Politica

Futuro Nazionale, Fabrizio Ciarapica nominato coordinatore regionale delle Marche

Futuro Nazionale, Fabrizio Ciarapica nominato coordinatore regionale delle Marche

Nuovo incarico per il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, all'interno dell'organigramma di Futuro Nazionale. Dopo l'ingresso nell’assemblea nazionale del partito, avvenuto il 14 giugno scorso in occasione dell'assemblea costituente, Ciarapica è stato ufficialmente nominato responsabile regionale per la fase costituente nelle Marche, assumendo di fatto la guida e il ruolo di coordinatore regionale del movimento. Il provvedimento è stato siglato dal coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, su preciso mandato dell'ex generale Roberto Vannacci e in conformità con le norme dello statuto interno. Secondo quanto comunicato dalla stessa forza politica, la scelta rappresenta "un riconoscimento dell'attività organizzativa e di aggregazione delle diverse sensibilità territoriali svolta in questi mesi, segnando un passaggio chiave per il radicamento della struttura nella regione". Nel quadro del nuovo mandato, Ciarapica ha espresso l'intenzione di impostare l'azione politica basandosi sull'ascolto dei comitati locali e sul rafforzamento del dialogo tra le varie province: "Le linee programmatiche immediate riguarderanno il coordinamento delle attività sul territorio e la costruzione di un'azione politica unitaria. Nelle prossime settimane, in sinergia con il coordinatore nazionale, si procederà alla nomina dei responsabili provinciali e territoriali per completare i livelli operativi e la struttura marchigiana del partito".  

28/06/2026 16:40
Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Telefoni roventi nella destra: l’ira di Acquaroli su Poletti

Cantava  Domenico Modugno negli anni del boom, quando a Macerata si faceva lo struscio, i negozi erano pieni e brillavano invece delle lucette le insegne della Upim, “piange il telefono perché non voi votà, anche se dico Parca so già che non risponderà”. Eh già: partenza in salita per la giunta della protervia leghista con un lunedì da alte tensioni in consiglio comunale. I cellulari sono roventi; il riscaldamento climatico c’entra poco perché i maggiorenti dei partiti che si sono fatti promotori di un governo cittadino a trazione leghista che esclude il centro e i cattolici stanno inseguendo quelli che in epoca di prima Repubblica si chiamavano peones, ma che guardando al secondo esecutivo Parcaroli sono dei consiglieri con titoli assai superiori di quelli di alcuni neo-assessori, certamente superiori alla coppia dei “consigliori” del Sindaco. Nelle telefonate si passa dalle minacce alle blandizie, ma tutti hanno capito che una promessa di Sandro Parcaroli dura come un gatto in tangenziale. Perciò a conti fatti al Centrodestra mancano da 6 a 8 voti per far eleggere Francesco Luciani presidente del Consiglio Comunale. Il suo bis è stato messo in discussione della composizione della giunta che ha indispettito Macerata Unica (leggi Deborah Pantana) e Unione di Centro e scontentato moltissimi consiglieri di Fratelli d’Italia (lì si annida il maggior numero di franchi tiratori annunciati) di Forza Italia, ma si sa che anche un paio di consiglieri della Lega sarebbero pronti a impallinare Luciani. I massimi strateghi della Sandropolitik (Mauro Lucentini e il consiglier di minoranza di Appignano) non hanno fatto i conti con i subentranti in consiglio! Dunque a conti fatti a Luciani mancano almeno tre voti da Fratelli d’Italia, due voti da Forza Italia, uno o due dalla Lega e i due delle liste del Centrodestra che pure hanno vinto le elezioni, ma sono state escluse dall’esecutivo. Domani alla prima seduta del Consiglio comunale gli assessori (che non votano per il presidente del Consiglio tranne il Sindaco) arriveranno con il pallottoliere, il pubblico con i pop corn. Del resto per alcuni cabalisti il 17 non è un numero fortunatissimo. Si starà a vedere. Ma come conseguenza di questa giunta annunciata di destra destra non c’è solo il voto su Luciani, ci sono ripercussioni che vanno ben al di là del perimetro del Consiglio comunale e investono direttamente la Regione e la Curia. Oltre ad avere un riflesso politico importante che dimostra come i cosiddetti “registi” della politica locale abbiano la vista assai corta. Se si pigliano a riferimento i sondaggi nazionali emerge prepotente la considerazione che sacrificare il Centro (soprattutto con un Roberto Vannacci rampante) per la destra è sconfitta sicura, ma guardando ai risultati elettorali di Macerata si scopre che Sandro Parcaroli disubbidendo alla giusta indicazione di Francesco Acquaroli che raccomandava un esecutivo composto da 3 di Fdi, 2 della Lega, 2 di FI e un assessore ciascuno dei partiti di centro ha dato vita a una giunta di minoranza. I tre partiti rappresentati in giunta assommano infatti al 38,6% dei voti raccolti nelle scorse comunali, il campo di Centrosinistra vale il 41,7% in senso stretto, l’area anti-Parcaroli assommando Sigona, Orioli e Ripa sale al 49,8%. Quelli che Parcaroli ha lasciato fuori dalla porta (Udc 2,99% e Popolari 1,6) sono quelli che lo hanno fatto vincere e che se in Consiglio comunale si mettono di traverso aggregando attorno a sé tutto il dissenso non lo faranno governare. Di questo il Sindaco è stato avvertito direttamente da una telefonata di Maurizio Lupi, segretario nazionale di Noi moderati, rispetto a cui pare il primo cittadino abbia fatto spallucce. Vedremo domani quali saranno le conseguenze. Che invece già ci sono e pesanti in Regione e in Curia. Da quel che trapela Francesco Acquaroli – si parla di un’animata discussione una settimana fa ai 50 anni di Eurosuole tra lui e Mauro Lucentini: sarebbero volate parole grosse – è talmente scontento che starebbe pensando di mandare a casa Renato Poletti, il suo capo di gabinetto arrivato in sostituzione di Fabio Pistarelli che, sostengono le malelingue, contempla questo spettacolo dei politici maceratesi dilettanti allo sbaraglio con malcelata soddisfazione. Poletti – nonostante il cognome non è parente del fu cardinale grande tessitore di vicende curiali all’ombra di papa Paolo VI, ma spesso tirato in ballo anche per il caso di Emanuela Orlandi visto che fu lui ad autorizzare la sepoltura del capo della banda della Magliana De Pedis nella cattedrale di Sant’Apollinare – ha mancato l’appuntamento proprio con la curia di Macerata. Secondo Acquaroli non è stato capace di tenere a freno le aspirazioni di don Gianluca Merlini che avrebbe dirottato tantissimi voti sulla Lega contro le opinioni del medesimo vescovo. Su Merlini ci sono adesso voci di possibile trasferimento ad altro incarico in atra diocesi, ma nessuno sa la verità sul destino del mago delle preferenze Merlini. Una cosa è sicura nella Fondazione Bandini che è servita a Poletti per scalare l’ufficio in Regione l’esclusione dei centristi cattolici dalla giunta è stata vissuta come uno schiaffo e tutto il volontariato cattolico è in subbuglio. Ma sul (forse) capo di gabinetto della Regione c’è un altro appunto. Si sa che Francesca D’Alessandro che ha stracciato tutti in fatto di preferenze, segno evidente che gli elettori ne hanno riconosciuto la capacità e la dedizione, voleva l’assessorato alla cultura oltreché l’incarico di vicesindaco che si è conquistata per meriti. Ebbene pare che Poletti nella trattativa con Merlini – sono tornati i tempi del Papa re quando il legato pontificio decideva i destini della città da piazza Strambi e sembra che questo il vescovo a Merlini non sia disposto a perdonarlo  - piuttosto che portare avanti le indicazioni ricevute da Francesco Acquaroli abbia tutelato le indicazioni ricevute da Katiuscia Cassetta (non si è ripresentata per evitare il giudizio degli elettori) di nominare Lorella Benedetti assessora alla cultura per stoppare proprio la D’Alessandro con la quale la Cassetta non ha mai avuto rapporti idilliaci. Poletti che nel curriculum si vanta di avere ottimi rapporti col Vaticano sarebbe stato sensibilizzato a prestare attenzione alle istanze della Cassetta proprio da ambienti curiali. La Benedetti assicurerebbe una totale continuità con le scelte della fu assessora preferita da Parcaroli e si vocifera infatti che nonostante la sua assoluta fedeltà a Fratelli d’Italia l’esattora (questo è il nomignolo che hanno già dato alla neo responsabile dalla cultura perché proviene dall’Agenzia delle Entrate) sia il quarto assessore d’influenza leghista. Ebbene questa manovra potrebbe costare il gabinetto regionale a Poletti. Si apre invece la partita del gabinetto comunale che è il piano B. Qualora infatti Luciani non passasse – anche per evitare un inevitabile scontro in Regione col potentissimo assessore Paolo Calcinaro promotore della lista dove l’ex presidente del Consiglio comunale si è presentato – gli si dovrebbe offrire un assessorato e l’unico che potrebbe cederlo è Giuseppe Romano che però il sindaco è obbligato a compensare lautamente. Con Romano Parcaroli le promesse deve rispettarle! Per il titolare del negozio di camicie si era già prospettata l’ipotesi di fargli fare il city manager, ma purtroppo questo signore non ha i titoli. Così verrebbe messo nel gabinetto del Sindaco con emolumento congruo. Staremo a vedere se domani in Consiglio comunale i “franchi” tireranno lo scarico! LEGGI ANCHE: LA SMENTITA DI KATIUSCIA CASSETTA: "NESSUNA PRESSIONE SULLA GIUNTA"

