Sanità

Infiammazione silenziosa: quando il corpo resta sempre “acceso”

Infiammazione silenziosa: quando il corpo resta sempre “acceso”

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di infiammazione, ma non sempre in modo corretto. Quando pensiamo a un processo infiammatorio immaginiamo febbre, dolore o gonfiore. Esiste però una forma molto diversa e silenziosa di infiammazione, chiamata low grade inflammation o infiammazione cronica di basso grado, che può rimanere attiva per anni senza sintomi evidenti, contribuendo lentamente allo sviluppo di molte malattie croniche moderne. Oggi sappiamo che questa condizione rappresenta uno dei principali punti di collegamento tra alimentazione, stile di vita e salute metabolica. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma di uno stato in cui il sistema immunitario rimane costantemente “attivato”, producendo nel tempo piccole quantità di molecole infiammatorie. Diversi studi scientifici hanno mostrato come questo fenomeno sia associato a obesità, diabete tipo 2, steatosi epatica, malattie cardiovascolari e disturbi intestinali. Uno dei fattori più importanti è l’accumulo di grasso viscerale, cioè il grasso localizzato soprattutto nella zona addominale. Oggi sappiamo che il tessuto adiposo non è una semplice riserva energetica: è un organo metabolicamente attivo capace di produrre sostanze infiammatorie. Quando aumenta eccessivamente, soprattutto in presenza di sedentarietà e alimentazione squilibrata, il corpo entra progressivamente in uno stato di “metainfiammazione”, una forma di infiammazione cronica di bassa intensità. Negli ultimi anni si è parlato molto anche degli alimenti ultraprocessati. Con questo termine si indicano prodotti industriali ricchi di ingredienti raffinati, additivi, aromi ed emulsionanti, formulati per essere molto appetibili e facili da consumare in eccesso. Il problema non riguarda soltanto le calorie: sempre più evidenze suggeriscono che un consumo elevato di questi prodotti possa alterare il microbiota intestinale e favorire uno stato infiammatorio persistente. L’intestino, infatti, rappresenta uno dei principali centri di regolazione del nostro metabolismo e del sistema immunitario. Quando la barriera intestinale si altera, alcune molecole pro-infiammatorie possono passare più facilmente nel circolo sanguigno, contribuendo a mantenere attiva l’infiammazione sistemica. È anche per questo che sintomi come gonfiore, stanchezza persistente, sonno non ristoratore o difficoltà di concentrazione vengono oggi studiati con maggiore attenzione nel contesto dello stile di vita moderno. Anche stress cronico, sonno insufficiente e sedentarietà hanno un ruolo importante. Dormire poco altera gli ormoni che regolano fame e sazietà, mentre lo stress protratto nel tempo può influenzare negativamente metabolismo e microbiota. Al contrario, l’attività fisica regolare rappresenta uno dei più potenti strumenti antinfiammatori naturali. La buona notizia è che la low grade inflammation può essere modulata attraverso le abitudini quotidiane. I modelli alimentari più associati a una riduzione dell’infiammazione sono quelli basati su alimenti freschi e minimamente processati: verdura, frutta, legumi, cereali integrali, pesce azzurro, olio extravergine di oliva e frutta secca. Non esistono alimenti miracolosi, ma esiste un contesto alimentare che può favorire o ridurre il carico infiammatorio dell’organismo. Oggi la scienza ci mostra con sempre maggiore chiarezza che molte malattie croniche non compaiono improvvisamente, ma si sviluppano lentamente attraverso piccoli squilibri ripetuti nel tempo. Comprendere il ruolo dell’infiammazione cronica di basso grado significa quindi andare oltre il concetto di “dieta” e iniziare a considerare alimentazione, sonno, movimento e gestione dello stress come parti di uno stesso sistema, capace di influenzare profondamente la nostra salute quotidiana.  

09/05/2026 15:40
In fuga dalla guerra, dall’Ucraina al Salesi di Ancona: il sorriso ritrovato della piccola Anghelina

In fuga dalla guerra, dall’Ucraina al Salesi di Ancona: il sorriso ritrovato della piccola Anghelina

 È tornata all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona la piccola Anghelina, la bambina ucraina di 9 anni che due anni fa, insieme alla madre Oksana, era fuggita dalla guerra per poter continuare a curare una grave malformazione urogenitale. Nei giorni scorsi la bambina è stata sottoposta a un nuovo ciclo di controlli endocrinologici e terapie di follow up da parte dell’équipe della Chirurgia Pediatrica diretta dal professor Giovanni Cobellis, che già nel luglio 2024 aveva eseguito con successo un delicato intervento chirurgico. “La bambina sta seguendo un percorso clinico complesso che richiede controlli e trattamenti periodici – spiega Cobellis –. La sua patologia, una sindrome adrenogenitale, è rara e molto delicata da affrontare. L’intervento è perfettamente riuscito e il problema principale è stato risolto. Ora saranno il tempo e la crescita naturale della bambina a fare il loro corso”. Il professore ha voluto ringraziare anche la Direzione generale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche per il supporto garantito: “Siamo felici di poter affrontare storie di sofferenza che vanno oltre il singolo quadro clinico”. La permanenza di Anghelina e della madre ad Ancona è durata meno di una settimana. Poi il ritorno a Kalush, cittadina dell’Ucraina occidentale nel distretto di Ivano-Frankivsk, resa celebre anche dal gruppo Kalush Orchestra, vincitore dell’Eurovision Song Contest 2022. È Oksana a ripercorrere il drammatico viaggio che le ha portate in Italia. “Anghelina era in cura in un ospedale pediatrico specializzato di Kyiv, ma la guerra ha interrotto tutto. Nell’autunno del 2023 abbiamo vissuto bombardamenti continui e anche l’ospedale è stato colpito da un missile, diventando inutilizzabile. Tornarci era impossibile”. Quando si è aperta la possibilità di proseguire le cure all’estero, madre e figlia non hanno esitato. “Dopo due anni posso dire che è stata la scelta giusta. Tornare ad Ancona e al Salesi è come tornare a casa. L’accoglienza che riceviamo ogni volta è straordinaria e per noi significa moltissimo”. Dietro alla storia di Anghelina c’è una rete di solidarietà che unisce Italia e Ucraina. Un ruolo fondamentale è stato svolto dall’associazione Patronesse del Salesi, che si è occupata dell’accoglienza logistica della famiglia, supportata anche dalla struttura residenziale di Casa Angelini a Torrette. A coordinare il trasferimento è stato Maurizio Maraschi, volontario falconarese dell’associazione Anteas di Alessandria. “Durante una delle nostre missioni umanitarie in Ucraina abbiamo conosciuto la situazione di Anghelina e in poco tempo abbiamo organizzato il viaggio in Italia. In questi anni di guerra abbiamo aiutato numerosi bambini affetti da patologie oncologiche o malattie rare”. E alla fine, tra i corridoi del Salesi, torna anche il sorriso. Anghelina sale sulla macchinina dei carabinieri donata al reparto di Chirurgia Pediatrica e, per un momento, riesce a lasciarsi alle spalle il peso della guerra e della malattia, tornando semplicemente a essere una bambina.    

