La carenza di posti auto al presidio ospedaliero di Civitanova Marche finisce sul tavolo del Consiglio Regionale. Luca Marconi, capogruppo UdC – Liste Civiche, ha presentato un’interpellanza ufficiale alla Giunta per sollecitare un intervento risolutivo su una criticità che si trascina ormai da oltre un decennio.
Il problema è diventato strutturale a seguito dell'assorbimento dei reparti per acuti dell’ospedale di Recanati, che ha aumentato considerevolmente il bacino d'utenza della struttura civitanovese. Ogni giorno, pazienti, operatori sanitari e, soprattutto, persone con disabilità si trovano a fronteggiare enormi difficoltà nel trovare parcheggio, con ripercussioni dirette sull'accessibilità alle cure e sulla qualità della vita lavorativa del personale.
Nell'atto ispettivo, il Consigliere Marconi indica una soluzione ritenuta efficace, rapida e sostenibile: "la realizzazione di un parcheggio a raso. Sfruttando i terreni agricoli adiacenti al perimetro ospedaliero, l'intervento avrebbe costi contenuti e un impatto ambientale ridotto rispetto a strutture multipiano".
L’obiettivo dell’interpellanza è duplice: spingere la Regione a prendere una posizione chiara e impegnare l’Azienda Sanitaria Territoriale (AST) n. 3 di Macerata a programmare i lavori. Marconi chiede esplicitamente se vi sia l'intenzione di realizzare l'opera entro il 2026.
«È necessario dare una risposta concreta a un’esigenza reale e ormai non più rinviabile», ha sottolineato Marconi. «Dobbiamo garantire maggiore funzionalità alla struttura e migliori condizioni di accesso per i cittadini e per chi, ogni giorno, vi lavora con dedizione».
La palla passa ora alla Giunta regionale, chiamata a definire un cronoprogramma per superare quella che è diventata "una vera e propria barriera architettonica e logistica per la sanità locale".
Via libera al progetto esecutivo per la difesa e il ripristino del lungomare sud di Porto Recanati. La Giunta comunale ha approvato l’intervento destinato a mettere in sicurezza e recuperare la zona costiera nei pressi della foce del fiume Potenza, duramente colpita dalle mareggiate dello scorso inverno.
Il progetto, redatto dall’ingegner Mauri e dal geologo Acciarri, riguarda uno dei tratti più delicati del litorale di Porto Recanati e punta a un ripristino che coniughi efficacia e rispetto dell'equilibrio naturale della spiaggia.
Nel dettaglio, l’intervento prevede un’opera di protezione di tipo flessibile, realizzata mediante sacchi in geotessuto riempiti di sedimenti, che verranno successivamente coperti per ricostituire il profilo naturale dell’arenile. È inoltre prevista la manutenzione dei pennelli posti ai due margini dell’area interessata, fondamentali per il contenimento dell’erosione costiera.
La spesa complessiva dell’opera ammonta a 108.216,11 euro, un investimento mirato a salvaguardare un tratto di costa strategico sia dal punto di vista ambientale che turistico.
«La nostra attenzione non si limita alla sola Scossicci, ma è rivolta a tutti i tratti di costa in sofferenza», ha sottolineato l’assessore ai lavori pubblici e demanio Lorenzo Riccetti, evidenziando l’impegno dell'mministrazione su tutto il litorale comunale.
Sulla stessa linea il sindaco Andrea Michelini, che ha rimarcato come l’intervento consenta di mettere in sicurezza un'altra zona critica ma altrettanto importante, lodando al contempo "il grande sforzo degli uffici tecnici comunali, impegnati nella gestione di numerosi procedimenti complessi per la tutela del territorio".
Michele Lattanzi (già assessore ed ex consigliere comunale) e Alessandro Savi (già assessore provinciale ed ex consigliere comunale) si fanno promotori della lista civica "L'altra Macerata", che ha scelto come slogan identificativo "La sinistra del centrosinistra".
"La denominazione del movimento ricalca fedelmente altre esperienze civiche sorte in ambito nazionale e allude a un'alterità sostanziale, a una diversità di quella sinistra con radici ben salde nella storia, in netta contrapposizione al 'nuovismo' effimero che sovente connota il mondo delle liste civiche. Il simbolo, che vede l'Arena Sferisterio in primo piano, offre un richiamo diretto all'identità urbana, mentre la stella a cinque punte che lo sovrasta rappresenta, mutuando l'iconografia storica della sinistra, l'unità dei lavoratori (simboleggiata dalle cinque dita della mano) e l’internazionalismo (i cinque continenti)", sottolineano Lattanzi e Savi.
"La lista è in fase di ultimazione, tra i candidati figureranno alcuni compagni e compagne già protagonisti della passata esperienza nel PdCI, unitamente a numerosi volti nuovi del panorama politico maceratese. Abbiamo inteso edificare un soggetto che fosse al contempo legato al passato, alla nostra storia, ma permeabile alle nuove e diverse istanze della società - evidenziano i promotori - e per questa ragione abbiamo optato per la veste della lista civica. Auspichiamo di istituire un luogo stabile di discussione e di confronto politico cittadino, un movimento che non si esaurisca, come purtroppo sovente accade, con la scadenza elettorale, ma che, al contrario, sappia resistere nel tempo e consolidarsi progressivamente".
"Come suggerisce lo stesso slogan, L'Altra Macerata ambisce a essere uno dei riferimenti delle forze democratiche e antifasciste cittadine: operiamo affinché non vi siano divisioni e per fare in modo che si possa giungere massimamente uniti su base programmatica alle elezioni della prossima primavera - rivendicano Lattanzi e Savi -. Siamo consapevoli sia delle difficoltà interne, sia delle sfide che la competizione contro la destra maceratese necessariamente comporta, ma, nel contempo, abbiamo la certezza che la cittadinanza abbia perfettamente compreso l’insipienza della maggioranza al governo. Una maggioranza che si può battere, oggi più che in passato, data la sua conclamata litigiosità interna e le troppe promesse disattese".
Tra i punti programmatici, L'Altra Macerata pone al centro i servizi sociali e alla persona, "un settore da rilanciare con urgenza considerata la morsa della crisi economica e l’acuirsi del disagio: pensiamo di proporre alla coalizione un’idea forte rivolta principalmente alla popolazione anziana, una sorta di 118 sociale in grado di mettere in rete ciò che già esiste ed implementarlo il più possibile", promettono Savi e Lattanzi.
