Da lunedì a Tolentino, presso l'ufficio Servizi Sociali, sarà possibile ritirare i moduli per richiedere il contributo per l'autonoma sistemazione. Il contributo è una misura destinata alle famiglie o il singolo cittadino, proprietario o affittuario, la cui abitazione principale, abituale e continuativa è stata distrutta in tutto o in parte e per la quale è stata rilasciata la certificazione di inagibilità con ordinanza del Comune oppure è stata sgomberata in seguito a provvedimenti emanati dalle competenti autorità.I contributi di autonoma sistemazione (CAS) sono previsti dall'art. 3 dell'Ordinanza del capo Dipartimento della protezione Civile n. 388/2016 . Il contributo è concesso esclusivamente per il periodo in cui si è provveduto autonomamente alla sistemazione del proprio nucleo familiare e dura sino a che non si siano realizzate le condizioni per il rientro nell’abitazione, ovvero si sia provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità, e comunque non oltre la data di scadenza dello stato di emergenza.Il contributo è di € 200,00 mensili per ogni componente del nucleo familiare abitualmente e stabilmente residente nell’abitazione fino ad un massimo di € 600,00 mensili per nucleo familiare; ove si tratti di un nucleo familiare composto da una sola unità, il contributo medesimo è stabilito in € 300,00. Qualora nel nucleo familiare siano presenti persone di età superiore a 65 anni, portatrici di handicap, ovvero disabili con una percentuale di invalidità non inferiore al 67%, è concesso un contributo aggiuntivo di € 200,00 mensili per ognuno dei soggetti sopra indicati, anche oltre il limite massimo di € 600,00 mensili previsti per il nucleo familiare.I soggetti interessati al contributo,devono presentare specifica istanza, anche in rappresentanza del proprio nucleo familiare, al Comune di competenza in forma di autocertificazione ai sensi del DPR 28 dicembre del 2000 n. 445 Il soggetto richiedente dovrà dichiarare : la composizione del nucleo familiare; l'indirizzo dell'abitazione nella quale nei mesi del verificarsi degli eventi sismici lo stesso risiedeva stabilmente; se l'abitazione sia stata sgomberata o distrutta in tutto o in parte se il nucleo familiare include persone con più di 65 anni, portatori di handicap, o diversamente abili con invalidità non inferiore al 67%; qualunque titolo in grado di legittimare l'uso dell'abitazione; la titolarità delle utenze di luce, gas, telefonia fissa o mobile; la titolarità di un contratto di locazione registrato se si è affittuari di immobili.
Il via libera all'operazione moduli abitativi da installare sui luoghi del sisma al posto delle tende è contenuto nel nuovo decreto del Governo sul terremoto, inviato oggi alla firma del Quirinale.L'operazione moduli abitativi verrà portata avanti da Protezione civile, Regioni e Comuni delle zone colpite. I sindaci sono autorizzati a portare avanti le opere di messa in sicurezza dei centri terremotati, avvalendosi di imprese e professionisti e potendo assumere, a questo scopo, fino a 350 persone in un anno. Il decreto prevede anche misure a favore della ripresa delle attività economiche e produttive nelle zone del sisma: azioni sono riservate al settore agricolo, ma anche le imprese di altri comparti possono immediatamente presentare domanda per interventi urgenti che consentano loro di proseguire l'attività produttiva. Gli sfollati, temporaneamente alloggiati in comuni diversi da quelli di residenza, potranno votare per il prossimo referendum del 4 dicembre nel comune dove dimorano (ANSA).
Il ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Stefania Giannini sarà lunedì pomeriggio all’Università di Macerata per incontrare il rettore e il corpo accademico e discutere sulle proposte presentate dall’ateneo al Miur al fine di superare i disagi subiti dalle scosse sismiche. Prevista la presenza anche delle altre autorità cittadine.Sarà, quindi, l’occasione per sottoporre alla rappresentante del governo alcune criticità che Unimc si trova ad affrontare. Le sedi didattiche sono rimaste agibili, ma per alcune aule, ora chiuse, saranno necessari degli interventi di consolidamento. E’ stato necessario, invece, abbandonare Villa Cola, sede del prestigioso Istituto Confucio e della Scuola di Studi Superiori Leopardi, una delle sedi del dipartimento di economia e diritto in via Crescimbeni e l’Auditorium San Paolo in piazza della Libertà, mentre è solo parzialmente accessibile palazzo Ciccolini, dove sono dislocati alcuni uffici amministrativi. L’aula magna e l’aula abside, due tra gli spazi più rappresentative dell’ateneo, hanno bisogno di immediati interventi.Con il ministro verrà affrontato un altro problema che sta emergendo, legato alle abitazioni private prese in affitto dagli studenti. Al servizio di sopralluogo gratuito messo in piedi dall’Ateneo sono arrivate in questi giorni circa cento richieste di verifica. Nonostante l’impegno profuso dall’ateneo, al momento è difficile trovare soluzioni alternative, perché il mercato degli affitti, ridimensionato per via dei danni alle abitazioni, è quasi del tutto esaurito e molti studenti rischiano di non poter rientrare per continuare il proprio percorso formativo.
E’ iniziato il confronto tra Ghio (e le sue liste in appoggio alla Candidatura a Sindaco di Civitanova Marche) con le associazioni di categoria.Giovedì si è tenuto il primo incontro con la Confcommercio di Civitanova Marche ed in tale occasione si sono trattati i problemi che maggiormente interessano le attività del terziario/commercio. Si sono condivisi alcuni temi che vedono la centralità del progetto di un centro commerciale naturale e lo sviluppo di un unico brand che possa essere meglio speso nel contesto del territorio regionale e la valorizzazione del mercato settimanale. Si è altresì condivisa la necessità di una maggiore valorizzazione dello sviluppo del commercio nei quartieri che debbono essere garantiti nei servizi e nello sviluppo della loro microeconomia. Nuovi centri commerciali che tendono a desertificare i centri (come città e come quartieri) non possono essere protagonisti di un programma di sviluppo della città.Oggi si è tenuto il primo incontro con la CNA di Civitanova Marche. Anche in questo caso sono emerse delle emergenze tra le quali spiccano la necessità di una manutenzione più efficiente delle vie di accesso e delle aree pubbliche, per rendere almeno vivibili, se non appetibili, le aree industriali di Civitanova Marche, oltre alla necessità di investimenti infrastrutturali quali ad esempio la connessione con Internet. Si è altresì discusso della necessità di intervenire sulla semplificazione amministrativa e sulla necessaria riconversione delle aree industriali che paiono oggi sovradimensionate rispetto alle prospettive di sviluppo per i prossimi anni.Le aziende artigiane come le aziende che operano nel terziario/commercio rappresentano l’ossatura dell’economia locale che nonostante la crisi sembra ancora essere la più importante del nostro territorio marchigiano.Nell’ottica della valorizzazione delle energie e delle idee seguiranno i successivi appuntamenti per addivenire alla definitiva stesura del programma di governo per Civitanova Marche.I prossimi giorni si terranno incontri con le altre associazioni, i quartieri e con coloro che vorranno condividere i contenuti di un progetto in realizzazione e che interesserà tutta la città a prescindere dagli orientamenti politici ed alle sensibilità culturali.
