Al via il bando per l’assunzione di due istruttori tecnico-direttivi a tempo pieno e determinato presso il comune di Pieve Torina. Si tratta di figure che debbono possedere il requisito della laurea in architettura, in ingegneria civile, edile, per l’ambiente e il territorio, in pianificazione territoriale e urbanistica e ambientale, in politica del territorio, in urbanistica.
Il bando e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito del comune all’indirizzo www.comune.pievetorina.mc.it. La scadenza è stata fissata all’11 febbraio e pertanto è ancora possibile presentare la domanda. Le figure entreranno a far parte di uno staff giovane, dinamico e preparato per proseguire nel percorso di gestione delle procedure e delle nuove progettazioni.
Prende, inoltre, vita il palazzetto dello sport di Pieve Torina: dal 31 gennaio corsi in varie discipline sportive, per bambini e adulti. “Siamo orgogliosi, come comunità, di poter restituire uno spazio di libertà ai ragazzi, in un periodo difficilissimo per tutti, ma soprattutto per loro” dichiara il sindaco, Alessandro Gentilucci, “e di farlo in tutta sicurezza perché il nostro palazzetto è dotato di locali ampli e igienizzati. Dobbiamo dare un segnale di speranza ai giovani, recuperare la libertà del fare, del muoversi e del divertirsi, curando il benessere fisico ma anche psichico”.
Motricità generale, danza classica e moderna, pallavolo e pallacanestro, arrampicata sportiva, total body, circuit training, tante opportunità che si rivolgono non solo ai cittadini di Pieve Torina ma anche a quelli del circondario, il tutto affidato a istruttori qualificati. “Un tassello in più sulla strada della ricostruzione” conclude Gentilucci “con un pensiero rivolto soprattutto ai ragazzi e al loro desiderio di recuperare spazi di libertà”.
Il primo Consiglio comunale dell’anno, a Treia, ha avuto per oggetto una serie di importanti acquisizioni da parte del Comune che diventeranno “opportunità e servizi per la popolazione” spiega il sindaco Franco Capponi. È stata approvata l’acquisizione del Monastero della Visitazione, un complesso di immobili costituito da un corpo centrale (il convento delle monache) reso celebre dal romanzo di Dolores Prato che lì frequentò la scuola
“Il complesso comprende diversi edifici residenziali che destineremo al potenziamento dei servizi sociali all’anziano e una parte che è già destinata all’assistenza delle donne vittime di violenza” prosegue il primo cittadino. Nel corpo centrale, invece, in questo momento sono ospitate le classi della scuola secondaria di Treia, in funzione transitoria in attesa delle nuove strutture scolastiche.
Una volta spostate, sono previsti posti di residenza protetta e per persone con difficoltà aggravate dall’Alzheimer o con demenze. “Quest’acquisizione completa il progetto dell’Amministrazione comunale di creare nel quartiere dell’Onglavina la 'Cittadella dell’anziano', con una serie di servizi che oggi già comprende: l’ospedale di comunità con 60 posti letto; la Casa di riposo con 32 posti letto e che con il complesso acquisito potrebbe arrivare a una capienza ulteriore di 40/50 posti letto”.
Approvata anche l’acquisizione della “Casa di terra” particolarmente significativa perché con essa “il Comune ha praticamente recuperato i principali segni dell’edilizia del tempo – ha commentato il sindaco Capponi – Villa Spada è l’emblema dell’architettura ricca di fine ‘700 e inizio ‘800, mentre la Casa di terra rappresenta un esempio di architettura popolare, utilizzata dalle popolazioni meno abbienti nello stesso periodo storico. Anch’essa, già recuperata, sarà inserita in un percorso di valorizzazione turistica, in una sorta di circuito rivolto all’edilizia e all’architettura”.
Acquisito anche un immobile in via Gioco del Pallone da utilizzare come deposito delle strumentazioni e oggetti utilizzati per il gioco del bracciale. Oltre alle acquisizioni, l’atto più importante del Consiglio comunale è stata l’approvazione del Programma di rigenerazione urbana che prevede interventi per 1 milione e 600mila euro per la frazione di Chiesanuova e progetti per 5 milioni per il centro storico di Treia.
“In questi due casi gli importi saranno finanziati dal PNRR”. Previsto, poi, un investimento di circa 3 milioni di euro per Passo Treia che prevede la riqualificazione degli spazi sociali e sportivi della Bocciofila e il completamento del recupero e funzionalizzazione dell’edificio storico della “Torre del Molino”.
In questo caso il Comune di Treia insieme a quello di Pollenza intende presentare un progetto all’interno del programma di Rigenerazione urbana, proposto nell’ultima legge Finanziaria, riservato ai Comuni al di sotto dei 15mila abitanti, ma che unendosi, raggiungano insieme quel numero.
“Il recupero di immobili esistenti è concepito nell’ottica di rispecchiare gli obiettivi del PNRR – conclude il sindaco Capponi – quindi valorizzano il centro storico e nelle frazioni riqualificano l’offerta dei servizi sociali, dell’ambiente, del decoro urbano e il miglioramento della vivibilità dei centri”.
Approvate da ultimo due importanti varianti urbanistiche con lo Sportello Unico che vanno a potenziare le attività produttive del territorio, una in particolare di ammodernamento e ampliamento del Polo produttivo dell’azienda Lube.
Nuova fumata nera per l'elezione del presidente della Repubblica. Anche nella settima votazione non è stato raggiunto il quorum pari a quota 505, ma si è raggiunta un'intesa nel vertice di maggioranza sul bis per Sergio Mattarella.
