Giugno 2020: un passo vrso la vita. È questo il tema del 22^ pellegrinaggio a piedi Pollenza – Cascia – Roccaporena che si terrà dal 25 al 28 giugno prossimi.
Nato nel 1998 per onorare un voto, diventato dal 2000 una presenza annuale, anche quest’anno il pellegrinaggio partirà da Pollenza per raggiungere, dopo oltre 100 km a piedi, il santuario di Santa Rita da Cascia, la Santa degli impossibili.
In ritardo di un mese (la partenza era prevista per il 28 maggio) per i problemi legati alla pandemia e nonostante tali problemi, il pellegrinaggio anche quest’anno partirà da Pollenza per raggiungere Cascia.
La recente pandemia ha cambiato profondamente tutti noi le nostre giornate e la nostra vita; è per questo che quest’anno i partecipanti del pellegrinaggio intendono dedicare il loro cammino di fede alle vittime del Covid e ai loro familiari, ai per i medici e tutto il personale sanitario che in prima persona ha vissuto sulla propria pelle la drammaticità della malattia, senza dimenticare coloro che lottano per una malattia altrettanto terribile: la SLA, amici che sono sempre e da sempre nel cuore dei pellegrini
Nei tre giorni di cammino comune all’insegna dell’amicizia, della condivisione, della solidarietà e della fede, si pregherà per tutti i malati ed in particolare per i malati di SLA.
Questa edizione del pellegrinaggio vede la presenza in cammino di nuovi partecipanti che, nonostante il periodo di pandemia, quando le cautele da usare sono ancora molte, si uniscono ai pellegrini “storici”, oltre agli amici e conoscenti che ogni anno si adoperano per fornire i pasti e gli spostamenti della vettura di appoggio. "Un grazie particolare va a tutti loro ed al sindaco del Comune di Serravalle di Chienti che anche quest’anno ospiterà i pellegrini per la notte" - afermano gli organizzatori del pellegrinaggio - .
"La comunità religiosa di Cascia accoglie sempre con affetto i partecipanti al pellegrinaggio ricordandoli durante la messa domenicale.
Ma è soprattutto la forza, l’allegria e l’unione dei pellegrini - affermano - che determina la riuscita del pellegrinaggio superando insieme gli ostacoli e le difficoltà che un percorso tanto lungo e disagevole naturalmente comporta, soprattutto quest’anno che si debbono superare anche problemi legati al distanziamento sociale e alle regole di sicurezza che il periodo delicato ci impone.
Anche con la mascherina e a distanza di sicurezza si può camminare e pregare insieme per raggiungere ancora una volta la nostra amata Santa Rita.
Chiunque si riconosca in questi valori può aggiungersi al gruppo di pellegrini, verrà accolto con gioia".
Dopo il lungo stop imposto dal tempo sospeso dell’emergenza Covid 19, la musica dal vivo, aperta al pubblico, con le dovute regole di distanziamento tra le poltroncine disposte per l’ ascolto, riaccende le piazze di Recanti con un concerto live di uno dei suoi musicisti più noti Francesco Savoretti accompagnato da Fabio Mina.
Il percussionista recanatese Francesco Savoretti e il flautista Fabio Mina il prossimo giovedì 25 giugno alle ore 19, terranno un concerto live nel cortile di Palazzo Venieri in collegamento streaming con l’Istituto di Cultura della città di Istambul, l’antica Costantinopoli, porta d’ oriente della cultura del Mediterraneo
Organizzato dalla Violipiano Music del violinista e produttore Luca Ciarla per l’Istituto Culturale italiano ad Istanbul, promosso dalla rassegna suoni e voci del Mediterraneo, il concerto offrirà al pubblico un intenso viaggio sonoro tra i numerosi strumenti a fiato di diverse parti del mondo di Fabio Mina e le percussioni del bacino del Mediterraneo di Francesco Savoretti.
“Recanati, riparte ancora una volta dalla cultura – ha commentato l’Assessora alle Culture Rita Soccio – “Ospitare questo concerto, in collegamento con una delle principali città che hanno segnato la storia del Mediterraneo, significa dare un forte segnale culturale di ritorno alla normalità per molti artisti ma anche per tutti noi. Sono altresì felice di avere tra i protagonisti dell'evento un noto musicista recanatese Francesco Savoretti. Dopo un periodo così difficile credo che la musica e la bellezza possano essere fonte di cura per l'animo ma anche un volano per lo sviluppo economico della nostra comunità.”
Francesco Savoretti originario di Recanati, ha studiato percussioni afrocubane presso l’università della musica di Roma ed ha iniziato un percorso di approfondimento verso le sonorità mediterranee con i maestri Arnaldo Vacca, Mohamed Abdalla, Andrea Piccioni e Massimo Carrano. A Siena ha approfondito lo studio delle percussioni in ambito jazzistico con il maestro Ettore Bonafè per poi recarsi a Friburgo per i corsi di Murat Coskun, Glèn Velez, David Kukerman e ancora a Creta frequentando il corso di Frame Drums con Zhoar Fresco. Lavora con set multipercussivi ed esplorara generi musicali diversi: World music, Contemporanea, Ethno jazz, Early Music.
Ha condiviso il palco con importanti artisti stranieri ed italiani e a partecipato con successo a numerosi festival internazionali, attualmente è tra i fondatori del Festival Frame Drums Italia ed è direttore artistico della Rassegna Tracciati Sonori
Fabio Mina flautista e compositore diplomato al Conservatorio di Pesaro ha perfezionato l’esperienza dell’improvvisazione anche attraverso lo studio di strumenti a fiato di diverse parti del mondo come bansuri (flauto traverso indiano), dizi e xiao (due tipi di flauti cinesi), duduk (oboe armeno) shakuhachi (flauto giapponese della tradizione Zen), ney (flauto presente in tutto il Medio Oriente), fujara (flauto armonico di grandi dimensioni tipico in Slovacchia) e khaen (organo a bocca tailandese).
Nel tempo ha approfondito la ricerca sulla musica antica e la musica sacra del mondo, concentrandosi sul repertorio Sufi e quello della mistica medioevale Hildegard von Bingen.
Oggi, alle ore 16:30, il Coordinamento asd yoga Marche della Regione Marche e Endas settore yoga (ente promozione sportiva riconosciuto dal Coni) organizzano la Giornata mondiale dello Yoga, riconosciuta a livello internazionale dalle Nazioni Unite per la prima volta nel 2015 con l'obiettivo di promuovere globalmente un “approccio olistico alla salute e al benessere”. Il tema dell’edizione del 2020 sarà: Yoga è salute.
Dalle ore 16.30 alle ore 19.00, sulla pagina Facebook del Coordinamento A.S.D Yoga della Regione Marche andrà in onda una diretta no stop che vedrà protagoniste le diverse realtà associative dello yoga marchigiano con lo scopo di far conoscere a tutti gli straordinari effetti della pratica sulla salute; una disciplina capace di aiutare le persone a combattere lo stress, anche a seguito della pandemia, cambiare positivamente lo stile di vita delle persone aumentando i livelli di benessere, promuovere la non violenza e l’amicizia tra i popoli e riunire più nazioni possibile nella pratica comune dello yoga (finora 193 nazioni hanno aderito).
Negli ultimi anni la giornata si era svolta in vari spazi all’aperto di Civitanova Marche.
