“Poeta dell’assenza, dell’attesa, del desiderio”, come lo definì Alain Robbe-Grillet, Michelangelo Antonioni è stato uno dei padri del cinema moderno. Al suo sguardo, capace di trasformare lo spazio in un vero protagonista della narrazione, è dedicato il quinto appuntamento di Millimetri, in programma domenica 19 aprile alle ore 18.00 al Politeama Franco Moschini di Tolentino.
Ad aprire la serata sarà la proiezione di Esterno giorno, cortometraggio della regista e storica dell’arte Giulia Magno, ospite con un talk dedicato all’universo creativo di Antonioni tra cinema, architettura e pittura. A seguire, la proiezione di Zabriskie Point, visionario esordio americano del cineasta ferrarese.
Uno degli elementi più innovativi della poetica di Antonioni è la centralità dello spazio. Nei suoi film, architetture e paesaggi non sono semplici sfondi, ma diventano presenze vive, capaci di riflettere la dimensione interiore dei personaggi fino a imporsi come veri protagonisti della scena.
In questo contesto si inserisce Esterno giorno (Giulia Magno, 2022, 8’), girato tra Italia e deserto del Wadi Rum: un viaggio nei luoghi del cinema di Antonioni che attraversa la Roma de L’eclisse (1962), la Ravenna de Il deserto rosso (1964) e le scogliere della Sardegna, dove sorge la Cupola progettata da Dante Bini per Antonioni e Monica Vitti. Il film nasce anche da uno scambio epistolare tra Antonioni e il pittore Mark Rothko, riflettendo sul rapporto tra soggetto e paesaggio, visibile e invisibile.
A seguire, Zabriskie Point (1970, 110’), film culto del periodo americano insieme a Blow Up e The Passenger. Ambientato tra Los Angeles e la Death Valley, racconta il conflitto tra individuo e società dei consumi, restituendo il clima delle contestazioni studentesche di fine anni Sessanta. Il deserto californiano diventa spazio simbolico: libertà e fuga, ma anche luogo ambiguo dove desiderio e realtà si confrontano.
Giulia Magno è regista, storica dell’arte e curatrice. I suoi lavori sono stati presentati in istituzioni internazionali come l’Institute of Contemporary Art di Miami, la Serpentine Gallery di Londra, le National Galleries of Scotland, il Museums Quartier di Vienna e il New Museum di New York. Ha collaborato con MAXXI di Roma, ICA di Londra e Museo Nazionale del Cinema di Torino.
Biglietti: 12€ + prevendita, disponibili al botteghino del Politeama (lun–ven 16–19 e da tre ore prima degli spettacoli) e online su www.politeama.org/biglietti.
L’iniziativa “Millimetri. Il design a misura di tutti” è organizzata dalla Fondazione Franco Moschini in collaborazione con la Fondazione Design Terrae, con il patrocinio del Comune di Tolentino, Fondazione Marche Cultura e ADI MAM, e con il contributo e la partecipazione di numerosi partner culturali e istituzionali.
Un grande annuncio per Castelraimondo e per il Premio Ravera: l’edizione 2026 sarà infatti condotta da Amadeus, noto volto televisivo ed ex direttore artistico del Festival di Sanremo. Contestualmente, il Comune di Castelraimondo ringrazia Carlo Conti per i tre bellissimi anni trascorsi insieme che lo hanno visto alla conduzione del “Premio Ravera. Una canzone è per sempre”.
Quest’anno quindi lo scettro passa ad Amadeus, uno dei volti più autorevoli e riconoscibili della televisione italiana, che inaugura una nuova tappa del suo variegato percorso professionale e che Castelraimondo non vede l’ora di accogliere per fargli scoprire bellezze e tipicità del territorio. Conduttore e direttore artistico di straordinario successo, ha firmato e guidato il Festival di Sanremo dal 2020 al 2024, realizzando alcune delle edizioni più seguite degli ultimi anni e contribuendo a rinnovarne linguaggio e pubblico.
Con una carriera pluridecennale tra radio e televisione e programmi di grande successo come “Affari Tuoi” e “I Soliti Ignoti”, Amadeus si è affermato come punto di riferimento nel panorama dell’intrattenimento nazionale, capace di coniugare esperienza, ritmo e grande capacità di coinvolgimento. Attualmente è impegnato nella conduzione del game show “The Cage” su Nove e come giudice di “Amici” di Canale 5, dove individua nuovi talenti insieme ai suoi colleghi e a Maria De Filippi.
La sua conduzione garantirà sicuramente al “Premio Ravera” uno stile elegante, dinamico e di forte impatto, valorizzandone ulteriormente il profilo e l’attrattività a livello nazionale. L’appuntamento è per domenica 20 giugno alle ore 20.30 presso il campo sportivo di Castelraimondo.
Nel frattempo, c’è grande soddisfazione per il Comune di Castelraimondo in merito alla vendita dei biglietti: nonostante manchino ancora più di 2 mesi, sono tanti i tagliandi già acquistati. Tagliandi in vendita su Ciaoticket.
MACERATA – Teatro della Filarmonica gremito in ogni ordine di posti, con molte persone rimaste in piedi, per la conferenza di Dario Fabbri, tra i più noti analisti geopolitici italiani e direttore della rivista Domino. L’incontro, organizzato dal Rotary Club Macerata Matteo Ricci, è stato occasione per presentare il libro “Il destino dei popoli” e ha richiamato un pubblico numeroso e attento, con una significativa presenza di giovani.
Fin dall’inizio, Fabbri ha indicato nella demografia uno dei principali fattori per comprendere la politica internazionale. L’Italia, con un’età media di 48 anni – tra le più alte al mondo – si contrappone a Paesi come gli Stati Uniti o l’Iran, caratterizzati da popolazioni molto più giovani.
“Dove i giovani sono minoranza – ha spiegato – tendono ad adattarsi ai valori della maggioranza più anziana”, orientandosi verso stabilità e sicurezza. Al contrario, nelle società giovani emergono tensioni e spinte verso il cambiamento.
Ampio spazio è stato dedicato all’analisi dell’Iran, definito un caso emblematico di “geopolitica umana”, ovvero un approccio che mette al centro popoli, identità e memorie storiche.
Fabbri ha smontato l’idea di un Paese omogeneo, evidenziando la presenza di diverse componenti etniche: persiani, curdi e azeri, ciascuno con una propria identità. Eventi storici lontani, come le alleanze del XVI secolo, continuano ancora oggi a influenzare i rapporti interni.
Secondo l’analista, anche la scelta dello sciismo da parte della Persia nel XVI secolo va letta in chiave geopolitica: non solo religione, ma strumento per creare coesione interna e distinguersi dai rivali regionali.
