La Regione Marche ha messo in campo un intervento di 2,5 milioni di euro per l’acquisto di pc, per famiglie residenti nelle Marche, aventi reddito inferiore a 18 mila euro e almeno un figlio iscritto a scuole che vanno dalle primarie all’università.
Il contributo singolo previsto è pari a 600 euro per l’acquisto di pc portatili e 570 euro per l’acquisto di pc fissi. Ad oggi sono stati acquistati e rimborsati i contributi per l’acquisto di pc a 3.700 famiglie. Si tratta di una misura di ausilio alle famiglie residenti nelle Marche, nelle quali vi siano uno o più figli che frequentano scuola o università che, a causa del riacutizzarsi della diffusione del virus, sono state di nuovo costrette ad attivare la didattica a distanza, grazie all’ausilio di piattaforme informatiche.
“Molte famiglie - commenta l’assessore regionale all’Istruzione Giorgia Latini - si sono trovate in difficoltà, specie quelle più numerose, di fronte alla necessità di dotare i propri figli di personal computer aggiornati, performanti e adatti allo scopo. Per venire incontro a tale esigenza, la Regione Marche ha emanato un avviso pubblico prevedendo uno stanziamento di 2.500.000 euro del Fondo Sociale Europeo”.
“Certamente - prosegue l’assessore - la posizione che ho espresso in diverse occasioni è in favore della didattica in presenza, tuttavia, viste le regole previste per le scuole, serve dare un aiuto alle famiglie in difficoltà. Aggiungo che nell’ultima settimana il numero delle classi in quarantena ha subito una lieve ma incoraggiante flessione se si considera che soltanto una settimana prima avevamo registrato un raddoppio. Siamo passati da 645 classi in quarantena a 630, che rappresentano il 6% delle classi complessivamente presenti in regione, ovvero 10.464”.
I ragazzi che hanno beneficiato del contributo, grazie ad un supporto informatico più adeguato potranno seguire con maggior attenzione e profitto le lezioni (tanti sono gli studenti costretti a seguire le lezioni con lo smartphone) e il sistema di istruzione trarrà beneficio da questo adeguamento dei mezzi.
“Crediamo - conclude l’assessore Latini - che questo sia uno dei passi importanti che consentirà il passaggio dalla semplice didattica a distanza alla didattica digitale integrata (DDI) che davvero potrà far fare un salto di qualità al nostro sistema formativo anche quando, e speriamo accada presto, il coronavirus sarà definitivamente sconfitto”.
“C’è la piena disponibilità del Sottosegretario Andrea Costa a firmare, nei prossimi giorni, una circolare esplicativa che consenta la creazione di corridoi di ingresso in Italia a beneficio di figure commerciali estere alle quali è stata somministrata la doppia dose del vaccino Sputnik”.
Lo ha anticipato il Presidente della Camera di Commercio, Gino Sabatini, al termine dell’incontro con l’esponente del governo che nei giorni scorsi era stato sollecitato dall’onorevole Mauro Lucentini. La circolare dovrebbe avere i primi effetti pratici già a partire dalla metà di febbraio, con un impatto positivo soprattutto sui buyer russi che, ad esempio, sono stati costretti a disertare Pitti101 a Firenze.
“Ringrazio il Sottosegretario Costa per la sensibilità che ha dimostrato e per l’impegno che ha preso – ha sottolineato Sabatini -. La circolare sbloccherebbe un problema italiano e non solo dei distretti produttivi delle Marche e che è stato perfettamente illustrato nei giorni scorsi alla Camera dei Deputati. Abbiamo raggiunto un obiettivo importante, attraverso una collaborazione istituzionale che ci ha permesso di far seguire velocemente la soluzione al problema”.
L’onorevole Lucentini ha spiegato che “la circolare consentirà di superare quegli accordi di breve durata, con permessi di accesso per pochi giorni, così da dare la possibilità agli ospiti immunizzati con Sputnik di entrare e restare nel nostro Paese più a lungo”.
“A sostegno della risoluzione, che chiedeva al governo di impegnarsi a risolvere questa situazione, avevo evidenziato un controsenso - ha detto ancora il parlamentare -: da un lato cerchiamo di sostenere le aziende in difficoltà mettendo a loro disposizione dei ristori, dall’altra le penalizziamo impedendo loro di aprirsi ai mercati internazionali”.
Lucentini ha anche sottolineato che “il punto di partenza che ha permesso di sbloccare questa situazione è il Ministero della Salute: per sbloccare la situazione era da lì che si doveva partire, dalla tutela della salute e dal rispetto delle regole inserendo poi tutto il necessario buon senso, così come è stato fatto”.
“Garantisti, ma difensori della politica, la buona politica. In virtù di questo assioma non posso non intervenire rispetto a quanto si sta verificando a Chiaravalle. La vicenda del sindaco Damiano Costantini, indagato per stalking e molestie e oggetto di una misura cautelare disposta dal Gip, Carlo Masini, su richiesta della Procura di Ancona, presenta dei contorni che rischiano di sfociare nel grottesco”. Questo il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche, Carlo Ciccioli, rispetto alle vicende che coinvolgono, in queste ore, il sindaco di Chiaravalle.
“L’ordinanza di divieto di avvicinarsi ad una dipendente comunale che lo ha accusato di stalking e molestie perché nei suoi confronti il sindaco avrebbe tenuto atteggiamenti persecutori, senza voler entrare nel merito della vicenda giudiziaria che farà il suo corso, rischia di far implodere la parte finale dell’Amministrazione di Costantini, che si conferma una iattura per Chiaravalle" accusa Ciccioli.
"Chissà come avrebbe affrontato questa vicenda Maria Montessori? Di certo, come Fratelli d’Italia ci sentiamo di dare un consiglio al primo cittadino: si dimetta spontaneamente. Non è pensabile, infatti, far a gettare fango e discredito su Chiaravalle e - aggiunge Ciccioli -, a maggior ragione, limitare i poteri di un sindaco nell’espletamento delle proprie funzioni a seguito dell’ordinanza di cui è stato oggetto. Nessuna volontà di speculazione politica, anzi. Vogliamo che Chiaravalle non finisca nel fango per beghe sentimentali finite male".
