Domenica 20 marzo si sono svolte le celebrazioni conclusive a Tolentino per ricordare i Martiri di Montalto, trucidati nel marzo del 1944.Nella mattinata una delegazione ANPI ha deposto corone di alloro a San Severino, Borgiano, Muccia, Caldarola, Vestignano, Montalto, Abbadia di Fiastra e al Castello della Rancia per ricordare i tanti caduti della Resistenza.Da piazza della Libertà è partito un corteo diretto al Cimitero comunale, accompagnato dal Gruppo Bandistico “N. Simonetti” dell'Ass. “N. Gabrielli - Città di Tolentino”, dove Padre Massimo Giustozzo, Priore della Comunità Agostiniana di San Nicola ha celebrato un momento di preghiera.Tutti i partecipanti, successivamente, sono ritornati in piazza della Libertà dove il sindaco Giuseppe Pezzanesi, insieme alle altre autorità presenti e al superstite Aroldo Ragaini ha deposto una corona davanti alla lapide dedicata dei Caduti.Sono poi interventi il Sindaco di Tolentino Giuseppe Pezzanesi, il Presidente della sezione Anpi di Tolentino Lanfranco Minnozzi, il Sindaco del Consiglio dei Ragazzi Tommaso Tiranti e l’oratore ufficiale della manifestazione Ivano Artioli dell’Anpi nazionale.Hanno partecipato molte delegazioni di Comuni, associazioni combattentistiche e d’arma.Le manifestazioni sono state promosse dal Comune di Tolentino e dall’Anpi.
A pochi giorni dalla conclusione di Macerata Jazz 2016, la rassegna organizzata da Musicando con il sostegno fondamentale del Comune di Macerata e degli sponsor privati Hats&Dreams, Domizioli Abbigliamento, Ottica Pietroni, Strumenti Musicali Principi e APM, si raccoglie il bilancio di una edizione di grande successo. «I numeri sono importanti, - spiega il direttore artistico Daniele Massimi – gli abbonamenti rispetto alla stagione precedente sono raddoppiati e in cinque appuntamenti, in un teatro come il Lauro Rossi con una capienza massima di 400 posti a serata, oltre 1800 spettatori complessivi hanno preso parte ai concerti, una media di 360 spettatori a ad evento. In due serate in particolare – continua Massimi – e cioè la prima con il quartetto di Bosso e l’ultima con Enrico Rava si è raggiunto il sold out e non tutti hanno potuto assistere al concerto». Una risposta importante di pubblico per un genere solitamente considerato di nicchia e che ha invece dimostrato concretamente il legame con una città da sempre attenta a questo tipo di musica.La stampa locale e specializzata ha mostrato interesse per le scelte artistiche della rassegna dedicandole ampi spazi e, a conclusione di una stagione importante, anche il servizio del TGR Marche ha evidenziato l’elevato spessore della stagione. «Un grazie particolare va fatto ai collaboratori, a Paolo Piangiarelli, alla stampa, al Consorzio Colli Maceratesi Doc, agli amici del ristorante Il Pozzo, e a tutti coloro che hanno reso possibile la rassegna - sottolinea Daniele Massimi – Anzitutto all’amministrazione, dall’Assessore Stefania Monteverde al Sindaco Romano Carancini, che hanno partecipato con entusiasmo ai concerti e hanno sostenuto la rassegna, credendoci pienamente e ripagando con la loro fiducia l’impegno di tutto il nostro staff».Interessante poi il nesso tra cultura e imprenditoria locale con l’incontro tra il mondo del jazz e quello del cappello attraverso la collaborazione con il cappellificio di Montappone Hats&Dreams. Grazie al progetto #JazzForHats, i musicisti che hanno calcato il palco maceratese, da Fabrizio Bosso a Roberto Gatto passando per Michael Blake, i fratelli Cutello sino a Enrico Rava e Gianluca Petrella, si sono fatti testimonial di un’eccellenza tutta marchigiana, una firma da portare in giro per il mondo per raccontare una grande regione, le Marche.
Forse non tutti sanno che quest’anno, mercoledì 23 marzo, i testimoni di Geova ricordano “l’anniversario della morte di Gesù”. Ogni anno la “Commemorazione della morte di Gesù” viene celebrata dai testimoni di Geova nella data corrispondente al 14 nisan del calendario ebraico.In questi giorni è facile incontrare i Testimoni della nostra zona impegnati a distribuire inviti per questa loro celebrazione, la più importante di questa confessione cristiana, che trae origine dal comando che diede Gesù agli apostoli durante l’ultima cena: “Continuate a fare questo in ricordo di me”.Tra testimoni di Geova e simpatizzanti, lo scorso anno nel maceratese hanno assistito alle celebrazioni più di 1500 persone. In tutta Italia sono stati oltre quattrocentomila coloro che si sono radunati per l’evento nelle oltre 3mila comunità sparse su tutto il territorio nazionale e quasi 20 milioni in tutto il mondo.La celebrazione avrà inizio con un canto e una breve preghiera, dopodiché un ministro di culto pronuncerà un discorso che illustrerà le ragione per cui Geova Dio mandò Suo Figlio sulla terra a morire per tutta l’umanità. Come fece Gesù durante l’ultima cena, saranno passati fra i presenti pane non lievitato e vino rosso a simboleggiare rispettivamente il corpo e il sangue del Figlio di Dio. Infine, un altro canto e una preghiera concluderanno la cerimonia, che durerà complessivamente circa un’ora.Le celebrazioni verranno svolte anche in altre lingue: in quella albanese a Matelica alle ore 19.00, a Macerata in lingua spagnola alle ore 21.00 e in inglese alle 19.30 nelle rispettive “Sale del Regno”. Come avviene in tutti gli incontri dei Testimoni, l’ingresso è libero e non si fanno collette.Per chi fosse curioso di conoscere più a fondo questa realtà può collegarsi al sito www.jw.org
