Sanità

Ospedale di Civitanova, giornata dedicata alla tiroide con screening gratuiti

Ospedale di Civitanova, giornata dedicata alla tiroide con screening gratuiti

Giovedì 28 maggio l’ospedale di Civitanova ospiterà un Open Day dedicato alla prevenzione e alla diagnosi precoce delle patologie della tiroide, iniziativa promossa in collaborazione tra l’associazione AMATI.m e l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Ast di Macerata. La giornata prevede visite specialistiche gratuite e un info point informativo, con prenotazione obbligatoria, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione e dell’individuazione precoce delle disfunzioni tiroidee. “Le malattie della tiroide colpiscono una parte significativa della popolazione e spesso si manifestano in modo silenzioso – spiega il primario dell’U.O.C. di Otorinolaringoiatria, dottor Cesare Carlucci – per questo l’iniziativa punta a favorire una diagnosi tempestiva e una maggiore consapevolezza”. Nel corso della giornata saranno effettuate sette visite specialistiche gratuite, dalle ore 11 alle 13, eseguite da personale medico specializzato. Dalle 10 alle 12.30 sarà inoltre attivo un info point a cura dei volontari dell’associazione AMATI.m, che forniranno materiale informativo e risponderanno ai dubbi dei cittadini sulle buone pratiche di prevenzione. La prenotazione è obbligatoria e potrà essere effettuata telefonando al numero 0733 823031 nella giornata di martedì 26 maggio, dalle ore 12 alle ore 13, fino a esaurimento dei posti disponibili. “Un semplice controllo della tiroide può evitare anni di sintomi e complicanze che incidono sulla qualità della vita e sul lavoro – sottolinea il direttore generale dell’Ast di Macerata, dottor Alessandro Marini – per questo è fondamentale promuovere iniziative di prevenzione come questa”.

25/05/2026 13:24
Ambiente e salute al centro del congresso del Rotary: l'intervista al presidente Michele Petecchia

Ambiente e salute al centro del congresso del Rotary: l'intervista al presidente Michele Petecchia

Intervista al presidente del club Rotary di Montegranaro Michele Petecchia in occasione del congresso “Ambiente e salute” che si svolgerà a Montegranaro il 30 maggio 2026 nel Teatro “La Perla”. Presidente Petecchia ci definisca il Rotary e le sue finalità. "Il Rotary è una istituzione che sa coniugare intelligenza, cultura, professionalità, valori della tradizione ed innovazioni della modernità per mettersi a servizio della protezione e della crescita della società". - Chi aderisce o può aderire al Rotary? "In generale, diciamo, che possono aderire tutti gli uomini e le donne di buona volontà che hanno a cuore la vita sociale, economica e culturale del proprio territorio. Naturalmente con queste finalità sono i professionisti e gli imprenditori che volontariamente e senza alcun fine di lucro possono mettere a disposizione la loro professionalità e la loro esperienza per ricercare i migliori risultati collettivi del loro lavoro. Ci sono delle regole interne alla nostra organizzazione che devono comunque essere rispettate e che determinano la possibilità di adesione. - Il suo club di Montegranaro da qualche anno presenta un programma rivolto alla tutela della salute, dell’ambiente e alla bellezza dei nostri territori. "È vero. In collaborazione con i club di Fermo, alto-fermano Sibillini e Porto S. Giorgio stiamo realizzando un programma di grande attualità. Già il 6 febbraio scorso a Montegranaro è stato organizzato e molto partecipato un convegno dal titolo “L’adolescenza digitale”. In quell’occasione abbiamo avuto ospite la professoressa Daniela Lucangeli dell’Università di Padova, una docente all’avanguardia su questa tematica. Il 9 maggio a Servigliano abbiamo parlato dei nostri borghi ed eletto il borgo più incantevole della provincia di Fermo. Il “vincitore” è risultato Santa Vittoria in Matenano. È stata un’occasione per esaltare la possibilità di una bella qualità della vita nella nostra terra. Inoltre il prossimo 30 maggio nel teatro “La Perla” di Montegranaro si terrà il congresso “Ambiente e salute” con la premiazione del concorso per le scuole sul tema “L’uomo, il bambino e l’ambiente” aperto a tutte le scuole regionali, con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Da segnalare anche nelle nostre manifestazioni la collaborazione dell’Istituto Alberghiero “Carlo Urbani” di Porto Sant’Elpidio. Dobbiamo anche ringraziare le aziende che supportano il nostro lavoro; parlando di salute voglio menzionare il centro medico Associati Fisiomed”. - Quali saranno gli argomenti di quest’ultimo appuntamento? "Naturalmente la tutela dell’ambiente, l’educazione al rispetto di tutto quello che può contribuire alla prevenzione ed in particolar modo alla tutela della salute infantile". - Per concludere, Presidente? "Noi, rispettando i nostri valori ed i nostri ideali vogliamo contribuire alla salvaguardia delle economie locali, del benessere sociale, della tutela dell’ambiente e soprattutto anche alla preservazione del bene più importante: la salute individuale e collettiva in tutte le fasi della vita".  

24/05/2026 10:40
Malnutrizione nascosta negli anziani, come riconoscerla e trattarla: "L'errore più comune è la dieta in bianco"

Malnutrizione nascosta negli anziani, come riconoscerla e trattarla: "L'errore più comune è la dieta in bianco"

L'Italia vanta uno dei tassi di longevità più alti al mondo. Un traguardo demografico straordinario che porta con sé, tuttavia, sfide cliniche silenziose. Recenti inchieste sulla malnutrizione geriatrica rivelano infatti una realtà diffusa: la malnutrizione nella terza età non si manifesta solo con l'estrema magrezza. Esiste una malnutrizione "nascosta", un progressivo impoverimento di nutrienti che colpisce anche chi ha un peso normale o soffre di obesità sarcopenica, ovvero quando una persona è in sovrappeso ma i suoi muscoli sono deboli e svuotati. Per molti figli e caregiver, il pasto può diventare fonte di preoccupazione. L'anziano che un tempo apprezzava la tavola inizia a rifiutare i cibi e si sazia con pochissimo. Non sono capricci. L'invecchiamento comporta alterazioni naturali: la soglia del gusto e dell'olfatto si alza (i cibi sembrano insapori), la sazietà arriva prima e la masticazione può risultare faticosa. Fisiologicamente, il corpo anziano va incontro alla cosiddetta "resistenza anabolica". In parole semplici, i muscoli diventano "sordi" agli stimoli del cibo. Paradossalmente, un muscolo anziano necessita di più proteine rispetto a uno giovane per mantenere la propria struttura. Solo garantendo questo apporto si contrasta la sarcopenia, la naturale perdita di massa e forza muscolare che rende le persone anziane fragili e a rischio di cadute. A questo si sommano i cambiamenti dell'apparato digerente: stomaco e intestino diventano meno efficienti, ostacolando l'assorbimento di ferro, calcio e Vitamina B12, con ricadute sulle difese immunitarie e sull'energia mentale. L'errore più comune per assecondare l'inappetenza è rifugiarsi nella "dieta in bianco": tè, fette biscottate, pastine e brodini. Il rischio non risiede tanto nei singoli alimenti, quanto nella monotonia che ne deriva. Queste scelte placano la fame immediata, ma appiattiscono l'alimentazione, rendendola drammaticamente carente di fibre (fondamentali per l'intestino), vitamine e, soprattutto, di quelle preziose proteine necessarie ai muscoli. Come intervenire senza imporre quantità di cibo impossibili da gestire? La regola d'oro non è mangiare di più, ma mangiare più denso. L'obiettivo è concentrare nutrimento in piccoli piatti. Una vellutata di verdure può essere arricchita in modo quasi invisibile con olio extravergine d'oliva, formaggio stagionato o un uovo. Inoltre, per spronare l'anziano a mangiare contrastando il naturale calo di gusto e olfatto, è essenziale esaltare i sapori: l'uso sapiente di erbe aromatiche e spezie aiuta a risvegliare un palato assopito, rendendo il pasto di nuovo invitante. Le fonti proteiche dure, come la classica fettina di carne, andrebbero sostituite con alternative morbide da masticare e quindi più "biodisponibili" (cioè che il corpo riesce ad assorbire con facilità): pesce, uova, ricotta e legumi decorticati, molto più delicati sulla digestione. Non dimentichiamo, infine, l'idratazione. Il meccanismo della sete si inceppa con l'età: gli anziani spesso non bevono perché non ne sentono il bisogno, arrivando a disidratazioni silenziose che causano confusione mentale e stipsi. La longevità deve coincidere con un'alta qualità della vita, e questa cura passa per la tavola. Ricordiamo sempre, però, che il miglior "integratore" rimane la convivialità: la solitudine toglie l'appetito più di qualsiasi patologia. Mangiare insieme a loro è, e resterà sempre, la prima vera cura.  

