A Santa Maria in Piana di Treia, continua l'impegno dell'Associazione locale per riportare sprazzi di vita dopo il lockdown forzato a cui è stata costretta la frazione, così come l'intero Paese.
L'ultima iniziativa promossa ha il titolo di "Mamma, ho voglia di fare pic-nic" e si rivolge a chiunque voglia approfittare del bel tempo per farsi un bel pic-nic all'aperto, in totale relax assieme alla propria famiglia.
"I nostri figli hanno bisogno di stare a stretto contatto con la natura - spiegano dal Comitato di Santa Maria in Piana -. Gli ambienti naturali sono ricchi di stimoli che permettono ai sensi del bambino di affinarsi e svilupparsi. Infatti, offrono molti elementi per la sopravvivenza dell’immaginazione e della creatività: permettono lo sviluppo del pensiero divergente, quello basato sull’intuito, l’iniziativa e la capacità di trovare soluzioni ai problemi, di usare un nuovo linguaggio e di esplorare".
"Quando permettiamo ai più piccoli di stare nella natura ed interagire con essa - concludono dall'associazione -, facciamo un regalo ad entrambi. I disastri ambientali si fronteggiano principalmente in due modi: il primo, consiste nel rendere i ragazzi consapevoli della situazione di emergenza in cui ci troviamo, fornendo informazioni e strumenti al fine di arginare i danni; il secondo, è quello di portare i bambini a giocare nella natura, permettendogli così di costruire il proprio mondo interiore sulla base di esperienze vissute in contesti naturali".
Oggi Sabato 13 giugno 2020 alle ore 11.00, in piazza della Libertà a Civitanova Marche, nella città Alta, è stata scoperta una targa in onore del letterato civitanovese Annibal Caro (1507-1566). La targa riporta il sonetto che il Caro dedica alla sua Terra. Il sonetto originale è tratto dalle Rime del Commendatore Annibal Caro, pubblicate postume da Aldo Manuzio a Venezia nel 1569 su licenza dell’amatissimo nipote Giovan Battista Caro. Giovan Battista Caro dedica le Rime di Annibale, “nelle quali egli andò solamente impegnando quell’ozio che dai negozi e dagli studi più grandi gli fu conceduto”, all’illustrissimo “et eccellentissimo Sig. Alessandro Farnese Principe di Parma et di Piacenza”.
Presenti alla cerimonia: l’Assessore alla cultura Maika Gabellieri, la direttrice della Pinacoteca “Moretti” Enrica Bruni, il professor Marcello Verdenelli e la professoressa Mara Pecorari dell’Osservatorio su Annibal Caro. Presenti, altresì, l’imprenditore Umberto Antonelli, finanziatore del restauro, il grafico Riccardo Ruggeri, Alvise Manni del Centro Studi civitanovese e Vanessa Speranzoni della Scuola di Recitazione.
Le telecamere del Tg1 racconteranno il primo appuntamento di musica live post lockdown. Tv7, l'approfondimento informativo del Tg1, questa sera venerdì 12 giugno a partire dalle 23,30 su Rai1 proporrà anche Musicultura che ha riacceso la musica dal vivo con i 16 finalisti del Festival. Da Recanati la musica ritrova il palco, gli strumenti e la voce dal vivo.
Ed è in tutto il Paese che sta esplodendo la voglia di ritrovarsi a cantare e ballare anche se con il rispetto delle distanze sociali. Tv7 ha ascoltato le voci, i timori e raccontato le speranze di chi si affaccia con rinnovato entusiasmo sul più complicato panorama artistico degli ultimi decenni con la consapevolezza di poter sfruttare un' occasione pressoché irripetibile.
Venerdì 12 giugno sarà Gioacchino Bonsignore, caporedattore del TG5 a condurre, dal Lanciano Forum di Castelraimondo, l’iniziativa di UnicaMontagna dedicata ad esplorare le opportunità delle attività creative e culturali per lo sviluppo delle aree interne.
L’iniziativa, fruibile in diretta Facebook, è del tutto innovativa e prevede soluzioni inedite, tra digitale e materiale, guardando con ottimismo consapevole al post-Covid.
In programma, a partire dalle ore 17.00, l’incipit del Magnifico Rettore dell’Università di Camerino, Claudio Pettinari, sul futuro dei territori interni e di montagna, tra network, ricerca applicata ed industrie creative. Insieme a lui tracceranno il quadro il Sindaco di Castelraimondo, città ospitante ed i rappresentanti della Regione Marche.
Dall’Olanda, in collegamento Martin Johnston, fondatore di “Craft Society” mostrerà nel concreto cosa vuol dire promuovere il “fatto a mano” locale nel mondo, mentre Gino Zampieri, presidente A.C. & E. Consulting racconterà un’esperienza italiana che vince nel mondo, spaziando da sistemi evoluti di sicurezza e certificazione, fino “ai confini” dell’intelligenza predittiva.
Del tutto inedite le performance che verranno diffuse in rete, con i nuovi format del “teatro d’impresa” a cura di Ruvido Teatro e lo short business film di Officine Mattòli Produzioni.
Altrettanto innovativa la degustazione di Verdicchio di Matelica “da remoto” che vedrà protagonista il presidente di Cantine Belisario, Antonio Centocanti e il degustatore professionale Pierpaolo Rastelli. In programma anche la performance di Alessandro Campetella, creativo chef dell’Accademia di Tipicità, sul tema della nutraceutica e con un omaggio all’Infiorata di Castelraimondo (in programma proprio il 13 e 14 giugno).
Insieme ad Angelo Serri, progettista di Imagina sas, azienda capofila di UnicaMontagna, Massimiliano Bianchini, presidente ARCI spiegherà come il progetto UnicaMontagna è partito da un’attenta ricognizione dei fabbisogni aziendali nel territorio più colpito dal sisma e il progettista Vittorio Salmoni illustrerà gli orizzonti futuri di questo percorso condiviso. Spazio per illustrare il patrimonio di contenuti che UnicaMontagna dona al territorio, anche ai partner Nobody e Maylea.
A tracciare i profili del nuovo modo di fare accoglienza come opportunità creativa e culturale per trasformare i punti di debolezza in punti di forza dell’area, il prorettore alla Cooperazione Territoriale e terza missione di UNICAM, nonché Presidente del Parco Nazionale dei Sibillini, Andrea Spaterna.
“Annunciamo con rammarico che l'edizione 2020 del "Palio del Serafino", la tradizionale rievocazione storica che si svolge a Sarnano ogni seconda domenica di agosto, quest'anno non si svolgerà”.
Il Direttivo dell'Associazione "Palio del Serafino" ha adottato all'unanimità questa decisione, sofferta ma necessaria alla luce della situazione legata alla crisi sanitaria Covid-19.
“L'organizzazione del "Palio del Serafino" è estremamente complessa – spiega il direttivo - e non vi sono le condizioni per poter garantire sicurezza e serenità sia nelle lunghe settimane di prove che si svolgono all'interno delle singole Contrade, sia durante lo svolgimento del Palio stesso, che tradizionalmente prevede un consistente afflusso di pubblico al campo dei giochi.
Il Palio è una vera e propria festa, per i sarnanesi e per i tanti turisti che in quel periodo affollano Sarnano: con tutte le restrizioni imposte dalla normativa anti-Covid, si sarebbe perso il senso di questa festa.
