Una serata di risate, nostalgia e, soprattutto, grande impegno civile. Il Teatro Persiani ha registrato il tutto esaurito domenica sera per lo spettacolo di Piero Massimo Macchini, un evento che ha saputo coniugare l’intrattenimento di qualità con la missione sociale di Avis Recanati e Admo Macerata.
L'iniziativa, inserita nel progetto "Radici" della Regione Marche e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha visto la partecipazione di 340 persone, raggiungendo il limite massimo della capienza consentita. Un segnale forte da parte della comunità recanatese, che ha risposto con entusiasmo all'appello lanciato dalle associazioni del dono.
Sul palco, Macchini ha trascinato il pubblico in un viaggio ironico tra gli anni Ottanta e la società contemporanea, alternando battute fulminanti a momenti di riflessione profonda. L'obiettivo della serata era chiaro: regalare momenti di spensieratezza senza però dimenticare l'importanza dell'impegno civico. La filosofia dell'evento, del resto, poggia su un pilastro semplice: il sorriso e il volontariato sono strumenti essenziali per stare meglio con se stessi e con gli altri.
I saluti iniziali hanno visto un fronte compatto tra istituzioni e mondo del volontariato. Il vicesindaco Bartomeoli, la dott.ssa Cantori (Servizio Trasfusionale Ast Macerata), Maria Gianuario (Avis Marche), Elvezio Picchi (Admo Marche) e Morena Soverchia (Avis Provinciale Macerata) hanno ribadito quanto sia vitale la partecipazione attiva dei cittadini.
In un clima di grande allegria, il presidente di Avis Recanati e Matteo Balestrini di Admo Macerata hanno invitato la platea ad avvicinarsi alle due realtà: «Donare fa bene a chi riceve, ma fa molto bene anche a noi stessi», è stato il messaggio lanciato dal palco, sottolineando come la solidarietà sia un arricchimento personale prima ancora che collettivo.
Un momento di particolare rilevanza è stato dedicato alle nuove generazioni. È stato rivolto un invito speciale ai giovani tra i 18 e i 35 anni affinché effettuino l’iscrizione al Registro nazionale dei donatori di midollo osseo. Poiché le probabilità di compatibilità sono estremamente scarse, aumentare il numero degli iscritti in giovane età è l'unico modo per accrescere le speranze di chi attende un trapianto salvavita.
La serata si è conclusa con un ringraziamento corale e un monito che guarda al futuro. L'invito delle associazioni non si limita alla donazione di sangue o midollo, ma si estende a ogni forma di volontariato – ambientale, sociale o culturale. Per costruire la società che tutti auspichiamo, il messaggio finale è stato inequivocabile: non basta desiderare il cambiamento, occorre rimboccarsi le maniche e impegnarsi in prima persona per trasformare l'auspicio in realtà.
Un lunghissimo applauso ha suggellato il successo dell'anteprima maceratese di "Strike – Figli di un'era sbagliata", proiettato al Multiplex 2000 di Piediripa alla presenza dei registi e attori protagonisti Gabriele Berti, Giovanni Nasta e Diego Tricarico. Il film, che uscirà ufficialmente nelle sale il 26 marzo, affronta con il tono della commedia all'italiana temi complessi come le dipendenze patologiche e l'amicizia, ambientando gran parte della storia all'interno di un Ser.D.
La serata è stata introdotta da un talk moderato da Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, con la partecipazione del vicesindaco di Macerata Francesca D'Alessandro e del sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini. Proprio l'Istituto Comprensivo Giacomo Leopardi di Potenza Picena è stato il set principale della pellicola: per quattro settimane la scuola è stata trasformata in un vero e proprio villaggio cinematografico per ospitare le riprese degli interni, diventando la sede della struttura sanitaria dove si incrociano i destini dei tre protagonisti.
Il cast vanta nomi di rilievo come Matilde Gioli, Massimo Ceccherini, Caterina Guzzanti e Pilar Fogliati. I registi hanno spiegato come il progetto sia nato da cinque anni di ricerca sul campo e dalla volontà di onorare la memoria di amici scomparsi, come il cantante Cranio Randagio, le cui canzoni sono state inserite nella colonna sonora. "Chi assume una sostanza spesso non lo fa per alterarsi, ma per 'stare' con qualcuno", hanno dichiarato gli autori, sottolineando l'obiettivo di eliminare il giudizio sociale verso chi soffre.
Il film, co-finanziato dalla Regione Marche e supportato dalla Marche Film Commission, utilizza una regia dinamica con frequente ricorso alla camera a mano per restituire l'instabilità emotiva dei personaggi. Attraverso la storia di Dante, Pietro e Tiziano, l'opera si rivolge non solo ai giovani ma anche agli adulti, offrendo uno sguardo senza filtri sulle fragilità delle nuove generazioni e sulla forza terapeutica del sostegno reciproco. Dopo il consenso della critica al Torino Film Festival, la pellicola si prepara ora all'incontro con il grande pubblico nazionale.
Una dimensione sospesa, quasi al limite del surreale, attraversa le pagine di “Sete e risveglio”, la nuova opera del poeta e artista marchigiano Fabio Strinati. Il libro, pubblicato da Il Foglio Letterario Edizioni, si presenta come un viaggio visionario tra parola e immaginazione, dove la scrittura assume tratti intensi e volutamente disturbanti.
Lo stesso autore definisce l’opera come «un vero e proprio disturbo poetico della digestione, fuoriuscito da una lunga vomitata senza fine partorita in un quartiere dormitorio di una città fantasma». Una dichiarazione che rende immediatamente l’idea del tono provocatorio e insieme profondamente simbolico che attraversa l’intero libro.
L’ispirazione alla base del progetto nasce dalla rilettura di una leggenda appartenente al folclore russo, quella della Fanciulla di neve, Sneguročka, conosciuta anche come Nevina. Secondo il racconto tradizionale, alla giovane è proibito amare: se dovesse innamorarsi, il suo corpo si scioglierebbe come neve. Da questo mito fragile e tragico Strinati trae spunto per sviluppare una riflessione poetica sul desiderio, sulla vulnerabilità e sulla condizione umana, trasformando la leggenda in materia lirica e visionaria.
Il volume è inoltre segnato da una dedica particolarmente sentita: quella a Pierluigi Buglioni, artista e professore originario di Esanatoglia, scomparso lo scorso gennaio. Buglioni è stato per anni docente all’Accademia di Belle Arti di Macerata e una figura molto stimata nel panorama artistico locale.
Strinati lo ricorda con parole cariche di affetto e riconoscenza: «A un uomo di grande sensibilità e talento. A un uomo dall’umiltà rara. A una figura mistica, perfino ascetica nel suo modo d’interpretare la vita, a tratti così armonioso, autentico, perfettamente originale».
