In riferimento alle polemiche sull’accertamento Tasi, l’assessore al Bilancio Roberta Belletti precisa quanto segue:
“Sorprende leggere che dei Consiglieri comunali abbiano firmato un ricorso al Tar per l’annullamento di due delibere di Giunta legate all’accertamento Tasi inviato lo scorso anno per evitare che cadesse in prescrizione tale tassa relativa all’anno 2014 e ancora non riscossa. Sorprende perché eticamente non è giusto assolvere chi ha evaso la tassa rispetto a chi l’ha pagata. Ancor di più sorprende che a farlo sia stato anche l’ex Sindaco Corvatta in quanto proprio lui avrebbe dovuto preoccuparsi del recupero del tributo quando ne aveva la possibilità. Voglio infatti ricordare che la Tasi è stata introdotta nell’anno 2014 e Corvatta da Sindaco è rimasto in carica fino a maggio 2017.
Mi chiedo anche se tutti i firmatari abbiano letto il ricorso prima di firmarlo perché è davvero incomprensibile come dei Consiglieri comunali possano chiedere, arrecando così un danno erariale all’Ente, l’annullamento degli avvisi di accertamento inviati ai contribuenti che non hanno pagato il tributo. Nel ricorso si fa riferimento al fatto che nel Bilancio di previsione 2019, parlando del fondo Imu – Tasi, l’Amministrazione non abbia fatto cenno alle 1844 posizioni. Voglio far presente che il fondo Imu-Tasi è un trasferimento statale che nulla a che fare con gli avvisi di accertamento ma, mi chiedo, i Consiglieri ricorrenti possono essere tanto sprovveduti?
I firmatari del ricorso contestano anche il fatto che l’Amministrazione, sempre nel Bilancio di previsione, abbia inserito solo 2.000 € come recupero credito Tasi, ma voglio ricordare loro, o forse non lo sanno, che gli accertamenti dei tributi vengono iscritti nel Bilancio comunale quando vengono emessi e comunicati all’Ente e quindi vi è tempo, per l’iscrizione, fino alla redazione del Consuntivo come prevedono i principi contabili. Sarebbe il caso di approfondire con degli esperti prima di scrivere certe inesattezze.
Detto questo, sarà il TAR a dirimere la questione e a decidere in merito. I consiglieri Corvatta, Ghio, Franco e Mei dicono di voler tutelare gli interessi dei cittadini, io chiedo loro gli interessi di quali cittadini vogliono tutelare, non certo di quelli che hanno pagato regolarmente la Tasi. L’Amministrazione ha evitato che si ripetesse un caso Asur come accaduto con la precedente Amministrazione.Voglio sottolineare poi che le delibere di Giunta di cui chiedono l’annullamento al Tar non hanno esautorato il Consiglio comunale, in quanto la n. 495 rientra in un profilo di prestazione di servizi che non è di competenza del Consiglio comunale e con la 496 si è nominato il Dirigente settore Finanze quale responsabile del tributo Tasi, anche questa operazione non di competenza del Consiglio comunale.
Siamo convinti di aver agito nella legalità e nell’interesse del Comune e con questa convinzione attendiamo i tempi del Tribunale Amministrativo per arrivare alla sentenza”.
"È paradossale quello che sta accadendo in queste ore nella Regione Marche. L’ordinanza per la chiusura di tutte le scuole e le università e lo stop alle manifestazioni pubbliche annunciata questa mattina dal presidente Ceriscioli è stata bloccata dopo l’intervento del premier Conte. Un’intromissione che ci lascia perplessi perché tratta le Marche come una Regione commissariata dal Governo". È quanto dichiara Francesco Acquaroli, deputato di Fratelli d’Italia e candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Marche dopo quanto avvenuto nella conferenza stampa convocata questa mattina dal governatore Luca Ceriscioli (leggi qui).
"Una situazione che rischia di creare incertezza e confusione tra i cittadini, che hanno bisogno di informazioni chiare e certe sull’emergenza coronavirus. Al momento nella nostra Regione non sono stati registrati casi, ma crediamo necessario e urgente adottare ogni iniziativa di prevenzione. Da questo punto di vista - conclude Acquaroli -, rimanendo in attesa di indicazioni delle autorità competenti, crediamo sia utile sospendere ogni manifestazione pubblica di campagna elettorale. Per noi la salute e la sicurezza dei nostri cittadini è prioritaria e va messa al primo posto".
La scorsa settimana il Commissario di Lecco, Sen. Paolo Arrigoni, ha finalmente ufficializzato alla stampa, dopo averlo comunicato ai “presunti” suoi alleati, la candidatura a sindaco di Macerata dell’Avv. Andrea Marchiori. Ad oggi emergono due aspetti della vicenda che vogliamo porre all’attenzione dei nostri attenti lettori.
Il primo è la modalità. Il Senatore Arrigoni, Commissario della Lega nelle Marche, ha per circa due mesi criticato il modo in cui Fratelli d'Italia ha annunciato la candidatura del suo collega parlamentare Acquaroli alla Presidenza della regione per poi, dopo un anno di stallo, ripetere quanto aspramente criticato.
La Lega infatti non ha lasciato alcuna possibilità di discussione ai propri alleati, nonostante lo stesso Arrigoni avesse affermato qualche settimana fa che il candidato sindaco sarebbe stato condiviso tra tutte le forze politiche.
Il candidato sindaco è stato imposto al tavolo: prendere o lasciare.
Il secondo aspetto riguarda un inutile, quanto imbarazzante tergiversare del Commissario, nel fare il nome di Marchiori. Questo ci può dare l’indicazione della stima che la Lega ha dei partecipanti al tavolo e sulla loro unità di intenti.
Il Senatore Arrigoni ha sempre pensato a Marchiori come candidato del centrodestra ma ha scaltramente aspettato per ben sei mesi prima di annunciarne il nome facendo perdere tempo a tutto il centro destra. Ciò utilizzando le scuse più banali possibili.
