Botta e risposta tra Fratelli d'Italia e Partito Democratico sulla convocazione delle prossime elezioni regionali. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia, Simone Livi, ha criticato duramente le recenti dichiarazioni della consigliera dem Anna Casini, che ha sollevato dubbi sulla regolarità della convocazione del voto.
"L'ultima trovata del Pd è millantare possibili infrazioni di legge rispetto alla convocazione delle elezioni regionali, che non esistono in alcun modo. Il presidente Acquaroli ha già dato una risposta in aula proprio alla Casini", ha dichiarato Livi.
Secondo il consigliere di FdI, la consigliera del Pd sarebbe perfettamente a conoscenza delle normative che regolano la convocazione delle elezioni regionali. "Esiste una legge regionale che stabilisce chiaramente le regole per la convocazione dei comizi elettorali. In base alla data dell'insediamento di questa amministrazione, le elezioni potranno svolgersi tra settembre e ottobre prossimi. Inoltre, a livello nazionale, si tende a individuare una data condivisa tra tutte le amministrazioni uscenti, per fissare un election day unificato", ha spiegato.
Livi ha poi rilanciato sulle preoccupazioni reali dei cittadini: "A proposito di paure, l'unico vero timore che raccogliamo in giro è quello di un ritorno del Partito Democratico in Regione. Soprattutto dopo aver sentito le sparate senza vere argomentazioni degli ultimi giorni".
Le polemiche tra maggioranza e opposizione sul calendario elettorale sembrano dunque destinate a proseguire, in vista di una campagna elettorale che si preannuncia particolarmente accesa.
Riprende ufficialmente l'attività politica e amministrativa della Giunta comunale di Tolentino dopo il ribaltone che ha scosse le ultime giornate. Il sindaco Mauro Sclavi ha nominato i tre nuovi assessori tramite decreto, nel quale ha anche attribuito le deleghe specifiche ai nuovi componenti e ha provveduto a una redistribuzione di alcune competenze tra gli assessori già in carica.
Alessia Pupo resta vicesindaco e si occuperà di urbanistica ed edilizia privata, sport e attività produttive. Diego Aloisi avrà la responsabilità di bilancio, politiche fiscali, turismo e ambiente, mentre Fabio Tiberi si occuperà di beni e attività culturali. Franco Ferri gestirà il personale, il patrimonio e la gestione delle forme di assistenza alla popolazione coinvolta in emergenze, mentre Benedetta Lancioni si occuperà di politiche sociali, politiche giovanili e istruzione.
Il sindaco Sclavi ha mantenuto per sé le deleghe a lavori pubblici, manutenzioni, commercio, protezione civile e i rapporti con le società partecipate. Nell’esercizio delle proprie competenze, ciascun assessore avrà il compito di formulare proposte alla Giunta, programmare l’attività amministrativa e sovrintendere all’organizzazione e all’erogazione dei servizi.
Le nuove deleghe sono state annunciate in una conferenza stampa alla presenza dei consiglieri comunali Alba Mosca, Luigino Luconi, Samanta Casali e Mirko Angelelli. Tra i nuovi membri della Giunta, Franco Ferri, osimano e ingegnere, ha alle spalle una carriera dirigenziale all’Erap, dove ha ricoperto anche il ruolo di segretario generale e responsabile dei presidi di Ancona e Macerata. Attualmente svolge la professione di libero professionista.
"Ritengo doveroso fare chiarezza sulle motivazioni riportate dal sindaco nel decreto di revoca. Sappiamo bene che dietro questa decisione ci sono equilibri politici interni alla coalizione dettati dalla lista Tolentino Popolare". Così Flavia Giombetti commenta il ritiro delle deleghe da assessore operato dal sindaco di Tolentino Mauro Sclavi nei giorni scorsi, a seguito di quanto avvenuto nel Consiglio comunale del 30 gennaio.
"La mia estromissione non è legata a un mancato impegno o a un atteggiamento non collaborativo, ma a dinamiche di potere che nulla hanno a che vedere con il bene della città - scrive Giombetti in una nota -. In merito alle dichiarazioni sulla mia mancanza di collaborazione con alcuni consiglieri di maggioranza, è necessario fare chiarezza. La verità è che ho osato dissentire. Ho espresso un'opinione diversa su una spesa di denaro pubblico per un evento che non ritenevo opportuno. Non uno scontro personale, non un atteggiamento ostile, ma una legittima valutazione di merito".
"Questo è bastato per generare malumori in chi avrebbe preferito un consenso acritico, senza domande, senza discussioni - prosegue Giombetti -. Ma amministrare significa scegliere con responsabilità, non assecondare per quieto vivere. Se ogni voce critica viene etichettata come 'non collaborativa', significa che la politica non accetta più il confronto, ma solo l’obbedienza".
"Non accetto che una legittima divergenza di vedute venga strumentalizzata per screditare il mio operato - afferma ancora la consigliera della lista 'Tolentino Civica e Solidale' -. Chi oggi mi accusa sa benissimo che il mio unico interesse è sempre stato quello della collettività, non quello di compiacere equilibri interni o sostenere iniziative di dubbia utilità. Se il problema è che ho scelto di ragionare con la mia testa, allora rivendico con orgoglio questa colpa. Se collaborare significa dire sempre sì, allora è evidente che abbiamo idee molto diverse sul significato della parola amministrare".
"Il 30 gennaio, in Consiglio Comunale, ho espresso il mio dissenso, ma voglio essere chiara: non mi sono dissociata dalla decisione presa dal sindaco ma bensì dalle motivazioni contenute nel decreto di revoca dell’incarico a Gobbi - puntualizza Giombetti -. Motivazioni che, leggendo le dichiarazioni di Massi e della Lancioni, e successivamente da parte dello stesso sindaco erano ben diverse da quelle scritte nel decreto stesso. Per queste ragioni sono intervenuta, perché ritengo fondamentale la trasparenza e la chiarezza istituzionale".
"Vi è stato un episodio di una tale gravità istituzionale che il sindaco ha clamorosamente ignorato: nel corso della riunione consiliare il presidente si è allontanato dell’assise consiliare - aggiunge Giombetti nella nota -. Eppure, sorprendentemente, il sindaco ha scelto supinamente il silenzio. Il rispetto per le istituzioni dovrebbe spingerci tutti a condannare ogni azione che mina l'integrità e la credibilità degli organi rappresentativi, in particolare quando si tratta di atti così significativi. Non possiamo permetterci di ignorare l’importanza di queste dinamiche, poiché la coesione e il funzionamento delle istituzioni sono il fondamento di ogni amministrazione sana".
"Per giustificare la mia revoca è stato scritto di un mio 'comportamento indecoroso'. Prima di essere una affermazione di delegittimazione politica di una gravità inaudita, essa esprime un giudizio di carattere morale. È un'accusa che va oltre la mia persona e mina il basilare principio del rispetto che di una persona va sempre salvaguardato. Il Consiglio Comunale non può trasformarsi in un'aula di tribunale dell'inquisizione dove si emettono condanne senza prove, solo per rafforzare il dominio di chi comanda".
