Politica

Sisma 2016, a Ussita vertice sulla ricostruzione: “Fondamentale rispettare le scadenze”

Sisma 2016, a Ussita vertice sulla ricostruzione: “Fondamentale rispettare le scadenze”

Si è svolto oggi a Ussita un incontro istituzionale tra la rieletta sindaca Silvia Bernardini e il commissario straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, il senatore Guido Castelli, dedicato allo stato della ricostruzione pubblica e privata e alle criticità ancora presenti nel percorso di ritorno alla normalità del territorio. Al centro del confronto, la necessità di accelerare le procedure amministrative relative alle pratiche di ricostruzione privata, anche alla luce della recente Ordinanza n. 272 del 4 maggio 2026, che introduce modifiche e integrazioni al Testo Unico della Ricostruzione Privata. Particolare attenzione è stata posta sull’articolo 10 della nuova ordinanza, che stabilisce che, a pena di decadenza dal diritto al contributo, entro il 30 settembre 2026 debba essere depositata presso l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione competente, tramite piattaforma Ge.Di.Si., la copia del contratto di incarico al professionista incaricato della progettazione, qualora non sia ancora stata presentata la domanda di contributo. A Ussita, dove circa il 50% degli aventi diritto ha già avviato il percorso di ricostruzione privata, permangono tuttavia criticità legate ai ritardi nella presentazione dei progetti da parte dei tecnici incaricati, nonostante in molti casi gli incarichi risultino già conferiti. “La ricostruzione privata rappresenta il cuore del ritorno alla normalità della nostra comunità – ha dichiarato la sindaca Silvia Bernardini –. Molti cittadini hanno già fatto la loro parte affidando gli incarichi ai professionisti, ma troppo spesso si registrano ritardi nella presentazione dei progetti. È fondamentale prestare massima attenzione alla nuova ordinanza: nessuno deve rischiare di perdere il diritto al contributo per una mancata comunicazione o un deposito non effettuato. Invitiamo i cittadini a verificare con i propri tecnici l’avvenuto caricamento del contratto su Ge.Di.Si. e a richiedere la ricevuta di deposito. La ricostruzione passa dalla collaborazione tra cittadini, professionisti e istituzioni”. Il commissario Guido Castelli ha rivolto gli auguri di buon lavoro alla sindaca e all’amministrazione, sottolineando come la ricostruzione rappresenti un percorso complesso ma fondamentale per la rinascita dei territori colpiti dal sisma. “I sindaci sono presidi fondamentali nelle comunità più fragili – ha affermato – e continueremo a lavorare al fianco di Ussita e dei cittadini affinché ogni pratica e ogni cantiere rappresentino un passo avanti verso il ritorno alla normalità”. L’amministrazione comunale ha infine ribadito l’invito ai cittadini a verificare con urgenza la posizione delle proprie pratiche e a procedere al deposito entro i termini previsti, ricordando che il mancato rispetto della scadenza del 30 settembre 2026 comporta la perdita del diritto al contributo.  

26/05/2026 19:50
La tombola dei voti, rese e smentite anticipate: una notte di ordinaria follia (elettorale) a Macerata

La tombola dei voti, rese e smentite anticipate: una notte di ordinaria follia (elettorale) a Macerata

Il 24 e il 25 maggio si è votato a Macerata per rinnovare l’amministrazione comunale. Chiusi i seggi, sono iniziati gli scrutini. Ed è lì che è iniziato il vero spettacolo. I dati ufficiali non arrivavano. Così tutti i giornalisti - compresi noi - si sono riversati nelle sedi di partiti e i candidati alla disperata ricerca di numeri, indiscrezioni e mezze verità spacciate per certezze. Il quadro che, da lì a poche ore, sembrava delinearsi mostrava una coalizione di centrodestra vincente già al primo turno, con percentuali che oscillavano attorno al 53%. Un dato confermato sia dalla sede del centrosinistra in via Garibaldi sia dalla sede elettorale di Sandro Parcaroli in corso Matteotti. Erano circa le 17:15. Mezz’ora dopo, nella sede del centrosinistra, si iniziava già a mugugnare di una sconfitta ormai inevitabile. Non solo: si dava ormai per consolidata anche la soglia necessaria al centrodestra per evitare il ballottaggio. Il dato che circolava era un eloquente 55 a 41. La segretaria comunale Ninfa Contigiani avrebbe commentato con un laconico: “È persa, non di molto, ma è persa”. Intorno alle 18:30 inizia a circolare anche un video, poi pubblicato da un’altra testata giornalistica, in cui Gianluca Tittarelli sembrava di fatto annunciare la sconfitta, concentrandosi soprattutto su un risultato della propria coalizione considerato inferiore alle aspettative. Nel frattempo, spostandosi nella sede di corso Matteotti, si entrava in una dimensione parallela. Vista la calura, il centrodestra aveva trasformato i tavolini esterni del McFast in una sorta di quartier generale improvvisato. Renzo Marinelli, Mauro Lucentini, Filippo Saltamartini, Pierpaolo Borroni e altri esponenti della coalizione contavano voti e proiezioni confermando un trend favorevole a Parcaroli, anche se i fantomatici "55 punti" non venivano mai realmente sfiorati. La scena, bisogna dirlo, era surreale. Giornalisti, sostenitori, curiosi e passanti assiepati attorno a un tavolo mentre coordinatori e organizzatori cercavano di assemblare numeri provenienti dai rappresentanti di lista sparsi nei seggi. Più che una sede elettorale sembrava una bisca clandestina in piena attività, con il banco che cambiava quota ogni tre minuti e l’aria tesa di chi sa che basta una scheda per passare dall’euforia al tracollo. Poco prima delle 20 sembrava ormai questione di minuti la conferma di Parcaroli a sindaco. Nel frattempo Tittarelli aveva lasciato la sua sede senza nemmeno passare dalla sala stampa, mentre i "compagni di merende" di corso Matteotti festeggiavano ogni seggio favorevole al sindaco uscente come se fosse già arrivata la proclamazione ufficiale. Tanto che hanno iniziato perfino a circolare dichiarazioni attribuite a Parcaroli con tanto di dedica della vittoria alla famiglia. Dichiarazioni poi cancellate e smentite con la stessa rapidità con cui erano apparse. Ed è qui che la commedia si trasforma in thriller matematico. Tra i tavolini del McFast inizia infatti a serpeggiare un dubbio atroce: e se nel calcolo del quorum non andassero conteggiate le schede bianche e nulle? Discussioni accese, interpretazioni degne di un convegno di diritto costituzionale improvvisato davanti a birre, sigari e mezze bottigliette di acqua calda. E dati che, improvvisamente, diventano carta straccia. A sollevare la questione soprattutto l’onorevole Giorgia Latini e il commissario Guido Castelli: "Ho fatto quattro ballottaggi, le schede nulle e bianche vanno tolte". Assurdo pensare che un ex deputato come Lucentini non sapesse come conteggiare il quorum. Tolte le schede bianche e nulle, la situazione sembrava addirittura ancora più favorevole a Parcaroli. Peccato che i dati ufficiali, nel frattempo arrivati a 30 seggi scrutinati su 44, dessero il sindaco uscente fermo al 48%. Anche i conteggi del centrosinistra, però, erano tutt’altro che impeccabili. Probabilmente troppo concentrati sui due candidati principali e poco sui voti degli altri candidati, finivano per produrre percentuali completamente sballate. A quel punto la situazione smette di essere divertente e diventa semplicemente interminabile. Il tavolo del centrodestra continua a ricontrollare dati in mezzo a un caos crescente dovuto all’accumulo di persone attorno ai conteggiatori improvvisati. Finché Marinelli, commissario cittadino della Lega, si alza e, con lucidità, invita tutti a non fidarsi più dei numeri ufficiosi e ad attendere quelli ufficiali. Ogni minuto, però, qualcuno continuava a sparare una percentuale diversa: 51%, 50,50%, 50,37%, 49,92%. “Vinciamo di 50 voti”, “andiamo al ballottaggio per 20 voti”. Un delirio collettivo da bingo che avrebbe fatto impallidire anche le televendite notturne. Nel frattempo Tittarelli ricompare nella sala stampa del Comune sostenendo che le sue dichiarazioni del pomeriggio erano state travisate, che stava semplicemente commentando una situazione che allora sembrava definitiva e che ora attendeva il risultato finale. “Una stretta di mano ci sarà comunque, o per congratularmi o per salutarci in vista del ballottaggio”. Al photofinish, ormai alle 00:40, dopo che fino a 42 seggi scrutinati Parcaroli non aveva mai superato il 49,87%, ecco il colpo di scena: con 43 seggi su 44 il sindaco uscente sale al 50,03% e torna virtualmente sindaco per una manciata di voti. Mancava soltanto il seggio 21, dove però — secondo alcune voci — Tittarelli era avanti. Forse il candidato del centrosinistra non ne era al corrente, perché proprio in quel momento lascia la sala stampa, probabilmente stremato da uno scrutinio infinito o forse convinto di aver mancato il ballottaggio per pochissimi voti. Poi arriva il ribaltone finale. Con l’ultimo seggio scrutinato, Parcaroli scende al 49,96%, mentre Tittarelli si attesta al 41,95%. Tradotto: si va al ballottaggio. E Parcaroli compare in sala stampa rivendicando i 1600 voti di distacco. Uno degli scrutini più lunghi e confusionari mai visti a Macerata, tanto che la città marchigiana era l’unica in tutta Italia a non avere ancora un risultato certo ben oltre le 22:30. Un pomeriggio di tensioni, errori di conteggio da entrambe le parti e una gestione comunicativa oggettivamente tragicomica. Da una parte c’era chi sembrava non vedere l’ora di perdere; dall’altra chi aveva già stappato lo spumante con tre ore d’anticipo. Da una parte un candidato sindaco che prima annuncia la sconfitta, poi corregge il tiro, poi abbandona la scena a un seggio dal colpo di teatro finale. Dall’altra una sala operativa improvvisata tra tavolini e confusione generale, con rapporti con la stampa gestiti più o meno come una partita di poker clandestina. Ora si attendono i riconteggi annunciati, preludio a quelle che saranno altre due settimane di campagna elettorale. Perché a Macerata, evidentemente, nemmeno la matematica riesce più a dare certezze.