Nel commentare le proteste esplose dopo la morte di Mahsa Amini nel 2022, Fabbri ha evidenziato il divario tra la lettura occidentale e le dinamiche interne: le fratture etniche e il forte senso di identità nazionale influenzano profondamente la risposta della società iraniana.
È stato richiamato anche il pensiero di Michel Foucault, che già negli anni Settanta aveva intuito come l’Iran non fosse destinato a replicare modelli occidentali, ma a seguire un proprio percorso.
Altro tema centrale, quello dei recenti equilibri militari: secondo Fabbri, gli interventi esterni non hanno raggiunto gli obiettivi strategici dichiarati, né sul piano nucleare né su quello politico.
Particolare attenzione è stata dedicata allo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale, il cui controllo resta conteso e rappresenta una criticità per gli equilibri internazionali.
In chiusura, Fabbri ha lanciato una riflessione metodologica: l’Occidente fatica a comprendere il mondo perché lo interpreta solo con le proprie categorie.
Ha sottolineato l’importanza di discipline spesso trascurate, come antropologia, lingue e storia comparata, ricordando come anche eventi globali – come la Seconda guerra mondiale – vengano percepiti in modo diverso a seconda dei Paesi.
L’incontro si è concluso con numerose domande da parte del pubblico, segno di un interesse concreto verso i temi trattati. L’atmosfera è stata partecipata e dinamica, con Fabbri capace di alternare rigore analitico e linguaggio accessibile.
Soddisfazione per la riuscita dell’evento è stata espressa dagli organizzatori, tra cui il segretario Renzo Tartuferi e il presidente Tobia Sardellini.
Un cambio di testimone di altissimo profilo attende il pubblico del Teatro Lauro Rossi. Per il concerto previsto oggi, giovedì 9 aprile alle ore 21:00, a causa di un infortunio che ha colpito Alexander Lonquich, salirà sul podio e al pianoforte Louis Lortie. Acclamato dalla critica internazionale per la sua versatilità e con una discografia che vanta oltre 45 registrazioni per Chandos Records, Lortie è una vera stella del panorama pianistico, seguito ogni mese da più di 250.000 ascoltatori sulle piattaforme di streaming.
L'artista franco-canadese assumerà la doppia veste di solista e direttore d'orchestra, guidando la FORM – Orchestra Filarmonica Marchigiana in un programma raffinato dedicato a Mozart e Mendelssohn. L'apertura è affidata al celebre Concerto per pianoforte e orchestra n. 20 in re min., K. 466 di Wolfgang Amadeus Mozart. Composto nel 1785, il brano è noto per la sua intensità drammatica e per quel pathos innovativo che già all'epoca prefigurava le inquietudini del Romanticismo, mettendo il solista in un serrato confronto dialettico con la compagine orchestrale.
La seconda parte della serata sarà interamente dedicata a Felix Mendelssohn-Bartholdy. Il pubblico potrà ascoltare l'Ouverture "La favola della bella Melusina", un'opera del 1833 ispirata alla leggenda della sirena che prova a vivere tra gli uomini, simbolo del desiderio e della malinconia tipicamente tedeschi. In chiusura, Lortie e la FORM eseguiranno il Concerto per pianoforte n. 1 in sol min., Op. 25, un lavoro scritto tra Roma e Monaco in cui il compositore amburghese intreccia brillantemente il virtuosismo tecnico con un dialogo orchestrale solido e convincente.
L'evento è realizzato in collaborazione con il Comune di Macerata e vanta il supporto tecnico di Roberto Valli Pianoforti. Per gli ultimi biglietti disponibili (con prezzi che variano dai 5 ai 20 euro), è possibile rivolgersi alla biglietteria dei teatri in piazza Mazzini o consultare i circuiti online.
Non una semplice esposizione di quadri, ma un vero e proprio viaggio sensoriale tra scienza e anima. Dal 13 al 30 aprile, il foyer “Franco Moschini” del Politeama di Tolentino ospiterà la mostra di pittura “Tolentino, il territorio dei colori”, firmata dal poliedrico artista Leonardo Corneli. L'inaugurazione ufficiale è prevista per sabato 11 aprile alle ore 18:00, un appuntamento che promette di svelare una visione inedita del paesaggio marchigiano.
Corneli si presenta con una riflessione che sfida la percezione comune, mescolando fisica e arte: "Cosa copio? E a cosa lo incollo? Noi viviamo in un mondo a colori! No, l’Universo non è a colori… l’Universo è pervaso esclusivamente da onde elettromagnetiche. Noi, umani, abbiamo un convertitore di onde: il nostro occhio in entanglement con il cervello tramuta l’onda in colore. Noi amiamo vedere il mondo a colori".
L'artista, che ha intrapreso il suo percorso pittorico giovanissimo in un momento di profonda trasformazione personale dopo la perdita del padre, si è affermato negli anni nell'ambito dell'Impressionismo Astratto, raccogliendo consensi per la capacità di tradurre sulla tela memorie del territorio e slanci poetici.
L'esposizione non vuole essere solo un'esperienza estetica individuale, ma una proposta sociale per la città. Corneli immagina infatti una Tolentino capace di diventare il "Paese dei colori", coinvolgendo i cittadini in un processo di sensibilizzazione che passi attraverso la forza dell'arte.
"I pittori e gli artisti ci presentano questo universo colorato, mentre la stragrande maggioranza delle persone vive nella quotidianità e fa diventare i colori mera abitudine – spiega Corneli –. I colori hanno riempito la mia vita e non mi sono mai assuefatto. Quando vado ad una mostra copio certe emozioni e le incollo al mio animo".
La mostra, ad ingresso libero, sarà visitabile presso gli spazi espositivi del Politeama dal lunedì al venerdì, dalle 17:00 alle 20:00, fino al termine del mese di aprile. Un'occasione per i visitatori di immergersi in vibrazioni cromatiche che trasformano il paesaggio reale in una scenografia astratta e vibrante.
Due giorni di pura energia, 38 band pronte a darsi battaglia e i grandi successi che hanno segnato il primo decennio del nuovo millennio. Torna a Macerata l’11 e il 12 aprile la settima edizione del Contest Lizard, l’evento organizzato dall'Accademia Musicale Lizard che promette di trasformare il Teatro Don Bosco in un’arena sonora di respiro nazionale. La kermesse, curata dal Centro Culturale Crescendo APS, vedrà sfidarsi sul palco formazioni provenienti sia dai laboratori di Musica d’Insieme della scuola maceratese, sia realtà esterne attratte dal prestigio del contest.
