Politica

Ricostruzione post-sisma, Cessapalombo punta sul Psr: "Regole chiare e meno burocrazia"

Ricostruzione post-sisma, Cessapalombo punta sul Psr: "Regole chiare e meno burocrazia"

Il Programma Straordinario della Ricostruzione (PSR) diventa realtà anche nel Comune di Cessapalombo. Il documento, che definisce le linee guida per una ricostruzione uniforme e coordinata dell’intero territorio comunale, è stato presentato questa mattina nella sala consiliare del municipio alla presenza del sindaco Giuseppina Feliciotti, del commissario straordinario alla ricostruzione, senatore Guido Castelli, e di numerosi cittadini. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto e informazione, durante il quale i presenti hanno potuto porre domande, chiarire dubbi e approfondire le finalità e le opportunità offerte dal Programma. Il PSR è uno strumento facoltativo che i Comuni del cratere sismico del 2016 hanno potuto scegliere di adottare per semplificare e velocizzare i processi di ricostruzione: Cessapalombo ha deciso di dotarsene, riconoscendone il valore strategico. «Il PSR rappresenta un passaggio fondamentale soprattutto per un Comune come il nostro, interamente inserito nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini e soggetto a numerosi vincoli paesaggistici e della Soprintendenza – ha spiegato il sindaco Feliciotti –. Questo strumento consente di superare molte delle lungaggini burocratiche che, senza una visione unitaria, avrebbero rallentato sia la ricostruzione privata sia quella pubblica». Sul valore del Programma è intervenuto anche il commissario straordinario Guido Castelli, sottolineando come i PSR siano fondamentali per dare certezze, regole chiare e tempi più rapidi alla ricostruzione. «Dove esiste una visione condivisa tra Comune, cittadini e istituzioni, la ricostruzione accelera davvero – ha affermato –. Il PSR permette di passare dalla gestione caso per caso a un disegno unitario, riducendo i passaggi autorizzativi e restituendo qualità e coerenza ai centri colpiti dal sisma». Castelli ha inoltre evidenziato come, in un Comune interamente inserito nel Parco dei Sibillini, il Programma assuma un valore ancora più ampio: non solo ricostruzione edilizia, ma una vera e propria visione di rilancio socio-economico, capace di valorizzare le risorse ambientali, culturali e infrastrutturali come opportunità di sviluppo. Il PSR introduce regole condivise attraverso abachi della ricostruzione, indicazioni su materiali, colori, infissi e finiture, con l’obiettivo di garantire edifici di qualità, coerenti con il contesto storico e paesaggistico. Un elemento centrale è il concetto di “ricostruzione conforme”: in molti casi, demolendo e ricostruendo secondo i parametri del Programma, non sarà necessario richiedere ulteriori pareri a Soprintendenza o Parco, con una significativa riduzione dei tempi autorizzativi. Il documento non si limita agli aspetti architettonici, ma definisce anche una programmazione complessiva della ricostruzione, stabilendo priorità, cronoprogrammi, interventi sulle opere pubbliche, sulla viabilità, sugli aggregati edilizi e, se necessario, su eventuali delocalizzazioni. «A quasi dieci anni dal sisma – ha concluso il sindaco Feliciotti – il PSR rappresenta una spinta concreta per accelerare la ricostruzione e offrire certezze a cittadini e operatori». Dopo la fase di pubblicazione e informazione alla cittadinanza, il Programma potrà essere portato in Consiglio comunale per l’approvazione definitiva non prima di 30 giorni. Il quadro della ricostruzione A Cessapalombo la ricostruzione privata entra pienamente nella fase operativa nel triennio 2023–2025. Nel 2023 le liquidazioni per la ricostruzione privata e produttiva hanno superato i 3,6 milioni di euro; nel 2024 i contributi liquidati sono stati circa 3,8 milioni; il 2025 segna l’anno di massima accelerazione con oltre 5 milioni di euro erogati. Al 31 gennaio 2026, la ricostruzione privata e produttiva ha mobilitato circa 20 milioni di euro di contributi liquidati, a fronte dei quasi 40 milioni concessi per le 140 pratiche complessive presentate. Parallelamente procede la ricostruzione pubblica, che nel territorio comunale vale circa 18 milioni di euro complessivi tra opere finanziate, progettate e cantierate, riguardanti edifici pubblici, infrastrutture, beni culturali, edifici di culto e interventi di rigenerazione urbana.

31/01/2026 15:15
"Non restare indifferenti”: Macerata accende i riflettori sulla crisi iraniana

"Non restare indifferenti”: Macerata accende i riflettori sulla crisi iraniana

Si è svolto nella serata di ieri l’incontro dal titolo “Iran, le ali della libertà”, promosso dalla consigliera comunale del gruppo misto Sabrina De Padova, con il supporto dell’associazione Jungle e il patrocinio del Comune di Macerata. Un evento partecipato e sentito, nato con l’obiettivo di offrire un momento di approfondimento e riflessione sulla drammatica situazione che l’Iran sta attraversando, analizzata sotto il profilo politico, giuridico, economico e umano. Ad aprire i lavori è stata la consigliera De Padova, che ha ringraziato il pubblico presente e sottolineato l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle gravi violazioni dei diritti umani che continuano a colpire il popolo iraniano. A seguire, per i saluti istituzionali, è intervenuta la vicesindaco Francesca D’Alessandro, che ha ribadito la vicinanza delle istituzioni locali alla popolazione iraniana e la necessità di mantenere alta l’attenzione su quanto sta accadendo, sostenendo con forza i valori della libertà e dei diritti fondamentali". Nel suo intervento, De Padova ha ricordato il percorso di iniziative promosse nel corso degli anni di consigliatura sul tema iraniano. Il primo appuntamento, “Donna, Vita, Libertà”, nacque quando ricopriva il ruolo di presidentessa del Consiglio delle Donne, in seguito alla morte di Mahsa Amini, divenuta simbolo di una repressione violenta che ha colpito in particolare giovani e donne. Un impegno proseguito nel tempo attraverso incontri dedicati alla storia e alla politica iraniana, all’evoluzione del territorio e alle leggi che hanno segnato profondamente il Paese. Tra questi, anche la presentazione del film “Leggere Lolita a Teheran”, alla presenza della produttrice Marisa Stocchi, che ha offerto uno sguardo più intimo e umano sulla resistenza culturale e sulla forza della parola come strumento di libertà. L’evento “Iran, le ali della libertà” si è posto come un nuovo spazio di riflessione sulla situazione politica attuale, ma anche come un momento di speranza, per interrogarsi sul futuro del Paese e sulla possibilità di un riscatto. Oggi, infatti, le informazioni che arrivano dall’Iran sono spesso frammentarie: internet viene frequentemente oscurato, molti giovani hanno perso la vita e le proteste vengono represse con arresti di massa, violenze e un rigido controllo dei media. Il Paese appare inoltre sempre più isolato sul piano internazionale, tra sanzioni e tensioni geopolitiche. Tra i relatori, il professor Alberto Febbrajo, docente di Sociologia del diritto ed ex rettore dell’Università di Macerata, ha analizzato la rivolta iraniana da una prospettiva sociologica, mettendola a confronto con altri contesti storici di mobilitazione e repressione. Il professor Alberto Pettinari, docente di Economia aziendale, ha invece approfondito la complessa situazione storico-economica del Medio Oriente, soffermandosi sul ruolo dell’Occidente e sugli scenari che potrebbero aprirsi per l’economia globale e il settore petrolifero in caso di un intervento militare statunitense. Particolarmente toccante la testimonianza di Mojtaba Sadeghi, esperto di cultura iraniana e cittadino iraniano, che ha raccontato in prima persona ciò che sta accadendo nel Paese, dando voce alle paure ma anche alle speranze di una popolazione che continua a lottare per la propria dignità e libertà. L’incontro si è concluso con un confronto aperto e partecipato tra Sadeghi e alcuni cittadini iraniani presenti in sala, che hanno condiviso esperienze, domande e riflessioni, rendendo il dibattito ancora più intenso e autentico. Dall’evento è emerso un auspicio forte e condiviso: che sul destino dell’Iran non prevalgano più interessi economici e giochi di potere, ma il rispetto dei diritti umani e la fine delle violenze sulla popolazione civile. “Iran, le ali della libertà” ha rappresentato così non solo un momento di analisi, ma anche un atto di responsabilità civile e di vicinanza concreta a un popolo che continua a chiedere libertà, giustizia e futuro.

31/01/2026 11:18
Acquaroli traccia la rotta delle Marche: "Zes, infrastrutture e borghi per tornare a competere nel mondo"

Acquaroli traccia la rotta delle Marche: "Zes, infrastrutture e borghi per tornare a competere nel mondo"

Una regione che vuole correre, lasciarsi alle spalle le crisi del passato e scommettere tutto su infrastrutture, internazionalizzazione e giovani. È questo il ritratto fatto dal presidente Francesco Acquaroli emerso dalla consueta conferenza stampa di inizio anno organizzata dalla Regione in collaborazione con l'Ordine dei Giornalisti. Il governatore, davanti alle principali testate regionali, ha tracciato la rotta della nuova legislatura, mettendo sul tavolo i pilastri di una strategia che punta a riportare le Marche tra le regioni trainanti d’Italia. Acquaroli ha confermato l'impegno prioritario sulla Zona Economica Speciale (ZES), definita lo strumento cardine per ridare forza all'export e alle imprese in questa fase di transizione. Ma non c’è sviluppo senza strade: per la provincia di Macerata restano centrali gli investimenti sul sistema di bretelle e intervallive, oltre al completamento della Pedemontana, ha ribadito Acquaroli. Sotto la lente anche il nodo della A14: "Una questione che si trascina da troppo tempo - ha dichiarato il governatore - con cantieri che limitano la sicurezza e la competitività". Il 2026 sarà un anno carico di simbolismo: ricorrerà infatti il decimo anniversario del sisma del 2016. "Oggi si percepisce il pieno della ricostruzione, con un'accelerazione evidente impressa negli ultimi anni", ha sottolineato Acquaroli, ribadendo la volontà di ridare vitalità ai comuni dell'entroterra maceratese. Sul fronte sanitario, dopo la riforma degli enti, l'obiettivo è ora l'aggiornamento del Piano socio-sanitario per rispondere all'invecchiamento della popolazione. Un passaggio che coinvolgerà direttamente il territorio attraverso il rafforzamento dei servizi e il monitoraggio del rapporto tra domanda e offerta di prestazioni. Sul fronte del turismo, tra gennaio e settembre 2025, le presenze straniere sono cresciute del 46% rispetto al 2019. Un successo che passa per la valorizzazione dei borghi e dei grandi festival. Acquaroli ha inoltre citato il clamoroso ritrovamento della Basilica di Vitruvio a Fano, definendola "una testimonianza straordinaria che impone un percorso di valorizzazione di respiro internazionale". In chiusura, un appello alle nuove generazioni, definite "la vera benzina per il futuro". L’obiettivo della legislatura sarà creare un ponte sempre più solido tra le eccellenze delle università marchigiane e il mondo del lavoro. "Non dobbiamo solo evitare che i ragazzi partano – ha concluso il Presidente – ma dobbiamo diventare capaci di attrarne altri da fuori regione".

