Politica

Elezioni 2022, via allo scrutinio: tensione nei seggi in attesa dei vincitori (FOTO e VIDEO)

Elezioni 2022, via allo scrutinio: tensione nei seggi in attesa dei vincitori (FOTO e VIDEO)

A dispetto delle percentuali di affluenza alle urne da parte dei cittadini aventi diritto al voto (il 55,09 %, in calo di 4 punti rispetto al 2017), c’è grande attesa in tutta la regione delle Marche per conoscere i risultati di queste Elezioni Comunali 2022. Anche nella provincia di Macerata, rappresentanti di lista e scrutatori distribuiti fra i seggi di Civitanova, Tolentino, Corridonia, Camerino e Valfornace si sono attivati dalle ore 14, procedendo al conteggio delle schede, che entro la giornata decreteranno i vincitori immediati (come Massimo Citracca e Roberto Lucarelli) di quest’ultima tornata elettorale e i ‘rimandati’ al ballottaggio previsto per domenica 26 giugno. Già dalle prime battute dello spoglio, si respira una forte aria di tensione e aspettativa legata non solo ai nomi dei sindaci che guideranno le città della provincia maceratese per i prossimi 5 anni, ma anche quelli dei nuovi membri dei rispettivi consigli comunali. Per alcuni la sfida fra i contendenti si giocherà tutta sul filo sottile della credibilità e delle promesse fatte durante la campagna elettorale, oltre che della bandiera politica cui – in un modo o nell’altro – si è scelto d’esser rappresentati. Con conseguente risonanza sul piano nazionale legata all’esito delle amministrative nelle altre regioni.

13/06/2022 16:30
Elezioni Valfornace, Massimo Citracca confermato sindaco

Elezioni Valfornace, Massimo Citracca confermato sindaco

Massimo Citracca si conferma sindaco di Valfornace. Dopo lo scrutinio delle due sezioni cittadine, il primo cittadino uscente, candidato della lista "Valfornace Impegno Comune", ottiene una larga vittoria con 120 voti di scarto e il 60,14% delle preferenze sullo sfidante Sandro Luciani, fermo al 39,86% (Valfornace impegno comune).  Valfornace in questa tornata elettorale ha registrato un numero più basso in termini di affluenza rispetto a cinque anni fa, tendenza che si riscontra in tutti i cinque comuni del Maceratese chiamati ad eleggere sindaco e Consiglio comunale: ha votato il 76,75% degli aventi diritto (nel 2017 la percentuale era all'80,25%). 

13/06/2022 16:18
Elezioni Camerino, Lucarelli è il nuovo sindaco, Sborgia staccato di soli 46 voti

Elezioni Camerino, Lucarelli è il nuovo sindaco, Sborgia staccato di soli 46 voti

Giungono i dati definitivi dallo spoglio elettorale a Camerino. Dopo lo scrutinio delle otto sezioni totali, Roberto Lucarelli, candidato della lista "Camerino Insieme" (1766 voti, 50,66%) ha battuto Sandro Sborgia candidato della lista "Ripartiamo" (1720 voti, 49,34%). Si è vissuto un testa a testa sino all'ultima scheda, con 46 voti di differenza tra i due sfidanti.  Camerino in questa tornata elettorale ha registrato un numero più basso in termini di affluenza rispetto a cinque anni fa, tendenza che si riscontra in tutti i cinque comuni del Maceratese chiamati ad eleggere sindaco e Consiglio comunale: ha votato il 63,76% degli aventi diritto (nel 2017 la percentuale era al 71,39%).   

13/06/2022 16:03
Elezioni Corridonia, Giampaoli sfiora vittoria al primo turno ma sarà ballottaggio con Pierantoni

Elezioni Corridonia, Giampaoli sfiora vittoria al primo turno ma sarà ballottaggio con Pierantoni

Corridonia, tutto come previsto: si andrà al ballottaggio per l’elezione del primo cittadino che governerà il comune per i prossimi 5 anni. A sfidarsi nuovamente alle urne domenica 26 giugno saranno il candidato e la candidata sindaca dal centrodestra, Giuliana Giampaoli (48%) e il candidato primo cittadino del centrosinistra Manuele Pierantoni (35%).  Il vicesindaco e assessore al bilancio uscente, appoggiato da Corridonia insieme e Pensare Corridonia e figlio politico del sindaco uscente Cartechini, era dato per favorito nella bagarre elettorale che ha visto coinvolto il comune nelle ultime settimane. Giuliana Giampaoli, consigliera comunale di opposizione nel corso dell’ultima amministrazione e espressione locale del centrodestra moderato, è stata appoggiata dalle liste Cambiamo Corridonia e Centrodestra Unito. A pendere come ago della bilancia sarà Sandro Scipioni, cognato della Giampaoli e grande deluso della competizione elettorale. Il pacchetto di voti che potrebbe mettere a disposizione di Pierantoni o della Giampaoli risulterà decisivo per l’elezione del prossimo primo cittadino di Corridonia. Era stata la stessa candidata del centrodestra, nel corso di una delle ultime interviste prima del voto rilasciate ai microfoni di Picchio News, ad aprire a una possibile alleanza in previsione del ballottaggio proprio nei confronti di Sandro Scipioni. Al momento i giochi restano comunque aperti. Giungono i dati definitivi dello spoglio elettorale a Corridonia. Dopo lo scrutinio delle 15 sezioni cittadine, Giuliana Giampaoli (3355 voti) candidata sindaco della coalizione di centrodestra, che ha sfiorato la vittoria al primo turno, dovrà confrontarsi al ballottaggio con Manuele Pierantoni (2440), candidato della coalizione di centrosinistra (espressione dell'amministrazione uscente), il prossimo 26 giugno. Decisiva una manciata di voti, ancora da quantificare con esattezza. Più staccato Sandro Scipioni (15%, 1061 voti), candidato della coalizione "Corridonia Rinasce".  Corridonia in questa tornata elettorale ha registrato un numero più basso in termini di affluenza rispetto a cinque anni fa, tendenza che si riscontra in tutti i cinque comuni del Maceratese chiamati ad eleggere sindaco e Consiglio comunale: ha votato il 50,77% degli aventi diritto (nel 2017 la percentuale era al 59,41%).       