Sono stati 387 i voti per il presidente uscente al termine dello scrutinio. L'ex magistrato Carlo Nordio, candidato di bandiera di Fratelli d'Italia, ha ottenuto 64 preferenze mentre le schede bianche sono state 60. Il pm Di Matteo ha ottenuto 40 voti.
"È opportuno che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella resti al Quirinale per il bene e la stabilità del Paese". È quanto avrebbe detto il premier Mario Draghi - apprende Ansa da fonti autorevoli - al presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ai leader politici, che sta sentendo in queste ore. La decisione è nelle mani del Parlamento, è la consapevolezza del premier, ma l'auspicio espresso ai leader sarebbe quello di garantire la stabilità chiedendo a Mattarella di restare.
"Consideriamo che non sia più serio continuare con i no e i veti incrociati e dire al presidente di ripensarci". Così il segretario della Lega Matteo Salvini in un ragionamento su Sergio Mattarella. "Una parte del Parlamento non vuole trovare un accordo, allora chiediamo a Mattarella di restare, e così la squadra resta così, Draghi resta a Palazzo Chigi", spiega Salvini aggiungendo che "l'importante è che Mattarella non sia percepito come un ripiego".
"Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci". Così Giorgia Meloni su Twitter.
"L'Italia non può ulteriormente essere logorata da chi antepone le proprie ambizioni personali al bene del paese. Certamente io non voglio essere tra questi. Chiedo al Parlamento, di cui ho sempre difeso la centralità, di togliere il mio nome da ogni discussione e di chiedere al presidente della Repubblica Mattarella la disponibilità a continuare il suo mandato nell'interesse del paese". Così Pier Ferdinando Casini, intercettato dall'Ansa.
"Oggi si riparte con un elemento in più: il centrodestra si è formalmente spaccato. Politicamente è un punto essenziale". Lo ha detto il segretario Pd Enrico Letta all'assemblea con i grandi elettori alla Camera.
I consiglieri dei gruppi consiliari “Radici al Futuro” (Gianluca Pasqui, Antonella Nalli, Roberto Lucarelli e Stefano Falcioni) e “Per Camerino” (Marco Fanelli, Giovanna Sartori e Riccardo Pennesi) comunicano di aver proceduto questa mattina a sfiduciare il sindaco di Camerino Sandro Sborgia, rassegnando congiuntamente le loro dimissioni. Tra loro anche due assessori, Giovanna Sartori e Marco Fanelli.
"Questa sofferta e doverosa decisione è stata presa, insieme, dopo una lunga ed attenta riflessione nell’esclusivo interesse della città e con grande responsabilità istituzionale - sottolineano in una nota congiunta i consiglieri -. È stato scelto di farlo ora così da consentire di andare al volto tra qualche mese, già nella prossima primavera 2022".
"I mesi passati sono stati caratterizzati da un sempre maggiore accentramento dell’azione amministrativa e dei processi decisionali strategici per il futuro di Camerino sulla persona del sindaco il cui risultato si è tradotto in una situazione di stallo e di completo isolamento della città nei confronti del territorio e delle istituzioni locali e regionali. La completa mancanza di visione futura associata a tale comportamento personalistico ha di fatto impedito la possibilità di lavorare alla pianificazione della rinascita della nostra Camerino" puntualizzano compatti i componenti dei gruppi consiliari "Radici al Futuro" e "Per Camerino".
"Ad oggi, infatti la città non ha un “vero” piano di ricostruzione così come evidenziato nelle ultime riunioni che si sono tenute con i progettisti che chiedevano a gran voce un cronoprogramma degli interventi che consentisse loro di programmare la consegna e l’esecuzione dei progetti - precisano ancora i consiglieri -. Anche per le aree perimetrate la situazione è lontana dall’essere definita nonostante il tempo trascorso. A nulla sono valsi i nostri innumerevoli tentativi di intraprendere una fattiva collaborazione volta all’interesse della collettività.
"Tante sono le opportunità perse e le scelte sbagliate. A partire dalla mancata presentazione di progetti nell’ambito dei fondi relativi ai Contratti Istituzionali di Sviluppo, dove il sindaco in autonomia ha deciso di accodarsi ad un progetto predisposto dal Comune di Muccia, fino al modesto finanziamento ottenuto nell’ambito dei fondi complementari sisma PNRR dove il Comune di Camerino ha ricevuto somme di gran lunga inferiori a tutti gli altri Comuni del cratere - concludono i consiglieri -. Ciò per l’incapacità di fare rete con il territorio e coltivare fattivi rapporti con le istituzioni. Ora è il momento di voltare pagina, insieme, iniziando un percorso condiviso che riporti fiducia tra i cittadini e restituisca a Camerino la giusta centralità nel territorio".
Il Ministero della Transizione Ecologica ha comunicato al Comune di Morrovalle di aver accordato un contributo da 600 mila euro per il progetto di mitigazione del rischio idraulico del fosso Bagnolo. "Un intervento atteso da diversi anni che finalmente diventerà realtà" commenta il sindaco Andrea Staffolani.
"Dopo il grande impegno per la messa in sicurezza del torrente Trodica, i cui lavori portati avanti dal Consorzio di Bonifica delle Marche stanno procedendo secondo le tempistiche prestabilite e che dovrebbe essere completata nei prossimi mesi, presto anche questo secondo importante intervento in difesa del territorio comunale vedrà la luce con lavori sull’alveo del corso d’acqua e sui ponti" ha aggiunto il primo cittadino "Lo stanziamento fa parte di un fondo complessivo che il Ministero ha messo sul piatto per nove progetti legati alla mitigazione del rischio idrogeologico nelle Marche, per una cifra complessiva di 10.678.300 euro".