30/01/2026 19:00
Ussita, 10 anni dal sisma. La minoranza chiede assemblea pubblica: "Famiglie e giovani ancora in difficoltà"

Ussita, 10 anni dal sisma. La minoranza chiede assemblea pubblica: "Famiglie e giovani ancora in difficoltà"

Sono passati oltre nove anni dal terremoto del 2016 che ha devastato Ussita e il suo territorio, lasciando dietro di sé non solo macerie, ma anche un senso di attesa e incertezza tra i cittadini. Oggi, a quasi dieci anni dall’evento sismico, la ricostruzione continua a procedere lentamente, e le famiglie, gli imprenditori e i giovani della zona vivono ancora una realtà difficile. A sollevare la questione è il consigliere comunale di minoranza Guido Rossi, che con il suo gruppo “Insieme per la ricostruzione e il futuro" ribadisce la necessità di maggiore trasparenza e confronto con la cittadinanza. “Nove anni di attesa, di incertezze, di promesse non mantenute e di una ricostruzione che continua a procedere con estrema lentezza”, denuncia Rossi. “La popolazione ha dovuto affrontare enormi difficoltà: famiglie ancora nelle SAE, giovani scoraggiati, proprietari di seconde case senza risposte, imprenditori locali con un futuro incerto. Tutto questo ha generato sconforto e demoralizzazione, sentimenti che oggi non possono più essere ignorati”. Il consigliere sottolinea l’importanza di creare canali strutturati di informazione: “A fronte di continue voci, indiscrezioni e notizie frammentarie, mancano momenti di informazione diretta, strutturale e partecipata. Gli incontri occasionali o le dichiarazioni sui media non sono sufficienti a rispondere alle domande legittime dei cittadini”. Rossi ricorda come in passato, anche durante la campagna elettorale, il gruppo abbia espresso la volontà di confrontarsi pubblicamente: “Purtroppo, questa disponibilità è stata disattesa per ben tre volte, nonostante le nostre richieste formali. Oggi, la comunità ha il diritto di conoscere il proprio futuro immediato. La maggior parte dei cittadini vive ancora una condizione di precarietà abitativa ed economica. Siamo tutti terremotati, accomunati dalle stesse difficoltà e, proprio per questo, crediamo che serva coesione, trasparenza e responsabilità istituzionale". Il gruppo di minoranza ha quindi chiesto, per la quarta volta, la convocazione di un’assemblea pubblica: “Un'assemblea pubblica non è una concessione ma un atto di rispetto verso una popolazione che attende risposte da troppo tempo. Continuare a rimandare significa alimentare sfiducia e allontanare ulteriormente i cittadini dalle istituzioni. Ussita merita verità, chiarezza e partecipazione”.   Il consigliere Rossi conclude ribadendo la disponibilità alla collaborazione con l’Amministrazione: “Lo facciamo unicamente per il bene della nostra comunità, nonostante l’esclusione dalle scelte e il sistematico rifiuto delle nostre proposte”.

30/01/2026 14:17
Marche, nasce il Comitato per il no al referendum sulla magistratura

Marche, nasce il Comitato per il no al referendum sulla magistratura

Si è costituito nei giorni scorsi nelle Marche il Comitato della società civile per il no al referendum costituzionale sulla riforma della magistratura, in programma il 22 e 23 marzo. Hanno aderito al comitato diverse realtà del territorio, tra sindacati, associazioni e partiti politici: Cgil, Anpi, Legambiente, Libera, Movimenti per l’Acqua, Istituto Gramsci Marche, Gulliver, Officina Universitaria Macerata, Our Voice, Pd, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Verdi, Dipende da Noi, Partito della Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano. Il Comitato, che prevede articolazioni territoriali in tutta la regione, ha spiegato che le ragioni del no sono legate alla profonda alterazione dell’equilibrio tra i poteri dello Stato prevista dalla riforma, in particolare tra potere giudiziario e potere politico. Secondo il comitato, la riforma non affronta i problemi concreti dei cittadini, non migliora il funzionamento della giustizia né accorcia i tempi dei processi. L’obiettivo principale del Comitato è diffondere le ragioni del no, promuovendo una maggiore consapevolezza sul tema e favorendo una partecipazione ampia al voto, con l’intento di salvaguardare le norme fondamentali della Costituzione repubblicana.

30/01/2026 12:22
La scelta di Acquaroli: Renato Poletti sarà il nuovo capo di Gabinetto della Regione Marche

La scelta di Acquaroli: Renato Poletti sarà il nuovo capo di Gabinetto della Regione Marche

Sarà Renato Poletti il nuovo capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli. Il governatore firmerà nei prossimi giorni il decreto di nomina, colmando così il vuoto lasciato dalle dimissioni di Fabio Pistarelli (LEGGI QUI), che aveva ricoperto l’incarico per cinque anni e poi per altri tre mesi dopo la vittoria elettorale dello scorso settembre. Dopo l’uscita di Pistarelli, la gestione ad interim era stata affidata a metà dicembre al segretario generale della Regione Marche, Mario Bechetti. Ora la scelta di Acquaroli è ricaduta su una figura di comprovata esperienza istituzionale e relazionale. Poletti, classe 1954, originario di Belluno ma maceratese d’adozione, può vantare una carriera quasi quarantennale tra ministeri romani e Vaticano. Nel corso del suo percorso professionale ha ricoperto ruoli di primo piano, tra cui quello di direttore generale per gli Aeroporti e il Trasporto aereo del Ministero delle Infrastrutture e quello di presidente della Fondazione per i Beni e le Attività culturali e artistiche della Chiesa. Il suo nome è già ben conosciuto anche nelle Marche e negli ambienti istituzionali regionali. Nell’aprile del 2022 lo stesso Acquaroli gli aveva affidato una consulenza, a titolo gratuito, per i rapporti con la Chiesa. Un incarico finalizzato a supportare le attività legate alle relazioni con enti e istituzioni ecclesiastiche nell’ambito delle politiche istituzionali della Regione, motivato – come riportato nel decreto di nomina – dalla «particolare esperienza e competenza nella materia». Poletti, ritenuto vicino anche al segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin, è stato inoltre delegato dall’arcivescovo prelato di Loreto, monsignor Fabio Dal Cin, a presiedere il tavolo di concertazione per il recupero e la valorizzazione dell’antica Via Lauretana. Negli ultimi anni il suo percorso si è ulteriormente arricchito di incarichi di rilievo nel territorio marchigiano. A marzo 2024 è stato nominato presidente della Fondazione Giustiniani Bandini, ente che gestisce la Riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra. Nell’ottobre dello stesso anno il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo ha nominato Procuratore di San Marco, titolo riservato ai sette consiglieri di amministrazione della Procuratoria di San Marco, l’organo che sovrintende alla gestione dei beni della Basilica veneziana. Con la prossima nomina a capo di Gabinetto della Regione Marche, Poletti si prepara dunque ad assumere un ruolo particolarmente delicato e strategico all’interno della macchina amministrativa di Palazzo Raffaello, portando con sé un profilo di alto livello istituzionale e una consolidata rete di relazioni.

30/01/2026 11:25
“Ego te baptizo piscem”: e Parcaroli vegano si ritrovò creato Sindaco

