Il MIDAC - Museo Internazionale Dinamico di Arte Contemporanea è un progetto di Terra dell’Arte, associazione culturale internazionale, nato grazie alla collaborazione con il Comune di Belforte del Chienti. Ospitato nell'ex Chiesa di San Sebastiano, il Museo raccoglie una vasta collezione di opere di arte contemporanea, tra pittura, scultura, fotografia, arte digitale e video-arte, realizzate da artisti di tutto il mondo.
Diretto da Alfonso Caputo e Laura Castanedo, curatori e fondatori di Terra dell’Arte, il Museo è un centro dinamico di sperimentazione e dialogo culturale, che ha dato vita a numerosi progetti internazional. In questa intervista, Alfonso Caputo ci racconta la visione e il percorso che hanno reso il MIDAC una realtà di riferimento nell'arte contemporanea globale.
"Terra dell'arte opera a livello internazionale in diversi Paesi del mondo. Nel corso degli anni ha creato una rete relazionale tra molti artisti sparsi per il mondo. Da questo è nato il progetto del Midac, che è una collezione permanete esposta fisicamente dal 2016 nell'ex chiesa di San Sebastiano, nel centro storico di Belforte del Chienti in visione di una convenzione tra Terra dell'arte e il comune di Belforte - spiega il direttore Alfonso Caputo - Si tratta di un museo provato in uno spazio pubblico. La collezione comprende artisti di tutto il mondo ed è in continuo aggiornamento. Visitando il sito midac.wordpress.com è possibile prendere la visione di tutti gli eventi e anche del catalogo digitalizzato della collezione museale".
Continua poi Caputo: "Oltre la collezione permanente nel sito è possibile informarsi sugli eventi che ogni anno organizziamo e al tempo stesso mostre personali di artisti che ospitiamo. In questo momento nello spazio dedicato alle mostre temporanee è visibile ancora la personale di Annalisa Grassi, incentrata sul concetto dell'urbex".
"Abbiamo deciso di adottare un sistema di prenotazioni perché sarebbe oneroso per noi tenere il museo sempre aperto. Chiunque voglia visitarlo può trovare i contatti sul sito midac.wordpress.com".
Il regista Damiano Giacomelli, fondatore di Officine Mattòli e già noto per il suo lavoro nel campo del documentario e dei cortometraggi, è stato inserito tra le nomination finaliste della categoria “Miglior esordio alla regia” ai prestigiosi Ciak d’Oro 2024. Il suo film Castelrotto ha già superato i primi due turni di selezione, raggiungendo le ultime 5 posizioni in lizza per il grande premio popolare del cinema italiano, che sarà assegnato direttamente dal pubblico.
I Ciak d'Oro, che rappresentano un'importante vetrina per il cinema italiano, mantengono la tradizione di essere il “premio del pubblico”, con spettatori e lettori di Ciak Magazine chiamati a votare i propri preferiti direttamente sul sito ufficiale della rivista, ciakmagazine.it. Un'opportunità unica per i fan del cinema di esprimere la loro preferenza e influenzare il destino dei film e dei registi in gara.
Damiano Giacomelli ha percorso un lungo cammino nel mondo del cinema, iniziando con gli studi universitari in comunicazione e un master in scrittura cinematografica. Dopo aver lavorato come filmmaker indipendente su inchieste televisive a tema sociale, Giacomelli ha fondato nel 2010 il centro di formazione Officine Mattòli a Tolentino, dove ha dato vita a numerosi progetti cinematografici che spaziano dal documentario al cortometraggio, con un’attenzione particolare per temi sociali e culturali.
Nel corso della sua carriera, ha ricevuto riconoscimenti in festival nazionali e internazionali, consolidando la sua reputazione nel panorama cinematografico. Il successo ottenuto con il documentario Noci sonanti e con i cortometraggi La strada vecchia e Spera Teresa ha preparato il terreno per il suo esordio alla regia, avvenuto nel 2023 con il film Castelrotto. Questo progetto ha suscitato l'interesse di pubblico e critica, portando Giacomelli a essere candidato a uno dei premi più ambiti del cinema italiano.
Il regista di Castelrotto invita tutti gli appassionati di cinema e i suoi sostenitori a partecipare al voto per i Ciak d’Oro 2024. È possibile esprimere la propria preferenza per Damiano Giacomelli nella categoria “Miglior esordio alla regia” visitando il link ufficiale della votazione. Ogni utente può votare una sola volta al giorno, un’opportunità che consente di sostenere concretamente il talento di un regista che, partendo dalla sua terra, ha saputo portare la sua visione artistica a un pubblico sempre più vasto.
L’ingresso di Castelrotto tra le nomination ai Ciak d’Oro è un segno del crescente apprezzamento per il lavoro di Giacomelli, che ha saputo raccontare una storia che tocca temi universali con uno stile unico e autentico. Il film è il frutto di anni di esperienza e passione per il cinema, e rappresenta un importante passo avanti per un regista che ha sempre puntato su una narrazione profonda e coinvolgente.
La bellezza non è perfezione. È il segno dell'umanità, l'eco delle emozioni, la traccia lasciata dagli errori. È questa la lezione più grande che Pier Paolo Pasolini ha trasmesso a Dante Ferretti, scenografo maceratese tra i più grandi della storia del cinema, che oggi celebra quel rapporto unico con il libro "Bellezza imperfetta. Io e Pasolini", curato dallo scrittore David Miliozzi.
Dopo il successo della sua prima autobiografia, "Immaginare prima. Le mie due nascite, il cinema, gli Oscar", in cui Ferretti ha raccontato la sua vita dagli anni '40 fino al suo arrivo a Hollywood, ora lo scenografo regala al pubblico un memoir dedicato al legame speciale con Pasolini. Il libro è infatti dedicato al racconto del rapporto di Ferretti con Pier Paolo Pasolini, suo primo maestro e mentore, con cui ha lavorato per 12 anni, realizzando 8 film che hanno segnato un'epoca.
La collaborazione iniziò nel 1964 con "Il Vangelo secondo Matteo" , un'esperienza che avrebbe tracciato la strada per una carriera straordinaria. A soli 25 anni, Ferretti firmò la sua prima scenografia per Pasolini con il film "Medea" , interpretato da Maria Callas. “Pasolini aveva il dono di riconoscere il talento nei giovani e sapeva valorizzarlo” racconta Miliozzi. Da quel momento, Pasolini volle Ferretti in tutti i suoi film, dalla "Trilogia della vita" (Decameron, I racconti di Canterbury, Il fiore delle mille e una notte) fino al controverso "Salò o le 120 giornate di Sodoma" , ultima opera del regista prima della sua tragica scomparsa nel 1975. “Il giorno in cui è morto Pasolini è come se fossi morto anche io” , confessa Ferretti nel libro, ricordando con infinita tristezza quella notte al Lido di Ostia, un evento che segna il 2025 con il cinquantesimo anniversario.