Durante la diretta web si potrà assistere gratuitamente ad una serie di lezioni yoga live condotte e spiegate da insegnanti certificati di tutte le asd promotrici dell’evento e all’esposizione dei concetti essenziali dello Yoga secondo grandi maestri della storia dello Yoga Internazionale.
Durante la diretta Facebook, moderata dal Maestro e Responsabile regionale ENDAS settore yoga Felice Vernillo, si alterneranno gli interventi live delle diverse associazioni sportive dilettantistiche marchigiane: Ass. Un Punto Yoga di Appignano; Centro Shakti Yoga di Civitanova Marche; Satya ASD Yoga di Corridonia: Tantan asd di Fermo; Il Giardino dello Yoga ASD di Macerata; Hathayogastudio di Porto San Giorgio e Scuola Yoga Tolentino.
In questo giorno dell’anno tutta la comunità internazionale dello yoga è unita per affermare lo yoga come riscoperta del senso di unità e armonia con sé stessi, il mondo e la natura.
È stato un evento alquanto interessante il Forum distrettuale "Le donne che fanno la differenza" organizzato dal Rotary di Tolentino. L'incontro, programmato per l'8 marzo e poi rinviato per l'emergenza coronovirus, è stato proposto anche in occasione dei trenta anni dall'entrata nel Rotary delle donne. Tante le relatrici che hanno preso parte all'evento tenutosi, l'altro pomeriggio, in videoconferenza sulla piattaforma zoom, ognuna delle quali ha illustrato la propria esperienza nel settore dove è impegnata. Donne che fanno la differenza ogni giorno nel territorio portando il loro massimo impegno, professionalità, risorse, concretezza. Sono donne abituate a reinventarsi in ogni situazione anche ai tempi del coronavirus senza risparmiarsi. In apertura Carla Passacantando, presidente del Rotary di Tolentino e conduttrice dell'incontro, ha letto un messaggio ricevuto dal presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, invitata per l'occasione, “ringrazio per l'invito, ma impegni istituzionali non mi consentono di partecipare. Voglio farle giungere il mio profondo apprezzamento per aver promosso una iniziativa di tale rilievo sociale e culturale che sono certa offrirà una preziosa occasione e di riflessione su un tema dalla grande importanza e di attualità”.
È poi intervenuto il governatore del Distretto 2090, Basilio Luigi Ciucci, che si è congratulato per l'organizzazione dell'evento. Ad aprire gli interventi è stata la giornalista Rai tg1 Adriana Pannitteri che si è soffermata a parlare della sua esperienza nel raccontare storie di donne e del loro impegno ai tempi del coronavirus. Il governatore incoming del distretto 2090 e prima donna a rivestire tale incarico, Rossella Piccirilli, ha ripercorso la storia dell'entrata della donna nel Rotary. Fino al 1989, lo statuto e il regolamento del Rotary International affermavano che solo gli uomini potevano far parte del Rotary. Le donne sono così entrate nel mondo Rotary trenta anni fa ed oggi hanno un grande ruolo nel settore. La criminologa Margherita Carlini si è soffermata sulla violenza delle donne ai tempi del lockdown, mentre il vice questore e dirigente Digos Nicoletta Pascucci della donna in polizia, settore dove sono impegnati principalmente uomini. L'imprenditrice Orietta Varnelli ha parlato dell'impegno della donna nell'impresa e delle poche donne che rivestono cariche dirigenziali, mentre la scrittrice Andreina Massi della cultura al femminile leggendo anche delle sue poesie. Alla fine c'è stato un brindisi virtuale con l'augurio di proporre un simile evento anche nei prossimi anni. L'iniziativa è stata seguita da moltissime persone non solo su zoom, ma anche in diretta facebook effettuata da Luca Della Volta, presidente del Rotary E club Fenice del Tronto. Si è collegata anche Giovanna Mastrotisi, governatore del distretto 2031 del Rotary Orta San Giulio.
Sarà la musica a riaprire la stagione degli eventi post Covid19 a Camerino. La prima manifestazione aperta al pubblico dopo l'emergenza sanitaria sarà infatti "La festa della musica" che torna domenica in occasione della Giornata internazionale della musica. Alle 10,30 sarà il Trio Correnti a far risuonare le note musicali attraverso diversi generi e stili nel suggestivo cortile interno della sede monumentale dell'Archivio di Stato della sezione di Camerino allietando la domenica mattina con la leggerezza che solo la musica sa trasmettere.
"Abbiamo accolto con grande piacere questa iniziativa – spiega il Maestro Vincenzo Correnti - pensando di coglierla come un’occasione per rendere unica e senza confini una giornata speciale. La musica è in grado di superare ogni confine, ogni distanza, ogni limite. Lo abbiamo visto nel corso della pandemia e lo confermiamo oggi potendo tornare a suonare insieme, seppur con qualche restrizione nel rispetto delle normative imposte dal Covid19”. Non sarà una festa come gli altri anni, ma sarà un segnale di ripresa, un momento in cui esprimere che la voglia di vivere e di ritornare alla normalità è più forte di ogni paura.
Il collaudato trio composto dai tre musicisti: Vincenzo Correnti al clarinetto, Chiara Ercoli al pianoforte, Giacomo Correnti alla batteria allieterà il pubblico con tango; swing, ballade, temi celebri. Un evento che s’inserisce anche nel progetto turistico-culturale Camerino Meraviglia presentato la scorsa settimana, come sottolinea anche l’assessore al turismo e alla cultura Giovanna Sartori: “Non poteva iniziare meglio l’estate di Camerino che parte a ritmo di musica, all’interno di un cortile splendido come quello dell’Archivio di Stato della nostra sezione –Per altro mi piace proprio vedere eventi che nascono nella collaborazione di realtà cittadine diverse tra loro. Per questo ringrazio Daniela Casadidio e la direttrice Fausta Pennesi per aver pensato e organizzato questo evento”.
L'evento dal titolo "Senza la speranza è impossibile trovare l'insperato", organizzato dallo Studio Legale Monica Attili in collaborazione con il Centro Studi Minerva e con il patrocinio del Comune di San Ginesio,"Topos per eccellenza dei miei ritiri estivi che per anni ha custodito i miei incontri con i testi aristotelici, con i suoi rintocchi di campana, i suoi scorci indimenticabili, i suoi ritmi lenti. San Ginesio 2015” si terrà il 19 e 26 giugno alle ore 17:30 live sulla piattaforma Zoom (per ricevere il link di accesso inviare richiesta a minervazoom@gmail.com).
Le conversazioni filosofiche si terranno nelle due date del :
- 19 giugno : "Senza la speranza è impossibile trovare l'insperato" relatrice la professoressa associata in Storia della Filosofia Antica all'Università di Macerata.
- 26 giugno: "Giordano Bruno e la renovatio mundi" prof. Maria Elena Severini e "Paura, speranza e desiderio in Leonardo Da Vinci" ricercatore Dott. Marco Versiero.
Quest'anno, per la prima volta dopo 41 edizioni, Treia non avrà la sua Disfida del Bracciale. “Abbiamo preso questa decisione molto sofferta dopo una riunione in videoconferenza del direttivo a cui hanno partecipato tutti i rappresentanti dei quattro quartieri” – così il presidente dell’ente disfida Alessandro Verdicchio - “Anche l'asd Carlo Didimi, che si occupa della gestione della parte sportiva, pur non presente ha fatto pervenire il proprio punto di vista e parere sulla questione. La decisione è stata presa all'unanimità quindi, tanto i quartieri che l'ente stesso e l'asd, hanno scelto di annullare la 42° edizione di fronte all'emergenza Covid e, soprattutto, di fronte alle molte ristrettezze che avrebbero caratterizzato la manifestazione in ogni suo aspetto."
