Una serata dedicata al musicista camerte Paolo Vinaccia quella di sabato 17 ottobre alle 21.30 all’Auditorium Benedetto XIII andrà in scena il primo Memorial Paolo Vinaccia “Racconti e Musica”. L'artista camerte scomparso il 5 luglio 2019 è stato per circa 40 anni promotore e testimonial nel mondo della città di Camerino, dell’Università di Camerino e dell’Italia intera.
Paolo Vinaccia nato a Camerino nel 1954, si era trasferito nel 1979 in Norvegia diventando uno degli artisti più apprezzati e affermati del jazz scandinavo. Tanti i concerti in tutto il mondo e le collaborazioni con tantissimi artisti come: Arild Andersen, Tommy Smith, Terje Rypdal, JonChristensen, Palle Mikkelborg, Bugge Wesseltoft, Nils PetterMolvær, Mike Mainieri, David Darling, Ferenc Snétberger, Daniele Di Bonaventura e molti altri.
Paolo Vinaccia ha dato il suo contributo artistico a più di 100 album, tra questi, i dischi ECM dal 2005 al 2018 sono considerati dei capolavori della storia della musica.
"Quando nel corso del Camerino Festival Paolo Fresu ha ricordato Paolo Vinaccia - confida l'assessore alla cultura Giovanna Sartori - mi sono venuti i brividi. Ho pensato a quanto la Città di Camerino sia legata al mondo dell'arte e della cultura e celebrare il ricordo di questo grande artista camerte ne è esempio concreto".
L'evento è incentrato su racconti e musiche di Marcello Cavallaro, Filippo Galassi, Gilberto Pambianchi, Lamberto Lugli, Valerio Napolioni, Stefano Pallotti, Roberto Bisello, Paolo del Papa, Luca Giardini, Maurizio Moscatelli.
La serata è organizzata dal Comune di Camerino, UNICAM, il "Centro per la Musica e le Arti figurative" di UNICAM e Musicamdo Jazz. L’ingresso è libero, prenotazione del posto: 331/2233904
Dal 14 al 16 ottobre il Comune di Sarnano partecipa al TTG Travel Experience di Rimini con due desk, uno all’interno dello stand della Regione Marche e l’altro nello stand di Itermar, tour operator leader italiano nell’ambito dei viaggi di gruppo.
Dopo l’intensa stagione estiva, Sarnano continua a lavorare per la promozione turistica del territorio partecipando alla prima fiera di settore dopo il lockdown.
«Abbiamo iniziato il 2020 con tre importanti appuntamenti fieristici a Milano, Zurigo e Padova, poi l’emergenza sanitaria ha stravolto gran parte dei programmi, ma, nonostante questo, durante l’estate Sarnano ha registrato un elevato numero di presenze» spiega il Sindaco Luca Piergentili. «Il Covid non fermerà il turismo, ma di sicuro lo ha già trasformato: essere qui al TTG di Rimini è importante proprio perché ci permette di capire cosa sta cambiando e come affrontare questo cambiamento. Già nella prima giornata di fiera abbiamo avuto la possibilità di confrontarci con numerosi operatori del settore, conoscere le loro esigenze e le richieste dei diversi target, al fine di progettare un’offerta sempre più attrattiva e competitiva nel contesto attuale».
Per il Comune di Sarnano la partecipazione al TTG è solo una delle azioni di una strategia di promozione più ampia e articolata. «Il Comune sta agevolando il dialogo tra gli operatori turistici sarnanesi e importanti tour operator come Itermar, che ha selezionato e raccolto le proposte del nostro territorio, confezionando pacchetti differenziati per target» aggiunge il Vice Sindaco Franco Ceregili. «Queste offerte, già presenti nei cataloghi Itermar, riguardano sia la stagione invernale, con gli impianti sciistici e le altre attività legate alla neve, sia la bella stagione, con i percorsi per mountain bike, e-bike, bike enduro e down hill, gli itinerari trekking e la Via delle Cascate Perdute. Naturalmente, a completare l’offerta ci sono le Terme di Sarnano, attive tutto l’anno con le cure termali, i servizi per la salute e il benessere della persona e la nuova SPA che verrà presto aperta al pubblico».
Una grandissima pianista ha dato un’interpretazione unica, condotta con impeccabile tecnica ed un suono raffinato, e ha reso il primo concerto del Master Piano Festival 2020 un evento memorabile: Marcella Crudeli, torna a Tolentino dove, racconta prima dei bis, suonò il suo secondo concerto all’ età di 11 anni.
Domenica 11 ottobre al Politeama, la grande Artista ha proposto un programma decisamente importante: le Sonate di Cimarosa da lei stessa revisionate, la Sonata opus 109 di Beethoven e il suo amato Chopin con le Variazioni brillanti op. 12, l’Andante Spianato e grande Polacca brillante op. 22 e lo Scherzo op.31 n. 2.
Un pubblico attento ha goduto della musica che ha parlato direttamente ai cuori attraverso il fluire dei movimenti veloci, il cantare delle melodie, la forza imperiosa delle voci in progressione.
L’ alternanza di espressività e dinamismo a rigore polifonico, vibrazioni ritmiche e sonorità ricercate hanno reso il concerto un’esperienza indimenticabile e il pubblico, numeroso ma nel rispetto delle regole, ha dimostrato il suo entusiasmo con grandi applausi e standing ovation ripetute.
Considerata dalla critica internazionale uno dei più eminenti rappresentanti del concertismo italiano, Marcella Crudeli da anni svolge una consolidata e intensa carriera con concerti in oltre ottanta paesi. Si è esibita tanto come solista che come componente di importanti formazioni cameristiche, per conto dei maggiori enti concertistici (Piccola Scala di Milano, Wigmore Hall di Londra, Dalle Gaveau di Parigi, Teatro Real di Madrid, Chapelle du Bon Pasteur di Montreal, Accademia di S. Cecilia, Teatri Petruzzelli di Bari, Colon di Buenos Aires, Filarmoniche di S. Pietroburgo e Enescu di Bucarest, Sinfonica di Cape Town e molti altri) e radio televisivi e con le orchestre più prestigiose (Accademia S. Cecilia di Roma, Maggio Musicale Fiorentino, RAI di Torino, Scarlatti di Napoli, RadioTelevision Francaise, Kammerorchester di Amburgo, RIAS di Berlino, Teatro Verdi di Trieste, Sinfonica di Tel Aviv, Teatro Comunale di Genova, S. Carlo di Napoli, Sinfonica Siciliana, Taipei Metropolitan Symphony Orchestra, Orchestra Filarmonica di Bacau, Sinfoniche di Instanbul e di Brisbane e molte altre).
A conferma della posizione raggiunta in campo mondiale, le sono stati attribuiti diversi premi internazionali, tra i quali il Sagittario d’Oro, l’Adelaide Ristori, il Cimento d’Oro dell’Arte e della Cultura, il Palestrina, l’Europa, il Progetto Donna, il Francavilla, il Minerva, il Cimarosa, l’Oscar Capitolino e, per i suoi altissimi meriti artistici ed umanitari, ha inoltre ricevuto il premio Lions d’Oro e il Paul Harris tre rubini del Rotary International ed il premio “Una vita per lo strumento musicale”, conferitole dalla DISMA all’Università Bocconi di Milano. È stata nominata Professore Emerito al Sakuyo College a Tsuyama (1993).
In un momento come questo, l’atto stesso di fare musica, un atto artistico ma anche sociale, di partecipazione e condivisione di bellezza, rappresenta nutrimento dell’Anima e Marcella Crudeli, con grande generosità, ha realizzato una armonia attraverso la gioia della, musica.
Un concerto che rimarrà nei cuori di chi era presente e nella storia del Politeama e del Master Piano Festival.
Dal terremoto del Centro Italia alla pandemia di Sars-Cov-2 non ancora risolta, le Marche hanno attraversato un quinquennio di dure prove che ancora non si possono ritenere concluse. Questi i temi del nuovo libro di Daniele Salvi “La Post Regione”, edito da Il Lavoro Editoriale, che vedrà un ciclo di conferenze di presentazione e di dibattito sui temi caldi affrontati dal volume nei principali Comuni marchigiani a partire da giovedì 15 ottobre alle ore 21 a Corridonia nella sala consiliare del Comune, dov interverranno l’autore, Daniele Salvi, il Sindaco Paolo Cartechini, il Presidente del Consiglio Comunale Riccardo Vecchi e il Consigliere Comunale Mauro Vecchietti.
I riflessi generati dai grandi eventi, così come dalle tematiche e dai problemi più contingenti che investono la società e il territorio, si manifestano sotto vari aspetti e richiedono un’analisi capace, da un lato, di spaziare dagli aspetti socio-economici fino a quelli storico-culturali e, dall’altro, di proporre interventi di azione politica mirati alla risoluzione delle criticità.
“Il libro raccoglie una selezione di scritti redatti negli ultimi cinque anni durante i quali le Marche hanno incrociato sulla loro strada due eventi epocali - ha dichiarato Daniele Salvi -: il sisma del 2016/2017 e l’epidemia da Sars-Cov-2 colti dall’osservatorio della Presidenza del Consiglio regionale delle Marche e nello spazio temporale della X Legislatura regionale”.
