Si terrà il prossimo 30 novembre in piazza Martiri della Libertà a Teramo il videomapping contest FUTURE+CITY, promosso dall’Associazione Tetraktis – Istituto di cultura urbana, ed organizzato dalla Scuola di Architettura e Design di Unicam, sede di Ascoli Piceno, con il coordinamento scientifico del prof. Daniele Rossi.
In occasione dell’inaugurazione della mostra sui progetti presentati al concorso di idee per la progettazione della cittadella della cultura a Teramo, che nascerà dal recupero dell’Ex Ospedale psichiatrico Sant’Antonio Abate, l’Istituto di cultura urbana Tetraktis ha voluto promuovere una riflessione sul tema della cittadella della cultura e sul futuro della città di Teramo. Più in generale, il tema della città del futuro è stato d’ispirazione per tutti i concorrenti.
Mediante i contenuti audiovisivi proiettati, i partecipanti al contest, studenti, giovani laureati e professionisti, avranno l'opportunità di raccontare la propria idea di futuro della città e di città del futuro.
A partire dalle ore 19.00 sulla facciata del Duomo di Teramo saranno proiettati i video di tutti gli iscritti. La premiazione avverrà al termine delle proiezioni ed i vincitori saranno decretati dalla commissione composta da un membro dell’Istituto di cultura urbana Tetraktis, e dai rappresentanti della Facoltà di Scienza delle Comunicazioni dell’Università di Teramo e della Scuola di Architettura e Design di Unicam, che valuteranno sia l’aspetto tecnico che quello artistico.
“L’archeologia costituisce per me la memoria del futuro. Non dobbiamo immaginarla come uno sguardo rivolto al passato, ma piuttosto un cammino che porta al futuro”. Con queste parole il rettore dell’Università di Macerata Francesco Adornato ha accolto l’importante delegazione libica che oggi e domani sarà impegnata in un denso convegno sulle missioni archeologiche tra i due Paesi.
Come ha ricordato il rettore stesso, i rapporti tra l’Ateneo maceratese e il paese nord africano sono risalenti e positivi. In questo percorso comune importante è stato il contributo del professor Antonino Di Vita. “Un pilastro dell’archeologia libica" lo ha definito il presidente del Dipartimento delle antichità della Libia Mohamed Faraj Al Faloos, ricordando l’importanza delle operazioni Unimc per la salvaguardia, in particolare, dell’imponente arco di Settimio Severo e del Mausoleo punico-ellenistico di Leptis Magna, una delle più ricche e importanti città romane dell'impero. “Anche in questo momento delicato e pericoloso, i nostri rapporti con Unimc non si sono mai interrotti – ha aggiunto il presidente, riferendosi alla stretta collaborazione con lo staff guidato dalla professoressa Maria Antonietta Rizzo che ha portato alla digitalizzazione dell’imponente archivio documentario e alla pubblicazione della rivista ufficiale Lybia Antiqua. L’ateneo e la sua missione archeologica hanno lasciato impronte visibili di quello che è stato fatto sia nel campo della ricerca e del restauro sia in quello formativo, contribuendo a far conoscere l’archeologia libica attraverso borse di studio e dottorati di ricerca. Speriamo di vedere presto i nostri colleghi tornare in Libia in un periodo di maggiore pace e serenità per tutti”.
L’archeologia, dunque, come risorsa economica, attraverso parchi archeologici e spazi museali, risorsa identitaria e inclusiva in cui la comunità si riconosce e come risorsa culturale, che unisce studiosi e, attraverso gli studiosi, unisce e affratella i popoli, al di là delle contingenze politiche.
“Noi vogliamo riprendere questo cammino così importante - ha aggiunto il rettore Adornato - e renderlo ancora più prezioso, non solo nel quadro dei rapporti tra i nostri due Paesi, ma nel più ampio panorama interregionale degli studi di archeologia”.
Il presidente Al Faloos era accompagnato da una rappresentanza del Dipartimento delle Antichità della Libia - composta dal direttore delle ricerche archeologiche Mustafa Turjman, dal direttore alle relazioni internazionali Bashir Galgham, dalla direttrice della sezione informatica Feryal Sharfeddin, dal capo delle ricerche archeologiche Mahmud Hadia, dai soprintendenti alle antichità Ezeddin Fagi per Leptis Magna e Abuojalah Rahoumah per Sabratha, entrambi siti Unesco, dalla direttrice della missione Unimc Maria Antonietta Rizzo.
In occasione del convegno sarà possibile visitare la mostra fotografica dedicata alle attività di Unimc in Libia allestita nell’atrio del Dipartimento di Giurisprudenza.
Venerdì 29 novembre dalle ore 10:30 sino alle ore 13:30 si svolgerà a Camerino, nella storica sede dell’Unità di Biodiversità Vegetale e Gestione degli Ecosistemi della Scuola di Bioscienze e Medicina Veterinaria UNICAM, presso Palazzo Castelli (via Pontoni, 5), un workshop dal titolo “Studi floristici per la conservazione della biodiversità”. Il workshop, che ospiterà ricercatori provenienti da tutto il centro-Italia, fa parte di un ciclo di iniziative organizzate dall’Herbarium Universitatis Camerinensis sul tema “Plant Science for Sustainability”.
Dopo il saluto delle autorità accademiche e l’introduzione di Andrea Catorci, responsabile dell’Erbario, interverranno Daniela Gigante dell’Università di Perugia, che parlerà del ruolo degli habitat naturali per la conservazione delle specie, Fabrizio Bartolucci, del Centro di Ricerche Floristiche dell’Appennino, che illustrerà le più recenti novità nomenclaturali e tassonomiche della flora vascolare italiana, Lorenzo Lastrucci e Daniele Viciani dell’Università di Firenze, che tratteranno su tematiche specifiche riguardanti aspetti tassonomici su generi critici della flora italiana e sulla check-list della flora della provincia di Arezzo e Giacomo Mei, dell’Università di Ancona, che parlerà di quale ruolo ricoprano gli studi floristici nello studio dei sistemi naturali complessi.