Il Direttivo valuterà, ove dovesse esserci una evoluzione positiva della situazione sanitaria nelle prossime settimane e ferma restando la possibilità di garantire le necessarie condizioni di sicurezza, se organizzare comunque un evento che faccia rimanere vivo lo spirito del Palio e delle Contrade".
In ogni caso, l'appuntamento con il "Palio del Serafino" è solo rimandato, perché la seconda domenica di agosto 2021 le quattro Contrade di Abbadia, Brunforte, Castelvecchio e Poggio, dopo aver sfilato in corteso storico per le vie di Sarnano, torneranno a contendersi al campo dei giochi l'ambito Palio che raffigura il Serafino, l'angelo a sei ali che la tradizione vuole che San Francesco, nel 1215, abbia indicato come stemma della nascente comunità sarnanese.
Matria, la rassegna marchigiana dedicata alla riflessione sul femminile nella sua identità sociale e simbolica, sostenuta dalla Commissione Pari Opportunità della Regione Marche, giunge al quinto appuntamento.
Sempre alla ricerca delle donne incomode, il fil rouge stavolta guida virtualmente la rassegna nel comune di Ascoli Piceno, ospite dell’Assessora Maria Luisa Volponi e della delegata alle Pari opportunità Micaela Girardi e mette sulla stessa strada molti esempi fuori dell’ordinario della vita activa di Hannah Arendt e la penna e la voce di una scrittrice, marchigiana non di origine ma di elezione, come Lucia Tancredi, che sarà ospite di questo appuntamento il 13 Giugno alle 17:30, con un intervento dall’emblematico titolo Voci di donne fuori dall’ordinario.
Anche stavolta l’incontro è pensato per raggiungere il vasto pubblico nonostante le restrizioni da Coronavirus, tramite web sarà infatti visibile in diretta sul canale Youtube di Matria https://www.youtube.com/channel/UCDV-j7UXvzeN0ww5DSm3g3g/ e in diretta Facebook al link https://www.facebook.com/matria2019.
Lucia Tancredi, la protagonista di questo quinto incontro, è nata a San Lorenzo in Lamis in Puglia, ma è da anni orgogliosamente maceratese di adozione. Storica insegnante di lettere al Liceo Scientifico “G.Galilei” della città, scrittrice di biografie e romanzi e fondatrice della Casa Editrice EV (http://www.evcasaeditrice.it/index.php), la Tancredi è un’intellettuale a tutto tondo, che tende a cogliere nelle sue opere l'intelligenza e l’insospettata vita activa (e spesso nascosta dai narratori maschi che le hanno circondate) di personaggi controversi e poco conosciuti. Parliamo soprattutto di donne, come Monica d'Ippona, madre di Sant'Agostino, in Io, Monica (2006), Ildegarda di Bingen, mistica visionaria medievale, in Ildegarda, la potenza e la grazia (2009), e Giulia Schucht, compagna di Antonio Gramsci, in La vita privata di Giulia Schucht (2012), ma anche di uomini, come Lorenzo Lotto in L’Otto (2016) e i famosi Cento Consorti Maceratesi in Lo Sferisterio e l’avventura dei Cento Consorti (2020), uomini che fondarono l’iconico Sferisterio cittadino, come luogo deputato non solo al gioco della palla al bracciale ma anche all’esercizio della vita activa politica al di fuori degli schemi e del controllo ecclesiastico.
Per questo appuntamento Lucia Tancredi, introdotta da Oriana Salvucci, Micaela Girardi e dall’Assessora Maria Luisa Volponi ha preparato una carrellata di storie di donne al di fuori dagli schemi, scandalose, scomode, che hanno però voluto tracciare un’altra possibile identità e un altro ordine simbolico per il femminile attraverso le loro voci e i loro scritti.
Maria Luisa Volponi, Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Ascoli Piceno, ha accolto virtualmente con molto orgoglio e partecipazione la rassegna Matria nella sua città, e ha così definito le grandi potenzialità di questa rassegna web per il pubblico ascolano e non: “Fare di necessità virtù” questo è il motto con il quale Ascoli accoglie la pregevole Lucia Tancredi nella tappa della stimolante rassegna Matria, convertitasi per necessità e con intelligenza in versione WEB. L'Amministrazione ascolana è impegnata a offrire occasioni di conoscenza e di crescita alle donne e le opere di Lucia Tancredi rappresentano un patrimonio prezioso da divulgare e da valorizzare continuando per ora a farlo a distanza ed auspicando di ospitare quanto prima “in presenza” la prossima rassegna Matria.
Micaela Girardi, delegata della Commissione Pari Opportunità regionale ha così commentato l'evento: “la rassegna Matria, nella sua varietà e nel suo spessore, è occasione colta e godibile per accrescere la forza delle donne. Conoscere la vita di donne che hanno espresso la loro singolare personalità in modo libero e fiero è una ricchezza che contribuisce a migliorare la nostra società.
Oriana Salvucci, direttrice artistica della rassegna, ha definito con queste parole la personalità duttile ed espressiva di Lucia Tancredi e il suo straordinario apporto culturale al fil rouge della rassegna: "Una rassegna giocata sul filo del fil rouge: Incomode. Lucia Tancredi è voce incomoda ed autorevole, dobbiamo a lei la conoscenza e la scoperta di tante voci di donna che altrimenti sarebbero scivolate garbatamente fra le pieghe della storia. Da Monica di Ippona a Ildegarda di Bingen a Giulia Schucht l'ingegno versatile ed erudito di Lucia Tancredi ci riconsegna le vite romanzate di donne che la cultura ufficiale voleva affidare all'oblio. Una grande opera di ricostruzione, una grande opera di contronarrazione per creare una genealogia femminile della scrittura tanto necessaria alle donne, tanto necessaria ad ognuna di noi."
Tornano le emozioni al Politeama di Tolentino, venerdì 19 giugno alle ore 21,15 LaGrù e MarcheTube presentano GestiColors, uno spettacolo di Piero Massimo Macchini, Domenico Lannutti e Matteo Berdini con Piero Massimo Macchini per la regia di INDIVENIRE. Lo spettacolo, nell’ambito del progetto Marche InVita, già annunciato prima delle restrizioni dovute al Covid-19, era stato sospeso. Oggi vogliamo presentarlo di nuovo anche se le attuali norme prevedono una capienza ridotta della sala a causa dei distanziamenti. Pur ritenendo tali norme troppo restrittive per la completa ripresa dell’attività di spettacolo dal vivo, vogliamo dare un segnale di rinascita con questo appuntamento ad ingresso gratuito. Per sopperire al limite dei posti in sala lo spettacolo sarà proposto anche in streaming on line ad un numero massimo di 100 spettatori.
Dopo anni di ricerca, Piero Massimo Macchini ha finalmente trovato lo spettacolo che desiderava da tempo portare in scena. Si intitola GestiColors, e secondo lo stesso autore si trovava dietro al mobile della televisione, insieme a una penna della Cassa di Risparmio di Fermo e a una paperella che fa una luce blu quando si preme il becco.
