"Ci stiamo muovendo verso una curva discendente" dei contagi da covid e "tenuto conto che questo mese abbiamo compiuto il miracolo", vaccinando 433.789 persone, "credo che saremo in grado presto di cambiare pagina e di avere una visione diversa ". Lo ha detto l'assessore regionale alla Sanità Filippo Saltamartini, oggi a margine della seduta del Consiglio regionale.
"Essendo la curva delle persone positive in abbassamento e le cure con gli anticorpi monoclonali, per le quali siamo ai primi posti in Italia, molto efficaci perché guariscono, ritengo che alla fine di febbraio avremo un altro scenario" aggiunge l'assessore.
Sulle 53.848 persone over 50 non ancora vaccinate contro il Covid nelle Marche, per le quali da oggi scatteranno le prime sanzioni, Saltamartini ha parlato di uno "zoccolo duro: spero che le persone si possano rendere conto che non sono i cento euro di sanzione che impauriscono, ma la possibilità di contrarre il virus e di finire in terapia intensiva".
Un problema per la loro salute, "ma anche per i servizi sanitari che possiamo erogare". A fronte di un calo dell'incidenza, "in questi giorni continuano però ad aumentare le persone ricoverate non in terapia intensiva, ma in area medica - ha puntualizzato Saltamartini - ma penso che questa sia la coda finale".
Quanto al passaggio in zona arancione, lo ha definito "un tema più che altro quasi politico e giornalistico, se anche dovessimo giungere nella zona arancione, non cambierebbe granché, la differenza è nella zona rossa". Senza contare che le Regioni hanno chiesto al Governo di "superare l'attuale sistema di classificazione in base ai colori".
"Diciamo no alla didattica a distanza solo per gli studenti non vaccinati. Un’ipotesi simile sarebbe un grave danno al diritto allo studio. Non si comprende poi la ratio: anche persone vaccinate con terza dose possono contagiare". Lo ha detto l'assessore regionale all'Istruzione Giorgia Latini rispondendo ai cronisti a margine del Consiglio regionale delle Marche
"Conosco da vicino casi di bambini vaccinati da poco più di un mese che hanno trasmesso il virus ad altri coetanei - aggiunge Latini -. C'è bisogno di semplificare e soprattutto di evitare il più possibile la Dad anche per le elementari: io sono vaccinata e credo nella vaccinazione ma a mio avviso discriminare i ragazzi vaccinati e non vaccinati, sulle quarantene e sulla didattica a distanza nelle scuole, non penso sia un'azione da fare".
Nelle Marche, ha riferito l'assessore, "le scuole in Dad sono diminuite, ora al 12.13% del totale, quindi molto inferiore al 20% delle scorse settimane". Quanto al ripristino degli scritti alle Superiori per l'esame di maturità è "un segnale di ritorno alla normalità anche perché, come sappiamo, la fase dell'emergenza sta diminuendo e soprattutto abbiamo visto che anche questa settimana le scuole in dad sono diminuite".
"L'esame di maturità si fa poi in un periodo più caldo - ha rimarcato - in cui abbiamo visto che i contagi scendono anche in modo naturale. Soprattutto bisogna iniziare a vivere questa situazione con normalità, sapendo anche che soprattutto i ragazzi delle Superiori sono per oltre il 90% vaccinati almeno con la prima dose. quindi sono coperti ed è necessario tornare in presenza".
I ragazzi, però, contestano: "Lamentano un percorso didattico che non è stato sempre nella normalità, in presenza, con le prove scritte. - ha detto ancora l'assessore - Sono sicura che le commissioni, composte da commissari interni e presidente esterno, terranno in considerazione le difficoltà che hanno vissuto i nostri studenti lo scorso e questo anno".
"Ancora una volta un tribunale censura l’operato di Ciarapica sulla vicenda della mega sala slot di via Silvio Pellico". A dichiararlo è Giulio Silenzi, capogruppo del Partito Democratico di Civitanova Marche, dopo che il Tar ha definito “illegittima” la delibera di giunta 323 del 2018.
"Adesso alla Destra non resta che revocare un atto finora difeso a dispetto delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato - aggiunge Silenzi -. Per ben due volte la maggioranza di destra in Consiglio ha respinto la mia richiesta di ritirare quella delibera e lo ha fatto per facilitare l’apertura della mega sala".
Oggi la stroncatura del TAR che definisce la delibera illegittima. "Ripresenteremo le interrogazioni e le mozioni per chiedere il ritiro della delibera che riscrive i criteri introdotti dalla legge regionale del 2017, di contrasto alla ludopatia, (nello specifico l’articolo che stabilisce la distanza minima tra sale slot e luoghi sensibili) e che è stata avallata da tutta la struttura tecnica comunale, segretario generale compreso" annuncia Silenzi.
"Costoro non potranno più ignorare la stroncatura del Tar al loro operato - spiega ancora il capogruppo Dem -, espressa nella sentenza ter, che respinge il ricorso della Food Rich contro la Questura di Macerata, confermando verdetti in primo grado e in appello sui ricorsi della Goldblack, nei quali peraltro il tribunale sottolineava come gli atti di giunta si erano tradotti in misure di favore nei confronti dei privati".
"Dall’enunciato del Tar si scopre pure che l’amministrazione Ciarapica ha chiesto alla Regione un parere per avallare i criteri di misurazione della propria delibera, nella convinzione che l’allineamento politico con la giunta Acquaroli potesse piegare la legge" punge Silenzi.
"Una vicenda incredibile, condita anche dalla presa in giro al questore Pignataro che, prima di andarsene, ottenne da Ciarapica l'impegno che avrebbe approvato il nuovo Regolamento comunale per la regolamentazione delle sale slot in quanto quello vigente contrastava con tutte le nuove Leggi. Trasferito il Questore il nuovo regolamento è rimasto chiuso in un cassetto" conclude Giulio Silenzi.
Bed and breakfast delle Marche: approvata dalla Giunta regionale la ridefinizione degli standard obbligatori minimi e i requisiti per l’esercizio di B&B sul territorio regionale.
“Con questo provvedimento puntiamo alla crescita della qualità dei Bed and breakfast marchigiani – afferma il Presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, assessore al Turismo – considerando che i B&B nelle Marche sono oltre 1700 e costituiscono pertanto un segmento importante della ricettività diffusa, su tutto il territorio sia costiero che collinare e montano".
"Un importante passo avanti verso la crescita e la riqualificazione delle strutture regionali necessaria per corrispondere alla concorrenzialità della domanda turistica e per raggiungere standard di maggiore qualità rivolta alle tante migliaia di turisti che scelgono questo tipo di strutture per scoprire le Marche” aggiunge Acquaroli.