13/06/2022 15:49
Elezioni Tolentino: Luconi conferma il vantaggio su Sclavi, ma si va al ballottaggio

Elezioni Tolentino: Luconi conferma il vantaggio su Sclavi, ma si va al ballottaggio

Tolentino va al ballottaggio. Arrivano i dati definitivi sullo scrutinio delle 19 sezioni cittadine, stando ai quali la vicesindaco uscente Silvia Luconi, candidata della coalizione di centrodestra, chiude avanti (4.040 preferenze, il 42,37% delle preferenze) su Mauro Sclavi, candidato del terzo polo civico (3.176 voti, il 32,95% delle preferenze), mentre Massimo D'Este, candidato del centrosinistra, si ferma a 2379 voti (il 24.68% delle preferenze) e rimane fuori dal ballottagio del 26 giugno prossimo.  Tolentino in questa tornata elettorale ha registrato un numero più basso in termini di affluenza rispetto a cinque anni fa: ha votato il 55,60% degli aventi diritto (nel 2017 la percentuale era all'80,25%).     

13/06/2022 15:30
Elezioni Civitanova, sarà ballottaggio Ciarapica - Paglialunga

Elezioni Civitanova, sarà ballottaggio Ciarapica - Paglialunga

Giungono i dati dello spoglio elettorale a Civitanova Marche. Dopo lo scrutinio della prime 12 sezioni sulle 40 totali, Fabrizio Ciarapica, candidato della coalizione di centrodestra è in vantaggio con il 46,70% delle preferenze (2,299 voti), rispetto al 31,24% di Mirella Paglialunga, candidata della coalizione di centrosinistra (1538 voti) e il 13,83% di Silvia Squadroni (681voti), candidata della coalizione "Sìamo Civitanova".  Più staccati Vinicio Morgoni, candidato sindaco della coalizione "La Nostra Città" con il 3,27% (161 voti), Paolo Maria Squadroni, candidato della coalizione "Nova Urbs, Parola ai cittadini" (3,66%), seguito da Alessandra Contigiani, candidata del Movimento 3V (1.30%).  Civitanova in questa tornata elettorale ha registrato un numero più basso in termini di affluenza rispetto a cinque anni fa, tendenza che si riscontra in tutti i cinque comuni del Maceratese chiamati ad eleggere sindaco e Consiglio comunale: ha votato il 51,69% degli aventi diritto (nel 2017 la percentuale era al 59,41%).  Aggiornamento 16:20 Si consolida il vantaggio di Ciarapica, avanti con ampio margine in tutte le sezioni scrutinate fino a questo momento (2, 7, 14, 16, 17, 19, 23, 29, 32, 34, 35). A seguire Mirella Paglialunga, candidata del centrosinistra con la quale si prefigura un ballottaggio. Molto più staccata la candidata si SiAmo Civitanova, Silvia Squadroni. Dato importante quello di Civitanova Alta, dove ha sede il quartier generale della Paglialunga e dove si è imposto in modo netto (sez. 29 e 32) il sindaco uscente Fabrizio Ciarapica. Aggiornamento 17:30 Allunga il proprio vantaggio il primo cittadino uscente, Fabrizio Ciarapica, nelle prime 13 sezioni scrutinate, poco meno di un terzo delle 40 totali (2, 7, 14, 16, 17, 19, 21, 23, 29, 32, 34, 35, 37), a conferma di un trend che va consolidandosi ora dopo ora. Seconda resta la candidata del centrosinistra, Mirella Paglialunga. Sempre più staccata Silvia Squadroni, candidata di SiAmo Civitanova. Molto ravvicinati invece gli altri due candidati civici Vinicio Morgoni e Paolo Squadroni. Ultimi, al momento, per preferenza la candidata del movimento di protesta 3V, Francesca Contigiani. Aggiornamento 21:30 Nonostante gli eclatanti ritardi registrati in diversi seggi elettorali, Fabrizio Ciarapica continua a risultare in ampio vantaggio rispetto a Mirella Paglialunga, espressione del centrosinistra civitanovese. Come confermato dal centrodestra cittadino, il trend che vede il sindaco uscente in prima linea per il ballottaggio non ha scalfito i pensieri di un possibile colpo di scena addirittura al primo turno. Aggiornamento 22:00 Civitanova Marche resta l'ultimo comune tra quelli chiamati al voto nel fornire i risultati elettorali definitivi provenienti dalle varie sezioni. Con Camerino e Valfornace che hanno già eletto i loro primi cittadini e con Tolentino e Corridonia chiamate al ballottaggio, resta dietro solo il più numeroso comune del Maceratese. Con 27 sezioni scrutinate su 40 (pari a un avanzamento del 64,03%), Ciarapica conduce in testa con il 48,16% dei voti, seconda la Pagialunga con il 32,79%. Dietro, più staccati Silvia Squadroni con il 14,08%, Paolo Maria Squadroni con il 3,87%, Vinicio Morgoni con il 2,93% e Alessandra Contigiani con l'1,64%. Aggiornamento 23:00 Quando si è giunti a un avanzamento del 69,52%, tiene ancora botta il sindaco uscente Fabrizio Ciarapica con il 47,83% dei consensi pari a poco meno di 6000 voti nelle attuali 29 sezioni scrutinate sulle 40 totali. Segue Mirella Paglialunga con il 32,74%. Per la Squadroni ci si attesta al 14,26%. Più staccati Paolo Maria Squadroni(3,81%), Vinicio Morgoni (2,92%) e Alessandra Contigiani (1,64%). Aggiornamento 23.30 Mentre prosegue con 'singolare' lentezza lo spoglio, gli ultimi dati pervenuti dalle 35 sezioni scrutinate su 40 totali confermano il primato di Fabrizio Ciarapica con il 46,30% delle preferenze (6.948 voti), seguito da Mirella Paglialunga con il 31,32% (4.700 voti). A chudere la tornata elettorale, già proiettata verso il ballottaggio del 26 giugno, Silvia Squadroni con 13,94% (2.092 voti), Paolo Maria Squadroni (3,86%), Vinicio Morgoni (2,97%) e Alessandra Contigiani (1,61%) Aggiornamento 01:00 Arriva a notte fonda il dato definitivo delle 40 sezioni totali scrutinate sull'intero territorio comunale. Sarà ballottaggio tra il sindaco uscente, Fabrizio Ciarapica, e la candidata del centrosinistra, Mirella Paglialunga. Nonostante l'ampio vantaggio costruito dal primo cittadino (46,59%) sull'ex dirigente scolastica (31,18%), e assottigliatosi ora dopo ora, tutti i giochi restano aperti per il 26 giugno. A deludere in questa prima tranches soprattutto Silvia Squadroni (13,88%) e Vinicio Morgoni (2,85%). Tutto sommato positivo l'esordio di Paolo Maria Squadroni (3,93%). Chiude Alessandra Contigiani del movimento di protesta 3V (1,57%). 