“Ego te baptizo piscem”: e Parcaroli vegano si ritrovò creato Sindaco

“Ego te baptizo piscem”. S’usava così una volta quando i cardinali, o addirittura il Papa, rendevano plausibile l’assurdo. La storia si racconta a proposito del cardinale Egidio Albornoz – c’entra con Macerata perché le mura vennero rifatte per suo ordine: noi c’abbiamo l’assessore Lego e pure il Papa nel ’300 c’aveva il cardinale Lego – che giunto a Bologna come legato chiese alle suore di fargli i tortellini, ma era vigilia e le consacrate si rifiutarono. Allora il cardinale, che li pretese, per evitare lo scandalo li battezzò pesce: precetto di magro rispettato. A Sandro Parcaroli è successa la stessa cosa: scortato dai fidi Mauro Lucentini, il “Basettoni” della Lega in provincia di Macerata, e dal vice-provinciale Luca Buldorini, detto l’uomo con la valigetta perché è fornito del necessaire, si è presentato al cospetto di Matteo Salvini che è – come i porporati di una volta – onusto d’incarichi (ministro degli LL.PP. delle infrastrutture e dei treni in ritardo, vicepresidente del Consiglio, segretario federale della Lega), il quale non con la spada di Alberto da Giussano – passata un po’ in sordina come del resto anche la mitraglietta FN Minimi della Folgore – ma con una pacca sulla spalla gli ha detto: io ti creo sindaco. L’“ego te baptizo piscem” a Sandro Parcaroli, diventato vegano – per questo ha fatto ritrarre il Comune dalla gestione e dalla proprietà del mattatoio in favore dell’imprenditore Ilario Marcolini, così come ha di fatto messo da parte la Raci: è intima convinzione etica – è stato particolarmente gradito. Potrà dire di sé – come si scrive sui cosmetici cruelty free – “nessun animale è stato ucciso” per questa mia carica. Diciamo però che un paio di vittime in questa faccenda ci sono. La prima è sicuramente la dignità politica di Macerata. La città si sta facendo imporre il Sindaco da Roma con un processo che, almeno a giudicarlo da come viene proposto, tutto è tranne che democratico. S’usava appunto nello Stato pontificio del basso Medioevo la creazione delle cariche per decreto. La dignità di Macerata è stata calpestata nell’incontro d’investitura anche per l’assenza di qualsiasi rappresentante della comunità cittadina. A parte Parcaroli, che è un maceratese d’adozione, della città non c’era nessuno e francamente resta poco spiegabile perché in questo vertice leghista non fosse presente anche, anzi soprattutto, l’avvocato Aldo Alessandrini che della Lega è contemporaneamente segretario cittadino e capogruppo in Consiglio comunale. È pur vero che Sandro Parcaroli si è già fatto dettare la sua giunta bis: vicesindaco Luca Buldorini, l’uomo con la valigetta accolto a Roma come uno dei magi; assessore Lego e assessora Imballo confermati; Giuseppe Romano assessore al commercio e alla famiglia. Questi erano tutti alla cena con cui Luca Buldorini – ora rinnega – ha fondato Compagnia Marca Libera, la falange del generale Roberto Vannacci. Il fatto che l’ex parà ora abbia strappato con Salvini crea un qualche imbarazzo, ma comunque consegna a Macerata, forse in riparazione del fatto che appunto la città nella scelta del candidato sindaco del Centrodestra non conta nulla, un nuovo primato: sarà, ammesso ma niente affatto concesso che Parcaroli ce la faccia, la prima città ad avere come sindaco un’espressione diretta degli amici del generale Roberto Vannacci. Per la Civitas Mariae, per la città della pace, dove la carità cristiana, la tolleranza, la solidarietà sono i cardini del vivere civile, si prepara un’amministrazione che si fonda su concetti come “Mussolini è uno statista come lo sono stati Cavour e Stalin”, “Con me siete in tanti: è come avere davanti a me la decima legione”, “Che piaccia o no non nasciamo uguali su questa terra”, “Cari omosessuali normali non lo siete”, “Per quanto esecrabile l’odio è un sentimento che non può essere represso in un tribunale”. Ci sono in quella “falange” molti altri pensieri di ancor più pregnante profondità che sono il corredo ideale della squadra che attornia Sandro Parcaroli e che gli ha fatto da corteo verso l’investitura ricevuta da Salvini. La seconda vittima di questa faccenda è proprio il Centrodestra locale. Subisce un candidato calato da Roma, imposto da una forza politica che, stando alle elezioni regionali appena trascorse, è largamente minoritaria. Si dice: sono gli equilibri di coalizione. Ci sta; anche se Forza Italia, quando saprà che Fratelli d’Italia in cambio di Parcaroli vuole Civitanova Marche – che non è capoluogo, ma è la città di maggior peso della provincia – forse non ci resta tanto bene. E del resto gli stessi militanti meloniani si domanderanno perché un partito che ha un terzo dei consensi in città non debba avere anche il Primo cittadino. E poi c’è il comparto dei civici. Sandro Parcaroli è stato eletto dalla sua lista e i civici si sentono traditi: il gruppo misto in Consiglio comunale non è mai stato ampio come in questa sindacatura. C’è un’antica regola per ora mai smentita: per fare il Sindaco ci vogliono i voti. Qualcuno nel Centrodestra ha cominciato a domandarsi se il consenso su Parcaroli sia così granitico. Diciamo la verità: c’è una malcelata paura di perdere che comincia ad avere una qualche eco anche a palazzo Raffaello in quel di Ancona, dove siede colui che tutto può: Francesco Acquaroli, che certo non gradirebbe una sconfitta nella sua provincia. E allora ecco che scatta il metodo Parcaroli. Già sta dicendo in giro che, se anche Salvini lo ha indicato, e per lui è un onore sovrano, ci deve pensare. Ora va a Zanzibar; al ritorno dirà. Si accettano scommesse; non scioglierà alcuna riserva e cercherà di adottare con il Centrodestra, come ha fatto in tante altre occasioni, la tattica della rana bollita: far passare il tempo fino al punto in cui la sua candidatura diventa ineluttabile. Del resto l’Ego te baptizo piscem funziona così: prescinde dalla realtà.   P.S.: Ne riparleremo, comprate i pop corn perché siamo solo all’inizio.

30/01/2026 09:53
Turismo, Marche al lavoro sui nuovi piani: “Meno parole e più fatti. Obiettivo consolidare la crescita"

Turismo, Marche al lavoro sui nuovi piani: “Meno parole e più fatti. Obiettivo consolidare la crescita"

Si è riunito nel pomeriggio, nella Sala Raffaello della Regione Marche, il Comitato regionale del Turismo, primo incontro della nuova legislatura dedicato al confronto con le associazioni di categoria e i principali attori del sistema turistico marchigiano. L’incontro rientra nel percorso di condivisione dei piani di programmazione avviato dalla Regione con i rappresentanti del settore. Hanno partecipato ai lavori il presidente della Regione e assessore al Turismo Francesco Acquaroli, il sottosegretario Silvia Luconi, il direttore di ATIM Marina Santucci e la dirigente regionale del Turismo Paola Marchegiani. Il tavolo ha avviato un confronto operativo sui principali strumenti di pianificazione che saranno sottoposti all’approvazione della Giunta regionale: il Piano triennale del turismo, il Piano di indirizzo di ATIM e il Piano dei Borghi, indicati come cardini della strategia turistica regionale per i prossimi anni. “Il primo Tavolo del Turismo della nuova legislatura rappresenta un momento importante per la nostra regione – ha detto il presidente Acquaroli -. Il nuovo orizzonte temporale ci consente di superare la logica della programmazione di breve periodo e di costruire una visione strategica, strutturata e capace di guardare al futuro con maggiore concretezza. Il nostro obiettivo è consolidare i trend positivi registrati negli ultimi anni, che hanno visto una crescita costante di arrivi e presenze, e puntare con decisione sul turismo straniero. In questo percorso la sinergia con l’Aeroporto delle Marche è fondamentale: lo consideriamo un partner strategico per posizionare il territorio sui mercati esteri e intercettare nuovi flussi di visitatori. Ma la strategia regionale non può prescindere dall’ascolto di chi vive quotidianamente le evoluzioni del settore. Il confronto continuo con gli operatori è il nostro metodo di lavoro: meno parole e più fatti, per trasformare le idee in azioni concrete a sostegno dell’economia turistica marchigiana”. Nel corso dell’incontro sono stati illustrati i dati relativi al periodo gennaio–settembre, che evidenziano un aumento delle presenze rispetto al 2019, con una crescita più significativa della componente straniera. I flussi risultano in aumento soprattutto da Germania, Paesi Bassi, Svizzera, Francia e Polonia, mentre sul mercato interno restano prevalenti Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio. I dati completi del 2025 saranno presentati alla BIT di Milano, in programma dal 10 al 12 febbraio. Ulteriori elementi di analisi riguardano il monitoraggio del sentiment online, che restituisce una percezione positiva delle Marche in termini di qualità dell’esperienza turistica e accoglienza, e l’impatto economico dei grandi eventi, con ricadute sulla spesa dei visitatori e sulle presenze. Le linee di intervento per il prossimo triennio prevedono azioni su promozione, campagne congiunte, valorizzazione dei grandi eventi e rafforzamento dell’organizzazione del sistema turistico regionale. Un focus specifico è stato dedicato ai borghi, in vista della piena fase attuativa dei progetti finanziati dal bando “Borgo Accogliente”. ATIM continuerà a supportare gli operatori con attività di promozione integrate, che comprendono comunicazione digitale, campagne sui media, collaborazioni con piattaforme internazionali, iniziative legate alla mobilità e una presenza selezionata alle principali fiere di settore, nazionali e internazionali.

29/01/2026 18:28
Tolentino, vecchie scarpe e palline da tennis per creare nuovi parchi gioco: i rifiuti sportivi diventano risorsa

Tolentino, vecchie scarpe e palline da tennis per creare nuovi parchi gioco: i rifiuti sportivi diventano risorsa

Esosport amplia la propria presenza sul territorio italiano e approda nella provincia di Macerata grazie all'accordo siglato con Ata 3 – Macerata e Cosmari Srl, che hanno avviato un progetto dedicato alla raccolta e al riciclo di materiali sportivi a fine vita in 23 comuni della provincia. Esosport è il brand di Eso Recycling, azienda attiva dal 2009 nel trattamento dei rifiuti sportivi e dei materiali provenienti dai settori della moda e del lavoro. L’obiettivo è ridurre il conferimento in discarica e promuovere una nuova cultura del riciclo, capace di trasformare scarpe, copertoni e altri materiali sportivi in materie prime seconde, utilizzate per la realizzazione di pavimentazioni sportive, superfici per aree ludiche e nuovi prodotti per lo sport. Il progetto è stato presentato giovedì 29 gennaio presso l'Auditorium dell'ITAS "Matteo Ricci" di Macerata, scuola che partecipa attivamente all’iniziativa. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, la dirigente scolastica Rita Emiliozzi, il presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli, il direttore di ATA 3 - Macerata Massimo Principi, il presidente di Cosmari Srl Paolo Gattafoni, il direttore generale Brigitte Pellei e il managing director di Eso Recycling Nicolas Meletiou, oltre a numerose classi dell’istituto. L’iniziativa coinvolge complessivamente 23 comuni, 46 istituti scolastici, 11 negozi di biciclette, 11 circoli di tennis e 3 impianti sportivi, per un totale di 71 punti di raccolta distribuiti sul territorio. Nei punti individuati verranno posizionati gli ESObox, contenitori dedicati alla raccolta di scarpe sportive, camere d’aria e copertoni di biciclette, palline da tennis e padel esauste.Il progetto avrà una durata biennale e la gestione della raccolta e dell’avvio al riciclo sarà curata da Eso Recycling presso il proprio impianto di Tolentino. "Un’iniziativa accolta con grande entusiasmo dalla nostra comunità scolastica - ha dichiarato la dirigente Rita Emiliozzi -. I nostri studenti sono particolarmente sensibili ai temi ambientali e dell’economia circolare. Questo progetto consente di recuperare materiali che altrimenti finirebbero in discarica". Soddisfazione è stata espressa anche dal direttore di Ata 3 Massimo Principi: "La sinergia con Cosmari ci permette di programmare servizi innovativi sul territorio e di avviare un ciclo virtuoso che trasforma rifiuti specifici in risorse riutilizzabili". Per Nicolas Meletiou, managing director di Eso Recycling, l’accordo rappresenta "un segnale importante che rafforza il legame con il territorio maceratese, dove siamo già presenti con il nostro impianto, e conferma il valore di un percorso costruito insieme alla comunità locale".  Il presidente di Cosmari Paolo Gattafoni ha sottolineato il valore ambientale dell’iniziativa: "Oltre al recupero dei materiali sportivi, il progetto rilancia un messaggio fondamentale sulla corretta differenziazione dei rifiuti e sulla tutela dell’ambiente, temi sempre più centrali nel dibattito pubblico". Sulla stessa linea il direttore generale Brigitte Pellei, che ha evidenziato il ruolo delle nuove generazioni: "Un progetto concreto che coinvolge i giovani sia a scuola che nei luoghi dello sport, rendendoli protagonisti attivi dell’economia circolare".

