"Non si scherza con la salute dei cittadini! No all'ospedale-discarica - questo lo striscione di protesta a firma CasaPound che denuncia il pericolo legato alla futura costruzione dell'ospedale su terreno inquinato da metalli pesanti e diossine nella zona della Pieve.
"Tutt'ora restano oscure le ragioni per cui si sia scelta proprio la Pieve per la costruzione del polo sanitario - scrive nella nota Andrea Lamona, responsabile regionale di CasaPound - e i motivi per cui sia il presidente di Regione Ceriscioli che il sindaco Carancini spingano per l'attuazione del progetto, nonostante la zona sia nota per essere una ex discarica ancora fortemente inquinata da metalli pesanti e diossina. L'assoluta inidoneità del sito della Pieve è evidente a tutti, partendo dall'assurda scelta di costruire un ospedale proprio su un terreno dichiaratamente malsano e che necessita una pesante bonifica - spiega Lamona - un'operazione che sindaco e Regione addebiterebbero direttamente ai cittadini senza alcuna volontà di ricercare i responsabili e costringerli a porre rimedio".
"Mentre i dati sull'inquinamento portano la Provincia ad ipotizzare un reato ambientale, Carancini e Ceriscioli volutamente minimizzano - continua il responsabile del movimento della tartaruga frecciata - ben sapendo che la Pieve è terreno agricolo e non industriale ed i valori di inquinamento registrati sono oltre ogni parametro considerato normale e tollerabile".
"Alla scelta insensata per la salute e alla beffa della bonifica addebitata ai cittadini, si aggiungerebbe un serio problema di viabilità - prosegue Lamona - con il conseguente e necessario adeguamento delle strade di accesso al futuro ospedale che ora non sono in grado di reggere un afflusso di traffico più sostenuto".
"Chiediamo che sindaco e presidente di Regione facciano chiarezza sui reali motivi che li spingono ad insistere per la scelta di un luogo assolutamente e palesemente inidoneo - conclude nella nota Lamona - spiegando nel dettaglio i benefici di tale scelta per la collettività che, al momento, subisce un sopruso in termini di salute e di finanze".
Non c'é utente italiano che ieri sera, aprendo la sua bacheca Facebook, non si é trovato a fare i conti con commenti, talvolta anche fuori luogo, su quanto sta accadendo a Roma e sul rifiuto, da parte del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, di affidare l'incarico di ministro dell'economia a Paolo Savona. Il Governo non é mai nato e chiaramente questo, a distanza di quasi tre mesi dalle elezioni, sta generando interesse anche in chi non ha mai coltivato alcuna passione politica. Con il risultato che tutti hanno qualcosa da dire in proposito e che, ormai come per ogni aspetto del quotidiano, affidano a Facebook le loro riflessioni.
Ma gli addetti ai lavori? Loro, i diretti interessati, ossia i parlamentari eletti nelle Marche, non sono stati da meno e noi abbiamo scelto di andare a curiosare nei loro profili. Riportiamo di seguito i post che hanno affidato al social network, proponendovi anche un sondaggio social sulla nostra pagina Facebook.
Tullio Patassini (Lega): Avanti con te “capitano Matteo Salvini”. Mai più servi di nessuno, l’Italia non è una colonia, non siamo schiavi di tedeschi o francesi, dello spread o della finanza.
Mario Morgoni (PD): Io sto con Mattarella senza se e senza ma. La Costituzione prevede (art. 92) che sia il Presidente della Repubblica a nominare i Ministri. Chi non vuole rispettare la Costituzione si colloca al di fuori del regime democratico del nostro paese. Grazie di cuore e solidarietà incondizionata al Presidente che sta difendendo con coraggio e determinazione la dignità della Repubblica Italiana e gli interessi dei cittadini, dei lavoratori e delle aziende italiane. Informo tutti i lettori di questo post che ogni commento che vada oltre l' esercizio del legittimo diritto di critica e si connoti come offesa all'onore e al prestigio del Capo dello Stato sarà oggetto da parte mia di una immediata denuncia all'autorità giudiziaria per il perseguimento di reati previsti in merito dal codice penale.
Mauro Coltorti (M5S): Luigi Di Maio mi aveva inserito tra i Ministri del governo che avrebbe dovuto formarsi. Ne sono profondamente onorato e non posso che condividere lo sgomento per quello che sta succedendo. Il Presidente Mattarella ha impedito la formazione di un governo voluto dai cittadini. Lascia il paese senza un governo per i prossimi mesi, mesi importanti in cui si sarebbero prese decisioni importanti per il nostro paese. Non si è reso conto che facendo così mette in crisi il paese ? Ora non si è preoccupato dello spread e della borsa ?? Ma perchè mettere in discussione il nome di Savona che era stato ministro con Ciampi ?? L'uscita dall'euro non era prevista e dunque perchè prendere questo pretesto ? A chi giova questa situazione ? Per me è facile rispondere e Luigi Di Maio ha detto che procederà con la messa in accusa, l'impeachment, del Presidente. Credo sia facile per quasi tutti rispondere a chi giova. Che triste momento per il paese. Non scoraggiamoci, siamo in maggio e rispondiamo come quelli del maggio francese: "ce n'est pas qu'un debut continuons le combat" !!