Il filo conduttore di quest'anno sarà la musica degli anni 2000, con un repertorio che spazia dalle sonorità dei Coldplay ed Elisa, passando per il punk-rock di Avril Lavigne e i Green Day, fino al pop di Lady Gaga e al rock italiano di Ligabue e dei Negrita. La competizione è stata suddivisa in tre grandi momenti: si partirà sabato 11 aprile alle ore 21:00 con la categoria dai 15 ai 25 anni, per poi proseguire domenica 12 aprile alle ore 16:00 con i giovanissimi dagli 8 ai 14 anni e concludere la serata di domenica, dalle ore 21:00, con la categoria degli over 25.
A valutare le performance sarà una giuria di qualità presieduta dal bassista e compositore Mario Guarini, già collaboratore di icone come Baglioni e Zero, affiancato da esperti del calibro di Stefano Lelii, Samuele Giacomozzi e Domenico Candellori. In palio c'è un montepremi complessivo di 2.500 euro, con premi da 500 euro assegnati dai tecnici e premi da 250 euro decretati dalla Giuria Popolare, composta dal pubblico presente in sala munito di apposite schede di voto.
Il direttore artistico Massimo Liverotti si è detto felice e meravigliato dell’incredibile adesione per questa edizione, sottolineando come il contest confermi la volontà dei partecipanti di mettersi in gioco per crescere musicalmente e umanamente. Liverotti ha evidenziato come dietro le quinte si condividano emozioni e ansie, uniti dalla convinzione che la musica debba essere fatta insieme.
Ha inoltre rimarcato il salto di qualità tecnico con scenografie innovative e grandi produzioni realizzate in collaborazione con Heptagon, garantendo che la trasparenza della giuria metterà il merito al primo posto.
Oltre alle band, uno spazio di rilievo sarà dedicato ai ragazzi di "Polivocalità", guidati dal cantautore Leonardo Frezzotti. Il gruppo proporrà un medley di Tiziano Ferro eseguito esclusivamente a cappella, puntando su armonizzazioni vocali complesse per offrire al pubblico un’esperienza sensoriale unica. I biglietti per assistere agli spettacoli sono disponibili al costo di 15 euro per l'intero e 7,50 euro per il ridotto dedicato ai bambini fino a 6 anni.
Non solo immagini da osservare, ma emozioni da vivere con tutti i sensi. È questa la promessa di “Sinestesia”, la mostra fotografica multisensoriale in programma dal 10 al 13 aprile 2026, dalle ore 13 alle 19, presso la Palazzina Sud del Lido Cluana di Civitanova Marche.
L’esposizione nasce dall’incontro di giovani talenti che hanno saputo unire linguaggi artistici e sensibilità diverse, dando vita a un’esperienza immersiva e originale. Il percorso espositivo si distingue per la capacità di andare oltre la fotografia tradizionale, grazie all’integrazione di stimoli sensoriali come suoni, materiali e odori, che accompagnano ogni scatto e rendono la visita coinvolgente e a 360 gradi.
Ideatori del progetto sono la fotografa Lara Baiocco, gli scrittori Greta Rogani e Kevin Clement, l’artista Andrea Broccolo e la direttrice artistica Sofia Recchi, protagonista della presentazione ufficiale in Comune alla presenza del sindaco Fabrizio Ciarapica e dell’assessore al Turismo Mara Orazi.
“Siamo felici di accogliere e sostenere iniziative come questa – ha dichiarato il sindaco – perché rappresentano l’energia e la creatività delle nuove generazioni e contribuiscono a rendere Civitanova Marche una città sempre più viva dal punto di vista culturale”.
Sulla stessa linea l’assessore Mara Orazi, che ha sottolineato come “Sinestesia” rappresenti un esempio concreto di arte come esperienza e attrazione, capace di arricchire l’offerta turistica e culturale del territorio, valorizzando talenti emergenti e nuovi linguaggi espressivi.
La realizzazione della mostra è stata possibile grazie alla collaborazione del Comune di Civitanova Marche e al supporto di Progetto Infissi. Ingresso libero.
Un ponte d’arte e innovazione si tende tra le Marche e Manhattan. L’artista e performer civitanovese Sergio Carlacchiani è stato ufficialmente selezionato per la prima edizione del "Trofeo delle Arti Creative a New York", prestigioso riconoscimento promosso dalla Fondazione Effetto Arte. L'evento, di rilevanza internazionale, porterà l'eccellenza italiana nel cuore pulsante del mercato artistico mondiale.
A rappresentare la cifra stilistica di Carlacchiani sarà un’opera di dimensioni imponenti e dal forte impatto visivo: "New York, the home of artificial intelligence". Realizzata nel 2025, la tela misura 200 x 300 cm e si avvale di una tecnica mista complessa e ancestrale al tempo stesso. L'artista ha fuso l'uso di spray, acrilico e diluenti con l'azione viva del fuoco, creando un cortocircuito materico che riflette sulle sfide della modernità.
La selezione, curata dal Dott. Rino Lucia e dal presidente Sandro Serradifalco, inserisce Carlacchiani in un ristrettissimo novero di interpreti scelti per l'alto valore estetico della loro ricerca. Grazie a questo riconoscimento, l'opera del performer civitanovese sarà al centro di una video esposizione unica dal 9 al 12 aprile all'interno dell'Art Expo di New York, la fiera più esclusiva del settore, frequentata dai più importanti collezionisti, direttori di musei e art buyer globali.
Il Trofeo nasce con l'obiettivo di premiare quegli artisti che, come Carlacchiani, contribuiscono a valorizzare la tradizione compositiva italiana all'estero attraverso linguaggi contemporanei. Per la città di Civitanova e l'intera provincia di Macerata, la partecipazione di un proprio esponente a una vetrina così ambita rappresenta un traguardo di assoluto prestigio, confermando la vitalità culturale del territorio capace di dialogare con le grandi capitali
Macerata si prepara a riabbracciare uno dei suoi gioielli architettonici e artistici più preziosi. Sabato 4 aprile, dopo una breve pausa, Palazzo Ricci riapre ufficialmente al pubblico, garantendo la visitabilità anche per le giornate di Pasqua e Pasquetta. Un’occasione imperdibile per turisti e residenti che desiderano immergersi nel dialogo unico tra l’edificio gentilizio settecentesco e i capolavori dell’arte italiana del XX secolo.
La riapertura segna l’inizio di una stagione 2026 che si annuncia particolarmente dinamica. Il primo grande appuntamento in calendario è fissato per sabato 18 aprile, quando verrà inaugurata la mostra dedicata a Mario Pompei, figura poliedrica di scenografo e illustratore del secolo scorso.