29/01/2026 17:08
L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"

L'affaire Vannacci scuote la Lega, Buldorini non esita: "Sono al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015"

Abbiamo ascoltato Luca Buldorini, vicepresidente della Provincia di Macerata ed esponente della Lega, in un momento politico carico di tensioni e interrogativi che stanno attraversando il partito a livello nazionale. Al centro del confronto c’è il rapporto sempre più complesso tra il segretario della Lega Matteo Salvini e Roberto Vannacci, entrato nel partito in occasione delle elezioni europee del 2024, portando con sé un consenso significativo, fino ad arrivare alla nomina di vicesegretario. Le recenti dichiarazioni critiche di Salvini e la decisione di Vannacci di depositare un nuovo logo, che potrebbe diventare il simbolo di un suo futuro partito, hanno riacceso le voci su una possibile scissione. Un tema che tocca da vicino anche il territorio maceratese, considerando che Buldorini, insieme al sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, aveva promosso il Team Vannacci quando questo era ancora pienamente inserito nell’alveo della Lega e che oggi viene osservato come possibile nucleo organizzativo di una nuova presenza politica legata al Generale. Nel corso dell’intervista Buldorini affronta il nodo del rapporto tra Salvini e Vannacci, chiarendo la propria posizione e quella del territorio, ma allarga lo sguardo anche alle sfide future della Provincia di Macerata, alle grandi progettualità infrastrutturali e a un accenno al futuro di Sandro Parcaroli. Partiamo a bruciapelo. Questione Salvini-Vannacci? Cosa ne pensa? Lei tra l'altro ha creato uno dei Team Vannacci qui nel territorio  "Ti rispondo oggettivamente. Allora, io sono militante della Lega e al 100% uomo di Matteo Salvini dal 2015, quindi non da ieri e non da una volta che sono stato eletto in Regione. Nel 2015 ho aderito alla Lega e alla leadership di Matteo Salvini e da lì ho fatto tutto quello che mi è stato chiesto perché, da buon militante, quando si condivide una linea, e anche da militare essendo vigile del fuoco, io eseguo quello che mi viene chiesto sia per responsabilità ma anche per dimostrare quello che valgo. Quindi ho fatto l’organizzativo regionale, sono stato a fianco di Riccardo Marchetti, commissario regionale nel 2020, per tutta la campagna elettorale, sono stato chiamato a fare il commissario provinciale, poi ho fatto il segretario provinciale. Quando è stato da farsi da parte, mi sono fatto da parte senza mai minimamente pensare di uscire dalla Lega e di togliere la fiducia a Matteo Salvini. Quindi quando a Firenze Matteo Salvini dà la tessera al generale Vannacci e lo nomina vice segretario regionale, Vannacci è un vice segretario della Lega voluto da Matteo Salvini. Per fare i team sul territorio, io che sto sul territorio ho fatto il team sul territorio, quindi non ho fatto niente di meno, niente di più di quello che il partito ha approvato. Perché la Lega non è morta: si è cercato sempre di farle il funerale, ma è più viva che mai perché, oltre a essere il partito più longevo dell’arco parlamentare, se ancora nascono nuove correnti significa che la Lega è viva. Diciamo che la domanda era d’obbligo perché ieri è uscito anche che Vannacci ha registrato un logo che potrebbe essere quello di un suo partito. Ovvio che all’interno di un partito ci sono diverse anime. Io sto, ripeto, nella Lega dal 2012, quando non sapevo nemmeno chi fosse Roberto Vannacci. Se tu mi chiedi un’opinione su Vannacci, ti dico che ho avuto la fortuna di conoscerlo e collaborarci. Dico che per me è un valore assolutamente aggiunto, è una persona competente e preparata, come poche ne ho conosciute. Ovviamente come ne abbiamo tante in Lega. La Lega è un partito radicato sul territorio, è un partito che è stato sempre aperto a tutti. Io sono contento che ci siano correnti all’interno. Qui parliamo di Lega nazionale, è un partito nazionale. Lega – Salvini Premier. Si chiama così, punto". Come il suo ruolo di Vicepresidente di Provincia si interseca colla militanza nella Lega? "Matteo Salvini mi ha sempre dato l’incarico e il ruolo di sostenere Sandro Parcaroli e io in questi cinque anni, anche creandomi dei problemi, sono stato sempre vicino a lavorare per Sandro Parcaroli. Per me oggi è un onore. Spero in una continuità, ma non sono io a deciderlo, lo deciderà Sandro Parcaroli. Sono comunque orgoglioso di quello che con Sandro Parcaroli siamo riusciti a fare. Le chiacchiere poche, i fatti tanti. Dopodiché chi chiacchiera continui a chiacchierare, continui a parlare di Lega morta, del “Pompiere col cerino”. C’è un limite a tutto, che non decido io, lo decide la legge. Però per il resto le chiacchiere non risolvono i problemi dei cittadini e dei territori. Ritengo che per chiunque si metta in politica la priorità non sia la concorrenza partitica, né il denigrare, l’uccidere o l’infangare l’antagonista. L’obiettivo è risolvere i problemi delle persone. Ci dobbiamo misurare su questo e farlo nel rispetto dei dettati normativi. Così ci siamo mossi per il mattatoio, per la discarica, per tutti i problemi che sono venuti sopra il nostro tavolo. Non ci siamo mai voltati dall’altra parte, nemmeno quando era scomodo". Ieri è andato a Roma con Luca Paolorossi e Sandro Parcaroli a trovare Salvini? "Certo" Dall’incontro di ieri cosa è uscito per il futuro di Macerata e provincia? "Sicuramente tante progettualità, tra cui la Val Potenza, che ormai è arrivata a un punto concreto dove c’è da attivare, perché il cantiere entro il 2031 deve essere collaudato. Abbiamo parlato anche di nuove infrastrutture che possono migliorare ulteriormente, a prescindere se ci sarà Sandro o no, perché il territorio è Macerata. Mi riferisco alla bretella dei Vigili del Fuoco che collegherà con il sottopasso dell’Agraria, a Piediripa e al collegamento con San Claudio, visto che adesso il ponte c’è, al progetto della bretella Mattei–La Pieve, o anche a un rilancio della Valleverde. Dall’altra parte c’è l’ospedale. L’ospedale comprende tante cose, non è solo la struttura ospedaliera: può significare residenzialità sanitaria, case di riposo, posti letto. Non è solo fare l’ospedale, quello lo fa la Regione, ma realizzare questo significa poi avere una visione d’insieme di tutto ciò che gli ruota attorno. E uno come Parcaroli, con la sua visione da imprenditore, è perfetto in questo. Non pensa solo ai problemi di domani mattina, lui immagina già quello che viene dopo. E quando vai da Matteo Salvini, da un ministro, non vai a parlare dei disagi della chiusura della 21 della Pieve, ma di progettualità future. Questo è Sandro Parcaroli". Lei vorrebbe, e anche Salvini, continuità da parte di Parcaroli? "Un sindaco e presidente di Provincia come Parcaroli, ma ancora prima una persona come Parcaroli, con questa qualità di guardare oltre il presente, non è facile trovarla in Italia, in un momento storico in cui oggi il 50% delle persone non va a votare".

29/01/2026 13:35
Macerata, sondaggio sul sindaco: i consigli per votare, c'è tempo fino al 2 febbraio. Spicca un nome

Macerata, sondaggio sul sindaco: i consigli per votare, c'è tempo fino al 2 febbraio. Spicca un nome

(Articolo aggiornato alle ore 10:30 del 29 gennaio) - Il sondaggio lanciato nei giorni scorsi sta registrando una buona partecipazione, nonostante alcune difficoltà di tipo tecnico. Oltre 400 persone hanno già votato, esprimendo la propria preferenza sulla persona che ritengono più adatta a rappresentare la città. C’è però un aspetto negativo da evidenziare. I due articoli contenenti il sondaggio, ovvero l’intervista a Gabriele Micarelli e l’articolo dedicato esclusivamente al sondaggio, hanno totalizzato più di 3.500 visualizzazioni complessive, a fronte dei soli 400 voti effettivi. La difficoltà è dovuta principalmente al modo in cui è stato strutturato il sondaggio. Per garantire che ogni persona potesse votare una sola volta, è stata inserita un’autenticazione tramite account Google. Aprendo gli articoli da Facebook, però, molto spesso l’accesso automatico all’account Google non viene riconosciuto. Per questo motivo consigliamo di aprire il sondaggio direttamente da Google, cercando Picchio News e accedendo all’articolo dedicato al sondaggio, che si trova tra le prime sei notizie del sito. È significativo notare come, nonostante queste difficoltà, gli articoli abbiano ottenuto un forte riscontro su Facebook. L’intervista a Micarelli è stata visualizzata 9.167 volte, con 30 interazioni e 7 commenti. L’articolo che lanciava esclusivamente il sondaggio ha raggiunto 20.422 visualizzazioni, con 86 interazioni e 50 commenti. Infine, la grafica con il link diretto al modulo Google per votare è stata visualizzata 50.410 volte, registrando 163 interazioni e 117 commenti. Dati che confermano come l’argomento sia fortemente sentito dai cittadini. Lo smarrimento politico e l’indecisione delle parti sul nome del candidato sindaco stanno generando attenzione, confronto e partecipazione. Non resta che rilanciare nuovamente il sondaggio (e consigliarvi di aprirlo da google sul sito di Picchionews), che verrà chiuso lunedì mattina, momento in cui verranno comunicati i risultati. Caricamento…

29/01/2026 10:40
"Pavimentazioni fessurate e recinzioni arrugginite": Avs Macerata critica il restyling dei Giardini Diaz

"Pavimentazioni fessurate e recinzioni arrugginite": Avs Macerata critica il restyling dei Giardini Diaz

