All’Università di Macerata, la memoria di Riccardo Lombardi, scomparso prematuramente lo scorso anno, continua a vivere tra le aule dell’ateneo. Ieri, martedì 5 maggio, in rettorato il rettore John Mc Court, alla presenza della prorettrice al Welfare Natascia Mattucci e della presidente dei corsi in Mediazione linguistica Costanza Geddes Da Filicaia, ha consegnato la borsa di studio istituita e finanziata in suo onore dai genitori del ragazzo, Raffaele Lombardi e Silvia Mira: a vincerla è stata Giulia Degli Emili.
La borsa di studio, destinata a una matricola di Mediazione Linguistica, non è solo un sostegno economico, ma un ritratto fedele di ciò che Riccardo amava: l’impegno nel sociale, la musica e lo studio delle lingue straniere. La scelta dei criteri di assegnazione riflette infatti le passioni di un ragazzo che aveva fatto della curiosità culturale e dell'altruismo la propria cifra distintiva.
Il rettore John McCourt ha espresso profonda gratitudine per l'iniziativa: "Da un momento di profondo dolore può nascere una cosa bella. Questo premio è un esempio meraviglioso e i genitori di Riccardo meritano il nostro ringraziamento per il loro generoso gesto".
Per Raffaele e Silvia, il finanziamento di questo premio rappresenta un modo per tenere viva la memoria del figlio, per vederlo camminare ancora nell’Università di Macerata. Giulia Degli Emili, classe 2006, si avvicina molto alla persona che era Riccardo. Amante della cultura e delle lingue straniere, sta approfondendo inglese, spagnolo e la lingua italiana dei segni all’interno del suo corso di laurea. Suona inoltre il flauto traverso da quando aveva dieci anni e fa parte della banda cittadina.
“Conoscere - ha scritto nella sua lettera motivazione - la storia e la passione, che Riccardo, ha dedicato allo studio e alla vita culturale, mi ha spinto a riflettere non solo sul mio percorso accademico, ma sul valore di ciò che desidero diventare come persona. La sua dedizione allo studio è stata per me fonte di grande ispirazione, poiché ho trovato in lui quei valori che guidano ogni giorno le mie scelte”. Ai genitori di Riccardo Giulia ha raccontato come ami tornare appena può nel suo paese, Monte San Vito, per ritrovare nella banda quel “dialogo emotivo tra chi suona e chi ascolta”.
Il Coordinamento Regionale delle Università delle Marche (CRUM), presieduto dal rettore dell’Università di Macerata John McCourt e composto dai rappresentanti degli atenei marchigiani, della regione e degli studenti, ha espresso parere favorevole all’attivazione del TFA Sostegno XI ciclo per le università di Macerata e Urbino.
Alla riunione, svoltasi il 5 maggio, ha partecipato anche una rappresentante dell’Ufficio Scolastico Regionale per le Marche.
L’offerta approvata prevede 961 posti per l’Università di Macerata e 270 per l’Università di Urbino Carlo Bo, distribuiti tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado. I posti includono anche una quota riservata ai soprannumerari.
Nel motivare il parere favorevole, il Crum ha richiamato la continuità dell’esperienza formativa dei due atenei pubblici, la sostenibilità dell’offerta rispetto al fabbisogno del territorio e il radicamento delle iniziative nel sistema scolastico regionale.
Diversa la valutazione per le proposte presentate dalla Link Campus University per le sedi di Fano e Ascoli Piceno, per le quali è stato espresso parere non favorevole. Secondo il Coordinamento, eventuali attivazioni dovranno essere supportate da un’istruttoria più approfondita e da un maggiore radicamento nel contesto universitario e scolastico regionale. Nel corso della seduta si è registrata l’astensione dell’assessore regionale e vicepresidente Enrico Rossi.
Il Crum ha infine ribadito l’importanza di garantire qualità formativa, sostenibilità organizzativa e coerenza tra offerta accademica e reale capacità del sistema territoriale, con particolare attenzione alla formazione degli insegnanti di sostegno.
L'Università di Camerino si conferma ai vertici europei per la qualità delle sue politiche sulla ricerca. La Commissione Europea ha infatti assegnato per la quinta volta consecutiva il prestigioso riconoscimento "HR - Excellence in Research" all’Ateneo, convalidando la strategia per il triennio 2025-2027. Il risultato attesta un elevato livello di maturità istituzionale e una piena integrazione delle politiche per le risorse umane all'interno della visione globale dell'università.
Il rettore Graziano Leoni ha espresso profondo orgoglio per questo traguardo, sottolineando che il mantenimento del logo non è solo un premio, ma una responsabilità nel continuare a investire in un ambiente di ricerca aperto, inclusivo e competitivo. Il Rettore ha voluto rivolgere un ringraziamento particolare alla professoressa Anna Maria Eleuteri, delegata all'attuazione delle politiche per lo Spazio Europeo della Ricerca, e a tutto il gruppo di lavoro che ha saputo coinvolgere l’intera comunità accademica in questo percorso di miglioramento continuo.