"Vogliamo una Macerata dove nessuno sia lasciato indietro - aggiungono i promotori -. Per questo, intendiamo sostenere concretamente chi vive momenti di difficoltà economica attraverso l'introduzione di un reddito minimo comunale e il potenziamento dei contributi per l'affitto, garantendo il diritto fondamentale all'abitare. La nostra attenzione si rivolge con forza alle nuove generazioni e ai lavoratori: immaginiamo una città viva, quartiere per quartiere, grazie alla creazione di centri di aggregazione giovanile diffusi su tutto il territorio. La salute e lo sport devono essere diritti accessibili, non privilegi: per questo applicheremo tariffe agevolate per l'accesso alle piscine comunali, dedicate a minori, giovani e lavoratori con Isee basso".
"Il Comune deve farsi garante di un lavoro giusto. Proponiamo che il salario minimo garantito diventi un requisito imprescindibile per qualsiasi azienda voglia collaborare con l'amministrazione: non ci saranno più bandi, gare o appalti comunali che non rispettino la dignità retributiva dei lavoratori. Infine, vogliamo cambiare il modo in cui si prendono le decisioni. Il futuro di Macerata non verrà scritto chiusi nei palazzi, ma attraverso consultazioni dal basso sistematiche. Le grandi scelte amministrative saranno il frutto di un dialogo costante con i residenti, perché la politica torni a essere uno strumento al servizio dei bisogni reali della nostra gente", concludono Lattanzi e Savi.
In merito alle recenti notizie sulla stagione turistica 2026, Viviamo Civitanova APS interviene con una precisazione ufficiale firmata da Barbara Bastianelli, vice presidente, a nome del Direttivo e della maggioranza dei soci: “Questa precisazione non nasce dalla volontà di replicare a dichiarazioni o alimentare polemiche, ma dal rispetto verso i cittadini e verso i soci della nostra associazione, che leggono gli articoli e meritano una ricostruzione corretta dei fatti”, si legge nel comunicato.
Secondo quanto riportato, tutto è nato da un articolo pubblicato da una testata giornalistica online, che parla esplicitamente di “tavolo tecnico” sulla stagione turistica 2026. “Né Viviamo Civitanova APS né la nostra presidente hanno scritto quell’articolo o utilizzato impropriamente questa definizione”, sottolinea Bastianelli.
Il comunicato precisa che, in caso di fraintendimento sulla natura dell’incontro, “questo non può essere attribuito alla nostra associazione o alla sua presidente, ma alla comunicazione che è stata fornita alla stampa”. Sulla base di quanto riportato dagli organi di informazione, viene evidenziata la mancanza di un coinvolgimento più ampio delle associazioni cittadine nel confronto sui temi del turismo.
“È bene precisarlo, questa osservazione non è stata avanzata solo da Viviamo Civitanova APS, ma anche da operatori storici del settore turistico, da anni attivi nel comparto”, si legge nel comunicato. L’associazione tiene inoltre a chiarire che “non si tratta dell’esclusione di una singola persona o di una posizione individuale. L’assenza dal confronto riguarda un’associazione composta da circa 300 iscritti tra cittadini, commercianti, residenti e professionisti, che vivono quotidianamente Civitanova e contribuiscono in modo concreto alla sua economia e alla sua vita sociale”.
Il Direttivo, interpretando il sentire della maggioranza dei soci, ricorda che “la nostra presidente ha sempre portato rispetto alle istituzioni, prima come cittadina, poi come Assessore al Turismo e oggi nel suo ruolo associativo. Le deleghe le sono state tolte per una scelta politica che rientra nelle prerogative del sindaco, ma questo non cancella il percorso istituzionale né il diritto–dovere di continuare a contribuire al dibattito pubblico sui temi strategici per la città”.
Il comunicato segnala inoltre il disagio dei soci per rappresentazioni che potrebbero descrivere l’associazione come “un insieme di persone manovrabili o prive di autonomia di pensiero. Un’idea che offende i nostri iscritti, cittadini liberi e consapevoli, e che non rispecchia né lo spirito né il funzionamento della nostra comunità associativa”.
Viene poi sottolineato che “il rispetto istituzionale non è a senso unico: esso implica anche attenzione e considerazione verso i cittadini e verso le realtà associative che li rappresentano. In questo caso, il mancato coinvolgimento non riguarda una persona, ma una comunità di circa 300 iscritti, cittadini liberi e pensanti, che chiedono solo ascolto e confronto”.
Il comunicato prosegue: “Il rispetto per le istituzioni non coincide con il silenzio e il confronto non può essere subordinato all’assenza di critiche. Il confronto, quando è basato sui contenuti e sull’interesse collettivo, è uno strumento di crescita per Civitanova. Viviamo Civitanova APS non chiede privilegi né scorciatoie, ma un dialogo serio, trasparente e pluralista, nell’interesse esclusivo della città”.
Il Direttivo conclude ribadendo il sostegno a Manola Gironacci: “Sosteniamo la nostra presidente e ne condividiamo l’operato, le modalità e lo spirito con cui porta avanti questo impegno. Continueremo, insieme, a portare idee, proposte e contributi con responsabilità e rispetto istituzionale, come abbiamo sempre fatto”.
Continua la crescita e il consolidamento di Fratelli d’Italia all'interno del Consiglio comunale di Tolentino. Dopo i recenti ingressi di Silvia Tatò e Silvia Luconi (quest'ultima già candidata sindaco, oggi consigliere e sottosegretario regionale), il gruppo si rafforza ulteriormente con l’adesione di Monia Prioretti.
Prioretti, che fino ad oggi sedeva tra i banchi dell'assise cittadina in rappresentanza della lista civica “Tolentino nel Cuore”, ha ufficializzato il suo passaggio nel partito di Giorgia Meloni. Una scelta, spiega la consigliera, maturata "in virtù della condivisione dei valori identitari del partito e della leadership della premier".
L’ingresso della Prioretti segna un punto di svolta per il partito a livello locale, affiancandosi al lavoro storico portato avanti da Francesco Pio Colosi. Proprio Colosi viene indicato come il "perno" di questa fase di espansione: un'anima storica capace di guidare un gruppo che oggi si presenta aperto, inclusivo e sempre più centrale nelle dinamiche del centrodestra tolentinate.
Il commento dei vertici Soddisfazione è stata espressa dai vertici regionali e provinciali del partito. In una nota congiunta, la senatrice Elena Leonardi (Coordinatore regionale) e Massimo Belvederesi (coordinatore provinciale) hanno accolto con entusiasmo la notizia:
"Questa scelta ci inorgoglisce e conferma la bontà del nostro operato a tutti i livelli. Fratelli d’Italia sta dimostrando una grande capacità di attrarre nuove sensibilità, che vanno a sommarsi al lavoro costante e prezioso fatto in questi anni da Francesco Pio Colosi. Grazie a questa apertura, oggi il partito rappresenta il vero baricentro del centrodestra anche a Tolentino".