"I quartieri hanno sollevato perplessità e dubbi circa l'apertura delle rispettive taverne - prosegue Verdicchio -, rappresentando le oggettive difficoltà e i costi aggiuntivi che si sarebbero dovuti affrontare per rendere un servizio perfettamente in linea con le norme di sicurezza e quelle igienico sanitarie. Per ciascuna taverna si sarebbero dovute fare limitazioni sugli accessi, il distanziamento tra clienti, la costante sanificazione dei locali anche nel corso della stessa serata, una riduzione del personale che non avrebbe garantito un servizio ottimale che da sempre è motivo di vanto per la Disfida. La sfilata in costume poi si sarebbe dovuta svolgere facendo indossare ai figuranti le mascherine”.
Anche l'asd Carlo Didimi, che rappresenta i giocatori, ha fatto pervenire le proprie osservazioni, premettendo che a suo parere la Disfida 2020 andava annullata.
Al momento infatti non sono ancora iniziati gli allenamenti, né tanto meno le partite di qualificazione: questo perché le regole sulle attività sportive di gruppo, se da una parte consentono la ripresa degli allenamenti nel rispetto di certe distanze, dall'altra non permettono lo svolgimento di gare e manifestazioni.
Inoltre, con le regole attuali, le partite in arena sia sarebbero dovute svolgere a porte chiuse, quindi senza la presenza di pubblico, una condizione inaccettabile per la Disfida, che vede un intero paese stringersi attorno ai loro beniamini e tifare il proprio quartiere tra gli spalti dell'arena.
Anche per lo svolgimento di alcune fasi di gioco sono state imposte delle regole molto severe, basti pensare che la palla da gioco andrebbe sanificata prima di ogni lancio: pratica questa che, oltre a rallentare la partita, comporta un precoce deterioramento della palla stessa (interamente fatta a mano) che ne sancisce in pratica l'inutilizzabilità anzitempo.
Da ultimo si è espresso il presidente dell'ente disfida, che si è detto assolutamente d'accordo con tutte le argomentazioni esposte, aggiungendo inoltre che le regole sul distanziamento sociale avrebbero limitato anche gli spettacoli in Piazza della Repubblica, che si sarebbero tenuti soltanto di fronte ad una presenza di pubblico molto limitata (il Comune ha infatti specificato che non potrebbero assistere agli spettacoli più di 80-100 persone).
Questo avrebbe creato non pochi problemi, considerata anche la circostanza che il centro storico di Treia è abitato da oltre un migliaio di persone e sarebbe stato utopistico, nonché illegittimo, proibirne o anche solo limitarne gli accessi e gli spostamenti.
Tutte queste circostanze hanno fatto sì che il direttivo abbia deciso all'unanimità dei presenti per l'annullamento della 42° edizione della Disfida del Bracciale. Tuttavia è in programma lo studio di una "mini Disfida" da tenersi nel mese di settembre (sperando che le regole siano più permissive), con spettacoli e partite di pallone col bracciale, che non vorrà essere un'alternativa a quella vera, ma un modo per dare continuità alla tradizione e al gioco”.
Il festival dell’educazione “Scarabò. Una città per educare” sta per tornare. Il centro storico di Macerata sarà inondato di colori, di divertimento e di allegria.
Il 20 e il 21 Giugno 2020 torna il festival dell’educazione dedicato ai bambini, alle bambine e alle famiglie che conferma, con ancora più energia, il proprio ruolo da protagonista tra i festival di questo genere, primo in Italia ad integrare varie teorie e approcci pedagogici e unico in ambito nazionale a creare una fitta rete di collaborazione tra associazioni, professionisti ed istituzioni del territorio.
Scarabò. Una città per educare”, ideato e diretto da Laura Copparoni, presidente di “Scarabò” e.t.s. di Macerata, e organizzato con la preziosa collaborazione di Armando Di Monte, vicepresidente dell’associazione capofila dell’iniziativa, propone eventi educativo- formativi di tipo laboratoriale di diverso genere. Attività di artigianato, lettura, senso- percettive, robotica e storytelling, yoga, inglese, filosofia, musica, educazione ambientale e molto altro. Le vie e le piazze della città verranno animate per fare della città un contesto vivace e divertente.
L’associazione Scarabò E.T.S. anche nel periodo di emergenza legata al Coronavirus non si è mai fermata e con la realizzazione del festival vuole offrire a tutti doni di positività e di speranza. Questo è l’intento primario di questa speciale edizione del festival che sicuramente non avrà le stesse caratteristiche degli anni precedenti, ma porterà con sé la volontà di diffondere l’idea e la reale concretizzazione della comunità educante, una comunità che cresce insieme e nella quale abitano esempi autentici di cittadinanza attiva e solidale. Ci sarà un protocollo di sicurezza da rispettare, ma con poche semplici regole i partecipanti potranno godersi il centro della città e svolgere le attività in totale serenità.
Niente Popsophia Civitanova. Il celebre festival lascia Civitanova (per la seconda volta) approdando a Pesaro in esclusiva nazionale e regionale. Una scelta - secondo l’ideatore della manifestazione Evio Hermas Ercoli - motivata da sopravvenuti contrasti con l’attuale amministrazione comunale civitanovese e mancanza di progettazione da parte della stessa.
L’Azienda dei Teatri di Civitanova ha espresso tutto il suo rammarico per quanto avvenuto:
“Apprendiamo dalla stampa che quest’anno a Civitanova non ci sarà il festival Popsophia, sotto la direzione artistica di Lucrezia Ercoli, manifestazione che proprio nella nostra città ha avuto il suo esordio nel 2011” – si legge in una nota - . “Come Azienda dei Teatri di Civitanova Marche esprimiamo il nostro rammarico per questa mancanza, visto anche il proficuo lavoro fatto in questi anni con l’Associazione Popsophia e il grande riscontro di un pubblico sempre interessato e attento.
La crescita di ciascuno di noi passa per il riconoscimento delle qualità dell’altro, nel rispetto dei ruoli e nella stima, che in questi anni hanno nutrito e tuttora nutrono i rapporti tra l’Azienda dei Teatri e l’Associazione Popsophia, tra la famiglia Ercoli e l’Azienda dei Teatri.
Sicuramente ci mancheranno gli incontri, l’empatia, le occasioni di cultura, la corsa coi tempi stretti a cui, nolenti, abbiamo dovuto far fronte ogni anno, ma ci restano i rapporti, che potranno sicuramente essere forieri di progetti futuri belli e stimolanti".
Il lungo percorso di Matria, stavolta coraggiosamente portato avanti via web durante l‘emergenza Covid-19, giunge al suo ultimo appuntamento. La rassegna, fortemente voluta e sostenuta dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche e dai comuni di Ascoli Piceno, Montecosaro, Montegranaro, Porto Sant’Elpidio, Recanati e Urbisaglia, ha raccontato al pubblico del web, attraverso molte voci differenti, le donne incomode, ovvero quelle fuori dagli schemi, quelle scandalose, quelle furenti e ferite, quelle che hanno rotto gli schemi per comprendere sé stesse e il proprio potenziale, dando una possibile immagine della donna a tutto tondo, attiva nel creare il suo destino e nel creare con il conflitto un dialogo con il maschile, per conquistarsi un posto nuovo e paritario nell‘ordine simbolico della società.
