In occasione del Giorno della Memoria venerdì 27 gennaio, alle 21, arriva al Teatro Lauro Rossi per i Concerti di Appassionata la prima produzione di Marcheconcerti: Le imperdonabili - “L'ultima lettera di Etty Hillesum” per attrice, quartetto d'archi, quartetto vocale e percussioni. Realizzato a Macerata con il patrocinio della Prefettura di Macerata e il contributo dell'ANMIG sezione di Macerata, si tratta di un lavoro musicale con mise en espace, appositamente commissionato a Silvia Colasanti, fra i più richiesti compositori europei, con scelte poetiche e drammaturgia di Guido Barbieri, basato sui Diari di Etty Hillesum, per molti divenuto una sorta di oggetto di culto, personalità irriducibile dentro una specifica categoria, interprete di un'unica ed estrema “resistenza” al progetto di annientamento nazista.
"Le imperdonabili", spiega Silvia Colasanti, "è un ritratto al tempo stesso musicale e teatrale di una delle più intense e commoventi figure del Novecento, Etty Hillesum”. La sua voce è affidata all'interpretazione di Clara Galante; le voci di altre “imperdonabili” - testi di Cristina Campo, Marina Cvetaeva, Sylvia Plath e Goliarda Sapienza - saranno intonate dall'Ensemble vocale Cantar Lontano, con il Quartetto Fauves e il percussionista Nino Errera a completare la parte musicale. Dirige Tommaso Ussardi. Aiuto regia Giovanna Spinelli. Regia di Alessio Pizzech.
Lo spettacolo, prima produzione di Marcheconcerti, rete regionale delle Marche per la musica classica e contemporanea, viene presentato nel contesto delle celebrazioni del Giorno della Memoria: debutta in anteprima nazionale giovedì 26 gennaio ad Ancona nell'ambito della stagione organizzata dalla Società Amici della Musica 'Guido Michelli' e replicherà il 30 gennaio al Teatro Rossini di Pesaro, nella 56a Stagione concertistica dell’Ente concerti pesarese.
I Concerti di Appassionata sono organizzati dall'Associazione musicale Appassionata con il contributo del Comune di Macerata, del Mibact, della Regione Marche, della Società Civile dello Sferisterio-Eredi dei Cento Consorti, dell'ANMIG sezione di Macerata, dell'Istituto Confucio. In collaborazione con Prefettura di Macerata, Marcheconcerti, Unimc, Abamc, Fondazione Carima.
Francesco "Frank" Ricci sarà in tour a febbraio. Ad affiancare il musicista di Corridonia ci saranno due leggende della musica, Chester Thompson alla batteria (Genesis) e Alphonso Johnson al basso (Santana).
Entrambi a breve voleranno dagli Stati Uniti.
Francesco presenterà il suo nuovo album "A Big Dream II" prodotto dall'etichetta anconetana "Cimbarecord" di Alessandro Galassi, insieme ad alcuni brani di Thompson e Johnson.
"A Big Dream II", sarà acquistabile dal prossimo 22 febbraio in versione CD ed in doppio vinile numerato (300 copie) direttamente dal sito www.cimbarecord.com.
Il tour partirà il 24 febbraio da Atene e terminerà il 3 marzo a Roma, al "Cross Roads", passando per lo storico "Blue Note" di Milano, per il "Bergkeller" di Reichembach, in Germania, il "Corinaldo in Jazz" al teatro "La Vittoria" di Ostra (AN) e in altre città ancora. Per saperne di più (prevendite biglietti, etc.) si può visitare il sito www.caprionieventi.it.
Scrivono di loro:
Chester Thompson. Dal Jazz (Weather Report), al Rock (Frank Zappa and the Mothers), al Pop (Genesis/Phil Collins) al Gospel (Ron Kenoly, Rebecca St. James), la batteria di Chester Thompson ha attraversato ogni genere scrivendo autentiche pagine di storia.
Alphonso Johnson. Grande innovatore del basso e famosissimo stickista jazz fusion. Nella sua carriera ha suonato e registrato con artisti come Weather Report, Carlos Santana, Billy Cobham, Wayne Shorter, Crusaders, Stanley Clarke, Quincy Jones, Sarah Vaughan, Phil Collins, Pino Daniele e molti altri.
Frank Ricci. Geniale chitarrista rock fusion italiano, ha collaborato con artisti di fama mondiale come Robben Ford, Stuart Hamm (Joe Satriani, Steve Vai), Paul Gilbert, Kee Marcello (Europe), Tony Esposito e molti altri ancora. Originale creatività compositiva, potenza rock, anima blues delle sue composizioni sono gli elementi della sua presa su pubblico ed artisti.
Ennesimo grande riconoscimento per Andrea Giandomenico, fotografo di Montecosaro, la cui foto campeggia da un paio di giorni, dopo essere stata selezionata tra migliaia, sulla pagina Facebook di National Geographic Italia, come immagine di copertina.
Soggetto del ritratto è una lince, immortalata durante un workshop fotografico in Norvegia, dal 22 al 27 gennaio 2016, organizzato dal maestro Luca Bracali, fotografo e documentarista di fama internazionale nonchè esploratore, ex conduttore televisivo Sky, attualmente regista di alcuni programmi Rai e docente di fotografia per Canon nei corsi Academy Passion Suite.
Cercando di spiegare quella foto, Giandomenico ci dice: "L'esperienza con la lince è stata un delle cose più emozionanti che mi sia capitata in ambito fotografico. Ci si arriva dopo una preparazione meticolosa fatta dal personale del parco, su come comportarsi durante la sessione, cosa fare e soprattutto non fare nell'incontro con i diversi tipi di animali" e prosegue dicendo: "Nel grandissimo parco ci sono bestie allo stato brado e molto pericolose, tra cui orsi, lupi ed appunto le linci. Una biologa, qualche tempo fa è stata sbranata dai lupi in pochi secondi, senza che i rangers abbiamo fatto in tempo ad intervenire, talmente fulmineo è stato l'attacco. Il giorno che siamo andati a fare quelle foto, alcune persone non sono venute perché non volevano correre rischi".
"Quando si incontrano i lupi.." prosegue Giandobakery (come è amichevolmente chiamato da Bracali) "si deve rimanere fermi senza fare movimenti bruschi o improvvisi, praticamente immobili, le braccia conserte e si aspetta che questi si avvicinino cercando di socializzare e farsi accettare in maniera molto lenta e graduale, in assoluto silenzio e senza avere indosso cose strane che possano attirare la loro attenzione, va tolto persino il cappello."