GestiColors riassume tutti i suoi talenti, e come un’antologia illustra la versatilità della sua tecnica e la duttilità del suo stile: comicità verbale e non verbale intrecciata magistralmente alla comicità slapstick, riferimenti alti superlativamente intessuti a riferimenti bassi, e uno sguardo cosmopolitico che solo uno come lui, che ha vissuto anni all’estero parlando solo dialetto fermano, poteva sintetizzare in un solo spettacolo. Tutto questo genera un cocktail inebriante in una miscela esplosiva in cui la battuta verbale si coniuga con la gag mimica, il sonoro comico si mischia con il gesto tecnico, il marketing si confonde con la marchetta.
Dopo aver portato sul palco gioie e dolori della propria vita, dopo aver affrontato il mondo con gli occhi di chi nasce e cresce nella “piccola grande” provincia marchigiana – assopita nel proprio benessere e tramortita da un eccesso di “U” nelle felici espressioni de “la koinè che forgia un populu” – Piero Massimo Macchini cerca di esplorare la sua essenza di italiano campanilista e gretto, e allo stesso tempo cittadino del villaggio globale, facendo a sé stesso una domanda che tutto il mondo continua invano a porsi: “Perché gli Italiani gesticolano così tanto? Da dove nasce questo loro modo di muoversi e di farsi notare? Perché dicono fischi ma volevano dire fiaschi?”
Lì dove intellettuali e maître-à-penser si sono interrogati per secoli senza dare una spiegazione credibile, lì dove poeti e prosatori si sono arresi senza scovare la ragione fondante di questo tratto nazionale che ci rende unici e ambigui, lì dove Mario Tarquini e gli amici del bar del Triangolo hanno provato a interpellarsi ma poi era finito il Varnelli, Macchini coraggiosamente si spinge e trionfa.
E da questo quesito sulla nostra specificità culturale prende avvio GestiColors, un esperimento enciclopedico che fonde il mimo, la narrazione, la comicità e la ricerca identitaria in un pappone di ottanta minuti e passa da cui uscirete rigenerati, stimolati e consapevoli che qui da noi non si pratica il rimborso perché l’arte è provocazione.
Con GestiColors Macchini va oltre il monologo, si sdoppia, triplica, decuplica in un ultimo elegantissimo tentativo di diventare irrintracciabile dal fisco. E per farlo, osa. C’è chi lo definisce uno schizzo di colori di un quadro di Pollock, chi semplicemente uno schizzo, c’è chi lo descrive come un arcobaleno di immagini visive supportate da un suono raffinatissimo, o chi ancora lo presenta come uno spettacolo di teatro danza surreale il cui unico ballerino è affetto da scoliosi.
Tante le definizioni, tanti i tentativi di categorizzare uno spettacolo dalle molteplici letture e dalle infinite implicazioni artistiche. L’unica certezza, che tutti abbaglia e tutto racchiude, resta il finale liberatorio: un’immagine in bianco e nero di Piero Massimo Macchini accanto al padre che guarda in televisione Marcel Marceau, il più grande mimo del ventesimo secolo.
Piero Massimo Macchini che guarda Marcel Marceau. La rivelazione.
Si arriva a lambire il personale, sul fi lo delle motivazioni e delle ragioni profonde del percorso di Macchini, fino a toccare il climax in un momento indelebile che porta l’uomo, l’attore e il provincialotto Macchini a portare in scena il suo Zero Comico Assoluto, la sintesi di tutto ciò che l’autore nei duri anni di preparazione ha umilmente creduto di capire, ma soprattutto di quello che non ha capito: il suo mimo parlante.
Lo spettacolo è ad ingresso libero con prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti. Le prenotazioni, sia per lo spettacolo dal vivo che per quello on-line, si effettuano al botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17,30 alle 19,30. Per informazioni 0733/968043 biglietteria@politeama.org
Sabato 6 Giugno si è tenuto un convegno virtuale, organizzato da UCID Macerata e UCID Marche sul tema 'Scienza e Fede' e incentrato sulla figura di Enrico Medi, illustre scienziato e Servo di Dio, con la presenza come relatori di Maria Beatrice Medi, la Prof.ssa Gaia de Vecchi, e Mons. Orlandoni, e l’intervento da remoto di molti professionisti, studenti e soci Ucid.
I lavori del convegno sono iniziati con l’intervento di Alessandro Guzzini, presidente UCID Macerata, il quale ha introdotto le ragioni che hanno portato all’organizzazione di un incontro su Medi, ricordando le origini marchigiane dello scienziato e ponendo in risalto la poliedricità del personaggio, che fu scienziato di primissimo livello, ma anche politico, giornalista, padre di famiglia, e soprattutto uomo illuminato da una Fede autentica.
Guzzini ha altresì ricordato i numerosi discorsi lasciati da Medi, che toccano molti temi attuali e che tuttora mantengono una fortissima carica emotiva e capacità di muovere le coscienze.
Giuseppe Rivetti, professore dell’Università di Macerata, ha poi ripercorso le tappe principali della vita di Enrico Medi, tracciandone una breve biografia: dall’infanzia a Porto Recanati, alla laurea in fisica a soli 21 anni, passando per la cattedra in fisica all’Università di Palermo e la carriera politica, che lo vide deputato nella prima legislatura della Repubblica Italiana. Divenne anche presidente dell’istituto di geofisica e vulcanologia, e nel '58, fu anche indicato dall’Italia come vicepresidente dell’Euratom, dimettendosi per motivi di coscienza, poiché riteneva che l’istituto avesse perso le sue originali finalità.
Il Professore ha ricordato il rapporto speciale tra Medi, Paolo VI e Pio XII, evidenziato anche dalla fotografia ripresa nella locandina. Infine, ha chiuso il suo intervento citando le opere di maggior rilievo del Medi, ponendo l’accento su come lo scienziato sia stato capace di attraversare diverse epoche, con solidità e leggerezza, non scontando la fatica del cambiamento.
L’incontro è proseguito con la testimonianza di Maria Beatrice Medi, figlia dello scienziato, che ha raccontato il lato più umano di Enrico Medi, evidenziando soprattutto la visione e il rapporto che aveva con la famiglia.
L’intervento si è aperto con una riflessione che testimonia il legame indissolubile e mistico che lo scienziato aveva con la famiglia: egli concepiva quest’ultima come l’unione nel corpo e nello spirito di uomo e donna, consacrati nel vincolo del matrimonio, ravvisandone il fine ultimo nell’elevazione dell’uomo ai vertici insondabili dell’amore.
Maria Beatrice Medi ha quindi proseguito, riflettendo su come suo padre sia stato un uomo dalla grande levatura morale, che si rapportava sempre con grande semplicità: un uomo totalmente rivolto al bene comune, e che respingeva ogni forma di banalità.
Amava moltissimo il gioco del calcio e non sopportava perdere, e questo aspetto della sua personalità emergeva in tutto ciò che faceva.
Nonostante la vocazione scientifica, era solito raccogliersi in preghiera, a testimonianza del suo profondo legame con la fede: era un uomo diretto che non scendeva a compromessi, e che ha sempre ricercato la verità nella Scienza e nella Fede.
Il tema del rapporto tra Scienza e Fede è stato quindi approfondito dalla professoressa Gaia de Vecchi, autrice anche di una biografia su Enrico Medi.
La Professoressa ha sottolineato come la figura di Medi aiuti a comprendere al meglio il rapporto tra scienza e fede, esemplificando il ruolo di scienziato credente. Nella sua casa poteva disporre di un telescopio, e allo stesso tempo aveva una cappella privata in cui aveva avuto il permesso speciale di poter custodire l’Eucarestia.
