Castelraimondo non dimentica i soldati italiani caduti in Afghanistan e nelle altre missioni internazionali. Domenica 31 ottobre presso il Parco della Rimembranza, in piazzale Santa Rita, si terrà l’ottava cerimonia di commemorazione di tutti i militari italiani caduti in Afghanistan dal 2004 fino ad oggi nella missione Nato ISAF e nelle altre missioni estere. L’evento è organizzato dal Gruppo Comunale Alpini Val Potenza e dal Comune di Castelraimondo, con il contributo del Consiglio Regionale delle Marche.
Il ritrovo è fissato per le ore 9 e 45, con l’ammassamento degli alpini. Alle ore 10 cerimonia dell’alzabandiera seguita dalla deposizione della corona d’alloro in onore ai Caduti. In questo frangente si leggeranno tutti i nomi dei militari defunti nella missione in Afghanistan e in altre missioni internazionali.
Interverranno le autorità civili e militari. Alle ore 11 celebrazione della Santa Messa (in caso di maltempo la funzione verrà spostata all’interno della chiesa della Sacra Famiglia) e a seguire, alle ore 13, appuntamento alla Gma Ristorazione di Matelica (in via Marco Polo) per il pranzo. La giornata si chiuderà alle ore 17 con l’ammaina bandiera. Per riservare dei posti per il pranzo si possono contattare: Angelo Ciccarelli (presidente del gruppo Alpini Val Potenza) al tel. 348 8245639, Nando Mosconi al tel. 349 7270787 o Tommaso Lucchetti al tel. 335 6158870.
Il Parco della Rimembranza ospita cinquantacinque piante di leccio sempreverdi, in memoria dei militari caduti nell'adempimento del loro dovere, i cui nomi sono incisi nelle lapidi di marmo che adornano la scultura realizzata dallo scultore Fernando Caciorgna.
La città di Civitanova Marche, come ogni anno, il 4 novembre vuole festeggiare la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, ricordando tutti coloro che, anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori che sono rimasti immutati nel tempo, per i militari di allora e anche quelli di oggi.
Quest’anno, in Italia, ricorre anche il centenario della solenne tumulazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria.
"Questo IV Novembre 2021, Festa dell’Unità nazionale e delle Forze armate, assume un valore maggiore perché si celebra il 100esimo anniversario del ‘Milite Ignoto’ nello dello storico viaggio della salma del soldato sconosciuto divenuto simbolo dei tanti caduti durante la Prima Guerra Mondiale". Ha dichiarato il sindaco, Fabrizio Ciarapica presentando la manifestazione del prossimo 4 Novembre 2021.
"Quel 4 Novembre del 1921 – ha proseguito Ciarapica - fu per l’Italia un momento di grande unificazione dopo un periodo durissimo dovuto alla Prima Guerra mondiale che aveva ridotto la nostra nazione in una povertà e una disperazione assoluta e per certi versi trova dei parallelismi con la situazione attuale in cui il Paese ha subito e subisce le perdite e soffre per la tragedia immane dovuta alla pandemia".
"In questa occasione vogliamo ringraziare tutte le Forze dell’Ordine, tutte le donne e gli uomini che si sono sacrificate e si sacrificano per garantire la sicurezza e la libertà a tutti noi cittadini e per onorare il giovane sconosciuto, il Milite Ignoto, che anni fa fu scelto fra 10 salme senza nome e che divenne un simbolo dell’unità ritrovata per tutta la nostra Patria. Un’occasione, questa, di riscoperta della nostra storia – ha concluso il Sindaco - che celebreremo anche in un bellissimo concerto organizzato per l’occasione che andrà in scena venerdì 5 novembre alle ore 21.15 presso il nostro Cine-Teatro Rossini, aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza che, spero, sarà apprezzato".
"Abbiamo voluto organizzare queste celebrazioni del 4 novembre per non dimenticare il sacrificio delle nostre Forze dell’Ordine ma anche per conferire la cittadinanza onoraria al “Milite Ignoto Cittadino d’Italia” come peraltro già fatto con deliberazione nel corso del consiglio comunale n. 15 del 07/05/21, e far conoscere meglio la nostra storia alle giovani generazioni". Ha dichiarato il Presidente del Consiglio, Claudio Morresi principale promotore delle iniziative.
"Oltre alle massime autorità civili e militari – ha proseguito Morresi - infatti il 4 mattina a partire dalle ore 8.45 inizieremo le celebrazioni con ritrovo in Piazza XX Settembre, toccando tutti i luoghi dedicati alla Festa del IV Novembre, comprendendo come sempre anche la Città Alta e alle 10.30 saremo di nuovo in Piazza XX Settembre per conferire la cittadinanza onoraria al Milite Ignoto con moltissimi studenti di tutti gli istituti comprensivi delle scuole medie e superiori della Città che hanno voluto accogliere il nostro invito".
"Una bella festa quella del 4 e 5 novembre per farci stare insieme e riflettere sui valori della nostra Patria, sperando che sia anche l’inizio di una nuova normalità per tutti grazie alla vaccinazione di massa anti covid 19. Una ripresa vera della vita, della socialità e anche dell’economia". Ha concluso il Presidente Morresi.
L’iniziativa promossa dal Gruppo Medaglie d’Oro al Valor Militare d’Italia e dall’ANCI è stata accolta dal Comune di Civitanova Marche èd è stata realizzata in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine: l’Associazione nazionale Carabinieri (ANC), l’Associazione Nazionale Bersaglieri (ANB), l’Associazione Nazionale Finazieri (ANFI), l’Associazione Nazionale di Polizia di Stato (ANPS), l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia (ANMI) e Unione nazionale Ufficiali in congedo d'Italia (UNUCI).
La cerimonia avverrà nel rispetto delle disposizioni anti COVID-19 e alle 10.30 culminerà con una grande manifestazione in Piazza XX Settembre di fronte e sotto il loggiato di Palazzo Sforza.
Un progetto teatrale che intende approfondire il fenomeno della mafia nella contemporaneità, svelando inganni e la sua apparente invincibilità. Sabato 6 novembre alle ore 21:15 e domenica 7 novembre alle ore 18 va in scena al Politeama di Tolentino, "Le belle parole" con Isabella Carloni, Antonio Lovascio e Valentina Illuminati. Una straordinaria e avvincente storia ispirata al saggio "L’inganno della mafia" di Nicola Gratteri, tra i magistrati più impegnati nella lotta alla ‘ndrangheta, e del giornalista e scrittore Antonio Nicaso.
Lo firma Isabella Carloni, con la consulenza scientifica del professor Antonio Nicaso. Il progetto nasce sotto lo stimolo dell’enorme eco suscitato dal festival Noicontrolemafie di Reggio Emilia dove è stata presentata l’anteprima del lavoro. La produzione è di Caracò Teatro di Bologna e della Compagnia marchigiana Rovine Circolari in collaborazione con EmilBanca.
Attraverso la loro vicenda familiare i tre protagonisti sulla scena raccontano il conflitto dell’erede maschile di una famiglia 'ndranghetista tra il senso di appartenenza alla tradizione, a cui è stata costretta suo malgrado la sorella, e il suo desiderio di autonomia dalla famiglia, su cui l’amore interviene a scombinare le carte. Ma l’azione rivela anche la contrapposizione tra il fascino attraente, di fronte alla fragilità del singolo, del potere violento e impunito del clan e il tentativo di ribellione – espresso dalla giovane fidanzata – alle regole omertose e violente nascoste dietro gli apparenti valori del rispetto e dell’onore
. Sullo sfondo la cinica pochezza del potere e l’esigenza tutta contemporanea di una coscienza sociale che nella lotta concreta di ogni giorno, affondi le sue radici in nuovi archetipi per opporsi alla paura e al silenzio indifferente che avvalla soprusi e violenze.