Il Presidente della Fondazione Carima, Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, ha tracciato un bilancio entusiasta dell'anno passato, preannunciando nuove collaborazioni istituzionali: "Il 2025 è stato molto positivo sia in termini di iniziative che di presenze. Abbiamo programmato un calendario ambizioso che affiancherà la collezione permanente con monografiche riguardanti artisti del XX secolo che troveranno qui il loro contesto ideale".
Visitare Palazzo Ricci significa attraversare la storia dell’arte moderna in un contesto d'epoca: 180 opere tra dipinti e sculture dove i nomi di Balla, Boccioni, Carrà, de Chirico e Fontana convivono con gli arredi nobiliari della casata Ricci. Il percorso si conclude con la suggestiva cappellina di famiglia, che custodisce il prezioso Compianto su Cristo morto di Vittore Crivelli, una tappa quasi d'obbligo durante le festività pasquali.
A Sarnano si celebra una nuova tappa nel percorso di rinascita del territorio con l’inaugurazione e la riapertura della chiesa di Santa Chiara, nel cuore del centro storico. Un evento che arriva dopo un primo importante giro di interventi nel polo museale adiacente e che rappresenta un simbolo concreto della ricostruzione post sisma, non solo materiale ma anche culturale e sociale.
Il sindaco Fabio Fantegrossi ha sottolineato il valore identitario dell’edificio: "Una chiesa che si connette al tessuto urbano. È un edificio simbolico del comune di Sarnano", ricordando come l’attuale struttura sorga sull’antica chiesa di San Pietro. L’edificio, in stile barocco, si distingue per la sua verticalità ed eleganza, con una facciata convessa e un linguaggio architettonico dinamico caratterizzato dall’uso del mattone. Il recupero della chiesa assume un significato ancora più ampio perché inserito all’interno di un sistema culturale più articolato. "È fondamentale il suo recupero perché la chiesa è annessa al polo museale, che è stato recentemente ristrutturato e riallestito", ha aggiunto il sindaco, evidenziando l’obiettivo di creare un percorso culturale diffuso che colleghi pinacoteca, teatro, chiesa e altri luoghi simbolo del territorio.
A rimarcare l’importanza del momento è stato anche Guido Castelli, commissario alla ricostruzione, che ha parlato di un percorso lungo e complesso: "È una giornata importante. I km che faccio ogni giorno aumentano perché stiamo vedendo i frutti di un lavoro che è iniziato anni fa". Dopo un decennio dal terremoto, i segnali sono concreti: "Dopo dieci anni tutto si sta mettendo per il meglio", ha affermato, ricordando come siano state già ristrutturate circa 1200 chiese. Castelli ha poi sottolineato un aspetto cruciale della ricostruzione: "La ricostruzione è anche prevenzione. Questo serve anche a prepararci alla prossima scossa che verrà", evidenziando come l’esperienza maturata rappresenti un patrimonio di competenze fondamentale per il futuro.
Il tema della rinascita sociale è stato al centro anche dell’intervento di Silvia Luconi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha evidenziato il cambiamento vissuto negli ultimi anni: "Dopo dieci anni, in cui all'inizio vedevamo le persone che se ne andavano, oggi vediamo riaprire luoghi e tornare gente". Un processo che va oltre la ricostruzione fisica: "Oltre alla costruzione materiale ci deve essere una ricostruzione immateriale, che faccia rivivere l'entroterra". Sulla stessa linea Pierpaolo Borroni ha ribadito la necessità di un impegno parallelo sul piano sociale: "Dobbiamo ricostruire un tessuto sociale contemporaneamente alla valorizzazione del nostro territorio".
Fondamentale anche il lavoro di recupero delle opere d’arte, come spiegato da Pierluigi Morriconi della Soprintendenza Marche Sud: "Abbiamo portato via le opere, ristrutturandole e salvandole alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Ed oggi le possiamo rivedere di nuovo qui". Le opere, provenienti dalla pinacoteca e dalla chiesa, tornano così alla comunità, mentre alcune saranno protagoniste anche di una mostra internazionale a Monaco di Baviera.
La direttrice dei lavori Deborah Licastro ha evidenziato l’importanza dell’intervento, dal valore di 300mila euro, definendolo uno degli ultimi completati: "Restituirla oggi alla comunità di Sarnano è un momento di grande emozione, arrivato grazie a un lavoro di sinergia tra ministero, impresa, amministratori e soprintendenza". I lavori sono stati eseguiti dalla ditta AR di Alessandrini Nello, contribuendo a riportare alla luce un edificio che nel tempo ha già affrontato due terremoti.
La riapertura della chiesa di Santa Chiara rappresenta così molto più di un semplice recupero architettonico: è il segno tangibile di una comunità che, dopo anni difficili, torna a vivere i propri spazi, a valorizzare la propria storia e a guardare con fiducia al futuro.
"Fa un certo effetto essere decano e sentirsi ancora un praticante: questo mestiere non smetti mai d’impararlo, guai se ti senti arrivato perché il giornalismo è una forma altissima di artigianato”. Parole di Carlo Cambi che sabato 28 marzo ha ricevuto da Franco Elisei, presidente dei giornalisti marchigiani, al Teatro Le Muse di Ancona, nel corso dell’annuale assemblea dei giornalisti, il premio per cinquanta anni d’iscrizione all’Ordine.
A vent’anni pubblicista, a ventidue professionista, il più giovane d’Italia allora, inseguendo una profezia di una maestra ebrea, Emma Azria. “Stava in casa dai nonni; avevo tre anni quando scoppiò il caso Fenaroli. Una Garlasco degli anni del boom con cui imparai a leggere e a scrivere ma soprattutto a essere curioso. La buona Emma disse: dovresti immaginarti giornalista”.
Caso ha voluto che l’assunzione venne a Il Tirreno, evoluzione del Telegrafo, poi c’è stato tanto: la rivolta al carcere di Volterra con il procuratore Iosto Ladu che lo mandò a trattare con i carcerati dove finì ostaggio con un coltello alla gola, la strage di Bologna con i Nar che volevano farlo secco, le indagini su Sereno Freato, il segretario particolare di Aldo Moro.
Poi c’è stato l’approdo a La Repubblica, diventando caporedattore alle pagine di economia, intervistando i potenti della terra e i politici: tutti uguali in fin dei conti. Oddio tutti no, racconta Carlo Cambi: “Giovanni Paolo II mi mise i brividi. La prima volta che lo incontrai avevo la febbre: dovevo scrivere. Lui si fermò, mi accarezzò: la febbre scomparve e feci un gran pezzo".