Queste sono le norme comportamentali per l'incontro con i lupi ma con la lince si agisce in maniera differente. Racconta infatti Giandomenico: "La lince è molto più pericolosa dei lupi e quando si incontra intervengono i rangers con secchi pieni di pezzi di carne cruda che tirano all'animale per placarlo ed evitare l'attacco ai visitatori. Non pensavo assolutamente che fosse un animale così grande ed ha degli artigli che possono uccidere con una semplice zampata".
Raccontandoci lo scatto, ci dice: "questa lince si muoveva in continuazione, a destra e sinistra, come stesse studiando la situazione poi si è fermata all'improvviso su un ramo, non distante da me e mi puntava come volesse dire: adesso ti mangio. Aveva uno sguardo fisso inquietante, è stato un attimo, avevo la neve fino alle ginocchia, ero pietrificato dalle emozioni e gelato dal freddo, ho scattato a raffica e fortunatamente sono riuscito a prenderla".
La foto in questione è stata spedita alla redazione di National Geographic tramite la sezione "foto dai lettori", come giornalmente fanno centinaia di persone da tutta Italia e soprattutto molti fotografi professionisti. Bisogna precisare infatti che Giandomenico, nonostante tutti i riconoscimenti italiani ed internazionali ottenuti finora, si definisce un semplice appassionato.
E' entrato nel mondo della fotografia da poco tempo, per l'esattezza nel 2013, quando un familiare, noto fotografo, lo invita ad iniziare e provare. E' stato subito amore e la sua forte passione lo ha spinto a studiare molto da siti e riviste del settore, da autodidatta, e soprattutto a migliorare costantemente la sua attrezzatura a cui tiene in modo particolare. In così poco tempo ha già cambiato quattro corpi macchina, restando sempre fedele al mondo Canon.
Le sue immagini sono state selezionate, sia come semplici foto dei lettori che vincendo dei concorsi a tema, su molte riviste del settore come: Photographes su monde, Photo Professional - Canon Edition, Foto Cult, Fotografare (una delle princiali in Italia) e proprio in questi giorni National Geographic Italia.
Le premesse ci sono tutte e sicuramente, tra qualche tempo, Giandomenico farà il salto di qualità ed inizierà una lunga e fortunata carriera da fotografo. Da parte nostra, i complimenti per quanto già fatto ed un grosso in bocca al lupo per il futuro.
L'artista di Treia, Alessia Corsalini, espone le sue opere nella prestigiosa galleria di fama nazionale olandese Graus Wonen, in Limburgo, dal 29 gennaio fino al 02 aprile 2017. L'evento ALESSIA CORS "IF THE IMAGE IS A TALE", sarà inaugurato il 29 gennaio insieme all'esposizione delle artiste olandesi Angelica Poels e Marjoke den Engelsen.
Le sue opere esprimono il desiderio di scoprire il vero significato delle cose, dal mistero della Natura, agli occhi delle persone nei suoi ritratti. Alessia ha sempre disegnato fin da bambina, e questa sua passione l'ha portata attraverso il mondo del design e della pittura. Sperimenta con i colori anche su ceramiche e tessuti e questo processo continua nelle sue grandi opere ad olio su tela. Inoltre fa macro fotografie, realizza sculture poetiche in fil di ferro, dipinge su grandi superfici per murales e scenari di teatro. Il suo lavoro è una continua ricerca, che evolve insieme alla sua vita stessa.
Così recensisce la sua collezione Alvaro Valentini: "Il volto è lo specchio della vita. In esso si depositano i sentimenti, le inquietudini, i tormenti dell’essere. La storia dell’arte ne è fulgida testimonianza. I grandi artisti, da Leonardo a Raffaello, da Cézanne a Klimt, da Picasso a Warhol, per citarne alcuni, ci hanno tramandato volti inimitabili e figure di ogni genere che narrano avventure esistenziali, riflettono ambienti e ceti sociali, denotano la cultura e lo spirito del tempo. Su questa linea si è mossa con felice intuizione e libera misura espressiva la pittrice marchigiana Alessia Corsalini, realizzando una serie di dipinti a olio che ritraggono gli abitanti dell’India del Sud, nel territorio di Tamil Nadu, dove ha operato come volontaria dell’onlus maceratese “Please Sound per i diritti umani”. Da questa stimolante esperienza è scaturito un reportage di Portraits pittorici che raccontano la condizione povera e desolata di quella gente attraverso gli sguardi stupefatti di bambini e giovani donne. Sono volti malinconici, labbra senza sorriso, occhi sbarrati che interrogano, immagini eloquenti di una realtà senza futuro. E’ singolare rilevare come dalle espressioni dei volti affiori un marcato senso di fierezza che eleva a universali valori di dignità il gesto più semplice, lo sguardo più innocente. Così è per Annie, Ale, Charu, Latife, come per Caro, Thabi, Naki, Thari e Nayagi, il cui tenero abbraccio suscita profonda commozione. Sono umili personaggi che senza parlare lanciano un accorato messaggio d’amore, una richiesta di aiuto e solidarietà. La nostra pittrice coglie l’etnia e l’ethos di questo mondo lontano, realizzando immagini di ampio formato (180 x 120/140 cm.) che vanno a comporre una scenografia scintillante di figure e ritratti dipinti in primo piano, come fossero destinati a grandi spazi all’aperto. Un espediente questo che dà forza vitale e tensione espressiva alle immagini. Il suo obiettivo è quello di scavare nell’anima dei vari soggetti. Per fare ciò enfatizza i tratti del volto con pennellate ampie, illumina gli occhi di luce profonda, caratterizza l’immagine con un uso quasi espressionista dei colori, evocando la vivacità dei costumi e degli ambienti visitati. In questa atmosfera ogni personaggio diventa un medium dialogante con il volto d’altri, un simbolo pulsante di verità e di candore. Nei grandi occhi azzurri dei bimbi si legge un’infanzia di cielo, nei visi delle giovani donne un riserbo quasi ancestrale, in tutti i soggetti il respiro dell’essere con tutte le sue ansie. Questo viaggio esplorativo nel misterioso mondo indiano ha toccato profondamente l’artista, rendendola più cosciente, partecipe e solidale con chi non ha voce e diritti. Il suo reportage di Portraits pittorici appare sospeso in perfetto equilibrio tra la visione razionale e il pathos emotivo. E’ uno spaccato d’umanità dolente e sofferta: bambini indifesi e ragazze in fiore che chiedono di vivere. Non inganni il colore della carnagione o i volti dipinti come maschere di una commedia umana senza fine. Essi sono i simboli autentici di un popolo fiero e orgoglioso in cerca di solidarietà, di condivisione e di riscatto. Il colore dei loro volti (e dei nostri) è scritto nella magica scala dell’arcobaleno della vita".