Sarà possibile esercitare l’attività di B&B, oltre che in modo occasionale come integrazione del reddito familiare, anche in forma imprenditoriale e continuativa, favorendo una progressiva crescita professionale del sistema di ricettività marchigiano. In questo caso è stato previsto dalla norma la possibilità di aumentare la capacità ricettiva del B&B fino a 6 camere e dodici posti letto.
Con questo provvedimento inoltre si aggiornano gli standard di qualità dei B&B delle Marche, tra cui le metrature delle camere, la fornitura di biancheria per ciascun ospite almeno una volta a settimana, pulizia delle camere almeno due volte a settimana e pulizia giornaliera dei bagni e riassetto delle camere.
È stato anche disposto che i titolari dei B&B siano tenuti alla frequenza di un corso concernente la disciplina igienico sanitaria in materia di somministrazione di alimenti e bevande nel rispetto della pertinente normativa statale ed europea. Il corso in materia di igiene e sicurezza alimentare prevede una frequenza di 10 ore con rilascio di attestato di partecipazione finale obbligatorio per esercitare l’attività di B&B.
Per gli attuali titolari di B&B ci sono 18 mesi di tempo per conseguire l’attestato. L’aggiornamento dei requisiti tecnici, strutturali e funzionali minimi per lo svolgimento delle attività di Bed & Breakfast, comprese le modalità relative agli aspetti igienico sanitari per la preparazione, conservazione e somministrazione degli alimenti e delle bevande sono riportati nei rispettivi allegati riportati nella delibera approvata ieri dalla Giunta regionale.
“La memoria è tenere acceso un faro sui valori imprescindibili della democrazia, della pace, della libertà, dell’uguaglianza, del rispetto, della giustizia, della fratellanza: pietre miliari della nostra società”. Lo ha affermato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, nel suo intervento in Aula, in occasione della Giornata della Memoria 2022.
Il presidente ha ringraziato le autorità e i ragazzi delle scuole marchigiane che hanno portato il proprio contributo alla ricorrenza celebrata dal Consiglio regionale, in apertura della seduta odierna.
La memoria, ha ammonito Acquaroli, “è, prima di tutto, un dovere in capo a ognuno, per non lasciare cadere nella dimenticanza i tragici e inaccettabili crimini accaduti contro l’umanità, e che non vogliamo si ripetano mai più. La memoria è garante della nostra identità, perché si fonda sulla consapevolezza critica del passato. E il suo esercizio rappresenta la volontà di conservarla, per costruire un presente e porre basi solide per un futuro, che non debbano mai più conoscere drammi e orrori come la Shoah e tutti i crimini perpetrati contro il genere umano”.
La Memoria, ha aggiunto il presidente, “deve rappresentare un valore universale e imprescindibile, da trasmettere alle nuove generazioni che ne saranno custodi e promotrici”, e quella che ricorre in questa giornata è “una riflessione che vale per ogni giorno”.
Il dramma della Shoah, rappresenta il “momento buio e ferita inguaribile della nostra storia. Simbolo di tutti i crimini, gli orrori, le sofferenze, le tragedie che hanno calpestato la dignità del genere umano nel corso dei secoli. Una pagina indelebile che ancora, troppo spesso, anche al giorno d’oggi, rischia lo spettro del negazionismo. Per questo motivo è nostro dovere tenere sempre sveglia la coscienza e trasmettere alle giovani generazioni il seme della libertà e del rispetto”.
La Giornata della Memoria, ha concluso il presidente Acquaroli, “è patrimonio di tutti e deve provenire da ciascuno di noi la ferma condanna, chiara e inequivocabile, verso ogni crimine compiuto contro l’umanità e verso chi se ne è reso colpevole, ieri come oggi. Nessuna condizione umana, nessun motivo ideologico, politico, religioso può essere mai più ragione di persecuzione e di violenza nei confronti di nessuna persona”.
"Il 2021 è l'anno in cui è risultato in maggior ascesa il numero di casi di antisemitismo ed è per questo che è necessario esercitare un'azione quotidiana contro il fenomeno". Così il Presidente del Consiglio regionale, Dino Latini.
Dopo l'intervento di Manuela Russi, presidente della Comunità ebraica di Ancona, le celebrazioni in Aula sono proseguite con il Recital "Dizionario della memoria", voce di Isabella Carloni e Christian Riganelli alla fisarmonica, e la presentazione degli elaborati delle scuole marchigiane selezionate nell'ambito del concorso del Ministero dell'Istruzione "I giovani ricordano la Shoah".
Tra gli interventi quelli del Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, Marco Ugo Filisetti, di Alessandro Bono (Anci Marche), di Ruggero Cinti (coordinamento Anpi Marche), di Luca Andreoni (Istituto storia Marche), di Silvana Giaccaglia (Presidente regionale Associazione nazionale mutilati e invalidi di guerra) e di Clara Ferranti (Rete universitaria per il Giorno della Memoria).
"L'attivazione del reparto Covid davvero la vogliamo fare passare come un vanto? È l'ennesimo specchietto per le allodole, che preannuncia il peggiore scenario possibile, perché va a mettere a rischio i (pochi) percorsi attivi e fondamentali per la sanità del nostro territorio". A dirlo sono Francesco Borioni e Alessandra Aronne, consiglieri comunali di 'San Severino Futura' nel commentare il trasferimento di pazienti Covid al terzo piano dell'ospedale Bartolomeo Eustachio.
"Alle reali esigenze della comunità avevamo pensato solo noi - dichiarano i due consiglieri di minoranza - che, già ai primi di novembre, avevamo sollevato il problema della sostituzione della dottoressa Ferretti e, in generale, della conseguente precarietà del reparto oncologia e Hospice. Questione per la quale adesso guarda caso si muove una petizione".
"Dietro alle solite stucchevoli e roboanti promesse c'è ancora una volta l'inconsistenza dell'azione politica dell'attuale maggioranza. La conferma della mancanza di una vera visione futura su quelli che dovrebbero essere i tre cardini della sanità locale: gli acuti, i lungodegenti e la medicina del territorio" ribadiscono Aronne e Borioni.
"Più che prendersi i meriti di una scelta tecnica (quella appunto di aprire il punto Covid a San Severino) - proseguono i consiglieri - bisogna ascoltare le preoccupazioni degli addetti al settore ed intentare percorsi che salvaguardino la medicina, la geriatria (che è a rischio anche se nessuno ne parla), il day hospital oncologico, l'hospice, la lungodegenza, e proteggere e potenziare tutti i servizi ambulatoriali".
"La nostra maggioranza, invece che lusingarsi, dovrebbe alzare la voce, far valere le nostre necessità e non farci fare da ruota di scorta per non intaccare qualche equilibrio fondato su pacchetti elettorali, a favore non certo nostro. La sanità non è merce di scambio. Chi non si rende conto di questo, che si dimetta" concludono Francesco Borioni e Alessandra Aronne.
