TOLENTINO – Favorire la collaborazione tra amministrazione e cittadini per la cura, la manutenzione e la rigenerazione degli spazi pubblici. È questo l’obiettivo del nuovo progetto “Cittadinanza attiva”, illustrato nel corso di una conferenza stampa dal Comune di Tolentino.
A presentare il regolamento sono stati il sindaco Mauro Sclavi e il presidente del Consiglio comunale Alessandro Massi Gentiloni Silverj, alla presenza del consigliere comunale Fabio Montemarani e del funzionario comunale Maria Cristina Ascolani.
Il regolamento istituisce e disciplina il servizio di cittadinanza attiva, inteso come forma di collaborazione volontaria tra cittadini e amministrazione comunale per la cura dei beni e degli spazi comuni, nel rispetto dei principi costituzionali di solidarietà e sussidiarietà e in attuazione delle previsioni dello Statuto comunale. L’attività prevista dal progetto ha natura esclusivamente volontaria e non costituisce in alcun modo rapporto di lavoro con il Comune, né dà diritto a compensi o trattamenti previdenziali.
Il progetto si rivolge ai cittadini residenti a Tolentino, ma anche a coloro che vi lavorano, studiano o operano stabilmente sul territorio, con un’età minima di sedici anni. Per i minorenni è prevista la partecipazione solo con autorizzazione dei genitori e sotto la supervisione di un tutor maggiorenne. Tra i requisiti richiesti figurano l’idoneità psico-fisica, l’assenza di procedimenti penali o condanne, la non sussistenza di contenziosi o debiti nei confronti del Comune e il possesso dei requisiti di affidabilità previsti dal regolamento.
I cittadini potranno partecipare ad attività che riguardano diversi ambiti, tra cui la cura delle aree verdi e dei parchi, la manutenzione del territorio e degli arredi urbani, la collaborazione nella gestione di edifici pubblici come scuole e strutture comunali, oltre ad attività di carattere socio-culturale finalizzate al benessere della comunità, all’inclusione sociale e al supporto alle fasce più fragili della popolazione. Il Comune potrà inoltre individuare ulteriori ambiti di intervento e favorire la collaborazione con i comitati di quartiere e di contrada già esistenti sul territorio.
Il progetto prevede anche specifiche misure di sicurezza, con la formazione dei partecipanti sui rischi connessi alle attività svolte e la fornitura dei dispositivi di protezione individuale necessari. Il Comune garantirà inoltre la copertura assicurativa per responsabilità civile verso terzi e per eventuali infortuni durante lo svolgimento delle attività, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla polizza comunale. Tutte le attività saranno svolte esclusivamente nell’ambito dei progetti autorizzati e sotto il coordinamento dell’ente.
Per aderire al servizio sarà possibile presentare domanda compilando la modulistica disponibile sul sito del Comune di Tolentino, con il modello A per la richiesta di partecipazione e il modello B per la proposta di intervento.
“Sul tema della gestione dei rifiuti in provincia di Macerata assistiamo a un silenzio assordante da parte della destra, a fronte dei numerosi interventi di amministratori ed esponenti del centrosinistra”.
L’ex senatore Mario Morgoni interviene con parole dure su una situazione che definisce “ormai a un punto di non ritorno”, indicando responsabilità precise: “Sono totalmente in capo alla destra, sia a quella che governa organismi e istituzioni del territorio sia a quella che guida con un monocolore il Cosmari”.
“Al netto degli aumenti della Tari, che nel triennio sfioreranno il 30%, dell’assenza di politiche ambientali e di progetti per la riduzione dei rifiuti, di una raccolta differenziata stagnante e in calo, e dell’abbandono di progetti strategici come quelli per il trattamento dei pannolini e della frazione organica – prosegue Morgoni – la destra aveva due compiti chiari”.
“Il primo: individuare un nuovo sito di discarica, potendo contare da tempo su una graduatoria fornita dall’Università Politecnica delle Marche. Il secondo: definire un accordo con il Comune di Cingoli per una nuova vasca che consentisse di gestire la fase transitoria”.
“Entrambi questi obiettivi sono stati clamorosamente falliti. Non è stato individuato il nuovo sito e questo ha impedito anche l’avvio di una trattativa con Cingoli, che giustamente pone come condizione la scelta preventiva del sito definitivo”.
Lo scenario, secondo l’ex parlamentare, resta critico anche nelle ipotesi più ottimistiche: “Se anche entro l’estate si individuasse il sito, si aprisse una trattativa e si completasse l’iter autorizzativo, la nuova vasca non sarebbe disponibile prima della fine del 2028. E già così il conto sarebbe pesantissimo”.
“I maggiori costi per il conferimento dei rifiuti fuori provincia – nel 2026 a Corinaldo e dal 2027 a Pesaro – rappresenteranno un salasso per i cittadini e porteranno i crediti del Cosmari verso i Comuni fino a 30 milioni di euro. Una vera mina vagante per i bilanci”.
Morgoni non esclude scenari ancora più gravi: “Se dovesse proseguire questo immobilismo, ci si dovrebbe chiedere se dipenda da inettitudine o da una volontà precisa di indebolire e svendere la più importante azienda pubblica della provincia”.
“Il risultato, in ogni caso, sarebbe catastrofico: la fine del Cosmari, un futuro incerto per centinaia di lavoratori e un danno gravissimo per i cittadini”.
Infine, l’affondo politico: “Gli esponenti della destra, a partire dal presidente della Regione Francesco Acquaroli, non possono pensare di cavarsela individuando un capro espiatorio nel presidente del Cosmari”.
Da qui l’appello conclusivo: “È una situazione inaccettabile. Serve una mobilitazione delle comunità locali, dei sindacati e degli ambientalisti per difendere un patrimonio pubblico e pretendere serietà, trasparenza e responsabilità da chi ha il dovere di decidere”.