"Questo non è solo un abuso di potere, ma un pericoloso precedente che minaccia la politica locale stessa - conclude Giombetti nella nota -. Se oggi si colpisce me con accuse infondate, domani chiunque potrebbe essere messo alla gogna per il solo fatto di pensarla diversamente. Il tempo è il miglior giudice. Mostrerà chi ha davvero servito questa città e chi, invece, ha pensato solo alla propria carriera".
La Pinacoteca Attilio Moroni di Porto Recanati ha ospitato, sabato scorso, il Congresso comunale di Fratelli d’Italia, in un evento che ha visto la partecipazione di importanti esponenti del partito. Presenti la senatrice Elena Leonardi, il coordinatore provinciale Massimo Belvederesi, il consigliere regionale Simone Livi e numerosi rappresentanti della classe dirigente provinciale, tutti impegnati a sostenere e rilanciare l'azione del partito di Giorgia Meloni.
Durante il congresso, gli iscritti del partito di Porto Recanati hanno eletto Giuseppe Alpini come nuovo coordinatore cittadino. Insieme a lui, sono stati riconfermati quasi in toto i membri del consiglio direttivo, che continuerà a lavorare a supporto dell’azione politica locale. Enrico Marchetti, Giovanni Rinaldini, Igor Marotta ed Edoardo Volpini sono stati confermati nelle loro cariche, mentre due nuovi membri, Anna Rombini e Ferdinando Moroni, sono stati inseriti nel direttivo, portando nuovi contributi e idee alla squadra.
Il nuovo coordinatore, Giuseppe Alpini, ha espresso subito parole di gratitudine per la fiducia ricevuta. “Ringrazio tutti per la fiducia concessami. Sono sicuro che, insieme al direttivo, sapremo lavorare bene per la nostra città e per tutti i Portorecanatesi. Il nostro primo obiettivo sono le elezioni regionali di ottobre, per la riconferma del nostro Governatore Francesco Acquaroli, con l'intento di proseguire il lavoro fin qui svolto e di portare alle Marche il prestigio che meritano".
Si è svolta nella Sala Consiliare del comune di Civitanova Marche l’assemblea annuale di NoiMarche, alla quale hanno partecipato gli amministratori di tutti i comuni aderenti al protocollo d’intesa. Un evento che ha confermato la costante crescita e l’importanza strategica di questa rete di territori uniti per la valorizzazione e la promozione del cicloturismo nelle Marche.
Durante l’assemblea, la Miconi Srl e Mauro Fumagalli, responsabili del progetto, hanno illustrato gli obiettivi per il 2025. Uno dei temi centrali è stato il passaggio da progetto a prodotto turistico con NoiMarcheBikeLife, oggi un’offerta turistica strutturata e commerciabile che grazie alla collaborazione con operatori privati, strutture ricettive e tour operator ha reso il territorio marchigiano una meta sempre più attrattiva per il cicloturismo.
Il valore di questo percorso è stato riconosciuto anche a livello nazionale, con importanti riconoscimenti, tra cui l'Oscar Nazionale del Cicloturismo nel 2022 e la presenza nel progetto nazionale del Ministero del Turismo "Viaggio italiano - le vie del Bike", realizzato da Miconi Srl e Mauro Fumagalli per conto della Regione Marche.
"Con l’ingresso di nuovi Comuni come Ancona, Fano, Senigallia, San Benedetto del Tronto, Corridonia, Tolentino, Mogliano, Montefano e Petriolo, NoiMarche – hanno detto gli amministratori – NoiMarche ha raggiunto un traguardo significativo, coprendo ora tutte le province della regione, ma è nostra intenzione estendere ancora di più il numero di Comuni aderenti e consolidare il brand NoiMarcheBikeLife come punto di riferimento per il cicloturismo italiano".
Tra le principali iniziative previste per il 2025, ci sarà la creazione di una maglia tecnica dedicata per rafforzare il senso di appartenenza e la riconoscibilità del progetto, l’aumento della visibilità attraverso articoli su riviste di settore, il coinvolgimento di un addetto stampa e una gestione strategica dei social media. In programma, anche la realizzazione di un Road Show, con la presentazione del catalogo incoming presso diverse sedi delle associazioni Fiab, l’organizzazione di un Press Tour, dedicato a giornalisti.
NoiMarche sarà presente anche in importanti fiere di settore, come la Bit di Milano, la Fiera del Cicloturismo di Bologna (6-7 aprile), l’Italian Bike Festival di Misano (5-7 settembre) e il TTG di Rimini (8-10 ottobre). Non mancheranno corsi di formazione dedicati alle strutture ricettive per migliorare i servizi offerti ai cicloturisti, e l'evento "Borghi Aperti" che, ogni estate, cresce sempre più attirando visitatori e valorizzando il patrimonio culturale e paesaggistico delle Marche.
"Questa iniziativa non è solo una grande opportunità per Civitanova Marche, comune capofila del progetto, ma per tutta la nostra regione - ha detto il sindaco Fabrizio Ciarapica -. L’unione di tanti Comuni, che oggi collaborano con impegno e visione, dimostra che insieme possiamo raggiungere risultati straordinari. Questa rete intercomunale è la chiave per far conoscere al mondo le meraviglie delle Marche".
All'incontro hanno preso parte i rappresentanti dei Comuni di Civitanova Marche, Ancona, Apiro, Appignano, Cingoli, Corridonia, Cupramontana, Falerone, Fano, Fiastra, Genga, Grottazzolina, Magliano di Tenna, Matelica, Mogliano, Monsano, Montefano, Montegiorgio, Montegranaro, Morrovalle, Petriolo, Penna San Giovanni, Potenza Picena, San Benedetto del Tronto, San Severino Marche, Sarnano, Senigallia, Tolentino e Treia.
L'arrivo di ulteriori 30 milioni di euro per la ricostruzione a Castelsantangelo sul Nera ha riacceso il dibattito politico locale. I consiglieri di minoranza Mauro Falcucci, Ovidio Valentini e Angela Ceccarelli, protagonisti della precedente amministrazione, hanno espresso il loro punto di vista con una nota stampa.
"L’integrazione ottenuta non può essere definita una ‘pioggia’ di fondi, termine a nostro avviso quanto mai inappropriato, bensì una leggera pioggerellina, immediatamente assorbita dalle profonde crepe lasciate da anni di siccità amministrativa a Castelsantangelo sul Nera", hanno dichiarato i consiglieri.
Falcucci e il suo gruppo rivendicano il lavoro svolto negli anni precedenti, sottolineando come la loro amministrazione avesse già ottenuto circa 120 milioni di euro per le opere pubbliche, documentati nella relazione di fine mandato.
Dopo una lunga attesa e numerose riunioni, il commissario alla ricostruzione Guido Castelli ha finalmente disposto il nuovo stanziamento, "invocato da anni". Tuttavia, i consiglieri denunciano il "silenzio assordante" dell’amministrazione attuale e il "totale stallo amministrativo" che rischia di compromettere l’utilizzo efficace delle risorse.