CiVITANOVA MARCHE – Non si placa il clima di tensione politica a Civitanova Marche. Il sindaco Fabrizio Ciarapica interviene con durezza per rispondere alle recenti dichiarazioni di Manola Gironacci, presidente dell’associazione Viviamo Civitanova, definendo la polemica sollevata sul settore turismo come "un castello di carte privo di fondamenta".
"Un fatto che non esiste" Il primo cittadino ha voluto chiarire immediatamente la natura dell'evento contestato: "Tanto rumore, costruito ad arte, attorno a un fatto che semplicemente non esiste". Secondo Ciarapica, non è mai stato convocato alcun tavolo istituzionale sul turismo, né è stato avviato un percorso formale da cui qualcuno potesse essere escluso. Si è trattato, invece, di un semplice incontro tecnico richiesto da Federalberghi, rientrante nelle normali attività di ascolto che l'Amministrazione rivolge costantemente alle associazioni di categoria e agli operatori del settore.
L'affondo contro la presidente di Viviamo Civitanova Il Sindaco non ha risparmiato critiche dirette a Manola Gironacci, parlando di una "polemica artificiale" che si inserisce in un solco di ostilità ormai consolidato. "Si tratta dell’ennesimo attacco costante e quasi ossessivo che da tempo la Gironacci rivolge all’intera città", ha incalzato Ciarapica, rigettando un metodo politico basato più sulla ricerca del clamore mediatico che sulla sostanza dei problemi.
Secondo il primo cittadino, il comportamento della Presidente di Viviamo Civitanova sarebbe ancor più grave alla luce del suo passato nelle istituzioni: "Chi ha ricoperto ruoli pubblici ha il dovere di dare l’esempio. Fortunatamente, la città si è accorta di chi la usa per dare fiato a risentimenti personali, trasformando ogni occasione in un siparietto ridicolo".
Le condizioni per il dialogo In chiusura, Ciarapica ha ribadito la linea che guiderà l’Amministrazione nei prossimi mesi: apertura totale al confronto, ma solo a determinate condizioni. Per il sindaco, il dialogo con associazioni e cittadini richiede "correttezza, serietà e rispetto delle istituzioni". Chi sceglie la strada della "polemica permanente", secondo la visione della giunta, si pone automaticamente fuori dal perimetro degli interlocutori autorevoli.
"Continueremo a confrontarci con chi dimostra responsabilità e reale interesse per la crescita di Civitanova", ha concluso il sindaco, sottolineando la volontà di tutelare l’immagine e la credibilità della città contro ogni tentativo di strumentalizzazione.
La Giunta comunale di Civitanova Marche ha dato il via libera a un ampio pacchetto di interventi strategici che interesseranno la viabilità cittadina e l’impiantistica sportiva. L’investimento complessivo supera i 500 mila euro e punta a migliorare la sicurezza stradale, il decoro del centro storico e la funzionalità delle strutture dedicate ai giovani.
Il piano asfalti vede come intervento principale la riqualificazione della strada comunale Traversa Cavallino. Con uno stanziamento di 100 mila euro, i lavori copriranno un tratto di 425 metri dall’intersezione con la strada di Mornano, prevedendo il rifacimento completo della sede stradale. Nel quartiere Santa Maria Apparente, in località Piane Chienti, sono stati destinati 31 mila euro per la manutenzione straordinaria di strada della Chiusa n. 1. L'obiettivo è consolidare i tratti che presentano segni di cedimento tra la strada del Vallato e la provinciale Montecosaro.
Novità anche per via XXX Giugno: il Comune investirà 42 mila euro per l’asfaltatura del tratto compreso tra il civico 33 e via Borgo Casette. L’intervento è stato pianificato in sinergia con i lavori di ATAC sulla rete idrica, così da garantire il ripristino dell'intera carreggiata e non solo dello scavo. A Civitanova Alta, invece, l'opera più imponente riguarda via Filippo Corridoni: con 220 mila euro verrà rifatto il marciapiede sul lato sud, riqualificando l'accesso al borgo storico e migliorandone l'accessibilità.
L’Amministrazione ha deciso di intervenire anche sul fronte sportivo con uno stanziamento di 120 mila euro per la manutenzione straordinaria dei manti sintetici. I lavori interesseranno i campi di Villa Conti in contrada Migliarino (gestiti dall’Anthropos) e il campo Cosmopolitan di via De Gasperi (casa della Boca Civitanova). Le operazioni serviranno a ripristinare la qualità e la sicurezza delle superfici di gioco per atleti e giovani calciatrici.
«Si tratta di un pacchetto di interventi importanti — ha dichiarato l’assessore ai Lavori Pubblici Ermanno Carassai — che mette al centro la sicurezza dei cittadini e la valorizzazione degli impianti sportivi».
Questa mattina piazza della Libertà ha ospitato il banchetto informativo per il Sì al referendum sulla giustizia, che si terrà nel nuovo anno. L’iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale “129 piazze per il Sì”, promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane, con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sul tema della separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante.
All’incontro erano presenti Paolo Giustozzi, referente per il Sì della Camera Penale di Macerata, Donato Attanasio, presidente della Camera Penale di Macerata, e Francesca Scopelliti, compagna di Enzo Tortora e presidente della Fondazione per la Giustizia Enzo Tortora, la cui testimonianza rappresenta uno dei "simboli più forti degli errori giudiziari nel dibattito sulla riforma".
Nel suo intervento Paolo Giustozzi ha spiegato le ragioni della campagna referendaria: “Stiamo promuovendo in tutte le piazze d'Italia questa campagna che riteniamo sia una campagna di civiltà, di attuazione della Costituzione italiana. È una battaglia che gli avvocati penalisti combattono da tantissimi anni e che ci ha visto impegnati nel territorio a raccogliere firme di tanti cittadini che hanno compreso il valore prima ancora che questo Governo e questa maggioranza inserisse la separazione delle carriere nel suo programma e che ha avuto attuazione e approvazione in sede parlamentare”.
Giustozzi ha poi chiarito il senso della riforma, sottolineando come non si tratti di uno scontro con la magistratura: “Oggi siamo qui nelle piazze per spiegare il senso di questa riforma che non è una riforma che va contro i magistrati, anzi dà voce ai tantissimi magistrati che sono stanchi di subire il potere delle correnti. L'Italia sa cosa significa la deriva correntizia all'interno dell'Organo di Governo della Magistratura”. Al centro della proposta resta il principio del giusto processo, fondato sulla parità tra accusa e difesa: “Riteniamo che l'attuazione del giusto processo, la parità fra le armi, fra la difesa e l'accusa, sia un principio di diritto e di civiltà costituzionale irrinunciabile, che deve allineare l'Italia alle democrazie avanzate occidentali”.
