Frolla Microbiscottificio, un'impresa sciale di Osimo, che impeiga giovani con diverse disabilità, annuncia la chiusura dell'e-commerce in occasione del Black Friday.
"Un gesto di alto valore simbolico che volta le spalle ai consumi frenetici in un momento storico purtroppo contraddistinto dalle violenze delle guerre" spiegano. Per questa ragione, Frolla darà vita al Black MayDay: "un segnale di aiuto lanciato nel mezzo di una marea di offerte e numeri in cui spesso ci si sente naufraghi".
L'e-commerce di Frolla sarà chiuso dal 24 al 27 novembre. Sullo stesso spazio sarà attiva per tre giorni una pagina che reindirizzerà alla raccolta fondi di Medici senza Frontiere per Gaza. Dunque sarà possibile aderire ad una raccolta fondi utile a supportare il grande lavoro di professionisti e volontari che prestano assistenza, soprattutto a bambini che stanno affrontando il grande dramma della guerra.
"L'abbiamo chiamato Black Mayday e lo riteniamo un modo per far sentire meno soli quanti si perdono nel mare magnum delle offerte - commenta Jacopo Corona, co-founder di Frolla Microbiscottificio -. "Saranno giorni di consumismo sfrenato, rispettiamo tutti, ma noi crediamo sia necessario spostare l'attenzione su temi in questo momento più importanti.
Siamo consapevoli di essere una goccia nell'oceano, ma allo stesso tempo riteniamo che con un piccolo contributo da parte di tutti, sarebbe una goccia di grande valore. È il primo segnale ma sicuramente non sarà l'ultimo per provare a cambiare il mondo con dolcezza. Nel giorno in cui tutti acquistano, noi abbiamo deciso di donare".
Il profumo del tartufo di Acqualagna avvolge piazza San Pietro. Il sindaco Luca Lisi ieri ha partecipato all'Udienza Generale del mercoledì del Santo Padre. "Una giornata memorabile" iniziata con le parole profonde e toccanti di Papa Francesco da piazza San Pietro, gremita di fedeli provenienti da tutti i continenti. Al termine dell’udienza, il sindaco ha consegnato a Papa Francesco degli splendidi e profumatissimi tartufi bianchi di Acqualagna.
Papa Francesco ha sorriso alla frase del sindaco: "Questo è uno dei preziosi talenti del nostro territorio", così il Santo Padre ha avvicinato il tartufo al naso ed è rimasto estasiato del profumo intenso e pervasivo, che ha inebriato piazza San Pietro. Con il sindaco erano presenti gli assessori Antonella Marchetti, Luca Pretelli, Alessandra Serafini. I tartufi in dono sono stati offerti dai commercianti di tartufo di Acqualagna: Ragni Tartufi, Acqualagna Tartufi, Marini Tartufi, Tartufi Tofani, T&C, Voglia di Tartufo, Le Trifole.
(Credit foto: Servizio Fotografico Città del Vaticano)
Il Palio d’Italia arriva nel Maceratese: il nuovo programma condotto da Angela Rafanelli ogni settimana fa sfidare piccoli borghi della stessa area geografica, per raccontare la cultura e le tradizioni del territorio italiano. ll teatro delle tre puntate di questa settimana del Palio sarà la Valle del fiume Potenza, nel meraviglioso borgo di Treia, dove a sfidarsi per vincere la coppa del Palio saranno i due paesi di Montelupone e di Montecassiano.
Il Maceratese è terra di poeti e, tra le colline che hanno ispirato l'infinito di Giacomo Leopardi, i concorrenti gareggeranno mettendo sul piatto le loro ricette, la loro cultura e tradizioni. Si parlerà della disfida del bracciale, gioco storico che vede a Treia una lunga tradizione e come sempre anche le squadre si sfideranno nel gioco di piazza: la corsa delle secchie.
Ospite di questa settimana sarà Carlo Cambi, toscano di origine e maceratese di adozione, giornalista, autore e conduttore televisivo, è anche scrittore, docente e molto altro ancora. Un uomo dalle mille qualità e dalle mille passioni.
In onda il lunedì, il martedì e il venerdì alle 15.20, il programma - prodotto da Stand by me per la Direzione intrattenimento Day Time - è un racconto di viaggi, di storie, di paesi e di paesani, di sapori d’altri tempi e di antichi costumi. Le squadre, composte da tre abitanti ciascuna, si sfideranno sul campo dell’enogastronomia, della tradizione e del folklore.
Dalle ricette tipiche (nella puntata del lunedì) ai quiz sulla storia e sugli usi e costumi del paese ospitante (martedì) passando per i giochi popolari come la corsa con i sacchi, il tiro alla fune e gli scacchi giganti (venerdì). La gara avrà luogo in un territorio neutro, l’arena del Palio, un terzo paese della stessa zona, Treia appunto, dove tre “giudici” locali valuteranno di volta in volta le diverse prove e stabiliranno quale dei due paesi porterà a casa la coppa del Palio.