"Potremmo presentare una mozione di sfiducia in Consiglio comunale e costringere la maggioranza a essere solidale, quindi andando a fondo, con Costantini. Ma preferiamo che sia quest’ultimo che, fatte le opportune ovvie valutazioni, faccia un auspicato passo indietro. L’unica mossa politica che ci sentiamo di compiere, altrimenti, è coinvolgere nella vicenda il Prefetto di Ancona e chiedere - conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale delle Marche - un pronunciamento ufficiale. Ma, cortesemente, Costantini, accogli il nostro spassionato suggerimento, dimettiti”.
Un solo punto all’ordine del giorno nella seduta del Consiglio comunale che si è tenuto lunedì sera all’auditorium Borgo Marconi: la nomina dei componenti delle commissioni consiliari consultive permanenti “Territorio, ambiente e infrastrutture” e “Istruzione, cultura e servizi sociali”. Della prima faranno parte Stefano Montemarani e Gabriele Tullio per la maggioranza e Francesco Puggioni per l’opposizione; la seconda sarà invece composta da Fabiana Scarpetta e Valentina Salvucci per la maggioranza e Francesco Sopranzi per l’opposizione.
La nomina dei componenti delle due commissioni si va ad aggiungere a quella della commissione “Programmazione, bilancio e affari generali”, già effettuata nel corso del Consiglio comunale del 17 dicembre 2021 e della quale fanno parte Alfredo Benedetti ed Emiliano Filippetti in rappresentanza maggioranza ed Alessandro Capozucca per l’opposizione.
"Voglio augurare buon lavoro ai componenti di tutte le commissioni consiliari, che reputo e auspico sia un’importante strumento di confronto e collaborazione", ha rimarcato il sindaco Andrea Staffolani, volontà di collaborazione che anche i consiglieri di opposizione hanno voluto esprimere nei loro interventi.
Due delibere attese dal mondo agricolo quelle approvate dalla Giunta regionale delle Marche, utili sia al sostegno delle aziende agricole del cratere del sisma, che necessarie per consentire l’assegnazione dell’anticipazione di carburante agricolo.
Attraverso la prima delibera, le imprese agricole del cratere sismico hanno a disposizione altri 7 milioni di euro per programmare investimenti aziendali. La Giunta regionale ha integrato le risorse del Programma di sviluppo rurale (Psr) 2014-2022 con le economie accertate, a seguito di rinunce dei beneficiari e revoche di contributi concessi (Sottomisura 4.1 – Annualità 2018).
“La sottomisura 4.1 – Sostegno alle aree del cratere, è stata una misura che ha visto un’attesa di ristoro elevata da parte delle imprese che hanno investito. Era necessario intervenire con queste risorse – afferma Carloni – in quanto erano attese da troppi anni”.
L’ultima ricognizione effettuata, relativa ai risparmi accertati a seguito di rinunce e revoche degli anni scorsi, ha evidenziato economie per 7 milioni. Questo ha consentito alla Giunta regionale di incrementare ulteriormente la dotazione finanziaria del bando, così da rispondere alle richieste presentate dalle aziende ricadenti nelle aree del cratere del sisma, soprattutto in un momento di crisi aggravata dall’emergenza epidemiologica del Covid.
Con la delibera sul carburante agricolo, si rinnova e rende stabile la procedura di assegnazione dell’anticipo di prodotti petroliferi agevolati per i lavori in agricoltura tramite la concessione automatica di un’anticipazione pari al 50% della quantità prelevata nell’annualità precedente, senza l’obbligo di presentazione della specifica richiesta, e prelevabile presso i distributori autorizzati, secondo la procedura attivata nel Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIAR). “Un contributo significativo nel percorso di semplificazione che vogliamo imprimere al nostro sistema agricolo”, conclude Carloni.
E' ufficialmente cominciata la corsa per la poltrona del Quirinale. 1009 grandi elettori, di cui 630 deputati, 321 senatori e 58 delegati regionali. E come ci si aspettava, il primo scrutino alla Camera si è concluso con una maggioranza di schede bianche. Manca ancora l’intesa fra i partiti mentre dall'est Europa spirano venti di guerra con la crisi Ucraina e l'aumento del costo delle materie prime che sta rappresentando uno choc per l'economia italiana.
E mentre l’ipotesi più acclarata rimane per ora quella di un Mattarella bis - che confermerebbe di riflesso Mario Draghi alla presidenza del Consiglio -, i due deputati maceratesi Tullio Patassini (Lega) e Mirella Emiliozzi (M5s) fanno i loro pronostici, intercettati fuori dai cancelli di Montecitorio.
Quanto sono importanti queste elezioni in questo momento storico?Patassini: Sono le elezioni più importanti di sempre: i due schieramenti politici più grandi sono equilibrati per ora, la partita è aperta. Confidiamo in una persona di alto livello istituzionale, che rappresenti l’Italia al meglio.
Emiliozzi: Sono onorata ed emozionata nel rappresentare il mio Paese e la mia terra nell’elezione del nostro Presidente della Repubblica. Da sempre, il Quirinale è simbolo di unità per tutta la nazione: è necessario che chiunque sia chiamato a ricoprire un simile ruolo abbia la capacità di riunificare il Paese.
All’interno dei vostri gruppi, quali sono i nomi messi in campo?Patassini: Al momento stiamo ancora studiando in queste ore, non abbiamo alcuna certezza. Purtroppo, Berlusconi si è reso indisponibile. E se Letta continua a rifiutare le nostre proposte, trovare una sintesi sarà difficile.
Emiliozzi: Il Movimento 5 Stelle si sta adoperando come sempre per cercare la figura giusta su cui convergere. Siamo il partito di maggioranza relativa, quindi gli altri partiti non possono prescindere da noi e questo ci attribuisce una grande responsabilità.
Come stando andando i confronti con le altre forze politiche?Patassini: Matteo Salvini, innanzitutto, sta cercando di mantenere salda la coalizione di centrodestra: dobbiamo rimanere uniti, anche se il rischio di scontri interni è possibile.