In prima battuta il rallentamento è stato rappresentato dalla regia del tavolo (ndr Maurizio Mosca) e al suo cerimoniale fatto di infinite e sfinenti riunioni in cui nessuno diceva nulla per non essere cotto allo spiedo.
Poi, esaurita la serie di “penultimatum” dati dal regista del tavolo, non si è fatto il nome del candidato sindaco, perché tutta le Lega era concentrata sulla sfida elettorale in Emilia Romagna (il lettore attento potrebbe chiedersi, il nome non doveva essere fatto a Macerata? Perché dobbiamo aspettare l’Emilia Romagna?). In ultimo il Sen. Arrigoni ha atteso le primarie di centrosinistra.
Non potendo attendere la Pasqua perché alta quest’anno, si è limitato ad attendere Salvini nelle Marche per procedere alla comunicazione di Marchiori. I motivi di questa attesa? Sono due. Il primo, evitare che gli altri, ci riferiamo soprattutto agli alleati, potessero svelare la debolezza caratterizzante la candidatura di Marchiori nata tutta in “casa” Arrigoni.
L’altro motivo è cercare di avvicinare i “notabili” della provincia offrendo l’opportunità di partecipare alle prossime sfide elettorali in regione o in Comune. È emblematico il caso dell’imprenditore Parcaroli per tutta la legislatura molto vicino al sindaco Carancini ed alla vice sindaco Monteverde, che si scopre leghista dell’ultimo minuto, per partecipare all’incontro di giovedì a Pesaro con Salvini per una sua possibile candidatura in regione.
Potremmo citare anche altri nomi ma ci fermiamo a questo più recente ed emblematico.
Ad oggi nel vuoto della proposta politica avanzata dalla Lega emerge assordante il silenzio degli alleati e delle forze civiche e centriste della città.
Nessuno ha espresso la propria adesione alla proposta politica della Lega e Marchiori rimane il candidato di un solo partito. Il Senatore Arrigoni non può pensare di vincere a Macerata con i soli voti della Lega o della coalizione. Una cosa che non riuscì neanche all’allora consigliere regionale uscente Pistarelli.
Vi sarebbe ancora tempo di formare un nuovo tavolo di centro destra, che guardi con attenzione alla “vera politica “ e ai “veri alleati “ e soprattutto alla città, per presentarsi uniti alla prossima sfida elettorale.
“Visto il precipitare della situazione coronavirus delle ultime ore nelle regioni del Nord Italia, credo che non si possa più escludere che il virus stia già circolando nella nostra Regione. Il fatto che non sia stato ancora accertato alcun caso non ci esime dal tenere alta la guardia”. Si espresso così, in una nota, il sindaco di Petriolo Domenico Luciani riguardo le misure da adottare.
“Questa mattina – ha proseguito Luciani - mi sono confrontato con i consiglieri di Maggioranza sulle opportune azioni da intraprendere per prevenire la diffusione del contagio. Abbiamo convenuto che occorre sensibilizzare maggiormente le persone sui giusti comportamenti da adottare: lavarsi frequentemente e accuratamente le mani, evitare di portare le mani agli occhi, alla bocca o al naso e mettere in atto tutte le indicazioni previste dal decalogo diffuso dal Ministero della Salute. Invito tutti coloro che hanno sintomi influenzali a non frequentare luoghi pubblici e a mettersi in contatto con il proprio medico di base o con la guardia medica.
In particolare, come datore di lavoro ho dato indicazioni ai responsabili del comune di fare una valutazione del rischio di contrarre l'infezione. Come Sindaco ho dato indicazione loro di potenziare la pulizia delle superfici dei luoghi e dei mezzi comunali. Ho anche chiesto al Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e all'assessore regionale alla Protezione civile Angelo Sciapichetti di valutare in via precauzionale l'adozione di ulteriori misure idonee a prevenire il diffondersi del contagio come la sospensione degli eventi pubblici e la chiusura delle scuole su tutto il territorio regionale, senza aspettare che ci siano casi accertati. Al momento, tali azioni, fatte in modo isolato come singolo Comune, non appaiono opportune ed efficaci. La situazione sarà rivalutata in funzione dell'evolvere della situazione”.
“Ma di quale destra estrema blatera Gostoli? La Lega è sempre più un punto di riferimento per milioni di italiani perché parla alle famiglie, ai lavoratori, ai commercianti, agli imprenditori, agli agricoltori, mentre il PD si chiude nei salotti sempre più lontano dalla vita delle persone”.
Così il Senatore Paolo Arrigoni, responsabile della Lega Marche, replica al segretario marchigiano del Partito Democratico Giovanni Gostoli.
“Gostoli evoca lo spauracchio della 'destra estrema' per cercare maldestramente di nascondere i disastri compiuti in questi anni dal PD marchigiano, un partito lacerato da una guerra interna e che in un clima da tutti contro tutti non riesce a proporre una candidatura credibile per rottamare l’impresentabile Ceriscioli”- continua Arrigoni- “Gostoli non riuscirà a prendere in giro i marchigiani: chiunque sarà il loro candidato 'civico' questo si porterà dietro il carrozzone dell'apparato del PD che cerca di nascondersi”.
“Al contrario i marchigiani sanno benissimo che nel centrodestra la forza trainante e garante del buon governo è la Lega, che con Salvini è ormai entrata nel cuore e nella testa degli italiani”, dichiara ancora il responsabile della Lega Marche. “Gostoli e il PD non sono credibili quando parlano di 'Piano per le Marche', perché i cittadini hanno provato sulla propria pelle come il mancato sostegno all'impresa, la disastrosa gestione della ricostruzione del terremoto e della sanità pubblica, con 13 ospedali fatti chiudere e il passaggio alla sanità privata che è sotto gli occhi di tutti, rappresentano i principali fallimenti dell’Amministrazione regionale”.