Giuliano Pazzaglini (Lega): Formazione del governo. Oggi alcuni sostengono che Salvini avrebbe dovuto fare un passo indietro e cambiare ministro. Perché avrebbe dovuto farlo? La costituzione è chiara, la proposta dei ministri spetta al presidente del consiglio incaricato che ne risponde ai partiti che gli devono dare la fiducia in parlamento, non ad altri. Un presidente della repubblica che ingerisce in questo modo non solo si arroca un diritto che non ha ma lede in maniera irreparabile l’autorevolezza e l’autorità del governo in formazione. Esautorando governo e parlamento di prerogative loro in sostanza gli si sostituisce rendendo inefficaci le decisioni che poi questo organi andrebbero ad adottare, che da quel momento è come se dovessero essere sempre sottoposti a vaglio di legittimità del presidente. Il nostro stato non funziona così, la nostra è una repubblica parlamentare e il presidente della repubblica non ha il diritto di sostituirsi a governo e parlamento.
Andrea Cangini (FI): Il Quirinale ha sbagliato a farsi carico del veto su Savona: le conseguenze politiche e istituzionali non saranno migliori del male presunto. Ma resta vero che se Salvini avesse voluto cimentarsi coi rischi del governo avrebbe fatto ministro dell’Economia il fido Giorgetti .
Francesco Verducci (PD): La Costituzione è l'unica garanzia della sovranità popolare. Nessuno può calpestarla. Salvini, Di Maio, Meloni smettano di giocare allo sfascio sulla pelle degli italiani. Il Presidente della Repubblica ha precise prerogative che gli derivano dalla Costituzione, tra cui quella di nominare i Ministri. Nessuno può impedirgli di esercitarle. A Salvini e Di Maio è stato dato dal Presidente ampio mandato per fare il Governo. Giusto così, visto il risultato elettorale. Ma Salvini e Di Maio non possono trasformare il mandato ricevuto in una escalation autoritaria in sfregio alla Costituzione. Non possono imporre a Mattarella un Ministro di cui egli non è convinto per il grave rischio che un'uscita dall'euro comporterebbe per gli italiani. La smettano di sbraitare se davvero hanno a cuore il bene dell'Italia.
''Far ripartire il lavoro, la ricostruzione, la nostra dignità. Guardare avanti con fiducia, non facendo dietrologie ma progetti per il bene della nostra comunità e chiedersi quali potrebbero essere le soluzioni e i progetti futuri per fari rinascere questo paese''. Cosi' il candidato sindaco ad Ussita, per la lista Insieme per la Ricostruzione, Giovanni Marronaro nell' incontro pubblico di sabato scorso con la cittadinanza del comune terremotato del maceratese.
Nell' incontro e' stato illustrato, il programma e la squadra che attentamente ha ascoltato le esigenze dei cittadini e le problematiche che stanno incontrando alla presenza di numerosi cittadini dove e' stato anche annunciato, dalla portavoce dei terremotati e candidata nella lista, Maria Teresa Nori, l'apertura di un punto di ascolto di Federcontribuenti, l'associazione che raggruppa cittadini, imprese per tutto cio' che riguarda le politiche fiscali, della casa, del lavoro, della ripresa economica e imprenditoriale dell'Alto Nera.
Nella giornata di sabato, diversi militanti di Forza Nuova hanno fisicamente presenziato davanti all'Hotel House per portare l'attenzione su degrado, mafia nigeriana e immigrazione.
"Avevamo già annunciato la nostra presenza davanti all'Hotel House - dichiara il segretario provinciale Martina Borra - ed è per questo che oggi eravamo presenti con un presidio davanti alla struttura, per riportare ordine e legalità. Per troppo tempo questo edificio è stato teatro di vicende degne dei peggiori film dell'orrore, e che nessuno ha mai portato allo scoperto".
"La nostra massiccia presenza ha avuto il solo intento di lanciare un messaggio chiaro e perentorio: abbattere l'hotel House - conclude Borra - ripuliremo le Marche e l'Italia, da nord a sud, per riportare pulizia e decoro in ogni angolo della nostra nazione".
Porta il nome di Patto di Macerata il manifesto che promuove la maggior tutela dei cittadini consumatori e utenti. Lo hanno siglato parlamentari e Associazioni di Consumatori in occasione dell’annuale Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti-Regioni svoltosi a Macerata il 25 maggio.
“I consumatori restano il soggetto debole del nostro sistema economico, è necessaria e urgente una più attenta protezione nei loro confronti” hanno dichiarato congiuntamente i presidenti delle associazioni promotrici di Rete Consumatori Italia Furio Truzzi (Assoutenti), Giovanni Ferrari (Casa del Consumatore) e Ivano Giacomelli (Codici).
Una visione condivisa dai parlamentari presenti e firmatari, in particolare l’onorevole maceratese Tullio Patassini della Lega, già presidente dell’associazione Casa del Consumatore Marche. “Imprese ed associazioni di consumatori hanno lo stesso obiettivo, di collaborazione e non di antitesi per un mercato efficiente e trasparente – ha detto Patassini nel suo intervento di apertura dei lavori del CNCU-Regioni – Il soggetto pubblico ha una funzione arbitrale, deve sovrintendere al rispetto delle regole, a tutela di tutti gli attori in gioco. Pensiamo ad esempio, in settori strategici come l’agroalimentare, alla questione dell’etichettatura che deve offrire informazioni adeguate per una scelta consapevole del consumatore, o la questione di primaria importanza del made in Italy. Per questo motivo va riconosciuto alle associazioni di consumatori una funzione sociale, in quanto portatrici di istanze e interessi collettivi ”.
A Macerata per condividere la necessaria priorità della tutela dei consumatori nelle politiche sociali ed economiche di governo e parlamento c’erano anche l’onorevole Simone Baldelli (FI) e gli onorevoli Andrea Colletti e Anna Francesca Ruggiero con il senatore Giorgio Fede, tutti del M5S.