Questo racconto giunge con orgoglio al suo epilogo per questa stagione, un epilogo che verrà anche stavolta affrontato brillantemente da un’ospite d’onore, l’attrice, regista e scrittrice Francesca D’Aloja che, il 19 Giugno alle ore 18, in diretta sul canale Youtube https://www.youtube.com/channel/UCDV-j7UXvzeN0ww5DSm3g3g/ e in diretta Facebook su https://www.facebook.com/matria2019, racconterà, introdotta dalla direttrice artistica Oriana Salvucci, dalla delegata alla Commissione pari Opportunità della regione Marche Elisa Costanzi Cingolani, e dall’Assessora Rita Soccio del Comune di Recanati, la sua esperienza con uomini, ma soprattutto con donne straordinarie, maturata nel libro Corpi Speciali.
Francesca D’Aloja sembra proprio l’ospite più azzeccato per concludere il percorso di Matria. Nata a Roma, ha iniziato il suo percorso d’attrice alla Bottega Teatrale di Firenze di Vittorio Gassmann (assieme ad un giovanissimo Alessandro Gassman ai primordi), suggendo tutto lo scibile sull’arte drammatica dal paterno Gassman e dalla sua incredibile cerchia.
Dopo una brillante carriera teatrale decide di rompere per la prima volta gli schemi passando al cinema, e lavorando in produzioni difficili ma di grande spessore, come La scorta di Ricky Tognazzi, Il bagno turco di Ferzan Ozpetek, L’odore della notte di Claudio Caligari, La cena di Ettore Scola, L’ultima ruota del carro di Giovanni Veronesi, L’ultimo capodanno di Marco Risi e il tormentato Scarlett Diva di Asia Argento.
Poliedrica e curiosa, ha deciso di provare a superare un altro limite del cinema italiano, ovvero buttarsi da attrice nella regia, cimentandosi nell’arduo genere del film-documentario, che ha diretto e codiretto in modi sperimentali ed innovativi, come in Piccoli ergastoli, presentato con successo al Festival di Venezia nel 1997, e Break on Trough, dedicato a Jim Morrison e presentato con molte critiche positive al Festival di Torino.
Coinvolta in molte organizzazioni umanitarie e in prima linea con l’UNHCR per la difesa dei bambini, la D’Aloja ha messo mano assieme a suo marito Marco Risi ad un altro documentario proprio sui bambini nelle zone più povere dell’Africa, 100 Ragazzi, che sta facendo il giro del mondo per raccontare l’emergenza umanitaria infantile in Mozambico. Non stanca di sperimentare la sua vena artistica in nuovi spazi, ha cominciato a scrivere romanzi intensi e con una forte personalità storica, come Il sogno cattivo (2006), Anima viva (2015) e Cuore, sopporta(2018). Nel 2018 dedica anche un intenso racconto alla sua esperienza umanitaria in Niger con il volontario Edoardo Albinati, dal titolo Otto giorni in Niger.
Negli ultimi due anni ha dedicato la sua vena scrittoria al libro Corpi speciali, racconto degli uomini e delle donne straordinari che hanno nei loro ambiti rotto gli schemi e incrociato la sua strada, personale o artistica, partendo dallo straordinario e maledetto Claudio Caligari, alla timidissima Catherine Camus, da una inedita e battagliera Franca Valeri alla triste e liricissima Edith Bruck, passando per una danzante Lucia Joyce e per una talentuosa, volitiva e sfortunata Laura Antonelli. Proprio questa riflessione-racconto sull’importanza di rompere gli schemi e di essere scomodi, di lanciare ferro e fuoco per poter ottenere il riconoscimento delle proprie capacità, questa vita activa senza pari è il messaggio di una matura e talentuosa Francesca D’Aloja, che porterà la sua esperienza a dialogo con il pubblico web di Matria per questa conclusione.
Rita Soccio, Assessora del Comune di Recanti, ha così accolto virtualmente nel suo comune il felice epilogo della rassegna Web-Matria e il suo coraggioso progetto di un dialogo con il pubblico del territorio con tutte le potenzialità del web: “Trovo molto significativo scegliere Recanati per una riflessione su donne e uomini che hanno avuto il coraggio di rompere gli schemi, così come del resto è stato anche per il nostro Giacomo Leopardi. In questo periodo di difficoltà per tutti, anche noi dobbiamo avere il coraggio di investire di più nei settori culturali e in quelli educativi per una ripartenza all'insegna del benessere personale ed economico delle nostre comunità."
Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha così definito l’impetuosa e poliedrica personalità di Francesca D’Aloja e il suo grande apporto culturale e sociale per l’ultimo appuntamento di Web Matria: " Un percorso che giunge al suo epilogo con una voce di donna incomoda ed autorevole come l'attrice, regista e scrittrice Francesca D'Aloja. Una voce fuori dall'ordinario, una personalità poliedrica e piena di talenti. A lei affidiamo la conclusione di un percorso all'insegna della dismisura e dell'ansia di infinito, percorso dedicato a tutte le donne che prendono in mano il proprio destino."
A Santa Maria in Piana di Treia, continua l'impegno dell'Associazione locale per riportare sprazzi di vita dopo il lockdown forzato a cui è stata costretta la frazione, così come l'intero Paese.
L'ultima iniziativa promossa ha il titolo di "Mamma, ho voglia di fare pic-nic" e si rivolge a chiunque voglia approfittare del bel tempo per farsi un bel pic-nic all'aperto, in totale relax assieme alla propria famiglia.
"I nostri figli hanno bisogno di stare a stretto contatto con la natura - spiegano dal Comitato di Santa Maria in Piana -. Gli ambienti naturali sono ricchi di stimoli che permettono ai sensi del bambino di affinarsi e svilupparsi. Infatti, offrono molti elementi per la sopravvivenza dell’immaginazione e della creatività: permettono lo sviluppo del pensiero divergente, quello basato sull’intuito, l’iniziativa e la capacità di trovare soluzioni ai problemi, di usare un nuovo linguaggio e di esplorare".
"Quando permettiamo ai più piccoli di stare nella natura ed interagire con essa - concludono dall'associazione -, facciamo un regalo ad entrambi. I disastri ambientali si fronteggiano principalmente in due modi: il primo, consiste nel rendere i ragazzi consapevoli della situazione di emergenza in cui ci troviamo, fornendo informazioni e strumenti al fine di arginare i danni; il secondo, è quello di portare i bambini a giocare nella natura, permettendogli così di costruire il proprio mondo interiore sulla base di esperienze vissute in contesti naturali".
Oggi Sabato 13 giugno 2020 alle ore 11.00, in piazza della Libertà a Civitanova Marche, nella città Alta, è stata scoperta una targa in onore del letterato civitanovese Annibal Caro (1507-1566). La targa riporta il sonetto che il Caro dedica alla sua Terra. Il sonetto originale è tratto dalle Rime del Commendatore Annibal Caro, pubblicate postume da Aldo Manuzio a Venezia nel 1569 su licenza dell’amatissimo nipote Giovan Battista Caro. Giovan Battista Caro dedica le Rime di Annibale, “nelle quali egli andò solamente impegnando quell’ozio che dai negozi e dagli studi più grandi gli fu conceduto”, all’illustrissimo “et eccellentissimo Sig. Alessandro Farnese Principe di Parma et di Piacenza”.