23/05/2026 17:00
Il Consultorio entra nelle scuole di Camerino: "Costruire relazioni sane si impara da giovani”

Il Consultorio entra nelle scuole di Camerino: "Costruire relazioni sane si impara da giovani”

Si è concluso con un bilancio positivo il percorso di alfabetizzazione sanitaria promosso dal Consultorio di Camerino attraverso l’équipe “Spazio Giovani”, che durante l’anno scolastico ha coinvolto gli studenti delle classi terze dell’Istituto Ugo Betti di Camerino e Serravalle. L’iniziativa si è articolata in un ciclo di nove incontri dedicati alla salute sessuale e affettiva, affrontando temi fondamentali per la crescita degli adolescenti attraverso laboratori, materiale audiovisivo e brochure informative. Nel corso delle attività i ragazzi si sono confrontati su cambiamento puberale, salute riproduttiva, contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, fino ad approfondire aspetti più ampi legati agli stereotipi di genere e ai fenomeni di violenza nelle relazioni, spesso presenti anche nel contesto scolastico. A prendere parte al progetto sono state diverse figure professionali dell’ambito sanitario: l’ostetrica territoriale Maria Teresa Gervasio, la psicologa Floriana Menga, l’assistente sociale Vanessa Stefani e la ginecologa Marta Tassetti, con il supporto del direttore del Dipartimento Materno Infantile Mauro Pelagalli. “Da questi incontri è emerso chiaramente quanto sia importante il gruppo dei pari come luogo per crescere e ascoltare sé e gli altri – ha spiegato la psicologa Floriana Menga –. Gli adulti dovrebbero favorire un confronto rispettoso e costruttivo con i ragazzi su relazioni, cambiamenti ed emozioni come paura, rabbia, frustrazione e incertezza verso il futuro”. Il percorso ha coinvolto anche docenti e genitori. Durante un incontro dedicato, l’équipe consultoriale ha condiviso dati e riflessioni emersi dalle ricerche nazionali sugli stili di vita dei giovani tra gli 11 e i 17 anni e dal Rapporto Giovani dell’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, evidenziando la necessità di costruire una comunità educante capace di accogliere i bisogni delle nuove generazioni. L’ultima giornata del progetto si è svolta nei locali distrettuali di Camerino, dove gli studenti, accompagnati dagli insegnanti, hanno potuto conoscere più da vicino i servizi sanitari del territorio. “L’équipe Spazio Giovani del Consultorio di Camerino rappresenta un ponte fondamentale tra il mondo degli adolescenti e i servizi di salute dell’Ast – ha dichiarato il direttore generale dell’Ast di Macerata Alessandro Marini –. Attraverso la prevenzione attiva nelle scuole offriamo ai ragazzi strumenti utili per fare scelte consapevoli e costruire relazioni sane”.  

23/05/2026 10:20
"Lo choc settico e l'attesa infinita. Oltre 48 ore in barella prima del ricovero": la denuncia di Aurora

"Lo choc settico e l'attesa infinita. Oltre 48 ore in barella prima del ricovero": la denuncia di Aurora

Una donna di oltre settant'anni sarebbe rimasta per più di 48 ore, in preda a uno shock settico, su una barella prima di trovare un posto letto in ospedale. È la denuncia rilanciata dall'associazione culturale e politica Aurora, che la cita come un caso emblematico delle difficoltà della sanità marchigiana. La vicenda sarebbe avvenuta all'ospedale di Civitanova Marche tra il 19 e il 21 maggio. La donna, residente nel Civitanovese, era stata soccorsa martedì mattina dopo una caduta in casa. Secondo il racconto fornito dall'associazione, al momento dell'arrivo in pronto soccorso la paziente appariva confusa, debilitata e con difficoltà a parlare. Al triage, intorno alle 11:30, le sarebbero stati riscontrati valori pressori molto bassi e uno stato di forte sonnolenza che durava da giorni. Nonostante il quadro clinico giudicato preoccupante dai familiari, la donna sarebbe rimasta in barella per circa dieci ore prima di essere sottoposta ad accertamenti approfonditi. Solo in serata sarebbero arrivati Tac ed esami del sangue, che avrebbero evidenziato uno shock settico e la necessità di un ricovero urgente. Il problema, però, sarebbe stato l'assenza di posti letto disponibili non solo a Civitanova, ma anche in altre strutture ospedaliere regionali. La paziente sarebbe quindi rimasta nel pronto soccorso fino giovedì pomeriggio, in attesa di trasferimento in un'altra struttura sanitaria della regione. "Ora la situazione è rientrata - spiegano da Aurora - ma ci è voluto troppo tempo per arrivare a una diagnosi. Bisognerà capire anche quali conseguenze potranno derivare da questa attesa infinita". L'associazione sottolinea come il caso non rappresenti un episodio isolato, ma il sintomo di una crisi strutturale. Il fenomeno del cosiddetto "boarding", cioè la permanenza prolungata dei pazienti nei pronto soccorso in attesa di ricovero, resta infatti una delle criticità più pesanti della sanità regionale. Secondo i dati citati dall'associazione, oltre la metà dei pazienti nelle Marche rimarrebbe in osservazione per più di 24 ore prima di essere trasferita in reparto. (Foto di repertorio) 

22/05/2026 19:10
San Severino, donazione all'Hospice: 12 nuove poltrone-letto per i familiari dei pazienti

San Severino, donazione all'Hospice: 12 nuove poltrone-letto per i familiari dei pazienti

