Inchiesta appalti, botta e risposta Cesetti-Luconi: "Acquaroli deve chiarire". "Ha già riferito"
L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sugli appalti legati alla ricostruzione post sisma continua ad alimentare il confronto politico in Consiglio regionale delle Marche. Dopo gli arresti di otto persone, tra cui Fabio Pistarelli, ex capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli, il dibattito si concentra sulle eventuali responsabilità politiche e istituzionali della vicenda.
A intervenire è il consigliere regionale del Partito democratico Fabrizio Cesetti, che ha presentato un'interrogazione a risposta immediata, chiedendo al governatore se abbia ancora l'autorevolezza necessaria per esercitare pienamente il proprio ruolo.
«Il presidente della Regione Marche ha ancora la capacità e l'autorevolezza politico-istituzionale per esercitare i poteri, i doveri e le responsabilità di direzione che la Costituzione e lo Statuto gli attribuiscono?», domanda l'esponente dem.
Per Cesetti, infatti, la questione non può essere rimandata esclusivamente agli accertamenti della magistratura. Pur riconoscendo che spetterà agli inquirenti individuare eventuali responsabilità penali, il consigliere ritiene necessario affrontare subito anche il piano politico e istituzionale.
«Sarà compito della magistratura accertare e perseguire le responsabilità penali. A noi spetta la valutazione e il giudizio politico e istituzionale dei fatti che stanno via via emergendo. E lo dobbiamo fare in fretta, senza rifugiarci nel dire che l'inchiesta farà il suo corso: ne va della credibilità dell'istituzione Regione che tutti insieme abbiamo l'onore di rappresentare», afferma Cesetti.
Il consigliere del Pd punta quindi l'attenzione sul ruolo di vigilanza e direzione politica del presidente Acquaroli, sostenendo che, qualora il governatore non fosse stato a conoscenza di quanto sarebbe accaduto all'interno della struttura regionale, emergerebbero comunque interrogativi sulla gestione amministrativa e politica.
«Se il Governatore non ha avuto contezza di quanto accadeva da anni a pochissimi metri dalla sua stanza significa che è mancata la capacità di vigilanza e di direzione politica della Giunta e della macchina amministrativa», incalza.
Non si è fatta attendere la replica di Silvia Luconi, consigliera regionale di Fratelli d'Italia e sottosegretaria alla Presidenza della Regione, che contesta l'atteggiamento delle opposizioni e, in particolare, quello dello stesso Cesetti.
«Fa un certo effetto sentire Fabrizio Cesetti parlare di responsabilità istituzionale, vigilanza e ricostruzione», dichiara Luconi, ricordando che durante il Consiglio regionale svoltosi a Muccia le opposizioni avevano scelto di abbandonare l'aula.
«Proprio lui che, insieme a tutte le opposizioni, durante il Consiglio regionale a Muccia ha scelto di abbandonare l'aula, sottraendosi a un confronto che avrebbe meritato rispetto, attenzione e senso delle istituzioni», aggiunge.
Luconi respinge inoltre le accuse rivolte alla maggioranza e sottolinea che il presidente Acquaroli ha già riferito sulla vicenda. «Sono giorni che sentiamo ripetere che Acquaroli deve riferire. Acquaroli ha riferito, Cesetti se n'era già andato», afferma la consigliera regionale.
Nel suo intervento richiama anche la delicatezza del tema della ricostruzione, invitando a non trasformare le difficoltà delle comunità colpite dal terremoto in uno strumento di contrapposizione politica.
«La ricostruzione non può diventare un argomento da tirare fuori all'occorrenza per confezionare titoli e attacchi politici. Lo dico da terremotata, prima ancora che da consigliere regionale. Le comunità colpite dal sisma non hanno bisogno di essere utilizzate come sfondo di una polemica, ma di istituzioni presenti, credibili e capaci di lavorare insieme».
La rappresentante di Fratelli d'Italia conclude invitando tutte le forze politiche a mantenere un atteggiamento responsabile, distinguendo il giudizio politico dagli accertamenti giudiziari.
«Invocare un giudizio sommario prima di una sentenza non fa il bene delle istituzioni, ma le indebolisce», conclude Luconi.
Lo scontro tra maggioranza e opposizione resta dunque aperto. Sullo sfondo, l'inchiesta sugli appalti post sisma e la richiesta, da parte delle opposizioni, di fare chiarezza non soltanto sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e amministrativo.

cielo coperto (MC)
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