Come ci spiega David Miliozzi, Ferretti dedica queste pagine a celebrare l'amore e la gratitudine verso Pasolini, con cui aveva un rapporto quasi alchemico. Nonostante la confidenza maturata negli anni, i due si sono sempre dati del “lei”, mantenendo una distanza formale che non ha mai intaccato la profondità della loro complicità. Momenti memorabili, come la visione della storica Italia-Germania 4-3 a Parigi insieme a Maria Callas, testimoniano il legame speciale che li univa.
Inoltre nel libro, Ferretti pubblica per la prima volta i bozzetti ei disegni scenografici realizzati per Pasolini, accostandoli ai fotogrammi dei film, a dimostrazione della perfetta sintonia tra i due. “Quando disegnavo un bozzetto, Pasolini girava partendo da quello”, ci spiega Miliozzi, sottolineando la fiducia fra i due e il rispetto reciproco.
“Sentire Dante Ferretti raccontare Pasolini è come avvicinarsi al più grande intellettuale del Novecento”, confessa David Miliozzi, che attraverso questo libro ci offre un ritratto intimo e potente di due giganti della cultura italiana.
Nato dal sodalizio artistico tra due menti geniali, questo volume non è solo un tributo a un maestro, ma anche una riflessione su un concetto di bellezza autentico, che vive nell'imperfezione e nella libertà creativa. Con bozzetti inediti, materiali fotografici e memorie profonde, lo sceneggiatore tre premi Oscar ci riporta dietro le quinte di un cinema che cercava la verità più che l'estetica, l'anima più che la superficie. Un cinema in cui ogni scena, ogni dettaglio, portava il marchio dell'autenticità, proprio grazie a quella "bellezza imperfetta" che Pasolini gli ha insegnato a riconoscere e a valorizzare. E oggi, a cinquant'anni dalla tragica scomparsa del grande regista, Ferretti ci guida in un viaggio emozionante tra ricordi, set e amicizie indimenticabili, riaffermando che l'imperfezione non è un limite, ma la più alta forma di arte.
Dopo la pausa per le festività, riprendono gli appuntamenti dei Martedì dell’Arte, ormai tradizionale rassegna curata dall’Associazione Arte, con il Comune e l’Azienda Teatri. Martedì 21 gennaio 2025 salirà in cattedra Giorgio Valentini, che terrà un’interessante lectio su Ornitologia e Ornicultura.
Questa lezione si terrà alle 18, con ingresso libero, in Sala consiliare.
Il calendario di quest’edizione, in programma fino a maggio, vede salire in cattedra ospiti di altissimo profilo. Sono: Stefano Papetti, Roberto Mancini, Mauro Perugini, Yuri Marano, Andrea Baffoni, Michele Fofi, Giorgio Valentini, Maria Letizia Papiri, Paola Ballesi, Roberto Cresti.
Anche quest’anno la presenza agli appuntamenti verrà riconosciuta dal Mur come corsi formativi, al termine dei quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Ripartono le attività al Museo Ghergo di Montefano che ospiterà dal 18 gennaio al 16 febbraio la mostra "La cattura lenta di un istante", un viaggio nella fotografia analogica a cura del professor Vincenzo Izzo, direttore artistico dello spazio espositivo.
Protagonisti sono Fabrizio Centioni ed Enrico Maria Lattanzi, due autori che hanno scelto controcorrente di recuperare e valorizzare quell’essenza chimica, materiale e artigianale della fotografia.
Nell’era digitale, dominata dalla postfotografia - e caratterizzata dalla smaterializzazione dell’immagine attraverso software, social media e Intelligenza Artificiale - emerge una “nicchia artistica” che rivaluta la fotografia classica, riportandola alle sue origini magiche della camera oscura. Questo affascinante ritorno alle pratiche tradizionali si traduce in una fotografia lenta, pensata e profondamente etica.
Fabrizio Centioni ha creato un'esperienza unica, trasformando un vecchio furgone Volkswagen in una vera e propria macchina fotografica mobile e laboratorio itinerante, un tributo ai pionieri della fotografia del XIX secolo. Ogni scatto è il frutto di un processo laborioso e affascinante, dove ogni dettaglio è curato con una precisione quasi maniacale. Dalla preparazione meticolosa del set alla stampa finale, ogni fase è un viaggio che porta la fotografia alle sue origini, a quel fascino nativo, restituendo immagini che raccontano storie ed emozioni senza tempo.
Il suo percorso fotografico unisce ricerca formale e concettuale. Dopo gli esordi nella fotografia analogica con pellicola e Polaroid, è passato al digitale per progetti commissionati, senza mai abbandonare la passione per le tecniche tradizionali, che continua ad esplorare per le loro potenzialità espressive.
Enrico Maria Lattanzi, chimico esperto, crea artigianalmente le emulsioni fotosensibili che utilizza nei suoi progetti, trasformando ogni stampa in un gesto unico e irripetibile. Con estrema precisione e un amore quasi rituale, seleziona e prepara manualmente le carte, rendendole fotosensibili nel silenzio meditativo del suo laboratorio.
Ogni scatto non è solo il frutto di una tecnica magistrale, ma un atto di profonda concentrazione e introspezione, dove la lentezza diventa una scelta artistica e un atto critico verso la frenesia della contemporaneità. In ogni immagine si respira l'essenza del tempo e l'impronta del suo tocco umano, capace di trasformare la chimica in emozione.
Cinquant'anni di carriera fotografica, dal passaggio dall'analogico al digitale fino al ritorno alle tecniche antiche. Negli ultimi anni si è dedicato alla camera oscura e alle stampe come platino/palladio, carta salata e cianografia, scegliendo ogni tecnica per esaltare al meglio l'essenza di ogni immagine.
Sia Centioni che Lattanzi non sono semplici cultori di antiche tecniche fotografiche. Attraverso i loro processi, le immagini non solo si ri-materializzano, ma diventano portatrici di un significato etico e concettuale. La loro fotografia invita a riflettere sulla velocità e la superficialità del mondo digitale, proponendo un ritorno alla lentezza e alla profondità.