Questa mattina la Fondazione Onlus "Anello della Vita" di San Severino Marche ha ufficializzato una importante donazione a beneficio dell'Hospice della struttura ospedaliera settempedana. Si tratta di 12 poltrone-letto di ultima generazione, destinate a migliorare il comfort dei familiari, dei caregiver e di tutti gli assistenti che vegliano quotidianamente al capezzale dei pazienti ricoverati. Il valore complessivo dell'operazione umanitaria supera i 14 mila euro. La consegna ufficiale e la presentazione dell'iniziativa sono avvenute nel corso di una conferenza stampa ospitata all'interno della sala Agave del nosocomio. All'incontro hanno preso parte la sindaca di San Severino Marche, Rosa Piermattei, i vertici della Croce Rossa locale e una folta rappresentanza del mondo sanitario aziendale, tra cui il coordinatore territoriale Giorgio Caraffa, il direttore del dipartimento onco-ematologico Nicola Battelli, i medici Luca Faloppi, Giuliana Poloni, Marina Lombardello e Sergio Giorgetti, e il dottor Giuseppe Tartaglia, coordinatore dell'Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale). Il gesto di grande generosità è stato accolto con profonda gratitudine dai vertici della sanità provinciale, che hanno voluto sottolineare l'importanza del supporto costante offerto dal tessuto associativo locale. "Il ringraziamento dell’Ast di Macerata all’Anello della Vita è per la vicinanza e il sostegno dimostrato nel corso degli anni verso l’Hospice - ha dichiarato con riconoscenza il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini -. È estremamente prezioso il valore di una comunità che interagisce, supporta la sanità pubblica e si fa concretamente partecipe del suo continuo e costante miglioramento". La Fondazione settempedana ha spiegato come l'acquisto dei presidi sia stato possibile grazie a una vera e propria mobilitazione collettiva dei cittadini, orientata a umanizzare sempre di più i luoghi della cura e del fine vita. "La nostra Fondazione ha sempre cercato di aumentare il benessere dei degenti dell’Hospice di San Severino, collaborando attivamente con l'Ast - ha affermato il Presidente della Fondazione Onlus Anello della Vita, l’avvocato Marco Massei -. In questa occasione, grazie al generoso aiuto di tantissimi privati cittadini, siamo riusciti a reperire i fondi necessari per acquistare queste comode poltrone-letto, che sono già state collocate in ogni singola camera del reparto. Ci auguriamo di cuore che tale sforzo possa consentire agli ammalati di godere al meglio, e in condizioni decisamente più confortevoli, della presenza dei propri cari. Nella malattia, infatti, la vicinanza fisica e morale di chi amiamo può stimolare la guarigione o, quantomeno, alleviare le sofferenze".

21/05/2026 16:00
Tumore al seno, esperti a confronto a Civitanova: focus su diagnosi e cure innovative

Tumore al seno, esperti a confronto a Civitanova: focus su diagnosi e cure innovative

Si parlerà di neoplasia della mammella, diagnosi precoce e nuove prospettive terapeutiche venerdì 22 maggio al Cosmopolitan di Civitanova Marche, dove a partire dalle ore 8.30 si terrà il convegno promosso dai responsabili scientifici Nicola Battelli, direttore dell’Unità Operativa di Oncologia di Macerata, e Paolo Decembrini Cognigni, responsabile della Senologia. L’iniziativa riunirà specialisti e professionisti delle diverse discipline coinvolte nel percorso diagnostico e terapeutico del tumore al seno, con l’obiettivo di fare il punto sulle più recenti conoscenze scientifiche e sui modelli di presa in carico del paziente oncologico. “Il tumore della mammella rappresenta la forma più comune di cancro nelle donne. Negli ultimi anni – sottolinea il dottor Nicola Battelli – si è assistito a un significativo miglioramento della prognosi grazie ai programmi di diagnosi precoce e ai nuovi trattamenti, che richiedono un’integrazione sempre più stretta tra le diverse competenze specialistiche”. Durante il meeting verranno affrontati temi legati alla prevenzione, alla gestione clinica della malattia e all’evoluzione delle terapie, mettendo in evidenza l’importanza del lavoro multidisciplinare nella cura della paziente. Il convegno prevede inoltre un momento dedicato ai cittadini, che avranno la possibilità di incontrare gli esperti del settore in uno spazio di confronto e approfondimento, pensato per favorire informazione, consapevolezza e condivisione sui temi della salute e della prevenzione oncologica.

19/05/2026 15:00
Pronto Soccorso, la ricetta di Calcinaro contro il sovraffollamento: "Posti riservati negli Ospedali di Comunità"

Pronto Soccorso, la ricetta di Calcinaro contro il sovraffollamento: "Posti riservati negli Ospedali di Comunità"

Un cambiamento strutturale per alleggerire la pressione sui pronto soccorso marchigiani, ridurre il sovraffollamento e velocizzare i ricoveri. La Giunta regionale ha approvato una delibera che introduce nuove misure operative per contrastare il fenomeno del boarding, ovvero la lunga e spossante permanenza nei locali dell'emergenza-urgenza di quei pazienti già destinati al ricovero ma bloccati in barella in attesa che si liberi un posto letto nei reparti. Il piano punta a ridisegnare i flussi assistenziali, sfruttando in modo strategico le strutture territoriali. "È un primo passo per migliorare l’organizzazione del sistema", spiega l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro. "In attesa di un progressivo rafforzamento dei posti letto sul territorio, su cui stiamo lavorando per i prossimi anni, interveniamo subito sui percorsi - prosegue Calcinaro -: una quota di posti negli Ospedali di Comunità sarà riservata proprio ai pazienti provenienti dal pronto soccorso e a quelli stabilizzati in uscita dai reparti per acuti. In questo modo favoriremo il turn-over, renderemo i percorsi più fluidi e libereremo posti negli ospedali principali". Il cuore del provvedimento si focalizza sulla gestione quotidiana dei flussi ospedalieri. La delibera impone alle sezioni sanitarie una programmazione rigida e giornaliera dei posti letto disponibili. Alle singole aziende sanitarie viene espressamente richiesto di distribuire le dimissioni dei pazienti lungo tutto l'arco della settimana, fine settimana compresi, modificando e modulando le attività interne in base ai periodi dell'anno a maggiore affluenza, come le festività o le classiche epidemie stagionali. Per rendere efficiente il piano, la Regione punterà sul potenziamento dei sistemi informatici, che dovranno monitorare in tempo reale e in modo trasparente la disponibilità dei letti in ogni reparto. L'organizzazione interna degli ospedali vedrà il rafforzamento di due figure chiave per la gestione dei pazienti. La prima è il bed manager, il professionista responsabile della gestione e dell'assegnazione dei ricoveri a livello centrale. La seconda è il flow manager, che opererà direttamente all'interno dei pronto soccorso per coordinare i percorsi delle persone ed evitare rallentamenti nell'assistenza. Nelle situazioni di massima pressione, e laddove la logistica dei singoli ospedali lo consenta, verranno inoltre attivate delle unità temporanee di supporto al pre-ricovero e alle dimissioni, strutture nate per gestire i passaggi di ingresso e uscita alleggerendo il carico sulle prime linee dell'emergenza. Le nuove linee guida, condivise con i professionisti della sanità marchigiana, segnano l'inizio di un percorso organizzativo progressivo. Sarà compito dell'Ars (Agenzia Regionale Sanitaria) istituire un gruppo di coordinamento multiprofessionale per monitorare costantemente i risultati, definire indicatori comuni e promuovere modelli uniformi in tutte le province, con l'obiettivo finale di garantire risposte più rapide e cure più efficaci ai cittadini.