13/06/2022 15:15
Election Day 2022, crollano gli elettori: tutti i motivi dell’affluenza più bassa della storia

Election Day 2022, crollano gli elettori: tutti i motivi dell’affluenza più bassa della storia

Editoriale. E’ record, ma in negativo. Dal 1946 a oggi non si erano mai raggiunti nella storia della Repubblica livelli così bassi di partecipazione popolare a un referendum. 20,9%, questo il dato definitivo giunto dal Ministero dell’Interno. Solo poco più di un elettore su cinque di quelli aventi diritto si è recato alle urne per esprimere una preferenza sul referendum per la giustizia promosso da Lega e Radicali. Un raggiungimento del quorum del 50% che già nei mesi passati era parso come una chimera a giornalisti e analisti politici. Per quanto il tonfo fosse pronosticabile, risulta inatteso per le ampie proporzioni che registrano di fatto una pesante sconfitta per i suoi promotori. Più in generale, segnando una ulteriore sconfitta nei confronti del mondo della politica, incapace ancora una volta di prendere delle decisioni riversate su un popolo sovrano a fasi alterne. Inutile è stato l’accorpamento con le amministrative che si sono svolte in oltre 1000 comuni italiani - 5 quelli interessati nel Maceratese - il referendum non è proprio andato giù agli elettori, che in molteplici casi hanno rifiutato le schede elettorali. E più in generale molto male sono andati i dati sull’affluenza in piccoli e grandi centri chiamati al voto, altro segnale di una disaffezione sempre più tangibile nei confronti di una classe politica mai attenta alle esigenze della popolazione, messa in ginocchio dal binomio guerra - pandemia. Il precedente record negativo in termini referendari spettava al 2009, con la consultazione sulla legge elettorale che fu votata solo dal 23,7% degli aventi diritto. Altro tema considerato non di prim’ordine dal popolo italiano, evidentemente spinto a chiedere maggiore concretezza su tematiche di più stretta quotidianità. Non si discosta dalla media nazionale neppure il Maceratese, dove l'affluenza complessiva si è attestata al 54,03% degli aventi diritto per quanto riguarda le comunali: oltre 6 punti percentuali in meno rispetto alla precedente tornata elettorale (60,09%). Bassa in provincia anche l'affluenza per il referendum, che supera di poco la soglia del 26%, andando però oltre la media nazionale. A Corridonia il tonfo maggiore invece per quanto riguarda le amministrative: -8,64% di elettori. Seguono a ruota anche gli altri quattro comuni coinvolti in provincia, tutti in rosso, altro segnale di come la proposta politica non abbia fatto breccia negli elettori, che hanno preferito affollare le spiagge al posto delle cabine elettorali. A Civitanova Marche - 7,72%; a Camerino, sconvolta dalla tragedia della morte del giovane Samuele Micarelli, -7,63%; a Tolentino -4,8%. Valfornace, il comune più piccolo tra quelli coinvolti e nel quale si è votato più per presenza sul territorio che non per affezione politica, è anche quello che ha risentito meno del contraccolpo: -3,5%. Tutto in attesa dello spoglio per le elezioni amministrative che avrà inizio a partire dalle 14 di oggi e che porterà all’elezione nei comuni di Camerino e Valfornace o a un probabile ballottaggio nei comuni di Civitanova Marche, Corridonia e Tolentino. Ma a prescindere da come andrà e senza troppi giri di parole: la destra, promotrice dei cinque quesiti referendari sulla giustizia, ha già perso. E ha perso male. Segnali di nervosismo tangibili da parte di Silvio Berlusconi, presentatosi in favore di telecamere violando il silenzio elettorale nella giornata di domenica. Più in generale, è comunque tutto il mondo della politica a non passarsela particolarmente bene.

13/06/2022 12:00
Referendum, le Marche confermano flop nazionale: il sì per modifica legge Severino poco sopra il 50%

Referendum, le Marche confermano flop nazionale: il sì per modifica legge Severino poco sopra il 50%

Le Marche si sono allineate al dato nazionale sull'affluenza alle urne per i 5 referendum sull'ordinamento giudiziario di domenica 12 giugno: è andato a votare il 20,72% degli aventi diritto (un milione 166mila marchigiani). Si tratta dell'affluenza più bassa della storia.  La provincia dove si è votato di più è stata quella di Macerata con il 26,66%, quella con la minore affluenza Ascoli Piceno con il 15,26%. Quanto ai quesiti referendari, il sì ha raccolto il 75,42% per la separazione delle carriere dei magistrati, il 73,65% per l'elezione dei componenti togati del Csm, il 72,89% per quello sui membri laici dei consigli giudiziari, il 55,81% per la limitazione delle misure cautelari, il 53,47% per la modifica della legge Severino e l'incandidabilità dopo la condanna. 

13/06/2022 11:16
Election Day 2022, comunali: affluenza sotto il 55% nel Maceratese. Niente quorum per il referendum

Election Day 2022, comunali: affluenza sotto il 55% nel Maceratese. Niente quorum per il referendum