Gli ultimi dati pubblicati nel sito del Cosmari, il Consorzio Smaltimento Rifiuti che gestisce la raccolta in tutta la provincia certificano nn triennio negativo per Civitanova che, dopo una serie di aumenti costanti degli anni passati, nel 2017 ha realizzato una percentuale annua media di 72.11%, scesa a 71.05% nel 2018 e scesa ancora nel 2019 a 70.40%. Questo trend negativo si conferma anche nel mese di gennaio di quest’anno che ci vede realizzare una percentuale di raccolta pari a 70.22%.
Sono state critiche le parole del consigliere comunale Giulio Silenzi che ha così commentato il crollo della differenziata a Civitanova: "Il 30 dicembre del 2017 Troiani, che è anche assessore ai rifiuti, annunciò che avrebbe tolto il microchip perché costoso e inutile. Questa si è rivelata una corbelleria, perché è vero che il microchip ha un costo ma se cresce la quantità dell’indifferenziata aumentano anche i costi che il Comune deve sostenere per smaltire, per non parlare del grave danno ambientale. Togliendo il microchip il Comune ha, dicono, risparmiato circa 200 mila euro che però non sono andati a diminuire la tassa rifiuti, come avevano invece annunciato in campagna elettorale, tanto che la Tari è rimasta nel frattempo invariata. È invece aumentato il costo della indifferenziata, perché senza microchip se ne produce di più. Si è passati da 7.124 tonnellate del 2018 alle 8.059 del 2019. Tradotto in euro significa che il Comune ha dovuto pagare 178.585 euro in più. Vanificato quindi tutto quello che si era risparmiato in termini economici, per non parlare dell’aspetto ambientale. Bisogna attuare la tariffa puntuale, che parte dal principio che chi più differenzia meno deve pagare. Ma l'introduzione della tariffa puntuale non può prescindere dal microchip sui sacchetti, ovvero del sistema che misura ciò che si differenzia. E' fallimentare la politica sui rifiuti della giunta Ciarapica, priva di proposte, di una strategia di sensibilizzazione e non c’è neanche un controllo adeguato. È una politica in controtendenza rispetto ad altri Comuni dove la differenziata sta invece aumentando"
"Il Convitto nazionale ha bisogno di aule e chiede gli spazi nella stessa sede del Pannaggi, lasciati liberi dopo il trasferimento della Dante Alighieri presso il nuovo polo scolastico. Da ricordare che attualmente alcune aule sono state allestite in emergenza, non a norma, con la promessa che sarebbero state ricollocate non appena la Dante Alighieri fosse andata via. Le famiglie hanno raccolto più di mille firme per scongiurare il trasferimento delle classi presso la sede del Don Bosco, perché considerata una sede molto meno sicura rispetto alla sede del Pannaggi, ma ad oggi, nonostante il Sindaco e il Presidente della Provincia avessero assicurato tutta la loro collaborazione, nulla di certo si sa, nessuna autorizzazione ufficiale è arrivata alla scuola. Anzi, si parla di una eventuale 'ordinanza contingibile e urgente' per liberare il pianterreno dell’istituto e per permettere agli uffici del tribunale di essere spostati per eliminare il rischio amianto". Ha commentato così l'attuale situazione del Convitto Nazionale Francesca D'Alessandro, esponente maceratese di "Fratelli d'Italia"
"Fratelli d’Italia capisce la necessità di fare i lavori per tutelare la salute del personale del Tribunale, ma non capisce perché il trasferimento di tali uffici non possa essere fatto altrove, per esempio nei locali del Don Bosco - sottolinea D'Alessandro - Riteniamo infatti che la sicurezza degli studenti debba essere il principio guida per ogni decisione di buon senso. Il Sindaco e il Presidente della Provincia di Macerata dovrebbero in ogni modo chiarire questa situazione per rispetto delle tante famiglie che hanno iscritto i loro figli al Convitto nazionale e che meritano una risposta certa"
"Oltremodo discutibile inoltre la richiesta alla scuola, appresa dalle testate giornalistiche locali, da parte del Comune, di pagare le bollette da febbraio, pena il taglio della luce, dimenticando oltretutto che la scuola è una scuola terremotata. In barba a ragazzini entusiasti che hanno scelto questa scuola per l’ottima gestione, per l’offerta formativa e per il lavoro del personale scolastico! I costi di gestione dovrebbero essere in capo alla Provincia, secondo il Comune e in capo al Comune, secondo la Provincia - conclude - In attesa che la querelle si risolva, il Comune avverte che alla scuola potrebbe essere tagliata la luce, qualora non paghi. Fratelli d’Italia pretende chiarezza, chiede rispetto, chiede che i ragazzi e il diritto all’istruzione abbiano la priorità su tutte le questioni che, solo con un po’ di buona volontà, potrebbero essere risolte, senza perdere ulteriore tempo e rispettando un principio costituzionalmente garantito. E’ per questo che verrà effettuata una interrogazione sia in Consiglio comunale che in quello provinciale, con l’auspicio di dare risposte certe su una situazione diventata ormai quasi imbarazzante e avvilente"
“Il Partito democratico deve mettersi a disposizione con generosità di un’alleanza civica per le Marche per fermare la destra estrema”. Parole del segretario regionale Pd Giovanni Gostoli all’indomani dell’incontro con gli alleati della coalizione.