Al culmine di una progressione incalzante che ha coinvolto ed entusiasmato un pubblico attento e numeroso per quasi un mese di incontri, concerti e spettacoli di qualità, il festival “‘700MACERATA”, prodotto dalla Fondazione “Alessandro Lanari” con la direzione artistica di Gianni Gualdoni e realizzato in collaborazione con l’associazione “Il Glomere” e vari partner istituzionali del territorio, giunge al termine mercoledì 23 marzo presentando due diversi appuntamenti, entrambi di originale proposta e rara profondità.Alle 17, presso l’Aula Magna dell’Università con ingresso libero, il festival lancia la formula del “Salotto culturale”: appuntamento speciale con il sapore deciso della storia in un’atmosfera leggera che non vuole avere austerità da convegno né dibattito da tavola rotonda, quanto piuttosto presentare un racconto a più voci di studiosi ed esperti di vaglia su un filone tematico comune tra divulgazione e stimolo d’interesse, da viversi con la piacevolezza lieve di un incontro tra amici. Una formula innovativa di stimolo culturale di qualità che intende richiamare alla memoria l’uso, lo spirito di studio e la curiosità intellettuale delle antiche accademie. Con il titolo generale di “Aspetti dell’Atene delle Marche” per guardare da vari punti di vista la realtà maceratese del XVIII secolo, sono ben sette i relatori in programma, espressione delle principali agenzie culturali del territorio, da docenti dell’Università di Macerata a membri di FAI Macerata, Centro Studi Storici Maceratesi, Deputazione di Storia Patria per le Marche, Accademia dei Catenati: Carlo Pongetti, Gabriella Almanza, Maria Paola Scialdone, Nazzareno Gaspari, Francesca Coltrinari, Giacomo Alimenti. Coordina e interviene lo stesso ideatore e direttore di ‘700MACERATA, Gianni Gualdoni.Alle 21, alla Chiesa di San Filippo con ingresso libero, l’ultimo evento in cartellone: la Settimana Santa si offre infatti per una doverosa finestra sulla musica sacra a chiusura del festival, in un luogo emblematico come la bellissima chiesa filippina, che non costituisce solo uno scrigno di arte e devozione, ma richiama la profonda radice storica locale della tradizione musicale dell’oratorio. Con il titolo di “Preghiera di Musica”, il programma musicale presenta composizioni di Vivaldi e Pergolesi in versione asciutta e intima, interpretate dal soprano Pamela Lucciarini con Giovannimaria Perrucci all’organo antico, proprio in una sorta di preghiera in musica quale contributo al raccoglimento del rito pasquale e, come nell’uso filippino dell’epoca, l’esecuzione si fa forte della diretta parola di fede da parte della comunità di consacrati dei Figli del Sacro Cuore di Gesù, custodi della Chiesa, rilanciando l’antica pratica devozionale e rievocandone la preziosa radice culturale. Tra i brani di Vivaldi, “Salve Regina” e “In furore iustissimae irae” mottetto scritto tra il 1720 e il ‘25 durante un soggiorno romano, forse per il cardinale Ottoboni; di Pergolesi, brani dal Salmo 112 “Laudate pueri Dominum”.
Un pomeriggio di grandi emozioni a Domenica Live, il programma in diretta di Canale 5 condotto da Barbara D'Urso dove questo pomeriggio c'è stata un'ospite di eccezione: Maria Paola Rosini, la 18enne di Pollenza nata con la sindrome di Down e protagonista del film "Come saltano i pesci" in uscita il 31 marzo nelle sale cinematografiche.Il film, di cui ci stiamo occupando da tempo, è stato interamente girato nelle Marche e il regista Alessandro Valori e il protagonista Simone Riccioni sono entrambi maceratesi doc. Nel cast c'è anche un’esordiente nel cinema, Maria Paola Rosini, che interpreta il ruolo della sorella di Simone Riccioni. Ha fatto da trait d’union per questo felice incontro l’Anffas di Macerata, che ha seguito Maria Paola fin da bambina per la sindrome di Down e che ha patrocinato il film.Una emozionatissima Maria Paola è stata accolta calorosamente da Barbara D'Urso. La diciottenne pollentina ha detto di frequentare il quarto anno della Scuola Alberghiera a Cingoli e di non essere più fidanzata con Alex da pochi giorni: ""non avevamo più legame. L'ho lasciato io e lui se l'aspettava" ha detto Maria Paola che poi ha 'confessato' alla D'Urso di essere innamorata di Simone Riccioni "è più che amore... mi sono innamorata subito, quando l'ho visto sul set anche se sono amica della fidanzata su facebook. Lei è anche parecchio gelosa". Per quanto riguarda se stessa e i suoi progetti, la ragazza ha raccontato di aver "iniziato la scuola pensando di aprire un bar nell'agriturismo che ho in campagna. Adesso però vorrei fare l'attrice".Ma le grandi passioni di Maria Paola restano due: la prima è fare la ballerina e la seconda imparare a fare la parrucchiera. E la redazione del programma di Canale 5 le ha fatto due sorprese, regalandole due giornata in una rinomata parrucchieria e in una scuola di danza della capitale. "Non ti ho fatto ballare oggi in diretta" ha detto la D'Urso "per evitare che su internet finssero le immagini e dicessero che sfruttavo una ragazza con la sindrome di Down".Felicissima Maria Paola ha detto anche "ho il ballo nel sangue". Sul film, invece, ha raccontato che "la cosa più difficile è stata girare le scene di notte perchè temo un po' il buio". E' stato poi trasmesso un videomessaggio da Pollenza di tutta la famiglia Rosini con il papà che ha detto "hai coronato il tuo sogno, fare l'attrice e andare in televisione", mentre la mamma ha aggiunto "siamo orgogliosi di te". Per concludere, la sorella maggiore ha affermato: "Sei sempre stata la più coraggiosa della famiglia Rosini e anche oggi ne hai dato la prova". Un altro videomessaggio è arrivato poi da Simone Riccioni che, poi, è arrivato in studio per la grandissima felicità ed emozione di Maria Paola. Anche per Simone un videomessaggio dalla mamma che gli ha detto "hai mantenuto quello sguardo limpido che avevi fin da bambino e sei rimasto buono e generoso come eri", una sorpresa che ha commosso sinceramente e profondamente il 27enne attore maceratese.