Tra gli interventi, anche quelli dei ricercatori dell’Herbarium Universitatis Camerinensis, Federico Maria Tardella e Riccardo Pennesi, che discuteranno su tematiche inerenti le conoscenze sulle specie d’interesse conservazionistico della flora locale e sulle nuove prospettive di informatizzazione e digitalizzazione delle banche dati a livello nazionale. A concludere la giornata, sarà dato spazio a tesisti delle Università di Firenze (Simone Di Natale) e Camerino (Laura Della Roscia e Leonardo Crocenzi).
La partecipazione al workshop è libera e aperta a studenti, ricercatori e a agli appassionati della flora.
La Scuola San Giuseppe di Macerata ha partecipato al Focus Live 2019 presso il Museo della Scienza e della Tecnica Leonardo Da Vinci di Milano insieme all’artista Giuseppe La Spada per la seconda edizione del Festival di Focus che si è tenuto dal 21 al 24 Novembre 2019 a Milano.
La Scuola San Giuseppe era presente all’incontro dedicato a Quattro casi di scuola insieme ad altre tre scuole italiane :Reggio Children, I-C.Pontecagnano S.Antonio e Cinemovel Foundation con la seguente motivazione: Quattro Scuole di eccellenza: come la creatività può cambiare la scuola italiana
Il tema di questa edizione “Come vogliamo vivere nel 2029” ha visto la partecipazione di esperti, decine di laboratori, installazioni ed esperienze interattive, oltre cento tra incontri, dibattiti e spettacoli su ambiente, clima, genetica, intelligenza artificiale, migrazioni, viaggi nello spazio, robot e tanto altro. Iniziative speciali organizzate per il festival e attività per ragionare insieme sul futuro che ci attende e l’eredità che vogliamo lasciare alle prossime generazioni.
La Scuola San Giuseppe ha presentato il video ed il libro “Five saviours of the sea” prodotto insieme all’artista Giuseppe La Spada e Cecilia Gordigiani per il progetto We Are Drops .
Ľ importante esperienza di Focus-live premia passione e la determinazione dell’istituto scolastico maceratese nel portare avanti il nostro progetto nato appena un anno fa.
Wearedrops insieme ad altri artisti, a scienziati, agli insegnanti e ai ragazzi vuole ridefinire un nuovo concetto di ecosofia. “Essere considerati da Focus uno dei quattro progetti educativi più innovativi in Italia ci rende orgogliosi e infonde in noi la speranza che dal buon esempio può partire il cambiamento concreto - afferma Katiuscia Cassetta della Cooperativa che gestisce la scuola - . “Siamo grati per aver avuto l’occasione di presentare il lavoro “Five Saviours of the sea” insieme ad altre importanti e prestigiose scuole italiane. Ringraziamo tutti i bambini e ragazzi della Scuola per il massimo impegno e i loro insegnanti per la passione con cui riescono a generare amore, stupore e consapevolezza, rendendo semplici e divertenti concetti spesso troppo complessi. Questa sinergia permette di creare da tante piccole gocce una goccia più grande”.
L'Arte è il luogo dell'espressione del sé, che in un contesto collettivo diventa territorio di confronto e di integrazione. La classe I F del Liceo Artistico di Macerata in collaborazione con alcuni ragazzi del I D e del I C, e con il supporto dei ragazzi con disabilità della nostra scuola e del progetto Mongolfiera dell'Anffas, hanno dato vita ad un progetto unico nel suo genere: ARTE. Ogni ragazzo ha firmato la propria opera attraverso l'iniziale del suo nome. Un insieme colorato di lettere, di vere e proprie autobiografie letterali, che unite insieme hanno composto parole significative: Amore. Accoglienza. Amicizia. Alfabeto.E tante altre ancora.
Martedì 3 dicembre, in occasione della giornata internazionale della disabilità, alle ore 11 ci sarà l'inaugurazione del progetto presso i Magazzini UTO, in vicolo Consalvi. Saranno presenti i professori David Miliozzi, Marco Franchini, Veronica Rossetti, Paola Ruffini, Paola Consolati e Marco Bozzi del Liceo Artistico Cantalamessa di Macerata, insieme all'equipaggio del progetto mongolfiera: Arianna Santoro, Marco Gentili, Rosaria Farina, Noemi Del Bianco, Scilla Sticchi, Chiara Bolognini. Interverranno l'assessore ai servizi sociali del Comune di Macerata Marika Marcolini e il Dirigente scolastico del Liceo Artistico Cantalamessa Claudio Mengoni. La mostra resterà aperta anche domenica 8 dicembre, dalle 10 alle 13, per ospitare il progetto Scuola Aperta del Liceo Artistico. Tutti insieme possiamo comporre un nuovo Alfabeto e creare un linguaggio di accoglienza e amore, quindi un mondo più ricco di gentilezza e di solidarietà.
Riapre i battenti per il nuovo anno accademico l’Università degli adulti di Matelica. La ricca programmazione consolida il rapporto di collaborazione tra il Comune di Matelica e l’Associazione Scacco Matto Onlus, che organizza e gestisce le attività dell’Università degli adulti di Matelica. Infatti il programma 2019-2020 amalgama novità e tradizione, offrendo corsi e laboratori, proposte inedite e diversificate rivolte a pubblici diversi per età e gusti.