“È questa la linea politica che mi convince di più prima dei nomi. Naturalmente non può che tradursi con una personalità della società marchigiana e civica come candidato a Presidente della Regione Marche capace di parlare oltre i confini dell’alleanza, anche ai tanti dei Cinquestelle che non si rassegnano a lasciare la regione alla destra. La partita è difficile, ma non impossibile. Si può vincere se siamo capaci di aprire una fase nuova con una larga coalizione unita e competitiva. Prima andiamo avanti su questa strada, uscendo da un chiacchiericcio logorante, e prima riusciamo a lavorare per coinvolgere nelle liste persone e realtà civiche con le quali abbiamo già vinto le elezioni amministrative nella stragrande maggioranza dei comuni e delle città”“Il Pd ha tante personalità capaci e autorevoli, capaci di stare tra la gente, ma bisogna riconoscere che nel partito per il dibattito interno di questi mesi non può esserci una candidatura unitaria. I problemi di oggi vengono da lontano e hanno condizionato la percezione della nostra azione di governo - continua Gostoli - Per questa ragione l’unica soluzione che può costruire qualcosa di più grande e unire tutti, è fuori da noi. Dobbiamo essere coraggiosi, è vero, ma anche umili e soprattutto mai arroganti.Dagli alleati della coalizione e da tante organizzazioni economiche e sociali presenti nella società marchigiana, fino al movimento delle Sardine, ci chiedono un cambio di passo, unità e una fase nuova - aggiunge il segretario regionale Pd - Ascoltarli è importante, perché da soli non andiamo da nessuna parte, ma insieme possiamo costruire una nuova stagione per le Marche. Quindi basta polemiche e personalismi, logiche di parte, e torniamo a guardare prima di tutto al bene comune. Non è solo buona politica, ma l’unica scelta di buon senso che possiamo fare per i marchigiani.Una grande alleanza civica e un “Piano per le Marche” su cinque grandi priorità, azioni concrete per la vita dei cittadini e della comunità marchigiana - conclude Gostoli - Al primo posto, un patto per il lavoro, il fare impresa e la rigenerazione delle Marche. Poi il tema della ricostruzione post terremoto e lo sviluppo delle aree interne. Un patto per la salute e la sanità pubblica di qualità. Un nuovo sistema di welfare di comunità capace di proteggere le persone. Un progetto per prendersi cura del territorio all’insegna dello sviluppo sostenibile dove l’ambiente non è un tema tra i temi, ma un nuovo paradigma per lo sviluppo”
“Attendiamo con serenità l’ennesimo esposto fondato sul nulla”, ecco le prima parole del vicesindaco Buschittari in risposta alle dichiarazioni del gruppo consiliare Prima Treia, che accusa la giunta di essere complice con il sindaco Capponi, sospeso per l’applicazione della Legge Severino, reo di frequentare gli uffici comunali anche in orari di chiusura al pubblico.
"L’opposizione, non avendo argomentazioni sulle scelte strategiche e di sviluppo della città, aspetta con trepidante attesa il ricorso al Consiglio di Stato (dopo aver visto il proprio ricorso al Tar respinto): cioè dopo aver perso le elezioni credono di 'vincere' nelle aule dei tribunali. Una pessima immagine della democrazia quella di non accettare il risultato di una consultazione elettorale, alimentando faziosità, chiacchiere e incertezza in una città soddisfatta della buona amministrazione di questi 9 mesi”.
"Un legame che tiene insieme ancora per poco una coalizione già in frantumi, che litiga al suo interno, senza proporre nulla ancora ossessionata dalla figura vincente di Capponi".
Buschittari inoltre ha messo in evidenza il ruolo chiave di Capponi nella corsa elettorale e ci ha tenuto anche ha ribadire la compattezza della sua squadra : “Capponi ha dato un grande contributo da sindaco e responsabile della commissione Anci Sisma ai lavori della nostra Anci regionale sul tema del terremoto; per questo sarà il referente dell’amministrazione con cui l’associazione comuni italiani dialogherà. Nessuna provocazione alla nostra opposizione, soltanto la scelta di far seguire problematiche complesse ad una figura preparata”.
Infine sui poli scolastici ha puntializzato: "sconcerto e imbarazzo per la decisione della Castellani di non votare la proposta su una linea politica da lei condivisa a più riprese; gli altri consiglieri di opposizione sono invece 'contro' a prescindere e aspettano da 3 anni un passo falso dell’amministrazione sul tema che purtroppo per loro difficilmente arriverà".
Sull'argomento è intervenuto anche il capogruppo di Treia 2030 Tommaso Sileoni che ha tuonato così contro l’opposizione: “Una minoranza sempre più allo sbando ricorre solo alle fake news per nascondere le proprie divisioni; sulle scuole la loro posizione in campagna elettorale era stata ambigua ed ora si scoprono con la proposta shock, fatta in consiglio giovedì scorso, di accorpare le primarie, cioè di chiudere i plessi di Chiesanuova e Passo di Treia contro il volere di tutti!”.
“La maggioranza della Lista Civica Treia 2030, in linea con il suo programma,invece ha approvato le due varianti urbanistiche che, con il recepimento delle osservazioni della Provincia, danno il via libera alla realizzazione dei due Poli di Passo Treia, di Treia e il miglioramento sismico e la totale messa in sicurezza del plesso di Chiesanuova. Verranno mantenute quindi le elementari e le materne sia a Passo di Treia che a Chiesanuova dato che tra l’altro sono proprio le frazioni ad essere trainanti in fatto di nuovi nati e quindi dove piu’ necessario garantire servizi educativi piu’ efficienti e sicuri”.
"Altra fake news e’ il fatto che per costruire i due Poli il Comune si indebiterà fino al collo. Questa notizia e’ falsa perché le somme necessarie saranno a carico dei contributi della Ricostruzione Post Sisma 2016 e previsti nell’ordinanza 56 del Commissario e dalla valorizzazione degli attuali plessi"
A conclusione del suo inteventio Sileoni dichiara quanto segue: "Infine da segnalare l’assenza (evidentemente tesa a celare la sua contrarietà) del consigliere chiesanuovese Gagliardini sul punto del diritto di usufrutto per il nuovo campo sportivo sintetico di Chiesanuova: l’opera pubblica sportiva più importante per la frazione di Chiesanuova"
"Il bilancio comunale di Petriolo è un bilancio sano, che rispetta i parametri normativi sull’indebitamento e che soprattutto riscontra ormai da alcuni anni risorse aggiuntive da poter investire. Non si tratta di chiacchiere, ma sono dati oggettivi e certificati ufficialmente. Tuttavia, sono emerse illazioni strumentali sullo stato di salute della nostra tesoreria, sulla presunta scomparsa di alcuni finanziamenti e sul rapporto debitorio con la società Cosmari quali questa Amministrazione sente il dovere di rispondere con fermezza".
