È stata archiviata dal Tribunale Penale di Macerata la querela per diffamazione e calunnia sporta dal Sindaco di Corridonia Nelia Calvigioni nei confronti di Luigi Morresi.
Si è dunque conclusa favorevolmente per il professore la spiacevole vicenda giudiziaria. Morresi, assistito dagli avvocati Michela Forti e Laura Illuminati, ha dimostrato che le frasi che egli riferì alla polizia giudiziaria come persona informata sui fatti, nel corso delle indagini aventi ad oggetto il trasferimento dell’antenna telefonica dalla zona Cappuccini Vecchi di Corridonia al convento degli Zoccolanti, e per le quali il Sindaco lo aveva denunciato, non avevano contenuto diffamatorio e/o calunnioso.
La stessa Procura della Repubblica di Macerata, alla luce della difesa di Morresi, ha chiesto l’archiviazione del procedimento poi disposta dal GIP.
“A conclusione di questa amara vicenda" ha commentato Morresi "devo ringraziare i numerosi concittadini di Corridonia che mi hanno sempre espresso la loro solidarietà. In democrazia il libero pensiero e il dissenso, devono essere rispettati anche se non sono condivisi soprattutto se si basano su motivi fondati”.
Una ripartizione del personale aggiuntivo per il sisma ai Comuni ridicola e mai concertata: ci scusiamo con i cittadini per i ritardi eventuali, ma non sono dipendenti dalla nostra volontà. E' questo in poche parole il senso del cartello che da ieri si trova affisso sul portone del Comune di Sarnano.
Una protesta, quella del sindaco Franco Ceregioli, verso un sistema che non solo non si confronta con chi deve dare le risposte sul territorio, ma capace di mettere a rischio la funzionalità dell'Ufficio Sisma di uno Comuni dell'entroterra maggiormente colpiti dal terremoto.
"Il contenuto del cartello lo avevo pubblicamente preannunciato alla riunione dei sindaci del cratere della Provincia dello scorso 31 maggio e l'ho fatto per tre motivi:
- il primo, perché è necessario che chi fa delle scelte sbagliate e penalizzanti (in questo caso la Regione Marche), se ne assuma la piena paternità e responsabilità;
- il secondo, perché è giusto che tutti sappiano e siano messi in condizione di valutare e giudicare;
- il terzo, perché francamente mi sono stancato di fare il parafulmine di scelte fatte da altri, senza alcuna concertazione e che alla fine ricadono pesantemente sulle nostre teste.
Spiego.
Per la gestione di tutti gli innumerevoli adempimenti legati al sisma" dice Ceregioli "è stato stabilito che i Comuni possano effettuare assunzioni a tempo determinato: ogni Regione stabilisce i criteri con i quali questo personale viene assegnato ai vari Comuni.
Ebbene la Regione Marche ha "ideato" (senza alcuna previa concertazione con i Sindaci) un criterio di riparto del personale non basato sul numero di immobili inagibili di ogni Comune (l'unico criterio logico ed oggettivo, trattandosi di attività connesse alla ricostruzione/riparazione degli edifici danneggiati dal sisma), bensì su un cervellotico rapporto tra abitanti, CAS e persone ospitate nelle strutture ricettive.
Questo metodo "ideato" dalla Regione Marche è illogico, ingiusto ed aberrante per i suoi effetti finali, che in alcuni casi sfiorano il ridicolo: al Comune di Sarnano, con circa mille unità abitative inagibili (senza considerare gli accessori) sono state assegnate tre unità di personale con il primo riparto e due con il secondo, mentre ci sono Comuni che hanno non più di 200 / 300 edifici danneggiati a cui vengono assegnate 8, 9 o addirittura 10 unità di personale (alcuni Comuni non hanno nemmeno fisicamente il posto ove collocarli).
Questa ingiusta ed illogica ripartizione di personale rischia di penalizzare fortemente i soggetti che hanno immobili danneggiati nel Comune di Sarnano (e negli altri Comuni che si trovano nella medesima condizione) perché, come detto, gli incombenti legati al sisma sono tantissimi, le pratiche da gestire moltissime ed il personale che la Regione Marche ha assegnato al nostro ufficio sisma è assolutamente insufficiente a far fronte a tutta l'attività demandata al Comune (peraltro sempre crescente).
Da gennaio, in ogni riunione in cui si è discusso di personale con la Regione, ho sempre cercato di spiegare l'illogicità di questo riparto e l'ho fatto (in maniera più accalorata) anche nell'ultima riunione del 31 maggio scorso, dicendo espressamente che considero questo riparto INACCETTABILE perché pregiudica la funzionalità del nostro ufficio sisma e la capacità di dare corso tempestivamente ad ogni procedura post sisma.