Dalla valutazione di Bruxelles emerge un forte allineamento tra la strategia dei ricercatori e il Piano Strategico di Ateneo 2024-2029, con progressi significativi sul fronte dell’inclusione, della parità di genere e della trasparenza nelle procedure di reclutamento. La professoressa Eleuteri ha accolto l'esito come uno stimolo a fare ancora meglio, accogliendo i suggerimenti dei revisori europei su alcuni ambiti di potenziamento. L'Ateneo è infatti già pronto a intervenire per rafforzare il supporto ai ricercatori più giovani, migliorare la comunicazione in lingua inglese e consolidare ulteriormente la coesione interna, con l'obiettivo di rendere la strategia Unicam ancora più visibile e accessibile nel panorama internazionale.
Identità che si trasformano, corpi che sfidano le convenzioni e si muovono oltre i confini culturali: è questo il cuore della mostra “The Dynamics between Identities and Differences. Converging Selves“ (“Le dinamiche tra identità e differenze. Sé convergenti”) di Arim Andrew, che sarà inaugurata giovedì 7 maggio alle 17.30 alla Galleria di Palazzo Rotelli-Lazzarini in corso Matteotti 43, Macerata dalla Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi” dell’Università di Macerata.
L’esposizione presenta una selezione di opere recenti dell’artista ugandese, offrendo uno sguardo articolato su una ricerca pittorica che pone al centro il tema dell’identità come processo fluido e in continua trasformazione. Attraverso una pittura figurativa caratterizzata da una forte tensione simbolica, Arim Andrew esplora il rapporto tra individuo e norma, tra desiderio e limite, mettendo in scena corpi e relazioni che si confrontano con confini sociali e culturali.
Fulcro della mostra è la serie dei personaggi blu, in cui l’identità si libera da definizioni rigide per assumere una dimensione universale e sospesa: il colore annulla le differenze esteriori e restituisce figure che parlano di vulnerabilità, intimità e bisogno di riconoscimento. I gesti e gli sguardi costruiscono narrazioni silenziose ma incisive, in cui emergono tensioni, relazioni e possibilità di affermazione individuale.
La mostra rappresenta l’esito di una delle Residenze d’artista promosse dalla Scuola di Studi Superiori “G. Leopardi”, realizzate grazie ai fondi stanziati in favore delle Scuole Superiori Universitarie all’interno del network Educating Future Citizens. Il progetto testimonia l’impegno dell’Università di Macerata nel promuovere il dialogo interculturale e il confronto tra pratiche artistiche e riflessione accademica. La mostra resterà aperta fino al 24 maggio e sarà visitabile dal martedì alla domenica, dalle ore 16 alle ore 20.
SARNANO – Un momento di condivisione, riflessione e partecipazione quello vissuto questa mattina in via Matteotti, dove è stata inaugurata la panchina gialla numero 197, simbolo concreto della lotta al bullismo e della promozione del rispetto.
L’iniziativa, promossa dall’amministrazione comunale, ha visto la partecipazione dell’assessore Giorgio Eleuteri e della consigliera Patrizia Batassa, insieme a numerosi cittadini, rappresentanti delle istituzioni e studenti delle scuole del territorio. Protagonisti della giornata sono stati proprio i ragazzi della scuola primaria e dell’Ipsia Frau, che con domande, letture e riflessioni hanno contribuito a dare profondità e significato all’evento.
Nel corso degli interventi, la dirigente scolastica Simona Sargolini ha sottolineato il valore dell’educazione al rispetto fin dai primi anni di formazione, evidenziando il ruolo fondamentale della scuola nel contrasto a ogni forma di prevaricazione.
Particolarmente apprezzato l’intervento di Gino Fanelli, presidente dell’associazione Helpis, che ha saputo coinvolgere gli studenti con un messaggio diretto e incisivo: "Rispetto e gentilezza rappresentano strumenti concreti per costruire relazioni sane e una comunità più consapevole".
Presente anche la Polizia Locale, a testimonianza dell’impegno condiviso delle istituzioni nel promuovere una cultura della legalità e della prevenzione.
Un ringraziamento è stato rivolto alle scuole per il contributo offerto, segno di una comunità educante capace di fare rete. La panchina gialla, da oggi, diventa così non solo un simbolo, ma un punto di riferimento visibile per ricordare quotidianamente che il rispetto è una responsabilità collettiva.
Sarà dedicato all’influencer marketing e alla sua crescente rilevanza giuridica, economica e sociale il convegno in programma martedì 5 maggio alle ore 9:30 al Polo Pantaleoni dell’Università degli Studi di Macerata.
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Giurisprudenza nell’ambito del Laboratorio di Diritto del Fashion, rappresenta il momento conclusivo di un percorso formativo avanzato dedicato alle trasformazioni della comunicazione commerciale, dell’economia dell’influenza e della proprietà intellettuale. L’incontro sarà fruibile anche online.
Ad aprire i lavori sarà Stella Menna, conosciuta sui social con il profilo “Una stella in cucina”. Con oltre un milione di follower, rientra nella categoria dei macro-influencer secondo le linee guida dell’Agcom, rappresentando una figura sempre più centrale nel panorama della comunicazione digitale. La sua testimonianza offrirà uno spunto concreto di confronto tra mondo accademico, professionale e regolatorio.
Il convegno vedrà la partecipazione di un panel di esperti, con l’obiettivo di garantire un approccio multidisciplinare. I saluti istituzionali saranno affidati a Laura Marchegiani, delegata del rettore al placement, mentre la moderazione sarà curata dalla professoressa Federica Monti.
L’iniziativa si inserisce nel progetto Digital Education Hub – Higher Education (DEH2023-00010), finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Next Generation EU e del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Missione 4 “Istruzione e Ricerca”.