“Il filo conduttore di queste pagine è rappresentato dalle Marche alle prese con uno dei passaggi più difficili della loro storia - aggiunge -, iniziato con la crisi economica del 2008. Cinque anni di vita sociale, economica e culturale delle Marche assumono i connotati di attori calati su una scena più ampi di quella regionale, reclamanti una dignità spesso negata, ma pur sempre e costantemente ambìta. La doppia ricostruzione delle Marche è la sfida incrociata dei prossimi anni, vincere la quale vuol dire risollevare un territorio e le sue comunità, ma anche contribuire in maniera formidabile al rilancio dell’intero Paese”.Daniele Salvi, Capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio regionale dal 2015 al 2020, propone una raccolta di suoi articoli pubblicati sui giornali, periodici, riviste e sulle testate informative del web offrendo uno spaccato multilivello su piccole e grandi questioni che, riconducibili spesso a scenari globali, europei o nazionali, hanno riguardato la società e le aree interne di una regione “resiliente per vocazione”.
“La Post Regione” è in definitiva un esercizio di analisi e d’immaginazione politica che vuol condividere con il lettore problemi e prospettive, criticità e speranze.
Prossimi incontri di presentazione e di confronto sui temi del libro “La post regione” di Daniele Salvi sono previsti per venerdì 16 ottobre alle ore 17,30 a Camerino all’Accademia della Musica “Franco Corelli” donata dalla Andrea Bocelli Foundation in località Fonti San Venanzio, dove sarà presente il Sindaco Sandro Sborgia, l’Assessore alla Cultura Giovanna Sartori e l'On. Alessia Morani Sottosegretario allo Sviluppo Economico.
Seguirà sabato17 ottobre l’incontro a Sassoferrato con il Sindaco Maurizio Greci, l’Avv. Paolo Tittarelli e la partecipazione del noto doppiatore e speaker televisivo Luca Violini che leggerà alcuni passi del libro.
Chiuderà il primi ciclo d’incontri sul tema l’appuntamento al Comune di Camerata Picena domenica 18 ottobre 2020 alle ore 17 nel Castello del Cassero alla presenza del Sindaco Davide Florini, il Prof Giancarlo Galeazzi e Luca Violini che leggerà alcuni brani del libro.
Tutti gli appuntamenti sono aperti al pubblico su prenotazione alla mail lapostregione@gmail.com o al tel. 3318910400.
Acrobazie narrative che toccano, letteralmente, ogni angolo del globo anzi, in alcuni frangenti si spingono anche oltre l’orizzonte conosciuto.
Questa forse è la miglior sintesi della performance di Federico Buffa, andata “in onda” ieri sera sul palco della Green Square di Macerata. Cronista, storyteller e soprattutto un “vecchio” amico del Festival Overtime; è difficile quanto inutile trovare una qualifica capace di inquadrare la figura di Buffa. Un personaggio non avvezzo al “posto fisso” ma più un cultore del “caos”, nella sua accezione positiva, che ha regalato all'Italia una pietra preziosa che culturalmente non aveva: l'epica sportiva.
Overtime nella sua quarta giornata ha registrato un “sold out” in tutti gli eventi proposti, un segnale forte soprattutto per gli organizzatori come ha fatto notare Michele Spagnuolo “quest’anno è stato molto duro per via della pandemia, è stato anche difficile mantenere gratuiti tutti gli eventi ma vedere piazze e sale piene ci dà un grande carica, non solo a me ma anche a tutti quelli che hanno lavorato dietro le quinte per far garantire il rispetto delle norme e il corretto svolgimento degli incontri”.
Il sabato della kermesse è proprio iniziato con “Colazione con l’autore” dove l’autore Luca Leone ha presentato il suo libro, insieme al fotografo Rossano Ronci, “Harlem – You Write The Rules” per passare poi a “MilanoTonaInCampo”, un progetto ideato da Filippo Solibello e illustrato insieme a Marco Ardemagni e Cesare Lapadula.
Dopo lo sport “raccontato” non è mancato quello praticato, ecco allora che i riflettori si sono accesi sul campo “Elia Longarini” di Villa Potenza per lo svolgimento del 4° Torneo Overtime Old Rugby – Memorial Elia Gaglione, La protagonista dell’ora di pranzo è stata proprio la palla ovale anche in Piazza della Libertà dove il rugbista Maxime Mbanda è stato insignito del premio etica sportiva dell’Ovetime Festival 2020.
E poi ancora libri, cultura e formazione con l’evento “Gli anni ’70 e ’80 del calcio italiano tra piazze e cortei”, caratterizzato dall’anteprima nazionale del libro “La gioia fa parecchio rumore” scritto da Sandro Bonvissuto, per passare all’opera “Le canaglie” di Angelo Carotenuto per finire con l’ultima fatica letteraria di Gigi Riva “Non dire addio ai sogni”.
In un periodo di stadi e palazzetti chiusi, un pezzetto della esilarante atmosfera che solo un impianto pieno potrebbe regalare, è stata portato sulla Green Square di Macerata da una vecchia conoscenza di Overtime. È tornato infatti “in campo” Cristiano Militello, con il suo “Cartelli d’Italia – il diario 2021/2021”, un libro che prende spunto dalla divertente rubrica “striscia lo striscione” una delle più simpatiche e attese all’inizio di ogni settimana dagli appassionati del tg satirico di Antonio Ricci.
“Anche a stadi chiusi ci sarà da divertirsi” assicura Militello, con al suo fianco il moderatore Nicola Calzaretta, che poi spiega la massima presente in copertina ‘anno nuovo stessa vita di merd*: “è quasi profetica – spiega - l’anno non è iniziato nel migliore dei modi a causa di questa emergenza sanitaria Da qui il senso del diario, il voler tornare alla normalità, sono oltre 400 foto, una per giorno, per i mesi che ci accompagneranno”.
Dopo tante risate e curiosità sparse in giro per lo stivale, il festival si è preso una breve pausa, giusto il tempo per far riempire nuovamente Piazza della Libertà e per creare il giusto clima di trepidante attesa per l’arrivo del “punteros” della serata.
Le luci si accendono sul palco posto nel cuore di Macerata e il sipario si alza su Federico Buffa che introdotto da Dario Ronzulli, si è preso subito la prima giusta dose di applausi dai presenti.
“Che tempi” è questo il tema della chiacchierata trai i due, a cominciare dai Mondiali di calcio capaci di scandire la vita di ogni persona: “Il calcio è l’unica lingua che tutto il mondo mastica con declinazioni diverse”.
Inizia con queste parole lo spettacolo di Buffa che poi prende per mano il pubblico portandolo a spasso per il mondo, lungo un percorso fatto di record, personaggi tanto indimenticabili quanto particolari e aneddoti sorprendenti.
Si parte da Pelè: “il più grande goleador della storia tanto che è difficile stabilire chi sia il secondo – sentenzia Buffa - Le cose che faceva lui con la palla le rifanno i grandi campione di adesso”. Una foto nitida che racconta una parte della storia campione brasiliano sulla quale proprio il narratore italiano sta scrivendo un libro.
“Secondo me una generazione corrisponde a 20 anni – spiega Federico Buffa – dal mio punto di vista i 4 evangelisti del calcio sono Di Stefano, Pelè, Cruijff e Maradona e lo spazio temporale che intercorre tra loro è proprio di 2 decenni quindi credo che sia un fatto fisiologico”
“I tempi della storia fanno un lavoro migliore di quello che potremmo fare noi – aggiunge – sono sicuro che ci sia una mistica del gioco che adesso sentiamo meno perché noi abbiamo già visto tutto ma quando si viveva in un tempo in cui non si poteva vedere niente la mistica dava un senso più forte a chi praticava sport”.
Il viaggio lo sport è continuato poi ha toccato altri mostri sacri del panorama sportivo mondiale come Mohamed Alì e Michel Jordan: “Uno sportivo non è solo quello che fa sul campo ma è soprattutto quello che fa fuori”. Un chiaro riferimento alla vita del pugile, di cui Buffa raccontato il suo incontro con uno dei suoi fratelli: “Dopo Alì lo sport è cambiato – sottolinea – gli atleti ora si tengono per sé le opinioni personali per ragioni di brand”.
Spazio poi ai personaggi che ha detta dello storyteller: “Sono stati mandati sulla terra per cambiare il gioco per sempre”. Il rifermento è allo statunitense Dick Fosbury, l’ingegnere che attraverso una personale valutazione aereodinamica è stato capace non solo di inventare il celebre salto ma anche di: “adattare sé stesso ad una visione che solo lui era in grado di comprendere”.
Lo sport diventa quindi una vera e propria “attività umana” oltre che un potente veicolo per trasmettere dei messaggi che cambiano o alla lunga o nell’immediato cambiano il mondo. Ecco allora che entra in scena un episodio di circa cinquant’anni fa, accaduto nello stadio Olimpico di Città del Messico dove i velocisti statunitensi Tommie Smith e John Carlos arrivarono primo e terzo nella finale dei 200 metri piani ai giochi Olimpici del '68. Dopo essere saliti sul podio per la premiazione Smith e Carlos ricevettero le medaglie, si girarono verso l’enorme bandiera a stelle e strisce appesa e aspettarono l’inizio dell’inno. Quando le note di "The Star-Spangled Banner risuonarono" nell'arena, i due atleti abbassarono la testa e alzarono un pugno chiuso, indossando dei guanti neri. “Il podio è un luogo di una potenza ineguagliabile” – dichiara Buffa – tant’è che l'influenza del gesto di Smith e Carlos è percepibile ancora oggi: ne è un esempio il caso dei giocatori afroamericani di football inginocchiati durante l’inno americano”.
Le acrobazie di narrazione epica di Buffa non dimenticano Nelson Mandela, che dopo gli anni di prigionia suggella l’unità del Sudafrica seguendo in tribuna la vittoria della Coppa del Mondo di Rugby nella storica finale di Johannesburg: “lo sport porta speranza dove nessun altro arriva”.
