Politica

Referendum, a Macerata nasce il Comitato per il No alla riforma della magistratura

Referendum, a Macerata nasce il Comitato per il No alla riforma della magistratura

Anche nella Provincia di Macerata si è costituito il Comitato società civile per il No al Referendum Costituzionale sulla riforma della magistratura, in programma il 22 e 23 marzo. Tra le realtà che hanno aderito figurano Anpi, Arci, Libera, CGIL, Auser, Sunia, Partito Democratico, Sinistra Italiana, Movimento 5 Stelle, Europa Verde, Dipende da Noi, Partito della Rifondazione Comunista e Partito Comunista Italiano. Il Comitato opererà in coordinamento con altre realtà a livello nazionale, promuovendo iniziative di informazione e sensibilizzazione sui contenuti della riforma. Secondo il Comitato, la riforma rischia di alterare l’equilibrio tra i poteri delineato dalla Costituzione, in particolare tra potere giudiziario e potere politico, senza apportare reali miglioramenti al funzionamento della giustizia o ridurre i tempi dei processi. “L’indipendenza del potere giudiziario non è un privilegio, ma l’unica garanzia affinché tutte le cittadine e tutti i cittadini siano uguali davanti alla legge”, sottolineano i promotori. "Nei prossimi giorni il Comitato si impegnerà a garantire massima divulgazione delle ragioni del No, proseguono, affinché ogni cittadino possa votare con piena consapevolezza e comprendere le conseguenze della riforma sul futuro del Paese".

23/02/2026 13:16
Elezioni provinciali, Gentilucci candidato del Centrodestra: sfida aperta con Paoloni

Elezioni provinciali, Gentilucci candidato del Centrodestra: sfida aperta con Paoloni

 È ufficiale: il Centrodestra ha individuato in Alessandro Gentilucci, sindaco di Pieve Torina, il proprio candidato alla presidenza della Provincia di Macerata. La decisione è arrivata nelle scorse ore al termine di una riunione a cui hanno partecipato tutti i partiti della coalizione – Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Unione di Centro e Noi Moderati – insieme ai movimenti civici di sostegno a livello provinciale e ai sindaci esponenti della coalizione. La scelta di Gentilucci, che attualmente ricopre anche il ruolo di presidente dell’AATO 3 e di Presidente dell’Unione Montana Marca di Camerino, è stata approvata all’unanimità. I partecipanti hanno sottolineato la sua comprovata esperienza e le competenze in molteplici ambiti strategici per il futuro della Provincia, ritenendo la sua figura adatta a guidare la coalizione verso la prossima tornata elettorale. Il Centrodestra si presenta così unito e compatto con l’obiettivo di continuare il percorso di buon governo per la Provincia di Macerata. La candidatura di Gentilucci segna l’inizio della sfida elettorale con Robertino Paoloni, sindaco di Loro Piceno, che ha ufficializzato in queste ore la propria discesa in campo.   I partiti della coalizione, insieme ai movimenti civici e ai sindaci sostenitori, hanno espresso piena fiducia nel progetto, confermando "la volontà di portare avanti un programma orientato alla valorizzazione del territorio, alla gestione efficiente dei servizi e al dialogo costante con i Comuni". La campagna elettorale si preannuncia quindi intensa, con due candidati fortemente radicati nel territorio e con esperienze amministrative consolidate a contendersi la guida della Provincia di Macerata.

21/02/2026 12:00
Provinciali 2026, Paoloni scende in campo: “Unire il territorio senza divisioni politiche”

Provinciali 2026, Paoloni scende in campo: “Unire il territorio senza divisioni politiche”

LORO PICENO – È ufficiale la candidatura di Robertino Paoloni alla presidenza della Provincia di Macerata in vista delle elezioni del 15 marzo 2026. L’attuale sindaco di Loro Piceno ha annunciato la decisione di scendere in campo con l’obiettivo dichiarato di rilanciare il ruolo dell’Ente provinciale e rafforzare la collaborazione tra i Comuni del territorio. «Ho deciso di accettare questa sfida con spirito di servizio e un obiettivo chiaro: rendere la Provincia la Casa dei Comuni», ha dichiarato Paoloni, sottolineando come la sua candidatura nasca anche dalla sollecitazione di diversi sindaci e amministratori locali. Al centro del programma, la volontà di restituire centralità alle funzioni strategiche dell’Ente: pianificazione territoriale, viabilità e manutenzione stradale, edilizia scolastica, tutela ambientale e gestione della risorsa idrica. «È fondamentale – ha aggiunto – che la Provincia torni a essere un punto di riferimento tecnico e politico autorevole per tutti gli amministratori, senza distinzione di colore politico, così da garantire servizi efficienti ai cittadini». Tra i temi indicati come prioritari figurano la questione idrica, la gestione dei rifiuti e il potenziamento dell’Ufficio Ambiente, oltre agli interventi sull’edilizia scolastica. Paoloni richiama la necessità di affrontare nodi rimasti irrisolti negli ultimi anni e di farlo attraverso un confronto costante con i sindaci del territorio. «Ogni decisione – ha spiegato – deve partire da una domanda semplice: porterà un beneficio concreto ai nostri cittadini? Solo con un ascolto reale e continuo si possono raggiungere risultati duraturi. Ci attende un lavoro impegnativo, ma l’obiettivo è consegnare una Provincia più forte, più funzionale e più aggregante». Paoloni definisce la propria come una candidatura sostenuta dagli amministratori locali e "ispirata a una visione inclusiva dell’Ente provinciale, capace di rappresentare in modo equilibrato centri urbani, aree interne, zone montane e realtà costiere".   L’appuntamento con le urne è fissato per il 15 marzo 2026, quando i sindaci e i consiglieri comunali del territorio saranno chiamati a eleggere il nuovo presidente della Provincia.

21/02/2026 10:27
Provincia di Ancona, il centrodestra blinda Paolorossi: "È la figura più forte". Cosa farà ora il sindaco?

Provincia di Ancona, il centrodestra blinda Paolorossi: "È la figura più forte". Cosa farà ora il sindaco?

Un colpo di scena dopo l'altro nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona, con ripercussioni che interessano l’intero scacchiere politico regionale. A soli due giorni dal video-sfogo con cui annunciava il ritiro della candidatura denunciando "logiche di potere e tavoli di spartizione", Luca Paolorossi viene ufficialmente richiamato in pista dai vertici della coalizione. In una nota congiunta diffusa oggi, i segretari provinciali di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia hanno ufficializzato la convergenza sul nome del sindaco di Filottrano. Un annuncio che arriva al termine di ore frenetiche di trattative, volte a ricucire uno strappo che rischiava di minare la stabilità del centrodestra non solo ad Ancona, ma anche nelle vicine province di Macerata, Fermo e Ascoli. "I rappresentanti provinciali del centrodestra hanno individuato in Luca Paolorossi la figura più forte per guidare la Provincia - dichiarano Elena Campagnolo (Lega), Carlo Ciccioli (FdI) e Gianluigi Tombolini (Forza Italia) -. La scelta rappresenta la sintesi di un percorso fondato su responsabilità e coesione. La coalizione è pronta ad assumersi con determinazione questo impegno". L’attenzione si sposta ora tutta sul primo cittadino filottranese. Solo 48 ore fa, Paolorossi era stato durissimo, attaccando i "tavoli regionali" e chiamando in causa direttamente il governatore Acquaroli con un laconico: "Non mi candido, sono affari vostri". Il comunicato dei segretari provinciali sembra voler rispondere punto su punto alle lamentele del sindaco, parlando di "maturità politica della coalizione" e di "volontà di anteporre il bene del territorio a qualsiasi altra considerazione". Di fatto, i partiti hanno "ripulito" il tavolo dalle tensioni, offrendo a Paolorossi la leadership unitaria che lui stesso lamentava mancasse. La partita di Ancona resta strettamente legata ai destini delle altre amministrazioni provinciali marchigiane. Resta da capire se Paolorossi accetterà questo "nuovo" mandato o se le ferite aperte nei giorni scorsi siano troppo profonde per essere sanate da una nota stampa. 