Con “Sete e risveglio”, Fabio Strinati propone dunque un’opera che unisce poesia, immaginario simbolico e memoria personale. Un libro che nasce da suggestioni mitiche e si trasforma in un percorso intimo, dove la scrittura diventa strumento per interrogare il mistero dell’esistenza e per rendere omaggio a una presenza artistica e umana che ha lasciato un segno profondo.
Questa mattina, presso la sede della Provincia di Macerata, è stato presentato ufficialmente ICEBERG, il nuovo progetto teatrale contro la violenza sulle donne nato per accendere i riflettori su quella parte sommersa, silenziosa e quotidiana che troppo spesso resta invisibile. Il debutto è in programma il 7 marzo 2026 alle ore 20:45 al Teatro Apollo di Mogliano, in una data simbolica alla vigilia della Giornata internazionale della donna.
ICEBERG è prodotto da Met – Marche Eventi Teatro e dalla Casa delle Donne di Jesi, con il sostegno di Banco Marchigiano e Feleppa, ed è sviluppato in dialogo con numerose realtà marchigiane impegnate nel contrasto alla violenza di genere, tra cui CNA Impresa Donna Marche, Se Non Ora Quando Osimo e Il Faro Sociale. Una rete ampia che conferma la natura del progetto: non solo spettacolo teatrale, ma una vera azione culturale condivisa che coinvolge istituzioni, scuole, associazioni e centri antiviolenza del territorio.
ICEBERG non si limita alla rappresentazione scenica, ma affianca allo spettacolo momenti di confronto, informazione e formazione, trasformando il teatro in uno spazio di ascolto e responsabilità collettiva. L’esperienza artistica diventa così un’occasione concreta di consapevolezza, soprattutto per le giovani generazioni, in un’epoca in cui si comunica sempre più attraverso schermi e sempre meno guardandosi negli occhi.
Con la regia di Roberto Rossetti, i testi di Elisabetta Tulli e le musiche tratte dal repertorio classico e riarrangiate per la scena da Antonio Torella, lo spettacolo costruisce un linguaggio teatrale essenziale e diretto, dove parola, suono e presenza scenica diventano strumenti di testimonianza e riflessione. In scena Chiara Bonfrisco, Francesco Properzi, Elisabetta Tulli, Enrico Verdicchio, Rosetta Martellini, Benedetta Morichetti ed Elena Galassi, con una squadra artistica e tecnica che rafforza la qualità e la profondità del progetto.
Il cuore dello spettacolo è racchiuso nella sua metafora. ICEBERG non mostra la violenza nel suo momento più evidente, quello fisico o irreparabile, ma concentra lo sguardo su ciò che la precede, sui segnali minimi e sottovalutati, su quelle dinamiche che lentamente trasformano una relazione in un territorio di squilibrio, paura e dipendenza. Le parole che svalutano, le battute che normalizzano il possesso, i controlli scambiati per attenzione, le rinunce progressive che isolano la vittima diventano i veri protagonisti della narrazione.
Il pubblico non assiste soltanto a eventi, ma riconosce dinamiche quotidiane e diffuse: la minimizzazione, il senso di colpa indotto, la difficoltà di essere credute, il peso del giudizio sociale, la solitudine che precede ogni richiesta di aiuto. ICEBERG porta in scena la zona grigia della violenza, quella in cui non è ancora evidente ma è già presente, insinuandosi nel linguaggio e nei ruoli sociali.
Roberta Nuzzaci, presidente di Met – Marche Eventi Teatro, ha spiegato che l’idea nasce da un’esigenza personale maturata attraverso un contatto diretto con la Casa delle Donne di Jesi. L’obiettivo è accendere campanelli d’allarme, soprattutto nelle giovani generazioni, per riconoscere ciò che sta sotto la punta dell’iceberg, dove si trovano femminicidi e aggressioni fisiche, ma che è sostenuta da una massa sommersa fatta di segnali ignorati. Il testo è stato costruito attraverso un confronto costante con le referenti della Casa delle Donne, in un percorso di letture e rielaborazioni condivise.
Elisabetta Tulli ha raccontato di aver affrontato una lunga fase di formazione e interviste per realizzare un’opera di teatro civile autentica e documentata, capace di unire competenze drammaturgiche e responsabilità sociale. Dopo diverse revisioni, lo spettacolo è pronto per il debutto del 7 marzo, con l’intento di trasformare il palcoscenico in uno strumento di prevenzione.
Il regista Roberto Rossetti ha definito ICEBERG un progetto che nasce da una necessità e che utilizza il teatro per fare cultura e informazione, mescolando elementi musicali, momenti di leggerezza e di forte emozione, in una messa in scena guidata dalla sensibilità verso una tematica urgente e attuale.
Chiara Bonfrisco, protagonista dello spettacolo, ha parlato di una grande responsabilità interpretativa, trattandosi di una storia ispirata a materiale reale. Raccontare questa vicenda significa permettere al pubblico di empatizzare e riconoscere i segnali, comprendendo quanto sia fondamentale intervenire prima che la violenza emerga nella sua forma più estrema.
In un tempo in cui la cronaca restituisce quotidianamente numeri e nomi, ICEBERG sceglie di restituire contesti, processi e responsabilità collettive. Non cerca il colpo di scena, non spettacolarizza il dolore, ma invita a comprendere le radici della violenza. Perché la violenza non comincia con un gesto. Comincia molto prima. E spesso passa inosservata.
Le pietre millenarie dell’Abbazia di Santa Maria di Valfucina, il complesso benedettino che diede origine al celebre Castello di Elcito, tornano a rivelare i propri segreti. Un innovativo studio condotto dall'architetto settempedano Luca Maria Cristini è riuscito a ricostruire l’originale configurazione medievale del monastero, oggi parzialmente celata da secoli di trasformazioni agricole e stratificazioni moderne.
La ricerca ha incrociato l’analisi di quasi quattrocento pergamene storiche con lo studio dei modelli edilizi standardizzati dell'ordine cluniacense. Attraverso un serrato confronto con la vicina e integra Abbazia di Valdicastro, Cristini è riuscito a ipotizzare la funzione originaria degli edifici rurali che oggi circondano la chiesa, restituendo un’identità storica a strutture finora considerate semplici annessi colonici.
Secondo lo studio, il complesso subì una radicale ricostruzione a metà del XIII secolo, a seguito di un rovinoso incendio probabilmente causato da un'incursione del Comune di San Severino. La nuova pianta seguiva criteri modulari precisi: il braccio orientale, situato in continuità con il transetto della chiesa, ospitava al piano terra la sala capitolare e al piano superiore le celle dei monaci. Secondo le mappe catastali, questa struttura sarebbe stata demolita solo nel secondo dopoguerra per fare spazio a una stalla.