09/05/2026 10:07
Neurosviluppo, lunedì 11 maggio ambulatori aperti in tutta la provincia: lo Sferisterio si tinge d'azzurro

Neurosviluppo, lunedì 11 maggio ambulatori aperti in tutta la provincia: lo Sferisterio si tinge d'azzurro

Un bambino su cinque, in Italia, soffre di un disturbo del neurosviluppo o neuropsichico. Numeri che fotografano un’emergenza silenziosa ma crescente. In occasione della Giornata nazionale per la promozione del Neurosviluppo, prevista per lunedì 11 maggio, l’AST di Macerata scende in campo con una serie di iniziative volte a informare, sensibilizzare e facilitare l'accesso ai servizi per le famiglie. Per tutta la mattinata di lunedì, dalle ore 9:00 alle 12:00, l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile aprirà i propri ambulatori alla cittadinanza. Saranno allestiti degli infopoint dedicati dove i professionisti forniranno chiarimenti sui disturbi, sui servizi sanitari disponibili e sulle modalità di accesso alle cure. Gli sportelli informativi saranno attivi presso le sedi UMEE dei Poliambulatori di Tolentino, Civitanova Marche, Potenza Picena e presso il Distretto di Camerino. A sottolineare l’importanza della giornata, lo Sferisterio di Macerata sarà illuminato simbolicamente di azzurro. I dati degli ultimi dieci anni mostrano un trend preoccupante. «In Italia sono circa 2 milioni i minori affetti da questi disturbi, circa il 20% della popolazione tra 0 e 18 anni», spiega la dottoressa Alessandra Amadi, Direttrice della Neuropsichiatria infantile dell’Ast. «Le richieste e gli accessi presso le nostre strutture sono in significativa ascesa. Notiamo un costante aumento per patologie come i disturbi dello spettro autistico, del linguaggio, dell’apprendimento e l’ADHD, ma anche un preoccupante anticipo dell'età di insorgenza per i disturbi più gravi». La sfida principale è quella del tempo. Intervenire tempestivamente durante le specifiche "finestre evolutive" del bambino permette di attivare percorsi di abilitazione efficaci, riducendo drasticamente il rischio di cronicizzazione del disturbo in età adulta. Un impegno condiviso dal Direttore Generale dell’AST di Macerata, il dottor Alessandro Marini: «Questa giornata serve a sensibilizzare genitori, insegnanti ed educatori per un’azione coordinata. L’obiettivo è incrementare i fattori protettivi e diminuire l’impatto dei rischi». Le equipe territoriali UMEE restano il punto di riferimento fondamentale per supportare le famiglie dalla prevenzione fino alla definizione di progetti riabilitativi personalizzati.

08/05/2026 17:30
Monte San Martino, l'Ast rassicura: "Individuato il nuovo medico". Ma esplode lo scontro politico

Monte San Martino, l'Ast rassicura: "Individuato il nuovo medico". Ma esplode lo scontro politico

Dopo l'allarme lanciato dal sindaco Matteo Pompei (leggi qui), l'azienda sanitaria territoriale di Macerata rompe il silenzio sulla criticità del medico di medicina generale a Monte San Martino, annunciando che la soluzione definitiva è ormai vicina. Una nota ufficiale che arriva nel pieno di una bufera politica che vede contrapposti proprio il primo cittadino e l'opposizione consiliare. L'Ast ha voluto precisare come l'impegno per garantire un servizio stabile nel comune montano sia costante sin dal pensionamento del precedente titolare. «La soluzione definitiva è stata ora individuata», fa sapere l'AST, spiegando che l'attivazione della convenzione avverrà non appena sarà concluso l’iter burocratico per il riconoscimento del titolo di studio conseguito all’estero dal professionista che si è reso disponibile. Nell'attesa del passaggio formale, l'Azienda ha predisposto misure per non lasciare scoperti i cittadini: «Al fine di garantire la continuità assistenziale, gli assistiti residenti nel comune di Monte San Martino potranno fare riferimento ai medici ancora disponibili appartenenti all’Aggregazione Funzionale Territoriale di Sarnano». La scelta potrà essere effettuata sia tramite sportelli front-office che online attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico. L’AST assicura inoltre che continuerà a seguire l’evoluzione della situazione per un rapido ripristino del servizio sul territorio. A infuocare il dibattito politico nel comune, intanto, è l’intervento di Raffaele Anselmi, capogruppo di minoranza (Fratelli d’Italia). Anselmi punta il dito contro il sindaco Pompei, definendo le sue recenti denunce come «sparate sui giornali» e «comunicazione emotiva» che hanno prodotto il solo risultato di alimentare allarmi inutili e odio social. «Trovo gravissime le affermazioni del sindaco», attacca Anselmi, sostenendo che la situazione fosse nota e già instradata verso una soluzione anche grazie all’interessamento del senatore Elena Leonardi. «Il Sindaco sapeva che la procedura per il nuovo medico, che sta attendendo i passaggi burocratici imposti dalla legge, non sarebbe stata immediata. Invece di attaccare e sminuire il lavoro dei vertici AST, avrebbe potuto agire con più maturità e lucidità». Il capogruppo di FdI stigmatizza l'atteggiamento della maggioranza, definendolo «strumentale e in malafede», e ricorda come la risoluzione della vicenda sia merito del «senso di responsabilità del dottor Marini e dei suoi colleghi, che non meritano di essere bersagliati».

08/05/2026 16:30
Alzheimer e demenze, formazione a Macerata: “Ruolo chiave dei medici di famiglia”

Alzheimer e demenze, formazione a Macerata: “Ruolo chiave dei medici di famiglia”

Si terrà il 9 maggio a Macerata, presso la Domus San Giuliano dalle ore 8:30 alle 14:00, un corso di formazione dedicato al ruolo dei Medici di Medicina Generale nella gestione dei pazienti affetti da decadimento cognitivo. L’iniziativa vedrà la partecipazione dei dottori Arcangeli, Cirilli, Pesaola, Cernetti e Re e si inserisce in un più ampio percorso formativo rivolto ai Medici di Famiglia, previsto nell’ambito del Fondo per l’Alzheimer e le Demenze. Responsabili scientifici dell’evento sono il dottor Emanuele Medici, direttore della U.O.C. di Neurologia di Macerata, e la dottoressa Martina Pesallaccia, referente AST per il progetto regionale “Fondo Alzheimer e demenze”. Il Fondo, istituito dal Ministero della Salute con la Legge di Bilancio 178/2020, è finalizzato al miglioramento dell’assistenza e della presa in carico dei pazienti con disturbi neurocognitivi. Tra gli obiettivi della linea strategica dedicata alla diagnosi tempestiva del disturbo neurocognitivo maggiore rientra la formazione dei Medici di Medicina Generale all’utilizzo di strumenti di screening, tra cui il GP-COG (General Practitioner Assessment of Cognition), utile per l’individuazione precoce dei primi segni di deterioramento cognitivo. “La figura del medico di famiglia è centrale nell’individuazione precoce e nell’assistenza dei pazienti con decadimento cognitivo – ha sottolineato la dottoressa Martina Pesallaccia – e il loro contributo sarà ancora più importante con l’arrivo dei nuovi farmaci disease modifying per la malattia di Alzheimer, che risultano più efficaci se somministrati nelle fasi iniziali della patologia”. L’incontro, accreditato ECM, rappresenta un’importante occasione di aggiornamento e confronto tra professionisti, con l’obiettivo di migliorare la presa in carico dei pazienti e ridurre i tempi di diagnosi dei disturbi cognitivi.