Otello che andrà in scena allo Sferisterio la prossima estate ottiene già i primi successi. La rappresentazione del Macerata Opera Festival coprodotta con il Festival Castell de Peralada, in Spagna, ha ricevuto ieri sera il titolo di miglior produzione 2015 del Premio Campoamor, prestigioso riconoscimento lirico della critica musicale spagnola.Il regista Paco Azorín, che metterà in scena Otello anche allo Sferisterio, ha ritirato a Oviedo il premio insieme al direttore artistico del Festival di Peralada Oriol Aguilà, allo staff e a Gregory Kunde che, l’estate scorsa, ha interpretato il ruolo del protagonista. L’opera era stata diretta dal Riccardo Frizza, talentuoso Maestro di fama internazionale che tornerà a Macerata per dirigere l’opera verdiana.Otello inaugura il cartellone il 22 luglio e vedrà per la prima volta allo Sferisterio Stuart Neill (nel ruolo del titolo) e Roberto Frontali (Jago), oltre al debutto di Jessica Nuccio come Desdemona. Il giovane e talentuoso tenore marchigiano Davide Giusti vestirà invece i panni di Cassio.
È stata davvero memorabile la serata del “Convivio Settecentesco” di sabato 19 marzo al Teatro della Filarmonica, prodotta dalla Fondazione “Alessandro Lanari” in collaborazione con l’associazione “Il Glomere”: evento unico nel suo genere nel proporre un raro e raffinato abbinamento tra cena a tema di alto livello e spettacolo d’opera di rarissima esecuzione, entrambi all’insegna dell’altissima qualità di esecuzione, artistica e gastronomica. Memorabile per Macerata e non solo, visto che gli oltre 200 presenti che hanno esaurito in ogni ordine di posti la bella sala grande di Palazzo Bourbon Del Monte erano maceratesi ma anche “forestieri” provenienti dalla provincia di Ancona e dal fermano, non pochi intervenuti addirittura in costume d’epoca.Alla ricca cena ispirata al ricettario settecentesco del celebre cuoco maceratese Antonio Nebbia, perfettamente proposta dal Ristorante Due Cigni alla guida della chef Rosaria Morganti, ha fatto seguito l’esecuzione scenica di “Vespetta e Pimpinone”, intermezzo buffo di Tomaso Albinoni posto prodotto in collaborazione con il Festival dell’Opera da Camera delle Marche, che ha portato in prima assoluta sulla scena maceratese l’eleganza e la raffinatezza assoluta di un titolo emblematico, che oltre a rappresentare i caratteri più significativi della scuola musicale veneziana costituisce anche un importante stimolo culturale per i suoi contenuti narrativi, improntati alla descrizione dell’affrancamento della donna nella società con un senso della consapevolezza di sé e una coscienza civica che ha del prodigioso per i tempi, risalendo l’opera al 1708 e quindi 25 anni prima della “Serva padrona” di Pergolesi considerata un punto di svolta storico in tal senso.Ottima e apprezzata la resa scenica degli interpreti –la mezzosoprano Camilla Antonini nel ruolo di “Vespetta” e il basso Alessandro Colombo in quello di “Pimpinone”- e quella musicale dell’Orchestra “Accademia del Leone”, ensemble specialista del genere che suonava su strumenti antichi e secondo prassi esecutiva del’epoca; raffinata e di grande efficacia espressiva la curatissima regia di Gianni Gualdoni, impreziosita dai bei costumi appositamente realizzati da Giuliana Gualdoni.Applausi scroscianti e convinti da un pubblico attentissimo, coinvolto e conquistato dalle qualità del raro spettacolo, hanno decretato un successo pieno della serata che per la sua natura composita non aveva precedenti a Macerata e neanche nelle Marche: anche per questo la serata resterà fissata agli annali culturali della città, oltre che scolpita nel ricordo personale di chi c’era e ha potuto viverne direttamente le particolari emozioni d’arte e socialità.
Il "Premio Donna" 2016 abbraccia la lirica. Il Lions Club Civitanova Marche Cluana, presieduto da Roberta Di Marco, ha deciso di assegnare il prestigioso riconoscimento al soprano Inés Salazar.Il premio, voluto per rendere omaggio ad un personaggio di eccellenza femminile di particolare rilievo in campo nazionale ed internazionale, è stato fortemente voluto fin dalla nascita del Club, avvenuta 26 anni fa, per riflettere sulla condizione del lavoro al femminile, mettendo in luce ogni anno un contesto professionale diverso: il campo della lirica, seppure complesso, è universalmente fruibile ed ha un grandissimo valore formativo ed artistico.L'assegnazione al soprano, una scultura appositamente creata dall'artista Mauro Brattini, verrà conferita al teatro delle Logge di Montecosaro il prossimo 15 aprile, giornata di apertura del Concorso Lirico Internazionale “Anita Cerquetti”, giunto alla sesta edizione. Infatti Inés Salazar, soprano di fama internazionale dalla carriera esaltante che l'ha vista esibirsi con successo nei maggiori teatri accanto ai più grandi contanti lirici, direttori e registi del mondo, è da sempre presidente di giuria della manifestazione dedicata alla celebre cantante montecosarese.Grazie alla professionalità e alla passione del mastro Alfredo Sorichetti, direttore artistico del concorso Anita Cerquetti, insieme all’associazione musicale Gilfredo Cattolica, all'Amministrazione comunale di Montecosaro, all’Accademia Anita Cerquetti e alla collaborazione del Rotary Club Civitanova Marche, dei Lions Club Civitanova Marche Host e Civitanova Marche Cluana, sono stati premiati e valorizzati in questi anni giovani dalla vocalità straordinaria, autentici talenti della lirica che, anche grazie al Concorso, hanno iniziato una carriera professionale in grandi teatri.Nelle precedenti edizioni sono state insignite e hanno ritirato personalmente il "Premio Donna Lions Cluana", tra le altre, Renata Tebaldi, Valeria Moriconi, Donatella Girombelli, Rosanna Vaudetti, Liliana Cosi, Letizia Moratti, Ivana Spagna, Maria Grazia Capulli, Elisa Di Francisca e Carla Fracci.