Allo stesso modo, il braccio sud, in corrispondenza dell’attuale schiera di case coloniche, accoglieva originariamente il refettorio e le cucine. Le abitazioni odierne poggerebbero quindi sulle antiche fondamenta monastiche, come confermato dalle perizie redatte dall'architetto Clemente Moghini dopo il sisma del 1799. Un ulteriore elemento di grande interesse è l’attuale fienile adiacente alla facciata della chiesa, che sarebbe sorto proprio sopra l'antico spazio claustrale. Al suo interno sono ancora visibili tracce murarie riconducibili ai pilastri delle arcate originali del chiostro.
"Le vicende storiche hanno quasi cancellato ogni traccia della vita monastica a Valfucina – spiega l'architetto Luca Maria Cristini – ma la circolazione delle idee tra i monaci capomastri del Medioevo ha lasciato una firma architettonica riconoscibile. Questa ricostruzione planimetrica non è solo un esercizio accademico, ma deve diventare una guida per l’auspicabile recupero dell’intero complesso, che sta finalmente iniziando con l’imminente restauro della chiesa".
L'attesa è quasi finita e i numeri parlano chiaro: restano soltanto gli ultimissimi biglietti per quello che si preannuncia come uno degli eventi più suggestivi della stagione culturale tolentinate. Sabato 7 marzo, alle ore 21:30, il Politeama Franco Moschini ospiterà il nuovo appuntamento di Millimetri, la rassegna che indaga il legame tra design, architettura e cinema. Questa volta, però, lo schermo non sarà l'unico protagonista: il capolavoro del cinema espressionista "Metropolis" di Fritz Lang prenderà vita attraverso una sonorizzazione live eseguita da una vera e propria "super band" del rock indipendente italiano.
Sul palco saliranno quattro nomi che hanno fatto la storia della musica alternativa nazionale: Karim Qqru (Zen Circus), Roberta Sammarelli (Verdena), Xabier Iriondo (Afterhours) e Corrado Nuccini (Giardini di Mirò). Insieme hanno costruito un’architettura sonora inedita, capace di dialogare in tempo reale con le immagini monumentali della pellicola del 1927. Non si tratta di un semplice accompagnamento, ma di un’esperienza immersiva totale dove la potenza visiva del cinema incontra l’energia e la tensione del live set.
La scelta di riproporre proprio oggi l’opera di Lang non è casuale: il film, girato quasi un secolo fa, è ambientato in un immaginario 2026. In questa visione distopica, la società è divisa tra i grattacieli dell’élite e i sotterranei della "città-macchina" dove sopravvivono i lavoratori. Un tema di impressionante attualità che la super band saprà attualizzare ulteriormente con un tappeto sonoro di straordinario impatto emotivo.
L'evento, organizzato dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae e numerosi partner locali, ha richiamato l’attenzione di appassionati da tutta la regione. Considerata l'eccezionalità della formazione sul palco e la caratura della pellicola, la disponibilità dei posti è ormai ridotta al minimo. La corsa al biglietto è agli sgoccioli e il sold-out è previsto nelle prossime ore.
I pochi tagliandi rimasti (al costo di 12 euro più prevendita) sono disponibili presso il botteghino del Politeama, aperto dalle 16 alle 19, oppure direttamente online sul sito ufficiale della struttura. Per chi volesse assicurarsi un posto in platea, il consiglio è quello di procedere immediatamente all'acquisto per non perdere quella che si preannuncia come una delle performance più originali dell'anno nel territorio maceratese.
Venerdì 6 marzo, alle 20:30, il palcoscenico del Teatro Persiani di Recanati farà da cornice allo spettacolo di arti visive e danza "Shakespeare - L'amore proibito che non poteva essere raccontato", realizzato a cura della compagnia The Muse Fam.
Stamattina, al Caffè & Bistrot Piazza Leopardi, il regista, coreografo e direttore artistico Michele Antonio D'Apote ha illustrato l'origine e i temi centrali della rappresentazione teatrale, che sarà messa in scena con il patrocinio del comune di Recanati: "L'idea nasce da alcune ricerche su Leopardi che avevo iniziato a svolgere proprio in questa città. Mi sono accorto che il poeta marchigiano e il più grande drammaturgo inglese avevano molto in comune, specialmente per quanto riguarda alcuni interrogativi esistenziali e 'amletici' che caratterizzano l'opera di entrambi. Ho così deciso di approfondire la biografia di William Shakespeare e i suoi rapporti con il lessicografo italo inglese John Florio. Alcuni sonetti shakespeariani sono infatti espressamente dedicati ad una figura maschile, e da lì ho preso lo spunto per questo spettacolo, incentrato sui temi universali dell'amore, della crescita, degli aspetti più importanti della giovinezza".
Alcuni dei personaggi sono gli stessi della celebre tragedia shakespeariana "Romeo e Giulietta", la cui trama, secondo D'Apote, potrebbe essere ispirata proprio al vissuto sentimentale e interiore dell'autore stesso. L'opera, infatti, affronta il tema universale dell'amore adolescenziale, ma lo fa in chiave moderna, rivestendolo di elementi di contorno che hanno molto a che fare con la società attuale e, soprattutto, con i dubbi esistenziali della gioventù. Non a caso, i membri del cast sono under 25, e D'Apote ha voluto sottolineare proprio l'importanza di dare spazio ai talenti emergenti, senza lasciarsi ingannare dal pregiudizio dell'inesperienza: "Dal punto di vista stilistico, ma anche estetico, trovo incoerente che un adolescente venga interpretato da un quarantenne".
Anche i ballerini, tutti marchigiani, erano presenti all'incontro. "Con i miei colleghi abbiamo una regola, alla base, ossia il rispetto assoluto e reciproco - ha raccontato Rosa Oliviero, che interpreterà Lavinia, una donna dal temperamento forte e passionale, che raffigura la carnalità di Shakespeare - Soprattutto, ci si sostiene e compensa a vicenda. È stata un'esperienza fantastica, non solo per il rapporto che si è instaurato tra di noi, ma anche perché il nostro regista ci ha dato modo di entrare completamente nello spettacolo".