08/05/2026 12:00
Il sindaco Pompei: "Monte San Martino è senza medico, l'Ast ce lo ha comunicato via WhatsApp"

Il sindaco Pompei: "Monte San Martino è senza medico, l'Ast ce lo ha comunicato via WhatsApp"

Un messaggio via WhatsApp, poche parole "gelide e definitive": "Da domani la dottoressa Cristallini non potrà più prestare servizio". È così che, secondo il comunicato inviatoci dal sindaco Matteo Pompei, “il direttore sanitario dell’AST di Macerata, la dottoressa Daniela Corsi, ha deciso di liquidare il diritto alla salute di un’intera comunità montana". L’amministrazione comunale non usa mezzi termini ed esprime "il più fermo e totale sdegno per le modalità e la sostanza di un provvedimento che definire irrispettoso è un eufemismo". Una situazione che si inserisce in un contesto già critico, perché "da oltre tre anni questo Comune vive in un limbo intollerabile, ostaggio di una burocrazia regionale incapace di programmare il turn-over di un medico che ha abbondantemente superato l’età pensionabile". Al centro della denuncia c’è quello che viene definito “un paradosso vergognoso”: “la dottoressa Cristallini, con uno spirito di servizio che dovrebbe far arrossire i vertici sanitari regionali, ha continuato a operare gratuitamente negli ultimi mesi per non lasciare i cittadini privi di assistenza”. Una dedizione che, sempre secondo il comunicato, si è scontrata con un sistema inefficiente, perché "mentre il medico donava il proprio tempo e la propria professionalità alla comunità, l’apparato burocratico dell'Ast e della Regione rispondeva con rassicurazioni puntualmente disattese". Durissime le parole dell’amministrazione: "Ci hanno mentito per mesi. Ci era stato garantito l’imminente arrivo di un sostituto". E ancora: "Oggi scopriamo che non solo non c’è un erede che possa garantire la continuità del servizio, ma che l’unico presidio esistente viene cancellato con un colpo di spugna digitale via WhatsApp". Una gestione che viene definita senza mezzi termini “una gestione della sanità pubblica che non risolve i problemi, ma li crea deliberatamente”. Le conseguenze, si legge, sono pesanti per il territorio: "La sospensione improvvisa del servizio non è solo un disguido tecnico; è un attentato alla tenuta sociale dei nostri piccoli centri". In particolare, "in un territorio montano, dove l'età media è elevata e i collegamenti sono complessi, privare i cittadini del medico di base significa condannarli all'isolamento e alla precarietà sanitaria". Il comune di Monte San Martino chiarisce di non voler accettare passivamente questa situazione, definita una vera e propria “doccia fredda”, e chiede "l'immediata soluzione della problematica attraverso l’invio, entro 24 ore, di un sostituto effettivo", insieme a "un incontro urgente con i vertici dell'AST Macerata e con l'Assessorato alla Sanità della Regione Marche" e "rispetto per una popolazione che non può essere trattata come un numero marginale in un foglio di calcolo". La posizione finale è netta: "La pazienza dei piccoli centri è finita" e "non permetteremo che la burocrazia firmi l’atto di morte dei nostri territori". In assenza di risposte, conclude l’amministrazione, "è pronta a intraprendere ogni azione necessaria, in ogni sede competente, per tutelare la salute e la dignità dei propri cittadini".

06/05/2026 18:00
Macerata, donati due defibrillatori didattici al 118: in memoria della dottoressa Daniela Del Bello

Macerata, donati due defibrillatori didattici al 118: in memoria della dottoressa Daniela Del Bello

Il dottor Paolo Ruggeri ha donato al 118 di Macerata due defibrillatori didattici per trainer. Il gesto di generosità è stato voluto in memoria della moglie,Daniela Del Bello dottoressa in servizio al 118 di Macerata e recentemente scomparsa, che è stata referente del centro di formazione della centrale operativa per B.L.S.D. e primo soccorso. Questa apparecchiatura, insieme ai manichini didattici, rappresenta uno strumento fondamentale per insegnare nei corsi ai discenti una rianimazione cardio-polmonare di alta qualità, attraverso l’uso del defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Il Centro di Formazione del Servizio Territoriale 118 dell’Ast di Macerata organizza corsi rivolti sia ai dipendenti dell’Ast per incrementare le competenze del personale, che agli operatori esterni e privati che ne facciano richiesta.  “Grazie a questa donazione è possibile diffondere la cultura del primo soccorso, che permette di salvare vite in situazioni di emergenza. Più persone sanno usare un DAE e più aumenta la probabilità che in caso di arresto cardiaco qualcuno intervenga nel minor tempo possibile, entro i primi cinque minuti, che sono decisivi per la persona” –ha affermato il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini.  

06/05/2026 13:58
"Il vecchio ospedale ha bisogno di una nuova vita. Una soluzione? Case agevolate per i giovani"

"Il vecchio ospedale ha bisogno di una nuova vita. Una soluzione? Case agevolate per i giovani"

Il destino dell'ospedale "Santa Lucia" torna prepotentemente al centro del dibattito politico a Macerata. Dopo il recente confronto elettorale, l'Ugl Salute interviene per chiedere che le discussioni si trasformino in azioni concrete. Il segretario provinciale, Fabio Angeloro, traccia la rotta per una riqualificazione che sia utile alla cittadinanza e rispettosa del lavoro degli operatori. Pur accogliendo con favore la pluralità di idee emerse – dalle strutture per anziani all'ampliamento della casa di riposo – il sindacato lancia una proposta precisa per evitare il degrado della struttura: «Il vecchio ospedale deve cambiare destinazione d’uso, e quella scelta deve essere lungimirante. Una proposta concreta? Abitazioni agevolate per i giovani. Una risposta a un bisogno reale, che il capoluogo condivide con tutto il territorio, e che darebbe nuova vita a una struttura altrimenti destinata al degrado». Angeloro non risparmia critiche allo stato attuale del presidio, evidenziando problemi strutturali che incidono direttamente sulla qualità del soccorso e del lavoro. Le carenze elencate dal sindacato sono pesanti: «Non poter accedere all’ospedale con un mezzo di soccorso senza una corsia preferenziale, bloccato nel traffico quando ogni minuto conta, avere la pista dell’elisoccorso lontana dalla struttura, fare i conti con un caos parcheggi cronico, operare in edifici che nella parte più antica sfiorano i cento anni di vita». Questi elementi, secondo l'Ugl Salute, dimostrano che «il tempo delle mezze misure è finito» e che la pianificazione della nuova struttura non può prescindere da un approccio tecnico e pratico. La richiesta dell'Ugl alla politica e alle istituzioni è quella di un cambio di metodo radicale. Secondo Angeloro, per evitare errori progettuali, è indispensabile «ascoltare gli operatori sanitari, chi vive l'ospedale e ci dovrà lavorare conoscendo ciò che è utile e dove farlo, cosa può funzionare e cosa no». Il sindacato chiede dunque l'apertura di un confronto reale: «Non come atto formale, ma come metodo di lavoro. Solo così le decisioni sul futuro del vecchio ospedale potranno essere all’altezza delle aspettative dei cittadini e dei lavoratori. Noi siamo pronti. Lo siamo sempre stati».