Sto visitando i piccoli centri straziati dal terremoto e raccogliendo storie e testimonianze dei pochissimi che lì sono sono rimasti. Oppure di quelli che se ne sono temporaneamente andati, ma sono tornati per svuotare le proprie case, ormai inagibili. Stanno tutti in fila davanti al container o al furgone. Aspettano pazientemente il loro turno al freddo (già da ieri mattina ad Ussita, in quota c'era neve), riempiono l'automobile dei propri oggetti, poi se ne vanno in silenzio. Protagonisti assoluti, in questa fase, i Vigili del Fuoco, che ho cercato di osservare da vicino. Entrano nelle case pericolanti e restituiscono ai proprietari i loro oggetti personali. Detta così pare facile, ma ci sono situazioni in cui è già pericoloso aprire un portone perché crolli giù tutto. Mi interessa stare con loro anche quando non sono operativi. All'ora di pranzo, per esempio, vanno tutti al "Vecchio Mulino" a Casavecchia di Pievetorina. Uno, due, a volte pure tre turni. Tavoli che si svuotano e, in un attimo si riempiono. Vengono da tutta Italia.Serena ha cominciato a collezionare le strisce della provincia di provenienza. Serena è la proprietaria, assieme a sua sorella Silvia. Ha il viso acqua e sapone incorniciato da capelli lunghi e rossi. Sorride e non si ferma mai un istante a riposare. Un giovanissimo vigile del fuoco di Biella, l'altro giorno, per poterle parlare un po' - l'ho visto io - si è dovuto mangiare quattro piatti di mezze maniche alla carbonara. Mi piace guardarli da vicino i vigili del fuoco. Sono tre generazioni (nonno, padre e figlio) che, a tavola, parlano, si confrontano, scherzano, ma che materialmente, da soli, reggono in piedi tutta questa malferma Nazione. Se poi li ringrazi, ti guardano quasi sorpresi e ti rispondono: "dovere"! L'emergenza ha cambiato pure la geografia dei paesi. La principale strada di collegamento ha preso il posto della piazzetta. Ormai diventata inagibile, in piena zona rossa, è presidiata a distanza dai militari armati. Il municipio sta dentro due tende e l'ufficio postale in un tavolo accanto al camion dei pompieri. Per accedere a Visso e quindi a Ussita e Castello c'è bisogno di un pass. Servono un timbro e due firme. Poliziotti al check point controllano minuziosamente il permesso sul cruscotto delle auto di chi passa. È tutto militarizzato. Forse fin troppo. L'altro giorno, per esempio, ho assistito ad una scena che mi ha fatto molto riflettere. La racconto perché vorrei riflettessero pure le cosiddette autorità. Dunque siamo a Visso al comando dei Vigili del Fuoco. Entra un signore che vorrebbe un pass per recarsi a Castelsantangelo sul Nera. È un commerciante di generi alimentari, prodotti tipici locali, in particolare. L'agente gli chiede in quale località precisa si debba recare e da quale fornitore. Lui farfuglia qualcosa , ma si capisce che a quella domanda non vuol rispondere. Il pompiere insiste, facendogli presente che è nel suo interesse comunicarglielo. In caso di pericolo o di necessità saprebbero come rintracciarlo. La discussione diventa una trattativa in piena regola. "Io te lo direi pure - dice, ad un certo punto, il commerciante - ma sono sicuro che il mio fornitore non vuol farvi sapere dove sta. Ha paura che lo portiate via da dove si trova adesso". A sentire quelle parole mi si apre un mondo e con esso un uragano di interrogativi. Qualcosa nella comunicazione e nelle informazioni non ha funzionato. Ci sono allevatori che, pur di sfuggire alla burocrazia, si sono dati alla macchia manco fossero partigiani che dovessero scappare da un rastrellamento nazista. Perché qualche nostro concittadino ha la percezione che, dopo la sventura del terremoto, lo Stato lo stia braccando e perseguitando? Era tanto difficile prevedere ragionevoli eccezioni alla severa regola delle evacuazioni di questi piccolissimi centri? Non conoscere, ma soprattutto non rispettare le sensibilità (per quanto bizzarre possano apparire) di questi piccolissimi imprenditori che chiamiamo affettuosamente montanari non è già una sconfitta in partenza sulla faticosa strada della ricostruzione? Domande retoriche che non avrei mai voluto porre. Mi auguro che si provveda al più presto e con tutta la ragionevolezza possibile a riparare questo vulnus che ha ferito gravemente il tessuto sociale. Un'altra gravissima circostanza da segnalare e a cui occorre porre subito rimedio è quella della lievitazione abnorme dei prezzi dei camper e delle roulotte. Me lo hanno raccontato a Pieve Torina. Ho visto con i miei occhi roulotte vecchie di anni e decisamente sudicie e malmesse vendute, dopo il terremoto a 6/7mila euro. O camper pronti per la rottamazione, ma rimessi, miracolosamente, in vendita ai senzatetto che si ostinano a non voler lasciare il loro paese. Mi hanno pure detto di una roulotte noleggiata per 100 euro al giorno (con 80 euro dormi e fai colazione in un hotel 4 stelle) per un'intera settimana, solo perché il poveretto non poteva assolutamente allontanarsi dai suoi animali. A chi dovrebbero rivolgersi le vittime di queste vere e proprie estorsioni? Esiste un garante dei terremotati - stiamo parlando di circa trentamila persone, stavolta - a cui possano arrivare questo genere di segnalazioni affinché non si ripetano mai più? La Regione Marche, nella sua facoltà ed autonomia legislativa potrebbe sin da subito provvedere almeno a questa minima, ma fondamentalmente tutela. Con i mezzi di comunicazione moderni, social network compresi, tanti soprusi e tante ingiustizie potrebbero essere risparmiate.Facciamo in modo che lo facciano e più in fretta possibile...