28/06/2026 12:30
PD, Ricotta confermato capogruppo: Perticarari guiderà il gruppo a metà mandato

PD, Ricotta confermato capogruppo: Perticarari guiderà il gruppo a metà mandato

  MACERATA – Nell’ottica della valorizzazione delle risorse interne, dell’unità d’intenti e della trasparenza nelle scelte, il gruppo consiliare del Partito Democratico ha definito una linea organizzativa basata sulla continuità e, al tempo stesso, sul rinnovamento della propria classe dirigente. La decisione prevede la conferma di Narciso Ricotta nel ruolo di capogruppo, con un successivo avvicendamento a metà mandato, quando la guida passerà ad Andrea Perticarari. Si tratta di un passaggio definito dal gruppo come strategico e generazionale, volto a consolidare la nuova classe dirigente attraverso la collaborazione tra l’esperienza delle figure storiche e il contributo dei consiglieri più recenti. Il gruppo consiliare del Partito Democratico ribadisce inoltre l’impegno a svolgere un’opposizione costruttiva e attenta alle esigenze della città, non limitata ai soli lavori d’aula, ma aperta anche alle istanze che emergono dal territorio. «Nella piena consapevolezza e volontà di dover essere una forza politica trainante, competente ma anche innovativa, ci prepariamo fin da ora con trasparenza al nostro ruolo di opposizione per poi essere pronti ad amministrare la città», conclude la nota del gruppo consiliare.  

27/06/2026 17:20
"Chiamare sicurezza una legge è una manipolazione dell’opinione pubblica”: confronto sui decreti a Macerata

"Chiamare sicurezza una legge è una manipolazione dell’opinione pubblica”: confronto sui decreti a Macerata

MACERATA – “Decreti sicurezza, sicurezza per chi e da chi?” È la domanda al centro del dibattito pubblico svoltosi ieri sera alle 18 al Bar Ginetta, in largo Affede, nel centro storico di Macerata. L’incontro, promosso da ANPI ed Emergency, è stato introdotto da Chiara Bonotti per l’Anpi e da Giovanna Ciarlantini per Emergency. Numerosi cittadini hanno partecipato ascoltando gli interventi delle avvocate Lucrezia Boari, vicepresidente provinciale Anpi, e Roberta Sforza, dell’Associazione Avvocato di Strada. Il confronto si è aperto con una riflessione sul significato dei cosiddetti “decreti sicurezza”, varati dal Governo tra il 2023 e il 2026. Secondo quanto emerso nel dibattito, il termine “sicurezza” rappresenterebbe già una scelta politica e comunicativa. In questo contesto è stata richiamata una riflessione critica:“Chiamare ‘Sicurezza’ una legge è già una manipolazione dell’opinione pubblica: chi vorrebbe mai il pericolo o l’insicurezza?” È stata inoltre posta la questione su chi siano i destinatari delle misure e quali fenomeni vengano effettivamente affrontati.Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come i diversi “pacchetti sicurezza” non contengano, secondo i relatori, interventi strutturali su povertà, disagio sociale, abitativo e giovanile, a fronte di un’attenzione prevalentemente rivolta all’ordine pubblico. Da qui la domanda centrale rivolta ai presenti: se tali provvedimenti siano realmente efficaci nel contrasto alla criminalità e alle criticità sociali, oppure se rappresentino soprattutto uno strumento di comunicazione politica. Il dibattito si è poi ampliato al tema della progressiva compressione dei diritti costituzionali, spesso giustificata in nome della sicurezza o dell’emergenza, a fronte – è stato osservato – della disponibilità di risorse in altri ambiti, come quello delle spese militari. Ampio spazio è stato dedicato al tema della sanità pubblica. Giovanna Ciarlantini (Emergency) ha richiamato l’articolo 32 della Costituzione, sottolineando le difficoltà crescenti del sistema sanitario nazionale. “L’articolo 32 afferma che la salute è un diritto fondamentale dell’individuo, ma liste d’attesa interminabili e carenza di personale fanno sì che chi può si rivolga al privato e chi non può rinunci a curarsi”, è stato evidenziato nel corso dell’intervento. Emergency ha ricordato anche la propria presenza in Italia, accanto all’attività internazionale, in risposta all’aumento delle richieste di assistenza da parte di cittadini in difficoltà. Un altro focus ha riguardato le politiche migratorie, con riferimento ai decreti Piantedosi e Cutro, indicati come misure che renderebbero più complesso il soccorso in mare e ridurrebbero gli strumenti di accoglienza e integrazione. In questo contesto è stata ribadita una posizione sintetizzata nello slogan emerso durante il dibattito:“La sicurezza passa solo attraverso l’integrazione, non con l’emarginazione.” Ampio spazio è stato dedicato anche al tema del diritto di manifestare. Le relatrici hanno evidenziato come la questione riguardi potenzialmente tutti i cittadini, anche al di fuori delle appartenenze politiche. È stato sottolineato il tema dell’equilibrio tra tutela dell’ordine pubblico e diritti costituzionali, soprattutto in relazione a nuove forme di protesta e alle possibili conseguenze normative. In chiusura, Lucrezia Boari ha evidenziato il rischio di una progressiva marginalizzazione di categorie sociali già fragili e una riduzione degli spazi di espressione del dissenso. L’incontro si è concluso con un richiamo condiviso al valore della Costituzione e dei diritti fondamentali. La riflessione finale ha sottolineato come la tutela dei diritti non riguardi solo singole categorie, ma l’intera collettività: la riduzione dei diritti di alcuni può tradursi in una fragilità complessiva del sistema democratico.

27/06/2026 12:16
Nuova Giunta, Parcaroli ha già le sue spine. Civici e Moderati. "Noi soci, non servitori"

Nuova Giunta, Parcaroli ha già le sue spine. Civici e Moderati. "Noi soci, non servitori"

Si aprono i primi fronti politici all'interno della coalizione di centrodestra all'indomani della composizione della nuova giunta guidata dal sindaco riconfermato Sandro Parcaroli. Attravento una nota congiunta a firma di Matteo Pompei (Civici Marche) e Maika Gabellieri (Noi Moderati), le componenti centriste della maggioranza hanno preso ufficialmente posizione contro la propria esclusione dall'esecutivo cittadino, che ha visto il mancato inserimento della rappresentante Deborah Pantana. "L'area moderata, civica e centrista che ha contribuito alla rielezione di Sandro Parcaroli prende atto della composizione della nuova giunta - esordisce la nota -: una squadra dalla quale resta esclusa ogni nostra rappresentanza, pur essendo noi a pieno titolo parte della coalizione di maggioranza. È un fatto politico, e come tale va detto con chiarezza. Non per polemica, ma perché chi ci ha votato ha diritto a una parola netta". I firmatari del testo rivendicano il peso specifico dei consensi ottenuti dalla lista Macerata Unica alla luce del serrato verdetto delle urne, ricordando come il primo turno si sia deciso per una manciata di schede, con Parcaroli fermatosi al 49,96%. "Noi Moderati e i Civici Marche, uniti nella lista Macerata Unica, hanno portato alla coalizione un apporto di voti determinante, ottenendo l'elezione di un proprio rappresentante in consiglio comunale (Pantana per l'appunto, ndr). Abbiamo vinto insieme agli altri, con tutti e da pari: non dietro nessuno. Per questo respingiamo, con fermezza e senza acrimonia, l'idea che l'area moderata possa essere trattata come un'opzione: un elemento accessorio da includere o escludere secondo convenienza, un alleato buono per raccogliere consensi ma non per sedere ai tavoli che contano. Chi concorre a una vittoria con pari dignità non è un servitore della coalizione: ne è socio". L'esclusione dai posti di comando della giunta, secondo quanto evidenziato dai rappresentanti civici e centristi, aprirà una fase di attenta osservazione sulle dinamiche interne della maggioranza. "Una scelta come quella maturata in questi giorni non è priva di conseguenze politiche - avvertono Pompei e Gabellieri -, e noi la registriamo per quello che è. La lealtà che abbiamo sempre garantito non è un automatismo né una sottomissione: si fonda sul rispetto reciproco e sul riconoscimento dei ruoli. Lo diciamo senza alzare la voce, certi che chi deve comprendere comprenderà". Nonostante il mancato accordo sulla squadra di governo, i due esponenti politici confermano il presidio sul territorio e l'attività istituzionale sui banchi dell'assise civica maceratese. "Rappresentiamo una sensibilità precisa - moderata, civica, fatta di dialogo e concretezza - che è la voce di tanti cittadini che chiedono di essere rappresentati e che in altri spazi politici non si riconoscono. Quella voce è radicata nei territori, nei quartieri e nelle frazioni di Macerata, e lì continueremo a lavorare ogni giorno: in consiglio comunale, attraverso i nostri eletti, e fuori dal consiglio, accanto alle persone. Speriamo che la nuova amministrazione sappia governare bene, nell'interesse della città. Noi faremo la nostra parte con la responsabilità di sempre, ma anche con la piena consapevolezza del nostro valore e del nostro peso. Perché l'area moderata c'è, e intende farsi sentire: nei fatti, non solo nei ringraziamenti della sera della vittoria".