05/05/2026 15:00
Sanità, 1,2 milioni per la Casa della Comunità di San Severino. Calcinaro: "Non sarà una struttura vuota"

Sanità, 1,2 milioni per la Casa della Comunità di San Severino. Calcinaro: "Non sarà una struttura vuota"

Un importante passo avanti per la sanità territoriale dell'alto maceratese. L’assessore regionale alla sanità, Paolo Calcinaro, ha annunciato il reperimento di nuove risorse per un totale di 1,2 milioni di euro destinati al completamento della Casa della Comunità di San Severino Marche. La struttura, situata strategicamente di fronte all'ospedale "Bartolomeo Eustachio", rischiava di rimanere incompiuta per mancanza di fondi. «Quando ho visitato la struttura un mese fa, mancavano le risorse per completare la restante parte, che sarebbe rimasta grezza, priva di finiture e impianti», ha spiegato l'assessore Calcinaro durante la conferenza stampa. Grazie al nuovo stanziamento reperito dalla Regione, sarà possibile realizzare il secondo stralcio funzionale del progetto, dando una risposta fondamentale alla città e a tutto il territorio attraverso una struttura che rappresenterà il primo punto di accesso ai servizi sanitari per i cittadini. Sulla questione del personale, spesso punto critico delle nuove strutture, l'assessore è stato perentorio, sottolineando che l'edificio non sarà affatto una scatola vuota ma sarà dotato di personale professionale in grado di garantire un’adeguata offerta sanitaria. Calcinaro ha infatti ricordato l’approvazione di un Piano occupazionale straordinario da 116 assunzioni per l’Ast di Macerata, specificamente dedicato a Case e Ospedali di Comunità, che si aggiunge al piano ordinario di assunzioni che già registra un saldo attivo di 177 unità oltre al normale turnover. La nuova struttura si sviluppa su una superficie di 840 metri quadri interamente al piano terra e ospiterà un cortile interno per il benessere degli utenti. Una volta completata, la Casa della Comunità diventerà il vero perno delle cure primarie, accogliendo 20 ambulatori dove opereranno Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta e specialisti ambulatoriali. All’interno dell’edificio troveranno spazio anche il Punto Unico di Accesso (PUA), i servizi di assistenza domiciliare e infermieristica, il punto prelievi, i servizi diagnostici di base e la Continuità Assistenziale. Il direttore generale dell'Ast di Macerata, Alessandro Marini, ha ribadito come questo modello organizzativo sia capace di rispondere in prima istanza alle necessità di cura della popolazione, ringraziando la giunta regionale per l’importante stanziamento e l'area tecnica per il costante impegno nella pianificazione e nel monitoraggio dei lavori. L'obiettivo resta quello di integrare queste nuove attività con i servizi già presenti nel distretto sanitario esistente, creando team multidisciplinari pronti a prendersi carico dei bisogni di salute dei cittadini.

04/05/2026 18:50
Malattie professionali in aumento, Isolani (Ast Macerata): "Investire in cultura e nuove tecnologie"

Malattie professionali in aumento, Isolani (Ast Macerata): "Investire in cultura e nuove tecnologie"

Abbiamo festeggiato il 1° maggio, i lavoratori nelle piazze hanno dimostrato il loro orgoglio, rivendicato le conquiste e fatto conoscere le nuove aspettative per poi magari esprimere tutta la loro gioia in spettacoli musicali e di costume. Il 1° maggio festeggia il diritto universale a un luogo di lavoro dignitoso, sano e sicuro, non solo come obbligo morale ed etico, ma come necessità imprescindibile per il benessere individuale e collettivo e per la produttività delle imprese. Abbiamo quotidianamente il dovere di garantire luoghi di lavoro dove i lavoratori non vadano incontro ad infortuni e a malattie professionali e dove la salute e la sicurezza vengano tutelate. Erano queste le tematiche della Giornata Internazionale sulla sicurezza e salute nei luoghi di lavoro celebrata il 28 aprile, due date connesse con le considerazioni sul problema salute nel lavoro. Ne parliamo con la dottoresssa Lucia Isolani Direttore UOC Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro - AST Macerata, Professore Medicina del Lavoro presso l’Università degli Studi Carlo Bo' di Urbino. Il suo un impegno va oltre le competenze territoriali per l’organizzazione di un servizio sempre più presente ed utile per tutti i lavoratori, con una visione illuminata che coinvolge l’intero patrimonio medico-scientifico dei territori. Dott.ssa Isolani, quanti sono gli infortuni sul lavoro in Italia? "Nel 2024 sono state registrate 593 mila denunce di infortunio, con un lieve aumento rispetto al 2023: il 68,4% degli infortuni interessa il genere maschile e la classe di età con il maggior numero di infortuni è quella 50-64 anni. Gli infortuni sul lavoro con esito mortale sono stati 1.202. Il settore delle costruzioni e dell’agricoltura si confermano come settori produttivi più pericolosi, dove più frequentemente si verificano infortuni gravi, gravissimi e mortali". Ancora troppi infortuni. E cosa possiamo fare per evitare che accadano? "Sono fondamentali le regole, le procedure, la formazione ed i comportamenti. Nel momento in cui all’interno di un’azienda tutti i lavoratori, colletti bianchi e colletti blu, acquisiscono comportamenti sicuri che diventano naturali ed ordinari gli infortuni non accadono. Si tratta di un processo culturale da costruire assieme, lavorando su modifiche tecniche, organizzative e procedurali, con attenzione anche ai quasi infortuni (near miss), che ci possono far apprendere importanti lezioni di prevenzione. Dovremmo inoltre evitare di avere una visione miope e considerare non solo gli infortuni, ma anche le malattie professionali, di cui ancora si parla poco e che costano molto di più degli infortuni, con costi sanitari, economici e sociali che gravano allo stesso tempo su lavoratore, impresa e stato". Quante e quali sono le malattie professionali? "Nel 2024 le patologie di origine professionale denunciate all’Inail sono salite a oltre 88mila, con un incremento del 21,8% rispetto al 2023, interessando 58mila lavoratori, con un trend in crescita ininterrotto dal 2000. La crescita delle malattie professionali denunciate non è necessariamente conseguenza di un peggioramento delle condizioni di lavoro, ma può essere attribuita ad una maggiore consapevolezza dei lavoratori e dei medici certificatori in merito alle coperture assicurative e al progressivo ampliamento delle patologie riconoscibili. Le malattie professionali sono prevalentemente muscoloscheletriche (tre su quattro). Seguono le neuropatie come la sindrome del tunnel carpale, le ipoacusie, le dermatopatie e i tumori professionali". Quali sono le priorità attuali e le prospettive future della prevenzione in un luogo di lavoro? "Certamente è prioritario accrescere la cultura della prevenzione nelle scuole, apprendendo fin da piccoli regole e comportamenti che possano garantire sicurezza nei luoghi di vita e di lavoro, con una formazione costante nel tempo. L’attenzione deve essere tenuta alta in settori complessi come l’edilizia e l’agricoltura, dove tradizionalmente i rischi e i pericoli sono numerosi e gli infortuni frequenti, anche in considerazione del lavoro irregolare e dell’impiego di lavoratori stranieri. Bisogna inoltre far emergere malattie professionali ancora oggi sommerse come i tumori, promuovendo screening e vaccinazioni in un’ottica più ampia di sanità pubblica. Le malattie muscoloscheletriche, così frequenti e destinate ad aumentare con il crescere dell’età, dovranno essere affrontate affinché non divengano causa di disabilità, abbattendo barriere, modificando condizioni ambientali sfavorevoli e trovando soluzioni ergonomiche, anche ricorrendo a dispositivi robotici passivi come gli esoscheletri. In considerazione dell’aumento dell’età pensionabile, visto il tempo che si dovrà trascorrere al lavoro, diviene necessario che i lavoratori stiano bene, dal punto di vista sia fisico che psichico, creando sia lavori flessibili in grado di rispondere alle esigenze di vita delle persone, sia luoghi di lavoro che possano favorire il benessere psichico, campagne di screening e stili di vita salutari. Insomma, in prevenzione molto è stato fatto, ma ancora molto certamente si deve fare, costruendo reti solide e definendo collaborazioni valide: la scommessa per il futuro è senz'altro avvincente".