Non si sono fatte attendere le prime reazioni dei maceratesi per la riconferma di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica per altri sette anni. Molti i "no comment" ricevuti, ulteriore dimostrazione della disaffezione nei confronti delle attuali forze politiche, incapaci di trovare valide alternative per il Quirinale.
“Sicuramente Mattarella è il meno peggio – hanno dichiarato alcuni cittadini – ma è vergognoso che i partiti alla fine si siano rifugiati dietro questa scelta”. C’è chi avrebbe preferito una figura femminile alla poltrona del Quirinale, e chi pensa che non esista nessuno in grado di ricoprire il ruolo di Capo dello Stato.
C’è stato persino chi si è detto molto sfiduciato, definendo questo Mattarella bis come "un vero e proprio fallimento della politica italiana". “Non ho seguito direttamente le elezioni – ha commentato un altro ragazzo – ma in generale non credo nella politica. Per me le cose alla fine non cambieranno molto”.
Di seguito, la video-testimonianza di alcuni maceratesi:
TREIA - “L’aumento delle tariffe della Casa di riposo di 100 euro al mese rispetto allo scorso anno, di cui parla la minoranza col solo intento ancora una volta di screditare ogni azione e con toni esasperati, è dovuto al fatto che da 20 anni a Treia non si aumentano le rette della casa di riposo e, comunque, queste nostre sono più basse rispetto a quelle dell’intera provincia di Macerata”. È quanto dichiara il sindaco di Treia, Franco Capponi, riguardo l’aumento delle tariffe della Casa di riposo comunale, che aveva sollevato critiche da parte dall’opposizione (leggi qui).
“Nella nostra struttura ci sono due posti letto totalmente a carico dell’Amministrazione. Invito il consigliere Mozzoni – prosegue il sindaco Capponi - a rivolgersi ai suoi colleghi di partito che governano la Regione Marche, in quanto la nostra regione è l’ultima in Italia nella compartecipazione (per la parte sanitaria) nel sostenere i costi delle residenze protette con cifre largamente al di sotto della media nazionale, ovvero 33,51 euro al giorno a fronte degli oltre 50 delle altre regioni.
Fatta presente questa problematica, non da poco e dal vero risvolto politico, sono gli stessi amministratori regionali ad averci invitato ad aumentare le tariffe, invece che invertire il loro impegno in senso positivo per poter abbattere gli oneri a carico delle famiglie e venire incontro alle aumentate criticità, anche a seguito dell’epidemia da Covid -19 che ha comportato la riduzione del numero di ospiti e costi aggiuntivi per tutte le operazione di screening settimanale, sanificazione dei locali, camici, vestiario usa e getta e altri mezzi di protezione per il personale OSS e infermieristico. Quindi, piuttosto che attaccare l’amministrazione solo per polemizzare, sarebbe stato più utile apprezzare lo sforzo fatto da tutto il personale e dall’amministrazione per gestire il tutto con le grandi difficoltà incontrate”.
“Invito il consigliere Mozzoni a sostenere le nostre istanze piuttosto che fare polemica sterile e sottolineo che abbiamo anche presentato con dettagliate relazione all’Ambito Sociale la richiesta di sollecitare la Regione a rivedere la sua quota di partecipazione e sostenere l’abnorme aumento dei costi di gestione delle residenze protette, nonchè ad aumentarne il numero di accrediti (data l’enorme pressione di persone non autosufficienti che domandano di poter entrare in una struttura residenziale), ma dal Presidente dell’ATS Parcaroli che si era impegnato a sentire la Regione, non sono giunte sinora risposte positive in merito”.
Quanto all’aumento delle tariffe delle mense, il sindaco Franco Capponi precisa: “Avviene oggi, per la prima volta dopo circa 10 anni in cui il Comune ha sempre corrisposto gli aumenti ISTAT senza gravare sulle famiglie ed è conseguenza della nuova gara di affidamento del servizio fatta a fine anno. Il modesto ritocco delle tariffe dei pasti delle scuole, si parla di 0,35 centesimi a pasto per la scuola d’infanzia; di 0,30 centesimi a pasto per la scuola primaria e secondaria di I grado, rappresenta solo una minima parte degli aumenti in quanto il rincaro medio di 0,80 centesimi è sostenuto per gran parte dal bilancio del Comune e quindi non è stato tutto scaricato sulle famiglie.
Altro merito dell’aumento riguarda anche la qualità del servizio che, in accordo con le Istituzioni scolastiche, punta sempre più in alto in termini di qualità con l’aumento delle percentuali di prodotti a kmZero e biologici, in alcuni casi anche al 100% certificati. Questa scelta comporta un impegno per le famiglie, ma anche per il bilancio del comune di Treia che deve sempre più fare i conti con la riduzione dei trasferimenti. Essere riusciti a mantenere la qualità del servizio per noi era l’obiettivo primario.
Inoltre – conclude il sindaco Capponi - vorrei rassicurare che il progetto “Dopo di noi” che prevede la realizzazione a Santa Maria in Selva di una serie di alloggi per ragazzi disabili che hanno bisogno di assistenza domiciliare e residenziale non solo va avanti, ma questo è possibile solo grazie all’azione dell’Amministrazione comunale.
Anzi, approfitto per comunicare al consigliere comunale Mozzoni che il giorno 26 gennaio 2022 il Gal Sibilla ci ha comunicato il finanziamento di 250 mila euro, a fronte del costo complessivo del progetto di 279.055,50 mila euro per il primo stralcio di lavori. I servizi pensati con l’acquisto del Monastero non andranno a sostituire, bensì ad aggiungere ulteriori attenzioni per la cittadinanza”.
“I civitanovesi non rimarranno di certo stupiti nel leggere l’ennesimo 'noi di un candidato di sinistra volto a far naufragare progetti strategici per lo sviluppo di Civitanova, specialmente se di fondamentale importanza come quelli legati allo sblocco della viabilità”. È quanto dichiara il sindaco Fabrizio Ciarapica nel replicare alle dichiarazioni di Mirella Paglialunga, candidata sindaco del centro-sinistra, sui parcheggi nell’area ex Anconetani.
“Siamo abituati ad una sinistra che lavora unita solo quando c’è da essere contro e che quando è al potere si dà come priorità quella di cancellare le opere impostate e finanziate da chi l’ha preceduta - aggiunge Ciarapica -. Cosa ci consiglia la Paglialunga? Di non fare nulla, perché le elezioni sono prossime e ogni deliberazione ha il sapore di propaganda elettorale”.