Sono stati resi noti i dati definitivi riguardanti l'affluenza alle urne per l'election day del 12 giugno. I seggi sono rimasti aperti fino alle ore 23 di domenica, per le elezioni comunali e i cinque quesiti per il referendum sul sistema giudiziario per il quale non è stato raggiunto il quorum. Nel Maceratese l'affluenza complessiva si attesta al 54,03% degli aventi diritto, per quanto riguarda le comunali. Si tratta di un dato inferiore rispetto alla scorsa tornata elettorale quando si erano recati alle urne il 60,09% degli elettori. Bassa in provincia di Macerata anche l'affluenza per il referendum, che supera di poco la soglia del 26%.  L'affluenza complessiva nella Regione Marche si è attesta al 55,09% degli aventi diritto per quanto riguarda le amministrative: la maggior partecipazione alle urne si è avuta nella provincia di Ascoli Piceno (61,80%), con il solo comune di Acquaviva Picena al voto. Per quanto concerne il referendum, invece, l'affluenza complessiva nelle Marche è del 20,72% (in linea con il dato nazionale), 26.66% in provincia di Macerata (il dato più alto della Regione).  Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei 5 comuni del Maceratese chiamati al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio: Camerino (63,76%, 5 anni fa erano stati il 71,39%), Civitanova Marche (51,69%, 5 anni fa erano stati il 59,41%), Corridonia (50,77%, 5 anni fa erano stati il 59,41%), Tolentino (55,60%, 5 anni fa erano stati il 60,40%), Valfornace (76,75%, 5 anni fa erano stati l'80,25%).  Si ricorda che lo spoglio delle schede del referendum è in corso dalla chiusura dei seggi, quindi dalle 23 di domenica. Mentre per le amministrative, bisognerà attendere sino alle 14 di domani per il conteggio delle schede elettorali e per decretare chi saranno i nuovi sindaci dei cinque comuni coinvolti nel Maceratese.

13/06/2022 08:25
Election Day 2022, comunali: alle 19 affluenza sotto il 40% nel Maceratese. Referendum flop

Election Day 2022, comunali: alle 19 affluenza sotto il 40% nel Maceratese. Referendum flop

Arrivano i dati sull'affluenza alle urne, aggiornati alle 19 di questo pomeriggio. I seggi resteranno aperti fino alle 23 per le elezioni comunali e i cinque referendum sul sistema giudiziario.  Nel Maceratese l'affluenza è del 37,74% degli aventi diritto per quanto riguarda le comunali. Si tratta di un dato inferiore rispetto alla scorsa tornata elettorale quando alla stessa ora si erano recati alle urne il 40% degli elettori. Bassa in provincia di Macerata anche l'affluenza per il referendum, che supera di poco la soglia del 17%.  L'affluenza complessiva nella Regione Marche si è attesta al 38,90% degli aventi diritto per quanto riguarda le amministrative: la maggior partecipazione alle urne si è avuta nella provincia di Ascoli Piceno (47,49%), con il solo comune di Acquaviva Picena al voto. Per quanto concerne il referendum, invece, l'affluenza complessiva nelle Marche alle ore 19 è del 13,94% (in linea con il dato nazionale), 17.33% in provincia di Macerata (il dato più alto della Regione).  Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei 5 comuni del Maceratese chiamati al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio: Camerino (45,42%, 5 anni fa erano stati il 59,98%), Civitanova Marche (35,91%, 5 anni fa erano stati il 37,61%), Corridonia (35,80%, 5 anni fa erano stati il 37,61%), Tolentino (39,50%, 5 anni fa erano stati il 40%), Valfornace (59,85%, 5 anni fa erano stati il 65,30%).  Si ricorda che lo spoglio delle schede del referendum avverrà alle 23 di stasera (subito dopo la chiusura delle urne) mentre per le amministrative bisognerà attendere sino alle 14 di domani.

12/06/2022 20:38
Election Day 2022, a Civitanova seggi vuoti e spiagge piene

Election Day 2022, a Civitanova seggi vuoti e spiagge piene

Si vota quest'oggi dalle 7 alle 23 in 5 comuni del Maceratese per eleggere il nuovo primo cittadino e i componenti del consiglio comunale. Votazioni anche per il referendum sulla giustizia il cui spoglio comincerà direttamente alla chiusura dei seggi. Si dovrà attendere invece le 14 di domani per lo spoglio inerente le amministrative 2022. Civitanova Marche il comune più numeroso tra quelli della provincia coinvolti nella tornata elettorale insieme con Tolentino, Corridonia, Camerino e Valfornace.  Il primo rilevamento sull'affluenza ha fornito un risultato al di sotto delle aspettative in tutta la provincia (15,17%, mentre nel 2017 alla stessa ora i votanti erano stati il 16,27%) ma anche a livello italiano (con i votanti per il referendum al di sotto del 5% degli aventi diritto).  L'affluenza complessiva nella Regione Marche si è attesta al 16,39% degli aventi diritto per quanto riguarda le amministrative: la maggior partecipazione alle urne si è avuta nella provincia di Pesaro-Urbino (19,69%), con tre comuni chiamati al voto. Per quanto concerne il referendum, invece, l'affluenza complessiva nelle Marche alle ore 12 è del 6.03% (in linea con il dato nazionale).  Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei 5 comuni del Maceratese chiamati al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio: Camerino (19,35%), Civitanova Marche (15,30%), Corridonia (12,51%), Tolentino (17,05%), Valfornace (24,90%).  Complice la giornata prettamente estiva, con le temperature che hanno superato quota 30 gradi, a Civitanova Marche il dato della bassa affluenza è da imputare anche a chalet e spiagge piene del lungomare sud e del lungomare nord della città.  Ombrelloni e lettini sono stati la meta presa d'assalto dai turisti ma anche da molti civitanovesi che hanno giustificato la preferenza di un bagno al mare rispetto alla cabina elettorale con una disaffezione generale rispetto al mondo della politica.

12/06/2022 16:30
Election day 2022, alle 12 affluenza al 15,17% nel Maceratese per le amministrative

Election day 2022, alle 12 affluenza al 15,17% nel Maceratese per le amministrative

Arrivano i primi dati sull'affluenza alle urne. Seggi aperti dalle 7 di questa mattina e fino alle 23 per le elezioni comunali e i cinque referendum sul sistema giudiziario.  Nel Maceratese, alle ore 12, l'affluenza è del 15,17% degli aventi diritto per quanto riguarda le comunali. Si tratta di un dato inferiore rispetto alla scorsa tornata elettorale quando alla stessa ora si erano recati alle urne il 16,27% degli elettori. Bassa in provincia di Macerata anche l'affluenza per il referendum, che supera di poco la soglia del 5%. L'affluenza complessiva nella Regione Marche si è attesta al 16,39% degli aventi diritto per quanto riguarda le amministrative: la maggior partecipazione alle urne si è avuta nella provincia di Pesaro-Urbino (19,69%), con tre comuni chiamati al voto. Per quanto concerne il referendum, invece, l'affluenza complessiva nelle Marche alle ore 12 è del 6.03% (in linea con il dato nazionale), 7.49% in provincia di Macerata (il dato più alto).  Questa, nel dettaglio, l'affluenza in ciascuno dei 5 comuni del Maceratese chiamati al voto per il rinnovo del sindaco e del Consiglio: Camerino (19,35%), Civitanova Marche (15,30%), Corridonia (12,51%), Tolentino (17,05), Valfornace 24,90%).  Si ricorda che lo spoglio delle schede del referendum avverrà alle 23 di stasera (subito dopo la chiusura delle urne) mentre per le amministrative bisognerà attendere sino alle 14 di domani.