03/05/2026 12:20
Weight regain: perché il corpo tende a recuperare i chili persi

Weight regain: perché il corpo tende a recuperare i chili persi

Molte persone riescono a perdere peso almeno una volta nella vita. Molto più difficile, invece, è riuscire a mantenerlo nel tempo. Spesso chi riprende i chili persi vive questa esperienza come un fallimento personale, come la prova di non avere abbastanza volontà o costanza. In realtà, il recupero del peso dopo un dimagrimento, definito in ambito scientifico weight regain, è un fenomeno molto comune e oggi sappiamo che non dipende soltanto dalla disciplina. Dietro questo processo esistono meccanismi biologici profondi che il nostro organismo mette in atto per difendere il peso corporeo. Quando il corpo perde peso, soprattutto in modo significativo, non interpreta sempre questo cambiamento come qualcosa di positivo. Dal punto di vista evolutivo, una riduzione delle riserve energetiche può essere percepita come una possibile minaccia alla sopravvivenza. Per questo l’organismo tende a reagire cercando di riportare il peso verso il valore precedente. Uno dei primi cambiamenti riguarda il metabolismo, che diventa meno efficiente e consuma meno energia rispetto a prima. Questo significa che, dopo il dimagrimento, il corpo può arrivare a bruciare meno calorie anche svolgendo le stesse attività quotidiane, rendendo più facile recuperare peso. Accanto al metabolismo cambiano anche i segnali ormonali che regolano fame e sazietà. Dopo una perdita di peso si osserva spesso una riduzione della leptina, l’ormone che comunica al cervello la presenza di adeguate riserve energetiche, mentre tende ad aumentare la grelina, che stimola l’appetito. Il risultato è che molte persone, dopo una dieta, non solo consumano meno energia ma avvertono anche più fame. Questo spiega perché mantenere il peso perso può diventare una sfida molto più complessa di quanto appaia dall’esterno. Anche il cervello partecipa a questo processo. Dopo una restrizione calorica prolungata, le aree coinvolte nella ricompensa diventano più sensibili alla vista e al consumo di cibi ricchi di zuccheri e grassi. In pratica, il cibo può diventare più attraente proprio nel momento in cui si sta cercando di controllarlo. Stress, stanchezza e sonno insufficiente possono amplificare ulteriormente questi meccanismi, rendendo più facile tornare gradualmente alle vecchie abitudini. Per questo le diete troppo rigide, anche quando portano a risultati rapidi, spesso aumentano il rischio di ritrovarsi dopo qualche mese al punto di partenza. Una restrizione eccessiva può accentuare l’adattamento metabolico, aumentare la fame e favorire anche la perdita di massa muscolare, che rappresenta una componente essenziale per mantenere attivo il dispendio energetico. Più il corpo percepisce una condizione di privazione, più tenderà successivamente a compensare. Per ridurre il rischio di weight regain è importante cambiare prospettiva. Il vero obiettivo non dovrebbe essere soltanto perdere peso, ma creare condizioni che permettano al corpo di mantenere quel risultato nel tempo. Questo significa evitare approcci estremi, proteggere la massa muscolare, curare il sonno, gestire lo stress e soprattutto non considerare il percorso concluso nel momento in cui si raggiunge il peso desiderato. Un altro aspetto fondamentale è imparare a riconoscere precocemente i piccoli segnali. Il recupero del peso raramente avviene all’improvviso; più spesso inizia con variazioni graduali che, se affrontate subito, possono essere gestite con maggiore facilità. Riprendere peso non significa aver fallito. Significa confrontarsi con una biologia che, in molti casi, cerca naturalmente di difendere il peso precedente. Comprendere questo meccanismo non serve a giustificarsi, ma a smettere di colpevolizzarsi. Perché spesso il successo più grande non è perdere peso velocemente, ma costruire un equilibrio che il corpo possa davvero sostenere nel tempo.

02/05/2026 16:50
Caso plasma, la relazione: "Non attuate misure di urgenza, tecnici dirottati in altri settori". Atti in Procura

Caso plasma, la relazione: "Non attuate misure di urgenza, tecnici dirottati in altri settori". Atti in Procura

Il caso dello spreco di sacche di plasma presso l’Azienda ospedaliero-universitaria delle Marche approda sui tavoli della magistratura. La Giunta regionale ha reso note le conclusioni della relazione tecnica redatta dal Nucleo ispettivo, istituito lo scorso 25 marzo per fare luce sulle criticità emerse nella scomposizione del sangue e nella dismissione del plasma. Un documento che mette nero su bianco mancanze organizzative e gestionali, portando la Regione a stabilire l'invio degli atti alla Procura della Repubblica di Ancona, alla Procura della Corte dei Conti, al Ministero della Salute e ai Carabinieri del N.A.S.. Uno dei passaggi più critici della relazione riguarda l'impiego delle risorse umane. Sebbene la carenza di tecnici di laboratorio fosse stata inizialmente indicata come causa scatenante dello spreco, gli ispettori hanno rilevato che il numero di addetti assegnati alla Medicina Trasfusionale è rimasto "sostanzialmente sovrapponibile" al passato. Tuttavia, il Nucleo ispettivo ha riscontrato una riduzione dei tecnici di laboratorio effettivamente assegnati all’Officina Trasfusionale. Il personale, anziché essere impiegato nella lavorazione del plasma, è stato adibito ad altri settori di attività, nello specifico il settore IED + urgenze. Una scelta gestionale che ha sguarnito l'area dedicata alla scomposizione del sangue proprio nei momenti critici. Dall'analisi dei cartellini di marzo 2026, non sono emerse criticità nel rispetto degli obblighi contrattuali (orari, ferie o permessi) tali da evidenziare una particolare sofferenza del personale. Anzi, la relazione sottolinea uno scarso utilizzo di disposizioni d'ufficio per sopperire alle criticità di inizio marzo e un ricorso "residuale e minimo" alle prestazioni aggiuntive, a causa della mancata disponibilità manifestata dai dipendenti.  Nella relazione si legge che non sono stati adottati strumenti per un diverso utilizzo delle sacche di sangue, una possibilità attuata solo dopo il verificarsi dell’evento. Inoltre, nonostante il pieno utilizzo dei congelatori, non sono state messe in atto misure logistiche d'urgenza, come l'approvvigionamento di nuovi macchinari. Sotto la lente anche la gestione dei tempi: l'attività poteva essere focalizzata sull'etichettatura e il confezionamento del plasma da inviare all'industria (Takeda/Kedrion), un'azione che avrebbe permesso di svuotare i congelatori senza incidere sulla raccolta, visti i tempi di lavorazione del sangue compresi tra le 24 e le 72 ore. Oltre all'invio dei documenti alle autorità giudiziarie per la tutela dei donatori e del sistema sanitario regionale, la relazione è stata trasmessa al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera delle Marche e all'Agenzia Regionale Sanitaria. Il direttore generale dovrà ora riferire entro 15 giorni circa le azioni intraprese, i tempi di realizzazione e gli esiti attesi per rimediare alle criticità emerse dall'istruttoria.