Il cammino di Buffa è giunto poi ai giorni nostri caratterizzati da un’emergenza sanitaria senza precedenti che rende lo sport “completamente innaturale – e precisa Buffa – in questo periodo sta sfuggendo la potenza che genera un evento sportivo, se continua così ci vorranno almeno un paio di anni per ridare una stagionalità al gioco”.
Focus poi sull’etimologia della parola sport derivante dal latino ex-porta ovvero “fuori dalle porte della città” chiarisce Federico Buffa: “E’ una parola che va oltre il suo significato originario. Lo sport non è solo divertimento ma è intrinseco nella nostra quotidianità – e incalza – credo sia un peccato enorme in Italia non insegnarlo a scuola sin dalle scuole elementari”.
Un ora di storie e spunti di riflessione, questo è quanto Buffa ha regalato alla gremita piazza di Macerata che ha ascolta ad occhi ed orecchie aperte tutta la sua “chiacchierata” che è terminata con un omaggio a quello da lui ritenuto il più grande atleta italiano di tutti i tempi: Pietro Mennea.
“Rappresenta quella figura nevrotica con in sé una componente eversiva - lo descrive – un peccato che se ne sia andato via troppo presto ma credo anche che gli Dei dello sport se lo siano ripreso così come successo con altri geni tipo George Best”.
Il pubblico oramai caldo tributa la meritata ovazione a Federico Buffa che terminato il suo viaggio si ferma ancora un po' sul palco, insieme a tutti i presenti, per godersi lo spettacolo del videomapping che fa calare uno scintillante sipario sulla penultima tappa di Overtime, rendendo ancora una volta più "green" la facciata della chiesa San Paolo.
Si terrà invece oggi l’ultimo appuntamento della decima edizione del Festival, alle 16,30 da “Vere Italie”, nell’affascinante cortile del Palazzo Floriani-Carradori di via Crescimbeni, con l’evento “La musica sconfigge solitudine e paura”.
Uomini da “record”, etica sportiva, ricerca e più di un pizzico di comicità. Sono stati questi gli ingredienti che hanno arricchito il Festival Overtime che, nella sua terza giornata, ha “schierato” sulla città Macerata undici eventi a iniziare da “La vita si suda”. Evento che ha celebrato lo sport paraolimpico, realizzato in collaborazione con il Dipartimento Dipendenze Patologiche Asur Marche Area Vasta 3, dove il protagonista è stato lo scalatore in carrozzina Luca Panichi fino ad arrivare” del nuovo corso di laurea “Diritto, Giustizia e Fiscalità dello Sport” dell’Università degli Studi di Macerata.
Dopo la ricca mattinata, i riflettori della kermesse si sono spostati sui palchi di Piazza della Libertà. Dopo l’anteprima nazionale delle 16 da Koiné con la presentazione del libro 1897 Juventus FC insieme l’autore Andrea De Benedetti e l’illustratore Osvaldo Casanova a cui ha fatto seguito un'altra opera “Qatar 2022. Un mistero mondiale. Petroldollari, rivoluzioni, calcio e tv. L’Emirato alla conquista del mondo” con l’autore Gianluca Mazzini e Valerio Calzolaio.
La scena della green sqaure è stata illuminata dall’evento “Corsa e cammini: amatori e professionisti a confronto” con Claudio Bagnasco, Gastone Breccia, Saverio Fattori, Marco Patucchi, Cesare Picco, Renato Vita e Simonetta Barucca; un momento promosso in collaborazione con Green Nordic Walking, Nordic Walking Atletica Avis Macerata, Nordic Walking Valli della Marca. A seguire la presentazione del volume: “Con la testa e con il cuore” con Alberto Cova, Dario Ricci, Nazareno Rocchetti e Gerardo De Vivo.
Nell’orario aperitivo a tenere banco è stata la presentazione della rinnovata Med Store Macerata, la squadra di pallavolo maschile prossima ad affrontare il campionato di Serie A3. Roster e staff tecnico si sono presentati alla città congiuntamente ai vertici societari condividendo con i presenti ambizioni e obiettivi in vista dell’“anomala” stagione che sta per partire.
Un prologo ideale che ha aperto le porte a uno degli ospiti di punta del Festival. Ecco che infatti ad entrare in “campo” è stato l’ex campione del Mondo Antonio Cabrini, accolto tra applausi e foto del pubblico che si è seduto sul palco posto nel cuore di Macerata insieme al giornalista Marco Ardemagli.
Storie mondiali, numeri da record e la poca confidenza con la panchina. Tutto questo è stato Cabrini che ha iniziato il suo racconto partendo dalla “inattesa” convocazione per il Mondiale del ’78 insieme a Paolo Rossi fino ad arrivare ai dolci ricordi del trionfo dell’ ’82. Una sorta di fotogallery della storia di calciatore che oltre a inanellare 74 presenze in maglia azzurra ha anche registrato diversi record: dai più noti come quello di difensore più prolifico della storia della nazionale (9 gol) fino a quelli più curiosi come quello di essere il primo giocatore italiano ad aver associato la sua immagine ad un marchio sportivo (dopo il mondiale ’78 è stato testimonial del marchio Kappa).
Una carriera vissuta e finita da assoluto protagonista: “avevo 30 anni e non ero al 100% della forma e quindi ho deciso di darmi una regolata – ha raccontato – e questo l’ho fatto non solo con la maglia della nazionale ma anche con Juventus e Bologna”.
Ecco un'altra “prima volta” di Cabrini, vale a dire quella di essere stato il primo giocatore ad essersi ritirato dalla nazionale annunicandolo con una conferenza stampa. Una specie di pioniere, quindi, che nel calcio di oggi è stato imitato da tante altre stelle del calcio nostrano ed europeo. “Il bell’Antonio” non è stato banale nemmeno quando ha raccontato dei mitici azzurri dell’’82: “eravamo molto screditati mediaticamente, ma eravamo un gruppo unito e forte che dopo una partenza stentata è stato capace di battere Brasile ed Argentina fino ad arrivare al trionfo finale ottenuto contro ogni pronostico”.
Un simpatico “scarica barile” sul rigore sbagliato nell’ultimo atto contro la Germania: “il rigorista designato era Antognoni che in quell’occasione era infortunato ed io ero il secondo in lista – spiega Cabrini – ma la colpa è di Paolo Rossi che quando avevo posizionato il pallone sul dischetto si è avvicinato dicendomi ‘ma te la senti?’ e così sbagliai, quindi prendetevela con lui”. Ha sentenziato sorridendo.
La piacevole chiacchierata si è poi conclusa con una panoramica sul mondo degli allenatori dove Antonio Cabrini ha avuto parole di elogio nei confronti di Giovanni Trapattoni, mister che ha avuto 10 anni alla Juventus: “Era molto intelligente e aveva un modo di allenare schietto e preciso – e aggiunge – dopo il mondiale dell’’82 mi sentivo un po' appagato ma lui è stato capace di darmi ancora delle motivazioni forti, facendomi scattare quella scintilla che mi ha permesso di rientrare tra i titolari e non uscirne più”.
La coinvolgente 24 ore di Overtime si è conclusa all’ora di cena con l’ultimo evento in agenda dal titolo “Perché mi avete invitato?”. Una domanda tanto curiosa quanto accattivante che però ha trovato la sua risposta nella coinvolgente comicità e simpatia di Pierfrancesco Diliberto in arte Pif. E’ stato infatti l’ex inviato delle Iene l’assoluto mattatore di fine serata insieme agli intervistatori d’eccezione, volti noti di tv e radio, Marco Ardemagni e Filippo Solibello.
“Dopo le gesta sportive di Cabrini arrivo ora io che ci azzecco poco con il festival, sono un po' uno tappabuchi insomma”. Pif ha esordito strappando subito una risata al pubblico di Overtime dopodiché ha esternato la sua poca confidenza con gli sport in generale: “Rappresento quelli che amano questo festival ma non amano lo sport” ha incalzato.
Ma di sportivi si è discusso eccome tant’è che Pif ha apertamente dichiaro il suo “amore” per Dino Zoff del quale ha raccontato il suo “primo incontro” in tv durante le sfide del mondiale ’82.
“Non so se c’è un Dio, ma so per certo che c’è Dino Zoff” così l’ha definito il vee-jay di Mtv che ha inoltre ripercorso il suo personalissimo momento di preghiera, quando proprio il portierone azzurro riuscì a disinnescare in due tempi il colpo di testa del brasiliano Oscar durante la sfida contro la nazionale carioca. Gara che finì 3 a 2 per l'Italia che così ottenne il pass per approdare alla semifinale del compionato del Mondo.
Non ha nascosto il suo approccio conflittuale con l’attività sportiva in generale raccontando inoltre qualche episodio tragicomico accaduto durante le partite di calcio a scopo benefico giocate tra artisti e il suo pessimo rapporto con la vela. Oltre a manifestare il suo lato autoironico, Pif per l'occasione ha anche presentato la sua ultima "fatica" letteraria ovvero "...che Dio perdona a tutti" che narra della storia del 35enne Arturo che si trova di fronte all'essere religiosi e cristiani nella vita quotidiana e che allo stesso tempo riflette sulle ipocrisie che a volte caratterizzano chi si professa tale. Un libro reso meno pesante dall'ironia di Pif e che permette di scherzare in modo serio sullo spinoso tema della religione: "il costo del libro stasera è di 9 euro con addirittura la mia firma - ha scherzato l'autore - considerate che ha Civitanova lo faccio pagare 13".