26/06/2026 18:30
Terme di Sarnano, Fantegrossi: "Mai avuto il certificato antincendio, pronti al bando di privatizzazione"

Terme di Sarnano, Fantegrossi: "Mai avuto il certificato antincendio, pronti al bando di privatizzazione"

Sulla situazione delle Terme di Sarnano e della società partecipata Sarnano Terzo Millennio srl è intervenuto direttamente il sindaco Fabio Fantegrossi, con una nota ufficiale in replica alle recenti prese di posizione politiche dei gruppi di minoranza. Il primo cittadino ha aperto il suo intervento soffermandosi sulla gestione dei dati societari e sul livello di coinvolgimento dei consiglieri. "Tutta la documentazione relativa alla società, alle sue condizioni economico-finanziarie e alle principali criticità gestionali è stata regolarmente trasmessa ai consiglieri ed è stato dato riscontro a tutti gli accessi agli atti ed alle interrogazioni presentate nel tempo - ha precisato Fantegrossi -. L’intero flusso informativo è stato inoltre portato, per conoscenza, anche all’attenzione del prefetto di Macerata, a garanzia della massima trasparenza amministrativa. Pertanto, non trovano riscontro le affermazioni secondo cui vi sarebbe una mancanza di informazioni o una gestione opaca della vicenda". Nella nota viene sollevata anche la questione relativa alla partecipazione ai tavoli di confronto istituzionali. "Ciò che invece risulta oggettivamente verificabile è la limitata partecipazione di alcuni gruppi consiliari alle riunioni istituzionali convocate negli ultimi mesi, in particolare alle conferenze dei capigruppo - ha evidenziato il sindaco -. Perché evitare il confronto alle riunioni e poi rivendicare il mancato coinvolgimento?". Per quanto riguarda lo stato economico della società, di cui il Comune detiene oltre l'87%, Fantegrossi ha spiegato che la strada della composizione negoziata della crisi non è percorribile a causa dei parametri normativi e che i contatti con i privati finora non hanno prodotto offerte vincolanti per coprire le fideiussioni esistenti da oltre 860mila euro. Il documento del sindaco si sposta poi sull'analisi dello stato dell'immobile, parlando di criticità emerse durante i controlli per l'accreditamento socio-sanitario. "Dalle verifiche effettuate è emerso che non sarebbe mai stato ottenuto il certificato di prevenzione incendi previsto dalla normativa vigente - ha reso noto Fantegrossi -. È emerso inoltre che la struttura utilizzata per la delocalizzazione presentava già all’epoca criticità riconducibili agli effetti del sisma. Sono evidenti le criticità strutturali dell’immobile, tra le quali quelle significative nei locali seminterrati e dell’impossibilità di utilizzo del piano primo, nonché numerose carenze manutentive che richiedono interventi non più rinviabili". Secondo quanto esposto dal capo dell'amministrazione, i decreti e i finanziamenti degli anni passati non sarebbero stati destinati all'adeguamento della sicurezza, spingendo la governance attuale a sospendere parzialmente le attività, a presentare un nuovo progetto ai vigili del fuoco e a ridurre temporaneamente gli spazi sotto i 500 metri quadrati per non interrompere la stagione. In merito alle prospettive future, a fronte della richiesta del revisore dei conti di valutare anche la liquidazione come "extrema ratio", il Comune sta valutando un piano attestato di risanamento e ha avviato l'iter normativo per il ricollocamento delle quote pubbliche. "È stato conferito incarico a una società specializzata per la predisposizione di un bando per la privatizzazione della propria partecipazione alla Sarnano Terzo Millennio srl previa perizia di stima - ha concluso Fantegrossi -. In conclusione, è necessario ribadire con chiarezza che la situazione attuale è critica e che tale condizione era ben nota sin dall’inizio. Le attuali gravose criticità non nascono oggi, ma sono il risultato di un processo lungo, stratificato e non risolto nel tempo. Oggi si assiste paradossalmente a un tentativo di attribuire responsabilità a chi si sta facendo carico di portare alla luce e affrontare con trasparenza problemi rimasti irrisolti per anni".

26/06/2026 16:00
Civitanova, Giannoni (FI): “Nessuna delega in bianco a Ciarapica, priorità al patto con i cittadini”

Civitanova, Giannoni (FI): “Nessuna delega in bianco a Ciarapica, priorità al patto con i cittadini”

Forza Italia Civitanova Marche ribadisce la propria posizione politica e respinge l’ipotesi di una “delega in bianco” nei confronti del sindaco Fabrizio Ciarapica (ex forzista ora in Futuro Nazionale) e delle scelte amministrative. Il partito azzurro conferma la linea della coerenza e del pieno rispetto del mandato elettorale sottoscritto con i cittadini. A intervenire è il segretario cittadino Paolo Giannoni, che definisce l’attuale fase politica come una “pagina di chiarezza e di solida responsabilità politica”, chiarendo la posizione del movimento rispetto alle recenti ricostruzioni apparse sulla stampa locale. “La presenza del segretario provinciale Gianluca Pasqui a un momento conviviale rientra nelle normali e corrette relazioni tra forze di coalizione – spiega Giannoni – ma trasformare una cena estiva nel segnale di nuovi assetti politici significa ignorare il funzionamento dei partiti strutturati. La linea di Forza Italia si decide esclusivamente nelle sedi ufficiali della segreteria cittadina, che resta l’unico organismo legittimato a rappresentare il partito a Civitanova Marche”. Il segretario sottolinea inoltre come la partecipazione a momenti di confronto informale non possa essere interpretata come un cambiamento degli equilibri politici interni alla coalizione. “Le dinamiche di partito – aggiunge – non si definiscono attraverso interpretazioni giornalistiche, ma attraverso atti formali e condivisi”. Giannoni richiama anche precedenti dichiarazioni della dirigenza di Vince Civitanova, ricordando come fosse già stata esclusa ogni ipotesi di riorganizzazione politica o fusione, invitando a evitare “ricostruzioni prive di fondamento politico”. Sul piano amministrativo, Forza Italia ribadisce la centralità del patto con gli elettori e la necessità di mantenere saldo il rapporto con la città. “Non abbiamo ammainato nessuna vela e non intendiamo accettare strappi rispetto al patto elettorale originario – afferma Giannoni –. La nostra presenza in maggioranza non è una cambiale in bianco: la priorità resta la coerenza verso il mandato elettorale”. Il segretario affronta infine anche il tema dei rapporti politici nel centrodestra, evidenziando la necessità di rispetto reciproco e chiarezza. “Il passaggio del sindaco Fabrizio Ciarapica al movimento di Vannacci rappresenta una frattura evidente rispetto agli impegni assunti con i cittadini. Forza Italia non sostiene posizioni in modo incondizionato e continuerà a valutare ogni scelta sulla base della coerenza con il programma elettorale”. “La nostra permanenza in maggioranza – conclude Giannoni – non è un atto dovuto né una cambiale in bianco. Chi confonde atti di cortesia istituzionale con cambi di assetto politico resterà deluso: Forza Italia resta ferma sui propri valori e pronta al dialogo solo nel rispetto del mandato degli elettori”.