“Voglio dire solo una cosa ai Civitanovesi: la mia Giunta non seguirà la strada indicata da una sinistra con tante idee astratte - afferma il sindaco -, ma poco senso pratico e i cui esponenti, ogni giorno che passa, dimostrano sempre più di essere avulsi dalla realtà. Continueremo a lavorare fino all’ultimo giorno utile per garantire il massimo impegno nel chiudere progetti importantissimi per la città e in questi pochi mesi che ci separano dalle urne non incroceremo di certo le braccia come usa fare la sinistra per pensare a programmazioni che poi si perdono nel nulla di fatto”.
“Criticare provvedimenti che ci chiedono tutti, come la realizzazione di nuovi parcheggi che vanno a servizio del commercio del centro, dei balneari e degli stessi residenti, tanto più in un momento drammatico come quello che stiamo vivendo, è quanto di più assurdo si possa ascoltare” ribadisce Ciarapica "Lasciamo pure che la sinistra e il Pd, dietro cui ci sono sempre le stesse persone che hanno già amministrato la città portandola allo stallo, raccolgano ancora una volta firme per bloccare le opere che noi riteniamo urgenti e che la città aspetta da anni".
"Noi intanto proseguiremo a riqualificare un’altra area a ridosso del centro e della spiaggia - conclude Ciarapica -. La progettazione di una superficie asfaltata e di una nuova condotta fognaria miglioreranno la zona sul piano della sicurezza e del decoro urbano, e il nuovo parcheggio pubblico consentirà di dare una prima risposta ad un problema reale e molto sentito dalla cittadinanza, quale quello della carenza di parcheggi. Ci attendiamo ricadute positive sul piano del traffico urbano rispondendo ai bisogni della comunità per finalità di pubblico interesse".
“Non posso che prendere atto, con profondo rammarico, delle dimissioni presentate dai consiglieri Marco Fanelli, Giovanna Sartori e Riccardo Pennesi insieme a quelle dei consiglieri di minoranza Pasqui, Lucarelli, Nalli e Falcioni, formalizzate nel cuore della notte, nelle stanze di uno studio commerciale, per impedire a un’amministrazione comunale, democraticamente eletta e fortemente desiderata dalla stragrande maggioranza dei cittadini, di continuare nel suo percorso di ricostruzione della città”.
È quanto afferma il sindaco di Camerino Sandro Sborgia all’indomani del clamoroso ammutinamento di parte della sua maggioranza. “L’epilogo di un patto scellerato - spiega -, probabilmente sottoscritto alcuni mesi prima con la formazione del gruppo ‘Per Camerino’, forse originato da una sempre più marcata insofferenza alla convivenza con un nucleo di persone che avevano deciso di porsi al servizio della comunità senza secondi fini o interessi personali da promuovere, animati solo dalla volontà di far bene”.
“In questi due anni e mezzo di mandato amministrativo, ci siamo adoperati per assicurare un’azione amministrativa in grado di fronteggiare e risolvere i grandi problemi lasciati sul tappeto dalla passata gestione, insieme a tutti quelli che si sono in seguito presentati” aggiunge Sborgia “Un lavoro duro e silenzioso, condotto quotidianamente e senza risparmio con l’esclusivo intento di onorare gli impegni presi con la collettività, incuranti di quel pezzo di squadra totalmente impegnata alla cura della propria immagine, alla continua ricerca di consenso, ossessionata dalle manie di protagonismo”.
Sborgia considera “chiaramente inconsistenti le motivazioni addotte a giustificazione dell’atto compiuto”. Bensì, sottolinea, “confermano l’esistenza di altre e diverse nascoste ragioni, per le quali evidentemente non si poteva consentire a quest’amministrazione di proseguire oltre. Una brutta pagina non solo politica ma anche umana”.
“La piena consapevolezza della reale dimensione delle questioni da affrontare in favore dei bisogni e delle necessità della popolazione, avrebbe dovuto indurre i dimissionari ad una più attenta e meditata riflessione sulle gravi conseguenze che tale scelta inevitabilmente produrrà. Innumerevoli erano i modi e le possibilità per contrastare l’operato dell’Amministrazione. Si è optato per quello peggiore” ribadisce il primo cittadino.
Sborgia ricorda, inoltre, la “posizione ferma e decisa” assunta “a difesa dei presidi fondamentali” come l’ospedale e “la necessità di scongiurare la possibile collocazione di una discarica di rifiuti nel nostro territorio”. “E’ stato per me un onore e un privilegio avere avuto al mio fianco persone di enorme spessore umano e morale - prosegue - dalle quali ho tratto preziosi insegnamenti di vita che porterò per sempre con me: la dottoressa Anna Ortenzi, la dottoressa Lucia Jajani, l’ingegnere Luca Marassi, la dottoressa Maria Giulia Ortolani e il dottor Stefano Sfascia che più di tutti ha pagato il prezzo di una scelta fatta in nome dell’amicizia e dell’amore incondizionato per la nostra città”.
“Non dimentico le tante persone che hanno collaborato a titolo gratuito e senza le quali non avremmo conseguito i risultati sperati. Tra essi una menzione particolare merita l’architetto. Michele Tromboni il cui contributo è stato determinante per la redazione del Programma Straordinario di Ricostruzione” aggiunge il sindaco.
Ringraziamenti vengono espressi anche al segretario generale Paolo Cristiano (“per la sua spiccata competenza e professionalità”), al personale dipendente del comune di Camerino (“in questi due anni e mezzo ha affiancato l’Amministrazione con abnegazione e spirito di servizio”), al rettore Unicam Claudio Pettinari e all’Arcivescovo Francesco Massara (“per l’affetto, il sostegno e la grande vicinanza che non mi hanno mai fatto mancare. Mi consola saperli presenti alla guida delle più importanti Istituzioni della Città, a garanzia e sicurezza di tutta la popolazione”), al commissario Legnini (“per l’impegno continuo, instancabile che profonde in favore di tutte le popolazioni colpite dal sisma e per la grande disponibilità che ha sempre offerto alla nostra città”), ai sindaci del territorio (“ho condiviso questo entusiasmante percorso amministrativo, consapevole del ruolo e delle grandi responsabilità che onorano con impegno e sacrificio”).
"Al Commissario Prefettizio che sarà chiamato ad assumere la responsabilità di guidare la città, rivolgo gli auguri più sinceri di buon lavoro, sicuro che le difficili scelte che sarà chiamato a compiere nei prossimi mesi, saranno adottate per il bene e nell’interesse esclusivo della collettività. Alla cittadinanza rivolgo il mio grazie più sentito per l’onore e il privilegio che mi sono stati riservati, certo che saprà anche in questo difficile momento, trovare la strada per rialzare la testa e uscire ancor più rafforzata da questa difficile situazione” conclude Sandro Sborgia.