Forse, e dico forse, quanto emerso nella riunione del 31 ha aperto lo spiraglio a qualche modifica nel riparto di personale (tardiva, ma ovviamente ben accetta se realmente verrà apportata): ... vedremo!!
Nel frattempo, lunedì partirà una missiva formale indirizzata al Commissario Errani ed al Prefetto di Macerata con la quale esporrò la situazione creatasi in conseguenza del penalizzante riparto di personale effettuato dalla Regione Marche, rappresentando le evidenti responsabilità che ne conseguono, ai limiti della interruzione di pubblico servizio.
Io, mettendoci personalmente la faccia, mi assumo quotidianamente tutte le responsabilità, ma SOLO LE MIE: gli altri si assumano, d'ora in avanti, le loro.
Così, tanto per iniziare a fare un po' di chiarezza: penso che sia ora ... o forse è già passata!!!".
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del vice sindaco di Civitanova Giulio Silenzi:
In cinque anni il debito del Comune è stato ridotto del 28%, un risultato eccezionale che oggi permette all’Ente di avere un bilancio virtuoso il cui consuntivo è stato approvato dal Consiglio Comunale lo scorso 30 maggio. Infatti, il debito derivante dai mutui contratti prima del 2012 è stato ridotto da questa Giunta di 17milioni 700 mila (quota capitale), pari al 28% di riduzione in cinque anni poiché siamo passati da un debito di 63 milioni e 306 mila del 1° gennaio 2012 a un debito di 45 milioni 503 mila del 2017.
Nel 2012, in altri termini, pagavamo 6 milioni 300 mila euro di rata annuale (conto capitale e conto interessi) ed ora nel 2017 paghiamo 4.046.000 euro, in pratica 2 milioni 254mila euro in meno che possono essere in parte riutilizzati per le politiche sociali (535mila euro per il sostegno scolastico a 110 ragazzi e ragazze, 510 mila euro per l’assistenza domiciliare).
Abbiamo tagliato quindi il debito pro-capite, che da 1.547 euro che nel 2012 gravava su ogni civitanovese, si è passati oggi a 1.052 euro con una riduzione del 32%.
Un fatto straordinario che trova pochi altri riscontri a livello nazionale. A tutti i livelli, dal nazionale in poi, si parla sempre di riduzione del debito, noi ci siamo riusciti diminuendolo di più di un quarto l’ammontare complessivo dello stesso. In cinque anni nessun nuovo mutuo è stato acceso.
Tutti i lavori fatti a Civitanova in questi 5 anni (nuova fiera, palas, varco sul mare ex fiera, asfalti, bonifica "Panettone", Porta Marina ecc.) sono stati realizzati senza fare debiti, ma con i soldi a disposizione dell’ente (provenienti dallo Stato, Regione, convenzioni con i privati), in modo da mettere in sicurezza il bilancio e non gravare con il debito sulle future generazioni.
In tanti all'aperitivo di ieri, giovedì 1 giugno, per dimostrare tutto il loro appoggio a Fabrizio Ciarapica, candidato sindaco del centrodestra a Civitanova Marche, dove domenica 11 giugno si voterà per le amministrative.
Tra i sostenitori e amici presenti all'happy hour, organizzato al ristorante Officina Bistrot sul lungomare sud, anche il senatore di Forza Italia Remigio Ceroni e Mario Mauro, parlamentare europeo per Forza Italia ed ex ministro della Difesa del governo Letta.
I due politici nazionali sono intervenuti per dare il loro pieno supporto al candidato civitanovese in corsa per la fascia tricolore.
Fabrizio Ciarapica ha ringraziato quanti hanno preso parte a questo momento conviviale, nel corso del quale ha ribadito i punti salienti del suo programma elettorale per il bene della città. Ciarapica si è detto onorato della presenza di Ceroni e Mauro e di tutti i partiti e le liste civiche che hanno espresso apertamente sostegno alla sua candidatura.
Il Direttivo Nazionale dell'Unione Province Italiane (UPI) si è riunito questa mattina, 1 giugno, a Roma per esaminare il testo del decreto legge n. 50/2017 riguardante le disposizioni urgenti in materia finanziaria, e iniziative a favore degli enti territoriali. Nel corso della riunione, alla quale ha partecipato Antonio Pettinari nella veste di Presidente dell'UPI Marche, il decreto in questione è stato ritenuto del tutto insufficiente rispetto alle risorse necessarie per rendere operative le Province.
L'Assemblea ha deciso all'unanimità di "inviare al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella un ulteriore appello - si legge nel comunicato - nel quale evidenziare che la carenza di risorse assegnate comporterà per diverse Province, dal nord al sud del Paese, conseguenze gravissime tali da non poter garantire la sicurezza di servizi fondamentali inerenti la mobilità, il diritto allo studio, e l’eguaglianza tra i cittadini. Se infatti le risorse rimarranno tali saranno inesorabili le decisioni di chiusura di scuole e strade per l’impossibilità di intervenire per la messa in sicurezza. Al Presidente della Repubblica verrà altresì rappresentata la lesione dei principi costituzionali di cui agli articoli 114, 118 e 119 della nostra Carta Costituzionale".