A destare ulteriore preoccupazione è la carenza di personale comunale, acuita dal recente trasferimento del responsabile finanziario. Secondo i consiglieri di minoranza, questa situazione ha già prodotto conseguenze concrete, come "la recente variazione di bilancio approvata in tutta fretta per porre rimedio alla ‘sparizione’ di alcuni fondamentali capitoli di bilancio".
Critiche vengono mosse anche ai proclami della campagna elettorale, in cui si prometteva una "svolta nella ricostruzione pubblica e privata". Secondo i consiglieri, chi attende la ricostruzione da oltre otto anni non ha ancora visto risultati tangibili.
Un esempio lampante della situazione di stallo, secondo il gruppo di minoranza, è la mancata approvazione del progetto definitivo per la messa in sicurezza dei dissesti idrogeologici, un passaggio fondamentale per il rilancio della ricostruzione in gran parte del territorio comunale. "Né risulta che l’attuale amministrazione abbia intrapreso alcuna iniziativa in tal senso", concludono i consiglieri.
Una lettera ricca di emozioni riflessioni quella inviata da Stefano Servili al primo cittadino di Tolentino, Mauro Sclavi, con la quale il consigliere personale del sindaco comunica ufficialmente la sua rinuncia all’incarico gratuito precedentemente affidatogli. Un gesto che arriva dopo una serie di eventi che hanno segnato il suo percorso all’interno dell’amministrazione, un cammino che sembrava inizialmente condiviso con Sclavi, ma che oggi si trova a un punto di rottura.
Servili, infatti, dice di aver accettato l’incarico "inizialmente con la volontà di supportare il sindaco e la sua amministrazione, portando avanti una causa comune: la lista “Tolentino Civica e Solidale”, che aveva visto entrambi candidarsi – Sclavi come sindaco e Servili come consigliere. Un impegno che, per Servili, è stato premiato da un buon risultato elettorale, tanto da risultare il secondo più votato tra i consiglieri".
"Nonostante il successo elettorale, la strada all’interno dell’amministrazione non è stata priva di difficoltà, spiega. "Dopo la richiesta di rinunciare al seggio di consigliere per assumere l’incarico di presidente dell’Assm, e successivamente quella di rinunciare a tale incarico per una presunta incompatibilità che si è poi rivelata infondata, ho accettato con rammarico di non poter essere pienamente coinvolto nelle dinamiche amministrative. Pur essendo tra i più votati, sono rimasto ai margini di un progetto a cui aveva dato tanto, senza però essere messo in condizione di condividere con gli altri il percorso e le sfide future".
La lettera di Servili, segna una presa di posizione forte e determinata. L’ex consigliere comunale ha spiegato come, a seguito delle recenti vicende, abbia preso coscienza del fatto che la sua esclusione non fosse un caso, ma una conseguenza di un cambiamento di direzione all’interno dell'amministrazione. "Non mi sento di condividere la strada che hai iniziato a percorrere", scrive Servili, facendo emergere la profonda frattura che ormai lo separa dal sindaco Sclavi.
"Il mio gesto non è solo una rinuncia formale a un incarico che, seppur gratuito, avrebbe rappresentato un impegno significativo", prosegue. È una decisione che riflette la mia volontà di rimanere coerente con i principi di speranza e di impegno che avevano inizialmente animato la mia candidatura. La mia rinuncia è anche un modo per sottolineare la discrepanza tra la visione iniziale e quella attuale dell’amministrazione, deludendo, quindi, le aspettative che mia hanno portato a intraprendere quel percorso".
Servili ha voluto concludere la sua lettera con un messaggio di gratitudine, ringraziando Sclavi "per il breve tratto di strada percorso insieme, che era stato animato da ideali di speranza e di impegno per la città di Tolentino".
L'associazione Viviamo Civitanova solleva preoccupazioni sul futuro della città, mettendo in luce scelte amministrative che sembrano non rispondere alle necessità dei residenti e delle attività commerciali locali. In un contesto di calo demografico e di perdita di attrattiva commerciale, Civitanova rischia di perdere la sua identità turistica e marittima. L'associazione chiede un maggiore impegno da parte degli amministratori, non solo per celebrare nuove aperture, ma anche per affrontare la preoccupante chiusura di numerose attività. Si auspica un confronto costruttivo per invertire questa tendenza negativa e garantire un futuro prospero e sostenibile per la città e i suoi abitanti.
"Una domanda sorge spontanea, come sarà la nostra amata Civitanova tra 10 anni? Gli Amministratori passano e la Città resta. Potevamo immaginare Civitanova meta Turistica se le sue risorse, la sua fonte di attrazione che è il mare, fosse stata integrata con infrastrutture e servizi che avessero consentito l’accessibilità e la fruibilità della meta desiderata. Quindi non la immagineremo Turistica perché siamo carenti di servizi, di accoglienza e senza ricettività adeguata ad una Città considerata Turistica.
Invece di incentivare il turismo, creare infrastrutture abbiamo dato l’opportunità di trasformare alberghi in abitativo perdendo la nostra capacità di accoglienza e la nostra identità Marinara. Non riusciamo più ad immaginarci fulcro dello shopping Marchigiano perché purtroppo a cascata se si perde di attrattiva viene a spegnersi l’interesse del pubblico e il commercio inizia a perdere i colpi inplodendo su se stesso.
Una volta che si perde quell’appeal commerciale è una conseguenza a catena che si diventi poco appetibili anche a grandi gruppi e marchi prestigiosi e la discesa diventa senza fondo. La immaginiamo una Città con tanto consumo di suolo, con tanta offerta di abitativo che, speriamo, sia accompagnata da altrettanta domanda. Ma i numeri parlano chiari e ‘’Picchio News’ del 4.2.25 ci dice che:
‘’Civitanova, calano i residenti e le nascite’’ e il dubbio ci attanaglia pensando ai tanti metri cubi di costruzioni destinate all’abitativo senza un aumento demografico. Sorgono dubbi sulle scelte Amministrative verso alcune preferenze come quelle del ‘’Resto del Carlino’’ del 16.12.22 che annuncia fondi per 6,7 milioni, tre asili con i fondi del PNRR.
In una città che invecchia, ‘'Cronache Maceratesi’’ del 4.2.25 ci dice che ‘’calano i residenti a Civitanova e 50 nati in meno nel 2024’', si sceglie di aumentare gli asili e non si mette in campo una politica a salvaguardia di una popolazione che invecchia. Non nuovi posti letto per anziani soli ma possiamo immaginare una città che avrà i suoi vecchi lasciati alle famiglie (se le hanno), ad un senso di abbandono da parte delle istituzioni. E’ preoccupante questo silenzio Amministrativo su temi sociali ma si percepisce un grande lavoro su fronte abitativo, sulle varianti e su una città che cresce più delle domanda.