Emiliozzi: Il nostro leader, Giuseppe Conte, è impegnato in una serie di incontri destinati a trovare una convergenza: il nuovo presidente non può essere espressione di questo o di quel partito, ma, ora più che mai, deve rappresentare un’intera comunità.
Voi personalmente su quali figure puntereste? Patassini: Mario Draghi rimane il nome potenziale sia per continuare come Presidente del Consiglio sia per salire al Colle. Ci sono molte cose sul piatto nel futuro del Paese, e le soluzioni tampone finora adottate non bastano più: serve un’azione di bilancio per togliere dalla crisi le famiglie e le imprese.
Emiliozzi: È ancora presto per indicare un nome, per questo oggi ho votato scheda bianca, in linea con il mio gruppo.
Qualora le vostre aspettative venissero deluse, come porterete avanti il vostro programma?Patassini: Noi punteremo tutto sui fondi del PNRR e su un confronto costruttivo con l’Europa. A questo si aggiungono la questione energetica e del caro bollette, oltre alla ricostruzione post sisma che riguarda la Regione Marche. Siamo disposti a scontrarci con gli altri partiti, se sarà necessario.
Emiliozzi: Dobbiamo innanzitutto gestire la pandemia, che sul fronte sanitario continua a preoccuparci. Sicuramente il PNRR è un’occasione imperdibile di rilancio e di rafforzamento del nostro Paese. E soprattutto c’è da ricostruire il tessuto sociale segnato dal Covid-19. Noi continueremo ad agire per tornare alla normalità il prima possibile.
"Tornare dopo un anno e mezzo in quest’aula per votare il Presidente della Repubblica è un'emozione molto forte". Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli si è espresso in una nota breve nota condivisa sui social, accompagnata da un selfie, a margine del primo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica (i risultati qui). Il governatore fa riferimento al periodo vissuto come deputato.
"In questa fase molto complicata della storia - aggiunge Acquaroli -, occorre una scelta che sia in grado di garantire all’Italia credibilità e che sappia difendere al tempo stesso i nostri interessi nello scenario mondiale". Partecipano alla votazione come delegati, in rappresentanza della Regione Marche, anche il presidente del Consiglio regionale delle Marche Dino Latini e il capogruppo Pd Maurizio Mangialardi. Leggi qui per capire quali criteri hanno portato alla loro designazione
Si è concluso il primo voto per l'elezione del presidente della Repubblica, con una fumata nera: non è stato raggiunto il quorum. Trionfano le schede bianche: ben 672. Il candidato più votato, al termine dello spoglio, è stato l'ex giudice e magistrato Paolo Maddalena (36 preferenze sui 976 votanti). Si tratta del candidato esplicito del gruppo di 'Alternativa C'è', che conta una quarantina di fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.
Sedici le preferenze per il Presidente della Repubblica uscente Sergio Mattarella, nove quelle del ministro della Giustizia Marta Cartabia. In 7 hanno inserito nell'urna il nome di Silvio Berlusconi. Nello spoglio della prima votazione per il presidente della Repubblica voti anche per i giornalisti Bruno Vespa, Fulvio Abbate e Antonio Signorini. Votati pure Giuseppe Cruciani della trasmissione radiofonica 'La Zanzara', Alberto Angela, lo scrittore Mauro Corona e Amadeus.
Non c'è stato accordo tra le forze politiche che - almeno oggi - hanno avviato un dialogo, come conferma una nota congiunta Lega-Pd al termine dell'incontro tra Salvini e Letta.
Attivissimo è proprio Matteo Salvini che sta incontrando i leader dei partiti senza soluzione di continuità. C'è il massimo riserbo sui risultati di questi colloqui ma tutti danno per scontato che bisognerà arrivare almeno alla quarta votazione - quando il quorum scenderà alla maggioranza assoluta - per immaginare un esito positivo.
Transatlantico pieno alla Camera per il primo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica, come non si vedeva da molto tempo. A popolare l'ampio spazio davanti l'ingresso dell'aula non solo i grandi elettori, ma anche numerosi giornalisti.
Il quorum richiesto era di due terzi dei componenti del Collegio, ovvero di 672 voti. Prima dell'inizio della chiama Fico ha spiegato le modalità di voto. Ogni grande elettore si disinfetta le mani prima di ricevere la scheda, vota e quindi la depone nell'Insalatiera, l'urna in vimini e oro rivestita di raso verde che le contiene.
Votata anche la senatrice a vita Liliana Segre nel primo scrutinio per l'elezione del Presidente della Repubblica. La stessa senatrice ha dichiarato: "Il voto è segreto, non dirò mai a nessuno cosa ho votato". Segre ha votato tra i primi, assieme agli altri senatori a vita, e una volta uscita dall'Aula si è fermata su un divanetto del Transatlantico, dove è stata salutata da molti grandi elettori, alcuni dei quali hanno voluto farsi un selfie con lei.
Ai cronisti che l'hanno interpellata sul voto ha detto "di sentire molto la responsabilità di questa scelta", ma di non voler rivelare il proprio voto: "Non l'ho detto a nessuno, non potrei dirlo a lei" ha risposto al cronista.
La proroga della sospensione dei mutui per i cittadini privati per la prima casa o l’attività economica inagibile a causa del sisma, il rimborso dell'eccedenza di IVA detraibile dagli interventi di ricostruzione degli immobili danneggiati, il differimento della corresponsione dei ratei di mutuo da parte dei Comuni del cratere sismico, il credito di imposta concernente gli investimenti delle imprese nelle aree colpite, la continuità operativa agli Uffici Speciali per la ricostruzione e ai Comuni garantendo stabilità al personale che vi lavora e l’adeguamento dei prezzi delle materie prime.
Sono le richieste formulate dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, in una lettera inviata oggi al presidente del Consiglio, Mario Draghi, e ai Ministri Giancarlo Giorgetti (Sviluppo Economico), Daniele Franco (Economia e delle Finanze), Mariastella Gelmini (Affari regionali e le Autonomie) e Mara Carfagna (Coesione Territoriale), “per rappresentare urgenti necessità di proroga di alcune misure a sostegno delle popolazioni colpite dal sisma del Centro Italia”.