"Va ricordato come la macchina amministrativa e istituzionale di questo Comune abbia dovuto sostenere un grosso aggravio di adempimenti, operazioni, attività e oneri legati principalmente al terremoto. È bene ricordare che dopo l’ottobre 2016 ci si sia trovati a dover affrontare problemi di liquidità con conseguenti ritardi. Per risolvere la situazione, abbiamo dovuto utilizzare l'anticipazione di tesoreria, il che non si traduce in un problema di bilancio ma in uno slittamento tra riscossioni e pagamenti, dal quale si origano crediti e debiti. Inoltre, a seguito del sisma le uscite sono aumentate al pari dei disagi e dell’aggravio di lavoro degli uffici. Nuove assunzioni legate allo stato di emergenza e ai nuovi adempimenti da evadere legati alla ricostruzione hanno dato respiro a questo lavoro ma aumentato il monte spesa per l’organico: quasi tutte le spese legate al terremoto sono anticipate dal Comune con le risorse disponibili in cassa, questo finché non vengono, dopo una complessa e lunga procedura di rendicontazione, rimborsate da parte della Regione. Oggi la situazione è nettamente migliorata e la disponibilità di cassa sul conto di tesoreria al 20 febbraio 2020 è di oltre 1 milione e 500mila euro. Petriolo ha infatti incassato le somme dovute al Comune da altri Enti, sebbene permangano ancora importanti crediti da incassare per spese già effettuate. Gran parte dei nostri fornitori oggi riceve pagamenti in tempi regolari, nel pieno rispetto dei termini di legge e delle relative deroghe previste dalla situazione di emergenza in cui ancora ci troviamo e che si protrarrà a tutto il 2020".
"Con la disponibilità di cassa attuale, il Comune potrebbe estinguere il debito con la società già domani stesso senza dilazionarlo. La scelta di dilazionare questo pagamento è di natura contabile e dettata dalla prudenza suggerita dal responsabile finanziario. Una scelta che condividiamo in pieno e che è stata effettuata anche da altri Enti locali. Piuttosto che far attendere i fornitori o i collaboratori, oppure rinunciare ad erogare i contributi verso associazioni e cittadini, piuttosto che erodere le risorse già incassate destinate agli investimenti da realizzare; si è deciso di lasciare in sospeso e dilazionare i pagamenti con la stessa società Cosmari della quale, tra l’altro, Petriolo è socio fondatore. Va precisato, come la cifra dovuta non sia quella indicata dalle imprecisioni diffuse anche in questo caso sui social e inviate alla stampa, ma che sono state già pagate somme per oltre un quarto dell’importo sospeso".
"Per chi volesse verificare di persona, i nostri uffici comunali sono aperti tutti i giorni gli amministratori sono presenti quotidianamente presso la sede provvisoria comunale. Contattare il Sindaco o gli Assessori o i Consiglieri è molto facile per chiunque voglia informazioni, chiarimenti o porre domande. Confidiamo che il clima elettorale che pervade già ora taluni, veda perciò concentrati gli sforzi di tutti soltanto verso il confronto su proposte concrete per il futuro di Petriolo".
“La Giunta di Treia nel Consiglio Comunale del 20 febbraio, incalzata da Prima Treia con tanto di prove fotografiche e denuncia sul piatto, ammette la complicità con il sindaco sospeso Capponi che, anche in tarda serata, ad uffici comunali chiusi e senza riunioni pubbliche in corso, entra ed esce dal Palazzo Comunale indisturbato in barba alla Legge Severino e all’interdizione dai pubblici uffici. Gli ha aperto qualcuno oppure ha addirittura le chiavi? Perché il vicesindaco facente funzioni David Buschittari ed i consiglieri di maggioranza Sabrina Virgili, Tommaso Sileoni, Donato Massei, Ludovica Medei, Luana Moretti, Martina Palombari e Alessia Savi e la segretaria comunale non denunciano queste violazioni come invece dovrebbero per ruolo istituzionale?”
Lo dichiarano i Consiglieri di Prima Treia Vittorio Sampaolo, Edi Castellani, Andrea Mozzoni e Gianluca Gagliardini al termine di un Consiglio comunale in cui molti nodi sono venuti al pettine.
Su tutti: la conferma che il sindaco sospeso Capponi è pienamente operativo negli uffici comunali ignorando il divieto di svolgere qualsiasi ruolo pubblico imposto. Prima Treia, avuta dal vicesindaco Buschittari e dalla segretaria comunale Caprari, la formale conferma che non c’era alcuna riunione pubblica, chiede perché, nella tarda serata del 19 febbraio Capponi entrava e usciva indisturbato dal Palazzo Comunale ad uffici chiusi. Buschittari, alle corde, riesce solo a dire che Capponi è un libero cittadino e può fare quello che vuole.
“Buschittari con una risposta balbettante difronte all’evidenza dell’uso personale delle istituzioni che si sta facendo a Treia, ha certificato la complicità sua e della giunta – continua Prima Treia – Buschittari, da avvocato, non ignora che un interdetto dai pubblici uffici, amministrativamente, non è un libero cittadino. Come dice da sempre Prima Treia, Capponi non riacquisirà i suoi diritti almeno fino all’estate prossima, quando scadranno la sospensione e l’interdizione”.