Tutti gli workshop sono incentrati sul potenziare le competenze artistiche e sviluppare gli interessi culturali, promuovendo un’occupazione del tempo libero che sia positiva e attiva: obiettivi dell’Università degli Adulti sono infatti l’aggregazione volta a costruire un senso di comunità e la promozione del benessere attraverso la condivisione di esperienze grazie alla partecipazione alle attività proposte.
Accanto ai corsi creativi sempre apprezzati come il decoupage, la pittura, il disegno dal vero, la bigiotteria e gli origami, sono previsti laboratori di calligrafia, cucito, alfabetizzazione informatica, teatro, yoga della risata e potenziamento della memoria.
Per il mese di dicembre il calendario si svilupperà in questo modo: tutti i lunedì fino al 16 dicembre si terranno corsi dalle 15 alle 17 con attività di decoupage incentrate sul Natale; tutti i giovedì fino al 19 dicembre, sempre dalle 15 alle 17, si svilupperanno laboratori creativi; il 10 dicembre alle 15 verrà presentato un corso sul potenziamento della memoria; martedì 3 e 17 dicembre ci sarà un breve laboratorio di calligrafia per imparare a scrivere gli auguri di Natale in un corsivo elegante.
Il 19 dicembre alle 17 verrà presentato il calendario del 2020, con tutte le novità.
Un concorso letterario pubblicizzato tramite i vari canali mediatici e pubblicato nel sito della scuola, la passione per la scrittura e la decisione di partecipare scrivendo, come richiesto, un racconto a tema libero.
Questo è quanto ha fatto Elisa Re, studentessa del 3° G del Liceo Classico Linguistico “G. Leopardi” di Macerata.
Mai avrebbe pensato che il suo racconto, intitolato “La distanza di un sogno”, sarebbe stato selezionato tra i vincitori del concorso e pubblicato nell’antologia “Racconti Marchigiani” edizione 2019, della casa editrice Historica Edizioni in collaborazione con il sito Cultora.
Tra i numerosi racconti in concorso, solo 62 sono stati quelli selezionati perché rispondenti ai criteri richiesti: il rispetto delle caratteristiche del bando, la logicità del racconto, lo stile, la caratterizzazione dei personaggi e dei dialoghi.
La cerimonia di premiazione si è tenuta domenica 24 novembre all’Hotel Touring di Falconara.
Grande soddisfazione per la giovane Elisa che, emozionata, ha ritirato l’attestato di premiazione ed ha così avuto modo di presentare il suo racconto al pubblico presente in sala.
Il libro è disponibile nelle librerie marchigiane (con distribuzione Libro.co), sul sito di Historica, nelle principali fiere della piccola e media Editoria cui parteciperà l’editore e sui principali book-stores online.
Nei giorni 21 e 22 novembre l'Ipsia Pocognoni, indirizzo odontotecnico di Matelica, ha avuto il piacere di ospitare la Ruthinium Dental Manufacturing Spa per un corso intensivo di due mattinate sulla corretta tecnica di montaggio di una protesi mobile totale e sugli innovativi materiali di rinforzo in fibra di carbonio.
Gli alunni del IV e del V anno Odontotecnico hanno potuto migliorare, accrescere ed aggiornare le proprie competenze nel settore della protesi mobile, attraverso un corso teorico-pratico svoltosi nei laboratori del proprio Istituto, affrontando il tutto con estrema serietà e concentrazione.
A guidarli è stato l'esperto esterno relatore Antonello Croce che, nonostante la giovane età, si è dimostrato estremamente capace e coinvolgente. Gli allievi dell'IPSIA sono rimasti colpiti dal suo esempio e dalla sua bravura e hanno avuto modo di riflettere sul fatto che, se ci si distingue per impegno e competenze, si possono raggiungere alti livelli di professionalità, trovando un impiego stimolante in questo settore che non conosce tramonto, ma che necessita solo di continuo aggiornamento.
L'Ipsia Pocognoni ringrazia la Dirigente Scolastica, prof.ssa Lucia Di Paola, che ha permesso di realizzare il progetto, la ditta Ruthinium, i suoi collaboratori, tra cui Gerri Maieron e lo stesso Antonello Croce, e in particolar modo la sig.ra Barbara Piazza, che da anni si preoccupa di curare e coltivare il rapporto con le scuole, credendo negli studenti e nel loro futuro lavorativo.
È stato presentato stamattina in Ateneo nel corso di una conferenza stampa, il Piano di Ateneo per l’attuazione delle politiche per le Pari Opportunità in Unicam, con una serie di azioni strategiche da mettere in campo entro il 2023, relative alla parità di genere ed alla diffusione della cultura della non violenza, non solo nell’ambito della comunità universitaria, con particolare attenzione alla componente studentesca, ma anche tra gli studenti delle scuole superiori e della cittadinanza in generale.
Presenti all’incontro con la stampa il Rettore Claudio Pettinari, la Delegata del Rettore per le Pari Opportunità Barbara Re e Lucia Romagnoli, in rappresentanza di Action Aid.
“Come affermato nel nostro Statuto e ribadito nel Piano Strategico di Ateneo 2018-2023, ha sottolineato il Rettore Pettinari – Unicam rifiuta qualsiasi forma di discriminazione. Garantire pari opportunità tra uomini e donne è quindi per UNICAM uno tra i principali elementi chiave per l’implementazione del principio di uguaglianza. Abbiamo pertanto fortemente voluto la definizione e l’adozione del Piano per l’attuazione delle politiche per le Pari Opportunità in Unicam”.