26/05/2026 14:45
Macerata, Orioli è cauto (e ottimista): "Speriamo nel seggio in Consiglio. Ballottaggio? Attendiamo"

Macerata, Orioli è cauto (e ottimista): "Speriamo nel seggio in Consiglio. Ballottaggio? Attendiamo"

Se la sfida principale tra Sandro Parcaroli e Gianluca Tittarelli si è spostata sul terreno del riconteggio e delle schede contese per una manciata di voti, l'attenzione politica si concentra anche sul destino del Terzo Polo. Il candidato sindaco Mattia Orioli, forte di un bottino personale che supera i 600 voti (613, ndr), analizza l'esito delle urne sospeso tra la soddisfazione per il riconoscimento del proprio nome e l'amarezza per un quadro cittadino congelato sulle proprie posizioni. I dati definitivi mettono in evidenza una performance asimmetrica: se la lista collegata si è arenata al 2,97%, mancando di un soffio lo sbarramento, il voto espresso direttamente sulla figura di Orioli come candidato sindaco è andato oltre, attestandosi al 3,05%. "Stiamo verificando tecnicamente, siamo sul filo del rasoio - esordisce Orioli in merito all'approdo in Consiglio comunale -. Bisogna attendere l'applicazione formale dei coefficienti del metodo D'Hondt per capire se il seggio scatterà o meno. Siamo comunque speranzosi: quel 3,05% personale resta un risultato importante e una base di partenza minima sufficiente su cui lavorare per il futuro, considerando che il progetto si è palesato con forza solo negli ultimi mesi". Dal punto di vista del consenso nominale, Orioli incassa l'ottimo riscontro ottenuto grazie al meccanismo del voto disgiunto: "Il fatto che così tanti elettori abbiano espresso fiducia sulla mia persona mi gratifica profondamente e premia la serietà della proposta. Dimostra che il tentativo amministrativo e politico è stato compreso".  Sollecitato sul posizionamento e su un eventuale apparentamento in vista del ballottaggio, Orioli frena e sceglie la via della prudenza istituzionale, congelando ogni mossa prima che lo scenario generale sia definitivo: "Al momento ci siamo fermati un attimo. Capire se avremo o meno una voce in Consiglio comunale è un fattore totalmente dirimente per noi. Sarebbe paradossale e ingiustificato restare fuori con il nostro risultato quando ci sono liste con meno preferenze complessive che avranno diritto di parola". La linea d'azione del Terzo Polo emergerà solo a dati cristallizzati: "I risultati emersi sono stati per certi versi eccezionali, con una forbice marcata tra i due principali candidati. Quando la situazione sarà definita a bocce ferme faremo un'analisi approfondita. Quello che possiamo costatare sin da ora è che la città ha scelto una forte conservazione del voto e una netta polarizzazione, rifiutando di fatto un progetto alternativo di crescita e di cambiamento. Ne prendiamo atto con la coscienza a posto, perché la democrazia si sostanzia nei numeri". Nessun rimpianto, in ogni caso, sulla campagna elettorale: "Rifarei tutto assolutamente, abbiamo proposto una visione per far tornare Macerata una città capoluogo". Il leader analizza poi il trend emerso nei seggi maceratesi, caratterizzato da un calo di votanti complessivo a cui è corrisposto, di contro, un boom di preferenze personali per i singoli candidati consiglieri. "La lettura politica è purtroppo lampante – dichiara Orioli –: il voto d’opinione puro è quasi svanito, mentre si impone il voto movimentato dal singolo candidato, capace di trasformare le coalizioni in vere e proprie macchine elettorali. Rispetto alla Prima Repubblica, dove la preferenza si inseriva in un grande progetto politico, oggi assistiamo a un bipolarismo meccanico legato al numero di liste in campo. Chi ne schiera di più viene inevitabilmente avvantaggiato".

26/05/2026 13:00
Tittarelli: "Ho più voti personali di Parcaroli, non ho mai ammesso la sconfitta. A volte i milioni non bastano"

Tittarelli: "Ho più voti personali di Parcaroli, non ho mai ammesso la sconfitta. A volte i milioni non bastano"

A Macerata all’indomani di una delle notti elettorali più tese e imprevedibili degli ultimi anni, il candidato del centrosinistra Gianluca Tittarelli analizza il risultato che ha portato la città al ballottaggio contro il sindaco uscente Sandro Parcaroli (LEGGI QUI), in un quadro politico completamente polarizzato. “Siamo stati in grado di recuperare un gap importante – ha spiegato Tittarelli – abbiamo parlato alla città e mostrato il suo lato più partecipativo. Abbiamo ridato modo a tanti di rivedersi nel nostro progetto”. Un risultato che, secondo il candidato, fotografa una città spaccata esattamente a metà: “La città è divisa in due, con gli altri tre candidati che non hanno aggregato molte forze intorno a loro. Il voto si è polarizzato e ha deciso una spaccatura netta”. Tittarelli entra poi nel merito di un dato che considera politicamente significativo: il rapporto tra voti alle liste e preferenze personali. “Rilevo che il sindaco ha preso meno voti rispetto alle liste, mentre io ne ho presi di più. Anche quello potrebbe essere un segnale”. Nel dettaglio, Parcaroli si è fermato a 10.044 voti complessivi, di cui 9.762 alle liste e appena 282 al candidato sindaco, che in termini di preferenze ne fanno solo il sesto più votato della coalzione. Tittarelli invece ha ottenuto 8.435 voti totali, con 8.055 alle liste e 380 al candidato sindaco: circa 100 preferenze in più rispetto al suo avversario, nonostante lo svantaggio complessivo di 1.609 voti. Un dato che lo colloca come il più votato all’interno della sua coalizione, davanti anche ai dem Ricotta (308) e Perticarari (220). “Ora dobbiamo fare un grande lavoro – prosegue – che è quello che la metà della città ci chiede: aggregare intorno a questa alternativa una risposta forte da dare al ballottaggio, che si giocherà sui nomi. Siamo comunque contenti perché alle 19 sembrava una forbice impossibile da ricucire, invece ci siamo riusciti”. Il candidato del centrosinistra rivendica anche la coerenza della sua campagna: “Al ballottaggio ci puntavo sin dall’inizio, non mi nascondo. Ero rimasto male quando i dati iniziali erano ben altri. La mia presunta dichiarazione sull’ammissione della sconfitta è stata travisata: io non ho ammesso la sconfitta, in italiano le parole hanno un senso: ho semplicemente detto che alle 19:00 i dati mostravano un netto vantaggio del centrodestra, che di fatti era così. Ma non ho fatto i complimenti a Parcaroli per la vittoria o quant’altro. Abbiamo aspettato il risultato finale, che è rimasto incerto fino all’ultimo e ha portato al ballottaggio”. Tittarelli rivendica quindi il percorso fatto e il risultato ottenuto: "Abbiamo raggiunto il ballottaggio grazie agli elettori che ci hanno votato e a loro dico di continuare a credere in un’alternativa e una città diversa rispetto a quella vista negli ultimi 5 anni, così come nel fatto che si può fare qualcosa di importante anche senza risorse esorbitanti. Noi abbiamo lottato contro una macchina organizzativa spaventosa con risorse importanti. Noi ci abbiamo messo tanta volontà, tanta passione, ma senza avere i mezzi che avevano dall’altra parte: dalle risorse finanziare per la campagna elettorale alla pioggia di milioni con cui hanno governato. A volte però i milioni non bastano”. Infine uno sguardo al secondo turno e agli scenari politici. Su possibili apparentamenti dichiara: "Adesso è importante aprire una fase nuova e far capire che quello che vogliamo è molto chiaro. Tutti coloro i quali credono in questo progetto, in questi valori e in queste idee sono i benvenuti. Noi parliamo con tutti e se c’è un’aggregazione possibile la facciamo, sempre sulla base di contenuti ovviamente.   