Nuova fumata nera per l'elezione del presidente della Repubblica. Anche nella sesta votazione non è stato raggiunto il quorum pari a quota 505.
Sono stati 336 i voti per Sergio Mattarella nel corso della sesta votazione per l'elezione del presidente della Repubblica.
Gli astenuti sono stati 445 mentre le schede bianche sono state 106. Il pm Di Matteo ha ottenuto 41 voti, Casini 9, Manconi 8. Draghi e Cartabia ne hanno incassati 5, Belloni 4, Amato 3, Casellati 2. I presenti in tutto sono stati 976 e i votanti 531. Le schede nulle sono state 4, i voti dispersi 9.
Fonte Ansa
"Roberto Giannoni, civitanovese, entra nelle file di Forza Italia e competerà alle prossime elezioni amministrative". Ad annunciarlo è il sindaco di Civitanova Marche, Fabrizio Ciarapica, e vice coordinatore regionale del partito. Giannoni, classe 1945 nato a Fucecchio in Toscana - lo stesso Comune che ha dato i natali al grande giornalista Indro Montanelli - architetto, dopo l’insegnamento nella sua città, nel 1975 si trasferisce a Civitanova Marche per assumere l’incarico di realizzare il primo piano regolatore della Città su incarico del Comune. Nel ’77 entra in pianta stabile nell’Amministrazione per dirigere l’Ufficio Urbanistica fino al 2012 quando va in pensione.
Giannoni molto attivo nell’ambito delle attività archeologiche e culturali è membro dell’Archeoclub di Civtanova Marche e membro nazionale dell’Associazione. "Un’altra figura importante che entra a far parte della nostra squadra di Forza Italia e che ha deciso di competere in prima persona mettendo a disposizione la propria preparazione professionale per la crescita della nostra Citta", ha continuato Fabrizio Ciarapica.
"Dopo le entrate dell’Assessore di Morrovalle Valentina Salvucci, della vittoria a consigliere alle elezioni in Provincia di Macerata del Presidente del Consiglio Comunale, Claudio Morresi e dopo l’ingresso dell’imprenditore Daniele Centioni, l’Architetto Roberto Giannoni rappresenta – ha cocluso Ciarapica - un’ulteriore testimonianza che il nostro partito continua a richiamare figure di alto profilo, pronte a mettersi al servizio della Città".
"Continua il proficuo lavoro di aggregazione e rafforzamento del nostro partito in vista delle prossime amministrative – ha dichiarato il coordinatore provinciale di F.I. Riccardo Sacchi - in quest’ottica si colloca la decisione di Giannoni di impegnarsi in prima persona alle prossime elezioni comunali di Civitanova Marche sotto le insegne di Forza Italia a fianco del nostro candidato sindaco Fabrizio Ciarapica".
Quinto giorno di seduta per l’elezione del Presidente della Repubblica, dopo quattro nulla di fatto, anche stavolta non è stato raggiunto il quorum di 505 voti. L’attuale presidente del Senato, Elisabetta Casellati, è stata la più votata con 382 preferenze, cifra però ben al di sotto dei numeri dei grandi elettori del centrodestra e comunque meno di 400, la soglia fissata dalla coalizione per riproporla nella seconda votazione del pomeriggio. Voti anche per il presidente della Repubblica uscente, Sergio Mattarella, che ha ottenuto 46 preferenze. Trentotto quelle ottenute, invece, dal magistrato Nino Di Matteo, mentre 11 sono state le schede bianche. Qualche preferenza ottenuta altresì da Silvio Berlusconi (8) – tra gli altri – e Pier Ferdinando Casini (6), mentre sono stati ben 406 gli astenuti. Da oggi la votazione è doppia, la seconda è alle 17.
La conferenza dei capigruppo congiunta di Senato e Camera ha approvato le richieste arrivate in questi giorni da quasi tutti i partiti, da Italia viva al Pd. Una decisione che tende a complicare le mosse di Matteo Salvini e di tutto il centrodestra che oggi è andato alla conta per il Quirinale portando in Aula il nome, appunto, di Elisabella Casellati.
La Giunta comunale, nei giorni scorsi, ha approvato la delibera relativa alla realizzazione di tre campi da padel a Piediripa. Gli impianti sportivi, secondo le intenzioni del privato proponente, che ha come mission la costruzione, l’ampliamento, il miglioramento e la gestione di impianti sportivi a carattere ricreativo, saranno realizzati in via Volturno a Piediripa. Il progetto, per un ingente investimento economico a cura del privato, prevede la costruzione di due campi coperti e uno scoperto per il gioco del padel e di due locali di servizio.
«Il padel è, attualmente, una disciplina in fortissima espansione. Piediripa, zona strategica della nostra città, è al centro dell’attenzione dell’Amministrazione; la realizzazione di tali impianti darà quindi luogo a un arricchimento e a una diversificazione delle dotazioni sportive offerte alla comunità – ha detto l’assessore allo Sport Riccardo Sacchi -. L’Amministrazione, con i suoi Uffici, ha raccolto ed elaborato, in maniera celere ed efficace, la richiesta del privato. Ci auguriamo, pertanto, che la realizzazione avvenga nel più breve tempo possibile. Difatti questo è l’anno in cui Macerata è Città Europea dello Sport ed è fondamentale porre le basi per la crescita dell’impiantistica sportiva».