La mostra è un invito a riscoprire la fotografia come oggetto fisico, frutto di un processo che richiede tempo, pensiero e dedizione. Un gesto critico verso la contemporaneità della fotografia che in loro si riappropria della forza espressiva della materialità e delle tecniche. La mostra resterà aperta al pubblico dal 18 gennaio al 16 febbraio.
Il Museo Ghergo è aperto nei seguenti orari: sabato e domenica 10:00 – 12:00 e 17:00 – 19:00; biglietto intero € 5,00 - biglietto ridotto € 3,00. La mostra è sempre visitabile sabato e domenica, solo su prenotazione durante la settimana.
L' Unione Montana Monti Azzurri, presieduta da Giampiero Feliciotti, presenta la seconda serata della rassegna "Monti azzurri a teatro". Dopo il sorprendente esordio al teatro di Loro Piceno, i Canti di Giacomo Leopardi e di Dino Campana si spostano al teatro comunale di Caldarola, sabato 18, ore 21.00. L' intuizione organizzativa di Feliciotti di rendere gratuito l'ingresso per la generazione z, nati dal 1995 al 2010, (gli adulti pagheranno un modesto biglietto di 8 euro) oltre che essere funzionale per avvicinare i giovani all'ascolto poetico, nel caso specifico è doppiamente importante. Infatti Leopardi e Campana come sono presentati dal Minimo Teatro con la voce di Maurizio Boldrini e la musica dal vivo di Lucio Matricardi è l'occasione rara di scoprire finalmente due massimi poeti italiani affrancati da certe "pappardelle" scolastiche e soprattutto liberati da assurde violazioni biografiche e restituiti al loro fulgido estro musicale, acustico, acrobatico, sensazionale.
Quello proposto dal è un viaggio dentro il gesto poetico senza filtri concettuali, senza note a piè di pagina. Proprio per i giovani più assidui nella frequenza degli spettacoli sono previsti consistenti premi in denaro, altra significativa trovata dell' Unione Montana dei Monti Azzurri.
È uno dei due artisti in residenza che caratterizza la stagione sinfonica Form, dal titolo Musicattraverso. Alexander Lonquich, musicista tra i più originali e significativi del nostro tempo, accompagna il pubblico della Form in veste di direttore e pianista lungo un affascinante percorso musicale nei territori del Romanticismo tedesco.
Lonquich: Schumann-Mendelssohn è il nome del nuovo programma che domenica 19 gennaio toccherà Macerata, al Teatro Lauro Rossi alle ore 17. Il viaggio musicale parte dalle misteriose brume nordiche dell'Ouverture Le Ebridi (La grotta di Fingal) di Felix Mendelssohn-Bartholdy, ritenuta una delle migliori composizioni scritte dal musicista di Amburgo in questo genere: Wagner la considerava la miglior ouverture di tutta la musica romantica; Lonquich ne eseguirà la seconda versione londinese, del 1832, dove Mendelssohn ripensò diversi passaggi del brano allo scopo di ottenere una maggior efficacia sul piano espressivo.
Al centro del percorso, lo splendido Concerto per pianoforte di Robert Schumann, opera di concezione e proporzioni sinfoniche dove lo strumento solista e l'orchestra, uniti in uno stretto abbraccio musicale che li rende una sola cosa, "raccontano" l'amore di Schumann per Clara Wieck, donna e musa della sua vita.
Si torna a Mendelssohn per la chiusura del concerto con la Quarta Sinfonia "Italiana" dello stesso autore, celebre ritratto musicale dei paesaggi, delle atmosfere e dei costumi dell’Italia che il musicista tedesco visitò nel 1830: un vero e proprio omaggio musicale alla nostra penisola. La particolarità è che Lonquich proporrà al pubblico la seconda versione di questa opera, rarissima, cosa che l’artista ha già eseguito insieme al direttore artistico Form, Francesco Di Rosa, (nelle vesti di musicista) a Santa Cecilia, e per la prima volta viene eseguita nelle Marche.
Il concerto avrà repliche a Pesaro (Teatro Rossini martedì 21 gennaio alle ore 21, in collaborazione con Ente Concerti) e Ancona (Teatro delle Muse mercoledì 22 gennaio, ore 20.30, in collaborazione con Comune di Ancona, Società Amici della Musica "Guido Michelli", Università Politecnica delle Marche).
Prende il via la selezione per partecipare a "What's Up Doc!", un innovativo laboratorio di sviluppo dedicato ai progetti di film documentari, pensato per sostenere autrici e autori nella creazione di nuove visioni e linguaggi del cinema documentario in Italia. Saranno selezionati nove progetti, offrendo agli autori l'opportunità di intraprendere un percorso formativo gratuito. Il bando è aperto a progetti audiovisivi di documentari di ogni genere e durata, la cui titolarità appartenga all'autore/autrice o sia ceduta a una casa di produzione.
Ideato e coordinato dall’autore di film Damiano Giacomelli e dallo sceneggiatore Claudio Balboni, del centro di formazione Officine Mattòli di Tolentino, “What’s Up Doc” si inserisce nell’ambito del progetto Sviluppo Cinema, con il sostegno di Piceni Artforjob, il finanziamento dell’Unione Europea - Next Generation EU e il patrocinio di Fondazione Marche Cultura.
Per Damiano Giacomelli, il documentario rappresenta un presidio di sperimentazione e libertà creativa: “Nell’epoca della post-verità e di una progressiva virtualizzazione dell’esperienza quotidiana, l’idea di ‘realtà’ per come l’abbiamo intesa finora è fortemente messa in discussione. Anche per questo oggi è per noi stimolante lanciare un percorso collettivo sul cinema documentario, da sempre presidio di sperimentazione e libertà creativa. Lo faremo in forma itinerante nella zona di confine tra Marche e Umbria, alla giusta distanza dai grandi centri culturali e dai loro trend”.
Con un approccio innovativo, il progetto si propone di esplorare il linguaggio del documentario, offrendo agli autori strumenti concreti per trasformare la realtà in racconti coinvolgenti e di grande valore narrativo.
Il programma prevede un percorso formativo d’eccellenza, con workshop intensivi e sessioni di mentoring condotti da esperti di prestigio, tra cui il regista e sceneggiatore Bruno Oliviero, la montatrice Aline Hervé, il regista e produttore Matteo Tortone, la producer Eleonora Savi e l’autore e animatore Simone Massi.
Da febbraio a novembre 2025, i partecipanti saranno coinvolti in 250 ore di formazione distribuite in diverse città tra Marche e Umbria. Partendo da un’idea per un documentario originale, nel corso dell’anno i partecipanti svilupperanno un dossier e un teaser da presentare a un pitch finale.