Da Manuela Berardinelli, presidente dell'Associazione Nazionale Alzheimer Uniti, riceviamo
Nel centro Italia c'e'un terremoto in atto da 5 mesi che finora ha prodotto più di 45.000 scosse.Assurdo parlare di emergenza siamo in una situazione conosciuta e tragicamente definita.Molti dei comuni più colpiti dal terremoto sono in montagna e di inverno soggetti a copiose nevicate.Vero anche che negli ultimi anni questo fenomeno si è attenuato ma è stata l’eccezione in quanto la regola è avere la neve.Da almeno 20 giorni si sapeva che ci sarebbero state temperature bassissime con grandi nevicate. Ora ciò che ci ripetono alle tv è che quanto è accaduto abbia dell’eccezionale, cioè vorrebbero farci passare come sorprendente ed insolita la nevicata che c’è stata.Inammissibile solo pensare di crederci considerando che parliamo di territori di montagna…
Conoscendo bene tutto questo (e cioè che sono luoghi dove nevica tanto…), avendo saputo dell’allerta meteorologica, si sarebbero dovute prendere tutte le precauzioni possibili comunque, figuriamoci in una condizione come quella attuale, dove paesi interi sono in ginocchio colpiti già duramente dal terremoto.Invece tutto ci ha colto come un evento imprevedibile, per cui abbiamo assistito a comuni e frazioni isolati, senza luce ne’ acqua su una popolazione che sottolineo vive già una condizione molto precaria (con tutto quello che ne consegue in particolare per le persone fragili ed i bambini), infrastrutture che non reggono, strade impraticabili.Questo quadro è surreale tanto che se non lo stessimo vivendo sembrerebbe incredibile…Ho letto diversi post sui social in cui in tanti se la prendono con Dio.Perdonate, e non lo dico perché sono cattolica, ritengo veramente che nostro Signore non abbia niente a che fare con tutto questo, credo che il disastro di quanto sta avvenendo sia imputabile solo all’assenza di una classe politica che è incapace di avere una qualsiasi linea di indirizzo ed ha una mancanza assoluta di coraggio nel fare le scelte.
Siamo abbandonati!La burocrazia regna sovrana, l’apparato amministrativo farraginoso però non è un’entità astratta piuttosto è fatto di persone che dovrebbero avere il buon senso di comprendere quando e come dare le priorità in base alle necessità reali.Ho sempre creduto che la politica debba essere al servizio della collettività. Per dare qualsiasi servizio però i requisiti essenziali sono due: conoscere l'esigenza per cui si offre la prestazione e avere la necessaria competenza sulla materia per cui ci si impegna.Chiedo di fare subito quanto si sarebbe dovuto da mesi, cioè pianificare soluzioni, progetti, mezzi, strumenti, modalità per uscire rapidamente da questa tragedia che si sta consumando sotto gli occhi di tutti.Ripeto quanto ho detto più volte e cioè che metto a disposizione la nostra Associazione per trovare tutti insieme soluzioni per l’immediato e progettazioni per gestire invece in futuro drammi simili.Sono certa che questo tipo di disponibilità vale per ogni rappresentante di associazione o società scientifica delle diverse tipologie tematiche.Questa terribile circostanza è così seriamente distruttiva che solo con un lavoro di squadra, nel rispetto dei singoli ruoli e competenze, partendo sempre dall’ascolto dell’esigenza vera di chi la vive, si possa avere la speranza di uscirne fuori…
A un anno e mezzo dalla sua morte Macerata torna a ricordare Dante Cecchi, il professore del sorriso, ma questa volta nella veste di autore teatrale.
Sarà la rassegna Il Teatro di Cecchi, infatti, con la rappresentazione delle sue sei commedie dialettali che verranno messe in scena da altrettante compagnie amatoriali del territorio - in programma al Teatro Don Bosco di Macerata dal 29 gennaio al 19 marzo - a celebrare la figura di uomo di teatro dello studioso maceratese.
L’iniziativa, che vede la paternità della compagnia Fabiano Valenti di Treia, è stata condivisa dal Comune di Macerata che l’ha patrocinata e presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa.
“Così come già accaduto con la giornata di studi e la presentazione del libro del Centro Studi Maceratesi – ha affermato l’assessore alla Cultura, Stefania Monteverde – anche questa iniziativa, rispettando l’ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale di Macerata, è stata organizzata per ricordare il professor Dante Cecchi, riflettere su una figura rilevante del nostro comune passato e per preservarne la memoria”.
Oltre al Comune la manifestazione è patrocinata dal Consiglio Regionale delle Marche e dalla Unione Italiana Libero Teatro delle Marche (Uilt).
Il programma della rassegna Il Teatro di Cecchi verrà inaugurato domenica 29 gennaio con la rappresentazione della commedia La pinzió messa in scena dalla compagnia teatrale Giovanni Lucaroni di Mogliano, il 12 febbraio sarà la volta della compagnia Don Valerio Fermanelli di Camporota di Treia con Comme lu sòle (ore 18), il 19 febbraio la compagnia teatrale In…Stabile di Civitanova Marche presenterà Lu postaréllu su la Cumune, il 5 marzo sarà il turno del gruppo Fabiano Valenti di Treia con Le votazió, il 12 marzo la compagnia Giovanni Ginobili di Petriolo si esibirà in Le pasció d’un curatu de cambagna, infine il 19 marzo toccherà alla compagnia Alternativa di San Severino Marche a concludere con Lo petrójo.
“Il mondo raccontato nelle commedie di Dante Cecchi – ha detto invece Fabio Macedoni, presidente della compagnia Valenti - è uno specchio interessante e variegato delle condizioni socio-economiche della nostra provincia dall’immediato dopoguerra fino a quasi la fine degli anni ‘80. Un mondo che aveva un suo colorito linguaggio: la lingua dialettale, che eccelleva per chiarezza e per lessico. Non c’è dubbio che i giovani di oggi, la cosiddetta generazione Z, potranno accostarsi a queste storie senza paura e senza avvertenze per l’uso; sarebbe una buona lettura di storia, la storia popolare che non si troverà mai nei libri, condita da quel buonumore necessario e da quell’ironia indispensabile per vivere la vita o per sognare un sogno”.