20/02/2026 18:20
Intervalliva, Luconi replica a Ruggeri: "Parla di truffa? Non conosce il territorio e offende i tecnici"

Intervalliva, Luconi replica a Ruggeri: "Parla di truffa? Non conosce il territorio e offende i tecnici"

Si infiamma lo scontro politico sull'Intervalliva San Severino-Tolentino. Dopo le dichiarazioni della consigliera pentastellata Marta Ruggeri (leggi qui), che aveva parlato di "rischio truffa politica" e costi fuori controllo, arriva la replica di Silvia Luconi, consigliera regionale tolentinate del gruppo Fratelli d'Italia. L’esponente del partito di Giorgia Meloni non usa giri di parole contestando punto per punto le tesi della collega pentastellata Silvia Luconi apre la sua replica con un richiamo diretto alle responsabilità politiche del passato: "La consigliera Ruggeri dovrebbe scusarsi quando parla di truffa politica; dimostra di non avere sufficiente conoscenza del territorio, parlandone senza riferimenti precisi; dimostra di non avere anche sufficiente rispetto delle Istituzioni e dei tecnici che negli anni hanno lavorato e stanno lavorando a questa opera che il territorio chiede da sempre. Innanzitutto i primi chiarimenti dovrebbe andarli a chiedere a “casa sua” e al Senatore dell’epoca che rappresentava al Governo il Movimento Cinque Stelle e che si interessò in prima persona anche del cambio del tracciato". Secondo la consigliera di Fratelli d'Italia, la Ruggeri dovrebbe scusarsi anche con le comunità locali perché "parla di temi che evidentemente non conosce abbastanza, minimizzando opere fondamentali per il territorio maceratese". Il punto più tecnico del confronto riguarda la natura dei corsi d’acqua e la dimensione dei ponti previsti nel progetto. Luconi è netta nel difendere le scelte progettuali: "Mi spiego: se si riferisse al ponte di attraversamento del fiume Chienti di Tolentino che dovrebbe unire i Piani Bianchi al quartiere Buozzi, tengo ad informarla che l’opera servirebbe per migliorare la viabilità e la sicurezza della città tolentinate la quale concentra la maggior parte del traffico sul Ponte del Diavolo che è una struttura del 1268 sollecitata non più da carrozze e cavalli come appunto secoli fa, ma da mezzi ben più pesanti e numerosi. Non solo migliorerebbe la viabilità di Tolentino, ma anche del traffico presente sulla SS77". Sulla definizione del Chienti come "corso d'acqua di 7 metri", Luconi aggiunge: "Tengo a dire che, qualora non lo sapesse, è uno dei fiumi maggiori delle Marche, lungo circa 91 km". Stesso discorso per il versante settempedano: "Se si riferisse invece a San Severino, in riferimento alla prima parte del tracciato in prossimità del Fiume Potenza, sono stati sviluppati i relativi studi idrologici-idraulici che hanno imposto un determinato tipo di progettazione e un determinato tipo di struttura. Se la consigliera pensa che il progetto sia inutile firmi lei stessa la variante dello stesso sostituendosi agli ingegneri e architetti incaricati, assumendosene le responsabilità".  Oltre alla polemica, la consigliera di Fratelli d’Italia fornisce aggiornamenti sul futuro dell'opera, indicando un passaggio amministrativo ormai imminente: "Forse la consigliera non sa che per nei prossimi giorni è stato convocato il CDA della Quadrilatero con il quale si approverà il progetto definitivo che segnerà il passaggio fondamentale per l’impegno finanziario definitivo che precede il progetto esecutivo e tutte le fasi ancora successive".     

20/02/2026 17:30
Parcaroli-Buldorini esultano, ma quella sul mattatoio è una vittoria che sa di sconfitta

Parcaroli-Buldorini esultano, ma quella sul mattatoio è una vittoria che sa di sconfitta