19/05/2026 14:30
Hantavirus, nessun caso nelle Marche: attivato monitoraggio regionale e individuato laboratorio di riferimento

Hantavirus, nessun caso nelle Marche: attivato monitoraggio regionale e individuato laboratorio di riferimento

ANCONA – La macchina della sanità marchigiana si attiva a scopo preventivo di fronte all'evoluzione del quadro sanitario internazionale. La Regione Marche sta seguendo con estrema attenzione gli aggiornamenti relativi al focolaio da Hantavirus Andes, un’infezione recentemente collegata alla nave MV Hondius. "Al momento la situazione sul territorio locale è sotto totale controllo", fa sapere la Regione: "Non si registrano casi sospetti o confermati, né risultano cittadini marchigiani coinvolti nel cluster transnazionale. Il monitoraggio viene condotto in costante raccordo con il Ministero della Salute e attraverso l'analisi dei dati ufficiali forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie. Le prime valutazioni degli esperti indicano un livello di rischio molto basso, uno scenario che non richiede l’adozione di misure straordinarie ma che spinge il sistema sanitario a mantenere alti i livelli di allerta e preparazione". Sul fronte operativo, l’amministrazione regionale ha già promosso i primi incontri tecnici per delineare le linee guida da attivare in caso di necessità. L'assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro, ha precisato che l’esperienza maturata durante la pandemia da Covid-19 ha lasciato in eredità una struttura organizzativa solida e già collaudata, capace di rispondere prontamente alle emergenze. "L'obiettivo attuale è garantire una vigilanza costante, focalizzandosi in particolare sulla verifica delle scorte dei dispositivi di protezione, mantenendo un canale diretto con il Ministero e gli organismi internazionali per gestire la vicenda con il dovuto rigore e senza cedere a ingiustificati allarmismi". "In linea con le direttive ministeriali, sono state avviate le procedure formali per individuare il polo diagnostico regionale di riferimento per l’Hantavirus, che avrà sede presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche ed entrerà a far parte della rete nazionale. Parallelamente, è stato attivato un coordinamento strategico che unisce i Dipartimenti di prevenzione, i presidi ospedalieri e la rete dei laboratori locali. Questa sinergia punta a garantire la massima tempestività nell’eventuale tracciamento dei casi, l'uniformità delle azioni mediche e la totale sicurezza degli operatori sanitari, consolidando il legame tra le strutture ospedaliere, la medicina del territorio e la sanità pubblica". Per i cittadini che volessero approfondire la natura dell'infezione e seguire l'evoluzione della situazione, le autorità consigliano di consultare esclusivamente i canali ufficiali. Informazioni dettagliate e costantemente aggiornate sono disponibili sulle sezioni dedicate nei portali web del Ministero della Salute, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie Infettive.

18/05/2026 12:00
Non solo ospedale, la rivoluzione della sanità di prossimità: il "modello Macerata" per gli infermieri del futuro

Non solo ospedale, la rivoluzione della sanità di prossimità: il "modello Macerata" per gli infermieri del futuro

Una giornata di alto profilo scientifico, professionale e umano per accendere i riflettori su un aspetto cruciale, ma spesso poco conosciuto, della sanità contemporanea: l’assistenza infermieristica fuori dalle corsie d’ospedale. Ha registrato uno straordinario successo di pubblico il convegno “Le realtà assistenziali non ospedaliere”, organizzato nei giorni scorsi dall’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI) di Macerata presso l’Auditorium Unimc “Ex Banca Marche”, con il patrocinio dell'Università di Macerata e dell'Ast. L'evento, accreditato Ecm e aperto a tutte le professioni sanitarie, ha visto una massiccia partecipazione di camici bianchi, confermando l'interesse strategico per la medicina del territorio e di prossimità. Sotto la direzione scientifica della dottoressa Lucia Giuliani, i lavori si sono aperti con i saluti del dottor Pinciaroli (Fnomceo) e del dottor Roberto Scendoni (Unimc), che hanno lodato l'alto livello multidisciplinare dell'iniziativa. Il presidente dell’OPI Macerata, Sandro Di Tuccio, ha inaugurato le relazioni affrontando il tema dell’infermieristica nelle forze armate, portando la propria esperienza decennale in Marina Militare per spiegare la capacità di autonomia clinica e gestione dello stress richiesta a bordo di una nave o in scenari critici internazionali. Subito dopo, i dottori Luigi Sammarco e Walter Piviero hanno illustrato il delicato equilibrio tra assistenza sanitaria e sicurezza pubblica nel Servizio Sanitario della Polizia di Stato, mentre la dottoressa Marta Pappacena ha delineato il ruolo, dinamico e ad alta responsabilità, dei professionisti inseriti nel corpo della Guardia di Finanza. Il focus si è poi spostato sulle grandi crisi. Il dottor Marco Troiani ha catturato l'attenzione della platea parlando di medicina delle catastrofi e della complessa gestione del triage e delle risorse durante le maxi-emergenze e le calamità naturali. Una testimonianza toccante è arrivata dalla dottoressa Maria Grazia Ombrosi sull’assistenza nelle organizzazioni umanitarie, un intervento che ha rimarcato il valore etico della professione capace di superare ogni confine per difendere la dignità umana in contesti di estrema povertà sanitaria. Di forte impatto anche la relazione della dottoressa Consuelo Quaglia sull’infermieristica penitenziaria, un ambiente ad altissima complessità dove l’operatore si confronta quotidianamente con fragilità psicologiche, dipendenze, patologie croniche e con il dovere di garantire il diritto alla salute come strumento di umanizzazione e inclusione dietro le sbarre. A chiudere la sessione scientifica è stata la dottoressa Giulia Moriconi, che ha acceso i riflettori sulla figura dell’infermiere scolastico e del convitto. Si tratta di un ruolo ancora poco diffuso in Italia ma fondamentale nella sanità del futuro, finalizzato alla promozione della salute in età evolutiva, al supporto degli studenti minori con fragilità e alla creazione di reti solide tra le famiglie, le scuole e i servizi territoriali. Il convegno ha dimostrato la straordinaria versatilità di una professione in continua evoluzione. Con questa giornata, l'OPI di Macerata ha ribadito il proprio impegno nel promuovere la crescita culturale del territorio e nel valorizzare competenze specialistiche che si rivelano ormai pilastri insostituibili per l'intero sistema sociosanitario moderno.