«L’Amministrazione Parcaroli dimostra con i fatti la propensione a favorire investimenti in città a beneficio della collettività – ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Andrea Marchiori -. Sono tante le opere, pubbliche e private, che stanno rigenerando il tessuto urbano; Macerata recupera il tempo perduto ed è proiettata verso una rinascita economica e sociale».
(Foto di repertorio)
"Gli applausi non bastano". "Stipendi dignitosi". "Non eroi ma professionisti". Questi gli appelli che si stanno alzando nelle piazze più importanti d'Italia, tra le bandiere, i manifesti e i megafoni di tutti i rappresentanti degli infermieri.
Anche ad Ancona, il sindacato NurSind ha presidiato dalle ore 10 piazza Cavour con il proprio sit in: circa 40 i professionisti partecipanti, ai quali si sono uniti le altre delegazioni, la FNOPI (Federazione Nazionale Ordini Professioni Infermieristiche) e anche molti cittadini residenti.
Le richieste sono chiare da tempo: revisione del sistema della retribuzione, del sistema delle indennità, del lavoro straordinario, della pronta disponibilità, del trattamento economico nel nuovo sistema di classificazione. Una serie di criticità rimandate al rinnovo del Ccnl del comparto Sanità, dalla cui bozza però finora è emersa solo l'eventualità di un aumento dell’indennità notturna di soli 26 centesimi.
"È una cosa inaccettabile - ha commentato la Segretaria Prov. Nursind Macerata, Elisabetta Guglielmi - Oggi scioperiamo perché vogliamo essere più presenti ai tavoli: finora le decisioni sono state prese senza che fossimo interpellati, senza organizzazione o strategia per permetterci di affrontare al meglio i vari problemi che coinvolgono anche i cittadini.
Dopo due anni di pandemia non possiamo continuare a vivere alla giornata, senza certezze. Da un giorno all'altro ci prendono e ci spostano in altri reparti o strutture, senza un minimo di organizzazione. Oltretutto il Ministro Brunetta riconosce l'indennità ai medici, ma noi invece - che siamo sempre in prima linea - secondo lui possiamo aspettare. Siamo stanchi, ora devono starci a sentire".
Presente in piazza anche l'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, che nella tarda mattinata ha incontrato al tavolo regionale i manifestanti per un confronto.
Se questo spettacolo in scena nel teatro dell'assurdo fosse un film, si chiamarebbe "Gioco di Ombre". Un teatrino ambulante con picchi da commedia napoletana nel quale solo uno Scherlock Holmes della contemporaneità potrebbe riuscire a leggere tutti gli indizi che si stagliano dietro la quarta fumata nera consecutiva per le elezioni del Quirinale.
Non c'è un partito politico che si stia distinguendo per il suo buon operato. E le ragioni di questo stallo non sono da ricercarsi nell'attuale Governo di unità nazionale messo in piedi con Draghi al comando, quanto nelle elezioni che hanno travolto la politica italiana nel marzo del 2018. Una data che sembra essere preistoria nella fluidità e nel trasformismo degni del Connubio cavouriano cui ci ha abituati la classe dirigente del nostro Paese.
Nelle ultime elezioni, il centrodestra compatto (Lega, Forza Italia, Fratelli d'Italia e UdC) aveva ottenuto 137 senatori e 265 deputati. Il centrosinistra (PD e altre liste minori) 60 senatori e 122 deputati. Il Movimento Cinque Stelle, da solo, 112 senatori e 227 deputati. Un boom assoluto (il 32%) dimenticato - più o meno volontariamente - da molti commentatori politici.
La storia recente ha raccontato come le amministrative degli ultimi quattro anni e la fragilità politica del Movimento, abbiano innescato uno scisma all'interno della classe politica che sta tentando, adesso, di rimettere in piedi la contrapposizione centrodestra - centrosinistra. Andando alla ricerca del presidente migliore per riscrivere una nuova legge elettorale, di cui fin qui si fatica a parlare di fronte le telecamere ma che sarà il secondo atto, dopo l'elezione al Quirinale.Il primo passo resterà invece la suddivisione dei 40 miliardi di euro in arrivo nel 2022 con la seconda rata del PNRR. Una poca chiarezza sull'utilizzo della prima tranche sulla quale cadde il Governo Conte - bis per mano di Matteo Renzi; fondi dei quali oggi non si sente più parlare in Parlamento. Perché è questo che si sta disperatamente cercando di addentare per restare a galla nel mare di merda in cui gli italiani continuano a galleggiare a vista chiedendo aiuto alle istituzioni.
Prassi in un sistema democratico del quale la stessa politica se ne infischia. E se ne infischia da dentro i suoi palazzi. Se ne infischia davanti le telecamere. E ai colleghi che chiedono se sia giusto questo stallo delle cose, i politici scaricano altrove le loro responsabilità. I nomi di questo scempio vanno ricordati. Nell'ordine: Matteo Renzi, Matteo Salvini - un personaggio che studia da leader ma che continua ad essere divisivo nella sua personale battaglia contro Giorgia Meloni -, Luigi Di Maio - entrato in Parlamento come trasformatore e diventato trasformista. Un centrosinistra, in blocco, inesistente.