Dalle parole ai fatti. Dopo la presentazione ufficiale del progetto, la lista civica "Urbana Futura" entra nel vivo della sfida elettorale a sostegno del candidato sindaco Marco Sigona. Sabato 11 aprile, a partire dalle ore 9:30, si aprirà ufficialmente la raccolta delle firme e delle adesioni per le candidature al Consiglio Comunale di Macerata presso la sede di Corso Matteotti, 8.
Non si tratta di un semplice adempimento burocratico, ma del primo vero test di piazza per il movimento guidato da Marcello Marcelli. La lista, che ha fatto dell'indipendenza dai partiti il proprio vessillo, chiama a raccolta i maceratesi per costruire una compagine basata sul merito e sulla libertà da ogni tessera.
"Urbana Futura nasce e cresce con uno spirito autenticamente civico e democratico - sottolinea il promotore della lista -. Crediamo fermamente che ogni cittadino debba avere la possibilità di contribuire concretamente alle scelte che riguardano la propria città. Per questo l’invito è rivolto a tutti: venite a firmare, venite a partecipare, venite a metterci la faccia".
L'obiettivo dichiarato è quello di invertire la rotta rispetto alle criticità che affliggono il capoluogo, dallo spopolamento alla crisi del centro storico, ridando a Macerata il ruolo di "città-faro" delle Marche centrali.
"Macerata ha bisogno di idee nuove e di persone che vogliano esserci davvero - conclude Marcelli -. È il momento di fare la differenza insieme per riprenderci Macerata. La nostra sfida è quella di andare oltre le vecchie logiche, e la nostra unica forza è farlo insieme ai cittadini liberi". I banchetti per la sottoscrizione della lista e per presentare la propria disponibilità alla candidatura saranno operativi per tutta la mattinata di sabato.
La sede elettorale di Gianluca Tittarelli, candidato sindaco della coalizione di centrosinistra per il comune di Macerata, apre le porte alla cultura e alla partecipazione sociale. Da oggi, giovedì 9 aprile, i locali di via Garibaldi 24 ospitano la mostra "La Ripartenza" di Mauro Bubbico, un’esposizione di manifesti che vuole essere un'occasione di riflessione collettiva sul futuro della città.
Secondo Tittarelli, la scelta del titolo non è affatto casuale, poiché "richiama direttamente lo slogan della campagna elettorale, ponendo l'accento su una rinascita urbana che metta al centro l'accoglienza, la responsabilità ambientale e il coinvolgimento attivo di ogni singolo cittadino".
L'iniziativa trasforma il quartier generale del candidato in un luogo di ascolto e condivisione. Gianluca Tittarelli ha infatti annunciato la sua presenza fissa in sede tutti i giovedì, dalle ore 18:00 alle 19:30, per accogliere i maceratesi che desiderano proporre idee, fare segnalazioni o semplicemente confrontarsi sui temi della coalizione.
Per il candidato, le opere di Bubbico rappresentano "un invito visivo a prendersi cura di Macerata intesa come casa comune, dove le questioni sociali non vengono ignorate ma affrontate insieme, in un'ottica di inclusione che non lascia indietro nessuno".
L’esposizione vanta la firma di un autore di assoluto prestigio nel panorama della comunicazione visiva. Mauro Bubbico, originario della provincia di Matera e diplomato in Scenografia a Firenze, è infatti considerato una delle voci più autorevoli della grafica italiana contemporanea. Docente dal 2007 presso il prestigioso ISIA di Urbino, Bubbico ha dedicato oltre trent'anni di carriera al design inteso come strumento di educazione sociale e sostenibilità ambientale.
Il suo linguaggio, immediato e fortemente simbolico, è celebre per la capacità di raccontare le identità dei territori e i processi collettivi, rendendo i suoi manifesti dei veri e propri strumenti di narrazione della comunità.
"Con questa mostra, la sede di via Garibaldi smette di essere un semplice ufficio elettorale per diventare un laboratorio di visione politica, dove l'arte di un maestro come Bubbico funge da catalizzatore per il dialogo sul futuro di Macerata", sottolinea Tittarelli.
Il comitato di Futuro Nazionale, il nuovo partito lanciato dal generale Roberto Vannacci, accelera la propria attività sul territorio maceratese annunciando ufficialmente l'inizio de "La Gazebata", un tour itinerante di primavera progettato per consolidare la presenza del movimento e aprire un canale di dialogo diretto con le comunità locali. Sotto la guida del referente del comitato di Macerata, Marco Alfei, l'iniziativa punta a raccogliere le istanze dei cittadini e a presentare le proposte del gruppo attraverso una serie di banchetti informativi.
Il "fischio d'inizio" del tour è fissato per domenica 26 aprile a Porto Potenza, dove il gazebo del movimento sarà allestito in Piazza della Stazione dalle ore 00:90 alle 18:00. Come sottolineato dallo stesso Alfei, l'obiettivo primario è quello di "radicare il partito in ogni singolo comune della provincia, trasformando il confronto quotidiano nella base per costruire il futuro del territorio". Per il referente locale di Futuro Nazionale, "essere tra la gente rappresenta l'unico modo concreto per dare voce alle necessità delle diverse realtà locali".
Il calendario degli appuntamenti proseguirà per tutto il mese di maggio, toccando diverse aree della provincia. Dopo la tappa costiera, il tour si sposterà il 3 maggio a Porto Recanati, per poi fare tappa il 10 maggio a Recanati. L'ultima data annunciata per questa prima fase del tour è quella del 17 maggio a San Severino Marche..
"L'estensione del credito d'imposta della Zes alle imprese agricole, della pesca e dell’itticoltura delle Marche è una notizia molto positiva per il nostro territorio e per tutto il sistema produttivo regionale. Le aziende marchigiane potranno così accedere a uno strumento concreto di sostegno agli investimenti e alla competitività". Lo dichiara l'assessore regionale alla Zes, Giacomo Bugaro, commentando l’annuncio relativo all'inclusione delle Marche e dell'Umbria nella misura.