“Sono trascorsi ormai oltre cinque anni dalle scosse che hanno devastato una vasta porzione del nostro territorio nazionale – così il Presidente Acquaroli – e danneggiato decine di migliaia di cittadini, enti locali, imprese, che con esemplare dignità affrontano le conseguenze socio-economiche del terremoto aggravate oggi dalle difficoltà legate all’emergenza pandemica"
“A testimoniare il perdurare delle difficoltà delle popolazioni e dei territori interessati dagli eventi sismici del 2016 del Centro Italia – spiega Acquaroli nella lettera – vi è proprio la recente proroga sia dello stato di emergenza che della gestione straordinaria della ricostruzione fino al 31 dicembre 2022, inserita nella Legge di Bilancio (l. 234/2021), a cui tuttavia non sono state legate le proroghe di alcune misure economiche fondamentali per la concreta ripresa della ricostruzione e delle comunità.”
“Quanto mai urgente – le richieste espresse nella lettera – risulta essere un intervento finalizzato ad ampliare l’accesso al Fondo di solidarietà dei mutui per l’acquisto della prima casa (che prevede la sospensione delle rate), ai proprietari di immobili inagibili prevedendo la sospensione del finanziamento fino al termine dello stato di inagibilità della propria abitazione o dell’immobile destinato ad attività economiche, commerciali e produttive. Emendamento che risulta essere stato inserito nel Decreto Sostegni Ter, attualmente in discussione, e di cui si auspica l’approvazione”
Quindi la lettera prosegue illustrando tecnicamente le misure richieste. Ecco di seguito il contenuto integrale:
“Occorre introdurre misure finalizzate al concreto sostegno delle attività produttive danneggiate dal sisma con l’introduzione della possibilità di chiedere il rimborso dell'eccedenza di IVA detraibile, risultante dalla dichiarazione annuale, limitatamente all'imposta relativa agli interventi di riparazione e ricostruzione di immobili danneggiati da eventi calamitosi per i quali siano erogati contributi pubblici finalizzati.
Contestualmente andrebbe prevista la possibilità di chiedere il rimborso anche per periodi inferiori all’anno nonché l’autorizzazione al Commissario straordinario di anticipare l’IVA sulle fatture dei tecnici e delle imprese esecutrici o su quelle dei fornitori nelle more della possibilità di richiedere ed ottenere il rimborso in sede di dichiarazione IVA annuale ovvero infrannuale. L’esigenza si spiega con l’intento di sollevare le imprese dall’esposizione finanziaria (tenuto conto della tempistica dei rimborsi IVA), soprattutto considerando che le stesse hanno subito un fermo o un rallentamento produttivo sia a causa degli eventi sismici che della pandemia.
Analogamente occorre prorogare per almeno un triennio il differimento della corresponsione dei ratei di mutuo da parte dei Comuni inseriti nel cratere sismico. Al fine inoltre di assicurare agli stessi Comuni ulteriore continuità nel garantire il servizio di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, va prevista una autorizzazione in capo al Commissario Straordinario per la ricostruzione che consenta, anche per l’anno 2022, di far fronte agli oneri di compensazione per sopperire alle minori entrate registrate a titolo di tassa sui rifiuti (TARI).
Altra misura da prorogare per la ripresa economica del territorio colpito dagli eventi sismici risulta essere il credito di imposta concernente gli investimenti nelle aree colpite dal sisma. Il "Sostegni bis" ha prorogato al 31 dicembre 2021 il credito di imposta per le imprese che intendono investire nelle aree del Cratere sismico del Centro Italia. In coerenza con le analoghe misure previste a sostegno del Mezzogiorno la misura andrebbe prorogata quantomeno al 31 dicembre 2022.
Il quadro delle necessità non può poi prescindere dall’adeguamento dei prezzi delle materie prime, il cui aumento ha inciso sul rallentamento dei lavori di ricostruzione e sulla concreta possibilità delle imprese di eseguire i lavori già affidati, ma anche di partecipare all’affidamento di ulteriori lavori. In tal senso risulta necessario garantire quanto prima l’emanazione del Decreto del Ministero delle infrastrutture prevedendo anche la modifica della disposizione estendendo la compensazione delle lavorazioni eseguite e contabilizzate quantomeno al 31 dicembre 2021 o anche oltre. Un intervento tempestivo è stato già chiesto anche al Commissario Straordinario, per l’emanazione del nuovo prezziario unico del cratere.
Da ultimo, e non per importanza, occorre garantire continuità operativa agli Uffici Speciali per la ricostruzione e ai Comuni garantendo stabilità al personale che vi lavora. Con tale finalità occorre prorogare al 31 dicembre 2023 l’applicazione della stabilizzazione prevedendo l’utilizzo delle somme già stanziate e non utilizzate con il primo processo di stabilizzazione, per assicurare il concorso agli oneri derivanti dalle assunzioni a tempo indeterminato a favore degli enti già indicati nello stesso provvedimento e senza dunque necessità di mettere a disposizione risorse aggiuntive.”
“Le condizioni dei cantieri in zona piazza Pizzarello, nel cuore della città, restano indecenti e il loro stato è altresì pericoloso per la salute dei cittadini ivi residenti e non solo. Ad ogni occasione di maltempo la lamiera protettiva che delimita il cantiere sporge in più punti verso la carreggiata esterna mostrando un’instabilità assai pericolosa”. A sottolinearlo è David Miliozzi, capogruppo di "Macerata Insieme", in una mozione riguardante lo stato dei lavori nei cantieri Italappalti srl e la manutenzione dell’area.
"Le lamiere ostruiscono la visibilità in più punti – aggiunge Miliozzi nella mozione -, comprese le strisce pedonali all’incrocio di piazza Ugo Pizzarello con via Filiberto, facendo sì che gli automobilisti non sono nella condizione di rendersi conto dell’attraversamento dei pedoni”. “I residenti della zona affermano di aver visto entrare nel cantiere soggetti non autorizzati, il che è dimostrato dalle pitture (street art?) riscontrabili nei piani alti dell’edificio abbandonato - puntualizza il consigliere -. Tali intrusioni denotano da sé la pericolosità dell’atto compiuto e pongono un enorme problema di sicurezza”.