È inoltre in corso l’accreditamento presso il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Macerata ai fini della formazione professionale.
L’evento si propone di offrire a studenti, professionisti e operatori del settore strumenti aggiornati per comprendere il quadro normativo e autodisciplinare della comunicazione commerciale digitale, coniugando rigore accademico e applicazione pratica.
CAMERINO – Rafforzare il legame tra formazione universitaria e pratica forense nel campo del diritto penale: è questo l’obiettivo del Protocollo di Intesa firmato oggi presso la Scuola di Giurisprudenza dell’Università di Camerino, nel corso della tavola rotonda dal titolo “Formare alla difesa: il diritto penale tra studio e pratica”.
L’accordo, sottoscritto con l’Unione delle Camere Penali Italiane, punta a offrire a studentesse e studenti un percorso formativo più completo, capace di integrare lo studio teorico con esperienze concrete sul campo. Tra le iniziative previste figurano attività congiunte, momenti di osservazione diretta delle udienze e percorsi guidati all’interno delle aule di giustizia, con l’obiettivo di approfondire il significato del diritto di difesa e del giusto processo.
Uno dei primi risultati tangibili dell’intesa è l’attivazione di una Clinica giuridica in materia penale, che consentirà agli studenti di confrontarsi con casi reali. Le attività prevedono analisi, simulazioni e discussioni guidate, con il coinvolgimento diretto degli avvocati della Camera Penale di Macerata. Un’esperienza formativa innovativa, pensata per sviluppare competenze pratiche, spirito critico e maggiore consapevolezza del ruolo del difensore nel sistema giudiziario.
L’incontro si è aperto con i saluti del rettore Graziano Leoni e dell’avvocata Enrica Paesano, responsabile dell’Osservatorio “Progetto Università” dell’Unione delle Camere Penali Italiane. A seguire, gli interventi del professor Paolo Bianchi, coordinatore del corso di laurea in Giurisprudenza, dell’avvocato Paolo Giustozzi, responsabile della Scuola di Formazione della Camera Penale di Macerata, e dei professori Antonella Merli e Ugo Pioletti, referenti del Protocollo per Unicam.
Le conclusioni sono state affidate all’avvocato Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata.
Con la firma del Protocollo, l’Università di Camerino consolida il proprio impegno verso una formazione giuridica sempre più orientata all’integrazione tra sapere accademico e professione, nella prospettiva di preparare futuri giuristi con competenze solide e immediatamente spendibili.
Non è solo un viaggio, ma una vera e propria missione di cittadinanza globale quella che si appresta a iniziare per tre giovani studenti di Tolentino. Nei giorni scorsi, a Civitanova Marche, si è svolta la cerimonia ufficiale di premiazione per i vincitori e le vincitrici del concorso Intercultura, l’associazione di volontariato che dal 1955 promuove lo scambio culturale e i valori dell’inclusione tra le nuove generazioni.
All'evento, che ha visto la partecipazione delle famiglie, delle scuole del territorio e degli studenti internazionali attualmente accolti a Macerata, ha preso parte anche l’assessore alla Cultura del comune di Tolentino, Fabio Tiberi. L’assessore ha voluto complimentarsi personalmente con i ragazzi per il prestigioso traguardo raggiunto, sottolineando l’importanza di queste esperienze per la crescita umana e professionale dei cittadini di domani.
Le destinazioni scelte per i tre studenti di Tolentino spaziano dall'estremo Oriente al Nord Europa e sono caratterizzate da programmi di diversa durata con una forte valenza educativa. Chiara Baroncia affronterà la sfida più intensa con un programma annuale in Thailandia, dove vivrà un intero anno scolastico immersa in una cultura millenaria lontana dai canoni occidentali.
Irene Salvucci volerà invece in Corea del Sud per un programma trimestrale, approfondendo la conoscenza di una realtà asiatica in fortissima espansione e tecnologicamente all'avanguardia. Infine, Marco Santecchia si dedicherà a un programma estivo in Irlanda, sfruttando l'occasione per perfezionare la lingua e confrontarsi con l'accoglienza tipica dell'Isola di Smeraldo.
La partenza, prevista per l’anno scolastico 2026-2027, è stata resa possibile grazie alla determinazione dei ragazzi e al supporto di Intercultura, che mette a disposizione numerose borse di studio per garantire l’accesso a queste opportunità internazionali. L’iniziativa conferma la vivacità del tessuto scolastico di Tolentino e la capacità dei suoi giovani di guardare oltre i confini provinciali, pronti a tornare nel Maceratese con un bagaglio di competenze e una visione del mondo decisamente più ampia.
Per la prima volta l’Università di Macerata dedica un’intera settimana al futuro professionale dei suoi studenti e laureati, trasformando il tradizionale Career Day in una vera e propria Career Week: tre giorni, dal 6 all’8 maggio, pensati per accompagnare i giovani dalla consapevolezza delle proprie competenze fino all’incontro diretto con il mondo del lavoro presentate questa mattina al Social@b dell'Unimc.
La novità più rilevante è proprio l’estensione dell’iniziativa: accanto all’ultradecennale Career Day, che anche quest’anno vedrà la partecipazione di circa 70 tra aziende ed enti, l’Ateneo introduce due giornate preliminari interamente dedicate alla formazione, con laboratori pratici, incontri e momenti di confronto con esperti del settore.