Venerdi 24 novembre alle ore 21:30 presso la Sala Convegni situata al piano terra del Palazzo comunale, in Piazza della libertà, un evento manifesto in occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza di genere, dal titolo: “ The Dreamers: la Resistenza delle donne afghane"
L'iniziativa prevede la proiezione del cortometraggio "The dreamers, the afghan women's resistance" del filmmaker Alessandro Galassi, maceratese ma cittadino del mondo, impegnato a promuovere la sua arte nella garanzia dei più elementari diritti dell'Uomo.
A parlare del tema sarà poi anche la giornalista dell’Avvenire Antonella Mariani che ha curato, con le colleghe Lucia Capuzzi e Viviana Daloisio, un libro reportage e d'inchiesta “Noi afghane.Voci di donne che resistono ai talebani”, sulla reale condizione della resistenza delle donne afghane, a partire da un progetto editoriale del quotidiano della Cei, avviato nel marzo 2023 e che continua tuttora con un podcast e con un docufilm. Presente all'incontro la giovane rifugiata afghana Mahadia Sharif, da un anno in Italia e già studentessa modello alla Sapienza di Roma come anche stella nascente Olimpionica nella disciplina di Taekwondoo.
Patrocinata dal Comune di Pollenza e curata dall’Associazione culturale Arte per le Marche, la serata vede la collaborazione fattiva di molte associazioni del territorio: dalla Pro Loco Coorporazione del Melograno, alla Pro Rambona, dall’Associazione Anas Italia a Laboratori Creativi.
Si prosegue sabato 25 novembre alle ore 21,15 in scena al teatro “Giuseppe Verdi” di Pollenza con lo spettacolo “Siediti”, liberamente tratto da “Polvere” di Saverio La Riuna, per la regia di Sarah Salvucci a cura della compagnia teatrale “Massimo Romagnoli” di Pollenza.
Un atto di protesta e di sorellanza per tutte le donne che subiscono violenze e soprusi dagli uomini solo per il semplice fatto di essere donne; un dialogo tra uomo e donna dove la pochezza del “sesso forte” prende il sopravvento. Il tutto tramite un excursus di una relazione che si presenta malata fin dall’inizio. Al termine dello spettacolo interverrà la dott.ssa Alessia Maracci, autrice del libro “Donne eccezionali”, tratto da storie vere. Tutte le iniziative sono ad ingresso gratuito.
Sono tornate. Tolentino, grazie all’organizzazione del club "Passione Porsche", presieduto da Antonio Pierluigi, ha nuovamente ospitato, anche se per qualche ora, il raduno di vetture supercar della celebre casa automobilistica tedesca e questa volta ancora più superiore nel numero rispetto al precedente evento dello scorso aprile.
Domenica scorsa erano quasi 80 le vetture. Oltre 160 sono stati i partecipanti, tra conducenti e accompagnatori. Prosegue così l’iniziativa, coniata con il termine "auto turismo", come fenomeno da sostenere, da implementare e da strutturare per poter far conoscere i piccoli centri della bella regione Marche.
Il raduno a Tolentino ha fatto tappa al Poltrona Frau Museum, rigorosa architettura industriale ricavata all’interno degli stabilimenti dell’azienda. Racconta la storia di Poltrona Frau intrecciandola con l’evoluzione del gusto e del design.
In esposizione una collezione di arredi, disegni, immagini, campagne pubblicitarie, materiali. La bellezza del museo ha colpito tutti. Il sindaco di Tolentino Mauro Sclavi e l’assessore alle attività produttive Fabiano Gobbi hanno accolto gli ospiti con Eleonora Vissani che ha guidato il gruppo nella visita del museo. Un ringraziamento a Nicola Coropulis, ceo Poltrona Frau, che non ha potuto partecipare.
Il primo cittadino durante la visita al museo ha donato una pubblicazione all’assessore regionale al Bilancio, Goffredo Brandoni, grande appassionato del mondo Porsche. Presenti anche il presidente di Confidi Macerata Gianluca Pesarini e Andrea Passacantando, presidente di Copagri Marche.
Dopo Tolentino le vetture hanno proseguito per Serrapetrona per fare tappa alla cantina Alberto Quacquarini con tanto di aperitivo a base di vernaccia. Terza tappa a Fiastra per il pranzo all’agriturismo "Le casette".