Verrebbe da dedicare a Luca Buldorini, vicepresidente pro tempore della Provincia e consigliere di minoranza ad Appignano,“Domani è un altro giorno” di Ornella Vanoni e un paio di versi di quella popolare quanto profonda canzone. “È uno di quei giorni in cui rivedo tutta la mia vita/Bilancio che non ho quadrato mai/Posso dire d'ogni cosa che ho fatto a modo mio/ Ma con che risultati, non saprei…” Appunto. Si dà il caso che Buldorini, non si sa a che titolo se non di amicizia con Sandro Parcaroli, di buon mattino abbia annunciato urbi et orbi che il Tribunale di Macerata ha accolto il ricorso presentato dal Sindaco ed ha annullato l’asta per il mattatoio con due motivazioni: incongruità del prezzo e il fatto che il Comune avesse comunque manifestato l’intenzione di partecipare. Buldorini esulta, ma siccome l’esultanza stavolta non gliel’ha scritta l’intelligenza artificiale a cui frequentemente e maldestramente ricorre per esporre il suo pensiero, ha sbagliato tutto. Scrive: “Un risultato che è stato possibile anche grazie alla competenza, alla lucidità tecnica e alla professionalità dell’avvocato Paolo Giustozzi” che, sia detto per inciso, è l’avvocato del sopradetto pompiere, soprannominato Valigetta per i suoi frequenti viaggi a Roma. Ebbene l’avvocato che ha istruito e sostenuto il ricorso è Massimo Bertola, ma gli errori del patrocinatore della dignità di Sandro Parcaroli sono soprattutto di sostanza. Per Buldorini oggi è uno di quei giorni che “ti prende la malinconia” perché se ha pazienza di leggere si accorgerà che all’euforia, ingiustificata dai fatti, per il mattatoio seguirà qualche preoccupazione per le candidature. Andiamo perciò con ordine. L’accoglimento del ricorso da parte del Tribunale sull’ormai famosa asta per il mattatoio vinta da Ilario Marcolini — che si è aggiudicato terreni e immobili del CeMaCo di proprietà del Comune al 68% per 395 mila euro — è un boomerang per Parcaroli. Ora siamo di fronte a uno scenario che dal punto di vista delle relazioni tra Parcaroli e Marcolini diventa dirimente. Come si ricorderà, Parcaroli, prima di decidere in perfetta solitudine di ritirare il Comune dall’incanto contro la delibera del Consiglio comunale che lo impegnava a partecipare all’asta, ricevette privatamente Ilario Marcolini. Dopo quel colloquio, Marcolini si è trovato da solo a concorrere e ha beneficiato dello sconto di legge del 25% sulla base d’asta di 525 mila euro. Ora delle due l’una: se Marcolini ricorre contro il pronunciamento odierno del tribunale si apre un contenzioso onerosissimo per il Comune e dall’esito incerto; ma se Marcolini non ricorre, significa che sull’asta c’era un’intesa preventiva col Comune. E poi ci sono altre due questioni che si aprono. Ora il Comune viene reimmesso nell’asta, ma la base resta sempre quella dei 525 mila euro e, per espressa dichiarazione del Sindaco, il Comune quei soldi non li ha. Deve accendere un mutuo e teoricamente potrebbe farlo in forza della delibera disattesa però dal Sindaco. E come si fa? Se la rimette in votazione è sicuro che gliela votano tutti? E se tiene fede alla variazione di bilancio che lui ha smentito, è sicuro che la Corte dei Conti non abbia nulla da dire? Sarebbe una straordinaria forma di autocrazia. Comunque la si guardi, questa faccenda rivela una incapacità amministrativa inqualificabile. Ed è un giudizio che nei prossimi giorni peserà e non poco sul futuro politico di Sandro Parcaroli e della sua corte. Seconda considerazione: fa sapere l’attuale direttore del CoZoMa che per far funzionare il mattatoio serve almeno un milione di euro da spendere in ristrutturazione. Il successo del Sindaco sbandierato da Buldorini sarebbe quello di esporre il Comune a un esborso minimo di 1,6 milioni di euro. Va sempre ricordato che i soldi del Comune escono dalle tasche dei contribuenti. Resta comunque da spiegare una terza cosa: se come ha affermato il Giudice il prezzo di aggiudicazione è troppo basso, perché il Comune non ha comunque partecipato all’asta che si sarebbe aggiudicata risparmiando molti quattrini? Parcaroli nella seduta del 25 gennaio scorso ha spiegato, con dotto ricorso al Devoto-Oli, “perché non c’avio li sordi”. Rendendo palese che il Comune di Macerata non dispone di circa 100 mila euro quanti ne servivano per il deposito cauzionale. Ciò che i trionfalismi odierni dimenticano è che la condotta di Parcaroli ha diversi aspetti di enorme criticità: mancanza di trasparenza, rischio di intervento della Corte dei Conti e una sciatteria amministrativa che erode l’autorevolezza dell’ente. Un pericolo avvertito anche dalle forze di maggioranza che hanno detto sì alla commissione d’inchiesta sul mattatoio voluta dal consigliere Pd Andrea Perticarari, ma con una postilla: indagare su tutti i precedenti vent’anni di gestione del CeMaCo. Questo clima ha allarmato Ancona, dove si starebbe ragionando sull’eventualità della ricandidatura di Parcaroli. Si comincia a pensare che non sia più un cavallo davvero vincente. Il Sindaco stesso pare aver detto, dopo un colloquio con il Presidente della Regione Francesco Acquaroli, che non vuole compiere in queste settimane che ci separano dal voto (fissato per il 24 e 25 maggio) atti tali da impegnare il futuro Sindaco. E dunque, se si riapre l’asta, parteciperà o meno? Ma due cose sono sicure: la prima è che l’offensiva lanciata da Luca Paolorossi, Sindaco di Filottrano, contro Francesco Acquaroli ha avuto un effetto immediato. La linea telefonica Ancona-Roma è diventata rovente: alla fine Matteo Salvini avrebbe chiamato Paolorossi per proporgli l’investitura a Presidente della Provincia di Ancona. Ma in politica non esistono pasti gratis. Salvini, per salvaguardare Paolorossi ed evitare che il Sindaco si ricordi di essere "camerata" di Roberto Vannacci (di cui Luca Buldorini è stato fino a ieri un fervente adepto), avrebbe acconsentito a ridiscutere la candidatura di Macerata. Al punto di scaricare Sandro Parcaroli? Non è detto. Di certo si sa che è già stato individuato un altro candidato che garantisce di più l’aderenza al Centrodestra e ha un grado di preparazione amministrativa assai più elevato. Staremo a vedere. Una cosa però è sicura: se venisse rilanciato Parcaroli, la giunta sarebbe scelta altrove e certo il “quartetto eccetera” (Festino, Valigetta, Lego e Imballo) non avrebbe più la certezza del posto. Eh sì, potrebbe essere uno di quei giorni che… si parte con l’illusione di aver portato a casa un grande successo e si finisce per scoprire che la realtà è un'altra. Insomma, la toppa peggiore del buco. Perché a volte succedono cose da matti, anzi da mattatoio!

20/02/2026 16:00
Tolentino corre per i fondi ministeriali: 90mila euro per gli arredi del nuovo nido "N. Green"

Tolentino corre per i fondi ministeriali: 90mila euro per gli arredi del nuovo nido "N. Green"

Un ambiente che non sia solo un contenitore, ma un vero e proprio "terzo educatore". È questa la filosofia che guida l'amministrazione comunale di Tolentino nella partecipazione al bando del Ministero dell’Istruzione per la fornitura di arredi didattici innovativi destinati al nuovo asilo nido "N. Green". La Giunta ha infatti approvato la delibera per presentare la candidatura al finanziamento (nell'ambito del Programma Operativo complementare al PON "Per la Scuola" 2014-2020), con l’obiettivo di completare la struttura attualmente in fase di realizzazione grazie ai fondi del Pnrr. Il nuovo asilo nido "N. Green" avrà una capienza di 60 posti, un passo decisivo verso l'abbattimento delle liste d'attesa in città. Per quanto riguarda gli interni, la spesa presunta per il mobilio innovativo si attesta su circa 90.000 euro (oltre IVA), a fronte di un contributo massimo concedibile di 120.000 euro. Non si tratterà di arredi tradizionali, ma di moduli flessibili capaci di trasformare gli spazi in base alle attività, seguendo i più moderni standard strutturali e ambientali. La vera novità riguarda l'approccio pedagogico. L'amministrazione intende infatti ispirarsi al celebre modello "Reggio Children" di Loris Malaguzzi. "L’obiettivo è garantire a ogni bambino opportunità educative d’eccellenza fin dalla primissima infanzia - spiega l'assessore alle Politiche Sociali, Benedetta Lancioni -. Vogliamo qualificare gli spazi con progetti che valorizzino la rete tra famiglia, scuola e comunità. L’ambiente deve essere flessibile e modulabile per centri di interesse, diventando un luogo di esperienza culturale e cognitiva". Il progetto prevede l'organizzazione degli spazi in atelier-aule (per stimolare la creatività e i "cento linguaggi" dei bambini) e agorà (ampi spazi comuni per l'incontro e l'interazione). Secondo la visione della Giunta, l'edificio scolastico deve rappresentare un presidio culturale per tutta la comunità di Tolentino, con spazi (interni ed esterni) pronti a ospitare attività extrascolastiche in una logica di sistema formativo integrato. Grazie alla clausola che favorisce gli enti delle regioni "in transizione" come le Marche, che hanno già avviato interventi strutturali con il PNRR, il Comune di Tolentino punta a ottenere i fondi necessari per consegnare alle famiglie una struttura all'avanguardia, sostenibile e, soprattutto, inclusiva.

20/02/2026 15:50
Trasporto pubblico Macerata, Comune e APM insieme: "Tavolo permanente per migliorare il servizio"

Trasporto pubblico Macerata, Comune e APM insieme: "Tavolo permanente per migliorare il servizio"

Si è svolto questa mattina un incontro operativo tra l’Amministrazione comunale di Macerata e i vertici di APM, l’Azienda Pluriservizi Macerata, per fare il punto sul Trasporto Pubblico Urbano e definire una strategia condivisa per il futuro del servizio. Al tavolo erano presenti il sindaco Sandro Parcaroli, l’assessore all’Ambiente e alla Mobilità Laura Laviano, collegata da remoto, e l’assessore al Bilancio e alle Partecipate Oriana Piccioni. Per APM hanno partecipato il presidente Luca Mira e il direttore Stefano Cudini. Al centro del confronto il trasporto pubblico cittadino, considerato un asset strategico per la qualità della vita dei maceratesi. L’analisi non si è limitata allo stato attuale del servizio, ma ha approfondito le criticità e le prospettive di sviluppo, con particolare attenzione all’equilibrio tra sostenibilità economica e necessità di garantire efficienza, puntualità, mezzi moderni e una copertura capillare del territorio. Dall’incontro è emersa la volontà di trasformare il confronto in un metodo strutturato di lavoro. Comune e APM hanno infatti deciso di istituire riunioni periodiche a cadenza fissa, con l’obiettivo di assicurare un monitoraggio costante del servizio e una pianificazione più efficace delle risorse. La scelta punta a superare la logica dell’intervento emergenziale, favorendo invece una programmazione di medio-lungo periodo capace di prevenire criticità e migliorare progressivamente le prestazioni offerte alla cittadinanza. «Il trasporto pubblico non è solo un costo, ma un investimento sulla qualità della vita dei maceratesi – ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli –. Con l’istituzione di questo confronto periodico vogliamo garantire che ogni euro investito si traduca in un servizio migliore. La sinergia con il presidente Mira e il direttore Cudini è totale: l’obiettivo comune è una mobilità urbana puntuale, moderna e accessibile a tutti». Positiva anche la valutazione dei vertici di APM, che hanno sottolineato come "un dialogo continuo con l’Amministrazione consenta una programmazione più solida e orientata al miglioramento costante del servizio".