Il Direttivo ha, inoltre, deciso che sarà inviata una lettera la Presidente del Senato, Pietro Grasso e ai capogruppo "affinché si facciano carico della situazione di emergenza delle Province durante i lavori di conversione del decreto legge 50/17".
Ultimo passo fondamentale per l'UPI sarà quello di sollecitare le Regione "affinché valutino, nel caso in cui venga approvato in via definitiva l’attuale testo della legge di conversione del dl 50/17, l’opportunità di impugnare le norme di legge per violazione degli articoli 114, 118 e 119 della Costituzione", dice il comunicato.
Durante la riunione, il comitato Direttivo ha poi stabilito di convocare un’Assemblea dei Presidenti di Provincia per valutare le conseguenze della mancata assegnazione delle risorse e delle conseguenti decisioni da assumere.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento regionale Forza Italia Marche:
Siamo contenti del risultato ottenuto grazie alla mozione capofila del nostro consigliere regionale Celani, cui sono seguite altre mozioni sempre a sostegno del mantenimento dei punti di primo intervento nei comuni del cratere.
Il risultato ottenuto, sospensione della trasformazione in punto di assistenza territoriale del ppi di tolentino e degli altri presenti, premia anche il lavoro svolto sul territorio di Tolentino dai nostri rappresentanti locali. Dispiace assistere quindi a inutili polemiche da parte del Movimento Cinque Stelle che è rimasto semplice spettatore. Noi abbiamo cultura di governo e sappiamo, così come dimostrato martedì scorso in consiglio regionale, mettere al servizio delle comunità le nostre competenze e professionalità. Altre forze politiche invece si fermano alla sterile protesta ed al disfattismo.
Ora la battaglia per Tolentino continuerà con i nostri rappresentanti in parlamento pronti a sostenere la richiesta di deroga presentata anche dalla Regione al ministro Lorenzin. C'è infatti chi lavora sul territorio e per il territorio, chi si limita a fare da spettatore e chi tenta in tutti modi di sminuire l'operato altrui per elevare la propria posizione. Questa è ad oggi la situazione che caratterizza il panorama politico. Ovviamente gli uomini e le donne di Forza Italia sono tra coloro che da sempre si battono per far prevalere il buon senso e i diritti dei cittadini, soprattutto in quest'ultimo periodo in cui la sanità è al centro di una riforma molto spesso guidata da mere logiche economiche.
Il buon senso ha prevalso e ora tutto dipende dal Ministero. Un primo importantissimo passo a tutela di Tolentino e delle popolazioni già pesantemente penalizzate dal sisma. Tolentino e gli altri centri colpiti dal terremoto debbono ancora di più oggi avere servizi sanitari efficienti e performanti alle esigenze del territorio. Ovviamente non è mera campagna elettorale, come i soliti leoni da tastiera tentano di far passare, questa mozione è stata infatti presentata con somma urgenza proprio perché la trasformazione dei ppi in pat entrava in vigore nel mese di luglio e non c'era assolutamente altro tempo da perdere.
Domani, venerdì 2 giugno, alle ore 21:00 presso l’Hotel 77 di Tolentino, il Vicepresidente della Camera dei Deputati Roberto Giachetti sarà presente per sostenere il candidato Sindaco Gianni Corvatta.
Parteciperanno anche il segretario regionale PD Marche Francesco Comi, il segretario PD Tolentino Anna Quercetti e il capogruppo PD Tolentino Bruno Prugni.
L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini.
Sarà l’occasione per conoscere e discutere il programma elettorale del candidato Gianni Corvatta e la nuova Legge Elettorale in discussione proprio in questi giorni alla Camera dei Deputati e sulla drammatica esperienza amministrativa del Movimento 5 stelle a Roma.
Mercoledì 7 giugno il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista sarà a Tolentino per incontrare la comunità in vista delle elezioni amministrative di domenica 11 giugno.
In appoggio alla candidatura a sindaco di Gian Mario Mercorelli, lo stesso giorno in città arriveranno anche la parlamentare europea Laura Agea e i deputati Patrizia Terzoni e Andrea Cecconi.
L'appuntamento è in piazza della Libertà alle ore 17.
Martedì 6 giugno, Matteo Salvini, segretario nazionale della Lega Nord, sarà a Tolentino. Una delle tappe del tour che porta il leader del Carroccio in giro per la Penisola ad incontrare i cittadini in previsione delle elezioni amministrative dell'11 giugno.