“Comprendo il rozzo tentativo del giovane padano Augusto Marchetti, ma questa volta tenere a galla Matteo Salvini dopo la sonora sconfitta rimediata in Parlamento durante l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica sarebbe un’impresa disperata perfino per il loro Alberto da Giussano. Così il capogruppo regionale del Partito Democratico, Maurizio Mangialardi, replica al commissario regionale della Lega Augusto Marchetti (qui le sue dichiarazioni), spiegando le difficoltà incontrate dal Parlamento per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.
“Le fantasiose ricostruzioni di Marchetti – continua Mangialardi in una nota - appaiono per quel che sono: una toppa peggiore del buco, incapace di coprire il disastro politico e istituzionale del suo leader, che in una sola settimana è riuscito a demolire il centrodestra, bruciare candidature del suo stesso schieramento e umiliare la seconda carica dello Stato. Tutto ciò per poi convergere sulla figura di Sergio Matterella, assecondando in tal modo, seppur tardivamente, il percorso che fin dall’inizio il Partito Democratico aveva indicato con il segretario Enrico Letta”.
“Un percorso che partendo dal dato più evidente, ovvero l’assenza di una maggioranza politica in Parlamento, intendeva giungere responsabilmente all’individuazione di un nome di alto profilo istituzionale, condiviso e in grado di esprimere un forte senso di unità del Paese per uscire nel miglior modo possibile dalla delicatissima fase che stiamo vivendo. Insomma, Marchetti dovrebbe farsene una ragione: dimostrando poca saggezza e tanta arroganza, Salvini si è emarginato da solo, sia in Parlamento che nel centrodestra. Altro che leader responsabile e coraggioso”.
“Il Partito Democratico – sottolinea Mangialardi – non ha opposto dei “no” ideologici, ma ha solamente respinto l’assurda pretesa di Salvini e Meloni di eleggere un Capo dello Stato di parte senza averne i numeri. Ed è per questo identico motivo che noi stessi abbiamo rinunciato ad avanzare nostre candidature, la cui scontata bocciatura in aula avrebbe rappresentato un grave sgarbo nei confronti delle personalità prescelte. Un rispetto che cinicamente né Salvini né la Meloni hanno dimostrato per Paolo Maddalena, Sabino Cassese, Marcello Pera, Carlo Nordio, Letizia Moratti ed Elisabetta Casellati. Il confronto e la condivisione erano l’unica strada percorribile per individuare subito un Presidente della Repubblica autorevole e prestigioso, quale Mattarella in effetti è, e per evitare all’Italia quel salto nel buio che inevitabilmente si sarebbe materializzato con la caduta del governo Draghi, qualora si fosse consumato lo strappo istituzionale a lungo perseguito dalla Lega e da Fratelli d’Italia”.
“Per noi – conclude il capogruppo dem – la rielezione di Sergio Mattarella è motivo di grande soddisfazione. Certo, restano le difficoltà dell’attuale scenario politico, frutto amaro di una legge elettorale oggettivamente sbagliata e incapace di garantire maggioranze stabili e definite. È un tema chiaro a tutti i partiti e che auspico sia affrontato prima delle prossime elezioni politiche con un’apposita riforma. Allo stesso tempo, però, sono altrettanto convinto che vadano respinte con decisione le pulsioni populiste che oggi tornano a riemergere nell’estrema destra, dove si inizia a ventilare un mutamento in senso presidenziale della nostra Repubblica. Abbiamo necessità di riformare la politica non di cedere il passo agli istinti anti costituzionali”.
La Regione Marche riorganizza il sistema ospedaliero dei posti letto dedicati al Covid per affrontare l’attuale fase di plateau endemico (appiattimento della curva epidemica, ndr) e garantire allo stesso tempo le altre attività sanitarie.
La delibera è stata approvata oggi dalla giunta su proposta dell’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini. “Partendo dall'analisi epidemiologica della recrudescenza della trasmissione del Sars-Cov-2 e dalle modifiche apportate dall’art. 2 del DL 34/2020 alla rete ospedaliera regionale – spiega Saltamartini -, si rende necessario rivedere la pianificazione delle attivazioni dei posti letto per la gestione del massiccio afflusso di pazienti in pronto soccorso, conseguenti all’evento pandemico, rispetto a quanto disposto dal precedente Piano Pandemico Regionale".
"Diventa fondamentale garantire tutte le attività sanitarie, non solo quelle rivolte a pazienti con bisogni assistenziali correlati alla pandemia - aggiunge Saltamartini -. A supporto delle scelte organizzative, si è tenuto conto anche della necessità di mantenere attive le reti tempo dipendenti, di garantire le attività chirurgiche in ambito oncologico e della necessità di preservare alcuni posti letto con caratteristiche di isolamento per patologie altamente diffusive per via aerea (es. TBC)”.
In base al nuovo provvedimento e alle indicazioni ministeriali il tetto massimo dei posti letto nelle Marche dedicati al Covid viene fissato a 354 in area medica, a 79 in terapia intensiva e a 258 in area post critica e 42 in Residenza Dorica. "L’analisi previsionale sull’andamento nella Regione Marche, rileva una stima sul raggiungimento del picco epidemico nell’ultima settimana di gennaio, con una successiva fase di plateau epidemico" evidenzia l'assessore.
L’incidenza stimata in fase di plateau (calcolata secondo quanto previsto dalla nuova circolare regionale: caso positivo riconosciuto con percorso molecolare o antigenico) è pari a 25 mila casi/settimana, con una media di circa 4000 casi positivi al giorno. Analizzando l’andamento del tasso di incidenza specifico per classe di età, si rileva nelle classi di età da 6 anni a 59 anni, un tasso sopra 800 positivi su 100.000 abitanti, con un delta nella comparazione con le altre classi di età maggiore di 300 casi su 100.00 abitanti.
Tassi di incidenza importanti in questa fase si osservano nelle classi di età 11-13 anni, 14-18 anni, 25-44 anni e in modo più rilevante nella classe di età 19-24 anni. Tassi di incidenza più leggeri si registrano nei soggetti maggiori di 70 anni.
"A quanto pare le trattative che hanno condotto alla ri-elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica hanno fatto affiorare negli esponenti del Pd marchigiano velleità di statisti che confermano la loro totale incapacità di analisi del contesto politico". A dirlo è il Commissario della Lega Marche, Riccardo Augusto Marchetti nel commentare le reazioni alla ri-elezione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"Attaccare la Lega e Matteo Salvini è diventato lo sport prediletto dai dilettanti della politica che, nel vano tentativo di intestarsi meriti che non hanno, cercano di screditare chi lavora con concretezza, assumendosi anche la responsabilità di scelte talvolta sconvenienti - aggiunge Marchetti -, ma necessarie per salvaguardare equilibri fin troppo labili dai quali dipende la tenuta del Paese".