E non finisce qui: nello stesso Consiglio la maggioranza ha portato all’approvazione una variante al Piano Regolatore per la costruzione delle nuove scuole: il finanziamento è stato previsto dell’ Ufficio Ricostruzione Marche con fondi del terremoto per accedere ai quali è requisito essenziale il possesso del terreno. Perché allora questa accelerazione sulle varianti?
“Le regole sono un dettaglio per Capponi che sta anche indebitando pesantemente i treiesi sottoscrivendo mutui – spiegano i consiglieri di Prima Treia – Perché si forza la mano su un progetto che lo stesso architetto che l’ha redatto, presente in Consiglio, ha definito ipotetico? Per le scuole di Passo di Treia hanno scelto terreni da espropriare, per quella di Treia uno sottoposto a procedura fallimentare e su cui, per essere stato svalutato con un’altra variante al PRG, pendono sull’Amministrazione treiese denunce in ogni specifica sede. Non si può continuare così. Prima Treia stessa sta ricorrendo al Consiglio di Stato per fermare un modus operandi che offende i treiesi e le istituzioni democratiche”
“Oggi abbiamo aperto un confronto con gli alleati per costruire una candidatura unitaria della coalizione di centro sinistra, capace di avere consenso oltre il nostro campo e aprire una nuova fase per le Marche. Ci rivedremo a stretto giro - afferma Giovanni Gostoli, segretario regionale Pd, a margine degli incontri di oggi pomeriggio con gli alleati.
“Negli incontri bilaterali con le forze politiche e civiche prima di tutto è emerso uno spirito unitario e la volontà di arrivare in tempi brevi ad una sintesi sulla candidatura, dopo un lavoro nei mesi scorsi sui programmi, sulle idee e sulle priorità per migliorare la qualità di vita delle marchigiane e dei marchigiani - continua Gostoli - Sono emerse da più parti ipotesi di personalità che potrebbero rappresentare la coalizione, competitive e autorevoli, alcune delle quali è possibile verificare solo con una larga convergenza dell’alleanza. In questa fase interlocutoria - precisa Gostoli - ciascuno ha provato a mettere in campo possibili soluzioni e proposte, anche con valutazioni diverse ma ognuna con pari dignità rispetto alle altre e, soprattutto, senza veti. Il confronto che si è svolto con serenità continuerà anche nelle prossime ore nelle quali potrebbero emergere altre valutazioni e ipotesi. C’è la consapevolezza che la sfida delle elezioni regionali è aperta. Si può vincere con una proposta unitaria e un campo di centro sinistra più largo possibile che si costruisce attorno al Pd. In questo senso - conclude Gostoli - stiamo raccogliendo anche l’appello delle Sardine che, ieri a piazzale Lazzarini a Pesaro e nei giorni scorsi con una lettera sulla stampa, chiedono un cambio di passo, una convergenza e cooperazione del campo progressista, democratico e civico per aprire una nuova fase nelle Marche. Prima degli interessi di parte o del partito viene l’interesse della comunità marchigiana”.
Nei giorni scorsi Gostoli ha incontrato anche Alessandro Seri, coordinatore Diem25 Marche, l'associazione transnazionale, che ultimamente ha promosso insieme ad altre realtà la lista “Emilia-Romagna Coraggiosa” di Elly Schlein.
A nome dei gruppi di CDU, Fratelli d'Italia e Forza Italia è intervenuto Maurizio Mosca riguardo al candidato che sarà scelto per rappresentare il centro destra alle prossime amministrative del Comune di Macerata:
"Tutta la coalizione di centro destra prende favorevolmente atto che sono state formalizzate le proposte e le disponibilità per la candidatura a sindaco. La Lega ha espresso la propria proposta con generosità, così come hanno fatto il nuovo CDU,Fratelli d’Italia e come si è proposta di fare anche Forza Italia. Si confida che, nella ricchezza delle proposte si possa, entro il minor tempo possibile, addivenire alla miglior sintesi di uomini e programmi. Il tutto nell’esclusivo interesse del bene di Macerata e nel rispetto delle sensibilità di tutte le forze e intelligenze del centro destra".
Il Coordinamento Comunale Potentino di Forza Italia esprime solidarietà e vicinanza al Vicesindaco Giulio Casciotti e al Presidente della Municipalizzata A.S.P.P. Mario Properzi, oggetto di attacchi strumentali e personali da parte del Pd locale.
“Non crediamo che si faccia un buon servizio ai cittadini – ha sottolineato il Coordinatore Antimo Flagiello – screditare chi, con spirito di servizio, si impegna quotidianamente a beneficio di tutta la collettività, soprattutto con attacchi personali che nulla hanno a che vedere con un serio confronto politico. Mi riferisco all’inappropriato manifesto a firma Pd nel quale si mette in dubbio la buona gestione delle Farmacie Comunali. Sul ruolo di amministratore pubblico e di privato titolare di farmacia del Vicesindaco, in sede di insediamento della Giunta, come è noto anche ai Consiglieri del Pd, è stata certificata la non sussistenza di incompatibilità. Vorrei ricordare, inoltre, che in campagna elettorale era stato ampiamente reso pubblico il ticket Tartabini Sindaco e Casciotti Vice"
Conclude Flagiello: "Evidentemente i cittadini che hanno votato e dato fiducia con un numero di preferenze importante, hanno ritenuto non esserci conflitto di interessi verso una persona il cui percorso privato e pubblico è notoriamente incentrato su basi di correttezza, serietà e professionalità. Chiudo ribadendo il nostro più completo appoggio al buon governo dell’Amministrazione Tartabini”.
Il candidato della Lega come sindaco alle elezioni comunali di Macerata è Andrea Marchiori. L'annuncio ufficiale è arrivato nella mattinata di oggi in una conferenza stampa convocata nella sede del partito in via Roma.
"Non si tratta della volontà di rompere il tavolo con il centrodestra, ma di assumerci una responsabilità nei confronti della città di Macerata" ha affermato il responsabile regionale della Lega Paolo Arrigoni.