Presenti alla cerimonia: l’Assessore alla cultura Maika Gabellieri, la direttrice della Pinacoteca “Moretti” Enrica Bruni, il professor Marcello Verdenelli e la professoressa Mara Pecorari dell’Osservatorio su Annibal Caro. Presenti, altresì, l’imprenditore Umberto Antonelli, finanziatore del restauro, il grafico Riccardo Ruggeri, Alvise Manni del Centro Studi civitanovese e Vanessa Speranzoni della Scuola di Recitazione.
Le telecamere del Tg1 racconteranno il primo appuntamento di musica live post lockdown. Tv7, l'approfondimento informativo del Tg1, questa sera venerdì 12 giugno a partire dalle 23,30 su Rai1 proporrà anche Musicultura che ha riacceso la musica dal vivo con i 16 finalisti del Festival. Da Recanati la musica ritrova il palco, gli strumenti e la voce dal vivo.
Ed è in tutto il Paese che sta esplodendo la voglia di ritrovarsi a cantare e ballare anche se con il rispetto delle distanze sociali. Tv7 ha ascoltato le voci, i timori e raccontato le speranze di chi si affaccia con rinnovato entusiasmo sul più complicato panorama artistico degli ultimi decenni con la consapevolezza di poter sfruttare un' occasione pressoché irripetibile.
Venerdì 12 giugno sarà Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG5 a condurre, dal Lanciano Forum di Castelraimondo, l’iniziativa di UnicaMontagna dedicata ad esplorare le opportunità delle attività creative e culturali per lo sviluppo delle aree interne.
L’iniziativa, fruibile in diretta Facebook, è del tutto innovativa e prevede soluzioni inedite, tra digitale e materiale, guardando con ottimismo consapevole al post-Covid.
In programma, a partire dalle ore 17.00, l’incipit del Magnifico Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, sul futuro dei territori interni e di montagna, tra network, ricerca applicata ed industrie creative. Insieme a lui tracceranno il quadro il Sindaco di Castelraimondo, città ospitante ed i rappresentanti della Regione Marche.
Dall’Olanda, in collegamento Martin Johnston, fondatore di “Craft Society” mostrerà nel concreto cosa vuol dire promuovere il “fatto a mano” locale nel mondo, mentre Gino Zampieri, presidente A.C. & E. Consulting racconterà un’esperienza italiana che vince nel mondo, spaziando da sistemi evoluti di sicurezza e certificazione, fino “ai confini” dell’intelligenza predittiva.
Del tutto inedite le performance che verranno diffuse in rete, con i nuovi format del “teatro d’impresa” a cura di Ruvido Teatro e lo short business film di Officine Mattòli Produzioni.
Altrettanto innovativa la degustazione di Verdicchio di Matelica “da remoto” che vedrà protagonista il presidente di Cantine Belisario, Antonio Centocanti e il degustatore professionale Pierpaolo Rastelli. In programma anche la performance di Alessandro Campetella, creativo chef dell’Accademia di Tipicità, sul tema della nutraceutica e con un omaggio all’Infiorata di Castelraimondo (in programma proprio il 13 e 14 giugno).
Insieme ad Angelo Serri, progettista di Imagina sas, azienda capofila di UnicaMontagna, Massimiliano Bianchini, presidente ARCI spiegherà come il progetto UnicaMontagna è partito da un’attenta ricognizione dei fabbisogni aziendali nel territorio più colpito dal sisma e il progettista Vittorio Salmoni illustrerà gli orizzonti futuri di questo percorso condiviso. Spazio per illustrare il patrimonio di contenuti che UnicaMontagna dona al territorio, anche ai partner Nobody e Maylea.
A tracciare i profili del nuovo modo di fare accoglienza come opportunità creativa e culturale per trasformare i punti di debolezza in punti di forza dell’area, il prorettore alla Cooperazione Territoriale e terza missione di UNICAM, nonché Presidente del Parco Nazionale dei Sibillini, Andrea Spaterna.
“Annunciamo con rammarico che l'edizione 2020 del "Palio del Serafino", la tradizionale rievocazione storica che si svolge a Sarnano ogni seconda domenica di agosto, quest'anno non si svolgerà”.
Il Direttivo dell'Associazione "Palio del Serafino" ha adottato all'unanimità questa decisione, sofferta ma necessaria alla luce della situazione legata alla crisi sanitaria Covid-19.
“L'organizzazione del "Palio del Serafino" è estremamente complessa – spiega il direttivo - e non vi sono le condizioni per poter garantire sicurezza e serenità sia nelle lunghe settimane di prove che si svolgono all'interno delle singole Contrade, sia durante lo svolgimento del Palio stesso, che tradizionalmente prevede un consistente afflusso di pubblico al campo dei giochi.
Il Palio è una vera e propria festa, per i sarnanesi e per i tanti turisti che in quel periodo affollano Sarnano: con tutte le restrizioni imposte dalla normativa anti-Covid, si sarebbe perso il senso di questa festa.
Il Direttivo valuterà, ove dovesse esserci una evoluzione positiva della situazione sanitaria nelle prossime settimane e ferma restando la possibilità di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, se organizzare comunque un evento che faccia rimanere vivo lo spirito del Palio e delle Contrade".
In ogni caso, l'appuntamento con il "Palio del Serafino" è solo rimandato, perché la seconda domenica di agosto 2021 le quattro Contrade di Abbadia, Brunforte, Castelvecchio e Poggio, dopo aver sfilato in corteso storico per le vie di Sarnano, torneranno a contendersi al campo dei giochi l'ambito Palio che raffigura il Serafino, l'angelo a sei ali che la tradizione vuole che San Francesco, nel 1215, abbia indicato come stemma della nascente comunità sarnanese.
Matria, la rassegna marchigiana dedicata alla riflessione sul femminile nella sua identità sociale e simbolica, sostenuta dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, giunge al quinto appuntamento.
Sempre alla ricerca delle donne incomode, il fil rouge stavolta guida virtualmente la rassegna nel comune di Ascoli Piceno, ospite dell’Assessora Maria Luisa Volponi e della delegata alle Pari opportunità Micaela Girardi e mette sulla stessa strada molti esempi fuori dell’ordinario della vita activa di Hannah Arendt e la penna e la voce di una scrittrice, marchigiana non di origine ma di elezione, come Lucia Tancredi, che sarà ospite di questo appuntamento il 13 Giugno alle 17:30, con un intervento dall’emblematico titolo Voci di donne fuori dall’ordinario.
Anche stavolta l’incontro è pensato per raggiungere il vasto pubblico nonostante le restrizioni da Coronavirus, tramite web sarà infatti visibile in diretta sul canale Youtube di Matria https://www.youtube.com/channel/UCDV-j7UXvzeN0ww5DSm3g3g/ e in diretta Facebook al link https://www.facebook.com/matria2019.
Lucia Tancredi, la protagonista di questo quinto incontro, è nata a San Lorenzo in Lamis in Puglia, ma è da anni orgogliosamente maceratese di adozione. Storica insegnante di lettere al Liceo Scientifico “G.Galilei” della città, scrittrice di biografie e romanzi e fondatrice della Casa Editrice EV (http://www.evcasaeditrice.it/index.php), la Tancredi è un’intellettuale a tutto tondo, che tende a cogliere nelle sue opere l'intelligenza e l’insospettata vita activa (e spesso nascosta dai narratori maschi che le hanno circondate) di personaggi controversi e poco conosciuti. Parliamo soprattutto di donne, come Monica d'Ippona, madre di Sant'Agostino, in Io, Monica (2006), Ildegarda di Bingen, mistica visionaria medievale, in Ildegarda, la potenza e la grazia (2009), e Giulia Schucht, compagna di Antonio Gramsci, in La vita privata di Giulia Schucht (2012), ma anche di uomini, come Lorenzo Lotto in L’Otto (2016) e i famosi Cento Consorti Maceratesi in Lo Sferisterio e l’avventura dei Cento Consorti (2020), uomini che fondarono l’iconico Sferisterio cittadino, come luogo deputato non solo al gioco della palla al bracciale ma anche all’esercizio della vita activa politica al di fuori degli schemi e del controllo ecclesiastico.