Essendo arrivati al punto che quasi tutte le corali abbiano un proprio sito, un sito, sono di conseguenza migliaia quelli in circolazione sul web."Consapevoli del fatto che la posizione dei siti nella ricerca Google, grazie a vari fattori, sia dinamica, quindi soggetta a variazioni" raccontano i responsabili della corale Santa Cecilia di Montecosaro "abbiamo voluto vedere, scrivendo delle parole molto generiche, in che posizione si trovasse attualmente il sito della nostra corale. Ebbene, incredibilmente, digitando la parola "coro" lo abbiamo trovato in prima posizione, digitando "cori" idem in prima posizione, mentre con "corale" lo abbiamo trovato in terza posizione. Da ciò si deduce che, nell'ambito corale, il nostro sito sia assolutamente fra i più popolari e visitati d'Italia".Come mai un tale successo? Innanzitutto forse il fatto di possedere circa cinquemila spartiti selezionati e catalogati (sicuramente uno dei più grandi archivi d'Italia di musica corale), con conseguente continua richiesta di invio copie da parte di appassionati di tutta Italia. Poi, presumibilmente, per il fatto che il sito, grazie all'intensa attività che la corale Santa Cecilia svolge, sia molto movimentato: concerti effettuati e organizzati, messe cantate, sacre funzioni, manifestazioni civili, attestati ricevuti. E grazie all'organizzazione del Settembre Musicale Montecosarese che quest'anno si avvia alla ventinovesima edizione.A proposito di intensa attività, in anteprima possiamo svelare che ad ottobre la corale del direttore Giorgio Quattrini, canterà nella basilica papale di S. Pietro.
A pochissimi giorni dal debutto nelle sale cinematografiche, e dopo aver avuto graditissimi ospiti negli studi di Picchio News il regista Alessandro Valori e il protagonista Simone Riccioni, in anteprima proponiamo ai lettori del nostro giornale una clip di "Come saltano i pesci", pubblicata su Youtube dalla redazione di Youmovies.https://www.youtube.com/watch?v=QTdadtWOmTY
E' stata inaugura, presso lo Spazio Mirionima dell’Accademia di Belle Arti di Macerata la mostra di fotografia “Non chiudere gli occhi”, del fotografo maceratese Giordano Emiliozzi, a cura della Prof.ssa Lucia Cataldo, in collaborazione con il Centro Antiviolenza S.O.S. Donna della Provincia di Macerata.Il progetto fotografico di Emiliozzi, 18 immagini e uno slide-show, si ispira a fatti di cronaca realmente accaduti ma celati utilizzando bambole, "fashion dolls" che si trasformano in interpreti di brutali “messe in scena”. Ogni location è stata infatti scelta in base ai cruenti fatti di cronaca e il punto di vista è quello di un “silente testimone” che assiste alle violenze e con “distacco giornalistico” fotografa la scena del crimine quasi in tempo reale.La cronaca racconta troppo spesso di donne maltrattate, sfigurate, assassinate. L’artista vuole così scuotere le coscienze attraverso le immagini e abbattere la nostra “difesa percettiva” che senza accorgercene mettiamo in atto, con la conseguenza di far diventare queste tragiche notizie una routine che non implica quasi più un autentico coinvolgimento emotivo.Da questa realtà è scaturito per Emiliozzi lo stimolo per un progetto fotografico che non si conclude con questa mostra. L’intento, infatti, è molto più ambizioso poiché l’argomento del femminicidio necessita di essere approfondito non solo con le immagini, ma anche e soprattutto attraverso il dialogo e la condivisione di riflessioni in tutti gli ambiti della vita quotidiana: la famiglia, la scuola, le associazioni e ogni altro ambiente, per “non chiudere gli occhi”, mai più. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 31 marzo, dal lunedì al sabato ore 10-13 e 16-19 con chiusura il mercoledì mattina. Per le prenotazioni è possibile contattare il numero 347 7062389.