"Ieri sera abbiamo rotto gli indugi al tavolo del centrodestra - prosegue Arrigoni - e abbiamo comunicato il nostro intendimento. Lasciamo agli alleati il tempo di riflettere con l'auspicio che possano condividere questo progetto. Marchiori è un giovane avvocato e padre di famiglia, che ha dimostrato la sua combattività già da consigliere comunale".
Presenti alla conferenza stampa il senatore Giuliano Pazzaglini e l'onorevole Tullio Patassini, nonché Sandro Parcaroli, direttore generale e amministratore unico del Gruppo Med Store. Quest'ultimo è stato definito da Arrigoni una "importante risorsa per il centrodestra".
"Oggi è la data zero. Comincia il ritorno alla normalità di Macerata dopo aver vissuto nell'insicurezza durante le amministrazioni di sinistra e nonostante il grande lavoro svolto dal questore Antonio Pignataro" annuncia entusiasta il responsabile provinciale della Lega Simone Merlini.
In chiusura è il candidato sindaco Andrea Marchiori a prendere la parola: "Salvini ieri a Pesaro ha chiesto che Macerata e le Marche siano governate dal centrodestra, e così sarà. Il mio primo obiettivo è quello di restituire a Macerata il suo decoro e di aiutare i nostri giovani. Il capoluogo deve tornare ad essere famoso per le sue bellezze e per il suo benessere, e non per fatti atroci e spaccio di droga. Credo in una politica lontana dai giochi di potere e trasparente nei confronti dei cittadini. Con me il municipio sarà aperto a tutti".
"Matteo Salvini vuole bene a Macerata e presto verrà a trovarci - conclude Marchiori -. Mi faccio l'augurio di restituire questa città al centrodestra, assieme ai nostri alleati".
Il prossimo appuntamento è stato fissato per sabato sera, in una cena in cui presenzierà anche il senatore Gian Marco Centinaio.
Dopo l'annuncio odierno della Lega, l'attenzione si rivolge agli altri componenti del tavolo del centrodestra. Ad ora sembra piuttosto complesso che si arrivi ad una convergenza comune sul nome di Marchiori: si registrano forti mal di pancia interni alla coalizione.
E’ in partenza la campagna di sensibilizzazione denominata “Uniti contro l’Amianto”, che si pone come obiettivo quello di contribuire alla definitiva eliminazione dell’amianto dai territori della provincia di Macerata.
La prima iniziativa in programma è una raccolta firme mirata ad ottenere l’esenzione dal pagamento dei diritti sanitari richiesti dal Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta n.3 per la segnalazione da parte di cittadini della presenza di materiali contenenti amianto.
L’amianto, come noto, è un materiale cancerogeno che miete in Italia 6000 vittime all’anno in quanto provoca patologie letali e specifiche dell’esposizione ad amianto, tra cui mesotelioma, un tumore spietato, e asbestosi, grave malattia respiratoria.
"Siamo tutti a rischio a causa della vetustà dei manufatti edili che nel corso degli anni hanno perso compattezza rilasciando fibre killer che possono essere inalate da chiunque" sottolineano le realtà promotrici dell’iniziativa, impegnate nei rispettivi territori della Provincia di Macerata ma unite nel concetto di tutela del bene comune.
Si tratta del movimento civico “Strada Comune” di Macerata, dell’associazione politico-culturale “Civico 49” di Potenza Picena, del comitato “Appignano senza amianto” e del gruppo consiliare “Vivere Appignano”.
"Purtroppo, ad una carente ed inefficace legislazione che spesso non consente agli Enti preposti un’efficace tutela della salute pubblica, a volte si aggiungono anche decisioni assurde da parte della Pubblica Amministrazione - aggiungono i promotori dell'iniziativa - che costituiscono dei veri e propri ostacoli alla soluzione del problema: infatti con la scellerata disposizione del Dipartimento di Prevenzione dell’Area Vasta n.3 dell’A.S.U.R. Marche, della quale si chiede l’abrogazione, viene stabilito che il cittadino che segnala la pericolosa presenza di materiale contente amianto, per poter dare seguito ai sopralluoghi di verifica, è tenuto al pagamento dei diritti sanitari pari ad € 74,15. Peraltro, abbiamo riscontrato che negli altri presidi territoriali della Regione Marche non viene richiesto nessun pagamento dei diritti sanitari".
"Riteniamo che le segnalazioni dei cittadini siano di fondamentale importanza in quanto costituiscono un valido contributo al perfezionamento delle “mappature amianto”, che nella quasi totalità dei casi risultano incomplete e non aggiornate. L’applicazione dei diritti sanitari scoraggia le iniziative di chi vuole rimuovere questo materiale cancerogeno nell’interesse della collettività e denunciare situazioni di omissione degli obblighi stabiliti dal D.M. 06/09/1994. Consapevoli che condividere esperienze e competenze sia fondamentale per raggiungere finalità di salvaguardia della salute e del territorio concepiti in un contesto globale, ci impegniamo quindi uniti nella convinzione che questa iniziativa comune sarà la prima di tante a favore della collettività" concludono nella nota congiunta "Strada Comune", "Civico 49", "Appignano senza amianto" e "Vivere Appignano".
“Domani iniziamo a ragionare con gli alleati sulla costruzione di una rosa di nomi utile per individuare una candidatura di sintesi del centrosinistra che può aprire una fase nuova”. Sono queste le parole con cui Giovanni Gostoli, segretario regionale del Partito Democratico, fotografa la situazione il giorno dopo l'annuncio della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli di non volersi candidare per le elezioni regionali (leggi qui).
“Uniti possiamo vincere, la partita è aperta - sottolinea Gostoli -. Dal pomeriggio faremo incontri bilaterali e interlocutori utili per fare un quadro delle possibilità. L’auspicio è quello di aprire un confronto con grande serenità e con un forte spirito unitario".