Il capogruppo di "Macerata Insieme" evidenzia anche “problemi analoghi nelle costruzioni abbandonate di via Valenti, i cui lavori fanno riferimento alla stessa impresa Italappalti srl”. “È necessario intervenire in maniera urgente su alcune strutture esterne” ammonisce Miliozzi, richiedendo all’Amministrazione Comunale di chiedere alla Italappalti “a che punto è lo stato della ripresa dei lavori” e “a chiedere di provvedere con maggiore attenzione alla manutenzione dei cantieri da essa gestiti, ribadendo che non debba mai essere oltrepassato il limite della decenza e meno che mai quello della sicurezza dei cittadini”.
Con specifico atto di indirizzo formalizzato con Delibera di Giunta, l’amministrazione comunale di Porto Recanati sta provvedendo all’aggiornamento del Piano antenne entro la prevista scadenza di legge del 31 marzo 2022. Ogni anno le amministrazioni comunali che si sono dotate di un Piano antenne sono tenute, infatti, ad aggiornarlo con lo scopo di razionalizzare la gestione delle richieste che i vari providers di telefonia inviano con i propri piani di sviluppo.
“Purtroppo, tale prassi, in modo abbastanza inspiegabile, non è stata adempiuta nel 2021 dalla precedente amministrazione – spiega il sindaco Andrea Michelini -. Dopo aver deciso di non rinnovare l’incarico alla Polab che da diversi anni si occupava per conto del Comune di Porto Recanati di gestire gli aggiornamenti consigliando conseguentemente la dislocazione di nuovi impianti, ha omesso di aggiornare come previsto dalla legge il Piano antenne alla scadenza prevista”.
“Questa mancanza – continua Michelini in una nota - ha di fatto creato un vulnus al quale l’attuale amministrazione intende porre immediato rimedio. Siamo infatti convinti che questo strumento, se costantemente aggiornato e gestito in modo corretto, possa porre in essere le dovute azioni di cautela nei confronti dei providers che ogni anno avanzano richieste di nuovi impianti nel nostro territorio”.
"L’installazione di nuovi impianti di telefonia mobile – sottolinea il sindaco - spesso suscitano nella cittadinanza un forte impatto emotivo che deve necessariamente essere tenuto in debita considerazione. È pertanto intento di questa amministrazione dedicare alla materia la massima attenzione nell’ottica di una gestione del territorio consapevole e garantendo alla cittadinanza la tutela della propria salute evitando il proliferare di nuovi impianti in punti che la stessa amministrazione può giudicare o già saturi o particolarmente sensibili”.
“Ribadiamo che il Comune, purtroppo, a proprie spese non può sostenere gli importi che implicherebbe l’acquisto di ventilatori meccanici per il ricambio dell’aria; spese che, inoltre, riteniamo sarebbero inopportune visto che saranno realizzate nuove scuole, un ambito sul quale abbiamo investito e abbiamo già illustrato i progetti di edilizia scolastica che consegneranno alla città edifici completamente nuovi”.
A sottolinearlo è il sindaco di Treia Franco Capponi, nel replicare alla questione riguardante l'installazione di impianti di ventilazione meccanica controllata nelle scuole contro il Covid sollevata, nei giorni scorsi, dall'opposizione (leggi qui) che - sottolinea il primo cittadino - "non perde occasione per tentare di screditare l’attività amministrativa, senza riuscirci".
“Al primo bando, in capo ai Comuni, non abbiamo partecipato perché le somme a disposizione non erano sufficienti per coprire il fabbisogno di tutte le scuole di Treia (tant’è che in tutta la provincia di Macerata solo quattro scuole sono riuscite ad accedere al bando, com’è visibile nel comunicato della Regione Marche del 25 marzo 2021) - aggiunge il sindaco -. Abbiamo ritenuto che non fosse un principio giusto generare una disparità tra scuole e le singole aule delle stesse, quindi nel trattamento dei nostri stessi studenti".
"Quanto al secondo bando, non è vero quanto affermato dall’opposizione, ovvero che 'il Comune non ha partecipato', dal momento che non era un bando riferito ai Comuni, ma spettava agli istituti scolastici parteciparvi (avviso pubblico n 761 del 13 luglio 2021) - spiega Capponi -. In questo caso, l’Istituto Comprensivo Paladini ha presentato domanda per accedere ai fondi, col supporto e la collaborazione del Comune, ma non risultano pervenute risposte".
"Dunque, da parte nostra c’è la massima volontà di garantire agli studenti, tutti gli studenti, la sicurezza necessaria, in questo particolare momento e non solo, tant’è che gli investimenti che stiamo facendo lo dimostrano. Ribadiamo che abbiamo scuole in cui riusciamo a garantire un buon ricambio dell’aria, quindi anche ventilazione, grazie ad ampie superfici finestrate. Un aspetto questo a cui abbiamo prestato grande attenzione fin dall’inizio dell’emergenza” conclude il sindaco Franco Capponi.
Corridonia ha il primo candidato sindaco per le prossime elezioni: si tratta di Sandro Scipioni che scenderà in campo con la civica Corridonia Rinasce. Scipioni, tre lauree - ex coordinatore del Centro dialisi Macerata–Tolentino, responsabile organizzativo Dipartimento specialità mediche dell’Area Vasta 3 e già presidente dell’Ordine degli infermieri dal 2009 al 2011 - non è un novizio della politica.
È stato infatti già Consigliere per due legislature dal ’90 al ’94 (in maggioranza), e durante l’amministrazione Calvigioni 2012-2017 (all’opposizione). Sandro Scipioni ha sciolto le riserve e presenterà ufficialmente la sua candidatura, attraverso una conferenza stampa, nella giornata di martedì 25 gennaio.
Quattro gruppi consiliari composti da un totale di otto consiglieri hanno deciso di unirsi per dare vita ad una proposta civica in vista delle prossime elezioni. Si tratta di Corridonia Futura, Corridonia Domani, Per cambiare Corridonia e Vivere Corridonia
“In questi anni di esperienza amministrativa pur partendo da diversi schieramenti il gruppo si è formato, si è rodato, dando prova nel tempo di lealtà reciproca e di compattezza”, fanno spere i portavoce Matteo Ceschini (Corridonia Futura e Corridonia Domani), Nelia Calvigioni (Vivere Corridonia) e Francesco Calia (Cambiare Corridonia).