26/05/2026 12:30
Macerata, l'ago della bilancia Sigona: "Ballottaggio? Apprezzato il passo di Tittarelli"

Macerata, l'ago della bilancia Sigona: "Ballottaggio? Apprezzato il passo di Tittarelli"

Con il candidato di centrodestra Sandro Parcaroli congelato al 49,96% e Gianluca Tittarelli al 41,95%, la corsa alla poltrona di sindaco a Macerata si deciderà inevitabilmente al ballottaggio. In questo scenario sul filo del rasoio, il ruolo di vero e proprio ago della bilancia spetta a Marco Sigona. Forte dei suoi 700 voti personali e del superamento dello sbarramento con la lista Officina delle Idee (3,28%), il candidato civico traccia una rotta che guarda con decisione verso il polo progressista e, dunque, "ammicca" al candidato sindaco Gianluca Tittarelli. "Il risultato me lo aspettavo - esordisce Sigona analizzando il voto -. Avendo come antagonisti due coalizioni forti e composte da tante liste, il mio obiettivo è sempre stato quello di arrivare ad essere la terza forza per poter incidere in un eventuale ballottaggio. Obiettivo pienamente raggiunto". Sigona commenta anche il divario tra i propri voti personali e quelli della lista: "Credo che qualche voto disgiunto sia andato a mio favore, determinando questo gap, ma la percentuale ci permetterà comunque di sedere in Consiglio comunale". Il punto cruciale riguarda l'orientamento per le prossime due settimane di campagna elettorale. Sigona non usa giri di parole e delinea un chiaro avvicinamento alla coalizione di Tittarelli: "Ho sempre detto che, provenendo da un tavolo di centro-sinistra, ho portato avanti la mia candidatura con l'obiettivo di un cambiamento rispetto all'attuale amministrazione". Un'apertura che poggia anche sui primi segnali distensivi arrivati dallo stato maggiore progressista subito dopo la chiusura delle urne: "Ho sicuramente apprezzato che Tittarelli, già intorno alle 23 di ieri, abbia fatto subito il mio nome per instaurare un dialogo. Mi dicono che anche Sciapichetti abbia espresso parole di stima nei miei confronti. Questo mi fa molto piacere - ammette il leader civico - perché evidenzia che hanno riconosciuto l'importanza della mia figura e del progetto che abbiamo proposto. Un dialogo non è assolutamente precluso". Tuttavia, il definitivo apparentamento formale passerà prima per un confronto interno: "Prima di prendere qualsiasi decisione voglio sentire il mio gruppo e la lista che mi ha supportato e ha creduto in me. Siamo aperti al dialogo con chiunque, ma ogni valutazione sarà condivisa". Nessun pentimento, infine, sulla scelta di correre in solitaria: "No, lo rifarei assolutamente. È stata un'esperienza bellissima che non mi fa pentire della strada intrapresa". Accanto alle manovre politiche, Sigona esprime forte preoccupazione per il calo dell'affluenza, scesa di ben 9 punti percentuali: "È un dato generale che fa riflettere, mi aspettavo qualcosina in più in termini di voti assoluti". Interpellato sul blocco dei dati nella notte elettorale, Sigona parla di inesperienza: "A mezzanotte e mezza eravamo ancora in attesa dei risultati ufficiali, una situazione che ha lasciato tutti perplessi. Credo sia dipeso dall'introduzione di presidenti di seggio molto giovani e poco esperti. Ma a colpire è stato anche il dilettantismo nella gestione comunicativa di entrambi i blocchi: il centrodestra che distribuiva dati errati e il centrosinistra che si dichiarava sconfitto prima del tempo. Sarebbe bastato attendere l'ufficialità per evitare figure del genere, soprattutto considerando che il ballottaggio è dipeso da appena 10 voti di scarto". Sigona ha poi voluto fare chiarezza sul suo passato in Azione: "Non sono mai stato tesserato. La mia vicinanza derivava solo da un'amicizia con l'avvocato Massimiliano Fraticelli, all'epoca responsabile cittadino del partito (leggi qui), che mi chiese un contributo tecnico sulla sanità, ma la cosa finì lì". Sul risultato della coalizione di Mattia Orioli (quarta forza al 2,97%), l'esponente civico conclude: "Nonostante la presenza di partiti nazionali alle spalle, forse anche loro potevano sperare in qualcosa di più. Ma è stata una tornata fortemente polarizzata: il nostro era un progetto strettamente civico per Macerata, il loro un percorso prettamente politico volto a pesarsi a livello locale per poi spendersi in chiave nazionale". 

26/05/2026 11:50
Macerata, re e regine delle preferenze: D'Alessandro record, Renna oltre 500 voti. Nel Pd primeggia Ricotta

Macerata, re e regine delle preferenze: D'Alessandro record, Renna oltre 500 voti. Nel Pd primeggia Ricotta

Con lo spoglio definitivo delle 44 sezioni cittadine, i tabulati delle preferenze nominali per i candidati consiglieri delineano l'esatta geografia del consenso a Macerata. In attesa del secondo turno che deciderà chi tra Sandro Parcaroli (49,96%) e Gianluca Tittarelli (41,95%) conquisterà la faccia tricolore, la caccia al voto personale ha eletto i suoi vincitori assoluti, tracciando gerarchie chiarissime all'interno dei singoli schieramenti. La regina indiscussa delle preferenze a Macerata è Francesca D'Alessandro (Fratelli d’Italia), capace di raccogliere ben 630 voti personali. La vicesindaca uscente mette a segno una performance di rilievo, staccando nettamente tutta la concorrenza cittadina. Nel medesimo partito si conferma un catalizzatore di voti l'assessore uscente Paolo Renna con 505 preferenze complessive; per lui si registra un peso territoriale decisivo: nel suo feudo di Villa Potenza ha incassato ben 159 voti, che da soli valgono quasi un terzo (31%) del suo bottino totale. Terza piazza in FdI per Pierfrancesco Tasso a quota 363. Quarto posto nella lista FdI per Andrea Blarasin (222 voti) e quinto Simone Livi (176 voti).  Nel campo opposto, il re delle preferenze del centrosinistra è Narciso Ricotta (Partito Democratico), primo della coalizione con 308 voti. Il capogruppo uscente dem traina la lista del PD, dove si mettono in luce l'avvocato Andrea Perticarari con 220 preferenze e Ninfa Contigiani a quota 191, seguiti da Tommaso Domizi (182) e Giorgia Berardinelli (131). Alle spalle del duo D'Alessandro-Renna, gli assessori uscenti delle forze alleate si confermano macchine da voti. Riccardo Sacchi è il dominatore indiscusso di Forza Italia con 369 preferenze (staccando Laura Laviano a 159 e Sandro Montaguti a 139), inserendosi al terzo posto assoluto in città. I riflettori sono puntati sulla lista Parcaroli Sindaco - Lega, dove l'assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori fa il vuoto con ben 345 voti nominali, staccando nettamente il capolista Giuseppe Romano (186). La vera sorpresa della formazione del Carroccio riguarda però le retrovie e i rapporti di forza interni: si registra infatti un netto scossone con Tommaso Lorenzini che balza in avanti raccogliendo 131 voti, un bottino che gli permette di scavalcare l'ex assessora uscente Maria-Oriana Piccioni, scivolata al quarto posto della lista a quota 114 preferenze (a pari merito con Laura Fortuna). Nelle altre civiche e formazioni minori di centrodestra spiccano Marco Caldarelli nell'Udc con 211 preferenze personali, Francesco Luciani nei Marchigiani-Maceratesi con 191 voti e Deborah Pantana in Macerata Unica-Noi Moderati con 139 preferenze davanti a Claudio Carbonari (120). Nella coalizione a sostegno di Tittarelli, dietro al PD si registrano le ottime performance della lista civica Uniamo Macerata, guidata da Luciano Pantanetti con 145 voti e Laura Copparoni a quota 103. Molto consistenti anche le preferenze nei movimenti strutturati: Roberto Cherubini guida il Movimento 5 Stelle con 200 preferenze tonde (davanti ad Alice Verdicchio con 104), mentre per L'Altra Macerata il più votato è Michele Lattanzi con 186 voti davanti ad Alessandro Savi (121). In Strada Comune svetta Alberto Cicarè con 125 preferenze, seguito da Letizia Carducci a 111, mentre nei Riformisti si impone Stefano Di Pietro (122). Nota dolente per lo schieramento progressista è il risultato di Alleanza Verdi e Sinistra, che fa registrare un dato percentuale decisamente basso, fermandosi ad appena il 2,69% di lista. Un freno evidente nel panorama della coalizione, in cui il candidato consigliere più votato della formazione rossoverde risulta essere Andrea Maurilli, che si attesta a quota 107 preferenze personali. Un capitolo a parte meritano le liste autonome, dove spicca il risultato di Marco Sigona. Il candidato sindaco ha strappato ben 700 voti personali (pari al 3,48%), un bottino pesante che ha permesso alla sua lista, Officina delle Idee, di toccare il 3,28% (634 voti) e di superare lo sbarramento del 3%, garantendosi l'accesso nell'assise cittadina. All'interno di Officina delle Idee, la candidata consigliera più votata in assoluto è Brunella Carloni con 68 preferenze personali. Niente da fare per il Terzo Polo guidato da Mattia Orioli (613 voti totali, 3,05%), la cui lista collegata si è fermata al 2,97%, mancando di un soffio lo sbarramento utile ad agguantare un seggio autonomo. Tra le fila dei candidati consiglieri del movimento svetta la prestazione di Riccardo Cogliandro con 70 preferenze personali. In coda si posiziona la lista Futuro per Macerata a sostegno del medico Giordano Ripa (314 voti, 1,56%), dove a raccogliere il maggior numero di consensi personali è Giulia Pirillo con 29 voti. 🏆 TOP 5 ASSOLUTA DELLE PREFERENZE A MACERATA 👑 Francesca D'Alessandro (Fratelli d'Italia): 630 voti 🥈 Paolo Renna (Fratelli d'Italia): 505 voti (di cui 159 a Villa Potenza) 🥉 Riccardo Sacchi (Forza Italia): 369 voti 🏅 Pierfrancesco Tasso (Fratelli d'Italia): 363 voti 🏅 Andrea Marchiori (Lega): 345 voti