Nell’ambito della rassegna, la parte glottologico - linguistica delle commedie di Cecchi verrà presa in esame in alcune conferenze tenute da studiosi dell’Università di Macerata, coordinati dal professor Diego Poli.
Nel progetto dedicato a Cecchi rientra anche il volume in uscita della Fondazione Carima intitolato Teatro, nel quale viene pubblicata in raccolta la sua intera produzione teatrale, che comprende le già citate commedie dialettali e il testo Sacra rappresentazione della Natività e Passione di Nostro Signore su testi della Marca dal secolo XIII al secolo XIX.
Il libro è curato da Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Bologna e critico teatrale, che è anche l’autore dei saggi insieme allo stesso Fabio Macedoni, ed è corredato da intervento di Giovanni Cecchi, figlio di Dante.
La Fondazione Carima ha ritenuto doveroso rendere omaggio a questo illustre cittadino maceratese - ha spiegato la Presidente Rosaria Del Balzo Ruiti - che nel corso della sua lunga ed intensa carriera ha ricoperto anche il ruolo di Presidente della Cassa di risparmio della provincia di Macerata. La pubblicazione intende mettere in risalto il grande contributo che egli ha dato alla valorizzazione del dialetto maceratese, inteso come elemento costitutivo della nostra identità culturale e fondamentale patrimonio da preservare.
Il volume verrà presentato il 12 febbraio, alle ore 17, al Teatro Don Bosco, prima della rappresentazione di Comme lu sòle, in scena alle ore 18. Seguiranno altri incontri in diversi centri della provincia.
Biglietto 10 euro, ridotto 7 euro (under 25, over 65, diversamente abili e associazioni convenzionate), abbonamento 45 euro prenotabile fino al 28 gennaio al botteghino del Teatro Don Bosco (h 17 - 19).
Info e prenotazioni: info@compagniateatralevalenti.it; fb Compagnia Teatrale Valenti;
Tel. 335.7681738 (Fabio Macedoni), 320.4919737 (Marco Giachini), 348.0741032 (Quinto Romagnoli) h 15 – 19.
Civitanova Marche omaggia uno dei suoi più illustri figli, il grande basso-baritono Sesto Bruscantini e lo farà in una serata che si preannuncia memorabile, venerdì 27 gennaio alle 21,30 al Teatro Annibal Caro, il secondo appuntamento della nuova stagione lirica Civitanova all’Opera diretta dal maestro Alfredo Sorichetti.
Infatti si esibiranno due star della lirica, i baritoni Roberto De Candia e Alfonso Antoniozzi, accompagnati al pianoforte da Daniela Pellegrino, che sono stati allievi di Sesto Bruscantini e che oggi sono probabilmente i continuatori della grande scuola vocale e scenica del loro maestro. De Candia e Antoniozzi sono artisti invitati regolarmente a cantare nei teatri più prestigiosi del mondo quali La Scala di Milano, il Metropolitan di New York e il Covent Garden di Londra.
Una grande serata quindi che prevede anche delle testimonianze tratte dai ricordi di vita di quanti l’hanno conosciuto. Ospite d’onore sarà la Signora Angela Bruscantini, moglie del maestro.
Sicuramente un evento denso di emozione ed un abbraccio doveroso che Civitanova darà al grande Bruscantini che ha portato il nome della città nel mondo.
Info e prenotazioni al 346.3281446
Con uno spettacolo che promette letteralmente fiamme e scintille, non solo di divertimento, l’Istituto Confucio dell’Università di Macerata in collaborazione con il Comune si prepara a festeggiare il 28 gennaio il capodanno cinese, che segna il passaggio dall’anno della Scimmia a quello del Gallo, sotto l’elemento del Fuoco: un segno coraggioso e leale, ma anche vanitoso e presuntuoso. Novità di quest’anno sarà la partecipazione della Mutoid Waste Company, un gruppo di artisti e performer nato a Londra a metà degli anni Ottanta e con una "sede" a Santarcangelo di Romagna, diventato famoso per le gigantesche sculture saldate, anche semoventi, realizzate con materiale di recupero, dal sapore post-apocalittico. Una loro performance è stata inserita nella cerimonia di chiusura delle Paraolimpiadi estive 2012 di Londra. Il programma è stato presentato oggi dal rettore Francesco Adornato, dal sindaco Romano Carancini, dai vertici dell’Istituto Confucio Luigi Lacchè, presidente, Giorgio Trentin e Yan Chuyou, direttori, e dal direttore artistico Aldo Caldarelli. Presente anche il direttore generale Mauro Giustozzi e giovani docenti di cinese.
Già venerdì 27 gennaio dalle 17 nell’Orto dei Pensatori in via Garibaldi, trasformato in un piccolo borgo cinese, sarà allestito un “antipasto” in attesa del grande evento di sabato: canti e recitazioni a cura del Liceo Classico Linguistico “Giacomo Leopardi”, esibizioni di arti marziali dell’Accademia arti marziali “Giuseppe Giosuè, truccabimbi e tavoli per la cerimonia del tè. Giocolieri e artisti della Mutoid offriranno un’anteprima dei loro spettacoli di danza aerea e giocoleria con il fuoco.
La Festa della Primavera entra nel clou sabato pomeriggio. Giunta alla quarta edizione, la manifestazione, che nel 2016 aveva richiamato in piazza centinaia di partecipanti, anche quest’anno coinvolgerà oltre 50 locali del centro storico che si vestiranno a festa con lanterne rosse beneaugurali e, in molti casi, proporranno menù a tema. Un festoso corteo, con trampolieri, giocolieri, danza dei leoni e tamburini cinesi, partirà alle 16 da piazza Annessione e, attraversando piazza XXX Aprile, piazza Cesare Battisti, piazza Oberdan, piazza Vittorio Veneto e piazza della Libertà, arriverà intorno alle 17 in piazza Mazzini. Qui i festeggiamenti raggiungeranno il culmine grazie ai suggestivi spettacoli allestiti.