Spazio poi ancora alle risate con Pif che ha stilato la sua particolare classifica, senza fare sconti a nessuno, in merito agli sport: dalle dormite davanti alle corse di ciclismo e di formula uno, passando per il basket definito "senza senso" dall'ex Iena, fino ad arrivare alle discipline più ricercate come quelle invernali. "Per me lo sport più faticoso è quello di essere papà" ha spiegato Pif nel raccontare la sua esperienza di neo papà di una bambina di appena un mese.
In piena zona Cesarini lo sport preferito di Pif è emerso e segna una sorta di ideale ritorno al punto di partenza del momento conviviale. E' ritornato infatti in auge il concetto di "porta", iniziato da quella difesa da Dino Zoff e concluso le ottime doti da portiere di biliardino di Pif che ha anche dato un saggio delle sue abilità con una partita simulata: "ecco li sono fortissimo, ho una mia tecnica difficilmente battibile".
Dopo tanti sorrisi ecco anche una scrosciante quantità di applausi per Pif che si congeda così dal pubblico prima di dedicarsi alle firme per il suo libro. L'ultima sorpresa per i presenti è stato lo spettacolo del videomapping che ha colorato la facciata della chiesa San Paolo, calando così un luminoso sipario sulla terza giornata del Festival Overtime.
Narratore straordinario, giornalista e telecronista sportivo, Federico Buffa è il grande ospite del sabato di Overtime. Domani 10 ottobre, alle 21, sarà in piazza della Libertà, intervistato da Dario Ronzulli, a raccontare alcune delle più grandi imprese che lo sport e i suoi protagonisti hanno regalato alle nostre esistenze.
Buffa ha narrato, per Sky Sport, la vita e la carriera di grandi campioni, da George Best a Cristiano Ronaldo, passando per Michael Jordan e Muhammad Ali, senza dimenticare le Storie Mondiali, raccontate dallo storyteller per descrivere un secolo di sport e di vita.
La giornata è ricca di protagonisti, a partire dal rugbista della nazionale Maxime Mbanda che, alle 15, riceve il premio Etica sportiva promosso da Banca Macerata (modera Edilio Venanzoni); poi Cristiano Militello, Marco Ardemagni, Filippo Solibello.
Si comincia con A colazione con l’autore: alle 10 in piazza della Libertà, Francesca Cipolloni e Rossano Ronci intervistano Luca Leone sul suo terzo romanzo ambientato nel mondo dello street basket, HARLEM – You Write The Rules.
Alle 11.30 al Centrale Plus, invece, Filippo Solibello presenta il suo progetto MilanoTornaInCampo, creato durante il lockdown per sostenere la ripartenza dello sport di base. Con lui Marco Ardemagni e Cesare Lapadula (delegato AIS Macerata); degustazioni offerte grazie alla collaborazione di MyMarca e Cantina Benforte di Cupramontana.
Alle 15 sport praticato a Villa Potenza con il 4° Torneo Overtime Old Rugby – Memorial Elia Gaglione, organizzato con Banca Macerata Rugby; mentre alle 16.30 in piazza, presentazione in anteprima nazionale del libro La gioia fa parecchio rumore, con l’autore Sandro Bonvissuto.
Segue l’incontro con Angelo Carotenuto e il suo volume Le canaglie, moderato da Fulvio Paglialunga e Cesare Lapadula. Anche in questo caso, degustazioni offerte grazie alla collaborazione di MyMarca e Cantina Collepere di Matelica.
Ancora libri: alle 17.30 "Non dire addio ai sogni" con l’autore Gigi Riva e Valerio Calzolaio; alle 19, Cartelli d’Italia. Il diario dell’attore, comico, inviato tv, speaker radiofonico, Cristiano Militello, affiancato da Nicola Calzaretta.
Poi gran finale con Federico Buffa e lo spettacolo di videomapping, realizzato da Luca Agnani Studio e PlaymarcheSrl – Spin off dell’Università di Macerata, nella piazza trasformata in un bosco, con il supporto di Med Store e Pellegrini Garden. Intanto la giornata di oggi ha visto anche l’importante incontro dedicato allo sport paralimpico, con La vita si suda. Tra i relatori Luca Panichi, lo scalatore in carrozzina, il calciatore della Nazionale italiana di calcio amputati Riccardo Tondi, il tiratore con l’arco di livello nazionale Giordano Cardellini: tre storie diverse, ma unite dallo sport, di chi, ha visto per un fatto traumatico lo sconvolgimento della propria esistenza. Con loro il giornalista Dario Ronzulli, Luca Savoiardi, presidente del Comitato Paralimpico Marche e Gianni Giuli, direttore del Dipartimento Dipendenze Patologiche Asur Marche Area Vasta 3, che ha collaborato alla realizzazione di questo incontro. “Bisogna sempre credere nel percorso che si sta affrontando - ha affermato Panichi -, nello sport, così come nella vita. La pratica sportiva è un allenamento per superare l’ostacolo che possiamo incontrare nella vita”.
Fra esaltanti soli e spericolato fraseggio Bebop uno straordinario Francesco Cafiso ha entusiasmato giovedì scorso il pubblico del Politeama di Tolentino con una performance avvincente ed una band stellare. Secondo appuntamento del cartellone curato dall’Associazione Tolentino Jazz, il concerto del Confirmation Quintet, capitanato da Cafiso e formato da Alessandro Presti alla tromba, Andrea Pozza al piano, Aldo Zunino al contrabbasso e Luca Caruso alla batteria, ha celebrato Charlie Parker nel centenario dalla nascita spaziando con maestria fra le pagine del repertorio del sassofonista afroamericano, ed offrendo una rilettura dall’impronta assolutamente personale.
L’ensemble ha aperto la serata con “Tricotism” di Oscar Pettiford, proseguendo poi con”Mitch” di Phil Woods e il latin “Repetition” di Neal Hefti sfoderando subito perfetta sintonia di gruppo, grande energia ed un altissimo livello sia tecnico che interpretativo. Appassionato ed infaticabile performer sul palco, Francesco Cafiso ha avuto un impatto travolgente con le sue improvvisazioni ad alta velocità, dal flusso articolatissimo e inarrestabile; con lui ha creato un binomio vincente duettando sui temi il valente trombettista Alessandro Presti, che non ha risparmiato estro e funambolici percorsi nei suoi spazi solistici. Climax della serata “Little Niles “ di Randy Weston e “Fiesta Mojo” di Dizzy Gillespie hanno dato modo a tutto il gruppo, e in modo ancora più spiccato alla sezione ritmica, di regalare momenti di eccellente jazz: dalle fluide e raffinate improvvisazioni di Pozza al pianoforte, alle pregevoli evoluzioni al contrabbasso di Zunino sino ai lunghi ed impegnativi soli di Luca Caruso, giovanissimo batterista dallo spiccato talento. Il carismatico sassofonista siciliano, di cui è stato appena pubblicato il nuovo singolo “Irene of Boston”,che anticipa l’uscita a dicembre del prossimo disco, si conferma stella di prima grandezza del jazz mondiale con le sue inconfondibili doti di artista completo e virtuoso dello strumento.
Musica e sport assoluti protagonisti della seconda serata di Overtime Festival che, per l’occasione, scende in campo con due stelle del rock e del giornalismo sportivo.
Nella splendida cornice dell’Overtime Green Square, allestita in piazza della Libertà, l’ex leader dei Timoria, Omar Pedrini, ha ripercorso le sue esperienze professionali e sportive al microfono di Pierluigi Pardo - una delle voci più iconiche del calcio, nonché grande amico di Overtime - dando vita a una piacevole e interessante chiacchierata moderata da Dario Ronzulli.
Un connubio, quello tra sport e musica, su cui già da diversi anni Overtime ha scelto di puntare con forza. “Uno degli obiettivi del Festival - spiega il direttore artistico Michele Spagnuolo - è quello di dimostrare come lo sport sia strettamente legato alla cultura e come il dialogo tra questi due universi, solo apparentemente distanti, possa rappresentare il punto di partenza di tanti progetti”.
D’altra parte, come dichiarato dallo stesso Pedrini, “lo sport e il rock salvano più vite di quanto si possa pensare”, con il cantautore bresciano che ha poi portato l’esempio della palestra popolare della sua città, sorta con il preciso scopo di tenere lontani i ragazzi dai pericoli della strada.
L’ormai celebre ironia di Pardo, di ritorno a Macerata per il quinto anno consecutivo, ha rappresentato l’ideale filo conduttore di una serata che ha contribuito a evidenziare i tanti punti di contatto tra questi due mondi. Come sostenuto da uno dei giornalisti sportivi più apprezzati nel panorama italiano, “la musica e il calcio sono accomunati dal grande coinvolgimento del pubblico, che non si limita ad essere semplice spettatore, bensì diventa esso stesso protagonista dello show”.
Tanti i temi trattati, gli aneddoti e gli spunti di riflessione emersi nel corso del dibattito, con i due mattatori della serata che hanno spaziato nel panorama sportivo e musicale globale, intrattenendo i numerosi appassionati che si sono dati appuntamento in una piazza della Libertà rigorosamente a tema green. Dalle prime volte allo stadio ai primi concerti, passando per i valori di sport come il calcio, la boxe, il ciclismo, il basket e il golf, fino ad arrivare al concetto di cultura sportiva tanto caro a Overtime e alla rivalità tra Brescia e Bergamo, le due città più colpite dalla recente emergenza sanitaria, che hanno saputo mettere da parte ogni campanilismo nel nome della solidarietà.