"Ringrazio il sottosegretario al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, per il lavoro istituzionale svolto e per l'attenzione dimostrata verso le Marche - aggiunge Bugaro -. Un ringraziamento va anche all’onorevole Mirco Carloni, che nei mesi scorsi si era attivato con iniziative ed emendamenti per raggiungere questo risultato".
L’inclusione delle Marche è stata resa possibile grazie all’aggiornamento dei modelli predisposti dall’Agenzia delle Entrate, realizzato in raccordo con i Ministeri competenti, che consente ora anche alle imprese agricole, dell’itticoltura e della pesca marchigiane di presentare la comunicazione preventiva necessaria per accedere al credito d’imposta Zes, risolvendo la questione in via amministrativa senza ulteriori interventi normativi.
"Si tratta di un passo importante per sostenere il comparto primario in una fase complessa e per rafforzare sviluppo, occupazione e crescita delle filiere produttive regionali", conclude Bugaro.
(Foto di Lucia Montecchiari)
Negli ultimi mesi il tema dell’installazione di impianti di telefonia mobile 5G nel territorio comunale ha suscitato attenzione e sensibilità all’interno della comunità di Petriolo. Si tratta di interventi rilevanti, che incidono sul territorio e che, proprio per questo, devono essere realizzati nel pieno rispetto delle norme vigenti.
In data odierna, alcuni cittadini residenti nei pressi dell’area interessata hanno segnalato l’avvio dei lavori per l’installazione dell’antenna in Via delle Grazie. A seguito di tali segnalazioni, il consigliere comunale Ingegner Domenico Luciani si è recato direttamente sul posto per effettuare un sopralluogo e verificare personalmente lo stato delle lavorazioni.
“Nel corso del sopralluogo ho rilevato alcune criticità che mi hanno portato alla trasmissione di una formale segnalazione agli enti competenti, in merito a presunte violazioni delle norme sulla sicurezza nel cantiere”. riferisce Luciani. La segnalazione, inviata al Comune di Petriolo, al Comando dei Carabinieri di Mogliano e all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Macerata, evidenzia in particolare alcune criticità legate alla sicurezza del cantiere, tra cui assenza o inadeguatezza delle recinzioni, mancato utilizzo dei dispositivi di protezione individuale e lavorazioni in condizioni potenzialmente pericolose per lavoratori e terzi.
Tali situazioni, se confermate, potrebbero configurare violazioni della normativa vigente in materia di salute e sicurezza. A supporto della segnalazione è stata allegata documentazione fotografica che mostra le condizioni operative del cantiere, inclusa la presenza di mezzi d’opera in aree non adeguatamente delimitate e potenzialmente accessibili a terzi. Con la segnalazione si chiede alle autorità competenti di effettuare le opportune verifiche e accertamenti, al fine di garantire il rispetto delle disposizioni di legge e delle misure di prevenzione e protezione previste. “La sicurezza nei cantieri non è un aspetto secondario – prosegue Luciani – ma un principio fondamentale che deve essere rispettato sempre, senza eccezioni”.
“Ho provveduto a informare tempestivamente il sindaco Santinelli della segnalazione, anche per le vie brevi, auspicando che vengano avviati con urgenza gli opportuni accertamenti. Nei prossimi giorni promuoveremo ulteriori iniziative volte a garantire la tutela dell’ambiente, del paesaggio e della salute delle persone. Non possiamo rassegnarci all’idea che tali impianti, pur riconoscendone l’utilità e l’importanza, possano prevalere indiscriminatamente su ogni altro interesse. Esistono strumenti normativi posti a tutela degli interessi costituzionalmente rilevanti: è necessario applicarli con rigore e assicurarne il pieno rispetto al fine di giungere a soluzioni rispettose del territorio e delle comunità che ci abitano. Il Comune, in qualità di ente preposto al governo del territorio, dovrebbe esercitare un ruolo attivo nella pianificazione dell’ubicazione di tali impianti, evitando di limitarsi a subire le iniziative dei soggetti privati e mettere i cittadini gli uni contro gli altri”.
Recanati - Dopo il sindaco di Civitanova, Fabrizio Ciarapica, un altro esponente politico marchigiano "sale sul carro" Vannacci. La città leopardiana si prepara ad avviare il proprio comitato costituente di Futuro Nazionale, segnando il primo passo verso la strutturazione del movimento sul territorio. L’iniziativa prende impulso dalla decisione di Paolo Diop, politico di origini senegalesi con un passato anche a Fratelli d'Italia, di lasciare la Lega per aderire al progetto promosso dal generale Roberto Vannacci e da Gianni Alemanno.
La scelta è stata comunicata dallo stesso Diop con un lungo post sui social, nel quale ha voluto spiegare le motivazioni della sua decisione: “Oggi non cambio strada. Oggi continuo un percorso… non ho mai cambiato per convenienza. Non ho mai cambiato per opportunismo. Ho cambiato quando ho capito che certi valori rischiavano di restare parole vuote, quando ho visto che certe battaglie non venivano più combattute con la forza necessaria”.
Diop ha sottolineato come per lui la politica sia soprattutto identità e appartenenza: “La politica non è una sigla. È identità. È visione. È appartenenza. Ed è proprio questa appartenenza che oggi mi porta a fare una scelta chiara, netta, senza ambiguità: aderire al progetto di Roberto Vannacci e Gianni Alemanno. Troppo spesso abbiamo visto una politica che arretra, che si piega, che cerca di piacere a tutti e finisce per non rappresentare più nessuno. Io non ci sto”.
Il post ha suscitato molte reazioni, sia per i repentini cambi di casacca di Diop – meno di un mese fa aveva scritto: “Il mio percorso continua nella Lega… Andiamo avanti. Insieme” – sia per le posizioni di Vannacci sulle tematiche legate ai tratti somatici. A tal proposito, Diop, indirettamente, ha voluto chiarire: “Non ho tratti italiani, ed è un dato di fatto. Ma questo non mi mette fuori da nulla, né mi fa fare un passo indietro rispetto alle idee in cui credo. Significa avere ancora più chiaro cosa vuol dire rispetto: rispetto per l’Italia, per la sua cultura, per la sua identità. La vera ricchezza sta nelle nostre differenze, nelle nostre identità, nelle radici che ciascuno porta con sé. Difendere l’identità non è odio. È consapevolezza. E io so bene chi sono”.