Particolarmente intenso l’intervento di Francesca Scopelliti, che ha richiamato il valore simbolico del caso Tortora nel percorso di riforma della giustizia: “Più che sulla figura di Enzo, mi soffermo su quello che rappresenta il suo caso giudiziario in quest'occasione di riforma per la giustizia giusta”. Scopelliti ha ricordato come la separazione delle carriere fosse uno dei progetti che Enzo Tortora avrebbe voluto portare avanti: “La separazione delle carriere è fondamentale ed era uno di quei progetti che Enzo avrebbe voluto portare avanti insieme ai radicali di Pannella se quella bomba al cobalto provocata dall'avviso di garanzia non l'avesse poi stroncato nel 1988”.
Secondo la presidente della Fondazione Tortora, la vicenda giudiziaria del marito dimostra le conseguenze della mancanza di una netta distinzione dei ruoli: “La condanna a primo grado è stata provocata proprio da questa mancanza di divisione tra la procura che accusava e il giudice che doveva giudicare. Il giudice ha pedissequamente, in maniera automatica, seguito le indicazioni della procura senza nessuna aggiunta o ricerca della verità”. Una verità che, ha ricordato, “è stata poi raggiunta dal giudice di Appello, che fece un'indagine come davvero un giudice terzo e indipendente deve fare”.
A concludere gli interventi è stato Donato Attanasio, che ha illustrato il significato dell’iniziativa nazionale: “129 piazze per il Sì è un'iniziativa dell'Unione delle Camere Penali che ha coinvolto tutte le Camere Penali territoriali. Cerchiamo di parlare con tutti per spiegare le ragioni per cui pensiamo sia giusto votare Sì al prossimo referendum, che si terrà nel mese di marzo, per la separazione delle carriere”.
Attanasio ha ribadito come la riforma rappresenti una garanzia di libertà: “Riteniamo che soltanto la separazione tra magistratura inquirente e magistratura giudicante possa garantire un giusto processo. Garantire un giusto processo è fonte di primaria garanzia di libertà, perché soltanto un giudice terzo può garantire a tutti noi una giusta giustizia”. Un modello già adottato nelle democrazie liberali: “L'Italia è quasi un unicum da questo punto di vista e questo ci stimola a ritenere che soltanto con il Sì si possa avere ciò che costituzionalmente è garantito, ovvero il giusto processo”.
Il Consiglio comunale ha dato il via libera al Bilancio Preventivo per il triennio 2026-2028 e alla revisione ordinaria delle società partecipate. Una manovra che l’assessore al Bilancio, Oriana Piccioni, ha definito frutto di "politiche virtuose", capace di tenere insieme investimenti strutturali e protezione sociale nonostante lo scenario economico internazionale e i vincoli europei.
Il dato politico più rilevante riguarda la destinazione delle risorse: oltre il 26% della spesa corrente è riservato al Welfare e alle Politiche Sociali. «Una scelta che conferma l'attenzione della città verso le persone fragili», ha sottolineato l'assessore. Parallelamente, il Comune guarda al futuro del territorio con uno stanziamento di 77 milioni di euro per nuove opere pubbliche, destinate ad accrescere il patrimonio dell'ente.
L’amministrazione ha dovuto far fronte a pesanti aumenti di spesa: dal 2021 a oggi, il costo per il supporto agli studenti con certificazione di difficoltà è quasi triplicato. A questo si aggiungono 1,3 milioni di euro di costi aggiuntivi per il personale legati ai rinnovi contrattuali. Nonostante ciò, il Comune è riuscito a evitare l'aumento delle imposte locali. Come? Grazie a una maggiore efficienza nella riscossione (in particolare delle sanzioni stradali) e a un'operazione di "pulizia" dei residui che ha liberato risorse preziose. Inoltre, l'estinzione anticipata di due mutui nel 2025 permetterà un risparmio costante di circa 250mila euro annui sulla spesa corrente dal 2026 in avanti.
Sul fronte delle società partecipate, il piano di razionalizzazione ha portato alla chiusura di realtà come Macerata Cultura, alla conclusione delle liquidazioni di SMEA e Centro Agroalimentare, e alla ridefinizione dell'Associazione Sferisterio. Cruciale il passaggio sul servizio idrico integrato: l'anno che si chiude ha visto l'avvio del cronoprogramma per il gestore unico, con l'approvazione delle delibere di fusione nella maggioranza dei comuni dell'ambito territoriale.
«Abbiamo superato gli impatti della pandemia, del caro energia e della guerra — ha concluso la Piccioni — affrontando ora il ritorno della spending review imposta dall'UE con un bilancio solido e orientato ai bisogni della comunità».
Una nutrita delegazione di Coldiretti Marche sarà il 18 dicembre a Bruxelles al fianco degli agricoltori europei per una mobilitazione cruciale. L’obiettivo è chiaro: "Rimettere in carreggiata un’Unione Europea percepita come sempre più distante" e inascoltata rispetto alle esigenze del settore primario.
La manifestazione, che segue l’assemblea nazionale della scorsa settimana intitolata senza mezzi termini “Questa non è l’Europa che vogliamo”, punta a riportare l’agricoltura al cuore delle politiche comunitarie.
Il messaggio che Coldiretti porterà nella capitale belga è netto: l’Europa deve ripartire dall’economia reale, dai corpi intermedi e dal lavoro dei campi. Al centro della contestazione c'è una burocrazia comunitaria definita miope, accusata di aver contribuito al declino di interi comparti e di mettere a rischio l’agroalimentare, un settore che è il primo per valore dell’export europeo.
Pur riconoscendo il ruolo storico della Politica Agricola Comune (PAC), l'organizzazione ne contesta l'attuale impostazione, ritenuta penalizzante per la produzione interna. Sotto accusa, in particolare, la tendenza ad aprire la strada a importazioni senza reciprocità, indebolendo così la sovranità alimentare. Nel mirino anche l’accettazione di cibo ottenuto con standard di produzione che sono rigorosamente vietati agli agricoltori europei, sacrificando il principio di precauzione in nome della produttività.
La linea di Coldiretti è quella di un europeismo convinto: In, ma non acritico. L’organizzazione rivendica il proprio ruolo nel proporre soluzioni concrete, come dimostra l'anticipazione del tema strategico delle dogane e dei controlli alle frontiere.