Attraverso la tecnica della creazione 3d e del videomapping di Luca Agnani, circa 100 metri quadri delle facciate dei palazzi che vanno da porta Mercato fino al palazzo dell’Ircr si trasformeranno per ricreare le suggestioni e le emozioni delle leggende e dei luoghi tipicamente cinesi. Si alterneranno, quindi, esibizioni di canto, ballo e arti marziali. Immancabile la tradizionale danza del dragone, simbolo di saggezza, potere e fortuna, a cura dall’Accademia arti marziali “Giuseppe Giosuè. In piazza Mazzini saranno allestiti anche stand gastronomici, che proporranno i classici ravioli di carne e gli involtini primavera, oltre a quelli per la dimostrazione di arte calligrafica, ritaglio carta e nodi cinesi. Gran finale con lo scenografico spettacolo della Mutoid Waste Company, che, per il capodanno cinese di Macerata, ha preparato un gigantesco drago di ferro lungo sei metri, un enorme gallo fiammeggiante e altre straordinarie sorprese.
La realizzazione del Capodanno Cinese è resa possibile grazie alla collaborazione dell’Accademia arti marziali “Giuseppe Giosuè, del Liceo Classico Linguistico “Giacomo Leopardi” di Macerata e dell’Accademia di lingua cinese delle Marche di Porto Sant'Elpidio.
Dopo il successo delle prime presentazioni, domenica 29 gennaio 2017 alle ore 18, fa tappa anche a Tolentino, presso la libreria Nautilus, il libro di Silvia Alessandrini Calisti, Sani e Liberi. La maternità nella tradizione marchigiana (sec. XVII-XX), Giaconi Editore.
Dialogherà con l'autrice Silvia Casilio, dell'Osservatorio di Genere.
Attraverso una ricerca accurata delle fonti bibliografiche e tramite 22 interviste l'autrice ha ricostruito l'esperienza della madre in un'epoca ormai lontana dall'attuale per distanza temporale, ma che, sostanzialmente, appare ancora presente inconsciamente nella memoria collettiva. Gesti, usanze, accortezze, credenze, superstizioni quasi del tutto svanite relative alla gravidanza, al parto e alla cura dei bambini nella tradizione popolare delle Marche riprendono vita nelle pagine del libro, risvegliando i ricordi di alcuni e suscitando lo stupore di altri.
Il lavoro è impreziosito dalle illustrazioni dell'artista Luisa Gianfelici.
Prefazioni della storica Silvia Casilio e della sociologa Claudia Santoni.
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Silvia Alessandrini Calisti, classe 1976, una laurea quadriennale in Lettere Moderne e una laurea specialistica in Archivistica e Biblioteconomia, entrambe con lode. Per diversi anni libera professionista nel settore bibliotecario, ha collaborato anche con l'Università di Macerata e con l'Università di Roma3. Nel 2010 fonda mammemarchigiane.it, portale rivolto alle famiglie, per il quale riceve il Golden Media Marche 2015 e il premio Impresa Donna 2016. Da sempre appassionata di folklore locale e microstoria, "Sani e Liberi" è il suo primo libro.
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Luisa Gianfelici, laureata nel 1997 presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata, dove ricopre da diversi anni l'incarico di Tecnico di laboratorio per la Cattedra di Tecniche Pittoriche, lavoro che svolge anche nella sede I.R.M. (Istituto Restauro Marche) di Montecassiano (Mc). Libera professionista nel campo delle Arti Applicate, del Restauro e della Progettazione Grafica e dell'Illustrazione. Ha partecipato a diverse mostre collettive e personali. Menzione d'Onore 2006 all'XI Premio Internazionale d’Illustrazione per l’infanzia Scarpetta d'Oro, Vigonovo (Pd).
Dopo aver rimandato il concerto di apertura della stagione del Macerata Jazz Winter a causa del maltempo che con forti nevicate ha bloccato intere zone del centro Italia, Musicamdo Jazz, associazione culturale che organizza la rassegna del Teatro Lauro Rossi, annuncia la nuova data.
Infatti l’appuntamento del 20 gennaio con Rosario Giuliani, Fabrizio Bosso, Enzo Pietropaoli e Marcello Di Leonardo, verrà recuperato martedì 4 aprile per chiudere il calendario della stagione jazz teatrale.
Chi ha acquistato il biglietto può chiederne il rimborso entro e non oltre il 3 febbraio recandosi presso la biglietteria dove ha effettuato l’acquisto o, in caso di acquisto online sulla piattaforma Vivatickets, seguendo le opportune procedure. Chi invece, avendo acquistato il biglietto del 20, vorrà e potrà comunque raggiungere il Teatro Lauro Rossi il 4 aprile, potrà presentare il biglietto acquistato sebbene riportante la data errata e gustarsi comodamente il concerto. Gli abbonamenti risultano validi anche per la nuova data.
Intanto grande attesa per l’unico concerto italiano del contrabbassista israeliano Omer Avital che, venerdì 10 febbraio alle 21.30, con il suo quintetto salirà sul palcoscenico del Teatro Lauro Rossi per il primo appuntamento della rassegna.
Macerata Jazz 2017 è possibile grazie al contributo fondamentale del Comune di Macerata e dell’Assessorato alla Cultura da sempre vicino al mondo del Jazz, del Cappellificio Hats&Dreams di Montappone protagonista per il secondo anno del progetto #JazzForHats, di Domizioli, Green Vision Ottica Pietroni, Quota CS Sport&Life di Sant’Elpidio a Mare e APM.
Dopo il successo dei concerti gospel nei teatri a Natale, l’XI° San Severino Blues Winter riparte sabato 28 gennaio con una cena-concerto nel Club dell’Hotel 77 di Tolentino, un’altra occasione solidale per continuare la raccolta di donazioni in favore dei terremotati.
Ricomincia con Ronnie Hicks, protagonista della scena di Chicago, riconosciuto e inserito nel 2016 nella Chicago Blues Hall of Fame come Master Blues Artist. Ronnie Hicks, tastierista e cantante soul, fa parte di quella schiera di musicisti turnisti, eroi del rhythm’n’blues e del blues, mai sufficientemente celebrati: impeccabile professionista, animato dal fuoco dell’improvvisazione è capace di scaldare una platea e tenere un palco, anche con un solo giorno di preavviso per un concerto. A metà degli anni ’70 costituisce la Masheen band con la quale registra e suona con veterani del soul come Cicero Blake, Artie Blues Boy White, Stan Mosley, o giovani come Nellie Tiger Travis e il blues rocker Jimmy Nick. Il suo album di debutto “All For You” ottene un grande successo negli Stati Uniti. All’inizio degli anni ’80 ha aperto i concerti di Albert King, Johnny Taylor e Like Tyrone Davis. Negli anni ’90 diventa famoso come musicista dei Kool & The Gang e Ohio Players. Questa vasta esperienza ha fatto diventare Ronnie Hicks, già abile e versatile strumentista capace di far lievitare la sua dolce emotività con le sfumature ritmiche e armoniche del jazz, anche uno showman completo. Al suo fianco l’eccellenza della chitarra blues italiana nel mondo, Luca Giordano, acclamato ospite e protagonista delle serate Club di San Severino Blues e dei festival internazionali insieme a Bob Stroger, Jimmy Burns, Billy Branch, Sax Gordon, Eric Guitar Davis, Willy Big Eyes Smith, Eddie C Campbell, Demetria Taylor, Quique Gomez, Nora Jean Bruso.