20/02/2026 15:39
Caso Mattatoio, il Tribunale revoca l’aggiudicazione. Parcaroli: "Basta fango, ho agito con trasparenza"

Caso Mattatoio, il Tribunale revoca l’aggiudicazione. Parcaroli: "Basta fango, ho agito con trasparenza"

Svolta giudiziaria sulla complessa vicenda del mattatoio comunale. Il Tribunale di Macerata ha pronunciato questa mattina un’ordinanza che mette un punto fermo sulla procedura di vendita della struttura: sospensione della vendita e revoca dell'aggiudicazione provvisoria. La decisione del Giudice accoglie integralmente le ragioni depositate lo scorso 23 gennaio dal legale del Comune, l'avvocato Bertola. L’Ente aveva infatti richiesto lo stop contestando un prezzo di vendita ritenuto "notevolmente inferiore" rispetto al valore reale dell'area, dichiarandosi pronto a versare l’intero importo per riacquisire la struttura. Secondo quanto si legge nel provvedimento, il Tribunale ha riconosciuto la serietà dell'intento dell'amministrazione di partecipare all'asta, un'azione che non si era concretizzata in precedenza solo a causa di "ragioni organizzative legate al funzionamento dell’Ente".  A stretto giro è arrivata la reazione del sindaco Sandro Parcaroli, che ha rotto il silenzio mantenuto durante la fase più calda della polemica. "Questa sentenza mette fine a settimane di accuse e ricostruzioni non veritiere - ha dichiarato il primo cittadino -. Ho lavorato con legalità e trasparenza, con l’unico obiettivo di evitare la chiusura di una struttura fondamentale per i nostri allevatori. Nonostante il fango che mi è stato gettato addosso, tra inesistenti ipotesi di danno erariale e attacchi alla mia integrità personale, ho scelto di rispondere solo nelle sedi istituzionali". Parcaroli ha poi rivolto un affondo diretto alle opposizioni e ai critici: "Il confronto dovrebbe rimanere sui contenuti e sui problemi reali, non trascendere sul piano giudiziario avvelenando i toni. Ora auspico che il dibattito si sposti finalmente sul rilancio del mattatoio, una questione che si trascina da anni e che solo ora sembra trovare una soluzione". L'amministrazione comunale ha ribadito che ogni passo è stato compiuto nel rispetto delle procedure di bilancio e con l'obiettivo di salvaguardare un presidio ritenuto strategico per l’intero comparto agricolo del territorio maceratese. Il sindaco ha concluso ringraziando il suo legale, l’avvocato Paolo Giustozzi, per il supporto tecnico in questa delicata partita che, per ora, vede il Comune uscire vincitore dal confronto in aula.

20/02/2026 15:00
Civitanova, Pantella incontra gli operatori: "Piazza fruibile e mercato più sicuro"

Civitanova, Pantella incontra gli operatori: "Piazza fruibile e mercato più sicuro"

CIVITANOVA MARCHE – Si è svolto ieri in Comune un incontro tra l’assessore al Commercio Roberto Pantella, il dirigente della Polizia Locale Cristian Lupidi e il funzionario dei settori VI e VII Domenico Maio, insieme agli operatori del mercato del sabato, per discutere di sicurezza e riordino dell’area antistante il Palazzo Comunale. Secondo Pantella, «non è stato un passaggio formale, ma un momento di confronto concreto all’interno del percorso di riordino avviato fin dal mio insediamento». Il mercato del sabato viene definito dall’Assessore «un patrimonio storico, economico e sociale per la città, che va tutelato rendendolo più sicuro, ordinato e fruibile». «Migliorare non significa stravolgere», ha spiegato Pantella, «ma intervenire con equilibrio laddove emergono criticità evidenti. La sicurezza non è un tema su cui si possa tergiversare: è un obbligo normativo e una responsabilità precisa dell’Amministrazione». Il metodo scelto dall’assessore è chiaro: confronto e condivisione. Dopo il dialogo con le associazioni di categoria, l’Amministrazione sta proseguendo il confronto direttamente con i singoli operatori, per trovare soluzioni concrete, sostenibili e rispettose del lavoro di tutti. «Ringrazio gli operatori presenti all’incontro – ha aggiunto – per il senso di responsabilità dimostrato e la disponibilità a collaborare». Riguardo ai controlli effettuati lo scorso fine settimana, Pantella ha chiarito che non si tratta di iniziative estemporanee, ma di verifiche sollecitate dai rappresentanti di categoria stessi per garantire il rispetto delle regole. Un plauso va alla Polizia Locale e al Comandante Cristian Lupidi per il lavoro svolto in piena sinergia con gli uffici competenti. Il percorso di riordino proseguirà nei prossimi mesi. A partire da aprile, i mercatini domenicali saranno spostati dai piazzali centrali verso i marciapiedi dei vialetti nord e sud, liberando la piazza e rendendo l’area più funzionale e ordinata. Pantella ha concluso ribadendo la volontà di mantenere un confronto costante e costruttivo, sottolineando al tempo stesso che la sicurezza di cittadini e operatori «rimane un principio non negoziabile» che guiderà tutte le scelte future dell’Amministrazione.

20/02/2026 12:41
Parcaroli ai box, Tittarelli in pista. La campagna elettorale prende il via: "Metterci la faccia scelta di responsabilità"

Parcaroli ai box, Tittarelli in pista. La campagna elettorale prende il via: "Metterci la faccia scelta di responsabilità"