In Medi la scienza e la fede si univano in un reciproco abbraccio: coniugando la ricerca scientifica e la parola di Dio egli coglieva l’essenza stessa della rivelazione.
L’intervento di Monsignor Orlandoni, vescovo emerito di Senigallia, nonché presidente del tribunale diocesano che ha dato il via alla causa di beatificazione di Enrico Medi, è stato quindi incentrato sul processo di beatificazione, che ha comportato una attenta rilettura dei discorsi e delle pubblicazioni, nonché la raccolta di testimonianze sulla vita e le opere del candidato.
Le ragioni che hanno portato la diocesi di Senigallia ad aprire la causa di beatificazione risiedono proprio nell’eccezionalità della figura di Medi e nella Fede che ha illuminato tutta la sua esistenza, e che ha reso la sua persona un esempio di santità di Vita ed eroicità della Virtù.
La documentazione raccolta su Medi è stata inviata a Roma per un ulteriore supplemento di indagine, in attesa che si compia un miracolo, necessario per completare la causa di Beatificazione.
Al termine delle relazioni si è aperto un interessante dibattito con l’intervento di Guzzini, che ha riportato la discussione sul tema del rapporto tra Scienza e Fede, evidenziando come le scoperte scientifiche in molti campi conducono l’uomo ad un potere enorme, potere che se non gestito con sapienza rischia di essere estremamente distruttivo. Egli ha portato ad esempio le ricerche sulle biotecnologie e sull’intelligenza artificiale, che secondo la filosofia New Age del Transumanesimo dovrebbero condurre addirittura alla creazione di una nuova specie umana.
A queste considerazioni ha risposto la Prof.ssa De Vecchi osservando che non tutto ciò che è umanamente possibile è eticamente giusto. In particolare la docente della Cattolica ha ricordato ancora una volta l’insegnamento di Medi, facendo riferimento alla rinuncia alla prestigiosa vicepresidenza dell’EURATOM per motivi di coscienza.
Il criterio ultimo di valutazione deve restare sempre la coscienza: l’uso delle nuove tecnologie deve sempre uniformarsi ai dettami morali e alla ricerca del bene comune.
La parola è stata poi ceduta a Remo Fiori, presidente regionale UCID, il quale ha posto l’accento sulla semplicità e la chiarezza di Medi, nella sua veste di divulgatore scientifico, esaltandone le doti comunicative.
Un ulteriore spunto di riflessione è venuto quindi da Monsignor Orlandoni, che ha ricordato l’impegno politico di Medi, sottolineando la necessità di tornare ad una politica intesa come missione verso gli altri, e non rivolta al conseguimento di interessi egoistici o di gruppo.
Le conclusioni dell’incontro sono state affidate al Presidente Guzzini che ha riletto una frase di Medi in cui lo scienziato esorta a formare non solo le competenze scientifiche ma anche quelle umane, politiche, economiche, civili, sociali: perchè la Scienza è uno strumento per l’Uomo e non l’Uomo uno strumento della Scienza.
Musicultura riporta la musica live nei tempi del coronavirus e vince la scommessa.
E lo ha fatto con grande successo, nelle due serate di musica dal vivo a Recanati, dove ha presentato le canzoni dei sedici artisti finalisti dell’edizione del Festival 2020, in diretta sulle frequenze di Rai Radio1 e in televisione su èTV Marche, in streaming sulle pagine Facebook di Musicultura e di Rai Radio1
Una due giorni emozionante che ha testimoniato in un momento storico difficile la ripartenza della musica dal vivo con una prova impegnativa. Tra sanificazione degli spazi, distanziamenti e percorsi obbligati Musicultura e Rai Radio1 sono riusciti perfettamente a condividere la forza e la penetrazione della musica live.
“Una maratona live che dopo tanto parlare di ripartenza è riuscita a tramutare in fatti le parole – ha dichiarato Ezio Nannipieri, direttore artistico di Musicultura - è stato emozionante vedere gli artisti ritrovarsi sul palco a suonare insieme e le maestranze di nuovo ai loro posti. È un primo, vero passo verso la normalità di cui tutti abbiamo bisogno, premiato anche dai grandi numeri degli ascolti delle dirette di Radio1 e dei social”.
Ad esibirsi dal vivo nella due giorni live i sedici finalisti di Musicultura:
SofSof, La Zero, PeppOh, Alberto De Luca, Ernest Lo, Paolo Rig8, Miele, Ulula & LaForesta, Blindur, Hanami, I miei migliori complimenti, Senna, Cogito, Fabio Curto, H.E.R. e Costanza.
Tutti autori ed esecutori della propria musica, all’insegna della biodiversità di genere peculiarità del Festival, in un viaggio live nella musica italiana raccontato da tre conduttori d’eccezione di Rai Radio1 John Vignola, Duccio Pasqua e Marcella Sullo.
“Durante il lockdown ho avuto un blocco di creatività e ho sentito molto la costrizione e l’effetto prigionia di trovarsi privati di certe libertà, io come altri ho dovuto congelare un disco in uscita - ha raccontato in diretta Francesco Bianconi - Il fatto che Musicultura sia uno dei primi eventi in cui il movimento della musica ricomincia a far sperare mi mette di buon umore.”
“Il valore della cultura come vera e propria cura” questo il forte messaggio lanciato da Recanati dall’Assessora alle Culture Rita Soccio alla partenza della prima indagine sull’influenza che la cultura della Citta di Leopardi ha sul benessere delle persone “Mai come oggi la cultura è fondamentale nel supportare coloro che devono affrontare isolamenti e carenza di socialità. – ha detto Rita Soccio -Il dialogo con le presenze vive del paesaggio, le suggestioni emozionali della musica e della poesia interagiscono con l’esperienza personale sul luogo come una vera e propria sorgente di cura per il cuore e l’anima dopo lo stress di questi mesi.”
Sulle note di Una citta per cantare, è intervenuto Ron, tra i membri del Comitato di Garanzia del Festival: “Ho sentito tantissimo coraggio nelle canzoni dei finalisti di Musicultura, la voglia di essere diversi, quello che loro amano e quello che sono, testi interessanti, divertenti con arrangiamenti bellissimi e questo è molto importante, troppo spesso in giro si ascoltano solo scopiazzamenti”.
In collegamento da Cremona Frankie hi-nrg mc da quest’anno anche lui nel Comitato di Garanzia del Festival è chiamato a giudicare i finalisti:
“Essere nel Comitato di Garanzia è un piacere e una responsabilità. È necessaria un attenzione specifica nell’ascolto dei brani e soprattutto nei riascolti ho potuto apprezzare meglio cose non sempre confacenti alle mie abitudini musicali, mi son trovato a decidere in una rosa di belle canzone molto varie e molto fresche”.
Un viaggio live nell’Italia della musica d’autore che si concluderà con le esibizioni degli otto vincitori del Festival e dei grandi ospiti nelle serate Finali di Musicultura a fine agosto all’Arena Sferisterio di Macerata.