“Abbiamo voluto presentare il Piano proprio oggi 25 novembre, – ha sottolineato la professoressa Barbara Re – in cui ricorre la giornata mondiale contro la violenza sulle donne riconosciuta quale violazione dei diritti umani. L’intento dell’Ateneo è quello di agire nello sviluppo di azioni volte a riconoscere l’uso adeguato del linguaggio di genere, promuovere la diffusione della cultura delle pari opportunità e lo svolgimento di azioni di carattere organizzativo, scientifico, formativo e culturale per la valorizzazione delle differenze tra uomo e donna senza penalizzare né gli uni né gli altri, rifiutare ogni tipo di violenza fisica e verbale”.
Pietra fondante delle azioni UNICAM sul tema delle pari opportunità sarà pertanto l’uso appropriato del linguaggio. Si evidenzia, infatti, che l’uso della lingua, quando non rispettoso delle differenze di genere, è una delle forme di discriminazione più diffuse e, allo stesso tempo, meno percepita come tale. Sarà limitato l’uso del maschile inclusivo e sostituito con le due forme, maschile e femminile, anche variamente abbreviate. Le linee guida per il linguaggio di genere ad Unicam con indicazioni generali ed esempi di utilizzo sono inserite infatti nel Piano e sarà costituito un gruppo di lavoro per la revisione della modulistica utilizzata in Ateneo.
Sarà costituito un gruppo di lavoro volto alla definizione ed alla redazione del bilancio di genere quale strumento utile a fotografare e quindi monitorare lo sviluppo di Unicam verso la definizione di politiche di ‘parità’ e saranno svolte indagini di monitoraggio sulla consapevolezza di tutto il personale Unicam in materia di parità di genere.
Altre attività saranno poi rivolte ad aumentare il livello di consapevolezza delle giovani donne nell’avviare percorsi di formazione nell’ambito dei settori delle STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Meccanica) attraverso incontri di divulgazione scientifica e orientamento, mentre saranno avviate iniziative per promuovere e supportare la partecipazione a bandi competitivi con progetti sulle “pari opportunità e delle dimensioni di genere” eventualmente attraverso la stipula di protocolli di intesa con enti e istituzioni nazionali ed internazionali.
Nel corso dell’incontro è stata inoltre presentata la seconda edizione del contest volto alla realizzazione di un elaborato sul tema “Donne: diritto alla vita senza violenza”, in collaborazione con ActionAid, rivolto agli studenti universitari ed agli studenti delle scuole superiori. I partecipanti potranno presentare un progetto sotto forma di racconto, video, reportage, foto, software o altro, seguendo le tematiche indicate che riguardano le pari opportunità nelle professioni, discriminazioni e stereotipi, il ruolo delle donne nella storia. I vincitori per la categoria istituti superiori riceveranno un contributo per la scuola, mentre per quanto riguarda la categoria studenti Unicam, i vincitori potranno partecipare alla summer school che ActionAID organizzerà nell’estate 2020. Il bando sarà presto disponibile nel sito www.unicam.it.
All’interno del progetto Inclusione 3.0, coordinato da Catia Giaconi, docente di didattica e pedagogia speciale, mercoledì 27 novembre alle 16 all’Auditorium UniMc si terrà la terza edizione del “Premio Inclusione 3.0” dell’Università di Macerata volto a valorizzare associazioni e organizzazioni che hanno realizzato progetti inclusivi. Ventiquattro sono le realtà a livello nazionale e internazionale premiate dal Comitato Scientifico composto da Catia Giaconi, Filippo Gomez Paloma, Roberta Caldin dell’Università di Bologna e presidente SiPes, Arianna Taddei, Beatriz Rodriguez dell’Università del Brasile, Noemi Del Bianco, Ilaria D’Angelo.
“Questa terza edizione rispecchia l’impegno dell’Ateneo nel campo dell’inclusione e dell’innovazione attraverso la valorizzazione delle terza missione e dell’internazionalizzazione. Tra le realtà che si sono presentate, diverse sono Associazioni Nazionali e, per la prima volta, diverse sono state le candidature di centri di ricerca internazionali” precisa Catia Giaconi. Due premi speciali sono stati conferiti al docu-reality di Rai2 “O anche no”, condotto da Paola Severini Melograni e diretto da Davide Frasnelli, per l’elevato impegno sociale nella sfida ai pregiudizi sulla disabilità e al “Progetto e Film Fuori Centro” di Sandro Fabiani, per aver saputo raccontare inclusione, progettualità e autonomia nel mondo della disabilità, attraverso attori speciali. Ecco i progetti premiati nelle diverse categorie.
Nella sezione “Tempo libero, Sport e inclusione” il Premio verrà conferito a: “Chivasso Rugby onlus” di Torino, “BodyFly special needs”di Pesaro, l’associazione sportiva dilettantistica “Liberi nel Vento” di Porto San Giorgio, “Una parte del mondo-Virtus Buonconvento” di Fermo. Per la categoria “Arti e Inclusione”: la “Compagnia Simona Bucci” di Firenze, Associazione “Fuori Posto. Festival di Teatri al Limite” di Roma, “Progetto teatrale inclusione” della Comunità San Claudio, “Museo Omero” di Ancona, “Museo Facile. Sistema Integrato di comunicazione e accessibilità culturale” dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, progetto di Community Museum “COSMOpoLIS” di Roma. Per “Tecnologie e inclusione”: il progetto “Alba” di Torino; Cost-Ludi, a cura dell’Università di Bergamo. Nella sezione “Lavoro e inclusione” saranno premiate: “Frolla” di Osimo, “Tuttoincluso” di Anffas Macerata; “Ceralacca - Centro di Documentazione per l’inclusione” gestita da otto ragazzi con sindrome di down, portata avanti da Aipd e Università di Perugia.