12/06/2022 14:00
Elezioni 2022, ecco quanto guadagneranno scrutatori e presidenti di seggio

Elezioni 2022, ecco quanto guadagneranno scrutatori e presidenti di seggio

Saranno 423 in totale gli scrutatori e i presidenti di seggio che si ritroveranno a partire da questo pomeriggio per la vidimazione delle schede elettorali per le elezioni comunali di domenica 12 giugno nella provincia maceratese. Coinvolti nella bagarre per l'elezione del nuovo consiglio comunale e dei nuovi primi cittadini saranno i comuni di Civitanova, Tolentino, Corridonia, Camerino e Valfornace.  338 gli scrutatori designati, 85 i presidenti di seggio chiamati a vigilare sulla regolarità delle schede inserite nell'urna. Civitanova il comune più popoloso chiamato al voto: nelle 42 sezioni totali tra fisse, ospedaliere e volanti, saranno altrettanti i presidenti impegnati e 164 gli scrutatori totali. A seguire i comuni di Tolentino (76 scrutatori e 15 presidenti), Corridonia (60 scrutatori e 15 presidenti), Camerino (34 scrutatori e 8 presidenti) e Valfornace (4 scrutatori e 1 presidente).  Insieme alla scelta per i candidati sindaci e i componenti dei prossimi consigli comunali, gli elettori saranno chiamati al voto anche per il referendum sulla Giustizia. Nei circa mille comuni italiani dove, domenica 12 giugno 2022, insieme al referendum si voterà anche per le amministrative 2022 come nel caso dei cinque comuni maceratesi, il compenso sarà di 282 euro per i presidenti di seggio (seggi speciali 90 euro) e 208 euro per gli scrutatori (seggi speciali 61 euro). In caso di partecipazione all'eventuale ballottaggio di domenica 26 giugno - probabile in 3 dei 5 comuni chiamati al voto - i compensi scendono a 150 euro per i presidenti di seggio e 120 euro per gli scrutatori e i segretari di seggio. In base alle disposizioni fornite dal Ministero dell'Interno, nei comuni di Camerino e Valfornace, entrambi sotto i 15 mila abitanti, sarà sufficiente raggiungere la maggioranza delle preferenze per poter essere eletti al primo turno.  

11/06/2022 12:00
Elezioni comunali 2022 e referendum Giustizia: dove, come e quando si vota

Elezioni comunali 2022 e referendum Giustizia: dove, come e quando si vota

Sono 17 in tutto i Comuni delle Marche al voto domenica 12 giugno per eleggere sindaci e membri dei rispettivi consigli comunali. In contemporanea, i seggi saranno aperti in tutti i Comuni anche per quando riguarda i 5 quesiti del referendum sulla Giustizia. Nella Provincia di Macerata, occhi puntati sulle amministrative di Civitanova Marche, Corridonia e Tolentino, dove il numero di abitanti supera le 15mila unità: pertanto, col sistema elettorale maggioritario a doppio turno, si prevede eventualmente il ballottaggio, in programma domenica 26 giugno. Completano la lista i centri di Camerino e Valfornace. I CANDIDATI. A Civitanova Marche sarà sfida a sei, tra Fabrizio Ciarapica, Mirella Paglialunga, Silvia Squadroni, Vinicio Morgoni, Paolo Maria Squadroni e Alessandra Contigiani. A Corridonia, invece, saranno in tre a disputarsi la poltrona di sindaco: Manuele Pierantoni, Giuliana Giampaoli e Sandro Scipioni. Infine, a Tolentino la competizione vedrà protagonisti Silvia Luconi, Massimo D'Este e Mauro Sclavi. A Camerino e Valfornace – dove non è previsto ballottaggio né voto disgiunto – la fascia tricolore sarà contesa rispettivamente tra Roberto Lucarelli e Sandro Sborgia, e tra Massimo Citracca e Sandro Luciani. QUANDO SI VOTA. Si vota in un unica giornata sia per le amministrative sia per i cinque quesiti sulla giustizia, dalle ore 7 alle ore 23. L'ordine di scrutinio prevede che alla chiusura dei seggi si proceda subito allo spoglio delle schede votate per ciascun referendum, mentre le operazioni di conteggio per le comunali vengono rinviate direttamente alle ore 14 di lunedì 13 giugno. COME SI VOTA. Si potrà andare a votare in qualsiasi momento della fascia oraria indicata, presentandosi con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Sono ammessi al voto tutti i cittadini maggiorenni presenti nelle liste elettorali; possono votare anche i cittadini europei che vivono in quella città, ma solo se iscritti alle liste elettorali. Per esprimere la preferenza per i candidati a consigliere comunale presenti nella lista votata, si deve scrivere il cognome della persona scelta negli appositi spazi accanto alla lista dove si è segnata una X. Anche qui rimane valida la doppia preferenza, purché riguardi un uomo e una donna. Nel caso in cui sia previsto il voto disgiunto, si può scegliere una lista che sostiene un candidato sindaco e poi un primo cittadino diverso, appoggiato da altre liste. IL REFERENDUM. Sono cinque in tutto i quesiti referendari abrogativi che riguardano il tema della Giustizia. Al momento del voto, vangono fornite all’elettore 5 diverse schede di colori diversi: rossa per il primo quesito; arancione per il secondo; gialla per il terzo; grigia per il quarto e verde per il quinto. Se si vuole abrogare la norma sottoposta a referendum bisogna apporre una X sul segno SÌ; in caso contrario la X andrà segnata sul NO. I referendum saranno ritenuti validi se verrà raggiunta la maggioranza del 50%+1 degli aventi diritto al voto. I CINQUE QUESITI NEL DETTAGLIO. Il primo quesito riguarda l’abrogazione del Testo unico delle disposizioni in materia di incandidabilità e di divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo conseguenti a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. Il secondo quesito si riferisce alla limitazione delle misure cautelari: abrogazione dell’ultimo inciso dell’art. 274, comma 1, lettera c, codice di procedura penale, in materia di misure cautelari e, segnatamente, di esigenze cautelari, nel processo penale. Il terzo quesito tratta della separazione delle funzioni dei magistrati: abrogazione delle norme in materia di ordinamento giudiziario che consentono il passaggio dalle funzioni giudicanti a quelle requirenti e viceversa nella carriera dei magistrati. Il quarto quesito verte sulla partecipazione dei membri laici a tutte le deliberazioni del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari: abrogazione di norme in materia di composizione del Consiglio direttivo della Corte di cassazione e dei consigli giudiziari e delle competenze dei membri laici che ne fanno parte. Il quinto quesito è relativo all’abrogazione di norme in materia di elezioni dei componenti togati del Consiglio superiore della magistratura.