In questo periodo post Covid 19 l’arte nelle Marche si riappropria di uno spazio espositivo pubblico con l’inaugurazione della mostra IN DOMUM dell’artista Adinda-Putri Palma. Sabato 6 giugno a Matelica presso Palazzo Ottoni, sede della mostra, si è presentato un folto pubblico per questa apertura, probabilmente la prima nella Regione dopo il Coronavirus. La presentazione è avvenuta nello spazioso cortile del palazzo alla presenza delle autorità locali e di numeroso pubblico nel rispetto del protocollo di sicurezza con percorsi segnalati e regole esposte nei vari spazi dell’atrio e del corridoio.
Il progetto è stato selezionato tra i vincitori del bando nazionale “Per Chi Crea" promosso dal MIBACT e gestito da SIAE, destinato agli artisti under 35, ed è stato presentato dall’associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi. IN DOMUM è un volume ad arco autoportante alto 3,60 metri e lungo 3 costruito in legno e paglia, tutto dipinto tranne che nella parte posteriore per mostrare l’anatomia della struttura e i materiali con cui è stata costruita.
Viva soddisfazione è stata espressa dal Sindaco Massimo Baldini il quale ha conferito all’artista il rango di cittadino illustre consegnandole una medaglia d’argento quale riconoscimento della Città di Matelica per essersi distinta in campo nazionale e quindi degna di lode e di essere ricordata. “IN DOMUM fa riflettere su come abitare in bioedilizia – ha dichiarato il sindaco - e questo arco ispirato al quadro dell’Annunciazione di Lorenzo Lotto conservato a Recanati, un evento eccezionale per tutta l’umanità che avviò una nuova fase storica, è un segno di come l’opera di Adinda-Putri Palma, così come allora, rappresenti un nuovo inizio e faccia rinascere la nostra città, le Marche e tutta l’Italia in modo che possa ripartire dopo il Coronavirus”.
L’assessore alla cultura Giovanni Ciccardini ha ricordato la Preview del 2 giugno per celebrare in modo straordinario la festa dell’Unità d’Italia e della Repubblica Italiana, e ricordare che quel giorno di 74 anni fa le donne furono chiamate a votare per la prima volta. L’imponente opera è stata protagonista di uno spettacolare percorso: l’arco, posto in bella vista su un carrello trainato da un trattore con tanto di bandiere tricolore e arcobaleno, ha sfilato da Braccano, dove risiede l’artista, fino ad arrivare in piazza Enrico Mattei.
La prof.ssa Paola Ballesi, presidente dell’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi e curatrice della mostra insieme a Nikla Cingolani e Stefano Verri, a nome dell’associazione ha ringraziato le autorità, la protezione civile, la Pro Loco e tutta l’amministrazione per aver snellito ogni procedura burocratica e per la disponibilità nella riuscita dell’evento in questo particolare e difficile momento storico. Il suo intervento si è basato sul significato simbolico dell’opera che richiama la dottrina di Heidegger, il filosofo tedesco che in un suo saggio mette a fuoco l’abitare, il costruire e il pensare, un decalogo quotidiano a cui ispirarsi. “IN DOMUM è una pietra d’inciampo dell’intelletto – ha affermato la Ballesi - e ci ricorda come l’arte è libera e il Costruire e l’abitare sono il modo proprio d’essere dell’uomo. “Essere al mondo” in quanto abitanti significa essere responsabili e avere cura e rispetto di tutte le cose che ci circondano”.
La mostra comprende anche un video che racconta per immagini tutto il processo creativo ed esecutivo dell’opera. Le riprese e il montaggio sono stati eseguiti dal fotografo e videomaker Roberto Balestrini.
L’opera rimarrà esposta fino al 12 luglio 2020. Dal 7 al 19 ottobre sarà la volta di Recanati nell’Atrio del Palazzo Comunale, dove sarà presentato il catalogo edito da Quodlibet.
“Musicultura riporta live la musica dopo la battuta d’arresto causata dalla pandemia. Otto saranno i vincitori finali ma in realtà siete già tutti vincitori per il lavoro che state facendo, vi faccio un grandissimo in bocca al lupo per l’importante gara e per il vostro futuro” con il messaggio d’auguri del Sottosegretario del Mibact Anna Laura Orrico a nome del Ministro Dario Franceschini, si è riaccesa da Recanati la musica live della XXXI edizione del Festival Musicultura in diretta sulle frequenze di Rai Radio1.
70 mila persone hanno seguito in streaming sulle pagine Facebook di Musicultura e di Rai Radio1 la prima serata dell’ intensa due giorni di grandi emozioni live che vedono protagoniste le canzoni dei 16 finalisti del celebre Festival della musica popolare e d’autore, nato nel 1990 con Fabrizio De André e Giorgio Caproni.
“Stare rinchiusi in casa per mesi è stata una sensazione molto forte, però credo che abbia anche migliorato le coscienze, - ha detto Enrico Ruggeri - speriamo che tutto diventi molto meglio di come era prima, soprattutto nella musica che avrebbe bisogno di tante Musiculture infiltrate dappertutto, io sono un’ottimista, i più ricettivi hanno sviluppato un’ interiorità che magari si stava perdendo.”
Al giornalista e critico musicale John Vignola il compito della narrazione musicale, insieme a Duccio Pasqua e Marcella Sullo di Rai Radio1 ha raccontato le storie e le canzoni dei giovani artisti in gara.
In diretta dall’ Aula Magna del Palazzo Municipale di Recanati non ha risuonato solo la musica “Recanati è una città che risuona oltre che con la musica anche con la letteratura e con l’arte, - ha dichiarato il Sindaco della città dell’Infinito Antonio Bravi - dalle visite contemplative all’ Orto del Colle dell’Infinito, ai capolavori del Lotto, fino alla prossima apertura di Casa Leopardi per la prima volta al pubblico degli appartamenti privati del Poeta. Recanati è pronta più che mai alla ripartenza. Un pensiero particolare vorrei dedicarlo a Piero Cesanelli fondatore, storico Direttore Artistico di Musicultura e illustre amato cittadino di Recanati”
La splendida voce di Lidia Schillaci ha offerto una personale e suggestiva interpretazione di Nel blu dipinto di blu la canzone che ha fatto conoscere la musica italiana nel mondo.
Tra gli interventi della serata il Sindaco di Macerata Romano Carancini ha ricordato Fabrizio Frizzi l’amato conduttore delle serate finali di Musicultura nella suggestiva cornice dell’Arena Sferisterio della città maceratese.
Protagonisti indiscussi della serata i live dei primi otto dei sedici artisti finalisti di Musicultura 2020 con le loro canzoni scanzonate ed impegnate, note colorate di un panorama musicale italiano che ha qualcosa da dire e da raccontare.
A seguire i loro nomi e le canzoni commentate dal Direttore Artistico di Musicultura Ezio Nannipieri.
SofSof di Bagnara Calabra con La vita sognata, una canzone sincera, che difende i sogni e parla di vita vissuta con grinta e tenerezza.
La Zero di Napoli con Mea culpa, un equilibrio suggestivo tra sonorità di avanguardia e profumi di villanella dà nuova attualità ad una domanda antica: si può morire di amore?
Peep-oh di Napoli con Where Is the Rapstar? Se più rapper sapessero cantare, se più cantanti sapessero rappare, se in musica cuore e cervello si frequentassero di più… avremmo più canzoni come questa.