26/05/2026 11:00
Parcaroli: «I 1600 voti faranno la differenza al ballottaggio». Marinelli: «Possibile un riconteggio» (VIDEO)

Parcaroli: «I 1600 voti faranno la differenza al ballottaggio». Marinelli: «Possibile un riconteggio» (VIDEO)

A Macerata la lunga notte elettorale si è chiusa con l’amarezza e la sorpresa dipinte sul volto di Sandro Parcaroli. Poco dopo il verdetto definitivo che ha sancito il ballottaggio, il sindaco uscente è arrivato in Comune “scortato” dai dirigenti locali della Lega, accolto da sostenitori e militanti ancora increduli per una vittoria sfumata a pochi passi dal traguardo. “La delusione c’è e non la nego – ha dichiarato a caldo Parcaroli – ma dico anche che abbiamo fatto un buon risultato, perché tutti mi dicevano che non potevo vincere al primo turno e invece ci sono andato vicinissimo”. Il candidato del centrodestra ha provato subito a guardare avanti, rivendicando il vantaggio accumulato sullo sfidante Gianluca Tittarelli: “Per una manciata di voti non ho vinto al primo turno, vinceremo al secondo turno perché ci sono più di 1600 voti di differenza”. Parcaroli ha poi ribadito il suo approccio alla campagna elettorale che porterà la città nuovamente alle urne tra due settimane: “Continuerò a fare quello che ho fatto e ad essere me stesso, credendo nel mio programma di crescita per Macerata, senza mai disprezzare quello che hanno fatto gli altri”. Alla domanda sugli eventuali apparentamenti, il sindaco uscente ha preferito rinviare ogni riflessione: “Dopo tutte queste ore voglio andare a dormire. Mi dispiace perché i voti che mancavano si contavano sulle punte delle mani. Questa è la vita di un sindaco: tutti mi davano per spacciato al primo turno ma ho dimostrato di esserci andato vicino”. Non è mancato infine il ringraziamento agli elettori e alle liste della coalizione: “Ringrazio tutti i cittadini che mi hanno votato e tutte le liste che mi hanno aiutato: continueremo per altre due settimane poi ci rincontreremo qui”. Con il sorriso, nonostante l’amarezza del momento, Parcaroli ha anche scherzato sulla campagna elettorale appena conclusa: “Mi dispiaceva quasi dover terminare la campagna elettorale. Sono stato quattro ore ad aspettare i risultati. Fino a poco tempo prima del verdetto finale eravamo al 50,3%, ma la vita è questa e bisogna essere sempre positivi”. Nella sala consiliare del comune è intervenuto anche il commissario cittadino della Lega Renzo Marinelli, che ha aperto alla possibilità di una verifica sui verbali: “Possiamo provare a fare un riconteggio. Penso che una verifica vada fatta, giusto per tranquillità. A fare la differenza è stata una manciata di voti. Questa volta è andata male per noi”. Marinelli ha poi spiegato come all’interno della coalizione ci fosse consapevolezza del rischio di un finale sul filo: “Eravamo sempre sul filo di lana. Io avevo chiamato tutti alla prudenza perché poteva succedere, ed è successo. Abbiamo comunque il secondo turno”.

26/05/2026 01:30
Macerata, clamoroso al fotofinish: si andrà al ballottaggio. Parcaroli beffato per 10 voti

Macerata, clamoroso al fotofinish: si andrà al ballottaggio. Parcaroli beffato per 10 voti

L'incredibile notte elettorale del capoluogo si chiude con il più clamoroso e inatteso dei colpi di scena, quando l'orologio segna quasi l'una. Macerata non ha ancora un sindaco e per l'assegnazione si dovrà ricorrere al secondo turno. Lo scrutinio dell'ultima attesissima sezione – la numero 21 della scuola "De Amicis" – ha gelato le speranze del centrodestra sul più bello: Sandro Parcaroli si ferma incredibilmente al 49,96% delle preferenze, mancando la riconferma immediata al primo turno per una manciata di schede. Stando ai calcoli matematici sui dati reali e definitivi del Viminale, al sindaco uscente sono bastati appena 10 voti in meno rispetto alla soglia della maggioranza assoluta (fissata a quota 10.054) per far saltare il banco e riaprire ufficialmente i giochi. Lo sfidante del centro-sinistra Gianluca Tittarelli raggiunge nello spoglio ufficiale il 41,95% dei voti. A pesare in maniera determinante sul mancato colpo della coalizione di centrodestra è stato anche l'altissimo numero di schede contestate e non assegnate: le urne maceratesi hanno infatti registrato un totale di 72 schede bianche e ben 350 schede nulle.  Con il ritorno alle urne fissato tra due settimane, la partita politica si azzera completamente e i fari si spostano inevitabilmente sui potenziali apparentamenti e sul ruolo dei candidati indipendenti. Come preannunciato dallo stesso Tittarelli nel corso della notte, il centrosinistra cercherà immediatamente un'interlocuzione con le liste civiche.  In questo contesto, l'ago della bilancia diventa Marco Sigona, che con la sua Officina delle Idee ha strappato un prezioso 3,48%, confermandosi la terza forza cittadina. Subito dietro si posiziona Mattia Orioli, capace di portare il Terzo Polo al 3,05% dei consensi personali a dispetto della forte polarizzazione. Soltanto Sigona, però, riesce a superare la soglia di sbarramento al 3% con la sua lista (leggi qui i dati dei partiti). Chiude la classifica il medico Giordano Ripa, che si ferma all'1,56% con la civica Futuro per Macerata.  📊 IL VERDETTO DEFINITIVO A MACERATA (44 sezioni su 44) 🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 49,96% (10.044 voti) 🟥 AL BALLOTTAGGIO 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 41,95% (8.435 voti) 🟥 AL BALLOTTAGGIO 🟪 Marco Sigona (Officina delle Idee): 3,48% (700 voti) 🟧 Mattia Orioli (Terzo Polo): 3,05% (613 voti) 🟨 Giordano Ripa (Futuro per Macerata): 1,56% (314 voti) ◽ Schede Bianche: 72 | ⬛ Schede Nulle: 350

26/05/2026 01:00
Elezioni Macerata, Fratelli d’Italia è il primo partito: il Pd insegue. Exploit per la lista della Lega al 12%

Elezioni Macerata, Fratelli d’Italia è il primo partito: il Pd insegue. Exploit per la lista della Lega al 12%