“Ognuno- spiegano - ha messo a disposizione con umiltà e serietà le proprie risorse, in modo disinteressato e trasparente, per puro spirito di servizio civico, cercando di lavorare nell’interesse del territorio. L’intento è quello di proporre la miglior sintesi di tutte le forze in campo, responsabilmente, accantonando le posizioni di parte per far emergere su tutto l’interesse generale, in un momento tanto critico quanto denso di opportunità, che devono essere raccolte.
Una proposta civica nella quale incanalare tutte le energie positive, che rappresenti le varie realtà sociali del territorio, aperta ad ogni fattivo contributo di collaborazione. Pronta a dialogare con le forze politiche che non si rivedono nell’operato dell’attuale amministrazione.
“Un deciso cambio di rotta che dia avvio finalmente a un nuovo modo di amministrare la cosa pubblica, partendo dal confronto con i cittadini sui temi cruciali come l’edilizia scolastica, la riqualificazione delle aree urbane e delle periferie, il contrasto allo svuotamento delle frazioni che si stanno trasformando in satelliti dei comuni limitrofi, il sostegno all’associazionismo, un piano organico per lo sport, la definizione di una linea precisa su ambiente, territorio e turismo.
Uno scatto d’orgoglio sull’offerta culturale che i nostri territori possono offrire. Infine, una politica di rafforzamento delle strutture sanitarie del territorio, con la realizzazione di una adeguata rete di prossimità, tema sul quale l’attuale amministrazione ha da tempo dato forfait”.
“Sappiamo che ci sono diverse criticità da migliorare – concludono - perciò stiamo lavorando per mettere in campo una proposta equilibrata che tenga anche conto delle opportunità previste dal PNRR. Una sfida impegnativa alla quale non ci possiamo e non ci dobbiamo sottrarre”.
In vista delle prossime elezioni per il sindaco di Tolentino, tornano a parlare dopo mesi di voluto silenzio - "per meglio concentrare le energie in vista di una nuova e più efficiente amministrazione locale" - i coordinatori di Civico 22 Paolo Dignani e Massimo D'Este. A seguito della recente alleanza fra Movimento 5 Stelle, Tolentino Popolare e Partito Democratico (leggi qui) la realtà civica locale ha ritenuto opportuno aprire ai tavoli tematici con l'obbiettivo di dare un contributo fattivo e costruttivo alla definizione di idee e proposte utili allo sviluppo di un programma che guardi al futuro della città secondo l'auspico della buona politica, priva di logiche personalistiche.
"La nostra dichiarata disponibilità al dialogo - si evince dal comunicato diffuso - con movimenti, gruppi politici, liste civiche, la chiarezza e la linea di pensiero di Civico 22 non sono una fragile ossessione, ma elementi fondanti di un'idea che ha due cardini imprescindibili: un no categorico a coalizioni politicamente innaturali, senza prospettive di dialogo a lungo termine e la ricerca di un candidato Sindaco autenticamente civico.
"Ci preme ribadire - prosegue la nota - che occore oggi formare una sana e matura coalizione che annoveri fra i suoi valori l'equità sociale, la tutela dei diritti individuali e collettivi, la tutela dell'ambiente, la solidarietà e la sussidiarietà, l'integrazione sociale e culturale e non ultimo la sicurezza e il benessere dei nostri concittadini. Per questo, bisogna prendere le distanze da uomini e donne legati ai vecchi modi di fare politica: le nuove figure dovranno essere autorevoli poiché spetterà loro anche il difficile compito di riattivare la voglia di partecipazione dei cittadini, mettendo a disposizione competenza ed entusiasmo, nel solco della discontinuità sia nei metodi che nei contenuti".
"Ventilazione meccanica nelle scuole contro il Covid: il Comune di Treia rimane a guardare". A sottolinearlo sono i consiglieri comunali del gruppo 'Prima Treia' Vittorio Sampaolo, Andrea Mozzoni e Gianluca Gagliardini a seguito della mancata partecipazione dell'Amministrazione Capponi al bando indetto dalla Regione Marche. Bando nel quale sono stati destinati ulteriori 3 milioni di euro per l’installazione degli impianti di ventilazione meccanica negli istituti scolastici.
"La Giunta ha definito l’impegno della Regione come 'fumo negli occhi - spiega il gruppo Prima Treia in una nota, facendo riferimento all’espressione usata dal Sindaco a seguito dell’interrogazione presentata sul tema dall’opposizione -, non solo, la Giunta si è arrampicata sugli specchi paragonando l’iniziativa allo spreco economico causato dall’acquisto dei banchi a rotelle".
"A detta dell’Amministrazione comunale - continuano i consiglieri di 'Prima Treia' -, anche in piena stagione invernale sono sufficienti le 'grandi finestre' (citiamo ancora) degli edifici per garantire il costante ricircolo d’aria necessario per impedire il protrarsi del contagio". Insomma, "soldi buttati via" secondo il sindaco Capponi: "Si è giustificato ancora il tutto con la futura realizzazione delle nuove strutture scolastiche, ma il Covid è un’emergenza attuale e ancora ben presente - ribadisce il gruppo di opposizione -, intanto, le risorse stanziate dalla Regione Marche sono salite in totale a 12 milioni di euro, prima Regione in Italia a lanciare l’iniziativa; meriti evidenziati anche da importanti giornali (ultimo esempio, solo in ordine di tempo, “la Repubblica”) ed esperti del settore".
“Il modello Marche, tuttavia, poco ha interessato la Giunta treiese, nonostante il tecnical officier dell'Oms, Luca Fontana, abbia indicato la ventilazione meccanica controllata nelle aule scolastiche come efficace strumento di contrasto alla diffusione del contagio da Coronavirus. Non banchi a rotelle ma interventi strutturali per supportare l’importanza della didattica in presenza - conclude Prima Treia -, per questo il nostro ringraziamento va al presidente Acquaroli e alla Giunta regionale per aver proseguito con determinazione nella strada intrapresa per la salute degli studenti marchigiani".