DRINKING WITH L. A. Un aperitivo con Alessandra LumachelliPossiedo ricordi quasi indelebili di ciò che mi mette allegria, che mi fa stare bene. Quindi, inevitabilmente, ho scene comiche e battute esilaranti impresse a fuoco nella memoria. Tipo l'autoradio estraibile, che l'attore Tullio Solenghi portava sottobraccio con nonchalance, entrando in scena negli spettacoli teatrali col Trio, ambientati in epoche storiche in cui l'autoradio non esisteva, non poteva esistere. Lo confesso all'attore Tullio Solenghi, che mi accoglie in platea poco prima dello spettacolo "Quei due", non appena finito il sound check. E sorride, bonariamente, di questo mio ricordo, che per me è un po' mitico. Ci sediamo sulle poltroncine rosse e iniziamo la chiacchierata "ufficiale", per voi, lettori di Picchio News.Se Tullio Solenghi non fosse un attore, che supereroe sarebbe e che superpoteri avrebbe?Addirittura un supereroe! No, io gli eroi li ho sempre odiati. Tra l'Iliade e l'Odissea, ho sempre preferito l'Odissea perchè il protagonista è un uomo qualunque, Ulisse, che ha fatto solo grandi opere di artigianato, tipo il cavallo di legno...di astuzia, ma di artigianato. Gli eroi "alla Achille", "alla Ettore" mi son sempre stati un po' antipatici. Quindi, diciamo che sarei un supernormale con dei non-poteri. Solo il potere di riuscire a socializzare col mio prossimo. Credo che sia una cosa fondamentale, per vivere nella civiltà di oggi.Tullio Solenghi e il Paradiso... (ride)Il Paradiso lo frequento spesso...ho iniziato vent'anni fa come anima del Paradiso e adesso ci sono ritornato come San Pietro: mi hanno fatto salire di grado. E aspetto una terza chiamata: allora sarò direttamente Dio, ecco. Quindi, rimandiamo la domanda a quando, da Dio, potrò dire delle cose ancora più clamorose!Meno male che non le piacciono i supereroi!! (ridiamo)Sì, è vero, mi sono smentito subito!Tullio Solenghi e i media, i mezzi di comunicazione di massa (vista l'autoradio..)I mezzi di comunicazione di massa, per me, sono soprattutto quelli della mia generazione, soprattutto la televisione generalista. Io ho iniziato sia come fruitore di televisione che lavorandoci. Prima c'era una rete sola, poi tre reti, poi la concorrenza Mediaset. Però la mia dimestichezza risale a quel periodo lì. Adesso chiaramente anch'io utilizzo la rete, però non sono un fanatico della navigazione. Mi documento molto, e sono appassionato di musica, quindi, ogni tanto vado a scovare su You Tube qualche autore. Essendo appassionato di musica barocca, cerco qualche autore, come Pierluigi da Palestrina, che mi piace particolarmente, ed oggi col vantaggio di You Tube lo si può sentire direttamente eseguito.Il drink preferito di Tullio Solenghi?Ma io analcolico...Non deve essere alcolico, hanno tutti questo fraintendimento!Il drink che per me è fondamentale è un bel pomodoro condito, per me è proprio la panacea.Cosa può fare Tullio Solenghi per salvare il mondo?Ma, nel mio piccolo, io da cinque anni sono diventato vegetariano. Io considero questa una mia scelta etica, pperchè quando si scopre che ci si può benissimo nutrire di vitamine e proteine senza uccidere gli animali, penso che sia inutile continuare a farlo. Di riflesso, è anche una scelta che riguarda anche la natura. Per mantenere gli allevamenti intensivi oggi si fa strage di foreste per i pascoli, si fa strage di acqua. Ho sempre in mente un dato che dà l'idea di quello che sto dicendo: per formare e costruire un chilo di carne, ci vogliono 100.000 litri d'acqua. Per un chilo di frumento, ne bastano 200. Quindi, secondo me il mondo, prima o poi, dovrà diventare necessariamente vegetariano per sopravvivere, perchè con una dieta vegetariana si riesce a sfamare sette volte la popolazione mondiale. Quindi, sarà una meta, prima o poi, obbligata.Ringraziando infinitamente Tullio Solenghi, e riflettendo...in alto i bicchieri ricolmi di succo di pomodoro, Amici! Alla prossima!Who's WhoPer chi non lo sapesse... Tullio Solenghi è un attore, regista teatrale, imitatore, personaggio televisivo. A 17 anni frequenta la scuola di teatro del Teatro Stabile di Genova, dove conosce Massimo Lopez. A 22 anni debutta in teatro con un'opera di Bertolt Brecht. Dal 1982 al 1994 fa parte del celeberrimo Trio, con Anna Marchesini e Massimo Lopez. Nel 1990 il Trio raggiunge l'apice del successo, con lo sceneggiato televisivo "I promessi sposi", parodia dell'omonimo romanzo del Manzoni, andato in onda su RAI 1, con una media di 11 milioni di spettatori ogni puntata (cinque in tutto). Il Trio si scioglie nel 1994, appunto, per volontà di tutti i componenti, perchè ognuno possa proseguire la propria carriera individuale. Su questa esperienza, Solenghi nel 1995 pubblica il libro "Uno e trino". E' la voce di Scar, nel film di animazione della Walt Disney Pictures, "Il re leone". Da circa vent'anni è testimonial di una nota marca di caffè, che ambienta i suoi spot in Paradiso. Insieme a Massimo Dapporto, è attualmente in tournée in tutta Italia con lo spettacolo "Quei due", per la regia di Roberto Valerio.