Per questo appuntamento Lucia Tancredi, introdotta da Oriana Salvucci, Micaela Girardi e dall’Assessora Maria Luisa Volponi ha preparato una carrellata di storie di donne al di fuori dagli schemi, scandalose, scomode, che hanno però voluto tracciare un’altra possibile identità e un altro ordine simbolico per il femminile attraverso le loro voci e i loro scritti.
Maria Luisa Volponi, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ascoli Piceno, ha accolto virtualmente con molto orgoglio e partecipazione la rassegna Matria nella sua città, e ha così definito le grandi potenzialità di questa rassegna web per il pubblico ascolano e non: “Fare di necessità virtù” questo è il motto con il quale Ascoli accoglie la pregevole Lucia Tancredi nella tappa della stimolante rassegna Matria, convertitasi per necessità e con intelligenza in versione WEB. L'Amministrazione ascolana è impegnata a offrire occasioni di conoscenza e di crescita alle donne e le opere di Lucia Tancredi rappresentano un patrimonio prezioso da divulgare e da valorizzare continuando per ora a farlo a distanza ed auspicando di ospitare quanto prima “in presenza” la prossima rassegna Matria.
Micaela Girardi, delegata della Commissione Pari Opportunità regionale ha così commentato l'evento: “la rassegna Matria, nella sua varietà e nel suo spessore, è occasione colta e godibile per accrescere la forza delle donne. Conoscere la vita di donne che hanno espresso la loro singolare personalità in modo libero e fiero è una ricchezza che contribuisce a migliorare la nostra società.
Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha definito con queste parole la personalità duttile ed espressiva di Lucia Tancredi e il suo straordinario apporto culturale al fil rouge della rassegna: "Una rassegna giocata sul filo del fil rouge: Incomode. Lucia Tancredi è voce incomoda ed autorevole, dobbiamo a lei la conoscenza e la scoperta di tante voci di donna che altrimenti sarebbero scivolate garbatamente fra le pieghe della storia. Da Monica di Ippona a Ildegarda di Bingen a Giulia Schucht l'ingegno versatile ed erudito di Lucia Tancredi ci riconsegna le vite romanzate di donne che la cultura ufficiale voleva affidare all'oblio. Una grande opera di ricostruzione, una grande opera di contronarrazione per creare una genealogia femminile della scrittura tanto necessaria alle donne, tanto necessaria ad ognuna di noi."
Tornano le emozioni al Politeama di Tolentino, venerdì 19 giugno alle ore 21,15 LaGrù e MarcheTube presentano GestiColors, uno spettacolo di Piero Massimo Macchini, Domenico Lannutti e Matteo Berdini con Piero Massimo Macchini per la regia di INDIVENIRE. Lo spettacolo, nell’ambito del progetto Marche InVita, già annunciato prima delle restrizioni dovute al Covid-19, era stato sospeso. Oggi vogliamo presentarlo di nuovo anche se le attuali norme prevedono una capienza ridotta della sala a causa dei distanziamenti. Pur ritenendo tali norme troppo restrittive per la completa ripresa dell’attività di spettacolo dal vivo, vogliamo dare un segnale di rinascita con questo appuntamento ad ingresso gratuito. Per sopperire al limite dei posti in sala lo spettacolo sarà proposto anche in streaming on line ad un numero massimo di 100 spettatori.
Dopo anni di ricerca, Piero Massimo Macchini ha finalmente trovato lo spettacolo che desiderava da tempo portare in scena. Si intitola GestiColors, e secondo lo stesso autore si trovava dietro al mobile della televisione, insieme a una penna della Cassa di Risparmio di Fermo e a una paperella che fa una luce blu quando si preme il becco.
GestiColors riassume tutti i suoi talenti, e come un’antologia illustra la versatilità della sua tecnica e la duttilità del suo stile: comicità verbale e non verbale intrecciata magistralmente alla comicità slapstick, riferimenti alti superlativamente intessuti a riferimenti bassi, e uno sguardo cosmopolitico che solo uno come lui, che ha vissuto anni all’estero parlando solo dialetto fermano, poteva sintetizzare in un solo spettacolo. Tutto questo genera un cocktail inebriante in una miscela esplosiva in cui la battuta verbale si coniuga con la gag mimica, il sonoro comico si mischia con il gesto tecnico, il marketing si confonde con la marchetta.
Dopo aver portato sul palco gioie e dolori della propria vita, dopo aver affrontato il mondo con gli occhi di chi nasce e cresce nella “piccola grande” provincia marchigiana – assopita nel proprio benessere e tramortita da un eccesso di “U” nelle felici espressioni de “la koinè che forgia un populu” – Piero Massimo Macchini cerca di esplorare la sua essenza di italiano campanilista e gretto, e allo stesso tempo cittadino del villaggio globale, facendo a sé stesso una domanda che tutto il mondo continua invano a porsi: “Perché gli Italiani gesticolano così tanto? Da dove nasce questo loro modo di muoversi e di farsi notare? Perché dicono fischi ma volevano dire fiaschi?”
Lì dove intellettuali e maître-à-penser si sono interrogati per secoli senza dare una spiegazione credibile, lì dove poeti e prosatori si sono arresi senza scovare la ragione fondante di questo tratto nazionale che ci rende unici e ambigui, lì dove Mario Tarquini e gli amici del bar del Triangolo hanno provato a interpellarsi ma poi era finito il Varnelli, Macchini coraggiosamente si spinge e trionfa.
E da questo quesito sulla nostra specificità culturale prende avvio GestiColors, un esperimento enciclopedico che fonde il mimo, la narrazione, la comicità e la ricerca identitaria in un pappone di ottanta minuti e passa da cui uscirete rigenerati, stimolati e consapevoli che qui da noi non si pratica il rimborso perché l’arte è provocazione.
Con GestiColors Macchini va oltre il monologo, si sdoppia, triplica, decuplica in un ultimo elegantissimo tentativo di diventare irrintracciabile dal fisco. E per farlo, osa. C’è chi lo definisce uno schizzo di colori di un quadro di Pollock, chi semplicemente uno schizzo, c’è chi lo descrive come un arcobaleno di immagini visive supportate da un suono raffinatissimo, o chi ancora lo presenta come uno spettacolo di teatro danza surreale il cui unico ballerino è affetto da scoliosi.
Tante le definizioni, tanti i tentativi di categorizzare uno spettacolo dalle molteplici letture e dalle infinite implicazioni artistiche. L’unica certezza, che tutti abbaglia e tutto racchiude, resta il finale liberatorio: un’immagine in bianco e nero di Piero Massimo Macchini accanto al padre che guarda in televisione Marcel Marceau, il più grande mimo del ventesimo secolo.
Piero Massimo Macchini che guarda Marcel Marceau. La rivelazione.