L'appuntamento con Salvini è alle ore 16 in piazza della Libertà.
In caso di maltempo l'incontro si svolgerà presso il cinema Spirito Santo in piazza Togliatti.
Più di un milione di euro per manutenzioni straordinarie delle scuole cittadine, adeguamento prevenzione incendi e studi di vulnerabilità sismica. A deliberarlo è stata la giunta comunale di Recanati.
Predisposto anche un milione di euro per il Piano strade con interventi che riguarderanno alcune vie, dando il "la" a un progetto che avrà presto nuove risorse a disposizione.
Approvati anche i progetti per l'utilizzo di 2 milioni di euro stanziati dal Mibact per il Colle dell'Infinito e rifinanziata la Family Card e il sostegno alle famiglie con bambini piccoli sottolineando una attenzione sempre maggiore del Comune nei riguardi del sociale.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa a firma Alberto Mobili, presidente Comitato No Crem:
Non erano più di 10 giorni fa, quando sottolineando le contraddizioni delle dichiarazioni fatte dal candidato Stefano Ghio sul forno crematorio in poco meno di un mese, avevo dichiarato di non fidarmi della sua proposta.
Sebbene quando si è fatto notare la troppa rimarcata disomogeneità delle varie anime che compongono la proposta del candidato Ghio e che questa situazione non poteva far altro che emergere prima o poi, dall'interno la si voleva spacciare per un vantaggio.
Anime che fino a tre mesi fa, e in parte anche ora, erano divise su quasi tutto.
Dall'idea di sicurezza, dell'armamento e dal numero degli agenti di polizia municipale, dal forno crematorio e via discorrendo.
Se da una parte il candidato si affanna a far passare per valore aggiunto delle evidenti contraddizioni, dall'altro già si mostrano le prime crepe e le ennesime incongruenze. Non sono passate che poche ore dalle sue dichiarazioni, che una dei suoi capilista ha dichiarato sulla stampa la necessità di "cantierizzare e terminare nel più breve tempo possibile il terminale della superstrada finanziato dal Cipe e che prevede rotatoria e sottopassaggio".
Ma come ancora risuonano nel Cecchetti le parole dell'avvocato Ghio che già un suo capolista lo smentisce?
Non un candidato qualsiasi ma dalla Cellini sua capolista che fa parte della politica cittadina da molto tempo e che si dice sia una degli artefici della vittoria dell'attuale amministrazione alle scorse elezioni.
Quindi una persona esperta e che difficilmente credo possa essersi confusa o non sapere.
Il fatto che già oggi coesistano queste ripetute contraddizioni all'interno di una coalizione mi preoccupano come cittadino in quanto lasciano sempre aperto il dubbio che poi una volta eletti si rimetta tutto in discussione per far quadrare il cerchio.
I giorni passano, le elezioni si avvicinano e i miei dubbi aumentano".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di Siria Carella e Angelo Broccolo per “Civitanova il nostro Futuro” lista civica a sostegno di Ghio sindaco
“Turismo sportivo quale volano di sviluppo economico” è questo il punto cardine della nostra lista “Civitanova il nostro futuro”, abbiamo con noi diversi candidati e simpatizzanti che praticano sport per passione e che della loro passione hanno fatto un lavoro. Valentina Stronati è sicuramente la più conosciuta, ha sposato il nostro progetto già da ottobre, ed è tra i fondatori della nostra lista civica, esempio pratico di chi ha fatto della propria passione un lavoro; quindi pilastro fondamentale per raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissi, cioè rendere Civitanova una città attrattiva e creare sviluppo economico attraverso il turismo sportivo affinchè i nostri ragazzi possano realizzarsi nella terra che li ha generati. A conferma di quanto esposto ricordiamo che noi di “Civitanova il nostro futuro” abbiamo promosso e organizzato eventi sportivi per la promozione turistica che, considerato il gran numero degli intervenuti, hanno avuto un riscontro molto positivo: la prima edizione della “Festa del Vento”, dedicata allo sport e alle tante associazioni sportive e culturali di Civitanova e la gara di automodellismo al mercato ittico. Ricordiamo inoltre che nel programma di Ghio è integralmente riportato il nostro programma proprio perchè siamo convinti dell'importanza dello sport per il rilancio economico della città ed è proprio su questo punto cardine del programma elettorale che si è creata una sintonia e una convergenza tra la lista “Civitanova il nostro futuro” e il polo civico che sostiene la candidatura a sindaco di Stefano Ghio.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa di Jessica Marcozzi, Capogruppo regionale Forza Italia.