"Da membro del comitato di redazione dovetti gestire l’addio di Eugenio Scalfari. Ho pianto così solo quando sono morti babbo Pietro e Mauro Mancini a cui devo tutto: è stato il mio maestro di giornalismo. Di lui mi restano le lettere e due insegnamenti: i tuoi occhi, i tuoi orecchi, le tue mani sono quelli attraverso cui sentono, vedono, operano centinaia di migliaia di lettori: non tradirli mai, cerca sempre la verità. L’altro: nel nostro mestiere ognuno è solo con la sua macchina per scrivere. Me ne sono accorto da vecchio”.
Spenti i riflettori de La Repubblica, anche se la sua creatura I Viaggi di Repubblica resta un unicum, come poi Il Mangiarozzo, c’è stata tanta televisione: La Prova del Cuoco, decenni di Linea Verde, In Viaggio con Marcello, i talk show come opinionista da Di Martedì a ReStart, Agorà, Uno Mattina, “ma io resto un uomo di carta”.
Tanta carta: La Repubblica, L’Espresso, Epoca, Panorama, poi Il Giornale, Libero oggi La Verità e di nuovo Panorama.
L’insegnamento presso l’Università di Macerata in Marketing del Turismo e in Teorie e politiche del Turismo, i master tenuti alla Bocconi e alla Sapienza, la mia passione per il mondo dell’enologia e l’Oscar del vino vinto come miglior giornalista|scrittore.
Un desiderio? “Poter dire ai ragazzi: fatelo anche se sembra impossibile”. Successe così cinquant’anni fa.
Arriva al cinema Cecchetti di Civitanova Marche It’s Never Over, Jeff Buckley, attesissimo documentario che esplora il mito del celebre cantautore attraverso filmati inediti e testimonianze profonde, svelando l’uomo dietro la voce celestiale.
Per l’occasione, l’Azienda dei Teatri promuove una proiezione evento con uno spettacolo unico in programma martedì 31 marzo, alle ore 21.15 (ingresso 10 euro). It’s Never Over, Jeff Buckley, diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg e co-prodotto da Brad Pitt, non è certo il solito documentario biografico, ma un viaggio sensoriale tra i frammenti di un’anima sospesa: un ritratto vibrante che celebra l'eredità immortale di un artista capace di trasformare la malinconia in pura luce.
Un solo album, il primo (Grace, 1994), è bastato perché Jeff Buckley (1966-1997), figlio del grande Tim Buckley, entrasse nella storia della musica, prima della tragica morte nelle acque di un affluente del Mississippi a trent’anni, nel 1997. Il documentario di Amy Berg ne ricostruisce la vita e l’itinerario artistico nel contesto culturale della New York degli anni Ottanta e Novanta.
"L’Azienda dei Teatri ha scelto di proiettare questo documentario perché è un’opera dalla potenza visiva e sonora devastante - le parole della presidente Maria Luce Centioni -, capace di travolgere lo spettatore ben oltre la semplice visione. La nostra sala vuole essere un presidio culturale che dà voce a ritratti d’autore speciali: per questo abbiamo voluto trasformare l’uscita del film in una vera proiezione evento. Non è solo un tributo a Jeff Buckley, ma un’esperienza collettiva necessaria per chiunque creda ancora nel potere salvifico della bellezza e del talento puro".
Flavio Corradini, già rettore dell’Università degli Studi di Camerino e docente ordinario di Informatica nello stesso ateneo, ha pubblicato con Franco Angeli Editore il suo nuovo libro, dedicato a uno dei temi oggi più discussi: l’Intelligenza Artificiale generativa. Il volume richiama l’attenzione sulla necessità di comprendere davvero natura, potenzialità e limiti di questi strumenti, sottolineando come il loro valore dipenda non solo dalla diffusione tecnologica, ma soprattutto dalla capacità di utilizzarli con competenza, senso critico e responsabilità.
“Negli ultimi mesi- dichiara Corradini- ho attraversato territori, contesti e comunità per raccontare cosa è, e cosa non è, la cosiddetta Intelligenza Artificiale generativa. Un tema che sento profondamente e che richiede, oggi più che mai, attenzione e consapevolezza. Gli strumenti non mancano: sono sempre più potenti e diffusi. Ma la vera sfida non è averli, è saperli utilizzare. E saperli utilizzare significa farlo con competenza, senso critico e responsabilità.
Solo così possiamo trasformare queste tecnologie in un reale valore per il lavoro, evitando al tempo stesso rischi e fraintendimenti che potrebbero metterci in difficoltà. Un grazie sincero a Franco Angeli per la fiducia e per aver creduto in questo progetto”.
In occasione della Giornata Mondiale del Teatro, venerdì 27 marzo alle ore 18 e sabato 28 marzo alle ore 10, il Comune di Macerata organizza una visita guidata gratuita al Teatro Lauro Rossi.
L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con Macerata Culture e l’associazione Sferisterio aderendo alla call della Fondazione Marche Cultura. L'obiettivo è la valorizzazione del patrimonio dei teatri storici presenti sul territorio regionale.
Il percorso guidato permetterà ai visitatori di scoprire la storia e l'architettura del teatro cittadino, approfondendo il ruolo della struttura come centro di aggregazione culturale.
Informazioni e prenotazioni: il ritrovo è fissato all'Infopoint, in piazza della Libertà, 18. L'ingresso è gratuito su prenotazione da effettuare al numero 0733 060279, e – mail macerata.cultura@orologionetwork.it .
Rush finale per i 60 artisti convocati al Teatro Rossi di Macerata per la selezione dei 16 finalisti di Musicultura 2026. Sei alla volta si esibiscono da giorni davanti al caloroso pubblico e alla giuria guidata dal direttore artistico Ezio Nannipieri e composta da: Stefano Bonagura giornalista e produttore artistico di Musicultura, Marco Maestri compositore, la prof.ssa Gillian Susan Philip dell’Università di Macerata, il professor Daniele Tomassoni dell’Università di Camerino, la cantautrice Roberta Giallo, la regista Giulia Grandinetti e le due giurie studentesche degli atenei di Macerata e Camerino, partner culturali del Festival. In particolare, per l’Università di Camerino la giuria di Musicultura annovera gli studenti: Renato Nicolae Agnello, Veronica Baldini, Ludovica Catena, Andrea D’Aquanno, Jordan Dell’Elce, Alessandro Ippoliti, Lucia Lucernoni, Carolina Malatini, Mattia Romanella e Paola Russo.