Si arriva a lambire il personale, sul fi lo delle motivazioni e delle ragioni profonde del percorso di Macchini, fino a toccare il climax in un momento indelebile che porta l’uomo, l’attore e il provincialotto Macchini a portare in scena il suo Zero Comico Assoluto, la sintesi di tutto ciò che l’autore nei duri anni di preparazione ha umilmente creduto di capire, ma soprattutto di quello che non ha capito: il suo mimo parlante.
Lo spettacolo è ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Le prenotazioni, sia per lo spettacolo dal vivo che per quello on-line, si effettuano al botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17,30 alle 19,30. Per informazioni 0733/968043 biglietteria@politeama.org
Sabato 6 Giugno si è tenuto un convegno virtuale, organizzato da UCID Macerata e UCID Marche sul tema 'Scienza e Fede' e incentrato sulla figura di Enrico Medi, illustre scienziato e Servo di Dio, con la presenza come relatori di Maria Beatrice Medi, la Prof.ssa Gaia de Vecchi, e Mons. Orlandoni, e l’intervento da remoto di molti professionisti, studenti e soci Ucid.
I lavori del convegno sono iniziati con l’intervento di Alessandro Guzzini, presidente UCID Macerata, il quale ha introdotto le ragioni che hanno portato all’organizzazione di un incontro su Medi, ricordando le origini marchigiane dello scienziato e ponendo in risalto la poliedricità del personaggio, che fu scienziato di primissimo livello, ma anche politico, giornalista, padre di famiglia, e soprattutto uomo illuminato da una Fede autentica.
Guzzini ha altresì ricordato i numerosi discorsi lasciati da Medi, che toccano molti temi attuali e che tuttora mantengono una fortissima carica emotiva e capacità di muovere le coscienze.
Giuseppe Rivetti, professore dell’Università di Macerata, ha poi ripercorso le tappe principali della vita di Enrico Medi, tracciandone una breve biografia: dall’infanzia a Porto Recanati, alla laurea in fisica a soli 21 anni, passando per la cattedra in fisica all’Università di Palermo e la carriera politica, che lo vide deputato nella prima legislatura della Repubblica Italiana. Divenne anche presidente dell’istituto di geofisica e vulcanologia, e nel '58, fu anche indicato dall’Italia come vicepresidente dell’Euratom, dimettendosi per motivi di coscienza, poiché riteneva che l’istituto avesse perso le sue originali finalità.
Il Professore ha ricordato il rapporto speciale tra Medi, Paolo VI e Pio XII, evidenziato anche dalla fotografia ripresa nella locandina. Infine, ha chiuso il suo intervento citando le opere di maggior rilievo del Medi, ponendo l’accento su come lo scienziato sia stato capace di attraversare diverse epoche, con solidità e leggerezza, non scontando la fatica del cambiamento.
L’incontro è proseguito con la testimonianza di Maria Beatrice Medi, figlia dello scienziato, che ha raccontato il lato più umano di Enrico Medi, evidenziando soprattutto la visione e il rapporto che aveva con la famiglia.
L’intervento si è aperto con una riflessione che testimonia il legame indissolubile e mistico che lo scienziato aveva con la famiglia: egli concepiva quest’ultima come l’unione nel corpo e nello spirito di uomo e donna, consacrati nel vincolo del matrimonio, ravvisandone il fine ultimo nell’elevazione dell’uomo ai vertici insondabili dell’amore.
Maria Beatrice Medi ha quindi proseguito, riflettendo su come suo padre sia stato un uomo dalla grande levatura morale, che si rapportava sempre con grande semplicità: un uomo totalmente rivolto al bene comune, e che respingeva ogni forma di banalità.
Amava moltissimo il gioco del calcio e non sopportava perdere, e questo aspetto della sua personalità emergeva in tutto ciò che faceva.
Nonostante la vocazione scientifica, era solito raccogliersi in preghiera, a testimonianza del suo profondo legame con la fede: era un uomo diretto che non scendeva a compromessi, e che ha sempre ricercato la verità nella Scienza e nella Fede.
Il tema del rapporto tra Scienza e Fede è stato quindi approfondito dalla professoressa Gaia de Vecchi, autrice anche di una biografia su Enrico Medi.
La Professoressa ha sottolineato come la figura di Medi aiuti a comprendere al meglio il rapporto tra scienza e fede, esemplificando il ruolo di scienziato credente. Nella sua casa poteva disporre di un telescopio, e allo stesso tempo aveva una cappella privata in cui aveva avuto il permesso speciale di poter custodire l’Eucarestia.
In Medi la scienza e la fede si univano in un reciproco abbraccio: coniugando la ricerca scientifica e la parola di Dio egli coglieva l’essenza stessa della rivelazione.
L’intervento di Monsignor Orlandoni, vescovo emerito di Senigallia, nonché presidente del tribunale diocesano che ha dato il via alla causa di beatificazione di Enrico Medi, è stato quindi incentrato sul processo di beatificazione, che ha comportato una attenta rilettura dei discorsi e delle pubblicazioni, nonché la raccolta di testimonianze sulla vita e le opere del candidato.
Le ragioni che hanno portato la diocesi di Senigallia ad aprire la causa di beatificazione risiedono proprio nell’eccezionalità della figura di Medi e nella Fede che ha illuminato tutta la sua esistenza, e che ha reso la sua persona un esempio di santità di Vita ed eroicità della Virtù.
La documentazione raccolta su Medi è stata inviata a Roma per un ulteriore supplemento di indagine, in attesa che si compia un miracolo, necessario per completare la causa di Beatificazione.
Al termine delle relazioni si è aperto un interessante dibattito con l’intervento di Guzzini, che ha riportato la discussione sul tema del rapporto tra Scienza e Fede, evidenziando come le scoperte scientifiche in molti campi conducono l’uomo ad un potere enorme, potere che se non gestito con sapienza rischia di essere estremamente distruttivo. Egli ha portato ad esempio le ricerche sulle biotecnologie e sull’intelligenza artificiale, che secondo la filosofia New Age del Transumanesimo dovrebbero condurre addirittura alla creazione di una nuova specie umana.
A queste considerazioni ha risposto la Prof.ssa De Vecchi osservando che non tutto ciò che è umanamente possibile è eticamente giusto. In particolare la docente della Cattolica ha ricordato ancora una volta l’insegnamento di Medi, facendo riferimento alla rinuncia alla prestigiosa vicepresidenza dell’EURATOM per motivi di coscienza.
Il criterio ultimo di valutazione deve restare sempre la coscienza: l’uso delle nuove tecnologie deve sempre uniformarsi ai dettami morali e alla ricerca del bene comune.
La parola è stata poi ceduta a Remo Fiori, presidente regionale UCID, il quale ha posto l’accento sulla semplicità e la chiarezza di Medi, nella sua veste di divulgatore scientifico, esaltandone le doti comunicative.
Un ulteriore spunto di riflessione è venuto quindi da Monsignor Orlandoni, che ha ricordato l’impegno politico di Medi, sottolineando la necessità di tornare ad una politica intesa come missione verso gli altri, e non rivolta al conseguimento di interessi egoistici o di gruppo.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al Presidente Guzzini che ha riletto una frase di Medi in cui lo scienziato esorta a formare non solo le competenze scientifiche ma anche quelle umane, politiche, economiche, civili, sociali: perchè la Scienza è uno strumento per l’Uomo e non l’Uomo uno strumento della Scienza.
Musicultura riporta la musica live nei tempi del coronavirus e vince la scommessa.