26/06/2026 14:00
Guardia di Finanza, ad Appignano celebrato il 252° anniversario del Corpo (Foto e Video)

Guardia di Finanza, ad Appignano celebrato il 252° anniversario del Corpo (Foto e Video)

Si è svolta nella mattinata di venerdì 26 giugno 2026, al Teatro Comunale “Giuseppe Gasparrini” di Appignano, la cerimonia per il 252° anniversario di fondazione della Guardia di Finanza, alla presenza del comandante provinciale, colonnello Ferdinando Mazzacuva, e di numerose autorità civili e militari del territorio. All’ingresso del teatro è stata allestita una mostra fotografica dedicata all’operato delle Fiamme Gialle nella provincia di Macerata, mentre la cerimonia è stata accompagnata dall’esibizione dell’Orchestra “Insieme per gli altri”, che ha contribuito a dare solennità all’evento. Nel corso della mattinata sono stati letti i messaggi istituzionali del presidente della Repubblica e del comandante generale della Guardia di Finanza, Andrea De Gennaro. Il messaggio del Capo dello Stato ha espresso un sentito omaggio al Corpo, ricordando il sacrificio dei militari caduti e ringraziando le Fiamme Gialle per l’impegno quotidiano al servizio della Nazione. Quello del comandante generale ha invece ribadito il ruolo della Guardia di Finanza come «sentinella instancabile della legalità», impegnata nella tutela della sicurezza economico-finanziaria e nella difesa della democrazia e della libertà dei cittadini. Particolarmente articolato l’intervento del colonnello Ferdinando Mazzacuva, che ha sottolineato come il lavoro della Guardia di Finanza, in qualità di polizia economico-finanziaria, significhi presidiare i flussi economici del territorio e contrastare frodi, evasione e illegalità. Il comandante ha ricordato i risultati operativi conseguiti in provincia di Macerata, con oltre 70 milioni di euro sequestrati e circa 700 lavoratori irregolari individuati, evidenziando inoltre l’attenzione crescente verso nuovi fenomeni come le truffe online, i mercati digitali e le criptoattività. Nel suo intervento Mazzacuva ha richiamato anche l’importanza della collaborazione istituzionale con Corte dei Conti, Inps, Inail, Agenzia delle Dogane, forze di polizia ed enti locali, sottolineando come non possa esserci sicurezza economico-finanziaria senza sicurezza pubblica. Ha poi rivolto un ringraziamento personale al personale del Corpo e alla propria famiglia, ricordando il valore umano che sostiene quotidianamente il servizio. Nel corso della cerimonia sono state consegnate le ricompense di ordine morale ai militari del comando provinciale Davide Rotondo, Pierluigi Sciamanna, Francesco Mirarchi, Fausto Siciliano, Antonio Mancini, Genesio Manetti, Augusto Soccionovo, Andrea Dottori, Valentina Pia Bruno, Francesco Magliocco, Santo Falcone, Roberto Matteucci, Marcello D’Alessio, Fabrizio Cori Carlitto, Massimiliano Barletta e Giuseppe Scoppettuolo, mentre quattro nuovi finanzieri hanno prestato giuramento al termine del percorso di addestramento. Un riconoscimento è stato inoltre conferito al luogotenente Alberto Succi, finanziere in congedo. Il colonnello Mazzacuva ha poi consegnato un omaggio al sindaco di Appignano, Mariano Calamita, e a Gianni Silvia, fondatore dell’Orchestra “Insieme per gli altri”, ringraziando entrambi per il contributo all’organizzazione della cerimonia. L’evento si è concluso con la lettura della Preghiera del Finanziere, momento di raccoglimento che ha chiuso ufficialmente la celebrazione del 252° anniversario della Guardia di Finanza.

26/06/2026 13:30
Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia

Parcaroli si gioca la maggioranza e perde gli equilibri con Regione e Curia

MACERATA - Per commentare il “parto” della giunta di Macerata si dovrebbero scomodare categorie della politica che vanno da Machiavelli a Winston Churchill, ma il livello della campagna elettorale e quello di alcuni assessori incaricati consiglia di rifugiarsi nel nazional popolare. Va detto però che appena scattata la foto dell’esecutivo cittadino è già sfocata e lunedì si capirà perché. Ci sono due canzonette che, adattate alla civitas Mariae, si prestano. La prima intonata, tra gli altri, da Lando Fiorini fa più o meno così: il “Parcarolo va contro corrente e quando canta l’eco s’arisente”; l’altra portata al successo da Alan Sorrenti ha questo motivetto: “Noi siamo figli della luce, figli della luce che ti porta i voti”. Solo che queste due canzonette rischiano di essere la colonna sonora di una giunta destinata a morire nella culla. Per due peccati originali che Esopo, guardando alla Lega, spiegherebbe con la favola del bue e della rana che per invidia della bestia si gonfiò tanto da scoppiare e, guardando al sindaco, col corvo e la volpe: l’uccello, sentendosi adulato, finisce per dare il suo pezzo di formaggio in pasto alla volpe. Dette così le cose forse anche qualche neo-assessore le capisce. Partiamo dall’eco che s’arisente. È quello del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: un signore dai modi felpati soprattutto in politica. Pare che al varo di questa giunta le urla si sentissero dal Passetto. Lui si era raccomandato che la formula fosse 3, 2, 2, 1, 1 (tre assessori a Fratelli d’Italia, due alla Lega e Forza Italia, uno ciascuno alle due formazioni di centro e cattoliche). Acquaroli è ben consapevole che farà fatica a spiegare ai suoi di Fratelli d’Italia perché, avendo vinto le elezioni in Regione e, anche se con qualche patema, a Macerata subisce un k.o. tecnico dalla Lega. In più Acquaroli ha già enormi problemi a Civitanova Marche e a San Benedetto dove il suo partito è di fatto solo un portatore di voti, ma non ha adeguati posti di responsabilità. Il presidente della Regione guarda lungo: verso le politiche, e sa che la giunta Parcaroli, composta com’è composta, darà durissimi contraccolpi. Sicuramente Acquaroli esce sconfitto dalla partita di Macerata e si vocifera che Mauro Lucentini – commissario ad acta della Lega – vada in giro vantandosene e destinando al Presidente epiteti non proprio da alleato. Questo è il difetto della Lega che si è fatta rana. Perché intanto Acquaroli ha rinfoderato l’idea di allargare la giunta regionale a otto assessori. Significa che Renzo Marinelli resta consigliere, che Filippo Saltamartini non rientra nell’assise regionale e che Giorgia Latini, segretario regionale della Lega, tra un anno, se vuole tornare in Parlamento, dovrà sudare le sette camicie. Evidentemente a Lucentini deve sfuggire il detto che la vendetta è un piatto che si gusta freddo. Ma una finestra sulle politiche l’ha aperta anche il sindaco Parcaroli: vedremo come. Tra gli sconfitti di questa giunta ci sono sicuramente quattro figure storiche della destra: Pierfrancesco Castiglioni, che resta consigliere semplice e forse viene retrocesso anche da capogruppo di FdI; Simone Livi, che azzoppato in Regione non riemerge neppure a Macerata; Andrea Blarasin, scontentato su tutti i fronti; e soprattutto Massimo Belvederesi, il segretario provinciale di Macerata, che deve spiegare il flop di Civitanova Marche e perché ha ceduto a Macerata alle pretese della Lega. Dunque la giunta Parcaroli parte con Francesco Acquaroli che la guarda in cagnesco e con Fratelli d’Italia largamente insoddisfatti. C’è l’altra canzonetta. Non è un mistero che don Gianluca Merlini abbia dirottato centinaia di voti sulla Lega. Lui è il “padre” dei cosiddetti “figli della luce” che in realtà sono ragazze e che a Macerata la vulgata popolare ha già ribattezzato come le “sottanone”. Pare che abbia cercato di arginare i “comunisti” facendo votare i leghisti. Ma non era previsto che Deborah Pantana e Marco Caldarelli fossero sfrattati. Pare che il vescovo, che pure ufficialmente si è tenuto lontanissimo dalla disputa elettorale, non abbia gradito e che con molta probabilità don Merlini sia destinato a breve ad altro incarico in un’altra diocesi. Sin qui le conseguenze meno visibili: Sandro Parcaroli con la sua giunta si è giocato in un colpo solo l’appoggio della Regione e la benevolenza della Chiesa. Ma lui ha la sindrome del corvo e non si accorge che c’è una volpe, anzi ci sono molte volpi, in attesa che lui apra il becco per fargli cadere il formaggio. È sufficiente aspettare lunedì quando il consiglio comunale dovrà votare il nuovo presidente dell’assemblea. L’accordo di maggioranza dice che deve toccare di nuovo a Francesco Luciani, stavolta eletto nei “Maceratesi per Parcaroli” dopo aver lasciato la Lega. A Luciani servono almeno 17 voti che, sulla carta, il centrodestra ha avendo la coalizione incassato il premio di maggioranza che la porta a venti consiglieri. Ma con la giunta appena formata Sandro Parcaroli è riuscito a fare ciò di cui quasi nessuno è stato capace: perdere il consenso ancora prima di insediarsi. Deborah Pantana ha già annunciato che farà opposizione, Marco Caldarelli ha avuto le mani libere dall’Udc che c’è rimasta malissimo dall’esclusione. Da venti consiglieri di maggioranza siamo già a diciotto.   In Forza Italia ci sono due scontenti (con la nomina degli assessori entrano in consiglio alcuni non eletti e la “Lega rana” di questo non ha tenuto conto) e altri due stanno in Fratelli d’Italia. Se va così, e l’opposizione vota compatta contro, Luciani non va oltre i 14 voti. E a quel punto lui pretenderà un posto in giunta. Chi è disposto Sandro Parcaroli a sacrificare? Teoricamente a farsi da parte dovrebbe essere Giuseppe Romano che, avendo già accettato la delega, si deve dimettere da consigliere. Ma se esce dalla giunta si trova con un pugno di mosche in mano. E cosa questo significhi come conseguenza Sandro Parcaroli lo sa fin troppo bene. Se Luciani non passa, chi assicura a questa giunta di avere i voti per andare avanti quando ci saranno da approvare atti esiziali come il bilancio? Il Consiglio comunale sarà trasformato in un suk dove si mercanteggiano i voti? Sono considerazioni che, a tutta prima, la Lega pigliatutto (seguendo il manuale Cencelli si è portata a casa 6 posti su 10 avendo solo il 12% dei voti: ha retto grazie all’apparentamento con i commercianti e con gli elettricisti di “mago” Merlini) pare non aver fatto. C’è il serio rischio che la famosa anatra zoppa di cui si vociferava in caso di vittoria di Gianluca Tittarelli sia la compagna di Sandro Parcaroli. Che però due conti se li deve essere fatti. A lui serve constatare che non ha la maggioranza, ma deve evitare di farsi sfiduciare, altrimenti con la politica ha chiuso, per dimettersi e poi presentarsi da vittima sacrificale a Matteo Salvini (ammesso che il capo attuale della Lega regga un anno) e chiedere la candidatura blindata al Senato fregando sia Giorgia Latini che Filippo Saltamartini. Perciò si stanno già stampando le nuove schede elettorali per Macerata. Ma è ipotesi remota; molto più prossima è la possibilità che a Parcaroli si ponga un dilemma che fu di Enrico di Navarra: se Luciani vuole il posto da assessore, fare il sindaco val bene un saluto (a) romano? PS - Queste cose succedono se uno per consigliere politico si sceglie chi per due volte ha cercato di fare il Sindaco in un paese di 4 mila abitanti e al massimo ha raccolto il 23% dei voti. La politica è una scienza: la furbizia non basta.