“Siamo passati dal Career Day alla Career Week: settanta aziende per il futuro. Sappiamo che il mondo del lavoro sta cambiando e non sappiamo ancora come cambierà. È importante vedere crescere queste iniziative. L’obiettivo è trattenere i laureati qui, attraverso un’apertura concreta al mondo del lavoro. Per raggiungere questi risultati è fondamentale fare rete con altri enti, come l’Ufficio Europa del Comune, i nostri spin off e gli ordini professionali. Ci poniamo all’interno di una rete al servizio del territorio”, sottolinea il rettore John McCourt.
Si comincia mercoledì 6 maggio al Polo Pantaleoni con una tavola rotonda su “Il lavoro che cambia, i giovani che scelgono: sfide e opportunità per il territorio”, che metterà a confronto mondo accademico, istituzioni e imprese sui mutamenti del mercato del lavoro e sulle competenze richieste alle nuove generazioni. Interverranno, tra gli altri, oltre al rettore John McCourt, le docenti Laura Marchegiani e Gigliola Paviotti, insieme a rappresentanti del mondo istituzionale e produttivo come Teresa Lambertucci, Gilda Rota e Daniele Regolo. Al centro del dibattito, i temi della transizione occupazionale, dell’inclusione, dell’innovazione e del rapporto tra formazione universitaria e sviluppo del territorio.
“È un ateneo che può sembrare a vocazione umanistica, ma in realtà ha un ruolo fondamentale per il territorio: il bacino dei nostri studenti è strategico, come dimostra la Career Week. Ci concentriamo sulle giuste misure di avvicinamento al lavoro: dobbiamo accompagnare i giovani dalla scuola fino all’ingresso nel mondo professionale”, evidenzia il direttore generale Domenico Panetta.
Giovedì 7 maggio sarà invece dedicato allo sviluppo di strumenti concreti per l’ingresso nel mercato del lavoro: dalla creazione di una startup alla scrittura del curriculum con il supporto dell’intelligenza artificiale, dai laboratori su LinkedIn e soft skills fino agli approfondimenti su contratti e orientamento in lingua inglese per studenti internazionali. Non mancheranno momenti di networking, come l’incontro degli alumni a cura dell’alleanza europea ERUA e il “Salotto Europa”, dedicato al ruolo delle politiche europee per le imprese e le competenze del futuro.
“Queste giornate rappresentano un valore aggiunto e un’opportunità concreta per gli studenti di confrontarsi con le imprese e con il mondo professionale. È una visione lungimirante che l’Università deve portare avanti. Già lo scorso anno le aziende ci hanno comunicato le assunzioni effettive: un dato che conferma l’importanza del lavoro svolto dal Career Service”, aggiunge la prorettrice vicaria Catia Giaconi.
Il culmine sarà venerdì 8 maggio, con il Career Day ospitato nella sede dell’ex Seminario in piazza Strambi, oggi Dipartimento di Economia e diritto: una giornata di incontri diretti tra studenti, laureati e mondo produttivo, con opportunità di tirocinio e lavoro. Accanto alle aziende, saranno presenti anche numerosi enti e servizi di orientamento e supporto, tra cui lo Sportello Informagiovani, l’Ufficio Europa del Comune di Macerata, la Regione Marche con EURES, Europe Direct e il Centro per l’impiego, la Scuola di dottorato, l’associazione Alumni, ordini professionali e spin off universitari.
“Molto spesso giovani e imprese non si incontrano: è necessario affrontare la sfida del mismatch. Con l’inizio del mandato del rettore McCourt abbiamo investito nel Career Day, che da quest’anno diventa Career Week. Si tratta di un appuntamento inserito in un servizio più strutturato e continuo, sempre attivo a supporto degli studenti e dei laureati”, spiega Laura Marchegiani, delegata per il Placement, orientamento alla carriera, spin off e brevetti.
L’iniziativa, patrocinata dalla Regione Marche, si inserisce nel solco delle attività di placement dell’Ateneo, rafforzando il dialogo con il territorio e ampliando le occasioni di incontro tra formazione e lavoro. Lo scorso anno il Career Day ha coinvolto circa 500 tra laureandi e laureati. Con la Career Week, l’Università di Macerata compie un passo ulteriore, proponendo un modello integrato che unisce preparazione, consapevolezza e contatto diretto con le opportunità occupazionali, in un percorso strutturato e sempre più vicino alle esigenze del mercato del lavoro.
Una mattinata di riflessione profonda e confronto diretto quella vissuta dagli studenti dell'ITE A. Gentili, che lo scorso 21 aprile si sono riuniti nell'Aula Magna dell'istituto per l’evento "Percorsi di Legalità: No alle droghe, No alla criminalità". L'iniziativa, focalizzata sulla prevenzione e sulla responsabilità civile, ha visto una partecipazione straordinaria da parte dei giovani e del personale scolastico.
Ad aprire l'incontro sono stati i saluti istituzionali della dirigente scolastica, la professoressa Alessandra Gattari, seguiti dagli interventi di figure di rilievo del territorio e delle istituzioni: la dott.ssa Stefania Nardini (Usr Marche), il vescovo mons. Nazzareno Marconi e il prefetto di Macerata, Giovanni Signer. La presenza delle massime autorità ha sottolineato l'importanza di fare rete per contrastare i fenomeni di devianza giovanile.