Da uno sport all’altro, ovviamente nel segno della musica: non poteva certo mancare l’occasione per deliziare la platea maceratese con le note di - tra le altre - “Sole spento”, storico successo dei Timoria, e di una toccante versione di “Wonderwall” degli Oasis, che ha saputo coinvolgere una platea incantata qualche minuto più tardi dallo spettacolo di videomapping andato in scena al termine dell’incontro.
Di seguito la fotogallery della serata, curata da Lucia Montecchiari:
E’ in programma per Domenica 11 ottobre alle ore 18.00 presso l’Auditorium Sant’Agostino di San Ginesio lo spettacolo dell’Associazione Compagnia del Recitar Cantando di Pesaro dal titolo “All’Amore” da” Il Trattato delle Passioni” per la divulgazione del repertorio barocco italiano.
Dopo Ancona, Macerata, Tolentino Macerata, Ferrara a Palazzo dei Diamanti e a Mantova al Festival Trame Sonore, la voce di Pamela Lucciarini e di Guido Barbieri per drammaturgia e narrazione, approderanno a San Ginesio con la poetica degli affetti nella musica italiana del Seicento.
Uno strano, persistente pregiudizio circonda ancora oggi la musica italiana del Seicento. Nella percezione comune è avvertita come “difficile”, complessa, astrusa, lontana dalla sensibilità del tempo presente. Questa diffusa diffidenza ha allontanato e allontana tuttora dai programmi dei teatri e delle sale da concerto musiche di infinita bellezza. Una vera ingiustizia. Il secolo XVII ha creato infatti i tesori forse più preziosi dell’intera storia della musica d’arte italiana. Il repertorio degli oratori, delle opere, dei duetti da camera, delle cantate a voce sola, dei tardi madrigali, dei mottetti, per non parlare delle forme strumentali e della loro stupefacente varietà, contiene pagine che ancora oggi stupiscono, commuovono, fanno spalancare gli occhi. Musiche vocali e strumentali in buona parte ancora da rivelare: almeno al pubblico indifferenziato della musica d’arte.
Una lacuna della quale non si avverte abbastanza la gravità: se le istituzioni culturali italiane dedicassero a questo repertorio un decimo delle risorse che lo Stato francese, ad esempio, ha investito per la riscoperta e la valorizzazione del Seicento parigino potremmo contare oggi su un patrimonio di musiche, di musicisti e di interpreti senza uguali nel mondo. In mancanza di una strategia culturale che parta dal “centro” sono le piccole associazioni musicali “di periferia” a dover svolgere in questo campo una funzione sussidiaria: difficile da praticare, ma indispensabile. Esiste infatti un formidabile anello di congiunzione tra la sensibilità antica e quella contemporanea, un vero e proprio chiasmo comune in grado di avvicinare i lembi di due culture, di due sistemi antropologici apparentemente inconciliabili. E questo ponte così prezioso si chiama “Teoria degli affetti”. Ridotta alla sua essenza è quel complesso, ma trasparente sistema di figure retoriche e poetiche attraverso le quali la musica rappresenta ciò che noi oggi chiamiamo familiarmente “sentimenti”. E che cosa c’è di più immediato, di più facilmente comprensibile del nostro universo emotivo, di quella rete di pulsioni, attrazioni, passioni che costituisce la radice dei nostri comportamenti affettivi? I nomi che noi diamo ai nostri “sentimenti” sono esattamente gli stessi che gli antichi davano agli “affetti”: Ira, Gioia, Tristezza, Furia, Malinconia, Dolore, Nostalgia, Speranza, Odio. Corrispondenze elementari che noi siamo perfettamente in grado di comprendere esercitando con finezza una dote di cui ognuno è in possesso: l’arte di ascoltare. In questo esercizio di conoscenza noi oggi siamo aiutati dalla funzione primaria che la musica degli affetti svolge tra Cinque e Seicento. Non solo rappresentare gli affetti, ma “muoverli”, come si diceva allora: ossia far vivere agli ascoltatori gli stessi medesimi sentimenti che parole e suoni mettono “in scena”. Un nuovo paradigma che insedia, in pieno Umanesimo, una inedita, rivoluzionaria relazione tra il compositore, l’interprete e l’ascoltatore: per la prima vola reso protagonista, quest’ultimo, del viaggio dell’ars musicae. Ognuno di noi, in tutti gli episodi dell’esistenza quotidiana, viene continuamente mosso dagli affetti più contrastanti: per comprendere la musica dei nostri antenati è sufficiente dunque lasciarsi muovere dagli stessi, medesimi affetti che essi stessi vivevano.
Per risvegliare gli affetti nascosti, o sopiti, nella musica vocale e strumentale del Seicento italiano occorre naturalmente adeguare gli strumenti della comunicazione alla sensibilità contemporanea. E guidare l’ascoltatore in una sorta di dizionario moderno degli affetti contenuti nella musica antica. Per questo motivo cercheremo di inserire ogni concerto in una cornice che comprenda innanzitutto – coerentemente con la poetica degli affetti – i sensi percettivi primari: la vista non meno che l’udito. Ogni concerto è immerso, o anche semplicemente accompagnato, da immagini fisse o in movimento che asseconderanno il ritmo e l’ambiente narrativo di ciascun brano o di una sequenza di brani. Ma cerchiamo anche di seguire la naturale, spontanea inclinazione della musica seicentesca alla rappresentazione degli affetti: ossia la sua prorompente, profonda teatralità. La danza e la parola e le altre arti della rappresentazione saranno dunque complementi ideali di ciascun concerto.
Il “trattato delle passioni” che vorremmo scrivere con la complicità degli spettatori è suddiviso in tre capitoli. Per imprimere una forma e una cadenza ai diversi concerti siamo risaliti ad una delle fonti riconosciute della teoria degli affetti, per quanto forse non la più “popolare”: le “Passioni dell’anima” di René Descartes, un piccolo trattato scritto esattamente a metà del secolo, nel 1649. In queste pagine Cartesio offre una classificazione “scientifica” delle passioni umane, suddividendole in primarie e secondarie e sostenendo che ogni azione umana è ispirata da un affetto dominante o dalla combinazione di più affetti. Gli affetti primari sono, per il grande filosofo francese, l’Ira, la Gioia, la Tristezza, l’Amore, la Meraviglia e il Desiderio.
Si accendono le luci in piazza della Libertà a Macerata (nell’occasione di verdi), per la prima serata di Overtime Festival giunto alla decima edizione.
Lo storytelling sportivo a 360 gradi – per dirla come il direttore della kermesse Michele Spagnuolo - vede come primo ospite l’attore Urs Althaus, per tutti l’Aristoteles de L’allenatore del pallone, Il cult movie con Lino Banfi.
Una piazza gremita, ieri sera, con la nuova Giunta, appena presentata dal nuovo sindaco Sandro Parcaroli, schierata quasi al completo. “Lo sport rappresenti la strada di salvezza, che i ragazzi intraprendano, mi auguro, per sfuggire dai canali della droga" - esordisce Parcaroli - .
Il tema scelto per questa edizione di Overtime è “Tempi”, parola chiave molto apprezzata dal rettore Unimc, Francesco Adornato, che afferma: “si lega non solo al risultato sportivo, ma anche ai tempi che viviamo”. "Lo sport, come metafora della vita, nel suo senso migliore” - continua il rettore. - .
Sul palco, giunge poi il momento della ”Iena dello sport”,Filippo Roma. “Ci vuole coraggio per mettere in piedi un festival così bello in un momento così difficile" - sottolinea - .
Poi la parola passa all’ospite principale della serata, l’attore Urs Althaus.
“Ancora oggi, quando vengo in vacanza in italia, la gente mi riconosce, la Longobarda rimarrà sempre la mia squadra del cuore". Il suo personaggio, Aristoteles rappresenta il campione, secondo solo a Platini e Maradona - commenta Filippo Roma", per un film (L'allenatore nel pallone), che grazie alla simpatia di Lino Banfi e ai temi trattati, diventa un cult che attraversa varie generazioni.
E oggi il festival prosegue con: Omar Pedrini, Alessandro Abbio, Nevio Scala, Pierluigi Pardo, Dario Ricci, Giammarco Menga, Dario Ronzulli e ben quattro anteprime nazionali per la seconda giornata di Overtime.
Fa Lento. Giacomo Puccini, il destino di un genio” è il titolo dello spettacolo di Radio Teatro presentato dal doppiatore Luca Violini, il soprano Rosa Sorice, accompagnata al pianoforte da Davide Caprari. La consulenza letteraria e musicale è di Paolo Logli, il disegno del suono e delle luci di Riccardo Vitali.
La performance avrà luogo sabato 10 ottobre 2020 alle ore 21,15, nel Teatro Apollo di Mogliano. L’Amministrazione comunale, sensibile alle sollecitazioni culturali, ha aderito a questa iniziativa nell’ambito del progetto MarcheInVita, lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma, in collaborazione con il Ministero per i Beni culturali , la Regione Marche e l’AMAT.
Il titolo dello spettacolo si riferisce al nomignolo “falento” con cui lo zio di Giacomo Puccini, Fortunato Magi, soleva chiamare il giovane pigro e indolente, “un fannullone senza talento”, che non amava seguire le orme familiari di compositore ecclesiastico, ma preferiva trascorrere il tempo con donne avvenenti, nelle locande al gioco. Lo spettacolo è un viaggio nella vita del compositore, attraversa i suoi sentimenti e i suoi amori che si riflettono nelle protagoniste delle sue Opere. Si passa anche attraverso la passione per i motori, le macchine sportive ed il lusso di cui Puccini amò circondarsi. Insomma un percorso emozionale da non perdere per comprendere al meglio il suo melodramma e la grandiosità che lo ha reso celebre come uno dei più rappresentativi compositori italiani.