26/06/2026 13:00
Centro storico e identità, Avs attacca la proposta regionale: “Non si salva vietando il kebab”

Centro storico e identità, Avs attacca la proposta regionale: “Non si salva vietando il kebab”

Si infiamma il dibattito politico attorno alla proposta di legge regionale sull’identità dei centri storici, sostenuta dal presidente Francesco Acquaroli e avallata anche dal sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. A intervenire criticamente è Patrizia Sagretti, esponente di  Alleanza Verdi Sinistra, che definisce l’impostazione del provvedimento una “scorciatoia ideologica” incapace di affrontare i reali problemi delle città. Secondo la posizione espressa da Sagretti, la tutela dell’identità culturale dei centri storici non può essere confusa con forme di “protezionismo gastronomico”, né risolversi attraverso limitazioni alle attività commerciali etniche. “Eliminare un’insegna o un tipo di offerta culinaria non restituirà vita ai corsi principali delle città”, si osserva nella nota. L'esponente di Avs sottolinea come il declino dei centri storici sia legato a fattori strutturali, tra cui scelte urbanistiche, dinamiche demografiche e politiche abitative. Nel caso di Macerata, vengono richiamati alcuni elementi critici: difficoltà legate ai parcheggi per i residenti, inefficienze della Ztl, crisi del commercio tradizionale, progressivo spopolamento del centro e pressione sugli affitti, soprattutto per studenti universitari. Viene inoltre criticata la gestione degli spazi pubblici e delle politiche urbane, con riferimento a piazza della Libertà e alla percezione di un centro sempre meno vissuto e attrattivo. Per Avs, la rigenerazione dei centri storici passa invece da interventi strutturali: maggiore accessibilità, politiche abitative per studenti e famiglie, sostegno al commercio di prossimità, pedonalizzazioni mirate e potenziamento della mobilità sostenibile. L’obiettivo, si sottolinea, dovrebbe essere quello di “riportare vita” nei centri urbani piuttosto che introdurre restrizioni simboliche. Nel richiamare una celebre frase di Nilde Iotti, il movimento ribadisce che “la tradizione non è il culto delle ceneri, ma la custodia del fuoco”, identificando nel tessuto sociale e nei cittadini la vera identità dei centri storici. “La sfida – conclude Sagretti– è conservare ciò che rende vivi i centri urbani, non irrigidirli in modelli statici che rischiano di accelerarne il declino”.

26/06/2026 12:00
Parcaroli presenta la nuova giunta: ecco la squadra che guiderà Macerata nei prossimi cinque anni (FOTOGALLERY e VIDEO)

Parcaroli presenta la nuova giunta: ecco la squadra che guiderà Macerata nei prossimi cinque anni (FOTOGALLERY e VIDEO)

Presentata questo pomeriggio nella Sala dell’Eneide di Palazzo Buonaccorsi la nuova giunta comunale che affiancherà il sindaco Sandro Parcaroli nel governo della città per i prossimi cinque anni. A oltre due settimane dalla vittoria al ballottaggio e a pochi giorni dal primo Consiglio comunale, il primo cittadino ha ufficializzato nomi e deleghe della squadra amministrativa. Confermata nel ruolo di vicesindaco, Francesca D’Alessandro, alla quale viene affidata anche la delega ai Servizi sociali e alle Pari opportunità. Resta al suo posto anche Paolo Renna, che continuerà a occuparsi di Polizia locale, Sicurezza e gestione dei rifiuti. Per Fratelli d’Italia entra in giunta Loretta Benedetti, che assume la delega alla Cultura e Istruzione, raccogliendo il testimone di Katiuscia Cassetta. Nella squadra amministrativa anche Pierfrancesco Tasso, tra i nomi più votati del nostro sondaggio, al quale vengono assegnate le deleghe a Famiglia, Personale e ai Servizi amministrativi, prendendo di fatto il posto di Marco Caldarelli. Andrea Marchiori seguirà invece Urbanistica e Lavori pubblici, mentre Giuseppe Romano sarà il nuovo assessore al Commercio e alle Attività produttive. Oriana Piccioni, invece, sarà l'assessore all'ambiente. Per Forza Italia viene confermato Riccardo Sacchi, che manterrà le deleghe allo Sport e ai Grandi eventi, mentre Barbara Antolini entra per la prima volta in giunta con la responsabilità del Bilancio e alle Partecipate. Restano invece fuori dalla giunta alcuni alleati della coalizione. Maceratesi per Parcaroli ottiene la conferma di Francesco Luciani alla presidenza del Consiglio comunale, senza però esprimere assessori. Nessun posto in giunta anche per Noi Moderati, che aveva sostenuto la candidatura di Deborah Pantana, e per l’Udc, che nella precedente amministrazione era rappresentata dall’assessore Marco Caldarelli. “Una giunta costruita con criterio – ha dichiarato il sindaco Parcaroli – nel rispetto delle percentuali ottenute dai partiti. Sono stati confermati diversi esponenti della precedente amministrazione, per non disperdere l’esperienza maturata in questi cinque anni e mezzo”.  Con la presentazione della nuova squadra amministrativa si apre ufficialmente una nuova fase del secondo mandato Parcaroli, chiamato ora a dare continuità ai progetti avviati e ad affrontare le principali sfide della città nei prossimi cinque anni.    