Ernest Lo di Pescara con Ssialae, amare senza essere ricambiati, un quadretto tragicomico, una canzone impertinente, una voce che dribbla modi e precetti dei catechismi “valoriali”.
Alberto De Luca di Sondrio con De André una voce evocativa e profonda al centro di una canzone che cesella un originale equilibrio tra nobiltà cantautorale e sonorità contemporanee.
Miele di Caltanissetta con Il senso di colpa, un cammino di liberazione dai sensi di colpa. Il tiro musicale, la maturità dell’interpretazione infondono un’urgenza speciale a questa confessione al femminile.
Paolo Rig8 di Torino con Scemi in paradiso, un caleidoscopio imprevedibile di stili musicali felicemente al servizio di un pensiero eccentrico e di una voce che si inerpica dove vuole.
Ulula & La Foresta di Verona con Oddio l’oblio, una band pimpante, un interprete che lancia in aria le sue parole come un giocoliere. In scena le peripezie del clone che a volte deleghiamo ad agire, a malincuore, in nostra vece.
Questa sera alle ore 21 diretta conclusiva della due giorni live del Festival su Rai Radio1 su èTv Marche e sulle pagine Facebook di Musicultura e Rai Radio1 con le canzoni degli ultimi otto finalisti in gara e con la partecipazione di Ron, Francesco Bianconi e Frankie hi-nrg mc.
A causa dell’emergenza sanitaria Covid-19, San Ginesio non potrà mantenere l’appuntamento con la prestigiosa rievocazione storica de Il Ritorno degli Esuli in programma per domenica 14 giugno.
L’amara decisione è stata presa dal Sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, e dal Presidente della Associazione Tradizione Sanginesine, Nicola Ferranti, i quali hanno assicurato che si tratta di un rinvio di 12 mesi e che si sta già lavorando per organizzare delle iniziative in streaming rivolte a tutti gli appassionati della Rievocazione, un’occasione per condividere spunti, riflessioni e dove non potrà mancare la presenza dei rappresentanti della Municipalità di Siena da sempre presente all’evento.
Il Ritorno degli Esuli, giunto alla sua 20ma edizione rievoca il patto di solidarietà nato nel XV secolo fra il comune di San Ginesio e quello di Siena, e che si rinnova ormai da 57 anni, a cadenza triennale. E’ uno degli eventi fra i più antichi e prestigiosi della regione non tanto e non solo per le sue radici storiche, quanto e soprattutto per la presenza della municipalità di Siena nel corteo, accompagnata dal Gonfalone, dalle chiarine, dai tamburi e dai figuranti, in costume d’epoca, cosa che rende la manifestazione un unicum di assoluto rilievo in campo nazionale.
La rievocazione narra dei trecento sanginesini che tra l’anno 1450 e l’anno 1460 furono esiliati con l’accusa di sedizione, per aver tentato di riportare San Ginesio sotto il governo dei Duchi da Varano, Signori di Camerino, dal cui tirannico dominio la città si era liberata nel 1434. Gli esuli trovarono rifugio a Siena; lì si arruolarono nella guardia civica, si distinsero per diligenza e per fedeltà a tal punto che furono inviati a San Ginesio ambasciatori senesi, che perorassero la causa degli Esuli e ne ottenessero il rimpatrio. La causa fu vinta per l’eloquenza degli oratori senesi e per lo spirito civico mostrato dai sanginesini. I trecento poterono così far ritorno in patria.
(Foto di una passata edizione)
Annunciata con enfasi a livello nazionale da Tg5 e Tg2, parte con il botto la prima di GustaPorto, che inaugura il Grand Tour delle Marche di Tipicità ed ANCI nel dopo Covid.
Vince la nuova formula voluta dall’Amministrazione di Civitanova, rispettosa delle prescrizioni e dei distanziamenti, con eventi realizzati fisicamente nei luoghi iconici, ma destinati al grande pubblico collegato on line. Una speciale piattaforma interattiva, studiata per il Grand Tour delle Marche, consente una fruizione immersiva di grande impatto ed unica in Italia.
Oltre 2.000 le visualizzazioni per l’asta del pesce 2.0 realizzata nel mercato ittico civitanovese, con tutti i protagonisti della filiera. Pagelli, moscardini, scampi e altre squisitezze adriatiche, mirabilmente spiegate dal famoso biologo marino di Linea Blu, Corrado Piccinetti, battute all’asta dai commercianti e recapitate direttamente a domicilio, a Recanati, Macerata, San Severino Marche e Porto Sant’Elpidio.
“E’ un grande orgoglio per Civitanova Marche proporre la prima iniziativa nelle Marche e forse in Italia, dopo questo difficilissimo periodo. Un grande lavoro di squadra che rappresenta un patrimonio per la città e per il territorio, non solo nella contingenza ma anche e soprattutto per il futuro!” Queste le parole di Maika Gabellieri, assessore turismo e crescita culturale di Civitanova, intervistata da un abilissimo Marco Ardemagni, voce storica di RAI Caterpillar e conduttore dell’Agorà proposto sempre al Mercato dal provocatorio titolo “2020_Odissea dello spazio”.
“Ripartire dalla straordinaria ricchezza locale che solo l’Italia ha e farlo in squadra seguendo l’esempio di GustaPorto. E’ in questi momenti che dobbiamo essere ancora più attenti alla tutela dei nostri valori e delle nostre incredibili tipicità” ha sottolineato un combattivo Mario Giordano, che si è detto entusiasta della vitalità e dello spirito positivo che ha riscontrato nelle persone a Civitanova.
Ai Rettori Claudio Pettinari (Unicam) e Gianluca Gregori (Univpm), insieme al prorettore Stefano Pollastrelli (UNIMC) il compito di tracciare la rotta attraverso le rispettive specifiche nel campo della ricerca applicata. Di “asse prezioso della SS 77 per alimentare flussi virtuosi” ha parlato il Sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini.
Spunti di carattere economico produttivo sono arrivati da Massimiliano Polacco per la Camera di Commercio delle Marche e Marco Moreschi di Banco Marchigiano, mentre Massimo Cupillari di Banca Mediolanum ha spiegato come il suo istituto supporterà il Grand Tour delle Marche in modo del tutto innovativo, con grandi personaggi e contenuti di spessore. Chiusura spettacolare con il nuovo video spot di Civitanova Marche realizzato dal regista Paolo Doppieri.
E domani, domenica 7 giugno, ai cantieri Anconetani apre la Mostra “Plastiglomeri, i nuovi fossili”, Port Food nell’area moletti con i cibi marinari della tradizione rielaborati dagli chef locali ed una sorpresa “luminosa” per chiudere la terza edizione.
I menù speciali e le proposte di soggiorno delle strutture aderenti continuano fino al 14 giugno, mentre il 18 è previsto uno speciale evento… a prova di distanziamento, con Giancarlo Orsini.
Porto Recanati scalda i motori e mette in moto la macchina per la “Settimana del Brodetto”. Da oggi, 6 giugno, a sabato prossimo (13 giugno) la cittadina marina aprirà il battenti per dare praticamente il via all’estate.
Si è giunti alla XXII edizione e, come ogni anno, il brodetto di pesce potrà essere degustato al prezzo di 22 euro nei ristoranti aderenti.In più quest'anno sarà possibile usufruire anche del servizio d'asporto, e a chi usufruirà di questo servizio verrà regalato, al momento del ritiro, un bellissimo piatto da portata realizzato per l'occasione dagli organizzatori della manifestazione, cioè il comune di Porto Recanati e l'Accademia del Brodetto.