L'amministrazione regionale non può attendere ulteriormente. Dopo i nodi venuti al pettine sulle criticità legate al sisma, almeno ci si attivi con urgenza per sollecitare il Parlamento affinché intervenga per modificare le modalità di restituzione dei tributi sospesi e non versati, inclusa l'Irpef sospesa per effetto della 'busta paga pesante', dei lavoratori dipendenti e pensionati residenti nelle zone terremotate della nostra Regione prevedendo ulteriori dilazioni e agevolazioni. Al riguardo, su stimolo della responsabile dei Club di Forza Italia nelle Marche, Claudia Regoli, ho presentato una mozione consiliare. Superata la fase emergenziale, si diceva, ci troviamo dinanzi a una regione che non ha ricevuto ancora alcuna casetta. Inammissibile che i terremotati non abbiano ancora un alloggio. Registriamo purtroppo criticità sulla gestione degli sfollati che non sanno più dove sbattere la testa, i titolari delle strutture ricettive che li hanno ospitati lasciati nel limbo, revisioni della lista dei Comuni nel cratere, attività produttive al collasso, collegamenti vari da mani nei capelli, tonnellate e tonnellate di macerie ancora da smaltire. Interi borghi e comunità che rischiano di svanire, temute ripercussioni sul turismo e la promozione della nostra regione. E passiamo al nodo della busta paga pesante. L'ultimo decreto per le zone terremotate, seguito dalle disposizioni sulle norme finanziarie, prevede la proroga al 31 dicembre 2017 della durata della busta paga 'pesante' e la restituzione in 9 rate a decorrere dal 16 febbraio 2018. Durante l'iter di conversione è stata inserita una norma in base alla quale la ripresa del versamento delle ritenute non operate può essere disciplinata con Decreto del Ministero dell'Economiaentro il 30 novembre 2017. Ma questo non potrà prevedere la rateizzazione del versamento fino a un massimo di 18 rate mensili. Ebbene, ciò rischia di ridurre al limite gli stipendi dei terremotati e continua a rendere il provvedimento molto lontano dai reali bisogni di chi soffre da quasi un anno le conseguenze del sisma. Non posso non comparare ciò con quanto deciso per il terremoto dell'Aquila del 2009, quando il Governo Berlusconi stabilì la sola restituzione del 40% di quanto ottenuto con la busta paga pesante e una rateizzazione fino a 120 mesi cioè in 10 anni.
Da Fabrizio Ciarapica, candidato sindaco del centrodestra a Civitanova, riceviamo
Non sono passati neanche tre mesi dall’inaugurazione della nuova ala integrata dell’ospedale, quella deputata al Dipartimento di urgenza e emergenza, che il Sindaco Corvatta e la sanità regionale, Ceriscioli in testa, qualche giorno fa, sono corsi a rifare l’inaugurazione!
Sarà perché tra qualche giorno si vota e tra feste, festicciole, eventi, asfaltature, un'altra inaugurazione ci sta sempre bene.
Oppure, peggio ancora, sarà perché i cittadini non si sono accorti di nulla, perché nulla è cambiato rispetto a prima!
Tre mesi or sono il Sindaco diceva che il Pronto Soccorso diventava più operativo.
Oggi, invece, nonostante l’inaugurazione bis, mi sembra che i problemi siano rimasti tutti: tempi disumani e non rispettosi della dignità della persona, operatori sanitari costretti a lavorare sotto stress, sotto organico e con il pericolo di essere aggrediti.
Tutto nonostante l’investimento di oltre 8 milioni di euro che, da tener sempre presente, potrebbero andare in fumo con l’apertura del nuovo ospedale unico di cui Civitanova sembra essere tagliata fuori dalla sinistra Regionale.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del candidato sindaco Stefano Ghio.
E’ passato qualche giorno dalla inaugurazione della DEA (medicina d’urgenza) e quindi, smaltita la sbornia da taglio del nastro, molto in voga in occasione delle campagne elettorali, si possono fare alcune considerazioni in favore di Civitanova e dei Civitanovesi.
I giornali riportano che, in occasione della grande sbornia, il buon Cerescioli non ha fatto cenno all’ ospedale unico. Evidentemente il territorio non sarebbe stato molto contento, lo comprendo, ma avrebbe almeno favorito, in termini di coraggio, il nostro Sindaco uscente (in tutti i sensi) di approfondire la sua posizione sull’argomento, e quindi di esprimere tutte le nostre rimostranze ad una soluzione che il Sindaco di Macerata dà sostanzialmente per acquisita.
Capisco l’imbarazzo visto che la Regione è governata da una maggioranza omologa a quella uscente e capisco l’imbarazzo di dover pure giustificare la decisione presa con l’ausilio di nostri esponenti regionali (di Civitanova) sulla localizzazione dell’ospedale unico di Fermo, a poco più di 20 chilometri da Civitanova, che di fatto dà argomenti, seppur non condivisibili, a coloro che vogliono mortificare le legittime ambizioni del nostro territorio. Ma a me sembra che la battaglia sulla riorganizzazione sanitaria non possa essere condotta solo con interventi saltuari ed ondivaghi in favore invece di un dibattito coinvolgente e forte che coinvolga tutte le realtà sociali del territorio a garanzia di un comprensorio che ospita ormai quasi la metà della popolazione provinciale e che ha bisogno di servizi adeguati ed infrastrutture efficienti.