Recanati, ancora una volta, si dimostra città di cultura, aperta al confronto della propria tradizione con l'arte internazionale: "Si preannuncia uno spettacolo estremamente interessante, una variazione sul tema di una figura che porta con sé un alone di mistero, da sempre fonte inesauribile di ispirazione per questo tipo di operazioni - ha dichiarato l'assessore alla cultura, Ettore Pelati - Un'iniziativa artistica che sicuramente aveva l'obiettivo di coinvolgere soprattutto le fasce più giovani, ma anche quello di riscoprire il mondo del teatro. Quello del 6 marzo è un appuntamento che andrà ad arricchire una stagione teatrale su cui, come amministrazione, intendiamo puntare. La nostra visione politica è quella di aprire il Teatro Persiani il più possibile e creare degli eventi sempre più coinvolgenti per la città e per il territorio".
Un viaggio nella stagione irripetibile degli anni Sessanta e Settanta attraverso la figura di uno dei suoi protagonisti più eclettici. Giovedì 5 marzo, alle ore 17:00, la Sala Castiglioni della Biblioteca Mozzi-Borgetti ospiterà l'incontro dedicato a Claudio Cintoli, l'artista che con la sua energia creativa ha segnato il ventennio tra il 1958 e il 1978.
L'evento, organizzato dall'associazione Amici di Palazzo Buonaccorsi all'interno del ciclo "Incontri sull'arte e dintorni", vedrà la partecipazione della professoressa Maria Grazia Messina, storica dell'arte di fama internazionale. Sarà l'occasione per ripercorrere l'avventura artistica ed esistenziale di Cintoli, partendo dalle sue profonde radici marchigiane fino ad arrivare ai grandi palcoscenici dell'avanguardia tra Roma e New York.
Cintoli è stato un interprete "folgorato" dalla propria vertigine creativa, accostabile per intensità a coetanei del calibro di Pino Pascali e Gastone Novelli. La sua produzione si è distinta per un uso imprevedibile di diversi media, spaziando con estrema disinvoltura tra pittura, cinema e performance, prima della sua improvvisa e prematura scomparsa avvenuta a Roma nel marzo del 1978.
A guidare il pubblico in questa analisi sarà Maria Grazia Messina, che vanta un legame particolare con il territorio avendo insegnato anche presso l’Università di Macerata, oltre che a Venezia e Firenze.
Già presidente della Consulta nazionale per la storia dell’arte e membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, la studiosa è nota per le sue ricerche sui legami tra critica, letteratura e arti visive, avendo curato mostre nei principali musei italiani, dal Museo del Novecento di Milano alle Terme di Diocleziano a Roma.
Dopo aver attraversato il costume e la regia, La città sul palcoscenico sposta ora lo sguardo su ciò che rende possibile ogni racconto teatrale: lo spazio.Giovedì 5 marzo alle ore 18, nella Gran Sala Cesanelli dello Sferisterio, sarà ospite della rassegna la scenografa Laura Perini, protagonista di un incontro dedicato alla scenografia come architettura visiva e drammaturgica dello spettacolo.
Se il costume costruisce l’identità dei personaggi e la regia traccia il pensiero dell’azione, è la scenografia a dare forma al mondo in cui tutto accade. Disegni, proporzioni, materiali e luce diventano strumenti attraverso cui un’idea prende corpo, trasformandosi in ambiente narrativo ed esperienza percettiva per lo spettatore.Il percorso professionale di Laura Perini affonda le radici proprio allo Sferisterio. Nata a Jesi e formatasi a Macerata — prima all’Istituto d’Arte e poi all’Accademia di Belle Arti, dove si specializza in scenografia — consolida negli anni la propria esperienza tra teatro, opera lirica e cinema. Ha collaborato a produzioni del Macerata Opera Festival, a partire dal 2013 con Sogno di una notte di mezza estate, contribuendo alla realizzazione del grande bosco scenico che trasformò il palcoscenico in un paesaggio incantato, fino al ritorno nel 2024 con Turandot, firmata per regia e scene da Paco Azorín.
Parallelamente sviluppa un significativo percorso in ambito cinematografico, firmando la scenografia di cortometraggi e film prodotti da realtà nazionali, fino alla partecipazione nel 2022 al film Dante del maestro Pupi Avati, coprodotto da Rai Cinema: un’esperienza che ha ulteriormente ampliato la sua ricerca visiva e la sensibilità nella costruzione dell’immagine.L’incontro offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel processo creativo che precede la scena: dalla ricerca iconografica alla progettazione, dalla scelta dei materiali alla realizzazione, fino alla definizione di uno spazio capace di dialogare con interpreti, musica e luce.
Inserita nel programma del decennale dell’Associazione Amici dello Sferisterio, la rassegna continua così il proprio viaggio dietro le quinte dello spettacolo dal vivo, mettendo in relazione artisti, istituzioni e pubblico attorno ai linguaggi della creazione scenica.Per gli studenti UNIMC la partecipazione all’incontro consente il riconoscimento di CFU, secondo le modalità indicate dall’Università.Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Una Sala Cesanelli gremita in ogni ordine di posto e un silenzio quasi reverenziale hanno fatto da cornice, ieri pomeriggio, alla "prima" del docufilm "Meditazione sulle Vette. Giuseppe Tucci: dalle Marche all’Himalaya". Il capoluogo ha risposto con un entusiasmo superiore alle aspettative all'omaggio dedicato all'orientalista maceratese, figura titanica del Novecento e pioniere del dialogo tra Occidente e Oriente.
A rendere l'evento un appuntamento di caratura internazionale è stata la partecipazione straordinaria di Thinlay Chukki, rappresentante di Sua Santità il Dalai Lama per l’Europa. Portando i saluti della massima autorità spirituale tibetana, Chukki ha ricordato come il lavoro di Tucci sia stato fondamentale per far conoscere la cultura del Tibet al mondo intero, auspicando che il film possa riaccendere l'attenzione sulla questione tibetana attraverso una lente storica e umana.
L’iniziativa rientra nel più ampio progetto del Parco Storico-Letterario “Le Marche e l’Oriente – Giuseppe Tucci”, che vede il Comune di Macerata come capofila. L'assessore al Turismo, Riccardo Sacchi, ha sottolineato la valenza strategica dell'operazione:
"Questo docufilm restituisce complessità a un grande del Novecento. Investire in progetti simili significa rafforzare l’identità di Macerata e costruire un turismo culturale fatto di legami duraturi, non di passaggi frettolosi".
Il presidente di Identità Europea, il Prof. Adolfo Morganti, ha spiegato l'anima della pellicola, definendola un'opera densa che punta a lasciare "qualcosa dentro" lo spettatore, oltre la semplice informazione. L'obiettivo è raccontare l'utopia di Tucci: un'Eurasia intesa come un'unica terra di pace e collaborazione, un messaggio quanto mai attuale in un'epoca di forti tensioni geopolitiche.