La piattaforma che sarà presentata a Bruxelles si basa su pilastri fondamentali: sostegno ai giovani, uso di tecnologia “buona”, difesa della PAC e un chiaro "no" al fondo unico e ai tagli al settore.
L’obiettivo ultimo è scongiurare la rinazionalizzazione delle politiche agricole e rilanciare invece investimenti, innovazione e competitività. Il mondo agricolo marchigiano, come ribadito dall’organizzazione, è pronto a far sentire la propria voce nel cuore delle istituzioni comunitarie, convinto che "senza contadini non c’è futuro per l’Europa".
MACERATA - La Giunta comunale ha approvato lo schema dell’atto di modifica degli obblighi convenzionali e la cessione gratuita in esecuzione di convenzione relativa al piano di recupero “Salesiani” risalente all’anno 2009 che riguardava l’area compresa tra via Alfieri, via Dante Alighieri e viale Don Bosco dove era prevista la realizzazione di edifici residenziali e commerciali in parte attuata.
L’Amministrazione comunale conclude, così, una lunga vicenda acquisendo dalla Imar – a scomputo di monetizzazione - un’area che sarà destinata a parcheggio in località Vallebona che il Comune, facendo fede a un pre-accordo, destinerà all’Università di Macerata risolvendo così l’annoso problema dei parcheggi per la sede dell’Ateneo che si trova al Polo Bertelli.
L’iter di approvazione segue la deliberazione del Consiglio comunale con la quale era stato ritenuto opportuno, acquisire l’area di oltre 3.800 mq da destinare a parcheggio di proprietà della ditta IMAR s.r.l. ai fini del corretto sviluppo del territorio, del miglioramento della fruibilità della facoltà di Scienze della Formazione, del maggiore livello di sicurezza della viabilità della zona urbana ed eliminazione dei pericoli derivanti dalla sosta incontrollata da parte dei veicoli degli utenti che frequentano la struttura universitaria.
“L’aumento, assolutamente positivo per la città di Macerata, dell’utenza universitaria presso la sede di Scienze della Formazione rende necessario il reperimento di ampi spazi da destinare a parcheggi anche per eliminare i disagi per i residenti in occasione dei periodi di lezioni ed esami – ha detto il sindaco Sandro Parcaroli -. Nell’ambito di un rapporto di scambio e assoluta collaborazione con l’Università, il Comune avrà in disponibilità un lotto all’ex Cus - dove si stanno realizzando edifici residenziali e commerciali - per la realizzazione di servizi accessori”.
“C’è grande soddisfazione per aver raggiunto una soluzione che porterà benefici immediati al Comune, all’Università e ai residenti del quartiere Vergini e di via Valerio – ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. Con la nuova area parcheggio il Polo Bertelli potrà essere ampliato e gli studenti trovare adeguata sistemazione, senza occupare gli stalli dei residenti. Contestualmente il Comune potrà acquisire in permuta l’area di via Valerio e realizzare la bretella di collegamento con via Mugnoz, anche in questo caso favorendo i residenti di quella zona. Prima in Consiglio, poi in Giunta, l’amministrazione Parcaroli ha risolto un altro problema decennale ereditato dalle precedenti amministrazioni e lo ha fatto mettendo come sempre al centro il bene della città”.
Nel dibattito pubblico sullo sport e sulla parità di genere, continuano purtroppo a emergere segnali che richiamano l’urgenza di un cambio culturale e di interventi concreti. Nei giorni scorsi, durante una partita di calcio femminile a Moncalieri, una donna arbitra è stata bersaglio di insulti sessisti come “vai a lavare i piatti”, episodio che ha riacceso l’attenzione sul tema della discriminazione nello sport. Da questo fatto prende avvio l’intervento della consigliera comunale di Macerata Sabrina Di Padova, che collega quanto accaduto alla necessità di azioni anche a livello locale, in vista del Consiglio comunale di lunedì 15 dicembre.
"Episodi come questo dimostrano quanto sia ancora necessario intervenire, affinché ci sia meno discriminazione nello sport e nella società. Le parole d’odio non nascono nel vuoto: trovano terreno fertile nelle disuguaglianze e nelle disparità di trattamento che, ancora oggi, penalizzano lo sport femminile.Come consigliera comunale di Macerata, ho ritenuto doveroso collegare questi fatti all’azione politica locale.
Per questo, in vista del Consiglio comunale di lunedì, ho proposto modifiche al ‘Regolamento per la gestione e l’utilizzo degli impianti sportivi comunali’. per garantire pari opportunità tra sport maschile e femminile, prevedendo la concessione gratuita degli impianti sportivi comunali alle società di calcio femminile o, in alternativa, contributi economici equivalenti a quelli riconosciuti alle società di calcio maschile.
Questo impegno nasce anche dal ruolo che ho ricoperto negli anni precedenti come presidentessa del Consiglio delle Donne, un’esperienza che mi ha permesso di conoscere da vicino le difficoltà, gli stereotipi e le discriminazioni che molte donne affrontano quotidianamente in vari ambiti.È un impegno che porto avanti anche nel mio lavoro di docente, cercando ogni giorno di trasmettere alle nuove generazioni il valore del rispetto, dell’uguaglianza e del superamento dei pregiudizi di genere.Affinché ci sia meno discriminazione, servono scelte politiche e un lavoro culturale costante.Contro insulti come “vai a lavare i piatti” non bastano le condanne di rito: occorre costruire, anche a livello comunale, politiche pubbliche capaci di affermare nei fatti che lo sport, come la società, è di tutte e di tutti".
In vista del Consiglio comunale di lunedì 15 dicembre, l’Amministrazione comunale di Macerata annuncia la presentazione di un emendamento alla programmazione finanziaria del Bilancio di Previsione. L’atto è finalizzato a consentire all’Ente di partecipare all’asta pubblica per l'acquisto del complesso immobiliare di Villa Potenza, che comprende l'attuale mattatoio e una vasta area limitrofa di circa 20mila metri quadrati.
L’emendamento prevede la contrazione di un mutuo, strumento necessario per dotare l’Ente delle risorse economiche aggiuntive per prendere parte efficacemente alla procedura di gara.
Il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, ha così commentato l'iniziativa: "La decisione di intervenire con urgenza nel Bilancio risponde a una duplice esigenza strategica. Innanzitutto, è nostra ferma intenzione salvaguardare l’attività di macellazione locale attualmente gestita dalla Co.zo.ma. L'acquisizione della proprietà immobiliare non solo garantirà la continuità di un servizio essenziale per la nostra filiera, ma ci permetterà anche di esercitare una regia pubblica sugli interventi di efficientamento e ammodernamento della struttura".