L’invito che mi sento di dover inviare a tutti i candidati sindaci ed ai loro sostenitori, alle parti sociali ed alla città ed al suo comprensorio è che la partita sulla riorganizzazione dei servizi sanitari è tutta da giocare e che Civitanova e la sua vasta realtà territoriale non dovrà essere ridotta a posizione gregaria a nessuno, né dovrà acconsentire che una decisione tanto importante possa essere poi alla fine rimessa al provvidenziale intervento di un software (quello in dotazione alla Regione) che laverà le mani a tutti quei politici che non sanno come motivare le loro scelte!
Nelle more di tale dibattito sul quale vogliamo essere protagonisti, ci sono però altre priorità che debbono essere prese in considerazione, al di là degli spot elettorali, e che riguardano i servizi che i cittadini, in questo caso civitanovesi, stanno ricevendo e che, questione che va sollevata sin d’ora, riceveranno nel periodo estivo.
Occorre chiedere all’ASUR di non farci vedere tra qualche settimana lo stesso film degli anni scorsi.
Nel momento in cui si realizzerà il maggior afflusso di persone nel nostro territorio con la conseguente maggior richiesta di servizio sanitario, si verificherà la diminuzione del personale al lavoro per le dovute ferie, oltre che la diminuzione dei posti letto per l’urgenza e la chiusura di parte delle sale operatorie. Questo corto circuito non può rinnovarsi ogni anno perché una città che cresce deve poter contrare sulla sicurezza e l’adeguatezza dei servizi. Anche la chiusura dei punti di primo intervento (ad esempio Recanati) impone una attenzione particolare visto che l’utenza (stimata a Recanati nel 2015 in 9.000 interventi pari alla percentuale de 30% rispetto ai 24.000 interventi annuali del nostro pronto soccorso) graverà sul pronto soccorso di Civitanova Marche che appare già in difficoltà nonostante la buona volontà degli operatori sanitari. Non è polemica riferire delle attese, anche di otto ore, dei cittadini che si recano al pronto soccorso, circostanza che offende le coscienze e la dignità delle persone e quella dei medici, impotenti rispetto ai numeri degli interventi che debbono fare.
Evidentemente servono più medici ed infermieri ed una migliore organizzazione dei servizi, ma non solo!
Al di là del Pronto Soccorso per altro vi sono altre sofferenze quali quelle del reparto oncologia dove i malati vengono assistiti in spazi che non garantisco condizioni dignitose ai malati ed agli operatori, i primi addirittura costretti a socializzare la loro malattia e le loro cure in ambienti comuni ed inadatti. La sofferenza fisica non può essere aggravata dalla sofferenza psicologica sempre presente di un malato oncologico. Dobbiamo sperare di non dover attendere un' altra occasione elettorale per vedere risolto questo problema.
Anche il reparto analisi ha precarietà logistiche visto che agli elevatissimi numeri di utenze giornaliere non corrisponde una struttura sufficientemente ampia ed attrezzata. Senza far torto agli altri reparti ho fatto solo due esempi che mal si coniugano con gli ampi spazi non utilizzati all’interno del nosocomio civitanovese che inspiegabilmente rimangono tali.
Non parlo solo dei 1200 mq che avanzano nell’ala nuova dell’ospedale, in parte utilizzata dalla medicina di urgenza inaugurata, che, realizzati da tempo, non hanno trovato alcuna pratica utilità, ma parlo del piano superiore al reparto di radiologia, un piano fantasma che si rileva solo ad un occhio attento con tutte le finestre murate ed una scala antincendio che denuncia la presenza di un accesso.
Allora tra una fantasia ed un'altra, nel districarsi tra le sei proposte di zonizzazione dell’ospedale unico ed gli interventi in favore di tale ospedale a gratificare le ingenerose aspettative di Macerata, ci si chiede se vi sia uno spazio di attenzione per i problemi quotidiani dei cittadini, quelli che interessano ad un Sindaco, ma che dovrebbe interessare anche chi dispensa servizi sanitari.
I cittadini di Civitanova e del suo comprensorio non sono diversi da quelli di Pesaro ed Ancona, tutti hanno il diritto ai migliori servizi in strutture adeguate, e visto che l’Ospedale di Civitanova ha luoghi e spazi ove poter investire non si tollereranno più ritardi anche perché, forti nel dibattito sull’ospedale unico, saremo tanto bravi da non essere distratti rispetto ai servizi che, nei venti anni che ci separano da qualsivoglia altra riorganizzazione ospedaliera, possono crescere e migliorare.