25/06/2026 17:57
"Canzonacce fasciste e promessa di un nuovo monumento ai repubblichini: l'amministrazione prenda le distanze da Bruschi"

"Canzonacce fasciste e promessa di un nuovo monumento ai repubblichini: l'amministrazione prenda le distanze da Bruschi"

Una bufera politica si abbatte sull'amministrazione comunale di Sarnano a seguito della partecipazione di un esponente della maggioranza a un evento commemorativo legato alla Repubblica Sociale Italiana. Partecipazione che ha portato all'immediata reazione del gruppo consiliare di opposizione "Insieme per Sarnano". I fatti risalgono allo scorso 21 giugno quando, presso il cimitero comunale, si è tenuta la "LXXXII Commemorazione della Strage di Sarnano". Un evento che ha visto la presenza attiva del consigliere di maggioranza Alessandro Bruschi. "Mai ci saremmo spinti a credere a quanto il video di quella giornata testimonia, ovvero il consigliere di maggioranza Bruschi che non solo si fa portavoce dell'amministrazione comunale, che é stata infatti ringraziata dagli organizzatori, ma che promette anche di erigere un nuovo monumento ai repubblichini, come se non bastasse quello che é posto appunto nel nostro cimitero e che, semmai, andrebbe rimosso". Secondo la ricostruzione dei consiglieri di opposizione, i filmati della giornata documenterebbero una deriva nostalgica: "Nel video dell'evento, trasmesso addirittura anche su Fermo TV, dato che lo abbiamo citato, si possono ascoltare anche 'canzoncine' (o meglio canzonacce) fasciste sul finale con deposizione di una corona con scritto 'I Camerati'". Davanti a questo scenario, i rappresentanti di "Insieme per Sarnano" hanno deciso di spostare immediatamente la battaglia all'interno dell'assise cittadina, formalizzando un atto ispettivo per costringere il sindaco e la giunta a prendere pubblicamente le distanze dall'accaduto. "Il nostro gruppo ha già depositato un'interrogazione da discutere nel prossimo consiglio comunale – conclude la nota della minoranza – dove chiediamo che l'Amministrazione disconosca quanto fatto dal consigliere Bruschi. La nostra Costituzione é antifascista". 

25/06/2026 14:57
Centri storici e "bando" a kebab e sushi, Cherubini scrive ad Acquaroli: "Scelta arretrata e discriminatoria"

Centri storici e "bando" a kebab e sushi, Cherubini scrive ad Acquaroli: "Scelta arretrata e discriminatoria"

La proposta di legge approvata dalla giunta regionale delle Marche per la riqualificazione dei centri storici e la regolazione delle attività commerciali urbane ha innescato una folta scia di reazioni politiche, tra cui una lettera aperta che Roberto Cherubini, esponente del Movimento 5 Stelle di Macerata, ha indirizzato direttamente al governatore Francesco Acquaroli. Il testo della delibera regionale prevede la possibilità di introdurre limitazioni all'apertura di determinate attività economiche nei borghi con l'intento di tutelare l'identità locale e valorizzare le specialità enogastronomiche del territorio - come le olive all'ascolana, i vincisgrassi e il ciauscolo - arginando la crescente diffusione di insegne internazionali come kebab, sushi e ristorazione asiatica. Una strategia sollecitata dalle associazioni di categoria per salvaguardare il tessuto tradizionale, ma che Cherubini contesta radicalmente fin dalle prime righe della sua missiva, definendola senza mezzi termini "profondamente sbagliata" poiché "trasuda chiusura, paura e un’idea arretrata di società, che sa più di esclusione che di tutela", arrivando a configurarsi come un atteggiamento "intriso di una componente discriminatoria, se non apertamente razzista". L'esponente pentastellato esprime forte sconcerto per il fatto che nel 2026 si debba "ancora assistere a provvedimenti che colpiscono - direttamente o indirettamente - le espressioni culturali di altri popoli", ricordando al presidente che "chi viaggia lo sa: le tradizioni degli altri non impoveriscono, arricchiscono" e che il confronto con la diversità rappresenta un'opportunità di crescita collettiva che "solo chi non ha mai davvero guardato oltre il proprio confine può pensare il contrario". Per smontare la logica protezionistica della Regione, Cherubini solleva un paradosso internazionale, domandando ad Acquaroli cosa accadrebbe se tutti ragionassero allo stesso modo: "Che fine farebbe la cucina italiana nel mondo? Dovremmo aspettarci che i ristoranti italiani vengano ostacolati all’estero in nome di una presunta 'difesa delle identità locali'? Sarebbe ridicolo". Nella sua visione, i centri storici non si proteggono affatto "svuotandoli o rendendoli monoculturali", bensì valorizzando la contaminazione e l'incontro, dato che le attività commerciali nate da altre culture creano occupazione e offrono scelta. L'analisi si sposta poi su una forte riflessione sociale e generazionale che tocca da vicino la quotidianità dei cittadini: "La realtà è già molto più avanti. Sempre più famiglie, anche quelle che si dichiaravano 'tradizionaliste', si trovano a confrontarsi con figli e figlie che amano persone di culture diverse o dello stesso sesso. Ed è proprio lì che molte certezze crollano. Perché quando la diversità entra in casa, smette improvvisamente di essere un problema astratto e diventa vita reale. Diventa amore. E l’amore, semplicemente, non si può normare né escludere". Pur richiamando la proposta della giunta il rispetto dei dettami costituzionali e della direttiva Bolkestein sulla concorrenza, Cherubini conclude il suo affondo liquidando l'atto come una decisione miope e fuori dal tempo, esclamando che "le Marche meritano molto di più di questo. Meritano una visione aperta, intelligente, capace di stare nel mondo senza paura", poiché "la cultura non si difende escludendo gli altri, ma aprendosi ad essi".

25/06/2026 10:20
"La società Sarnano Terzo Millennio non deve fallire": la minoranza chiede Consiglio straordinario

"La società Sarnano Terzo Millennio non deve fallire": la minoranza chiede Consiglio straordinario

Lo spettro del fallimento sulla società partecipata Sarnano Terzo Millennio accende lo scontro politico, spingendo i consiglieri comunali di minoranza Battaglioni, Tartabini e Merli a presentare una mozione formale per chiedere l’immediata convocazione di un Consiglio comunale straordinario. I tre esponenti dell'opposizione denunciano da oltre un anno una gestione opaca dell'ente: "Da sempre seguiamo con la massima attenzione e partecipazione le vicende della società - dichiarano i consiglieri - ma purtroppo il nostro lavoro di controllo è stato costantemente ostacolato. Documenti richiesti e mai consegnati nei tempi previsti, scarsa trasparenza e, oggi, un sovrapporsi di notizie contrastanti che non fanno altro che aumentare la nostra forte preoccupazione". L'affondo politico di Battaglioni, Tartabini e Merli non risparmia la maggioranza e parte dell'ex minoranza, accusate di aver sempre avallato ogni scelta amministrativa: "Una questione vitale finora trascurata e oscurata dal sindaco, dai suoi consiglieri e persino da tre consiglieri di ex minoranza che hanno sempre avallato ogni scelta, anche la più scellerata". I consiglieri chiedono quindi che l'assise civica si riunisca a brevissimo termine per fare piena luce sui bilanci, sottolineando come l'ipotetico crac rappresenterebbe un danno economico e d’immagine incalcolabile. "Auspichiamo che il Consiglio venga convocato a brevissimo termine. È il momento di fare piena luce. La Società Sarnano Terzo Millennio non deve assolutamente fallire: deve ripartire e dare un nuovo input al nostro territorio. I veri proprietari di questo bene comune sono i cittadini, ed è a loro che dobbiamo risposte chiare", concludono i firmatari della mozione. 

24/06/2026 17:40
Recanati, approvata la rottamazione dei debiti fiscali: misura per Imu, Tari e multe

Recanati, approvata la rottamazione dei debiti fiscali: misura per Imu, Tari e multe

Il Comune di Recanati ha approvato l’adesione alla cosiddetta Rottamazione Quinquies, la misura che consente a cittadini e imprese di definire i debiti fiscali arretrati verso l’ente. La decisione è arrivata ieri sera in Consiglio comunale, con una sola astensione, e riguarda i crediti affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2012. Nel dettaglio, la misura permetterà di regolarizzare posizioni debitorie legate a Imu, Tari, Tosap e multe stradali, prevedendo l’azzeramento di sanzioni, interessi (compresi quelli di mora) e aggio di riscossione. Per le sanzioni del Codice della strada, lo sconto riguarderà invece i soli interessi. Secondo i dati riportati, il Comune di Recanati conta un bacino di crediti residui pari a 1.418.693,47 euro. La misura è arrivata in aula su impulso della Lega. Il capogruppo consiliare Benito Mariani ha definito l’approvazione «un risultato straordinario», sottolineando come si tratti di «una misura di equità e buon senso» che consente ai contribuenti di mettersi in regola a condizioni più sostenibili, favorendo al tempo stesso il recupero di risorse altrimenti considerate difficilmente esigibili per l’ente. Per quanto riguarda le modalità operative, la gestione della procedura sarà affidata all’Agenzia delle Entrate-Riscossione. Dal 15 settembre 2026 sarà possibile consultare nell’area riservata i debiti definibili, mentre dal 16 settembre al 31 ottobre 2026 sarà possibile presentare la domanda di adesione in modalità telematica. Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 gennaio 2027 oppure in forma rateizzata, fino a un massimo di 54 rate bimestrali. A margine del voto, Mariani ha inoltre indicato la volontà di estendere in futuro una misura analoga ai crediti affidati dal Comune alla società Abaco S.p.A., che dal 2012 gestisce la riscossione per l’ente. «Questo è solo il primo passo – ha dichiarato –. Chiediamo all’amministrazione di lavorare per una definizione agevolata anche sui carichi gestiti da Abaco, per garantire pari opportunità a tutti i contribuenti recanatesi».