L’ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria ai seguenti numeri: 335 5329539, 3205623974
Il consueto appuntamento di Penna San Giovanni, organizzato dall’Associazione Colucci, quest’anno compie diciotto anni e “inizia a camminare per il mondo con le sue gambe”. Così è stato salutato, nella giornata del 4 ottobre il Convegno “Dalla terra e dal lavoro dell’uomo” ideato e coordinato da Don Paolo Bascioni, presidente dell’Associazione Colucci, che quest’anno ha varcato i confini territoriali grazie alle nuove tecnologie, permettendo interventi da tutta Italia attraverso la piattaforma Zoom coordinata dall’Ingegnere Giacomo Sufferini.
Una sala gremita al di la di ogni più rosea aspettativa e diversi utenti collegati online hanno seguito con attenzione i diversi relatori.
Ad introdurre il convegno, dopo i saluti del sindaco Stefano Burocchi, è stato lo stesso Don Paolo raccontando come, dalla pubblicazione nel 2000 di un libro di riflessioni sull’attualità del messaggio di San Francesco per i giorni d’oggi, scaturì l’idea di organizzare un convegno sul tema:” dalla terra e dal lavoro dell’uomo”, ripetuto poi ogni anno con l’approfondimento di differenti prospettive, dal giuridico al filosofico, fino all’etico e al solidale. Il primo nell’anno 2003, trattò l’argomento: “La terra per la vita o la terra per il profitto?”. Quest’anno, 2020 per il diciottesimo convegno si è trattato della “Spiritualità della Terra”.
La prima relazione è stata affidata a Fra Giulio Criminesi, già Padre Superiore provinciale dei Frati minori cappuccini delle marche, il quale ha raccontato, con esempi di vita, la sua esperienza come formatore di giovani Frati: “alla base ci deve essere sempre il lavoro, uno stato di grazia da accogliere e vivere con gratitudine come mezzo di unità e fraternità”.
Con un breve saluto online il coordinatore dell’evento Roberto Brioschi, ruralista e ricercatore, ha introdotto la tematica e presentato gli altri interlocutori iniziando dal Prof. Carlo Alberto Graziani, docente universitario, in passato presidente del Parco dei Sibillini e membro del comitato Rodotà.
Il suo intervento ha fatto luce sul significato giuridico di proprietà della terra spaziando però sul contenuto teologico delle Sacre Scritture nelle quali si afferma che l’uomo deve soggiogare e dominare il suolo.
L’interpretazione però durante i secoli ne ha stravolto il senso, come ha ben specificato recentemente Papa Francesco: “l’uomo deve governare in modo corretto la fecondità, la terra deve essere coltivata, custodita e tutelata per garantire la fertilità anche alle generazioni future”.
Dal punto di vista giuridico la terra è vita, quindi non può essere posseduta, e anche se può sembrare una contraddizione, il suolo è soggetto a diritto di proprietà quando viene delimitato con confini e picchetti, ma su un piano ideale il diritto di proprietà non entra in contrasto con la natura di bene comune.
Lo scrittore, giurista e accademico italiano Ugo Mattei, in un’intervista registrata ha interpretato il pensiero anche politico di Papa Francesco che si sta nettamente schierando contro la globalizzazione, in favore della conservazione della vita sulla terra. Si tratta di una concezione della preservazione dei beni e delle specie contro l’idea del “qui e adesso”.
Il pensiero di Papa Bergoglio è stato richiamato anche durante l’intervento del giornalista scrittore Paolo Cacciari. sottolineando un ‘idea di economia rivoluzionaria, il Papa fa riferimento spesso agli insegnamenti dei suoi predecessori, ma fa un passo avanti tendando di cambiare la globalizzazione e ridefinire l’idea di progresso invece che cercare la massimizzazione del profitto, che non deve essere l’unico scopo. Inoltre sollecita i legislatori a riconoscere il reato di ECOCIDIO già condannato in sede ecclesiastica.
Le piccole realtà devono essere esempio di gestione di economie eque e solidali dove si gestisce in modo concreto il territorio, armonia, empatia e senso di comunità.
Stesso senso di comunità lo ha sottolineato Antonio Lo Bello, presidente del comitato “Fa la cosa Giusta Sicilia” associazione che promuove la costituzione di nuove economie per la gestione dei beni in modo efficace e legale, dove vengono valorizzate esperienze locali di economie trasformative in modo da rifondare il concetto di gestione del territorio e garantire spazi di convergenza, con collaborazioni tra diverse realtà al fine di favorire tutti e portare ad una crescita sociale. Una rete regionale che si muove sulla base di concetti semplici: il rispetto della vita; la conoscenza del suolo e delle risorse; la cura della terra e della persona e una equa condivisione dei frutti.
Domani 7 ottobre viene inaugurata la decima edizione di Overtime, il Festival nazionale del racconto e dell’etica sportiva, dedicata ai Tempi.
La prima giornata entra subito nel vivo con una coppia di ospiti che daranno vita a un incontro da non perdere, uno dei più attesi di quest’anno. La “iena” Filippo Roma, diventato famoso per le sue interviste scomode, raccontando fatti e misfatti della politica italiana, e per cui ha ricevuto premi giornalistici rilevanti tra cui il Premiolino, riconoscimento tra i più antichi e importanti del giornalismo italiano, intervista Urs Althaus - l’Aristoteles de "L’allenatore nel Pallone". Oltre a ricordare il film cult degli anni Ottanta, i due protagonisti, in anteprima nazionale, presentano alle 21 in piazza della Libertà il libro "Io, Aristoteles, il Negro Svizzero".
Ma il programma, in realtà, inizia dodici ora prima: alle 9 il primo appuntamento, riservato agli studenti dell’IIS Bramante-Pannaggi di Macerata, è alla Biblioteca Mozzi Borgetti con la proiezione e la premiazione dei cortometraggi e dei documentari sociali sullo sport nell’ambito della rassegna cinematografica Overtime Film Festival, con la presenza di registi e autori delle opere.
Altro incontro riservato agli studenti alle 11, anche se questa volta ai frequentanti dell’insegnamento di Sociologia della Comunicazione, corso di laurea in Scienze della Comunicazione, dell’Università di Macerata. Al cinema Italia c’è il dibattito "Lo sport e il suo storytelling come veicolo di comunicazione e coesione social" con la presentazione del libro "Coppi ultimo" di Marco Pastonesi e di Bartali. L’ultimo eroico di Giancarlo Brocci (L’Eroica). Introduce la prof.ssa Unimc Lucia D’Ambrosi con gli interventi di Valerio Calzolaio e del giornalista Stefano Vegliani.
Alle 15, al Giardinetto, partono le sfide tra i fornelli con "Chef in cattedra". A scuola di qualità in cucina, realizzate in collaborazione con Coop Alleanza 3.0, Tipicità e Banca Macerata Rugby. Lo chef Alessandro Campetella (Ristorancia) e il coordinatore dell’Accademia di Tipicità Luca Facchini mostrano come utilizzare le stesse materie prime per preparare piatti differenti. L’evento è riservato ai tesserati Banca Macerata Rugby.
Nel corso della giornata vengono inaugurate le due mostre del Festival: "MilanoTornaInCampo", un progetto a cura di Filippo Solibello al Centrale Plus e "1897. Juventus FC. Le storie" con le illustrazioni di Osvaldo Casanova da Koinè.
Chiusura alle 22 con uno spettacolo mozzafiato di videomapping, realizzato da Luca Agnani Studio e PlaymarcheSrl – Spin off dell’Università di Macerata. Grazie al supporto di Med Store e Pellegrini Garden, piazza della Libertà sarà trasformata in un bosco, in cui light design e videomapping daranno vita a un'installazione immersiva che spalancherà un gate sul futuro. La natura diventerà palcoscenico: il palcoscenico un paesaggio naturale, natura e tecnologia si fonderanno tra loro e al tessuto urbano. Green e sostenibilità saranno i protagonisti di un’esperienza emozionale collettiva che incanterà le serate del Festival. Valori cari a Overtime che sceglie, così, di celebrare la decima edizione facendo del suo verde iconico la cifra stilistica degli spazi.
Durante i giorni della manifestazione sarà allestita sempre in piazza della Libertà un’area dedicata alla mobilità sostenibile. Una cordata di imprenditori locali, coordinati da Fintel, permetterà a curiosi, ospiti del festival e turisti, di utilizzare e acquisire informazioni su biciclette elettriche e mezzi a metano.
Per maggiori info: https://overtimefestival.it/
Considerata dalla critica internazionale uno dei più eminenti rappresentanti del concertismo italiano, Marcella Crudeli da anni svolge una consolidata e intensa carriera con concerti in oltre ottanta paesi. Sarà protagonista al Politeama di Tolentino domenica 11 ottobre alle ore 18:00 con un concerto per pianoforte dedicato alle più belle pagine di D. Cimarosa, L.v. Beethoven e F. Chopin.