Nella sezione “Inclusione ed empowerment”: l’associazione Cbm Italia con il progetto “CoRSU”, per un nuovo reparto di terapia intensiva per la cura della Sepsi al servizio della popolazione vulnerabile dell’Uganda, realizzato con il patrocinio dell’ospedale di Milano; “I-Can: Independence, capabilities, Autonomy, Inclusion, in quanto centro per la vita indipendente per le persone con disabilità nella striscia di Gaza, promosso da EducAid; “Storie straordinarie al femminile ”, dell’associazione Agfh, Fano e dall’Università di Urbino, un progetto che mira a rendere protagoniste visibili le donne in vari ruoli; Il filo dalla torre, Roma, con il progetto “Siamo nonni blu. Nonni e nipoti con autismo” volto a migliorare le relazioni intergenerazionali.
Tra le realtà internazionali, verranno premiate: il “Centro Lida”, dell’Università Statale di San Paolo, Brasile, centro di eccellenza per studenti con disturbi specifici di apprendimento e disturbi dell’attenzione; il “Centro Strategic Alternative Learning Techniques” dell’Università dell’Arizona, Usa, per l’impegno nell’inclusione di studenti con difficoltà di apprendimento e disturbi dell’attenzione; il programma “Adaptive Athletics Program”, sempre dell’Università dell’Arizona in quanto è il più ampio programma di sport adattivo degli Stati Uniti (con sede universitaria), poiché vanta sette squadre agonistiche di atleti con disabilità.
Giovedì 28 novembre 2019, dalle ore 09.00, a Macerata nell’Aula Verde del Polo Pantaleoni, l’Università di Macerata organizza il secondo dei quattro workshop previsti all’interno del progetto “Challenge”, questa volta incentrato sul tema “Migrazioni, politiche e vulnerabilità: il lavoro sociale e le buone prassi”.
Il progetto Challenge, a valere sul Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (F.A.M.I.), di cui la Prefettura di Macerata è ente capofila, vede il partenariato dell’Università di Macerata oltreché dell’Università di Camerino, del Comune di Porto Recanati e dell’Ats On The road Onlus. L’obiettivo principale delle attività proposte è quello di strutturare modelli di governance più coordinati e funzionali del sistema dei servizi, attraverso la costituzione di reti stabili di cooperazione tra istituzioni e il rafforzamento delle capacità e delle competenze delle amministrazioni pubbliche coinvolte e dei portatori di interesse del territorio.
La giornata rientra tra gli incontri formativi proposti e vuole riflettere sulle politiche sociali, in un’ottica comparata, sul lavoro sociale e sulle situazioni di vulnerabilità, attraverso dati, strumenti e buone prassi messe in campo sul territorio.
A coordinare il workshop sarà Maria Letizia Zanier dell’Università di Macerata. Interverranno Eduardo Barberis dell’Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”; Emmanuele Pavolini, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, della comunicazione e delle relazioni internazionali di Unimc; Gianni Giuli, direttore del Dipartimento di Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 3, e Silvia Agnani, sociologa del Dipartimento di Dipendenze Patologiche dell’Area Vasta 3; Pina Ferraro, assistente sociale specialista/sociologa; Barbara Paolinelli, responsabile Unità organizzativa Siproimi e Minori e famiglia Asp Ambito 9; Giovanni Santarelli, dirigente Servizio politiche sociali e sport Regione Marche; Carla Scarponi, coordinatore dirigente Ats 15; Sergio Pollutri, tecnologo di ricerca Istat.
Ad introdurre i lavori saranno il rettore Francesco Adornato, il prefetto Iolanda Rolli, il sindaco di Porto Recanati Roberto Mozzicafreddo, la vice presidente Ordias Marche Marika Di Prodi e il presidente del consiglio delle lauree in Servizi sociali Mariano Cingolani.
Il convegno è accreditato dalle classi L-36 e LM-62 del Dipartimento di Scienze Politiche, della Comunicazione e delle Relazioni internazionali e dalle classi LMG/01, L-39 ed LM-87 del Dipartimento di Giurisprudenza. Inoltre, il convegno è accreditato presso l’Ordias Marche.
Insegnanti italiani, spagnoli, francesi, polacchi e romeni al lavoro, fianco a fianco, per collaborare al progetto che fa parte dei partenariati strategici per l’innovazione Ka201 “Contr’Addictions”, progetto europeo Erasmus+ che ha visto ospitata a San Severino Marche, presso l’Istituto Croce Bianca, la prima riunione transnazionale. L’iniziativa si è arricchita anche di incontro pubblico, ospitato al teatro Italia, alla presenza del fondatore dell’Istituto, padre Igino Ciabattoni, del sindaco, Rosa Piermattei, della coordinatrice del progetto, Cecilia Anselma Monaco.
“Dobbiamo risollevarci da tutto ciò che non va per poterci proiettare in avanti, verso il meglio - ha detto padre Igino, nel suo breve intervento in cui ha ricordato le dolorose problematiche al centro dell’incontro che tanti lutti hanno portato a molte famiglie e all’Italia intera, per poi sottolineare - Questo progetto è per noi un fiore all’occhiello perché centra il discorso essenziale per tutta l’umanità che è quello di educare e far crescere i giovani”.
L’iniziativa, nata dalla volontà delle scuole di affrontare il problema dell’abbandono ricercando le circostanze e le cause che spingono i giovani adolescenti a lasciare gli studi, oltre all’Istituto Croce Bianca coinvolge anche l’Ies Mar Serena di Pulpi in Andalusia, l’Università Federico II di Napoli, l’Istituto “Margherita Hack” di Morlupo, il college “Maurice Genevoix” di Decize in Borgogna, la scuola “Kusocinskiego” di Inowroclaw in Pologna e il collegio “Mihai Viteazul” di Bucarest in Romania.