“”What’s Up Doc’ rappresenta un’importante occasione per promuovere il cinema documentario e il talento creativo delle Marche – Afferma Andrea Agostini, Presidente della Fondazione Marche Cultura - Il documentario non è solo una forma di narrazione, ma un veicolo potente capace di affrontare temi cruciali e stimolare riflessioni profonde sulla società in cui viviamo. Con ‘What’s Up Doc' celebriamo il talento e la creatività del nostro territorio, offrendo strumenti e opportunità per valorizzare storie autentiche, trasformandole in opere capaci di dialogare con un pubblico sempre più attento e sensibile”.
Per partecipare al bando di selezione è necessario compilare e inviare il form del progetto What’s up Doc! al link ufficiale https://sviluppocinema.it/products/whats-up-doc-bando-di-selezione, entro il 31 gennaio 2025.
Tra l’evocazione fiabesca e la ricostruzione storica, Cristiana Capotondi ricorda a teatro i drammatici momenti dei bombardamenti del ’43. Domenica 19 gennaio alle ore 18:00 va in scena "La vittoria è la balia dei vinti", scritto e diretto da Marco Bonini. Una storia avvincente fatta di coraggio e umanità per ricordare che sotto le bombe non ci sono né vincitori né vinti. Quattro generazioni unite dalla voce di una madre che racconta alla figlia l’esperienza della sua bisnonna quella tragica notte del 25 settembre del 1943.
Una mamma di oggi, Cristiana Capotondi, mette a letto la sua bambina di 6 anni che le chiede, come storia della buonanotte, di raccontarle qualcosa di quando lei, la sua mamma, era bambina. Le viene in mente l'avventura della bisnonna Vittoria e di come il 25 settembre ’43, giorno del bombardamento a Firenze, aveva aiutato due gemelli.
Nonna Vittoria è nascosta nel rifugio improvvisato nelle cantine di Palazzo Pitti, dove risiede in quanto moglie del sovraintendente ai beni culturali di Firenze. Non si trova ad affrontare solo l'incubo della guerra, ma anche la vertigine di tabù sociale: allattare i due gemelli della sua balia che per lo shock aveva perso il latte. La guerra è uguale per tutti, sotto le bombe la Signora può servire la serva, sotto le bombe la Vittoria è la balia dei vinti.
Cristiana Capotondi è tra le più apprezzate attrici italiane. Esordisce a soli dodici anni nella serie televisiva Amico Mio. La prima apparizione sul grande schermo è del 1995 nel film Vacanze di Natale ‘95. Nel 2004 fa parte del cast di Luisa di Sanfelice (2004) dei fratelli Taviani ed è la protagonista del film Volevo solo dormirle addosso (2004) di Eugenio Cappuccio, presentato alla 61. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Mezzanotte.
Nel 2006 è nella sale con il film "Notte prima degli esami", esordio alla regia dello sceneggiatore Fausto Brizzi. Il film è il più grande successo cinematografico di quell’anno e ottiene 11 candidature ai David di Donatello, inclusa quella per Cristiana come migliore attrice protagonista. Per il film, Cristiana si aggiudica il Premio Diamanti al cinema e il prestigioso Premio Biraghi. Nel 2007 recita nel film "Come tu mi vuoi" e ottiene un’altra candidatura ai Nastri d’Argento come migliore attrice protagonista.
Nel 2008 si aggiudica la prima edizione del premio L'Oréal Paris per il Cinema. Successivamente torna in televisione interpretando l'imperatrice Sissi in una miniserie campione di ascolti per cui Cristiana ritira, in Austria, il Premio Romy Schneider. La sua carriera si divide tra teatro, cinema e televisione, la ricordiamo inoltre in "Rebecca, la prima moglie", "Ex", "La mafia uccide solo d’estate", "Succede anche nelle migliori famiglie" e molti altri.
Biglietti 30 euro in vendita al Botteghino del Politeama, aperto dal lunedì al venerdì dalle ore 17:00 alle ore 20:00 e da tre ore prima di ciascun spettacolo, online all’indirizzo https://www.politeama.org/biglietti/.
"La vittoria è la balia dei vinti", scritto e diretto da Marco Bonini, con Cristiana Capotondi, musiche di Jonis Bascir e una produzione Stefano Francioni Produzioni. La stagione 2024-2025 del Politeama è sostenuta dalla Regione Marche e organizzata con il contributo di Simonelli Group, Estra Prometeo, BCC Recanati e Colmurano e Gruppo Medico Fisiomed.
Sarà inaugurato il 15 gennaio a Lisbona il progetto di ricerca artistica contemporanea “Anime di Cristallo” dell’artista Silvia Mariotti promosso dall’associazione Karussell_arte contemporanea, che è risultata tra i 12 vincitori dell’Ambito 1, Committenza internazionale e acquisizione di opere, del bando Italian Council della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura (13° edizione 2024).
L’obiettivo è realizzare un’installazione che esplori la connessione tra materia organica e inorganica, mettendo in luce i processi di adattamento della natura alle interferenze dell’uomo. Il progetto prenderà forma a partire da un’indagine approfondita sulle peculiarità geologiche, botaniche e culturali dell'arcipelago delle Isole Azzorre, lo scenario centrale della ricerca di Mariotti, e si svilupperà attraverso una residenza artistica presso Re-Act Contemporary Art Laboratory nell’isola di Terceira (Azzorre), e avrà il suo culmine in una serie di mostre internazionali in Portogallo e in Italia tra il 2025 e il 2026.
«Il progetto di Silvia Mariotti porta avanti temi di grande attualità quali l’ecosostenibilità, l’impatto delle azioni dell’uomo sulla natura e la capacità di quest’ultima di adattarsi nonostante l’uomo – spiega Matilde Galletti, curatrice di Karussell e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera – La sua ricerca artistica si svilupperà attraverso una residenza nelle isole Azzorre che sono l’emblema di questa capacità di adattamento della natura. Le isole, infatti, sono state per secoli il primo approdo europeo per chi rientrava dalle Americhe portando con sé una ricca varietà di vegetazione esotica, che ha comunque prosperato grazie al clima unico di questo luogo».
Dal 15 gennaio al 16 febbraio sarà attivata la prima fase espositiva di “Anime di Cristallo” con una mostra personale di Silvia Mariotti presso il MUHNAC - Museu Nacional de História Natural e da Ciência di Lisbona, a cura di Sofia Marçal, dove sarà presentata una sezione dell’installazione realizzata nella fase iniziale della produzione.
