Musumeci ad Arquata del Tronto: "Adottate tutte le misure contro le infiltrazioni, ma le mele marce possono sempre esserci"
«Ricostruire bene significa pensare al futuro». Da Arquata del Tronto, il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare Nello Musumeci ha indicato la direzione per il cratere sismico, intervenendo al confronto istituzionale promosso dalle quattro Anci regionali coinvolte, a dieci anni dal terremoto.
Per il ministro non si tratta soltanto di rimettere in piedi ciò che è stato distrutto, ma di ripensare i territori, rafforzare la prevenzione e creare le condizioni perché le comunità possano tornare a vivere. «Le ricostruzioni ovunque costano tanto e durano molto – ha osservato –. Negli ultimi 50 anni lo Stato ha speso 132 miliardi di euro per ricostruire le zone colpite da calamità, terremoti, alluvioni e frane». Per il cratere dell’Italia centrale, ha aggiunto, «non è la risorsa finanziaria che manca e non mancherà». Guardando all’orizzonte del 2050, secondo Musumeci «non basteranno 20-25 miliardi di euro».
La sfida, ha spiegato, è evitare di ricostruire semplicemente ciò che c’era prima. «Ricostruire dov’era e com’era non sempre è possibile – ha sottolineato – perché se un territorio è vulnerabile, è vulnerabile per sempre». Da qui la necessità di valutare con realismo se le comunità possano davvero restare vive: «Va bene ricostruire una chiesa, a patto che si abbia la certezza che in quella chiesa si tornerà a celebrare messa. Va bene ricostruire una scuola, l’importante è che si abbia la certezza che i bambini possano tornare in quella scuola».
Il ministro è intervenuto anche sull’inchiesta relativa alle infiltrazioni negli appalti della ricostruzione, difendendo il sistema dei controlli e richiamando protocolli di legalità, iniziative antimafia e attività degli organi di vigilanza. «In questo cantiere è stato adottato ogni provvedimento e ogni misura finalizzata a neutralizzare tentativi di infiltrazione», ha affermato. «Le mele marce possono anche esserci, l’importante è individuarle subito ed evitare la contaminazione».
Quanto al futuro delle aree colpite, Musumeci ha detto che «serve dare un’anima alle nuove comunità ricostruite», anche attraverso percorsi che permettano ai giovani di uscire dal territorio per acquisire competenze e poi tornare a metterle a disposizione della propria terra.
Il passaggio conclusivo è stato dedicato alla prevenzione: «Bisogna pensare prima. La prevenzione deve diventare la parola d’ordine. Prima ancora che emergenza, prima ancora che ricostruzione, parliamo di prevenzione». Un’esigenza che, ha concluso, «non riguarda solo l’Italia centrale, non riguarda solo il mio meridione, riguarda tutta l’Italia».
(Foto Anci Marche)

cielo coperto (MC)
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