A Ronnie Hicks abbiamo chiesto che ricordo ha del suo periodo con Kool & The Gang, band partita con r&b e funk, poi esplosa commercialmente con la disco music?
“Con i Kool and The Gang c’era sempre una grande energia e in tutti i concerti si creava costantemente una perfetta intesa e coinvolgimento di tutto il pubblico. Ho imparato molto da quel periodo; ho imparato che le persone vogliono ascoltare buona musica, ma vogliono anche vivere una parte di quell'esperienza partecipando attivamente. Adoro quando questo accade: amo creare sinergia con il pubblico affinchè l’intera sala concerto diventi il "palco".
In Europa e in Italia sta tornando, anche fra i giovani, la passione per il blues, il soul ed il rock “vintage”, quello dagli anni ’50 fino ai ’70. In America si sente questo ritorno?
“Se ciò sta accadendo in Europa è sicuramente una cosa positiva. Negli Stati Uniti noto che ci sono moltissimi giovani che hanno grande determinazione e idee chiare su cosa vogliano suonare. Molti di loro senza dubbio sono attratti dalla musica vintage: negli States hanno la possibilità di conoscere ed “ereditare” questa cultura spesso proprio dai Maestri in persona. E’ molto importante che ci sia questo contatto e relazione tra giovani e musicisti più navigati. Spesso accade anche a me di circondarmi di giovani interessati a questa musica ed è bello sedersi a parlare e condividere le mie esperienze con loro. Oggi poi con l’avvento dei social media è possibile attingere a tantissimo materiale online, musica e video. Credo che molti giovani siano attratti dalla musica vintage per la sua “semplicità” e allo stesso tempo per l’incredibile groove di quei tempi. Noi Bluesmen abbiamo un detto: “Old School Never Die”.
Ronnie Hicks voce/piano Luca Giordano chitarra
Walter Monini basso Pablo Leoni batteria
info: tel 339.6733590 – pagina facebook/sanseverinoblues – www.sanseverinoblues.com
Tre su tre. Anche il terzo appuntamento della stagione A teatro con mamma e papà, promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Civitanova Marche, da Teatri di Civitanova, AMAT e Proscenio Teatro, ha incassato ieri (domenica 22 gennaio) il tutto esaurito.
In scena Raperonzola della Compagnia Rosaspina. Un Teatro di Forlì, “un lavoro che ha conquistato il numeroso pubblico presente - afferma il direttore artistico Marco Renzi -, con una qualità attoriale davvero notevole. La nota fiaba dei fratelli Grimm è stata raccontata con grande dinamismo e coinvolgimento, riuscendo a calamitare l'attenzione di tutti, piccoli e grandi, con un finale davvero emozionante al quale ha fatto seguito una lunga sequenza di applausi. Teatro ancora una volta gremito da famiglie provenienti non solo da Civitanova Marche ma anche dai paesi limitrofi, persone che hanno trovato nel teatro un momento di sano divertimento per loro stessi e per i propri figli, una proposta che mai come quest'anno aveva fatto registrare numeri così importanti”.
Prossimo appuntamento al Teatro Annibal Caro domenica 5 febbraio con Pippi Calzelunghe. Per questo spettacolo sono già stati venduti quasi 150 biglietti e si prevede un nuovo tutto esaurito. Chi volesse prenotare, può contattare Proscenio Teatro ai numeri 0734/40348-440361 (lun/ven 9-13,30) oppure 335/5268147.
E’ in arrivo a Pollenza Simone Cristicchi con “Mio nonno è morto in guerra. Voci, canzoni e memorie della Seconda Guerra mondiale”, spettacolo scritto e diretto dal cantautore romano. Una produzione A.m.a.t. realizzata in collaborazione con il Comune di Pollenza che andrà in scena mercoledì 25 Gennaio alle 21,15 presso il teatro “Giuseppe Verdi” nell’ambito della Stagione teatrale pollentina.
L’opera vede impegnati accanto a Cristicchi due musicisti notevoli come Riccardo Ciaramellari alla fisarmonica e pianoforte e Gabriele Ortenzi al theremin, strumenti giocattolo e sonorizzazioni. “Mio nonno è morto in guerra” è un vivace e appassionante mosaico di memorie, canzoni e videoproiezioni, i cui protagonisti sono piccoli eroi quotidiani, uomini e donne attraversati da uno dei più violenti drammi della Storia. Testimonianza reali e inedite raccolte dall’autore, che ci trasportano tra le voci potenti di un’umanità nascosta. Cambiando voci, abiti, musiche e atmosfere, l’istrionico “cant’attore” Cristicchi dà vita ad ogni singolo personaggio, in un caleidoscopio di emozioni capaci di commuovere e far sorridere amaramente su una delle più grandi tragedie mai accadute. Racconti come schegge di vita, aneddoti fulminanti, parole a volte taglienti come lame affilate. Voci autentiche che raccontano stupidità, assurdità e male di una guerra che non è mai finita.
Per informazioni e prenotazioni si può contattare il n. 349.4730823
L’artista Alessio Martinoli porterà in scena, come seconda tappa del tour marchigiano, presso ‘La Cantinetta’ di Macerata (Borgo San Giuliano, 97), un monologo ispirato alla vita e all’opera del primo stand up comedian della storia americana, questa sera, lunedì 23 gennaio alle ore 22.
Un progetto che nasce dall’affascinante e tragica figura del comico americano Lenny Bruce, morto prematuramente nel 1966; una vita fatta di provocazioni, scandali, processi in difesa della libertà di parola e di opinione.
Lo spettacolo intraprenderà un viaggio attraverso il cinema, la musica, la letteratura, il mito, fino ad arrivare ad interrogarsi sul senso stesso dell’essere ancora sul palco.