Il sindaco ha inoltre evidenziato la valenza strategica dell'intera area: "Non dobbiamo sottovalutare l'interesse pubblico nell'acquisire la proprietà dell'intero complesso in una zona come Villa Potenza, che è al centro di un ambizioso piano di sviluppo strategico per la città. Questa operazione segue un percorso di confronto positivo con la Regione Marche e i soggetti privati, dove è emersa la concorde volontà di tutelare un immobile fondamentale. Essere proprietari ci consentirà, tra l'altro, di intercettare con maggiore facilità i necessari finanziamenti pubblici per riqualificare e rendere più efficiente il servizio".
Il voto sull'emendamento, e il conseguente via libera alla partecipazione all'asta, saranno discussi e deliberati durante la seduta del Consiglio comunale di lunedì.
Macerata torna al centro dell’attenzione nazionale. Questa volta a puntare i riflettori è Fanpage.it, uno dei principali giornali online italiani, noto per le sue inchieste giornalistiche, l’approfondimento politico e l’attenzione alle dinamiche sociali. Con un articolo pubblicato oggi, la testata ha definito “Letture Maceratesi – Rassegna Esplicita” come “il Festival nero di Macerata coi soldi della Regione”, sollevando un acceso dibattito sulla natura dell’evento e sul percorso dei finanziamenti pubblici che lo sostengono.
Il festival letterario si terrà nel capoluogo sabato 13 e domenica 14 dicembre, ma secondo Fanpage il cuore della questione non è il programma culturale. “Per capire che cosa sia davvero ‘Letture Maceratesi’ – scrivono – non basta guardare al calendario. Bisogna seguire il flusso del denaro, perché la vicenda è soprattutto politica”. Il giornale ricostruisce infatti un percorso “lineare, silenzioso e amministrativamente impeccabile”, ma che, a suo giudizio, descrive una filiera politica ben definita: 15mila euro di fondi regionali, stanziati dalla giunta Acquaroli (Fratelli d’Italia) per un generico “Festival del Libro”, arrivano al Comune di Macerata, guidato da Lega e FDI, e da lì vengono trasferiti integralmente a Castelli di Carta, un’associazione di Voghera, considerata vicina all’estrema destra e attiva a 500 chilometri di distanza.
Secondo Fanpage, questo passaggio trasformerebbe un contributo pubblico destinato alla promozione culturale “in un sostegno concreto a un evento affine alla galassia nera italiana e, in particolare, a CasaPound”.
Da qui la domanda che l’articolo pone in modo diretto: il finanziamento pubblico è stato utilizzato per sostenere un’iniziativa coerente con i valori della Costituzione, oppure le istituzioni hanno appoggiato – consapevolmente o meno – un evento politicamente orientato verso l’estrema destra neofascista? Un interrogativo che Fanpage avrebbe voluto porre anche al sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, il quale però – si legge – “si è rifiutato di rispondere alle nostre domande”.
A intervenire, invece, sono stati Alberto Cicarè, consigliere della lista Strada Comune – Potere al Popolo, e Ninfa Contigiani, segretaria del PD di Macerata. Entrambi sostengono che il festival non sia nato improvvisamente: “La legge regionale che assegna i 15mila euro risale a dicembre 2024” spiegano. “C’è stato un lungo lavorio per arrivare a una rassegna che fa esplicitamente l’occhiolino ai valori della destra fascista”. E aggiungono un attacco frontale all’amministrazione comunale: “La ridicola affermazione secondo cui non sapevano nulla della caratterizzazione del festival, e che i fondi sarebbero andati persi, li qualifica per quello che sono: bugiardi e ignavi”.
Le polemiche non si fermano alla politica istituzionale. Contro Letture Maceratesi si è mobilitata anche una rete di oltre 30 soggetti, tra associazioni, partiti, sindacati e persino attività commerciali, che hanno organizzato in città una contro-rassegna antifascista, in programma negli stessi giorni del festival.
Domani l’evento prenderà ufficialmente il via. A Macerata, tra festival, contro-festival e dibattito politico, ne vedremo delle belle.
L'avvocato Fabio Pistarelli ha formalizzato le sue dimissioni dall'incarico di capo di gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. La notizia, giunta oggi, segna la fine di una collaborazione intensa durata complessivamente cinque anni, comprensiva del recente rinnovo all'inizio della nuova legislatura.
Pistarelli, avvocato di professione, ha espresso in una nota tutto il suo ringraziamento e l'entusiasmo per il lavoro svolto: "Ringrazio della fiducia accordatami dal presidente Francesco Acquaroli in questi 5 anni di mandato di capo gabinetto, svolto con grande entusiasmo e intenso lavoro, e con il rinnovo dell’incarico nella attuale nuova legislatura regionale".
La decisione, presa "d'accordo con il presidente", rientra in una fase di naturale riorganizzazione post-elettorale. L'incarico rinnovato ad ottobre era infatti limitato a tre mesi, il tempo necessario per concludere il mandato precedente e avviare la nuova macchina regionale.
"In questo primo periodo post elettorale c’è infatti una fisiologica fase di riorganizzazione per ridefinire ruoli e compiti sulla base di esigenze anche personali", ha spiegato Pistarelli, motivando il suo passo indietro con una chiara volontà: il desiderio di riavvicinarsi al territorio."Dopo 5 anni ho espresso il desiderio di riavvicinarmi al territorio e dato una disponibilità a dare una mano alla politica territoriale e, d’intesa con il Presidente, a conclusione del mio mandato, proseguirò in queste altre forme l’impegno per la nostra straordinaria regione".
L'esplicita menzione di voler dare un contributo alla "politica territoriale" ha immediatamente acceso i riflettori su quali potrebbero essere i prossimi impegni politici dell'avvocato.
Pistarelli è una figura ben nota nell'ambiente di Macerata, e la sua scelta di lasciare un ruolo di prestigio in Regione viene letta da molti osservatori come un chiaro segnale in vista delle prossime elezioni comunali nel capoluogo maceratese. La sua esperienza amministrativa e il forte legame con il presidente Acquaroli lo rendono un nome di spicco per un'eventuale candidatura o un ruolo chiave nella campagna elettorale locale del centrodestra.
Il futuro impegno di Pistarelli sarà dunque fuori dalle stanze della Giunta regionale, ma concentrato, con ogni probabilità, sul panorama politico locale di Macerata.