A far da cornice c’è un silenzio tombale su quanto di più prezioso abbiamo al centro della nostra Piazza XX Settembre dato dalla chiusura a Giugno 2023 della storica Edicola (chiosco dal 1952) che ha portato con se una parte della vivacità del centro. A quasi due anni di distanza resta ancora una immagine di un brutto locale chiuso, tamponato con pannelli che esprime solo un senso di abbandono e sciatteria. Stessa fine del Bar chiuso in Piazza XX Settembre che già il ‘’Centro Pagina’’ del 13.11.22 diceva: ‘’occupato un chiosco in Piazza XX Settembre, ricettacolo di senza tetto’’.
Oggi ancora chiuso con tavole di legno esprime una immagine sconveniente, messo in sicurezza dall’Assessore Giuseppe Cognigni ma senza senso di decoro per la Città lasciato fino ad oggi rattoppato. ‘’Resto del Carlino’’ del 29 Marzo 2022 il Sindaco comunicava con enfasi che il chiosco sarebbe tornato ad essere quello di prima realizzato intorno agli anni Cinquanta da Silvio Fresia che faceva pendant con quello di Gigi mentre oggi lo troviamo ancora incerottato che esprime una immagine indecorosa per la Piazza XX Settembre.
Scelte che restano difficili da comprendere, che si fa fatica a sostenere come la riqualificazione della via Nave con la soppressione di 30 parcheggi destinati ai residenti mentre resta fuori dalla riqualificazione via Lido, più centrale tra Duca degli Abruzzi e Via Trento, che è solo pedonale e non ha parcheggi neanche oggi. Si sarebbe potuto continuare una riqualificazione più centrale e senza cancellare nessun parcheggio. Non si comprende questa scelta di pavimentare una via della parte estrema nord del centro con la conseguente soppressione dei posti auto destinati ai residenti.
Il tutto a nome di una riqualificazione per il Turismo che mai arriverà a toccare con il passeggio quel tratto di via troppo a nord senza vetrine ne interessi storici mentre in villeggiante si troverà a passeggiare nel Borgo Marinaro con due vie riqualificate e due squallidamente bucate e coperte da asfalto.
Una riqualificazione a nome di un commercio che chiede più parcheggi e per risposta li sottraggono. Sono scelte Amministrative per cui facciamo grande fatica comprendere, sono scelte dettate da chi non ha sentore della vita quotidiana come residente e di una conduzione quotidiana di una attività commerciale.
Si spprezza l’entusiasmo con cui il Sindaco Fabrizio Ciarapica inaugura le nuove aperture tanto che lo fa due volte per la stessa attività (cronache maceratesi del 9.12.24-5.12.24), giusto augurare un buon lavoro a chi investe a Civitanova ma auspichiamo la stessa attenzione per il taglio del nastro delle nuove aperture ma soprattutto verso le chiusure delle oltre 50 attività che hanno chiuso e auspichiamo un confronto per una controtendenza a questo saldo negativo tra chiusure e aperture.
Non chiediamo tanto ma solamente impegno per affrontare seriamente il problema come vediamo fare dalle Amministrazione vicine a noi anche per colore Politico. L’esempio dell’Assessore di Ancona Angelo Eliantonio che a supporto delle partite iva che si spengono nel centro della Città propone una diminuzione del 50% del costo dell’IMU a quei proprietari che abbassano il costo dell’affitto che diventa gravoso per le attività e appronta uno studio fattibile per un centro commerciale naturale oltre a studi per sostenere le micro e piccole imprese di Ancona.
Purtroppo una rondine non fa primavera e se Civitanova è ancora attrattiva, ringraziando l’impegno degli storici imprenditori, è perché ancora viaggiamo sugli allori di un passato di gloria commerciale. Quindi oltre a festeggiare per le aperture vorremmo l’attenzione del Sindaco e dell’Assessore Francesco Caldaroni soprattutto sii problemi che portano alla chiusura di queste attività.
Possiamo garantire che, vivendo a contatto con i nostri iscritti, non si arriva alla chiusura della attività solo per pensionamento perché se l’azienda ha reddito si cede e non si smantella. I motivi che portano alla chiusura di una attività sono tanti e una amministrazione attenta potrebbe prenderne atto discutendone con la categoria e cercare di trovare soluzioni fattibili come fanno le altre Amministrazioni.
Ogni giorno viviamo civitanova spera in un tavolo di confronto con gli Amministratore sui molti temi che abbiamo a cuore per una vita più tranquilla dei residenti e un futuro meno pesante per le partite iva iscritte alla associazione".
L’Amministrazione comunale di Camerino, in collaborazione con la polizia locale e il Cosmari, ha intrapreso azioni concrete per risolvere le criticità legate all'abbandono dei rifiuti, riscontrate in alcune aree della città. "In particolare, si è osservato che nelle zone dove sono presenti sia i cassonetti per le attività commerciali che quelli per i cittadini si sono verificati problemi di gestione dei rifiuti, spiega l'assessore all'Ambiente Erika Cervelli .
Pur mantenendo il servizio principale di raccolta porta a porta, che continua ad essere il metodo di conferimento per i cittadini, l'Amministrazione sta razionalizzando e migliorando la rete dei punti di raccolta. In queste aree più problematiche, il Cosmari ha iniziato l'installazione di nuove postazioni di conferimento rifiuti, destinate esclusivamente alle attività produttive. Per garantire il rispetto delle normative, tali postazioni saranno monitorate dalla polizia locale, che utilizzerà anche video-sorveglianza.
L’assessore all’Ambiente, Erika Cervelli, ha sottolineato "l’importanza di un corretto sistema di raccolta e ha esortato la cittadinanza a seguire le normative del servizio porta a porta per mantenere la città decorosa e rispettosa delle regole della raccolta differenziata. La collaborazione di tutti è fondamentale per garantire un ambiente più pulito e ordinato".
Durante una conferenza stampa ufficiale, il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha annunciato l'ingresso di due nuovi assessori nella Giunta comunale. Con il decreto firmato dallo stesso primo cittadino, Benedetta Lancioni e Fabio Tiberi si uniscono al team di governo della città.
Alla conferenza erano presenti anche il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj, insieme ai consiglieri Luigino Luconi, Alba Mosca, Fabio Montemarani e Fabio Borgiani. I nuovi assessori si affiancheranno al sindaco Sclavi, alla vicesindaco Alessia Pupo e all'assessore Diego Aloisi. La definizione delle deleghe ufficiali per Lancioni e Tiberi avverrà con la nomina dell'ultimo assessore, prevista a breve.
Benedetta Lancioni, già consigliere comunale nel gruppo Tolentino Popolare, ha una solida carriera nel settore sociale. Dopo il diploma di maturità scientifica, ha conseguito la laurea in Teorie, culture e tecniche per il servizio sociale all’Università di Macerata. Attualmente lavora come assistente sociale presso il Punto Unico di Accesso al distretto di Camerino, nell’Unione Montana Potenza Esino Musone. Il suo impegno, sia professionale che personale, si è sempre concentrato sulla lotta contro la povertà e sul sostegno delle fasce più vulnerabili della società. Un impegno che ora porterà anche nelle stanze dell’amministrazione comunale.