"Vorrei ripetere ancora una volta che la sfida alle prossime elezioni regionali sarà tra noi e la destra - prosegue Gostoli -. Noi vogliamo farci carico, lo stiamo dimostrando, di costruire l’alleanza più larga possibile. Insieme al Pd si combatte per vincere e dare un buon governo alle Marche, non per fare testimonianza. Se qualcuno pensa di correre da solo, invece, decide di fare un favore alla destra”.
Domani, venerdì, il segretario regionale Pd Giovanni Gostoli insieme al vice segretario Fabiano Alessandrini incontreranno i Socialisti, Verdi e Civici di “Uniti per le Marche”, Articolo Uno, Italia Viva, Azione, Più Europa, la lista civica “Presenza Popolare” e la lista civica “Le Nostre Marche” con Demos, Popolari e Italia in Comune.
Il parere di "La Tua Petriolo" in vista delle prossime elezioni elettorali: "I nostri amministratori stanno realizzando una raffica di piccoli cantieri, di opere prossime al termine e di inaugurazioni varie. Probabilmente sperano che questi lavori a ridosso del voto rimangano impressi nella memoria degli elettori e ci si dimentichi di tutte le loro promesse di cinque anni fa, che non hanno mantenuto, o che, se hanno realizzato, era meglio che non l’avessero fatto! Sicuramente, come al solito, troveranno la giustificazione nel terremoto e non nella loro incapacità ad amministrare".
Continuano i membri della lista civica: "Il sindaco Luciani, che da mesi ha iniziato la campagna elettorale sui social, sui giornali locali, in incontri pubblici, non perde occasione per annunci roboanti di una “pioggia” di soldi che arrivano e di tanti progetti per il futuro. Dovrebbe però anche dire che i finanziamenti ricevuti sono dovuti quasi interamente al sisma e che sono di gran lunga inferiori a quelli concessi a molti paesi vicini, come pure ad alcuni comuni al di fuori del cratere (ad es. 2.5 milioni di € per il miglioramento sismico della scuola di S. Vito di Recanati)".
"Dovrebbe, però, soprattutto spiegare come hanno speso i soldi della Tari del 2018 e del 2019, che noi cittadini abbiamo pagato regolarmente - proseguono dalla lista civica -, ma che essi non hanno trasferito al Cosmari, visto che tale Azienda – con nota n.353 dell’11/1/2020 – sollecita il pagamento di fatture scadute per un valore di 217.519,29 €. Li hanno forse utilizzati per tutti gli ultimi lavori da cantiere elettorale?"
In conclusione "La tua Petriolo" dichiara: Intanto il Comune è stato costretto ad attivare un piano di rientro che arriva fino a dicembre 2020, per cui parte del debito da pagare sarà a carico anche della prossima amministrazione. Quello del Cosmari è il debito più consistente, ma ci sono molte altre fatture da saldare, quali ad es., Lagoplast: 4.544,12 €, Task srl: 3.952,80 €, Impresa di pulizia G&P: 1.451,80 €. I nostri amministratori continuano a vivere nel mondo dei grandi progetti, di iniziative di milioni di euro: le loro linee programmatiche sono solo un bel libro dei sogni…ma i sogni, purtroppo, all’ alba svaniscono!"
"Ceriscioli e company non possono tacere, non possono restarsene, come al solito, con le mani in mano. Altrimenti sono complici delle scelte sciagurate del Governo Conte - affermano Marcozzi e Celani di Forza Italia - Quanto commesso dal Governo, come stigmatizzato dal nostro vicecapogruppo alla Camera, Simone Baldelli che si è speso in prima persona per le popolazioni terremotate, è un fatto gravissimo che impone immediato riparo. In sede di conversione del decreto Milleproroghe, infatti, Forza Italia ha chiesto la proroga anche per il 2020 dell’esclusione dall’accertamento dell’Isee per circa 90mila case inagibili dopo il sisma. Ebbene il Governo non è stato capace di dare alcuna risposta all’emendamento di Baldelli ed oggi quelle case saranno conteggiate nel calcolo Isee dei proprietari. Il lavoro emendativo portato avanti dai nostri parlamentari, i senatori Cangini e Battistoni, e, appunto, il deputato Baldelli, proponevano due soluzioni concrete ad altrettanti problemi importanti del terremoto del centro Italia come quello sull’Isee per le case inagibili nelle zone terremotate e il rinnovo fino al 31 dicembre 2020, per le regioni colpite dal sisma, delle concessioni per i siti di stoccaggio temporaneo nei quali le macerie possono essere trattate".
Concludono: "Forza Italia non mollerà mai la sua battaglia per cercare di alleviare il gravoso peso che a distanza di quattro anni ancora asfissia i terremotati tra sisma e una ricostruzione solo a parole. Ma la Regione batta un colpo e, anche se a pochi mesi dal capolinea, faccia per una volta sentire la sua presenza chiedendo subito interventi legislativi riparatori".
Non ha fatto molto strada la proposta dell'attuale governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli di far scegliere agli elettori, tramite le primarie, il nome unitario con cui il centrosinistra concorrerà alle prossime elezioni Regionali in programma in primavera. A stretto giro, infatti, è arrivata la replica del segretario nazionale Nicola Zingaretti, che ha bocciato l'ipotesi.
"Ho sentito il segretario regionale delle Marche Giovanni Gostoli e gli ho dato tutto il mio sostegno nel percorso intrapreso - ha dichiarato in una nota rilasciata ad Ansa Zingaretti -. Preso atto ufficialmente nei giorni scorsi della indisponibilità degli alleati per le primarie, occorre ora lavorare tutti per tenere insieme tutta la coalizione di centrosinistra su un nome unitario e competitivo".
"Si ragioni quindi con serenità su una rosa di nomi che possa rappresentare la coalizione e che possa dialogare con i 5 stelle. Serve grande senso di responsabilità da parte di tutti per vincere" ha concluso il segretario.