Il cuore della giornata è stato il dialogo serrato con gli studenti animato da don Antonio Coluccia, da anni simbolo della lotta allo spaccio nelle periferie romane, e da Antonio Pignataro, consulente presso la presidenza del consiglio dei ministri ed ex questore di Macerata. Le loro testimonianze, crude e concrete, hanno spinto i ragazzi a riflettere sul valore delle scelte quotidiane e sul coraggio necessario per costruire una società fondata sulla giustizia. Gli studenti hanno risposto con attenzione, ponendo domande significative che hanno dimostrato una forte sensibilità verso il tema delle dipendenze.
L'evento, promosso dalle docenti Maria Melfi e Paola Formica, si inserisce in un percorso educativo costante dell'istituto volto a promuovere la cittadinanza attiva. "La scuola ha il compito fondamentale di educare non solo all’apprendimento, ma anche alla responsabilità - ha concluso la dirigente Gattari -. Confrontarsi con testimoni che difendono la legalità ogni giorno è un'occasione preziosa per i nostri futuri cittadini".
Si chiude domani all'Università di Macerata dalle 17.30 la 'Settimana Matteiana' nell'anniversario dei 120 anni dalla nascita dell'Uomo che vedeva il futuro. "La Geopolitica, il petrolio e Mattei: passato, presente e futuro" questo il tema del convegno presso l'Aula B del Dipartimento di Giurisprudenza.
Il programma prevede i saluti istituzionali del professor Giuseppe Rivetti, presidente del consiglio di classe di laurea in Scienze del Servizio Sociale, e del rappresentante SUM Giammarco Russi. Ad introdurre i lavori Matteo Cattivera, presidente Azione UNIMC.
Intervengono il vicepresidente della Fondazione Enrico Mattei, Mirko Giordani e il giornalista Maurizio Verdenelli. Il tema e' di grande attualita' inserito drammaticamente sullo scenario internazionale dove il petrolio, risorse energetiche, fabbisogno e il progresso stesso e' ancora on fire, in una sfida cruciale e decisiva che, come ai tempi del fondatore e primo presidente dell'Eni, si combatte senza esclusione di colpi.
Sara' anche l'occasione di ripercorrere la storia di questa sfida che vide Mattei tragico protagonista. Da sottolineare come Rivetti e Verdenelli siano autori insieme con altre grandi firme del luvro, edito da Unimc: 'Immaginare ul futuro'. Un'opera che vede al centro con Mattei il grande economista Ezio Vanoni, nel post guerra ministro 'degasperiano' delle Finanze.
L’Università di Camerino conferma il proprio appeal internazionale, emergendo come una delle realtà universitarie italiane più attrattive per studenti stranieri. Secondo l’ultima analisi dell’Osservatorio Talents Venture, dedicata all’evoluzione dell’internazionalizzazione nelle università italiane, Unicam si colloca al primo posto tra gli atenei di piccole dimensioni (meno di 10.000 iscritti) per numero di immatricolati internazionali nell’anno accademico 2024/2025, con 601 nuovi studenti stranieri iscritti.
Un risultato di rilievo anche sul piano nazionale, con l’Ateneo che rientra nella top ten tra tutte le università italiane, indipendentemente dalla dimensione, superando altri prestigiosi atenei.
Particolarmente significativo è il dato relativo agli studenti provenienti dalla Cina: il 51% degli studenti cinesi immatricolati in Italia nello stesso anno ha scelto l’Università di Camerino, una concentrazione senza precedenti su un’unica sede universitaria. Questo dato evidenzia la solidità delle relazioni internazionali costruite nel tempo e l’efficacia delle politiche di accoglienza e integrazione dell’Ateneo.
“L’Università di Camerino ha scelto con decisione di investire sull’apertura verso il mondo, puntando su una didattica di qualità, su servizi di accoglienza efficienti e su una rete di collaborazioni scientifiche e istituzionali sempre più ampia – ha dichiarato il rettore Graziano Leoni –. I dati confermano che questa strategia sta producendo risultati concreti e ci incoraggiano a proseguire con ancora maggiore determinazione”.
Il riconoscimento rafforza ulteriormente la reputazione internazionale di Unicam, confermando la capacità dell’Ateneo di attrarre talenti globali e di promuovere un ambiente formativo di eccellenza, inclusivo e sempre più competitivo a livello europeo e mondiale.
Si accende la polemica a Montecassiano dopo la decisione dell’Ufficio scolastico provinciale (USP) di Macerata di respingere la richiesta per l’attivazione di tre classi prime alla scuola secondaria di primo grado "G. Cingolani" per l’anno scolastico 2026-2027. La notizia, comunicata ufficialmente al Consiglio d’istituto, conferma l’orientamento di procedere con la formazione di sole due sezioni, nonostante le sollecitazioni contrarie giunte nelle scorse settimane da parte della dirigenza scolastica e del Comune.
La decisione ha suscitato immediata indignazione tra le famiglie e il personale scolastico. Al centro della protesta vi sono le preoccupazioni per il sovraffollamento delle aule: con due sole sezioni, il numero di studenti per classe supererebbe i limiti stabiliti dal Dpr 81/2009, in particolare per quanto riguarda la presenza di alunni con disabilità.