"E’ stata una giornata meravigliosa – dice Antonio Pierluigi - il tempo ci è stato favorevole, il programma è stato ottimo. E’ stato l’ultimo evento dell’anno. Ci sarà poi il pranzo di Natale il 17 dicembre. Il club sta andando alla grande, abbiamo 250 soci tra Marche, Umbria, Abruzzo, Emilia Romagna. Ci siamo trovati bene a Tolentino, torneremo anche il prossimo anno per visitare altre bellezze della città".
Il centro commerciale Val di Chienti ha appena festeggiato i 25 anni dalla sua inaugurazione. La struttura di Piediripa, aperta nel novembre 1998, ha voluto organizzare una giornata - quella di domenica - dedicata a tutti i clienti in cui festeggiare questo importante traguardo.
Come ospite d’eccezione è stato invitato Cristiano Malgioglio, popolarissimo cantautore e showman. Numerosissimo il pubblico che ha assistito alla performance dell'artista che non si è risparmiato, cantando le sue canzoni e interagendo con il pubblico creando simpatiche situazioni apprezzate dai presenti. Tanto il calore dimostrato dal pubblico che ha cantato insieme a lui i pezzi più famosi. Una bellissima giornata di festa che il Val di Chienti ha offerto ai tanti clienti presenti.
All’apertura di stagione, lo scorso fine marzo, il nuovo corso del Natural Village guidato dalla civitanovese Alessandra Mori lo aveva annunciato a chiare lettere: "Puntiamo a mettere in campo un progetto di destagionalizzazione facendo rete con il territorio, allargando l’offerta turistica anche ai mesi non canonici".
La struttura di Porto Potenza Picena, con gli oltre 800 posti letto a disposizione, ha chiuso ufficialmente la stagione ad inizio novembre con un resoconto più che lusinghiero: un aumento di oltre il 30% delle presenze, che passano dalle circa 53 mila del 2022 alle oltre 73 mila del 2023.
"Dopo un avvio non brillantissimo, dovuto anche alla messa a regime del villaggio con personale quasi totalmente nuovo - ha riferito la direttrice, Alessandra Mori -, abbiamo registrato un incremento esponenziale, con il pieno fino a metà settembre e numeri importanti sino ad oltre la metà di ottobre".
"Indubbiamente il clima favorevole ci ha aiutati, ma credo che la ricetta vincente sia stata proprio la valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti tipici, un rapporto qualità/prezzo apprezzabile, abbinato alla professionalità del nostro personale e ad un attenta gestione del customer care. Un buon viatico per proseguire su questa strada puntando ad attrarre più clientela straniera", ha aggiunto Mori.
Il proprietario del Natural Village Stefan Rubner, a capo di uno dei più importanti gruppi industriali altoatesini, ha puntato molto sulle Marche investendo proprio sul villaggio turistico portopotentino oltre 9 milioni di euro per il suo rilancio.
In queste ultime settimane il gruppo folk di Montecosaro ha svolto una funzione sociale inedita e pure virtualmente fuori dai confini. Mesi fa al presidente Claudio Scocco era pervenuta una mail da parte della Familia marchigiana de Rosario, associazione che manifestava il desiderio di proporre anche in Argentina le tradizioni della regione Marche, in particolare il saltarello.
Nell'era della globalizzazione non è stato difficile trovare contatti migliori, soprattutto tramite l'emittente CNN Radio Rosario e di volta in volta l'insegnante Monia Scocco ha inviato dei video dimostrativi attraverso i quali spiegare al gruppo I Piceni le basi ed il ritmo del saltarello versione civitanovese.
Gli amici argentini si sono poi esibiti in occasione della Festa della Collettività (che dura quasi una settimana) che si è svolta proprio a Rosario. La sensazione è che non sia finita qui.
Ormai la collaborazione è iniziata e la scelta di un referente come Li Matti de Montecò farà vivere altri momenti di divertimento al gruppo folk argentino, intanto imparando a danzare le altre forme di santarello. E a questo punto non è da escludere un viaggio oltreoceano per Li Matti de Montecò, vivendo in maniera ancora più piena ed emozionante la nuova amicizia.
Un pizzico di Macerata alla finale di Miss Italia svoltasi sabato scorso nella consueta location di Salsomaggiore Terme. La seconda classificata, Veronica Lasagna, ha indossato un abito realizzato da Silvia Serafini, giovane stilista maceratese.
La trentenne nel 2020, in piena pandemia, prende il coraggio per dar vita alla sua linea di abbigliamento "SS di Silvia Serafini", un brand di moda che si rivolge a donne sicure di sé stesse e a proprio agio nei capi che indossano, consapevoli della propria femminilità e libere di esprimersi anche attraverso le scelte di stile.
Per il progetto di "Miss Italia" la giovane azienda ha presentato un abito che promuoveva l'ecosostenibilità grazie all'utilizzo di tessuto sostenibile e certificato, nel suo processo, di riciclo per dare il proprio contributo alla riduzione dell'impatto ambientale.