Formatasi alle grandi scuole di B. Seidlhofer, A. Cortot e C. Zecchi, Marcella Crudeli si è diplomata con il massimo dei voti, lode e menzione speciale al Conservatorio “G. Verdi” di Milano e alle Accademie di Salisburgo e di Vienna. Si è esibita in oltre ottanta paesi tanto come solista che come componente di importanti formazioni cameristiche, per conto dei maggiori enti concertistici (Piccola Scala di Milano, Wigmore Hall di Londra, Dalle Gaveau di Parigi, Teatro Real di Madrid, Chapelle du Bon Pasteur di Montreal, Accademia di S. Cecilia, Teatri Petruzzelli di Bari, Colon di Buenos Aires, Filarmoniche di S. Pietroburgo e Enescu di Bucarest, Sinfonica di Cape Town e molti altri) e radio televisivi e con le orchestre più prestigiose (Accademia S. Cecilia di Roma, Maggio Musicale Fiorentino, RAI di Torino, Scarlatti di Napoli, RadioTelevision Francaise, Kammerorchester di Amburgo, RIAS di Berlino, Teatro Verdi di Trieste, Sinfonica di Tel Aviv, Teatro Comunale di Genova, S. Carlo di Napoli, Sinfonica Siciliana, Taipei Metropolitan Symphony Orchestra, Orchestra Filarmonica di Bacau, Sinfoniche di Instanbul e di Brisbane e molte altre).
A conferma della posizione raggiunta in campo mondiale, le sono stati attribuiti diversi premi internazionali, tra i quali il Sagittario d’Oro, l’Adelaide Ristori, il Cimento d’Oro dell’Arte e della Cultura, il Palestrina, l’Europa, il Progetto Donna, il Francavilla, il Minerva, il Cimarosa, l’Oscar Capitolino e, per i suoi altissimi meriti artistici ed umanitari, ha inoltre ricevuto il premio Lions d’Oro e il Paul Harris tre rubini del Rotary International ed il premio “Una vita per lo strumento musicale”, conferitole dalla DISMA all’Università Bocconi di Milano.
È stata nominata Professore Emerito al Sakuyo College a Tsuyama (1993). È fondatrice e presidente dell’E.P.T.A. – Italy (Associazione Italiana Insegnanti di Pianoforte) e dell’Associazione “Fryderyk Chopin”, e del Concorso Pianistico Internazionale “Roma”, con il patrocinio, tra gli altri, della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco. Il Presidente della Repubblica le ha conferito, nel 1999 l’onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, nel 2003 la Medaglia d’Oro e il Diploma di Prima Classe, riservati ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte e, nel 2007, l’onorificenza di Commendatore della Repubblica.
Tutti i concerti del Master Piano Festival Più sono sostenuti da Regione Marche - Assessorato Beni e Attività Culturali, MIBACT Direzione Generale Spettacolo, AMAT Associazione Marchigiana Attività Teatrali, nell’ambito del progetto Marche InVita lo spettacolo dal vivo per la rinascita dal sisma.
I biglietti per il concerto saranno disponibili al Botteghino del Politeama, aperto tutti i giorni (escluso sabato e domenica) dalle 17.00 alle 20.00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo. Biglietti disponibili anche online all’indirizzo http://www.liveticket.it/politeamatolentino. Il costo del biglietto è di 5 euro + prevendita, ingresso gratuito per i possessori della Friend Card.
Tutte le attività del Politeama si svolgono nel rispetto delle normative per il contrasto del Covid-19, quindi è necessaria la prenotazione.
Alla presenza del Sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini, dell'Assessore alla Cultura Tommaso Ruffini e del Consigliere Comunale Catia Mei, è stata inaugurata, presso la Fototeca "Bruno Grandinetti", la mostra fotografica “Cento anni con Karol” dedicata a San Giovanni Paolo II, in occasione del centenario della nascita del Papa polacco.
L’evento, promosso dal parroco della Parrocchia dei SS. Stefano e Giacomo, padre Michele Ardò in collaborazione col Fotoclub locale e con il patrocinio del Comune, ripercorre con oltre 90 foto i momenti più significativi non solo del pontificato di Giovanni Paolo II, ma anche dell’uomo Karol Wojtyla. "Un particolare ringraziamento va a Padre Michele Ardo', a Massimo Mei e a quanti hanno collaborato alla realizzazione dell'evento - ha detto il Sindaco Tartabini - invito a visitare la mostra con immagini suggestive di una persona che ha lasciato un segno indelebile nella storia con il suo esempio di fede e di vita". La mostra resterà aperta fino al 1 novembre nei giorni di sabato e domenica, dalle 18 alle 20. Nell'occasione il primo cittadino ha salutato Padre Michele per il lavoro svolto come parroco negli ultimi tre anni e che da metà ottobre lascerà la comunità di Potenza Picena per iniziare una nuova missione di apostolato in Sardegna.
Il 9 ottobre verrà presentato a partire dalle ore 21:15 al cinema teatro Politeama di Tolentino il prodotto cinematografico “Mnemo, quel che non avviene”, film di 45 minuti realizzato dal collettivo artistico fabrianese Microclima e diretto dal regista emergente Ruben Gagliardini, il quale all’età di vent’anni conta sulle spalle già di due mediometraggi inediti.
La “primissima” di Mnemo avverrà in due serate evento il 6 e 7 ottobre presso la multisala Movieland di Fabriano (città in cui sono girate tutte le scene) e successivamente giungerà con un nuovo incontro di cast e troupe al cinema di Politeama.
Il film è realizzato da cineamatori giovanissimi, under 30 della città marchigiana, che spinti dalla voglia di sperimentare un nuovo cinema diverso da ciò che propongono le piattaforme online e streaming, hanno deciso di lavorare con la mano “sinistra”, cioè eliminando o rivoluzionando il linguaggio usuale del format cinematografico comune e giungendo infine ad un prodotto senza una trama lineare e privo di un genere ben precisato.
“Mnemo, quel che non avviene” è thriller, è romantico, è surreale, è noir, è comico e cerca di distanziarsi da ogni etichetta classica. John, il protagonista di questo film, è un cacciatore diviso da molteplici scelte che in un modo o nell’altro lo faranno sentire libero e prigioniero allo stesso tempo: una storia su ciò che siamo e che potremmo essere.
Mnemo Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=BShYc5hxlTY
Sarà inaugurato mercoledì 7 ottobre alle ore 11 sotto il loggiato del palazzo Comunale di Recanati il progetto “In Domum” dell’artista Adinda-Putri Palma uno dei sette progetti vincitori del bando nazionale “Per chi crea”, promosso dal Mibact e gestito da Siae, presentato dall’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata.
L’opera consiste in un volume ad arco autoportante che sovrasta un’apertura percorribile ed è costituita da una combinazione di materiali della bioedilizia come legno e paglia e dipinta con pitture industriali. Per la parte architettonica l’artista ha tenuto come riferimento le esperienze del Bauhaus (casa del costruire) e delle avanguardie storiche, mentre per la parte pittorica e ha creato un campionario “lottesco” dopo aver svolto una ricerca cromatica dei dipinti di Lorenzo Lotto, durante la visita dei musei marchigiani in cui sono conservati. Di grande ispirazione è stata l’Annunciazione conservata nel Museo di Villa Colloredo Mels di Recanati, dove l’arco è utilizzato dal grande artista veneto non solo come elemento scenografico ma come un dispositivo simbolico poiché proietta una circostanza soprannaturale all’interno dell’ambiente domestico della Vergine.
L’opera In Domum, chiamata anche “Arco della Rinascita”, è una rispostaresiliente a situazioni traumatiche come il sisma.“Nel 2016– spiega infatti l’artista - sono accaduti due fatti straordinari che hanno instillato in me la necessità di parlare dell’abitare e del vivere/fare casa con un progetto artistico. Un viaggio in bicicletta di 7000 Km attraverso l'Europa per tornare a casa nelle Marche e il terremoto che ha colpito il centro Italia nel 2016. Con questo lavoro vorrei mettere in moto una riflessione sulla cultura dell’abitare ed il concetto di casa rapportata al contesto post-sisma delle Marche offrendo spunti per un percorso costruttivo alternativo”.
Nella suggestiva scenografia della Cappella dei Contadini di Potenza Picena, il saluto dell’Assessore ai Lavori Pubblici Luisa Isidori ha aperto la stagione 2020 del Mugellini Festival con il concerto inaugurale della grande pianista Mariangela Vacatello pluripremiata nel mondo e tra le più belle espressioni del pianismo italiano che ha incantato il pubblico del Festival con un memorabile concerto.
Mariangela Vacatello ha dato saggio della sua meravigliosa arte attraverso un repertorio di tre grandi compositori che nei brani scelti abbracciano tutto l’800 pianistico: dal Beethoven ultimo primissimo ‘800, al massimo del romanticismo in Schumann e ad un tardo romanticismo nel virtuosismo di Balakjrev, introdotti dal musicologo Nicolò Rizzi.
Sottotitolo generale del concerto “Fantasie”, la Vacatello ha infatti eseguito con grande maestria di Beethoven la sonata Quasi una fantasia op. 27 n. 2 anche detta Al chiaro di Luna, di Schumann le otto fantasie Kreisleriana, op. 16 e di Balakirev la fantasia orientale.
“Amo moltissimo il repertorio ottocentesco che per il pianoforte è stato fondamentale – ha detto in un intervista Mariangela Vacatello - nello stesso tempo mi piace moltissimo anche il repertorio del 900 che ha curato tanto la qualità del suono, la diversità di timbriche, infatti tra qualche settimana sarò al Teatro della scala per un recital e suonerò anche tre nuove composizione di autori viventi che hanno scritto per me, scrittura pianistica interessante di tre mondi totalmente diversi.”