Secondo Diop, la decisione di aderire a Futuro Nazionale non è un cambio di bandiera, ma un passo avanti: “Non prometto scorciatoie. Non prometto facilità. Prometto impegno. Prometto determinazione. Prometto che continuerò a dire quello che penso, anche quando è scomodo. Perché la politica non deve rassicurare… deve rappresentare”.
Ora resta da osservare le ripercussioni sul territorio e se altri rappresentanti politici decideranno di aderire, rafforzando la presenza di Futuro Nazionale nella regione.
A pochi giorni dall'inaugurazione della sede elettorale di corso Matteotti (LEGGI QUI), uno dei manifesti elettorali affissi in città del sindaco uscente Sandro Parcaroli, ricandidato alle prossime elezioni comunali di Macerata del 24 e 25 maggio, è stato imbrattato con alcune scritte offensive, tra cui “cretino” e “scemo”.
A denunciare l’episodio è stato il vicepresidente provinciale Luca Buldorini, da sempre vicino a Parcaroli, che postando una foto sui propri canali social non ha usato mezzi termini: “Questa non è politica. È feccia”.
"Imbrattare il volto di Sandro Parcaroli, insultarlo, sfregiarlo così non è dissenso: è odio vigliacco - continua Buldorini - Qui non colpiscono un sindaco. Colpiscono un uomo. Un padre. Un nonno. E chi parla di democrazia ma agisce così, la democrazia la calpesta. Solidarietà totale a Sandro Parcaroli. Condanna senza se e senza ma. L’odio non è un’opinione. È fallimento”.
Su un altro manifesto, invece, qualcuno ha pensato di “personalizzare” il volto del candidato disegnandogli un vistoso dente nero. Di certo, per la campagna elettorale non è proprio l’inizio ideale: manifesti appena affissi e già da sostituire. Più che una corsa alle elezioni, per ora sembra una corsa… alla tipografia.
Una "Dermatologia senza confini" per mettere la rete territoriale al centro dell’assistenza cutanea integrata. È questo il cuore del convegno che si terrà sabato 11 aprile a Macerata, presso la Gran Sala Piero Cesanelli. L'obiettivo dell'evento è promuovere una reale integrazione tra l'ospedale e il territorio, superando le frammentazioni che spesso ostacolano le cure.
L’evento formativo, accreditato ECM, vede come presidente il dottor Marco Sigona, Direttore dell’U.O.C. di Dermatologia dell’Ast di Macerata, mentre la responsabilità scientifica è affidata al dottor Daniele Dusi. Il congresso si rivolge a una vasta platea di professionisti: dermatologi, venereologi, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale.
L'assistenza dermatologica si trova oggi ad affrontare sfide significative, tra cui l'aumento esponenziale dell'incidenza dei tumori cutanei, la gestione delle patologie infiammatorie croniche, la diffusione di parassitosi di interesse cutaneo e la necessità di integrare le nuove frontiere terapeutiche con un sistema sanitario territoriale efficiente e sostenibile.
"La frammentazione tra cure ospedaliere e ambulatoriali rappresenta spesso un ostacolo alla continuità assistenziale del paziente, generando ritardi diagnostici e terapeutici - dichiara il dottor Marco Sigona, Primario della Dermatologia dell’Ast di Macerata -. Questo congresso nasce dall'esigenza di rafforzare il ruolo cruciale del dermatologo, promuovendo un modello di dermatologia di prossimità, capace di rispondere, in modo efficace e tempestivo, ai bisogni della popolazione".
L'evento si propone di condividere linee guida diagnostico-terapeutiche che favoriscano una collaborazione sinergica tra specialisti ospedalieri, ambulatoriali, medici di medicina generale (MMG) e pediatri. Verranno forniti strumenti concreti per la gestione delle patologie cutanee più frequenti e complesse nella pratica ambulatoriale quotidiana e saranno affrontati i temi legati all'appropriatezza prescrittiva delle terapie topiche e sistemiche, discutendo l'impatto delle nuove terapie biologiche e smart-molecules nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale.
"Il 24 e 25 maggio non sarà solo un voto, ma una scelta di fiducia e continuità per ricostruire il nostro futuro". Così, attraverso una lettera aperta rivolta ai suoi concittadini, la sindaca uscente di Ussita, Silvia Bernardini, ha ufficializzato la sua ricandidatura alla guida del comune. Una decisione che, come sottolinea la stessa prima cittadina, affonda le radici nel percorso di rinascita intrapreso dalla comunità dopo le ferite del sisma.
"Oggi sento il bisogno profondo di condividere con voi una decisione che nasce dal cuore, dalla responsabilità e dall’amore che provo per la nostra comunità: mi candido nuovamente a sindaca di Ussita", esordisce Bernardini nella lettera.
La sindaca non nasconde le complessità che hanno caratterizzato il suo mandato: "Non è una scelta semplice, né scontata. È una scelta che porta con sé il peso degli anni difficili che abbiamo attraversato insieme, delle ferite ancora aperte, ma anche della forza straordinaria che ho visto negli occhi di ciascuno di voi. In questi anni abbiamo imparato cosa significa resistere, rialzarsi, ricostruire non solo case, ma legami, speranze, identità".
Nel suo appello ai cittadini, Bernardini rivendica la presenza costante sul campo: "Ho camminato accanto a voi nei momenti più duri. Ho ascoltato le vostre paure, le vostre richieste, i vostri silenzi. E ho visto, giorno dopo giorno, nascere una comunità ancora più unita, più consapevole, più determinata a non arrendersi. È proprio da qui che nasce la mia candidatura: dalla volontà di continuare questo cammino insieme".