Il prossimo 8 marzo, tra circa due settimane, scatterà ufficialmente il campionato di Formula 1 2026. Ma a Macerata la stagione delle corse è già iniziata. Con le elezioni comunali fissate per il 24 e 25 maggio 2026 (LEGGI QUI), la città si è trasformata in un circuito politico dove team e piloti stanno definendo strategie, assetti e tempi sul giro. La bandiera verde non è ancora stata sventolata, ma il paddock maceratese è gia abbastanza movimentato. Il centrodestra per il momento resta ai box, in attesa della decisione dell’attuale sindaco Sandro Parcaroli. Nessuna partenza anticipata: l’eventuale ricandidatura sarà annunciata a fine mese (LEGGI QUI). Una scelta che sa di strategia prudente, da scuderia che preferisce osservare la griglia prima di scoprire il set-up definitivo. Sul fronte opposto, invece, il centrosinistra ha già scelto il proprio pilota. Dopo la fumata bianca attorno al nome di Gianluca Tittarelli, la campagna è entrata nel vivo. Sul nuovo profilo social inaugurato "Gianluca Tittarelli candidato sindaco Macerata" lancia subito un messaggio chiaro, improntato alla concretezza e al lavoro di squadra: “Metterci la faccia è una scelta di responsabilità. Ma far funzionare le cose è un dovere.Mi conoscete per il mio lavoro al Val di Chienti o per la sfida della Pallavolo Macerata che oggi disputa un campionato nazionale di Serie A2 portando per l'Italia intera il nome di Macerata. In entrambi i casi, ho imparato una cosa fondamentale: i risultati non arrivano con i discorsi ma con l'organizzazione, il gioco di squadra e tanto, tantissimo lavoro dietro le quinte. Oggi scelgo di candidarmi a sindaco perché voglio portare questa stessa concretezza a Macerata. Mi metto a disposizione con umiltà, serietà e con le idee chiare che saranno condivise e sostenute dalla mia coalizione. Non amo la politica urlata e dei salotti". Subito le prime proposte in programma: "Vorrei creare: Opportunità vere per chi vuole restare e investire qui. Spazi vivi e connessi, non una città-dormitorio. Sviluppare la partecipazione e promuovere l'ascolto. Non ho ricette magiche e non mi interessa lo scontro ideologico, anzi considero il rispetto e la coerenza caratteristiche essenziali in questo cammino. Mi interessa che la città sia percepita dai maceratesi e da chi la visita come un bel posto, sicuro, decoroso e ospitale che sappia anche offrire i giusti stimoli culturali e civici”.   Ma la gara non è un testa a testa. È partito da tempo anche Giordano Ripa, che a fine gennaio ha inaugurato il primo comitato elettorale in città (LEGGI QUI), segnando il primo giro lanciato della competizione. Sul fronte civico, l’associazione Officina delle Idee per Macerata ha ufficializzato la partecipazione con una propria lista a sostegno del dottor Marco Sigona (LEGGI QUI), scegliendo una traiettoria autonoma rispetto al tavolo del centrosinistra. Infine, si muove l'area centrista, che punta a rompere il classico duello tra due schieramenti. A inizio febbraio i rappresentanti territoriali di Azione, Partito Liberaldemocratico, Base Popolare Marche, Partito Repubblicano Italiano e Civici Marche hanno presentato un nuovo progetto politico, annunciando che il 28 febbraio sarà il momento dell’assemblea pubblica per definire programma e candidato (LEGGI QUI). La pista è pronta e i motori sono accesi, ma la corsa verso Palazzo Comunale non riguarda solo velocità e strategie. C’è chi osserva con prudenza, chi prepara la propria traiettoria e chi affronta le curve con decisione, consapevole delle sfide che lo attendono. In questo contesto, il tema della responsabilità diventa centrale: come sottolinea Gianluca Tittarelli infatti, “metterci la faccia è una scelta di responsabilità”. 

20/02/2026 12:00
Scossicci e lungomare sud, il sindaco: “Fragilità storica, ora un progetto organico"

Scossicci e lungomare sud, il sindaco: “Fragilità storica, ora un progetto organico"

«Prima di ogni valutazione politica, desidero esprimere la nostra vicinanza agli operatori economici di Scossicci e del lungomare sud. Sappiamo bene cosa significhi vedere compromessa la propria attività a causa dell’erosione e delle mareggiate. A loro va il nostro rispetto e il nostro impegno concreto». Con queste parole il sindaco di Porto Recanati, Andrea Michelini, interviene sulla situazione che interessa il tratto meridionale della costa, tornato al centro dell’attenzione dopo la mareggiata del 4 febbraio. Il primo cittadino invita però a evitare semplificazioni: «Il tratto sud non è diventato fragile il 4 febbraio: è fragile da decenni». Una criticità storica, dunque, che l’ultima mareggiata ha aggravato ma non generato. Nel dettaglio, il sindaco richiama le valutazioni tecniche effettuate sull’area: «Il cosiddetto “effetto bordo” della scogliera sud ha amplificato l’erosione, concentrando la forza del moto ondoso nel tratto più a nord». Dinamiche costiere complesse, che negli anni sarebbero state accentuate da interventi frammentari e non inseriti in una strategia complessiva, contribuendo agli squilibri oggi evidenti lungo il lungomare sud. Da qui la scelta dell’amministrazione di non ricorrere a soluzioni tampone: «Non procederemo con interventi improvvisati, che avrebbero un’efficacia temporanea e potrebbero persino peggiorare la situazione». L’obiettivo è invece la predisposizione di un progetto organico di mitigazione dell’erosione, fondato su valutazioni tecniche puntuali. Il percorso potrà avviarsi concretamente non appena saranno rese disponibili le risorse annunciate dalla Regione Marche e dalla senatrice Elena Leonardi. La progettazione riguarderà sia Scossicci sia il lungomare sud, con l’intento di offrire una risposta strutturale e duratura a tutela del territorio e delle attività economiche  

20/02/2026 10:13
Si scrive Parcaroli, ma si legge Carancini. Il centro-destra si domanda: "È davvero dei nostri?"

Si scrive Parcaroli, ma si legge Carancini. Il centro-destra si domanda: "È davvero dei nostri?"