Basta la volontà perché la salute merita qualcosa di più.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell'ex sindaco di Caldarola Fabio Lambertucci:
Sono state presentate al Comune di Caldarola altre due richieste per l’impianto di pale eoliche sotto i 60 KW.
Anche in occasione della precedente richiesta, che ha portato all’impianto di una pala di 59,9 KW, i Consiglieri di minoranza, Sciamanna, Fortuna e Roselli, avevano sollevato una serie di obiezioni sull’opportunità di consentire la realizzazione di tale opera nel territorio comunale.
Queste nuove richieste, però, cominciano a prefigurare uno scenario che altererebbe completamente il territorio e le caratteristiche paesaggistiche delle colline intorno a Caldarola, apportando un danno irreparabile alla qualità del paesaggio. In un momento di grande difficoltà per il Comune di Caldarola, fortemente colpito dal sisma, soprattutto nel suo centro storico, il danno paesaggistico si andrebbe a sommare a quello provocato dal sisma, e questo non può essere consentito. Non perché si sia pregiudizialmente contro le energie rinnovabili, tutt’altro, ma perché si ritiene che i progetti non debbano rappresentare interessi speculativi di privati e perché si ritiene che gli impianti per le energie rinnovabili debbano essere realizzati nel rispetto delle caratteristiche del paesaggio, dei vincoli naturalistici e delle zone di pregio. La zona circostante all’impianto già esistente è soggetta a diversi vincoli e riteniamo che sarebbe necessario estendere tali tutele anche alle aree che ancora non le possiedono.
Al di là del danno estetico e paesaggistico con il conseguente danno economico per la collettività locale, tali impianti eolici determineranno un incremento del rischio idrogeologico sulla montagna che sovrasta Caldarola ; tale rischio, testimoniato dal vincolo espresso dall’ufficio tecnico del comune di Caldarola è legato alle caratteristiche geomorfologiche del sito interessato e dalla vastità della manomissione della crosta di suolo interessato dai lavori di sbancamento per far arrivare gli elettrodotti dalla località Piani bianchi dove si localizzerebbero gli aerogeneratori sino all’allaccio nei pressi del ripetitore; infatti è prevista una trincea di 1m di profondità, 0,5 di larghezza per una lunghezza di 3,7 km solo per uno dei due impianti…la strada comunale dovrebbe assorbire molto di tale percorso e quindi facilmente immaginabile che tale imponente manomissione non può non aumentare il rischio idrogeologico. Non aggiungiamo danni potenziali ai danni già provocati dal sisma.
Il nostro paesaggio può, e dovrebbe, soprattutto in questo momento, rappresentare una risorsa da sfruttare a livello turistico, permettendone l’utilizzo per attività sportive (deltaplano, parapendio), così come, essendo rotta di uccelli migratori, e classificato come area sensibile, potrebbe dare un’opportunità di interesse per il bird-watching. E’ necessario tutelare il paesaggio, impegnarsi a sostenere le attività già esistenti che ne beneficiano, come le gare di cani da caccia o le gare di mountain bike e favorire lo sviluppo di altre, per sostenere la nostra economia.
Crediamo sia necessario tutelare l’integrità del paesaggio proprio in questo momento di perdita, seppur temporanea, del nostro centro storico con l’inevitabile ricaduta sull’attività turistica e la conseguente penalizzazione economica di tutta la comunità caldarolese.
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa ricevuto dal comitato Macerata ai Maceratesi.
Nella notte tra martedì 30 e mercoledì 31 Maggio militanti del comitato Macerata ai Maceratesi hanno effettuato un volantinaggio notturno contro il degrado alla stazione, in corso Cairoli, in via Verdi, alle Casette e in altre zone adiacenti particolarmente interessate dal fenomeno.
Questo il testo del volantino recapitato nelle cassette postali dei residenti, di cui riportiamo fedelmente il testo: “Il degrado di Macerata è sotto gli occhi di tutti. Furti, spaccio di droga, accattonaggio molesto in strada, fuori dalle Chiese, lungo le mura e nei principali corsi della città. Sembra che i cittadini paghino le tasse per non aver assicurato neanche il più elementare dei diritti sanciti dalla Costituzione, ovvero la sicurezza. Basta vedere l’exploit goliardico, ma indicativo, degli studenti erasmus con un trattore in centro, ma soprattutto l’incremento di episodi di micro e macro criminalità. Se sei stanco di questa situazione aderisci al comitato Macerata ai Maceratesi, e ricorda: dando la “mancia” agli accattoni abusivi non stai facendo un’opera di carità, ma, molto probabilmente, stai finanziando la criminalità organizzata. Pensaci!”