Con lo spoglio delle schede si definiscono i pesi delle diverse forze politiche nel capoluogo, che permettono di tracciare la mappa definitiva del consenso e la classifica dei partiti più votati a Macerata. Il dato fa riferimento alle 44 sezioni scrutinate sulle 44 totali. Al vertice della classifica si posiziona Fratelli d’Italia, che si afferma come il primo partito in assoluto a Macerata con il 18,16% delle preferenze. Il primato del partito di Giorgia Meloni è insidiato dal Partito Democratico, che si attesta al 16,60%, confermandosi il perno della coalizione progressista. Dietro i due partiti leader, il vero e proprio exploit della tornata elettorale porta la firma della lista della Lega unita alla civica di Giuseppe Romano, capace di incassare ben il 12,87% dei consensi. Questa alleanza strategica mette a segno un risultato di rilievo, affermandosi con forza come la terza lista più votata in assoluto nell'intero panorama politico maceratese. Subito dietro si posiziona Forza Italia, che ottiene il 7,50% dei consensi. Nel campo opposto si registra l'ottimo risultato della lista civica Uniamo Macerata, che raccoglie il 6,56%, superando la lista territoriale del centrodestra I Marchigiani - I Maceratesi, stabile al 6,35%. Scorrendo i dati, si posizionano nella fascia intermedia due movimenti della coalizione progressista: Strada Comune al 4,96% e L’Altra Macerata al 4,14%. In mezzo si colloca il Movimento 5 Stelle, che sigla il 4,33% delle preferenze. Nel campo delle terze forze e dei candidati indipendenti, a ottenere il maggior numero di consenso è Officina delle Idee, lista che sosteneva il candidato sindaco Marco Sigona, attestata al 3,28%, seguita dalla lista del Terzo Polo di Mattia Orioli che registra il 2,97%. Soltanto Sigona, dunque, riesce a superare la soglia di sbarramento al 3% e conquistarsi un posto nel prossimo Consiglio comunale.  📊 LA CLASSIFICA DEI PARTITI A MACERATA (44 sezioni su 44)  LE LISTE E I PARTITI 🟦 Fratelli d’Italia: 18,16% 🟩 Partito Democratico: 16,60% 🟦 Lega - Civica Giuseppe Romano: 12,87%  🟦 Forza Italia: 7,50% 🟩 Uniamo Macerata: 6,56% 🟦 I Marchigiani - I Maceratesi: 6,35% 🟩 Strada Comune: 4,96% 🟩 Movimento 5 Stelle: 4,33% 🟩 L’Altra Macerata: 4,14% 🟪 Officina delle Idee: 3,28% 🟧 Terzo Polo: 2,97% 🟦 Unione di Centro Macerata: 2,96% 🟩 Alleanza Verdi e Sinistra: 2,70% 🟦 Macerata Unica - Noi Moderati: 2,62% 🟩 Riformisti Macerata: 2,36% 🟨 Futuro per Macerata: 1,66%

25/05/2026 20:20
Muccia, Stefano Antonelli nuovo sindaco: La Torre vince. Baroni il più votato della lista

Muccia, Stefano Antonelli nuovo sindaco: La Torre vince. Baroni il più votato della lista

MUCCIA – È Stefano Antonelli il nuovo sindaco di Muccia. A risultato consolidato, la lista civica “La Torre” ha ottenuto la vittoria alle elezioni comunali con 373 voti, superando la lista “Muccia Rinasce”, collegata alla candidata sindaca Giulia Menciotti, ferma a 159 voti. In corsa anche la lista “Insieme per il futuro”, con candidato sindaco Pietro Angelo Lombardo, che ha ottenuto 1 voto. Sul fronte delle preferenze, nella lista vincente il più votato è risultato Mario Baroni con 67 preferenze, seguito da Luca Cellocco con 56, Gianluca Fiore e Silvano Seccacini con 41, Assiride Turchetti con 31, Samuele Cucculelli con 25, Raffaella Trojani con 24, Stefano Elisei con 16, Matteo Carioli con 14 e Alvaro Francia con 8. Le schede senza preferenza sono state 49. Per la lista “Muccia Rinasce”, la più votata è Barbara Carnevali con 42 preferenze, seguita da Carlo Francesco Chiarolla con 31, Sergio Bentivoglio con 19, Alessandro Micucci con 8, Giovanni Casoni con 7, Lorenzo Ceccarelli, Francesco Nebbia e Massimo Zerani con 6 ciascuno, Laura Bizzarri con 3 e Adina Dikedzic con 2. Le schede senza preferenza sono state 29. Con il risultato finale, Muccia torna ad avere un’amministrazione comunale eletta dopo la fase di commissariamento.

25/05/2026 18:10
Elezioni Macerata, è ufficiale: sarà ballottaggio Parcaroli-Tittarelli

Elezioni Macerata, è ufficiale: sarà ballottaggio Parcaroli-Tittarelli

CLAMOROSO A MACERATA: SALTA IL PRIMO TURNO PER SOLI 10 VOTI, SI VA AL BALLOTTAGGIO! | Il verdetto definitivo dell'ultima sezione fa saltare la festa del centrodestra. Il sindaco uscente Sandro Parcaroli si ferma al 49,96%, mancando la maggioranza assoluta per un soffio (appena dieci schede valide). Lo sfidante del centrosinistra, Gianluca Tittarelli si ferma al 41,95%. Decisivi i voti delle terze forze di Sigona (3,48%) e Orioli (3,05%) e il peso di ben 350 schede nulle. La città tornerà al voto tra due settimane.  🔴 AGGIORNAMENTO ORE 00:40 – RESTA SOLTANTO UN SEGGIO DA SCRUTINARE MACERATA – Clamoroso finale sul filo del rasoio nel capoluogo. Resta soltanto un seggio da scrutinare per mettere la parola fine a questa infinita maratona elettorale. Al momento, in base ai dati quasi definitivi, Sandro Parcaroli sarebbe eletto sindaco al primo turno con il 50,03% delle preferenze, superando la soglia della maggioranza assoluta per pochissimi decimi di punto. Intanto, il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli ha appena abbandonato il Consiglio comunale. All'appello manca ora esclusivamente il seggio numero 21, situato alla scuola "De Amicis", che deciderà se sarà vittoria immediata per il centrodestra o se la città sarà costretta al ballottaggio. 📊 I DATI IN TEMPO REALE DEL COMUNE (43 sezioni su 44) 🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 50,03% 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 41,87% ▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬ ++ AGGIORNAMENTO ORE 23:00 - Il candidato sindaco del centrosinistra Gianluca Tittarelli è appena arrivato in Comune per rilasciare nuove dichiarazioni in vista del rush finale dello scrutinio. Quando mancano 5 sezioni all'appello (vedi dati sotto, ndr), la situazione attuale prevedrebbe il ricorso al ballottaggio. Queste le sue parole: "Questo pomeriggio non ho dichiarato la sconfitta, ma evidenziato che in base ai dati disponibili sembrava che la nostra coalizione avesse perso. Il vento del centrodestra su Macerata ancora spira forte. Per una manciata di voti si potrebbe arrivare al ballottaggio e qui si ripartirebbe da zero. In vista di questa possibile evoluzione, mi dichiaro già da ora disponibile a dialogare con Marco Sigona".   📊 I DATI IN TEMPO REALE DEL COMUNE (43 sezioni su 44) 🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 50,03% 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 41,87% ++ AGGIORNAMENTO ORE 21:45 - Clamoroso colpo di scena. Il centrodestra festeggia la vittoria al primo turno, ma il candidato sindaco Sandro Parcaroli non si vede. Il commissario cittadino ad interim della Lega, Renzo Marinelli, infatti ha annunciato che i dati in possesso del centrodestra e provenienti dai rappresentati di lista nei seggi potrebbero essere erronei, a causa di un conteggio da rivalutare delle schede nulle e bianche. "Attendiamo i dati ufficiali del Comune" ha affermato Marinelli smorzando gli entusiasmi del capanello di alleati che sta seguendo lo spoglio nei pressi della Galleria Scipioni. Presenti l'onorevole Giorgia Latini (Lega), il senatore Guido Castelli (Fratelli d'Italia) e la senatrice Elena Leonardi.  Per l'ufficialità della vittoria, quindi, si attendono i dati ufficiali rilasciati del Comune, il cui sito è andato offline per diversi minuti. Stando ai dati comunicati alla stampa dalla coalizione di centrodestra la vittoria al primo turno sarebbe questione di una cinquantina di voti. Sandro Parcaroli resta in attesa, a distanza.  📊 I DATI IN TEMPO REALE DEL COMUNE (39 sezioni su 44) 🟦 Sandro Parcaroli (Centrodestra): 49,45% 🟩 Gianluca Tittarelli (Centrosinistra): 42,33% ▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬ ++ AGGIORNAMENTO ORE 20:55 - Sandro Parcaroli va verso la conferma come sindaco di Macerata. Quando sono stati diffusi dal centrodestra i dati di 43 sezioni sulle 44 complessive, il primo cittadino uscente si attesta al 50,50% delle preferenze. Un margine che, se confermato anche dall'ultimo seggio, gli garantirebbe la rielezione al primo turno, permettendogli di superare la soglia della maggioranza assoluta ed evitare il ballottaggio. Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si ferma per il momento al 42,14%. ▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬▬ Lo spoglio delle schede entra nel vivo a Macerata e i primi dati reali e consolidati dai seggi iniziano a dare corpo alle proiezioni della vigilia. In base a un primo significativo campione di seggi monitorato nelle ultime ore, la forte tendenza alla polarizzazione del voto si sta traducendo in un vantaggio concreto per il sindaco uscente Sandro Parcaroli, che vede avvicinarsi la possibilità di una riconferma diretta senza passare per il secondo turno. Le cifre complessive calcolate sui dati finora pervenuti in maniera ufficiosa (lo scrutinio finale procede a forte rilento) assegnano a Sandro Parcaroli una forchetta tra il 52 e il 55% delle preferenze nel testa a testa principale (dati riferiti a 18 sezioni su 44). La coalizione di centrodestra riesce così a mantenersi, seppur in questa fase ancora provvisoria, sopra la soglia psicologica e politica del cinquanta per cento più uno delle schede valide. Sul fronte opposto, lo sfidante del centrosinistra Gianluca Tittarelli si attesta al momento attorno al 41-45% del computo parziale. L'elemento politico più clamoroso che emerge da questo primo blocco di voti scrutinati riguarda però il destino dei candidati indipendenti e delle coalizioni alternative ai due blocchi principali. Stando ai trend attuali, infatti, nessuna delle tre liste guidate da Mattia Orioli (Terzo Polo), Marco Sigona (Officina delle Idee) e Giordano Ripa (Lista Civica Futuro per Macerata) rischia di raggiungere la soglia di sbarramento del 3%. Le maggiori speranze le nutrono Sigona (Officina delle Idee) e Orioli (Terzo Polo).  Forte la delusione nelle parole di Mattia Orioli, intercettato all'esterno della propria sede elettorale: "C'è ancora una forte polarizzazione a destra e a sinistra, non positiva dal nostro punto di vista. In ogni caso, dobbiamo constatare che è la città che decide e ne prendiamo atto. Mi sento comunque tranquillo, il lavoro che abbiamo posto in essere è di sostanza, con un programma chiaro improntato al rilancio della città. Il dato elettorale non è soddisfacente allo stato dell'arte".     