Il libro di Gratteri e Nicaso da cui lo spettacolo prende spunto, svela una serie di “inganni” inerenti al fenomeno mafioso e alla sua apparente invincibilità. A partire da queste sollecitazioni "Le belle parole" indaga, attraverso il teatro, il falso mito di una bontà originaria della mafia, fondata in realtà da sempre su potere e intimidazione e il fascino di un potere che offre ricchezza in cambio di paura e soggezione, ma anche l’inganno sottile che mentre celebra i valori sacri del sangue e della famiglia, in realtà persegue la violenza e la negazione del corpo, primo fra tutti quello femminile.
"Le belle parole" fa parte di un più ampio progetto che intende approfondire la conoscenza del fenomeno delle mafie nella contemporaneità, anche da un punto di vista femminile, e che guarda al linguaggio teatrale come a uno strumento fondamentale per una maggiore consapevolezza di queste tematiche.
Biglietti a partire da 12 euro disponibili al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo, online al seguente indirizzo: clicca qui. Tutte le attività del Politeama si svolgono nel rispetto delle normative per il contrasto del Covid-19, l’ingresso è consentito esclusivamente ai possessori del Green Pass.
Il prossimo appuntamento con il Teatro è per sabato 4 dicembre alle ore 21,15 e domenica 5 dicembre alle ore 18 che vedrà protagonisti Saverio Marconi e Cinzia Pennesi in Accordi.
In occasione della “Giornata mondiale della lotta alla contraffazione per gli studenti”, nell’odierna mattinata si è tenuto, presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico Economico di Macerata, con l’osservanza della normativa anti Covid-19, un momento d’incontro con gli studenti, allo scopo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla tematica, elevando il livello di conoscenza per contrastare efficacemente il fenomeno della contraffazione.
All’incontro, cui hanno assistito circa 200 giovani, erano presenti la Dirigente Scolastica Prof.ssa Ciampechini, il Prefetto di Macerata Ferdani , il Sindaco di Macerata Parcaroli, il Questore di Macerata Trombadore , il Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri Col. Candido ed il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza Col. Falco.
Nel ringraziare la Dirigente Scolastica per la collaborazione, il Prefetto ha sottolineato il ruolo che le istituzioni educative possono svolgere attraverso un’importante attività di sensibilizzazione e comunicazione ai principi della legalità, non acquistando prodotti contraffatti o non sicuri, poiché non rispettano le normative comunitarie o quelle nazionali, a danno di attività imprenditoriali. Il commercio di prodotti contraffatti è un moltiplicatore di illegalità dal momento che crea pericolo per la salute dei consumatori dal momento che i materiali usati non sono sicuri, arreca un danno all'erario, perchè il commercio di tali prodotti avviene in totale evasione fiscale e contributiva e genera un danno al mercato, in quanto fa concorrenza sleale ed infine contribuisce ad arricchire le organizzazioni criminali sfruttando anche il lavoro debole e in nero.
Tutte le Autorità hanno portato il loro indirizzo di saluto ed il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, unitamente ai propri Ufficiali, ha illustrato i compiti del Corpo nella tutela del mercato dei beni e servizi, dove occupa un ruolo di primo piano il contrasto alla contraffazione dei marchi e brevetti, all’immissione in commercio di prodotti non sicuri e alla falsa indicazione dell’origine e della provenienza delle merci, quindi a difesa del made in Italy.
Impedire agli interessi criminali di far ingresso nell’economia legale e salvaguardare, nel contempo, le regole della concorrenza e del mercato: sono questi i due principali obiettivi del Corpo, nella sua instancabile lotta al crimine economico e finanziario.
Lo sforzo operativo della Guardia di Finanza è finalizzato soprattutto a disarticolare l’intera filiera distributiva delle merci contraffatte o insicure, risalendo ai poli produttivi e commerciali, allo scopo di garantire un mercato competitivo, ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizioni eque di concorrenza.
Un capitolo è stato dedicato anche ai fenomeni della pirateria audio-visiva, che avviene attraverso la duplicazione non autorizzata di cd o dvd, senza il consenso del titolare dei diritti, e del download illegale di musica e/o film attraverso internet, reati che causano, anch’essi, grossi danni ai produttori cinematografici e musicali, i quali investono grandi capitali per lanciare nuovi talenti.
Nel corso dell’incontro gli esperti della Guardia di Finanza hanno altresì spiegato ai ragazzi come individuare un prodotto contraffatto, facendo “toccare con mano” alcuni articoli, e come tutelarsi negli acquisti in internet per non incorrere nella rete dei falsari.
Proprio alla vigilia dell’anniversario della grande scossa del 2016, le Marche tornano a tremare: 4.3 a Montefelcino (PU), e rialza la guardia (Leggi qui l'articolo). E la memoria non può non tornare a quei giorni terribili di cinque anni fa. La memoria collettiva ci torna con un rito laico, è il pluripremiato spettacolo di Giorgio Felicetti La Terra Tremano, che torna nel borgo antico di Bolognola, per commemorare i cinque anni dalla grande scossa del 30 ottobre del 2016. E tra il pubblico è atteso il Commissario Straordinario alla ricostruzione Legnini.
“Se c’è una vera storia comune del nostro Paese è storia di terremotati, l’Italia, lo sappiamo è terra “in moto” da sempre, da sud a nord: Belìce, Friuli, Irpinia, Marche e Umbria, Molise, L’Aquila, Emilia Romagna. Ma è sul più forte e intenso terremoto della storia recente, quello del 2016, che la narrazione di questo spettacolo prende la sua forza dirompente. Per qualcuno magari quanto accaduto nel 2016 si è trattato solo di cronaca, ormai sbiadita, dimenticata, cancellata dall’emergenza della pandemia da Covid. Ma chi ha vissuto quel terremoto devastante, sa che è un trauma gigantesco, ancora da risolvere.
Ancora di più oggi, a distanza di cinque anni, quando ormai l’attenzione mediatica si è spenta, ma rimane fortissimo il disagio di queste popolazioni all’interno del cratere sismico.
In realtà, questo di Bolognola, tra i Sibillini, era ed è tuttora un paesaggio bellissimo, con i borghi tra i più belli al mondo. Ora paesi devastati è vero, ma nella gente che qui rimane nonostante tutto, si sente la disperata voglia di ricostruire, di ricominciare. Anche in mezzo a questo fortissimo disagio.
Ed io, da un palcoscenico improvvisato, in mezzo al paese di Bolognola da ricostruire, cerco di dar voce a tutta questa gente rimasta ammutolita: sono personaggi a testa in giù: un pastore di Amatrice che vive sotto le stelle, un giovane padre di Arquata che vive sopra la faglia, un vecchio montanaro costretto a vedere il mare da una roulotte, uomini donne in fuga dai loro paesi, i bambini di Pescara del Tronto, tutte voci strappate da questi luoghi bellissimi.
Ne viene fuori una specie di urlo potente, un’invocazione, una preghiera, una lettera aperta, scritta proprio con le lacrime e la forza di chi, nonostante tutto, resta ancora aggrappato alla sua terra.
Il progetto per lo spettacolo è nato subito dopo il sisma del 2016, sono venuto qui, nei luoghi della devastazione. Il primo lavoro è stato quello dell’ascolto di tante persone che hanno vissuto il terremoto. Ho incontrato i protagonisti della tragedia. Ho raccolto testimonianze e racconti in diretta dai luoghi dove vivevano gli “sfollati”, gli “spaesati” trasferiti a forza in hotel, camping, container.
È la storia di tante vite cambiate, per sempre. Così come il paesaggio, umano. Ho scritto un testo teatrale, quindi allestito lo spettacolo, che ha debuttato in anteprima a Milano, poi ha girato nei teatri, e poi nei luoghi del cratere sismico, compreso l’epicentro: Visso, Castelsantangelo, Ussita, Campi di Norcia, Montemonaco, Arquata, San Ginesio, Caldarola, e un ferragosto di due anni fa, un evento memorabile proprio quassù, a Pintura di Bolognola.
Abbiamo coinvolto le popolazioni residenti e resistenti, per cercare di elaborare insieme questo lutto enorme, collettivo, e per capire insieme com’è cambiato, e come cambierà ancora il paesaggio umano ed ambientale nel centro Italia, dopo il sisma. Per far questo, dovevamo entrare delle comunità rimaste.