11/06/2022 10:00
Elezioni Corridonia, si chiude la campagna elettorale di Scipioni. “Noi siamo la novità”

Elezioni Corridonia, si chiude la campagna elettorale di Scipioni. “Noi siamo la novità”

“Siamo giunti al termine di questa campagna elettorale, per noi meravigliosa, abbiamo avuto la vicinanza e l’attenzione della cittadinanza all’ascolto e al dialogo ogni sera nei vari incontri”. Queste le parole di Sandro Scipioni, candidato sindaco per la lista civica “Corridonia Rinasce”, al confronto il 12 giugno con Giuliana Giampaoli e Manuele Pierantoni. “Gli argomenti toccati – prosegue la nota stampa - dalla gestione ai privati della Villa Fermani, alla Casa di Riposo e residenza autonoma (co-housing) al Mattattoio, agli impianti sportivi nuovi all’ippodromo, a tutte le questioni legate ai vari quartieri di Corridonia, Colbuccaro, San Claudio e Zona, nonché cultura, commercio, sociale e altro, ci danno la forza di proseguire nella strada imboccata con il progetto Missione Rinascita. Il nostro obbiettivo è quello di creare la vera alternativa a Corridonia, non camuffata come la coalizione del centro destra, con forte presenza del passato di ex sindaci di altre appartenenze politiche e assessori, come chi dovesse andare ad amministrare lo facesse per procura, ma soprattutto le loro contraddizioni interne e divisioni sul programma e le rivendicazioni partitiche rendono molto precaria la stabilità della stessa compagine”. “Per quanto riguarda il centro sinistra oppure l’Amministrazione uscente – aggiunge Scipioni - ci separa il programma in principal modo, l’edilizia scolastica completamente con visioni opposte alle nostre, e gli impianti sportivi. Ringraziamo tutti i cittadini che vorranno sostenerci e votarci, non li deluderemo, noi siamo la novità e la vera alternativa, gli altri hanno già tutti amministrato portando al cupio dissolvi la Città”. “Siamo liberi – conclude il candidato sindaco - non ricattabili e non abbiamo nessuno di noi interessi da salvaguardare, guardiamo il futuro con ottimismo, la nostra forza è l’umiltà, la semplicità di linguaggio e di stare con la cittadinanza sempre e ovunque, saremo presenti in ogni momento e pronti a dare sostegno e contributo nel risolvere i problemi quotidiani, siamo quelli del fare”.

10/06/2022 21:22
Elezioni Camerino, Sborgia alle battute finali: "Le nostre priorità sono i cittadini"

Elezioni Camerino, Sborgia alle battute finali: "Le nostre priorità sono i cittadini"

“C’è un lavoro da portare avanti, Camerino non si può fermare ora”. Sono le parole del candidato sindaco Sandro Sborgia, anche lui in ultima battuta prima del silenzio elettorale che anticiperà le votazioni per le amministrative di questa domenica 12 giugno. Al confronto, Roberto Lucarelli della lista civica "Radici nel Futuro". “Abbiamo un lavoro avviato – prosegue la nota stampa - che sta già portando i suoi frutti e che non può e non deve essere interrotto. La nostra speranza è di essere riusciti a far comprendere che le nostre priorità sono le persone, i nostri concittadini, la città. “In queste settimane a dispetto delle provocazioni e di tante assurdità circolate, abbiamo cercato di essere concentrati sui contenuti, sulle nostre proposte, tutte realizzabili, per la città forti di una squadra rinnovata, ancor più determinata e molto unita composta da chi, insieme a me nel primo mandato, ha saputo in poco tempo riaccendere la luce della speranza laddove si percepiva solo il grigiore della rassegnazione". "Ad affiancarci - aggiunge l'ex primo cittadino - anche volti nuovi ma fidati, competenti e che, sono sicuro, apporterebbero uno straordinario contributo qualora i cittadini ci dessero la possibilità di ripartire da dove eravamo rimasti. La nostra priorità non può che essere la ricostruzione fisica e del tessuto sociale e ci spaventa profondamente l’idea che qualcuno voglia bloccare tutto senza un reale motivo. Significherebbe la rovina per Camerino, tornare al 2019, quando non c’era nulla di concreto”. È infatti stata iniziativa della prima amministrazione Sborgia, ad esempio, la redazione del Programma Straordinario di ricostruzione contenente le linee guida per le progettazioni, “un documento fondamentale per accelerare la  ricostruzione ed è assurdo anche solo ipotizzare di non utilizzarlo o di rifarlo ex novo. Peraltro, svariati comuni limitrofi lo hanno preso ad esempio, a dimostrazione della validità del lavoro fatto”. Le spine della sanità, l’economia locale, la cultura, le possibilità per i giovani e i servizi per la popolazione più anziana, l’attenzione alle frazioni e allo sport come volano di rilancio e moltissimi altri sono stati i temi affrontati dalla lista 'Ripartiamo' nei confronti con la comunità. “In noi i cittadini troverebbero sempre una squadra unita, trasparente, leale, e concentrata solo ed esclusivamente sugli interessi generali. Abbiamo cercato di dimostrarlo non scendendo mai nella sterile polemica e utilizzando solo illinguaggio della verità. Ora - conclude Sborgia - la parola spetta solo a loro, gli unici che hanno il diritto e il dovere di scegliere chi debba amministrare Camerino”.