Che lo stellone di Sandro Parcaroli cominci ad appannarsi? Il Sindaco-yogurt ha fissato a fine mese la sua scadenza per svelare l’arcano sulla ri-candidatura. Non ha fatto in tempo a comunicarlo "con la massima trasparenza" – evidentemente ha sprezzo dell’ossimoro – visto che "la data delle amministrative non è stata ancora fissata" che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, anche lui come Godo in quota Lega, specifica: a Macerata si vota il 24 e il 25 maggio. Tutto questo mentre la presunta maggioranza si stringe a coorte per decidere se dire sì o no alla commissione d’inchiesta sul mattatoio chiesta dal consigliere del Pd Andrea Perticarari (ha impallinato Parcaroli facendogli notare: ma se hai fatto tutto nell’interesse della città perché devi aspettare a farci sapere se ti ricandidi?) argomento su cui il Sindaco, in nome della "massima trasparenza", dà di matto. Quelli del Centrodestra in obbedienza al 24 maggio hanno così reagito: muti passaron quella notte i fanti, tacere e bisognava andare avanti. E però nella Canzone del Piave c’è anche un'altra strofa che dovrebbe suonare a monito e spiega perché Parcaroli tema tanto la commissione d'inchiesta: "Ma in una notte triste si parlò di tradimento, e il Piave udiva l’ira e lo sgomento. Ahi, quanta gente ha visto venir giù, lasciare il tetto, per l’onta consumata a Caporetto!".  Comincia a serpeggiare un dubbio e anche un senso di disfacimento. Il dubbio è: ma Sandro Parcaroli è davvero di Centrodestra o ci ha usati perché nel 2020 eravamo dati per vincenti? E un altro dubbio, sorto anch’esso nelle ultime ore, è sulla tenuta del quadro politico ingessato da Francesco Acquaroli. Il sindaco di Filottrano Luca Paolorossi, camerata della prim’ora di Luca Buldorini nelle file del generale Roberto Vannacci, ha rotto il fronte facendo capire che la pretesa di Acquaroli di gestire il Centrodestra sul territorio come fosse una sezione di Fratelli d’Italia fedeli perinde ac cadaver al capo non solo non regge perché è fondata sul nulla, ma è contestabile proprio da destra. Di fronte a queste non dichiarate, ma presentissime incognite il Sindaco yogurt ha fatto finta di nulla e ha affermato con la sicumera che gli è caratteristica: "Voglio ricordare che nel 2020 è stata fatta una campagna elettorale di un mese e mezzo, per cui c’è ancora tutto il tempo per prendere le decisioni". Sandro Parcaroli è incapace di qualsiasi lettura politica e sia chiaro non è un difetto: nel 2020 per lui è stato un vantaggio perché si è presentato ai cittadini come l’imprenditore, l’uomo del fare. E ha vinto. Non gli sfuggirà però che molti di quella stagione sono stati da lui cocentemente delusi e sono lontanissimi dall’idea di sostenerlo di nuovo. E’ vero che in una prospettiva, più da pentastellato che da liberale, lui pensa che uno vale uno perché lui basta a sé stesso, ma sostituire chi lo aiutò nella corsa del 2020 col "quartetto eccetera" Festino, Valigetta, Lego e Imballo forse non è a valore. Giusto per fare un esempio: che ne sapio io? Degli Epstein Files per cui tutto il mondo è paese, della posizione del Centrodestra sul board of peace, di Karola Rachete o del Mercosur piuttosto che dell’accordo con Nerendra Modi. Che l’export sia fondamentale per le poche imprese di Macerata, che la moralità pubblica di chi amministra o amministrerà, che il contesto internazionale, che la gestione dei migranti (e per gli errori del centro sinistra a Macerata sulla gestione dei clandestini oggi lui è ancora Sindaco) siano fondamentali anche nell'azione amministrativa evidentemente a Sandro Parcaroli sfugge. Il Sindaco-yogurt si è interpretato come il gran questuante che "porta li sordi" e che finiscano nel "sottobasso" o nella festa di (alcuni) commercianti poco importa. Deve sapere però il Sindaco-yogurt che stavolta deve contare solo sui partiti. Di certo non può contare sui civici. Con estrema coerenza Gianluca Micucci Cecchi ha puntualizzato: prima il programma poi i nomi. Ha con intelligenza politica capito che un dubbio su Parcaroli davvero uomo di Centrodestra è più che legittimo. E l’area dei civici non si limita solo a Pensiero e Azione: c’è la lista che sta mettendo su Claudio Carbonari, c’è la lista di Giordano Ripa, c’è l’ottima candidatura del dermatologo Marco Sigona, c’è la lista “azionista-popolare” che propone Mattia Orioli, dunque al centro c’è una evidente insoddisfazione di Parcaroli che così viene confinato in un’area di destra destra. È un problema che si dovrà porre Forza Italia che rischia di vedersi risucchiata, per le ambizioni sbagliate di qualcuno, in un ristretto dove farà fatica a far risaltare la sua diversità. Della Lega converrà occuparsi più diffusamente in un’altra occasione, ma risulta evidente che il quadro attorno al Sindaco-yogurt è in questi sei anni (privilegio che è toccato solo a lui) radicalmente mutato. E il suo consenso si è eroso. Allora torna l’interrogativo: Parcaroli è di destra? A cui se ne aggiunge un altro: oggi chi è davvero Parcaroli? Sul primo esprimere dubbi è più che lecito. Appena si è saputo che Gianluca Tittarelli è il candidato designato del Centrosinistra sono circolate le foto di Stefano Parcaroli, figlio di Godo, insieme al medesimo Tittarelli e all’allora sindaco del Pd Romano Carancini. L’occasione era l’annuncio della sponsorizzazione da parte della Med (come passa il tempo!) del volley Macerata squadra che ha sempre avuto Tittarelli come presidente. La conferenza si svolgeva a Vere Italie (e di nuovo come passa il tempo) il ristorante dei Parcaroli, poi chiuso ora diventato Di Gusto che con altra gestione va alla grandissima. Quella foto racconta più di mille articoli! Tra Parcaroli e Carancini c’è sempre stata una solida amicizia. Più volte il primo cittadino Pd è stato ospite ai mitici veglioni di Capodanno a Villa Parcaroli in quel di Crispiero e tutti sanno che il primo approccio a una possibile candidatura di Parcaroli in politica è stato col Pd. Ne discussero con il vescovo di Camerino, Carancini, Marcolini e ovviamente Parcaroli per una candidatura alle regionali del ’20. Non se ne fece di nulla e il buon Sandro fu dirottato su Macerata consapevole il Pd che dopo il caso di Pamela Mastropietro avrebbe perso le elezioni. Piuttosto che niente, si disse dalle parti del Pd, meglio piuttosto: uno che non ci è ostile è già un ottimo risultato. Ecco perché la candidatura emerse all’ultimo! Il Centrodestra dilaniato l’afferrò senza farsi troppe domande. Ma la continuità tra Carancini e Parcaroli è nelle cose. Si è tenuto il Sindaco presunto di Centrodestra lo stesso ingegnere capo di Carancini e se si va a vedere le opere pubbliche iniziate (e ancora non terminate) sono tutte quelle del programma del Pd caranciniano: piscine, centro fiere, via dei Velini, gli ex Capannoni Rossini, ex casa del custode e giardini Diaz. Le opere che il Centrodestra aveva posto come prioritarie del suo programma sono state accantonate, sparite: Convitto, Belvedere Leopardi (o Rampa Zara), palazzo della Prefettura. Dell’ospedale è inutile parlare: è la barzelletta del secolo. Stiamo ancora aspettando che il Sindaco s’incateni e che la famosa cinghia di trasmissione con la Regione che doveva finanziare subito l’opera si metta in moto. Lo stesso vale per le manifestazioni culturali, per l’inesistente rapporto con l’università. Ma ciò che più conta sono gli ambiti economici di riferimento. Parcaroli ha detto sì ai Simonetti, ha detto sì alle ditte che già lavoravano con Carancini, ha di fatto confermato nei vertici delle partecipate tutti gli uomini di Carancini sacrificando solo l’unico che era emerso dal Centrodestra, anzi meglio da quella che si chiamava Lista Parcaroli: Gianluca Micucci Cecchi. Sul non fatto e il malfatto di questa giunta ci sarà ampio modo di ritornare. È la cifra del cambiamento che non è emersa. E non poteva essere altrimenti perché Sandro Parcaroli non è un uomo del Centrodestra. Non ha ancora detto se al referendum sulla riforma Nordio voterà si o no, e anzi non ha fatto proprio nulla per impegnare sé medesimo e i partiti nella campagna referendaria. Ha aumentato tutte le tariffe senza alcun ritegno per le imprese, non ha posta la minima attenzione a uno sviluppo economico imprenditoriale del territorio. Non si sa cosa pensa sull’immigrazione, sulla famiglia, niente ci dice sul fisco. Anzi pare avere una linea decisamente statalista. Sulle politiche culturali non si è reso conto che le manifestazioni più importanti a Macerata sono esattamente quelle del Centrosinistra. Non è mai intervenuto sulle autonomie. Lo sfidiamo a indicare un tema di Centrodestra su cui lui si sia espresso. Perfino sul mattatoio non ha saputo dire che il via libera al privato è stata una scelta politica che da un ex imprenditore di Centrodestra ci si deve attendere. Anche sui lavori si è molto vantato di aver impegnato soldi dei contribuenti, ma non ha mai fatto una conferenza per spiegare quante siano le aziende maceratesi che hanno eseguito quei lavori. Per dirne una; il calvario di via dei Velini è costato le pene agli abitanti di Villa Potenza, ma gli utili sono andati a Caserta. Se si vanno a vedere gli incarichi tecnici, e il Comune spende per questi un sacco di soldi, i beneficiari sono quasi tutti quelli che già lavoravano col Centrosinistra. Si dice che ci sarà un evento da oltre centomila euro affidato a un’azienda di Ascoli, perfino la famosa festa di (alcuni) commercianti è stata appaltata fuori città. La sgangherata Rassegna Esplicita accenno di una cultura di destra da Radiocorriere tv l’hanno appaltata a Voghera, ma quelli erano i giorni in cui andava adorato Roberto Vannacci. Sandro Parcaroli non è un uomo di Centrodestra perché non ha mai detto nulla che incarni una cultura liberale, nulla rispetto al valore dell’università, si è persa nel nulla l’idea di fare di Valle Verde un incubatoio d’impresa ad alta tecnologia. Sarà il caso che il Centrodestra rifletta: le elezioni del 2020 non le ha vinte, le ha perse il Centrosinistra che però ha avuto una continuità in Carancini. E quella fotografia, per dirla con i Rigueira, è tutto quel che ho. Rispetto al 2020 una domanda riguarda direttamente anche Sandro Parcaroli. Perché non è più l’imprenditore prestato alla politica di quasi sei anni fa. Con la discrezione del caso si è fatto di tutto per non far sapere che la Med, l’azienda commerciale della famiglia Parcaroli, non esiste più così come non esistono più le software-house collegate. Ora si chiama tutto R-Store grande gruppo campano che ha comprato dai Parcaroli (i due figli e la moglie del Sindaco restano però per un certo periodo a libro paga della nuova azienda) l’intero capitale della Med-Store. Dunque Sandro Parcaroli non è più un imprenditore, ma un politico a tutto tondo. E a lui è lecito fare domande da politico. Vedremo se sarà disposto a rispondere o si limiterà a "che ne sapio io?".  