17/05/2026 10:30
Il ruolo della creatina: cosa sappiamo oggi oltre l'uso nel mondo dello sport

Il ruolo della creatina: cosa sappiamo oggi oltre l'uso nel mondo dello sport

Per molti anni la creatina è stata considerata quasi esclusivamente un integratore legato al mondo dello sport. Oggi però la ricerca scientifica sta cambiando profondamente questa visione. Negli ultimi anni, infatti, numerosi studi hanno iniziato a mostrare come la creatina possa avere effetti che vanno ben oltre l’aumento della forza muscolare, coinvolgendo anche cervello, metabolismo e invecchiamento. La creatina è una sostanza naturalmente presente nel nostro organismo e si trova soprattutto nei muscoli e nel cervello, cioè nei tessuti che richiedono grandi quantità di energia. Il suo ruolo principale è aiutare la rapida produzione di ATP, la principale fonte energetica delle cellule. È proprio questo meccanismo a spiegare perché oggi la creatina venga studiata in ambiti molto diversi tra loro. I benefici più solidi e documentati restano quelli sul sistema muscolare. La creatina monoidrato è uno degli integratori più studiati al mondo per migliorare forza, potenza e performance negli esercizi ad alta intensità. Ma ciò che sta attirando sempre più attenzione è il suo possibile ruolo durante l’invecchiamento. Con l’età tendiamo infatti a perdere progressivamente massa e funzione muscolare, un fenomeno noto come sarcopenia. Diversi studi mostrano che, soprattutto se associata all’attività fisica contro resistenza, la creatina può aiutare a mantenere massa magra e forza anche negli adulti più anziani. Negli ultimi anni anche il cervello è diventato un importante campo di ricerca. Alcune revisioni scientifiche suggeriscono che l’integrazione di creatina possa avere effetti positivi su memoria, attenzione e affaticamento mentale, soprattutto in situazioni di stress metabolico come privazione di sonno, forte stanchezza o invecchiamento. Il cervello, infatti, è uno degli organi con il più elevato consumo energetico del corpo umano. La ricerca sta valutando anche un possibile ruolo neuroprotettivo della creatina in condizioni come declino cognitivo, depressione e malattie neurodegenerative. Al momento, però, gli studiosi invitano alla cautela: le evidenze sono promettenti ma ancora preliminari, e serviranno ulteriori studi per confermare questi effetti. Un altro ambito emergente riguarda metabolismo e infiammazione. Alcuni lavori suggeriscono che la creatina possa contribuire indirettamente a migliorare la sensibilità insulinica e alcuni marker infiammatori, soprattutto quando associata all’esercizio fisico. Anche in questo caso, tuttavia, la ricerca è ancora in evoluzione. Uno dei temi più discussi riguarda la sicurezza. Nonostante molti falsi miti diffusi online, la creatina monoidrato è oggi considerata uno degli integratori più sicuri e meglio studiati presenti in letteratura scientifica. Nelle persone sane, alle dosi comunemente utilizzate, non emergono evidenze di danni renali. Naturalmente, in presenza di patologie renali o condizioni cliniche particolari, l’integrazione deve sempre essere valutata insieme al medico. Forse il messaggio più importante che emerge dalla ricerca moderna è che la creatina non dovrebbe essere vista soltanto come un integratore “per sportivi”. Si tratta di una molecola coinvolta nella produzione di energia cellulare e, proprio per questo, il suo potenziale interessa oggi molti ambiti della salute umana. Questo non significa considerarla una sostanza miracolosa. Nessun integratore può sostituire alimentazione equilibrata, attività fisica, sonno adeguato e stile di vita sano. Ma la creatina rappresenta un esempio interessante di come la scienza della nutrizione stia evolvendo: non più focalizzata solo sull’estetica o sulla performance, ma sempre più orientata alla salute metabolica, cognitiva e all’invecchiamento in buona salute.  

16/05/2026 16:37
Tolentino, caso medico di base. L'Ast: "Il passaggio dal dottor Pezzanesi al dottor Fagotti sarà automatico"

Tolentino, caso medico di base. L'Ast: "Il passaggio dal dottor Pezzanesi al dottor Fagotti sarà automatico"

Da lunedì 18 maggio nel comune di Tolentino prenderà servizio il dottor Lorenzo Fagotti in sostituzione del dottor Marco Pezzanesi. L'azienda sanitaria territoriale di Macerata, per garantire la continuità dell’assistenza sanitaria, evitando agli utenti file e disagi agli sportelli dell’anagrafe assistiti per il cambio medico, provvederà in automatico al passaggio dei pazienti dal dottor Pezzanesi al dottor Fagotti, senza necessità per i cittadini di spostarsi da casa o effettuare ulteriori adempimenti. "L'ambulatorio del nuovo medico di Medicina Generale osserverà gli stessi orari di apertura del precedente, garantendo continuità nell'erogazione delle prestazioni", informa l'Ast. È garantita, comunque, la libertà di scelta del proprio medico di famiglia limitatamente alla futura disponibilità di medici, recandosi presso gli sportelli territoriali dell’Ast oppure effettuando il cambio medico online, tramite SPID, Carta d’identità Elettronica (CIE), o CNS (TsCns), accedendo al seguente link: https://fse.sanita.marche.it/it. 

15/05/2026 15:20
Tecnica mini invasiva salva un paziente cirrotico: nuovo traguardo al Torrette di Ancona

Tecnica mini invasiva salva un paziente cirrotico: nuovo traguardo al Torrette di Ancona

Restituita a un paziente cirrotico, disorientato per deterioramento cognitivo da una grave forma di encefalopatia epatica, la lucidità neurologica necessaria ad accedere a ulteriori cure, rendendolo potenzialmente valutabile e idoneo al trapianto di fegato. Grazie a un approccio multidisciplinare e mininvasivo, la Clinica di Gastroenterologia, Epatologia ed Endoscopia Digestiva e d’Urgenza dell'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, diretta dal professor Antonio Benedetti, segna un nuovo traguardo nel campo dell'Endoepatologia avanzata. Il 6 maggio scorso è stato eseguito con successo un intervento ad alta complessità per il trattamento di una seria anomalia vascolare. Una tecnica eco-endoscopica all’avanguardia usata in pochi centri che apre nuovi orizzonti terapeutici. Il paziente presentava una persistente alterazione dello stato di coscienza, con difficoltà a restare vigile e non collaborante, che rendeva impossibile il necessario inquadramento neurologico, requisito fondamentale per l’inserimento in lista d’attesa per un trapianto di fegato in elezione.  La causa è stata individuata in un vaso aberrante (shunt) che deviava il flusso sanguigno, impedendo la corretta depurazione delle tossine da parte del fegato.  L’operazione, guidata dal dottor Giuseppe Tarantino, è stata eseguita nella sala operatoria ibrida in dotazione all'Endoscopia Digestiva Avanzata coordinata dalla dottoressa Silvia Giacomelli. L’innovazione risiede nella tecnica utilizzata: un approccio eco-endoscopico mininvasivo. Attraverso la parete gastrica, il team ha individuato l’origine del vaso patologico dalla vena porta. Dopo uno studio accurato del flusso, si è proceduto alla puntura mirata e alla successiva chiusura definitiva del vaso con l'applicazione di spirali occludenti, monitorate in tempo reale grazie al supporto della radioscopia. A sole 24 ore dalla procedura, il paziente ha mostrato un recupero neurologico straordinario, riacquistando piena lucidità e orientamento. Questo successo clinico permette ora di procedere con il piano di cure definitivo e l’iter per il trapianto, precedentemente precluso. La riuscita dell’intervento è il frutto di una stretta collaborazione tra diverse eccellenze aziendali: la Divisione di Rianimazione, diretta dalla dottoressa Elisabetta Cerutti, che ha garantito l'assistenza vitale durante le fasi critiche; il team dei Tecnici di Radiologia, essenziale per il monitoraggio radioscopico; l’expertise internazionale del gruppo nel campo dell’Endoepatologia: “Questo intervento rappresenta l’unione perfetta tra tecnologia d'avanguardia e competenze cliniche trasversali” commenta il dottor Giuseppe Tarantino. “Poter offrire una soluzione così precisa e rapida a pazienti complessi è la conferma del valore del nostro approccio multidisciplinare. Grazie a questa procedura, unica nel suo genere per modalità di esecuzione, la struttura si conferma punto di riferimento per il trattamento delle complicanze della cirrosi epatica attraverso tecniche endoscopiche di ultima generazione”.  