25/05/2026 18:10
Petriolo, Matteo Santinelli sindaco bis: "Sono commosso, non mi aspettavo un risultato del genere"

Petriolo, Matteo Santinelli sindaco bis: "Sono commosso, non mi aspettavo un risultato del genere"

A Petriolo il verdetto politico è già blindato. Matteo Santinelli, alla guida della lista civica "Insieme per Petriolo", conquista il suo secondo mandato consecutivo come primo cittadino con il 73,35% delle preferenze (831 voti), superando in modo netto lo sfidante Domenico Luciani della lista "Petriolo Domani" (26,65% e 302 voti). Si trattava della riproposizione dello stesso identico duello della passata tornata elettorale, ma questa volta le urne hanno consegnato un verdetto molto più rotondo a favore del sindaco uscente. Raggiunto subito dopo la certezza matematica della vittoria, Santinelli non ha nascosto la forte carica emotiva per un successo andato ben oltre le aspettative della vigilia. "I dati definitivi ed esatti ancora non ci sono, ma l'affermazione è stata talmente netta che sono quasi commosso", ha dichiarato a caldo il sindaco riconfermato. "Avevamo sensazioni positive nei giorni scorsi, ma un distacco così netto no, non me lo aspettavo - ha aggiunto -. Un divario simile forse non si era mai registrato nella storia di Petriolo, e questo mi fa riflettere e mi carica di una grossissima responsabilità per il futuro". «La volta scorsa la differenza era stata di circa 200 voti su una base reale di circa 1.200 votanti - ha spiegato Santinelli -. Quest'anno la forbice è praticamente raddoppiata. Per me si tratta di una felicità doppia e di una soddisfazione enorme. Questa è stata una vera e propria manifestazione d'affetto da parte dei miei concittadini, che ha ripagato me e la mia squadra di tutto il lavoro svolto in questi cinque anni, un'attività portata avanti in modo serio e senza fare troppa pubblicità, ma badando solo al bene del paese". Nessuna anticipazione, invece, per quanto riguarda i futuri assetti della Giunta e i nomi dei componenti dell'esecutivo comunale. Sollecitato sulla futura squadra di governo, il sindaco ha mantenuto il suo profilo prudente e pragmatico: "Adesso ne parleremo con calma con tutta la lista. Devo prima guardare bene i dati delle preferenze individuali e valutare la disponibilità dei singoli consiglieri. Sono abituato a fare sempre un passo alla volta, quindi affronteremo la questione nei prossimi giorni".

25/05/2026 16:50
Elezioni Montecassiano, è Barbara Vecchi la nuova sindaca

Elezioni Montecassiano, è Barbara Vecchi la nuova sindaca

È Barbara Vecchi la nuova sindaca di Montecassiano. Il risultato arriva al termine dello scrutinio completo delle 7 sezioni su 7, che ha sancito la vittoria della candidata della lista “Montecassiano Cambia”, espressione dell’amministrazione uscente di centrosinistra guidata dal sindaco Leonardo Catena. Vecchi ha ottenuto 1.817 voti, pari al 51,34% delle preferenze, imponendosi sugli sfidanti.  Alle sue spalle si è classificato Mario Capparucci della lista “Progetto Civico Montecassiano”, che ha raccolto 1.520 voti, pari al 42,95%. Più distanziati gli altri candidati: Gaetano Tomassoni della lista “Giovani di Montecassiano” ha ottenuto 107 voti (3,02%), mentre Alberta Giustozzi di “Obiettivo Comune” ha raccolto 95 voti (2,68%). L’affluenza definitiva si è attestata al 52,84%, con 3.621 votanti su 6.853 elettori. Le schede nulle sono state 44, le bianche 38, nessuna contestazione. La vittoria di Vecchi chiude così la tornata elettorale a Montecassiano, confermando la continuità amministrativa dell’area di centrosinistra.  

25/05/2026 16:40
Ussita conferma Silvia Bernardini: eletta sindaca con il 78,95% di affluenza

Ussita conferma Silvia Bernardini: eletta sindaca con il 78,95% di affluenza

  La comunità di Ussita ha confermato la propria fiducia nella sindaca uscente Silvia Bernardini, che è stata nuovamente eletta alla guida del Comune al termine delle elezioni amministrative. Nonostante fosse l’unica candidata in corsa, la partecipazione dei cittadini è stata significativa e determinante: i votanti sono stati 193 (67,72%) su 285 elettori, schede nulle 5, schede bianche 3. I voti per la candidata sindaco Silvia Bernardini di Progetto Ussita: 185. Il nuovo Consiglio comunale sarà composto da: Sante Basilli 36 preferenze, Marco Bernardini 7, Paolo Del Brutto 16, Bernardino Di Antonio 12, Monika Lopusanova 10, Martina Mitillo 10, Roberto Napoleone 19, Alessio Piccioni 18, Valerio Roselli 14, Lucia Temperi 22. Un risultato importante che testimonia la volontà della comunità di proseguire il percorso avviato negli ultimi anni, caratterizzato da un intenso lavoro di ricostruzione, rilancio e rinascita del territorio dopo il sisma del 2016. “Continueremo con determinazione il programma portato avanti fino ad oggi, con particolare attenzione alla ricostruzione post terremoto, che rappresenta la priorità assoluta per il futuro di Ussita - ha dichiarato la sindaca Silvia Bernardini -. In questi anni abbiamo lavorato senza sosta per restituire servizi, spazi pubblici e prospettive ai nostri cittadini. Sono in corso opere fondamentali per la ripresa del paese, numerosi interventi sono già stati progettati e pronti per essere realizzati. Il nostro impegno sarà quello di proseguire su questa strada, con responsabilità, ascolto e concretezza”. “L’obiettivo del prossimo mandato - ha concluso la riconfermata Sindaca Silvia Bernardini - sarà accompagnare Ussita verso una ricostruzione che non significhi soltanto rialzare edifici, ma restituire alla comunità una quotidianità stabile, viva e duratura. Un ringraziamento speciale lo voglio dare alla mia squadra, fondamentale per il supporto fornito in campagna elettorale. Cercheremo di dare risposte concrete e pian piano accompagneremo Ussita verso una normalità finalmente ritrovata, perché ricostruire vuol dire creare le condizioni per restare, e restare è il punto di partenza per far ripartire davvero il nostro territorio”. Funzionario della protezione civile con la qualifica di Disaster Manager, un professionista specializzato nella previsione, prevenzione, pianificazione e gestione delle emergenze, opera per coordinare interventi in caso di calamità naturali o antropiche, supportando i processi decisionali e riducendo l'impatto dei rischi. Ha iniziato l’attività politica a 23 anni da assessora nel 1991. Primo mandato nel 1995, essendo stata una tra le più giovani Sindache. Rieletta Sindaca nel 1999. Poi nel 2004 assessora alla provincia di Macerata fino al 2007. Poi sposata e trasferita a Narni ha lasciato l’incarico. Tra il 2008 e il 2012 ha avuto tre figli. È rientrata nelle attività politiche nel 2017, assessora al Comune di Narni, dove abitava con la sua famiglia. Poi nel 2020 il suo terzo mandato a Ussita.  