L’Istituto Croce Bianca di San Severino Marche e l’Università di Napoli Federico II sono stati scelti per la loro esperienza e hanno accompagnato le scuole partner fornendo formazione a insegnanti e personale scolastico per combattere le disuguaglianze geografiche, sociali ed educative nonché altri fattori che possono portare alla disperazione, ad abitudini di dipendenza e abbandono della scuola.
“Ringrazio l’Istituto Croce Bianca, presente nella nostra città dal 1969, che ogni giorno si impegna a combattere il più possibile l’esclusione sociale e a sviluppare iniziative e azioni per la prevenzione del malessere di giovani e degli adulti” - è intervenuto il sindaco, Rosa Piermattei, che ha avuto parole di profonda riconoscenza per il fondatore, padre Igino Ciabattoni, da sempre guida dell’Istituto ma anche faro per moltissimi giovani in difficoltà.
Si è parlato del web, dei social, dei loro pericoli, della superficialità con cui troppo spesso se ne fa uso e, ancor peggio, della mancanza di consapevolezza da parte di genitori convinti che i propri figli stiano serenamente “giocando con il telefono”.
Di questo e di molto altro ha trattato con notoria competenza l’Ispettore Superiore della Polizia di Stato, sezione Polizia Postale e delle Comunicazioni di Macerata, Raffaele Daniele, giovedì 21 novembre nel Teatro Comunale di Montelupone, di fronte a una platea gremita di genitori, figli e docenti.
L’incontro organizzato dall’Istituto Comprensivo “Giacomo Leopardi” di Potenza Picena-Montelupone grazie all’opera delle figure designate alla prevenzione del bullismo e cyberbullismo -le professoresse Stefania Meloni e Maria Laura Perugini – ha goduto del patrocinio dei due Comuni per l’occasione rappresentati rispettivamente dal Vicesindaco Giulio Casciotti e dal Sindaco Rolando Pecora, che hanno puntualizzato come la falsa certezza di una zona comfort, rappresentata dal sapere il proprio figlio intento a divagarsi in casa maneggiando le nuove tecnologie, sia il presupposto a lasciarlo agire senza un controllo di carattere superiore.
Essere attenti, partecipi, vigili osservatori: questo si chiede a chi riveste il prezioso e difficile ruolo dell’educatore, in veste di genitore o di docente, richiesta che non può prescindere dalla formazione e dall’informazione a riguardo affinché non si derubrichino gravi comportamenti sotto la voce “ragazzata”, come auspicato dal Dirigente Scolastico del “Leopardi”, Alessandra Gattari.
È avvenuta questa mattina presso il Salone dell’ostello comunale di San Ginesio la consegna dei Premi al Merito riservati agli studenti meritevoli iscritti al primo anno delle scuole superiori della città, ovvero quelli dell’Istituto Istruzione Superiore “A. Gentili” (Liceo delle Scienze Umane e Liceo Linguistico) e quelli iscritti all’IPIA “R.Frau” (Arredi e forniture d’Interni; Apparati, Impianti e servizi tecnici industriali e civili).
La pregevole iniziativa è stata concessa grazie alle donazioni pervenute dal Comitato Premio “Claudio de Albertis” di Milano e dall’azienda mantovana operativa nel settore delle telecomunicazioni Mynet.
Questa mattina sono stati premiati nove studenti che grazie al Premio potranno avere il rimborso di tutte le spese sostenute per l’acquisto dei libri di testo per l’anno scolastico in corso. Di fronte alla sala gremita di studenti e insegnanti, il sindaco del Comune di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, ha voluto fortemente ringraziare gli amici mantovani e la fondazione “Claudio de Albertis” che grazie alle loro molteplici iniziative e alla loro vicinanza contribuiscono a far ritornare il sorriso sul volto di tanti concittadini.
Lo scorso 3 Novembre, cinque alunni della classe 3^L indirizzo Scienze applicate del liceo “Leonardo da Vinci” di Civitanova Marche (Beatrice Antinori, Leonardo Corradini, Debora Gagliardi, Paolo Tosoni e Gianluigi Mancinelli), accompagnati dalle docenti di scienze e inglese Nadia Campanari e Patrizia Giacconi, sono partiti per il progetto biennale Erasmus + Save Water Save Life, con destinazione Tarragona (Spagna).
Il progetto coinvolge team provenienti rispettivamente da Grecia, Islanda, Italia, Portogallo e Spagna. Questo era il primo dei cinque meeting in cui cinque studenti per nazione si incontrano per discutere di tematiche riguardanti l’ecosistema acquatico, le rispettive problematiche legate all’antropizzazione e le possibili ipotesi di soluzione.
I ragazzi sono stati ospitati dalle famiglie degli studenti spagnoli coinvolti nel progetto.
Durante la mattinata studenti e insegnanti si recavano a scuola, dove si svolgevano attività di presentazione e confronto dei lavori precedentemente preparati nelle proprie nazioni insieme all’intera classe. Questo di Tarragona è stato il primo dei meeting internazionali in programma: seguiranno Lisbona, Reykjavík e Civitanova Marche nel 2020, infine Patras nel 2021.
Alla fine di questa settimana i ragazzi sono grati e felici della propria esperienza in Spagna, dove, oltre ad aver svolto un ottimo lavoro, hanno stretto bellissime amicizie con ragazzi provenienti da altri paesi e con culture differenti, come hanno dimostrato le loro lacrime e la tristezza al momento del rientro in Italia.
