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Tolentino, il Politeama riapre le porte: venerdì 19 giugno si parte con Piero Massimo Macchini

Tolentino, il Politeama riapre le porte: venerdì 19 giugno si parte con Piero Massimo Macchini

Tornano le emozioni al Politeama di Tolentino, venerdì 19 giugno alle ore 21,15 LaGrù e MarcheTube presentano GestiColors, uno spettacolo di Piero Massimo Macchini, Domenico Lannutti e Matteo Berdini con Piero Massimo Macchini per la regia di INDIVENIRE.

Lo spettacolo, nell’ambito del progetto Marche InVita, già annunciato prima delle restrizioni dovute al Covid-19, era stato sospeso. Oggi vogliamo presentarlo di nuovo anche se le attuali norme prevedono una capienza ridotta della sala a causa dei distanziamenti.

Pur ritenendo tali norme troppo restrittive per la completa ripresa dell’attività di spettacolo dal vivo, vogliamo dare un segnale di rinascita con questo appuntamento ad ingresso gratuito. Per sopperire al limite dei posti in sala lo spettacolo sarà proposto anche in streaming on line ad un numero massimo di 100 spettatori.

Dopo anni di ricerca, Piero Massimo Macchini ha finalmente trovato lo spettacolo che desiderava da tempo portare in scena. Si intitola GestiColors, e secondo lo stesso autore si trovava dietro al mobile della televisione, insieme a una penna della Cassa di Risparmio di Fermo e a una paperella che fa una luce blu quando si preme il becco.

GestiColors riassume tutti i suoi talenti, e come un’antologia illustra la versatilità della sua tecnica e la duttilità del suo stile: comicità verbale e non verbale intrecciata magistralmente alla comicità slapstick, riferimenti alti superlativamente intessuti a riferimenti bassi, e uno sguardo cosmopolitico che solo uno come lui, che ha vissuto anni all’estero parlando solo dialetto fermano, poteva sintetizzare in un solo spettacolo. Tutto questo genera un cocktail inebriante in una miscela esplosiva in cui la battuta verbale si coniuga con la gag mimica, il sonoro comico si mischia con il gesto tecnico, il marketing si confonde con la marchetta.

Dopo aver portato sul palco gioie e dolori della propria vita, dopo aver affrontato il mondo con gli occhi di chi nasce e cresce nella “piccola grande” provincia marchigiana – assopita nel proprio benessere e tramortita da un eccesso di “U” nelle felici espressioni de “la koinè che forgia un populu” – Piero Massimo Macchini cerca di esplorare la sua essenza di italiano campanilista e gretto, e allo stesso tempo cittadino del villaggio globale, facendo a sé stesso una domanda che tutto il mondo continua invano a porsi: “Perché gli Italiani gesticolano così tanto? Da dove nasce questo loro modo di muoversi e di farsi notare? Perché dicono fischi ma volevano dire fiaschi?”

Lì dove intellettuali e maître-à-penser si sono interrogati per secoli senza dare una spiegazione credibile, lì dove poeti e prosatori si sono arresi senza scovare la ragione fondante di questo tratto nazionale che ci rende unici e ambigui, lì dove Mario Tarquini e gli amici del bar del Triangolo hanno provato a interpellarsi ma poi era finito il Varnelli, Macchini coraggiosamente si spinge e trionfa.

E da questo quesito sulla nostra specificità culturale prende avvio GestiColors, un esperimento enciclopedico che fonde il mimo, la narrazione, la comicità e la ricerca identitaria in un pappone di ottanta minuti e passa da cui uscirete rigenerati, stimolati e consapevoli che qui da noi non si pratica il rimborso perché l’arte è provocazione.

Con GestiColors Macchini va oltre il monologo, si sdoppia, triplica, decuplica in un ultimo elegantissimo tentativo di diventare irrintracciabile dal fisco. E per farlo, osa.
C’è chi lo definisce uno schizzo di colori di un quadro di Pollock, chi semplicemente uno schizzo, c’è chi lo descrive come un arcobaleno di immagini visive supportate da un suono raffinatissimo, o chi ancora lo presenta come uno spettacolo di teatro danza surreale il cui unico ballerino è affetto da scoliosi.

Tante le definizioni, tanti i tentativi di categorizzare uno spettacolo dalle molteplici letture e dalle infinite implicazioni artistiche. L’unica certezza, che tutti abbaglia e tutto racchiude, resta il finale liberatorio: un’immagine in bianco e nero di Piero Massimo Macchini accanto al padre che guarda in televisione Marcel Marceau, il più grande mimo del ventesimo secolo.

Piero Massimo Macchini che guarda Marcel Marceau. La rivelazione.

Si arriva a lambire il personale, sul fi lo delle motivazioni e delle ragioni profonde del percorso di Macchini, fino a toccare il climax in un momento indelebile che porta l’uomo, l’attore e il provincialotto Macchini a portare in scena il suo Zero Comico Assoluto, la sintesi di tutto ciò che l’autore nei duri anni di preparazione ha umilmente creduto di capire, ma soprattutto di quello che non ha capito: il suo mimo parlante.

Lo spettacolo è ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Le prenotazioni, sia per lo spettacolo dal vivo che per quello on-line, si effettuano al botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17,30 alle 19,30. Per informazioni 0733/968043 biglietteria@politeama.org

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