Attraverso la partecipazione ad un bando indetto da Confartigianato per le imprese emergenti di questo settore, Silvia ha avuto la possibilità di mettere in mostra le sue doti sartoriali realizzando un abito unico: "Il tema su cui dovevamo basarci per la creazione dell'abito era legato all'Olimpo e alle sue dee, quindi mi sono ispirata a una dea greca - dice Silvia - per confezionare un vestito bianco con pochi accessori in oro".
La parte più difficile? "Realizzare un abito senza conoscere chi l'avrebbe indossato, non avevo alcuna misura a disposizione". Silvia ai nostri microfoni ha affermato di essere "orgogliosa, perchè dopo tre anni di sacrifici, i primi risultati arrivano". "Nonostante avessi molta paura e sentissi il progetto come una cosa troppo grande - conclude -, non ho mollato e in corso d'opera ho capito di potercela fare".
Lo scorso fine settimana la sindaca Noemi Tartabini ha visitato l’allevamento amatoriale del campione del mondo 2023 di ornitologia, Luigi Carusio. Nella struttura situata nelle campagne potentine vengono allevate quaglie, fringillidi, esotici e tortore. Proprio le sue tortore hanno dominato il 70° Campionato del Mondo di Ornitologia svoltosi alla Mostra d’Oltremare a Napoli, guadagnando l’oro sia nella categoria Stamm (si espongono quattro esemplari uguali sia per sesso che per mutazione) che nel singolo. Oltre ai due titoli mondiali, Luigi ha vinto un argento nel singolo con un cardellino e due bronzi: uno con un’altra tortora e l’altro con un colino della California.
Il primo cittadino di Potenza Picena ha effettuato un tour guidato nelle voliere che ospitano 150 esemplari, molti dei quali partecipano a competizioni a base di forma e posizione ovvero per bellezza e per comportamento. Luigi Carusio, originario di Napoli, ma da oltre 30 anni residente a Porto Potenza Picena, ha ereditato dal padre la passione per l’ornitologia e ora la sta trasmettendo anche al figlio.
Nel ricco palmares dell’allevatore spiccano altri prestigiosi riconoscimenti come due Best Show, tre premi internazionali e il titolo di "Campione dei campioni" del raggruppamento territoriale Marche-Umbria-Lazio. La sindaca Noemi Tartabini ha voluto esprimere la soddisfazione e l’orgoglio di tutta la città per il prestigioso risultato conseguito da Carusio consegnandogli un attestato di riconoscimento personalizzato dall’artista Giusi Riccobelli: “Una ulteriore e meravigliosa realtà che contraddistingue e valorizza a livello internazionale il nostro territorio – ha detto il sindaco Tartabini – dove il denominatore è la passione e l’amore per la natura”.
Anche quest’anno nonostante le difficoltà climatiche che hanno inciso profondamente nel settore olivicolo - in tutto il bacino del Mediterraneo si stima un calo di produzione del 60% - gli organizzatori sono riusciti a portare a termine la consueta "Festa dell’olio nuovo" con il concorso riservato ai piccoli produttori locali con produzioni di eccellenza.
La prima delle due serate si è svolta presso l’agriturismo "Collina dei Ciliegi", caratteristica location nelle campagne di San Severino che si è ben prestata alla serata gastronomica e all’esposizione delle classifiche della novantina di partecipanti.
I produttori migliori sono risultati Barbante Barbara di Montegranaro con un monovarietale di raggia che ha meritato il punteggio di 9,43 seguita da Nunzio Fattobene di San Severino con l’altro mono di orbetana con punti 9,40 e in terza posizione l’agricola S.Pacifico con un altro mono di raggiola che ha meritato il punteggio di 9,23.
Purtroppo molti i concorrenti con olii difettati dovuti principalmente alla molitura avvenuta in condizioni di caldo eccessivo con temperature fuori dalla norma per quel periodo dove solo pochi frantoi - con impianti modernissimi - sono riusciti a limitare i danni.
La serata conclusiva con la vendita all'incanto di alcuni piccoli lotti di eccellenza avrà luogo presso il ristorante Due Torri di San Severino sabato sera 25 novembre, dove per la partecipazione all’asta - è fissato un tetto massimo di 60 presenti - è necessario iscriversi per tempo andando sul sito www.festadellolionuovo.it degli organizzatori.
Una giornata di festa quella di giovedì ad Azzoni di Cingoli per i 100 anni della signora Alma Bonvecchi, nata il 9 novembre del 1923, vedova da circa quaranta anni, madre di 3 figlie Ave, Sabina e Letizia, ha 6 nipoti e 5 pronipoti.