Ultimo, e non ultimo, Silvio Berlusconi. Di lui ci eravamo dimenticati, perso tra senilità e divertimenti da Paese del Bengodi, prima che il suo nome sbucasse tra le ombre della politica italiana per l'elezione al Quirinale. Un teatro dell'assurdo nel quale anche un pluricondannato può concedersi il lusso di candidarsi a tale onore. Dimenticando che la fase acuta di instabilità politica della storia recente italiana è attribuibile proprio al suo (non) operato degli ultimi 20 anni.
Inoperosità che hanno costretto l'Italia a Mario Monti, prima, e Mario Draghi, poi. Con il Napolitano bis al Quirinale e la stessa richiesta che in queste ore preme sulle spalle di Sergio Mattarella. Per una politica che continua a non saper scegliere, con una pandemia in atto, i venti di guerra che spirano più forti che mai dall'Est Europa e la popolazione in ginocchio. E, sinceramente, di questo gioco di ombre fatto di nomi bruciati e teatrini quotidiani davanti le telecamere, il popolo ha ormai il voltastomaco.
È da poco terminata la quarta votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai delegati regionali per l’elezione del presidente della Repubblica: altra fumata nera, come da pronostici, senza il raggiungimento del quorum. In base allo scrutinio sono emerse, ancora una volta, numerose schede bianche: ben 261.
L'elemento nuovo, però, sono i 441 astenuti, appartenenti ai grandi elettori di centrodestra. A partire da Umberto Bossi, una volta chiamati, hanno comunicato alla presidenza di non partecipare alla votazione: hanno rifiutato la scheda e sono usciti dall'Aula.
Il candidato più votato, al termine dello spoglio, è stato il presidente uscente della Repubblica Sergio Mattarella (166 preferenze sui 540 votanti, il 30% delle preferenze). Votati anche il magistrato Nino Di Matteo (56 preferenze) e l'ex senatore Luigi Manconi (8 preferenze), candidato di bandiera di Sinistra Italiana ed Europa Verde.
Il quorum richiesto era quello della maggioranza assoluta dei componenti del Collegio (505 voti). Movimento 5 Stelle, Pd e Liberi e Uguali oggi avevano annunciato di aver votare scheda bianca, ma evidentemente alcuni parlamentari non hanno seguito la linea. Anche Italia Viva oggi ha votato scheda bianca alla quarta votazione.
Quando sente pronunciare il termine Olocausto, le prime parole a cui pensa sono: distruzione totale di milioni di persone. È il messaggio del dottor Giulio Innocenzi, 95 anni, nato a Camerino, residente a Treia da tanti anni, uno dei sopravvissuti ai campi di concentramento tedeschi che ha ripercorso la sua storia con gli studenti dell’istituto comprensivo Paladini di Treia nella “Giornata della Memoria”, affinché resti vivo il ricordo di ciò che è stato.
A lui il sindaco di Treia Franco Capponi ha consegnato, insieme alla dirigente scolastica Angela Fiorillo, una targa conferendogli il riconoscimento di “Testimone della storia”. Parlare solo di ricordo sembra quasi riduttivo per lui che con grande fervore ed estrema lucidità ha raccontato, a distanza di oltre 70 anni, quanto vissuto nell’anno e mezzo tra il 9 maggio 1944 e il settembre del 1945: “Noi prigionieri eravamo trattati con una mentalità veramente diabolica di cui non ci si può rendere conto”.
All’epoca Giulio Innocenzi aveva solo 16 anni e la spensieratezza di un ragazzo che andava a scuola (frequentava il liceo). “In quei giorni mi trovavo ad Aschio, frazione di Visso, dove mio padre aveva una seconda casa. I nazi-fascisti stavano cercando Pietro Capuzi, capo dei partigiani della zona montana, coetaneo e amico di mio padre. Sicuramente a seguito di una soffiata, i nazisti vennero a casa nostra per catturarlo, e fui fatto prigioniero (Capuzi fu in realtà catturato il giorno stesso a Macereto e fucilato il giorno seguente nella piazza di Visso)” racconta.
La mattina del 9 maggio alle 4.30 fu catturato, inizialmente portato in Toscana, a Sesto Fiorentino e poi caricato su un vagone merci che lo avrebbe portato nel nord ovest della Germania. Fu prigioniero nel campo di concentramento di Düsseldorf: “Eravamo adibiti ai lavori forzati - continua Giulio Innocenzi nel suo racconto - In quel campo di concentramento ho assistito a bombardamenti terribili che rasero al suolo l’intera città. Io stesso rimasi sotto le macerie una volta. Non avevamo da mangiare, raramente ci davano qualcosa, eravamo costretti a lavorare anche sotto la neve a meno 26 gradi. Purtroppo, non tutti ce la facevano. Io non so come ce l’ho fatta. Un po’ di fortuna, credo, e un po’ la forte voglia di tornare a casa mia, di rimanere aggrappato alla vita”.
Un racconto che ha colpito nel segno i giovani alunni attenti ad ascoltare la preziosa testimonianza. Nel suo gruppo, composto da 60 uomini, solo in pochi tornarono. Giulio Innocenzi fu uno degli ultimi. Tornò a casa denutrito e malridotto, a seguito anche della frattura di una gamba dopo un bombardamento: pesava solo 34 chili. È riuscito a finire gli studi, laurearsi ed è poi diventato veterinario e dirigente nell’ambito veterinario dell’Asur Area Vasta 3. “Ciò che vorrei trasmettere ai giovani qui oggi - ha concluso - è l’amore per la libertà e la democrazia. Io che ho vissuto cosa significa esserne privati raccomando proprio questo, insieme al rispetto del prossimo, indipendentemente dalla provenienza e dalle differenze che possono esserci”.