A queste difficoltà si aggiunge un problema di natura logistica: l'Istituto ha evidenziato la carenza di aule con una metratura adeguata ad accogliere classi così numerose, mettendo potenzialmente a rischio il rispetto degli standard di sicurezza e la qualità dell'offerta didattica.
Anche l'amministrazione comunale ha espresso una ferma contrarietà, definendo la scelta come basata su "criteri esclusivamente burocratici" che ignorano le necessità di inclusione del territorio. Secondo il Comune, la decisione contrasta con il diritto allo studio, specialmente per gli alunni più fragili, e rappresenta un "ulteriore tentativo di ridimensionamento dopo quelli già sventati in passato grazie alla mobilitazione congiunta di istituzioni e famiglie".
L'amministrazione e l'Istituto comprensivo non intendono fermarsi alla comunicazione dell'USP. È già stata avviata la procedura per richiedere un confronto urgente con l'Ufficio scolastico regionale e con l'assessore regionale all'Istruzione.
Si è svolto oggi un incontro istituzionale alla presenza del sindaco Sandro Parcaroli, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci, dei dirigenti tecnici dei due enti, Tristano Luchetti e Stefano Mogetta, e della dirigente scolastica Roberta Ciampechini. L’incontro è stato dedicato alla definizione del cronoprogramma e delle soluzioni organizzative per il trasferimento del liceo scientifico “Galilei”, interessato da futuri interventi di adeguamento sismico nella sede storica.
Grazie all’impegno del sindaco Parcaroli, che ha messo a disposizione gli spazi dei Salesiani, sono state accolte le richieste avanzate dalla dirigente scolastica e avviate le procedure per la loro formalizzazione. La Provincia attende ora, nei prossimi giorni, la trasmissione degli atti ufficiali da parte dell’Istituto, che confermeranno gli accordi definiti verbalmente.
Nel dettaglio, il piano prevede il trasferimento della segreteria e della dirigenza presso Palazzo degli Studi, dove sono già presenti alcune sezioni dell’istituto. Una parte delle classi sarà invece ospitata nei locali dell’ex Mestica, mentre un ulteriore gruppo di studenti troverà sistemazione negli spazi messi a disposizione dai Salesiani. La scuola dovrà inoltre comunicare formalmente le esigenze logistiche relative alle aule e agli spazi didattici.
L’obiettivo condiviso da tutte le istituzioni coinvolte è garantire la continuità delle attività scolastiche del più grande istituto cittadino, assicurando al tempo stesso condizioni adeguate durante la fase dei lavori. La collaborazione tra Comune e Provincia, attraverso il lavoro congiunto degli uffici tecnici, ha permesso di avviare rapidamente la pianificazione operativa.
Il progetto di riqualificazione della sede storica di via Manzoni, finanziato con oltre 8 milioni di euro, rappresenta un intervento strategico per la città. Non solo consentirà l’adeguamento sismico dell’edificio, ma porterà alla realizzazione di una struttura moderna, sicura e funzionale, in grado di rispondere in modo efficace alle esigenze di studenti e personale scolastico.
Prosegue il ciclo di seminari promosso dalla Università di Camerino, attraverso la Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria, in collaborazione con il Centro Studi per l'Ecologia e la Biodiversità degli Appennini. Al centro degli incontri, un tema di grande attualità: le strategie di coesistenza tra attività umane e fauna selvatica.
L’iniziativa coinvolge biologi, naturalisti e veterinari e si rivolge principalmente agli studenti dell’Ateneo, pur rimanendo aperta anche a cittadini interessati e alle scuole secondarie del territorio. L’obiettivo è offrire un’informazione scientifica chiara e aggiornata sulle buone pratiche da adottare per superare il conflitto tra uomo e animali selvatici, promuovendo al contempo la tutela della biodiversità e delle attività produttive.
Il prossimo appuntamento è in programma per mercoledì 29 aprile alle ore 16:00 presso il Polo Didattico Renzoni di Matelica. Interverranno Giampaolo Pennacchioni, direttore del Centro Studi, e Andrea Gallizia, con una relazione dedicata all’ecologia dei canidi e al fenomeno della sovrapposizione territoriale tra cane e lupo. L’evento sarà fruibile anche in modalità online.
Il ciclo proseguirà poi il 6 e il 13 maggio con ulteriori approfondimenti: dalle sperimentazioni eco-etologiche a supporto del comparto zootecnico per limitare l’attività dei predatori, fino alle pratiche concrete per ridurre i conflitti tra uomo e specie selvatiche.
Il programma completo è disponibile sul sito ufficiale dell’Ateneo.
L’Università di Macerata ospita una puntata speciale di “Un caffè con il Rettore”: il rettore John McCourt ha incontrato Adrián N. Bravi, scrittore argentino di lingua italiana, bibliotecario dell’Ateneo maceratese da trent’anni e una delle voci più originali della narrativa italiana contemporanea. La puntata sarà trasmessa domani, martedì 28 aprile alle 21 sui canali Facebook e YouTube ufficiali di Unimc.
Nato a Buenos Aires, Bravi è arrivato in Italia alla fine degli anni Ottanta per studiare filosofia all’Università di Macerata. Ha scelto di restare, a Recanati, e di scrivere in italiano, una lingua che non era la sua lingua madre, ma che è diventata il suo strumento d’elezione per la creazione letteraria. Il suo primo romanzo in italiano è uscito nel 2004; da allora ha pubblicato oltre dieci libri, tradotti in inglese, francese, spagnolo e arabo.