Fabio Tiberi, insegnante di musica e direttore artistico di vari eventi musicali, ha una lunga carriera nel panorama culturale e musicale, sia a livello nazionale che internazionale. Sposato e padre di due figli, Tiberi ha studiato presso il Conservatorio di Pesaro ed è stato direttore generale e artistico della FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana. Ha collaborato con le principali istituzioni musicali e culturali, ed è anche autore di progetti educativi destinati alle scuole. Con la sua esperienza artistica e gestionale, Tiberi arricchirà ulteriormente l'offerta culturale di Tolentino, ponendo particolare attenzione agli aspetti organizzativi e promozionali degli eventi culturali e musicali.
"Portare una sede universitaria a Recanati è il nostro pallino da sempre, fin dalla campagna elettorale, perciò ben venga chi può supportarci nel raggiungimento di questo obiettivo ambizioso, anche soggetti privati sono i benvenuti: se la Link University è alla ricerca di un luogo in cui aprire una sua sede, la nostra città è disponibile ad accoglierla e a valutare la sua proposta’.
Emanuele Pepa, sindaco di Recanati, città leopardiana che di fatto rappresenta l’emblema della Cultura nella regione Marche, apre all’ipotesi di ospitare l’Ateneo privato al centro del dibattito pubblico delle ultime settimane. ‘Se Link University dovesse chiamare, la nostra risposta sarebbe sì – continua il primo cittadino Pepa – da tempo siamo al lavoro su questo fronte ed abbiamo anche attivato sia prima che all’indomani delle elezioni un dialogo con l’Università di Macerata, che vogliamo portare avanti ma che tuttavia al momento è ancora in fase embrionale. Se nel contempo arrivassero anche altre proposte saremmo lietissimi di valutarle, ritenendo l’attivazione di un corso universitario un’ottima opportunità per attrarre giovani nella nostra città, creare un polo culturale e un indotto nuovo, a prescindere dalla tipologia di corso di laurea, che non necessariamente deve essere umanistica’.
Il sindaco di Recanati ha anche le idee chiare sugli spazi che potrebbero essere destinati all’Università: "Saremmo nelle condizioni di trovare la collocazione dei corsi in tempi realisticamente brevi - spiega – attraverso la riorganizzazione di alcuni edifici scolastici comunali che rientra in un percorso già previsto dall’Amministrazione comunale e, in particolare, con una redistribuzione degli ulteriori spazi destinati alla formazione che si verranno a creare dopo l’apertura della nuova Scuola Gigli. Ritengo questa possibilità molto importante per offrire nuovi servizi al territorio e ai giovani. Ogni opportunità di investimento nella nostra regione va valutata con attenzione e senza preclusioni di tipo ideologico: siamo pronti per discuterne’. Insomma, se Link University volesse ‘battere un colpo’, Recanati risponderebbe ‘presente’".
Lunedì 10 febbraio prenderà il via un importante piano di potatura degli alberi a Civitanova, che interesserà diverse vie del territorio comunale. Il piano, volto a garantire un servizio di manutenzione del verde pubblico efficace e tempestivo, prevede un investimento complessivo di 280 mila euro.
Il primo intervento riguarderà la scuola Anita Garibaldi, dove sarà effettuato un lavoro di potatura delle piante che circondano l’edificio scolastico, garantendo così una maggiore sicurezza per studenti, docenti e cittadini. Successivamente, gli interventi proseguiranno in alcune delle principali arterie della città , tra cui viale Vittorio Veneto, viale Matteotti, piazza XX Settembre e Lido Cluana. L’impresa incaricata dell’esecuzione dei lavori è la ditta Pellegrini Garden Srl di Sant'Elpidio a Mare, per un importo complessivo dei lavori di 130 mila euro.
“Abbiamo messo in campo un intervento significativo per la cura e la sicurezza del nostro verde pubblico – ha dichiarato il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica – Le potature contribuiranno a migliorare l’aspetto estetico della città, la sicurezza dei cittadini e la salute delle piante. È una grande opportunità per fare ordine e garantire una manutenzione delle aree verdi, a partire da quelle più frequentate e dai luoghi sensibili come le scuole”.
Nel corso della stessa settimana, probabilmente mercoledì 12 febbraio, prenderà il via un altro importante intervento di potatura, questa volta indirizzato alle piante ad alto fusto nei quartieri di Fontespina, San Gabriele, San Marone e Santa Maria Apparente. Le principali zone interessate includono via Verga, via Giovanni XXIII, Viale Villa Eugenia, l'area verde di via Buonarroti e la zona scolastica di via De Pinedo. A occuparsi di questi lavori sarà la ditta Traini Ecoservices Srl di Ascoli Piceno. Importo complessivo dei lavori è di180 mila euro.
“Non solo un’azione di decoro, ma anche un’azione di tutela, che garantisce un ambiente sano, pulito e sicuro – ha aggiunto il sindaco Ciarapica - Civitanova è una città che cresce, ma cresce anche nel rispetto dell’ambiente”.
"Uniamo i Comuni di Appignano, Pollenza e Treia". È la proposta avanzata dal consigliere comunale treiese, Augusto Pellegrini. Un'idea che punta a rafforzare la coesione tra i tre Comuni, aumentando la massa critica necessaria per affrontare le sfide demografiche e tecnologiche del nostro tempo.
"In un mondo che sta cambiando velocemente, spiega, e che pone il nostro territorio di fronte a sfide epocali quali il declino demografico e il cambiamento tecnologico, abbiamo bisogno di forte coesione e massa critica per attrarre le risorse finanziarie e umane necessarie a garantirci un adeguato sviluppo economico e sociale". Una fusione tra Appignano, Pollenza e Treia metterebbe a disposizione del Super-Comune risultante 2 milioni di risorse aggiuntive dallo Stato (su 15 anni) e risparmi stimabili in circa 2 milioni l’anno a parità di servizi ai cittadini, per un totale potenziale di 60 milioni nell’arco di 15 anni da investire su comunità e territorio.
"Il Super-Comune avrebbe quasi 20.000 residenti (4° in Provincia, appena dietro Recanati) e un territorio di 157 KMQ (3° in provincia), con una vibrante vocazione economico-imprenditoriale basata su un potenziale distretto del mobile: si pensi ad aziende leader come Lube e Giessegi, ma anche alle innumerevoli piccole imprese di successo che competono e compongono la filiera del legno".
"La nuova entità comunale fusa avrebbe plausibilmente un maggiore peso politico - insiste pellegrini - e una maggiore capacità di programmazione per entrare più efficacemente nelle importanti partite infrastrutturali che si stanno giocando a livello provinciale: si pensi ad esempio al progetto di viabilità a scorrimento veloce della Valle del Potenza e alle varie ipotesi di collegamento con la superstrada del Chienti".