“Nel 2012 l’amministrazione Corvatta/Silenzi, cioè quelli che adesso criticano la realizzazione della rotatoria provvisoria al terminal della S.S. 77, hanno permutato il cavalcavia, già finanziato dalla società Quadrilatero con circa 34 milioni di euro, con una rotatoria e un (ennesimo) sottopasso sulla S.S. 16 per 12 milioni in totale. Scelta oculata e condivisa? Assolutamente no”. Lo afferma l’assessore all’Urbanistica e Viabilità del comune di Civitanova Marche Fausto Troiani.
“Hanno rinunciato ad un’opera che, oltre a rappresentare una eventuale via di fuga non sotterranea, avrebbe reso Civitanova una città moderna e facilmente raggiungibile senza intasamenti di traffico; in cambio hanno ottenuto una rotatoria e l’ennesimo sottopasso” spiega l’assessore.
“La rotatoria definitiva, di pertinenza della Società Quadrilatero, il duo Silenzi/Corvatta l’aveva data come imminente già nel 2012”, ma dopo 10 anni Troiani precisa che “da quello che si vocifera in ambienti vicini a Quadrilatero/Anas/Rfi è verosimile che ne passino altri 5”.
“Ecco perché l’attuale amministrazione comunale, ritenendo la rotatoria alla fine della superstrada 77 un’opera strategica per la viabilità della città, ha deciso di predisporre la realizzazione di una rotatoria provvisoria che sarà appaltata entro un paio di mesi e che migliorerà notevolmente il traffico nella zona sud di Civitanova” conclude l’assessore Fausto Troiani.
"Passare da 3000 assunzioni, a 2 militari è un attimo. E a farne le spese sono i cittadini, in particolare quelli civitanovesi. Questa infatti è la soluzione prospettata dall’assessore Saltamartini! In un anno e mezzo non sono riusciti a reperire manco un medico e ad assumere nessun infermiere e oggi la sanità locale si trova in estrema difficoltà". Lo dichiara Lidia Iezzi, segretaria del Partito Democratico di Civitanova Marche.
"Caro Saltamartini, avete vinto le elezioni raccontando ai cittadini che voi sapevate come fare e che le colpe erano tutte a sinistra. Cosa è cambiato da un anno e mezzo a questa parte? Vi siete forse resi conto di aver raccontano un sacco di fandonie? E se la coperta è corta, perché vi ostinate a tenere il personale sparpagliato in tutta la provincia, anche dove lo stesso è sottoutilizzato e fa un numero di interventi minimale rispetto alle esigenze della costa, di Civitanova e del suo indotto?" si chiede Iezzi.
"Governare significa dover fare delle scelte, a volte dolorose; non certo farsi travolgere dagli eventi ed accorgersi solo dopo le denunce dei primari e dell’opposizione che la situazione è grave - aggiunge la segretaria del Pd -. Sì, ma la colpa è di chi c’era prima che ha depotenziato svenduto la sanità pubblica in favore dei privati, sostengono! Ma quante bugie raccontano? L’ospedale di Civitanova negli ultimi anni ha mantenuto e rinnovato tutti i primariati; ha ricevuto investimenti per potenziare molti reparti (allergologia, oncologia, pronto soccorso, ecc…): dov’è quindi il depotenziamento di cui vanno parlando?".
Un altro nulla di fatto. Come da pronostici è arrivata la terza fumata nera per l’elezione del presidente della Repubblica nelle votazioni del Quirinale. Trionfano ancora le schede bianche, che scendono a 412. Prosegue il braccio di ferro tra centrodestra e centrosinistra.
Nessun nome ha raggiunto la maggioranza dei due terzi, fissata a quota 673, ma dal prossimo voto — che si terrà domattina alle 11 — per eleggere il Capo dello Stato basterà il 50% più uno delle preferenze. Nella terza giornata di votazioni ancora in cima alle liste di gradimento il presidente uscente Sergio Mattarella con 125 voti.
Endorsement importante anche per Guido Crosetto, con le sue 114 schede, molte di più dei 63 grandi elettori di Fratelli d’Italia, che aveva proposto il nome. Cresce anche il giurista Paolo Maddalena, sostenuto dagli ex grillini di Alternativa C’è, passato dai 39 voti di ieri ai 61 di oggi. A quota 52 c'è Pierferdinando Casini, tra i nomi più chiacchierati insieme a Draghi e Mattarella proprio per il Quirinale.
Intervenuto ai microfoni del Corriere della Sera, Crosetto ha subito smentito la propria disponibilità per guidare il Colle. Proseguono nel frattempo a Roma gli incontri tra i vertici dei principali partiti politici italiani per trovare una intesa che sta spaccando dall’interno le varie forze di Governo e che sarebbe ricollegabile anche alle indiscrezioni relative alla “sospensione” del Green Pass.
Ieri è andato in scena il secondo spoglio, e i nomi rilevanti ci sono stati: Paolo Maddalena, Sergio Mattarella, Pier Luigi Bersani, Giancarlo Giorgetti. Ma il quorum dei 673 voti è cosa ben lontana, per ora. La nuova pioggia di schede bianche lo conferma.
Quello che sconcerta semmai, al di l à dell’indecisione generale su chi dovrà salire al Colle o meno, è tutta la lista di figure buttate a casaccio da alcuni rappresentanti politici che proprio non sembrano voler prendere seriamente il momento storico che stiamo vivendo. Non solo per gli equilibri politici interni già precari di loro, ma anche per gli impegni che dovranno continuare ad essere onorati nel corso del 2022 a livello internazionale.