15/05/2026 11:10
Sant’Angelo in Pontano ringrazia Nicola Fermani: fondatore AVIS ed esempio per generazioni

Sant’Angelo in Pontano ringrazia Nicola Fermani: fondatore AVIS ed esempio per generazioni

Ci sono storie che raccontano il valore autentico di una comunità. Quella di Nicola Fermani è una di queste. Il 14 maggio 2026 ha effettuato la sua ultima donazione di sangue, chiudendo ufficialmente una straordinaria esperienza di altruismo e impegno civile che lo ha visto protagonista per oltre trent’anni all’interno dell’AVIS Comunale di Sant’Angelo in Pontano. Con ben 104 donazioni all’attivo, Nicola lascia l’elenco dei donatori con la consapevolezza di aver compiuto un percorso eccezionale, fatto di gesti concreti e silenziosi che, nel tempo, hanno contribuito a salvare vite e ad alimentare la cultura della solidarietà. Ma il suo contributo va ben oltre il numero delle donazioni. Nicola Fermani è stato infatti il fondatore della sezione comunale AVIS di Sant’Angelo in Pontano. Era il 1992 quando, con grande spirito di servizio e lungimiranza, decise di dare vita all’associazione nel paese, trasformandola negli anni in un punto di riferimento umano e sociale per l’intera comunità. Da allora ha guidato la sezione come presidente per oltre tre decenni, accompagnandone la crescita con dedizione, passione e costanza. Sotto la sua guida, l’AVIS comunale è diventata non soltanto un’organizzazione di volontariato, ma una vera scuola di cittadinanza e partecipazione, capace di sensibilizzare generazioni di santangiolesi al valore del dono e dell’aiuto reciproco. “Nicola è l’anima della nostra sezione”, sottolinea l’attuale presidente Giordano Bitunni. “Il suo impegno non si è mai limitato agli aspetti organizzativi: ha saputo creare rapporti umani autentici, motivare i donatori e trasmettere a tutti noi il significato più profondo del volontariato.” L’intera AVIS Comunale di Sant’Angelo in Pontano desidera oggi rivolgere a Nicola un sentito ringraziamento per il lavoro svolto, per aver saputo mantenere viva l’associazione anche nei momenti più difficili e per aver rappresentato, con il suo esempio, un modello di generosità e responsabilità civica. La sua attività da donatore si conclude per raggiunti limiti anagrafici, ma il legame con l’AVIS e con il mondo del volontariato continuerà certamente. Il suo spirito instancabile, la sua esperienza e la sua capacità di coinvolgere gli altri resteranno un patrimonio prezioso per tutta la comunità.   Per Sant’Angelo in Pontano, Nicola Fermani non è stato soltanto un donatore esemplare: è stato e continuerà a essere il simbolo di una solidarietà concreta, quotidiana e capace di lasciare il segno.

15/05/2026 09:54
Celiachia in aumento nelle Marche: oltre 6mila casi, ma il 60% resta senza diagnosi

Celiachia in aumento nelle Marche: oltre 6mila casi, ma il 60% resta senza diagnosi

In occasione della Giornata mondiale della celiachia, in programma sabato 16 maggio, si accendono i riflettori su una patologia sempre più diffusa ma ancora ampiamente sottodiagnosticata. Dal 9 al 17 maggio si celebra infatti la Settimana della Celiachia promossa dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC), mentre il 22 maggio l’Università di Camerino, insieme ad AIC Marche, ospiterà il convegno scientifico “L’evoluzione della celiachia: approcci multidisciplinari tra ricerca, clinica e territorio”. Secondo i dati aggiornati a gennaio 2026, nelle Marche i pazienti celiaci sono 6.145: 4.206 donne e 1.939 uomini. La fascia più colpita è quella compresa tra i 20 e i 69 anni con 4.205 casi, ma la malattia interessa in modo significativo anche i più giovani: 1.576 pazienti hanno meno di 20 anni, mentre 319 hanno oltre 70 anni. In crescita anche i numeri dell’Ast di Macerata, dove i casi diagnosticati sono passati dagli 859 del 2021 agli attuali 1.105, di cui 766 donne e 339 uomini. A preoccupare gli specialisti è però soprattutto il sommerso. “Bisogna evidenziare che il 60% dei casi non viene diagnosticato – spiega il dottor Giuseppe Feliciangeli, direttore della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva dell’ospedale di Macerata –. La celiachia è spesso asintomatica oppure si manifesta con disturbi lievi, per cui molte persone ignorano di esserne affette. Dal punto di vista epidemiologico nelle Marche ci aspetteremmo almeno 15mila casi: all’appello ne mancano circa 9mila”. Negli ultimi anni l’aumento delle diagnosi è stato favorito soprattutto dal miglioramento degli strumenti diagnostici e dalla maggiore attenzione della classe medica. “La ricerca degli anticorpi ha cambiato molto – aggiunge Feliciangeli –. È fondamentale riconoscere sintomi spesso sottovalutati come anemia, alvo irregolare, problemi tiroidei o poliabortività. Inoltre, il 10% dei pazienti con colon irritabile è in realtà celiaco, così come il 5-10% dei giovani diabetici”. L’incidenza della malattia cresce anche tra i bambini. I sintomi possono essere quelli classici del malassorbimento intestinale – diarrea cronica, arresto della crescita, perdita di peso e dolori addominali – ma anche manifestazioni meno evidenti come bassa statura, stomatiti ricorrenti, difetti dello smalto dentale e osteoporosi. Le responsabili delle Pediatrie di Civitanova e Macerata, Enrica Fabbrizi e Martina Fornaro, ricordano come nel settembre 2023 il Parlamento abbia approvato la legge 130, che introduce un programma nazionale di screening pediatrico volontario per il diabete mellito di tipo 1 e la celiachia. “Si tratta di un primato mondiale – spiegano –. L’Italia è il primo Paese ad aver previsto per legge uno screening su base volontaria per questa patologia”. Il progetto pilota D1CeScreen ha coinvolto Lombardia, Marche, Campania e Sardegna, sottoponendo a controlli oltre 4mila bambini tra i 2 e i 10 anni. Di questi, il 2,9% è risultato positivo agli anticorpi della celiachia. Un dato che conferma come molti casi, spesso asintomatici, rischino di rimanere nascosti senza programmi di prevenzione mirati. Proprio per questo è stato annunciato l’avvio dello screening nazionale entro il 2026. “La diagnosi precoce consente di ridurre le complicanze e migliorare la qualità della vita dei bambini affetti da questa patologia autoimmune”, sottolineano le specialiste. “La celiachia oggi è riconosciuta come una patologia cronica – dichiara il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini – e l’azienda sanitaria, inserita nella rete diagnostica regionale, garantisce gratuitamente tutti gli accertamenti necessari per il monitoraggio dei pazienti”. Ai celiaci viene inoltre riconosciuto un contributo economico per l’acquisto di alimenti senza glutine, unica terapia oggi disponibile insieme a una rigorosa dieta gluten free.   Fondamentale anche il ruolo del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN), che si occupa della formazione obbligatoria degli operatori della ristorazione, dei controlli sulla sicurezza alimentare e della prevenzione delle contaminazioni crociate.