30/04/2026 16:40
Giornata dell’asma, visite gratuite per bambini a Macerata e Civitanova

Giornata dell’asma, visite gratuite per bambini a Macerata e Civitanova

In occasione della Giornata mondiale dell’asma, in programma il 5 maggio, le Pediatrie dell’Ast di Macerata aderiscono all’iniziativa promossa in Italia dalla SIMRI (Società Italiana delle Malattie Respiratorie Infantili), in collaborazione con FederAsma e Allergie, Alama Aps, Respiriamo Insieme e SIP. All’ospedale di Civitanova, giovedì 7 maggio, saranno effettuate spirometrie e visite pneumologiche gratuite per bambini tra i 6 e i 12 anni. Gli esami si svolgeranno dalle 15 alle 18 nell’ambulatorio di pneumologia pediatrica, al terzo piano della struttura, a cura delle dottoresse Elisa Marchesini e Sara Torresi. Le prenotazioni saranno possibili telefonando al numero dedicato nei giorni precedenti, fino a esaurimento dei posti disponibili. L’iniziativa proseguirà anche a Macerata, dove la Pediatria e Neonatologia diretta dalla dottoressa Martina Fornaro ha organizzato per martedì 15 maggio, nel pomeriggio, visite pneumologiche pediatriche e spirometrie gratuite presso l’ambulatorio dedicato. Le prestazioni saranno seguite dalla dottoressa Roberta Piccinini, responsabile del servizio di allergologia e pneumologia pediatrica. “L’asma bronchiale in età pediatrica è la malattia cronica più frequente, interessando circa un bambino su dieci – spiega la dottoressa Enrica Fabbrizzi, responsabile della pediatria di Civitanova – con un impatto importante sulla qualità della vita e sulle attività quotidiane”. Un aspetto centrale resta quello dell’accesso alle cure. “È fondamentale garantire diagnosi tempestive e trattamenti adeguati – sottolinea la dottoressa Piccinini – dai farmaci inalatori fino alle terapie più avanzate nei casi più gravi, per una gestione efficace della patologia”. L’iniziativa ha anche un forte valore di sensibilizzazione. “Vogliamo richiamare l’attenzione su una patologia diffusa ma spesso sottovalutata – evidenzia il direttore generale dell’Ast di Macerata, Alessandro Marini – perché una diagnosi precoce consente ai bambini di condurre una vita normale e attiva”.

30/04/2026 15:00
Tumore al polmone: a Torrette la chirurgia del futuro. Robotica e tecnica ‘Uniportale’ per dimissioni "record"

Tumore al polmone: a Torrette la chirurgia del futuro. Robotica e tecnica ‘Uniportale’ per dimissioni "record"

Importante passo avanti per l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche: la Sod di Chirurgia Toracica, diretta dal dottor Majed Refai, ha eseguito con successo i primi interventi che combinano la precisione del robot 'Da Vinci' con l'esclusiva tecnica 'Uniportale'. "Siamo tra le poche strutture in Italia a compiere interventi di questo tipo - spiega con orgoglio il dottor Refai -. Di solito, chi usa la robotica deve effettuare più fori d'ingresso per manovrare gli strumenti. Noi invece pratichiamo un solo foro intercostale di circa 4 centimetri. Questo riduce drasticamente il dolore e il fastidio post-operatorio, che a volte può essere davvero invalidante". Il risultato è un beneficio enorme per il paziente: dolore post-operatorio drasticamente ridotto e tempi di recupero rapidissimi. Due pazienti marchigiani (una donna di 69 anni e un uomo di 83), nonostante quadri clinici complessi, sono stati infatti dimessi dopo soli 3 giorni dall'intervento. "Il polo chirurgico di Torrette è all'avanguardia - continua il primario - ed è fondamentale che i cittadini sappiano che esistono queste opzioni operative di alta complessità vicino a casa. Siamo tra le poche strutture in Italia a compiere interventi di questo tipo". La tecnica mini-invasiva ha permesso di operare con successo anche un paziente ultraottantenne, per il quale altre procedure sarebbero state troppo rischiose. L'equipe di Torrette, che comprende i dottori Michele Salati, Alberto Roncon e Gian Marco Guiducci, si conferma così un'eccellenza nazionale nella chirurgia complessa, offrendo oggi tutte le opzioni possibili: dalla robotica alla storica tecnica "a cielo aperto".

30/04/2026 09:55
Sanità, 172 nuove assunzioni all'Ast di Macerata: via libera al piano 2026

Sanità, 172 nuove assunzioni all'Ast di Macerata: via libera al piano 2026

La Regione Marche accelera sul rafforzamento della sanità territoriale con l’approvazione dei nuovi Piani integrati di attività e organizzazione (PIAO) 2026 per le aziende sanitarie territoriali di Fermo e Macerata. I provvedimenti delineano un significativo incremento delle dotazioni organiche, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi e ridurre le criticità strutturali. Nel dettaglio, sono previste 276 nuove assunzioni complessive: 104 per l’AST di Fermo e 172 per quella di Macerata. Un intervento che punta a garantire maggiore continuità assistenziale e a rafforzare la capacità di risposta delle strutture sanitarie. “Si tratta di un segnale concreto di attenzione verso il sistema sanitario marchigiano – ha dichiarato l’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro –. Le nuove assunzioni rappresentano un passo in avanti importante: non risolvono tutte le criticità, ma contribuiscono sia a compensare i pensionamenti sia a colmare vuoti organici accumulati nel tempo”. Le nuove risorse riguarderanno principalmente il personale sanitario – medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari – affiancato da 29 unità di personale amministrativo. Una distribuzione che mira a rafforzare non solo l’area clinica, ma anche quella gestionale e organizzativa. Una parte delle assunzioni servirà infatti a sostituire il personale in uscita, mentre una quota significativa sarà destinata alla copertura di posti rimasti vacanti negli anni, intervenendo su criticità storiche degli organici. Secondo i dati previsionali, si registra un aumento del personale in tutti i principali ruoli, con particolare attenzione ai settori sanitario e tecnico.  "Con l’approvazione dei PIAO 2026, la Regione Marche prosegue così nel percorso di potenziamento della sanità territoriale, puntando su programmazione, sostenibilità e valorizzazione delle professionalità".

29/04/2026 09:51
Treia, l'incasso del teatro diventa un aiuto: donate attrezzature alla casa di riposo

Treia, l'incasso del teatro diventa un aiuto: donate attrezzature alla casa di riposo

Il Comune di Treia ha consegnato nei giorni scorsi un sollevatore e due valigette di primo soccorso destinati agli ospiti della casa di riposo cittadina, con l’obiettivo di rafforzare l’attenzione verso le persone anziane e, in particolare, quelle in condizioni di maggiore fragilità. La donazione è stata resa possibile grazie alla serata teatrale organizzata nel periodo tra Natale e Capodanno insieme ai Vociferando. L’intero incasso dell’evento è stato infatti destinato all’acquisto del materiale, trasformando un momento di intrattenimento in un’iniziativa di solidarietà concreta a favore della struttura. Alla consegna erano presenti il sindaco Franco Capponi e l’assessora Sabrina Virgili. «Quella sera a teatro è stata un’occasione per stare insieme, ma dal palco è nato qualcosa che oggi ha preso forma – ha commentato l’assessora Virgili – Sono particolarmente contenta di donare alla casa di riposo, a nome della comunità treiese, strumenti utili che entrano nella quotidianità di chi vi risiede. Era questo il nostro intento: trasformare un evento in un gesto concreto, capace di fare la differenza ogni giorno». L’iniziativa si inserisce nel percorso di attenzione e sostegno verso la casa di riposo cittadina, confermando il valore della collaborazione tra istituzioni e realtà del territorio.  