24/06/2026 12:26
Fuori kebab e ristoranti etnici dai centri storici? La proposta di legge regionale accende il dibattito

Fuori kebab e ristoranti etnici dai centri storici? La proposta di legge regionale accende il dibattito

La giunta regionale delle Marche ha approvato una proposta di legge che interviene sulla riqualificazione dei centri storici e sulla regolazione delle attività commerciali nelle aree urbane. Il provvedimento punta a definire strumenti di programmazione urbana che, nell’ambito dei processi di valorizzazione dei centri cittadini, possano includere anche eventuali limitazioni all’apertura di determinate attività economiche. Nel dibattito attorno al testo vengono richiamate, anche in chiave simbolica, le diverse tipologie di offerta gastronomica presenti sul territorio: da un lato i prodotti della tradizione locale come olive all’ascolana, vincisgrassi, brodetto e ciauscolo, dall’altro la crescente presenza di attività legate alla ristorazione internazionale come kebab, falafel, sushi e cucina asiatica. Secondo quanto trapela, la proposta prevedrebbe la valorizzazione delle attività commerciali e artigianali considerate legate all’identità dei luoghi, anche attraverso possibili agevolazioni fiscali e strumenti di sostegno economico. Il testo richiama inoltre il rispetto dei principi costituzionali e della normativa europea in materia di concorrenza, non discriminazione e proporzionalità, con l’obiettivo dichiarato di evitare contrasti con l’articolo 41 della Costituzione e con la direttiva Bolkestein. Le associazioni di categoria "avevano da tempo sollecitato interventi per contrastare la trasformazione dei centri storici e favorire la permanenza delle attività tradizionali, considerate parte del tessuto economico e identitario delle città". Nel confronto politico viene infine ricordato come strumenti analoghi siano stati adottati anche in passato da diverse amministrazioni locali, con finalità simili di regolazione e riqualificazione urbana.

24/06/2026 12:00
Rivoluzione estiva a Civitanova: addio bancarelle sul lungomare sud

Rivoluzione estiva a Civitanova: addio bancarelle sul lungomare sud

Con l’arrivo dell’estate tornano a Civitanova Marche i tradizionali mercatini serali, ma con una nuova organizzazione degli spazi pensata, afferma il Comune, "per migliorare la fruibilità delle aree pubbliche e valorizzare il centro cittadino". L’Amministrazione comunale, attraverso l’assessorato al Commercio guidato da Roberto Pantella, ha infatti avviato un piano di riorganizzazione che interesserà sia piazza XX Settembre sia il lungomare sud, oltre alla zona di largo Melvin Jones. Dal 26 giugno al 29 agosto 2026 le bancarelle non saranno più collocate sul lungomare sud ma lungo il vialetto nord di piazza XX Settembre e nell’area dell’ingresso est dei giardini pubblici. Una scelta che nasce dalla volontà di alleggerire la pressione sul lungomare durante i mesi estivi, quando la passeggiata sul mare registra già una forte presenza di residenti e turisti. «Quest’anno ho voluto proporre una visione diversa per i tradizionali mercatini serali estivi – spiega l’assessore Roberto Pantella –. Negli anni precedenti il posizionamento delle bancarelle sul lungomare Piermanni, un’area naturalmente molto frequentata durante la bella stagione, finiva per ridurre sensibilmente gli spazi destinati ai pedoni. In molte occasioni famiglie con passeggini, anziani e visitatori erano costretti a spostarsi sulla pista ciclabile, creando situazioni potenzialmente rischiose per la sicurezza di tutti». Secondo l’assessore, il lungomare rappresenta già uno dei principali poli di attrazione della città e non necessita di ulteriori elementi per richiamare pubblico. Diversa, invece, la situazione del centro urbano che nei mesi più caldi tende fisiologicamente a svuotarsi a favore delle zone costiere. Da qui la decisione di trasferire i mercatini in piazza XX Settembre, con l’obiettivo di animare il cuore della città e creare una maggiore integrazione con il programma degli eventi estivi. Il piano di razionalizzazione ha riguardato anche Largo Melvin Jones, dove sono state spostate e riposizionate le due bancarelle che storicamente occupavano la semicurva del marciapiede. La precedente collocazione, infatti, creava una strettoia che rendeva più difficoltoso il passaggio dei pedoni. Con il nuovo assetto le strutture sono state accorpate all’interno dello slargo insieme alle altre attività presenti, liberando completamente il marciapiede e rendendo l’area più ordinata e funzionale sia per gli operatori sia per i visitatori. «Si tratta di una riorganizzazione basata sul buon senso – conclude Pantella –. L’obiettivo è garantire meno congestione sul lungomare, maggiore sicurezza per le famiglie e una migliore distribuzione delle attività commerciali sul territorio. Auspico che cittadini, turisti e operatori sappiano apprezzare lo spirito positivo di questa scelta». La programmazione dei mercatini serali accompagnerà l’intera stagione estiva. Il martedì e il venerdì l’organizzazione sarà curata dalla Gjn Project Srls, il mercoledì da Moroncini Maria Dolores, il giovedì da My Love Eventi di Carmen Carella e il sabato da Civitanova Eventi Sas di Vitali David. Tra gli appuntamenti più attesi dell’estate è stato inoltre confermato il Civitanova Vintage Market 2026, in programma il 18 e 19 luglio nell’area basket retrostante il Teatro Cecchetti, all’interno dell’Area Verde Coltorti, in prossimità della Biblioteca Zavatti. L’evento, organizzato dalla Brandozzi Antonio Snc, vedrà la partecipazione di 27 espositori che, dalle 17 alle 24, proporranno oggetti di antiquariato e modernariato, capi di alta moda vintage, produzioni artigianali e creazioni artistiche, offrendo al pubblico un percorso tra storia, cultura e tradizioni del Made in Italy.

24/06/2026 11:21
Urbisaglia, Casa di riposo e asilo nido.  La minoranza incalza il Comune: “Ancora nessuna gara per la nuova gestione"

Urbisaglia, Casa di riposo e asilo nido. La minoranza incalza il Comune: “Ancora nessuna gara per la nuova gestione"

URBISAGLIA – A pochi giorni dalla scadenza fissata al 30 giugno, torna al centro del dibattito politico cittadino il futuro della casa di riposo "A. Buccolini" e dell'asilo nido "Il Piccolo Principe", due tra i servizi sociali più importanti e storici del territorio. A sollevare la questione è il gruppo consiliare di minoranza "Insieme per Urbisaglia", che ha presentato un'interrogazione formale chiedendo chiarimenti all'amministrazione comunale sui tempi della nuova gara per l'affidamento della gestione delle due strutture. Secondo quanto evidenziato dall'opposizione, il contratto di gestione sarebbe scaduto il 31 marzo 2025 e da allora il servizio sarebbe stato prorogato attraverso rinnovi temporanei per garantire la continuità delle attività. Una soluzione che, secondo la minoranza, dovrebbe avere carattere eccezionale e limitato al tempo strettamente necessario per completare una nuova procedura di affidamento. Nel mirino di "Insieme per Urbisaglia" finiscono soprattutto le tempistiche annunciate dall'amministrazione. Il gruppo ricorda infatti che, nel corso del Consiglio comunale del 15 maggio scorso, il sindaco avrebbe indicato il 21 maggio come termine per la pubblicazione del nuovo bando. Ad oggi, sostiene la minoranza, non risulterebbero però atti pubblici relativi all'avvio della procedura. Per il gruppo consiliare, il protrarsi dell'incertezza rischia di generare preoccupazioni tra famiglie, utenti e lavoratori delle strutture. L'opposizione sottolinea inoltre come la gestione di servizi delicati quali una casa di riposo e un asilo nido richieda una programmazione puntuale e una chiara definizione dei tempi. Tra le questioni sollevate figurano anche le possibili ripercussioni sulla qualità dei servizi e sul mantenimento del controllo pubblico delle strutture. Secondo la minoranza, infatti, i continui rinvii potrebbero alimentare il timore di una progressiva privatizzazione di realtà considerate fondamentali per il tessuto sociale cittadino. "Insieme per Urbisaglia" ribadisce il valore storico e sociale della casa di riposo "A. Buccolini" e del nido "Il Piccolo Principe", realtà che da decenni rappresentano punti di riferimento rispettivamente per gli anziani e per le famiglie del territorio. Da qui la richiesta di garantire continuità, qualità dei servizi e tutela del personale e degli utenti. Attraverso l'interrogazione depositata in Comune, la minoranza chiede quindi all'amministrazione di chiarire se sia in grado di concludere la procedura di affidamento e garantire l'insediamento del nuovo gestore entro il 30 giugno, evitando eventuali interruzioni o criticità burocratiche. Ora si attende la risposta della Giunta, chiamata a fare chiarezza su una vicenda che interessa direttamente alcune delle fasce più fragili della comunità locale.