La sfida per il futuro è chiara e improntata alla concretezza: "Non vi prometto che sarà facile. Non lo è mai stato. Ma vi prometto che ci sarò, con la stessa dedizione, la stessa trasparenza e lo stesso impegno che ho cercato di mettere in ogni scelta. Credo profondamente in Ussita, nella sua rinascita e nelle persone che la rendono viva ogni giorno. Il futuro si costruisce insieme, passo dopo passo, senza lasciare indietro nessuno".
In vista della tornata elettorale del 24 e 25 maggio, Silvia Bernardini chiama a raccolta la cittadinanza: "Io sono pronta a mettermi ancora una volta al servizio della nostra comunità. Con umiltà, con determinazione, con tutto l’amore che ho per questa terra. Insieme, possiamo continuare a scrivere il futuro di Ussita".
"Chiunque abbia avuto bisogno di una visita o si sia recato al pronto soccorso negli ultimi mesi conosce bene la situazione: attese lunghe, difficoltà a prenotare, percorsi spesso poco chiari". Esordisce con questa analisi schietta, in una nota, il dottor Emiliano Giumetti, medico di base con esperienza nel 118 e candidato al Consiglio Comunale, portando al centro del dibattito elettorale il tema della sanità maceratese insieme al candidato sindaco del Terzo Polo, Mattia Orioli.
Secondo Giumetti, il disagio che emerge quotidianamente tra le famiglie del territorio non è un problema isolato: "È una realtà che emerge nelle conversazioni quotidiane, tra amici e nei racconti di chi prova ad accedere a una prestazione sanitaria. Oggi il punto non è solo avere più risorse, ma riuscire a dare risposte concrete e nei tempi giusti ai cittadini".
L'analisi del medico punta il dito sulla gestione dei flussi: "Dire che servono più medici è corretto, ma non basta. Il problema è anche organizzativo: troppi accessi, difficoltà nei ricoveri, pazienti che restano a lungo in attesa. Spesso il pronto soccorso diventa l’unico punto di riferimento anche per situazioni che potrebbero trovare risposta altrove. Serve un coordinamento stabile tra tutti i livelli del sistema per ridurre le criticità".
Sulla funzione dell'amministrazione comunale, Giumetti invoca un cambio di passo: "Serve che il Comune abbia un ruolo più attivo: non nella gestione diretta della sanità, che resta competenza regionale, ma come portavoce concreto dei bisogni dei cittadini nei confronti dell’AST e della Regione, portando dati, criticità reali e richieste chiare".
Un passaggio critico riguarda la trasparenza delle agende: "Oggi capita spesso che una prestazione venga 'presa in carico' senza una data precisa. Questo crea incertezza e sfiducia. La presa in carico deve significare sapere quando si farà l’esame, non entrare in un’attesa indefinita".
Sostegno pieno alle proposte tecniche arriva dal candidato sindaco Mattia Orioli: "Ringrazio il dottor Giumetti per dare il suo contributo alla lista non solo in termini d’impegno elettorale ma anche in termini di esperienza e capacità sostanziali. La sua professionalità è messa in campo per aiutare ad arginare alcune problematiche insite nel tema della sanità. Occorre una forte spinta riorganizzativa che possa razionalizzare le risorse senza far venir meno i servizi".
In chiusura, il Terzo Polo propone soluzioni immediate per facilitare l'accesso alle cure, soprattutto per la fascia anziana: "Molti cittadini fanno fatica a orientarsi tra numeri, Cup e procedure. È proprio qui che il Comune può intervenire con strumenti semplici: un servizio di supporto alle prenotazioni, un aiuto pratico per le persone più fragili e forme di facilitazione nei trasporti. Anche interventi di questo tipo, a basso costo, possono avere un impatto reale e immediato sulla vita delle persone".
CIVITANOVA MARCHE – Il panorama politico cittadino si scuote per una decisione destinata a far discutere. Il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, annuncia ufficialmente il suo ingresso in Futuro Nazionale, il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci. Una mossa che raddoppia la presenza della nuova forza politica in città, portando a due i circoli attivi dopo quello già avviato da Enzo Pizzicara, e che segna il divorzio del primo cittadino dagli azzurri.
"Ho scelto di aderire a Futuro Nazionale al termine di una riflessione seria e approfondita – dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica –. Desidero ringraziare Forza Italia e la sua classe dirigente per gli anni di lavoro leale, responsabile e costruttivo. È stato un percorso significativo, che ha contribuito alla mia formazione politica e amministrativa. Proprio da quell’esperienza nasce oggi la consapevolezza che sia necessario compiere un passo in avanti, rafforzando e rendendo più chiari alcuni principi fondamentali per il futuro dell’Italia e delle nostre comunità: la sicurezza, la tutela dell’identità nazionale, il rispetto delle istituzioni, il merito come motore di crescita e una presenza concreta dello Stato accanto ai cittadini, alle famiglie e ai territori".
Per Ciarapica, la figura del generale rappresenta il fulcro di questa nuova fase: "Si tratta di temi che non possono più restare sullo sfondo, ma che devono tornare con forza al centro dell’azione politica e amministrativa, con maggiore coerenza, chiarezza e capacità di decisione. È proprio nel generale Roberto Vannacci, riconosco una leadership capace di interpretare queste priorità in modo netto, dando voce a una domanda reale che emerge dai territori. Il suo approccio diretto, concreto e orientato ai risultati rappresenta oggi un punto di riferimento per chi, come me, ritiene che sia arrivato il momento di trasformare le istanze dei cittadini in azione politica efficace".
Il legame con il fondatore di Futuro Nazionale ha radici che risalgono a qualche anno fa: "Con il Generale ho avuto modo di confrontarmi direttamente: ci siamo conosciuti nel 2023, in occasione della presentazione del suo libro a Civitanova Marche, e da allora è proseguito un dialogo, fondato su una visione condivisa e su obiettivi chiari». Nonostante il passaggio di partito, il sindaco tiene a precisare la tenuta del suo mandato: «Il mio impegno da sindaco non cambia: continuerò a lavorare con serietà, equilibrio e senso delle istituzioni, nell’interesse della nostra comunità. Civitanova Marche resta il punto di riferimento della mia azione amministrativa e della mia responsabilità quotidiana".