«Per la mostra di Lisbona abbiamo attivato una collaborazione con l’Università di Lisbona e con il Museo di Scienze Naturali – conclude Matilde Galletti – Ci è sembrata la location ideale proprio perché l’arte di Silvia Mariotti si occupa di argomenti di questo tipo. Le installazioni saranno esposte nella sala dell’ex laboratorio di chimica, un luogo in passato dedicato alla scienza e alla natura ma dove ora si fanno anche interventi di arte contemporanea».
La seconda fase del progetto sarà avviata nell’autunno 2025 con un secondo appuntamento espositivo presso lo IAC - Instituto Açoriano da Cultura ad Angra do Heroísmo, Isola di Terceira (Azzorre) mentre a marzo 2026 sarà ospitata a Fermo (FM) da Karussell_arte contemporanea. Il progetto si concluderà nell’estate 2026 con l’assemblamento finale dell’opera e la mostra conclusiva presso il MACTE - Museo di Arte Contemporanea di Termoli.
Il foyer del teatro Lauro Rossi ospiterà domani, mercoledì 8 gennaio, alle ore 18:00, Gente di Teatro, il consueto appuntamento del pubblico con le compagnie protagoniste della stagione di prosa del Lauro Rossi.
All’incontro, organizzato dal Comune di Macerata in collaborazione con l’Amat - in occasione della messa in scena di “Magnifica Presenza” di Ferzan Ozpetek che andrà in scena stasera e domani – i protagonisti saranno gli attori che saliranno sul palco per il nuovo adattamento scenico di uno dei maggiori successi cinematografici del regista turco.
L’appuntamento per incontrare la compagnia ha l’obiettivo di approfondire e conoscere il processo creativo e quanto si nasconde dietro la realizzazione di uno spettacolo e avvicinare il pubblico allo spettacolo teatrale e alla pratica dell’attività scenica, soprattutto quegli spettatori che possono non rientrare tra gli abituali frequentatori dei teatri. L’incontro è a ingresso libero.
Il 2025 porta con sé la quarta edizione del festival nazionale del libero pensiero "Presente Liberale", un evento che si terrà a Macerata l'11 gennaio, alle ore 18.30, presso il Teatro Lauro Rossi. Organizzato dall’Amministrazione Comunale di Macerata e dall'Assessorato al Turismo e Eventi, in collaborazione con la casa editrice Liberilibri, il festival promette ancora una volta di essere un'occasione di riflessione e dibattito su temi di rilevante importanza sociale e culturale.
Un fiore all’occhiello secondo l’assessore Riccardo Sacchi, che ha fortemente voluto e sostenuto questa iniziativa sin dal suo debutto. «Sono estremamente soddisfatto dei risultati raggiunti dal festival, che cresce ogni anno grazie alla partecipazione di ospiti di altissimo livello e alla capacità di affrontare tematiche sempre attuali e di grande interesse per la cittadinanza», ha dichiarato Sacchi.
Dopo il successo delle edizioni precedenti, che hanno visto la partecipazione di figure di spicco come Nicola Porro, Francesco Borgonovo, Camillo Langone, Giovanni Sallusti e Daniele Capezzone, quest’anno sarà il giornalista Giuseppe Cruciani il protagonista indiscusso della serata. Conosciuto per il suo stile diretto e provocatorio, Cruciani, conduttore di "La Zanzara" su Radio24, affronterà il tema della censura del pensiero libero con il suo evento intitolato “Siamo tutti censurati. Perché è necessario oggi essere politicamente scorretti”. L’incontro, moderato dal direttore editoriale di Liberilibri Michele Silenzi, offrirà anche l'opportunità di presentare il suo ultimo libro, Via Crux. Contro il politicamente corretto. L'appuntamento è per sabato 11 gennaio, alle ore 18.30, al Teatro Lauro Rossi,
Il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, esprime soddisfazione per la continua crescita del festival: «È un onore ospitare Giuseppe Cruciani, un nome di riferimento nel panorama giornalistico italiano. Il suo intervento offrirà spunti di riflessione freschi e originali, mettendo in luce le dinamiche della comunicazione e della censura nella società contemporanea».
L’ingresso all'evento è gratuito, e si aprirà con i saluti istituzionali del sindaco Parcaroli e dell’assessore Sacchi. L'incontro si concentrerà sulla libertà di pensiero, sul linguaggio e sulla censura, temi che hanno caratterizzato anche le edizioni precedenti, mettendo in luce le sfide del nostro tempo nell’ambito dei media e dell’editoria. L’iniziativa avrà come main sponsor il Centrale di Aldo Zippilli.
La Pinacoteca civica Marco Moretti di Civitanova Alta arricchisce il suo percorso espositivo con una nuova opera d’arte. Dopo la preziosa scultura realizzata dallo scultore marchigiano Pericle Fazzini, quest’anno il museo cittadino ha acquisito un disegno acquerellato del maestro Filippo de Pisis (Ferrara, 11 maggio 1896 - Milano, 2 aprile 1956), considerato uno tra i maggiori interpreti della pittura italiana della prima metà del Novecento.
L’opera, certificata e firmata, ha il titolo Ritratto di giovane (Marcello), 1947. “Filippo de Pisis - le parole del direttore della pinacoteca Enrica Bruni -, è stato un pittore e scrittore tra i maggiori interpreti della pittura italiana del secolo scorso. Dopo il periodo romano e parigino si trasferisce a Londra. Torna in Italia dal 1943 e risiede a Venezia, dove realizza questo ritratto di giovane e nel lato verso un nudo maschile.
La tecnica utilizzata è quella del disegno acquerellato. In basso, con la firma, si legge Marcello e la data: 12-V-’47. Chi sia Marcello, un giovane dallo sguardo languido e le labbra tumide ritratto da Filippo de Pisis, non lo sappiamo: la foggia del vestito e lo sfondo ci fanno credere che sia un marinaio o un villeggiante, uno dei tanti ragazzi incontrati dall’artista al Lido di Venezia e ritratti negli anni trascorsi nella città lagunare. Il nudino tratteggiato sul verso del foglio forse è dello stesso ragazzo preso in una posa più intima. Se note sono le nature morte e i paesaggi urbani, altrettanto celebri sono i nudi maschili ed ermafroditi creati da Filippo de Pisis e resi, come in questo caso, con un tratto molto sintetico e altrettanto espressivo”.
Nelle prossime settimane verrà rimodellata la sala dedicata alle opere su carta e qui verrà allestita la nuova acquisizione. L’opera, in precedenza del prof. Stefano Papetti, viene ceduta per sottolineare il lavoro fatto dalla direzione della pinacoteca in questi anni, che ha valorizzato il museo cittadino facendolo diventare tra i punti di riferimento del territorio, con un grande numero di esposizioni ed eventi correlati.