Una vita dedicata al lavoro della terra e alla fede cristiana. Segue tutti i giorni la Santa Messa, è vissuta da sola autonomamente fino a qualche anno fa. La nonnina ha festeggiato l'ambito traguardo circondata dall'affetto dei suoi familiari e conoscenti che hanno partecipato alla funzione religiosa celebrata per l'occasione nella chiesetta di Azzoni per poi proseguire i festeggiamenti a casa della signora.
Il sindaco Michele Vittori ha partecipato portando i saluti e gli auguri da parte di tutta l'amministrazione comunale, "è sempre un immenso piacere partecipare a questi momenti di festa carichi di affetto e ascoltare i racconti emozionanti che ripercorrono un secolo di storia. Cingoli vanta ben tre centenarie", ha dichiarato il primo cittadino.
Il presidente del consiglio comunale della città di Tolentino Alessandro Massi Gentiloni Silverj è intervenuto in rappresentanza dell’amministrazione comunale, alla cerimonia di riapertura della storica parrucchieria "Vittorio".
Ubicata nella centralissima via Filelfo vanta una storia importante. Infatti è stata fondata agli inizi degli anni '50 da Vittorio Bonanni. Nei giorni scorsi l'attività è stata riaperta al pubblico dopo il termine dei lavori dell’edificio danneggiato dal sisma del 2016 i cui danni, purtroppo ne avevano decretato la chiusura.
Grazie alla resilienza e alla passione di Fabrizio Bonanni, il negozio è stato nuovamente aperto ed è quindi pronto ad accogliere le clienti. "Per me – ha dichiarato il presidente Alessandro Massi subito dopo il taglio del nastro - è stato un onore essere presente al ritorno di una storica attività artigianale, nata nel 1953 grazie al papà Vittorio, alla mamma e alla zia di Fabrizio Bonanni, nella propria sede dopo i lavori di ristrutturazione post-sisma".
"Un pomeriggio di festa; nonostante tanti disagi legati alla ricostruzione, finalmente iniziano a vedersi gli effetti di essa ed il ritorno alla normalità di tante famiglie ed attività economiche. A Fabrizio, Samuela, i loro figli e a tutta la loro famiglia il mio più grande in bocca al lupo e augurio di un futuro ricco di successi", ha concluso Massi.
Il vicesindaco Alessia Pupo e l’assessore alle Attività produttive Fabiano Gobbi hanno celebrato, insieme la titolare Mariella Piangatello e ai dipendenti, i 30 anni di attività della Cartoleria Mafalda, rilevata nel novembre del 1993.
Ubicata in viale Benadduci, proprio di fronte alla Scuola media "Lucatelli", da tantissimi anni è uno dei punti di riferimento per l’acquisto di libri, zaini, articoli da cartoleria e accessori.
I rappresentanti dell’Amministrazione comunale si sono complimentati e hanno consegnato un attestato di benemerenza dove, oltre ai complimenti per il risultato raggiunto, viene evidenziato il lungo percorso frutto di dedizione, professionalità e attenzione alla clientela.
Torna quest’anno con la sua 18° edizione il "Premio Menghini-Molini", con il quale i comuni di Morrovalle e Potenza Picena, con la collaborazione degli istituti comprensivi Via Piave di Morrovalle e Leopardi e Sanzio di Potenza Picena, assegnano dei riconoscimenti agli studenti più valenti residenti nelle due città, relativamente all’anno scolastico 2022/2023.
Sul piatto c’è la somma totale di 3mila euro, che saranno suddivisi in quattro categorie: due premi da 333 euro (uno per comune) che hanno conseguito il diploma di istruzione secondaria di I grado con votazione di almeno 9/10; due premi da 333 euro (uno per comune) per studenti di scuola secondaria di II grado che hanno frequentato un anno dal primo al quarto ed abbiano avuto una votazione di almeno 8/10; due premi da 333 euro (uno per comune) per studenti di scuola secondaria di II grado diplomatisi l’anno passato con votazione di almeno 90/100 e che siano iscritti al primo anno di università; due premi da 500 euro (uno per comune) per studenti universitari che si siano laureati tra il 1° novembre 2022 e il 15 novembre 2023 con votazione di almeno 108/110.
Qualora si verifichi l’eventualità che, in una delle quattro categorie di beneficiari, non venga presentata alcuna domanda, ovvero nessuna tra le domande presentate raggiunga i requisiti di merito richiesti, l'ammontare del premio previsto verrà ripartito proporzionalmente tra le altre categorie di beneficiari del medesimo comune.