Federcontribuenti Marche interviene nel dibattito sul progetto di parco eolico previsto nell’Appennino maceratese, tra i comuni di Gagliole e San Severino, al centro di un acceso confronto tra istituzioni, associazioni ambientaliste e comunità locali. Il progetto prevedeva la realizzazione di nove aerogeneratori alti circa 180 metri, per una potenza complessiva di quasi 30 megawatt, con impatti che avrebbero interessato diversi comuni dell’area montana.
La Regione Marche ha recentemente espresso un parere negativo di compatibilità ambientale, fermando per il momento l’iniziativa. La vicenda ha suscitato nuove polemiche dopo le dichiarazioni di esponenti di Legambiente, che hanno criticato il diniego della Regione sostenendo la necessità di accelerare lo sviluppo delle energie rinnovabili in un territorio che, secondo l’associazione, sconta un forte ritardo nella produzione energetica da fonti pulite.
"In questo contesto - scrive la segretaria regionale Maria Teresa Nori - Federcontribuenti ritiene necessario, così come rimarcato anche dal sindaco di Caldarola Fabbroni, riportare il confronto su un terreno di equilibrio e responsabilità. La transizione energetica è un obiettivo condivisibile e necessario ma – osserva Nori - non può trasformarsi in una scorciatoia che sacrifica territori fragili e paesaggi unici". Secondo Federcontribuenti, il nodo non riguarda la contrapposizione ideologica tra rinnovabili e tutela del paesaggio, "ma il modello di sviluppo che si intende perseguire. Perché - tiene a precisare la segretaria regionale dell'associazione dei consumatori - quando si parla di impianti alti quasi duecento metri in aree di grande valore paesaggistico e naturalistico, è legittimo che cittadini e amministrazioni chiedano trasparenza, studi indipendenti e una pianificazione seria.
La transizione energetica deve essere sostenibile anche dal punto di vista sociale e territoriale, non solo ambientale". Federcontribuenti sottolinea inoltre come il tema delle rinnovabili richieda una strategia nazionale chiara, capace di evitare conflitti tra territori e progetti percepiti come invasivi. "Senza una pianificazione seria – conclude Federcontribuenti Marche – il rischio è quello di creare nuovi squilibri e nuove tensioni tra comunità locali e grandi operatori energetici. L’energia pulita è una necessità, ma non può diventare il pretesto per modelli di sviluppo che finiscono per compromettere proprio quei territori che dovrebbero invece essere tutelati e valorizzati".
PORTO RECANATI – "La difesa della costa non si fa smantellando il bilancio comunale". L’Amministrazione Michelini alza il muro contro la proposta di un comitato cittadino che chiedeva di utilizzare gli introiti Imu per finanziare le scogliere. La risposta di Palazzo Volpini è un mix di pragmatismo e rigore contabile: spostare quei fondi significherebbe, di fatto, tagliare i servizi essenziali.
"La difesa della nostra costa è una priorità assoluta per questa Amministrazione, perché significa tutelare il lavoro, l’economia e l’identità stessa della nostra città», mette subito in chiaro il sindaco Andrea Michelini. Tuttavia, il primo cittadino avverte che non si può cedere a ricette facili: «Stiamo agendo con serietà e concretezza, senza cedere a soluzioni semplicistiche che rischierebbero di creare più problemi di quanti ne risolvano". Il concetto è semplice: l'Imu non è un tesoretto inutilizzato, ma la linfa che tiene in vita scuole, sicurezza e sociale.
A scendere nei dettagli tecnici è l’assessore ai Lavori pubblici, Lorenzo Ricetti, che non usa mezzi termini per descrivere lo scenario di un eventuale dirottamento delle risorse: "Le entrate Imu sostengono ogni giorno servizi fondamentali per la comunità. Pensare di destinarle integralmente a interventi straordinari significherebbe compromettere l’equilibrio del bilancio e ridurre servizi essenziali per i cittadini". Insomma, il rischio è quello di un corto circuito finanziario che porterebbe a blocchi della spesa e, paradossalmente, a nuove tasse.
C'è poi una questione di "metratura". Il Comune fa i conti in tasca alla proposta: anche sacrificando 5 milioni di euro, si riuscirebbero a proteggere appena 500 metri di litorale. Una goccia nel mare. "Gli interventi di difesa della costa richiedono programmazione, risorse dedicate e competenze specifiche. Non si tratta di opere improvvisabili", incalza ancora Ricetti, ricordando che la strada maestra resta quella dei fondi sovra-comunali.
I fatti, secondo la Giunta, danno ragione alla linea della fermezza. "A Scossicci sono già attivi interventi per oltre 10 milioni di euro, tra scogliere e rafforzamento dei pennelli esistenti», rivendica con orgoglio la maggioranza. La chiusura di Michelini è un guanto di sfida alla piazza: «La tutela della nostra costa richiede visione, responsabilità e investimenti adeguati, non soluzioni estemporanee. Continueremo a lavorare senza scorciatoie e senza mettere a rischio i servizi dei cittadini". Per il Comune, il resto è solo rumore di fondo.
Alessandro Gentilucci traccia la rotta del suo mandato alla guida della Provincia di Macerata. In un incontro pubblico a Pieve Torina, il neopresidente ha formalizzato il passaggio di consegne ideale con il territorio, sottolineando la natura inedita di un’elezione che, per la prima volta, porta un rappresentante delle aree interne al vertice dell’ente provinciale.
Lontano dai toni della campagna elettorale, Gentilucci ha impostato il suo intervento su un approccio pragmatico, richiamando l’eredità politica del padre Luigi. Il mandato sarà improntato alla presenza costante sul territorio e a un rapporto diretto con le amministrazioni locali. «La politica che intendo portare avanti — ha spiegato — è fatta di ascolto e risoluzione dei problemi. Porto in corso della Repubblica l’esperienza maturata come sindaco in contesti complessi».