Nella penultima serata delle Audizioni Live l’artista di Udine Giavitto ha conquistato il Premio del Pubblico Banca Macerata. L’ambito riconoscimento di tappa è stato consegnato da Rodolfo Zucchini consigliere di Banca Macerata e dal vicesindaco del Comune di Macerata Francesca D’Alessandro: “Musicultura è un Festival di cui Macerata va profondamente fiera, un progetto che, anno dopo anno, lascia un segno nel panorama nazionale grazie a una comunità straordinaria fatta di talento, passione e visione. In un momento in cui avvertiamo forte la necessità di dare spazio e fiducia ai giovani, Musicultura rappresenta un vero e proprio laboratorio in divenire, capace di offrire opportunità concrete e di far crescere generazioni di artisti e professionisti”.
Giavitto ha conquistato il pubblico con brani di forte impatto narrativo ed emotivo: “Il ministero dell’amore” e “Stelle e striscia” (la cena di famiglia). Figlio di un musicista che ha partecipato a due edizioni di Musicultura, Andrea Giavitto incarna una ricerca artistica che affonda le radici nell'amore per la parola e nel dubbio come strumento di indagine. La sua visione musicale si configura attorno a sonorità prevalentemente folk, intrecciate ad elementi di progressive rock e hip hop che creano un linguaggio ibrido e contemporaneo.
L’album Artù, il suo progetto più recente e significativo, rappresenta il manifesto artistico più maturo di Giavitto che sintetizza e proietta in avanti la sua visione estetica e concettuale.
Rosita Brucoli, cantautrice pugliese classe ’99 si è esibita con “Agente” e “Lasciamo papà” un tema quello del lutto per la perdita del padre che diventa nella sua musica accettazione, e nel contempo forza ed energia. Le sue parole si fondono con melodie incisive e sonorità calibrate, con una potenza evocativa capace di scavare nell'anima. Cresciuta tra l'eleganza senza tempo di Mina e l'irriverenza rap di Caparezza, Rosita si afferma dopo il trasferimento a Torino nel 2017: collabora con Niccolò Fabi al Reset Festival, apre concerti per Willie Peyote, Colapesce e Carmen Consoli.
A Milano nel 2019 studia canto pop al Conservatorio Verdi. I riconoscimenti fioccano: Giffoni Music Concept Award (2021), Premio Nebbiolo (2022), e l'album d'esordio Camminare e Correre. Nel 2025 segna il ritorno con il secondo disco Siamo Stati Guai, pubblicato con Sound To Be, a cui fa eco il Premio per la miglior composizione e testo originali a "Musicante – In viaggio con Pino Daniele".
Gabriele Esposito di Massa Di Somma (Napoli), classe 1998, ha incantato il pubblico con "Si mannammor'" e "L'unica", il brano che in poco tempo dall’uscita ha ottenuto oltre un milione e mezzo di stream. Esposito coltiva un legame viscerale con la tradizione musicale partenopea, mantenendo uno sguardo aperto alle sonorità d'oltreoceano. Si forma nelle strade della Campania, Napoli, Salerno, Cava de' Tirreni, con Via Scarlatti al Vomero che rappresenta il suo luogo d'ispirazione e riferimento musicale. La dimensione live è l'elemento costitutivo del suo percorso: un incontro diretto con il pubblico che fonde identità, passione e radici, creando uno stile personale che dialoga costantemente tra folklore e modernità. Il suo EP Via Scarlatti (2022) e i successivi singoli, tra cui "'Na rivoluzione (Sento 'o bbene ca me faccio)" (2024), testimoniano l'evoluzione di una ricerca sempre più consapevole e matura.
Con una voce potente e una presenza scenica carica di energia, La Noce di Latina, ha proposto “Nuotare” e “Volpe”, due brani in cui alterna graffi e carezze, muovendosi con naturalezza tra suggestioni elettroniche e sonorità pop. Prodotta da Matteo Gabbianelli, Marta La Noce pubblica nel 2022,Libera con Cecilia Lavatore: un progetto discografico e teatrale dedicato a storie di donne e diritti civili, dove musica e parola diventano rito collettivo. Vincitrice del Meeting Music Contest, del Premio Nuovo IMAIE e del Premio Stream Believe di Music For Change 2025, porta sui palchi energia, urgenza e identità, aprendo concerti e spettacoli di Bandabardò, Anna Castiglia, Sabina Guzzanti e Zulù dei 99 Posse.
Manuella di Sassari, ha offerto “Trippi” e “Undi è l’amori” il brano intenso e potente che più rappresenta la cantautrice sarda, ispirato da un canto tradizionale dell’isola: “la corsicana”. Originaria di Budoni, Manuela Manca è una cantautrice alternative pop dalla voce ipnotica e viscerale che trasforma memorie ataviche e radici etnomusicali in un sound contemporaneo caratterizzato da stratificazioni vocali sintetiche ed eteree, elettronica scura e melodie sospese. La sua musica intensa ed immersiva crea architetture sonore di luce e ombra, desiderio e tensione. Con ogni nota Manuella forma spazi emotivi profondi dove il suono diventa introspezione, mistero e pura energia magnetica.
Da Trieste sul palco di Musicultura Acqua Distillata canta Ribaltavapori, con un set acustico composto da chitarra violoncello e violino ha presentato i brani “Gaia” e “Il mercato degli abbagli”. Ribaltavapori al secolo Antonio Uras e Acqua Distillata nome d’arte di Lucia Gatto, hanno unito le loro sensibilità artistiche per realizzare un album dal titolo Acqua Distillata canta Ribaltavapori. Il progetto, suddiviso in due volumi, rappresenta un viaggio musicale nel mondo della canzone d’autore, ispirato ai toni degli anni ’60 e arricchito da arrangiamenti orchestrali. L’album, scritto interamente da Ribaltavapori e co-prodotto con Sesto, si configura come un concept che esplora tematiche di attualità invitando l’ascoltatore a una riflessione profonda sulla società contemporanea.
Questa sera sabato 21 marzo ultimo appuntamento con le Audizioni live saliranno sul palco gli ultimi sei artisti: Il Maestrale – Bari; Isabella Privitera – Bologna; Chino – Roma; Federico Baldi – Bergamo; angelae– Padova; Chiara Accardi – Paler
Macerata – In occasione della conferenza stampa di presentazione delle Giornate FAI di Primavera tenutasi a Macerata (LEGGI QUI), il professor Gerardo Villanacci, giurista, docente e editorialista del Corriere della Sera, è stato ospite del Picchio Podcast per parlare di cultura, diritto e tutela del patrimonio. Villanacci, presidente del Consiglio Superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici presso il Ministero della Cultura, ha offerto una riflessione a tutto tondo sul ruolo della cultura nella società italiana.