Al Patto che, per i promotori delle RCI, rappresenta un “passo concreto verso la riorganizzazione e creazione di un sistema efficace di tutela”, hanno aderito anche i senatori Sergio Puglia (M5S) e Sandro Biasotti (FI) e gli onorevoli Paolo Romano (M5S), Galeazzo Bignami e Paolo Russo (FI), Franco Vazio e Alessia Morani (PD), Luca Pastorino (LEU).
Nel corso dell’incontro le Associazioni riunite hanno segnalato una serie di punti prioritari per una efficace azione a favore della collettività, oltre l’implementazione di fondi di tutela per risarcire le vittime delle speculazioni finanziarie e bancarie, di usura, della strada, delle politiche ingannevoli nei settori dell’energia e delle TLC, delle truffe turistiche, delle disfunzioni dei servizi pubblici nella sanità e nei trasporti: riforma della class action; riforma delle assicurazioni rc auto con portabilità della polizza; riforma della authority per aumentarne l’indipendenza e le sanzioni per la violazione dei diritti dei consumatori; lotta alle informazioni commerciali scorrette e alle fake news mediante promozione della cultura della condivisione del sapere (open knowledge); sostegno agli incapienti garantendo loro l'accesso ai servizi essenziali di luce acqua e gas; riduzione degli oneri di sistema in bolletta per tutte le utenze interessate; riforma delle spese di giustizia per ristabilire il principio di eguaglianza dei cittadini; parità tra i genitori; detraibilità delle spese per la mobilità pubblica, l'istruzione, la cultura e lo sport.
L’incontro si è concluso con il conferimento all’onorevole Simone Baldelli del riconoscimento “Parlamentare Amico dei Consumatori” che le associazioni conferiscono annualmente ad un politico che ne condivide il percorso.
Forza Nuova torna sul luogo del delitto di Pamela Mastropietro per deporre un mazzo di fiori in Piazza Diaz, a Macerata proprio dove la giovane è stata uccisa. Presente la coordinatrice provinciale del movimento Martina Borra."Si tratta di un atto dovuto per rendere onore e non dimenticare una concittadina che ha perso la vita per mano della mafia nigeriana - afferma la coordinatrice provinciale del movimento nazionalista Martina Borra - l'attenzione sui fatti di Macerata deve rimanere alta e sulla vicenda di Pamela deve essere fatta luce al più presto affinché non si ripetano episodi di questo genere"." Forza Nuova continuerà la sua battaglia fino a quando non sarà ripristinata la sicurezza sul nostro territorio - conclude Borra - I colpevoli si conoscono e come tali devono pagare, per questo motivo non arretreremo neppure di un passo, fino a quando tutti i colpevoli non saranno assicurati alla giustizia".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dall'UDC Recanati.
"I 5 Stelle sanno fare solo questo: aggredire, mistificare, ingannare perchè loro sono più puri degli altri. E’ la classica arroganza degli intolleranti, di coloro che si sentono al di sopra del volgo e non hanno il minimo rispetto degli avversari politici.
La storia è piena di dittatorelli di questa specie che nel nostro tempo ancora mancavano. Loro hanno aggredito Berlusconi, Letta e Renzi con epiteti impronunciabili ma i loro capi non possono essere toccati nè criticati. Loro hanno accusato gli altri partiti di non avere il senso delle istituzioni e della cosa pubblica mai il loro Presidente della Camera si può permettere le mani in tasca durante l’inno nazionale alla celebrazioni della strage di Capaci.
Loro sono anche al di sopra dei protocolli e delle leggi (vedi quella sui vaccini). Anche a Recanati stesso spirito: attaccano tutti con arroganza e sufficienza e quando ricevono una risposta alta, forte e coraggiosa vanno fuori di testa perché qualcuno “non capisce la loro verità”.
Chi non capiva la verità fascista finiva in carcere o al confino; chi non capiva quella comunista veniva spedito nei gulag o negli ospedali psichiatrici. Per i grillini la condanna dei nemici è mediatica e sociale: emarginazione, aggressione verbali senza limiti e pubblica derisione. Non ci faremo intimidire da nessuno, tanto meno da questi intolleranti antidemocratici.
I cattolici popolari, nei cento anni della loro presenza in Italia, hanno combattuto grandi battaglie per la democrazia, per la libertà e la gente più povera; continueremo a farlo con coraggio e dignità denunciando chi invece, ammantato da pecora, diventa lupo appena conquista il potere.
Ci aspettiamo che anche il Partito Democratico, con la stessa fermezza del Presidente del Consiglio, stigmatizzi il comportamento pentastellato volto a sentenziare sull’onestà e moralità di chiunque non appartenga al loro movimento.
Allo stesso modo rimaniamo sorpresi per il fatto che il Partito Democratico, in verità non all'unanimità, abbia votato un o.d.g. senza senso contro una proposta di legge avanzata dal Presidente della Regione Luca Ceriscioli e, comunque, poi ritirata. Il Consiglio Comunale di Recanati vota dopo che di questo argomento non si parla più da mesi superato proprio dal ritiro della proposta stessa".
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma di CivitaNoi
"Molto inchiostro è stato speso nell'ultimo anno per informare la cittadinanza sulle misure a favore della sicurezza e della pulizia. Bene, ma noi riteniamo che misure molto più semplici oltre alle già annunciate siano altrettanto efficaci. L'amministrazione potrebbe prevedere di convogliare il denaro previsto per il sottopasso verso gli allacci fognari di via Martiri di Belfiore soprattutto nel tratto ovest che va verso l'entrata della superstrada. Potrebbero di conseguenza essere costruiti i marciapiedi che mancano inficiando la sicurezza stradale di chi suo malgrado è costretto ad andare a piedi sulla nazionale..
