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Inchiesta Dda, Fratelli d'Italia propone tavolo permanente contro le infiltrazioni mafiose: "Acquaroli parte lesa"

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Un tavolo tecnico permanente per monitorare e contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nelle istituzioni e nell'economia marchigiana, con particolare attenzione agli appalti pubblici, alla ricostruzione post-sisma e ai flussi finanziari. È la proposta contenuta nella mozione numero 133 presentata dal gruppo di Fratelli d'Italia in Consiglio regionale, con primo firmatario il consigliere Corrado Canafoglia e sottoscritta dagli altri componenti del gruppo.

L'iniziativa, illustrata durante una conferenza stampa a Palazzo delle Marche, prende le mosse anche dall'inchiesta "Ricostruzione", che ha portato alla luce presunti illeciti legati alla ricostruzione post-sisma, ma punta ad allargare il campo di osservazione ad altri settori considerati esposti al rischio di infiltrazioni: dagli appalti pubblici all'edilizia, passando per il credito e le attività produttive.

La maggioranza intende trasformare la mozione in un ordine del giorno da sottoporre al voto dell'Assemblea legislativa nella seduta del 10 novembre. A presentare la proposta sono stati Canafoglia e il capogruppo di Fratelli d'Italia, Andrea Putzu, che hanno colto l'occasione anche per ribadire la posizione del partito rispetto all'inchiesta giudiziaria.

"La posizione di Fratelli d'Italia non è in discussione e non accettiamo strumentalizzazioni. La legalità, il rispetto delle regole, la trasparenza e la lotta alla criminalità organizzata sono i capisaldi del nostro partito e la ragione per cui facciamo politica", hanno dichiarato congiuntamente. I due esponenti hanno, inoltre, sostenuto che "il presidente Francesco Acquaroli, Fratelli d'Italia e la Regione Marche sono estranei alla vicenda e parte lesa in questa storia". 

"È una responsabilità che deve unire le istituzioni e tradursi in iniziative concrete. Con questa mozione vogliamo istituire uno strumento istituzionale ulteriore e stabile di analisi, prevenzione e confronto, capace di coinvolgere tutte le componenti istituzionali, politiche e sociali", hanno aggiunto.

Canafoglia ha, quindi, illustrato nel dettaglio il funzionamento del futuro organismo, che dovrebbe essere costituito dalla giunta regionale e coinvolgere consiglieri di maggioranza e minoranza, forze dell'ordine, prefetture, enti territoriali, associazioni di categoria, sindacati, Camere di commercio e ordini professionali.

Tra gli ambiti di intervento figurano appalti e subappalti, a partire dalla ricostruzione post-sisma, e i rischi di frode e riciclaggio legati al Superbonus 110% e alla cessione dei crediti fiscali. Il tavolo dovrebbe inoltre approfondire le difficoltà di accesso al credito per le imprese, con un riferimento alla crisi del 2015 del principale istituto bancario marchigiano.

"Il Tavolo lavorerà poi su trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari, formazione e sensibilizzazione e sul sostegno a chi trova il coraggio di denunciare intimidazioni ed estorsioni", ha spiegato Canafoglia.

L'organismo dovrà elaborare un programma annuale di attività, formulare proposte operative e riferire periodicamente al Consiglio regionale. La proposta prevede anche un primo resoconto entro sei mesi dalla sua costituzione.

I promotori precisano che non si tratterebbe di un organismo investigativo, né di uno strumento destinato a sovrapporsi alle attività della magistratura e delle forze di polizia, ma di uno spazio di collaborazione e prevenzione, in raccordo con gli strumenti di controllo già esistenti.

Nel corso della presentazione, Canafoglia ha sottolineato la necessità di un impegno condiviso: "Le mafie si combattono tutti insieme". Il consigliere ha evidenziato come la criminalità organizzata riesca a penetrare nell'economia quando trova punti di debolezza, richiamando anche le responsabilità della politica nell'intercettare e prevenire questi fenomeni. "Ci sono vari piani di controlli, quello della magistratura, quello delle forze dell'ordine e quello della politica, perché la politica probabilmente non ha ben inquadrato, da circa 30 anni, come queste persone entrano nel nostro territorio".

A chiudere è stato Putzu, che ha rivendicato la posizione del partito e contestato le critiche delle opposizioni, accusate di utilizzare l'inchiesta come strumento di scontro politico. "Se qualcuno ha sbagliato deve rispondere davanti alla legge, ma con la stessa fermezza non accettiamo lezioni da chi prova a trasformare un'inchiesta giudiziaria in uno strumento di propaganda", ha dichiarato il capogruppo, aggiungendo che la risposta di Fratelli d'Italia sarà quella di rafforzare prevenzione, trasparenza e controlli.

L'invito rivolto alle minoranze è quindi a sostenere la proposta in Consiglio regionale: "Chi vuole davvero difendere le Marche dalle mafie ha ora l'occasione di dimostrarlo, votando con noi".

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