Partendo proprio dal FAI, esso secondo Villanacci rappresenta un’occasione unica per scoprire luoghi che altrimenti resterebbero sconosciuti: “Attraverso il FAI possiamo conoscere luoghi che probabilmente non avremmo mai scoperto se non fossero stati messi in evidenza dall’iniziativa. Rendere fruibili questi spazi è fondamentale.” Il professore ha sottolineato come la tutela del patrimonio da parte dello Stato sia stata essenziale per preservare tesori storici e artistici, ma che oggi la sfida sia valorizzare e rendere accessibili questi luoghi. “Pensiamo allo Sferisterio, che durante la stagione lirica richiama migliaia di visitatori: la fruibilità è parte integrante della cultura”, ha spiegato.
Nel corso dell’intervista, Villanacci ha riflettuto sul diritto contemporaneo, sottolineando come esso debba avere una funzione promozionale: non solo regolamentare, ma anticipare esigenze e contribuire al progresso della società. “Quando ero studente ho letto un manuale di diritto cosmico: un esempio di come il diritto debba essere avanguardista e propositivo”, ha raccontato. Il professore ha anche richiamato l’importanza della prudenza, citando il discorso del Papa all’apertura dell’anno giudiziario in Vaticano: “Oggi più che mai è necessario riflettere prima di assumere decisioni, soprattutto nel contesto culturale e giuridico”.
Villanacci ha sottolineato la responsabilità degli italiani nella tutela del patrimonio: “Se dovessi difendere la cultura in Tribunale, l’accusa principale sarebbe il lungo disinteresse verso i luoghi storici e artistici. Solo con la Costituzione del 1948 l’Italia ha posto la cultura come diritto fondamentale, sancito dall’articolo 9”.
Riguardo a Macerata e alle Marche, il professore ha evidenziato la ricchezza del territorio: “La Regione Marche è straordinaria. Ci sono teatri storici, due siti UNESCO come Urbino e il centro storico di Fabriano. È paradigmatica delle bellezze italiane”.
L’intervista ha toccato anche temi legati alle nuove tecnologie: “L’intelligenza artificiale è straordinaria e ci aiuta nella vita quotidiana, ma la centralità deve restare della persona. La tecnologia non può prevalere sull’essere umano, che deve guidarla, non esserne guidato”.
Villanacci ha concluso riflettendo sul ruolo del giurista contemporaneo: “Oggi un giurista deve avere una visione più ampia, conoscere economia, sociologia e antropologia. Occuparsi di norme significa occuparsi di regole applicate alle persone, tenendo sempre presente proporzionalità e ragionevolezza”.
La trentasettesima edizione di Musicultura entra nel vivo e regala un'ottava serata di Audizioni Live ricca di emozioni e talento. A trionfare nel cuore del pubblico maceratese è stata Angelica Perri, cantautrice calabrese classe 2001, che si è aggiudicata il Premio del Pubblico Banca Macerata.
L'artista ha conquistato la platea del Teatro Lauro Rossi con i brani “Apparentemente intera”, un inno alla riscoperta della propria forza interiore, e “Licange”, un originale gioco linguistico in dialetto calabrese dal profondo messaggio pacifista. A consegnare il riconoscimento sono stati Alberto Borroni, consigliere di amministrazione di Banca Macerata, e John McCourt, Rettore dell’Università di Macerata, il quale ha sottolineato con emozione come la creatività e la passione di questi giovani artisti rappresentino una luce di speranza e un futuro luminoso per l'intera comunità.
Il legame tra il Festival e l'Ateneo maceratese si conferma più solido che mai. Sono ben 19 gli studenti dell'UniMc impegnati attivamente nelle operazioni delle Audizioni Live, suddivisi tra la Giuria e la redazione di "Sciuscià", il blog ufficiale della rassegna.
Il team dei giurati vede protagonisti Giulia Albertini, Silvia Ardini, Fulvio Borredon, Irene Brandis, Andrea Canullo, Irene Cecchi, Gaia Cerquetella, Eleonora Lai, Silvia Salzano e Francesca Pia Ventura. Parallelamente, il racconto giornalistico è affidato a Alice Cruciani, Rita De Finis, Francesca De Mutiis, Aurora Mancinelli, Emanuele Moscatelli, Paolo Pistocchi, Leonardo Sperandini, Mattia Terenzi e Benedetta Trabucco, che documentano ogni sfumatura di questa maratona musicale.
Oltre alla vincitrice della serata, il palco ha ospitato una varietà di proposte artistiche di altissimo livello. Rossana De Pace, già reduce dai palchi di San Siro e del Maradona in apertura ai Negramaro, ha fuso radici mediterranee e tensioni urbane, mentre il veneziano Alessandro Ragazzo, polistrumentista laureato in chitarra jazz e recentemente ospite a Propaganda Live, ha esplorato ballate malinconiche dalle atmosfere retrò. Spazio anche alle sonorità dark e consapevoli di Versailles (Luca Briscese), volto noto di X Factor, e alla scrittura colta di Cesare Augusto Giorgini, attuale membro della band di Niccolò Fabi, che ha presentato il suo progetto ispirato all'Odissea. Ha chiuso il cerchio il giovanissimo romano scacciapensieri, capace di unire il rigore dell'Opera lirica all'urgenza dell'indie rock per raccontare il caos emotivo della Gen Z.
L'attesa è ora tutta per domani, sabato 21 marzo, quando si celebrerà l'ultima serata delle Audizioni Live presso il Teatro Lauro Rossi. Per chi non potrà essere presente in sala, l'evento sarà garantito da una copertura mediatica capillare con i collegamenti su Rai Tgr Marche, le dirette su èTv Marche e lo streaming sui canali social ufficiali di Musicultura (Facebook e YouTube). Sarà l'ultimo atto di una selezione che ha trasformato Macerata nella capitale della nuova canzone d'autore italiana.
Il cuore monumentale di Tolentino si avvia a ritrovare il suo antico splendore. Nel pomeriggio di giovedì 19 marzo, il commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli e il sindaco Mauro Sclavi hanno effettuato un sopralluogo tecnico presso il cantiere della Basilica di San Nicola, duramente colpita dal sisma del 2016.
Alla visita hanno preso parte anche il senatore Elena Leonardi, il sottosegretario regionale Silvia Luconi e i tecnici dell'Ufficio Ricostruzione e dei Lavori Pubblici, insieme ai rappresentanti della ditta Leonardo srl e alla direttrice dei lavori, l'ingegner Ilaria Persico dello Studio Acale.
Il punto della situazione ha confermato l'andamento positivo dei complessi interventi di consolidamento e riqualificazione. Dopo aver messo in sicurezza la facciata storica, il campanile e le pareti esterne su piazza Silverj, i restauratori si stanno ora concentrando sugli spazi interni.