L'attesa ormai sta per finire.Mancano pochi giorni per l'uscita del film "Come saltano i pesci", un prodotto interamente del nostro territorio, a partire dal regista Alessandro Valori e dal protagonista Simone Riccioni.Il film girato quasi per intero nelle Marche, sarà proiettato in anteprima il 30 marzo a Campiglione di Fermo e il 31 a Macerata (alle 21) con la presenza del regista e del cast, con anteprima il 30 mattina per duemila studenti delle scuole superiori.Alessandro Valori e Simone Riccioni hanno parlato del loro lavoro negli studi di Picchio News.https://www.youtube.com/watch?v=VDpzMptFKzQ
Anche per questo 2016 si ripete il consueto appuntamento con la Sacra Rappresentazione Popolare della Passione di Cristo, sabato 19 marzo 2016, alle ore 21.00 (con rinvio a domenica 20 marzo in caso di maltempo).La “Passione di Cristo” in contrada Bura di Tolentino costituisce un messaggio evangelico di forte coinvolgimento popolare, un messaggio di speranza e di fede volto a sottolineare l’atmosfera della Settimana Santa. Si tratta di una rappresentazione artistico-religiosa che narra l’evento centrale della fede cristiana, la morte e resurrezione di Gesù, con mezzi espressivi moderni i quali non ne alterano l’eterna percezione dell’animo umano, anzi la rafforzano rendendola ancor più viva ed attuale. L’Associazione Don Primo Minnoni, dal nome del parroco che ideò la rappresentazione negli anni Sessanta, ha ripreso la tradizione dell’amato sacerdote nel 2002 e questo è il dodicesimo anno consecutivo che ripropone la manifestazione. Grande consenso è stato espresso in questi anni dalla popolazione, oltreché da esponenti autorevoli dell’ambiente artistico e di quello ecclesiastico. Ogni anno l’Associazione promotrice affronta un notevole sforzo organizzativo e tecnico anche perché il tragitto si sviluppa per circa 1km, lungo il quale si muove una sorta di palcoscenico itinerante. Quasi 200 figuranti in costume, che l’impostazione della sacra rappresentazione presenta come veri e propri figuranti-narratori, risalgono il pendìo della collina e gli “spettatori”, seguendo la scena in movimento, sono loro stessi parte integrante della narrazione mentre accompagnano Gesù fino al Calvario ed esprimono, pur non recitando, tutta la loro emozione. L’intima partecipazione degli spettatori è dovuta anche all’amichevole collaborazione di professionisti come Saverio Marconi (voce narrante), all’impostazione registica di Ada Borgiani, ai costumi di Carla Accoramboni, alle musiche di Aldo Passarini e ai volti prodigiosamente rappresentativi, pur se sconosciuti, dei figuranti che impersonano Gesù e Maria.Da febbraio 2010 la manifestazione è entrata a far parte di “Europassione per l’Italia”Nel settembre 2010 è iniziato un legame di amicizia e collaborazione con “La Passione” di Sordevolo (BI) che ha una tradizione secolare tra le più importanti in Italia.Un servizio gratuito di navette (a partire dalle ore 19,30) consentirà di raggiungere agevolmente la zona della rappresentazione. I punti di raccolta sono: il parcheggio delle Terme di S. Lucia e la piazza dell’ex-Consorzio in via Roma al centro di Tolentino.
Si rinnova l’appuntamento con «La passione» della parrocchia di Santa Croce di Macerata. Domenica 20 marzo allo Stadio della Vittoria di Macerata dalle ore 21 andrà in scena la rappresentazione vivente dei momenti che precedono la morte di Gesù.Le scene rappresentate all’interno del “campo dei pini” saranno, l’ingresso a Gerusalemme, l’ultima cena, la preghiera nel Getzemani e il sinedrio con i sommi sacerdoti la condanna di pilato. Successivamente la rappresentazione si sposterà fuori lo stadio per inscenare la via crucis lungo viale martiri della libertà, mentre la crocifissione avrà luogo nella scalinata d’ingresso della chiesa. Per l’occasione è stata predisposta la chiusura della strada che sarà facilitata dall’aiuto della protezione Civile. Novità di quest’anno sarà la presenza di un asino nell’ingresso trionfante a Gerusalemme con i bambini del catechismo parrocchiale.Oltre 80 i raffiguranti che per tutto il periodo quaresimale si sono ritrovati periodicamente per allestire al meglio le scene mentre le luci e l’impianto fonico è allestito dalla ditta fratelli Alfonzi che da alcuni anni segue con dedizione la rappresentazione e collabora con la parrocchia.Questa sarà la 12esima rappresentazione che dal 2005 si svolge ogni anno in occasione della domenica delle palme. Ideata da Giovanni Gentili, che ne cura la regia con l'aiuto di Elisa Marinsalta, l'intero evento è sostenuto dal parroco don Alberto Forconi.(di seguito le foto dell’edizione 2015 di Fabrizio Marinsalta)
Il 20 marzo alle ore 17.30 presso l’Auditorium Sant’Agostino di Civitanova Marche Alta sarà inaugurata la mostra “Incoerenze” dell’artista Daniele Cristallini, a cura della dott.ssa Enrica Bruni con il patrocinio del Comune di Civitanova, della Provincia e della pinacoteca civica Moretti.Una grande mostra che vedrà esposte solo opere di grandi dimensioni eseguite negli ultimi anni. La matrice astratta di questa esposizione, caratterizza l’incontro con l’autore, un professionista versatile – come ama definirsi – in grado di eseguire un lavoro con capacità, rispettando il valore di una committenza, base fondamentale per la vita di un pittore. L’evento è corredato da una particolarissima edizione d’arte eseguita per cristallini dalle grafiche Fioroni in tiratura limitata ed in “in-coerenza” con il corpus della mostra, avendo come soggetto piccoli quadri. Splendide anche le foto di Marco Tamburrini che ritraggono il maestro nel suo studio. La mostra è aperta al pubblico il sabato, la domenica e i festivi dalle 17 alle 20. Per gruppi e visite guidate è invece necessario prenotarsi ai numeri 0733891019 e 0733892650 o scrivere un’e-mail all’indirizzo info@pinacotecamoretti.it
In occasione delle festività di San Patrizio, Treia riapre straordinariamente le porte della bellissima "Villa la Quiete", meglio nota ai treiesi e ai cultori dell'arte, dell'architettura e della storia come "Villa Spada".Nei giorni scorsi, presso la Chiesa di San Filippo, è stata inaugurata la Mostra "La fabbrica di Villa Spada: dallo splendore di ieri al recupero di domani". La cerimonia è stata preceduta da una conferenza stampa nel corso della quale è stato sottolineato che la restituzione di Villa Spada alla disponibilità dei cittadini di Treia e di tutta la Regione Marche è un'occasione irripetibile per restituire ai monumenti del contesto urbano un ruolo davvero significativo.Con questo evento e la riproposizione di Porzioni del Parco della Villa, l’intento è di stimolare la partecipazione “diretta” alla ri-costruzione di una nuova idea di Città, (molti treiesi ricordano di aver trascorso bellissimi momenti come alunni dell’Asilo Savoia che ebbe sede in Villa Spada per più di 30 anni), sperando di risvegliare la “consapevolezza di avere a disposizione un luogo unico e bellissimo da recuperare anche attraverso la propria creatività”. Gli Architetti Curatori