Il neopresidente ha impostato il suo discorso sulla cultura del fare, citando l'esempio del padre Luigi come bussola del proprio percorso amministrativo. Per Gentilucci, la politica provinciale deve tornare a essere uno strumento operativo per affrontare le criticità quotidiane, un approccio maturato in oltre dieci anni di amministrazione locale, a partire da quel 2014 che segnò l'inizio della sua attività a Pieve Torina.
Sul tavolo della nuova giunta provinciale i dossier sono già aperti e le priorità appaiono definite. Al centro dell'agenda politica si stagliano la gestione del ciclo dei rifiuti, la manutenzione della viabilità e il potenziamento dell'edilizia scolastica. Proprio quest'ultimo punto è stato l'oggetto della prima visita ufficiale di Gentilucci, convinto che il futuro del territorio passi necessariamente attraverso i servizi garantiti alle nuove generazioni.
Il riferimento agli anni difficili del post-sisma è servito a ribadire la tempra che il presidente intende portare negli uffici di Macerata. Ricordando il lavoro svolto nei container durante l'emergenza, Gentilucci ha sottolineato come "la dignità e la determinazione delle comunità montane debbano diventare i valori portanti per la gestione dell'intero ente provinciale. Un mandato che nasce sotto il segno della resilienza e che punta a rispondere alle istanze di un territorio che chiede, prima di tutto, risposte certe e tempi rapidi".
Alle prossime elezioni amministrative del Comune di Macerata, il rischio per molti cittadini è quello di trovarsi davanti a una scheda elettorale tutt’altro che intuitiva, quasi un rompicapo tra simboli, liste e candidati sindaci.
In campo ci sono infatti cinque aspiranti primi cittadini, sostenuti da una galassia ampia e articolata di forze politiche e civiche che potrebbero generare confusione e disorientamento nell’elettore.
L’uscente Sandro Parcaroli si ripresenta con una coalizione di centrodestra composta da un folto numero di liste. Accanto ai partiti tradizionali come Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Udc e Noi Moderati, figurano anche liste civiche come Maceratesi per Parcaroli, ispirata al modello delle regionali con Marchigiani per Acquaroli, alla lista Civici Marche e ad una ulteriore lista Civici per Parcaroli legata al presidente dei commercianti del centro storico Giuseppe Romano.
Sul fronte opposto, il direttore di Val di Chienti Gianluca Tittarelli guida una coalizione di centrosinistra altrettanto ampia, anch’essa sostenuta da sette liste. Tra queste troviamo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Avs, Macerata Riformista – che unisce Italia Viva e Partito Socialista – oltre a realtà civiche come Strada Comune, L’altra Macerata e Uniamo Macerata.
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono candidati che si presentano al di fuori dei due principali schieramenti. Giordano Ripa, già uscito dalla coalizione nella passata legislatura, corre con la lista Futuro per Macerata, mentre Orioli, in passato candidato in una lista a sostegno di Parcaroli, si propone ora con il Terzo Polo, sostenuto da una costellazione di sigle tra cui Azione, Base Popolare, Partito Liberal Democratico, Repubblicani Europei, Radicali Italiani, il nuovo Cdu, Cristiani Democratici Uniti, Ora e Movimento Socialista Liberale, tutte racchiuse in un’unica lista.
Infine, Sigona si presenta con Officina delle Idee, la lista creata dall’ex rettore di Camerino Flavio Corradini, affiancata da una seconda lista, Urbana Futura, promossa da Marcello Marcelli.
Il risultato è una scheda elettorale che potrebbe apparire affollata, variopinta e complessa, con una presenza significativa di liste civiche o “semiciviche” accanto ai partiti tradizionali. Un mix che, se da un lato amplia la rappresentanza, dall’altro rischia di rendere più difficile per l’elettore orientarsi al momento del voto.
Emblematici saranno anche i simboli, spesso colorati e numerosi, che riempiranno la scheda, contribuendo a un effetto visivo potenzialmente dispersivo. Va comunque ricordato che il quadro è ancora in evoluzione: le liste devono essere ufficialmente chiuse e presentate agli uffici comunali, passaggio che chiarirà in modo definitivo la composizione degli schieramenti e l’aspetto finale della scheda elettorale.
Il comune di Caldarola e la coalizione ambientale Tess intervengono dopo la presa di posizione di Legambiente successiva alla bocciatura del progetto eolico Wind Energy Gagliole, esprimendo stupore per l’atteggiamento dell’associazione ambientalista sul tema dei grandi impianti in montagna.
Il territorio di Caldarola è infatti interessato da un progetto eolico che prevede l’installazione di sette pale da 5 MW (inizialmente dodici), un intervento che l’amministrazione comunale ha sempre guardato con forte contrarietà per l’impatto potenziale sul paesaggio e sull’equilibrio ambientale dell’Appennino.
A ribadirlo è il sindaco Giuseppe Fabbroni: "Sono rimasto molto colpito in negativo dalla posizione di Legambiente - ammette -: non si capisce il motivo per cui un'associazione ambientalista possa sostenere un modello di sviluppo che rischia di distruggere l’Appennino".
Secondo Fabbroni, il punto non è essere contrari alle energie rinnovabili, ma chiedere una pianificazione seria e sostenibile: "Il rapporto costi-benefici dei grandi impianti in montagna è nettamente negativo. Noi non siamo contro le rinnovabili, ma contro questo modo di realizzarle".
In merito alla bocciatura del progetto eolico di Gagliole, Fabbroni evidenzia "l’importanza di far valere le norme sulla tutela del paesaggio a livello costituzionale. Il nostro plauso va alla Regione Marche per aver bloccato il mega impianto eolico di Gagliole e San Severino. Ora auspichiamo un forte intervento della stessa Regione nei confronti del Governo per fermare anche gli altri mega progetti, tra cui quello che interessa il territorio di Caldarola".