"Esenzione fiscale totale, bollette comprese, per almeno tre anni per tutte le persone che hanno perso tutto col sisma. Non vogliamo una semplice sospensione per tre, quattro mesi".A chiederlo è Matteo Salvini che questa mattina è in visita a Norcia e agli altri centri dell'Umbria, delle Marche e del Lazio colpiti dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre scorso. "Il commissario alla ricostruzione Errani ha detto che l'Europa non permetterà l'esenzione dei tributi? E chi se ne frega, noi siamo noi, noi siamo l'Italia" ha detto il leader della Lega Nord, secondo il quale "se Renzi è in guerra con l'Ue, allora si faccia carico anche di questa battaglia. Noi lo sosterremo". (Ansa)
La società Quadrilatero Marche-Umbria, il Comune di Civitanova Marche e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) hanno sottoscritto oggi la convenzione che prevede l’eliminazione di tre passaggi a livello sulla linea ferroviaria Civitanova-Albacina e definisce modalità e termini per la realizzazione delle relative opere sostitutive.Erano presenti per l'Amministrazione comunale il sindaco Tommaso Claudio Corvatta, gli assessori Marco Poeta e Cristiana Cecchetti, i consiglieri comunali Ivo Costamagna, Piero Gismondi e Pier Paolo Rossi, il segretario generale Piergiuseppe Mariotti, per Quadrilatero Spa il presidente Guido Perosino. C'erano inoltre il sindaco di Foligno nonché presidente della provincia di Perugia Nando Mismetti, accompagnato dal consigliere comunale Luca Bellagamba, il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari, per Rete ferroviaria italiana il responsabile nazionale del programma soppressione passaggi a livello Gianluigi De Carlo e il direttore territoriale Stefano Morellina. Presenti anche i progettisti dell’opera, Giambattista Devoli di Rte ferroviaria italiana e il dirigente del comune di Civitanova Marche Stefano Stefoni.“Un momento storico per la città – ha dichiarato il sindaco Tommaso Claudio Corvatta dopo la firma nella Sala della Giunta comunale - che sancisce il via al superamento definitivo del problema dei problemi in ambito di viabilità per Civitanova. La rotatoria e il superamento dei passaggi a livello rappresentano un risultato fondamentale e comporteranno un riflesso positivo su tutto l'asse viario della Provincia”.I passaggi a livello oggetto di convenzione, nel centro urbano di Civitanova Marche, sono ubicati rispettivamente: su via Martiri di Belfiore (ex strada statale 16 Adriatica); su strada del Casone o Molino e su via Einaudi. La convenzione prevede che le opere sostitutive saranno realizzate a cura e spese della società Quadrilatero per il passaggio a livello di via Martiri di Belfiore, mentre il Comune di Civitanova Marche si occuperà degli altri due attraversamenti di strada del Casone o Molino e via Einaudi con un contributo finanziario da parte di RFI pari a 1 milione di euro.Il presidente della provincia di Macerata Antonio Pettinari considera la convenzione “un altro prezioso tassello nel completamento di un'infrastruttura basilare. Dall'apertura della Superstrada 77 Civitanova Foligno abbiamo potuto notare il rilevante flusso di mezzi dall'entroterra e in particolare dall'Umbria, che richiede uno sbocco adeguato al termine di questa strada. Un grazie va al viceministro delle infrastrutture Riccardo Nencini, che è sempre stato un interlocutore attento per concretizzare l'opera”.Nel dettaglio, per eliminare il passaggio a livello di via Martiri di Belfiore, la società Quadrilatero realizzerà un sottopassaggio - in corrispondenza dell’attuale attraversamento - e le relative viabilità carrabili e pedonali per la connessione alla viabilità esistente. La carreggiata sarà formata da due corsie da 3,75 metri ciascuna e da un marciapiede sopraelevato rispetto al piano viabile. Sarà inoltre realizzata una strada che consentirà il transito dei veicoli in entrata e uscita dalle abitazioni che si affacciano sulla strada dell’attuale passaggio a livello.“L’eliminazione del passaggio a livello – ha affermato l’Amministratore Unico di Quadrilatero Marche-Umbria SpA, Guido Perosino - unitamente alla rotatoria di raccordo tra la SS77 e la SS16, che sarà realizzata in corrispondenza dell’attuale incrocio a raso con semaforo, determinerà un significativo miglioramento della viabilità di deflusso dalla nuova SS77, consentendo un migliore accesso al centro abitato di Civitanova Marche. Va riconosciuta al sindaco Corvatta una grande tenacia nel perseguimento di questo obiettivo. L'inaugurazione della SS77 di qualche mese fa è stato un momento importantissimo, ora va risolta la problematicità dell'innesto di questa strada. Per quanto riguarda il finanziamento dell'opera, attendiamo notizie positive nei prossimi giorni dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica), siamo in dirittura d'arrivo. I fondi saranno gestiti dall'Anas o da Quadrilatero. Non voglio sbilanciarmi con le date, ma considerati i tempi necessari per l'appalto, possiamo ipotizzare che prima della fine del prossimo anno il cantiere partirà. In questi mesi difficili per queste terre colpite dal demonio del terremoto, questa strada è un'infrastruttura preziosa per consentire i soccorsi e per evitare che le aree danneggiate rimangano isolate”.In sostituzione dell’attuale passaggio a livello su via del Casone o Molino, il Comune realizzerà un sottovia e una viabilità di collegamento alla viabilità esistente per una lunghezza di 1,15 km, comprese due rotatorie su via Dante Alighieri e su via del Casone. La carreggiata sarà formata da due corsie di 4 metri ciascuna e da due marciapiedi sopraelevati rispetto al piano viabile.Infine, in sostituzione del passaggio a livello su via Einaudi il Comune realizzerà un sottovia con due corsie di 4 metri ciascuna e un marciapiede sopraelevato rispetto al piano viario. L’intervento prevede anche il prolungamento del sottopasso oltre la sede ferroviaria e la rimodulazione della viabilità locale con lo spostamento di via Gronchi dalla posizione attuale a parallela alla ferrovia in modo da poter gestire tutte le direzioni dei flussi di traffico.Presente alla firma della convenzione anche il sindaco di Foligno, nonché presidente della provincia di Perugia, Nando Mismetti: “Ho voluto esserci per rimarcare il valore di questa convenzione e