“La nostra Amministrazione - le parole del sindaco Fabrizio Ciarapica - punta sulla pinacoteca Moretti e fa crescere il suo percorso. Ogni anno ci impegniamo così a destinare somme per potenziare il livello qualitativo del nostro museo, che rappresenta il fiore all’occhiello della proposta culturale civitanovese. Ringrazio il direttore Enrica Bruni per l’instancabile lavoro e per la dedizione”.
Ai ringraziamenti al direttore Bruni si unisce anche la presidente dei Teatri Maria Luce Centioni, che a nome del suo cda sottolinea come il 2024 sia stato “un anno particolarmente felice per la pinacoteca Moretti, nel corso del quale sono state messe in atto diverse manifestazioni culturali che vanno ad aggiungersi a laboratori didattici, lectio e mostre. Su tutte, l’esposizione dedicata all’arte cinese “Lasciate sbocciare i cento fiori”, che quest’estate ha contato 1.090 ingressi. L’Azienda Teatri, assieme al Comune, potenzierà questa realtà culturale che è di indubbio lustro per Civitanova”.
Questa mattina, alla Sala Cesanelli dello Sferisterio, si è tenuto il primo incontro con la stampa della nuova direzione dell’associazione Sferisterio. Un’occasione per presentarsi e parlare delle sfide che ci saranno nei prossimi tre anni di gestione.
"Lo Sferisterio non è solo di Macerata ma è di tutto il territorio. Ieri sera ho firmato un accordo con il sindaco di Jesi, con cui l'associazione Sferisterio e la fondazione Pergolesi Spontini condivideranno la direzione artistica, nella figura di Lucia Chiatti. Abbiamo scelto poi la figura di Marco Vinco, che dopo anni sul palco è passato all’organizzazione e alla gestione di festival e eventi teatrali importantissimi. Un tandem vincente" . Ha spiegato il sindaco di Macerata e presidente dell’associazione Sferisterio, Sandro Parcaroli.
Ha preso poi la parola la nuova sovrintendete Lucia Chiatti: "Voglio ricambiare questa fiducia che mi è stata data con la passione che ho per questo tipo di lavoro. Con impegno e con decisione che mi serviranno. La storia dello Sferisterio ha segnato e segna la storia culturale di questo territorio. Ricordi sia lavorativi che personali mi legano a questo posto. Vorrei dare spazio alla creatività e alle competenze di cui l'arena Sferisterio è tesoro e fucina. Il lavoro che dobbiamo svolgere è d'insieme, per raggiungere un unico obiettivo”.
"Lo Sferisterio è la casa di molti e punta a essere la casa di tutti. È una sfida che si colloca all'interno di un panorama culturale molto confuso, che vede l'allontanamento del pubblico. Sono importantissime le strategie. - ha sottolineato Marco Vinco - Ci vuole intelligenza delle proposte. Ma prima di tutto questo viene l'ascolto, di chi a teatro vuole venire, per accompagnarli nel viaggio. In breve tempo bisognerà programmare i prossimi anni. I tempi sono stretti. Siamo in attesa del decreto ministeriale, da consegnare in un mese. Ma sappiamo come lavoreremo".
Infine a chiudere la conferenza le parole di saluto di Paolo Gavazzeni, che lascia la direzione dello Sferisterio per andare alla Scala di Milano: "Ogni direttore artistico porta la propria esperienza e visione. Io ho portato i cantanti italiani, talenti che vanno valorizzati. Sono felice delle scelte fatte su Lucia Chiatti e Marco Vinco, perché si fondono conoscenza dell'ambito culturale del territorio e un occhio vergine che viene da fuori con idee. Per il palcoscenico serve si il talento ma anche il carattere. E in questo connubio trovo sia talento che carattere".
Ha poi raccontato le tre opere scelte per la prossima stagione: La vedova allegra, Rigoletto e Macbeth, i tre spettacoli che ci accompagneranno per la 61° edizione del Macerata Opera Festival.
L’Amministrazione comunale ha conferito un encomio speciale allo STA – Sperimentale Teatro A per l’alto spessore artistico e culturale dimostrato in sessanta anni di attività durante i quali il talento degli artisti ha regalato alla comunità maceratese emozioni senza tempo, sempre innalzando e dando lustro al nome della città di Macerata. A ricevere il riconoscimento, il presidente Giorgio Sposetti e la direttrice Allì Caracciolo.
“La Città di Macerata è grata a tutto lo staff de lo Sperimentale Teatro A, realtà di cui andiamo molto fieri, per aver promosso nell’ambito della propria attività la diffusione dei valori di interazione fra le diverse sensibilità artistiche e culturali agevolando l’approfondimento di temi volti a migliorare la qualità della vita attraverso il linguaggio teatrale” ha commentato l’assessore alla Cultura Katiuscia Cassetta.
Si chiude un'importante pagina della storia del FAI Marche, per lasciare spazio a un nuovo capitolo. Dal 1° gennaio 2025, Alessandra Stipa concluderà il suo mandato come presidente regionale del FAI Marche, passando il testimone a Giuseppe Rivetti, chiamato a proseguire gli obiettivi del Fondo Ambiente Italiano. Alessandra Stipa, figura simbolo di una lunga stagione di impegno e passione, ha guidato il FAI Marche attraverso anni di crescita e conquiste, contraddistinti dalla capacità di unire comunità, istituzioni e territori attorno alla missione del FAI.
"Lascio dopo molto tempo il mio ruolo sia di presidente regionale sia di Capo Delegazione di Ascoli Piceno – dichiara Alessandra Stipa –. Grazie ai meravigliosi volontari che mi hanno affiancato nella realizzazione dei nostri progetti, grazie alle nostre istituzioni regionali che hanno sempre dato seguito a tante nostre richieste e sollecitazioni. Grazie a Giulia Maria Crespi, a Ilaria Borletti Buitoni, ad Andrea Carandini ea Marco Magnifico, presidenti FAI che hanno avuto fiducia in me ed hanno costituito per me un esempio indiscusso di alto valore civile. Un buon lavoro a Giuseppe Rivetti e alla nuova squadra di volontari, che continueranno a incidere profondamente nell'opera di valorizzazione delle nostre Marche".