"Sin dall’inizio delle trattative per il Colle, Matteo Salvini, consapevole che al primo partito della più ampia coalizione del Parlamento spettasse l’onere di decisioni importanti, si è assunto la responsabilità di proporre nomi validi per ricoprire la più alta carica dello Stato - prosegue il Commissario leghista - ma l’irresponsabilità della sinistra si è sempre tradotta in ‘no’ ideologici e pregiudiziali che hanno tenuto il Paese in stallo per sei giorni".
"Nei giorni in cui la Lega è stata impegnata nell’assidua ricerca di un nuovo Presidente, il Pd si è limitato a trincerarsi dietro un vergognoso infantilismo, bocciando ogni proposta per puro capriccio, e mettendo addirittura veti su nomi che Letta stesso aveva in precedenza dichiarato idonei. In un momento storico complesso, nel quale milioni di italiani non riescono ad arrivare a fine mese, il Parlamento non poteva continuare ad essere ostaggio delle bizze di una sinistra irresponsabile e meschina" spiega ancora Marchetti.
"Per evitare altri giorni di trattative che l’egoismo della sinistra avrebbe continuato a vanificare, si è deciso di chiedere a Mattarella l’ulteriore sforzo di succedere a sé stesso, ipotesi dapprima esclusa in considerazione della volontà stessa del Presidente di non restare al Quirinale per il settennato successivo. Se la corsa verso il Colle è terminata, resta quella, ben più lunga, per il futuro del Paese, e per portarla a termine servono costanza e perseveranza, non scatti da centometristi che consumano tutto il fiato prima ancora di riuscire a tagliare il traguardo. La Lega c’è - conclude Marchetti - li aspettiamo all’arrivo”.
"La rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale rappresenta il bisogno di stabilità e certezze di cui ha bisogno l'Italia in questo momento". Mirella Emiliozzi, deputata maceratese del Movimento Cinque Stelle, legge così la svolta sabatina che ha messo fine “a una serie di tentativi, più o meno grossolani, di sparigliare il quadro politico”.
“Cambiare in corsa per l’Italia avrebbe comportato con grande probabilità un effetto domino. Quel che conta, adesso, è rimettersi subito a lavorare e usare questo scampolo di legislatura per cogliere la più grande occasione di rilancio che abbiamo avuto negli ultimi 40 anni, ma anche per completare il percorso di riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari", afferma la Emiliozzi.
L'obiettivo, adesso, è quello di "scrivere e approvare una nuova legge elettorale che garantisca finalmente governabilità e stabilità politica al Paese”. “Draghi a palazzo Chigi e il bis di Mattarella al Quirinale, infatti, sono una coincidenza eccezionale legata a un momento eccezionale e a un contesto eccezionale. Nulla se non una pandemia mondiale, infatti, avrebbe dato vita all’attuale maggioranza, che resterà, io penso, un unicum nella storia repubblicana", ha concluso la depuata maceratese.
“La problematica dei parcheggi ha certamente una rilevanza significativa per la nostra città, la sua conformazione viaria e la qualità della vita individuale e collettiva. Ma proprio per tali motivazioni le scelte politiche debbono essere iscritte entro un orizzonte più ampio di programmazione dell’assetto del territorio e dell’ambiente oltre che della salvaguardia della mobilità dei cittadini e dell’uso appropriato delle risorse demaniali”.
È quanto dichiara Mirella Paglialunga, candidata sindaco di Civitanova Marche per la coalizione di centro sinistra a proposito delle delibere di urgenza per la realizzazione dei parcheggi in zona porto, sua area demaniale.
"La fretta con la quale vuole procedere l’attuale amministrazione comunale guidata dal sindaco Ciarapica è lontanissima da tale sensibilità e dall’impegno etico di programmazione territoriale ed ambientale - evidenzia Paglialunga -. Si rivela per ciò che è realmente: un triste e negativo esempio di propaganda elettorale contingente".
"Per queste ragioni invito l’opposizione presente in Consiglio Comunale a respingere e contrastare le delibere di urgenza secondo tutte le modalità disponibili, politiche e amministrative. Il mio impegno, come possibile futuro sindaco di Civitanova Marche è quello di assicurare corretta e giusta programmazione di politica amministrativa per identificare soluzioni a problemi come quelli in questione, nel quadro di un orizzonte di assetto urbano, economico, sociale ed ambientali che sia da garanzia del futuro e del bene comune della città" conclude Mirella Paglialunga.
"Finisce con questa ottava votazione la mia esperienza da grande elettore. Auguri al Presidente della Repubblica per l'impegno che profonderà al servizio della più alta Istituzione. Viva l'Italia". Così si è espresso il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, di Fratelli d'Italia, grande elettore regionale. Un messaggio molto istituzionale per commentare la rielezione di Sergio Mattarella.
I due governatori di Fratelli d'Italia, Acquaroli appunto e l'abruzzese Marsilio, hanno ricevuto ieri un invito dalla presidenza della Conferenza delle Regioni per un colloquio con lo stesso Mattarella e hanno deciso, per rispetto istituzionale, di prendervi parte.
Il presidente Fedriga ha rappresentato al capo dello Stato che una minoranza delle Regioni non era favorevole a una sua rielezione. Posizione ribadita dagli stessi governatori al presidente Mattarella nel corso di un loro breve colloquio. Due giorni fa Acquaroli aveva postato un'altra sua foto alla sesta votazione: "Spero davvero che questa sia l'ultima volta che il Presidente della Repubblica viene eletto così" aveva scritto.
"Il Parlamento ha espresso la scelta più ragionevole vista l'impossibilità di arrivare a una soluzione condivisa o, anche se meno condivisa, convincente. La destra ha solo propagandato e sbandierato nomi, senza reale confronto. Nomi, in ogni caso, non all'altezza di Sergio Mattarella. Negli ultimi anni, dopo la fine dei grandi partiti, tutti i Presidenti della Repubblica sono stati o espressione diretta della sinistra o con sensibilità riformista, da Ciampi a Napolitano. Evidentemente la destra non esprime figure di questo profilo".
Così, invece, l'onorevole Mario Morgoni, senatore maceratese del Partito Democratico, commenta l'accordo raggiunto sul secondo mandato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
"La politica, in ogni caso, esce male da questa elezione - aggiunge Morgoni -. È evidente che ci sia un problema serio in tutti gli schieramenti. Con queste dimostrazioni di comportamenti di basso profilo e di tatticismi non si va avanti, la politica deve riscattarsi. Ma dico ai cittadini che c'è bisogno anche di loro. Devono tornare ad interessarsi della politica, scegliendo le persone più competenti e oneste. Il populismo ha ridotto il cittadino a spettatore, adesso c'è bisogno che torni ad essere protagonista".