24/06/2026 11:00
Toto assessori e futuro della coalizione, Noi Moderati: “No alle esclusioni, servono compattezza e rispetto"

Toto assessori e futuro della coalizione, Noi Moderati: “No alle esclusioni, servono compattezza e rispetto"

MACERATA – Nel dibattito che da settimane accompagna il cosiddetto “toto assessori” e le prospettive future del centrodestra locale, intervengono i vertici cittadini di Noi Moderati, il segretario Luigi Carelli e il vicesegretario Guido Garufi, con una riflessione che richiama la coalizione all’unità e alla valorizzazione di tutte le forze che hanno contribuito ai recenti successi elettorali. Secondo i due esponenti del partito, le indiscrezioni e le ricostruzioni giornalistiche che si susseguono in queste settimane rappresentano una normale dinamica politica. Tuttavia, desta sorpresa la presenza di alcuni “punti fermi” che sembrerebbero dare per scontata l’esclusione di Noi Moderati da futuri assetti amministrativi. Carelli e Garufi ricordano come, fino a oggi, si siano riunite ufficialmente soltanto le direzioni provinciali delle forze che compongono l’attuale maggioranza e sottolineano il contributo fornito dal loro partito alla vittoria del sindaco Sandro Parcaroli. Un apporto che, evidenziano, "è stato determinante anche nei momenti più delicati della competizione elettorale". "I rappresentanti di Noi Moderati richiamano inoltre le indicazioni del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, che in più occasioni ha posto l’accento sul valore delle competenze oltre che sul peso numerico delle singole forze politiche, indicando come obiettivo la compattezza della coalizione in vista delle prossime sfide elettorali". Da qui l’invito a guardare oltre le logiche di parte e a evitare fratture che potrebbero indebolire il centrodestra nei prossimi appuntamenti territoriali, regionali e nazionali. “Sarebbe miope e non conveniente escludere le forze che hanno contribuito alla vittoria”, sostengono i dirigenti del partito, auspicando una politica capace di superare egoismi e autoreferenzialità. "Nel loro intervento, Carelli e Garufi ricordano anche il risultato ottenuto da Noi Moderati alle elezioni regionali, con 9.860 voti raccolti a sostegno della coalizione di centrodestra e la mancata elezione di un consigliere regionale per appena lo 0,3 per cento. Un dato che, a loro giudizio, certifica la consistenza del progetto politico portato avanti dal partito". "Proprio per questo, aggiungono, appare sorprendente che a poche settimane da importanti scadenze elettorali non siano ancora stati chiariti gli assetti e le candidature future, né nel centrodestra né nel centrosinistra. Una situazione che ha portato Noi Moderati a ribadire la propria autonomia politica, definita come una scelta di chiarezza e tutela, non come una mossa dettata da convenienze contingenti". "I dirigenti cittadini evidenziano inoltre di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale o interlocuzione politica da parte dell’attuale amministrazione, un elemento che, a loro avviso, alimenta interrogativi sulle dinamiche interne alla maggioranza". "Nel documento viene infine rilanciata una visione politica che punta a un rinnovamento dell’azione amministrativa, con maggiore apertura verso le nuove generazioni e verso sensibilità emergenti nella società. Una prospettiva che, spiegano, non mira alla ricerca di incarichi o posizioni di potere, ma alla costruzione di un confronto programmatico trasparente". "Il riferimento ideale richiamato da Carelli e Garufi è quello della tradizione popolare e cristiana espressa nel celebre appello “Ai liberi e ai forti” di don Luigi Sturzo. Un richiamo al coraggio delle scelte politiche e alla necessità di riportare al centro la partecipazione dei cittadini, contrastando una politica percepita come sempre più distante dalla società e affidata prevalentemente alla comunicazione e agli accordi di vertice".

23/06/2026 17:43
Parcaroli bis, i lettori "scelgono" la Giunta: Tasso il più votato, 4 donne tra i primi 9

Parcaroli bis, i lettori "scelgono" la Giunta: Tasso il più votato, 4 donne tra i primi 9

Si continua a parlare della futura giunta del sindaco Sandro Parcaroli, pronto al secondo mandato come primo cittadino nel comune di Macerata. Quello della composizione dell'esecutivo resta infatti uno degli ultimi nodi da sciogliere dopo la vittoria del centrodestra alle elezioni comunali. Come redazione abbiamo deciso di dare poco spazio alle voci di corridoio che si rincorrono in queste settimane, preferendo invece coinvolgere direttamente i nostri lettori attraverso un sondaggio online. Abbiamo inserito tutti gli eletti della coalizione di centrodestra, insieme ad alcuni nomi che, secondo le indiscrezioni circolate negli ultimi giorni, potrebbero ricoprire ruoli di rilievo nella nuova amministrazione, come quelli di assessore, presidente del Consiglio comunale, presidente dell'Atm o capo di gabinetto. Va ricordato che il ruolo di assessore può essere affidato anche a persone non candidate alle elezioni oppure a candidati che non sono riusciti a ottenere un seggio in Consiglio comunale. All'indomani della vittoria, tuttavia, il sindaco Parcaroli aveva sottolineato come le preferenze ottenute e il peso dei partiti all'interno della coalizione avrebbero avuto un'importanza significativa nelle scelte finali, insieme alle competenze specifiche richieste per i diversi assessorati. Ecco quindi come si sono espressi i lettori nel nostro sondaggio, che ha raccolto complessivamente 520 voti.   Candidato Voti Pierfrancesco Tasso 124 Deborah Pantana 87 Laura Laviano 84 Andrea Blarasin 62 Tommaso Lorenzini 18 Francesca D'Alessandro 17 Anna Menghi 16 Paolo Renna 16 Fabio Pistarelli 14 Marco Caldarelli 13 Andrea Marchiori 10 Simone Livi 9 Giuseppe Romano 7 Riccardo Sacchi 7 Sandro Montaguti 7 Francesco Luciani 6 Lorella Benedetti 6 Luca Buldorini 5 Pierpaolo Patrizietti 4 Sandro Di Tuccio 3 Laura Fortuna 2 Maria Oriana Piccioni 2 Francesco Castiglioni 1   A conquistare il maggior numero di preferenze è stato Pierfrancesco Tasso, che ha raccolto 124 voti, pari a quasi un quarto delle preferenze complessive espresse dai lettori. Alle sue spalle si piazza Deborah Pantana con 87 voti, seguita da Laura Laviano con 84 preferenze. Più staccato Andrea Blarasin, che ottiene 62 voti, mentre dietro il quartetto di testa si apre un netto divario con Tommaso Lorenzini (18), Francesca D'Alessandro (17), Anna Menghi e Paolo Renna (16 ciascuno). Se andassimo a confermare il numero di 9 assessori, prendendo i primi del nostro sondaggio si andrebbe a rispettare anche la regola del 40% della giunta di genere femminile. Così facendo la giunta sarebbe composta, oltre che dal sindaco Sandro Parcaroli, da Pierfrancesco Tasso (Fratelli D'Italia), Deborah Pantana (Noi Moderati-Civici Marche), Laura Laviano (Forza Italia), Andrea Blarasin (Fratelli D'Italia), Tommaso Lorenzini (Parcaroli Sindaco - Lega), Francesca D'Alessandro (Fratelli D'Italia), Anna Menghi (ex consigliere regionale Lega), Paolo Renna (Fratelli D'Italia), Fabio Pistarelli (ex candidato sindaco per la città di Macerata). Si tratta naturalmente di un sondaggio senza alcun valore ufficiale, ma che offre comunque un'interessante fotografia delle preferenze dei lettori e delle aspettative rispetto alla composizione della futura squadra di governo cittadina. Ora la parola passa al sindaco Parcaroli, chiamato nelle prossime ore a sciogliere definitivamente il rebus giunta e a definire la squadra che lo accompagnerà nel suo secondo mandato alla guida della città.

23/06/2026 16:00
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