Dopo il successo allo Sferisterio, accompagnato da lunghi applausi, il documentario inizierà ora un tour che toccherà l’intera regione. Per Macerata si è trattato di un esordio significativo, che conferma la città come centro nevralgico per la riflessione e il dialogo interculturale
Un colpo internazionale per la dodicesima edizione della rassegna Mount Echò. Lunedì 9 marzo, alle ore 21:30, il palco del Circolo Dong di Piediripa ospiterà il talento magnetico di Anika (all'anagrafe Annika Henderson), musicista, cantante e giornalista politica anglo-tedesca definita dalla critica come la vera erede contemporanea di Nico.
Anika si è imposta sulla scena mondiale nel 2010 con un debutto folgorante per la Invada Records di Geoff Barrow (Portishead). Da allora, la sua evoluzione l'ha portata a diventare una colonna portante della Sacred Bones, la prestigiosa etichetta newyorkese maestra delle sonorità dark-psych-wave. Il concerto di Piediripa sarà l'occasione per ascoltare dal vivo i brani di Abyss, l'album uscito ad aprile 2025. Un lavoro crudo e viscerale, inciso in analogico nei leggendari Hansa Studios di Berlino, le cui mura hanno visto passare miti del calibro di David Bowie e Depeche Mode.
Il 2025 è stato un anno d'oro per l'artista: oltre al nuovo album, Anika ha firmato a quattro mani con il regista Jim Jarmusch la colonna sonora di Father Mother Brother Sister, pellicola vincitrice del Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia. Questa collaborazione conferma il suo status di artista trasversale, capace di unire cinema, poesia e sperimentazione sonora tra dub, lo-fi e citazioni anni Sessanta.
L'appuntamento al Circolo Dong rappresenta un'occasione imperdibile per gli amanti della musica alternativa in provincia. L'apertura della biglietteria è prevista per le ore 20:30. Il costo del biglietto per il posto unico in piedi è di 20 euro più diritti di prevendita, con i titoli d'ingresso già disponibili sul circuito Vivaticket. Per ogni ulteriore informazione o per la prenotazione dei posti in platea è possibile contattare direttamente il numero 3520039307.
Un dialogo intenso tra pittura, scultura e installazione per indagare l’universo femminile attraverso la lente della rinascita. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, domenica 8 marzo 2026 alle ore 16:30, la suggestiva Chiesa di San Giorgio ospiterà l’inaugurazione di "FEMINAE – Doppioalfabeto", il progetto curatoriale nato dall’incontro artistico tra Ombretta Buongarzoni e Francesca Leoni.
La mostra, patrocinata dal Comune di Urbisaglia, si propone come una riflessione profonda sul femminile inteso come territorio di memoria e trasformazione. Il percorso espositivo non è una semplice esibizione di opere, ma un vero e proprio cammino simbolico articolato in quattro momenti chiave: frattura, varco, luce e forma nuova.
Nelle opere delle due artiste, segni, lacerazioni e squarci perdono la loro connotazione negativa per trasformarsi in varchi di rivelazione. Come spiegano le stesse protagoniste, la ferita non è celebrata come trauma, ma come passaggio verso una rinnovata consapevolezza. L'invito per lo spettatore è quello di attraversare le proprie crepe interiori per scoprirvi nuove possibilità di luce.
Il vernissage di domenica pomeriggio sarà arricchito da contributi di rilievo nel panorama culturale. La presentazione critica sarà a cura del giornalista Alfio Borghese, che guiderà il pubblico nella lettura del dialogo tra i due differenti linguaggi espressivi, mentre l’artista Benedetta Montini darà vita a una performance pensata per amplificare la dimensione emotiva e sensoriale dell’esposizione.
L'appuntamento è per l'8 marzo alle 16:30 presso la Chiesa di San Giorgio a Urbisaglia. L’ingresso è libero e aperto alla cittadinanza: un’occasione preziosa per la comunità della provincia di Macerata di vivere la ricorrenza della Festa della Donna attraverso la potenza rigeneratrice dell’arte contemporanea.
Martedì 3 marzo al Teatro Feronia di San Severino Marche e mercoledì 4 marzo al Teatro Rossini di Civitanova Marche va in scena “Otello”, nella rilettura drammaturgica firmata da Dacia Maraini. Lo spettacolo rientra nelle stagioni teatrali organizzate dai Comuni, da AMAT e, a Civitanova, dall’Azienda Teatri, con il contributo di MiC e Regione Marche.
La produzione, a cura di Teatro Stabile d’Abruzzo insieme a Marche Teatro e Stefano Francioni, vede sul palco Giorgio Pasotti e Giacomo Giorgio nei ruoli principali. Completano il cast Claudia Tosoni, Davide Paganini, Gerardo Maffei, Salvatore Rancatore, Andrea Papale e Dalia Aly. Le musiche sono di Patrizio Maria D’Artista, le scene di Giovanni Cunsolo, le immagini di Thierry Lechanteur, i costumi di Sabrina Beretta e le luci di Marco Palmieri.
La tragedia di Shakespeare, riadattata da Maraini, racconta la storia di Otello, il Moro di Venezia, e della sua relazione con Desdemona, donna coraggiosa e libera, soffocata da sospetto, gelosia e violenza. Il testo esplora i temi dell’identità, del potere maschile, della manipolazione e della libertà femminile, mostrando quanto la violenza possa crescere dall’insicurezza e dal possesso.
Giacomo Giorgio, noto al grande pubblico per la serie “Mare Fuori”, offre un’interpretazione intensa e coinvolgente, portando sul palco un classico senza tempo con una nuova prospettiva moderna.
Le stagioni teatrali proseguiranno al Teatro Feronia con Lella Costa nella “Lisistrata” diretta da Serena Sinigaglia, in programma il 15 aprile.
Sarà un’esposizione corale, intensa e profondamente attuale quella che animerà le Gallerie Sangallo dal 7 al 15 marzo 2026. Undici artisti marchigiani – otto donne e tre uomini – daranno vita a una mostra collettiva articolata in undici mini-personali, ciascuna con una propria identità espressiva ma inserita in un percorso unitario e coerente.
Il progetto nasce con l’obiettivo di accendere una riflessione sul ruolo della donna nel mondo dell’arte e, più in generale, nella società contemporanea. Se fino alla fine dell’Ottocento alle donne era di fatto precluso l’accesso alla formazione artistica e alle professioni creative, la storia dimostra che non sono mai mancate figure femminili di grande talento, spesso però non riconosciute o sottovalutate. Ancora oggi, le opere realizzate da artiste donne rappresentano meno del 20% di quelle esposte nei musei e nelle gallerie, segno di una disparità che si traduce in minore riconoscimento economico, artistico e istituzionale.