MACERATA – Mentre i lavori di restyling dei Giardini Diaz sembrano avviati verso la conclusione, i cittadini maceratesi iniziano già a registrare una serie di criticità che minano la fruibilità e l’estetica del polmone verde cittadino. Secondo Avs Macerata, il progetto, pur costato oltre mezzo milione di euro, lascia molte “dolenti constatazioni” sotto gli occhi di tutti. Basta una passeggiata lungo i due viali principali per notare le vistose fessurazioni della pavimentazione drenante, che sollevano dubbi sulla tenuta futura dell’opera. A preoccupare è anche lo stato della recinzione, ormai divorata dalla ruggine, esclusa dal progetto di manutenzione. Per Patrizia Sagretti, componente della segreteria provinciale di Avs Macerata, il risultato del restyling è ben lontano dall’ideale. «È inaccettabile che, a fronte di una spesa così ingente, non si sia trovato il modo di intervenire sulla recinzione – sottolinea Sagretti – Forse l’obiettivo è lasciarla degradare fino al totale sfacelo, sperando in un futuro finanziamento per sostituirla ex novo. Una gestione patrimoniale miope». Il restyling, secondo Avs, ha inoltre trasformato i giardini in una sorta di “Piazza Diaz”: le siepi, gli arbusti e le zone d’ombra sono stati rimossi in nome della visibilità e della sicurezza, ma a discapito del verde, che per Sagretti rappresenta “il motore della pianificazione sostenibile della città”. «Il verde urbano non è e non deve essere solo abbellimento – continua – È il verde, insieme alla mobilità sostenibile, alle strade sicure per tutti, al costruito decoroso e ai servizi facilmente accessibili, che migliora la qualità della vita».   Per Avs, l’amministrazione comunale avrebbe sprecato risorse e perso l’occasione di rafforzare l’immagine della città: «Questa amministrazione – conclude Sagretti – ha dato una pessima immagine di sé ed una città più difficile da abitare».

28/01/2026 11:51
La vicenda del mattatoio pesa: cresce l'ostilità a Parcaroli che va a in cerca dell'investitura

La vicenda del mattatoio pesa: cresce l'ostilità a Parcaroli che va a in cerca dell'investitura

Diciamolo subito: questa è una chiacchiera da zanzi-bar, però pare che stia pesando non poco sul futuro del Centrodestra a Macerata. Si sa che Sandro Parcaroli, come ai tempi del Papa quando Macerata è la terza città dello Stato Pontificio, va a fare una visita "ad limina" a Roma per farsi dare dal Capo l'investitura. Trasferta certo non semplice e si dice neppure troppo felice. Matteo Salvini è stato raggiunto dalle tante incertezze che si stanno appalesando sulla bontà di riproporlo per il bis. A quel che si sa anche a palazzo Raffaello – la seconda curia a cui Sandro Parcaroli rivolge le sue preghiere – Franceso Acquaroli ha cominciato a interrogarsi sulle possibilità di successo dell’attuale Primo cittadino di Macerata. E Acquaroli non si può permettere d’incassare un insuccesso a Macerata. Sul fronte del consenso della Regione pesa e non poco la faccenda del mattatoio che ha molti punti oscuri, sul fronte romano c’è l’anatema verso il generale Vannacci che ha spostato totalmente gli equilibri. Se fino a una settimana fa Luca Buldorini era il plenipotenziario rampante della Lega, da domenica scorsa quando Salvini ha scomunicato l’attuale vicesegretario nazionale, le sue azioni sono drasticamente in ribasso. Il giovane appignanese da pompiere qual è ha cercato di spegnere l’incendio eliminando dai suoi profili social tutte le foto che lo ritraggono con Roberto Vannacci – ma le foto ci sono e qui potete ben vederle - cercando anche di oscurare il suo entusiasmo per la Compagnia Marca Libera che è diventata improvvisamente scomoda anche per Andrea Marchiori anche lui pronto ad ereditare la successione di Parcaroli qualora il Sindaco salti. Buldorini ci ha sperato, anzi ci spera tutt’ora, ma in casa Lega la resa dei conti è totale. Anche Giorgia Latini, la segretaria regionale che pare aver perso la battaglia per far tornare Andrea Maria Antonini in giunta, molto legata alla trilaterale Buldorini-Parcaroli-Marchiori, dovrà prima o poi rendere conto della sua benevolenza verso i vannaccisti. Al punto che si è saldato un nuovo asse tra Renzo Marinelli (campione di preferenze nel deludentissimo risultato del Carroccio alle scorse regionali) e Filippo Saltamartini con il primo destinato a diventare assessore regionale appena sarà concluso l’iter per l’allargamento dell’esecutivo regionale e il secondo pronto a tornare in Consiglio regionale. E’ la Lega della prima ora che si piglia la rivincita, è la Lega che parla con i ceti produttivi e si occupa dei territori più che preoccuparsi di piacere alla gente che piace. In questo contesto Sandro Parcaoroli e ancor di più Luca Buldorini non hanno spazio e da quel che si capisce anche Francesco Acquaroli sarebbe stanco di dare retta ai personalismi del Carroccio e vorrebbe chiudere la pratica Macerata con una garanzia di vittoria che in questo momento Sandro Parcaroli non offre. Anche perché contro il Sindaco si è scatenata una sotterranea quanto durissima offensiva di almeno metà della sua giunta (restano al suo fianco l’assessore Lego, l’assessora Imballo con una posizione del tutto attendista di Paolo Renna e di Oriana Piccioni) e di tre quarti dei consiglieri della maggioranza che, infatti, lunedì mentre il Sindaco veniva incalzato duramente dalla minoranza non ha detto un fiato in difesa del Primo Cittadino. A rendere incandescente il rapporto del Sindaco con i suoi è il passaggio finale del discorso che Sandro Parcaroli ha pronunciato al termine della sua arruffata e debole autodifesa sul caso mattatoio lunedì in Consiglio comunale: "Ritengo che le illazioni sul mio comportamento che si è arrivati a definire oscuro, o addirittura penalmente rilevante, siano frutto di una concezione ripugnante della politica, sulla quale (in italiano sarebbe in cui, ma trattandosi di Parcaroli un errore è concesso n.d.r) non mi rivedo affatto. Ringrazio la giunta e la maggioranza per il sostegno e la condivisione delle scelte, urgenti e indifferibili, che si è dovuti adottare in questa delicata vicenda". Mezz’ora dopo sulle chat è cominciata una serie di distinguo che è andata crescendo come una valanga. I pareri vanno “Da questa è una chiamata di correo” che lascia intravvedere una mai sopita preoccupazione per avvisi non troppo simpatici che potrebbero arrivare a seguito della vicenda, a “ma che vuole questo che ha fatto tutto da solo?” ad altri che contestano l’esistenza di un inner circle del Sindaco fino a chi apertamente dice: "Ci ha fatto votare chissà perché e poi ha fatto come gli è parso”. Le conseguenze sono pesanti anche per le segreterie dei partiti che devono cercare di contenere questa ondata crescente di malcontento. Da Forza Italia Gianluca Pasqui, presidente del Consiglio regionale, si è affrettato a dire che “se Parcaroli che noi appoggiamo non corre, noi abbiamo il candidato: Riccardo Sacchi".  E infatti l’assessore allo Sport sin qui prodigo di evviva per Parcaroli si è abilmente defilato. Caos totale nella Lega dove le ambizioni sbagliate di Andrea Marchiori e di Luca Buldorini sono tramontate con Vannacci e dove ufficialmente nulla si può dire essendoci la pesante ipoteca di Sandro Parcaroli in cerca d’investitura a questo punto assai poco probabile. Resta alla finestra Anna Menghi che certo ha oggi una posizione di oggettivo vantaggio: non è mai stata vannaccista, ha esperienza politico amministrativa da vendere e ha una solida “reputazione” in città avendo sempre mantenuto un filo di dialogo con tutte le componenti della società maceratese. Lei peraltro è la sola che può, passato il ciclone delle “ambizioni sbagliate” per citare uno stimolante classico di Alberto Moravia, rinsaldare la Lega a Macerata con l’aiuto di Aldo Alessandrini, capogruppo e segretario cittadino, che sulla vicenda mattatoio ha tenuto un a plomb invidiabile per correttezza politica difendendo col suo silenzio più l’istituzione Consiglio comunale che non il Sindaco. Il grande punto interrogativo resta Fratelli d’Italia. Pierfrancesco Castiglioni è stato il solo della maggioranza a prendere le difese (d’ufficio?) di Parcaroli in Consiglio comunale sul caso mattatoio.  Nella riunione di Roma con Giovani Donzelli, capogruppo alla Camera e responsabile organizzativo di Fratelli d’Italia, i meloniani maceratesi si sono sentiti dire: state pronti, perché abbiamo il piano B e il candiato sindaco deve essere nostro. Come dire Sandro Parcaroli non è scontato. Pare circoli un sondaggio molto riservato che lo darebbe perdente se solo il Centrosinistra mettese in campo un candidato non "estremo" perché Parcaroli ha perso il "fascino" dell’imprenditore di successo (ha ceduto gran pare delle sue attività) è sorretto da una "corte dei miracoli" che si è alienata gran parte dei commercianti, ha generato scontento per la bulimia d'investimenti tradotti in cantieri dell’eterna incompiuta che hanno generato certissimi disagi per incerti e futuri benefici, si è lanciato in un eccesso di promesse non mantenute prima tra tutte il nuovo ospedale, a seguire i rifiuti, l’acqua, e il rilancio economico della città, ha un’ostilità dichiarata delle frazioni: da Villa Potenza (non gli perdonano via dei Velini) a Sforzacosta, a Piediripa che si sentono trascurate per carenza di servizi ed eccesso di traffico. Ma il piano B di Fratelli d’Italia in sede locale è di difficile gestione. Si sussurra che Fabio Pistarelli potrebbe essere il cavallo di ritorno e le ragioni ci sono.  A cominciare da possibili sviluppi della vicenda mattatoio che finirà sotto la lente della commissione speciale d’indagine del Comune. Ma certo è che il Centrodestra oggi è in cerca di un centro di gravità. Che potrebbe essere proprio al centro. Mentre Sandro Parcaroli in partenza per una vacanza a Zanzibar non scioglie la riserva. Qualcuno deve avergli fatto capire che è lui destinato a fare la riserva: in panchina ai giardini Diaz. Ci sta che si senta dire a Roma: caro Sandro per te il grande fardello (di fare il Sindaco) finisce qui.   