delle opere che verranno realizzate per tutto il sistema di collegamento umbro-marchigiano. La SS77 era un obiettivo già dal dopoguerra, sono passati 70 anni, ma ci siamo arrivati ed ora questa arteria fondamentale consente anche di riprogettare un nuovo sistema di relazioni economiche e sociali tra l'entroterra e la costa”.Per quanto attiene alle attività di propria competenza, la Società Quadrilatero ha già provveduto alla formalizzazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti della richiesta di finanziamento. Inoltre, a seguito della firma della convenzione e ottenuta la necessaria autorizzazione dal MIT/CIPE, Quadrilatero procederà ad integrare ed omogeneizzare il progetto della rotatoria comprendendo l’intervento relativo al sottopasso ferroviario, da trasmettere al MIT e successivamente al CIPE, per l’approvazione ed il finanziamento.Anche l'ingegner Gianluigi De Carlo apprezza “la determinazione e l'insistenza del sindaco Corvatta, non credevo che saremmo arrivati fino a questo punto. Riteniamo importante questo accordo che andrà ed eliminare quelle interferenze tra infrastrutture stradali e ferroviarie ancora esistenti. L'aspetto primario che ci spinge al superamento dei passaggi a livello è quello della sicurezza e con la convenzione sottoscritta oggi a Civitanova ne andremo ad eliminare ben tre”. Ivo Costamagna, consigliere delegato alle grandi infrastrutture, ritiene che “sia vicina alla chiusura una fase storica. La superstrada, specie in questi tempi difficili segnati dal terremoto, è fondamentale anche per salvare vita e portare speranza. Una grande arteria ha bisogno di uno sbocco adeguato, altrimenti Civitanova si congestionerebbe in modo irreversibile. Oggi si compie un passo importante, ne servono ancora altri per arrivare a conclusione dell'iter”.Stefano Morellina direttore territoriale Rete ferroviaria italiana, rispondendo ai giornalisti, ha sottolineato che “I passaggi a livello hanno un sistema radar che alla chiusura rileva tutti gli oggetti esterni. Quando le sbarre si chiudono, se qualcuno tenta l'attraversamento o prova a forzare l'accesso, il radar avverte un problema e blocca tutto per verificare le condizioni di sicurezza, il segnale viene ripristinato una volta ultimato il controllo. E' quindi una sciocchezza che l'abbassamento o innalzamento delle sbarre dipenda da personale di stanza a Bari. E' tutto automatizzato, Rfi dispone del più avanzato sistema al mondo come requisiti di sicurezza”.
Le ragioni del No e del Sì a confronto è il tema dell’incontro sul referendum costituzionale organizzato dalla cooperativa sociale Pars “Pio Carosi” che si terrà sabato 12 novembre alle ore 20 al circolo del villaggio San Michele Arcangelo in c.da Cigliano a Corridonia. L’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza.Il countdown è iniziato, mancano poche settimane al voto e la campagna elettorale è entrata ormai nel vivo. Per offrire ai partecipanti i due punti di vista, si è voluto organizzare un confronto tra due autorevoli esponenti dei due schieramenti: l’onorevole Irene Manzi, deputata PD e il dott. Carlo Ciccioli, portavoce regionale FDI-AN. I cittadini avranno così l’opportunità di comprendere in dettaglio i contenuti della riforma e confrontarsi su cosa sono chiamati a decidere. Capire cosa realmente cambia con la riforma è fondamentale. La serata inizierà con un aperitivo alle ore 19:30, proseguirà con l’incontro e il dibattito. In conclusione, dopo gli interventi, ci sarà una cena conviviale.La partecipazione alla cena ha un costo di 20 euro, per i bambini al di sotto di 12 anni il costo è di 12 euro. E’ gradita la prenotazione contattando i numeri : 0733434861 oppure 3285335116. L’iniziativa è in collaborazione con la scuola di musica Liviabella, l’azienda agricola San Michele Arcangelo, l’associazione Acudipa e la fondazione San Riccardo Pampuri.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Gruppo Consiliare Lega Nord Marche "La vicenda del comando dei Vigili del Fuoco di Camerino ha, purtroppo, del paradossale. Infatti proprio chi è impegnato di più nell'emergenza terremoto si trova “sfrattato” dalla propria sede operativa, causa gravi lesioni alla struttura del comando camerte. In una mozione regionale, a firma Malaigia, Zura Puntaroni e Zaffiri, la Lega Nord evidenzia come le mura squarciate ed i distacchi delle pareti, costringano gli operatori a tenersi fuori dalla struttura, senza nemmeno un giaciglio sul quale riposare. Nonostante il dipartimento dei Vigili del Fuoco abbia fatto intervenire una specifica squadra proveniente da Roma, per verificare le effettive condizioni dello stabile, provvedendo al ripristino delle parti pericolanti, la sede risulta essere un cantiere aperto, dove igiene e sicurezza vengono meno. Anche la caserma di Tolentino risulta danneggiata, ma in questo caso parzialmente agibile. Per la Malaigia “chi deve fare turni e lavori massacranti in prima linea in area terremotata, non ha nemmeno così il diritto di sostare in maniera dignitosa per riprendere le forze... Diversi Vigili del Fuoco, residenti nei comuni più colpiti, stanno vivendo il dramma di risiedere in una casa di proprietà non agibile, e perciò sono stati sfollati presso zone marittime”. Per Zaffiri “ad oggi , ancora non sono stati attrezzati dei campi-base fondamentali per raggiungere un'ottimale logistica del personale e dei mezzi VV FF, arrivati da fuori regione in ausilio alle popolazioni dei maceratesi”; “le opere di fortuna e gli stratagemmi per poter lavorare con adeguata efficienza” - prosegue Zaffiri, “ sono tutti a carico della buona volontà degli operatori stessi”. L'emergenza terremoto, purtroppo, non è ancora finita, visto il continuo sciame sismico, pertanto nella mozione, firmata anche dal capogruppo Zura Puntaroni, si chiede al Presidente e all'intera giunta regionale, di attivarsi presso tutte le sedi opportune per far sì che questa problematica riceva dignitosa attenzione, sia come logistica che come personale impiegato. Occorre quindi fare in modo che arrivino, ai distaccamenti di Camerino e Tolentino, almeno tre container per ciascuna sede, o casette di legno, da adibirsi a sede provvisoria per far riposare decentemente gli agenti stessi e far loro usufruire almeno dei servizi igienici minimi garantiti per legge".