Piccolissima considerazione riguarda la manutenzione ordinaria del manto stradale di alcune vie più delle altre, abbandonate da tempo, come la costruzione del sottopasso ciclo-pedonale di collegamento tra la zona Peep e il quartiere Risorgimento. Nel centro sono molte le vetrine dei negozi che hanno chiuso i battenti con conseguente sporcizia e degrado in bella vista. L'amministrazione dovrebbe a nostro avviso pretendere di mettere gigantografie di scorci del paesaggio civitanovese sui vetri in modo da coprirne l'interno e nel contempo pubblicizzare il territorio.
Stessa richiesta al mega centro commerciale. Ci sono molti modi per pretendere il rispetto di questi piccoli accorgimenti che fanno bene al turismo quasi quanto uno dei tanti festival: si potrebbero avere sconti sulle tasse o aggravi sulle stesse se si rispettassero o meno simili semplici richieste".
“Pignatta Antifascista", il caso del 25 aprile a Macerata finisce davanti al Garante dei minori. E' stato il consigliere comunale di minoranza a Macerata Andrea Marchiori, a scrivere una lettera di segnalazione al Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza per il coinvolgimento di minori nella manifestazione.
"Il 25 aprile 2018, a Macerata, presso Piazza Cesare Battisti, nell'ambito dei festeggiamenti per il 73" anniversario della Liberazione dell'Italia, organizzati dal Comune dl Macerata per il tramite DeIPANPI, sezione di Macerata (beneficiario dl un patrodnio oneroso), è stata organizzata, sulla pubblica piazza, una performance denominata dagli organizzatori ‘Pignatta Antifascista”.Tale “pignatta”, rivendicata poi dalle associazioni “collettivo ANTIFA" e “Palestra Popolare", è consistita nell’issare, su spazio pubblico occupato previa autorizzazione degli uffici comunali, un palo alto circa tre metri a forma di forca" scrive Marchiori al Garante "ai quale poi sono stati appesi, a testa in giù, due fantoccl a dimensione naturale, o forse anche più grandi; le fattezze dei prima fantoccio erano riconducibili a quelle di Benito Mussolini; le seconde a quelle di Luca Trainl, tristemente famoso per la sparatoria dello scorso febbraio. Si è trattato, in sostanza, dl una rievocazione dei fatti di Piazzale Loreto del 1945.La ‘pignatta" è stata presentata a mò di gioco per i bambini, che vi hanno partecipato numerosi, che sono stati Invitati a “spaccare la testa al fantoccio per avere le caramelle’.Il Comune di Macerata ha condannato l'accaduto con un comunicato stampa e, nel Consiglio Comunale dei 7 maggio 2018, il Vice sindaco, Stefania Monteverde, rispondendo a specifica interrogazione di alcuni consiglieri, ha definito la messiscena come ‘Inaccettabile e spregevoie", non escludendo di rivolgersi, da parte dell'Amministrazione, a codesto Difensore Civico, considerando Il fatto che erano stati coinvolti bambini in tenera età.Per maggior completezza si riportano alcune linee di comportamento dettate daII’AGCOM in tema di tutela dei minori che crediamo possano essere, per analogia, adattate anche al caso in questione: per il regolamento AGCOM il contenuto di violenza gratuita o lnslstita o efferata è definito come «la rappresentazione, realistica e/o dettagliata, di violenza, gratuita o alterata o lnslstlta, caratterizzata da ferocia e crudeltà o da accanimento nei confronti della vittima, e dei suoi effetti, fermo restando il divieto assoluto di incitamento all'odio comunque motivato»; riguardo a quest'ultima condizione è utile evidenziare che |’incitamento all'odio è vietato non soltanto quando esso sia basato su razza, sesso, nazionalità e religione, ma anche quando faccia riferimento alle opinioni politiche e alle convinzioni filosofiche o di altro genere, alle condizioni sociali e personali. Ancora, si ritiene che la violenza sia gratuita, insistita ed efferata qualora la rappresentazione, realistica e/o dettagliata, sia «idonea ad esaltare e/o legittimare i comportamenti violenti» o si riferisca a «comportamento violento continuamente provocato oppure premiato o presentato come normale e ovvio o quale unica modalità di perseguimento dei propri obiettivi o di soluzione delle controversie» (cfr.http://www.garanteinfanzia.org/sites/defauIt/file5/|a_tutela_dei_minorenni_ne|_mondo_deIla_comunicazione.pdf)Con riferimento a tali fatti, quindi, ed in attesa che le Forze dell’ Ordine e la Magistratura accertino se vi siano stati fatti che possano aver sussunto ipotesi di reato, ci rivolgiamo a Codesto Organo di tutela dell'infanzia e dell'adolescenza al fine di invitarlo a valutare e prendere le conseguenti iniziative di sua competenza".
Una questione che aveva fatto molto discutere, quella che aveva interessato cinque attività di barbiere, parrucchiera ed estetista a Civitanova che a gennaio scorso, per l'Epifania, avevano deciso di restare aperte nonostante la legge lo vietasse e per questo erano state multate (leggi l'articolo).
Una questione sulla quale la CNA si era espressa invitando all'ascolto della categoria prima di prendere provvedimenti, a pochi giorni dall'accaduto e sulla quale oggi si torna a parlare. Facendo infatti seguito alle richieste di acconciatori ed estetiste, a seguito delle quali sono avvenuti numerosi incontri con le Associazioni di categoria -CNA e Confartigianato- e, impugnando un vecchio regolamento, si è arrivati a un’ordinanza che pone soluzioni a un problema concreto e sentito.