E sabato, saremo a ravvivare la memoria proprio in uno dei borghi più colpiti: a Bolognola. Nello spettacolo io cerco di rappresentare tutti i sentimenti, le emozioni, gli stati d’animo di chi ha vissuto il terremoto: sconcerto, rabbia, disillusione, speranza, paura, gioia, spaesamento, smarrimento, realismo, voglia di andare comunque avanti.
Qui torniamo veramente al senso più antico del teatro, a quel rito primordiale, a quel senso vero di una comunità che si ritrova per ascoltare la propria storia, il proprio destino, per l’elaborazione del lutto e del proprio dolore; è una vera catarsi collettiva.
Alla fine, come ogni volta, si scioglierà tutto in un grande abbraccio liberatorio, sarà per tutti, come un viaggio alla casa bella della vita di prima.
C’è forte adesso, la voglia di andare avanti, oltre le macerie. Oltre la rabbia. In questi luoghi dell’Appennino, nel centro dell’Italia, in mezzo e sopra la natura, si può vivere, perché è bellissimo. Ma è urgente e necessario scegliere come farlo. Allora noi diciamo che è il tempo di raccontare questa storia. Perché riguarda tutti noi. Nessuno escluso. Questo bisognerebbe ricordarlo bene: i terremoti in Italia non riguardano solo chi li ha già vissuti.
L’Orchestra Filarmonica Marchigiana suona finalmente a teatro con il pubblico in presenza. Si riparte esattamente da dove si era arrestata la stagione sinfonica precedente a causa dell’inizio della pandemia, a marzo 2020.
Un nuovo inizio con un concerto da non perdere: l’esibizione di Stefan Milenkovich con lo straordinario programma dedicato a Ludwig van Beethoven. Acclamatissimo dal pubblico internazionale e “adottato” da quello marchigiano, torna ad esibirsi a Macerata il grande violinista di Belgrado.
Appuntamento al Teatro Lauro Rossi sabato 30 ottobre alle ore 21 con l’esecuzione del Concerto per violino e orchestra in re magg., op.61 di Beethoven, un capolavoro che rappresenta l’archetipo dei grandi concerti romantici per violino, il modello al quale avrebbero fatto riferimento in seguito Mendelssohn, Schumann, Brahms e Čajkovskij. Nessuno prima di Beethoven, neanche Mozart, aveva investito il violino di un ruolo così importante. Il Concerto per violino e orchestra in re magg. è una composizione del tutto originale, dove il linguaggio ereditato dalla tradizione classica è trasfigurato da tensioni espressive e accenti nuovi ed ogni idea scaturisce direttamente dalle caratteristiche peculiari dello strumento solista, per poi svilupparsi attraverso il medium orchestrale nella dimensione e nello spirito della sinfonia.
Il capolavoro del genio tedesco viene introdotto dalla Simple Symphony, op. 4 per orchestra d’archi di Benjamin Britten, con il Primo violino concertatore Alessandro Cervo. Quest’opera giovanile contribuì in modo determinante all’affermazione del talento inglese. Il musicista, appena ventenne, impiegò in questa sinfonia gli elementi lessicali più svariati – dal formulario della suite di danza barocca, agli schemi formali del sonatismo classico, dalle danze tradizionali del folklore britannico ai malinconici languori del tardo romanticismo fino alle ardite combinazioni ritmiche novecentesche – fondendoli perfettamente tra loro e restituendoli in modo “simple”, con un accattivante senso di freschezza, di naturalezza e di giovanile entusiasmo, quasi fossero stati da lui scoperti per la prima volta.
L’appuntamento di sabato 30 ottobre apre a Macerata la stagione dei Concerti d’autunno della FORM, “colonna sonora delle Marche”: serate musicali per riabbracciare il pubblico, anticipando la stagione sinfonica invernale che partirà con il tradizionale Concerto per il Nuovo Anno 2022.
In occasione della Giornata nazionale del trekking urbano domenica prossima (31 ottobre) la Pro Loco e il Comune di San Severino Marche organizzano una “Caccia al tesoro ai tesori custoditi nella città”. Il ritrovo è previsto per le ore 15 in piazza Del Popolo sotto al palazzo Comunale. Per info e prenotazioni tel. 0733638414
Si racconta che nel XVII secolo una persona del posto vagabondò per il borgo alla ricerca di tesori nascosti anche con l’ausilio delle arti magiche. Il suo nome era Severino Bergamini. L’iniziativa consentirà di ripercorrere con lui la sua incredibile storia e partecipare a una vera e propria caccia ai tesori custoditi nel centro storico che stupiscono, da sempre, per la bellezza e la varietà delle epoche che abbracciano.
Sarà un vero e proprio tuffo nella storia che permetterà di assaporare tradizioni e segreti di una terra davvero unica.
L’itinerario partirà dall’incantevole piazza Del Popolo per poi proseguire lungo le pittoresche vie del centro e fino a raggiungere il suggestivo borgo medievale del Castello al Monte.
Tempo di percorrenza circa 3 ore, lunghezza del percorso di circa 2 chilometri. La difficoltà sarà medio bassa.
La Giornata nazionale del trekking urbano è una manifestazione ideata nel 2002 in collaborazione con l’associazione nazionale guide turistiche. Quest’anno toccherà 76 Comuni. Giunto alla sua diciottesima edizione, l’evento risponderà al tema: “Una sana follia. Alla scoperta del territorio attraverso i suoi bizzarri personaggi”.
In occasione della festività di Ognissanti il museo Palazzo Ricci rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico anche lunedì 1° novembre con orario 10.00 – 13.00 e 15.30 – 18.30.
Come di consueto sarà possibile visitare gratuitamente la collezione permanente di arte italiana del Novecento della Fondazione Carima, che comprende opere pittoriche e scultoree dei maggiori artisti del XX secolo senza preclusioni di stile.
Dai grandi nomi del primo e secondo Futurismo quali Boccioni, Severini e Balla ma anche Depero, Prampolini e Pannaggi alla Metafisica di De Chirico. Dagli orientamenti del gruppo Novecento alla Scuola Romana con artisti della levatura di Scipione, Mafai e Raphaël. Dagli esponenti del gruppo Corrente alle ricerche astratte. Dall’universo informale di Burri e Fontana alle evoluzioni della Pop Art con Schifano, Festa e Ceroli.
Un consistente nucleo di sculture, inoltre, documenta le ricerche plastiche del secolo scorso: da Rosso, figura di congiunzione tra Ottocento e Novecento, a Martini, Fazzini e Basaldella. Dai grandi del dopoguerra, quali Cascella, Mannucci, i fratelli Pomodoro e Messina a Greco, Vangi e Manzù.
Fino al 9 gennaio, inoltre, negli spazi espositivi al piano terra è allestita la mostra temporanea “Fare Libero” di Maurizio Prenna, promossa dalla Fondazione Carima con il patrocinio della Regione Marche e del Comune di Macerata, che sta riscuotendo grande apprezzamento da parte dei numerosi visitatori.
L’artista, nato a San Severino Marche ma residente a Roma da diverso tempo, ha fatto ritorno nella propria terra d’origine per raccontare vent’anni di carriera attraverso la propria produzione artistica.
Le sezioni in cui è articolata la mostra, curata dal Direttore di Rai 1 Stefano Coletta, restituiscono la poliedricità di Maurizio Prenna, che ama sperimentare tecniche diverse, utilizzare una pluralità di materiali e ricorrere a più codici espressivi. I lavori esposti, infatti, sono per la maggior parte composizioni a tecnica mista frutto di un’intensa e continua ricerca che ha sempre caratterizzato il suo percorso artistico, il cui minimo comun denominatore è appunto il fare. Un fare che è competenza, esperienza, libertà, materializzazione del pensiero creativo ed espressione di sé.