La mostra si inserisce proprio in questo solco critico e culturale. Autodeterminazione, introspezione, visioni, desideri, paure, esperienze personali – positive e negative – diventano materia creativa e si trasformano in un vero e proprio manifesto collettivo che lancia un messaggio chiaro: “Basta modestia!”. Un invito a superare stereotipi e retaggi culturali che ancora oggi influenzano, spesso inconsapevolmente, uomini e donne, anche in una società che ha formalmente raggiunto la parità dei diritti.
L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Tolentino e dalla Consulta delle Donne di Tolentino ed è organizzata in collaborazione con l’associazione Art & Territory, realtà impegnata nella promozione culturale del territorio.
L’inaugurazione è in programma sabato 7 marzo alle ore 17.30, alla presenza delle autorità istituzionali. Espongono: Mariastella Angeli, Beate Bennewitz, Giuseppe Branchesi, Monica Conforti, Gabriella Gattari, Silvia Gatti, Luigi Iacone, Angela Latorre, Angela Pesci, Fiorella Sampaolo e Giammario Tosi.
Villa Buonaccorsi si prepara a tornare al suo antico splendore, non più solo come gioiello architettonico privato, ma come motore di sviluppo per l’intero territorio. Nel pomeriggio di ieri, al Collegio Romano, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e il sindaco di Potenza Picena Noemi Tartabini hanno formalmente sottoscritto l’accordo di valorizzazione per il complesso monumentale settecentesco.
La firma sancisce un percorso condiviso tra gli enti per il pieno rilancio di uno dei complessi più significativi delle Marche e del centro Italia. L’obiettivo primario è garantire la tutela, il restauro e la fruibilità pubblica, promuovendo una gestione sostenibile nell'ambito di una strategia coordinata di sviluppo culturale del territorio.
L'intesa definisce le linee operative per la creazione di un Piano strategico di sviluppo culturale integrato. L'investimento del Ministero, motivato dall'unicità del valore storico-artistico del sito, punterà a migliorare l'accessibilità fisica e culturale, con un’attenzione specifica all’inclusione delle persone con disabilità e al potenziamento dei servizi di accoglienza e didattica.
"Con questo accordo vogliamo restituire pienamente questo capolavoro del Settecento alla fruizione pubblica, trasformandolo in un motore di crescita culturale e territoriale per Potenza Picena e per l’intera regione Marche", ha dichiarato il Ministro Giuli.
Sulla stessa linea il presidente Acquaroli, che ha sottolineato come l'obiettivo sia integrare la Villa nel sistema culturale regionale e nazionale: "Una rete culturale che sa raccontare l'eccellenza delle Marche al mondo".
Il comune di Potenza Picena avrà un ruolo centrale nel processo, promuovendo il dialogo e il coinvolgimento della cittadinanza. Il sindaco Noemi Tartabini ha confermato la piena disponibilità dell'ente: "La Villa deve tornare a essere un punto di riferimento per la valorizzazione culturale e turistica del nostro territorio".
Per l'attuazione dell'accordo sarà costituito un Comitato Tecnico Istituzionale, composto dai rappresentanti dei tre enti firmatari. Questo organismo avrà il compito di elaborare e monitorare il Piano strategico, garantendo una governance stabile e condivisa per il futuro del complesso.
Entra nel vivo “Come animali selvaggi tra libri e ombre”, il progetto di promozione della lettura della Città di San Severino Marche, vincitore del bando nazionale del Centro per il libro e la lettura Cepell “Città che legge”.
L’iniziativa, che mira a rafforzare il legame tra cultura, natura e benessere, propone per i mesi di marzo e aprile un fitto calendario di incontri che spaziano dal sostegno ai più fragili alla rassegna filosofico-letteraria.
Il modulo invernale “Parole Magiche”, curato dalla formatrice wellness Luana Bibini, prosegue il suo percorso dedicato al benessere emotivo attraverso la narrazione. Dopo i primi due incontri già realizzati presso l’Hospice dell’ospedale civile "Bartolomeo Eustachio" tra dicembre e febbraio, l’attività si sposta ora presso la Casa di Riposo "Lazzarelli".
Il ciclo prevede quattro appuntamenti il 4, l’11, il 25 marzo e il 1 aprile, dedicati a caregiver e ospiti della struttura. Attraverso l'ascolto attento e la scrittura espressiva, il progetto punta a trasformare l'esperienza della cura in un'opportunità di connessione e condivisione, consolidando il senso di comunità.
In parallelo, la biblioteca comunale "Francesco Antolisei" ospiterà “Animalia”, una rassegna curata da Lucia Tancredi e Stefania Monteverde che indaga il rapporto tra umanità e mondo animale attraverso le lenti della grande letteratura e della filosofia. Gli incontri si terranno nella sala lettura di via Battisti dalle ore 17 alle 19 secondo il seguente calendario: 5 marzo Lucia Tancredi presenta "La bestialità è una cosa di famiglia", un viaggio nelle cosmologie selvatiche di Colette, Virginia Woolf e Clarice Lispector, il 19 marzo sempre Lucia Tancredi conduce "Prove di resistenza elastica", esplorando i bestiari incantati di Madame Leprince de Beaumont, Marianne Moore e Anna Maria Ortese, il 9 aprile Stefania Monteverde propone "Quando gioco con la mia gatta, chissà se lei si sta divertendo con me?", una riflessione sulla coscienza degli animali con Michel de Montaigne, Margherita Hack e Vinciane Despret e il 23 aprile sempre Stefania Monteverde chiude il ciclo con "Gli animali ci guardano e noi siamo nudi davanti a loro", analizzando il concetto di "specie compagne" con Friedrich Nietzsche, Jacques Derrida e Donna Haraway.
Il progetto, ideato e organizzato in collaborazione con la startup Redenv srl , vede il coinvolgimento di una vasta rete di partner locali, tra cui l’Associazione Sognalibro, l’Associazione Il pranzo al sacco e le istituzioni scolastiche cittadine.
“I libri liberano con l’immaginazione e curano con le storie”, spiega l’assessore alla Cultura della Città di San Severino Marche, Vanna Bianconi, richiamando il mito della dea Feronia, protettrice della natura a cui la città ha dedicato il suo storico teatro, e che funge da guida ideale per questo percorso di riconnessione tra civiltà e mondo naturale. Al termine della rassegna verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
Dopo il via libera del Consiglio Comunale alla variazione di bilancio, che ha confermato il contributo annuo di 190mila euro per Musicultura, oggi la Giunta ha compiuto un ulteriore passo di programmazione approvando una convenzione triennale con il festival della canzone popolare e d’autore.
Si tratta di una scelta significativa, che consente agli organizzatori di pianificare le attività con una prospettiva a lungo termine. Uscire dall’incertezza e adottare una convenzione pluriennale offre infatti una base stabile su cui costruire e programmare le future edizioni del festival, garantendo maggiore continuità e respiro strategico a una delle eccellenze culturali del territorio.