Un primo traguardo importante è previsto per la fine di aprile 2026, quando riaprirà al pubblico la Cappella del Santissimo Sacramento. In quest’area sono stati ultimati i restauri dei fregi e dei dipinti di Francesco Ferranti, compresi i medaglioni dedicati a Filefo e Niccolò Mauruzi, mentre a breve verranno sostituite le vetrate colorate danneggiate dalle scosse. Per quanto riguarda invece il presbiterio e l’abside, dove sono in corso i delicati restauri degli affreschi di Foschi e Fontana, la conclusione dei lavori è stimata per settembre 2026.
La notizia più attesa riguarda l'avvio dei lavori nel Cappellone, considerato uno dei cicli pittorici giotteschi più rilevanti al mondo e attribuito a Pietro da Rimini. In questi giorni le impalcature sono state ampliate per permettere ai restauratori di intervenire sulle microfratture causate dal terremoto.
Per garantire la massima protezione, l’arca quattrocentesca al centro della sala è stata sigillata e la statua policroma del Santo è stata messa in sicurezza. L’obiettivo dell'amministrazione e della struttura commissariale è di restituire questo gioiello dell'arte trecentesca alla città e ai turisti in concomitanza con le festività di San Nicola a settembre 2026.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Mauro Sclavi, che ha sottolineato come la Basilica rappresenti un apice dell'arte italiana al pari della Cappella degli Scrovegni. "È stato emozionante ammirare da vicino la ricchezza dei particolari degli affreschi", ha dichiarato il primo cittadino, ringraziando il commissario Castelli per i fondi messi a disposizione. La rinascita della Basilica non è solo un atto di fede, ma un’operazione di valorizzazione territoriale che punta a riconsegnare alla comunità e agli amanti dell’arte un patrimonio di inestimabile valore storico.
Il MIND Festival scalda i motori per l'edizione 2026 e annuncia uno dei nomi più attesi della scena musicale contemporanea: Ditonellapiaga. La cantautrice Margherita Carducci, reduce da un trionfale terzo posto alla 76ª edizione del Festival di Sanremo, approderà sul palco del Campo Sportivo Mariotti per quella che si preannuncia come una delle date più calde dell'estate marchigiana.
L'artista arriva a Montecosaro forte di un successo travolgente. Il suo brano sanremese "Che fastidio!" ha dominato per due settimane consecutive la classifica EarOne Airplay come pezzo più trasmesso dalle radio italiane, senza dimenticare la vittoria nella serata delle cover insieme a Tony Pitony sulle note di The Lady is a Tramp.
Ditonellapiaga porterà al MIND il suo stile camaleontico e la sua inconfondibile sfumatura electro-dance, proponendo anche i brani del nuovo album "Miss Italia", in uscita il prossimo 10 aprile. Un disco nato da un profondo percorso di riscoperta personale e scritto insieme ad Alessandro Casagni, che promette di rivelare il lato più autentico e coraggioso della cantautrice.
La manifestazione si conferma come uno degli appuntamenti musicali più rilevanti non solo delle Marche, ma di tutto il centro Italia. Il MIND Festival è riuscito negli anni a costruire un'identità unica, capace di coniugare i grandi concerti live con una proposta multidisciplinare che abbraccia cultura, intrattenimento e gastronomia.
Oltre alla musica, il cuore pulsante dell'evento è rappresentato da una vasta area food con oltre mille posti a sedere, zone dedicate al gaming e ai podcast, aree relax per le famiglie e mercatini artigianali. Fondamentale resta anche il legame con il mondo accademico e i giovani, grazie a collaborazioni attive con le principali università del territorio.
L'approdo di Ditonellapiaga a Montecosaro arricchisce un albo d'oro che ha visto passare sul palco del Mariotti nomi del calibro di Steve Aoki, Marracash, Mahmood e i The Bloody Beetroots, oltre a icone come Jarabe de Palo e i Coma Cose. La capacità del festival di intercettare i trend musicali del momento, mantenendo però radici ben salde nella crescita culturale locale, attira ogni anno migliaia di spettatori da tutta la regione e da fuori Marche. I biglietti per assistere allo show di Ditonellapiaga sono già disponibili sul circuito Ciao Tickets.
Il cuore pulsante del centro storico torna a ospitare i libri e il silenzio operoso dello studio. È stata inaugurata lo scorso 14 marzo la nuova Biblioteca Comunale di Monte San Giusto, ospitata nei suggestivi locali di Palazzo dei Priori, in via Garibaldi. Un traguardo storico per la comunità, che colma un vuoto durato oltre due decenni e restituisce ai cittadini uno spazio di aggregazione e crescita intellettuale.
Il progetto di riqualificazione, fortemente voluto dall'amministrazione comunale, ha beneficiato del sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia di Macerata, che ha contribuito all’allestimento attraverso lo strumento dell’Art Bonus.
La nuova biblioteca si estende su una superficie di circa 140 mq, progettata per essere un luogo accogliente e funzionale. Oltre ai classici tavoli per la lettura e lo studio, la struttura dispone di una sala riunioni, postazioni lounge per il relax e una connessione Wi-Fi ad alta velocità.
Particolare attenzione è stata rivolta anche allo scalone d’ingresso, trasformato in un'area di condivisione con sedute dedicate e una galleria fotografica che raccoglie gli scatti più belli realizzati negli ultimi anni dai giovani talenti locali. "Volevamo un luogo bello che invogliasse gli utenti a frequentarlo già per com’è, oltre che per quello che contiene", ha dichiarato il consigliere delegato alla cultura Mauro Spinelli.
L’offerta culturale è variegata: i testi a scaffale aperto per il prestito breve spaziano dai classici alla narrativa contemporanea, fino ai libri per l'infanzia. La sezione dedicata alla sola consultazione custodisce invece tesori sulla storia locale e l'arte marchigiana.
Non poteva mancare un omaggio all'identità di Monte San Giusto come "Città del Sorriso": la biblioteca ospita infatti un fondo speciale dedicato al clown, all’umorismo e alla comicoterapia, donato dall’associazione Caos (già Librisate).
L'inaugurazione è solo l'inizio di un percorso di integrazione territoriale. "Abbiamo risposto a un'esigenza espressa dai cittadini, colmando una lacuna che durava da vent'anni", ha concluso Spinelli. I prossimi obiettivi riguardano l'adesione ufficiale al circuito Bibliotecario Marche Sud e l'inserimento dell'intero patrimonio librario nel catalogo unificato regionale, per rendere il servizio ancora più accessibile e moderno.