La domanda di partecipazione può essere presentata in carta semplice oppure compilando l’apposito modulo disponibile nelle rispettive sedi municipali e sui siti comunali. La domanda va presentata al proprio comune di residenza, in una delle seguenti modalità: consegnata all’Ufficio Protocollo del Comune di Potenza Picena o di Morrovalle; spedita con raccomandata a/r al Comune di Potenza Picena o di Morrovalle in busta chiusa con dicitura, all’esterno: "Premio scolastico Menghini Bruno/Molini Mila – XVIII anno"; spedita tramite pec con oggetto "Premio scolastico Menghini Bruno/Molini Mila – XVIII anno" agli indirizzi comune.potenzapicena@emarche.it o a comune.morrovalle.mc@legalmail.it (in entrambi i casi fa fede la data di spedizione). Data di scadenza per la presentazione delle domande quella del 5 dicembre.
La commissione comunicherà entro il 31 dicembre l’esito delle valutazioni effettuate, mediante comunicazione scritta ai vincitori di ciascuna categoria. Tutti gli altri candidati potranno consultare la propria posizione in graduatoria accedendo ai siti istituzionali dei due Comuni. I premi saranno consegnati in una cerimonia pubblica nel mese di gennaio 2024.
Per il particolare valore che la famiglia di Bruno Menghini e Mila Molini attribuisce a questa iniziativa, i beneficiari dovranno ritirare personalmente il premio nel corso della cerimonia pubblica; la loro assenza (salvo comprovate ed insormontabili difficoltà ad intervenire) costituirà motivo di mancata erogazione, con facoltà di devolvere il premio in beneficenza.
Bruno Menghini, medico potentino, e Mila Molini, insegnante morrovallese, erano marito e moglie e sono scomparsi nel 2002. Da allora i familiari hanno indetto questa iniziativa in loro memoria, per ricordare due persone che hanno sempre fatto dell'importanza della cultura e dell'istruzione nella crescita dei ragazzi un principio imprescindibile.
(Foto di repertorio)
I petriolesi, classe 1953, hanno alzato i calici per brindare al traguardo dei 70 anni d’età. La festa, una conviviale tra amici, si è tenuta domenica 29 ottobre all'agriturismo "I Valeriani" di Macerata. La giornata è iniziata con una santa messa celebrata per loro, alle 11:00, da Don Marco nella chiesa parrocchiale,e si è conclusa in allegria tra abbracci, foto ricordo e scambi di saluti.
L’incontro è stata occasione per raccontare delle proprie vite e per riservare un pensiero particolare a coloro che, per vari motivi, non si sono potuti aggregare ai festeggiamenti. Una giornata particolarmente riuscita.
Un raro evento di aurora boreale ha interessato l'Italia nella serata di domenica 5 novembre. Le immagini spettacolari sono arrivate addirittura dalle Marche e dalla Val d'Orcia, in Toscana.
Nelle Marche gli avvistamenti più intensi si sono avuti nella zona di Senigallia (in più in generale al nord), ma anche nel Maceratese , dove il cielo in serata si è illuminato di un intenso bagliore rosso.
Le aurore boreali hanno origine nell’area che circonda il nostro pianeta, ovvero nella regione dello spazio vicino alla Terra, nota come magnetosfera. Questa area è composta da un mix di atomi e molecole, che viene riscaldata dalla radiazione solare. L’aurora boreale si crea quando queste particelle caricate elettricamente precipitano nell’alta atmosfera. La maggior parte delle particelle in arrivo, che stimolano la luce, sono elettroni.
Tali elettroni vengono accelerati lungo il campo magnetico terrestre verso le regioni polari e, mentre gli schemi delle precipitazioni cambiano, l’aurora brilla e danza nel cielo. Ad alimentare l’aurora boreale è il vento solare, il flusso di particelle rilasciato dall’atmosfera superiore del Sole che scorre costantemente nel Sistema solare.
Il vento solare trascina con sé i resti del potente campo magnetico del sole, bagnando i pianeti in un vapore magnetizzato di particelle più piccole degli atomi. Le interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre determinano l’aurora boreale. Un fenomeno molto raro per queste latitudini, ancor più per l’area centrale della nostra penisola.
(Foto di copertina Katiuscia Pederneschi da Senigallia)
(Foto di Laura Raschia da Macerata)
Giornata di festa a Morrovalle per un nuovo centenario. Armindo Foresi, infatti, ha festeggiato questa mattina il traguardo dei 100 anni di età con una piccola festa organizzata dai suoi familiari nella casa di famiglia in via Verdi.
Un momento di festa cui ha partecipato anche il sindaco Andrea Staffolani per complimentarsi dell’importante traguardo e fargli i migliori auguri a nome di tutta la comunità morrovallese. «È stato davvero un onore incontrare Armindo e ripercorrere con lui tutta la sua vita: la Seconda Guerra Mondiale, il lavoro nei campi prima e nelle fabbriche di scarpe poi, la famiglia cresciuta anno dopo anno. Una grande persona, ancora in ottima forma, con una profonda passione per la lettura, anche se da giovane non aveva avuto la possibilità di studiare oltre la quinta elementare. Gli auguro di festeggiare ancora tanti compleanni come quello odierno».