I quadri, le sculture e le opere grafiche in esposizione consentiranno ai visitatori di compiere un viaggio alla scoperta della poetica eclettica dell’artista, ma anche dentro loro stessi poiché offrono numerosi spunti di riflessione e attraversano l’intero spettro dei sentimenti umani. Come sottolinea lo stesso Maurizio Prenna “Se c’è la voglia di entrare in relazione con le emozioni profonde che ci appartengono, ciascuno può ritrovare qualcosa di sé stesso e andare a casa cambiato”.
In particolare, in questi giorni di fine ottobre in cui vengono ricordati i tragici eventi sismici che cinque anni fa hanno colpito il territorio maceratese, una sezione della mostra è dedicata proprio a quel terremoto, che l’artista ha vissuto in prima persona perché si trovava a Tolentino in visita ai familiari. Queste opere sono in grado di fissare la drammaticità di quei momenti narrando un aspetto particolarmente doloroso del sisma, vale a dire la perdita della casa. Si tratta, come spiega Maurizio Prenna, di “Quadri che sono porzioni di pareti, sfregiate, su cui sono appesi oggetti della quotidianità che il terremoto ha strappato alla loro collocazione naturale. Simboli di una vita fermata che raccontano la tragedia del presente ma ricordano anche la storia di ambienti e persone”.
L’Amministrazione comunale in questi giorni è a lavoro per l’organizzazione e la promozione delle iniziative che andranno a comporre il programma del Natale 2021 a Macerata con l’obiettivo di proporre attività aggregative attraverso la valorizzazione dei luoghi, degli spazi, della cultura, della tradizione e del folklore, capaci di fornire diversificate opportunità di partecipazione, divertimento e approfondimento culturale.
Tra gli obiettivi principali c’è quello di coinvolgere, come avvenuto lo scorso anno, tutti i soggetti associativi e istituzionali in diverse attività finalizzate alla qualificazione dell’animazione turistica, culturale e commerciale nel pieno rispetto delle norme anti-contagio. Si stanno raccogliendo diverse proposte del mondo associativo cittadino, alcune delle quali verranno tradotte in attività e manifestazioni che formeranno il cartellone natalizio.
Non mancheranno l’albero di Natale in piazza della Libertà e le tradizionali luminarie che, dal centro alle frazioni, vestiranno di luce e di festa la città contribuendo a far vivere, in un clima di condivisione e partecipazione, tutte le bellezze di Macerata in modo armonioso.
«Ci auguriamo che questo possa essere il Natale della rinascita e della coesione sociale ma soprattutto il momento in cui i maceratesi si riappropriano pienamente degli spazi della città dal centro storico alle periferie – è intervenuto il sindaco Sandro Parcaroli -. Con sentimenti di ottimismo e di fiducia l’auspicio è che il poter vivere la normalità non sia più un miraggio ma un sogno che si avvera».
«Ci siamo fatti totalmente carico delle luminarie natalizie che andranno a vestire di luce e festa la città – ha spiegato l’assessore al Turismo e ai Grandi Eventi Riccardo Sacchi – per non gravare sugli operatori commerciali in questo delicato momento di ripartenza, convinti che rendere Macerata ancora più bella, brillante e vivibile contribuirà a valorizzare le sue bellezze e i suoi luoghi simbolo. Stiamo inoltre lavorando per stilare il calendario degli eventi, delle iniziative e degli appuntamenti ed entro novembre renderemo pubblico».
Gli esperti del Cai, il Club Alpino Italiano, lo hanno già ribattezzato come l’Anello del Monte San Pacifico. Si tratta di un percorso di livello escursionistico, quindi di media difficoltà, che attraverso sentieri che partono da luoghi diversi, arriva a due siti simbolo del territorio: la Buca del terremoto e la chiesa della Madonna del Monte.
In tutto tre nuove camminate, tracciate sulle mappe con i numeri 205, 206 e 206A, che i soci del Cai hanno voluto aprire ufficialmente dandosi appuntamento, nei giorni scorsi, per una passeggiata inaugurale che ha richiamato a sé appassionati d’escursionismo da San Severino Marche ma anche da Treia, Macerata e Fermo.
“I tre nuovi itinerari – spiega Marino Scattolini, presidente del Cai settempedano – da secoli rappresentano il punto di incontro tra le genti di queste terre”. Ogni sentiero è un itinerario autonomo e può essere percorso nei due sensi di marcia. Il sentiero 205 da ponte Sant’Antonio arriva alla chiesa della Madonna del Monte mentre i sentieri 206 e 206A, essendo collegati tra loro, possono anche essere percorsi proprio come un giro circolare salendo da un sentiero e scendendo dall’altro essendo peraltro poco distanti.
Suggestivi gli arrivi finali: la Buca del terremoto è una grande voragine generatasi migliaia di anni fa, probabilmente per lo sprofondamento della volta di una cavità carsica. Secondo la leggenda la cavità sarebbe stata formata dagli effetti devastanti di un grande terremoto da cui deriva, appunto, il nome. La chiesa rifugio di Madonna del Monte, invece, fu costruita sul luogo di un precedente piccolo rifugio nei primi anni del Settecento per volontà e con le offerte degli abitanti di Villa d’Aria e Castel San Venanzio, due piccole località di Serrapetrona. Il luogo di culto, inaugurato il 5 agosto del 1714, giorno della festa della Madonna della Neve, è chiamato anche così dalla gente del posto.
Il sentiero escursionistico 205 prevede la partenza dal parcheggio di ponte Sant’Antonio. Si prosegue attraverso il suggestivo sentiero naturalistico delle Grotte di Sant’Eustachio su quelli che furono i passi della via Lauretana. Poi si imbocca il Fosso del Cerreto fino alla sorgente dell’Acqua d’oro superata la quale, proseguendo per il fondo valle e fino a un’ultima ripida salita, si aggiungerà alla destinazione finale. La lunghezza del percorso, di sola andata, è di quasi 5 chilometri con un dislivello di 550 metri e una quota massima di 780 metri.
Il sentiero escursionistico 206 parte dal santuario di San Pacifico e sale fino a una quota di circa 780 metri con un dislivello di 405 metri e una lunghezza totale, sempre di sola andata, di poco inferiore ai 4 chilometri.
Il sentiero escursionistico 206A, infine, parte dal parcheggio del crossodromo di San Pacifico e percorre un tratto pietroso fino a una strada forestale che entra nel bosco e prosegue fino ai Pantanacci. La passeggiata proseguirà fino alle grandi pale eoliche che tracciano lo skyline della zona. Oltre queste si prosegue su un falsopiano su di una sterrata che arriva fino alla meta finale. La passeggiata in quest’ultimo caso supera i 5 chilometri complessivi, sempre di sola andata, con un dislivello di 420 metri e una quota massima di 800 metri.
Una ripartenza da paura, sotto il segno di Halloween, per il dopocena de La Serra, il fantastico laboratorio di Cucine e Musica, punta di diamante nel mondo dell'intrattenimento che va da Civitanova Marche all'intero territorio marchigiano.
Ben confezionato sotto un benagurante color arancione che nel linguaggio dei fiori rappresenta l'allegria. A spiegarlo con l'entusiasmo di sempre è Aldo Ascani, direttore artistico e creativo di questa particolarissima ed unica stuttura nel suo genere.
"Prima di definire quale sarà il percorso artistico di questa stagione 2021-2022 ho voluto sbizzarrirmi nell'entità mostruosa della festa del "dolcetto o scherzetto" spalmandola in tre giorni, dal 29 al 31 ottobre, con ben cinque eventi diversi, al motto di "Halloween chiama Halloween"
Ci riprendiamo il venerdì sera 29 ottobre, che per l'occasione abbiamo chiamato Trick or Treat. Protagoniste delle Streghe Capricciose in una cena spettacolo maliziosamente "mostruosa" a cui seguirà un dopocena con dj. Sabato 30 è diventata per l'occasione "Spiriti Liberi" con una cena spettacolo che abbiamo affidato a Oriano e Alessandrino. Un duo storico, ormai una garanzia. A seguire un dopocena dove finalmente si potrà ritornare a ballare. Super domenica 31 ottobre, con tre proposte dove il tema di partenza sarà "Questo è Halloween" a pranzo con la musica live di Gloria Turrini, una fantastica cantante ravennate, acclamatissima nei migliori club italiani, con il suo trio. A seguire un interminabile Halloween Party dalle 17,30 con l'aperitivo lungo in Serra tutto suonato da Danny Losito dei Double D in coppia a Gianluca J. E per concludersi nel dopocena, fino alle 2 di notte dove tutto può accadere. Ovviamente con tanti dolcetti o scherzetti".