"Il tesoretto aggiuntivo da 60 milioni che risulterebbe dalla fusione rappresenterebbe decisamente una credibile leva per aggregare consenso e risorse aggiuntive sia istituzionali (Stato-Regione-Provincia) che private (imprenditori illuminati e attivi nel sociale) per la realizzazione di progetti trasformativi ad alto impatto socio-economico per il territorio e le comunità che vi abitano, progetti che possano invertire il lento declino demografico e, allo stesso tempo, far crescere un’economia locale con un elevato tasso tecnologico. La legge sulle fusioni dei Comuni prevede anche uno strumento per superare le eventuali pulsioni campanilistiche contro l’opportunità della fusione: i municipi".
"All’interno del Comune fuso, per ogni comunità sufficientemente grande, può avere il suo municipio con funzioni consultive e di controllo, fino ad arrivare ad avere deleghe di spesa a supporto della delocalizzazione di servizi base e, soprattutto, delle attività culturali, sportive e sociali che caratterizzano la specifica comunità di riferimento. In altre parole, il campanilismo è un importante fattore che caratterizza i nostri territori ma, nel caso di un comune fuso, potrebbe essere ‘istituzionalizzato’, e le sue energie convogliate in senso positivo per il bene della comunità allargata. Appignano, Pollenza e Treia hanno affinità culturali, storiche e socio-economiche molto forti: è necessaria pertanto una perentoria presa di consapevolezza da parte delle loro popolazioni, istituzioni e imprese per non perdere il treno della tremenda opportunità che uno sviluppo insieme può rappresentare".
Pellegrini sottolinea che il futuro dei tre Comuni potrebbe dipendere da una visione condivisa, "unendo risorse e potenzialità per dare vita a un’area più forte e competitiva. La proposta di fusione, con l’appoggio delle istituzioni e delle comunità locali, potrebbe segnare l'inizio di una nuova fase di sviluppo per l’intera area".
"Abbiamo voluto inizialmente restare fuori da questa bagarre, perché riteniamo che la politica debba essere altra cosa. Certo però che quanto è successo negli ultimi 10 giorni è talmente grave che, da consiglieri comunali di Fratelli D’Italia e Tolentino nel Cuore, non possiamo non esprimere la nostra amarezza e il nostro sconcerto". Così Francesco Pio Colosi, Silvia Luconi, Silvia Tatò e Monia Prioretti in merito alla crisi interna che ha investito la giunta Sclavi a Tolentino.
"Finalmente tutte le forze che compongono la maggioranza e in primis il sindaco, che è chiaramente sotto scacco di Tolentino Popolare, hanno gettato la maschera e hanno mostrato alla città quale sia il loro vero volto: un gruppo di persone assetate di potere che, oltre a non conoscere minimamente le dinamiche amministrative, sono disposte a tutto pur di rimanere saldamente attaccate alla poltrona", continuano i consiglieri di minoranza del centrodestra.
"Nel 2022, alcuni di loro dicevano di essere stati definiti componenti del partito degli esclusi, gli stessi che hanno fatto della propria cacciata il relativo punto di forza della campagna elettorale, ed ecco che, solo dopo pochi anni, con l’allontanamento dalla giunta di ben tre assessori, arrivano a trasformarsi da ‘vittime’ a ‘carnefici’ ".
Eppure sempre questi signori, all'indomani dell'exploit elettorale di Tolentino Popolare, dichiaravano che il loro era un ‘progetto lungimirante’ e di ‘sana politica’. Aggiunsero anche: ‘Ci aspetta un grande futuro, e abbiamo nelle nostre mani la possibilità di costruire una comunità diversa, più coesa, e forse riusciremo anche a far innamorare di nuovo i cittadini della politica’. Evidentemente le loro non erano le mani giuste. Si sono sempre compiaciuti nell’utilizzare termini come condivisione, collaborazione, rispetto, servizio alla città, gruppo di persone legato da ‘amicizia e stima reciproca’, e invece la verità è quella che abbiamo tutti sotto gli occhi".
"Dissero addirittura di essere andati ‘oltre le buffonerie’. Ciò a cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni, non è una buffoneria? Abbiamo sempre detto, e lo abbiamo detto anche in tempi non sospetti, che questa amministrazione non avrebbe potuto lavorare a lungo: troppo eterogenea, troppo piena di rancore, troppo intrisa di desiderio di rivalsa. E infatti hanno iniziato sin da subito, di fronte alle prime difficoltà, a litigare e sono emerse le ambizioni dei singoli che prevaricano i bisogni della collettività".
"Abbiamo fatto in questi 2 anni e mezzo una opposizione forte, intransigente e costruttiva, coerente e nell’interesse della città. Non rinneghiamo nessuna delle nostre battaglie politiche, neanche quelle contro Gobbi, Lucaroni e Giombetti ma, dobbiamo ammettere, e questo è un fatto innegabile, che tutti e tre sono vittime di una politica abusata e abusante".
"Come se tutto ciò non bastasse, il sindaco continua a sbagliare nominando un assessore che poi risulta incompatibile, imbrigliando l’attività amministrativa e mettendoci in ridicolo nei confronti di tutta la Regione. Nel delirio e farneticazione politica siamo spaventati dal fatto che Sclavi sta portando Tolentino sempre più ai margini della considerazione politico-amministrativa della provincia e della regione, siamo però soddisfatti del fatto che finalmente il Pd abbia compreso cosa si celava dietro a quel fantomatico cambiamento che doveva esserci in città e che non c’è stato: il nulla, erano solo parole vuote".
"La sinistra che dice ora di essere alternativa a Sclavi e alle destre, lo diciamo con rispetto, ma con dovere di verità, è stata quella della famosa stretta di mano e di tutto ciò che ne è derivato. Noi abbiamo sempre tifato per Tolentino. Il nostro obiettivo non è mai stato combattere contro qualcuno, ma è stato solo e sempre quello di far crescere la città, anche e soprattutto in un momento epocale come questo, dove l’attenzione alle imprese, alla ricostruzione, al tessuto sociale deve essere messo al primo posto".
"Nel 2016, proprio alla stampa e alla città, che lo aveva visto come un eroe, quando lasciò il banco della presidenza, Sclavi disse ‘Non sono attaccato alla poltrona, e non servo né un partito, né un sindaco, ma i cittadini’. Se ciò è ancora valido, si dimetta e non si nasconda dietro inutili scuse a propria discolpa, scorciatoie, inciuci, accordi. Meglio ritirarsi con dignità. Oramai ha tradito la volontà dell'elettorato che le ha dato un mandato ben preciso. La cruda verità è che questa maggioranza ha fallito".
"Abbiamo assistito, con incredulità, a uno spettacolo indecoroso che ha minato la fiducia dei cittadini, proseguono i consiglieri del centrodestra. È sotto gli occhi di tutti che la giunta Sclavi ha perso il controllo della situazione, e le divisioni interne sono ormai evidenti. Non possiamo più ignorare la gravità della situazione, che rischia di compromettere irreparabilmente il futuro della nostra città. Noi, come sempre, continueremo a lavorare nell'interesse di Tolentino, per cercare di restituire alla politica quella dignità che oggi sembra essersi persa. La città merita un'amministrazione stabile e capace, e non questo caos che stiamo vivendo".