"Dopo una settimana si è trovata una situazione di equilibrio in un momento difficile per l'Italia, in cui bisogna sostenere la ripartenza del Paese da un punto di vista industriale. Comprendo poco chi sta gridando allo scandalo solo per recuperare qualche voto e chi sta stappando lo spumante come se fosse il più grande successo del secolo". Questo il punto di vista del deputato leghista Tullio Patassini.
Sull'operato di Salvini, Patassini sottolinea: "È evidente come si sia speso più di chiunque altro per trovare una soluzione. Il Parlamento è ancora espressione del voto nel 2018, con una forte presenza di parlamentari grillini ed ex grillini, esponenti del Partito Democratico e colleghi di Forza Italia. Non rispecchia l'attuale schema nazionale. Oggi è fondamentale ripartire subito, senza alcun indugio. L'Italia ha bisogno di affrontare sfide impellenti, con la questione energia che rischia di bloccare la ripresa in corso sia per quanto riguarda le imprese che per quanto riguarda le famiglie, che non riescono - in qualche caso - a pagare le bollette".
“La rielezione di Sergio Mattarella al Quirinale rappresenta in modo plastico l’estrema necessità di equilibrio che ha il nostro Paese: il bisogno di stabilità e certezze dell’Italia ha trovato sostanza nella squadra che ci ha guidato attraverso una crisi pandemica, economica e sociale senza precedenti e, che piaccia o non piaccia, ora questi giocatori non sono sostituibili”. Mirella Emiliozzi, deputata maceratese M5S, legge così la svolta di oggi, che ha messo fine “a una serie di tentativi, più o meno grossolani, di sparigliare il quadro politico” e che ha portato alla rielezione di Sergio Mattarella come Presidente della Repubblica.
“Cambiare in corsa, per l’Italia, avrebbe comportato con grande probabilità un effetto domino e il rischio concreto di perdere inoltre ciò che ha conquistato, ovvero i fondi europei del PNRR. Quel che conta - sostiene Emiliozzi - è rimettersi subito a lavorare e usare quest’ultimo scampolo di legislatura per cogliere la più grande occasione di rilancio che abbiamo avuto negli ultimi 40 anni, ma anche per completare il percorso di riforma costituzionale che ha ridotto il numero dei parlamentari, ovvero scrivere e approvare una nuova legge elettorale che garantisca finalmente governabilità e stabilità politica al Paese”.
“Draghi a palazzo Chigi e il bis di Mattarella al Quirinale, infatti, sono una coincidenza eccezionale legata a un momento eccezionale e a un contesto eccezionale. Nulla se non una pandemia mondiale, infatti, avrebbe dato vita all’attuale maggioranza, che resterà, io penso, un unicum nella storia repubblicana. L’unica cosa che ci resta da fare, come parlamentari e come cittadini, è adesso quella di scrivere regole nuove per l’Italia che verrà. Poi - conclude Emiliozzi - saranno i cittadini, con le prossime elezioni politiche, a dire che cosa succederà nel prossimo decennio, quando inizierà definitivamente la Terza Repubblica”.
"Altro che 'Cittadella dell’anziano', il 2022 è l’anno dei rincari per la casa di riposo di Treia. Nonostante la crescita delle bollette di luce e gas, con l’emergenza pandemica ancora in corso, l’Amministrazione Capponi non si è fatta scrupolo di aumentarne pesantemente la tariffa". A segnalarlo è il gruppo d’opposizione Prima Treia.
"Per la casa di riposo si passa dai 1.000 euro al mese dello scorso anno ai 1.100 mensili odierni per gli ospiti autosufficienti (+100 euro al mese) - affermano i consiglieri Sampaolo, Mozzoni e Gagliardini -, e dai 1.100 del 2021 a 1.250 euro al mese per le persone non autosufficienti (+150 euro al mese)".
"Modificate al rialzo anche le quote delle mense scolastiche - continua il gruppo d’opposizione -, per la scuola delle infanzia si passa da 3,45 euro a 3,80 euro a pasto; mentre per quella primaria da 3,70 euro a 4,00 euro, lo stesso rincaro previsto anche per la scuola secondaria di I grado".
Prima Treia invita quindi l’Amministrazione comunale a ripensarci e a intervenire con correttivi: "Non si possono da un lato fare proclami strumentali sulla “Cittadella dell’anziano” e poi dall’altro aumentare le tariffe a discapito delle fasce più fragili della popolazione, soprattutto in un momento di sofferenza economica e non solo delle famiglie - viene ribadito -, questi rincari sono inaccettabili e auspichiamo che le commissioni consiliari deputate a farlo vengano convocate al più presto per porvi rimedio".
Sulla futura destinazione del Monastero della Visitazione (oggi sede della scuola secondaria di Treia) dopo la prevista acquisizione per circa 1 milione di euro, il gruppo Prima Treia sottolinea: "Se è certamente meritevole la finalità indicata, per nulla chiari sono i costi presenti e futuri, oltre a chi verrà affidata e come si svolgerà la gestione stessa della struttura - ribadisce il gruppo di opposizione -, invitiamo perciò il Sindaco e la Giunta a non fare fughe in avanti e a confrontarsi con il territorio e le autorità dell’Ambito territoriale sociale 15 (del quale fa parte Treia), affinché iniziative di tale portata non rimangano propaganda, ma siano condivise".
Infine, una ulteriore preoccupazione: "La paura è che la realizzazione questa sì già avviata e concordata del centro per il “Dopo di Noi”, in località Santa Maria in Selva, pensato per il futuro delle persone con disabilità, rimanga di questo passo incompleta proprio per la scelta di destinare altrove le risorse disponibili - concludono Sampaolo, Mozzoni e Gagliardini -, sarebbe in tal caso una delusione soprattutto per le famiglie coinvolte e la cittadinanza, ma non solo, anche per quei Sindaci che hanno deciso di rinunciare proprio in sede d’ambito a una loro parte investendo in questo progetto. Confidiamo che l'Amministrazione scongiuri questo rischio".
Si è da poco concluso l'ottavo spoglio delle votazioni per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica: Sergio Mattarella ricoprirà l'incarico per un altro settennato, fino al 2029. Come anticipato nel corso della giornata dalle varie informazioni, indiscrezioni e confronti, i partiti hanno trovato alla fine un'intesa - non scevra da polemiche - nel richiedere direttamente a Mattarella di essere "garante dell'unità nazionale" per un secondo mandato.
Alle ore 20.20 è stato ufficialmente raggiunto il quorum dei 505 voti necessari, accolto con una lunga standing ovation da parte dell'intera Camera dei Deputati.