Il 7 giugno, in diverse città italiane si svolgerà il “Festival dei rondoni”, il quale rappresenta un evento ormai collaudato che si svolge in diverse città italiane la prima domenica di giugno, con lo scopo principale di far conoscere più da vicino quei splendidi volatori che sono i Rondoni.
Questi animali convivono da secoli con l’uomo, in particolare nei centri storici delle nostre città, dove, soprattutto nei mesi di maggio e giugno, grazie ai loro stridii e caroselli, rendono vivi il freddo travertino e i vecchi coppi.
La loro storia si è evoluta con l’uomo, prima della costruzione delle città essi nidificavano in cavità naturali delle rocce o in alberi cavi.
Spesso la loro presenza è considerata quasi scontata dalla maggior parte delle persone, ma dobbiamo ammettere che, pur condividendo con l’uomo gli stessi edifici, in realtà, gran parte della loro vita rimane avvolta nel mistero. Sappiamo che sono degli eccellenti volatori, attraversano il Mar Mediterraneo e il Deserto del Sahara per raggiungere i quartieri di svernamento africani, compiendo un viaggio di circa 10.000 km due volte all’anno. Trascorrono il 90 % della loro vita in volo, tranne durante il periodo di nidificazione; addirittura che dormano in cielo, innalzandosi in gruppi a grandi altezze, per ridiscendere sulle città all’alba. Alimentandosi esclusivamente di plancton aereo (costituito da insetti e altri invertebrati) risultano molto utili all’uomo poiché mangiano anche mosche e zanzare; sono quindi degli ottimi insetticidi naturali!
Purtroppo però questi splendidi signori dell’aria sono in netta diminuzione, soprattutto a causa dei restauri edilizi, che quasi mai tengono conto delle loro esigenze.
Infatti, durante i restauri, quasi sempre le prime file di coppi vengono chiuse con tappi di cemento e anche le buche pontaie con la volontà di impedire l’ingresso ai piccioni. Basterebbe invece ridurre queste aperture a dimensioni tali da renderle inutilizzabili dai colombi e adatte ai rondoni, oltre a pipistrelli e passeri, anch’essi specie utili e protette, benché in diminuzione. A tale proposito, per la loro conservazione, sarà di fondamentale importanza instaurare rapporti di collaborazione con gli ordini degli architetti, ingegneri e geometri, con le imprese edili e con le amministrazioni pubbliche, con l’obiettivo di sensibilizzarli al problema.
Questa specie sta assumendo un interesse conservazionistico tale che, come Associazione APS “Ornitologi Marchigiani” abbiamo proposto alla Regione Marche un progetto per approfondire la conoscenza dei rondoni nelle principali città della Regione, allo scopo di individuare i principali siti di nidificazione e stimarne la loro consistenza.
(Foto di: Mario Maroni)
Il graduale ritorno alla normalità, con tutte le opportune precauzioni per la sicurezza, è testimoniata anche dal ritorno del Mercato della Terra Slow Food, a partire dalla mattinata di domani (sabato 6 giugno) presso il Lido Cluana di Civitanova Marche.
Un ripartenza, dopo lo stop per motivi precauzionali, come da Direttive ministeriali nel picco dell’epidemia da dal Covid19.
Il Mercato della terra è un’iniziativa organizzata dalla Condotta Slow Food di Civitanova in partnership con il Banco Marchigiano-Credito Cooperativo, in collaborazione con la Cooperativa Tarassaco e con il patrocinio del Comune civitanovese, “che – dice Ugo Pazzi, Presidente Slow Food Marche – non vuole essere un mercato qualunque ma una rete di piccoli produttori locali che realizzano eccellenze enogastronomiche coerenti con i principi dello stesso Slow Food: buono, pulito e giusto”.
“Ripartire anche con queste iniziative è un bel segnale di positività per tutto il territorio”, dice Marco Moreschi, DG del Banco Marchigiano.
“Bello tornare a parlare della filosofia che è a monte del Mercato della terra, e che condividiamo appieno, come la sostenibilità, il territorio, la valorizzazione delle eccellenze marchigiane. Così come della possibilità di promuovere reti e sinergie tra le eccellenze del territorio, Noi intendiamo farlo in ogni campo, economico, sociale, del no profit e, ovviamente, anche dell’agroalimentare”.
Pillole di cultura, viaggi nella storia, brevi sketch di spettacoli dialettali e favole a merenda.
È la ricetta del Comune di Caldarola per mantenere vivo l’interesse dei paesani nei confronti delle tradizioni ai tempi del Coronavirus.
Un’offerta culturale che permette, attraverso il sito internet del Comune e diverse pagine Facebook, di godere della vivacità e poliedricità della società caldarolese.
Dopo la riapertura della biblioteca, l’iniziativa “Favole a Merenda” in collaborazione della Fol-Vez, i viaggi nella storia e negli aneddoti che hanno portato ai giorni nostri la bellezza degli edifici storici e dei personaggi caldarolesi, partirà prossimamente “Dialettiamoci Web – Pillole di Marka” pensieri, opere, parole e canzoni della nostra terra a cura della Compagnia Teatrale Fabiano Valenti che con premura ogni anno organizza la rassegna teatrale “Dialettiamoci”.
L’idea è quella di tenere desta l’attenzione sul variegato mondo della tradizione popolare, sulla sua storia e sulle sue dinamiche espressive: che siano poesie, commedie, canzoni, stornelli o filastrocche, l’importante è che ne risulti un concentrato di sapori della marca maceratese e delle proprie tradizioni culturali e sociali.
L’occasione sarà quindi propizia per spaziare all’interno del territorio della marca, propriamente un po’ più della provincia di Macerata, attraverso la proposta recitata di poeti, scrittori e cantastorie del nostro tempo ed anche, molto più, del secolo passato servendosi delle voci di attori o cantori attuali.
La ricerca dei testi è curata da Fabio Macedoni, mentre il montaggio video e la supervisione è affidata a Francesco Facciolli.
La trasmissione del video avrà inizio sabato 6 giugno alle 21.30 e sarà visibile sul sito web del comune di Caldarola, nonché sulla pagina Facebook del comune medesimo; l’orario resterà uguale per tutte le altre puntate che, di sabato in sabato, condurranno al tempo della rassegna Dialettiamoci (il mese di ottobre); anche questa, con molta probabilità, verrà proposta via web.
Con un occhio sempre attento alla cura dell’animo e dello spirito dei suoi concittadini l’Amministrazione Comunale di Caldarola ha sposato di buon grado l’iniziativa virtuale, in attesa di un ritorno alla normalità con i tanti apprezzati spettacoli dal vivo e con la speranza del recupero in breve del tanto amato Teatro Comunale.
Immergersi, anche a distanza, in una Civitanova sempre più aperta ed accogliente. È possibile grazie alla nuova ed innovativa piattaforma digitale messa a punto dal Grand Tour delle Marche, iniziativa sviluppata dall’organizzazione di Tipicità insieme ad Anci (associazione nazionale dei Comuni italiani), che parte sabato 6 giugno proprio dalla più grande città costiera della provincia di Macerata, che nel 2020 ha ottenuto la sua diciassettesima bandiera blu consecutiva.