La questione pandemica ancora irrisolta, l’impiego dei fondi del PNRR, il caro bollette, la ricostruzione post sisma per alcune regioni italiane, la crisi del lavoro, la sanità pubblica al collasso, le questioni di genere. Senza dimenticare la questione energetica e geopolitica, che nelle ultime ore ci vede sempre più coinvolti perché legati al futuro dell’Ucraina.
Rocco Siffredi, Francesco Totti, Valeria Marini, Claudio Baglioni, Alberto Angela, Enrico Ruggeri, Amadeus, Nino Frassica. Sono solo alcuni dei nomi pronunciati nell’arco di due spogli elettorali dal presidente della Camera Roberto Fico. C’è chi avrà riso e chi avrà magari riflettuto su un fatto: a qualcuno piace davvero irridere le istituzioni e soprattutto i cittadini italiani.
Uno scivolone rispetto a quell’idea di rispetto e impegno che ogni singolo uomo/donna della politica dovrebbe sottoscrivere sin dal primo istante.
E invece no, si preferisce scherzare, tirarla per le lunghe come si può. Mentre gli incontri fra i leader di partito proseguono nella speranza di portare tutti a casa una fetta della torta. In virtù di un equilibrio necessario, in questo momento. Forse, difficile saperlo. Difficile soprattutto se si preferisce giocare al toto nomi di chi dovrà guidarci nei prossimi anni da palazzo Chigi e dal Quirinale. Per ora ci si accontenta di pensare al solo 2022, che sembra prospettarsi già di per sé complicato e incerto.
E’ da poco terminata la seconda giornata di voto per l’elezione del presidente della Repubblica: altra fumata nera, come da pronostici, senza il raggiungimento del quorum. ll primo scrutinio di ieri è andato a vuoto con 672 schede bianche votate dai due terzi, cioè la maggioranza che sarebbe servita per eleggere il nuovo capo dello Stato alla prima seduta.
Anche stavolta trionfano le schede bianche: ben 527. Il candidato più votato, al termine dello spoglio, è stato di nuovo l'ex giudice e magistrato Paolo Maddalena (39 preferenze sui 977 votanti). Si tratta del candidato esplicito del gruppo di 'Alternativa C'è', che conta una quarantina di fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.
Stesso numero di preferenze anche per il presidente uscente della Repubblica Sergio Mattarella. Qualche voto ottenuto anche da Giuliano Amato (2) e Luigi Manconi (8), quest’ultimo é il candidato di bandiera di Sinistra Italiana e Verdi che contano pochi parlamentari. Quella di oggi è stata la giornata del centrodestra, che ha presentato la rosa dei suoi nomi per il Quirinale: Letizia Moratti, Marcello Pera e Carlo Nordio. L'obiettivo, però, sembrerebbe far convergere M5S e Italia viva sul nome di Elisabetta Casellati, attuale presidente del Senato. Nomi a cui il centrosinistra, al termine di un incontro tra Enrico Letta, Giuseppe Conte e Roberto Speranza, ha deciso di non contrapporre propri candidati.
“Da diverse settimane ci stiamo confrontando con la ferma volontà di affrontare l’appuntamento elettorale come centrodestra unito e con la responsabilità di dare una nuova amministrazione alla nostra città, da 5 anni ferma e che ha perso treni importanti”. Cosi, in una nota congiunta, i coordinatori del centrodestra di Corridonia Andrea Manciola per Forza Italia, Luigi Baldassarri per la Lega, la delegata Sabrina Ponziani per Fratelli d’Italia, Umberto Spalletti per l’Udc che decidono di unire le forze in vista delle prossime elezioni.
“Corridonia - continuano - si è trovata all’interno di un buco nero dove l’assenza di politica e relazioni forti con i partiti, nonché la lontananza dalle istanze che contano ai livelli più alti, l’ha condannata a un isolamento che, solo per fare un esempio recente, ha visto non eleggere nemmeno un consigliere provinciale nella scorsa tornata”.
“Oggi anche a Corridonia è presente unito e determinato il centrodestra. Si tratta di quel centrodestra che governa le Marche, la Provincia di Macerata e le città principali della nostra Provincia: anche nella nostra città abbiamo l’obiettivo di portare all’attenzione dei cittadini la migliore proposta che possa essere sintesi delle varie realtà sociali ed economiche del territorio e che dia una sterzata decisa al modo di amministrare la cosa pubblica da parte della Giunta Cartechini.
Questi obiettivi possono essere perseguiti amministrando con competenza, impegnandosi nell'ascolto e nel cercare di risolvere i problemi dei cittadini, ripartendo da una politica che abbia origine dal basso, nei territori, fra le persone. Sarà nostro impegno dare voce a tutte le associazioni che a Corridonia operano nel campo dello sport, della cultura e del sociale, perché siamo fortemente convinti dell’importanza che queste hanno nell’educazione dei nostri giovani”.
“Dagli incontri che abbiamo avuto è emersa la ferma volontà delle forze di centrodestra di presentarsi alle prossime elezioni unite per condividere un percorso che faccia tornare a Corridonia la politica e le restituisca quella centralità ed importanza che negli ultimi anni ha perso. Per fare questo, sarà necessario il dialogo ed il confronto con tutte le altre forze politiche e civiche che vorranno condividere insieme a noi un percorso per consentire a Corridonia di avere una nuova amministrazione fatta di persone competenti, oneste, trasparenti e capaci di avere un confronto leale per il bene di tutta la città”.