"Non esistono terremotati di serie A e terremotati di serie B": sono queste le parole dell'onorevole Walter Rizzetto, parlamentare di Fratelli d'Italia, arrivato in visita a Tolentino, accompagnato dal presidente del consiglio comunale Francesco Colosi, per rendersi conto di persona di quanti danni abbia causato in città il terremoto."Circa 10.000 persone sono state sfollate, i negozi del centro stanno lottando per non chiudere, le aziende sono in ginocchio. In seno al prossimo decreto" spiega Rizzetto "sono necessarie misure quali una moratoria fiscale che dia ossigeno a lavoratori ed imprese che hanno scelto di resistere sul posto. Ho visitato i centri di accoglienza, stretto le mani di operatori della Protezione Civile e volontari.Ho visto come passano le giornate i bambini (scuole ancora chiuse) ed osservato i loro disegni: uno tra questi mi ha particolarmente colpito, guardatelo.Faremo, in questo senso, la nostra parte.Vi invito a considerare l'idea di poter comprare i loro prodotti, hanno attivato un interessante e-commerce per poter allargare la loro clientela e sopravvivere, stanno applicando notevoli sconti. Visitate poi la pagina "Daje Marche" (mi aspetto un vostro "like") La Politica e le istituzioni si muovano: una volta che le persone abbandoneranno il loro territorio, difficilmente, poi, ci ritorneranno".
Il dopo terremoto è una macchina ormai consolidata e di comprovata funzionalità. Osserviamolo attentamente dal punto di vista di un presbitero. Mentre tutto il resto del genere umano si preoccupa e si occupa di strappare alla morte uomini, donne e talvolta anche innocenti bambini imprigionati tra le macerie polverose, un presbitero, con apposito elmetto da terremoto - equiparato ormai a paramento sacro - si precipita in una delle tante chiese, opportunamente corredate, da immancabili canoniche. In caso di terremoto multiplo e che colpisce più territori (capita raramente, ma talvolta è possibile) questo gravoso ufficio è riservato, in prima persona, al vescovo della diocesi.Esse chiese e canoniche sono ovviamente pericolanti da molti anni. Costruite senza un briciolo di cemento. I muri ed i solai sono fatti di paglia e fango. Gli ornamenti sacri (quando non sono stati colpevolmente trafugati e venduti per quattro soldi ad improbabili antiquari) di scarsa fattura. Il presbitero, dunque, si reca in dette fatiscenti chiese accompagnato dalle telecamere delle immancabili TV diocesane. Quindi, chiamate a raccolta le pochissime fedeli ormai rimaste, le quali si presentano in nero e piangenti a causa delle ferale situazione, con gesti drammatici e parole disperatissime invoca l'immediata riparazione del preziosissimo e venerato immobile. Detta riparazione dovrà avvenire in deroga a qualsiasi norma vigente, ma dovrà rigorosamente rispettare le caratteristiche antisismiche. Possibilmente dovrebbe essere sottratta cubatura all'edificio di culto, così da donarlo alla canonica che casualmente, nel progetto già predisposto da un solerte e pio professionista, essa canonica verrà trasformata in lussuosa e confortevole struttura ricettiva, con tanto di piscina a latere. A sentire la televisione o a leggere i giornali parrebbe all'ignaro telespettatore (o lettore), lontano dai luoghi terremotati , che la precipua esigenza degli sfollati tutti, sia quella di celebrare le funzioni religiose (dalla lodi mattutine a compieta) dentro la riparande chiese. Se taluni irresponsabili ed infedeli terremotati dovessero esprimere malauguratamente timide ed infondate perplessità, in ordine alle priorità che l'autorità costituita ha assegnato ai luoghi di culto e non già agli opifici rasi al suolo o alle abitazioni distrutte, dall'onda d'urto del sisma, sarà cura del direttore di Radio Maria (l'unica stazione radiofonica che si sente pure dentro le grotte di Frasassi) condurli a migliori e miti consigli. Esso direttore (presbitero anche lui) tra un padrenostro ed un'avemaria, farà spiegare agli attenti fedeli come e qualmente le numerose e sempre più intense scosse di terremoto siano la giusta e meritata punizione che il buon Dio ha riservato agli uomini, quaggiù sulla terra, a cagione della loro dissolutezza. In particolare per ciò che attiene ai costumi ed alle riprovevoli abitudini sessuali. È storicamente provato, dai numerosi archivi storici disseminati su tutto il territorio nazionale, che la composita ad affiatata task force dei presbiteri sia l'unica macchina organizzativa - verticistica e minuziosamente organizzata - che tragga inestimabili ricchezze ed indicibili fortune dagli eventi sismici che hanno attraversato, come una spina dorsale, nel corso dei secoli, tutta la penisola. Prosit...