La nuova ordinanza rivede orari e giorni di chiusura per il settore di acconciatori ed estetiste e prevede quanto segue: "Viene rimosso l’obbligo di chiusura delle feste del 6 gennaio, del 25 aprile, del 2 giugno e dell’8 dicembre. Oltre a ciò, in caso di 2 festività consecutive sarà data facoltà di apertura nella domenica precedente o consecutiva alla festività, oltre alle 5 domeniche di aperture facoltative già previste. Rimane comunque l’obbligo di chiusura nelle feste del Primo gennaio, Pasqua, Lunedì dell’Angelo, Primo Maggio, 15 Agosto, 1 Novembre, 25-26 Dicembre.
"La mia Amministrazione comunale è improntata all’ascolto – ha dichiarato Ciarapica. Come ho detto più volte, siamo sempre aperti e favorevoli ai consigli, suggerimenti e critiche, anche se le critiche devono essere sempre costruttive e mai strumentali, perché altrimenti non apporterebbero alcun beneficio. Non appena, dopo il 6 gennaio, abbiamo ricevuto la segnalazione e la richiesta di liberalizzare gli orari, ci siamo subito attivati, abbiamo studiato il problema e abbiamo poi trovato una soluzione concordata tra associazioni di Categoria e operatori del settore".
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma della lista civica "La città di tutti"
"La città di tutti si è riunita la scorsa settimana e convintamente chiede all'amministrazione di non sforare il termine del 31 agosto 2018, stabilito dal decreto legge n.8 del 2017, e non da uno sfizio politico, in merito alle verifiche di vulnerabilità sismiche degli edifici adibiti ad uso scolastico situati in zone a rischio sismico classificate 1 e 2.
Inoltre la lista civica ritiene necessario rimettere in moto la macchina amministrativa su tutte quelle piccole cose che impattano sulla quotidianità. Dal 2016, con il terremoto, Macerata non riesce ad uscire da una situazione emergenziale, noi crediamo che sia importante lavorare sulle piccole manutenzioni, che ogni giorno i cittadini toccano con mano. Questa cura verso la città era nel programma del 2015, ed oggi siamo dell'avviso che dare tanti piccoli segnali di attenzione al cittadino sia doveroso".
Esprime soddisfazione la capogruppo regionale di Fratelli d'Italia, Elena Leonardi, sulla notizia dell'assegnazione di oltre 11 milioni di euro tramite un decreto interministeriale al finanziamento dell'edilizia privata per l'abbattimento delle barriere architettoniche.Una mozione che presentai nel luglio 2017 con un titolo ben esplicativo – "eliminazione barriere architettoniche: oltre allo Stato la Regione non finanzia più i Comuni". Soddisfazione ovviamente condizionata dal fatto che sarà lo Stato a coprire le istanze pervenute dai singoli comuni. La Regione non metterà quote a parte ed è evidente che non lo ha fatto negli ultimi anni in cui il Governo non ha più finanziato al famosa legge 13 del 1989. Quindi in queste ultime annualità, chi aveva bisogno di adeguare il proprio stabile ad esigenze sacrosante dei diversamente abili, non lo ha potuto fare per l'assenza di un'azione compensativa da parte della Regione Marche. Quindi quella della Giunta è un'esultanza a metà, i lavori ripartiranno solo grazie al finanziamento statale che arriverà ai Comuni, la Regione pertanto non integrerà con fondi propri come invece si era impegnata in Aula dell'Assemblea Legislativa.Eppure la mozione della sottoscritta – continua la Leonardi – fu bocciata in Aula e contemporaneamente ripresa a firma dei consiglieri del Pd, per avere la paternità di un argomento che evidentemente sino a quel momento alla maggioranza regionale non aveva considerato prioritario.Come ho avuto modo di dire in Consiglio regionale lo scorso settembre – conclude la rappresentante del partito della Meloni – la strumentalizzazione politica del Pd ha avuto la meglio tramite la presentazione di, come asserito da un altro consigliere regionale, una edulcorata versione della medesima mozione.
Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a firma del segretario del Pd di Recanati, Andrea Marinelli
"Per comprendere davvero l’essenza della flax tax e i risultati che andrà a produrre basta affidarsi all’OCSE. Ci racconta infatti che quel tipo di modello, in passato, ha reso ancora più netto il divario tra ricchi e poveri. Che dovesse essere l’opposto, come oggi ci tornano a raccontare, è una pia illusione. Ce lo dice la storia. Le politiche neoliberiste, impartite da Reagan e dalla Thatcher, hanno fallito . Ecco perché la scuola di politica, io sto cercando di riproporne una a Recanati, sono di fondamentale importanza. Chi andrà a votare leggi come queste dovrà essere consapevole di farlo.
Dobbiamo ammettere che in alcuni aspetti abbiamo anticipato i grillini iniziando a dequalificare i nostri rappresentanti e affrancando l'idea che la politica potesse essere per tutti anche ai livelli più rappresentativi. Torniamo alla flax tax. Cosi si sbeffeggia la Costituzione e il suo art. 53 che prevede un sistema di tassazione progressivo che va colpire in modo proporzionale i redditi più alti e permettere, veramente con un criterio di realtà, una più equa distribuzione della ricchezza. Oggi solo l'Irpef in Italia resta una tassa progressiva. Occorre ripensare alla radice tutto il sistema e rovesciare l'impostazione. Tassare i grandi capitali, soprattutto quelli finanziari per sgravare le imprese ed il lavoro, garantendo allo stesso un incremento delle tutele sociali del lavoratore. Poi c’è la tutela della sanità, non ci possono essere discriminazioni nell’accesso alla cure. Un tema molto sentito anche nella nostra Recanati."