27/01/2026 15:10
Mattatoio, Parcaroli ha cercato di spiegare ma ha mostrato nervosismo: parte l'inchiesta

Mattatoio, Parcaroli ha cercato di spiegare ma ha mostrato nervosismo: parte l'inchiesta

Certo non ha la forza di Oscar Lugi Scalfaro quando a reti unificate disse agli italiani: "Non ci sto" per allontanare da sé i sospetti di tangenti dal Sisde, però Sandro Parcaroli ci prova a fare l’altezzoso. Che abbia convinto i consiglieri dato anche il silenzio tombale della sua maggioranza – a parte una difesa d’ufficio del capogruppo di FdI Pierfancesco Castiglioni che ha ringraziato il Sindaco per aver salvato il mattatoio pure guardandosi bene dall’entrare nel merito – è tutto da dimostrare. Di certo ha snobbato il Consiglio Comunale per almeno metà della seduta – quasi tutta incentrata su interrogazioni sull’Apm - evitando di rispondere a domande che lo riguardavano con Stefania Monteverde di Macerata Bene Comune che giustamente se ne è lamentata. Chissà se il Sindaco ha passato un paio d’ore a imparare a memoria la lezioncina che ha cercato di fare ai consiglieri così come a lui l’hanno fatta i consiglieri legali. Che pure hanno sbagliato un paio di passaggi. Ieri in municipio era il giorno del "Mattatoio day" e siccome la faccenda è ingarbugliata assai era stato chiesto ai gruppi di maggioranza di passare in mattinata dai legali del Sindaco o del Comune – non è dato sapere – per prendere istruzioni. Com’è giusto che sia nessuno c’è andato così il Sindaco – che è stato costretto da una richiesta del gruppo Pd con Andrea Perticarari in testa a riferire all’assemblea - ha affrontato l’uditorio di petto ripetendo però né più né meno ciò che aveva fatto sapere nei giorni scorsi con diversi comunicati. Sarà un po’ più complicato quando dovrà affrontare la commissione d’inchiesta consiliare chiesta da Andrea Perticarari (Pd) che ha steso al tappeto Parcaroli. Bisogna però riassumere i fatti. Tutto parte da quando il Sindaco il 13 dicembre annuncia che vuole salvare il mattatoio. Per la verità già a fine marzo aveva convinto Ilario Marcolini – il più consistente allevatore per numero di capi di razza Marchigiana in provincia di Macerata – a farsi carico delle attività del CoZoMa annunciando anche contributi regionali (ed in effetti centomila euro sono arrivati). Ma a fine novembre Marcolini alza le mani. Così Parcaroli annuncia che parteciperà all’asta – bandita dal 20 di ottobre - come Comune per ripigliarsi il Co ZoMa che i realtà è in affitto dal CeMaCo società in liquidazione dal 2015 di cui però il Comune di Macerata è maggiore azionista con il 68% del capitale. Per partecipare all’asta il Sindaco fa approvare il 15 dicembre con la sola astensione di Alberto Cicarè, Strada Comune, che ieri ha rivendicato questa sua posizione, una delibera d’urgenza del Consiglio comunale con cui si fa una variazione di bilancio per 526 mila euro coperti da un mutuo da accendere finalizzato a prendere parte all’asta giudiziaria per il CoZoMa. Il 2 gennaio Sandro Parcaroli fa convocare un’assemblea dell’APM (il Comune è socio al 99% dell’azienda) da tenersi il 12 gennaio con all’ordine del giorno la distribuzione straordinaria ai soci della quota di riserva sul bilancio 2024 di Apm per avere i soldi necessari a coprire l’asta. Il 9 gennaio però riceve in Comune Ilario Marcolini e decide di non partecipare più all’asta lasciando via libera all’imprenditore che si aggiudica il lotto per 390 mila euro con uno sconto del 25% come da legge, essendo stato l‘unico partecipante e proponente un’offerta grazie alla rinuncia del Comune. Giova ricordare che la prima stima era di 3,5 milioni di euro. Questi i fatti suoi quali il Sindaco è stato chiamato a dare una spiegazione. E i fatti lui li ha più o meno così ripercorsi specificando alcune cose che viste dall’esterno non gli fanno fare una gran bella figura. Ha ribadito: "Avrei riferito spontaneamente al Consiglio senza che mi fosse chiesto. Ho agito per il meglio e sapevo che i tempi erano stretti. La mia volontà era di salvare il mattatoio e questo risultato lo abbiamo ottenuto, le illazioni mi offendono perché il mio comportamento è stato trasparente. La situazione è precipitata a novembre allora mi sono detto che toccava al Comune salvare il mattatoio. Io lo sapevo che non c’erano i tempi tecnici per attivare il mutuo, ma confidavo su una proroga dell’asta". "In fin dei conti ci si poteva anche concedere -ha aggiunto -. Così ho fatto la variazione di bilancio che abbiamo votato il 15 e il 17 dicembre e ho chiesto alla curatrice la proroga dell’asta. Non ho attivato i fondi dell’APM perché l’azienda mi ha spiegato che sarebbe andata in gravissima difficoltà. Non ho voluto partecipare all’asta anticipando solo il 20% dell’importo perché se poi non mi avessero concesso il mutuo avrei creato un danno erariale al Comune. Tutto qua, comunque ora il mattatoio andrà avanti e con i legali stiamo già studiando un ricorso per sospendere la vendita, faremo istanza di sospensiva".  Non siamo ai livelli del “che ne sapio io” sfoggiato quando gli fu chiesto conto dei contributi per la festa di (alcuni) commercianti (leggi qui), ma poco ci manca. A quel punto ha preso la parola Andrea Perticarari: “Non voglio qui discutere della sua buona o mala fede, semmai ci saranno altre autorità deputate a stabilirlo e le dirò che le parlo da avvocato, neppure da consigliere del Pd. Lei ha mostrato un’abissale incompetenza. La richiesta di rinvio dell’asta la doveva presentare al Giudice, non alla curatrice dell’asta: questa è una cosa che s’impara al primo anno di giurisprudenza". "E comunque l’asta era stata pubblicata il 30 ottobre se lei voleva intervenire aveva tutto il tempo - ha proseguito Perticarari -. Ma lei ci ha detto qualcosa di ancora più raccapricciante invocando il fatto che non c’erano i tempi tecnici per attivare il mutuo: lei ci sta dicendo che il Comune di Macerata non ha 105 mila euro per presentarsi all’incanto e che nei quasi cento giorni successivi non avrebbe trovato come accendere un mutuo? Lei si è ritirato dall’asta e ora ci sta dicendo che fa un’istanza di sospensiva e a che titolo se non ha neppure partecipato e per impedire l’attribuzione allo stesso soggetto che lei ha incontrato prima dell’incanto? Lei ha fatto convocare l’assemblea dell’Apm e poi non si è neppure presentato. Lei non ha chiarito nulla, ha portato in giro il Consiglio Comunale e l’Apm. Le anticipo che chiederò una commissione d’indagine speciale del Consiglio". Un intervento di fatto definitivo. Ma a rincarare la dose, almeno sotto un certo aspetto, è intervenuto Alberto Cicarè che dopo aver ricordato la sua astensione dalla famosa delibera del 15 dicembre l’ha pure motivata: “Non ritenevo e non ritengo che si dovesse agire d’impulso per partecipare ad un’ asta che deriva dai beni del CeMaCo che è ancora di proprietà del Comune senza un piano organico. Le ricordo però che a marzo quando lei ha coinvolto Ilario Marcolini nel CoMaZo lo ringraziò e fu lei a dire che Marcolini avrebbe partecipato all’asta quando si sarebbe tenuta; signor Sindaco la sua ricostruzione è quanto meno confusa”. Stefania Monteverde attacca e dice: “Sette Comuni hanno scritto per dirle di trovare il modo di salvare il CoMaZo, lei aveva avviato anche come presidente della Provincia un’interlocuzione con questi Comuni?”. Come si sa Parcaroli non tiene i tempi lunghi del dibattito e comincia irridere. Lo rimprovera (giustamente) la Monteverde: “Sindaco lei già si è sottratto a una mia interrogazione, sia più rispettoso: lei ci ha chiesto di votare una delibera nell’interesse comune e oggi vediamo i risultati".  Pacatissimo, ma dritto al punto va Giordano Ripa – peraltro sinora l’unico ad aver ufficializzato una sua candidatura a Sindaco – che dai banchi del gruppo misto dice: “Non spetta a me decidere se lei ha agito in buona o malafede, ma sa Sindaco, ho il brutto vizio d’informarmi. E risulta che per partecipare all’asta per il Comune era sufficiente avere a disposizione la cifra, diciamo massimo 150 mila euro, per depositare la cauzione. Dopo e solo dopo, come previsto dalla legge, avrebbe dovuto accendere il mutuo per pagare l’intero importo. Dunque ciò che lei ci ha detto del tempo tecnico che mancava non regge. Delle due l'una: o lei non conosce le procedure oppure ha scelto arbitrariamente di non partecipare all’asta senza tornare in Consiglio anzi ignorando il volere del Consiglio come già le è successo altre volte".  Maurizio Del Gobbo, che all’inizio di seduta ha comunicato di aver lasciato il gruppo Pd per confluire nel misto, ha provato la strada del tutto è bene quel che finisce bene e ripercorrendo al storia – accidentata - del CoMaZo  ha sottolineato: "Non vuol dire che se ora il mattatoio è di un privato non possa continuare la sua attività nell’interesse di tutti". A quel punto Roberto Spedaletti, Movimento Cinque stelle, non si è tenuto più: "Lei ci ha detto Sindaco che l’emendamento che abbiamo votato al bilancio di previsione per consentire l’accensione del muto per partecipare all’asta del mattatoio era di massimo interesse pubblico e strategico e allora perché non ha partecipato all’asta e perché ha ricevuto Marcolini prima dell’asta? Di cosa avete parlato?". Con fare sprezzante Sandro Parcaroli ha interrotto e ha ringhiato: "Di vacche!". Di rimando Spedaletti: “Sindaco non faccia lo spiritoso: non avete parlato di vacche, ma alla commissione d’inchiesta lo dovrà dire”. E’ scattato così il soccorso di Fratelli d’Italia perché dalla maggioranza non un fiato a sostegno del Sindaco, tanto meno dai banchi della Lega che è il partito del Sindaco. E allora Pierfrancesco Castiglioni capogruppo di FdI, si è lanciato in una perorazione troppo enfatica per non apparire come un dovere d’ufficio. "La sinistra ha sperperato soldi in continuazione dentro il CeMaCo e  il CoMaZo; quei Comuni di cui parlava la Monteverde sono quelli che si ritirarono lasciando la Provincia e il Comune di Macerata da soli a gestire una struttura che divenne improvvisamente elefantiaca e anti-economica. Il Sindaco ha dimostrato di voler salvare il mattatoio e il risultato è stato raggiunto. Devo solo dire che in base all’articolo 118 quarto comma della Costituzione il Sindaco ha favorito l’autonoma iniziativa di un cittadino a vantaggio dell’interesse pubblico. L’obiettivo finale di salvare il CeMaCo è stato raggiunto". Eccesso di zelo? A giudizio di David Miliozzi (Macerata Insieme) le cose non sono andate proprio così: “Consigliere Castiglioni, un po’ di onestà intellettuale. Il Sindaco non ha salvato alcunché, Marcolini si è comprato il CoMaZo  e ora può farne ciò che vuole. Il Sindaco ci ha dimostrato che come Consiglio comunale, e non è la prima volta, contiamo molto poco: l’assemblea ha adottato un indirizzo e in poche ore è stata smentita da un Sindaco che ha anche sbagliato indirizzo dove depositare la richiesta di rinvio dell’asta; l’ha mandata all’incaricata anziché al giudice. Evocare colpe passate non è di buon gusto. Mi auguro che un giorno avremo il museo Dante Ferretti che voi non volete e non per questo sarete rimproverati in eterno”. Questo è solo il primo tempo. Sandro Parcaroli era molto scuro in volto: ha capito che la commissione d’inchiesta si farà ed è una scocciatura perché tra un paio di giorni voleva andare a Roma per farsi dare l’investitura alla candidatura bis. Forse partirà per Zanzibar senza avere, come avrebbe detto Lorenzo de’Medici sovrano lui sì illuminato, “del doman certezza”.