“Vogliamo che la nuova amministrazione che si insedierà sia immediatamente operativa, abbia esperienza specifica, sia pronta e capace di affrontare le opportunità per lo sviluppo della città, sappia interagire fin da subito con le istituzioni regionali, nazionali e comunitarie, perché Corridonia ha già perso troppe occasioni e non può permettersi di perderne altre.
Siamo consapevoli che si tratta di una sfida difficile, fortemente impegnativa, concludono. Tuttavia si tratta di una responsabilità che vogliamo assumerci in pieno insieme a tutti quelli che insieme a noi vorranno percorrere questa strada, consci della fondamentale importanza che la scadenza elettorale delle Comunali rappresenta per Corridonia”.
Attenzione alla persona, all’inclusione e alla dimensione umana del vivere. Così la lista civica ‘Corridonia Rinasce’ ha voluto tratteggiare un piano politico preciso e chiaro. In vista delle prossime Comunali in primavera, il candidato primo cittadino Sandro Scipioni, affiancato in conferenza da Tizian De Iulis, Aldo Salsiccia, Claudio Cimarossa, Michele Perfetti e Daniele Marcelletti, racconta un programma di ampio respiro da realizzare in 10 anni, fatto di pochi punti chiari e realistici.
Tre lauree - ex coordinatore del Centro dialisi Macerata–Tolentino, responsabile organizzativo Dipartimento specialità mediche dell’Area Vasta 3 e già presidente dell’Ordine degli infermieri dal 2009 al 2011 - Sandro Scipioni non è un novizio della politica. È stato infatti già Consigliere per due legislature dal ’90 al ’94 (in maggioranza), e durante l’amministrazione Calvigioni 2012-2017 (all’opposizione).
“Un solo mandato non basta a dare una svolta al periodo di decadenza che interessa Corridonia da anni ormai - commenta il candidato sindaco Scipioni - L’obiettivo è quello di elaborare un progetto della durata di almeno 10 anni, vero, credibile che trasformi la realtà cittadina dall’attuale situazione di decadenza, ponendo la persona al centro di ogni azione amministrativa”.
Una visione inclusiva che fa della partecipazione attiva il suo cavallo di battaglia. Citando Descartes, Scipioni avanza uno “Iungo ergo sum”, “Unisco, quindi sono”, mettendo subito in chiaro l’intento di favorire la sinergia e la cooperazione trasversale, in grado di superare le differenze e i pregiudizi partitici in favore dei cittadini.
Con l’invito al ritorno alla politica, Corridonia Rinasce cerca di far presa su quel 42% di astenuti delle ultime comunali che vorrebbero una politica concentrata sui fatti e sulle azioni piuttosto che sulle parole, mettendo da parte i conflitti fra i vari soggetti di appartenenza partitica o singoli movimenti.
Focus principale sul dialogo proficuo e costruttivo, che privilegi la relazione fra le persone piuttosto che l’interfacciarsi con le istituzioni: un rapporto diretto fra istituzioni e popolazione da favorire con strumenti, già previsti dallo statuto cittadino ma mai applicati fattualmente, come le consultazioni referendarie per le questioni più importanti o l’istituzione delle consulte cittadine.
“A me non interessa fare il sindaco per ambizione o presunzione – commenta Scipioni – Sono ultimo fra gli ultimi, ma voglio comunque mettermi a disposizione. Noi non abbiamo avversari , cerchiamo la cooperazione e la collaborazione anche con le associazioni cittadine e la parrocchia, e per noi questo è fondamentale per garantire una vera rinascita, culturale, sociale, sportiva, civica, economica e ambientale”.
Punto centrale è la rivitalizzazione del centro storico attraverso cafè, bar e outlet, favorendo la creazione di occasioni lavorative per i giovani, lo sviluppo di startup e il restauro di edifici abbandonati col contributo dell’Erap. Un occhio di riguardo anche per i ‘Seniors’, destinati a rappresentare la fascia (55-75) più numerosa dei cittadini di Corridonia nei prossimi anni, con l’intento di istituire un vero e proprio villaggio sociale basato sui principi di cooperazione e convivenza: “la crescita della comunità umana come risposta all’isolamento e alla separazione”.
In programma anche la rivisitazione completa del Piano Regolatore Genrale (Prg) attualmente in vigore e risalente al 2008, ma non per bloccare la cementificazione e l’edilizia, bensì per garantire un posizionamento più lucido e coerente delle costruzioni. Infine attenzione particolare alle frazioni, in particolare Colbuccaro e San Claudio, con l’attivazione di un apposito assessorato per non lasciare indietro queste realtà.
Non si risparmiano critiche, invece, per quanto riguarda il tema scuole a Corridonia: “Le scelte urbanistiche del passato non possono essere perpetrate oltre. È nostro obiettivo entro i primi 100 giorni risolvere la situazione scolastica. Per questo invito l’attuale giunta a fermarsi e a non andare oltre quanto già è stato fatto, per non precludere la possibilità a chi verrà dopo di modificare il piano. Ricollocare le scuole e gli impianti sportivi attraverso la consulenza di tecnici giovani e preparati è nostro interesse principale”.
In ultimo, per la valorizzazione culturale del comune, si progetta un vero polo archeologico all’Abbazia di San Claudio, un parcheggio sotterraneo da costruire nella zona delle mura da bora e lo spostamento dell’attuale sede municipale altrove, in modo da poter dedicare l’edifico a Filippo Corridoni, trasformandolo in Museo di storia contemporanea.