“Il Comune di Macerata rinnova con convinzione il proprio impegno a fianco di Musicultura, approvando una convenzione triennale che rafforza una collaborazione storica e strategica per la nostra città – ha dichiarato il sindaco Sandro Parcaroli. – Musicultura non è solo un evento di grande prestigio nazionale, ma un patrimonio culturale che negli anni ha saputo valorizzare giovani talenti e promuovere l’immagine della città oltre i confini locali. Questa intesa, raggiunta grazie al dialogo continuo con la Regione Marche, ci permette di programmare con maggiore stabilità e visione, investendo sulla cultura come leva di crescita, attrattività e sviluppo economico per il territorio”.
Soddisfazione è stata espressa anche dall’assessore agli Eventi, Riccardo Sacchi, che ha sottolineato come la convenzione rappresenti un vero e proprio cambio di passo amministrativo: “Garantendo stabilità per tre anni, diamo maggiore certezza organizzativa a una manifestazione che è uno dei fiori all’occhiello della nostra proposta musicale e culturale. Non è solo una questione di cifre, ma di metodo: permettere a Musicultura di avere una visione di lungo periodo significa investire seriamente sulla qualità e sulla risonanza del festival. Il nostro obiettivo è dare basi solide a chi porta il nome di Macerata alla ribalta nazionale, favorendo una crescita costante che ricade positivamente sull’intero tessuto cittadino”.
Fondazione Marche Cultura - Marche Film Commission annuncia gli esiti del bando regionale 2025 a sostegno delle produzioni audiovisive, del piano complessivo di investimenti della Regione Marche sul PR FESR 2021-2027. Tra le domande pervenute sono stati selezionati sette lungometraggi e una serie televisiva, per un totale di investimento di 2 milioni di euro, opere che producono un indotto economico diretto e indiretto nelle Marche di oltre 7 milioni di euro.
“Con i risultati di questo bando diamo continuità all’investimento di questi ultimi tre anni dove abbiamo dimostrato con successo che il cinema può diventare una vera leva di sviluppo per la Regione --- dichiara Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission - Investire nel settore significa investire in economia reale, secondo Cassa Depositi e Prestiti ogni euro speso in una produzione audiovisiva genera 3,54 euro di impatto sull’economia: promozione, turismo, reddito, occupazione diretta e indotta, crescita dei servizi e rafforzamento delle piccole imprese locali e lavoro per tutti: alberghi, ristoranti, operatori commerciali, fornitori vari e imprese artigiane. È un circuito virtuoso che crea valore a lungo termine. Ad ulteriore conferma dell’enorme potenziale dell’audiovisivo, il recente successo della nuova serie tv Colpa dei sensi, tra i vincitori del bando, andata in onda in prima serata su Canale 5 e girata totalmente nelle Marche”.
Il bando della Regione per il sostegno alle produzioni prevede che almeno il 20% delle riprese sia realizzato nelle Marche e riconosce punteggi più alti alle opere che coinvolgono professionalità e imprese marchigiane. È una misura che incentiva la nascita di un tessuto produttivo stabile, fatto di maestranze locali, service tecnici e aziende creative.
“Il nostro obiettivo — continua Agostini — è consolidare questo ecosistema, creando un impatto strutturale sull’economia regionale. Il cinema deve diventare un settore produttivo a tutti gli effetti, con una filiera riconosciuta e un indotto in crescita costante”.
Ecco i vincitori del bando 2025 a sostegno delle produzioni audiovisive per la sezione film e serie televisive.
la fiction di successo Colpa dei sensi diretta da Simona Izzo e Ricky Tognazzi, prodotta da Compagnia Leone Cinematografica in onda in tre prime serate su Canale 5 dal 30 gennaio al 17 febbraio. Protagonisti Gabriel Garko e Anna Safroncik con loro nel cast Tommaso Basili, Marco Cocci, Lina Sastri, Giorgia Wurth e Francesco Venditti. Girata tra i comuni di Fermo, Porto San Giorgio, Ancona, Genga, Fabriano e Fossombrone, la serie tv ha mostrato la bellezza delle Marche ad una media di oltre 2.433.000 telespettatori ogni serata. La storia racconta del ritorno di Davide ad Ancona che sconvolge la vita di Laura ed Enrico. Davide vuole far luce sulla morte della madre, per la quale il padre si è sempre dichiarato innocente. Quando Enrico viene trovato morto, Davide diventa il principale sospettato, dando il via ad un oscuro mistero.
L'estate peggiore della mia vita è il film diretto dal regista marchigiano Gianluca Santoni, originario di Monte Urano (FM), già candidato con la sua opera prima Io e il secco ai David di Donatello 2025 (sezione Miglior esordio alla regia). Prodotto da Nightswim Srl, il film affronta temi come il divorzio e il rapporto genitore-figlio in chiave comica. Le riprese inizieranno tra fine primavera e inizio estate 2026 e si svolgeranno nell’area di Porto San Giorgio. E’ la storia di Pietro, undici anni, che affronta la separazione dei genitori durante una vacanza al mare negli anni '90. Insieme a Martina, una ragazza più grande e decisa, organizza piani per salvare il matrimonio dei suoi. Un’avventura alla scoperta delle fragilità degli adulti e delle prime cotte.
Wrestling magia è il titolo dell’opera firmata dalla regia di Andrea Tagliaferri e prodotta da Archimede Srl (Matteo Garrone) ad oggi in preparazione che prevede sei settimane di lavorazione nelle Marche tra siti storici e aree industriali, location ideali per l'estetica pop del film.La storia narra di Jo, una ragazza solitaria che nasconde il volto deformato dietro una maschera da wrestler. Grazie a delle caramelle magiche, riesce a vedersi bella per poche ore, ma il prezzo per la sua salute è alto. Dovrà scegliere tra l'illusione e l'accettazione di sé.
Anche io è il film diretto da Eleonora Puglia (Blue) prodotto da Camaleo che vedrà tra i luoghi principali il Castello di Gradara e dimore storiche marchigiane del Piceno, tra cui Villa Cicchi.Eva è la protagonista della storia, una giovane cantante ambiziosa intrappolata in un matrimonio freddo con Jacopo, uno sceneggiatore distratto. Attraverso manipolazioni, ricatti e ambizione, Eva scala il successo nel mondo dello spettacolo, trasformandosi radicalmente pur di ottenere il potere desiderato.