Il suo romanzo “Adelaida”, dedicato alla vita di Adelaida Gigli Valeiras, nipote del tenore Beniamino Gigli, attraverso le dittature e gli esili dell’Argentina del Novecento, è stato selezionato nella dozzina del Premio Strega 2024 e ha vinto il Premio Comisso 2024. Il suo ultimo libro, “La nuotatrice notturna”, affronta il tema dell’identità e della ricerca delle radici attraverso la storia di un uomo che, alla morte del padre, si mette in viaggio verso il Portogallo. Nel 2026 ha vinto ex-aequo la prima edizione del Premio Volver — Antonio Dal Masetto, dedicato ad autori di madrelingua non italiana che hanno adottato l’italiano come lingua di creazione.
L’Università di Camerino consolida il proprio percorso di crescita nella ricerca, migliorando il posizionamento nella Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR) 2020-2024, i cui risultati sono stati recentemente presentati dall’Anvur.
Tra i dati più significativi emerge la capacità dell’Ateneo di attrarre e valorizzare nuove competenze: la qualità media dei prodotti della ricerca dei docenti neoassunti o promossi nel periodo considerato risulta infatti superiore a quella del personale già in servizio senza avanzamenti. Un indicatore che evidenzia il rafforzamento complessivo del sistema di ricerca.
Sul fronte della produzione scientifica, l’indicatore relativo al personale in servizio (R1) registra un miglioramento di cinque posizioni rispetto alla precedente VQR, portando Unicam al 45° posto tra le università statali. Ancora più rilevante il dato nel confronto con i piccoli atenei, dove l’Università di Camerino conquista il terzo posto.
Progressi anche nell’indicatore che considera complessivamente i prodotti di ricerca, inclusi quelli dei docenti neoassunti o promossi: in questo caso l’Ateneo sale alla 50ª posizione tra le università statali, confermando un avanzamento costante.
Particolarmente significativo il risultato nell’indicatore quali-quantitativo, che valuta sia la qualità sia la quantità della produzione scientifica: Unicam si posiziona al secondo posto tra i piccoli atenei italiani, a testimonianza della solidità della ricerca in rapporto alle dimensioni dell’istituzione.
Importanti risultati emergono anche sul fronte della progettazione internazionale. L’indicatore relativo ai finanziamenti competitivi ottenuti nel periodo 2020-2024 colloca l’Ateneo al 35° posto tra le università statali e al secondo posto tra i piccoli atenei, evidenziando una crescente capacità di attrarre risorse a livello internazionale.
Nel confronto con gli atenei della rete HAMU (Abruzzo, Marche e Umbria), l’Università di Camerino si posiziona al terzo posto, preceduta solo dall’Università degli Studi di Perugia e dall’Università Politecnica delle Marche.
“I risultati della VQR 2020-2024 – sottolinea il rettore Graziano Leoni – confermano il percorso di crescita del nostro Ateneo e la qualità del lavoro svolto da ricercatrici e ricercatori. Il miglioramento negli indicatori, insieme alla capacità di valorizzare i giovani e attrarre finanziamenti competitivi, dimostra la solidità del nostro sistema di ricerca”.
Il quadro che emerge è dunque complessivamente positivo: l’Università di Camerino rafforza il proprio ruolo nel panorama accademico nazionale, distinguendosi tra i piccoli atenei italiani e consolidando la propria presenza anche a livello internazionale.
Una visita dal forte valore istituzionale e simbolico ha portato all’Università di Macerata l’Incaricato d’Affari ad interim dell’ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, ministro consigliere Li Xiaoyong, che ha scelto l’Istituto Confucio di Ateneo come tappa significativa per consolidare i rapporti accademici e culturali tra i due Paesi. Con lui una delegazione composta da Yu Xingguo, consigliere per l’istruzione dell’Ambasciata, e da Li Yang, secondo segretario.
La visita si inserisce in una fase di rinnovato dialogo dopo il recente avvicendamento ai vertici dell’Ambasciata e segue la missione di novembre 2024 legata al programma di borse di studio “Young Envoys Scholarship”. Accolto dal rettore John McCourt e dai direttori dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin e Jia Xinqi, il Ministro ha incontrato anche studentesse e studenti di lingua cinese e giovani insegnanti madrelingua, sottolineando l’attenzione dell’Ambasciata verso Macerata, considerata un centro di riferimento nel dialogo tra Italia e Cina.
“Siamo qui nasce per conoscere più da vicino una realtà che consideriamo molto importante – ha dichiarato Li Xiaoyong –. Macerata è un centro di riferimento per gli scambi culturali e per l’amicizia tra Italia e Cina. Qui abbiamo trovato anche specializzazioni che non abbiamo visto in altri istituti, come lo studio della calligrafia. Per noi Matteo Ricci è una figura fondamentale: Marco Polo ha fatto conoscere la Cina in Occidente, mentre Ricci ha portato la scienza occidentale in Cina. È un esempio di come civiltà diverse possano dialogare senza assimilarsi, trovando nuove ricchezze. Come diciamo in Cina, uno più uno è sempre più grande di due. Dobbiamo cercare ragioni di pace e di convivenza tra civiltà”. Il Ministro ha sottolineato anche l’importanza dello studio delle lingue, “essenziali per superare i fraintendimenti, creare coesione ed essere davvero aperti al mondo”. Nel corso della visita, il rettore McCourt ha donato al Ministro, appassionato di letteratura inglese e irlandese, una copia del suo volume dedicato all’Ulisse di Joyce.