19/02/2026 14:50
Intervalliva San Severino-Tolentino, Ruggeri (M5s): "Costi quadruplicati a 360 milioni, si rischia la truffa politica"

Intervalliva San Severino-Tolentino, Ruggeri (M5s): "Costi quadruplicati a 360 milioni, si rischia la truffa politica"

"Da 88 a 360 milioni di euro, con due anni di ritardi, definanziamenti e scelte progettuali discutibili, come un ponte di 400 metri per superare un corso d’acqua di 7. Sull’Intervalliva San Severino Marche–Tolentino si sta consumando un pasticcio che rischia di trasformarsi in una truffa politica ai danni dell’entroterra maceratese. Per questo ho depositato un’interrogazione in Consiglio regionale". Così Marta Ruggeri, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, interviene sul destino dell’infrastruttura, definita strategica per collegare le due città, alleggerire l’A14 e migliorare l’asse Urbino-Teramo-Roma. "La storia dell’opera è segnata da promesse tradite - afferma Ruggeri -. Nel 2019 il Governo aveva stanziato 88 milioni per un tracciato di fondovalle condiviso, che superava criticità e rischi idrogeologici del progetto originario. Poi due anni persi in rimodulazioni chieste a livello locale, secondo quanto riferito per assecondare interessi legati a singoli terreni. Nel 2022 oltre 40 milioni sono stati dirottati altrove con la motivazione della ‘immediata cantierabilità’ di altre opere". La consigliera punta il dito sugli sviluppi più recenti: "Ad aprile 2024 l’Assessore in Aula parlava di finanziamenti fino a 206 milioni, nonostante nei bilanci 2023 e 2024 non risultassero risorse. Oggi emerge che a gennaio 2025 Quadrilatero avrebbe presentato un progetto da circa 360 milioni. Un aumento spropositato, legato a scelte tecniche discutibili: ponti sovradimensionati o inutili e il ritorno a tratti in aree a rischio frana, in contrasto con i tavoli tecnici del 2021". "Il sospetto – incalza Ruggeri – è che l’esplosione dei costi renda l'opera economicamente insostenibile per giustificarne l’abbandono o il ritorno ai vecchi tracciati già bocciati. Non possiamo permettere che i cittadini del Maceratese vengano presi in giro".  

19/02/2026 10:28
Macerata torna alle urne: fissate le date per le elezioni comunali di maggio

Macerata torna alle urne: fissate le date per le elezioni comunali di maggio

Il panorama politico locale entra ufficialmente nel vivo con la decisione del Consiglio dei ministri sulle prossime consultazioni elettorali. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha sciolto le riserve annunciando che le elezioni per il rinnovo del sindaco e del consiglio comunale di Macerata si terranno il 24 e 25 maggio 2026. La città capoluogo è inserita nel gruppo dei 626 comuni delle regioni a statuto ordinario chiamati al voto, in una tornata che coinvolge complessivamente 15 capoluoghi di provincia in tutta Italia, tra cui la vicina Fermo. L'appuntamento di fine maggio rappresenterà un passaggio cruciale per il futuro amministrativo del territorio, richiamando i cittadini maceratesi alle urne per scegliere la guida dei prossimi cinque anni. Qualora nessuno dei candidati alla carica di primo cittadino dovesse ottenere la maggioranza assoluta al primo turno, il Viminale ha già stabilito il calendario per il successivo eventuale turno di ballottaggio, che avrà luogo il 7 e l'8 giugno. La notizia, ufficializzata nel comunicato finale del Cdm, sancisce l'inizio formale della campagna elettorale, con le forze politiche chiamate ora a definire coalizioni e programmi in maniera definitiva. Per Macerata si prospettano settimane di intenso confronto democratico, in attesa di conoscere i nomi di tutti i candidati sindaci. 

19/02/2026 10:07
Marche, svolta per la parità di genere: quote del 30% in Giunta e Consiglio, c'è il (primo) via libera

Marche, svolta per la parità di genere: quote del 30% in Giunta e Consiglio, c'è il (primo) via libera

La Regione Marche compie un passo significativo verso la parità di genere nelle istituzioni: dalla prossima legislatura, la composizione della Giunta regionale e dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio dovrà garantire almeno il 30% di rappresentanza per ciascun genere. La novità arriva da una proposta di legge di modifica dello Statuto regionale, a iniziativa dei consiglieri Marta Ruggeri (M5s, prima firmataria), Micaela Vitri e Enrico Piergallini (Pd), pensata per favorire "una più equilibrata rappresentanza di genere negli organi esecutivi e di vertice della Regione". L'Aula ha dato il primo via libera ai provvedimenti, ma sarà necessaria una seconda approvazione a maggioranza assoluta in una seduta che si terrà almeno due mesi dopo quella odierna, come previsto dalla procedura statutaria. Parallelamente, è stata approvata in prima lettura un’altra proposta di modifica dello Statuto, finalizzata a incentivare "l'impiego di un linguaggio consapevole e inclusivo nella denominazione di incarichi e funzioni politiche e amministrative". Questa normativa entrerà in vigore già a partire dalla 12ª legislatura. La proposta, con Marta Ruggeri (M5s) come prima firmataria, è stata sottoscritta anche dai consiglieri Pd Enrico Piergallini, Micaela Vitri, Antonio Mastrovincenzo, Maurizio Mangialardi, da Massimo Seri (Lista civica Ricci), Andrea Nobili (Avs) e Michele Caporossi (Marche Vive). In Aula, le relazioni sui provvedimenti sono state svolte dalle consigliere Jessica Marcozzi (FI) per la maggioranza e Marta Ruggeri (M5s) per la minoranza. Entrambi i provvedimenti hanno ottenuto il primo accoglimento, aprendo la strada a un percorso legislativo che mira a rendere le istituzioni marchigiane più rappresentative e inclusive.