Lo scorso fine settimana è stato presentato il progetto ideato da Carlo De Mattia, per la riqualificazione del lago di Fiastra, da parte dell’attuale gestore privato della spiaggia Emanuela Leli e dal Comune di Fiastra. All’evento erano presenti il dott. Francesco Romagnoli (referente Affari Istituzionali dell’ENEL), l’ing. Mariano Marini (ENEL Green Power Produzione), il professor Oliviero Olivieri (presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini), l’assessore regionale Angelo Sciapichetti, l’onorevole Mario Morgoni, il presidente delle Unione Montana della Marca di Camerino Alessandro Gentilucci e il presidente dell’Unione Montana dei Monti Azzurri Giampiero Feliciotti. Il progetto è stato presentato dallo stesso sindaco di Fiastra Claudio Castelletti.
La spiaggia del lago di Lago di Fiastra è stata considerata la migliore spiaggia del maceratese ed è situata in una straordinaria cornice naturalistica rappresentata dal Parco
In un momento in cui la ricostruzione post-sisma è totalmente concentrata su obiettivi legati al problema residenziale, questo progetto propone una visione di crescita dei servizi al turismo, in grado di generare indotto e occupazione per la vallata in modo consapevole e sostenibile. Attualmente l’offerta turistica sul Lago di Fiastra vede nella spiaggia uno dei suoi capisaldi, ma l’afflusso di visitatori non può più essere gestito con le attuali strutture, che non sono in grado di valorizzare adeguatamente la natura del luogo.
Il progetto di riqualificazione del lakefront intende dare una risposta a queste necessità.
L’idea del progetto poggia su quattro caposaldi:
* 0 cubatura. L’intervento non prevede crescita urbanistica, poiché gli spazi coperti sono realizzati al di sotto del terreno, come sono già i pochi spazi di servizio che si affacciano sulla spiaggia.
* 0 impatto ambientale. Conditio sine qua non per il progetto è il coerente completamento rispetto alla modificazione antropica, iniziata con la realizzazione della diga nel 1955: di fatto l’intervento ricalca e regolarizza l’attuale andamento planimetrico della parete controterra senza emergenze verticali, mantenendo costante l’attuale profilo orizzontale. L’impatto visivo della realizzazione del progetto sul paesaggio del Lago è pressoché inesistente.
* Riqualificazione ambientale. L’attuale parete di contenimento è in condizioni di degrado e l’accoglienza viene svolta con strutture temporanee esterne. Il progetto prevede il riassetto di queste, ospitandole al di sotto del livello del parcheggio. Inoltre, l’intera superficie superiore si configura, a tutti gli effetti, come promenade ad uso pubblico, con un beneficio per la comunità e i turisti in termini di fruizione e utilizzo.
* Sicurezza pubblica. Oltre alla promenade superiore, l’intervento può avere grande utilità pubblica in caso di emergenze (sismiche e non) poiché la sua struttura sarà realizzata con una grande capacità di resistenza sismica. In tali circostanze, la municipalità di Fiastra potrebbe utilizzare questi spazi sicuri, dotati di servizi igienici e cucina, per ospitare temporaneamente la popolazione.
Il progetto, promosso dal Comune di Fiastra e dal privato che ha gestito la spiaggia negli ultimi 10 anni, ha l’obiettivo congiunto di costituire un project financing per la realizzazione del progetto che avrà quindi una natura pubblico/privata centrata sui servizi al turismo. La parte gestita dal Comune, oltre alla promenade superiore, è costituita da un locale, a livello della spiaggia, per l’indirizzo e la proposta di servizi/prodotti del territorio; di fatto una vetrina privilegiata per imprese e amministrazione, rivolta ai visitatori del Lago di Fiastra.
"Abbiamo grandi speranze e aspettative per questo progetto" dicono i promotori "sia per l’indubbio valore che porta alla comunità locale, sia per rispondere ad una effettiva necessità di rinascita per l’intero territorio montano di cui questo intervento può divenire simbolo".
Da Romina Pergolesi, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, riceviamo
«Ceriscioli convoca i sindacati per discutere il Piano Socio-Sanitario regionale, poi manda Volpini al suo posto. Una scelta che denota mancanza di rispetto verso le persone e le istituzioni». Ad affermarlo è la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, Romina Pergolesi, in riferimento all'incontro andato in scena lunedì 21 maggio. All'ordine del giorno vi era, appunto, il futuro della sanità delle Marche, da elaborare assieme alle organizzazioni sindacali.
«Nonostante sia stato proprio Luca Ceriscioli a mandare gli inviti – evidenzia Pergolesi. Al suo posto si è presentato Fabrizio Volpini, sorprendendo, e non poco, i tanti intervenuti che si aspettavano di confrontarsi con il presidente regionale. Del resto, il Presidente della Commissione Consiliare confonde spesso il suo ruolo con quello di aspirante assessore alla Sanità, delegato dallo stesso Ceriscioli ma senza potere di firma. Non è un caso che lo sostituisca sovente in riunioni meramente esecutive in cui si raccolgono pareri su provvedimenti che poi, elaborati dalla Giunta, dovranno essere esaminati dalla Commissione presieduta da Volpini».