10/06/2022 20:08
Elezioni Civitanova, risponde la X Mas: “Noi apolitici”. Ancora silenzio dal M5S sulla Squadroni

Elezioni Civitanova, risponde la X Mas: “Noi apolitici”. Ancora silenzio dal M5S sulla Squadroni

“Impegnata nella ricerca storica e nella custodia e promozione della gesta di eroi purissimi , l’Associazione non può né deve essere accostata alla politica”.  Comincia così la lettera inviata da Sergio Pogliani, presidente pro tempore dell’Associazione Combattenti della X^ MAS in risposta all’inchiesta pubblicata su Picchio News riguardante l’appartenenza alla Decima dell’avvocato Feliziani, compagno e consigliere politico di Silvia Squadroni, candidata sindaco alle elezioni di domenica a Civitanova. “Una descrizione dell’Associazione distorta e fuorviante in quanto il carattere apartitico ed apolitico si evince dallo stesso statuto”, aggiunge Pogliani confermando di fatto l’appartenenza dell’avvocato Alberto Feliziani all’associazione. “Nel medagliere dell’Associazione svetta un florilegio di medaglie d’oro al valor militare individuali e di reparto a perenne testimonianza di un valore riconosciuto in tutto il mondo in quanto patrimonio di tutti gli italiani al di là dell’appartenenza politica di ciascuno”, aggiunge ancora il presidente pro tempore. Per Pogliani, che punta al rispetto del trattato stabilito dal suo fondatore, il comandante Junio Valerio Borghese, “tentare, dopo 77 anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale di circoscrivere la X^ MAS entro i confini di un inesistente ideologia fascista vuol significare non conoscere la storia e soprattutto tradirla”.  Sul sito dell’Associazione Decima Flottiglia Mas, rappresentata da uno sfondo sul quale campeggia la bandiera tricolore, non si nasconde l’orgoglio della propria presenza durante l’epoca fascista: “Noi siamo quelli che scelsero di vestire una divisa, militando nella parte perdente, consci che i giochi erano fatti e che non c’era nulla da guadagnare (…) ultimi romantici, testimoni superstiti di un periodo cancellato dalla Storia, perché la Storia ricorda solo i vincitori”. Fa rumore il silenzio della candidata sindaco di SiAmo Civitanova, Silvia Squadroni. Così come non è passato inosservato quello del Movimento Cinque Stelle e di Mirella Emiliozzi, che a Civitanova è stata l’artefice dell’alleanza con il progetto politico della Squadroni. Una alleanza che, per divergenze politiche tra la candidata del Partito Democratico Mirella Paglialunga e la stessa parlamentare Cinque Stelle, è contravvenuta a quelle instauratesi con il centrosinistra al Governo e nei comuni coinvolti nel voto di domenica prossima.

10/06/2022 12:10
Tolentino, Sclavi: "Silvia Luconi viola la par condicio, presentati 4 esposti in Prefettura"

Tolentino, Sclavi: "Silvia Luconi viola la par condicio, presentati 4 esposti in Prefettura"

“La vicesindaco Silvia Luconi approfitta del suo ruolo istituzionale per svolgere irregolarmente propaganda elettorale. La mortificazione della carica che ricopre è palese e del tutto fuori luogo”. È quanto dichiara il candidato sindaco del terzo polo, Mauro Sclavi (coalizione Tolentino cambia insieme a voi), il quale annuncia di aver presentato diversi esposti per violazione della par condicio. Sclavi cita direttamente l’articolo 9 della legge 28/2000: “Dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabile per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”. “A tal proposito – scrive il candidato sindaco - abbiamo già fatto almeno quattro segnalazioni ufficiali alla Prefettura di Macerata, a seguito delle quali gli stessi uffici della Prefettura hanno inviato una missiva al comune per ribadire quali siano le regole da rispettare”. “Purtroppo in totale sfregio delle leggi dello Stato nessuno dei candidati attualmente facenti parte dell’Amministrazione ha pensato bene di cambiare registro. Siamo sconcertati.  Molteplici sono state le violazioni, tra cui inaugurazioni che nulla avevano delle caratteristiche previste dall’Art. 9: essere indispensabili ed essere svolte in forma impersonale”. “Ci domandiamo come mai avendo ancora un sindaco in carica per gli affari correnti tutte le manifestazioni vedano presenti sempre la vicesindaco Luconi che è candidata? Il fatto più sconcertante ed imbarazzante è avvenuto il 2 Giugno per le celebrazioni della Festa della Repubblica presso il Parco Isola D’Istria, dove in primo luogo la candidata Luconi è salita sul pulpito per fare la lettura delle scritture con indosso la fascia tricolore, fatto gravissimo in uno Stato laico, ed in secondo luogo a funzione religiosa ancora in corso ha di nuovo preso la parola per fare un breve comizio”, aggiunge Sclavi. “Ha anche avuto il coraggio di lamentarsi perché a seguito di tali scorrettezze alcuni cittadini abbiano deciso di fare un video come testimonianza di tali violazioni. Vi è in questo momento così delicato un uso del tutto inappropriato delle attività di comunicazione istituzionale dell’ente comunale che si sovrappongono con la propaganda elettorale”. “Farsi vedere e partecipare agli eventi è un diritto della candidata Luconi, nessuno le vuol negare nulla, ciò che è scorretto è farlo con indosso le effigi della Repubblica in rappresentanza del Comune di Tolentino. Può governare una città come la nostra chi non ha il minimo rispetto per le regole? Per noi la risposta è chiaramente no non merita l’onore e l’onere”, prosegue Sclavi, il quale conclude la nota con una citazione di Paolo Borsellino: “Gli uomini politici non devono soltanto essere onesti, ma lo devono anche apparire”.  

10/06/2022 10:23
'Reddito di cittadinanza' e imprenditori che non si rinnovano. Chi sono i veri furbetti?

'Reddito di cittadinanza' e imprenditori che non si rinnovano. Chi sono i veri furbetti?