Un simposio: interrogare se stessi per interrogare il pubblico, senza filtri. (leggi qui)
Lo spettacolo sarà il primo appuntamento teatrale del 2017 previsto in Cantinetta, uno spazio che non vuole essere solo un luogo di aggregazione, ma anche un centro culturale, libero ed aperto ai progetti di innovazione artistica.
L’evento è realizzato dalla Cantinetta e dall’Associazione Asini Bardasci di Mondavio, in collaborazione con il Teatro Rebis.
Ingresso libero (riservato ai soci ARCI).
Si è svolta questo pomeriggio la tradizionale festa di Sant’Antonio, in Piazza XX settembre. La giornata è iniziata questa mattina con i mercatini di prodotti alimentari dei paesi dei Sibillini vittima del terremoto e con le attività organizzate per bambini e ragazzi, quali i giri a cavallo in un’area della piazza appositamente allestita. Oltre a questo, c’è stata anche la possibilità di adottare direttamente i cani ospitati dal canile municipale di zona, i quali sono stati accompagnati in giro per il centro con una simpatica targhetta sul collare con su scritto “cerco casa”.
Alle 17:00 è iniziata poi la celebrazione della messa, con un palco allestito di fronte l’ingresso dei giardini pubblici, la quale si è conclusa alle 17:30 con la tradizionale benedizione di tutti gli animali presenti. L’affluenza dei cittadini è stata buona, grazie anche alle condizioni meteo favorevoli, contrariamente alle previsioni metereologiche che avevano dato pioggia per tutta la giornata di oggi. Molti i cittadini che hanno portato i propri animali domestici.
Alla fine della messa sono intervenuti il vice sindaco Silenzi e l’assessore Cristiana Cecchetti. Il primo ha preso la parola per specificare che tutte le offerte devolute in questa giornata saranno raccolte in un fondo comune la cui co-gestione è affidata ai sindaci delle zone terremotate. Questo fondo sarà quindi utilizzato per comprare tutto ciò di cui le popolazioni vittime del sisma hanno realmente bisogno, ha tenuto a precisare il vicesindaco. Oltre alle tradizionali panette, c’è stata la possibilità di acquistare lo speciale calendario “Civitanova si fa in 12”, realizzato con i dodici dei migliori scatti pervenuti tramite un recente contest fotografico il cui tema principale era la città di Civitanova Marche e i suoi scorci. Successivamente, l’assessore Cecchetti ha ringraziato per tutti quei beni che sono stati raccolti ed inviati alle zone del sisma, ed ha ringraziato la donna che ha adottato Tequila, un cane del canile di zona, per il proprio padre, perché “meglio un cane che un antidepressivo”.
Infine, l’organizzazione ha ringraziato tutti i partecipanti per l’affluenza e per la solidarietà invitandoli agli eventi futuri.
Ottima partenza per la rassegna Cecchetti in Jazz. Le condizioni avverse degli ultimi giorni, con la neve che ha fortemente condizionato la viabilità e le 4 scosse di terremoto di mercoledì, non hanno scoraggiato gli amanti della musica.
Oltre 130 gli spettatori al Cecchetti che ieri sera hanno assistito al concerto in esclusiva, Marco Postacchini octet feat. Fabio Zeppetella.
Era la prima volta che la band composta dal musicista fermano si esibiva insieme ad uno dei migliori chitarristi e compositori italiani: Zeppetella appunto. Con loro hanno suonato Francesco Lento alla prima tromba, Samuele Garofoli alla seconda tromba, Simone La Madia al sax alto e soprano, Massimo Morganti al trombone, Emanuele Evangelista al piano e al fender rhodes, Gabriele Pesaresi al contrabbasso e Alessandro Paternesi alla batteria.
Grande soddisfazione da parte degli organizzatori e dei curatori della rassegna, Gianluca Diomedi e Luca Scagnetti.
Cecchetti in Jazz è organizzato da Comune e Teatri di Civitanova, in collaborazione con AMAT e Made Again. La rassegna è resa possibile grazie anche ai partner Mediterraneo, Mescola, Dimorae, Sider e Abbey Road Music Shop. Il prossimo concerto in programma è giovedì 16 febbraio con Flavio Boltro, con il suo BBB Trio, una serata fatta di atmosfere liriche e ritmi serrati, tra elettronica, jazz energico e improvvisazioni aperte.
Countdown verso l’apertura della XXVIII Edizione di Musicultura.
Mancano pochi giorni all’inizio delle attese audizioni live dei 60 concorrenti selezionati sugli 800 iscritti al Festival 2017, gli artisti avranno l’opportunità di esibirsi davanti alla giuria di Musicultura eseguendo rigorosamente dal vivo tre brani del proprio repertorio, dodici giorni di spettacolo aperti al pubblico e distribuiti nei quattro week end di fine gennaio e inizi febbraio nell’ormai storico Teatro della Società Filarmonico Drammatica di Macerata. Un emozionante viaggio sulle diverse realtà musicali del paese che per il 2017 toccherà tutti i venerdì, sabato e domenica compresi fra il 27 gennaio e il 19 febbraio e che porterà a Macerata oltre i 300 musicisti da tutta Italia, i grandi ospiti amici di Musicultura, in qualità di padrini. Ad inaugurare l’apertura il prossimo 27 gennaio Alberto Fortis, il grande cantautore che con canzoni come “La sedia di lillà”, “Il Duomo di notte”, “Milano e Vincenzo” e “Settembre” ha dato un contributo significativo nell’arricchimento del grande canzoniere della musica d’autore italiana. Venerdì 3 febbraio sarà la volta di Mario Venuti che torna come ospite di Musicultura a undici anni di distanza dall'esibizione allo Sferisterio in coppia con Niccolò Fabi. Indimenticabile anche il set tutto siciliano in coppia con Carmen Consoli risalente a qualche edizione prima del Festival. Venerdì 17 febbraio direttamente da Sanremo, Maldestro, vincitore della XXV edizione di Musicultura, salirà sul palco della Filarmonica sette giorni dopo l'esperienza all'Ariston, dove con il brano Canzone per Federica, gareggia fra le nuove proposte del Festival di Sanremo 2017.