In conclusione, il gruppo di Fratelli d'Italia e Tolentino nel Cuore ribadisce il suo impegno a proseguire la sua azione politica per il bene di Tolentino, sfidando apertamente una giunta che considera "ormai incapace di guidare la città verso un futuro prospero".
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha chiarito le ragioni che hanno portato all'incompatibilità dell'architetto Isabella Tonnarelli nel ricoprire il ruolo di assessore comunale. Secondo quanto dichiarato dal primo cittadino in una nota, l'accettazione dell'incarico da parte di Tonnarelli era formalmente "legittima", ma "un'interpretazione dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) pone dei dubbi sull’assimilazione della figura dirigenziale con la figura di posizione organizzativa", ha aggiunto.
"L'Anac interpreta similare il ruolo rendendo di fatto non compatibile la figura di posizione organizzativa all'ufficio tecnico e lavori pubblici del comune di San Ginesio con il ruolo di assessore di un comune con popolazione superiore a 15 mila abitanti", ha aggiunto Sclavi nella nota.
"Questa disposizione rendeva di fatto compatibile la figura di assessore a patto che lei rinunciasse alla propria condizione lavorativa ma è facilmente comprensibile che questa indicazione metteva la stessa Tonnarelli nella condizione di rinunciare al suo attuale incarico. Comprendo la sua scelta e la ringrazio per la sua disponibilità, convinto che la nostra città avrebbe potuto beneficiare della sua professionalità e passione", ha sottolineato il primo cittadino.
Contestualmente, il Comune ha reso noto che le nomine dei tre nuovi assessori saranno ufficializzate nella giornata di sabato 8 febbraio, nel corso di una conferenza stampa.
Tutto pronto in Ateneo per accogliere le centinaia di studentesse e studenti delle scuole superiori che i prossimi 14 e 15 febbraio arriveranno a Camerino per "Porte Aperte in Unicam", il consueto appuntamento dedicato all'orientamento alla scelta degli studi universitari, che rappresenta ormai un momento importante per conoscere da vicino i corsi di laurea e i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con docenti, tutor e personale dei servizi dell’ateneo.
"Docenti, ricercatori, professionisti, studentesse e studenti universitari e personale Unicam - ha sottolineato la professoressa Isolina Marota, delegata del rettore per l'Orientamento – saranno come di consueto a disposizione dei partecipanti per illustrare l'offerta formativa dell'Ateneo e per far conoscere i numerosi servizi ed opportunità che l’Ateneo mette a disposizione. Si tratta di una iniziativa di orientamento che rappresenta sempre un importante momento di contatto in cui le ragazze ed i ragazzi che interverranno avranno l'opportunità di avere tutte le informazioni, sciogliere eventuali dubbi, avere approfondimenti sui corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali".
Le registrazioni dei partecipanti inizieranno alle ore 9:00 presso il Centro di Ricerca ChIP in via Madonna della Carceri, dove saranno disponibili anche postazioni dedicate ai servizi e alle agevolazioni per gli studenti, all'Erdis Marche, al Cus Camerino, nonché alla Scuola di Studi Superiori "Carlo Urbani", un percorso formativo di eccellenza che si affianca al corso di studio scelto con attività formative e di ricerca interdisciplinari e il cui diploma è equiparato al master universitario di secondo livello.
Alle ore 10:00 si avvieranno le attività dei corsi di studio attivati da tutte le cinque scuole di ateneo (Architettura e Design, Bioscienze e Medicina Veterinaria, Giurisprudenza, Scienze del Farmaco e dei Prodotti della Salute, Scienze e Tecnologie), che dureranno per tutta la mattinata, dislocate nei diversi poli didattici.
"Gli open day rappresentano una grande opportunità - ha ribadito il rettore Unicam, Graziano Leoni - per illustrare al meglio l’offerta formativa del nostro Ateneo, per rendere le studentesse e gli studenti che vengono a conoscerci, partecipi della vita universitaria. Ci confermiamo un Ateneo attrattivo per un numero di matricole che fa registrare un trend positivo rispetto all’anno precedente".
"Anche per il prossimo anno accademico, inoltre, ci saranno importanti novità nell’offerta formativa per porre l’attenzione su tematiche sempre più attuali e richieste dal mondo del lavoro, che sono anche tra i punti di forza e di eccellenza di Unicam. Proseguiremo inoltre la sperimentazione di corsi ed attività tenuti interamente nel metaverso, estendendola anche ad altri corsi di laurea oltre a quello in informatica per la comunicazione digitale. Ci saranno inoltre novità rispetto a nuovi spazi per la didattica che saranno presto disponibili", ha concluso Leoni.
Il programma completo delle giornate ed il modulo di partecipazione sono disponibili nel sito https://orientamento.unicam.it.
Non si assestano i tumulti all'interno del consiglio comunale di Tolentino. Il consigliere Federico Pieroni ha annunciato ufficialmente la sua uscita dal gruppo consiliare 'Tolentino Civica e Solidale' per aderire al gruppo misto. La decisione è maturata a seguito di una serie di eventi che hanno segnato la recente attività amministrativa della città.
Pieroni ha motivato la sua scelta facendo riferimento alla revoca delle deleghe agli assessori Flavia Giombetti ed Elena Lucaroni, appartenenti al suo stesso gruppo. A ciò si sono aggiunte le comunicazioni ufficiali del Comune e del sindaco Mauro Sclavi che, secondo il consigliere, avrebbero fornito una "ricostruzione distorta" di quanto avvenuto durante l'ultimo Consiglio comunale del 30 gennaio (leggi qui).
Ulteriore elemento di malcontento è stata la nomina e le successive dimissioni - per incompatibilità - dell'assessore Tonnarelli. La richiesta di una riunione chiarificatrice è stata "rifiutata dallo stesso sindaco", prosegue Pieroni.
"Soltanto dopo aver defenestrato gli assessori di riferimento" è stata convocata una riunione della lista, alla quale, secondo Pieroni, avrebbero preso parte solo una parte degli ex membri. A complicare ulteriormente il quadro, Pieroni ha sottolineato il mancato completamento della costituzione di un'associazione che avrebbe dovuto rappresentare la lista elettorale 'Tolentino Civica e Solidale', iniziativa avviata su richiesta dello stesso sindaco ma poi arenatasi.
Il consigliere, in conclusione, ha espresso forti preoccupazioni sul metodo di gestione dell’amministrazione comunale: "Questo modo di condurre l'Ente rischia di minare la fiducia della cittadinanza nelle istituzioni democratiche".
"Sclavi ha fallito, è ora di svoltare pagina". Così interviene Matteo Pascucci, segretario comunale del Partito Democratico di Tolentino, in merito al terremoto politico che ha interessato la Giunta con l'uscita, imposta dal primo cittadino Mauro Sclavi, degli assessori Fabiano Gobbi, Flavia Giombetti ed Elena Lucaroni.