In un paese dove nel 2021 l’evasione fiscale ha segnato secondo i dati de Lo Sportello del Contribuente uno slancio del +4,7% (il record appartiene al Nord dove si è raggiunto il +6,5%), è consueta abitudine ricorrere alla formula del “je t’accuse” nei confronti di chi non può assicurarsi il pane a tavola la sera, piuttosto che i cosiddetti “padroni del lavoro”. Notate bene, cari lettori: l’Agenzia delle Entrate evidenzia ad oggi come il totale delle tasse non riscosse in Italia abbia sfondato il tetto dei 1.100 mld di euro, confermando il nostro primato assoluto nell’Unione Europea. Nella classifica delle regioni “più furbe”, il primo posto spetta alla Lombardia, dove il numero degli evasori è cresciuto del 6,3% (le Marche si difendono con un +3,5%), mentre l’imponibile evaso – in senso più assoluto – è di circa il 5,9%. A dispetto dei pregiudizi, è nel Meridione che si registra la percentuale minore di frode fiscale a livello nazionale: 19,3% contro il Nord Ovest al 31,4%, il Nord Est al 27,1% e il Centro al 22,2%. A questo punto, viene da domandarsi: chi sono i maggiori nemici del fisco? Al primo posto troviamo gli industriali (34,3%), seguiti da bancari e assicurativi (33,2%), quindi dai commercianti (11,8%), gli artigiani (9,4%), i professionisti (6,5%) e i lavoratori dipendenti (6,4%). Poiché ai primi viene già concesso di accedere a vari incentivi, sussidi e agevolazioni, a tutti gli altri non resta che fare i conti con il famigerato precariato figlio di mancate politiche del rinnovamento, oltre che dell’inefficacia delle misure finora messe in campo per sopperire a disoccupazione e inoccupazione. Dai bonus 200 al sussidio di maternità, dall’indennità NASpI all’assegno unico o famigliare, a fare la differenza è comunque l’ISEE. Nel frattempo, però, i padroni-imprenditori sono tornati a lamentarsi – quando ovviamente non lo fanno i politici per cavalcare il dragone alato della propaganda – dei cittadini che “non vogliono lavorare”, sacrificarsi per un “dignitoso” stipendio dal 1.200 – 1.300 euro (a fronte di anche 70 ore di impiego a settimana), rinunciare a qualche garanzia in più per il bene dell’azienda. Ma se nella “classe operaia” di Eliopetriana memoria il crumino Gian Maria Volonté se la cavava con un dito mozzato, negli anni 2000 i macchinari atti a garantire il surplus produttivo si prendono direttamente la vita dei lavoratori (Luana D’Orazio, 3 maggio 2021, ndr). Non ultimo, i lamentosi ricorrono ciclicamente al vecchio slogan de “i giovani sono pigri e fannulloni”, che oggi vale quanto un alibi stantio, considerando che in Italia il 38% dei laureati è sovraistruito (ma si riducono a svolgere mansioni banali e di routine, lontane dal proprio titolo di studio conseguito) e che, volenti o nolenti, vige ancora il corporativismo nella stragrande maggioranza dei mestieri.  Un preambolo, questo, lungo quanto necessario per meglio comprendere il dibattito che nelle ultime settimane è tornato ad accendersi sulla questione del reddito di cittadinanza: “abolirlo oppure no?”. Al netto delle indagini condotte nell’ultimo anno dall’Arma dei Carabinieri, ammontano a circa 5.000 le irregolarità riscontrate, su un campione di oltre 87mila persone controllate (1.400 delle quali distribuite fra pregiudicati e mafiosi). Contemporaneamente, il presidente di Confindustria Carlo Bonomi (FI) è tornato a puntare il dito contro i cittadini, definendoli “approfittatori di aiuti di Stato e bonus, con la scusa di non riuscire ad arrivare a fine mese”: come se le imprese italiane non avessero mai usufruito di prestiti a fondo perduto, casse integrazioni a pioggia, e/o miliardi investiti per la delocalizzazione. Insieme a lui, si va ad aggiungere il senatore Massimo Mallegni (FI), che con la scusa della direttiva Bolkestein si è reinventato difensore del proletariato: fermo restando che lui stesso possiede uno stabilimento balneare da salvaguardare. Non ultimo, il numero uno di Federalberghi Bernabò Bocca, che si è detto risentito dell’indisponenza dei lavoratori stagionali nonostante l’offerta di 1.300 euro al mese per il periodo estivo. Altre figure imprenditoriali più o meno di spicco continuano poi a sostenere la retorica del “lavori-gratis-ma-così-fai-esperienza”, mentre sul piano politico la giostra elettorale vede a fasi alterne rincorrersi tra di loro gli oppositori del reddito – soprattutto forzisti, fratelli d’Italia, leghisti e renziani, simpatizzanti dell’imprenditoria – e i genitori dello stesso, i pentastellati oggi divisi fra corrente dimaiana e contiana. Per i primi – portavoce: Antonio Tajani, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Davide Faraone – i soldi del reddito andrebbero dirottati a stostegno delle imprese e per abbassare il cuneo fiscale così da far ripartire l’economia. Per i secondi – capitanati oggi da Giuseppe Conte - toglierlo per dare altri fondi agli imprenditori “è un'idea priva di consistenza, che rischia di ledere ulteriormente il già delicato tessuto socio-economico”. L’unica faccenda rimasta da chiarire è: tra salari bassi, contrattini estemporanei, sovraccarico delle ore di lavoro, precarietà - dunque art. 36 della Costituzione buttato nel cestino - a chi conviene davvero fare a meno del reddito di cittadinanza?

10/06/2022 10:00
Credito d'imposta per le imprese del cratere, Patassini: "Sbloccato grazie alla Lega"

Credito d'imposta per le imprese del cratere, Patassini: "Sbloccato grazie alla Lega"

"Grazie al lavoro di squadra della Lega al governo, sbloccato il credito d'imposta per le imprese del cratere sisma 2016. Parliamo di un provvedimento fondamentale per il territorio, a maggior ragione in un momento storico particolarmente difficile, in cui gli italiani hanno bisogno di risposte oltre che di proposte, a cui abbiamo lavorato senza sosta con i dirigenti del ministero guidato da Giancarlo Giorgetti".  Lo dichiara il deputato marchigiano del Carroccio, Tullio Patassini, componente della commissione Bilancio della Camera. “Siamo inizialmente intervenuti con un apposito provvedimento di legge, di cui io stesso sono stato promotore, per creare il presupposto normativo, unica via possibile per arrivare al completo sblocco dell'iter", spiega Patassini. "Qualificato e risolutivo il successivo supporto del consulente diplomatico del Mise, ambasciatore Paolo Dionisi, che ha seguito in prima persona la questione presso la rappresentanza Italia a Roma della Commissione europea confermando quanto fosse necessario e vitale consentire in ogni modo, a territori già fortemente provati dalla crisi economica, di fruire di un aiuto sostanziale". “Un deciso pressing sull'Europa perche' la misura fosse inclusa nel temporary framework di deroga degli aiuti di Stato".      

09/06/2022 19:13
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