27/04/2026 14:32
Dalla Liberazione alla "guerra a pezzi": se la salute della storia dipende dal sogno dell'utopia

Dalla Liberazione alla "guerra a pezzi": se la salute della storia dipende dal sogno dell'utopia

“La salute della storia” è un’espressione impropria che comunque può avere un senso. Abbiamo festeggiato il 25 aprile, il giorno della liberazione, abbiamo celebrato la terapia che ha guarito l’Italia dall’infezione nazi-fascista per ripristinare libertà e democrazia, la buona salute di una Nazione che potrà poi avvalersi di un prontuario ben studiato per impedire ricadute: la Costituzione. Se vogliamo continuare su questa falsariga metaforica tra salute fisica e benessere socio-politico, dobbiamo dire che da allora la salute della nostra storia nazionale è stata abbastanza buona, non senza però periodi di difficoltà e fragilità, che qualche volta hanno fatto temere malattie devastanti: le stagioni delle stragi e degli attentati, i tentativi di colpi di stato, le azioni delle Brigate Rosse, l’assassinio di Aldo Moro, le azioni di altre formazioni più o meno segrete o criminali che hanno attentato allo stato democratico. Per fortuna le terapie istituzionali e costituzionali hanno funzionato e si sono evitati danni peggiori e permanenti. Oggi la salute della storia ha infranto i confini nazionali, siamo alla valutazione di una salute globale, purtroppo non rassicurante, non siamo al pericolo mortale, ma di sicuro con tanti rischi che compromettono la salute di tantissimi e la serenità di tutti. Sono tante le guerre: “la guerra mondiale a pezzi” - come diceva Papa Francesco - alcune vicinissime a noi come quella in Ucraina, alcune crudeli e senza limiti come in Palestina, Iran e Libano, alcune ignorate dalla comunicazione come nello Yemen, in Sudan… Capi di Stato di nazioni importanti e trainanti che hanno sposato la legge del più forte, ignorando il diritto internazionale e i valori umanitari che erano assurti a virtuose regole globali condivise dopo le esperienze peggiori del passato. Niente, la natura umana vuole confermare che nel suo DNA c’è il gene della contesa e della guerra, si fa fatica a neutralizzarlo; per dei periodi, magari, ci si riesce per una forma di immunizzazione di massa come per i virus, ma poi risorge. La salute della storia immancabilmente precipita, i terapeuti si sforzano di suggerire la medicina giusta, vedi Papa Francesco, Papa Leone e non solo, ma si scontrano con i negazionisti che preferiscono salvaguardare l’economia speculativa, l’immenso business delle armi, il narcisismo patologico di alcuni potenti di turno, che sempre attraggono consenso ed ammirazione. Immaginiamo per un momento che tutte le risorse dedicate nel mondo alle armi siano utilizzate per rendere migliore la vita delle donne e degli uomini, cadrebbero anche tutte le negatività sociali che vengono chiamate a giustificare le guerre: carestie, migrazioni, disuguaglianze, ignoranza e fanatismi ideologici e religiosi; ci sarebbe più cultura e più SALUTE. Sono pensieri utopistici, ma sognare non costa niente, anzi fa proprio bene alla SALUTE.

26/04/2026 10:30
Cambio di stagione e calo di energia: perché ci sentiamo più affaticati

Cambio di stagione e calo di energia: perché ci sentiamo più affaticati

Con l’arrivo della primavera o dei primi cambi di temperatura, molte persone avvertono la stessa sensazione: più stanchezza, difficoltà di concentrazione, sonnolenza durante il giorno e una generale impressione di avere meno energia. Spesso si parla di “stanchezza da cambio di stagione” come se fosse soltanto una percezione soggettiva. In realtà, dietro questa sensazione esistono meccanismi fisiologici reali che coinvolgono il nostro organismo. Il corpo umano funziona secondo ritmi biologici molto precisi. L’orologio circadiano regola il sonno, la temperatura corporea, la produzione ormonale e il metabolismo energetico. Quando cambiano la durata della luce, le temperature e persino le abitudini quotidiane, l’organismo deve adattarsi a un nuovo equilibrio. Questo passaggio non avviene sempre in modo immediato e, in alcune persone, può tradursi in una temporanea sensazione di affaticamento. Tra i protagonisti di questo adattamento c’è la melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Con l’aumento delle ore di luce, la sua secrezione si modifica e il cervello deve ricalibrare i segnali che sincronizzano il riposo con la nuova stagione. Parallelamente possono variare anche i livelli di cortisolo, coinvolto nella risposta allo stress e nella regolazione dell’energia. Questo riassestamento può rendere più evidente, per alcuni giorni o settimane, una sensazione di stanchezza fisica e mentale. Anche il sistema cardiovascolare partecipa a questo processo. L’aumento delle temperature favorisce una lieve vasodilatazione periferica che, in soggetti predisposti, può provocare una sensazione di pressione più bassa, gambe pesanti o minore lucidità. Chi tende ad avere una pressione naturalmente bassa spesso percepisce il cambio di stagione in modo più marcato. Non bisogna poi sottovalutare il ruolo dell’alimentazione. Durante l’inverno molte persone modificano inconsapevolmente le proprie abitudini: pasti più ricchi, meno movimento e minore esposizione alla luce naturale. Un’alimentazione povera di ferro, magnesio, vitamine del gruppo B o proteine può accentuare ulteriormente la sensazione di stanchezza, soprattutto in chi parte già da un equilibrio più fragile. Anche il sonno merita attenzione. Paradossalmente, proprio quando le giornate si allungano, molte persone iniziano a dormire peggio. L’esposizione prolungata alla luce serale può rendere più difficile addormentarsi o mantenere un sonno profondo. In questi casi la stanchezza viene attribuita alla stagione, quando può dipendere da un recupero notturno meno efficace. In alcuni casi, la nutraceutica può offrire un supporto utile, ma solo se inserita in un contesto corretto. Magnesio, vitamine del gruppo B o alcuni estratti vegetali adattogeni possono aiutare nei periodi di maggiore stress. Tuttavia, nessun integratore può compensare un sonno insufficiente, una dieta disordinata o livelli elevati di stress cronico. Nella maggior parte dei casi, questa sensazione tende a ridursi spontaneamente nel giro di alcune settimane, man mano che il corpo si adatta al nuovo ritmo ambientale. Esporsi alla luce naturale al mattino, mantenere orari regolari, curare l’idratazione e non trascurare il movimento quotidiano può aiutare l’organismo a ritrovare più rapidamente la propria efficienza. Il cambio di stagione ci ricorda che il nostro organismo non vive separato dall’ambiente che lo circonda, ma ne segue costantemente i ritmi. Anche variazioni apparentemente piccole possono influenzare il modo in cui percepiamo energia e benessere. Ascoltare questi segnali con maggiore attenzione può aiutarci a vivere questi passaggi con più consapevolezza e rispetto dei tempi del corpo.  