“L’alternanza scuola-lavoro non deve essere un ingresso nel mondo del lavoro dalla porta di servizio, un sostituto del percorso formativo didattico o, peggio ancora, una fonte di manodopera a basso costo. Il percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento deve essere un’opportunità per i ragazzi di conoscere in anticipo il loro futuro, e per le imprese la possibilità di conoscere i lavoratori di domani”. Così la parlamentare marchigiana del Movimento 5 Stelle della Commissione Affari Esteri alla Camera Mirella Emiliozzi e presidente dell’Unione Interparlamentare Italia-Corno d’Africa intervenendo oggi all’incontro promosso da CNA Macerata.“Va proprio in questa direzione l’alternanza scuola-lavoro – ha aggiunto Emiliozzi nel suo intervento all’Università di Macerata - recentemente riformata e trasformata nei ‘percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento’. È un’opportunità che possiamo e dobbiamo cogliere per ammodernare e migliorare l’offerta formativa dedicata ai nostri ragazzi e per prevenire la diaspora dei giovani che si sentono costretti a cercare altrove quel futuro che l’Italia non pare loro più in grado di garantire. Per questo è giusto che gli studenti passino del tempo nelle aziende, a capire che c’è un domani da conquistare e un Paese da ricostruire. Stiamo ricevendo una delle più forti chiamate all’azione di tutti i tempi”.Il 4 dicembre, a Roma, ha annunciato poi la parlamentare pentastellata, “faremo un grande incontro aperto a tutti. Parleremo di difesa del Made in Italy, di distretti industriali, di futuro, ma anche di Marche, di Area di Crisi Complessa e di quali opportunità ci vengono offerte per ricostruire il nostro territorio. Vorrei che tra queste opportunità – ha concluso - qualche imprenditore coraggioso individuasse un progetto nuovo, di rinnovamento completo, magari studiato e costruito insieme ai ragazzi. Abbiamo molte sfide che ci aspettano: penso ad esempio all’Expo di Dubai 2020, dove molte nostre aziende saranno presenti con i loro prodotti."
Mattinata di festa al centro commerciale "Val di Chienti" di Piediripa. Tanti bambini hanno animato la piazzetta del centro in occasione del progetto "Aiutaci a crescere...donaci un libro" promosso dalla Libreria Giunti per sensibilizzare alla lettura le giovani generazioni, sin dalla più tenera età. Sono stati tre gli istituti di Macerata interessati dalle donazioni di libri, accuratamente selezionati per rispondere alle esigenze dei piccoli alunni.
Si tratta della scuola primaria "Montessori", della scuola dell'Infanzia "Padre Matteo Ricci" e della scuola elementare "Dolores Prato".
Gianluca Tittarelli, direttore del centro commerciale "Val di Chienti" di Piediripa, ha sostenuto economicamente il progetto: "Doneremo più di cento libri ad ogni istituto, con tanto di bibliotechina costruita ad hoc. È bellissimo vedere così tanti bambini nella piazza del nostro centro commerciale: ci ripaga degli sforzi fatti per regalargli una così importante opportunità di apprendimento".
(Foto di Lucia Montecchiari)
Arriveranno in Italia da una Libia martorizzata da una guerra civile senza fine attraverso una lunga strada – da Tripoli a Misurata e poi Tunisi – gli studiosi e ricercatori che martedì e mercoledì, 26 e 27 novembre, saranno all’Università di Macerata. Si tratta forse della delegazione più numerosa nel campo dei beni culturali mai giunta nel nostro Paese in questi ultimi anni, proprio in virtù dell’antico e stretto legame con l’Ateneo maceratese. La missione di Unimc in Libia è nata, infatti, nel 1968 ad opera di Antonino Di Vita per proseguire fino a oggi a ritmi alterni, a causa dell’instabilità politica del Paese.
Sarà ospite di Macerata una rappresentanza del Dipartimento delle Antichità della Libia - composta dal presidente Mohamed Faraj Al Faloos, dal direttore delle ricerche archeologiche Mustafa Turjman, dal direttore alle relazioni internazionali Bashir Galgham, dal direttore della sezione informatica Feryal Sharfeddin, dal capo delle ricerche archeologiche Mahmud Hadia – insieme ai soprintendenti alle antichità Ezeddin Fagi per Leptis Magna e Abuojalah Rahoumah per Sabratha, entrambi siti Unesco.
L’occasione è data dai due giorni di convegno “Macerata e Libia. Archeologia tra passato, presente e futuro”. Si tratta di una opportunità per conoscere e capire gli effetti di guerre e conflitti sullo stato di siti archeologici tanto importanti per la conoscenza della civiltà romana e dal forte impatto monumentale. Per l’occasione Attilio Mastino, presidente del comitato scientifico de “L’Africa romana”, presenterà i nuovi volumi di “Libya Antiqua”, la rivista ufficiale del Dipartimento delle Antichità della Libia, fondata nel 1964 da Di Vita insieme all’amico e collega inglese Richard Goodchild e all’allora direttore libico alle Antichità, Nureddin Shelli.
Sarà illustrato anche il lavoro di digitalizzazione e messa on line del ricchissimo patrimonio archivistico portato avanti negli ultimi tre anni del centro informatico di ateneo sempre in collaborazione con il Dipartimento per le antichità della Libia. Si tratta di decine di migliaia di documenti riguardanti l’archeologia in Libia a partire dagli anni’20, conservate nel Centro di documentazione e ricerca sull’archeologia dell’Africa settentrionale. Verrà proiettato anche il film “Storie dalla sabbia. La Libia di Antonino Di Vita”. Il programma completo è su www.unimc.it.
“La missione di Macerata - spiega la direttrice Maria Antonietta Rizzo - proseguendo sulla strada tracciata da Antonino De Vita, intende pagare quei debiti scientifici contratti dall’archeologia italiana in tempi assai lontani, nella convinzione che, attraverso un’attenta e rigorosa raccolta di dati, possano essere individuati idonei progetti di restauro, purtroppo non sempre possibili dato l’enorme numero dei monumenti e la scarsità dei fondi. Studi e progetti potranno comunque garantire, nonostante i pericoli e le tristi vicende umane dell’attuale momento storico, una lunga vita a quei monumenti, offrendo alla comunità scientifica nuovi dati sulla vita e la storia di queste importanti città della Tripolitania antica e assicurando alle future generazioni informazioni e documentazioni che permettano loro di continuare nell’opera di studio, restauro, salvaguardia, conservazione e valorizzazione di un patrimonio culturale che appartiene alla Libia e a tutta l’umanità”.