Giuseppe Rivetti, già Capo Delegazione FAI di Macerata, è professore di Diritto tributario presso l'Università degli Studi di Macerata, Consigliere di amministrazione della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico di Roma e Vicepresidente dell'Associazione Arena Sferisterio di Macerata. La sua esperienza e il suo proficuo impegno all'interno del FAI lo rendono la figura ideale per raccogliere l'eredità di Alessandra Stipa. "Sono molto grato al presidente nazionale Marco Magnifico per questo nuovo incarico che assume con entusiasmo – afferma Giuseppe Rivetti –. Sono certo di poter contare su un efficiente modello organizzativo, sulla competenza della nostra Referente regionale Angela Vatielli e sulle preziose indicazioni che Alessandra Stipa vorrà continuare a condividere. Inoltre, un ringraziamento speciale alle migliaia di volontari FAI che ogni giorno offrono tempo, energie e passione nel racconto del patrimonio paesaggistico, storico e artistico della nostra straordinaria regione".
Il FAI Marche guarda al futuro con fiducia, ringraziando Alessandra Stipa per la sua leadership illuminata e accogliendo Giuseppe Rivetti con l'augurio di un percorso ricco di successi.
Per quanto riguarda gli avvicendamenti provinciali che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2025, Monica Manzotti sarà il nuovo Capo Delegazione FAI di Ancona, mentre Valentina Pietrangeli guiderà il Gruppo FAI Jesi e Vallesina. Ad Ascoli, Erika Filipponi sarà la nuova Capo Delegazione, affiancata da Ilario Di Luca, Capo Gruppo FAI di San Benedetto del Tronto, e Francesco Santini, referente del Gruppo FAI Giovani, insieme a Sara Allievi per San Benedetto. A Fermo, il nuovo Capo Delegazione sarà Maurizio Petrocchi, e Virginia Taddei guiderà il Gruppo FAI di Recanati. Infine, Aurora Bardeggia sarà capo del Gruppo FAI Giovani di Pesaro Urbino.
Il FAI Marche esprime inoltre la propria gratitudine a Manuela Francesca Panini, Rossella Falzetta, Lilli Gabrielli, Marta Amata e Claudia Nardinocchi per l'instancabile dedizione e generosità con cui hanno contribuito al FAI negli ultimi anni.
La magia del Natale torna a Monte San Giusto con la quindicesima edizione della tradizionale mostra di presepi, organizzata dall'Associazione Amici del Presepe con il patrocinio e il sostegno del Comune di Monte San Giusto. L'esposizione, ospitata nel suggestivo Museo di Palazzo Bonafede, rappresenta una delle manifestazioni più attese dell'anno, unendo arte, storia e tradizione in un evento che incanta ogni anno centinaia di visitatori.
Le Marche sono da sempre un luogo ricco di tradizioni artistiche e artigianali, e la mostra di presepi di Monte San Giusto non fa eccezione. Fin dalla fine del Settecento, grazie all'opera dei francescani, il culto del presepe si è radicato nel territorio, diffondendosi prima nella chiesa di Santa Maria della Purità. Le statue di gesso marchigiano, vivacemente colorate, erano così imponenti e belle da attirare pellegrini anche dai paesi vicini. Oggi, quella tradizione continua grazie al lavoro e alla passione di Andrea Pistolesi, che ha dedicato la sua vita alla realizzazione e alla conservazione di presepi di altissimo pregio.
Andrea Pistolesi è il cuore pulsante di questa mostra, che ha creato fin da bambino, quando iniziò a realizzare presepi all'età di otto anni. Oggi Pistolesi è uno dei più noti presepisti italiani e possiede una collezione vasta e pregiata di statue provenienti da tutta Italia. Grazie al supporto di esperti collaboratori come Cesare Ciccale, Gilberto Pistolesi, Stefano Renzi e Matteo Trisciani, Pistolesi ha saputo realizzare una mostra presepistica che rappresenta una vera e propria scuola marchigiana moderna. La particolarità di questa esposizione risiede nel fatto che, oltre a essere un abile presepista, Pistolesi è anche un collezionista di presepi realizzati da autori di fama internazionale come Antonio Pigozzi, Nicolò Celegato, Fabio Modeo e Antonio Floris.
La mostra è una vera e propria immersione nell'arte presepistica, con opere che spaziano da piccole miniature racchiuse in lampade a grandi presepi interamente meccanizzati. Quest'anno, l'esposizione si arricchisce di ben sedici presepi artistici di grandi dimensioni, quattro piccoli presepi e una "Adorazione dei Magi" in filigrana, dono della storica cartiera di Fabriano. Il percorso espositivo inizia con una serie di presepi che raccontano scene di vita tra il 1940 e il 1960, realizzate con straordinaria minuzia. Continuando lungo il corridoio che porta alla grande sala, si può ammirare un presepe del 2016, lungo oltre dieci metri, con più di trenta movimenti meccanici, che lascia senza fiato per la sua maestosità. Infine, l'ultima stanza ospita una selezione di dieci presepi di diverse dimensioni, che completano il percorso della mostra.
Secondo Andrea Pistolesi, il presepe rappresenta molto più di una tradizione natalizia: "Il presepe è la risposta per eccellenza, la luce che indica la strada nel buio della storia, e la strada è quella dell'amore insegnato da Dio e testimoniato da suo figlio Gesù: amore, unica fonte di pace, fraternità, carità, verità e libertà". Per Pistolesi, ogni anno il presepe rinnova in noi il desiderio di essere migliori, portando serenità e rinnovando l'attrazione per il bene. Una tradizione che non invecchia mai, ma che si rinnova ad ogni Natale, invitandoci a riflettere sui valori più profondi della vita.
La mostra di presepi di Monte San Giusto non è solo un evento artistico, ma un'esperienza che coinvolge emotivamente tutti i visitatori, portandoli a riscoprire la bellezza della tradizione e l'importanza dei valori universali che essa rappresenta.
La mostra di presepi è visitabile tutto l’anno, ma durante il periodo natalizio raggiunge il suo culmine. Non perdere l'occasione di ammirare questi straordinari capolavori d'arte e di immergerti nell’atmosfera magica che solo il presepe sa creare. Il Museo di Palazzo Bonafede è pronto ad accogliere visitatori di tutte le età, con l’obiettivo di trasmettere la bellezza e la profondità della tradizione presepistica marchigiana. Un’esperienza unica, che celebra la cultura, l'arte e la spiritualità della nostra terra.
Macerata - Un incontro speciale ha avuto luogo oggi presso la redazione di Picchio News, dove due importanti rappresentanti dell’Orchestra Reale di Vienna (Wiener Royal Orchester) hanno fatto visita al team del quotidiano online maceratese. L’impresario Adrian Fejzulahi e Cornelia Süss, responsabile delle pubbliche relazioni internazionali, sono stati accolti dal fotografo e direttore del giornale, Guido Picchio, che ha fatto loro da cicerone.