25/05/2026 15:35
Comunali 2026, urne chiuse: affluenza provinciale al 56,47%, crollo di nove punti a Macerata

Comunali 2026, urne chiuse: affluenza provinciale al 56,47%, crollo di nove punti a Macerata

Alle ore 15:00 si sono chiuse definitivamente le urne per la tornata di elezioni comunali che ha interessato cinque amministrazioni del territorio. I dati definitivi sulla partecipazione al voto tracciano un bilancio chiaro, caratterizzato da una flessione generalizzata dell'affluenza che si riflette chiaramente sulle medie territoriali. A livello provinciale l'affluenza definitiva si è attestata al 56,47%, facendo registrare una netta contrazione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando nei medesimi comuni si era recato alle urne il 64,82% degli aventi diritto. Il territorio maceratese si colloca così leggermente al di sotto del dato definitivo regionale delle Marche, che ha chiuso con una partecipazione del 57,90%. Il peso dell'astensionismo si è fatto sentire in modo particolare nel capoluogo. A Macerata l'affluenza finale si è fermata al 56,33%, evidenziando un distacco vistoso rispetto al passato, quando la percentuale aveva raggiunto il 65,36%. Un trend al ribasso che ha accomunato le realtà più popolose chiamate al voto in questa sessione. A Montecassiano lo scrutinio della partecipazione si è chiuso infatti al 52,84% (in calo rispetto al 58,41% del 2024), mentre a Petriolo il dato definitivo si è fissato al 59,13% a fronte del 66,77% delle precedenti comunali, segnando una flessione di oltre 7 punti percentuali. Di segno completamente opposto il comportamento degli elettori nelle comunità dell'alto maceratese, storicamente molto legate alla scelta diretta della propria amministrazione locale. Il primato assoluto della giornata spetta a Muccia, che ha chiuso i seggi con uno straordinario 84,91% di affluenza. Il comune dell'entroterra ha quasi perfettamente replicato l'ottimo risultato della passata tornata, quando la percentuale si era fissata all'85,25%, dimostrando una tenuta esemplare. Ha risposto presente in massa anche la comunità di Ussita, dove l'affluenza finale è stata del 78,95%, un dato che, pur cedendo circa quattro punti rispetto all'82,97% del passato, si conferma ai vertici assoluti del panorama regionale. Con la certificazione dei dati di affluenza e la chiusura ufficiale dei seggi, l'attenzione si sposta ora sulle operazioni di scrutinio. All'interno delle sezioni elettorali i presidenti e gli scrutatori hanno dato immediatamente inizio allo spoglio delle schede, che proseguirà senza sosta nel corso del pomeriggio per decretare i nomi dei nuovi sindaci e dei consiglieri comunali che amministreranno le cinque comunità maceratesi per i prossimi cinque anni.

25/05/2026 15:20
Tolentino, D'Este (Civico 22) critica il controllo del vicinato: “La sicurezza non si costruisce sulla paura"

Tolentino, D'Este (Civico 22) critica il controllo del vicinato: “La sicurezza non si costruisce sulla paura"

Parte dalle parole di Massimo D’Este, ex consigliere comunale di minoranza ed esponente di Civico 22, una dura critica all’iniziativa sul controllo del vicinato in programma questa sera a Tolentino. Un tema delicato, quello della sicurezza urbana, che secondo D’Este merita un confronto serio e responsabile, lontano da slogan e strumentalizzazioni. «La sicurezza è un tema reale, che riguarda la qualità della vita delle persone e il rapporto di fiducia con il territorio in cui si vive», sottolinea D’Este. «Il senso di insicurezza che molti cittadini avvertono non va minimizzato, ma proprio per questo servono risposte credibili ed efficaci, non iniziative che rischiano di alimentare ulteriore paura». L’ex consigliere esprime forti perplessità sul modello del controllo del vicinato, ritenuto potenzialmente dannoso per il tessuto sociale della città. «Si rischia di alimentare sospetto, tensione e una cultura della diffidenza permanente. Passa l’idea che ciascuno debba vigilare sull’altro, osservare e segnalare comportamenti o presenze considerate anomale. Ma la sicurezza non può diventare una delega informale a cittadini impreparati». Secondo D’Este, il pericolo è quello di creare un clima sociale basato sulla paura e sul sospetto reciproco, con possibili derive verso forme di autodifesa o giustizia percepita. «È un terreno molto delicato, che può facilmente sfuggire di mano», osserva. La sicurezza, aggiunge, deve restare nelle mani delle istituzioni competenti e delle forze dell’ordine, attraverso politiche pubbliche capaci di prevenire disagio sociale, isolamento e degrado urbano. «Non si costruisce creando cittadini-sentinella o quartieri attraversati dalla diffidenza». Da qui l’appello a promuovere invece più comunità e partecipazione. «Abbiamo bisogno di presenza sociale, culturale e istituzionale nei quartieri, di luoghi vivi, relazioni vere e fiducia reciproca». Infine l’invito ad aprire un dibattito pubblico approfondito sul tema sicurezza «senza propaganda e senza semplificazioni».

25/05/2026 10:07
Elezioni comunali, affluenza ore 23: tutti i dati dei cinque comuni Maceratesi chiamati al voto

Elezioni comunali, affluenza ore 23: tutti i dati dei cinque comuni Maceratesi chiamati al voto

Ultime ore della prima giornata di voto nei cinque comuni della provincia di Macerata chiamati a eleggere sindaco e Consiglio comunale. Con la chiusura dei seggi alle ore 23 arrivano i dati aggiornati sull’affluenza, che evidenziano un calo generale della partecipazione rispetto alle precedenti elezioni amministrative, fatta eccezione per Muccia. Le operazioni di voto riprenderanno domani mattina, lunedì 25 maggio, dalle ore 7 alle 15. A seguire prenderà il via lo scrutinio che determinerà i nuovi assetti amministrativi nei comuni interessati dalla tornata elettorale. Secondo le rilevazioni del Ministero dell’Interno, in provincia di Macerata alle ore 23 si è recato alle urne il 43,97% degli aventi diritto, dato inferiore rispetto al 49,49% registrato alla stessa ora nella precedente consultazione. Un trend in diminuzione che era già emerso nei rilevamenti delle ore 12 e delle ore 19. Nel comune capoluogo l’affluenza si attesta al 43,76%, contro il 49,15% della tornata precedente. Anche Macerata segue dunque l’andamento provinciale con una partecipazione più contenuta rispetto al passato. In flessione anche Montecassiano, dove ha votato il 41,27% degli elettori, mentre nelle precedenti comunali il dato aveva raggiunto il 48,68%. Il centro maceratese era tornato alle urne dopo la conclusione anticipata del mandato dell’ex sindaco Leonardo Catena, eletto in Consiglio regionale. Fa segnare invece il dato più alto della provincia Muccia, che conferma un’elevata partecipazione popolare: alle ore 23 l’affluenza ha raggiunto il 67,81%, in aumento rispetto al 65,93% registrato nella precedente tornata amministrativa. Partecipazione in lieve calo a Petriolo, dove i votanti sono stati il 48,52% contro il 51,13% del passato. Decisamente più marcata la diminuzione a Ussita: qui alle urne si è presentato il 50,88% degli aventi diritto, mentre nelle precedenti elezioni comunali il dato aveva toccato il 60,37%.   Domani pomeriggio, dopo la chiusura definitiva dei seggi, inizieranno le operazioni di scrutinio che porteranno all’elezione dei nuovi sindaci e al rinnovo dei Consigli comunali nei cinque comuni coinvolti.

