vivere dall’interno il modello formativo delle due Scuole. Le attività si sono articolate tra lezioni universitarie, laboratori tematici, momenti di confronto con docenti e allievi, esperienze nei dipartimenti e nei laboratori didattici e di ricerca. L’iniziativa, realizzata nell’ambito del progetto “Educating Future Citizens” finanziato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza , conferma la stretta collaborazione tra le due Scuole organizzatrici, che condividono l’obiettivo di valorizzare il merito e offrire percorsi di alta formazione paralleli e integrativi rispetto ai corsi di laurea. Le Scuole di Studi Superiori di Macerata e Camerino, infatti, non costituiscono corsi di laurea autonomi, ma percorsi selettivi a numero limitato che affiancano la formazione universitaria ordinaria con attività seminariali, approfondimenti interdisciplinari e occasioni di crescita culturale e personale in un contesto residenziale e altamente qualificato.
L’esperienza si inserisce inoltre nelle reti nazionali Efc – Educating Future Citizens – e Assi, l’Associazione delle Scuole Superiori universitarie italiane, che consolidano un sistema coordinato di eccellenza e moltiplicano le opportunità per gli studenti su scala nazionale, favorendo scambi, progettualità comuni e una visione condivisa dell’alta formazione.
L’Orientation School si è configurata come un ponte tra scuola e università, rafforzando il dialogo con gli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore, partner fondamentali nell’individuazione e nell’accompagnamento dei talenti.
Il futuro dell'ambiente passa per le scuole del maceratese, e i risultati del Green Game 2026 ne sono la conferma. Gli studenti degli istituti superiori della provincia hanno trionfato nelle selezioni del progetto educativo nazionale dedicato alla sostenibilità, conquistando il pass per l'attesissima finalissima che si terrà il 31 marzo al Palatiziano di Roma.
A rappresentare con orgoglio il territorio nella Capitale saranno i ragazzi dell’I.I.S. "F. Filelfo" di Tolentino (classe 1^B Scienze Applicate), dell'I.T.T.S. "E. Divini" di San Severino (classi 1^P e 2^P) e dell’Istituto Omnicomprensivo "G. Leopardi – R. Frau – S. de Magistris" di Tolentino (classe 2^ACS).
Il Green Game, promosso dai Consorzi Nazionali per il riciclo (Biorepack, Cial, Comieco, Corepla, Coreve e Ricrea) con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente, non è una semplice lezione. Il format ideato da Peaktime trasforma l'ecologia in una sfida interattiva: gli studenti si sfidano a colpi di quiz e test tecnologici, imparando sul campo l'importanza della gestione dei rifiuti e dell'economia circolare.
"Il progetto dimostra come l’educazione ambientale sia efficace quando utilizza linguaggi vicini ai giovani", hanno dichiarato i Consorzi promotori. Un approccio che ha saputo accendere l'entusiasmo nelle classi di Tolentino e San Severino, capaci di sbaragliare la concorrenza grazie a un mix di preparazione e gioco di squadra.
Dopo aver superato la fase "Digital" che ha coinvolto centinaia di istituti in tutta Italia, le classi maceratesi sono ora attese dall'atto conclusivo. Il 31 marzo a Roma, la sfida si farà ancora più accesa: in palio non c'è solo il titolo di campioni del riciclo, ma la consapevolezza di essere diventati cittadini responsabili e ambasciatori del patrimonio ambientale delle Marche.
Un altro successo per l’IIS “L. da Vinci” di Civitanova Marche: le studentesse Irene Mandolesi, Nicole Simonella e Valentina Tiengo, guidate dalla professoressa, Barbara Amato, hanno conquistato il primo posto nella categoria ‘scritto junior’ alla XIII edizione del Concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes.
La premiazione si è svolta al Teatro Duse di Bologna, durante il convegno finale del concorso, che quest’anno aveva come tema “Ed io che sono? Individuo, persona, soggetto”. Le giovani filosofe della 3^B del Liceo Classico si sono distinte tra 85 team provenienti da tutta Italia con la tesina “Un oracolo alternativο: άλλοτριοῦ σεαυτόν, ‘trascendi te stesso’”, in cui hanno reinterpretato in chiave originale il celebre motto socratico “Conosci te stesso”, esplorando il concetto dell’io dai presocratici fino alle filosofie dell’alterità del Novecento.
“La filosofia sviluppa nei giovani uno spirito critico orientandoli verso un sé autentico, soprattutto in un’epoca dominata dai modelli preconfezionati dei social”, sottolinea la professoressa Amato. La motivazione del premio evidenzia come il lavoro delle studentesse dimostri che l’identità umana è un processo in continua ridefinizione, aperto al confronto autentico con l’altro.
Le Romanae Disputationes, riconosciute dal Ministero dell’Istruzione, vedono ogni anno la partecipazione di centinaia di scuole italiane, con più di 5.000 studenti coinvolti tra elaborati scritti, video, monologhi e tornei di disputa filosofica “Age contra”. Non è la prima volta che il Leonardo da Vinci si distingue in questa competizione, collezionando vittorie in tutte le categorie nelle edizioni precedenti.
Le studentesse riceveranno un buono libri di 500 euro, l’iscrizione nell’Albo delle Eccellenze del Ministero dell’Istruzione e la pubblicazione del loro elaborato ne I quaderni della Ricerca della casa editrice Loescher.