Un atteggiamento che denota, a detta della consigliera pentastellata, «scarso rispetto verso le persone, in questo caso i sindacalisti, verso le istituzioni, tanta confusione sulla differenza tra funzione legislativa e funzione esecutiva, ma che accoglie in pieno la filosofia politica “ceriscioliana” del “Famo come ce pare”, che è diventata ormai la prassi».
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dei consiglieri di minoranza del comune di Civitanova Corvatta, Franco, Ghio, Mei, Poeta, Rosati, Rossi, Silenzi.
"Convocata con la motivazioni dell'urgenza la seduta consiliare di domani sera e per colpa dell'ennesima gaffe del presidente del consiglio comunale Claudio Morresi. Quella che doveva essere la naturale prosecuzione del consiglio comunale di venerdì scorso, che si è chiuso prima di mettere al voto tutti gli argomenti all'ordine del giorno, si è trasformata in una corsa per rimediare al pasticcio di Morresi che venerdì, in chiusura di seduta, ha dimenticato di fare l'appello (una procedura obbligatoria prevista dal regolamento) ed è stato perciò costretto ad emettere una convocazione d'urgenza (l’urgenza non esiste) per poter riunire l'aula domani (mercoledì 23) tra l'altro senza ritenere nemmeno necessario confrontarsi con i capigruppo consiliari.
Una delle sue tante perle che hanno accompagnato questi mesi di reggenza del Consiglio da parte di un presidente di parte che continua a inciampare sul Regolamento, che prima non rispetta e poi forza, tutto nell'interesse della sola maggioranza di destra".
Da CasaPound Macerata riceviamo
Nei giorni scorsi, la stampa locale ha pubblicato un articolo sul collettivo Antifa Macerata riportando il loro manifesto politico. Manifesto politico già pubblicato dallo stesso collettivo dopo la mobilitazione del 10 febbraio e rilanciato nel sito del CSA Sisma. Collettivo Antifa, orgogliosamente promotore della ormai nota pignatta antifascista del 25 aprile; CSA Sisma al centro delle mozioni presentate dai consiglieri di opposizione riguardo l'utilizzo degli spazi allo stesso concessi dall'amministrazione. In modo molto chiaro ed esplicito il manifesto assicura verso Casapound azioni dirette alla “...chiusura e il sabotaggio dalle loro sedi, all’occupazione popolare degli spazi pubblici in cui tenteranno di inscenare i loro eventi, dal bloccaggio e boicottaggio degli spazi commerciali che offriranno sale, alla sottrazione di ogni legittimità giuridica alle loro organizzazioni, dall'impedire l'apertura di nuove filiali al rendere innocui i loro referenti locali”.
Rendere innocui i loro referenti locali! Stesse minacce sono indirizzate alla Lega. Accuse pesanti anche verso la sezioni dei media tradizionali (nel nostro territorio in particolare il Resto del Carlino e il Corriere Adriatico), le nuove pagine giornalistiche che sono emerse negli ultimi anni a livello locale (nel caso di Macerata, Cronache Maceratesi e Picchio News) e gli amministratori di gruppi di discussione sui social network.ritenuti colpevoli, a loro dire, di aver promosso e lasciato spazio a una cultura neofascista.
Ci dispiace dover ancora una volta essere costretti a sottolineare che Casapound non è un movimento eversivo, ha partecipato alle recenti consultazioni elettorali presentando il simbolo in tutta Italia, e non hanno bisogno della legittimazione di nessuno, tanto meno dei centri sociali e antifa. Esprime opinioni politiche sempre e solo su fatti contingenti con attività assolutamente legittime, democratiche, consentite e sempre autorizzate eppure sempre oggetto di attacchi e azioni violente dirette ad impedirne un sereno svolgimento. Casapound Macerata non si pone sullo stesso piano dei centri sociali.
Vuole entrare nelle istituzioni perché vede in queste l'unico strumento per provare a cambiare le cose e da queste, in questo momento in particolare, dalla Giunta Comunale di Macerata, chiede di conoscere: 1. cosa il collettivo Antifa Macerata intende con “...rendere innocui i loro referenti locali” 2. se la Giunta ed il Consiglio considerano questa come le altre frasi contenute nel manifesto intollerabili ed estranee al confronto democratico 3. Come si pone il sindaco riguardo suddetto manifesto politico anche in considerazione che la consigliera Ciarlantini è altresì esponente di primo piano del centro sociale di Macerata 4. Se la giunta ritiene opportuno continuare a dare spazi e sovvenzioni a chi insiste a fare politica in questi termini quando lo stesso sindaco ha ribadito più volte, anche nell'ultimo consiglio, che Macerata non ha bisogno di chi continua a seminare odio e portare avanti scelte e proposte “divisive”. Forse non è più sufficiente condannare e scandalizzarsi per la pignatta antifascista o i cori contro le Foibe ma di fatto continuare a sovvenzionare e strizzare l’occhio ai promotori di tali gesti.
Casapound Macerata continuerà ad essere presente nel territorio con eventi, banchetti e manifestazioni, per i quali chiederà come sempre le dovute autorizzazioni. Ci aspettiamo da parte del sindaco e di tutti gli esponenti di maggioranza, non solo un invito ad abbandonare toni e modi da guerriglia, ma l'assunzione di un impegno concreto atto a disincentivare, prevenire e condannare le azioni di tutti coloro che continueranno a sentirsi legittimati a fermare le iniziative politiche e sociali degli altri partiti con la violenza, creando un clima di scontro e di tensione, nel quale Casapound non vuole entrare, e che comporta solo l'impossibilità per i cittadini di godere in tranquillità della propria città costretti a schivare cordoni di polizia
Il primo atto del nuovo Governo potrebbe essere per i terremotati. La commissaria Paola De Michele avrebbe infatti messo a punto una "cura da cavallo" per mettere in moto la ricostruzione privata delle zone colpite dal sisma, con possibilità di regolarizzare vari tipi di difformità: edilizie, ambientali e sismiche. Prevista anche una corsia veloce per completare le pratiche di condono edilizio avviate in passato ma mai concluse.