E lo ha fatto con grande successo, nelle due serate di musica dal vivo a Recanati, dove ha presentato le canzoni dei sedici artisti finalisti dell’edizione del Festival 2020, in diretta sulle frequenze di Rai Radio1 e in televisione su èTV Marche, in streaming sulle pagine Facebook di Musicultura e di Rai Radio1
Una due giorni emozionante che ha testimoniato in un momento storico difficile la ripartenza della musica dal vivo con una prova impegnativa. Tra sanificazione degli spazi, distanziamenti e percorsi obbligati Musicultura e Rai Radio1 sono riusciti perfettamente a condividere la forza e la penetrazione della musica live.
“Una maratona live che dopo tanto parlare di ripartenza è riuscita a tramutare in fatti le parole – ha dichiarato Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura - è stato emozionante vedere gli artisti ritrovarsi sul palco a suonare insieme e le maestranze di nuovo ai loro posti. È un primo, vero passo verso la normalità di cui tutti abbiamo bisogno, premiato anche dai grandi numeri degli ascolti delle dirette di Radio1 e dei social”.
Ad esibirsi dal vivo nella due giorni live i sedici finalisti di Musicultura:
SofSof, La Zero, PeppOh, Alberto De Luca, Ernest Lo, Paolo Rig8, Miele, Ulula & LaForesta, Blindur, Hanami, I miei migliori complimenti, Senna, Cogito, Fabio Curto, H.E.R. e Costanza.
Tutti autori ed esecutori della propria musica, all’insegna della biodiversità di genere peculiarità del Festival, in un viaggio live nella musica italiana raccontato da tre conduttori d’eccezione di Rai Radio1 John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo.
“Durante il lockdown ho avuto un blocco di creatività e ho sentito molto la costrizione e l’effetto prigionia di trovarsi privati di certe libertà, io come altri ho dovuto congelare un disco in uscita - ha raccontato in diretta Francesco Bianconi - Il fatto che Musicultura sia uno dei primi eventi in cui il movimento della musica ricomincia a far sperare mi mette di buon umore.”
“Il valore della cultura come vera e propria cura” questo il forte messaggio lanciato da Recanati dall’Assessora alle Culture Rita Soccio alla partenza della prima indagine sull’influenza che la cultura della Citta di Leopardi ha sul benessere delle persone “Mai come oggi la cultura è fondamentale nel supportare coloro che devono affrontare isolamenti e carenza di socialità. – ha detto Rita Soccio -Il dialogo con le presenze vive del paesaggio, le suggestioni emozionali della musica e della poesia interagiscono con l’esperienza personale sul luogo come una vera e propria sorgente di cura per il cuore e l’anima dopo lo stress di questi mesi.”
Sulle note di Una citta per cantare, è intervenuto Ron, tra i membri del Comitato di Garanzia del Festival: “Ho sentito tantissimo coraggio nelle canzoni dei finalisti di Musicultura, la voglia di essere diversi, quello che loro amano e quello che sono, testi interessanti, divertenti con arrangiamenti bellissimi e questo è molto importante, troppo spesso in giro si ascoltano solo scopiazzamenti”.
In collegamento da Cremona Frankie hi-nrg mc da quest’anno anche lui nel Comitato di Garanzia del Festival è chiamato a giudicare i finalisti:
“Essere nel Comitato di Garanzia è un piacere e una responsabilità. È necessaria un attenzione specifica nell’ascolto dei brani e soprattutto nei riascolti ho potuto apprezzare meglio cose non sempre confacenti alle mie abitudini musicali, mi son trovato a decidere in una rosa di belle canzone molto varie e molto fresche”.
Un viaggio live nell’Italia della musica d’autore che si concluderà con le esibizioni degli otto vincitori del Festival e dei grandi ospiti nelle serate Finali di Musicultura a fine agosto all’Arena Sferisterio di Macerata.
In questo periodo post Covid 19 l’arte nelle Marche si riappropria di uno spazio espositivo pubblico con l’inaugurazione della mostra IN DOMUM dell’artista Adinda-Putri Palma. Sabato 6 giugno a Matelica presso Palazzo Ottoni, sede della mostra, si è presentato un folto pubblico per questa apertura, probabilmente la prima nella Regione dopo il Coronavirus. La presentazione è avvenuta nello spazioso cortile del palazzo alla presenza delle autorità locali e di numeroso pubblico nel rispetto del protocollo di sicurezza con percorsi segnalati e regole esposte nei vari spazi dell’atrio e del corridoio.
Il progetto è stato selezionato tra i vincitori del bando nazionale “Per Chi Crea" promosso dal MIBACT e gestito da SIAE, destinato agli artisti under 35, ed è stato presentato dall’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi. IN DOMUM è un volume ad arco autoportante alto 3,60 metri e lungo 3 costruito in legno e paglia, tutto dipinto tranne che nella parte posteriore per mostrare l’anatomia della struttura e i materiali con cui è stata costruita.
Viva soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Massimo Baldini il quale ha conferito all’artista il rango di cittadino illustre consegnandole una medaglia d’argento quale riconoscimento della Città di Matelica per essersi distinta in campo nazionale e quindi degna di lode e di essere ricordata. “IN DOMUM fa riflettere su come abitare in bioedilizia – ha dichiarato il sindaco - e questo arco ispirato al quadro dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto conservato a Recanati, un evento eccezionale per tutta l’umanità che avviò una nuova fase storica, è un segno di come l’opera di Adinda-Putri Palma, così come allora, rappresenti un nuovo inizio e faccia rinascere la nostra città, le Marche e tutta l’Italia in modo che possa ripartire dopo il Coronavirus”.
L’assessore alla cultura Giovanni Ciccardini ha ricordato la Preview del 2 giugno per celebrare in modo straordinario la festa dell’Unità d’Italia e della Repubblica Italiana, e ricordare che quel giorno di 74 anni fa le donne furono chiamate a votare per la prima volta. L’imponente opera è stata protagonista di uno spettacolare percorso: l’arco, posto in bella vista su un carrello trainato da un trattore con tanto di bandiere tricolore e arcobaleno, ha sfilato da Braccano, dove risiede l’artista, fino ad arrivare in piazza Enrico Mattei.
La prof.ssa Paola Ballesi, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi e curatrice della mostra insieme a Nikla Cingolani e Stefano Verri, a nome dell’associazione ha ringraziato le autorità, la protezione civile, la Pro Loco e tutta l’amministrazione per aver snellito ogni procedura burocratica e per la disponibilità nella riuscita dell’evento in questo particolare e difficile momento storico. Il suo intervento si è basato sul significato simbolico dell’opera che richiama la dottrina di Heidegger, il filosofo tedesco che in un suo saggio mette a fuoco l’abitare, il costruire e il pensare, un decalogo quotidiano a cui ispirarsi. “IN DOMUM è una pietra d’inciampo dell’intelletto – ha affermato la Ballesi - e ci ricorda come l’arte è libera e il Costruire e l’abitare sono il modo proprio d’essere dell’uomo. “Essere al mondo” in quanto abitanti significa essere responsabili e avere cura e rispetto di tutte le cose che ci circondano”.
La mostra comprende anche un video che racconta per immagini tutto il processo creativo ed esecutivo dell’opera. Le riprese e il montaggio sono stati eseguiti dal fotografo e videomaker Roberto Balestrini.
L’opera rimarrà esposta fino al 12 luglio 2020. Dal 7 al 19 ottobre sarà la volta di Recanati nell’Atrio del Palazzo Comunale, dove sarà presentato il catalogo edito da Quodlibet.