La trentennale storia di Fior di Grano, iniziata a Osimo nel luglio del 1993 grazie ai tre fratelli Mariano, Giorgio e Paolo Apis, insieme ad Orietta, poi moglie di Mariano, è stata festeggiata con una grande evento che si è tenuto a Villa Anton. Insieme ai fondatori, c’erano tutti i dipendenti e collaboratori dell’azienda, che partita da zero, è oggi una realtà solida nelle Marche, con 15 negozi che danno lavoro a 200 famiglie.
Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha mandato un proprio videomessaggio: "Non posso essere a festeggiare con voi di persona, ma voglio mandarvi comunque il mio più grande augurio. La vostra realtà si è consacrata in questi anni come un punto di riferimento delle Marche, sinonimo di qualità ed eccellenza. Comprendo lo sforzo e il sacrificio che certamente c’è dietro il successo che avete raggiunto, e dunque il mio augurio è che dopo questi primi 30 anni ci possano essere tanti altri anni di successo e soddisfazioni, che possano vedervi protagonisti all’insegna dell’occupazione e della qualità. Grazie ancora per tutto quello che avete fatto".
All’evento sono stati ospiti il sindaco di Osimo Simone Pugnaloni, che ha donato una targa a nome del comune "per l’impegno, la professionalità e la passione dedicata al territorio", ed il presidente di Confartigianato Marche Emanuele Pepa.
La storia di Fior di Grano è iniziata in un piccolo panificio a conduzione familiare, da dove nessuno dei fratelli Apis poteva immaginare ancora cosa stava creando, ed è cresciuta sempre di più nel tempo grazie a quell'entusiasmo tipico di quando si insegue un sogno e che sprona ad andare avanti ad ogni costo, superando ogni fatica.
Fior di Grano ha sempre messo in primo piano la qualità, l'artigianalità e l'amore per i sapori tradizionali. Di quei lontani giorni rimangono identiche la passione e la determinazione per "le cose fatte bene", che permettono ancora oggi all'azienda di conservare quel profumo autentico di "pane e tradizione" delle origini.
Questa dedizione alla freschezza e alla qualità è il marchio distintivo di Fior di Grano: ogni giorno i negozi vengono riforniti dai prodotti dolci e salati che vengono preparati, tutte le notti, nel laboratorio. La cura e l’amore per il prodotto sono ampiamente riconosciuti dai clienti, che trovano in Fior di Grano un luogo accogliente ed un’esperienza gastronomica completa, dalla colazione all’apericena.
Il catering è l’ultima novità introdotta dal management Fior di Grano: uno staff dedicato e le creazioni culinarie del laboratorio sono a disposizione dei clienti per ogni tipo di evento e occasione speciale.
Guardando al futuro, Fior di Grano è pronta a espandersi ulteriormente puntando sulla costante crescita e l'innovazione nei punti vendita, portando la sua qualità e la sua anima artigianale ad una clientela sempre più vasta.
Ready Fashion, lo storico negozio di abbigliamento con sede a Macerata, nei pressi dello Sferisterio, chiude dopo 50 anni di attività. Dal 4 novembre, per dodici settimane, una svendita totale di tutta la collezione invernale e poi la chiusura definitiva. Elisabetta Zaccari, titolare dell’esercizio, con emozione ci spiega le ragioni di questa scelta e rilancia per il futuro.
Una decisione che ha spiazzato tutti. Cosa l'ha spinta a questo passo?
"La consapevolezza che un ciclo della vita fosse giunto al compimento. Ho lavorato tanto per dare prospettiva a questa attività che mio padre aveva fondato e lasciato a me in eredità. Penso di averlo fatto al meglio delle mie possibilità, impegnandomi tenacemente ogni giorno. Ma le storie, tutte le storie, hanno una fine e sento che questa, per quanto bella e formativa sia stata, abbia raggiunto il suo termine. Non ho preso questa decisione a cuor leggero, sentivo però che i tempi erano maturi e ho scelto di farlo nel momento giusto, quando le cose andavano bene e potevo farlo senza traumi".
Con Ready Fashion se ne va un pezzo della storia maceratese…
"Beh sì! Una storia durata 50 anni, che rappresenta anche molta parte della mia vita. L'ha fondata mio padre Cesare nei primi anni ’70. Un'impresa a carattere familiare nella quale lavorava anche mia madre Anna Maria. Mi rivedo bambina scrutare i loro passi nel negozio, assistere alle loro vendite. Ho imparato tanto dai miei genitori, persone gentili che mettevano la soddisfazione del cliente al primo posto. Nel 1983 il trasferimento in via Maffeo Pantaleoni, dove siamo ora, e l’impulso per ampliare ulteriormente l’attività. Anni d’oro, che hanno segnato la nostra storia commerciale e che ci hanno messo in relazione con tante persone. Sono grata a mio padre per avermi lasciato il testimone, avendo fiducia che potessi dare alla sua impresa prospettive nuove".