Appena ristabilito l'ordine, il presidente Roberto Fico ha ripreso con la conta delle schede, fino alle ore 20.45. Così il risultato finale dopo il computo, su 983 votanti: 759 i voti per Mattarella, 90 Nordio, 37 Di Matteo, 9 per Berlusconi, 6 per Belloni, 5 per Draghi e Casini, 25 le schede bianche, 13 quelle nulle. Alle ore 20.53 Roberto Fico ha comunicato ufficialmente l'investitura.
Sergio Mattarella diventa anche il secondo Capo dello Stato ad ottenere più voti ad un'elezione: meglio di lui solamente Sandro Pertini (eletto nel 1978 con 832 voti).
Le parole del Presidente: "Ringrazio per la fiducia espressa nei miei confronti. Il momento difficile che stiamo attraversando sul fronte sanitario, economico e sociale richiama al senso di responsabilità. Non mi sottraggo ai doveri, e devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti. Con l'impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini".
Nei minuti che anticipano l'ottavo - e forse ultimo - scrutinio delle votazioni per eleggere il prossimo Presidente della Repubblica, continuano a rincorrersi fra di loro confronti e dichiarazioni da parte dei vari rappresentanti politici chiamati ad esprimere le loro preferenze in questa occasione. Per la Regione Marche, i delegati nonché Grandi Elettori Francesco Acquaroli (FdI), Maurizio Mangialardi (Pd) e Dino Latini (Udc) seguono da giorni le direttive dei loro leader di partito, sostenendo con dichiarazioni e commenti le varie scelte finora prese.
Non ultima, quella di incontrare Sergio Mattarella, allo scopo di chiedere al presidente uscente di onorare per un altro settennato l'impegno di rappresentare gli italiani direttamente dalle stanze del Quirinale.
"Squadra che vince non si cambia - ha dichiarato Latini nel pomeriggio - è una vittoria di tutti e nessuno si sentirà sconfitto, in quanto puntare a un Mattarella bis è una soluzione che consente di salvare il primato del Parlamento, tenere in piedi l'esecutivo e dare una bella immagine dell'Italia all'estero. Almeno per ora".
Sono sei le attività artigianali e commerciali che dai primi di dicembre hanno aperto nuovi punti di vendita e di esposizione nel centro storico della città grazie all’intervento del Comune di Recanati. “Siamo lieti di presentare le nuove attività aperte nel centro storico grazie alle agevolazioni studiate dalla nostra Amministrazione per promuovere la riapertura di spazi commerciali sfitti e o inutilizzati nell’area". A dichiararlo è il sindaco Antonio Bravi alla conferenza stampa tenutasi nell’Aula Magna del Comune.
"Un ottimo lavoro di squadra portato avanti dai nostri uffici dedicati al commercio con i proprietari degli immobili e gli operatori commerciali che in questa occasione approfitto per ringraziare tutti personalmente - aggiunge Bravi -. Un primo importante passo verso la riqualificazione del centro storico sul quale, già da tempo, stiamo lavorando su più fronti. Il prossimo passo sarà la disamina della fattibilità dei progetti vincitori del 'Concorso di idee per la valorizzazione del centro storico' che ha visto l’arrivo di numerosi e interessanti progetti, ricchi di spunti e di analisi sulle criticità della città con relative soluzioni e saranno motivo dei prossimi incontri e confronti con i cittadini e i commercianti”
L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Bravi nei mesi scorsi ha promosso l’apertura di nuove attività commerciali con contratti di affitto agevolati su una selezione di tredici locali commerciali inutilizzati o sfitti situati all’interno del centro storico di Recanati. Grazie ad un avviso pubblico, il Comune ha poi individuato un elenco di operatori interessati all’assegnazione dei locali sfitti con priorità di scelta degli immobili relativa all’arrivo della domanda.
“È stato un anno difficile per il commercio recanatese, come nella maggior parte delle città italiane, l’emergenza sanitaria ha peggiorato notevolmente una situazione già in crisi - ha affermato il vice sindaco Mirco Scorcelli -. Oggi festeggiamo un primo vero successo grazie ai risultati del nostro intervento per la riapertura di alcune nuove attività nel centro storico. Attività commerciali e spazi espostivi aperte dal mese di dicembre che continueranno ad operare per sette mesi senza dover pagare gli affitti ai proprietari.”
A spiegare nei dettagli la procedura dell’intervento è stato Maurizio Paduano, dirigente del Comune di Recanati: “Il contratto che è stato stipulato tra il proprietario del locale e l’operatore commerciale selezionato dal Comune sulla base dell’ordine di arrivo della domanda, si è attuato in due modalità: in un contratto di comodato d’uso per sette mesi a titolo gratuito e in un contratto di locazione per sei anni prorogabile, con canone scalare in aumento, i cui primi sette mesi a titolo gratuito".
In entrambi i casi il Comune ha corrisposto al proprietario del locale un contributo forfettario di euro 1.500 per locali con superficie inferiore a 100 mq. e di euro 2.000 per i locali con superficie superiore o uguale a 100 mq.
Un contributo per i sei immobili, scelti degli operatori, messo a disposizione dal Comune per un totale di 9.500 euro così corrisposti:
- 1.500 euro per l’unità immobiliare in Corso Persiani 26 di 45 mq. che ha visto l’apertura dell’agenzia di viaggi Yucatan
- 1.500 euro per l’unità immobiliare in Via Cavour 14 di 46 mq. che ha visto l’apertura di un punto vendita diretta del Frantoio Fuselli
- 2.000 euro per l’unità immobiliare in Via Calcagni 5 di 108 mq. che ha visto l’apertura della bottega artigiana di Claudia Giaccaglia
- 1.500 euro per l’unità immobiliare in Via Calcagni 11 di 16 mq. che ha visto l’apertura della bottega artigianale di Claudio Buschi
- 1.500 euro per l’unità immobiliare in Via Roma 6 di 30 mq. che ha visto l’apertura del punto espositivo della falegnameria Electa.
- 1.500 euro per l’unità immobiliare in Via Roma 18/20 di 59 mq. che ha visto l’apertura della galleria dell’artista Serena Gagliardi.
In conferenza sono intervenuti molti dei proprietari degli immobili che hanno aderito al progetto tra cui: Emma Taurino, Rosini Giovanna, Roberto Buschi e Franca Preziuso che - in coro unanime - hanno espresso la loro grande soddisfazione per l’iniziativa che ha visto riportare a nuova luce i loro locali da tempo chiusi.
Presenti anche gli artigiani e operatori commerciali che hanno aperto le nuove attività tra cui Laura e Lorenzo Fuselli del Frantoio Fuselli, Claudia Giaccaglia e Claudio Buschi grati e soddisfatti della possibilità ricevuta di operare con un punto vendita nel centro storico grazie al contributo del Comune di Recanati.