Riceviamo e pubblichiamo il commento del segretario regionale del PD Marche, Francesco Comi, sulla riconferma di Matteo Ricci nella segreteria nazionale PD, appena nominata da Matteo Renzi nel corso della Direzione nazionale"A nome di tutto il Partito Democratico delle Marche, rivolgo i migliori auguri di buon lavoro a Matteo Ricci, riconfermato nella segreteria nazionale Pd. Siamo certi che il suo impegno sarà tenace e fruttuoso, come ha già dimostrato fino ad oggi". Così il segretario del Pd Marche, Francesco Comi, commenta la conferma dell'incarico del sindaco di Pesaro nell'esecutivo del Pd nazionale, appena ricomposto dal segretario Matteo Renzi, nel corso della Direzione nazionale".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del Movimento 5 Stelle Tolentino
"Oggi in consiglio regionale sono state discusse alcune mozioni che riguardavano, a vario titolo, il ripristino dei Punti di Primo Intervento destinati ad essere depotenziati e convertiti in PAT. Tra essi, come tutti sappiamo, c’è quello di Tolentino. Dopo la discussione, che abbiamo seguito in diretta, hanno cominciato a susseguirsi comunicati trionfalistici di esponenti di Forza Italia secondo i quali il Punto di Primo Intervento di Tolentino sarebbe salvo e verrebbe addirittura potenziato. Peccato che il governatore della Regione Marche Ceriscioli abbia detto ben altro: ha parlato di una sospensione temporanea della conversione in PAT per “dare un segnale” alle popolazione colpite dal terremoto. Decisione che, ovviamente, accogliamo anche noi con entusiasmo. Ma non parliamo di salvezza. È solo un rinvio dell’esecuzione. Riguardo al potenziamento di servizi Ceriscioli non ha detto assolutamente nulla: ha parlato di ripristino dei servizi, che è cosa ben diversa. Però ai cittadini il tutto viene raccontato come più fa comodo. Come ad ogni campagna elettorale si moltiplicano i salvatori dell’ospedale, ma una volta passate le elezioni tutto torna a precipitare. Sarà ora di smettere di prendere in giro i cittadini?"
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma del capogruppo regionale Fratelli d'Italia Elena Leonardi.
Durante il Consiglio Regionale di oggi, dedicato alla situazione del terremoto, è stata discussa anche l'interrogazione della Capogruppo Elena Leonardi sulla situazione dell'accoglienza delle persone delle aree colpite dal sisma presso le strutture ricettive delle Marche. La Leonardi chiedeva spiegazioni in merito al fatto che i contratti stipulati tra Regione e strutture ricettive della costa devono essere rinnovati tenuto conto del perdurare dell'emergenza terremoto ma al contempo garanzie certe devono essere fornite ad albergatori e gestori di camping che hanno aperto la stagione balneare.
La capogruppo di Fratelli d'Italia – Alleanza Nazionale chiedeva se il contratto previsto tra la Regione e le strutture ospitanti garantisce la permanenza dei terremotati fino a dicembre 2017, altra questione sollevata dalla Leonardi è di sapere quali interventi concreti ed immediati la Regione intende porre in essere per far si che gli sfollati rimangano sino all’arrivo dei moduli abitativi medesimi. Altra domanda posta all'assessore regionale al Turismo era quella sulle tempistiche previste dalla Regione Marche in merito alla collocazione dei moduli abitativi nei luoghi colpiti dal sisma,risposte che i terremotati attendono da tempo.
Tutte domande inevase dall'assessore Regionale Moreno Pieroni, il quale, anche in rappresentanza dell'intera Giunta non ha dato risposte concrete ed operative effettuando uno scaricabarile verso le strutture ricettive.
Un pò da Ponzio Pilato, la Regione non ha fornito risposte sulle situazioni di disagio che hanno vissuto e stanno vivendo soprattutto anziani spostati più volte e spesso costretti a convivere con altre persone nella medesima stanza. Come si fa a dire che le persone si sono spostate "motu proprio"? Si erano create delle piccole comunità che sono state più volte smembrate e al contempo la proroga della clausola contrattuale con le strutture ricettive non è stata effettuata.
La Leonardi riflette sul fatto che la dignità di queste persone meritava molto di più, nella risposta dell'assessore Pieroni si capisce l'affermazione "noi non mandiamo via nessuno, ci penseranno le strutture ricettive".
Una situazione gestita male con sovrapposizioni che invece di soluzioni hanno incrementato i problemi.
Si è data la responsabilità al Settore Turismo nel gestire una situazione emergenziale che necessitava di forze "ad hoc"; la realtà è che all'inizio sono state fatte promesse contrapposte sia agli sfollati, cui erano state promesse le casette in primavera, sia agli albergatori cui era stata garantita la possibilità di fare la stagione turistica.