14/05/2026 14:50
Fisiomed e Maceratese, il legame si rinnova: salute e sport per far crescere i giovani talenti biancorossi

Fisiomed e Maceratese, il legame si rinnova: salute e sport per far crescere i giovani talenti biancorossi

 Prosegue e si rafforza il binomio tra eccellenza sanitaria e sport locale. Presso la sala conferenze del Gruppo Medico Fisiomed, è stata ufficializzata la prosecuzione della partnership con la Maceratese. Una collaborazione nata nel 2022 che vede il gruppo medico ricoprire il ruolo di medical partner del club biancorosso, reduce da una stagione significativa culminata con la salvezza nel campionato di Serie D. L’amministratore del gruppo, Enrico Falistocco, ha sottolineato l'importanza di questo legame, accogliendo nella sede di Sforzacosta una delegazione della formazione Under 19, protagonista di una stagione trionfale con la vittoria del proprio girone. «Come la Maceratese è un riferimento importante nello sport e nel calcio, noi vogliamo essere una solida realtà nel mondo della sanità privata», ha esordito Falistocco, evidenziando la crescita del gruppo che oggi conta nove sedi in provincia, oltre a quelle di Casette d’Ete e Milano. Il focus resta però la cura dell'atleta e la promozione di sani stili di vita: «Siamo vicini agli sportivi perché fare sport è un modo per tenersi in salute, perseguire il benessere psico-fisico e svolgere la necessaria prevenzione. Come voi crescerete e diventerete calciatori titolari e uomini, cresceremo noi di Fisiomed e vi resteremo al fianco. Non smetteremo mai di cercare il modo migliore per prenderci cura di un paziente». Per la Maceratese, l’entusiasmo è stato espresso dal vice presidente Giovanni Idone, che ha tracciato un parallelo tra le due realtà: «Quella della Maceratese è una famiglia come lo è quella di Fisiomed e noi siamo strafelici di questa importante collaborazione». Un plauso particolare è andato al settore giovanile, con il tecnico dell'Under 19 Alessandro Nasini che ha rivendicato il valore dei suoi ragazzi: «Quanto fatto dai giovani è davvero notevole, la società deve essere attenta a valorizzare questi talenti». Anche il direttore sportivo del settore giovanile, Matteo Siroti, ha ribadito la stima verso la struttura sanitaria: «È un onore proseguire questo legame perché conosco lo spessore dell’imprenditore e l’efficienza delle sedi del Gruppo. Mi auguro che Fisiomed e la Maceratese possano restare assieme tanti anni». L'incontro ha confermato come la sinergia tra sport e sanità sia un pilastro fondamentale per la crescita agonistica e umana degli atleti del territorio.

14/05/2026 11:30
Angioedema Day a Civitanova: visite e consulenze gratuite all'Allergologia dell'ospedale

Angioedema Day a Civitanova: visite e consulenze gratuite all'Allergologia dell'ospedale

Sabato 16 maggio ricorre la Giornata mondiale dell’angioedema e l’Unità Operativa di Allergologia dell’Ospedale di Civitanova Marche, diretta dal Dr. Stefano Pucci, aderisce all’Angioedema Day organizzato da ITACA (Italian Network for Hereditary and Acquired Angioedema) in collaborazione con l’Associazione pazienti A.A.E.E. Il reparto civitanovese è Centro di Riferimento Regionale e Nazionale della rete ITACA per l’angioedema ereditario o acquisito e nella mattinata di sabato, dalle ore 9 alle 12, le Dottoresse Maria Domenica Guarino e Miriam Cognigni, che si occupano di un ambulatorio dedicato a diagnosi e terapia di questa malattia, saranno a disposizione dei pazienti, offrendo gratuitamente visite e consulenze. I cittadini, il 16 maggio, possono accedere direttamente, senza prenotazione e in maniera gratuita all’ambulatorio dedicato nel reparto di Allergologia negli orari indicati, oppure possono telefonare a partire da domani, dalle ore 12:30 alle 14, e prenotarsi al numero 0733-823229 o mandare una mail all’indirizzo: mariadom.guarino@sanita.marche.it. “L’angioedema è una manifestazione clinicamente caratterizzata da un gonfiore localizzato al di sotto della pelle e delle mucose, e può essere causato da diversi fattori in particolare da assunzione di farmaci, alimenti o da punture di insetti – spiega il Dr. Stefano Pucci, Direttore dell’Allergologia dell’Ast di Macerata. L’angioedema ereditario, malattia rara e geneticamente trasmessa, è la forma più grave e può insorgere spontaneamente o a seguito di stimoli specifici come traumi, stress, procedure medico-chirurgiche. La gestione di questa complessa patologia necessita di un’attenta valutazione specialistica per individuare le possibili cause scatenanti e delineare il necessario percorso terapeutico. “Iniziative come questa ci aiutano a far conoscere una malattia rara e invisibile per i cittadini, per trasformarla in una condizione riconosciuta, diagnosticata prima e trattata meglio” – dichiara il Dr. Alessandro Marini – L’Allergologia dell’ospedale di Civitanova è Centro di Riferimento riconosciuto a livello nazionale e regionale per questa patologia, grazie all’elevata competenza e professionalità dei nostri sanitari.”

13/05/2026 15:50
Macerata, la prevenzione cardiaca scende in piazza: screening gratuito contro la fibrillazione atriale

Macerata, la prevenzione cardiaca scende in piazza: screening gratuito contro la fibrillazione atriale

Sabato 16 maggio pizza della Libertà, nel cuore di Macerata, ospiterà una mattinata dedicata alla prevenzione cardiovascolare con uno screening gratuito per la fibrillazione atriale. L’iniziativa si svolgerà dalle ore 8:30 alle 12:30 e offrirà ai cittadini la possibilità di effettuare una visita medica e il controllo dell’elettrocardiogramma. L’evento è promosso in collaborazione con l’Associazione Italiana Pazienti Anticoagulati – Sezione di Macerata (A.I.P.A.), l’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ast di Macerata, diretta dal dottor Mario Luzi, e il Comitato maceratese della Croce Rossa Italiana. La fibrillazione atriale rappresenta una delle aritmie cardiache più diffuse nella pratica clinica ed è caratterizzata da un battito irregolare e spesso accelerato, provocato da un’attività elettrica disordinata degli atri. Una patologia che interessa soprattutto la popolazione anziana e che può aumentare significativamente il rischio di ictus ischemico e scompenso cardiaco. “A volte la fibrillazione atriale si manifesta senza sintomi evidenti – spiega il dottor Mario Luzi, primario della Cardiologia dell’ospedale di Macerata –. In circa il 15-30% dei casi, soprattutto nei pazienti più anziani, gli episodi possono essere silenziosi ma comportare gli stessi rischi della forma sintomatica, aumentando la possibilità di ictus e mortalità cardiaca”. Lo screening è rivolto in particolare ai cittadini over 65 che non abbiano mai ricevuto una diagnosi di fibrillazione atriale. Sull’importanza della prevenzione è intervenuto anche il direttore generale dell’Ast di Macerata, dottor Alessandro Marini: “Partecipare agli screening gratuiti è fondamentale per individuare precocemente la patologia e prevenire complicanze come ictus e scompenso cardiaco. La fibrillazione atriale, infatti, è spesso silenziosa e può essere scoperta solo attraverso controlli specifici”. L’iniziativa punta dunque a sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione cardiovascolare e della diagnosi precoce, strumenti essenziali per tutelare la salute del cuore.    