Durante la visita, i due ospiti hanno avuto l’opportunità di esplorare la redazione di Picchio News e di conoscere da vicino il lavoro quotidiano che supporta la pubblicazione online. A suggellare l’incontro, i rappresentanti dell'Orchestra sono stati omaggiati con due libri fotografici realizzati dallo stesso Guido Picchio, un gesto simbolico che ha unito l’arte della fotografia con quella della musica. Questa visita ha preceduto l’attesissima esibizione dell'Orchestra Reale di Vienna al Teatro Lauro Rossi di Macerata, l'appuntamento è per questa sera (sabato 14 dicembre alle 21).
La Wiener Royal Orchester: un'esibizione da non perdere. L'Orchestra, diretta dal violinista Michal Hudack, è composta dai migliori musicisti delle orchestre viennesi più prestigiose, tra cui la Wiener Philharmoniker, la Wiener Symphoniker e l’Orchestra Sinfonica della Radio di Vienna. Con 150 artisti tra musicisti, cantanti e ballerini, la Wiener Royal Orchester è celebre per la sua abilità nell’offrire esibizioni mozzafiato, caratterizzate da una coreografia unica che rende ogni concerto indimenticabile.
Il programma musicale che verrà proposto a Macerata è di grande respiro e diversità. Oltre ai brani classici del repertorio natalizio come Adeste Fideles e Bianco Natale, l'Orchestra presenterà anche composizioni celebri della storia della musica classica, tra cui il primo movimento dell’Inverno dalle Quattro Stagioni di Vivaldi. Particolarmente emozionante sarà l’esecuzione della Marcia Turca di Mozart, trascritta per pianoforte e orchestra, e la Danza Ungherese n. 5 di Brahms, che promettono di incantare il pubblico con la loro energia travolgente.
A completare la serata, si esibiranno il soprano Anna Ryan, già apprezzata al Teatro La Scala di Milano, e il mezzosoprano Christina Baader, accompagnati al pianoforte dalla pianista internazionale Merita Rexha Tershana, una delle stelle della scena musicale europea.
Quella di oggi è stata una visita che ha unito il giornalismo e la musica in un’atmosfera di scambio culturale ricco e affascinante. Non solo musica, ma anche danze viennesi e momenti di grande intensità emozionale sono previsti per il concerto di stasera. Un evento che si preannuncia imperdibile per tutti gli amanti della grande musica a Macerata.
Taglio del nastro, al palazzo Vescovile di San Severino Marche, per la mostra “Il peso del vuoto", un evento che arricchisce ulteriormente le tredici sale espositive del MARec, il Museo dell’arte recuperata. La cerimonia ha visto la partecipazione di sua eccellenza l’arcivescovo di Camerino – San Severino Marche, monsignor Francesco Massara, del primo cittadino settempedano, Rosa Piermattei, del vicesindaco e assessore alla Cultura, Vanna Bianconi, e del rettore dell’Università degli Studi di Camerino, Graziano Leoni.
Curata da Giacomo Guidi e Barbara Mastrocola, direttrice del MARec, la mostra “Il peso del vuoto” propone un percorso che mette in dialogo l’arte contemporanea con i grandi maestri del passato, offrendo ai visitatori una riflessione sui legami tra storia, materia e tempo.
“L’arte è tutta contemporanea perché arrivata a noi anche se viene dal passato, è nel nostro tempo dove passa e dove ogni artista rappresenta una ciclicità - ha dichiarato Giacomo Guidi, sottolineando la volontà di creare una narrazione che si sviluppa attraverso vicinanze cromatiche, materiali e semantiche, per aggiungere - Questo è un invito ad approfondire ciò che non è apparente in un tempo che con troppa velocità cancella le cose. L’arte, in questo percorso, serve a condurre oltre l’arte stessa”.
Barbara Mastrocola ha espresso il proprio ringraziamento a monsignor Francesco Massara per aver accolto l’idea di portare l’arte contemporanea all’interno del museo, accanto ai capolavori recuperati dalle chiese devastate dalle scosse di terremoto del 2016 e che già rappresentano un patrimonio inestimabile per la comunità.
“Questo percorso – ha aggiunto la Mastrocola - fornisce un’aria nuova all’esposizione, già visitata da migliaia di persone, creando nuove chiavi di lettura e arricchendo ulteriormente l’offerta culturale del MARec”.
L’evento culturale, promosso in collaborazione con la galleria d’arte Contemporary Cluster, presenta le opere di otto giovani artisti contemporanei: Elisa Capucci, Cristiano Carotti, Nicola Ghirardelli, Giuseppe Lo Cascio, Lorenzo Montinaro, Jacopo Naccarato, Maria Positano e Jonathan Vivacqua.
“Il peso del vuoto” mira a esplorare le sinergie profonde tra arte sacra e contemporanea, promuovendo un’esperienza espositiva e concettuale in cui tradizione e innovazione si incontrano in un'unica piattaforma visiva. Questo incontro tra elementi apparentemente distanti permette di reinterpretare e valorizzare l’importanza storica e sociale dell’oggetto artistico sacro, abbattendo le barriere tra passato e presente e aprendo nuove dimensioni all’interno del contesto museale.
A supportare il progetto la Regione Marche, il Comune di San Severino Marche e dalla Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata.
La mostra sarà visitabile fino ad aprile 2025.
Ultima lezione del 2024 dei Martedì dell’Arte, ormai tradizionale rassegna curata dall’Associazione Arte, con il Comune e l’Azienda Teatri.
Martedì 17 dicembre ci sarà Michele Fofi, direttore artistico del Civitanova Film Festival, che terrà una lectio dal titolo Dagli anni Settanta ad oggi. I miti del Cinema americano. Questa lezione si terrà alle 18, con ingresso libero, in Sala consiliare.
Il calendario di quest’edizione vede salire in cattedra ospiti di altissimo profilo. Sono: Stefano Papetti, Roberto Mancini, Mauro Perugini, Yuri Marano, Andrea Baffoni, Michele Fofi, Giorgio Valentini, Maria Letizia Papiri, Paola Ballesi, Roberto Cresti.
I Martedì dell’Arte torneranno a gennaio 2025.Anche quest’anno la presenza agli appuntamenti verrà riconosciuta dal Mur come corsi formativi, al termine dei quali sarà rilasciato un attestato di partecipazione.