Una ripartenza ben costruita dove nessun particolare è lasciato al caso e soprattutto nel rispetto di tutte le norme anticovid previste. Dall'ingresso con Green Pass in poi.
Per info e prenotazione 0733 520 644
La Serra è dopo la rotatoria sud a Civitanova Marche, in via Aldo Moro, 70. Disponibile ampio parcheggio riservato.
Una tre giorni di arte e cultura, quella alle porte a Macerata, che consentirà di trascorrere le festività dei Defunti e Ognissanti tra tante iniziative e visite alle mostre allestite nei contenitori culturali della città e ai Musei civici di Palazzo Buonaccorsi.
“Abbiamo lavorato intensamente - afferma l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta - perché questo weekend di festa, all’insegna della cultura, sia denso di appuntamenti per accogliere cittadini, turisti e visitatori con appuntamenti per tutte le età. Dai concerti ai laboratori passando per mostre ed esposizioni; dopo una stagione estiva che ha fatto registrare numeri importanti, ci auguriamo che Macerata continui a essere viva e propositiva a livello culturale confermando la sua potenza attrattiva e catalizzatrice”.
Si inizia giovedì 28 ottobre con un piccolo “aperitivo”, ovvero l'ultimo appuntamento a Palazzo Buonaccorsi con l’artista Fabrizio Cotognini. Sarà un'occasione per le scuole per scoprire la mostra “The Flying Dutchman” - prolungata per le festività fino al 1° novembre rispetto al crono programma iniziale – immergendosi nell’arte e nell’immaginario dell’artista. Il laboratorio si terrà dalle 9 alle 11. Il workshop è accessibile gratuitamente, previo acquisto del biglietto di ingresso al museo, con la possibilità di usufruire di quello ridotto di 3 euro per le scolaresche degli istituti secondari di primo e secondo grado del comune di Macerata.
In “The Flying Dutchman” Fabrizio Cotognini offre la sua visione dell'Olandese Volante, archetipo per antonomasia di chi per superare i limiti sfida sé stesso e Dio, con un tracciato narrativo che si snoda tra le sale del piano nobile di Palazzo Buonaccorsi. La mostra, attraverso un percorso immersivo costituto da disegni, sculture e installazioni, propone una trasposizione concettuale di un’opera letteraria storica, sulla scorta delle varie rappresentazioni e interpretazioni che sono state attribuite nel tempo a l’Olandese Volante.
Nella sale espositive temporanee che affacciano sul cortile del settecentesco palazzo maceratese, un’altra mostra da non perdere. Si tratta di “FreeType” di Lorenzo Marini, curata da Sabino Maria Frassà che ha inaugurato “Contemporanea.mente”, la prima rassegna sul Contemporaneo organizzata dall’assessorato alla Cultura e dai Musei civici. Lorenzo Marini ha creato per le Marche - la mostra si snoda contemporaneamente in due importanti spazi espositivi, il Palazzo Buonaccorsi di Macerata e il Politeama di Tolentino che ospitano 20 opere ciascuno - inediti che esplorano l’utilizzo delle lettere e del colore in opere mixate con media differenti facendo riflettere sulle modalità di comunicazione dettate dalla ricerca di nuovi caratteri alfabetici fondati sulla giocosa concettualità dell’artista. La mostra sarà visitabile fino al prossimo 14 novembre.
Da palazzo Buonaccorsi allo Sferisterio per godere, oltre che della straordinaria bellezza dell’Arena, anche degli “scatti” della personale di Daniele Duca “Da vicino”. La mostra, allestita nel Corridoio Innocenziano, presenta una serie di foto di oggetti – grucce, penne, trame di tessuti, pasta, peperoni – che, privati del loro contesto, diventano delle nature morte contemporanee.
Cucchiai che assomigliano ad alberi, un soffione doccia che prende le sembianze di un serpente, forbici che sembrano occhi. Immagini nelle quali le luci giocano con le ombre e fanno apparire ciò che vogliamo vedere, superando ogni riferimento esclusivamente didascalico. Oggetti privati dal loro contesto, fotografati su sfondi neutri in modo da apparire quasi come delle nature morte contemporanee, come nella migliore tradizione della fotografia still-life.
Alla Biblioteca Mozzi Borgetti, sempre per la rassegna “Contemporane.mente”, sabato 30 ottobre (al mattino alle 10, 11 e 12 e nel pomeriggio dalle 16 alle 18 con prenotazione obbligatoria da effettuare compilando il form https://forms.gle/voCnde5x7Lr9WPph9), sarà visitabile la mostra “Crepita la carta. Libri e Vertigini di Emilio Villa” ideata e organizzata dall’artista romano Fabio Orecchini. Nelle antiche teche si potranno ammirare curiosi oggetti poetici, libri d’artista unici e perlopiù introvabili, e rare carte manoscritte sparse e disperse dell’immaginario villiano.
Nella galleria Scipione infine, nell’ambito della rassegna Contemporane.mente” si potrà ammirare l’opera “IN DOMUM” dell’artista marchigiana Adinda-Putri Palma, vincitrice nel 2019 del bando nazionale “Per chi crea” promosso dal MIBACT e gestito da SIAE, presentato dall’Associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi di Macerata, e che quest’anno la redazione di “Arte” ha selezionato tra le venti giovani promesse per la ventunesima edizione del prestigioso Premio Cairo. Dopo essere stata esposta lo scorso anno a Matelica e a Recanati, la suggestiva e imponente opera è arrivata a Macerata, dove vi rimarrà fino al 13 novembre.
Il 30 e 31 ottobre aperto anche l’Ecomuseo delle case di terra di Villa Ficana con orario 14 – 19 (chiuso lunedì 1° novembre).
Fino a domenica 31 ottobre gli orari di apertura di Palazzo Buonaccorsi, Sferisterio e Infopoint Macerata sono, al mattino dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.30 mentre le visite guidate della Torre Civica sono alle 10.30, alle 12, alle 15, alle 16 e alle 17.
Lunedì 1 novembre tutti gli spazi saranno eccezionalmente aperti in occasione delle festività osservando il nuovo orario in vigore fino a marzo (10 - 13 e 15 -17.30). Per il resto del mese, sempre fino a marzo, Palazzo Buonaccorsi, Sferisterio, Infopoint Macerata e Torre Civica saranno aperti dal martedì alla domenica e le visite guidate della Torre Civica ci saranno dal martedì alla domenica alle 10.30, alle 12, alle 15 e alle 16.
Sul fronte laboratori, sabato 30 ottobre in calendario l’incontro - organizzato in due turni alle 15 e alle 17 - promosso nell’ambito del progetto STEAM per bambini dai 7 agli 11 anni. Obiettivo avvicinare i più giovani alla lettura come strumento di costruzione del pensiero critico e creativo, di sviluppare capacità comunicative e relazionali, aumentare fantasia, logica e pensiero computazionale per rafforzare le soft skills più importanti, valorizzare la capacità di collaborare con gli altri per raggiungere uno scopo comune e infine fare entrare in relazione bambini e bambine con materie scientifiche e tecnologiche.