“La terza edizione di “GustaPorto” - spiega l’assessore al Turismo Maika Gabellieri, nel corso della conferenza lancio dell’evento - racconta una Civitanova crocevia di più regioni, l’Umbria in primis, che vuole dare il primo messaggio di ripartenza turistica a tutta la nazione, lanciando un segnale di ospitalità nel pieno rispetto delle norme anticontagio. Sono orgogliosa della squadra che si è formata, la collaborazione è finalmente corale e coinvolge tutte le componenti. Ringrazio tutti i gruppi e le associazioni che insieme all’amministrazione comunale hanno reso possibile questa sfida che parte dalla nostra città che, con il suo museo di murales a cielo aperto, vanta il porto più colorato d’Italia”.
Sabato 6 giugno, sperimentazione assoluta del software che consentirà la prima asta del pesce da remoto, con consegna a domicilio nell’arco di 60 chilometri a chi da casa si aggiudicherà il prodotto. Sarà il biologo marino Corrado Piccinetti a raccontare una finestra su una tradizione che diventa spettacolo. Alle 11:00, "2020_Odissea dello spazio", Agorà con il giornalista e scrittore Mario Giordano ed i Rettori delle Università, per delineare gli scenari di accoglienza e ospitalità nell’anno di distanziamento sociale.
“Partire con un evento in questo momento è un messaggio forte – ha detto Angelo Serri di Tipicità e Grand Tour delle Marche – ma è una mossa calcolata e sviscerata in ogni sua parte. La piattaforma che forniamo resterà un patrimonio fondamentale, che permetterà da casa di costruirsi non solo il proprio itinerario ma di immergersi virtualmente in esperienze capaci di trasmettere forti emozioni, che poi si potranno vivere realmente scegliendo i luoghi proposti in video e postcast”.
Domenica 7 giugno, al porto ricette marinare e vini del territorio da gustare passeggiando. Nel cantiere Anconetani, Pastiglomeri, mostra di opere d’arte create dal mare con materiale riciclato. In mattinata, l’organizzazione porterà operatori del settore e giornalisti in tour alle cosiddette “vigne del mare”, ovvero gli allevamenti di ostriche in mare aperto.
Inoltre, un contest per i più giovani, che hanno realizzato disegni sul tema del mare e delle atmosfere portuali. I migliori elaborati saranno animati da un pool di esperti per realizzare dei veri e propri cartoon di GustaPorto.
Fino al 14 giugno, speciali proposte di accoglienza con la GustaPorto Week nelle strutture ricettive aderenti, e menu Gustaporto nei ristoranti e nei balneari del circuito.
Non mancherà il piatto tipico “lo polentò co li furbi co’ l’abbiti" in sedici ristoranti e proposte d’accoglienza e soggiorni esclusivi in tredici alberghi e B&B e strutture extralberghiere della città.
Tutte le info sul Grand Tour delle Marche sono reperibili nella piattaforma www.tipicitaexperience.it; sul programma di GustaPorto nel sito internet www.gustaporto.it.
Domenica prossima 7 giugno, vigilia della festa del Santo Patrono, tornano le bancarelle della tradizionale Fiera di San Severino per le vie del centro urbano. Dall’alba al tramonto viale Eustachio, viale Matteotti e tutta l’area della stazione ferroviaria, oltre a un tratto di via San Sebastiano, ospiteranno le bancarelle degli ambulanti.
Si tratta di un altro importante passo nella direzione di un lento ma graduale ritorno alla normalità per la Città di San Severino Marche. Ovviamente sarà rimodulata la disposizione dei banchi per esigenze legate all’emergenza sanitaria da Covid-19.
Il primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, e l’assessore comunale alle Attività Produttive, Jacopo Orlandani, hanno lavorato molto, insieme al Comando della Polizia Locale, per garantire lo svolgimento della manifestazione in sicurezza.
Sarà comunque obbligatorio l’uso delle mascherine mentre per gli ambulanti varranno le stesse regole imposte per il tradizionale mercato settimanale del sabato. Grande attenzione andrà prestata anche al mantenimento delle distanze di sicurezza di almeno un metro tra le persone e agli assembramenti che saranno assolutamente da evitare.
Personale della Polizia Locale e volontari dell’Associazione Carabinieri in Congedo e del gruppo comunale di Protezione Civile saranno impegnati per garantire tutto questo.
Si chiude domani, 4 giugno alle ore 21, con l’ultimo appuntamento on line, il ciclo dei tre incontri in programma sul tema “Adolescenza: costruzione dell’identità, dipendenze, stereotipi nella comunicazione” ideati dall’Assessorato alle Politiche Sociali per l'integrazione e per le famiglie, con specifica delega ai Processi partecipativi e qualità della vita e alla Città delle bambine e dei bambini, del Comune di Recanati in collaborazione con il Comitato di Quartiere Villa Teresa e della Parrocchia Cristo Redentore. Gli incontri, studiati per sostenere la genitorialità e la qualità della vita dei cittadini e delle cittadine, in particolare quella degli adolescenti, si chiuderanno con l’intervento della Prof.ssa Rita Soccio, docente di discipline grafico-pubblicitarie e arte nella scuola media di primo grado. Il tema su cui la Prof.ssa Soccio incentrerà la sua relazione è quello degli stereotipi nella comunicazione pubblicitaria, che tanta parte hanno nella mente dei giovani, fungendo spesso da inarrivabili standard di riferimento. La Prof.ssa Soccio si soffermerà anche su alcuni aspetti della didattica a distanza, che tanto hanno fatto discutere negli ultimi tempi.
“La diffusione di una cultura attenta e disponibile alla cura degli altri, in tutta la cittadinanza, non può che favorire la coesione sociale e il mutuo aiuto, la reciprocità delle relazioni di supporto e la vicarianza nell’esercizio dei ruoli” - ha dichiarato l’Assessora alle Politiche Sociali Paola Nicolini - “per questo puntiamo a coinvolgere concittadini e concittadine, perché siano consapevoli dei modi in cui l’attenzione alle persone, nelle diverse fasi della vita, poggia su una lettura dei loro bisogni e sul supporto gentile da parte di tutti e tutte”.
Nei precedenti incontri, la Dott.ssa Tania Paoltroni, in qualità di ostetrica e di docente all’Università Politecnica delle Marche, aveva relazionato sulle difficili tematiche connesse alle dipendenze; la Prof.ssa Paola Nicolini, psicologa, psicoterapeuta e docente di Psicologia dell’educazione all’Università di Macerata, si era espressa sul tema della costruzione dell’identità nella particolare fase di vita dell’adolescenza.
Le conferenze hanno sempre registrato una vasta partecipazione di pubblico, attento e desideroso di fare domande e di discutere. Un segnale, questo, della necessità di avere punti di riferimento solidi per esercitare al meglio la propria genitorialità e la propria presenza di adulti nella comunità, in modo educativo e consapevole.
L’appuntamento di domani 4 giugno alle ore 21 è aperto a tutta la cittadinanza, in particolare a genitori, insegnanti, educatori e operatori del settore. Si può partecipare collegandosi da computer, tablet o smartphone scaricando la app e usando il link:
https://www.gotomeet.me/AntonioBravi/villa-teresa
Il codice accesso, se richiesto, è: 227-213-277