Anche la coalizione ambientale Tess sottolinea la necessità di un approccio più equilibrato alla transizione energetica, che tenga conto non solo degli obiettivi climatici, ma anche della tutela del paesaggio e della biodiversità.
Tess richiama l’attenzione su una transizione che rischia di essere guidata prevalentemente dalle logiche di mercato, senza un adeguato piano nazionale e regionale capace di indicare aree idonee e limiti chiari. Nel mirino, inoltre, il rischio che l’installazione di impianti industriali in zone interne e montane possa generare conseguenze permanenti sul territorio, senza portare benefici concreti alle comunità locali, soprattutto in termini di sviluppo e ricadute economiche dirette.
Comune e Tess ribadiscono infine la necessità di "investire su soluzioni alternative e meno impattanti, come il fotovoltaico in aree già urbanizzate o produttive, l’efficientamento energetico e l’ammodernamento delle infrastrutture esistenti, per raggiungere gli obiettivi ambientali senza compromettere l’identità dei territori appenninici".
L’Amministrazione di Civitanova Marche interviene per chiarire le dinamiche legate alla gestione dei rifiuti e agli eventuali rincari della Tari. L’assessore al Bilancio, Claudio Morresi, ha convocato la Commissione Bilancio con la partecipazione dei vertici di Ata e Cosmari, per fornire informazioni dettagliate e rassicurare i cittadini.
“Abbiamo scelto la via della responsabilità e della trasparenza per difendere i cittadini dall’impatto dei crescenti oneri straordinari nella gestione dei rifiuti – ha dichiarato Morresi –. Non ci sarà nessun immediato shock tariffario: i 3,4 milioni di euro (quota Civitanova) saranno assorbiti gradualmente nei prossimi anni”.
L’incremento massimo della tariffa, stabilito dall’Autorità di Regolazione Arera, sarà del 8,9% per il 2026, ma l’Amministrazione interverrà per ridurre alcuni costi non monetari, assorbendo la differenza con il bilancio comunale e tutelando così i bilanci domestici.
Gli aumenti della Tari riflettono i costi crescenti di gestione dei rifiuti, legati a smaltimento fuori provincia, aumento del costo dell’energia e delle materie prime, e necessità di ammodernare alcuni impianti. Morresi ha inoltre annunciato un’azione concreta a favore delle famiglie più fragili: lo slittamento dell’invio delle bollette TARI da marzo ad aprile, così da garantire l’applicazione automatica e immediata del Bonus Sociale ai nuclei a basso reddito, basato sull’ISee dichiarato.
Il neo presidente della Commissione Bilancio, Giorgio Pollastrelli, ha sottolineato l’importanza della convocazione: “Un segnale di grande attenzione alla problematica rifiuti e Tari e di rispetto da parte di Ata e Cosmari. Stiamo cercando di mantenere le tariffe a livelli non gravosi, pur di fronte a problemi per lo più esogeni”.
Pollastrelli ha inoltre precisato che, nonostante alcune voci politiche sollevino questioni sull’uso dei termovalorizzatori, la Tari nelle Marche resta sotto la media nazionale, con alti livelli di raccolta differenziata. L’ampliamento della discarica di Cingoli, ha concluso, permetterà ulteriori riduzioni delle tariffe in futuro.
Anche la consigliera comunale Paola Fontana, membro della Commissione, ha lodato l’iniziativa dell’assessore Morresi: “Si tratta di un atto di trasparenza e responsabilità verso i cittadini, affrontando le difficoltà a viso aperto e garantendo la massima chiarezza su un tema così delicato”.
A Montefano si accende il dibattito sulla viabilità all’incrocio tra via Don Minzoni e la S.R. 361 (via IV Novembre), uno dei punti più trafficati del territorio comunale. L’Amministrazione, con la delibera di Giunta n. 99 del 5 dicembre 2025, ha previsto la modifica della circolazione con l’attivazione di un nuovo impianto semaforico.
A seguito di questo provvedimento, il responsabile della nuova Area di Vigilanza, istituita da gennaio 2026, ha avviato la gara per il noleggio di un sistema di rilevamento del passaggio con il rosso, che sarà installato in corrispondenza del semaforo.
L’operazione avrà un costo complessivo di circa 80mila euro per tre anni, una cifra che ha sollevato osservazioni e critiche da parte del gruppo consiliare Montefano Domani. Secondo l’opposizione, "il rischio è che la spesa si traduca in un aggravio per i cittadini, anche in relazione alle eventuali sanzioni".
Il gruppo sottolinea come la sicurezza stradale "rappresenti una priorità condivisa, ma evidenzia la necessità di interventi strutturali più ampi, in particolare per la tutela dei pedoni. Tra le proposte avanzate, il prolungamento del marciapiede dalla zona della caserma dei Carabinieri fino al vicino supermercato, per un tratto di circa 100 metri, considerato strategico per migliorare la sicurezza dell’area".
Altro punto sollevato riguarda la mancata partecipazione efficace ai bandi regionali dedicati alla sicurezza stradale. In particolare, viene citato il bando per la realizzazione di interventi infrastrutturali finalizzati al miglioramento della viabilità, che prevede contributi fino a 300mila euro annui a fondo perduto. Secondo l’opposizione, tali risorse avrebbero potuto essere utilizzate proprio per la riqualificazione dell’incrocio.
Nel mirino anche le scelte progettuali degli ultimi anni: "Il Comune ha infatti partecipato ai bandi con interventi relativi a via Fratte, senza però ottenere finanziamenti nelle annualità 2023, 2024 e 2025".
Il gruppo consiliare ritiene che "una diversa pianificazione avrebbe potuto portare a una soluzione più completa e duratura per l’intersezione, ferma da tempo in una situazione ritenuta critica".
Nel frattempo, l’Amministrazione prosegue nell’iter per l’attivazione del nuovo sistema, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza stradale in uno dei punti più sensibili della viabilità cittadina.