Per partecipare all’incontro STEAM gli interessati possono iscriversi all'indirizzo: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-steam-in-biblioteca-30-ottobre-197011505717
Saranno tutti aperti anche lunedì primo novembre i musei del circuito “Infinito Recanati” (Villa Colloredo Mels, Museo Emigrazione Marchigiana, Torre del Borgo, Museo della Musica, Museo Beniamino Gigli), in un ponte, quello di Ognissanti, all’insegna della cultura e di tante iniziative per scoprire i musei civici e il centro storico di Recanati. Questo il programma:
Sabato 30, domenica 31 ottobre, lunedì 1 novembre alle ore 12.00 si terrà il percorso teatralizzato “Infinito Experience”, in compagnia di un attore che nei panni di Giacomo Leopardi racconterà la sua infanzia e fanciullezza a Recanati (partenza dall’Ufficio Turistico di via Leopardi). Sempre sabato 30 ottobre, alle 16.15, si terrà la visita guidata a tema musicale “Recanati... in quattro quarti”, alla scoperta del Teatro Persiani, del Museo Beniamino Gigli e del nuovo Museo della Musica (partenza dalla Torre del Borgo).
Domenica 31 ottobre, alle ore 10.00, al museo civico di Villa Colloredo Mels è prevista “Lorenzo Lotto, tra arte e fede”, visita guidata ai quattro capolavori del Maestro Rinascimentale custoditi a Villa Colloredo Mels: Polittico di San Domenico, Trasfigurazione, San Giacomo Maggiore e Annunciazione. Già tutto esaurito invece per il doppio appuntamento di domenica con il laboratorio d'intaglio della zucca di Halloween.
Lunedì 1 novembre, alle 10.30, si terrà infine una visita guidata alla Sezione Leopardiana di Villa Colloredo Mels, alla scoperta della preziosa collezione Leopardiana del Comune di Recanati.
Il Comando della Polizia locale di Macerata, nell’ambito del progetto di Educazione stradale rivolto alle scuole, ha ospitato il primo incontro riservato agli studenti delle terze medie del Convitto nazionale.
La lezione - alla quale hanno assistito anche gli assessori alla Scuola e alla Sicurezza, rispettivamente Katiuscia Cassetta e Paolo Renna - la prima di una serie che si prolungherà per tutta la settimana, è iniziata con la visita alla sala operativa e alle altre varie sezioni del Comando per poi entrare nel vivo della “materia”. Il vice comandate Fabrizio Calamita, il sostituto commissario Mariapia Marrocchella e l’agente Luca Toso, anche con l’ausilio di alcune slides, hanno fornito agli studenti nozioni di base sui principali temi di educazione stradale con l’obiettivo di stimolare nei ragazzi una coscienza civica della circolazione attraverso la consapevolezza di condotte sicure da tenere durante la circolazione a piedi, in bicicletta e con il ciclomotore.
Il corso di educazione stradale è servito da input per una futura e possibile collaborazione in materia di legalità, rispetto delle regole e sicurezza.
Questa mattina la Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus e il Comune di Pieve Torina hanno inaugurato, con una grande festa, il nuovo Palazzetto dello Sport donato ai bambini e alle famiglie del Comune marchigiano distrutto al 90% dal sisma del 2016.
Si tratta di una struttura all’avanguardia collegata alle scuole elementari e medie, ma pensata anche come spazio di aggregazione e socializzazione per i cittadini di tutte le età. È una costruzione di 740 metri quadrati suddivisi su due livelli con un campo da pallavolo, cesti per la pallacanestro, una arrampicata di 8 metri e una sala superiore adibita a palestra.
L’inaugurazione è stata aperta da Mariavittoria Rava, Presidente della Fondazione Francesca Rava N.P.H. Italia Onlus che ha ricordato le vittime del sisma e le terre devastate, ma anche l’impegno senza sosta della Fondazione nella ricostruzione e nella vicinanza alle popolazioni più colpite, con la consegna di 8 scuole nelle Marche e in Umbria, di cui l’ultima nel 2018 proprio a Pieve Torina. Traguardi importanti raggiunti grazie al prezioso aiuto di volontari, donatori e aziende amiche e alla collaborazione con le Istituzioni.
Il Sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci con la Presidente della Fondazione, Mariavittoria Rava, i donatori e gli studenti hanno tagliato il nastro insieme a Fabrizio Curcio, Capo Dipartimento Protezione Civile, Francesco Acquaroli, Presidente della Regione Marche e tanti sindaci del territorio e Andrea Zorzi ex pallavolista e due volte Campione del mondo con la “Generazione di Fenomeni”. L’inaugurazione si è conclusa con l’esecuzione dell’Inno Nazionale.
Zorzi ha inaugurato la nuova struttura palleggiando con le ragazze della squadra di A2, CBF Balducci di Macerata e i ragazzi delle scuole medie di Pieve Torina e di Visso. Altri giovani hanno giocato a basket e si sono arrampicati alla parete.
“Quella di oggi è una data importante per Pieve Torina e per tutta l’area alto maceratese - sottolinea il sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci -: 5 anni fa abbiamo subìto un sisma devastante che ha distrutto case e piegato l’economia di un intero territorio. Ma non ha scalfito il nostro spirito e il desiderio di tanti di voler rimanere qui, nelle terre in cui siamo nati".
"È con questa convinzione che ci siamo adoperati, sin da subito, per porre le basi per una ripartenza vera - ha aggiunto il primo cittadino -. E l'inaugurazione del nuovo Palazzetto dello Sport, struttura all’avanguardia pensata come spazio di aggregazione e socializzazione per i cittadini, realizzata grazie al prezioso aiuto della Fondazione Francesca Rava, da sempre concretamente vicina al nostro territorio, rappresenta non un punto di arrivo ma un’occasione per rilanciare la nostra volontà resiliente, fatta di tenacia, determinazione, voglia di costruire un futuro”.
Francesco Acquaroli, Presidente Regione Marche, ha definito la giornata di oggi come un "esempio concreto della ricostruzione in atto", mentre Andrea Zorzi sottolinea come il nuovo palazzetto dello sport sarà una "nuova piazza aperta a tutti".
In occasione del settecentesimo anniversario della morte di Dante Alighieri, Casa Leopardi ne omaggia la memoria mostrando al pubblico, per la prima volta, l’autografo originale del canto "Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze" e alcune preziose edizioni della Commedia. L’esposizione, allestita nella Sala dei manoscritti della Biblioteca Leopardi, si potrà visitare da venerdì 29 ottobre fino al 30 gennaio 2022.
La Divina Commedia fu oggetto degli studi di Giacomo, dei suoi fratelli e del padre Monaldo. Dell’autore fiorentino il poeta recanatese fu un lettore appassionato e un profondo conoscitore. “...Perché lo stile di Dante è il più forte che mai si possa concepire, e per questa parte il più bello e dilettevole possibile? Perché ogni parola presso lui è un’immagine.” (Da Zibaldone 2041,1 – 3 Nov. 1821)
“Per la nostra famiglia è un grande piacere poter dare l’opportunità al pubblico di fruire dei tesori presenti nella biblioteca che ha visto formarsi Giacomo. – Ha affermato la contessa Olimpia Leopardi discendente del Poeta - Vorremmo offrire ai visitatori la possibilità di calarsi nei panni del giovane lettore e di provare a riscoprire il suo stupore fanciullesco, quello che coglie tutti noi di fronte ad un’opera che ha plasmato l’immaginario collettivo".
"In Dante Giacomo vede quell’ideale di poeta e scrittore che fonda la lingua italiana, ma non riesce ad immedesimarsi in lui fino in fondo, non può ritenerlo un padre putativo, troppo differenti le loro sensibilità di uomini e poeti - aggiunge la contessa Olimpia -. Quando è in visita a Ravenna, sulla tomba del sommo Alighieri, Giacomo confessa di non aver provato emozione, di non aver pianto. Cosa che invece gli capitò su quella di Tasso dove, scrive, provò 'il piacere delle lacrime'. E questo perché egli sentiva più vicino al suo animo la fragilità di Tasso, rispetto alla forza di Dante. Dante è un soggetto forte per il quale Leopardi prova soprattutto un sentimento di ammirazione, ma non si identifica con lui, così come avviene con altri”.
Talmente importante è la figura di Alighieri da venir citato a più riprese negli scritti leopardiani e da aver ispirato uno dei suoi canti giovanili. "Sopra il monumento di Dante che si preparava in Firenze" fu composto tra il settembre e l’ottobre 1818 a Recanati, pubblicato nello stesso anno, e prende spunto dal progetto di erigere un monumento a Dante in Santa Croce a Firenze; il tema centrale del canto è il degrado e l’abbandono in cui giace l’Italia.