Cambio al vertice del gruppo consiliare di Fratelli d'Italia: dopo la nomina di Roberto Pantella ad assessore in seguito al rimpasto di Giunta dello scorso 24 novembre, il testimone passa ufficialmente a Roberto Tiberi, designato nuovo capogruppo.
L’annuncio arriva in una nota firmata dallo stesso Tiberi, che esprime gratitudine e responsabilità per l’incarico ricevuto. «Desidero esprimere la mia sincera gratitudine ai colleghi consiglieri per la fiducia che hanno voluto riporre in me nominandomi nuovo capogruppo» dichiara. «È per me un onore raccogliere questo incarico, che assumo con senso di responsabilità e spirito di servizio verso il nostro gruppo e verso la città».
Tiberi rivolge poi un pensiero a Pantella, che ha guidato Fratelli d’Italia in Consiglio comunale fino alla recente nomina in Giunta: «Un ringraziamento particolare va a Roberto Pantella, che ha guidato il gruppo con equilibrio, competenza e dedizione e al quale rivolgo i miei più sentiti auguri per il nuovo ruolo di assessore. Il suo lavoro rappresenta un punto di riferimento importante e farà da base solida su cui continuare a costruire».
Il nuovo capogruppo promette continuità e impegno, sottolineando la volontà di mantenere coesione interna e di lavorare nell’interesse della città: «Mi impegno fin da ora a proseguire nel solco tracciato, lavorando per mantenere il gruppo unito, coeso e sempre orientato al bene di Civitanova Marche. Continueremo a portare avanti le nostre idee con serietà, trasparenza e senso istituzionale, contribuendo al dibattito consiliare con proposte concrete nell’interesse dei cittadini».
Si accende lo scontro politico attorno alla "Rassegna Esplicita: Letture Maceratesi", l’iniziativa che - secondo il comunicato diffuso da cittadine e cittadini antifascisti insieme a Rifondazione Comunista e ai Giovani Comunisti - vedrebbe la partecipazione di "case editrici e ospiti vicini a CasaPound Italia all’interno dello Sferisterio". Un evento che, sottolineano, sarebbe «realizzato con fondi pubblici dell’amministrazione regionale e comunale» e destinato a «tematiche di stampo fascista».
Nel documento, i firmatari parlano apertamente di «preoccupazione per l’utilizzo improprio di fondi pubblici» e annunciano un nuovo momento di mobilitazione: domenica 14 dicembre alle 16 in piazza Vittorio Veneto, dove si terrà un presidio cittadino «contro l’utilizzo improprio dei soldi delle cittadine e dei cittadini marchigiani».
Dopo l’iniziativa antifascista "Non Ci Si Rassegna", organizzata nei giorni scorsi come risposta alla manifestazione culturale sostenuta da Regione Marche e Comune di Macerata, gli aderenti sentono «la necessità di creare un altro momento di partecipazione», ritenendo la vicenda «così grave» da richiedere una risposta pubblica e unitaria.
Il comunicato si inserisce in un clima di crescente critica verso le politiche culturali dell’amministrazione maceratese: «Macerata sta soffrendo il costante definanziamento e impoverimento culturale e sociale effettuato da parte della Giunta comunale di destra – si legge – che vede sempre più eventi traslocare, subire tagli o chiudere definitivamente». I firmatari citano casi specifici: il festival Ratatà trasferito a Jesi, Musicultura definanziato, e «lo Sferisterio stesso» oggetto di contrazioni economiche.
La critica principale, però, riguarda la scelta di finanziare l’associazione “Castello di Carta” - organizzatrice della rassegna - con 15 mila euro, mentre «alle associazioni culturali cittadine si concedono miseri 20 mila euro complessivi, 1.500 euro ciascuna». Una decisione che, secondo il comunicato, risponderebbe unicamente a «affinità ideologiche con la Giunta Parcaroli».
Sul piano politico e costituzionale, il comunicato richiama direttamente la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, ricordando che «in nessun modo il partito fascista deve essere ricostituito né – aggiungiamo – i suoi punti programmatici diffusi, men che meno a carico delle contribuenti e dei contribuenti».
Il messaggio si conclude con la firma collettiva: “Cittadine/i Antifasciste/i Maceratesi”, sostenuti da Rifondazione Comunista e dai Giovani Comunisti, decisi a contestare quella che definiscono «una programmazione culturale incoerente con i valori costituzionali» e a rivendicare una città «che investa in cultura, partecipazione e libertà».
"Come Rifondazione Comunista e Giovani Comuniste/i Macerata, abbiamo sentito la profonda urgenza di sollecitare la convergenza politica anche alla giornata del 14, oltre che alla contro-iniziativa antifascista 'Non ci si rassegna'. La risposta di piazza, necessaria a chiudere la mobilitazione, ha trovato sponda nel coordinamento antifascista “Cittadine/i Antifasciste/i Maceratesi", sottolinea Gianmarco Mereu di Rifondazione Comunista Macerata.
"Sosteniamo il presidio e la denuncia contro la mala gestione di fondi, perché questa città da troppo tempo sta vivendo un impoverimento culturale ed associativo, tale da vedersi sottratti momenti di incontro, socialità, dialogo e anche solo mero intrattenimento essenziali per riconoscere la vivacità di un capoluogo. Proprio nel mentre che viene a morire il fermento culturale per cui era tanto nota la nostra città, ci viene imposta una presenza sgradita e provocatoria che fa scempio di Macerata. Non possiamo che rispondere con i valori civili della resistenza e con la convergenza di tutte/i le/gli antifasciste/i maceratesi in piazza", conclude Mereu.
Si accende il clima politico sotto le festività natalizie. A parlare è Federico Dari, consigliere comunale e segretario del Partito Democratico di Sarnano, che interviene dopo le critiche ricevute da Fratelli d’Italia durante l’ultimo consiglio comunale. Il Pd locale è stato infatti definito «ondivago» e «corresponsabile delle scelte sbagliate prese», una lettura che Dari respinge con decisione, accusando la maggioranza di voler «nascondere il vero problema per Sarnano e i suoi cittadini: l’immobilismo più totale di questa giunta, frutto della continua litigiosità della maggioranza».
Dari parla apertamente di «lotta fratricida tra i vincitori delle elezioni» che, a suo avviso, starebbe paralizzando la capacità amministrativa: «Questa lotta fratricida nuoce a Sarnano. Come forza di opposizione potrei cercare di trarre politicamente vantaggio da questa situazione. Avrei potuto attaccare, scrivere, sentenziare come fanno altri. Sono invece molto dispiaciuto perché siamo tutti noi cittadini a farne le spese».