della Mostra (Marcelletti, Zippilli e Pagnanelli) hanno infatti agito in analogia alle cosiddette «visite guidate» che i dadaisti francesi introdussero nel 1920 a Parigi contro la monotonia urbanistica e il conformismo architettonico.Il Sindaco Franco Capponi sottolinea che Villa Spada, nell’impegno dell’amministrazione, non dovrà essere un monumento chiuso e autoreferenziale ma uno spazio aperto, un Parco storico, uno spazio verde dove i ragazzi potranno giocare e passeggiare liberamente.La mostra, con foto a cura del Fotoclub “Il Mulino”, un video di Fernando Palmieri e le bellissime tavole di rilievo della Villa, è stata voluta per tracciare una possibile via di rivitalizzazione e ristrutturazione del Parco e della Villa dopo più di 40 anni d’incuria e per mettere insieme idee di intervento funzionali, anche con il concorso di risorse private di aziende e cittadini, oggi molto vantaggiose grazie all’introduzione dell’ART BONUS. L’amministrazione ha già deliberato i primi interventi a cui i cittadini e le imprese potranno destinare vantaggiosamente delle risorse con Art Bonus: progetti di importo contenuto (30/80 mila euro) che potranno ridare presto il Parco alla Città, ai cittadini ed ai visitatori.Nel corso della conferenza stampa, inoltre, l’Assessore alla Cultura Edi Castellani ha anticipato che l’amministrazione sta lavorando, insieme agli architetti, per un convegno dedicato a Villa Spada, da inserire possibilmente nell’ambito dell’iniziativa “Gran Tour Cultura” prevista per il prossimo mese di maggio e che è in programma un progetto che coinvolgerà anche la scuola.La mostra dedicata a Villa Spada, il cui allestimento è stato coordinato dall’assessore Adriano Spoletini, rimarrà aperta fino alla prossima estate e offre ai visitatori la possibilità di apprezzare la bellezza e la maestosità della Villa e del suo meraviglioso parco. L’agronomo Luca Paparelli e il naturalista Carlo Nardi hanno curato i primi interventi di recupero del parco che sarà visitabile sabato 19 e domenica 20 marzo, in occasione di tre visite guidate (sabato alle 15.30 e domenica alle 10.30 e alle 15.30).Per chi volesse conoscere meglio la storia della Villa è possibile collegarsi al sito del Fondo Ambiente Italiano all'indirizzo http://iluoghidelcuore.it/luoghi/macerata/treia/villa-la-quiete-o-villa-spada-/80350
Stamattina presso la sala consiliare del Comune di Macerata si è tenuta una conferenza stampa volta a presentare l'iniziativa "Charity partner e il progetto Incontro l'Opera".All'incontro sono intervenuti Romano Carancini, presidente dell'Associazione Arena Sferisterio, Antonio Pettinari vice presidente, Luciano Messi sovrintendente e Francesco Micheli, direttore artistico del Macerata Opera Festival.In particolare Carancini ha sottolineato come il tema Mediterraneo della stagione lirica di quest'anno presti attenzione alle situazioni più complicate, ai drammi umani, ai lati in ombra della vita. "Il tema Mediterraneo dialoga con tutto ciò che può dare voce alla sensibilità delle persone, speriamo sia una voce alta come quella dei cantanti che si esibiranno allo Sferisterio" ha affermato.“Siamo grati alla città perché si sta evidenziando il grande affetto dei cittadini, sono numerosi coloro che vogliono essere al fianco dello Sferisterio”. Gli altri intervenuti hanno sottolineato come l'associazione Medici Senza Frontiere, scelta come charity partner della stagione lirica del 2015, si occupa di offrire assistenza medico-umanitaria a sfollati, rifugiati e richiedenti asilo in quasi 70 paesi.Nel 2015 inoltre l'MSF ha triplicato i propri soggetti per la migrazione in Europa e ha lanciato la campagna #Milionidipassi per descrivere i passi di chi è costretto a fuggire dai territori in guerra o quelli degli operatori che quotidianamente si impegnano per assisterli. Il MSF si basa sui criteri dell'indipendenza, dell'imparzialità e della neutralità e vuole offire la possibilità alle persone meno fortunate di raccontare la propria testimonianza. Il direttore artistico Micheli ha ribadito poi l'importanza dell'operazione sul territorio attraverso la formazione del nuovo pubblico con il progetto "Incontra l'opera" nel quale lo Sferisterio investe ogni anno e sostiene fortemente. Da quattro anni lo Sferisterio promuove la conoscenza della storia del teatro e del melodramma, i linguaggi, le opere con il progetto Incontra l’opera che si rivolge, in un caso, agli studenti degli istituti superiori e, nell’altro, alla cittadinanza. Quello riservato alle scuole, diversamente dagli anni passati, è un percorso strutturato durante tutto l’anno scolastico: partito con un incontro propedeutico in classe, curato dal segretario artistico Gianfranco Stortoni, sta ora attraversando la seconda fase, che prevede la partecipazione alla conferenza-spettacolo di Francesco Micheli nei vari teatri della provincia di Macerata. “L’opera lirica li riguarda - ha detto il direttore artistico -. Lo Sferisterio è lo stemma di questo territorio e tempio dell’opera e li invita a conoscere i titoli in cartellone, attraverso la musica, la letteratura, la storia, l’arte”.Quasi duemila studenti vengono coinvolti nei racconti dei protagonisti delle opere in cartellone - Otello, Norma e Il trovatore - con una parte interattiva che li vede sul palco ad interpretare la sfida tra Manrico e il Conte di Luna. La terza fase del progetto è la partecipazione ad una delle anteprime in programma a luglio, allo Sferisterio. “In questo modo gli studenti che, per aderire al progetto pagano una quota di 8 euro, quindi inferiore al prezzo del biglietto a loro riservato per le anteprime, 10 euro - ha sottolineato Messi -, hanno modo di conoscere nel corso dell’anno scolastico le opere, i nomi dei protagonisti, le arie più celebri, e arrivare alla recita con una buona preparazione”. I prossimi appuntamenti, sempre diretti da Micheli, sono il 5 e 6 mattino al Teatro Lauro Rossi e il 7 mattino al Teatro Leopardi di San Ginesio.Nello stesso periodo lo Sferisterio organizza due giornate di Incontra l’opera aperte a tutta la cittadinanza. Promosse dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria, sono in programma al Teatro Lauro Rossi di Macerata il 6 e il 7 aprile, sempre alle 21. La prima serata è promossa dagli Ordini degli Avvocati, dei Dottori Commercialisti, dei Consulenti del Lavoro e dal Collegio dei Geometri, mentre quella del 7 aprile dalle associazioni di categoria CNA, Coldiretti e Confartigianato. Il direttore artistico, accompagnato sul palco dalla pianista Cesarina Compagnoni e dal soprano So Eun Jeon, guiderà i presenti in un viaggio attraverso le storie dei titoli in cartellone. Le due serate sono ad ingresso gratuito e chi vuole si può prenotare dalla home del sito www.sferisterio.it. Il sovrintendente ha concluso offrendo alcuni dati della biglietteria: “le vendite sono buone e in linea con lo scorso anno, in cui furono davvero notevoli. Al momento abbiamo 8500 biglietti tra venduti e prenotati, con un incasso di circa 400mila euro”.