La canzone si rivolge agli esecutori del progetto, prima di indirizzarsi allo stesso Dante al quale il poeta mostra lo stato in cui si trova attualmente l’Italia, preda di potenze straniere che la derubano, portando oltralpe statue, quadri, libri.
Soprattutto, queste potenze costringono il popolo italiano a morire per una guerra che non gli appartiene: in una chiara allusione ai soldati della penisola italiana morti nella campagna napoleonica condotta in Russia nel 1812, Leopardi li vede perduti lontano, abbandonati nel gelo dell’inverno russo. D’altronde, egli è molto chiaro a tal proposito in una lettera del 21 aprile 1820, indirizzata a Pietro Brighenti.
Brighenti aveva intenzione di ristampare le due Canzoni, "All’Italia" e "Sopra il monumento di Dante", e Leopardi nella lettera spiega di aver messo in versi la scena della campagna napoleonica, significando altro, e cioè la situazione italiana sotto la Restaurazione post 1815, di cui non avrebbe potuto parlare: “Quelli che presero in sinistro la mia Canzone sul Dante, fecero male, secondo me, perché le dico espressamente ch’io non la scrissi per dispiacere a quelle tali persone, ma parte per amor del puro e semplice vero, e odio delle vane parzialità e prevenzioni; parte perché non potendo nominar quelli che queste persone avrebbero voluto, io metteva in iscena altri attori come per pretesto e figura”.
La scelta di Dante quasi come destinatario dei versi non è casuale in quanto, nell’autore della Divina commedia, Leopardi vede il più grande poeta italiano, un poeta che ha saputo coniugare nella sua opera impegno politico ed etico con una grande realizzazione linguistica. È Dante, afferma Leopardi nello Zibaldone, a formare l’Italia, perché crea una letteratura da cui deriverà la lingua italiana.
La canzone è composta di 12 strofe, le prime 11 di 17 versi, l'ultima di 13, per un totale di 200 versi. In una lettera del 5 febbraio 1819, Pietro Giordani scrive a Leopardi con toni entusiasti, riferendosi alla recente stampa delle due Canzoni patriottiche del poeta (la prima composta è All’Italia): “Giacomino mio […] Le vostre canzoni girano per questa città come fuoco elettrico: tutti le vogliono, tutti ne sono invasati. Non ho mai (mai mai) veduto né poesia né prosa, né cosa alcuna d’ingegno tanto ammirata ed esaltata. Si esclama di voi, come di un miracolo”.
Ad accompagnare il visitatore alla scoperta della composizione giovanile di Leopardi, le diverse edizioni della Divina Commedia presenti nella biblioteca istituita da Monaldo, esposte per la prima volta in un percorso cronologico nella sala dei manoscritti.
Dall’incunabolo in-folio del 1477 con commento del Vellutello, passando per la prestigiosa edizione in-quarto del 1544, abbellita dalle illustrazioni di Giovanni Britto - indicizzata dallo stesso Leopardi, come testimonia la scheda catalogatoria manoscritta - fino all’edizione moderna con l’esposizione del Foscolo. Una raccolta di volumi di pregio in un inedito viaggio alla riscoperta di un classico senza tempo, uno dei caposaldi della cultura italiana.
Si è anche deciso di cogliere questa occasione per riaprire, finalmente, l’apprezzato percorso multimediale “Io nel pensier mi fingo” rimasto chiuso per due anni a causa dell’adeguamento alle disposizioni anti-Covid.
In occasione della festa più spaventosa dell’anno, il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano propone Storie e creature misteriose una giornata all’insegna dell’avventura all’interno dell’Orto sul Colle dell’Infinito.
Dedicata ai più piccini, domenica 31 ottobre, alle ore 10.30, si terrà una speciale caccia al tesoro che consentirà ai bimbi di scovare, tra le piante dell’orto, materiali e strumenti utili per partecipare al laboratorio “Arte e Paura”, a cura di Michela D’Alessandris che guiderà i partecipanti nella realizzazione di mostri, streghe, fantasmi e tutti quei personaggi che popolano l’immaginario legato alla festa di Halloween. E nel pomeriggio, alle ore 16, si potranno ascoltare storie e racconti spaventosi narrati e interpretati dalle lettrici di “Oh che bel castello”, libreria indipendente di Osimo, specializzata per bambini e ragazzi. "L'Orto sul Colle dell'Infinito vi aspetta tutti in maschera"
In caso di pioggia, i laboratori si terranno al chiuso nei locali attigui all’Orto.
Laboratorio mattina: Iscritto FAI (6 -18 anni): 8€; Intero (6 -18 anni): 12€; Bambino (0 - 5 anni): gratuito; Ridotto disabili: gratuito; Adulto accompagnatore: gratuito.
Laboratorio pomeriggio: Iscritto FAI (6-18 anni): 5€; Intero (6 - 18 anni): 8€; Bambino (0 - 5 anni): gratuito; Ridotto disabili: gratuito; Adulto accompagnatore: gratuito.
Due laboratori (mattino e pomeriggio): Iscritto FAI (6 -18 anni): 10€; Intero (6 -18 anni): 15€
Il calendario degli eventi nei beni FAI 2021 è reso possibile grazie al fondamentale sostegno di Ferrarelle, partner degli eventi istituzionali e acqua ufficiale del FAI; al significativo contributo di Nespresso, azienda che dal 2020 sostiene la Fondazione, di Delicius, che rinnova il sostegno al FAI affiancandosi per la prima volta al progetto, e di Pirelli che conferma per il nono anno consecutivo la sua storica vicinanza al FAI.
Si è conclusa una settimana fa, la 19° edizione di Leguminaria, la manifestazione culturale ed eno-gastronomica, eccellenza tra le feste tradizionali della nostra Regione Marche che, anche in questo 2021, ha condotto ad Appignano visitatori da tutta Italia
"Dopo un 2020 segnato fortemente dalla presenza del Covid-19 che ci ha costretti a rimodulare la Leguminaria, data l’importanza che riveste per tutti noi il tenere viva la tradizione e quanto essa rappresenta, quest’anno abbiamo adottato una formula differente – illustra il Sindaco Mariano Calamita - grazie ad una situazione epidemiologica migliore, ma sempre volendo garantire la massima tutela di tutti, siamo ritornati ad una parziale normalità".
"Il 2021 infatti per la manifestazione Leguminaria è stato l’anno della Ripartenza con la “R” maiuscola aggiunge la Presidente della Proloco Mariella Carnevali, che ormai, insieme al suo direttivo ed ai volontari, vanta una profonda esperienza. Ciò che maggiormente ha caratterizzato questa edizione è stata la forte coesione e sinergia che si è ritrovata con le molte associazioni del territorio che hanno compartecipato per rendere grande questa edizione. Infatti, in un momento dove il covid ci ha costretti a isolarci, a divenire più individualisti, la Leguminaria ha fatto da propulsore, rinvigorendo lo spirito delle persone con una nuova energia da mettere a disposizione della comunità e della promozione del territorio e così dando vita a tanti nuovi eventi che si sono uniti a quelli tradizionali di Leguminaria".
Vogliamo ricordare tra le novità di quest’anno gli eventi dedicati agli amanti della natura e del movimento all’aria aperta: oltre 60 sono stati i partecipanti alla passeggiata naturalistica alla fonte del Coppo lungo il torrente Monocchia, con turisti venuti da ogni parte della nostra Regione, ma anche da Roma e Amatrice; in circa 50 hanno partecipato alla Prima “Legu-Bike”, la passeggiata ciclo turistica organizzata in collaborazione con il Comitato Territoriale UISP di Macerata e con i volontari ed amatori bikers appignanesi che tanto si stanno dando da fare, per dare impulso anche nel nostro territorio a questo settore; infine oltre 60 sono stati i veicoli che hanno partecipato al raduno di auto e moto d'epoca organizzato dal Motoclub Appignano che, in una vera e propria rievocazione storica, hanno sfilato per le vie del paese.