Le forze di opposizione consiliare - Movimento 5 Stelle, Tolentino Popolare, Partito Democratico - si sono incontrate "per porre le basi a un progetto comune, volto a rilanciare la nostra città". A comunicarlo, in una nota, sono i consiglieri del Movimento 5 Stelle Gianni Mercorelli e Martina Cicconetti, Diego Aloisi (consigliere Tolentino Popolare) e Fabio Montemarani (segretario Tolentino Popolare), Rodolfo Frascarello (coordinatore Pd Tolentino) e Matteo Pascucci (segretario Pd Tolentino).
"Il progetto è aperto a tutti coloro che non condividono la cultura amministrativa e il metodo di applicazione della stessa che l’attuale Amministrazione ha costruito e sta portando avanti - si legge ancora nella nota congiunta -. L’incontro è servito inoltre a manifestare attenzione e interesse a tutte le realtà civiche nate ultimamente, come Civico 22, Tolentino solidale, Dipende da Noi. Auspichiamo di creare un’ampia coalizione che porti alle elezioni amministrative, ormai alle porte".
Via libera oggi dal Consiglio dei Ministri al disegno di legge delega per l’adozione di un “Codice della ricostruzione”. “Una riforma di portata storica, che punta a definire un quadro normativo uniforme per le attività di ricostruzione post sisma, con l’attuazione di un modello che garantisca certezza, stabilità e velocità di questi processi, e che al tempo stesso assicuri una ripresa delle attività economiche e sociali nei territori colpiti” hanno sottolineato il Commissario Straordinario per la ricostruzione 2016, Giovanni Legnini, il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, il Capo Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande, che hanno contribuito alla stesura del testo.
Oggi in Italia sono in corso almeno sette ricostruzioni post sisma, ciascuna con le sue regole, le sue procedure, un proprio modello di gestione. Il “Codice” nasce proprio per superare questa frammentazione, che genera confusione normativa e diseguaglianze nei diritti riconosciuti ai cittadini colpiti dalle catastrofi naturali. La delega propone la creazione di uno specifico Dipartimento delegato alle ricostruzioni nell’ambito della Presidenza del Consiglio, in coordinamento con il Dipartimento della Protezione Civile, con possibilità di nomina di Commissari straordinari per le ricostruzioni più complesse, e l’introduzione di uno “stato di ricostruzione”, distinto e susseguente allo “stato di emergenza”. Sarà possibile in sostanza realizzare quel passaggio coordinato tra prima assistenza alla popolazione e gestione dello stato di emergenza, affidati al sistema di Protezione Civile, e la successiva fase di ricostruzione.
Si introducono, inoltre, alcuni principi nuovi ed importanti. Innanzitutto, quello che i processi di ricostruzione non si limitino alla riparazione materiale dei danni, ma assicurino ai territori colpiti anche il recupero del tessuto socioeconomico, ad esempio con gli aiuti alle imprese. Si prevede poi che, in caso di danni molto elevati e di situazioni complesse, si possa attuare una ricostruzione pubblica dei centri urbani e storici dei comuni più colpiti attraverso progetti unitari. Per il rifacimento delle opere pubbliche si prevedono anche semplificazioni e meccanismi di accelerazione, come l’obbligo di utilizzare centrali uniche di committenza. Per la prima volta, inoltre, si apre alla possibilità di introduzione di polizze assicurative private per il ristoro dei danni da sisma, delegando il Parlamento a valutare l’eventuale introduzione di forme di indennizzo diverse dal contributo pubblico.
Molte delle soluzioni proposte dalla delega sono mutuate dalle esperienze passate, ed in particolare dalle più recenti innovazioni nella ricostruzione post sisma 2016, come il modello di gestione multilivello delle grandi ricostruzioni, affidate ad una Cabina di coordinamento, guidata dal Capo del Dipartimento o dal Commissario, con i presidenti delle Regioni interessate, i rappresentanti dei sindaci ed il Capo Dipartimento della Protezione Civile, con il quale vengono stabilite precise modalità di raccordo nel passaggio dalla fase di emergenza a quella della ricostruzione. Viene poi confermato il modello amministrativo delle attività di ricostruzione, basato sugli Uffici Speciali Regionali, che assistono i comuni anche nella pianificazione urbanistica e attuano gli interventi pubblici più rilevanti, così come quello del monitoraggio, basato sulle piattaforme digitali, e dei controlli di legalità, con il rafforzamento della Struttura di missione del Ministero dell’Interno.
La nuova struttura della Presidenza del Consiglio potrà essere dotata di un contingente di personale tecnico altamente specializzato, ricorrendo a professionalità attualmente impegnate nelle ricostruzioni dell’Aquila, dell’Emilia-Romagna e del Centro Italia. “Tutto il Servizio Nazionale della Protezione Civile darà il suo contributo di esperienza al grande cantiere normativo che prenderà il via grazie alla legge delega approvata oggi dal Consiglio dei Ministri. È un risultato particolarmente importante perché da tempo sentivamo l’esigenza di armonizzare, in caso di grandi terremoti, il superamento dell’emergenza e la fase di ricostruzione.
La scelta del Governo consente di avviare questo percorso che garantirà ai cittadini non solo una pronta risposta all’emergenza ma anche uniformità di trattamento su tutto il territorio nazionale” ha aggiunto il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio. “Si tratta di una proposta virtuosa, resa possibile dalla collaborazione e dalla condivisione delle esperienze di tutti. L’idea di fondo è quella di assicurare una policy stabile della ricostruzione e messa in sicurezza del territorio, ispirata ai principi di semplificazione, accelerazione dei tempi e dello sviluppo. Un modo per individuare un’ordinarietà nella straordinarietà dell’emergenza ricostruzione perché, come suggerito dalla Corte dei Conti, anche nella fase successiva all’emergenza è necessaria una regolamentazione che individui modelli organizzativi e procedurali idonei a dare certezza e a ridurre i tempi della ricostruzione” ha detto il Capo del Dipartimento Casa Italia, Elisa Grande.