In occasione della Giornata Internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza il 20 e il 21 novembre in collaborazione con Nati Per Leggere, gli alunni delle scuole primarie dell’istituto comprensivo Ugo Betti di Camerino hanno avuto la possibilità di assistere a letture ad alta voce in lingua inglese, grazie alla volontaria del gruppo, Marina Vasic.
Streghe che perdono lunghi cappelli e bambole di carta hanno animato le aule dell’edificio che ospita le due scuole primarie. Gli occhi dei bambini erano attenti a guardare le illustrazioni dei libri proposti mentre le orecchie erano pronte a captare il contenuto dei testi descritti in inglese. Curiosità, interesse, viva partecipazione, domande per essere sicuri di aver capito quanto ascoltato.
Leggere è senz’altro un modo con cui passare piacevolmente il tempo immergendosi in una storia, ma è anche un’attività utile per scoprire nuove parole ed esercitare le proprie capacità di comprensione.
Avvicinare i bambini ad una nuova lingua significa accompagnarli in un processo di crescita e di scoperta molto stimolante non solo per chi apprende ma anche per chi insegna.
Scoprire l’esistenza di altre lingue oltre alla nostra, apprenderne le caratteristiche linguistiche, comprendere che la lingua è un riflesso della cultura di un popolo, scoprire che attraverso di essa è possibile entrare in relazione con altre persone che parlano una lingua diversa dalla nostra, sono tutti aspetti che contribuiscono alla crescita complessiva, allo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale di una persona. All'Istituto Comprensivo Ugo Betti si cerca di fare proprio questo e ogni buona proposta come quella del gruppo Nati Per Leggere, nel ventesimo anno di fondazione, viene accolta con entusiasmo e collaborazione.
I bambini imparano ciò che incontrano sufficientemente spesso. Fare in modo che gli stessi capiscano il messaggio di ciò che ascoltano in inglese leggendo con loro, mostrando le immagini, ripetendo le parole abbinandole ai disegni, mimando le azioni il comprendere, diventa più semplice.
L’arte premia di nuovo l’Istituto Comprensivo “Vincenzo Tortoreto” di San Ginesio. Stavolta è di scena la poesia e la danza con il video PANTA REI.
Già primo premio nel concorso Rinascere con la Musica, la Danza, il Teatro bandito dal liceo coreutico Filelfo di Tolentino lo scorso anno, il video realizzato dai ragazzi della scuola media per la regia della prof. Genny Ceresani, ha ottenuto un nuovo riconoscimento nell’ambito del Premio Nazionale di Poesia L’arte in versi la cui premiazione si è tenuta sabato 16 novembre alle ore 16.30 nel Palazzo dei Convegni di Jesi.
Il premio speciale “Caffè Convivio” per la sezione video-poesia è stato conferito agli alunni della scuola media Ugo Betti con la seguente motivazione della giuria: “Apprezzabile il lavoro condotto da alcuni ragazzi di una scuola della provincia di Macerata che, stimolata dalla docente, ha prodotto una video-poesia costituita da testi brevi, tra cui haiku, degli stessi ragazzi, coordinati in maniera riuscita anche nell’immagine e nella trasposizione del video. Il tema, di eraclitiana memoria, è il panta rei: l’apparire e il crescere, la dissolvenza continua, il ciclo di nascita, crescita, morte e rinascita. Tutto scorre: è un continuo divenire.”
Il video è stato commentato da tre studentesse di terza media che hanno spiegato le fasi di creazione. “Il momento più divertente – commenta Maria Rastelli - è stato quando, nella scena ripresa al Colle Ascarano, i teli di nylon mossi dal vento hanno preso il volo verso il cielo”.
A consegnare la targa e l’attestato, il presidente dell’Associazione Euterpe, nonché ideatore del concorso, Lorenzo Spurio e il presidente della giuria Michela Zanarella. Sono state consegnate inoltre copie dell’Antologia pubblicata dall’Associazione in cui si raccolgono tutti i testi vincitori, inclusi gli haiku scritti dai ragazzi e inseriti nel video.
Giunto alla sua VIII edizione, il Premio Nazionale di Poesia L’arte in versi ha visto quest’anno la partecipazione di 800 opere per le varie sezioni di partecipazione, ovvero la poesia in lingua italiana, poesia in dialetto, poesia in lingua straniera, libro edito di poesia, haiku, videopoesia e critica letteraria. La competizione è patrocinata dalle Regioni Marche, Puglia e Piemonte, dell’Assemblea Legislativa delle Marche, delle Province di Ancona e Lecce, delle Città Metropolitane di Torino e Palermo, dei Comuni di Jesi, Ancona, Senigallia, Maglie, Palermo e Alia.
“Pur non essendo un concorso aperto alle scuole – osserva la prof. Ceresani – è stato importante, a mio avviso, che i ragazzi ne abbiano fatto parte. Al di là del premio, presenziare alla cerimonia è servito loro a scoprire che i poeti non sono solo nei libri e a far parte, anche se per una occasione breve, del panorama poetico attuale”.
L’arte è rinascita per San Ginesio. Cinema, teatro, musica, percorsi paralleli ma strettamente correlati, si attestano come parte integrante dell’offerta formativa, contesti che permettono lo sviluppo di compiti autentici in cui trasformare la teoria appresa in prodotti creativi di qualità.