Un mondo percepito di Pierpaolo Marcelli e il film prodotto da Undicidue3 che verrà girato nel territorio di Pesaro e vedrà il coinvolgimento di molti giovani esordienti locali.La pellicola vede protagonista Marco, un manager di successo di 49 anni che vive una vita monotona e rigida. L'incontro scontro con Chiara, una diciassettenne attivista per l'ambiente, stravolgerà completamente il suo mondo e le sue certezze.
La regola dell'amico il nuovo film di Giampaolo Morelli prodotto da Italian International Film. Già in lavorazione nelle Marche, in particolare ad Ancona -centro storico , Passetto e porto turistico- Osimo, le Grotte di Frasassi e l’aeroporto di Fano, la pellicola vede nel cast Giampaolo Morelli, Francesco Arca, Ilaria Spada in una storia tra amicizia e sentimenti. Fil e Anna sono migliori amici da sempre. Quando lei gli chiede un "favore biologico" per avere un figlio senza legami sentimentali, Fil accetta, rendendosi però conto di amarla. L'arrivo di un nuovo pretendente, Ronnie, complicherà i suoi piani di conquista.
Briciole d'amore è il film che porta la firma della regista Ekaterina Khudenkikh (A se stesso). Prodotto da Meet Productions, ambientato a Grottammare, racconta di un gruppo di donne capaci di trasformare la solitudine in solidarietà. Maria, segnata dalla perdita del figlio, scopre insieme ad altre donne il potere di cucinare dolci in segreto per donarli alla comunità, creando un movimento invisibile di cura e resistenza.
Gli illusionisti è il nuovo film diretto dall’ attore e regista Pino Quartullo prodotto da QualityFilm SRL che sarà girato nelle Marche per ben 4 settimane. La trama ruota attorno a una storia ambientata in una città, dove la Chiesa tenta di intervenire nella politica locale candidando un sacerdote giovane e carismatico, rivelando dinamiche tra realtà e "illusioni" politiche.
Nei giorni scorsi il Maestro Carlo Iacomucci è stato ospite della dirigente scolastica, professoressa Lucia Nonni, della Scuola del Libro–Liceo Artistico di Urbino. L’importante Scuola è una delle più antiche Istituzioni artistiche italiane e la brillante direttrice, che è ad Urbino dal 2023, ha posto in essere strategie per rilanciare l'Istituto, con l'obiettivo di riportarlo agli alti livelli che merita e far tornare ad Urbino i Maestri che si sono formati in questa prestigiosa sede.
Iacomucci è definito dalla critica poeta-incisore per la capacità di portare il fruitore in un ambiente onirico, capace di catturare il mistero delle cose. La cifra stilistica di Iacomucci risiede nella forza espressiva del segno; egli riesce a creare un mondo ricco di simboli evocativi come l’albero della vita, gli aquiloni, il vento, i manichini e le sette gocce, numero che rimanda alla completezza e alla perfezione.
Il Maestro ha raccontato l’emozione provata nel vedere gli attuali elaborati dei ragazzi, sentendosi proiettato negli anni '60 quando frequentava la Scuola del Libro all’interno del Palazzo Ducale. Un’altra forte emozione l’ha vissuta nell’Aula di tecniche incisorie, dove ha visionato pietre litografiche, lastre di zinco, legni di testa, torchi calcografici e una vecchia ma funzionante macchina a stampa “piana”. Il professore ha potuto incontrare, oltre alla Direttrice, i docenti Giovanna Forlani, Andrea Passanisi e Susanna Ugoccioni, condividendo con loro la propria ricerca artistica e culturale.
Durante l'incontro si è parlato di creare future occasioni di collaborazione, con l'idea di dedicare una mattinata all'incontro tra studenti e docenti. Iacomucci, già insegnante presso l’Accademia di Lecce e successivamente presso i Licei di Varese e Macerata, ha ricevuto numerosi premi nazionali ed internazionali. Inoltre, nel 1999, ha fondato con Don Ezio Feduzi la Galleria d’arte Contemporanea della Fondazione “il Pellicano”.
Il Maestro ama definirsi un incisore che quando non incide dipinge.
Grazie all’incredibile mobilitazione della comunità, l’iniziativa nata per valorizzare e rendere fruibile la preziosa collezione di libri e DVD appartenuta a Claudio Gaetani ha superato ogni aspettativa.
A darne notizia è il Civitanova Film Festival, che spiega come la campagna di crowdfunding abbia segnato un successo importante: la cifra minima utile alla causa di 7.500 euro, necessaria per avviare il progetto di catalogazione e digitalizzazione della parte libraria di tale collezione, è stata non solo raggiunta ma ampiamente superata, toccando quota 11.730 euro. Questo significa che l’obiettivo prefissato è stato centrato al 156%, grazie alla generosità di 147 sostenitori che hanno creduto nel valore di questo “ponte verso il futuro” dedicato alla memoria di Claudio Gaetani.
Peppe Barbera e Michele Fofi, direttori artistici del CFF, vogliono innanzitutto fare “un ringraziamento speciale al Banco Marchigiano, il cui sostegno è stato fondamentale e determinante per dare forza e concretezza a questa visione, dandoci anche il là per lanciare la campagna. Accanto a loro, il nostro grazie va alla piattaforma Ginger per il supporto tecnico e al Comune di Civitanova e alla Marche Film Commission per la costante vicinanza".
La riuscita di questa impresa collettiva è stata resa possibile grazie alla famiglia di Claudio Gaetani e ai suoi amici più cari, al lavoro della Cooperativa Era (che si occuperà della catalogazione e digitalizzazione, nda) e di tutti coloro che hanno scelto di donare. Un plauso va a Diletta Diomedi, Marco Amato e Claudio Centioni, che hanno lavorato instancabilmente al progetto e a tutto lo staff del CFF. La nostra gratitudine - continuano - si estende anche a chi ci ha supportato non solo economicamente, ma anche nell’organizzazione degli eventi correlati alla campagna: la compagnia Les Moustaches, la S.O.M.S. di Corridonia e l’Ask Centro Fonti San Lorenzo di Recanati”.
“Speriamo - concludono Fofi e Barbera - che questo sia solo il primo di una serie di tasselli che andranno a collegarsi per la realizzazione della Biblioteca del Cinema, un luogo anche fisico che si rivolgerà ai giovani nell’ottica di creare uno spazio aperto di condivisione, coesione e di scambio tra generazioni. In tutto ciò, il cinema è il motore e collante, nel ricordo di Claudio”.
Grazie a questi fondi, gli investimenti saranno così ripartiti: 7.500 euro verranno destinati alla catalogazione e digitalizzazione del fondo; 1.900 euro permetteranno l’acquisto di 95 nuovi libri che andranno ad arricchire la biblioteca; i restanti saranno ripartiti tra arredi e ultime voci necessarie al completamento dell’opera.