18/02/2026 16:30
Provincia di Ancona, Paolorossi si ritira: “Non mi candido più, è tutta una questione di giochi di potere”

Provincia di Ancona, Paolorossi si ritira: “Non mi candido più, è tutta una questione di giochi di potere”

Colpo di scena nella corsa alla presidenza della Provincia di Ancona. Luca Paolorossi, sindaco di Filottrano, annuncia la rinuncia alla candidatura con un video pubblicato sui propri canali social, accompagnato da un messaggio diretto: «Quanti anni sono che la Provincia di Ancona è a sinistra? Praticamente da sempre. Io non chiedevo una poltrona, chiedevo il voto ai consiglieri provinciali solo per cercare di migliorare». Una presa di posizione netta, che arriva dopo giorni di tensioni interne alla coalizione di centrodestra e trattative sui tavoli regionali. Nel messaggio scritto Paolorossi prende atto del nuovo scenario: il nome che emergerebbe come candidato sarebbe quello di Thomas Cillo, espressione civica e sindaco di Monte San Vito. «Benissimo – scrive – daremo tutto il supporto a lui con la speranza che qualcosa cambi». Ma è nel video che il tono si fa ancora più duro. Paolorossi denuncia apertamente logiche di spartizione politica legate anche agli equilibri nelle altre Province marchigiane. «C’è da presentare le firme, il nome di Paolorossi ancora non viene fatto perché è tutta una questione di potere, di tavoli, perché si vota anche in provincia di Macerata, Fermo e Ascoli. Se la giocano sui tavoli». Un attacco diretto alle dinamiche interne al centrodestra, con riferimenti espliciti a Forza Italia e Udc, accusati di voler “bruciare” la sua candidatura. «Io volevo fare il presidente di Provincia per fare ciò che non ha fatto l’attuale presidente del Pd, che per sei anni ha lasciato strade e scuole allo sbando. Volevo dare una mano alla coalizione, ma siccome c’è qualcuno che mi vuole bruciare, allora vi dico che io non mi candido più. Metteteci il vostro, io la faccia non ce la metto». Nel passaggio finale, Paolorossi chiama in causa direttamente il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli: «Devo tutelare le 3.540 persone che mi hanno votato e che mi hanno permesso di portare voti ad Acquaroli. Se tu, Francesco, sei tanto bravo ma non riesci a tenere coeso il centrodestra perché tutti ti tirano per la giacca, mi dispiace per te, ti voglio bene, ma io la faccia per voi non la perdo». La conclusione è tranchant: «Non mi candido. Sono affari vostri». Una rinuncia che lascia il segno e che evidenzia tensioni ancora vive dentro la coalizione regionale.    

18/02/2026 13:34
Elezioni Macerata - Parcaroli: “Nessun ritardo, decisione sulla ricandidatura a fine mese”

Elezioni Macerata - Parcaroli: “Nessun ritardo, decisione sulla ricandidatura a fine mese”

"Nessun ritardo, decisione a fine mese”. Il sindaco di Sandro Parcaroli ha rotto il silenzio sulle numerose voci circolate nelle ultime settimane riguardo alla sua possibile ricandidatura alle prossime elezioni amministrative 2026 a Macerata. In una nota ufficiale, Parcaroli ha sottolineato che non esiste alcun ritardo o esitazione nella sua decisione, e che l’annuncio verrà reso pubblico entro la fine del mese. Il primo cittadino ha voluto chiarire che la sua scelta non è dettata da pressioni mediatiche o spinte politiche, ma nasce da un approccio di responsabilità istituzionale. “Non c’è alcuna fantomatica ‘zona Parcaroli’”, ha affermato, respingendo insinuazioni e ricordando che il suo impegno è sempre stato rivolto "esclusivamente al bene della città". Parcaroli ha spiegato di voler conciliare la decisione sulla sua eventuale ricandidatura con gli impegni amministrativi e istituzionali ancora in corso, evidenziando come la data ufficiale delle elezioni non sia stata ancora fissata e ricordando che "in passato è stata possibile organizzare una campagna elettorale in tempi brevi". Il sindaco ha poi invitato gli alleati e gli aspiranti candidati a muoversi con serenità, senza “aspettare Godot”, come ironicamente citato nella sua nota, e ha ribadito che nel frattempo "continuerà a lavorare con serietà e concretezza per la città, ponendo al primo posto le esigenze dei cittadini e il governo quotidiano dell’amministrazione comunale". La dichiarazione arriva in un momento particolarmente dinamico per la politica cittadina: il centrosinistra ha ormai ufficializzato la candidatura a sindaco di Gianluca Tittarelli, mentre Marco Sigona è stato designato dalla Officina delle Idee per Macerata a sostegno della propria lista e Giordano Ripa è stato il primo ad annunciare ufficialmente la sua discesa in campo. Nel centrodestra, invece, si attende la decisione di Parcaroli prima di definire la linea di coalizione in vista della competizione elettorale. 

18/02/2026 13:10
Macerata, Officina delle Idee si sfila dal centrosinistra e punta su Sigona: è lui il candidato sindaco

Macerata, Officina delle Idee si sfila dal centrosinistra e punta su Sigona: è lui il candidato sindaco

L’associazione civica Officina delle Idee per Macerata ha ufficializzato, nella riunione del 17 febbraio 2026, la decisione di partecipare alla prossima competizione elettorale con una propria lista a sostegno della candidatura a sindaco del dottor Marco Sigona. Una scelta che segna anche un passaggio politico rilevante: il gruppo, che in precedenza aveva preso parte al percorso dell’assemblea del centrosinistra cittadino, ha deciso di distaccarsi da quel tavolo per intraprendere un cammino autonomo. Una decisione maturata, spiegano, al termine di una riflessione interna legata alla visione programmatica e alle prospettive per la città. Officina delle Idee rivendica la coerenza del percorso avviato oltre un anno e mezzo fa, fondato su ascolto, confronto e coinvolgimento delle realtà del territorio. In questo periodo sono stati promossi incontri pubblici e tavoli tematici che hanno portato alla costruzione di un programma definito "innovativo e condiviso per il futuro di Macerata". Secondo quanto emerso dall’assemblea, la candidatura di Sigona rappresenta la sintesi del lavoro svolto: "un progetto civico, aperto, competente e orientato al futuro. Nella figura del candidato sindaco l’associazione individua le caratteristiche personali e politiche ritenute necessarie per tradurre in azioni concrete le proposte elaborate negli ultimi mesi". Con questa decisione, Officina delle Idee entra ufficialmente nella campagna elettorale con una propria identità e una proposta autonoma, aprendo un nuovo scenario nel quadro politico cittadino.

18/02/2026 11:00
Porto di Civitanova: "170mila euro dalla Regione per potenziare la videosorveglianza"

Porto di Civitanova: "170mila euro dalla Regione per potenziare la videosorveglianza"

Nuove risorse in arrivo per il porto cittadino. La Regione Marche ha autorizzato un contributo di 170.000 euro a favore del Comune di Civitanova Marche per la sistemazione e l’implementazione dell’impianto di videosorveglianza dell’area portuale. L’intervento consentirà di potenziare il sistema di controllo lungo l’intero perimetro del porto, rafforzando la sicurezza di operatori, pescatori, diportisti e cittadini. Il finanziamento si inserisce in una più ampia strategia di valorizzazione delle infrastrutture portuali promossa dalla Giunta regionale guidata dal presidente Francesco Acquaroli. A sottolineare l’importanza del provvedimento è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Pierpaolo Borroni, che parla di «un’azione concreta» a sostegno della sicurezza e della competitività del territorio. «Un porto più controllato – evidenzia – è un porto più moderno, più attrattivo e più tutelato». Si tratta del terzo stanziamento significativo negli ultimi mesi destinato allo scalo civitanovese. A gennaio erano stati assegnati oltre 424 mila euro per interventi di manutenzione straordinaria sulle infrastrutture portuali, mentre a febbraio la Regione ha impegnato 3 milioni di euro per migliorare l’accessibilità e la sicurezza del bacino portuale. «Parliamo di risorse importanti – aggiunge Borroni – che testimoniano una programmazione seria e una visione politica chiara. La sinergia istituzionale sta portando risultati tangibili, rafforzando il ruolo del porto di Civitanova Marche come motore economico e presidio di sicurezza». L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare lo sviluppo della fascia costiera marchigiana attraverso investimenti mirati, capaci di sostenere infrastrutture strategiche e valorizzare le eccellenze del territorio.  

17/02/2026 17:10
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