“Ringrazio il Governo per l’approvazione del disegno di legge delega che potrà finalmente essere sottoposto all’esame del Parlamento, presso il quale pende già il disegno di legge dell’On.le Pezzopane. Mi auguro che si proceda celermente con l’approvazione del testo, in tempo utile per il varo del Codice entro la Legislatura, una riforma che potrà finalmente dare certezze ai cittadini, alle imprese e agli enti locali dei territori colpiti dai terremoti, così superando le lungaggini e le incertezze che hanno da sempre caratterizzato l’avvio dei processi di ricostruzione“ ha concluso il Commissario Giovanni Legnini.
Il consigliere di minoranza ed ex vicesindaco, Rosalba Ubaldi, ha inviato all’attuale primo cittadino, Andrea Michelini, una lettera che contiene proposte per superare le problematiche relative al ritiro dei rifiuti dei cittadini costretti alla quarantena per il covid. "Molti concittadini mi hanno evidenziato, come probabilmente a lei, il problema di dover raccogliere i rifiuti in modo appropriato, ma il più delle volte non riescono a venire in possesso dell’apposito kit e comunque del ritiro dei sacchi che in molti appartamenti non riescono a trovare spazio di accatastamento”, scrive Ubaldi nella missiva.
"È ovvio che la situazione, qui come ovunque, ha assunto proporzioni tali da vanificare la tracciabilità della prima fase per cui non possono, a mio parere, essere mosse accuse di inefficienza al Cosmari, ma trovate soluzioni alternative. Nello spirito della migliore collaborazione mi consento di esprimerle possibili soluzioni da verificare con il Cosmari.
Considerato che intere famiglie sono coinvolte dal contagio per fortuna in forme non gravi per la maggior parte di loro e tuttavia, nottetempo, scendono in strada per accompagnare gli animali domestici (che hanno quasi tutti) si può ipotizzare che siano gli stessi, che evitando di uscire dalla porta di casa nelle ore in cui possono incontrare, seppure con le dovute protezioni, altri coinquilini, a depositare all’esterno delle rispettive abitazioni i sacchi neri che il Cosmari, poi provvederebbe a ritirare in modo generalizzato magari in uno specifico giorno della settimana.
In tal caso i sacchi dedicati potrebbero essere recapitati, con ogni cautela e fuori dell’uscio di casa anche da personale della Protezione Civile che tanto aveva collaborato in tal senso nella prima fase. Qualora la soluzione prospettata incontrasse problematiche di privacy (che non mi sembra sia più così ferrea visto che sono gli stessi contagiati a dirlo tranquillamente) una soluzione alternativa potrebbe essere quella di far usare semplicemente i sacchi gialli già in dotazione di ciascuna famiglia ed aggiungere un giorno alla raccolta, ad esempio il giovedì o (causa mercato) il venerdì. Tale giorno aggiuntivo costituisce sicuramente una spesa per il Comune che tuttavia può tranquillamente essere annoverata tra quelle compensate dallo Stato per gli impegni-covid.
Questa soluzione impone ovviamente maggiori cautele da parte del personale Cosmari ma conoscendo la serietà dell’azienda non credo sia impossibile provvedere come immagino stia già facendo considerando che non possono avere alcuna certezza attualmente dell’utilizzo dei sacchi dei rifiuti. “D’altro canto – conclude il consigliere di minoranza - dobbiamo considerare che da questo stato di cose non ci libereremo in tempi rapidi ed una soluzione va trovata. Mi auguro che lei consideri quanto suggerito come un contributo, quale intende essere, e non come una sterile critica".
“Dobbiamo salvaguardare la continuità delle imprese, il loro valore sociale, economico e di tutela del patrimonio marittimo e della biodiversità”. Questo l’imperativo ad animare il vertice del Partito Democratico Regionale che si è tenuto ieri sera presso Il Veneziano di Civitanova Marche, ristorante rinomato del lungomare nord. Sul tavolo dell’incontro la tanto discussa direttiva Bolkestein promossa dall’UE: una manovra che rischia di penalizzare balneari e gestori di attività in aree demaniali marittime.
Durante il dibattito intitolato "Per superare la Bolkestein", sono intervenuti i rappresentanti del Pd Umberto Buratti e Mario Morgoni (responsabili in Parlamento), Maurizio Mangialardi (capogruppo Pd della Regione) e Francesco Micucci (componente dell’assemblea nazionale per il Pd di Civitanova). Fra i presenti, anche la candidata sindaco del centrosinistra Mirella Paglialunga.
«Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli – hanno dichiarato i dem - dovrà impegnarsi di più nella prossima Conferenza Stato-Regioni affinché il Parlamento giunga quanto prima a una legge nazionale che tuteli il lavoro e gli investimenti di migliaia di piccole imprese a conduzione familiare operanti nel settore balneare. Stiamo parlando della ricchezza prodotta nel territorio e che deve restare nel territorio, a differenza di quanto accadrebbe qualora le future concessioni fossero assegnate a grandi gruppi di carattere nazionale e internazionale».
Pochi giorni prima era tornata ad esprimersi sull’argomento anche la rappresentanza di centrodestra delle Marche, nel corso dell’ultimo Consiglio Regionale tenutosi ad Ancona. «L’Europa pretende il rispetto del principio della concorrenza per le nostre micro concessioni balneari – ha dichiarato il consigliere Marco Marinangeli (Lega) -, ma poi non interviene quando si tratta di regolamentare quella dei giganti del web. La sentenza del Consiglio di Stato del 13 gennaio 2022 che prorogherebbe le concessioni a fine 2023 – e non più al 2033 come era stato richiesto – rischia di avere un serio impatto su tutto il settore interessato, con notevoli difficoltà economiche per gli operatori locali e la preclusione di ogni prospettiva imprenditoriale».
A fare da èco alle parole di Marinangeli quelle della forzista Jessica Marcozzi e del presidente del consiglio regionale Dino Latini (UDC). «Ci aspettiamo che la giunta Acquaroli a solleciti e supporti ogni azione a favore delle migliaia di attività marittime, piccole e medie imprese, in larga parte a conduzione familiare. Allo stesso tempo, il Governo e il Parlamento dovranno impegnarsi in termini sia legislativi, sia di forte dialogo a livello europeo».