Le proposte normative sono state messe nero su bianco dalla commissaria con l'obiettivo di essere sottoposte al più presto al Governo.
Tra queste anche una serie di proroghe (fiscali, busta paga pesante, domande per la riparazione dei danni lievi). Tutto è stato condiviso con i presidenti di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo e illustrato ai rappresentanti in Parlamento dei territori terremotati appartenenti a Lega, Pd, M5S, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Nei prossimi giorni il pacchetto sarà presentato a imprese e sindacati.
Una "sanatoria” che nasce dalla consapevolezza che le velocizzazioni e le semplificazioni fatte finora non hanno funzionato. Il cuore delle proposte normative consiste nella possibilità di superare le difformità di tipo edilizio-urbanistico-ambientale-sismico che hanno finora bloccato le domande di contributo agli sportelli degli uffici speciali per la ricostruzione; o che, nella maggior parte dei casi, non sono neanche arrivate allo sportello perché il professionista si è rifiutato di asseverarle.
Difformità che in alcuni Comuni arrivano al 90% dell’edificato da ricostruire. Si va dal tramezzo spostato alla finestra allargata, dalla nuova stanza aggiunta fino al terrazzo o alla veranda. Tutte cose che non sono state né denunciate, né sono mai entrate nel campo visivo delle amministrazioni comunali. Si tratta di tanti “peccati” edilizi, più o meno veniali, che però salgono di rango se la casa è in un’area a vincolo paesaggistico o se il micro-progetto di modifica strutturale non è mai stato sottoposto al genio civile.
Prevista, secondo quanto spiegato dalla De Micheli, una procedura super accelerata da seguire da parte dei Comuni per la chiusura dei percorsi di condono passati. Prevista anche la cancellazione della cosiddetta “doppia conformità”, nel caso degli interventi realizzati nel passato. Nel nome della ricostruzione veloce si consente anche di regolarizzare ampliamenti volumetrici, fino al 20%, limitatamente ai 138 comuni del cratere.
Grande partecipazione per le consultazioni indette dalla Lega durante questo week-end. Soddisfazione é stata espressa in merito alla grande affluenza, registrata dalla fra Sabato 19 e Domenica 20 Maggio."Abbiamo due dati significativi che vanno letti - spiega il Coordinatore della Lega Gian Marco Paparelli - Primo dato: i votanti si sono espressi per il 94,5% positivamente sul contratto per il 'Governo del Cambiamento'; secondo dato: il consenso e la fiducia dei cingolani verso la Lega è in costante crescita, grazie anche al costante lavoro dei nostri attivisti. Ringraziamo i veri protagonisti di questo successo - conclude l'organizzatore delle consultazioni della Lega - ossia la popolazione del Balcone delle Marche"
I Club Forza Italia della Regione Marche denunciano iniquità nelle modalità di restituzione di un beneficio, sacrosanto, che ha sospeso per un anno le ritenute Irpef e i contributi di lavoratori e pensionati del cratere, ma nato talmente male da essere modificato un paio di volte in corsa e che si sta trasformando in un grave disagio per chi ha già dovuto subire il dramma del terremoto.
"Già lo scorso anno siamo scesi in campo su questo tema, incassando il sostegno dei sindaci marchigiani Piunti, Pasqui, Castelli, e promuovendo una mozione in Consiglio Regionale, accolta e presentata dai nostri consiglieri, Marcozzi e Celani, affinché la Regione Marche si attivasse urgentemente per sollecitare il Parlamento a modificare le modalità di restituzione dei tributi sospesi e non versati (inclusa l’Irpef sospesa per effetto della “busta paga pesante”) dai lavoratori dipendenti e pensionati residenti nelle zone terremotate della nostra regione, prevedendo ulteriori dilazioni e agevolazioni". Lo afferma, in una nota, Claudia Regoli (foto), responsabile regionale dei Club di Forza Italia. "Ad oggi solo i lavoratori di alcuni settori, come la scuola o i vigili del fuoco, hanno potuto aderire alla restituzione in 24 mesi a decorrere dal 31 maggio. E qui nasce una prima iniquità con gli altri lavoratori e pensionati che ancora non sanno se e come poter aderire alla rateizzazione prevista dalla legge, dal momento che l’Agenzia delle Entrate non ha ancora definito le modalità di restituzione”.
“Il decreto annunciato nei giorni scorsi dal commissario straordinario De Micheli dovrebbe spostare la decorrenza della restituzione al 31 dicembre 2018 e prevedere la rateizzazione del versamento per i lavoratori e pensionati fino ad un massimo di 60 rate mensili. Tuttavia, chi ha già aderito alla rateizzazione in 24 mesi rischia di non poter accedere all’eventuale trattamento di miglior favore”."Riteniamo sconcertante che a distanza di un anno non si riesca ancora ad adottare un provvedimento chiaro e univoco che elimini ansie e preoccupazioni a persone già pesantemente provate, soprattutto se consideriamo come ci si è mossi - prontamente - per il terremoto dell’Aquila del 2009, quando l’allora Governo Berlusconi stabilì la sola restituzione del 40% di quanto ottenuto con la busta paga pesante e una rateizzazione fino a 120 mesi: cioè in 10 anni", conclude Regoli.