27/01/2026 10:10
Ascensori a Macerata, scontro in aula. Cherubini (M5S): "L'assessora Piccioni nega la realtà, diritti calpestati"

Ascensori a Macerata, scontro in aula. Cherubini (M5S): "L'assessora Piccioni nega la realtà, diritti calpestati"

Non si placa la polemica sulla gestione degli ascensori e sul rapporto tra il comune di Macerata e la sua partecipata APM. Nonostante i recenti annunci di investimenti per nuovi impianti, il fronte politico si infiamma a causa della trasparenza sui controlli e della reale situazione dei disservizi. Il consigliere del Movimento 5 Stelle, Roberto Cherubini, insieme a Strada Comune, ha espresso un giudizio durissimo sulla risposta ricevuta in aula dall'assessora al bilancio e alle società partecipate, Laura Piccioni, accusandola di voler "svuotare di senso il ruolo istituzionale". Secondo Cherubini, l'amministrazione avrebbe eluso richieste precise su documenti che il Comune ha l'obbligo di verificare per contratto. "Di fronte a un’interrogazione puntuale, dettagliata e fondata su obblighi contrattuali precisi, l'assessora Piccioni ha scelto la strada peggiore: non rispondere", attacca il consigliere. Il nodo riguarda la documentazione tecnica e gestionale che l'APM dovrebbe fornire all'Ente: "L’interrogazione presentata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e Strada Comune non chiedeva opinioni, ma risultanze su documenti formali obbligatori: il Piano degli investimenti previsto dal contratto APM; i report economico–gestionali e tecnico–qualitativi; i dati sui fuori servizio degli ascensori; gli atti di vigilanza e controllo del Comune. Tutti obblighi di cui chiedere giustificativi perché previsti dal contratto di servizio. Tutti ignorati nella risposta dell'assessora Piccioni". A suscitare particolare indignazione nelle opposizioni è stata la ricostruzione dello stato degli impianti fatta dall'assessorato. Cherubini definisce grave la "negazione della realtà" riguardo ai guasti degli ultimi anni: "Piccioni ha affermato che non ci sarebbero state, dal 2020 ad oggi, segnalazioni di disservizi e problematiche relativi all’impiantistica presente nei parcheggi gestiti da Apm. Un’affermazione che stride clamorosamente con le segnalazioni dei cittadini, con gli articoli di stampa, con le comunicazioni informali degli stessi assessori di maggioranza e con l’esperienza quotidiana di chi quei parcheggi li usa davvero". Per il Movimento 5 Stelle, non si tratta solo di un problema tecnico, ma di un danno alle categorie più deboli: "Qui non siamo di fronte a una semplice inefficienza amministrativa. Siamo davanti a una rimozione strumentale del problema, che colpisce direttamente le persone più fragili: anziani, disabili, famiglie con passeggini, cittadini che per accedere al centro storico dipendono dagli ascensori pubblici. Negare i disservizi significa negare un diritto". L'affondo finale riguarda la funzione stessa dell'assessorato alle partecipate e la capacità del Comune di vigilare sull'operato della società di servizi. "La domanda allora è semplice: il Comune di Macerata controlla davvero APM o ha smesso di farlo? Perché se degli adempimenti obbligatori non si ha traccia, siamo davanti a gravi inadempienze. Se viceversa si sono onorati impegni contrattuali con le modalità previste ma di questi non vi è formale traccia, siamo davanti a un problema di chiara mancanza di trasparenza democratica". Cherubini conclude ribadendo che la responsabilità è politica e amministrativa: "I cittadini non chiedono miracoli. Chiedono ascensori funzionanti, informazioni affidabili, rispetto dei contratti e verità. Rispondere 'desumete' non è solo insufficiente. È irrispettoso. Ed è il segno di un’Amministrazione che, davanti ai problemi reali, preferisce voltarsi dall’altra parte".

26/01/2026 19:00
Macerata verso le elezioni: tra candidati che latitano il primo comitato elettorale è di Giordano Ripa

Macerata verso le elezioni: tra candidati che latitano il primo comitato elettorale è di Giordano Ripa

Siamo già nella prima fase pre-elettorale e a segnare l’avvio concreto della campagna è l’apertura del primo comitato elettorale in città, quello di Giordano Ripa, in corso della Repubblica. Un segnale politico chiaro che anticipa i tempi e accende ufficialmente il confronto in vista delle prossime amministrative a Macerata. Intanto la città si interroga sul quadro politico complessivo: Sandro Parcaroli si ricandiderà alla guida del centrodestra o si aprirà una fase di confronto interno? E, sul fronte opposto, resta aperta la partita nel centrosinistra, dove non è ancora definito il candidato unitario. Alla conferenza stampa di presentazione, Giordano Ripa aveva ufficializzato la sua candidatura a sindaco con il progetto civico “Futuro per Macerata”, puntando su ascolto, partecipazione e trasparenza amministrativa. La proposta di Ripa, stando a quando detto dal candidato sindaco si concentra attenzione alle frazioni, alla manutenzione urbana, alla sicurezza, ai giovani, alla sanità e alla cultura, punti centrali di una proposta che Ripa definisce alternativa e ancora aperta al contributo dei cittadini.

26/01/2026 15:37
Macerata, "Che belle parole sindaco Porcaroli": Dante Ferretti si toglie un sassolino nella scarpa

Macerata, "Che belle parole sindaco Porcaroli": Dante Ferretti si toglie un sassolino nella scarpa

Al Sindaco di Macerata ultimamente non ne va bene una. In una cerimonia assai partecipata, oltre 300 persone, indetta dal Kiwanis Club presieduto dal dottor Renato Galeotti, per il primo cittadino è andata in scena la “cena delle beffe”. Scenografia, sceneggiatura e regia del tre volte premio Oscar Dante Ferretti, aiuto-regista, peraltro preso un po’ alla sprovvista, David Miliozzi. Titolo: “La rivincita dell’Oscar, ovvero il sassolino nella scarpa”. La trama è molto semplice anche se efficacissima. Dante Ferretti era l’ospite d’onore della serata organizzata per raccogliere fondi a favore del service “Una culla per la vita”, realizzato dal Kiwanis in collaborazione con UNICEF. A fine dell’incontro la vicesindaco Francesca D’Alessandro ha ringraziato in rappresentanza del Primo cittadino, con un intervento di vera commozione, il grande scenografo per la sua partecipazione. Ed ecco il coup de theatre. Riflettori su Dante Ferretti che scandisce: “Colgo l’occasione per ringraziare il Sindaco non Parcaroli, ma Porcaroli (Ferretti lo ha sillabato in modo che non ci fossero equivoci: Por-ca-roli) per le sue belle parole nei miei confronti”.  Sipario e gelo in sala. La frattura tra Macerata e Ferretti appare ormai insanabile. In questi giorni il grande scenografo a Fano ha fatto la direzione artistica del Carnevale, mentre a Largo Belligatti quando sono state lì collocate tre delle sue statue create per l’Expo nessuno ha sentito il bisogno d’invitarlo. E la lista delle occasioni in cui l’assessora alla cultura Katiuscia Cassetta ha ignorato il suo illustre predecessore -Dante Ferretti fu assessore alla cultura nella giunta di Anna Menghi – è un lungometraggio. A cui si aggiunge a sorpresa la scena della rivincita dell’ospite “ignorato”.        