Il segretario PD rivendica inoltre la piena autonomia del suo ruolo istituzionale rispetto alle posizioni di partito: «Pur essendo segretario del PD, il voto che esprimo da consigliere comunale viene studiato di volta in volta per garantire il massimo beneficio per il paese e non per seguire direttive di partito». E chiarisce di non voler essere trascinato nelle tensioni interne alla maggioranza: «Non ho nessuna intenzione di prendere parte a questa lotta tra Forza Italia e Fratelli d'Italia».
Dari arriva anche a chiedere un’assunzione di responsabilità da parte della giunta: «Se non sono in grado di governare, dopo che si sono presentati ai cittadini con questo obiettivo, chiedano tutti scusa e si dimettano».
Uno dei punti più duri dell’intervento riguarda la questione Terme, tema ricorrente nel dibattito politico cittadino: «È l'unica cosa che da un anno e mezzo pongono sul tavolo e quando si arriva al voto decisivo Fratelli d'Italia neppure si presenta per votare quello che da sempre sostiene! Siamo alla schizofrenia politica».
Dari elenca poi quelle che ritiene le conseguenze dell’immobilismo amministrativo: «Intanto tutto il resto crolla: strade dissestate o chiuse, un paese vuoto di turisti e residenti, con una programmazione natalizia su cui non infierisco solo perché, appunto, a Natale siamo tutti più buoni». E aggiunge che molte criticità gli vengono segnalate quotidianamente dai cittadini: «Questo paese è fermo, deserto, buio e stanco».
Il consigliere conclude con un appello diretto alla maggioranza: «Fateci un regalo: rilanciate il paese come avete promesso se ne siete in grado e vedrete che avrete anche il mio appoggio e quello di tanti cittadini che non vi hanno votato. Ammesso che abbiate ancora quello di chi ha riposto fiducia in voi».
Grande partecipazione e confronto costruttivo domenica 7 dicembre all'Hotel Villa Quiete, dove si è svolto l’incontro pubblico promosso dai comitati spontanei Una Valle da Vivere sul nuovo progetto viario proposto dalla Provincia di Macerata. Circa 150 le persone presenti, "a conferma dell’attenzione sempre più alta sulle ricadute territoriali delle future scelte infrastrutturali", sottolineano i referenti dei comitati spontanei "Una Valle da Vivere", Luca Giustozzi, Rodolfo Mogetta, Paolo Monti..
All’appuntamento hanno preso parte il vicepresidente della Provincia di Macerata, la sindaca facente funzioni di Montecassiano, il sindaco di Montelupone e un referente provinciale di Coldiretti, oltre ai rappresentanti dei comitati.
Durante la serata, i comitati hanno illustrato le criticità del tracciato attualmente sul tavolo, attraverso l’intervento dell’ingegnera Cecilia Scoccia, che ha evidenziato gli impatti sull’abitato e sulle attività produttive della valle. A seguire, l’urbanista e ingegnere Giuseppe Malaisi ha presentato una proposta progettuale alternativa che punta a ridurre il consumo di territorio, riqualificando dove possibile l’infrastruttura esistente e introducendo un bypass dell'area più sensibile – quella di Sambucheto e Sant’Egidio – sfruttando lo spazio a nord dell’asse SS77–SP571. Un’ipotesi già avanzata dai comitati nell’assemblea pubblica del giugno 2023.
Secondo i promotori, l’alternativa sarebbe meno impattante per il comparto agricolo, più economica e priva di criticità idrauliche, garantendo al contempo un migliore servizio alle zone industriali Enrico Mattei di Montecassiano e F.lli Guzzini di Recanati, senza danneggiare le attività commerciali presenti lungo l’attuale tracciato.
Il professor Fabio Taffetani ha posto l’accento sugli aspetti idrogeologici, ribadendo l’importanza di una progettazione rispettosa degli equilibri ambientali della valle. In chiusura, sia il vicepresidente Buldorini sia la sindaca Acciarresi hanno espresso la volontà di valutare attentamente la proposta dei comitati, aprendo alla possibilità di un dialogo più approfondito nelle prossime fasi decisionali.
L’assemblea si è conclusa in un clima positivo e collaborativo, lasciando spazio alla prospettiva di una progettazione condivisa che sappia conciliare mobilità, sicurezza e tutela del territorio.
Il Consiglio Comunale di Sefro è stato ufficialmente convocato per venerdì 19 dicembre 2025, alle ore 18:00, presso la sala consiliare di Piazza Bellanti. Al centro della seduta ci sarà l’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028, strumento fondamentale che definisce le strategie economiche e operative dell’ente per il prossimo triennio.
L’amministrazione comunale conferma l’obiettivo di chiudere i conti entro i termini di legge del 31 dicembre, evitando così le limitazioni dell’esercizio provvisorio. Grazie al lavoro avviato durante il mandato dell’ex vicesindaco e assessore al bilancio Rodolfo Rossi e portato avanti con continuità dall’attuale presidente del Consiglio con delega al bilancio, Alessandro Midei, il Comune sarà pienamente operativo dal 1° gennaio 2026, garantendo continuità nei servizi e capacità di spesa immediata.
Lo schema di bilancio, già approvato in giunta e corredato dalla nota integrativa, conferma la solidità dei conti comunali. Tra i dati più rilevanti emerge la conferma della pressione fiscale invariata: IMU e addizionale IRPEF restano ai livelli del 2025, senza chiedere sacrifici aggiuntivi ai cittadini. Parallelamente, si conferma la razionalizzazione della spesa, con le previsioni per le spese correnti in calo a 774.334 euro nel 2026, rispetto ai circa 900.000 euro del 2025, senza ricorrere a nuovi mutui.
Il presidente del Consiglio Alessandro Midei sottolinea l’importanza della chiusura anticipata: “Non è solo un tecnicismo, ma un segnale di efficienza. Questo risultato nasce da una grande sinergia tra politica e apparato amministrativo. I dipendenti comunali hanno lavorato con grande professionalità, permettendoci di coniugare rigore contabile e operatività”.
Anche il sindaco Pietro Tapanelli esprime soddisfazione, evidenziando le sfide future: “Consegniamo alla comunità un bilancio sano, mantenendo ferme IMU e IRPEF. La gestione della TARI resta la sfida più complessa, con costi che dipendono da dinamiche sovracomunali. Monitoreremo attentamente la situazione e cercheremo soluzioni per mitigare eventuali aumenti”.
Oltre al bilancio, il Consiglio discuterà altri temi strategici, tra cui la valorizzazione del patrimonio comunale e la nuova legge per la promozione delle zone montane, confermando l’attenzione dell’amministrazione verso le aree interne.