Oltre all’ ambito premio della giuria per la migliore esibizione della serata, anche quest’anno il pubblico della Filarmonica potrà dire la propria, votando gli artisti preferiti direttamente dal telefonino, grazie alla collaborazione con l’ Università di Camerino e all’apporto dato dagli studenti della facoltà d'informatica nell’ideazione del sistema di voto operativo dedicato alle audizioni live di Musicultura.
Al termine delle audizioni, verranno selezionati in nomi dei sedici finalisti le cui canzoni andranno a comporre il CD compilation della XXVIII edizione del concorso e saranno presentate in anteprima nazionale sabato 1 aprile al Teatro Persiani di Recanati.
Radio1 Rai, partner ufficiale di Musicultura, farà conoscere al grande pubblico le canzoni dei giovani talenti del Festival che saranno poi affidate al giudizio finale del prestigioso Comitato Artistico di Garanzia composto da:
Enzo Avitabile, Claudio Baglioni, Luca Carboni, Ennio Cavalli, Carmen Consoli, Simone Cristicchi, Gaetano Curreri, Teresa De Sio, Niccolò Fabi, Tiziano Ferro, Max Gazzè, Giorgia, Lo stato sociale, Maurizio Maggiani, Dacia Maraini, Mariella Nava, Gino Paoli, Vasco Rossi, Enrico Ruggeri, Paola Turci, Roberto Vecchioni, Antonello Venditti, Sandro Veronesi, Federico Zampaglione, Stefano Zecchi. Il lungo cammino di Musicultura 2017 terminerà a giugno quando gli otto vincitori finali saliranno sul palco dell’Arena Sferisterio di Macerata e al vincitore assoluto decretato dal pubblico andrà il Premio UBI – Banca Popolare di Ancona del valore di 20.000 euro.
Tra gli artisti selezionati due i marchigiani: Piero Romitelli di Morrovalle e il Gruppo La Base capitanato da Francesco Fioravanti di Ascoli Piceno.
GLI ARTISTI IN CONCORSO 2017
A seguire i nomi degli artisti selezionati e relative città di provenienza:
Francesco Balasso (Thiene – VI), Buva (Cerignola – FG), Ambra Calvani (Roma), Andrea Delrivo (Bologna), Nunzia Bi (Telese Terme – BN), T;nagai (Barletta – BT), Le Larve (Roma), Giulia Catuogno (Palermo), Cauteruccio (Arezzo), Bruschetta Brothers (Trento), Riccardo Ceres (Santa Maria Capua Vetere – CS), Lucio Corsi (Castiglione della Pescaia – GR), Shark e Groove (Siderno – RC), L'Armeria Dei Briganti (Capoterra – Cagliari), Bob Messini (Bologna), Il Grande Capo (Formia – LT), Makardia (Avellino), Giorgieness (Milano), Luca Dolci (Forlì), Doro Gjat (Dolmezzo – UD), Roberta Dragone (Monza), Antonio Ferrari (Piacenza), La Base (Ascoli Piceno), Punto e Virgola (Forlì), Nico Gulino (Erice – TP), Antonio Langone (Roma), Mirkoeilcane (Roma), Marte (Monza), Teo Manzo (Milano), Alfredo Marasti (Pistoia), Gigi Marras (Cagliari), Jess (Chianciano Terme – SI), Luca (Molfetta - BA), Peligro (Vignate – MI), Gian Piero Milanetti (Roma), Tano Mongelli (Toritto – BA), Frè Monti (Castellarano – RE), Luce (Bari), Amarcord (Scandicci – FI), Vincenzo Musto (Napoli), Francesco Papageorgiou (Parma), Salvario (Torino), Lovain (Grottaglie – TA), Eugenio Rodondi (Collegno – TO), Piero Romitelli (Morrovalle – MC), Lene (Vimodrone – MI), Nico Sambo (Livorno), Lorenzo Santangelo (Sydney), Francesca Sarasso (Vercelli), Irene (San Sebastiano al Vesuvio – NA), Simona Severini (Gorgonzola – MI), Jaspers (Asti), Alessandro Sipolo (Brescia), Lastanzadigreta (Torino), Marilisa Ungaro (Ischia – NA), Valeria Vaglio (Roma), Agnese Valle (Roma), Virginia Veronesi (Lodi), Lumanera (Avellino), Rachele (Caltanissetta).
"Abbiamo già vinto, avendo Peter Greenaway qui con noi". Così il sindaco di Recanati Francesco Fiordomo nell'incontro con il regista gallese coinvolto nel progetto di candidatura a capitale italiana della cultura 2018. Recanati, candidata con altre 9 città, da Trento a Palermo, è reduce dall'audizione che si è svolta al ministero di Roma. La commissione giudicatrice è al lavoro e comunicherà la vincitrice il 31 gennaio.
"Abbiamo bisogno di personalità e artisti che sappiano gettare lo sguardo oltre l'infinito. Il nostro progetto è incentrato sulla bellezza, la qualità e la capacità di accogliere", ha aggiunto Fiordomo . "Conoscevo sia Giacomo Leopardi che Lorenzo Lotto, ma non il loro luogo di origine e in cui hanno lavorato. Questa città - ha detto Greenaway - mi ha dato immediatamente impressioni positive. E' tempo di iniziare a sognare, immaginare e creare, e mi auguro di realizzare qualcosa di gratificante che possa valorizzare i tanti personaggi importanti di questi luoghi, questa terra e comunità".
Il Coro Sibilla C.A.I. di Macerata organizza un concerto dal sapore di solidarietà: "Vogliamo portare un po' di serenità e allegria alla gente di Muccia con il nostro canto in un momento difficile per loro".
Il concerto si terrà venerdì 27 gennaio alle ore 21, presso la tenso struttura di Muccia.
L'ingresso è libero.
Terzo evento in agenda per la stagione teatrale al Mugellini di Potenza Picena. Un fine settimana con un doppio appuntamento in compagnia del “Casalino Show”: sabato 21 gennaio alle ore 21,15 e domenica 22 gennaio alle 17,15.
Ideato e diretto da Alberto Manini per le coreografie di Chiara Bianchini. Un po’ avanspettacolo, un po’ varietà, un pò cabaret, ma tanto divertimento per uno spettacolo interamente sorretto dalla bravura dell’artista portopotentino Alessandro Casalino, presentatore ed interprete dei molteplici personaggi che interverranno sul palco, per un originale “One Man Show”. A completamento del cast, tre impeccabili performers (anch’esse made in Potenza Picena), Ilaria Di Chiara, Silvia e Ilaria Gattafoni.
Info e prenotazioni 377.9529217.