Si terrà sabato 19 e domenica 20 marzo a Treia la manifestazione "Gusti d'Autore" organizzata dalla locale Pro Loco con l'esposizione di circa 55 promotori delle produzioni agroalimentari di alta qualità, musei aperti sabato dalle 15 alle 21 e domenica dalle 10 alle 21, performance teatrali nei musei e degustazioni di prodotti locali come le frittelle di polenta, i calcioni treiesi e fagioli con le cotiche.Altri eventi previsti in questi giorni sono il laboratorio per bambini "Mani in pasta", la visita alla Villa Spada, il Convegno "Agricoltura al centro", spettacoli per bambini, la dog Dance-Agiulity-Dog, visite agli orti urbani e alle ore 21 di domenica la rappresentazione della Passione Vivente presso il Santuario del SS.Crocifisso.
Stamattina presso la sala consiliare del comune di Macerata si è tenuta la conferenza stampa per presentare il film "Come saltano i pesci". Sono intervenuti l'assessore alla cultura Stefania Monteverde, il regista Alessandro Valori, il presidente dell'Anfass Mario Sperandini, il vice-presidente Anfass Marco Scarponi e l'attore protagonista Simone Riccioni.L'assessore ha sottolineato come il Comune ha sostenuto positivamente il progetto in quanto il film presenta una storia positiva e riporta i paesaggi, la storia e le tradizioni di Macerata. Ha ricordato poi che il 30 marzo duemila studenti della provincia nell'ambito del "Progetto Cinema"si recheranno al cinema per vedere un'anteprima del film e fare esperienza così di una forma d'arte importante."Sosteniamo un film bello”, ha detto la vice sindaco “Facciamo i complimenti al regista, Alessandro Valori, un altro maceratese cittadino del mondo di cui siamo orgogliosi perché testimone di Macerata città della cultura. È una storia positiva che Simone Riccioni e tutti gli attori interpretano con bravura eccezionale. Racconta la ricchezza del nostro territorio con i paesaggi bellissimi ma anche con le tante collaborazioni che il progetto ha saputo raccogliere".Il regista marchigiano Valori e Riccioni invece hanno ribadito la qualità del prodotto sia per la scelta delle location sia in termini di risorse umane che hanno collaborato in team. “Un prodotto culturalmente di livello nazionale, non un film “camera e cucina” – ha sottolineato il regista Alessandro Valori - che ha coinvolto le risorse del territorio suscitando l’interesse e la partecipazione di quanti hanno creduto in questo progetto.” Nel cast anche un’esordiente nel cinema Maria Paola Rosini, maceratese di Pollenza, che interpreta il ruolo della sorella di Simone Riccioni. Ha fatto da trend d’union per questo felice incontro l’Anffas di Macerata, che ha seguito Maria Paola fin da bambina per la sindrome down e che ha patrocinato il film. Il regista Alessandro Valori, l’attore protagonista Simone Riccioni, insieme a Maria Paola Rosini, saranno i protagonisti dell’incontro condotto dalla giornalista Paola Olmi il 18 marzo, alle ore 18, nell’Aula Magna dell’Università di Macerata promosso, con il patrocinio del Comune, dall’Inner Wheel di Macerata. “E’ il contributo - ha detto la presidente Isabella Mori - che il nostro club ha voluto dare alla diffusione di questo lavoro ed alle tematiche molto interessanti di questo film”.Il vice presidente Marco Scarponi ha sottolineato come il film tratti la disabilità in maniera garbata e la persona disabile come un componente paritario della famiglia, in linea con la loro visione.Un prodotto interamente del nostro territorio, girato al 99% nelle Marche, che poteva rimanere tale, ma che si affaccia invece nel panorama cinematografico nazionale, “visti gli ottimi riscontri ottenuti a Sorrento i primi di dicembre per le Giornate internazionali del Cinema” ha sottolineato invece il produttore Mario Tordini.Come saltano i pesci è un film che parla di famiglia, una famiglia come tante altre ma che nasconde un segreto...un film coinvolgente, emozionante e pieno di sorprese. I protagonisti sono come pesci nel mare e, come fanno i pesci in natura, ognuno attua la sua strategia di sopravvivenza: c'è chi si unisce al branco e chi salta fuori dalla rete. Una storia che alla fine sa di buono.(Foto Si.Sa.)