"Si sgretolano le case, ma non la grinta dei caldarolesi che subito dopo il sisma che ha colpito il Centro Italia non si sono arresi ma hanno unito ancora di più la loro comunità per rialzarsi dal dramma più forti di prima. Dopo aver accusato il colpo del sisma del 24 agosto, dove la scuola elementare ed altre vecchie abitazioni private erano state dichiarate inagibili, Caldarola stava cercando di risolvere i piccoli problemi legati ad un sisma che aveva solo portato tanta paura fra la gente".Queste le parole del sindaco Luca Maria Giuseppetti."La scossa del 30 ottobre, invece, ha dato la sferzata finale a gran parte del centro storico e delle frazioni limitrofe, con crolli importanti ad abitazioni, non solo vecchie, ma anche nuove. Danni al Palazzo Comunale, al castello Pallotta, alle chiese e al teatro. Oltre il 40% del territorio urbano è stato dichiarato zona rossa. Dei 1900 abitanti che conta Caldarola, 550 sono stati trasferiti sugli alberghi della costa marchigiana, perché era difficile allestire una tendopoli con le temperature rigide di questo periodo. Oltre 700 pasti vengono preparati quotidianamente nel tendone allestito nella zona industriale del paese. Un paese distrutto, messo in ginocchio non solo a livello strutturale ma anche morale. Una popolazione per lo più anziana che si trova a fare i conti con la perdita della casa, dei sacrifici di una vita. I cittadini più giovani avvertono di meno il peso del trasferimento in altre località, ma è proprio quello che non deve avvenire. Caldarola deve essere ricostruita per non sgretolare in mille pezzi una comunità da sempre caratterizzata dalla voglia di stare insieme per progettare e organizzare il futuro.A risentirne anche le attività commerciali, questi tutte con sede nella piazza principale del paese. E quelle poche rimaste con gravi difficoltà ad andare avanti dal momento che gran parte della popolazione è stata trasferita e si trova senza una casa. Un paese sempre attivo culturalmente, con il castello Pallotta che accoglieva annualmente migliaia di turisti, si trova a dover fare i conti con la perdita del proprio patrimonio artistico e culturale. Il teatro, da sempre fulcro della vita di Caldarola, è stato danneggiato gravemente.La macchina dei soccorsi non si è fatta attendere. Oltre alla grande forza dei volontari del posto, sono arrivati i soccorsi dell’Emilia Romagna che da giorni stanno lavorando per rendere la vita degli sfollati il più semplice possibile. Oltre alla mensa, sono state allestite la farmacia, la guardia medica, un centro d’ascolto e un centro ricreativo per i più piccoli che non sono stati trasferiti verso la costa.L’amministrazione, scesa in campo personalmente per aiutare gli sfollati, sta cercando di contattare giornalisti di testate nazionali per far sì che la situazione di Caldarola non venga dimenticata, ma anzi, venga portata alla ribalta al pari degli altri centri colpiti dal sisma. Il sogno che, con la tenacia di tutti i caldarolesi e l’aiuto di tanti, si cerca di far diventare realtà è quello di riportare Caldarola ad essere quel gioiello che era prima. Diamante incastonato nell’entroterra maceratese che tanti invidiavano e continueranno ad invidiare".
“Il direttore dell’INPS di Macerata metta in sicurezza il personale e trovi subito una sistemazione autonoma se l’immobile non è sicuro.” E’ il vibrante appello di Giampiero Feliciotti, il Presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri, in merito alla decisione di sgombrare la sede INPS di Tolentino e trasferire i 12 dipendenti negli uffici della sede provinciale.Una scelta grave che, secondo Feliciotti, avrà delle ripercussioni “nei territori dei 15 comuni dell’Unione Montana che tanto hanno fatto per ottenere una sede dell’Ente previdenziale più vicina agli abitanti, per lo più ultrasessantacinquenni.Insomma, il timore è che il sisma diventi il pretesto per espoliare definitivamente l’entroterra di un ufficio pubblico e professionalità determinanti. Poi la stoccata: “Il direttore provinciale si deve rivolgere al COC di Tolentino e il Sindaco saprà dare immediatamente soluzione al caso”.Feliciotti evidenzia poi come “altri enti più all’avanguardia dell’INPS, come Poste Italiane, abbiano già predisposto mezzi mobili per sostenere psicologicamente i propri clienti”. La decisione poi arriva “in un momento che vede proprio l’INPS interessata dai cittadini per i nuovi provvedimenti della legge di stabilità, ma il nostro territorio non ha nemmeno le strade e gli automezzi per raggiungere la città capoluogo”.Il caso sarà sottoposto entro il 15 novembre al prossimo Consiglio dei sindaci. Intanto “invitiamo il direttore INPS ad attivarsi come previsto dalle norme – conclude Feliciotti - e riaprire nelle dovute maniere, a Tolentino, un servizio pubblico interrotto in modo anomalo”.
Riceviamo e pubblichiamo comunicato stampa Gruppo Consiliare "Castelraimondo che sarà" "Tutto ciò che è stato danneggiato sarà ricostruito. Tutte le attività commerciali e produttive saranno rimborsate: “Cento per cento per i danni” ha affermato Errani a Castelraimondo e a Macerata; “Ricostruiremo tutto come prima” Mattarella a Camerino. Ad oggi l’unica certezza per il futuro che abbiamo è che tutto non potrà più essere come prima. Quindi per favore non illudeteci. Non lasciateci ad aspettare una promessa se non può essere mantenuta, altrimenti al danno seguirà un altro danno, forse più terribile del primo. Non ingannateci. La consapevolezza è il primo passo per la ricostruzione, questo è vero per ogni fatto della vita come per la sciagura del terremoto. Non vogliamo compassione così come non vogliamo elemosina. Vogliamo solidarietà e certezze. Solo con le certezze possiamo riprogettare il nostro futuro misurato alle nuove sfide. Per realizzare un futuro di lavoro e relazioni è necessaria la condivisione di un progetto di ri-pianificazione, non semplicemente di ri-costruzione, con l'obiettivo di indirizzare, guidare, il rapido mutamento delle dinamiche sociali ed economiche a cui stiamo assistendo. Ceriscioli ed Errani hanno il dovere di avviare, appena le condizioni lo consentiranno, un percorso che sostenga la società civile attraverso l’organizzazione degli attori pubblici e privati, permettendo loro così di indicare le priorità di sviluppo del nostro territorio. Non c'è la sicurezza di farcela, ciononostante dobbiamo provarci. Quello che è successo è una catastrofe ma probabilmente ci permetterà di rivedere, in una prospettiva futura, tutte le valenze economiche, sociali e culturali che hanno fatto del nostro territorio, sino a pochi anni fa, un territorio a misura d'uomo, ammirato e invidiato".