12/05/2026 15:39
Oncologia San Severino, nuove poltrone per la sala d'attesa: la donazione de "La Voce del Cuore"

Oncologia San Severino, nuove poltrone per la sala d'attesa: la donazione de "La Voce del Cuore"

Un gesto di vicinanza e cura per migliorare l'accoglienza dei pazienti e dei loro familiari. Presso l’ospedale "Bartolomeo Eustachio" di San Severino Marche, si è tenuta la cerimonia di consegna delle nuove poltrone destinate alla sala d’attesa del reparto di oncologia, donate dall’Associazione "La Voce del Cuore per la Chirurgia". Alla cerimonia erano presenti la sindaca di San Severino Rosa Piermattei, la direttrice sanitaria dell’Ast di Macerata Daniela Corsi, il responsabile della direzione medica ospedaliera Massimo Sgattoni, la presidente dell’associazione donante Gabriella Accoramboni, insieme ai medici Nicola Battelli (Direttore Dipartimento Onco-Ematologico) e Luca Faloppi (Responsabile Oncologia Camerino e San Severino). La donazione è stata accolta con profonda gratitudine dai vertici dell'Azienda Sanitaria. "Desidero ringraziare l'associazione per la generosità dimostrata", ha dichiarato la dottoressa Daniela Corsi, sottolineando come questo contributo sia fondamentale per il benessere di chi frequenta quotidianamente la struttura. "Le nuove poltrone rappresentano un invito ad accogliere e a sentirsi a proprio agio, un vero gesto di cura verso il paziente". Per l’associazione "La Voce del Cuore per la Chirurgia", questo intervento non resterà isolato. La presidente Gabriella Accoramboni ha infatti precisato che l'iniziativa "rappresenta la prima fase di un programma che intendiamo sviluppare nel tempo", confermando la volontà di proseguire con ulteriori donazioni a favore dell’ospedale settempedano. Un sostegno concreto, quello del volontariato locale, che si inserisce in un percorso di collaborazione volto a rendere i reparti ospedalieri luoghi sempre più umani e attenti non solo alle terapie mediche, ma anche al comfort emotivo e fisico dei degenti.

11/05/2026 15:20
CRI Macerata, parla il Presidente Raffaele Belogi: "Sostenere noi significa aiutare il territorio"

CRI Macerata, parla il Presidente Raffaele Belogi: "Sostenere noi significa aiutare il territorio"

L’8 maggio celebriamo la Giornata Mondiale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, una data che va ben oltre una semplice ricorrenza. È un momento di riflessione sul valore delle azioni quotidiane dei volontari e sul significato profondo dell’impegno umanitario. La Croce Rossa Italiana è parte del più grande movimento umanitario al mondo formato da 17 milioni di Volontari e presente da oltre 160 anni, nato per prevenire e alleviare la sofferenza umana senza discriminazioni. Questa giornata ci ricorda che ogni gesto, dal più piccolo al più grande, contribuisce a sostenere miliardi di persone vulnerabili. Ne parliamo con il Presidente del comitato di Macerata, avvocato Raffaele Belogi. Presidente, quali sono i principi e gli obiettivi della Croce Rossa Italiana? "L’azione della Croce Rossa Italiana nasce da un principio semplice ma profondissimo: mettere al centro la persona e la sua dignità. Questo si traduce in un impegno costante per proteggere la vita e la salute, per intervenire nelle emergenze, ma anche per supportare chi vive situazioni di fragilità sociale e promuovere una cultura della solidarietà e della prevenzione. Ogni attività, anche quella apparentemente più tecnica, è guidata da un forte senso di umanità, che si manifesta nella capacità di ascoltare, accogliere e stare vicino alle persone in difficoltà. Grazie all’impegno di milioni di volontari nel mondo, la Croce Rossa rappresenta un punto di riferimento fondamentale per le comunità sia in tempo di pace che in tempo di guerra, contribuendo a costruire una società più solidale e resiliente". Qual è il ruolo del Comitato della Croce Rossa Italiana di Macerata? "Il Comitato di Macerata è una realtà storica attiva e radicata nel territorio, impegnata ogni giorno a rispondere ai bisogni della comunità locale. Le attività svolte sono molteplici e vanno dall’emergenza sanitaria al supporto sociale alle persone fragili e vulnerabili; dalla protezione civile alla formazione e sensibilizzazione dei cittadini. Il valore aggiunto del Comitato non è solo nella competenza tecnica, ma soprattutto nell’umanità, nel calore e nella vicinanza dimostrata verso chi ha bisogno. Sono proprio questi aspetti che rendono ogni intervento un’esperienza significativa sia per chi riceve aiuto sia per chi lo offre". Perché è importante sostenere la Croce Rossa Italiana? "Sostenere la Croce Rossa significa contribuire concretamente a mantenere attive tutte queste attività che aiutano quotidianamente persone in difficoltà. I volontari rappresentano il cuore del movimento, ma il supporto della comunità è essenziale per continuare a crescere e a rispondere ai bisogni emergenti. I numerosi ringraziamenti ricevuti testimoniano quanto questo impegno sia fondamentale e apprezzato". Come si può sostenere il Comitato di Macerata e la Croce Rossa Italiana? "Un modo semplice e importante per aiutare è destinare il 5x1000 della propria dichiarazione dei redditi. Non comporta alcun costo aggiuntivo, ma può fare una grande differenza. È sufficiente indicare il codice fiscale 01840800435 nell’area “Sostegno degli enti del terzo settore”. Oltre a questo, è possibile diventare Soci Sostenitori della Croce Rossa. Con un piccolo versamento annuale di venti euro si possono concretamente sostenere i progetti del Comitato. Per avere maggiori informazioni è possibile scrivere all’indirizzo macerata@cri.it oppure telefonare al numero 0733260207. Questi semplici gesti permettono di sostenere direttamente le attività della Croce Rossa Italiana e del Comitato di Macerata, contribuendo a garantire assistenza, solidarietà e interventi tempestivi sul territorio". Qual è il messaggio per i volontari e la comunità in questa giornata? "Il messaggio è di profonda gratitudine: grazie a tutti i volontari per la loro umanità, per i sacrifici e per non restare indifferenti davanti alla sofferenza. Essere parte della Croce Rossa significa condividere valori, impegno e passione, contribuendo ogni giorno a rendere il mondo un luogo migliore".

10/05/2026 11:00
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