Al Mugellini Festival la Musica e le Arti Visive si sposano negli eventi, la doppia direzione artistica del Maestro Lorenzo Di Bella e dell’artista Mauro Mazziero di cui il festival si fregia, genera una rara simbiosi tra musica e arti visive e a completare la sezione visiva dell’appuntamento inaugurale in esposizione lo storico bozzetto del film “Prova d’orchestra” di Dante Ferretti, scenografo maceratese di fama internazionale con tre Premi Oscar alle spalle.
Capolavoro assoluto della storia del Cinema, “Prova d’orchestra” del 1979 sancisce l’inizio della collaborazione ufficiale della filmografia tra Dante Ferretti e Federico Fellini, a cui seguirà “La citta delle donne”, “E la nave va”, ”Ginger e Fred” e “La voce della Luna”.
“Lo scenografo è colui che da forma all’immaginario del regista – ha raccontato lo scrittore e biografo di Dante Ferretti David Miliozzi - e Federico Fellini dopo aver incontrato Ferretti ha sempre voluto sempre lavorare con lui. Come poi è successo anche ad altri registi come Pier Paolo Pasolini e in questi tempi Martin Scorzese. Dante Ferretti è lo scenografo che qualunque regista vorrebbe vicino a se.”
Il Mugellini Festival prosegue sabato prossimo 10 ottobre alla Cappella dei Contadini di Potenza Picena con un viaggio nel mondo della parola proposto del celebre giornalista Rai e storyteller Luca Pagliari con “Bruno Mugellini prove libere per un mondo migliore” Affascinato dalla figura di Bruno Mugellini, Luca Pagliari la racconterà a suo modo accompagnato dal giovane violinista Ares Midiri e dalla mostra di pittura di Michele Carbonari.
Sarà possibile seguire la serata del 10 ottobre prossimo nella diretta streaming sulla pagina Facebook del Mugellini Festival.
Overtime Festival festeggia il suo primo decennale, anche se il 2020 verrà sicuramente ricordato come l’anno del Covid, il Festival Nazionale del racconto e dell’etica sportiva mette da parte la criticità e colleziona un cartellone degno di questa edizione così importante.
Alla conferenza stampa di presentazione ha presenziato anche il Sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, che ha dichiarato: “Dieci anni di Overtime sono una cosa fantastica, è fantastico essere qui ed avere Overtime in questi giorni qui a Macerata perché lo sport ed il giornalismo sportivo sono una bellissima cosa per questa città”.
Il Sindaco ha inoltre affermato di credere molto nello “sport per tutte le persone che si avvicinano, ma soprattutto per i giovani, perché io credo che potremmo debellare queste cose cattive come per esempio le droghe tra i giovani proprio attraverso lo sport. Fa vivere insieme, fa lavorare insieme, fa soffrire insieme e quindi è una preparazione per il futuro”.
In conclusione il Sindaco Parcaroli ha precisato che, finchè ci sarà lui “starò molto vicino a questa manifestazione”.
Numerosi saranno i protagonisti che, dal 7 all’ 11 ottobre, arriveranno in città: Piff, Federico Buffa, Antonio Cabrini, Cristiano Militello, Filippo Roma, UrsAlthaus – Aristoteles de “L’ allenatore nel Pallone”- Marco Ardemagni, Filippo Solibello, Omar Pedrini, Riccardo Zampagna, Alberto Cova, Nevio Scala, Alessandro Abbio e Pierluigi Pardo.
La città quindi sarà di nuovo la capitale dello sport con il tema conduttore dal titolo “Tempi”. Impegno, disciplina, sfida, benessere e sostenibilità come di consueto al centro degli eventi che saranno tutti ad ingresso gratuito.
Il luogo di principale rilievo per il Festival sarà Piazza della Libertà dove, ogni sera a partire dalle 22, avranno luogo gli appuntamenti clou e spettacoli mozzafiato di videomapping in collaborazione con Med Store, Pellegrini Garden e Playmarche srl (spin off dell’ Università di Macerata). La piazza verrà trasformata in bosco, light design e videomapping formeranno un’ installazione immersiva che spalancherà un gate sul futuro, natura e tecnologia quindi si fonderanno tra loro ed anche con il tessuto urbano. Green e sostenibilità sono valori molto cari all’ Overtime Festival che sceglie di celebrare questo decimo appuntamento facendo del “verde” iconico la cifra stilistica degli spazi.
Rimanendo in tema di green e sostenibilità, durante il periodo del festival, in piazza della Libertà verrà allestita un’area dedicata alla mobilità sostenibile. Gli imprenditori locali permetteranno ai curiosi di utilizzare ed acquisire informazioni su bici elettriche e mezzi a metano.
Saranno invece 2 le mostre in programma durante i 5 giorni di festival: la prima al Centrale Plus con “Milano Torna In Campo” a cura di Filippo Solibello mentre la seconda da Koinè, “1987 Juventus FC. Le Storie” con le illustrazioni di Osvaldo Casanova.
Non mancheranno gli storici amici del festival come Valerio Calzolaio e Nazareno Rocchetti e le grandi firme dello sport: Dario Ricci, Angelo Carotenuto, Dario Ronzulli, Giammarco Menga e Daniela Calisti impegnati nel convegno “Lo sport nella comunicazione del web, della radio e della televisione”. Saranno presenti inoltre: Marco Pastonesi, Gigi Riva, Giancarlo Brocci, Gerardo De Vito, Pietro Pisaneschi, Alberto Facchinetti, Furio Zara, Claudio Arrigoni, Gianluca Mazzini, Fulvio Paglialunga, Luca Leone, Sandro Bonvissuto, Nicola Calzaretta, Stefano Vegliani, Piero Trellini e Marta Elena Casanova.
Con l’avvio di questa decima edizione è stata anche consolidata la collaborazione con l’Università di Macerata, grazie al convegno intitolato “Lo sport e il suo storytelling come veicolo di comunicazione e di coesione sociale”.
Overtime Festival è stato scelto per essere la vetrina di 7 anteprime nazionali: la presentazione del progetto europeo “GEOpard” con i suoi progettisti Chiara Spinato e Luca Verrascina ( Fidal ) ed i 6 libri “Io, Aristoteles, il Negro Svizzero” e “Il tiro da quattro. Storia di un anno irrepetibile a Basket City” di Dario Ronzulli, “Geografia sportiva del Nordamerica. La geografia sulle magliette” di Simone Betti, “Quattro a tre” di Roberto Brambilla e Alberto Facchinetti, “Le canaglie” di Angelo Carotenuto ed in ultimo “1987. Juventus FC. Le Storie” tra i cui autori c’è Andrea De Benedetti che sarà ospite a Macerata.
Il Festival pone molta attenzione anche allo sport paralimpico e, per questo, venerdì 9 ottobre ci sarà un appuntamento dedicato con protagonista il giornalista Claudio Arrigoni e Luca Panichi lo “scalatore in carrozzina”. L’evento verrà svolto in collaborazione con il Dipartimento Dipendenze Patologiche Asur Marche Area Vasta 3.
Altro convegno in programma è dedicato agli avvocati ed è intitolato “Sport e GDPR on line ed off line”, saranno presenti gli avvocati Maria Cristina Ottavianoni, Francesco Gradozzi e Federica De Stefani, il professor Simone Calzonaio (UniMC) e la giornalista Alessandra Ortenzi. L’appuntamento “Corsa e Cammini: amatori e professionisti a confronto” vedrà la presenza di Claudio Bagnasco, Gastone Breccia, Saverio Fattori, Marco Patucchi, Cesare Picco, Renato Vita e Simonetta Barucca. Sarà inoltre organizzato, da Banca Macerata Rugby, il 4° torneo dell’ “OvertimeOld Rugby”.
La sana alimentazione e l’enogastronomia verranno messe in luce con Tipicità e Coop Adriatica 3.0 con la presenza della dott.ssa Simona De Introna ed i rinomati chef Alessandro Campetella, Luca Facchini ed Enrico Mazzaroni.
Come ogni anno, Overtime Festival, sarà l’occasione perfetta per raccontare Macerata ed il territorio marchigiano attraverso eventi gastronomici e degustazioni curati da MyMarca, dalla vineria Koinè, da Hops & Hope, da Centrale.eat e Centrale Plus.
Inoltre è stata rinnovata la collaborazione con la Società Filarmonica Drammatica che ospiterà alcuni dei convegni, il che sarà anche un’occasione per ammirare il teatro, il foyer ed una vasta biblioteca che comprende 1200 volumi.
Data l’emergenza Covid ancora in corso e quindi per favorire la sicurezza di tutti i partecipanti, gli organizzatori di Overtime Festival hanno promosso l’Overtime Pass e l’Overtime Donor Pass. Il primo, con un costo di 50 euro, offre la possibilità di avere un posto riservato (previa conferma nel rispetto della normativa anti Covid) agli appuntamenti serali del festival ed un regalo di benvenuto. Con il secondo invece si riceveranno benefici in più come l’invito alla conferenza stampa di presentazione del Festival, la citazione nei comunicati stampa, menzione nelle pubblicazioni a stampa e digitali e l’aperitivo con Pierluigi Pardo. Info: segreteria@overtimefestival.it .
Overtime è un’idea di Pindaro Sports & Events, in collaborazione con Regione Marche, Comune di Macerata, Provincia di Macerata, UniMc, Coni Marche, CIP Marche, Panathlon International Club, Società Filarmonica Drammatica e con il patrocinio di Rai Radio 1, TGR e l’Ordine degli Avvocati di Macerata.