25/01/2026 19:40
Macerata, "Buldorini resta col cerino in mano. Salvini scarica Vannacci e salta la corsa all'autocandidatura"

Macerata, "Buldorini resta col cerino in mano. Salvini scarica Vannacci e salta la corsa all'autocandidatura"

Inatteso sconquasso nella Lega dove molti sono saliti sul carro armato del vincitore con riflessi pesanti sul Comune e la Provincia di Macerata. “Vannaccia la miseria”/E il pompiere restò/col cerino in mano  Matteo Salvini di fatto caccia dalla Lega il Generale e ora Luca Buldorini vicepresidente della Provincia che voleva autocandidarsi a Sindaco di Macerata resta a piedi. Come il cofondatore della Compagnia Marca Libera, la formazione dei vannaccisti, Luca Paolorossi che si trova a fare “un sarto nel buio”. Ma questo complica anche un possibile Parcaroli bis (Di Carlo Cambi) Vannaccia la miseria! Lo hanno sentito smadonnare tra il costernato e l’irato il povero pompiere che ora è rimasto col cerino in mano, mentre pensava di candidarsi a sorpresa come Sindaco di Macerata. Insieme a lui c’è anche chi, come l’esuberante sindaco di Filottrano Luca Paolorossi che cerca d’imitare il suo collega di Terni Stefano Bandecchi con colorite esternazioni social, ha fatto un sarto nel buio. E’ l’allegra brigata di Compagnia Marca Libera presentata con muscolare enfasi il 12 luglio scorso con tanto di sfarzo alimentare alla Filarmonica di Macerata e che ora deve scegliere se stare con il Capitano (in arte Matteo Salvini) o con il generale (Roberto Vannacci). Certo che sono ore funeree per il vicepresidente della Provincia sempre in cerca di consenso. Il povero Luca Buldorini ha orizzonti convulsi davanti a sé e se ha un umore da funerale non è per prassi professionale, ma perché è rimasto in mezzo al guano. A dimostrazione però anche di una estrema debolezza della Lega che nelle Marche e in provincia di Macerata in particolare non è stata capace di consolidare una classe dirigente che non fosse autoriferita. Questo ha oggi conseguenze assai gravi sul Centrodestra di Macerata che deve decidere prima o poi che fare della sua rappresentanza in Comune. E’ vero che ha beneficato di un’ inaspettata proroga quasi annuale di mandato, ma le amministrative si avvicinano e il rischio di un dissolvimento dell’alleanza è dietro l’angolo. La ragione? L’attualità incombe e determina, al di là delle albagie personali, come si svolgono i fatti. La botta a Luca Buldorini è arrivata in diretta da Rivisondoli dove Matteo Salvini ha di fatto messo alla porta il generale passato da essere un “valore aggiunto” a uno che si appresta ad attraversare il “deserto che c’è fuori dalla Lega”. Chissà se Buldorini sceglierà di fare il beduino o si mette per un po’ ai margini? E’ curioso notare come siacstato il “partito” dei Governatori (Zaia, Fedriga e Fontana) a chiedere di rompere con Vannacci che si appresta a fondare una sorta di AFD in sansa tricolore. Luca Buldorini come amministratore doveva stare in quel “partito” e invece si è illuso che Vannacci fosse la scorciatoia per scalare la Lega e forse ora sta facendo i conti con la Lega che va al Contrario. In cerca di un incarico di prestigio l’ottimo pompiere di Appignano (due volte ha cercato di farsi eleggere Sindaco e per due volte i suoi compaesani gli hanno risposto picche) ha tentato di attizzare più di un incendio nel partito. Poi si è messo all’ombra di Sandro Parcaroli che lo ha “creato” vicepresidente della Provincia, ma ora rischia di finire su un binario morto. Oddio lui è del ramo e dunque potrebbe anche trovarci una certa convenienza. La cacciata di Vannacci complica molto le cose in casa Lega e le complica moltissimo per il Centrodestra. Sarà il caso di ricordare che il 12 luglio quando Buldorini e Paolorossi hanno presentato la Compagnia Marca Libera al tavolo c’erano tutti: dalla segretaria regionale onorevole Carla Latini al sindaco di Macerata nonché dirigente regionale della Lega (dopo essersi fatto leggere con una lista civica) Sandro Parcaroli con i suoi fidi scudieri, l’avvocato Andrea Marchiori assessore ai lavori pubblici di Macerata e noto ai più come l’assessore Lego per la sua inclinazione ad aprire cantieri ovunque – chiuderli è un altro fatto -  l’assessora Imballo e l’assessora al bilancio Oriana Piccini. Per uno strano caso domani Piccioni e il Sindaco saranno fianco a fianco in Consiglio Comunale a tentare di spiegare il gran rifiuto all’asta per il mattatoio: Sandro Parcaroli col saio di Celestino V chissà se fa la stessa figura... C’era anche il capogruppo in Comune avvocato Aldo Alessandrini che assai prudentemente disse: “"Ci sono state incomprensioni con Buldorini, ma siamo uniti". Ma ora il morto è nella bara- perdonerà il vicepresidente della Provincia, ma il riferimento viene spontaneo – nel senso che Vannacci è fuori e bisogna capire se la sua perorazione di metà luglio trova ancora orecchie pronte ad ascoltarla e se lui è ancora considerato appartenente alla Lega di cui peraltro occupa la poltrona di segretario provinciale. Disse allora: "Io ho sempre servito la Lega e continuerò a servirla, al contrario di chi si è servito invece della Lega salendo sul carro del vincitore”. Verrebbe da pensare che il carro armato del generale si è impantanato e ora scendere è un po’ complicato. Perché le conseguenze ci sono ed è inutile non vederle. Ammesso che Sandro Parcaroli passi indenne dalla possibile censura del Consiglio Comunale sulla faccenda del mattatoio, e ammesso che decida di ricandidarsi quale pezzo di Lega lo candida? Fino a ieri poteva con Luca Buldorini controllare il partito, ma ora pare essere Aldo Alessandrini, segretario cittadino e capogruppo in Comune, a dare le carte; un Alessandrini che peraltro troppe ha dovuto ingoiarne da Buldorini sempre desideroso di fare le onoranze funebri politiche a chi si frapponeva tra lui e qualsiasi incarico. Potrà Alessandrini ricandidare Parcaroli? Vorrà la Lega depurata dai vannaccisti proseguire sulla linea politica della trilaterale: Buldorini-Parcaroli-Marchiori con annesso codazzo di bottegai, ballerine, nani ricchi premi e cotillons? Può essere che la nuova giunta di Centrodestra accontenti la pletora di questuanti che faceva ala al Sindaco e al suo pompiere? O ci sarà un fuggi fuggi?  Peraltro già si vocifera che il presidente del consiglio comunale Francesco Luciani insieme con l’assessore Lego – entrambi simpatizzanti di  Compagnia Marca Libera che ora diventa Compagnia Liberi Tutti - starebbero preparando una loro lista civica. Lo stesso pompiere ora ha un problema: Sandro Parcaroli ha finito il suo percorso assai accidentato da presidente della Provincia (discarica, acquedotto ospedale giusto per dire tre incompiute) e ora il vice d’Appignano che fa? Dove si attacca se il suo mentore non corre più o viene messo da parte? Rischia di perdere anche il suo posticino in Provincia. Sempre nella famosa cena -a questo punto è diventata delle beffe – Luca Buldorini ebbe a mettere – come d’habitude verrebbe da dire – una pietra tombale sulle ambizioni di altri affermando: “La Lega sarà protagonista alle prossime Regionali” e quando Buldorini dice Lega intende, come il Re sole, “io”. Com’è andata lo sanno tutti. La Lega ha preso il 7,37 % dei voti alle regionali, meno di un terzo di cinque anni fa e Luca Buldorini 937 preferenze, la metà di Anna Menghi che di Vannacci non ha mai voluto sentir parlare. Alla famosa cena della Filarmonica lei non c’era. E qualcosa vorrà pur dire ora che, vannaccia la miseria, tramonta la Lega al contrario.  

25/01/2026 17:20
Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Intervista a Gabriele Micarelli: "Ascoltiamo i cittadini. Chi è credibile per loro come Sindaco?" (SONDAGGIO)

Gabriele Micarelli, ex candidato sindaco di Macerata, riflette sulla situazione politica della città. Dalla sua esperienza nel civismo alle idee per rafforzare il coinvolgimento dei cittadini, Micarelli offre spunti concreti per capire come rilanciare la partecipazione civica. Negli anni lei è stato spesso presente nel dibattito civico maceratese. Oggi invece è più defilato. Come guarda alla situazione attuale? La guardo con l’occhio di chi ha partecipato, ma oggi non è coinvolto direttamente. Negli anni ho preso parte per quattro volte alle elezioni amministrative, sempre nel mondo del civismo, mettendoci la faccia. Alle ultime elezioni mi sono candidato addirittura con una sola lista, in modo consapevole, senza alcuna ambizione personale, come gesto di testimonianza. Oggi sono fuori da tutto da tempo e forse proprio per questo riesco a osservare le cose con maggiore distacco. In questi giorni il dibattito politico locale è piuttosto acceso, ma anche frammentato. Che impressione ha da cittadino? Da cittadino percepisco una certa confusione. Si leggono articoli, nomi, ipotesi, incontri, posizionamenti, ma il quadro complessivo non è ancora chiaro. È una situazione che ho già visto in passato e che spesso produce lo stesso effetto: le persone faticano a sentirsi coinvolte e finiscono per allontanarsi. Secondo lei qual è il rischio principale in questa fase? Il rischio è che tutto resti confinato dentro dinamiche politiche che il cittadino osserva dall’esterno. Quando i nomi arrivano già definiti, quando le scelte sembrano maturare lontano dalla vita quotidiana della città, cresce la sensazione di subire più che partecipare. Ed è da lì che nasce la disaffezione. Lei ha sempre difeso il valore del civismo. Oggi che ruolo può avere? Il civismo non è un’alternativa ai partiti, è un complemento. Serve soprattutto nei momenti in cui la politica fatica a leggere il territorio. Può aiutare a riportare l’attenzione sulle persone, sulla fiducia, sulla credibilità quotidiana. Lei usa spesso l’immagine delle “chiavi della città”. Perché? Perché rende bene l’idea. Il sindaco è la persona a cui affidi ciò che hai di più caro. Quando dai le chiavi di casa a qualcuno, non lo fai per appartenenza, ma per fiducia. Cosa proporrebbe lei di fare? In modo naturale e forse banale mi piacerebbe poter ascoltare direttamente i cittadini. Non per scegliere un candidato, ma per capire quali persone della società civile godono di fiducia reale. Ad esempio con un semplice sondaggio. Può essere uno strumento utile anche alla politica? Assolutamente sì. Non sostituisce i partiti e non indica candidature, ma può offrire un’indicazione utile a tutti gli schieramenti, di destra e di sinistra. Può aiutare a individuare nomi proposti direttamente dai cittadini. Reputerebbe quindi utile ascoltare i cittadini tramite un sondaggio sui nostri canali web? Perché no! Esatto. Un modo semplice e trasparente per dire: prima dei nomi ufficiali, ascoltiamo i maceratesi. Poi ognuno farà le proprie valutazioni.   E quindi domanda per i nostri lettori. Quale persona della società civile maceratese potrebbe essere indicata come figura affidabile per la guida della città di Macerata? Nota: Le segnalazioni non costituiscono candidature né indicazioni di voto, ma un contributo civico utile alla riflessione pubblica.  

24/01/2026 19:43
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