Quanto è cambiato il commercio negli anni?
"Tantissimo. Un tempo il prodotto fidelizzava il cliente e il rapporto che si instaurava con esso determinava solide certezze in termini di vendite. Era più facile fare previsioni ed esisteva molta più sicurezza all’interno dell’attività. La nascita dei centri commerciali prima e l’avvento dell’e-commerce poi hanno mutato le leggi del mercato e interrotto, se vogliamo, quel ciclo virtuoso che era stato determinante per i successi degli anni ’80 e ’90. Quando entrano in campo altri competitor e il prodotto non basta più a giustificare il rapporto esclusivo che avevi coltivato negli anni con il tuo cliente, devi elaborare nuove strategie commerciali, ampliare il ventaglio dei servizi offerti, pensare in modo nuovo, cavalcando il cambiamento".
Lei lo ha fatto? Ha cavalcato il cambiamento?
"Sì. Altrimenti non saremmo arrivati a questo punto. Macerata è una piazza commerciale che ha subito tanti cambiamenti negli anni. Dar seguito ad alcuni passaggi è stato faticoso, ma comunque bello, sfidante. Bisogna avere la capacità di reinventarsi ogni giorno. Non si possono risolvere i problemi allo stesso livello in cui si sono generati. Occorre pensare in modo nuovo e agire in fretta, avendo sempre chiaro l’obiettivo da raggiungere".
Lei lo ha raggiunto l’obiettivo che aveva?
"Credo di sì. Ho ampliato l’attività che mio padre mi aveva lasciato, resistito agli urti e trasformato le difficoltà in opportunità ogni volta che ho potuto. Posso dire di aver costruito un ottimo rapporto con i miei collaboratori e di aver nutrito di stima e rispetto quello con i clienti, tanti devo dire, che in 50 anni di attività ci hanno scelto, realizzando il nostro risultato. Li vorrei ringraziare tutti, uno ad uno, abbracciandoli. Lo faccio idealmente attraverso questa intervista, affinché possano sentire il legame che sento con ciascuno. Un legame che è cresciuto negli anni e che non si è mai spezzato, neppure in quelli difficili del covid, quando il commercio ha subito il contraccolpo più duro. Li ringrazio perché, entrando in negozio, hanno riempito di sorrisi le nostre giornate, accresciuto le nostre vite di storie ed esperienze. Porto nel cuore ogni persona, ringraziandola di essere stata parte di questa meravigliosa avventura".
Un’avventura che termina a Gennaio 2024…
"Sì, ma penso sia il momento giusto. Le mie figlie hanno scelto strade professionali differenti. Non avrei potuto passare a loro il testimone come mio padre fece con me. Sento di aver dato tanto, ma in futuro mi vedo a fare altro. Ad impegnarmi nel sociale e nella filantropia, come sempre avrei voluto. Era il tempo di un rinnovamento qui in negozio, ma io sentivo che questo ciclo era concluso per me e quindi ho preferito chiudere in bellezza.
Lo dico perché sento spesso stupirsi della chiusura di un’attività commerciale, quale simbolo di una decadenza inesorabile. In verità trovo che ci si debba stupire del fatto che i giovani non ne aprano di nuove. Il commercio è un’entità viva, fatta di persone che cambiano e si evolvono. È fisiologico che ad un certo punto ci sia un ricambio generazionale. A Macerata ci si concentra troppo sulle chiusure e non sulle mancate aperture. La politica e le associazioni di categoria dovrebbero interrogarsi sul perché accade questo e occuparsene seriamente".
Come si sente al termine di questa sua storia professionale?
"Grata. Ricca dell’affetto di tutti coloro che in queste ore ci hanno manifestato il loro affetto. Ready Fashion è stata essenzialmente una storia di persone. A cominciare da quelle che sono state in prima linea ogni giorno. Ringrazio in particolare Giovanna Ippoliti e Fabrizio Paolella, collaboratori preziosi e fondamentali senza i quali nulla sarebbe stato possibile. Li porto dentro di me, con tanta riconoscenza per aver vissuto questa mia impresa come se fosse anche la loro e avermi affiancato con lealtà e professionalità ogni giorno. Bisogna sempre sapere quando una fase giunge alla fine, ma avere anche la consapevolezza che ad ogni fine corrisponde un nuovo inizio. Sento questo come un passaggio e lo vivo con la gioia di chi ha ricevuto più di quanto ha dato, in ogni momento".