"Le vicende politico amministrative di questi giorni hanno scosso la sensibilità e ferito l’orgoglio di una comunità che, pur nelle diverse visioni della politica locale, ha sempre voluto concedere fiducia a chi si è assunto l’onore del governo locale - sottolinea Pascucci -. Anche se non lo aveva votato. La crisi del tradizionale e prestigioso sistema produttivo locale, la difficile e lenta ricostruzione post-sisma, il graduale smantellamento dei servizi sanitari e scolastici, l’emorragia demografica, hanno indotto sempre tutti, da destra a sinistra, a concedere tempo, fiducia a chi sopportava il pesante fardello del governo locale, anche se di colore diverso".
"Il Pd stesso, sconfitto alle ultime elezioni amministrative, pur restando in minoranza per rispetto ai suoi elettori, ha scelto di non fare una opposizione pregiudiziale al sindaco Sclavi - aggiunge Pascucci -. Troppi erano e sono i problemi di Tolentino e noi, pur sconfitti, pur critici su molte scelte amministrative, abbiamo sempre offerto il nostro sostegno disinteressato e il dialogo al sindaco. Le vicende di questi giorni, l'indegno teatrino offerto dai suoi protagonisti, le lotte intestine alla maggioranza per accaparrarsi poltrone, le smisurate aspirazioni egemoniche di alcuni leader, l'arroganza con cui sono state calpestate le individualità più vulnerabili, la sudditanza e l’impotenza di un sindaco privo di peso politico, le figuracce con nomine incompatibili, hanno chiarito a tutti noi che questo governo non è in grado di governare questa città. Non c’è speranza”.
"Non c’è futuro con questa classe dirigente - conclude Pascucci -. Manca generosità, equilibrio, lucidità, visione. La collaborazione con il sindaco per quanto ci riguarda è conclusa. Per queste ragioni il Pd chiarisce con nettezza la sua posizione politica attuale e futura: siamo e resteremo alternativi all’attuale giunta Sclavi oltre che alle destre locali. Da oggi ogni nostro sforzo sarà concentrato nella costruzione di una alternativa per le prossime elezioni e lo faremo ripartendo dall'unità delle forze di centro sinistra, dalle associazioni ai movimenti, a partire dai nostri amici di Civico 22. Tolentino merita di meglio. È tempo di voltare pagina e restituire alla città il buon governo che merita".
La Giunta regionale delle Marche, guidata dal presidente Francesco Acquaroli, ha annunciato un investimento di 12 milioni di euro destinato al potenziamento della sanità regionale. Come sottolineato da Simone Livi, capogruppo di Fratelli d'Italia al Consiglio regionale, il finanziamento permetterà di potenziare i servizi rivolti alle persone più fragili.
In particolare, i fondi saranno destinati al "dipartimento di prevenzione, ai Centri per deficit cognitivi e demenze; Salute mentale; ai Centri per i disturbi alimentari, per l'autismo, Alzheimer e demenze".
"Altro obiettivo che sarà centrato con questi fondi è la prosecuzione del percorso di stabilizzazione dei precari dell’ospedale Torrette di Ancona, un’occasione concreta per molte persone di consolidare la loro prospettiva lavorativa e di vita - prosegue Livi -. Ancora, per il Fermano, malgrado ciò che ne dica il Pd, l’ospedale di Amandola è già pienamente operativo, anche grazie a una parte dei fondi in questione".
"Tutte e cinque le Ast marchigiane, infine, potranno utilizzarli per continuare nell’abbattimento delle liste d’attesa che, dati alla mano, rispetto all’anno precedente, registra i tempi medi per esami diagnostici e interventi chirurgici in calo in modo sensibile grazie all’aumento delle prestazioni ed all’impiego di personale sanitario aggiuntivo - sottolinea Livi -. Nel corso di quest’anno, poi, si completeranno molti investimenti del Pnrr Salute, rafforzando la sanità territoriale. È questo il reale strumento attraverso il quale potrà essere migliorato l’accesso alle cure, riducendo la pressione sugli ospedali ed i pronto soccorso".
"Le strutture sanitarie regionali stanno ricevendo nuove apparecchiature diagnostiche di ultima generazione, garantendo cure più tempestive ed efficaci. Questa è la dimostrazione di come l'amministrazione regionale di centrodestra stia lavorando con serietà per una sanità più efficiente e vicina ai cittadini. Con investimenti mirati e strategie concrete, continuiamo a dare risposte reali alle necessità della nostra comunità per ridurre le disuguaglianze territoriali e migliorare la qualità delle cure", conclude Livi.
Il sindaco di Tolentino, Mauro Sclavi, ha voluto fare chiarezza sugli ultimi eventi che hanno coinvolto l’amministrazione, "sottolineando la necessità di trasparenza e di comunicazione diretta con la cittadinanza".
Nel corso di una lunga riflessione, il sindaco ha spiegato che, all’inizio del 2022, si è costituita una coalizione formata da tre liste: Tolentino Civica e Solidale, Tolentino Popolare e i Riformisti per Tolentino. Sclavi ha accolto l’idea di dar vita a questa coalizione, "dando per scontato che ogni parte avrebbe contribuito con le proprie esperienze e visioni". Tuttavia, ha evidenziato che non tutti hanno rispettato gli accordi iniziali, in particolare con riguardo alla lista di Fabiano Gobbi, dove un accordo di turnazione interno è stato disatteso, portando a difficoltà nei rapporti tra i consiglieri".
Il sindaco ha poi fatto riferimento alle problematiche riscontrate con gli assessori Flavia Giombetti ed Elena Lucaroni (leggi qui). Secondo Sclavi, "già nel marzo e nel maggio 2024, i comportamenti degli assessori hanno suscitato preoccupazione tra i consiglieri di tutte e tre le liste. I consiglieri hanno sollevato la questione chiedendo un cambiamento radicale di atteggiamento o, come ultima soluzione, l’allontanamento degli assessori coinvolti".
Sclavi ha raccontato di aver cercato, in diverse occasioni, di mediare per garantire la continuità dell’amministrazione.Tuttavia, il 11 ottobre 2024, durante una riunione organizzata dai capigruppo, è stato consegnato al sindaco un documento firmato da tutti i gruppi consiliari, che chiedeva provvedimenti severi nei confronti dei tre assessori. Nonostante il mio impegno a calmare gli animi - sottolinea Slavi - la situazione è degenerata, e ho dovuto prendere una decisione difficile per il bene della città".
"Come sindaco, il mio obiettivo è garantire un governo stabile per Tolentino. Non è più possibile che all’interno della coalizione ci siano posizioni completamente divergenti che impediscano la sintesi politica necessaria per il buon funzionamento dell’amministrazione", ha dichiarato ancora Sclavi.
Il sindaco ha ribadito che sarebbe stato più opportuno che chi non condivideva più la visione della coalizione si fosse dimesso spontaneamente, senza costringerlo a prendere decisioni drastiche. "Le stesse liste di appartenenza avevano chiesto un cambiamento di comportamento per favorire maggiore collaborazione e sintonia", ha aggiunto. La situazione, quindi, ha portato Sclavi a prendere atto "della necessità di riorganizzare l’amministrazione per preservare l’unità della coalizione e assicurare il buon governo della città".