25/04/2026 17:00
Caso plasma nelle Marche: indagine del Centro Nazionale Sangue e nodo commissione in Consiglio

Caso plasma nelle Marche: indagine del Centro Nazionale Sangue e nodo commissione in Consiglio

La vicenda delle sacche di plasma smaltite nelle Marche entra in una fase decisiva con l’intervento diretto dello Stato. Secondo quanto ricostruito da Fanpage, il Centro Nazionale Sangue, organismo che coordina il sistema trasfusionale sotto l'egida del Ministero della Salute e con sede presso l’Istituto Superiore di Sanità, ha aperto un’istruttoria nazionale classificando l’episodio come un "incidente grave". La comunicazione, firmata dalla direttrice Luciana Teofili, stando a Fanpage, è stata inviata al direttore del Dipartimento Salute della Regione Marche Antonio Draisci e alla responsabile del Centro Regionale Sangue Giovanna Salvoni.  Nel mirino c’è un evento avverso legato alla conservazione del plasma a temperatura non conforme presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Sempre secondo Fanpage, è stato disposto un audit ispettivo nazionale con l'obiettivo di chiarire le cause dello spreco e verificare se la Regione sia in grado di garantire la sicurezza del sistema. Intanto sul caso si muovono anche i NAS, la Procura di Ancona e la Corte dei Conti, mentre la Regione ha attivato una propria commissione interna per fare luce sulla vicenda. Sul fronte politico, oggi si gioca una partita altrettanto rilevante in Consiglio regionale. L’ufficio di presidenza ha già verificato l’ammissibilità della richiesta di una commissione d’inchiesta avanzata dalle opposizioni, e il presidente dell'assemblea legislativa Gianluca Pasqui ha chiesto ai capigruppo di indicare i membri. Il termine per la presentazione dei nomi è scaduto il 20 aprile e la commissione dovrebbe essere composta da 13 membri, di cui otto di maggioranza e cinque di opposizione. Resta però aperta la questione politica dentro la maggioranza. I gruppi di minoranza hanno già indicato i propri rappresentanti - tra cui esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Progetto Marche - mentre il centrodestra non ha ancora trovato una sintesi. La giunta guidata da Francesco Acquaroli ritiene non necessaria una nuova commissione, avendo già istituito una verifica tecnica (ribadito anche questa mattina dall'assessore Calcinaro: "C'è già una commissione tecnica qualificata che sta lavorando pancia a terra e adesso sarebbe inutile"), ma una parte della coalizione teme che un eventuale rifiuto possa trasformarsi in un boomerang politico. La decisione finale è attesa con il passaggio in aula di Palazzo Leopardi. "Si tratta di fatti che, se confermati, risultano di estrema gravità e che rischiano di compromettere la fiducia dei cittadini in un sistema (quello della donazione del sangue e del plasma) fondato su valori di solidarietà, sicurezza e responsabilità collettiva. Il Partito Democratico delle Marche esprime pertanto piena fiducia nel lavoro degli organismi competenti e nella magistratura, affinché venga fatta rapidamente piena luce su quanto accaduto, accertando responsabilità e garantendo trasparenza", sottolineano Chantal Bomprezzi, Daniele Sturani e Andrea Vecchi . Al contempo, non possiamo non evidenziare il rischio concreto che questa vicenda produca ricadute negative sul mondo della donazione, patrimonio prezioso della nostra comunità regionale, che va tutelato con ogni mezzo attraverso il ripristino immediato delle condizioni di massima sicurezza e credibilità. Dal punto di vista politico, la condanna per quanto emerso è netta. Riteniamo necessario che, in via cautelativa, vengano sospesi dalle attività i responsabili delle azioni che hanno comunque arrecato un grave danno d’immagine e discredito all’intero sistema di raccolta, lavorazione e distribuzione di sangue e plasma. È indispensabile ristabilire al più presto un clima di fiducia, attraverso atti concreti, verifiche puntuali e una piena assunzione di responsabilità. La salute dei cittadini e l’integrità del sistema sanitario regionale non possono essere messe in discussione", concludono Bomprezzi, Sturani e Vecchi.    

21/04/2026 12:30
Screening e visite ginecologiche gratuite negli ospedali dell'Ast di Macerata: come prenotare per l'Open Week

Screening e visite ginecologiche gratuite negli ospedali dell'Ast di Macerata: come prenotare per l'Open Week

MACERATA – Una settimana interamente dedicata al benessere femminile, alla prevenzione e alla diagnosi precoce. Dal 22 al 30 aprile, l’Ast di Macerata aderisce all’(H) Open Week sulla Salute della Donna , l'iniziativa promossa dalla Fondazione Onda ETS che coinvolge gli ospedali di Macerata, Civitanova Marche e Camerino. L'obiettivo, come sottolineato dal direttore generale Alessandro Marini, è quello di avvicinare la popolazione femminile a percorsi di cura personalizzati e diffondere la cultura della medicina di genere come diritto fondamentale alla salute. Ospedale di Civitanova Marche Le iniziative nel presidio civitanovese iniziano il 28 aprile con la Cardiologia della Dr.ssa Micaela Capponi, che mette a disposizione 12 ECG per donne in gravidanza, mentre la Chirurgia del Dr. Stefano De Luca offre 6 visite proctologiche. Il reparto di Ginecologia e Ostetricia, guidato dal Dr. Stefano Cecchi, propone invece 10 visite ginecologiche per la menopausa. Il programma prosegue il 29 aprile con 8 visite cardiologiche dedicate sempre alla fase della menopausa e 10 ecografie ginecologiche nel pomeriggio. Per accedere a queste prestazioni, la prenotazione è obbligatoria e va effettuata esclusivamente il giorno 22 aprile (dalle 11:30 alle 13:30) al numero 0733-823613. Ospedale di Macerata Il capoluogo offre un calendario molto fitto. Dal 22 al 29 aprile la Direzione Medica della Dr.ssa Giorgia Scaloni mette a disposizione 18 colloqui di counselling con l’assistente sociale per donne vittime di violenza (prenotazioni al 331-1415015). Per quanto riguarda le visite specialistiche (prenotabili allo 0733-2572859 dalle 9 alle 10), la Medicina Interna del Dr. Roberto Catalini effettuerà 10 esami doppler carotidei il 24, 27 e 28 aprile. Il 23 aprile l'Urologia della Dr.ssa Lucilla Servi propone 5 visite per l’incontinenza urinaria, mentre il 27 aprile la Senologia del Dr. Paolo Decembrini eseguirà 3 visite senologiche presso la cittadella sanitaria di Tolentino. Infine, l'Oculistica del Dr. Giuliano Finicelli mette a calendario 9 visite oculistiche complessive distribuite tra il 24 e il 29 aprile. Ospedale di Camerino e San Severino A Camerino le attività si concentrano a fine mese: il 29 aprile la Cardiologia della Dr.ssa Josephine Staine offre 8 visite cardiologiche con ECG , mentre il 30 aprile la Medicina Interna della Dr.ssa Annamaria Schimizzi effettuerà 16 ecodoppler dei vasi del collo. Per queste prestazioni la prenotazione si effettua allo 0737-639362. Infine, presso la struttura di San Severino Marche, il Dr. Finicelli mette a disposizione un totale di 12 visite oculistiche distribuite su più giornate (22, 23, 24, 27, 28 e 29 aprile), prenotabili sempre tramite il numero di riferimento di Macerata (0733-2572859). 

20/04/2026 15:30
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