In un momento di estrema ed inedita difficoltà come quello che stiamo tutti attraversando, la politica regionale, nonostante i disagi e le diffuse imperfezioni, sta dando il meglio di sé. Lo debbo ammettere in tutta onestà, in quanto l’ho sperimentato da molto vicino. Dobbiamo, inoltre, riconoscere al nostro Angelo Sciapichetti, assessore regionale alla Protezione Civile, un impegno che va al di là delle sue forze. Impegno umano prima che istituzionale, il suo, che lo porta a tenere sempre in primo piano l’agenda quotidiana delle priorità. Malgrado il susseguirsi delle scosse e, con esse, della tenuta psicologica dei moltissimi senzatetto.Con la scossa del 26 ottobre, a Pioraco, presso lo stabilimento cartario del Gruppo Fedrigoni, è venuto giù il tetto di un intero capannone, seppellendo e rovinando irrimediabilmente i due impianti produttivi. Non ci sono scappati morti solo per miracolo, ma il colpo alla produzione sarà di quelli che lasceranno il segno. Non scherziamo, qui stiamo parlando non di una piccola impresa locale (con il doveroso rispetto che tutte esse meritano) ma di un marchio che appartiene alla galassia delle ormai sempre più rare eccellenze nazionali. Un’azienda leader nel settore con fatturato a nove zeri e fabbriche in tutti i continenti e che a Pioraco dà lavoro ad oltre centocinquanta dipendenti. Sciapichetti ha compreso subito la gravità della situazione e già nel pomeriggio del 27 ottobre, assieme al presidente della Provincia, Antonio Pettinari, si è immediatamente recato a Pioraco per mettersi a disposizione dell’Azienda. Qui, gli alti dirigenti gli hanno rappresentato la pressante esigenza della massima celerità nel poter accedere al più presto nei locali, così da poter portar via le tonnellate di macerie. La mattina di sabato 29, il gruppo cartario aveva già l’autorizzazione sul tavolo. Poi domenica mattina c’è stata l’Apocalisse. Sciapichetti, però non ha mai declassato la priorità cartiera. Anzi martedì mattina ha preso per mano Vasco Errani, il presidente Ceriscioli con tutto il suo staff ed assieme a loro si è portato di nuovo a Pioraco, in fabbrica, per fare il punto della situazione, assieme ai sindaci dei comuni limitrofi. Il messaggio simbolico della riunione operativa era forte e chiaro: l’economia di molti piccoli comuni dell’alta valle del Potenza si regge sulla cartiera di Pioraco e l’Istituzione Regione Marche, in quel preciso momento, doveva essere fisicamente dentro quella fabbrica. Qui Errani, assieme al suo braccio destro Roberto Oreficini (un piacevole ritorno che per competenza ed esperienza ha, decisamente, una marcia in più degli altri) hanno immediatamente preso atto della situazione e, in tempo reale, dato disposizioni agli uffici regionali sul da farsi, così da perdere meno tempo possibile.La sensazione è che Angelo Sciapichetti sia riuscito, in questi giorni, a prendere in mano la situazione molto meglio di Ceriscioli. Lo dico senza nessuna venatura polemica, ci mancherebbe altro. D’altra parte, conosce il territorio ed i suoi amministratori molto meglio del suo presidente. Molte circostanze le ha pure vissute nel sisma precedente come esponente politico e, forte di questa esperienza, sa dove andare immediatamente a mettere le mani. Eppure tutto questo non basta. Si rivela ben poca cosa a fronte delle imminenti e future difficoltà da affrontare.Nel suo appassionante, ma al tempo stesso anche lucido e spietato editoriale di ieri, (leggi qui) il direttore Scorcella ha perfettamente centrato il punto della questione: il timore di un oblio per i terremotati e per tutto il territorio. Un crescente disinteresse che si riverbera nel silenzio e nell’assenza dell’Unione Europea e dei suoi rappresentanti. Non c’è traccia di umana compassione in Juncker e nei suoi burocrati. Non c’è spirito di solidarietà tra le nazioni. Soprattutto di quelle dell’est Europa che fino al 1989, grasso che cola, se mangiavano patate e barbabietole.La novità, casomai, è che questa indifferenza vale anche in caso di calamità naturali e non solo di default bancari. Tuttavia, a questo punto, non serve recriminare, né piangerci addosso. Dobbiamo prenderne atto e arrangiarci da soli. Serve, in una parola, andare oltre la buona volontà e l’impagabile, ed al tempo stesso prezioso, spirito di servizio di cui è stato fin qui esempio per tutti quanti l’assessore Sciapichetti.Serve uno slancio della politica, propriamente intesa. Servono progettualità e coscienza di insieme. Servono le migliori professionalità, necessitano le élite. Senza nessuna pregiudiziale politica.Occorre, al contempo, esorcizzare sin da subito quello spirito di irragionevole autosufficienza che già serpeggia e sta diventando palpabile giorno, dopo giorno.Questo è il momento in cui bisogna chiamare in campo i migliori, riservisti compresi. Quelli, per esempio, che affrontarono prima l’emergenza e poi la ricostruzione del ’97. C’è un intero territorio da ricostruire e un tessuto sociale da ricucire e riparare con cura e pazienza.Ad Angelo Sciapichetti, in quanto rappresentante locale del governo regionale e ad Irene Manzi, in qualità di parlamentare locale, spetta il compito di chiamare a raccolta questa sorta di task force aperta. Possibilmente il prima possibile. Come organo di informazione locale, chiediamo loro di farsi promotori di questa iniziativa epocale (temo che stavolta l'aggettivo sia appropriato), così che dall'emergenza si possa andare anche oltre il terremoto.Questo giornale, ovviamente, è pronto sin d’ora a collaborare in questa direzione.