“Il nostro Ateneo è fortemente impegnato nel costruire ponti internazionali – ha sottolineato il rettore –. Grazie alla nostra partecipazione all’alleanza europea Erua, possiamo essere un punto di connessione con università di diversi Paesi europei. A Macerata il Capodanno cinese è diventato un grande evento che coinvolge migliaia di persone e trasmette un messaggio di dialogo tra i popoli. Guardiamo con interesse a nuove collaborazioni, come programmi di doppia laurea nei settori del turismo, dell’economia e del management, e siamo pronti a sviluppare ulteriori partnership con università cinesi”.
Il direttore dell’Istituto Confucio Giorgio Trentin ha evidenziato la solidità dei rapporti costruiti nel tempo: “Le relazioni tra UniMc e la Cina sono molteplici e vanno oltre l’Istituto Confucio. Abbiamo numerosi accordi bilaterali attivi e una collaborazione consolidata con la Beijing Normal University. Da oltre dieci anni i nostri studenti, grazie a borse di studio, insegnano italiano in Cina per un anno. Ora puntiamo a consolidare ulteriormente questo percorso, anche attraverso l’istituzione di un corso stabile di lingua italiana a Pechino”.
Lo sguardo è già rivolto al futuro prossimo: l’8 maggio il rettore McCourt guiderà una nuova missione istituzionale in Cina, che toccherà Pechino, dove sarà inaugurata una mostra dedicata a Giuseppe Tucci, orientalista maceratese di fama internazionale. L’esposizione, già allestita a Macerata, è stata richiesta dall’Ambasciata italiana e avvierà un percorso itinerante che proseguirà anche in altre tappe, inclusa la Mongolia.
Cosa hanno in comune un fischio in pieno recupero davanti a migliaia di spettatori e una scelta strategica in un consiglio d'amministrazione? Molto più di quanto si possa immaginare. È questo il cuore del seminario "Il ruolo dello sport nei processi di marketing delle imprese", che ha visto come protagonista d'eccezione l’arbitro di Serie A Juan Luca Sacchi, ospite stamattina presso la Facoltà di Economia “G. Fuà” dell’Università Politecnica delle Marche.
Davanti a una platea affollata di studenti del corso del Prof. Valerio Temperini, Sacchi - che oltre alla carriera sul campo vanta un profilo da formatore aziendale - ha tracciato un parallelismo netto tra la direzione di gara e il management. L’attenzione si è spostata su come una singola decisione, presa in una frazione di secondo, possa spostare equilibri economici da milioni di euro.
"Non conta solo la qualità della decisione, ma come viene percepita nel momento in cui viene presa: è lì che si genera il valore", ha spiegato Sacchi agli studenti, paragonando la credibilità dell'arbitro (e del Var) a quella di un brand che deve mantenere alta la fiducia del mercato nei momenti di crisi.
Insieme al giornalista Daniele Bartocci, il seminario ha esplorato concetti fondamentali come la gestione dello stress e l'importanza di saper reagire ai fallimenti. "Gli errori aiutano a migliorare anche nello studio e durante gli esami - ha ribadito l'arbitro maceratese - l’importante è saper reagire sempre. Nel marketing vince chi comunica nel momento giusto e nel modo giusto".
L’incontro, che ha visto tra il pubblico anche figure storiche dello sport regionale come Alberto Santoni (primo vice di Julio Velasco a Jesi), ha toccato anche temi di responsabilità sociale. Si è parlato infatti di tutela della salute con il Passaporto Ematico e della prossima Fiaccola della Prevenzione 2026, che sarà protagonista il 7 maggio a bordo della MSC Divina.
Anche quest’anno la Geologia Unicam ha celebrato oggi 22 aprile l’Earth Day la Giornata della Terra, con il seminario divulgativo “Italia, terra di vulcani”, rivolto in particolare alle studentesse ed agli studenti delle scuole superiori, ma aperto a tutto il pubblico interessato.
Il tema scelto è di forte attualità perché punta l’attenzione su una caratteristica peculiare del nostro Paese, la presenza di diversi vulcani attivi e potenzialmente pericolosi in aree fortemente popolate, unico paese in Europa con queste caratteristiche. Nel corso dell’evento si è parlato quindi delle complesse caratteristiche vulcanologiche della nostra penisola, dei rapporti tra vulcani e terremoti, degli effetti delle eruzioni vulcaniche, ma anche delle ricerche più avanzate per lo studio dei fenomeni vulcanici e della loro previsione per la protezione delle popolazioni.
L’incontro è stato introdotto dalla professoressa Eleonora Paris, docente di Geomateriali, sono poi seguiti gli interventi tenuti dal professor Fabio Arzilli, vulcanologo, e dal professor Nicola Alessandro Pino, sismologo, entrambi della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam.
Al termine delle relazioni, i partecipanti hanno potuto visitare i laboratori di Geochimica e Petrologia sperimentale di UniCam, diretti dal professor Michael Carroll, dove si svolgono esperimenti ad alta temperatura e pressione, finalizzati allo studio del comportamento dei magmi e alla comprensione dell’esplosività vulcanica.