Ulteriore riscontro dell’eccellente risultato di questa Leguminaria viene anche e soprattutto dai numeri forniti dai ristoranti che quest’anno hanno servito il menù a base dei legumi di Appignano. Al circuito Leguminaria hanno partecipato i ristoranti del Comune di Appignano e quelli che rientravano nei 5 km dai confini comunali, considerato l’alto numero di prenotazioni. Altro aspetto da sottolineare è che i ristoranti del circuito avevano libertà di proporre un menù a proprio piacimento purché con i legumi di Appignano, proprio per dare più rilevanza ai legumi locali e alle capacità degli Chef che hanno potuto mettere in campo il loro estro permettendo di gustare menu diversi a prezzi diversi.
I numeri di Leguminaria 2021 sono stati veramente importanti se si considera che il covid è ancora tra noi con le numerose prescrizioni e attenzioni imposte dalle relative normative. Infatti, la Presidente Mariella Carnevali con gioia elenca i dati forniti proprio dai ristoratori e dai coltivatori dei legumi: nei tre giorni della manifestazione i ristoranti che hanno aderito al circuito Leguminaria hanno servito un totale di quasi 4 quintali di legumi, con circa 2640 coperti complessivi ricompresi anche i ristoranti che non hanno aderito al circuito.
Insomma, sia pur non al pieno della sua formula, Leguminaria ha fatto grandi passi in avanti per ritornare ad una situazione di normalità pur in assenza delle tradizionali cantine, dimostrando di essere ancora una volta una manifestazione di qualità dagli eccellenti risultati che neanche la pandemia è riuscita a fermare.
<<Tutto ciò è stato possibile, affermano il Sindaco Mariano Calamita e l’amministrazione comunale, grazie all’eccellente lavoro sempre svolto dalla locale proloco e dai suoi volontari e all’intensa sinergia di forze che si è instaurata tra le tante associazioni ed i singoli volontari che, quest’anno più’ che mai, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione Leguminaria, che è e resta un’eccellenza della nostra Regione Marche.>>
Il ringraziamento del Sindaco e della Presidente della Proloco va a tutti i volontari e quindi un grazie di cuore alle associazioni Uniauser , Mav – Associazione Maestri Vasai, Associazione Cacciatori, Cavalieri Alta Pinus , Corpo Bandistico Città di Appignano, ASD Mirror Sport Club, Associazione Gli Stronati, Associazione AppCreativa, i volontari de “il Coppo”, al Motoclub Appignano, ai volontari del Bike, alla locale Protezione civile, ai coltivatori dei legumi di Appignano, Azienda Agricola Mazzieri Enrico e Azienda Agricola Medei e a tutti coloro che direttamente o indirettamente hanno dato il loro sostegno, sia pur con un pensiero di augurio, per la buona riuscita di un evento che tutti gli appignanesi amano e che non può che essere sostenuto.
La presidente della Proloco Mariella Carnevali aggiunge: "un ringraziamento va al Comune di Appignano che continua a sostenere la manifestazione ormai indubbio elemento identitario del territorio e, quest’anno, più che mai, un forte ringraziamento va a tutti gli sponsor che con la loro generosità hanno fortemente contribuito a rendere possibile questo evento mantenendo alta la promozione del territorio e delle tradizioni locali"
Chiaramente l’organizzazione della Leguminaria non si ferma…aggiunge da ultimo il Sindaco Calamita, "l’Amministrazione comunale e la Proloco già stanno pensando all’edizione “XX”; ebbene sì, nel 2022 la Leguminaria compirà venti anni e tanto soprese vi attendono. Quindi... vi aspettiamo per l’edizione “XX” della manifestazione Leguminaria dove, se la situazione pandemica lo permetterà, faremo del tutto per tornare alla formula tradizionale di Leguminaria 2022".
E' un'estetista di Macerata la vincitrice del titolo di Miss Nonna Italiana 2021. La 50enne Elisabetta Farabolini, mamma di Daniel ed Edoardo e nonna di Matilde di 5 mesi, ha sbaragliato infatti la concorrenza nella finale svoltasi nel comune romagnolo di Bellaria Igea Marina.
Sono state infatti ben 19 le signore provenienti da tutta Italia che da venerdì 22 ottobre sono giunte alle fasi finale del concorso che premia la bellezza e la simpatia delle nonne italiane. Le partecipanti hanno per l'occasione concorso alla realizzazione degli scatti fotografici per il calendario di "Miss Nonna 2022".
L'evento è stato presentato da Paolo Teti che ha ideato il concorso e Barbara Semeraro, Miss Mamma Italian 2016 ed è prodotto dalla Te. Ma Spettacoli
"Siamo riusciti a riunire al Vaccaj di Tolentino una rappresentanza dell’ordine francescano: Minori, Conventuali, Cappuccini.” Parole del Presidente del Comitato per le Celebrazioni in memoria del Beato Tommaso da Tolentino, Franco Casadidio, a margine del convegno: “Tommaso da Tolentino e i Francescani nelle Marche, dai primi insediamenti alle missioni in Oriente”, ospitato al teatro cittadino sabato 23 ottobre a conclusione dei numerosi eventi religiosi e civili promossi nel settecentesimo anniversario della morte del Beato.
Una occasione di confronto che ha visto riuniti esperti relatori provenienti da diversi comuni del nord e sud Italia, uniti dallo studio per le materie trattate durante la giornata e dalla passione per la divulgazione scientifica. Tommaso fu un frate minore, un missionario che, in nome della povertà francescana e della applicazione rigorosa della regola, fu trucidato in India da infedele il 9 aprile del 1321. L’evento, con il patrocinio del Consiglio Regionale delle Marche, si è aperto con i saluti istituzionali del Vicesindaco del comune di Tolentino Silvia Luconi, che ha parlato di un bellissimo momento di studio ringraziando il Comitato per l’opera di diffusione svolta in questi mesi anche grazie ad eventi culturali capaci di coinvolgere i cittadini nella conoscenza delle radici storiche di Tolentino.
A portare il saluto anche Padre Ferdinando Campana, presidente de “La Terra dei Fioretti”, editrice del libro “Tommaso da Tolentino, storia di un francescano”, scritto dai prof Paolo Cicconofri e Carlo Vurachi e da Franco Casadidio. A presiedere i lavori della sessione mattutina, il prof. Roberto Lambertini, docente di Unimc, che ha ricordato come dalle Marche siano partite molte figure importanti che hanno diffuso il francescanesimo e di come Tommaso sia figura emergente di un movimento più vasto. Il prof. Alfonso Marini, dell’Università La Sapienza di Roma, ha presieduto la sessione pomeridiana dei lavori e, ricordando il contesto storicamente importante in cui visse Tommaso, ha sottolineato come il frate spirituale sia venerato non solo a Tolentino. Frate Luciano Bertazzo, del Centro Studi Antoniani di Padova, ha sottolineato come le relazioni dei viaggi compiute dai francescani, hanno consentito di scoprire e conoscere l'Oriente. Mons. Felice Accrocca, Arcivescovo Metropolita di Benevento, membro della Congregazione delle Cause dei Santi, ha ricordato che i francescani furono i primi ad entrare in Cina, trent’anni prima di Marco Polo e che portarono i loro principi di evangelizzazione dell’Oriente, traducendo il messaggio con le opere della loro vita.
Franco Casadidio ha sottolineato la tenacia e la grande fede di Tommaso che, pur vivendo con sofferenza il contrasto con chi aveva la maggioranza all'interno dell’ordine, accettò di andare in missione fino a sacrificare la propria vita. Di spessore anche tutti gli altri interventi proposti durante il convegno. Per il Comitato per le Celebrazioni in memoria del Beato Tommaso da Tolentino, l’evento di sabato scorso è stata una tappa significativa anche per indagare le affascinanti vicende di frate Tommaso nella vivace Tolentino della seconda metà del Milleduecento e nella crescente importanza della Marca medievale