Oltre l'80% delle strutture agricole e zootecniche delle zone terremotate marchigiane presenta danni che andranno certificati poi dai tecnici abilitati Aedes.Il dato si riferisce alla metà delle 125 verifiche in corso, che hanno evidenziato l'urgenza di disporre di strutture di emergenza. I controlli si riferiscono alle sole segnalazioni finora pervenute dai Comuni, mentre appare evidente che il quadro complessivo delle devastazioni possa risultare maggiore.I dati sono stati riferiti dalla vicepresidente e assessore all'Agricoltura Anna Casini che - al servizio decentrato Agricoltura di Macerata - ha riunito i componenti del Tavolo politico strategico del settore agricolo. Erano presenti i rappresentanti di Cia, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Agci Marche, Legacoop Marche, Unici Marche, Confcooperative e Uecoop. "Abbiamo le risorse per ripartire, non svendiamo il bestiame a chi non si fa scrupoli di lucrare su un'emergenza. Tutto sarà ripristinato e l'entroterra non verrà abbandonato", ha detto Casini (ANSA).
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa da "Civitanova il nostro futuro"."Notiamo che continuano tutti a presentarsi come candidato-Sindaco, elencano i problemi ma continuano a non proporre soluzioni, A Noi di "Civitanova Il Nostro Futuro" piace molto l'idea, balenata di recente, di un referendum, che pensiamo ottima per coinvolgere i Civitanovesi sulla questione della destinazione d'uso dell'area dell'ex fiera, anzi, abbiamo già fatto Nostro un bellissimo progetto. E a tutti quelli che auspicano l'unità del centro-destra, diciamo che l'unità non la si trova riunendosi in sette-otto e autoproclamandosi centro-destra, l'unità la si trova su progetti concreti da mettere in campo ora, non da tenere nelle loro stanze segrete. E a quel Candidato-Sindaco che annuncia per novembre una campagna di ascolto dei cittadini, diciamo che non è in un mese che si scoprono i problemi della Città e, soprattutto, che quando ci si candida a Sindaco bisogna averli già chiari i problemi. Noi di Civitanova Il Nostro Futuro ci siamo presentati già con le soluzioni, perchè i problemi Noi li conosciamo benissimo, perchè li viviamo ogni giorno da Cittadini. Ed è proprio ai Nostri concittadini che chiediamo di affiancarci, dato che coloro ai quali ci siamo affidati sinora, non solo non sono stati capaci di risolverli, ma neanche li hanno capiti i nostri problemi, perchè alcuni dovranno ascoltarci per capirli... Come per "la sicurezza, che per qualcuno non si otterrebbe armando i vigili, ma cercando la sinergia con le altre forze dell'ordine, ora insufficente"... Chi sarebbe stato o cosa sarebbe insufficiente? Come vorrebbero attuare questa sinergia? Sono i Civitanovesi che chiedono sicurezza, che chiedono di poter vivere tranquilli nella loro Città, perchè Noi di Civitanova Il Nostro Futuro è da tempo che li ascoltiamo e viviamo, anche sulla nostra pelle, i problemi di Tanti tra Noi! Dunque, se è vero che, a meno di un anno dalle prossime elezioni, avanza oltre un milione di euro dal bilancio comunale, ebbene, che questo tesoretto sia investito in sicurezza, che significherà il rilancio e l'avanzamento della nostra Città".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal MoVimento 5 Stelle Civitanova Marche"Chiediamo con forza che vengano messe a disposizione dei marchigiani vittime del terremoto le strutture pubbliche di Civitanova Marche. In particolare parliamo della residenza studenti/anziani, ancora vuota e della casa di ricovero San Silvestro recentemente ultimata. Non capiamo l’immobilismo che l’amministrazione sta avendo nel mettere a disposizione queste due strutture, entrambe definite operative. Finora i numerosi suggerimenti a procedere in tal senso sono rimasti lettera morta ed allora è anche il caso di sollevare una polemica, seppur spiacevole, visto il contesto di difficoltà ed emergenza che stiamo vivendo. Di fronte ad una generosità magnifica dei cittadini di Civitanova non capiamo cosa aspetti l’amministrazione ad aprire queste strutture ricettive agli sfollati sempre più numerosi. Vogliamo una risposta veloce e chiara".
L’Annunciazione di Giovanni Angelo d’Antonio, prezioso tesoro custodito nella Pinacoteca di Camerino e opera più significativa del '400 camerte, è stata tratta in salvo oggi pomeriggio da una squadra dei Vigili del Fuoco. Insieme all’Annunciazione, anche altre due importanti opere del ‘400 (che si trovavano a rischio danneggiamento) come la Crocifissione del Maestro di Gaian Vecchio e la Madonna in trono col bambino di Arcangelo Di Cola sono state portate all’esterno del Museo Civico e successivamente trasferite in luogo sicuro e autorizzato dalla Sovrintendenza. I recuperi sono stati effettuati anche alla presenza dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale.Domani e nei prossimi giorni anche le altre opere custodite nell’ex convento di San Domenico saranno messe in sicurezza in un’ala della struttura che non risulta pericolosa e che è già stata individuata dagli stessi Vigili del Fuoco.“L’Annunciazione e tutte le altre opere custodite nel museo e nella Pinacoteca non hanno subito danni rilevanti – ha affermato la dottoressa Barbara Mastrocola, curatrice delle collezioni civiche – Per l’Annunciazione è però stato necessario rimuovere la teca climatizzata che la conteneva, ma quello che conta è che l’opera sia salva e integra. Per quanto riguarda la struttura che ospita il museo, invece, i danni ci sono, bisognerà capire la gravità, ma l’edificio ha retto, proteggendo i nostri tesori. Spero che quanto prima, sulla scia di quanto siamo riusciti a fare per l’Annunciazione, si potrà provvedere anche al recupero di altre significative opere non di proprietà del Comune di Camerino, ma di particolare importanza e valore per la città ed il territorio”.
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato nel pomeriggio nelle zone del sisma. Il presidente ha incontrato a Camerino gli sfollati e i loro soccorritori. Ha aperto il giro salutando i bambini e gli anziani; nel Palazzetto dello Sport, ha ascoltato le persone dando a ciascuno una sua parola di solidarietà."Presidente non si dimentichi di noi, che ci è cambiata la vita in un attimo - ha detto uno sfollato in lacrime. Abbiamo perso tutto, casa, lavoro". Mattarella ha cercato di rassicurarlo e lo ha abbracciato: "Prometto impegno e lavoro fino alla fine", ha affermato il presidente.Mattarella si è poi recato a Norcia dove è stato accolto da un applauso dai cittadini che lo attendevano: "Tornerà come prima, sarà lunga, ma ci vorrà tempo", ha promesso (ANSA).