24/05/2026 23:20
Comunali 2026, affluenza ore 19: Macerata al 31,91%, -5,75% rispetto alla scorsa tornata

Comunali 2026, affluenza ore 19: Macerata al 31,91%, -5,75% rispetto alla scorsa tornata

Prosegue la giornata elettorale nei cinque comuni della provincia di Macerata chiamati al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio comunale. Dopo i dati registrati alle ore 12, arrivano ora le percentuali aggiornate alle ore 19, che fotografano un’affluenza complessivamente in calo rispetto alla precedente tornata elettorale. I seggi, aperti dalle ore 7 di questa mattina, resteranno operativi fino alle 23 di oggi e riapriranno domani, lunedì 25 maggio, dalle 7 alle 15. Al termine delle operazioni di voto prenderà il via lo scrutinio delle schede che decreterà i nuovi assetti amministrativi nei comuni interessati. Secondo i dati ufficiali diffusi dal Ministero dell’Interno, nella provincia di Macerata alle ore 19 ha votato il 32,20%degli aventi diritto, contro il 36,99% registrato alla stessa ora nelle precedenti elezioni comunali. Un calo di quasi cinque punti percentuali che conferma il trend di minore partecipazione già emerso nel corso della mattinata. Nel capoluogo Macerata l’affluenza si attesta al 31,91%, in diminuzione rispetto al 37,76% fatto segnare alla stessa ora nella tornata precedente. Un dato che evidenzia una partecipazione più contenuta da parte degli elettori maceratesi, in linea con l’andamento provinciale. Situazione sostanzialmente stabile a Montecassiano, dove il dato delle ore 19 si ferma al 29,94%, praticamente identico rispetto al 29,96% registrato nel 2024. Il comune, chiamato al voto anticipato dopo l’elezione dell’ex sindaco Leonardo Catena in Consiglio regionale, mantiene dunque livelli di partecipazione simili a quelli dell’ultima consultazione. Resta molto alta l’affluenza a Muccia, dove alle ore 19 ha votato il 55,68% degli aventi diritto. Sebbene in lieve calo rispetto al 56,49% della precedente tornata, il comune dell’entroterra continua a far registrare il dato più elevato della provincia, confermando una forte partecipazione della cittadinanza. A Petriolo l’affluenza raggiunge invece il 35,85%, in flessione rispetto al 37,21% delle precedenti elezioni. Calo più marcato a Ussita, dove la percentuale dei votanti si attesta al 42,86%, contro il 53,87% registrato alla stessa ora nella tornata passata. Di seguito il riepilogo completo dei dati aggiornati alle ore 19: Comune Affluenza ore 19 Affluenza precedente Macerata Provincia 32,20% 36,99% Macerata 31,91% 37,76% Montecassiano 29,94% 29,96% Muccia 55,68% 56,49% Petriolo 35,85% 37,21% Ussita 42,86% 53,87%                                        

24/05/2026 19:23
Elezioni comunali 2026, primi dati ore 12: affluenza al 13,39% nel Maceratese, calo nel capoluogo

Elezioni comunali 2026, primi dati ore 12: affluenza al 13,39% nel Maceratese, calo nel capoluogo

Arrivano i primi dati ufficiali sull'affluenza alle urne per la tornata delle elezioni amministrative 2026, che vede cinque comuni della provincia di Macerata chiamati al voto per scegliere il nuovo sindaco e il rinnovo del Consiglio comunale. I seggi, aperti dalle ore 7:00 di questa mattina, rimarranno aperti per tutta la giornata di oggi (fino alle 23:00) e fino alle ore 15:00 di domani, lunedì 25 maggio, momento in cui si chiuderanno definitivamente le urne e prenderà il via lo spoglio delle schede. A differenza della precedente tornata, in cui si votava in contemporanea anche per le elezioni regionali e per il referendum sul taglio dei parlamentari, in questa occasione i cittadini sono chiamati alle urne esclusivamente per il rinnovo delle amministrazioni locali. Nella provincia di Macerata, la percentuale complessiva degli aventi diritto che si sono recati alle urne alle ore 12:00 si attesta al 13,39%. Si tratta di un dato leggermente inferiore rispetto alla media regionale delle Marche, che fa registrare un'affluenza del 13,59%. Nel comune capoluogo, Macerata, l'affluenza rilevata a mezzogiorno è stata del 13,45%. Il dato evidenzia una flessione rispetto alla precedente tornata elettorale, quando alla stessa ora si era recato a votare il 15,27% degli elettori maceratesi. Discorso opposto, invece, per Petriolo, dove si registra una crescita della partecipazione: l'affluenza si attesta al 13,02%, superando l'11,41% registrato nello storico precedente. Tra le comunità montane spicca il forte incremento di Ussita, dove l'affluenza alle ore 12:00 è volata al 25,61%, segnando un netto balzo in avanti rispetto al 21,05% della scorsa tornata e confermandosi come il dato locale più alto. In netta crescita anche il comune di Muccia, dove si vota in anticipo a causa della fine prematura del mandato della precedente Giunta: qui l'affluenza ha raggiunto il 22,24%, contro il 18,88% registrato in passato. Situazione opposta, infine, per il comune di Montecassiano, anch'esso al voto anticipato per l'elezioni del sindaco Leonardo Catena a consigliere regionale. Nel centro alle porte di Macerata l'affluenza si è fermata all'11,82%, evidenziando un calo drastico rispetto al dato delle ore 12:00 registrato nelle elezioni del 2024, quando la percentuale di votanti era stata del 18,49%.  

24/05/2026 12:10
Caso Electrolux, istituzioni e sindacati uniti verso il Mimit: "L'azienda ritiri il piano di chiusura"

Caso Electrolux, istituzioni e sindacati uniti verso il Mimit: "L'azienda ritiri il piano di chiusura"

Si è svolto oggi a Palazzo Raffaello un importante incontro per fare il punto sulla vertenza Electrolux e definire una linea d'azione totalmente condivisa in vista del cruciale tavolo nazionale convocato per lunedì prossimo al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, alla presenza del ministro Adolfo Urso. Al summit preparatorio hanno preso parte il presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore al Lavoro Tiziano Consoli e i rappresentanti sindacali delle tre sigle nazionali Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm. Al centro del tavolo l'altissima tensione e la forte preoccupazione per il piano industriale presentato dalla multinazionale, che prevede la chiusura definitiva dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il conseguente licenziamento di circa 170 lavoratori. Una mossa che rischierebbe di provocare un vero e proprio effetto domino con pesantissime ripercussioni sull’intero distretto manifatturiero del Fabrianese e sull'economia dell'intera regione. L'incontro di questo pomeriggio si è concluso con la richiesta unanime e perentoria di un ritiro immediato del piano industriale, giudicato del tutto inaccettabile per l’impatto occupazionale e sociale che determinerebbe sul territorio. Il governatore delle Marche ha tracciato la rotta in vista del delicato confronto romano, richiamando la multinazionale ai propri doveri verso una comunità che ha dato moltissimo in termini di storia industriale. "Siamo concentrati sull’incontro di lunedì pomeriggio - ha affermato il presidente Francesco Acquaroli -, un appuntamento importante per ribadire con forza le nostre richieste: il ritiro del piano presentato dall’azienda e, soprattutto, l’avvio di un confronto su un vero progetto di rilancio e sviluppo dei siti produttivi, a partire da quello di Cerreto d’Esi, che rappresenta uno degli stabilimenti più produttivi di Electrolux. Confidiamo nel buon senso dell’impresa e nella volontà di ritirare il piano, nel rispetto dei territori, della loro storia industriale e delle comunità coinvolte". "È necessario aprire una discussione seria e approfondita, in una fase di concertazione e collaborazione con le organizzazioni sindacali, le istituzioni e i territori interessati - ha aggiunto Acquaroli -. Lo Stato si è dimostrato presente al fianco di questa azienda in momenti di necessità. Proprio per questo riteniamo doveroso che oggi l’azienda dimostri disponibilità al dialogo e al confronto. Come avvenuto in tutte le altre crisi industriali, c’è sempre stata apertura alla ricerca di soluzioni condivise. Vogliamo confidare che anche in questo caso possa prevalere il senso di responsabilità e la volontà di costruire un percorso comune". Il faccia a faccia di lunedì 25 maggio al Mimit rappresenterà uno snodo fondamentale non solo per le Marche, ma per l'intero Paese, dato che la crisi investe il gruppo a livello nazionale con una stima complessiva di circa 1.700 esuberi sul territorio italiano. Proprio per l'enormità dei numeri in gioco, durante il tavolo ad Ancona è stata sottolineata la necessità assoluta di una strategia condivisa e unitaria che veda camminare insieme il Governo, la Regione Marche, gli enti locali e le parti sociali. L'unico obiettivo comune resta quello di salvaguardare i livelli occupazionali, tutelare il patrimonio industriale e blindare l’intera filiera produttiva collegata direttamente e indirettamente al sito di Cerreto d'Esi. La Regione e i sindacati hanno confermato il massimo sforzo e la totale vicinanza a tutte le lavoratrici e ai lavoratori coinvolti in questa vertenza vitale per il territorio.

22/05/2026 18:00
Copyright © 2020 Picchio News s.r.l.s | P.IVA 01914260433
Registrazione al Tribunale di Macerata n. 4235/2019 R.G.N.C. - n. 642/2020 Reg. Pubbl. - n. 91 Cron.